ARTIST: Led Zeppelin
TITLE : Haven’t We Met Somewhere Before – Seattle Center Coliseum, Seattle, WA, 17 March 1975
LABEL: Empress Valley 2011
SOURCE: excellent soundboard
PERFORMANCE: JJJ1/2
SOUND QUALITY: JJJJJ
DISC:3
E’ difficile parlare del tour americano del 1975 senza premettere per l’ennesima volta che fu pesantemente condizionato dalla bronchite/laringite di Plant presa durante le prime date di gennaio a Chicago e dall’infortunio all’anulare della mano sinistra di Jimmy Page avvenuto pochi giorni prima della partenza. Non fu dunque certo una brillante idea quella di organizzare il tour durante l’inverno affinché alcuni membri del gruppo potessero stare con i figli durante le vacanze estive, la voce di Plant come detto ne risentì per tutta, e ripeto tutta, la durata della tournée. Certo, le performance del gruppo (quelle in Page in particolare) risentirono anche del costante e sempre più frequente uso di certe sostanze da parte di un paio di membri del gruppo , ma la voce di Plant che va e che viene rende problematico l’ascolto delle registrazioni del tour in oggetto.
E’ un vero peccato perché i bootleg soundboard del 1975 sono di una qualità sonora stupefacente; questo di Seattle è il decimo della serie se non sbaglio e se siete un fan dei Led Zep è naturalmente da avere. Nulla aggiunge e nulla toglie ai precedenti nove, forse Plant qui è un po’ più in forma e Page è meno discontinuo, ma restano alcuni momenti pieni di sbavature e confusione. Come spesso succede nelle registrazioni di questo tour, il gruppo sembra concentrato fino a DAZED AND CONFUSED, dopodiché perde energia e messa a fuoco. L’assolo di STARIWAY TO HEAVEN ad esempio sembra suonato senza costrutto, le improvvisazioni sembrano un po’ forzate e poco adatte ad un pezzo come quello, e anche Bonham esagera e contribuisce a rendere discutibile quella parte strumentale. THE CRUNGE, suonata nella sezione dedicata al collegamento tra WHOLE LOTTA LOVE e BLACK DOG, è come spesso capita pasticciata con Page, Jones e Bonham che non riescono a decidersi sul momento in cui cambiare accordo.
Ci sono però anche momenti di grandissima musica, un po’ auto indulgenti, ma davvero emozionanti. Le dilatazioni di certo pezzi e di certe improvvisazioni portano l’ascoltatore verso altri mondi, mondi dove l’essenza del rock si miscela al mistero della vita, alla coscienza e all’incoscienza dell’umanità. Sto parlando della sezione strumentale durante l’assolo di Page in OVER THE HILLS AND FAR AWAY, di TSRTS (The Song Remains The Same) e della parte centrale strumentale di NO QUARTER; qui poi durante il finale dell’assolo di chitarra si fa viva un po’ di pazzia da improvvisazione. Da citare anche DAZED AND CONFUSED, che con i suoi 35 minuti trasporta l’ascoltatore in uno shangri la elettrico dove i colori di orizzonti liquefatti prendono vita…(se vi sembro un po’ sopra le righe, ascoltatevela in cuffia, un sabato sera che siete a casa, sdraiati sul divano con due dita di Southern Comfort a portata di mano … se alla fine sentirete girare la testa sappiate che non è il bourbon di New Orleans…).
In sintesi, i Led Zeppelin nell’anno in cui iniziarono ad inseguire orizzonti perduti, tra decadenza e musica in bilico tra schitarramenti poco chiari e sublime aria sonora forgiata dal martello degli dei.
(nella foto: Seattle Center Coliseum)
(nella foto: l’interno del Seattle Center Coliseum, capacità 12,300 spettatori)
(nella foto: i LZ a Seattle il 17 marzo 1975)
(nella foto: JP a Seattle il 17 marzo 1975)
(nella foto: i LZ a Seattle il 17 marzo 1975)
(nella foto: i LZ a Seattle il 17 marzo 1975)






















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