La Rotonda Italiana è un locale di Regium Lepidi, zona Mancasale, non avezzo a far suonare gruppi live, cosa ci facciamo qui in questo venerdì sera di marze Page solo lo sa. D’accordo, vogliono dare una smossa, vogliono provare situazioni nuove, e la cosa gli fa onore, ma essendo uno spazio che non sa nulla di rock, temo il disastro.
Arriviamo e dobbiamo chiedere lo spostamento di diversi tavoli, il nostro armamentario è notevole, io e Saura siamo arrivati con due macchine stipate di attrezzatura. E’ la solita faticaccia caricare, scaricare e montare e sempre più spesso mi dico che occorre una grande autodisciplina per continuare ad andare in giro come facciamo noi due. Ad ogni modo prepariamo il tutto e ci apprestiamo a provare qualche frammento musicale per verificare i livelli e l’impatto sonoro.
Soundcheck – RE 10-3-2017
Nemmeno il tempo di testare a dovere chitarra, basso, batteria, tastiere e voce che già ci vengono a dire di tenere basso. Siamo intorno alle 19, c’è qualche avventore che si gusta un aperitivo e io mi chiedo “ma se ci chiedono adesso di tenere basso“, che ricordo a tutti è la cosa più mortificante da chiedere ad un gruppo rock, “cosa succederà quando inizieremo TRAIN KEPT A-ROLLIN’?”.
The Equinox – RE10-3-2017 – Photo Pol Morigi
Cerco di scacciare questi pensieri, chiedo di poter compilare fin d’ora il borderò Siae onde evitare di farlo a fine concerto quando sarò stanco e meno lucido. Sono lì che stilo l’elenco dei 19 pezzi che suoneremo questa sera quando mi arriva una telefonata in cui mi si dice che mio zio Pippo, fratello maggiore di Brian, se ne è andato. Altro colpo al morale.
Mentre ceniamo iniziano ad arrivare gli amici, Floro giunge da Pesaro, più di 500 km in totale solo per vedere noi, pazzesco. Presenti anche gli illuminati del blues, Pike, Jaypee, Riff, Daniel, Lollo, Mario. Alla fine noto con orgoglio che almeno 50 persone sono qui per noi e mi ripeto che non è da tutti portare quel numero in un locale.
Per questo concerto abbiamo deciso di partire come facevano i LED ZEPPELIN nel tour del 1980, con la sequenza TRAIN KEEP A ROLLIN’, NOBODY’S FAULT BUT MINE, BLACK DOG, qualcuno filma qualche secondo della seconda…
THE EQUINOX “NFBM” (snippet)
Mi aspettavo un atteggiamento blando da parte mia e invece mi sembra che tutto funzioni bene. Seguono HEARTBREAKER e DAZED AND CONFUSED, il gruppo rolla che è un piacere, durante DAZED sento che il fifth element è con noi, quell’entità spirituale che fa che sì che il valore del gruppo sia maggiore della semplice somma dei quattro componenti della band. In alcuni momenti sono in estasi, sono trasportato dalla magnifica forza della musica rock, quando succede raggiungo le profondità cosmiche a cui tanto anelo. Picca a fine concerto mi dirà “si vedeva che eri sciolto, che avevi la testa sgombera, che ti sentivi libero”. Credo sia vero, lo senti quando tutto si incastra alla perfezione, quando Lele lascia libera la bestia hard rock che è in lui,
Mr Tamburino – The Equinox – RE 10-3-2017
quando Pol raggiunge le vette impervie del Robert Plant 1968/72. Saura non andrebbe nemmeno nominata, tanto è la solita solida garanzia, “l’arma segreta del gruppo” come dice Picca.
Saura: keyboards and pedal bass – The Equinox – RE 10-3-2017
Un primo momento di calma con WHAT IS AND WHAT SHOULD NEVER BE e quindi Saura passa alle tastiere per MISTY MOUNTAIN HOP e SIBLY. A fine concerto un suo amico le dirà “quando avete fatto SINCE I’VE BEEN LOVING YOU” avrei voluto correre a baciarvi tutti!”.
Ancora il secondo album con MOBY DICK che funge da introduzione per BRING IT ON HOME e quindi RAMBLE ON. Segue I’M GONNA CRAWL, che fa sì che a fine concerto ci sia sempre qualcuno che venga a farci i complimenti per questo pezzo obliquo e meno conosciuto. Suonare THE SONG REMAINS THE SAME è molto divertente, è un pezzo abbastanza impegnativo, una galoppata elettrica che per un musicista è una goduria. Pol si arrampica sull’Everest.
Pol-Lele-Tim The Equinox – RE 10-3-2017
BABE I’M GONNA LEAVE YOU la facciamo perché la vuole fare Lele, è un pezzo molto bello, amato dal pubblico, ma farlo dal vivo non è il massimo visti i continui cambi tra l’aspetto acustico e l’hard rock. L’arpeggio di chitarra poi, che varia di continuo nelle 5 strofe, non sì confà alla dimensione live, anche i Led Zeppelin stessi smisero di proporla dal vivo dopo i primi mesi. Riusciamo ugualmente a portarla a casa e visto gli applausi direi che è stata un successo. Rimango attaccato alla Danelectro, la preparo nell’accordatura aperta denominata dadgad, Lele batte il quattro e iniziamo a percorrere le terre desolate di KASHMIR.
Finito il poema epico, imbraccio la doppiomanico, è il momento di STAIRWAY. Grandi applausi, Doublene (la doppio manico appunto) fa sempre la sua figura. A fine concerto Lollo mi dirà che l’assolo è stato bellissimo. Sarà, non ricordo, spero sia stato quantomeno dignitoso.
STH – The Equinox – RE 10-3-2017 – Photo Pol Morigi
Rush finale col piombo Zeppelin: WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN, ROCK AND ROLL. In WLL stasera sfoggio per la prima volta il Theremin che Saura mi ha regalato per natale. Non mi sono ancora applicato a dovere, ma cerco di estrarre comunque qualche reminiscenza Pageiana. Il Theremin colpisce l’immaginazione dei presenti, non sono certo che tutti abbiano in mente l’uso sapiente e spettacolare che ne fece Jimmy, ma alla fine i sibili di questo oscillatore di onde sonore entrano nell’animo delle persone. Qualcuno filma l’inizio di WLL compresa la sezione col Theremin. Riguardandolo godo come un matto nel rivedere la sezione funk: l’interplay tra Lele e Saura mi fa impazzire. Mica facile trovare una sezione ritmica del genere.
THE EQUINOX “WHOLE LOTTA LOVE” (1st part)
Il concerto termina. Mi sono divertito e sono soddisfatto. Abbiamo suonato bene, non mi aspettavo granché e invece il locale ha risposto alla grande. Ogni tanto davo un’occhiata a Picca, teneva il tempo battendo il piede (alla fine viene a dirmi che si è divertito moltissimo e che la scaletta era perfetta) buon segno. Picca è un po’ come me, non è semplice colpire cagacazzi come noi, schietti, diretti e difficili da accontentare anche se di mezzo c’è l’amicizia.
Vivo la mia condizione di membro di una tribute band con atteggiamento un po’ bipolare: amo i Led Zeppelin, ma preferirei suonare le mie canzoni, amo fare cover ma mi annoio quasi sempre nel vederle suonare da altri gruppi, (e ripeto ancora) amo i Led Zeppelin ma odio quasi tutte le tribute band che li mettono in scena. Sì, perché diventano delle macchiette, con i cantanti che colgono solo le urla e le mossette androgine di Plant, i chitarristi (di solito molto bravi) che eccedono in tecnicismi inutili senza entrare nel mood giusto e le sezioni ritmiche di solito inadeguatissime. Io ho tre grandi musicisti che suonano con me, ma la nostra prima preoccupazione è cogliere il senso, l’essenza, il cuore, il profondo, il mistero, la carnalità, lo spirito dei LED ZEPPELIN. Non bast suonarli i Led Zeppelin. Trasformare l’eleganza elettrica del gruppo in semplicistica pesantezza metallica è la morte della musica, mortificare la leggiadria della possente dinamica ritmica è la fine di tutto, fare gli urletti alla Plant e copiarne in maniera spartana gli atteggiamenti vuol dire non avere capito un accidenti. Per questo sono contento di far parte degli EQUINOX, perché se non altro siamo consci delle trappole e cerchiamo, per quanto possibile, di evitarle.
The Equinox – RE 10-3-2017
Siamo a pochi km da casa, rientriamo in fretta, scarichiamo, sistemiamo il tutto, un thé, una doccia e a letto. Sono le due, la adrenalina come sempre è ancora in circolo, mi metto a leggere Linus quando vorrei/dovrei essere ad un party post concerto. Mi alzo, mi verso due dita di Southern Comfort, guardo fuori dalla finestra, oltre le campagne le luci della città sembrano cosi brillanti mentre il mio sguardo le attraversa … gironzolo per casa fino a quando il borboun di New Orleans fa il suo effetto…Mancasale goodnight.
Per chi fosse interessato l’album del 1999 del mio gruppo CATTIVA COMPAGNIA è disponibile sulle piattaforme digitali, allego il link di alcune di esse:
Risistemando i miei archivi è saltata fuori una vecchia videocassetta del mio vecchio gruppo, la CATTIVA COMPAGNIA. La qualità non è un granché, ma rivedere certe cose fa sorridere. Allora io e Tommy eravamo davvero concentrati sulle nostre canzoni. Bei momenti. Quando si poteva proporre quasi esclusivamente materiale proprio nei locali…
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CATTIVA COMPAGNIA
“Sì”
(Tirelli-Togni) – Siae 1991)
Live at WIENNA club, Modena, 3rd may 1991
Tommy Togni – vocals
Tim Tirelli – guitar
Luigi Manni – keyboards
Claudio Saguatti – bass
Mixi Croci – drums
CATTIVA COMPAGNIA 1991:da sx a dx Luigi Mammi – Mixi Croci – Tim Tirelli – Tommy Togni (sotto)
E’ il compleanno della groupie, festeggiamo al Lime Theater di Regium Lepidi. Finalmente un nuovo spazio per concerti in città. Il teatro è stato ricavato da uno dei padiglioni della Fiera, il tutto è un po’ spartano ma niente male. Al momento 1600 posti, in futuro si parla di 2500. Speriamo che Regium e (Mutina) torni ad essere tappa dei tour di artisti e di gruppi. Siamo nelle tribunette. In platea c’è anche mia sorella.
Sono qui per una serata di musica non occidentale, niente Blues, niente Rock, niente capitalismo…per una volta distante dai suoni che di solito mi riempiono le orecchie. Entrano i coristi e i musicisti. Il colpo d’occhio non è niente male. Si parte con l’inno italiano (molti spettatori si alzano in piedi), quindi l’inno russo e a seguire BELLA CIAO (con intermezzo strumentale di BANDIERA ROSSA). Uh, cominciamo bene mi dico. Seguono brani di musica russa, conditi da balletti davvero straordinari. Il livello è alto, gran coro, bella orchestra, ballerini bravissimi
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Son lì che godo di queste arie che parlano di cosacchi, di viburno rosso, di notti moscovite, dell’epopea della grande madre Russia quando verso metà spettacolo il livello della proposta scade miseramente: prima con insulso motivo danzereccio occidentale con tanto di basi e con i “militari” russi che iniziano a fare i simpatici, poi E DIMMI CHE NON VUOI MORIRE, il brano di Curreri, Ferri, Vasco Rossi che Patty Ptravo cantò qualche anno fa, che di per sé è una bella canzone ma che in questo contesto risulta piuttosto ridicolo.
Poco dopo i cinque suonatori di balalaika si spostano sul fronte del palco, iniziano con un pezzo classico poi franano su SMOKE ON THE WATER…mamma mia mi dico. Chiudono con BACK IN USSR che a dir la verità ci sta, ma speravo che il varietà non appartenesse alla serata. Molti tra il pubblico applaudono convinti. Sono io quello con dei tarli nella mente.
Questo è uno dei problemi della globalizzazione, di tutto un po’…in qualsiasi campo. Io sono venuto per venire catapultato negli Urali del Dottor Zivago, nella piazza Rossa, a Leningrado…non per ricordare Patty Pravo o le sconcezze musicali ballabili dei tempi moderni. Volete fare un omaggio all’Italia? Bene, allora inserite VERDI, PUCCINI, MORRICONE. Volete fare un omaggio alla cultura occidentale? Va bene, allora suonate qualcosa di AARON COPLAND o di giganti simili.
La serata era partita benissimo, ma alla fine esco col capo chino. Mi risolve la serata un commento che capto per caso: una ragazza (da cui non ti saresti mai aspettato un commento del genere) rimpiange il non aver trovato l’INTERNAZIONALE in scaletta.
THE EQUINOX LIVE AT BOTTEGA DEI BRIGANTI, MONTECAVOLO 16/11/2016
Gli EQUINOX tornano alla BOTTEGA DEI BRIGANTI, è la terza volta quest’anno. I gestori e il pubblico del locali evidentemente ci amano, così inizio a pensare che la BOTTEGA per noi è quello che il LOS ANGELES FORUM fu per i LZ. Suonare di mercoledì sera è una faccenda che terrorizza, il pomeriggio di ferie, fare tutto di corsa, l’indomani mattina andare a lavorare, ma alla fin fine gli operai del Rock sono abituati a questi strapazzi. Caricare la AOR mobile sembra una mission impossible… 4 chitarre, un piano elettrico, due amplificatori, un mandolino, una spia, reggichitarre, seggiolini, una pedaliera basso, tre valige di cavi ed effetti, una pedaliera per chitarra. La vita è dura.
The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo Saura T
The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo Saura T
Il palco del locale è piccolo, ma in qualche modo riusciamo a dividere gli spazi.
The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo TT
Stasera riportiamo in auge il set acustico, dopo 9 lunghi anni di assenza dalla nostra scaletta.
The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo TT
POL ha mal di gola, stasera ha il blues della raucedine. E’ disperato. Federica, la sua groupie, cerca di consolarlo, ma il Brad Delp di Correggio è nervoso e stizzito. Cerchiamo di stabilizzarlo, dopotutto PLANT si fece tutto il tour del 1975, da gennaio a marzo, in quelle condizioni. Io gli do il mio aiuto psicologico (so quanto sia dura una cosa del genere per un cantante), SAURA gli fa da crocerossina e LELE gli tira due madonne. Con l’aiuto di acqua calda con aceto e due o tre bicchierini di bourbon POL si rimette in sesto e alla fine porta a casa la serata meglio di quanto ci si aspettasse.
Arrivano gli amici. Mario mi chiede se faremo TANGERINE, il cuoco (americano) chiede NO QUARTER… sono anni che vorrei farla, speriamo che SAURA si decida ad imparare la parte di piano.
Stasera partiamo con THE SONG REMAINS THE SAME, segue BLACK DOG. Al riff di HEARTBREAKER partono le prima urla. Ah, il piombo zeppelin non tradisce mai. Dopo DAZED AND CONFUSED Riff corre sotto al palco a dirmi “ Stefano, che spettacolo!” Quando Riff mi chiama Stefano significa che c’è dell’energia cosmica da qualche parte. Grazie Roberto! MMHOP, SIBLY, RAMBLE ON precedono I’M GONNA CRAWL, per quanto ci si sforzi di proporre qualche brano per intenditori è indubbio che quest’ultima riscuote sempre poco successo. Peccato, secondo noi rimane un gran pezzo, dove tra l’altro PAGE suona uno dei suoi assoli migliori.
The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo TT
Ci mettiamo a sedere, THE BATTLE OF EVERMORE e GOING TO CALIFORNIA. Guardo Saura tutta concentrata sul mandolino. Che polistrumentista! Rimango seduto e parto con l’arpeggio di BIGLY (Babe I’m Gonna Leave You insomma), la gente inizia ad urlare. BIGLY è un pezzo difficile da rendere dal vivo, se lo fai con una chitarra acustica poi perdi il senso nelle sezioni Rock, se lo fai con una chitarra elettrica perdi il senso dell’arpeggio suggestivo sulla acustica. Io uso una DANELECTRO, che è elettrica sì, ma particolare. Da quando abbiamo il pezzo in scaletta, è la nostra versione migliore. E’ la prima volt che sono soddisfatto. L’applauso è di quelli che non ti scordi.
BIGLY – The Equinox – Bottega dei briganti 16/11/2016 – Photo Riff Gilioli
Mi rimetto in piedi è il momento di ACHILLES LAST STAND. E’ la prima volta che la suoniamo dal vivo. Ci siamo trovati in sala prove solo due volte prima di questo concerto, probabilmente è un azzardo, il pezzo non è ancora digerito del tutto, LELE la suona guardando lo schema che ha attaccato di fianco alla batteria. Difficile per SAURA rendere il giro di basso che fece JONES con il suo BECVAR 8 corde. Ha arricchito il suono col compressore e il risultato alla fine è dignitoso. Ho studiato l’assolo di ACHILLES per la prima volta in queste ultime settimane e sono rimasto sbalordito dal fatto che PAGE riesce ancora a sorprendermi, e questo dopo quasi quarant’anni di amore ininterrotto. L’assolo nella versione in studio mi piace davvero moltissimo. Che gran chitarrista che era. Prendo in mano la doppiomanico, it’s STAIRWAY TO HEAVEN time. La gente applaude, il pezzo vola via tranquillo. Dall’assolo sino al finale sento che il gruppo è in sintonia, rocchiamo e rolliamo con la grazia del Dark Lord sopra di noi. WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN, ROCK AND ROLL. Ancora piombo Zeppelin per un pubblico appassionato. Durante la presentazione del gruppo che faccio in mezzo a CB introduco la nostra bassista-tastierista con le solite frasi: “la Valentino Rossi del Rock And Roll, la reggiana dagli occhi di ghiaccio la nostra superfiGa SAURA TERENZIANI!”. Segue Boato! E quando scrivo boato, intendo boato!
Ci chiedono il bis. THE OCEAN.
Mi sembra che sia stato un buon concerto. POL se la è cavata bene nonostante i gravi problemi alla voce. LELE una volta di più mi ha impressionato, quando lascia libera la bestia, il batterista elegantemente hard rock che c’è in lui, il gruppo vola ad alta quota. Se Lele fosse un professionista, se fosse nato in Britannia negli anni giusti sarebbe oggi un batterista alla pari dei grandi che veneriamo oggi. Il discorso non vale solo per lui, conosco altri musicisti talentuosi che se cresciuti in una altra epoca e in altro paese sarebbero diventati musicisti Rock famosi, ma stasera rivolgo principalmente a lui questo pensiero.
Dopo il concerto la gentilezza e l’entusiasmo degli amici ci riempie il cuore. La Simonetta- che non ci aveva mi visti – mi viene incontro e dice “Sei fantastico!”e lo fa con una semplicità, con un candore che mi emoziona. Naturalmente non è vero, è la doppio manico che contribuisce alla suggestione, quando la alzo per la fanfara di STAIRWAY etc etc, però è bello – nel nostri piccolo – suscitare reazioni così positive.
Riff mi dice che si è commosso durante la parte finale, assolo e sezione Rock di STAIRWAY TO HEAVEN. “Mi sono venute le lacrime agli occhi” e se lo dice Riff superfan anche lui da quarant’anni (vide la band a Knebworth nel 79) capisco che abbiamo fatto un discreto lavoro.Leo, cantante e chitarrista della zona, mi dice “Quando ho visto la DANELECTRO pensavo mi avresti fatto KASHMIR in accordatura aperta…”
Valerio, il titolare del locale, si complimenta con me in tre momenti diversi, e già ci prenota per una data in primavera. Quando il titolare di un locale è soddisfatto anche tu sei soddisfatto. Smontiamo, carichiamo e compilo il borderò della SIAE. Saluto e mi metto in moto. Prima di uscire un tipo mi dice. “Bravo Tirelli!”. Non lo conosco, ma lo abbraccio e lo saluto con affetto. E’ da poco passata l’una, fa un freddo cane, sono ancora preda del turbinio del concerto, salgo sulla AOR mobile e parto. La Tucson ha la possibilità di riscaldare i sedili. Da qualche settimana a questa parte non riesco più a farne a meno. Il tepore mi avvolge mentre con Saura attraverso la notte reggiana. Non ancora sazi ci spariamo NO QUARTER versione studio…la notte nera, il piano sintetizzato di JONES, l’assolo pieno di mistero di PAGE, il testo evocativo…che brividi ragazzi. Arriviamo alla Domus Saurea dopo mezz’ora. Scarichiamo, portiamo l’ambaradam in soffitta, una doccia calda, un thè e a letto. Sono le due passate…domattina sarà dura alzarsi per andare al lavoro, ma adesso mi sento a posto, ho avuto la mia distrazione, mi sono sbarazzato di me stesso, sono sereno…chiudo gli occhi…New York, goodnight.
MICK RALPHS BLUES
Venti giorni fa ho visto la BAD COMPANY a GLASGOW, era il 25 ottobre, pochi giorni dopo, MICK RALPHS, il chitarrista, ha avuto un ictus. A parte che sì, ho appena fatto in tempo a vederli e a vederlo, la cosa mi ha intristito molto. Credo di essere il fan italiano numero uno di MICK RALPHS, comprenderete tutto il mio dispiacere.
Si sono susseguiti alcuni comunicati stampa.
Questo il primo:
Following the Bad Company UK tour that wound up last Saturday at London’s 02 Arena the family and representatives of the band’s co-founder, guitarist and songwriter Mick Ralphs are sad to announce that Mick has suffered a stroke. Mick is receiving excellent medical care and is recovering in hospital, although all his public engagements are necessarily on hold, pending his improvement. Everyone is wishing Mick a speedy recovery, and further news will be announced at the appropriate time.
Questi i più recenti:
Really good news, and it seems a slight improvement.Mick has been moved from the intensive care, to his own room. A huge thanks to Ben Ralphs, who not only is at Mick’s bedside, but also running his own business, dealing with Mick’s affairs, and keeping us all informed.
Mick update. Mick is progressing with his recovery, and has now started to get back some feeling down his left side, but its going to be a slow process. He is comfortable, and receiving the best treatment.
Mick update. I saw Mick today. He was sleeping peacefully, after having his phisio, which he started this week. His drop has gone, and he is off Oxygen. The feeling to his left side, is continuing to come back very slowly, and he was looking better. A huge amount of praise goes to his two sons, Ben and Jim, who is his constant care companions, and are both fiercely protective of Mick, but have asked me to thank all the well wishers, for there cards, and words of support.
Le cose sembrano dunque migliorare. Mick ha 72 anni, spero possa tornare ad avere una vita dignitosa. Da altri canali ho saputo che SIMON KIRKE (batterista della BAD COMPANY è riuscito a parlargli. SIMON è molto, molto dispiaciuto.
Mick Ralphs
Spero con tutto il cuore che il vecchio MICK riesca a superare questa faccenda.
DONALD TRUMP
Questo signore è diventato presidente degli Stati Uniti. Roba da non credere. Uno disdegnato persino dallo stesso Partito Repubblicano, uno che parla delle donne in maniera disdicevole, uno che usa una sacco di violenza nelle parole, uno che sa solo parlare alla pancia dell’elettorato meno illuminato, un miliardario che ha avuto imbarazzanti problemi finanziari (sei bancarotte), una guerrafondaio, reazionario, razzista. Ecco, questo è il nuovo presidente della nazione più importante al mondo. La CLINTON non era certo un modello di simpatia, tanto meno era distante dalle sinergie che oggi tutti dicono di odiare (se uno usa ancora le parole “poteri forti”, giuro che gli tolgo il saluto), probabilmente non sarebbe riuscita ad unire il popolo degli Stati Uniti, ma eleggere questo mi pare sia stata una pazzia.
Nel mio mondo ideale il presidente degli Stati Uniti sarebbe BERNIE SANDERS o ELIZABETH WARREN ma la realtà si sa è ben diversa e occorre farci i conti. Cerco di farmi forza usando il metodo della moglie di FRANCESCO PICCOLO, lo scrittore (e sceneggiatore). Nel libro IL DESIDERIO DI ESSERE COME TUTTI, la chiama Chesaràmai, perché è così che la moglie affronta la vita, cercando di non drammatizzare sempre e comunque. Una leggera superficialità che potrebbe rendere meno pesanti le vite come le nostre, prigioniere della idealizzazione.
Segnalo la copertina del Manifesto, davvero riuscita.
F.C. INTERNAZIONALE
Frank De Boer è stato esonerato. L’INTER dopo aver battuto la Juve non è più riuscita a dare continuità ai risultati. Qualche bella partita, belle azioni, ma poca sostanza. Figure barbine con squadre che avremmo dovuto battere 3 a 0, sicurezza psicologica inesistente, musi lunghi dei giocatori e soprattutto di noi tifosi. Se non altro il nostro nuovo proprietario JINDONG ZHANG ha capito che prendere in mano la situazione personalmente era ed è necessario adesso. Via l’amministratore delegato voluto da Thohir, ridimensionamento dello stesso Thohir, dirigenza sotto il controllo cinese. E arrivo di STEFANO PIOLI, il nuovo mister, il quale dovrà dare un po’ di serenità, di tranquillità e buon senso a tutta la squadra. Per come son fatto io, avrei forse scelto MARCELINO, ma amici e cuori nerazzurri illustri come BEPPE RIVA, mi assicurano che Pioli è la scelta più saggia. Lo spero tanto. In più Mr Pioli si chiama come me, è emiliano e da piccolo era un convinto tifoso nerazzurro. E allora avanti Mister, domenica c’è Milan-INTER, sarebbe davvero tanto bello se…
PALMIR
In mezzo a tutti questi blues c’è Palmir, il diavoletto nero della Tasmania che vive con noi, il gatto blues che ama l’Aor, il gatto che quando è In A Sentimental Mood diventa il rimedio a tutti i blues di questo mondo. La sveglia della groupie suona alle 6,20, alle 6,50 è fuori dalla porta diretta al lavoro, la mia sveglia suona una mezzoretta dopo e, in quei trenta minuti che intercorrono tra l’uscita di Saura e lo squillo della sveglia, Palmir con la sua zampina apre la porta della camera, salta sul letto, mi sale sul petto, fa la pastella, si adagia accanto a me, infila il suo muso sotto al mio mento. E così, con le sue fusa rumorose in sottofondo, ce ne stiamo al sicuro, protetti l’uno dall’altro in quella estasi da amicizia che solo due mammiferi di specie diverse posso ricreare. You are my best friend, Palmir (tu e il sedile riscaldato della Tucson).
Prima volte degli EQUINOX al Millybar di Modena, il locale è sito all’aperto nel bel mezzo del Parco Ferrari che per la città è un po’ ciò che Central Park è per NYC. Carichiamo gli strumenti e si parte…
The Equinox – Millybar Parco Ferrari MO 06/08/2016 – photo TT
Avendo frequentato più volte il Millybar so cosa aspettarmi ma è comunque un’emozione trovarmi lì. Un bel palco grande, due bravi fonici (Matteo & Frank) e un titolare dell’esercizio (Emilio) cortese, disponibile e attento alla qualità della musica. Mentre montiamo do un’occhiata ai prati dietro al palco, schiere di ragazzini giocano a pallone, non c’è un bianco. Nel campetto a sinistra i neri, nel campetto a destra i ragazzi dell’est Europa. Cambia in fretta la società.
The Equinox – Millybar Parco Ferrari MO – foto TT
Ceniamo. Arrivano Floro, Francesca e Clelia. Vengono da Pesaro per vederci. Pazzi. Poi pian piano giungono sul posto le Equi-head… Daniel, Mario, Patty, Riff, Phoenix, Kerla, Salvo, Doris, Davi etc etc… Stanotte si inizia sul presto, ore 21,45. Saura fa partire la sigla (Jupiter di Gustav Holst), imbraccio la Danelectro in accordatura aperta dadgad e via che si va con KASHMIR.
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
La scaletta non cambia molto dall’ultimo concerto, Saura si mette al basso e arrivano BLACK DOG, HEARTBREAKER, WHAT IS AND WHAT SHOULD NEVER BE.
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
Faccio il primo punto della situazione, mi sembra che il gruppo rolli come si deve. Bevo un po’ d’acqua e ripartiamo con DAZED AND CONFUSED
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
C’è un buon pubblico stasera, sono contento, è il primo sabato di agosto e il rischio è che tutti siano via, ma il Millybar è una calamita per chi è ancora a casa. Saura si rimette alle tastiere per MISTY MOUNTAIN HOP
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
e per SINCE I’VE BEEN LOVING YOU.
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
Ritorna al basso per THE SONG REMAINS THE SAME e GALLOWS POLE. Lele è sempre una sicurezza. Siamo lì nel bel mezzo di un pezzo e mi perdo nel contemplare il suo drumming. Ha un tocco che amo molto. Anche POL sembra in forma. Non mi avvicino a lui perché appena esco dal mio recinto sonoro non mi sento quasi più, e quando un chitarrista non sente il rombo del Marshall sotto al culo si deprime.
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
Suoniamo poi I’M GONNA CRAWL. Pol spiega qualcosa a proposito del pezzo e che siamo un gruppo che ama fare brani meno scontati. Tra il pubblico, davanti a me, c’è un gruppo di ragazzi. Uno di loro grida “RAIN SONG“. Sorrido.
Pol sceglie l’armonica in LA, per suonare in MI, io inizio il riff: NOBODY’S FAULT BUT MINE.
The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 b – foto Patrizia Ferri
Seguono RAMBLE ON, BRING IT ON HOME…
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
e FOOL IN THE RAIN con l’incredibile balletto di gambe di Saura sulla pedaliera basso (mentre contemporaneamente suona il piano).
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello
Cambio chitarra, imbraccio la doppiomanico, parto con l’arpeggio, Saura aggiunge l’incantevole lavoro alle tastiere…
The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 c – foto Millybar
…eccola qui, la canzone della speranza. Doublene, (la Gibson doppiomanico insomma) questa sera non fa le bizze così portiamo a casa una versione dignitosa… Emilio viene a fare un paio di foto sotto al palco. La doppiomanico fa sempre la sua porca figura…
The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 d – foto Millybar
The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 – foto Millybar
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The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 b- foto Millybar
Alla fine gli applausi sono più intensi del solito. Grazie, gentile pubblico del Millybar.
Rush finale con WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN e ROCK AND ROLL.
Chiacchiere sempre piacevoli del post concerto con chi è venuto a vederci. Un ragazzo mi si avvicina e mi dice “Bravi. Queste ultime mi sono proprio piaciute… sai io sono uno che ascolta gli Slayer”. Alla cara Phoenix, mentre ballava, qualche balordo ha rubato il cellulare. Benché sia una ragazza giovane è così matura che cerca di non farsi guastare la serata. Alzo lo sguardo alla luna, sto per invocare Succubus con l’intento di vendicare la mia amica, sto per chiamare a me le energie di ALEISTER CROWLEY ma poi cambio strategia, non è necessario entrare nelle tenebre in una serata così piacevole, sarà la giustizia del blues a punire il ladro e a premiare Phoenix per la sua forza solare.
Passa di lì Emilio, gli chiedo se è contento della serata e se c’è qualcosa che non è andato. Rimaniamo a parlare un po’, approfondendo la conoscenza reciproca. Mi par di capire che sia soddisfatto. Alcune persone prima di andare via si sono fermate da lui per fargli il complimenti per aver scelto una band come la nostra, “non capita spesso”, mi dice, “che la gente venga a dirmi questo”.
Lo abbraccio e lo saluto. E’ stata una buona serata. Me ne torno nel posto in riva al mondo in compagnia di Saura e dei miei blues. Millybar, Parco Ferrari, good night. It’s been great.
Per il secondo anno consecutivo gli EQUINOX sono stati invitati a suonare alla PIZZA FEST di Nonantola, nella cornice niente male del Parco Della Pace. Bello ritrovare vecchi amici della tua infanzia, conoscenti e naturalmente le fedeli Equi-head. Giovanni e mia sorella filmano il concerto, ogni tanto li guardo e sorrido: perso nel mio mondo dei sogni li vivo come fossero JOE MASSOT e PETER CLIFTON.
Come sempre impeccabile l’organizzazione di DAVIDE LUPPI, coadiuvato da REX ANSALONI e dai loro ragazzi che poi sono figli di miei amici, e vedere che sono ormai dei pezzi d’uomini mi destabilizza un poco. Altrettanto impeccabile il service, quando l’impianto lo fornisce ZIBO e Michele, Eugenio ed Enrico sono i tecnici del suono che ti seguono, beh ti senti al sicuro.
The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto F.Pratissoli
Quest’anno presente anche una rappresentanza degli Illuminati del Blues: March, Riff e Picca. E’ una sorpresa vedere anche SANDRINO CASINI, il leggendario KATA, finalmente tra noi dopo qualche vicissitudine.
Aprono il concerto i PETER PIPER, gruppo di indie-rock / rock alternativo dove suona il mio amico Marco John Lupo.
Poi entriamo in scena noi. Quest’anno non apriamo con KASHMIR ma con CUSTARAD PIE, a cui seguono BLACK DOG e HEARTBREAKER.
The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli
The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli
E’ poi il momento della new entry, WHAT IS AND WHAT SHOULD NEVER BE, prima volta che la si suona dal vivo…
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Saura quindi si mette alle tastiere (e alla pedaliera basso) per MISTY MOUNTAIN HOP e SIBLY
The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 Foto Elisa Tirelli
TSRTS, GALLOWS POLE, di nuovo Saura alle tastiere per I’M GONNA CRAWL, poi NOBODY’S FAULT BUT MINE, RAMBLE ON e BRING IT ON HOME. Abbiamo aggiunto qualche pezzo dal classic album LED ZEP II perché benché ci si sforzi di essere un tributo “obliquo” e di presentare pezzi meno scontati (tra l’altro mai suonati dal vivo dai LZ), la gente alla fine vuole WHOLE LOTTA LOVE. Un’altra deep cut, FOOL IN THE RAIN, e poi è il momento della doppio manico…STAIRWAY TO HEAVEN.
The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli
Chiudiamo con il solito rush finale: WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN e ROCK AND ROLL, durante la quale alcuni ragazzi vengono a ballare sotto al palco….ah, beata gioventù.
The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli
The Equinox – Nonantola, 16/7/2016
Lele, Pol e Saura sembrano soddistatti, il pubblico anche, per una volta accantono la paturnie post concerto e mi godo le buone vibrazioni. Serata niente male, nel paese che mi ha dato i natali; bella atmosfera, belle sensazioni. Abbiamo festeggiato bene il decimo anniversario di questa band. Torniamo a casa, sotto le stelle di un calda e dolce estate italiana. Scarichiamo gli strumenti, un thé, una doccia e a letto. Nonantola, good night.
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