La settimana comincia con TRESPASS, album di gran valore dei GENESIS. Mentre in macchina di prima mattina attraverso le campagne che mi portano a Scandillius per lavoro, mio chiedo se sia davvero WIND AND WUTHERING il mio album preferito dei GENESIS, perché ogni volta che sento TRESPASS mi meraviglio di quanto sia bello.
Come previsto, arriva il pacchetto da Amazon.it. La settimana comincia bene. Manca un cofanetto … arriverà nei prossimo giorni. Rispetto al passato ho cambiato metodo, invece che fare un ordine grosso ogni due o tre mesi, ne faccio diversi di modiche quantità…comunque sono sempre 86 euro. Dovrei contenermi ma il fatto è che non posso farne a meno, mi sono essenziali per andare a vanti.
Sia lunedì che martedì vado da Brian a fargli da mangiare. Prima di lasciarlo vuole darmi un bacio e mi dice che sono il suo mito. Non facile avere a che fare con tutto questo sentimentalismo. Evidentemente mi ammorbidisco anche io perché in macchina mentre torno in ufficio mi sento DRUPI…
Solo un momento di nostalgia, perché poi tolgo DRUPI e infilo nel lettore il bootleg dei VAN HALEN “ON FIRE IN FRESNO” del 1979.
La sera mi godo il CHELSEA che elimina il BARCELLONA nella prima semifinale di Champions League. Anche gli inglesi si ritrovano in 10 contro i campioni dell’anticalcio, proprio come l’Inter due anni fa. La squadra di Di Matteo resiste e alla fine porta addirittura a casa un 2 a 2, MERITATISSIMO.
25 Aprile passato in tranquillità. Un pensiero alla Resistenza, ai Partigiani, alla Liberazione, un crogiolarsi al sole nel posto in riva al mondo, guardare l’Inter che finalmente vince e convince, vedere il Milan che vince a fatica col Genoa. Alla sera assisto un po’ stupefatto alla bella vittoria del Bayern sul Real di Mou nell’ultima semifinale di Champions League. A tal proposito un paio di amici mi inviano sms indicativi su quanto siamo ancora tutti legati a nostro signore Josè:
Mario C: “Sono teso come quando gioca L’Inter”
Picca “E’ giusto così. Se vuole la ciampionz torni ad Appiano”.
Bella giornata di calcio, per fortuna la groupie è comprensiva e non rompe il cazzo a riguardo.
Giovedì al lavoro è una giornata tranquilla, ho Brian in ufficio con me. Gira per l’ufficio, va in balcone, si sorprende anche delle cose più banali e spesso non riesce a trattenersi e parla, parla, parla. Cerco di lavorare, inserisco il risponditore automatico (“Sì, Brian, proprio così”), e mi faccio cullare dagli AGITATION FREE e dal loro sofisticato krautrock:
Venerdì mattina, esame del sangue in un laboratorio privato a Regium Lepidi. Ho sempre un sentimento strano quando giro da solo per Regium, città della mia stirpe che però io vivo da forestiero. Non so muovermi come vorrei…essendo nato a Ninetyland è Mutina che considero la mia città. E’ un pensiero sciocco, Mutina e Regium sono in pratica la stessa cosa, una sola città attraversata dal Secchia River, ma io coi pensieri sciocchi ci vado a nozze. Nel bar lì di fronte, un caffè macchiato, un krafen, una occhiata alla Gazza…resterà Stramaccioni? Esco e mi prende il blues dell’extraterrestre. Sto ascoltando FINARDI in questi giorni così alzo lo sguardo al di sopra dello skyscraper di Regium per vedere se arriva l’extraterrestre a portarmi via, su una stella che sia tutta mia. Il pensiero poi vola da Polbi, in questi giorni dovrebbe essere in giro tra Chicago e New York…magari lui sta cercando l’extraterrestre affinché lo porti via perché vuole tornare indietro a casa sua.
(Regium Skyscraper – foto di TT)
Sulla Emily Road in direzione Stonecity mi lascio suggestionare da questa cosa dell’extraterrestre, e mi chiedo se potevamo fare qualcosa in più per non finire a fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarci da persone civili. Questo al di là della faccenda del rock, perché sì ci sarebbe piaciuto, avremmo dovuto vivere di musica ma forse bisognava rischiare di più per trovare una altra via. Ammesso e non concesso che fossimo musicisti, autori, figure degne di farcela (ma a vedere e sentire quanto c’è in giro direi proprio di sì), una volta che questo non si avvera, perché raccoglierci in posizione fetale nel grembo della grande madre del blues? Perché compiangerci, fare la parte degli incompresi, vestire i panni un po’ poetici del loser solitaro con il turbinio nell’anima? Non era meglio cambiare direzione? Perché insistere fino a sfiorire, per una cosa poi, il Rock, che forse non esiste nemmeno, una cosa che probabilmente è solo frutto della nostra fantasia?
Era possibile giocarci la vita in modo diverso? Toccare con mano i punti cardinali della nostra anima…Helena (Arkansas), Heston (Inghilterra), le montagne dello Utah, Rosario (Argentina), Setùbal (Portogallo)? Era possibile evitare di guardare sempre gli stessi orizzonti, di avere la vita cadenzata da orari e impegni quotidiani? Era possibile trovare il passaggio a nord ovest che ci portasse nei sentieri poco battuti del nostro animo? E se fosse possibile, saremmo in grado di abbandonare le nostre sicurezze (l’abbonamento a Sky, gli ordini su Amazon, il trovarsi alle feste dell’Unità con i confratelli della Congregazione degli Iilluminati del Blues?).
E’ con questo traffico nel cuore che apro la porta dell’ufficio. Avrei bisogno di un Southern Comfort…o di sentire Picca…
(Viandante Sul Mare Di Nebbia – Friedrich)
































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