The dust that floats high in june blues

27 Giu

Con giugno arriva impetuosamente l’estate. Dopo trenta giorni di pioggia grazie al maggio più piovoso e freddo degli ultimi anni, ritorna l’estate emiliana, quella che da bambino pareva lunghissima e che ti faceva sentire a posto con te stesso e il mondo. Le settimane che precedono il solstizio d’estate sono di fatto estate esse stesse, i campi sono in fermento, il verde esplode in tutta la sua esuberante cromia, ci si prepara per le messi e finalmente è possibile stendere ad asciugare dietro casa i blues.

Arkansas giugno 2019

Da quando vivo alla Domus Saurea spesso in estate mi par d’essere in Arkansas; seppur le nostre campagne emiliane siano naturalmente più abitate rispetto a quelle dello stato americano (chiamato dai francesi Arcansas, plurale di Quapaws, tribù di nativi americani), il paesaggio nella mia maruga rimanda alle terre basse di sud est di quello stato. Sarà perché io e miei amici siamo un po’ ossessionati dai poemi ancestrali che narrano la storia e le vicende del blues nero del delta, sarà perché anche la pollastrella con cui vivo è ben conscia e orgogliosa della vibrazione contadina che aleggia sulla nostra regione, ma il continuo aggancio tra la nostra campagna e le terre del sud degli stati uniti, dove sgorgò la musica che forma il liquido amniotico che ci ha visti immersi, pare inevitabile.

Polly e Lucia – Domus Saurea giugno 2019 – foto TT

Torna prepotentemente l’Emilia quando il giorno dopo mi fermo dalla madre della pollastrella, la Lucy, e lei mi regala una cabaret di tortelloni fatti sul momento …

I tortelloni della Lucy – giugno 2019 – foto TT

Adoro guardarla mentre con l’atavico savoir faire emiliano li prepara, rivedo mia nonna, mia madre e le mie zie … gesti che per quelli della mia generazione rimandano ai giorni felici dell’infanzia e dell’adolescenza.

la Lucy – giugno 2019 – foto TT

E mentre godo di quelle attività culinarie e rubo qualche scatto, faccio il parallelo con les Acadiens, quel gruppo etnico francofono che dal Canada si trasferì in Lousiana, nelle regione oggi conosciuta come Acadiana (che nel 1962 era ben assai più estesa e comprendeva una bella fetta di quelli che oggi chiamiamo stati uniti).

Lousiana (New France) 1692 circa.

D’altra parte, come ho già scritto qui sul blog, anche le nostre campagne in quegli stessi anni subirono il dominio francese, il nostro dialetto è fortemente influenzato dalla lingua dei Galli e parecchi nomi di paesi della zona derivano anch’essi da quell’idioma e da quel momento storico. Insomma, ormai lo si è capito, sono perso nei miei soliti vaneggiamenti.

Pink Night, Dark Night

Già, non mi stanco proprio mai di fare il parallelismo tra la mia terra e quella di Robert Johnson, e in estate le suggestioni si fanno potenti e ancor più inevitabili, anche quando ad esempio Io e Polly facciamo un salto alla notte rosa della frazione in cui viviamo. Dal posto in riva al mondo al centro della movida di Borgo Massenzio e ritorno occorre percorrere alcuni km, che facciamo a piedi. Un gelato e qualche minuto passato a vedere il gruppo che si esibisce. Si fanno chiamare Discoinferno, un chitarrista, un batterista, un tastierista, tante basi e tre o quattro cantanti / ballerini di cui solo una sa cantare. Nessun amplificatore, medley infiniti e il solito declino musicale tipico delle feste di paese di questi brutti tempi. Sia chiaro, lo scrivo ogni volta, nessuno pretende la Mahavishnu Orchestra, i Pink Floyd o gli Aerosmith, ma una maggior accuratezza nel scegliere la proposta musicale con cui allietare la gente sarebbe gradita. Rimaniamo un poco e poi ritorniamo, è domenica sera, meglio non fare troppo tardi.

Siamo comunque già vicini alla mezzanotte; quando camminiamo io e Polly amiamo scovare edifici esoterici o particolari e non essendo a Holland Park a Londra ci dobbiamo accontentare, così eccoci fermi dinnanzi ad una casetta che definiamo subito “del terrore”. Un po’ come le vecchie colonie in rovina sulla riviera emiliana romagnola di cui ogni tanto parliamo qui sul blog, anche questa casetta ci attira e ci spaventa. Incastonata tra altri edifici, sembra abbandonata a se stessa e quasi inghiottita da un cortile che sprofonda in una notte buia come la pece.

la casetta del terrore – Borgo Massenzio giugno 2019 – foto TT

Ci immettiamo poi nella stradina lunga e tortuosa, Giove ci indica il cammino e immancabilmente anche stasera immaginiamo cosa dovessero provare i bluesmen che negli anni trenta vagavano con una chitarra sulle spalle tra le campagne tenebrose di Clarksdale o Helena.

The long and winding road in a dark night – june 2019 – photo TT

L’ossessione per Robert Leroy Johnson mi divora, per qualche secondo mi immedesimo così tanto che vorrei prendere la prima scarsèda, la prima carreggiata insomma, trovare il primo incrocio e fare al botte con il primo diavolo che si avvicina …

ma poi la pollastrella mi riporta alla realtà e insieme ce ne torniamo alla Domus nella buia notte.

The long and winding road in a dark night – june 2019 – photo TT

SERIE TV: True Detective – Stagione 3 – TTTT½

Ottima la terza stagione di True Detective, davvero ben fatta. La stagione 2 non mi aveva preso, ma questa …

SERIE TV: Killing Eve- Stagione 1&2 – TTTT

Rilevante anche questa nuova serie. Tra i protagonisti principali Sandra Oh (Grey Anatomy) e Kim Bodnia (The Bridge/Bron/Broen)

SERIE TV: Il Trono Di Spade – Stagione 8 – TTT½

Ultima stagione per Il Trono Di Spade. Non è male e alla fin fine l’ho guardata con piacere ma per certe cose mi è parsa raffazzonata.

Suonare gli assoli del Dark Lord di prima mattina

Avendo qualche problema con il ciclo circadiano, talvolta sono costretto ad alzarmi presto. Mi preparo, faccio colazione e, una volta uscita la groupie, mi metto a suonare. Col gruppo vorremmo mettere sotto Good Times Bad Times, così prima di partire per Stonecity, mi ripasso l’assolo. Stricchi viene a imbarazzarsi della cosa, vorrebbe aiutarmi ma riesce solo a distrarmi.

Stricchi cerca di aiutarmi – Domus Saurea giugno 2019 – foto TT

Faccio il punto della situazione: sono le 7 del mattino e sono lì ad inseguire la solista del Dark Lord. A volte penso di essere un pazzo, ma cos’altro può fare un uomo di blues di un incerta età per trovare la forza di andare in ufficio ogni mattina?

Domus Saurea giugno 2019 – autoscatto

Walking By Myself

In giro per lavoro per Mutina. Cammino e penso, tra me e me, come sempre. Penso troppo, vorrei distrarmi ma non riesco, sono condannato a cogliere il lato blues delle cose, anche di quel vecchio palazzo e che vedo alla mia sinistra, palazzo che si erge tra gli alberi. L’intonaco che cade a pezzi e che si staglia nel blu chiaro del cielo.

Intonaco blues – Mutina giugno 2019 – foto TT

Mi chiedo perché devo sempre cedere a questi sentimenti e mi viene in mente Nina Simone, altra anima blues … salto di palo in frasca …

Mi impongo di smetterla e di passare ad altro. Devo cambiare atteggiamento. Texas Tornado aiutami tu.

Ebony And Ivory

Una delle mie ultime passeggiate in pausa pranzo a Stonecity la passo nel Parco Vistarino, incontro adolescenti a spasso dopo il loro ultimo giorno di scuola. Un ragazzina bianca, dallo sguardo smaliziato e già “grande”, e un ragazzo di pelle nera si scambiano un appassionato (seppur un po’ goffo) bacio alla francese. La prima cosa che mi passa per la testa è “in questa italia (con la i minuscola visti i tempi) salviniana sarà contento tuo padre“, poi sorrido pensando che tra una generazione probabilmente tutto questo odio razziale e diffidenza verso chi non è bianco e puro come un giglio si stempererà, alla faccia di chi oggi ci vuole divisi, chiusi in casa e pronti a sparare.

Storie di gatti alla Domus

I gatti della Domus non possono mancare in questi appuntamenti privi di senso che vergo qui sulle misere paginette del blog. Mi danno molta gioia e studio con molto interesse il loro comportamento.

Quella pazzoide della Stricchi nei momenti iperattivi è un missile striato che attraversa ogni stanza della Domus Saurea e i piccoli possedimenti esterni.

Palmiro al mattino ama farmi perdere tempo in modo che arrivi tardi al lavoro

Poco dopo l’alba esce per la sgambata mattutina e poi va ad asciugarsi dalla rugiada. Mica male la vita da gatto alla Domus.

It’s a hard life – Palmiro si asciuga al sole di prima mattin. – foto TT

Stricchi ogni tanto si annida tra i miei vinili, ne sceglie uno e lo fa cadere per terra, vinile che poi io metto sul piatto. Credo che inizi a capire che una delle magie che sanno fare gli umani è far uscire dell’aria sonora dalle quelle due torrette che chiamano casse. Ancora non riesco a capire se le piace o no, di certo è incuriosita.

Stricchi nei dischi- Domus Saurea giugno 2019 – foto TT

Stricchi, che quando scrivo in inglese chiamo Streaky (striata), mi appassiona davvero tanto. Come sappiamo è una gattina problematica, infanzia difficile nelle grinfie di una coppia di umani con annesse bambine piccole senza la minima considerazione per gli animali, fuga e approdo alla Domus Saurea dove si infila in casa per non uscirne più. E’ bello dunque vedere che dopo due anni inizia a smussare certe nevrosi e a considerarmi come suo umano di riferimento. D’estate passa tutta la notte fuori, in questo è un vero felino, al mattino si intrufola in casa verso le 6,15 dove staziona fino a sera. Se sono ancora a letto mi chiama fino a che non mi alzo e non le apro la porta. Di sera dopo cena, o prima di andare a dormire, ho preso a fare due passi lungo la stradina lunga e tortuosa, lei mi segue come un cagnolino, poi ad ogni occasione si getta per terra e mi offre la pancia da accarezzare, si fida ciecamente di me ed è un bel sentimento. Quando sono nello studiolo, viene e spesso si sdraia accanto a me … vuole restare in contatto, è il suo modo per farmi capire che sì, siamo due membri della stessa colonia.

Stricchi – Domus Saurea giugno 2019 – foto TT

Oggi, 26 giugno, sono sette anni che Palmiro vive con noi.

Qui sotto la storiella del suo arrivo

https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/

E’ una meraviglia avere rapporti così speciali con un felino, ormai ci intendiamo al volo, basta un’occhiata ed entrambi capiamo come comportarci. Una vera meraviglia, malgrado tenda sempre più spesso svegliarmi alle 4 del mattino.

Palmiro, 7 anni alla Domus – Domus Saurea giugno 2019 – foto TT

Metodi per sconfiggere il blues

Passo settimane non facili. Il lungo blues lavorativo che si protrae da un anno e mezzo è davvero troppo anche uno come me. E’ un pensiero fisso e costante che sorvola a mo’ di nuvoloni minacciosi la mia anima. Cerco di sfuggire alla cosa, uscendo a mangiare una pizza con la pollastrella, la cui maglietta mi ritempra un poco.

Nice t-shirt baby – Pizza time in Regium Lepidi – foto TT

Una volta tornati ce ne stiamo sul balconcino della Domus insieme a Palmir a contemplare il nero della notte… black cat miaowing in the dead of night …

Black cat singin’ in the dead of night – Polly & Palmir – photo TT

Uno dei miei amici del cuore vede che sono in difficoltà e alla sua maniera cerca di rimediare. Improvvisiamo una cenetta nella sua veranda, nell’ultima frazione a ovest sotto la provincia di Mutina, giusto sul confine con quella di Regium Lepidi. Ringalluzzito dalla magnifica serata, bevo qualche rum di troppo, spinto anche dal  bottiglione da 4,5 litri dell’acquavite ottenuta dalla distillazione della melassa della canna da zucchero o del suo succo che il mio amico porta in tavola.

Rum me up – Friends will be friends – Mario e Tim – giugno 2016 Villa Corra – foto Saura T

Ammiro la sua cantina …

la cantina di Mario – foto TT

sino a quando non mi porge un regalo. La settimana prima è stato a Malta con la sua groupie a vedere un concerto di Steve Hackett. Hanno il pacchetto Meet & Greet, così acquistano una copia in più dell’ultimo album dell’ex chitarrista dei Genesis e richiedono una dedica a mio nome. Beh, quando uno ha degli amici così il blues se lo fa passare.

I bicchierini di rum che butto giù sono davvero troppi e vado a casa ‘ca sun dur da gratèr ... che sono duro da grattare, come diciamo qui dalle nostre parti. Non sono solito esagerare, mi piace bere ogni tanto una buona birra, un buon bicchiere di lambrusco, di Francia Corta o due dita di Southern Comfort, ma non esagero mai, non sono il tipo … eppure stasera mi lascio andare. Essendoci la pollastrella so che non dovrò guidare e visto che devo disinfettare parecchie ferite dell’anima, lasa cla vaga …lascia che vada. Quando si è in quello stato tutto sembra bello, ma mi sento un po’ in colpa … cado sul letto come una pera cotta. Credo siano passati alcuni decenni dall’unica e ultima volta che mi sono ridotto così. La mattina dopo (domenica) mi sveglio tutto sommato in discrete condizioni.

Per qualche giorno vado ad acqua, ma poi una sera a cena mi concedo un prosecchino ghiacciato che bevo alla salute del mio amico.

Short France alla Domus – foto TT

Il blues comunque continua, la pollastrella cerca di sollevarmi il morale entrando in sala camuffata da Eremita; rido nel vederla riprodurre la copertina interna di LZ IV.

Polly The Hermiti – Domus Saurea giugno 2019 – foto TT

Un sabato sera viene anche a trovarmi Riff, una pizza e poi blues in libertà nella verandina della Domus Saurea.

Entrambi dediti all’esoterismo zeppeliniano e del sud degli stati uniti ci facciamo preparare l’Assenzio dalla pollastrella nel modo tradizionale. Zollette di zucchero flambé, cucchiai e bicchieri ad hoc provenienti dalla folclore di Nouvelle Orleans

che si sciolgono lumgfo Absinthe time at Domus Surea’s arbor – june 2019 – foto TT

Absinthe time at Domus Surea’s arbor – june 2019 – foto TT

Blues brothers Tim & Riff – Absinthe time at Domus Surea’s arbor – june 2019 – foto Saura T.

Mentre i grilli e le rane lanciano i loro richiami, ci ascoltiamo Dr John e la colonna sonora di Death Wish II prima di lasciarci con la promessa di rivederci presto.

Absinthe time at Domus Surea’s arbor – june 2019 – foto TT

Absinthe time at Domus Surea’s arbor – june 2019 – foto TT

Sul piatto della Domus

Alcuni dei miei soliti dischi per stemperare le virare i colori accesi di certi blues in tenue sfumature pastello …

Sul piatto della Domus – Foto TT

Sul piatto della Domus – Foto TT

Sul piatto della Domus – Foto TT

Sul piatto della Domus – Foto TT

Sul piatto della Domus – Foto TT

Sul piatto della Domus – Bootleg LZ Boston 1970 – foto TT

Change Jobs Blues

Cambiare lavoro quando si è un uomo di una incerta età non è semplice, men che meno quando dopo 17 anni passati da titolare si ritorna ad essere dipendente. E’ un brusco cambiamento a cui ci si deve adeguare,  credo che il segreto sia, almeno per i primi tempi, seguire la corrente e non pensare troppo. Già, non pensare troppo, come fosse facile, noi uomini di blues non facciamo altro che pensare, hangman of a thief world … boia d’un mond lèder … boia d’un mondo ladro, come diciamo qui dalle nostre parti.

Mi risollevano un po’ le email d’addio dei miei (ormai ex) clienti, così affettuose e sincere da lasciarmi stupito, e l’accoglienza dei veterani della ditta in cui ora lavoro. Già, dopo 19 anni sono tornato nell’azienda in cui ero approdato 30 anni fa, e i superstiti che sono ancora lì mi hanno tributato un riconoscimento d’affetto che non mi aspettavo, un calore che mi ha emozionato. Non so che sarà di te, Tim Tirelli, ma ora che hai tolto la polvere dalla tua scopa, che hai fatto pulizia, continua a correre col branco, non puoi fare altro.

2 Risposte to “The dust that floats high in june blues”

  1. lucatod 27/06/2019 a 14:27 #

    Mi è sembrato di scorgere una citazione della pellicola di Walter Hill (Southern Comfort), magari è solo suggestione… La terza stagione di True Detective è veramente bella e il protagonista un personaggio splendido.
    In questi giorni sto dando sollievo ai miei blues con la visione serale di un film della new hollywood (insomma rigorosamente anni’70) al giorno. Sembra funzionare..

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  2. mkebravo 30/06/2019 a 06:25 #

    Sono andato questa settimana al paese natio di mia moglie che sta sopra tivoli,
    ad una cinquantina di km da roma.
    Licenza é un borgo che ospita i resti della villa che mecenate regalo’ al poeta
    orazio flacco, quello del CARPE DIEM.
    Un amico mi invita per una serata a casa sua. Mi mostra i suoi vinili e lo stereo
    comprato da poco.
    Mentre mangiamo mio cognato mi annuncia che vuole riesumare il suo impianto
    perche’ la figlia di 19 anni vuole ascoltare vinili.
    Giovedi’ sera tira fuori dalla soffitta uno scatolone enorme.
    Io gli dico che non funzionera’ ma comunque lo montiamo in bella vista su un mobile.
    Le spie si accendono.
    La figlia ha un vinile sigillato ricevuto in regalo.
    The queen is dead degli smiths.
    Lo mettiamo sul piatto e come per incanto la musica esce sparata.
    Grande festa.
    Non ci avrei scommesso una lira.
    Perché quell’impianto lo compro’ mia moglie nel 1982 a bologna quando ci eravamo
    appena conosciuti.
    Lo portammo a roma e lo montai a casa sua .
    Poi il fratello minore lo sfrutto’ per anni.
    Quando mia moglie ottenne il trasferimento a bologna mia cognato le chiese lo stereo
    in regalo.
    Con la dismissione del vinile lo stereo fini’ in una soffitta.
    1982…….2019 il piatto è tornato a girare.
    Racconto questa storia per tutti quelli che amano il vinile e soprattutto per quelli che
    ancora si ostinano a dire che il vinile non é tornato per restare.

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