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MUSICISTI CHE ODIANO IL CALCIO

9 Set

Avete presente quei musicisti che danno tutta la colpa delle miserie del mondo al calcio? Quelli che su facebook postano cose tipo “Coglioni! Basta seguire il calcio e pagare l’abbonamento a Sky! Comprate il mio disco invece” ? Io li ho presente e li trovo insopportabili.

A parte che gli aspetti economici e comportamentali del calcio sono il riflesso della società malata in cui viviamo (e mai nessuno che tiri in ballo il problema del capitalismo selvaggio che sta uccidendo il pianeta e l’umanesimo), e che le critiche rivolte ad essa e ad esso noi condividiamo in pieno, sono esterrefatto dal pensiero tout court di quelle persone: a me il calcio non piace, tutto quello che gli gira intorno fa schifo, quindi addosso ad esso la colpa di questa situazione di merda che stiamo vivendo.

Probabilmente è colpa della estrema popolarità del football, perché non si spiega se no il fatto che nessuno dica niente se: ALONSO prende 105 milioni di euro in tre anni dalla FERRARI, se VALENTINO, MARQUEZ e LORENZO prendono vagonate di milioni da YAMAHA e HONDA, se un’ attrice chiede 40 milioni per sei mesi di riprese,  se alcuni  atleti del nuoto riempono le cronache con i loro sciocchi comportamenti almeno pari a quello di certi giocatori, se certe popstar e rockstar prendono cifre inimmaginabili per fare musichetta e comportarsi anch’essi da idioti, ne più né meno come certi calciatori.

Forse dimentico che i i musicisti fanno arte quindi sono esonerati dalle critiche, già deve essere così. Ma a pensarci  bene mi chiedo, arte? Forse l’un per cento, il due, il cinque toh! Ma tutti gli altri? Spacciano per arte la loro capacità di mettere insieme tre accordi, scriverci sopra qualche frase riuscita e cantarla ad un pubblico di 12 persone che chiacchiera e beve birra o di fighe 45enni che sballano al primo accenno di sgobbo pseudo creativo. Io credo che abbia ragione VASCO: “ma cosa vuoi che sia una canzone”!

Rod Stewart

Rod Stewart

Che sciocco, mi sono scordato anche di quelli che fanno rock, quello che loro intendono con la R maiuscola ed invece é minuscolissima. Loro odiano il calcio, e hanno capito la vita perché fanno quella musica lì, quella dei  GUNS N’ROSES . Cazzo, i Guns! Quelli cazzuti, veri, sballati ma onesti e sinceri. Quelli che si prestano al giochetto della casa discografica che prima di fargli uscire il debutto vero e proprio, pubblica un loro disco dal vivo con soli quattro pezzi a simulare un’ autoproduzione; peccato che siano registrazioni da studio a cui sono stati aggiunti applausi, peccatissimo che l’autoproduzione sia un terribile fake atto a far passare la band come un gruppo di veri ribelli del Rock And Roll. Che poi AXL ROSE ci metta 15 anni a produrre un album, facendo spendere alla casa discografica milioni di dollari non conta, cazzo la colpa se viviamo in un mondo di merda è dei calciatori e di chi segue il calcio.

Mick Jagger allo stadio

Mick Jagger allo stadio

E quelli che dicono di fare Blues? Ve li raccomando!A parte il fatto che non fanno blues ma nella grande maggioranza fanno musica texana, si mettono un cappello in testa, un completo sdrucito, intonano qualcosa sulle note alte della scala pentatonica, fanno le mossette et voilà, il blues è servito. Passano qualche giorno di vacanza ad Austin e tornano parlando di tournée americana. Li vai a vedere e quello che esce dai loro strumenti è tutto tranne che blues, ma una sorta di cabaret, o meglio di avanspettacolo, pieno di frivolezze inaudite e scialbe.

Robert Plant allo stadio

Robert Plant allo stadio

I musicisti poi sanno fare pensieri profondi; quelli tipo “tutto è nato coi BEATLES!” La musica pop forse, ma il filone rock è nato dalla musica nera, da McKINLEY MORGANFIELD e soci e dai loro seguaci del Regno Unito, su non scherziamo. Musicisti che non sanno un cazzo di come è andata in Britannia agli inizi degli anni sessanta.

Ian Gillan e Ritchie Blackmore

Ian Gillan e Ritchie Blackmore

I musicisti inoltre sono al di sopra di certe cose, loro sì che sono alternativi, a tal punto che partecipano ad eventi mediatici di pessima qualità, che farebbero di tutto per fare un jingle pubblicitario e solo perché si danno a quelle attività un po’ alternative, buttano giù qualche sorsata di demagogia zen e new age, si sentono menti elevate e fanno quelli che hanno capito tutto nella vita. Deve essere così, che ne possiamo capire noi che amiamo (anche) il calcio!

Rod Steart & Elton John

Rod Steart & Elton John

Mi chiedo se mai si siano fatti un esame di coscienza, perché il musicista medio non è diverso dal calciatore medio, dall’uomo medio, dal dito medio. Il musicista medio ha pochissima cultura (anche musicale), non conosce nulla delle storie racchiuse nelle cover che fa, dal vivo vuole fare pezzi ormai improponibili come SWEET HOME ALABAMA, passa senza timore da una cover di Michael jackson ad una dei Led Zeppelin, nessun problema, l’importante è far ballare la gente. Il musicista medio non ha la minima idea di cosa sia il Rock, il musicista medio è anche quello che possiede bassi a sei corde, chitarre Charvel e batterie con 20 tom e 4 grancasse, il musicista medio non sa come si chiamava il batterista dei LITTLE FEAT (Richie Hayward, che il padre dei quattro venti lo abbia in gloria), il musicista è un uomo medio di poco valore, proprio come i calciatori, proprio come tutti gli esseri umani.

Poi, certo, ci sono le eccezioni.

 

 

 

Inizi a piacermi, presidente Thohir

31 Gen

Gli anni del post triplete sono stati disarmanti: dopo essere stato abbandonato dallo special one non mi aspettavo di continuare a vincere, ma nemmeno di finire nell’abisso della mediocrità. Veder affidare l’armata nerazzurra a discutibili figuri come Gasperini, Benitez e Ranieri non mi dava tante speranze, ma con LEONARDO e STRAMA devo ammettere che il cuore tornò a palpitare e a pregustare un nuovo sol dell’avvenire. Non fu così, purtroppo. Ora sono alle prese con un altro campionato finora modestissimo, fuori dall Coppa Italia e dall’ Europa League e con un cambio societario di immani proporzioni. Fino ad ora non mi ero mai espresso su Thohir, ancora troppo legato al Leader MASSIMO (MORATTI) per poter azzardare un giudizio oggettivo.

il leader MASSIMO

il leader MASSIMO

Mi chiedevo come potesse adattarsi un tycoon indonesiano al mondo del calcio europeo, come potesse capirne la storia, le dinamiche, come potesse rilevare le pulsazioni sentimentali al di là del puro business. Poi pian piano iniziavo a notare che Erick Thohir era piuttosto differente dagli sceicchi e dai magnati russi, prima di spendere pareva volesse capire, analizzare, digerire. Così ha fatto, e una volta compreso certe faccende si è mosso in prima persona e con decisione, prima bloccando una stoltissima operazione con la J**e (scambio Vucinic-Guarin praticamente alla pari, con la J**e poi? Ma siamo impazziti?) e poi arrivando in Italia nella settimana decisiva del mercato di gennaio.

Erick Thohir

Erick Thohir

Sembravamo destinati ad un mercato inesistente, rassegnati, ripiegati su noi stessi, incapaci di fare non dico un buon colpo, ma almeno qualcosa di decente…dirigenti in confusione, tifosi rattristati e incazzati, squadra psicologicamente a terra e poi… Erick, il vichingo indonesiano, arriva, rimedia al pasticcio con la J**e, prende D’AMBROSIO dal TORINO, il profeta HERNANES dalla LAZIO e ANDY POLO, un giovane talento peruviano di 19 anni, rifiuta di dar via MBAYE, definisce le regole dei nuovi contratti e in pratica rende noto a tutti che il vento è cambiato, ridando speranza e fiducia al mio cuore nerazzurro.

FC Inter logo

Mi appresto dunque al girone di ritorno con l’animo più leggero, con le farfalle nello stomaco: SAN GEMINIANO, patrono di Mutina (che si celebra proprio oggi 31 gennaio), ha fatto la grazia.

San Zemiàn

San Zemiàn

Sfortunatamente la prossima partita sarà il derby d’Italia, al Cònat Stadium, contro il nemico per eccellenza, la personificazione calcistica del male assoluto… così non riesco nemmeno a godermi questo nuovo forte vento che soffia deciso nelle vele nerazzurre.. .perché sì, quando l’INTER batte la J**e il godimento diventa cosmico, una sorta di nirvana, di beatitudine infernale che dura settimane, un po’ come vedere i LED ZEPPELIN al Los Angeles forum il 3 giugno del 1973…

LZ al LA Forum 3-06-1973

un po’ come avere una tresca con SYLVIE VAN DER VAART …

Sylvie Van Der Vaart

Sylvie Van Der Vaart

un po’ come se BERARDI e MILAZZO decidessero di riprendere a pubblicare il KEN PARKER MAGAZINE…

kenparker

…un po’ come se CHE GUEVARA scendesse dalla croce e facesse ritorno…

Che Guevara crucifixed

… ma se l’INTER perde mi aspetta almeno un mese di lacerazioni interiori, di dolori d’animo, di depressione massima.

Ad ogni modo, se non altro sarò consapevole che le cose stanno cambiando, che il sole tornerà a battere sui nostri volti e le stelle a riempire i nostri sogni. Quindi grazie presidente THOIHIR, inizi davvero a piacermi. Fino alla vittoria, sempre!

W l’INTER, W L’INDONESIA, W I FIRM, W IL SOL DELL’AVVENIRE.

PS: profeta pensaci tu…

Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, il profeta

Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, il profeta

Una domenica allo stadio: SASSUOLO – INTER 0 – 7

24 Set

Era dagli anni novanta che non andavo allo stadio, e in quel tempo andarci significava entrare nel tempio, nella cattedrale, nell’abbazia di Thelema del calcio: San Siro, naturalmente. Con Doc o con Dennis ero solito fare una gita fuori porta a Milano per vedere la beneamata.  Poi più nulla. Nonostante la cavalcata eroica di non troppo tempo fa, dove l’INTER in un lustro vinse 5 scudetti, alcune coppe italia, supercoppe e…ahem… la COPPA DEI CAMPIONI, (e vogliamo tacere del Triplete? Soli in Italia ad averlo raggiunto…), nonostante questo dicevo, causa una situazione personale un po’ traballante, mai mi riuscì di trovare l’energia per una scampagnata del genere.

Oggi, che il SASSUOLO è in A e che gioca nello stadio di REGIUM LEPIDI che ho dietro casa, torno a a vedere una partita di calcio dal vivo. Scelgo biglietti d’un certo tipo, tribuna inferiore, poco sopra alle panchine delle squadre. La giornata è perfetta, una dolce domenica soleggiata di fine settembre, la groupie e suo padre (interista) al mio fianco.

Riassaporo con gioia l’entrata nello stadio, è un’emozione anche solo questo. I posti scelti sono ottimi, mi guardo intorno e appena sopra di noi scorgo quella grande superfiga di BEDY MORATTI, sorella del presidente…

Bedy Moratti – Foto di Saura Terenziani

In breve lo stadio si riempie, più di ventimila persone, l’atmosfera è rilassata… uomini, donne, vecchi, bambini, famiglie… ah, che bello. Buffo vedere da vicino PAVENTI, NEBULONI e ADANI di SKY in posizione, a bordo campo, pronti ad iniziare il lavoro. Ad un tratto un po’ di trambusto dietro di noi: è arrivato il presidente,  l’unico che riconosco, MASSIMO MORATTI. Lo guardo con ammirazione mentre è assaltato da tifosi, giornalisti, fotografi… decide di tornare a seguire la squadra in trasferta dopo un anno e mezzo proprio quando io torno allo stadio… oh Page, adoro questi segni del blues.

Massimo Moratti - Sassuolo-Inter 22-9-13 - foto di Saura Terenziani

Con lui, la moglie MILLY, il presidente del Sassuolo e di Confindustria SQUINZI, GRAZIANO DEL RIO, oggi ministro ed ex sindaco di Regium Lepidi.

Come un bambino osservo incantato le squadre entrare in campo, vedere i miei ragazzi lì poco distante mi elettrizza.

Sassuolo-Inter 22-9-73 - foto di Saura Terenziani

Il mister davanti alla panchina è fighissimo, mi sembra bellissimo anche GIUSEPPE BARESI. Sono nell’empireo dei beati. In tribuna vicino a me due vecchi con logori cuscinetti da stadio con su scritto “Forza Reggiana”, qualche tifosa della domenica del Sassuolo che non sta zitta un momento e tanti, tanti, tanti interisti. Mi sento a casa. Io poi per il SASSUOLO provo simpatia, è la squadra del paese dove lavoro, è una squadra della provincia di Modena che gioca nello stadio di Reggio Emilia, che voglio di più? E poi, avere il Sassuolo in serie A è un bel segnale per tutto il distretto ceramico, un segnale di speranza, senza contare l’aspetto “promozionale”. Il centro commerciale inglobato nello stadio Giglio è pieno… pizzerie, bar, ristoranti, negozi, lavorano a pieno ritmo. Molto bene.

Rimango piacevolmente sorpreso dallo stadio in sé, dopo anni di abbandono e di miserie dovuti al fatto che la REGGIANA è impantanata da 15 anni in serie C, finalmente il Giglio risorge… il manto erboso è uno spettacolo e tutto sembra funzionare bene. Sono orgoglioso dello stadio di una delle mie due città.

La curva dei tifosi del Sassuolo è meravigliosa, gremita in “ogni ordine di posto”, applaude ed incita i proprio ragazzi. Il coro “chi non salta Carpigiano è” fa tenerezza. La curva dei tifosi dell’INTER invece si vede che è oliata bene in ogni meccanismo (anche nei più meschini). Canta, salta, balla, grida all’unisono…

Sassuolo-Inter 22-9-13 - curva intersita - foto di Saura Terenziani

Gli incitamenti alla beneata mi riempiono il cuore, ma quando parte il coro “Juventino pezzo di merda” inizio a storcere il naso. Lo Juventino è il mio avversario, anzi nemico, numero uno, la Juve è l’unica squadra contro cui tifo sempre e comunque, ma questa volgarità così gratuita non mi fa piacere sentendola gridata da una curva intera. “Milan Milan vaffanculo” mi fa sorridere, ma subito dopo con “milanista pezzo di merda” torno ad inquietarmi. Poco dopo parte poi un coro vergognoso contro i napoletani rei di essere (secondo la curva interista) “colerosi, terremotati” e poco propensi ad usare il sapone. Dura solo 20 o 30 secondi, ma me ne vergogno, da interista e da essere umano. Accenno al sorriso quando cantano “Si è già rotto Kakà”, visto il leggero fastidio muscolare che ha già bloccato il milanista, ma la voglia di leggerezza mi è passata.

La partita… che dire, dopo venti minuti siamo 3 a 0… per i primi goal scatto in piedi come una molla, ma poi assisto un po’ intristito alla debacle del Sassuolo. Nel secondo tempo, dopo sette mesi rientra in campo MILITO, e sono felice di essere lì ad assistere al ritorno del “prinsipe”.

Milito Entra in campo

La curva intona, sull’aria di WHEN THE SAINTS GO MARCHIN’ IN, “…Diego Milito facci un goal, è la Nord che te lo chiede, Diego Milito facci un goal”, ho la pelle d’oca e quando Dieghito risponde all’appello segnando, mi commuovo fino alle lacrime.  Che effetto che mi fa l’INTER quando vince, ragazzi… come l’assolo di JIMMY POIGE in SIBLY versione live 73 dal minuto 00:50 al minuto 01:03… brividi, tremori, giramenti di testa, palpitazioni, stelle negli occhi, rintocchi di campane,  pipì che scappa…

La partita finisce 0 a 7 per noi. Sassuolo a tratti inesistente, il solo SCHELOTTO a cercare di combattere, in quel suo modo sghembo ma viscerale. Sarà l’unico a fine partita che si metterà a piangere per la frustrazione, consolato poi dai giocatori dell’INTER…

Fino alla fine io e la groupie abbiamo sperato che proprio lui, Ezequiel, facesse il goal della bandiera. Per noi, da domenica, SCHELOTTO idolo assoluto.

Rincuorare Schelotto

Rincuorare Schelotto

Spiace per il Sassuolo, ma tutto sommato è stata una gran bella domenica. Certo, non si può giudicare l’INTER da una gara come questa, ma se ripenso a due anni  fa, quando la squadra lasciò 6 punti al NOVARA, il SASSUOLO odierno di quel campionato, beh non posso che rilevare lo stato di buona salute dei ragazzi: contro una squadra materasso, un team serio vince di goleada, e questo abbiamo fatto.

(Tutte le foto di Saura Terenziani)

INTERBLUES

9 Mag

Ieri sera, ore 20,45, sul divano di fronte a Sky, canale 252, INTER-LAZIO. Lo hanno detto tutti, la stagione  dell’INTER è maledetta: malasorte, un numero d’ infortuni mai visti (persino l’iron man Zanetti si è rotto il tendine d’achille), errori arbitrali a nostro danno continui e costanti. Si aggiunga poi la faccenda del giovane tecnico inesperto, vecchi campioni logori, giocatori non all’altezza, mercato di gennaio che sì, porta un fuoriclasse assoluto e giovanissimo, ma anche un povero diavolo che non dovrebbe calcare i campi da calcio. Oltre a questo, confusione in società. Nonostante tutto mi appresto a guardare la partita con il solito ardore, con l’eccitazione che monta nel vedere i colori sociali della mia squadra del cuore, con la speranza che si tornerà a vincere.

L’Inter gioca con le riserve, perde a partita in corso due altri giocatori per infortunio, li sostituisce con un paio primavera…nonostante questo, come ho scritto su facebook, prendiamo a pallonate la Lazio, siamo noi a fare il gioco, abbiamo continuamente l’iniziativa, sembriamo affamati. Eppure arriva il goal della Lazio, cross balordo, Batman Handanovich sbaglia l’uscita, la palle rimbalza sui corpi di due giocatori ed entra lemme lemme in rete. Non posso crederci.

Poco dopo Apocalipto El Palito Pereira fa un cross da sinistra e Riccardino Alvarez insacca di testa. 1 a 1. Partita di nuovo in equilibrio. Sono gasatissimo, Kovacic, poco più che 18enne, illumina San Siro con classe purissima. E’ il faro illuminante, la guiding light di cui abbiamo tanto bisogno. Le sue accelerazioni, i suoi dribbling, la sua eleganza (a dispetto di un corpo un po’ goffo) sono l’essenza del calcio, la ragione per cui gioiamo nel vedere 22 uomini che si fronteggiano. Kovacic è uno dei due fuoriclasse che attualmente giocano in Italia (l’altro è SuperMario Balotelli). La squadra ce la mette tutta, i ragazzi s’impegnano, sbagliamo goal già fatti, prendiamo un palo, poi – in una delle rare azioni offensive della Lazio – Ranocchia inciampa su di un loro attaccante: rigore. Porca puttana.

Qualche minuto e Guarin entra in area, viene toccato da un difensore, cade a terra. Rigore per noi. Alvarez va sul dischetto. Tiro uno madonna. Io non lo vedo come rigorista. Domenica scorsa si era quasi fatto parare quello contro il Napoli. Prende la rincorsa, io tremo come un giunco in balia di un forte vento, sta per tirare, scivola, palla sopra la traversa. Nooooooooooooooooooo!

Alvarez scivola durante il rigore.

Alvarez scivola durante il rigore.

Tiro un sacco di madonne, colpisco il divano più volte col pugno destro, come una belva caduta nella rete cerco di divincolarmi da questa sfiga cosmica. La groupie mi guarda preoccupata ma anche divertita (ma che ne sa lei, Valentino è tornato in Yamaha, il suo Milan ha vinto 4 a 0 col Pescare ed è sicuro del posto in Champions League). Non mi capacito della cosa. “Ma zio cagnone, fate tirare i rigori a Guarin, porca di quella puttana. Che tiri una delle sue gheghe e poi vada come vada” urlo alla panchina dell’Inter.

L’Inter continua ad attaccare, adesso in campo ci sono  tre giocatori della squadra primavera, forza ragazzi almeno un pareggio. Nella Lazio entra un nero di nome Onazi, è fuori dalla nostra area, tira e trova il goal della vita, dritto nel sette.

Va beh, allora ditelo, se anche il padre dei quattro venti mi volta le spalle, mi rassegno e non guardo più il calcio. Spengo la tivù. Scuoto la testa, dico delle parolacce, recito la litania del “An ‘spol menga!”. Palmiro mi segue, sembra sconsolato anche lui …povero gattino dal cuore nerazzurro, soffre come me. Gli do qualche crocchetta. Mi faccio una tisana calmante, quando vorrei bermi mezza bottiglia di Southern Comfort!

Vado al computer, cerco sollievo sui siti di Amazon, meditando su quali titoli acquistare per lenire questo dolore, questa frustrazione. Scrollo pagine piene di deluxe edition, di box set. Poso poi lo sguardo sugli scaffali dei miei cd (grazie alle space-saving sleeve son riuscito a portare nello studiolo anche i bootleg dei LZ), sulla mia Les Paul lì sul reggichitarre. Prendo in mano qualche LP, lo accarezzo. Poi Palmir sale sul castello lì di fianco e mi osserva con quei suoi occhi gialli e quel musino appuntito. Passa la groupie, mi manda uno dei suoi sorrisi radiosi. Mi faccio forza. Gonfio il petto, i ragazzi ce l’hanno messa tutta… “che si vinca o che si perda forza Inter e …. merda”.

Sono spossato ma non domo, il padre dei quattro venti tornerà a gonfiare le nostre vele, i nostri vessilli torneranno a svolazzare alti nei cieli, il sol dell’avvenire dovrà sorgere prima o poi.

« Fischia il vento e infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la nerazzura primavera
dove sorge il sol dell’avvenir »

Milito e la Champions

Strama sì, Strama no

11 Apr

In ufficio, ancora un po’ intontito dalla baldoria di ieri sera (J**e – Bayern 0 – 2 ), lavoro ascoltandomi i FIRM. Cerco di tenere lontani i pensieri fastidiosi …i problemi con la band, stasera da Brian, la situazione politica, la situazione economica, le deluxe edition dei LZ di cui ancora non si sa nulla (ma si dice che domani  sul sito del Dark Lord verrà annunciato qualcosa) e la misera stagione in cui è incappata l’Inter. Sbuffo, sospiro, cerco di scacciare quel sentimento di frustrazione e insoddisfazione, quella condizione spirituale che ti spinge all’angolo, tu puoi anche tenere alta la guardia ma i cazzotti arrivano di continuo. Domani sera Sinodo Degli Illuminati Del Blues, potrò parlarne con Picca e Francesco, ma oggi son qui accovacciato sulla mia scrivania a pensare ai goal di Rocchi e Alvarez resi nulli dall’arbitro e dall’Atalanta del mio amico Thewall. Non so che atteggiamento tenere circa l’allenatore, non so cosa sperare, ho bisogna del conforto di un maestro: BEPPE RIVA of course.

Tiro su il mouse, compongo l’indirizzo…

TIM “Buongiorno Maestro, non voglio farle perdere tempo ma mi dica un po’: Strama sì o Strama no?”

stramaccioni

Pochi minuti dopo mi squilla l’email:

BEPPE RIVA:“Strama sì, Strama no: é veramente difficile…la squadra è stata male assortita dalla società: vecchi e logori, insieme a nuovi spesso non azzeccati, e presi qua e là; insomma un puzzle poco decifrabile. Finché hanno retto, sono arrivati anche all’impresa dello Shit Stadium, poi han perso 2 su 2 contro Siena e Atalanta…Penoso. Si dice che l’Inter non ha identità di squadra…Mica facile con le premesse di cui sopra. ERGO…O viene un autentico fuoriclasse della panchina (e NON viene!) oppure mi tengo Strama e gli dò un’altra chance.”

Il maestro mi risolve la giornata. Strama sì, dunque.

Strama sì

Bene, mi rimetto al lavoro, con DAVE EDMUNDS a tenere alto il ritmo…

Lezioni di stile a Brian, tamponamenti in allegria, Papi che odiano le donne, il post elezioni blues e l’Inter che ne dà 4 al Tottenham

21 Mar

Sabato ore 09,30: un Brian lavato e stirato si prepara ad uscire. Cerco di vestirlo sempre in modo attento e curato, compatibilmente con i vestiti che ha a disposizione, rispettando la regola del tono su tono. In pratica o che si veste di blu o di marrone. Sono un po’ di volte che cerco di insegnargli a scegliere la sciarpa e il giubbotto da abbinare ai jeans e al maglione che indossa. Brian non è mai stato molto attento alla cosa, né mai ha avuto particolari doti per vestirsi con abbinamenti dignitosi (era naturalmente mia madre a pensare a tutto).  Le settimane scorse vestito di blu sceglieva la sciarpa beige, ma oggi ha scelto la sciarpa giusta e il giaccone giusto. “Vàghia ben Tim acsè?“. “Sì Brian vai bene”, e gli schiocco un bacio sulla guancia. Che pazienza che ha questo vecchio di 83 anni con l’alzheimer moderato.

Sulla ninetylander, all’altezza del quartier industriale TheMagpieplaces (Le Gazzate insomma), nei pressi della grande rotonda che porta alla nuova tangenziale tampono la macchina che ho davanti. Un furbo inchioda improvvisamente nell’entrare nella rotonda, la macchina che ha dietro riesce ad evitarlo, io che sto parlando con Brian finisco col muso della blue mobile nel culo dell’auto che ho davanti. Pom! Tiro un zio cagnone che mette Brian sul’attenti. Scendo, una donna di circa quarant’anni accosta e mi viene incontro. Trattasi di persona illuminata. In 8 minuti 8 compiliamo il foglio per la constatazione amichevole, scatto le foto alle macchine, usiamo reciprocamente una cortesia impeccabile e alla fine lei mi fa “E stato davvero gentilissimo. Grazie mille”. Ecco niente scene isteriche, nessun malumore, certo i danni sono lievi (i suoi) ma è così che ci si dovrebbe comportare. Saluto Anna Paola con un pensiero in testa: forse per l’umanità c’è ancora una speranza. Mi infilo al K2 con Brian per la colazione. Una svedese, un krapfen, due spremute, due caffè macchiati. Due passi in centro tanto per respirare l’aria del “paese mio che stai nella pianura”…

Brian a Ninetyland, nei pressi dell’Abbazia di Thelema – foto di TT

A tratti perdo la pazienza col mio vecchio, cerco di moderarmi ma non è semplice. E’ inetto a far tutto il povero Brian, richiede le stesse cose decine di volte e tu ti senti una pentola a pressione che sta per far volare via il coperchio. Poi gli chiedo scusa e, dopo averlo riportato a casa, gli do un bacio prima di lasciarlo “Ciao Piròn, grazie di tutto” “Ciao Brian, in Page we trust“.

Inizio a sentirlo tutto il peso della gestione di Brian che condivido con mia sorella. Un pranzo courtesy of the groupie, un southern comfort e crollo sul letto. Rinvengo verso le 18. Mi spiace non portare fuori la groupie, non organizzare mai un weekend in un’ altra città…mi sento  in colpa, ma oltre a lavorare e a gestire il vecchio riesco a fare ben poco. La sera di sabato la passo a togliere i cd dalle custodie di plastica e inserirli nelle space-saving cd sleeve. Ormai è il terzo ordine che faccio (di 200 buste l’uno), sono contento (e un po’ ossessionato), queste sleeve mi fanno davvero recuperare un sacco di spazio negli scaffali. Ne approfitto anche per controllare tutti i miei cd, e togliere le edizioni non digipack che ho doppie. Non posso tenere tutto. Ho iniziato le pulizie di primavera del reparto cd.

Domenica mattina colazione con la PARIS TEXAS soundtrack, la leggendaria slide di RY COODER mi pettina l’anima mentre sono in procinto di ripartire Mutina bound per passare la domenica con Mr Tyrell senior.

Una domenica da Brian è lunga da passare senza SKY e senza computer, così passo il tempo suonicchiando su ROBERTA (la Epiphone 335 che mi ha regalato Riff) e riflettendo sulle faccende delle ultime settimane.

Il post elezioni del mese scorso mi ha lasciato senza fiato…non mi ha sorpreso che il partito che di solito sostengo abbia perso diversi punti percentuale a forza di smacchiar giaguari, non mi ha sorpreso che il Movimento 5 Stelle sia arrivato acosì in alto…quello che mi ha sconvolto è che il PDL guidato dal cavaliere nero abbia raggiunto il 25%. Il termine impresentabile oramai è consunto grazie anche al commento di pancia (che sento in diretta su Rai3) dell’ Annunziata scappatole mentre intervistava LittleAngel Alfano, ma descrive bene il personaggio e i suoi seguaci. Davvero, io mi chiedo come possano elettori dare il voto a quello lì dopo tutto quello che è successo. E come possa la Lombardia scegliere sempre il centro destra  nonostante gli scandali di BigAnts. Non me ne capacito. Sono alterato, fuori di me, e sono tentato dal dare le dimissioni da cittadino.

dimissioni

A parte che sono un po’ arroccato sulle mie posizioni e che la penso come il filosofo Fagioli (una persona di buon senso non può che essere di sinistra), ma votare uno che ha cercato (riuscendoci) di sovvertire le regole del senso civico, della moralità e della dignità, che ha legittimato il senso abominevole del condono, di comportamenti lascivi, laidi e inqualificabili, della corruzione, uno che è sceso in politica per salvarsi dai mille processi che  gli sono piovuti addosso, uno che ha portato il paese sul ciglio del baratro, uno che ha spaccato come nessun altro l’Italia che ora vive d’odio verso chi la pensa diversamente, uno a cui  un paese moderno e civile non avrebbe mai permesso di arrivare a cariche istituzionali, ebbene dicevo votare uno così per me è una cosa gravissima.

Triste poi vedere Bersani in ginocchio da Grillo a mendicare un po’ d’aiuto. Il comico despota non è interessato e non perde occasione per dare bastonate verbali. Perché insistere? Basta con ‘sta storia di essere responsabili. Mandiamo il paese allo sfacelo, se è questo che il popolo italiano vuole.

Insopportabili poi i duri e puri della sinistra. Quelli proprio non li reggo. Se ne stanno dentro il confortevole recinto delle loro percentuali irrisorie e pontificano su cose che in Italia non si avvereranno mai . Facile comportarsi così. Più difficile è sentirsi guevaristi dentro e votare centro-sinistra per cercare di dare una chance a questo paese che tende comunque a destra e ad essere condizionato dal Vaticano. Ingroia e i suoi amichetti dei Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista possono andare a farsi fottere, non voterò mai sfigati del genere, mi basta vedere come si vestono.

L’elezione a presidenti di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso però hanno lenito il dolore, non andremo molto lontano col nuovo esecutivo (se mai ci sarà) ma queste due figure mi rendono meno teso. Due nomi finalmente degni di occupare cariche dello stato così importanti. In realtà per Grasso avrei qualche riserva, ma visto chi c’era prima di lui non voglio fare lo schizzinoso.

Boldrini e Grasso

Rifletto poi sulle dimissioni di Krautus 1° e dell’ascesa al potere ecclesiastico di FRANCESCO 1°. Si è scelto un bel nome, si sta comportando in modo più casual dei suoi successori, magari arriveremo a vederlo anche andare in giro con le Clarks, inoltre sembra prediligere la sobrietà, ma rimane un papa…uno che ha avuto un atteggiamento tollerante (dolce eufemismo che nasconde probabili connivenze) verso la dittatura argentina degli anni settanta, uno che è omofobo (vogliamo parlare della lobby gay che c’è ai piani alti del vaticano, France’ ?) e che disprezza le donne. Guardavo in tv piazza San Pietro stracolma attendere con fervore la nomina del papa e mi chiedevo se nel 2013…dico, 2013, abbiamo ancora bisogno di Papi e di figure simili. Quanto cammino che l’ umanità deve ancora fare.

Il PDL al 25%, un papa che odia le donne, il fratello di Ligabue che si mette a fare il solista e fa uscire un singolo che fa cagare…povera Italia, come sei messa male.

Rileggo un sms recente di Polbi “Ok mi arrendo. Non ho un disco che mi vada di sentire. Non ho un cazzo di disco maledetto che mi vada bene!”. Sorrido. Metto in padella la cena di Brian e poco dopo lo preparo per la notte. La domenica volge al termine.

Mi rimetto in macchina, torno verso Borgo Massenzio.Pochi gradi sopra lo zero, cade una pioggia leggera che sferza comunque l’animo, l’ultimo di Bowie nel car stereo…

Lunedì mattina e il tempo non cambia, ma è una pioggia fredda e dura quella che scende, in mezzo qualche fiocco di neve. Cerco riparo in un doppio live dei MOTT THE HOOPLE…

A Tale of Two Cities- Frontal

Nonostante la pioggia fredda e l’inizio settimana, la mattina non si presenta male: chiamo l’assicurazione, faccio un salto nella carrozzeria convenzionata, tutto si svolge in maniera fluida e lineare. Quando i fastidi del quotidiano si dipanano così bene, l’heavy load che ci portiamo sulle spalle sembra meno pesante.

Torno in ufficio, mi bevo un caffè e ripenso a INTER – TOTTENHAM di giovedì scorso. Non siamo riusciti a qualificarci per il turno successivo di Europa League, ma dopo un’andata disastrosa volevo la reazione d’orgoglio che c’è stata, vacca se c’è stata. All’ultimo minuto del secondo tempo CAMBIASSO sfiora il goal del possibile 4 a 0. Sarebbe stata la remuntada perfetta. Purtroppo nei tempi supplementari gli inglesi segnano un goal, quello che gli basta per accedere al turno successivo. Noi comunque facciamo il quarto e fino alla fine lottiamo per segnare il quinto. E’ questa l’Inter che mi fa sognare e per cui vale la pena vivere. Abbiamo rimediato alla figuraccia di una settimana prima e casomai siamo noi ad essere usciti a testa alta, noi , non certo l’altra squadra di Milano che si è fatta dominare per 85 minuti dal Barcellona prendendo 4 goal. Va bene che la squadra citata gode di una copertura mediatica impressionante ma a tutto c’è un limite.

Ieri sera prove con la CATTIVA: BROWN SUGAR e WHOLE LOTTA LOVE per carburare e TRAIN KEPT A ROLLIN’ per chiudere in bellezza. In mezzo le nostre canzoni con la rifinitura definitiva di PIOVE STAMATTINA. Bello anche il finale di ED E’ UN ALTRO LUNEDI’ con il il coretto ad libitum “Tanto che cambia” che sfuma pian piano. Sono contento della band. Nonostante le difficoltà che la vita di tutti i giorni ci impone, riusciamo a portare avanti il nostro progetto. 8 nuove canzoni pronte…spero di trovare i soldi per portare la band in studio. Nel frattempo, let the Gibsons play.

Tim - Cattiva Compagnia live in guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Tim – Cattiva Compagnia live in Guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Lorenz - Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Lorenz – Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Primo giorno di primavera oggi, c’è il sole. Mando un sms a March, oggi è il suo compleanno, gli faccio gli auguri. Sono assonnato ma ancora pieno delle good vibrations di ieri sera. In macchina gli APRIL WINE, oh yeah baby.

April Wine

…Non spreco il mio denaro girando in tondo in macchina

lo risparmio per comprarmi delle chitarre elettriche

la discomusic è un male sociale

se non mi smuove come fa il rock, a me non piace…

Don’t wanna move or get out of bed 
That rock ‘n’ roll’s going straight through my head 
They say I’m stupid, I really don’t care 
Whatever they say, well I say that’s fair 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock 

Don’t waste my money driving ‘round in a car 
Save my money for electric guitars 
Disco music’s just a social disease 
If it don’t rock me, then it ain’t gonna please me 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock 

Turn up the music, let’s have a good time 
Don’t pull no punches, lay it right on the line 
New wave, old wave, third wave will do 
It don’t matter when I’m dancing with you 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock

 

Pronto Soccorso Blues (e la Schelotto state of mind)

25 Feb

Ci son giorni in cui il blues ti prende alla gola, copre la tua anima con un velo di crepe nere, ti lascia obnubilato e confuso. Capita allora che se quei picchi di blues sono ravvicinati sbotti e chiedi alla groupie di portarti al pronto soccorso, perché saranno anche solo i soliti blues feroci ma vuoi vederci chiaro. In macchina durante il tragitto tra la domus saurea e il pronto soccorso di Regium Lepidi ti capita di fare pensieri strani, sghembi, ossessivi, paurosi. Pur in preda all’ansia più subdola ti viene da sorridere nel vedere la groupie padrona della situazione, determinata, pronta e reattiva, guidare con sicurezza la blues mobile e farla sfrecciare per le strade della città con i pneumatici che mordono i cordoli delle rotonde. Tu sei lì con il viso fuori dal finestrino, cercando di controllare il magma emotivo al tuo interno, ma ti senti fortunato di avere un groupie come quella. Che superfiga ragazzi.

Con la groupie al volante sfrecciamo attraverso Regium Lepidi

Con la groupie al volante sfrecciamo attraverso Regium Lepidi

All’accettazione i primi controlli, tutto bene. Tiri un primo sospiro di sollievo. Vieni fatto accomodare nella sala d’attesa, dopo un paio d’ore ti chiamano, rimani su un lettino in un ambulatorio circa venti minuti, una gentilissima e giovane infermiera si scusa più volte per l’ulteriore attesa (il pronto soccorso è pienissimo: è bastata una nevicata per schienare molti reggiani caduti sotto il tiro incrociato del “fare la rotta” davanti a casa). La dottoressa ti rassicura con modo deciso, guardandoti negli occhi, con fare spiccio e risoluto ma senza perdere la tenerezza. L’elettrocardiogramma è a posto, il resto è causato dai  blues della vita e da qualche sbalzo di pressione. Ringrazi tutti, scambi due battute con l’infermiera, esprimi gratitudine al padre dei quattro venti per la Regium-Mutina county e per l’Emilia: tutto sommato qui le strutture basilari funzionano bene.

Sweet Emilia Romagna, where the skies are so blues...

Sweet Emilia Romagna, where the skies are so blue…

Ma il blues del titolo non è rivolto a questa storiella di ordinaria bluesaggine, questo lungo prologo serve a dare carattere alla location e definire il mood del tuo animo che attraverso i tuoi occhi guarda il poveraccio che ti capita di vedere mentre sei in sala d’attesa. Un uomo, un ragazzo, di 45/55 anni, con gli occhiali scuri, con un sacchetto di plastica in mano che si aggira per il pronto soccorso. La prima cosa che vedi sono le sebago ai piedi, uhm scarpe estive in pieno inverno…poi lo metti a fuoco meglio, il cappotto di antica foggia è rammendato vistosamente, i pantaloni e il maglione sono da poveracci. Il tutto però ha un nonsoché di dignitoso. Sembra uno che si sia trovato in brutte acque improvvisamente, che cerchi di mantenere un contegno, che non voglia abbandonarsi alla disperazione. Passa accanto alle 4 macchine dispensa bibite e merendine, controlla se c’è qualcuno si è dimenticato qualche monetina nel buchetto della restituzione del resto, riempie una bottiglietta d’acqua vuota al distributore d’acqua, si guarda in giro attento a non incrociare lo sguardo di nessuno, cerca di entrare in un cortile interno dove è vietato passare, ritorna in sala d’attesa, se ne va. Non ha scocciato nessuno, non ha chiesto l’elemosina, e a schiena più o meno dritta se ne è  andato perso nei suoi blues. Sospiri. Sono anni davvero difficili questi.

Alla domus saurea, spossato ti metti davanti a Sky in attesa del derby. Scambi qualche sms con Paolino Lisoni (di fede rossonera), qualche sguardo obliquo con la groupie (di fede rossonera), qualche tenerezza con Palmiro (di fede nerazzurra). Il primo quarto d’ora è equilibrato, ma poi quel gran giocatore che è El Shaarawi vi fa goal e l’Inter si scioglie. Per mezz’ora restate sotto il tiro incrociato del Milan, se non capitolate oltre è perché in porta avete Batman Handanovic, ad oggi uno dei primi tre al mondo. T’ incazzi, imprechi, smadonni, tiri degli accidenti a Muntari che cerca continuamente lo scontro, la polemica. Quello che gli urli non ti fa onore, cerchi di ricomporti. Temi la debacle completa, ma nel secondo tempo l’Inter che entra in campo è messa meglio, affronta il Milan alla pari. Il Mister fa entrare Schelotto e questi dopo un minuto pareggia. Ora, qualcuno potrebbe dire che se l’Inter per ribaltare le sorti di un derby deve affidarsi a Schelotto significa che è una squadra lofi, d’altra parte se il Milan dura solo un tempo, si fa raggiungere da un goal di Schelotto lasciato solo in area è lofi pure lui. Derby comunque vibrante, se non bello comunque appassionante, e poi vedere certi striscioni ti fa sentire le campane…

INTER - striscione 24-02-2013

Stamattina ti svegli con comodo, Palmiro viene ad infilare il suo muso umido sotto il tuo collo, ve ne state così abbracciati un quarto d’ora. Soppesi il tuo umore, il come ti senti, cerchi di tenere un certo slow down mood per cercare di dribblare i blues feroci di ieri. Tiri su la tapparella e nel farlo ti chiedi come incomincerà la mattina: nevica forte. Non te la aspettavi. E’ un segno. La giornata non sarà niente male. Sali in macchina, velocità di crociera, niente stress, niente corse, niente incazzature oggi. Ti immetti sulla tangenziale di Regium, nel car stereo CHICAGO VII, quello del 1974, quello più jazz rock…

AIRE ti riempie l’anima, sei così contento di essere un appassionato di musica buona. L’abitacolo della blues mobile diventa ancora più accogliente, rolli in pace con te stesso e con il mondo al ritmo di quella musica che sa tenerti in vita.

Verso Stonecity entra in scena la seconda metà dell’album, quella più abbordabile…ti godi anche quella, sei in preda ad una sorta di peacefull easy feeling…

Ti vengono in brividi, scherzi con te stesso “Chicago miglior gruppo di tutti i tempi”. Arrivi in Puccini boulevard. Parcheggi. Guardi il cielo, ti viene in mente tua madre, ti commuovi un attimo, ti ricomponi, arrivi in ufficio, i tuoi soci ti coccolano un po’, ti siedi alla grande scrivania e inizi a lavorare, non prima di aver sistemato la foto di SCHELOTTO  fianco di quella del DARK LORD e del KEYBOARD WIZARD…grazie Ezechiele.

schelotto

FIRENZE CANZONE TRISTE… (Fiorentina – Inter 4 : 1 )

17 Feb

Cioè, uno passa la domenica a fare il badante al proprio vecchio, finalmente arriva sera e lo mette a letto, in affanno ritorna a casa 2 minuti prima della partita, si mette sul divano, s’infila la maglietta nerazzurra, nel frattempo arriva Dennis col quale non assisteva ad una partita insieme da mesi e in campo, con i tanti amati colori sociali, si presenta un gruppo di giovani vecchi sopraffatti dall’accidia. Risultato finale: 4 a 1 per i padroni di casa. Ecco, i sogni di tornare in Champions League, di un finale di stagione dignitoso e vigoroso, se ne vanno nel giro di novanta minuti, evaporati come le energie e la lucidità della squadra.

A testa bassa mi infilo nel letto, mi metto in posizione fetale e invece della solita tisana butto giù un doppio southern comfort, nella speranza che i fumi dell’alcol  leniscano il dolore.

Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lui
Ancora un po’ di lui…

E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lui
Ancora un po’ di lui

Mou

DIEGO MILITO BLUES

15 Feb
L'infortunio a Milito di ieri sera

L’infortunio a Milito di ieri sera

Ieri sera, in una partita di Europa League, Diego Milito si è fatto male, molto male. Doppia lesione al legamento crociato anteriore e al collaterale esterno. Stagione finita. Carriera in discussione. Al mondo ci sono disgrazie peggiori, lui è un calciatore milionario che ha già vinto più o meno tutto, primattore del leggendario “triplete” del 2010 dell INTER, exploit mai capitato  prima in Italia. Però dispiace tanto; quel suo sguardo un po’ malinconico, quell’eleganza innata, quel comportamento sempre irreprensibile, te lo fanno vedere sotto una  luce particolare, e il rammarico si fa ancora più grande. Dispiace poi per l’INTER, perché perdere l’attaccante principale nonché campione di altissimo livello è un grosso guaio. La squadra sembrava in ripresa dopo un periodo di magra. Le belle vittorie col CHIEVO domenica e col CFR CLUJ ieri sera iniziavano giusto a soffiare via i blues che tanti tifosi come me soffrivano da tempo. Che peccato. Ora dovremo serrare le fila, sacrificarci di più, cercare di lenire il dolore e continuare a seguire il sole affinché continui a battere sul nostro viso e a far sì che le stelle continuino a riempire i nostri sogni. Forza Diego, forza ragazzi, fino alla vittoria, sempre.

Milito e la Champion's league del 2010

Milito e la Champion’s league del 2010

Le good vibrations che un INTER-NAPOLI 2 a 1 porta

10 Dic

Dopo una domenica passata a fare il badante al mio vecchio, una partita dell’INTER è quello che mi ci vuole. La serata è gelida, giusto il tempo di arrivare nel posto in riva al mondo, di mettere la blues mobile in garage, di salire, di gettarmi sul divano e la partita inizia. Sono teso, il Napoli è una buonissima squadra con alle spalle almeno tre anni di assestamenti, noi invece siamo ancora un work in progres, eppure lo vedo fin da subito che stasera ci siamo. Il Napoli gioca bene, ma noi non siamo da meno. Stramaccioni rinuncia al tridente, solo CASSANO e MILITO in attacco con GUARIN a centrocampo e il CUCHU in difesa. Mi piace l’elasticità del nostro allenatore. Dopo 5 minuti siamo già in  vantaggio, GUARIN pesca un goal davvero bello su schema perfetto da calcio d’angolo. Mezzoretta dopo il raddoppio del principe MILITO su assist di GUARIN.

Inter-Napoli 2 a 1

Inter-Napoli 2 a 1

La telecronaca di SKY con CARESSA e BERGOMI tende ad essere insopportabile…se è il Napoli a giocare così magnificamente com’è che hanno preso due pappine? Nessuno dice di no, la squadra partenopea fa vedere un buon calcio, ma i luoghi comuni sarebbero da evitare. Cambio telecronaca, mi sintonizzo su quella di Scarpini. L’Inter è determinata, sa difendersi e sa affondare, rincula e poi riparte e ogni tanto le giocate sono proprio belle. Il Napoli segna il 2 a 1, ci sarebbe fuorigioco ma il guardalinee  non lo vede. Behrami sarebbe da espellere, ma l’arbitro lo grazia. Sul finale soffriamo ma la vittoria è nostra. E’ sempre una sensazione bellissima quando l’Inter vince, quando poi lo fa contro una avversaria diretta il godimento è tale che incomincio a vedere le stelle. Milan, J**e, Napoli…tutte battute. Vado a letto beato.

Mi sveglio, penso alla giornata piena di cose da fare e di fastidi da affrontare. L’animo rincula e  fatica a ripartire. Scendo, penso all’Inter e subito mi pare che anche  -4 gradi il sole riesca a scaldare…

Borgo Massenzio lunedì 10 dic 2012: se l'Inter vince anche a -4 gradi il sole sembra scaldare - foto di TT -

Borgo Massenzio lunedì 10 dic 2012: se l’Inter vince anche a -4 gradi il sole sembra scaldare – foto di TT –

In giro per Stonecity a sbrigare commissioni, tendo ad essere scontroso ma poi penso all’Inter, l’umore si capovolge e in macchina inizio a sparami gli ELP LIVE AT NASSAU COLISEUM 1978…oh yeah baby…

Elp live at nassau coliseum  1978

Elp live at nassau coliseum 1978

In ufficio, diligentemente ma mestamente affronto il lavoro, la grande scrivania è piena di carte da evadere, mi inceppo, non posso farcela, è lunedì, la settimana sarà dura…ma di nuovo  penso all’Inter e ancora la beatitudine calcistica mi rivolta come un calzino e  mi metto a lavorare di buona lena ascoltandomi JOE’S GARAGE di Frank Zappa.

Il pomeriggio è pieno, dovrò uscire, tornare, uscire ancora…ma ho deciso che non m’importa, ieri sera l’Inter ha vinto e convinto e la vita oggi è più leggera. Se poi anche Jaypee (non certo un appassionato di football) mi scrive un’email di servizio e la chiude con un W L’INTER, beh, l’allineamento è completo. E allora vai, Grazianone…

E’ vero, ci sono cose più importanti 
di calciatori e di cantanti 
ma dimmi cosa c’è di meglio 
di una continua sofferenza 
per arrivare alla vittoria 
ma poi non rompermi i coglioni 
per me c’è solo l’Inter 

C’è solo l’Inter, per me, solo l’Inter 
C’è solo l’Inter, per me 

…E mi torna ancora in mente l’avvocato Prisco 
lui diceva che la serie A è nel nostro dna 
io non rubo il campionato 
ed in serie B non son mai stato 

C’è solo l’Inter, per me, solo l’Inter 
C’è solo l’Inter, per me, per me 
C’è solo l’Inter, c’è solo l’Inter, 
c’è solo l’Inter, per me 
C’è solo l’Inter per me