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L’Eternauta (la serie TV e tutto il resto) – TTTT½

18 Mag

La storia politica dell’Argentina fu spesso tribolata, colpi di stato, derive autoritarie e instabilità si susseguirono quasi senza sosta. Il periodo che ci interessa in relazione al titolo di questo post vede la transizione dai due governi peronisti a dittature militari legate ovviamente alla destra estrema. Dal 1946 al 1955 il generale Juan Domingo Peron governò il paese con un misto di populismo, patriottismo e socialismo, con l’intento di attuare un sistema politico, sociale e culturale alternativo a quelli capitalisti e comunisti. Se non altro di distinse per la vicinanza agli strati popolari della società e per aver sostenuto il distacco dell’Argentina dall’influenza degli Stati Uniti.

l’Argentina poi entrò in una lunga fase di instabilità segnata ahimè dall’autoritarismo militare. Ci furono  una serie di colpi di stato, l’ultimo dei quali, nel 1976, sfociò nel regime più repressivo della storia della nazione in oggetto. Nel 1983, infine, tornò  la democrazia.

Nel 1955 le Forze Armate, con un golpe sotto il comando del generale Eduardo Lonardi, rovesciarono Perón e stabilirono la cosiddetta Revolución Libertadora (il nome fa piuttosto ridere se non fosse che ci sarebbe ancora oggi da piangere). La Marina Militare bombardò la Casa Rosada tentando di uccidere il presidente. Il 18 giugno Perón è costretto a fuggire in esilio prima in Paraguay e poi nella Spagna di Franco.

Nel 1962 altro golpe militare, idem nel 1966

La dittatura militare più feroce ebbe inizio con il colpo di Stato militare del 24 marzo 1976, che rovesciò il governo democraticamente eletto di María Estela Martínez de Perón e tutte le autorità costituzionali, nazionali e provinciali, imponendo una giunta composta dai tre comandanti delle forze armate.

L’Argentina tra il 1976 e il 1983 fu retta da diverse giunte militari. Si caratterizzò con una forte repressione dell’opposizione e numerose violazioni di diritti umani. Il primo ad assumere la presidenza fu il generale Jorge Rafael Videla, presidente de facto tra il 1976 e 1981, a cui successe il generale Roberto Eduardo Viola.

Tutto questo per ricordare il substrato da cui nacque la grande opere de l’Eternauta. In breve:

L’Eternauta (El Eternauta) è un fumetto di fantascienza scritto da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López, pubblicato dal 1957 al 1959 sulla rivista Hora Cero, in Argentina, dove raggiunse una notevole fortuna, venendo ristampato più volte, un successo estesosi nel resto del mondo, che gli ha fatto raggiungere una fama tale da venire considerato un capolavoro del fumetto mondiale. La saga fu riscritta da Oesterheld nel 1969, rendendo più espliciti i riferimenti alla situazione geopolitica del Sudamerica del periodo e fu ridisegnata da Alberto Breccia in una personalissima e innovativa versione che viene considerata un capolavoro dalla critica. La trama è spesso considerata una sorta di anticipazione del golpe argentino del 1976 di Jorge Rafael Videla, del quale rimarrà vittima lo stesso Oesterheld, desaparecido nel 1978.

In Italia fu pubblicato per la prima volta a puntate sul settimanale a fumetti Lanciostory nel 1977 e per il Tim adolescente fu una scoperta incredibile, mi influenzò molto tanto che iniziai ad usare l’alias Juan Galvez (il nome italiano del protagonista, in origine Juan Salvo).

 

Quando lessi la notizia che stavano lavorando su un serie TV tratta da L’Eternauta sobbalzai sulla sedia e quando seppi che il protagonista sarebbe stato il grandissimo Ricardo Guarin entrai in modalità fustinella.

Già da un po’ la serie è disponibile su Netflix ed è stato emozionante vedere i sei episodi della prima stagione (è chiaro che ve ne saranno altre). Mi ci è voluto tutto il primo capitolo per adeguarmi all’approccio scelto, diverse le libertà prese rispetto all’originale, una su tutte l’aver ambientato il racconto ai giorni nostri, la società isterica e violenta di questi tempi è un nemico in più contro cui combattere. Non voglio svelare la trama, ma l’arrivo di qualcosa di terribile che renderà il futuro imminente distopico e paralizzante è messo in scena in maniera convincente.

La serie ha ricevuto critiche, in parte le capisco ma le trovo comunque eccessive; ho già parlato delle libertà prese ma potrebbe essere stato altrimenti? Una graphic novel così leggendaria la si traduce in immagini con enorme fatica, pur essendo una produzione argentina e la lingua originale lo spagnolo, mi pare fisiologico che l’umore originario dell’opera abbia subito variazioni, che la tensione sia diversa, che la Buenos Aires contemporanea sia lontana da quella del fumetto, che il respiro generale sia creato per un pubblico ampio abituato a correnti narrative sul grande e piccolo schermo più tradizionali. Personalmente il concetto di mainstream non mi entusiasma nemmeno un po’, questo modo di creare statunitense spesso per un pubblico di bocca buona mi urta, ma se è un sfumatura che influenza ma non snatura del tutto le trasposizioni in pellicola di capolavori letterari, grafici, musicali, bisogna pur conviverci, perché altrimenti non si vedrebbero sullo schermo certe cose.

A me pare che nonostante tutto L’Eternauta di Netflix sia una riduzione ben più che accettabile, i capisaldi del fumetto sono in qualche modo rispettati pur modificando e modernizzando il resto. Per questo blog la serie TV El Eternauta è da guardare, punto.

Qiu Xiaolong ”Il principe Rosso” (Feltrinelli/Marsilio 2020) – TTT½

27 Apr

Le inchieste dell’ispettore Chen sono letture ormai classiche qui sul blog, il genere poliziesco (o giù di lì) ambientato in Cina mi piace parecchio; sono ormai arrivato al nono episodio, letto con la spinta abituale, tuttavia a tratti l’ho trovato troppo articolato, non è stato semplice ricordarsi di tutti i rivoli della storia ogni volta che riprendevo a leggerne le pagine.

Mi è comunque piaciuto; basti questa brevissima conclusione, per tutto il resto, al solito, basta dare una occhiata qui sotto.

Per anni, Chen Cao ha cercato di mantenersi in equilibrio tra gli interessi del Partito e il suo ruolo di poliziotto alla guida di indagini politicamente sensibili. Sulle tracce di un misterioso Principe Rosso – un potente ed enigmatico membro del Partito che sembra avere il controllo dell’intera Shanghai – viene improvvisamente sollevato dai suoi incarichi ed è costretto ad abbandonare il caso di cui ha da poco iniziato a occuparsi. Qualcuno sta cercando di incastrarlo, mettendogli nel letto disinibite ragazze gatto o nascondendo le prove dell’omicidio di una nota cantante d’opera e, questione molto delicata, di un cittadino americano. Mentre il paese sembra acceso da una rinnovata nostalgia per gli anni della Rivoluzione, d’un tratto l’ex ispettore capo si ritrova completamente isolato, al centro di una diabolica macchinazione che chiaramente punta a distruggere la sua credibilità. Ispirandosi all’affare Bo Xilai, il clamoroso scandalo che di recente è arrivato a minare gli equilibri diplomatici della Cina, nella sua consueta miscela di giallo, poesia, filosofia e cibo, Qiu affronta lo spinoso tema della giustizia in un paese dove tutto ha a che fare con la politica e deve essere in linea con gli interessi delle autorità. Per un uomo d’onore come Chen, che cerca di sopravvivere in un mondo dominato dall’inganno e dal tradimento, è il caso più difficile: non si tratta più solo della carriera, ora è in pericolo la sua stessa vita.

QIU XIAOLONG sul blog:

https://timtirelli.com/2024/01/20/qiu-xiaolong-cyber-china-feltrinelli-marsilio-2017-ttt%c2%be/

https://timtirelli.com/2023/03/15/qiu-xiaolong-le-lacrime-del-lago-tai-feltrinelli-marsilio-2021-ttt%c2%be/

https://timtirelli.com/2021/03/27/qiu-xiaolongla-ragazza-che-danzava-per-maofeltrinelli-marsilio-2019-ttt%c2%be/

https://timtirelli.com/2020/09/16/qiu-xiaolong-di-seta-e-di-sangue-feltrinelli-marsilio-2019-tttt%c2%bd/

https://timtirelli.com/2020/06/03/qiu-xiaolong-ratti-rossi-feltrinelli-marsilio-2019-tttt%c2%bd/

https://timtirelli.com/2020/02/09/qiu-xiaolong-quando-il-rosso-e-il-nero-feltrinelli-marsilio-2018-tttt/

https://timtirelli.com/2019/04/08/qiu-xiaolong-visto-per-shanghai-feltrinelli-marsilio-2018-tttt/

https://timtirelli.com/2018/11/06/qiu-xiaolong-la-misteriosa-morte-della-compagna-guan-feltrinelli-2018-tttt/

Barbara Curti “La Storia Di Reggio Emilia” (2022 Typimedia Editore) – TTT½

25 Apr

Quadro sinottico riassuntivo della storia di Reggio Emilia, adatto a chi approccia l’argomento da neofita. Il libro scorre e lo definirei un buon lavoro. Dai primi terramaricoli, le prime vere teste quadre, ai liguri, poi gli etruschi e infine i romani, a cui Reggio rimarrà per sempre legata, lo si evince già dal nome (Marcus Aemilius Lepidus anyone?).

La Curti disegna con un buon tratto la storia di questa città di cui parlo e mi interesso in quanto punto fermo di tutta la mia discendenza famigliare, illustrando figure storiche, avvenimenti, guerre e ogni altra sorta di peripezie a cui i popoli di Reggio nell’Emilia sono andati incontro con la loro nota resilienza e resistenza.

Leggendo parti di questo libro non ho potuto inoltre che riflettere una volta di più di quanto in Italia, soprattutto da queste parti, si sia andati vicino al creare un società più giusta e libera da gioghi di varia natura. Tra la fine dell’ottocento e il 1920, e tra il 1945 e gli anni settanta, qualcosa di diverso si era davvero ipotizzato e praticato, un fuoco di paglia diranno alcuni, ma perlomeno si è provato, lottato e sognato.

BIBLIOTECA DIGITALE REGGIANA – REGGIO EMILIA NEL 1750 CIRCA

BIBLIOTECA DIGITALE REGGIANA – Reggio nel 1750 circa

Massimo Carlotto “La Verità Dell’Alligatore” (1995/2013 e/o edizioni) – TTT¾

24 Apr

Mi avvicino solo adesso a Massimo Carlotto e lo faccio con questo noir di provincia che ben si accomuna con questo blog dato che il protagonista è uno che ascolta e vive blues, il blues che intendiamo noi. Da questi scritti qualche anno fa fu tratta una serie TV (Rai2).

Qui sotto, nella descrizione, c’è tutto quello che c’è da sapere se interessati, aggiungo dunque solo che ho letto volentieri delle peripezie dell’Alligatore e del suo approccio blues alla vita.

DESCRIZIONE

https://www.edizionieo.it/book/9788876419706/la-verita-dell-alligatore

L’Alligatore è un ex cantante di Blues. Ingiustamente condannato a sette anni di carcere, gli è rimasta addosso la fragilità degli ex dete­nuti e l’ossessione della giustizia.

Ha messo a frutto le sue «compe­tenze» e le sue conoscenze nella malavita divenendo un investigato­re molto particolare: più a suo agio nel mondo marginale ed extra legale che tra poliziotti e magistrati, ricorre volentieri all’aiuto di strani «personaggi», primo fra tutti Beniamino Rossini, un malavitoso milanese con il quale ha stretto una bella amicizia malgrado le differenze culturali e di temperamento.
I due intuiscono presto che gli omicidi di due donne, imputati a un povero tossico, sono in realtà maturati nei corrotti ambienti di una certa bor­ghesia di provincia…
Con il personaggio dell’Alligatore nasce in Italia un nuovo tipo di giallo, più vicino al noir americano per la capacità, tutta nuova nel nostro paese, di elaborare e raccontare esperienze realmente vissute nel mondo del carcere, della latitanza, dell’extralegalità.

Massimo Carlotto
Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morte, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah, Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito, Alla fine di un giorno noioso, Il mondo non mi deve nulla, la fiaba La via del pepe con le illustrazioni di Alessandro Sanna, La banda degli amanti, Per tutto l’oro del mondo, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane e La signora del martedì.
Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Respiro corto, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara e Luz).
Per Rizzoli ha pubblicato Il Turista e Sbirre (con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni).
I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero.
Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.

Antonio Manzini “Tutti I Particolari In Cronaca” (2024 Mondadori) – TTT¾

27 Feb

Manzini che si cimenta in un giallo autoconclusivo pubblicato da un altro editore … mmh … non potevo perdermelo. Al di là della copertina piuttosto brutta (capisco che oggi non vi sia mai budget per nulla di veramente artistico e creativo però accidenti, sarebbe stato così dispendioso creare qualcosa di meno orrendo?), il libro è riuscito, il giallo è intrigante e ben orchestrato.

La storia si dipana su due sentieri paralleli, due voci e due protagonisti narranti messe su pagina con tanto di font diversi, un giornalista sportivo passato alla cronaca nera e un archivista di un tribunale figlio di un magistrato defunto; la storia scorre anche grazie alla scrittura di Manzini, al modo in cui tratteggia i personaggi in bilico tra dolenza e indolenza, alla poetica che ci mette nel raccontare di fatti violenti e di giustizia.

E’ una Bologna quasi in disparte quella che in cui è ambientata la storia, i fatti si sarebbero potuti svolgere in qualsiasi altra città tanto è forte la genericità dei luoghi citati.

https://www.mondadoristore.it/Tutti-i-particolari-in-cronaca-Antonio-Manzini/eai978880477566/

Antonio Manzini “Il passato è un morto senza cadavere” (Sellerio 2024) – TTTT½

17 Feb

Più di 500 pagine anche per questo nuovo entusiasmante capitolo delle peripezie noir del vicequestore Rocco Schiavone. Manzini continua a sorprendermi, dopo ben dodici capitoli di questa serie riesce ancora a scriverne uno elettrizzante, pagine che non vedi arrivi la sera per leggerle, un noir arieggiato, brioso, pur compresso nelle paludi dell’animo nero umano.

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Sinossi

https://sellerio.it/it/catalogo/Elp/Manzini/14806

La morte di un ciclista in montagna spinge il Vicequestore di Aosta a indagare nel passato torbido e oscuro di un gruppo di ex militari. In questa nuova avventura di Rocco Schiavone, Antonio Manzini alza il livello della riflessione sulla condizione umana, in una indagine fitta di tracce, figure e dettagli, movimentata, rigorosamente logica, che agita ombre e desideri, provoca luci e turbamenti, smuove il coraggio e la paura.

Quando viene chiamato su una strada di montagna, al vicequestore Rocco Schiavone basta uno sguardo per capire di trovarsi di fronte a una rottura del decimo livello della sua personalissima classifica. Un ciclista, infatti, è stato vittima di un incidente. Il morto si chiama Paolo Sanna, un cinquantenne che da un po’ di tempo abita in zona ma che apparentemente nessuno conosce. Dai primi accertamenti risultano subito delle stranezze. Sanna era abbiente se non addirittura ricco, ma senza occupazione, nel tempo aveva cambiato periodicamente residenze in tutto il Nord Italia, sporadiche e superficiali amicizie, qualche amore senza conseguenze, parenti lontani e poco frequentati: insomma, «una specie di ectoplasma ai margini della società». A complicare le cose, c’è il rebus del taccuino trovato nella sua abitazione, una lista di nomi, sigle e numeri inde-cifrabili. Il quadro è quello di un uomo in fuga. Ma una fuga lunga, senza fine, se non fosse stato per quell’urto in montagna. Per vederci chiaro bisogna indagare nel passato, andando il più a fondo possibile, un passato che fa sprofondare il vicequestore di Aosta negli anni di gioventù di un gruppetto affiatato. Rocco vorrebbe procedere come al solito, pesante come un pugno e sottile come uno stiletto, ma è di sottigliezza che ha soprattutto bisogno, anche perché si fa sempre più drammatico il timore per la scomparsa inspiegabile di una persona, una donna, a cui qualcosa di intenso lo lega.
In questa nuova avventura di Rocco Schiavone, Antonio Manzini alza il livello della riflessione sulla condizione umana, in una indagine fitta di tracce, figure e dettagli, movimentata, rigorosamente logica, che agita ombre e desideri, provoca luci e turbamenti, smuove il coraggio e la paura.

Autore

Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato Sangue marcio, La giostra dei criceti (del 2007, riedito da Sellerio nel 2017), Gli ultimi giorni di quiete (2020) e La mala erba (2022). La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017), L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018), Rien ne va plus (2019), Ah l’amore l’amore (2020), Vecchie conoscenze (2021), Le ossa parlano (2022), ELP (2023) e Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Sud America? (2023). In altra collana di questa casa editrice ha pubblicato Sull’orlo del precipizio (2015) e Ogni riferimento è puramente casuale (2019)

Rocco Schiavone sul blog:

https://timtirelli.com/2021/05/21/antonio-manzini-fate-il-vostro-gioco-sellerio-2018-ttttt/

https://timtirelli.com/2021/02/14/antonio-manzini-pulvis-et-umbra-sellerio-2017-ttt%c2%bd/

https://timtirelli.com/2020/11/06/antonio-manzini-7-7-2007-sellerio-2016-ttttt/

https://timtirelli.com/2020/09/15/antonio-manzini-era-di-maggio-sellerio-2015/

https://timtirelli.com/2019/10/05/antonio-manzini-non-e-stagione-sellerio-2015-2018-tttt/

https://timtirelli.com/2019/05/16/antonio-manzini-la-costola-di-adamo-sellerio-2014-2018/

https://timtirelli.com/2019/04/21/antonio-manzini-pista-nera-sellerio-2013-2018/

https://timtirelli.com/2021/07/27/antonio-manzini-rien-ne-va-plus-sellerio-2018-tttt/

https://timtirelli.com/2021/09/20/antonio-manzini-ah-lamore-lamore-sellerio-2020-tttt%c2%bd/

https://timtirelli.com/2021/09/21/antonio-manzini-vecchie-conoscenze-sellerio-2021-ttttt/

https://timtirelli.com/2022/07/21/antonio-manzini-le-ossa-parlano-sellerio-2022-tttt/

Antonio Manzini “Elp” (Sellerio 2023) – TTTT

Toby Lloyd “Fervore” (2024 Neri Pozza Editore) – TTTT½

6 Nov

Toby Lloyd, scrittore londinese, è l’autore di questo magnifico romanzo, dopo averlo letto mi sono trovato in completa sintonia con il Guardian:

«La qualità della prosa di Fervore ci garantisce che varrà la pena di leggere qualsiasi cosa Lloyd ancora scriverà».
The Guardian

Scrittura scintillante, romanzo potente … leggerlo è stato bellissimo. Nel link qui sotto la sinossi dal sito dell’editore italiano.

Toby Lloyd Fervore

Se devo trovare un riferimento, citerei il nostro amatissimo Philip Roth (magari quello di Pastorale Americana), ma sia chiaro: Lloyd segue percorsi suoi e lo fa con una capacità descrittiva superba.

Libro da leggere..

https://neripozza.it/libro/9788854528390

D.J. Herda “The Never-Ending Lives of Liver-Eating Johnson” (2019 Rowman & Littlefield) – TTTTT

3 Nov

Lo sapete da tempo, il film Jeremiah Johnson del 1972 di Sydney Pollack con Robert Redford protagonista è il film preferito da questo blog; la figura su cui la pellicola di Pollack si basa è quella di John Johnson, leggendario Mountain Man americano. Quella epopea mi intriga da sempre e un personaggio come John Johnson (o John Johnston o John Garrison o William Garrison) fa parte dell’immaginario in cui sono immerso dal giorno in cui – appena adolescente – vidi il grande cartellone pubblicitario del film (in italiano “Corvo Rosso Non Avrai Il Mio Scalpo”) vicino alla stazione delle corriere di Modena nel 1973.

Version 1.0.0

Questa biografia del 2019 di Johnson scritta dal giornalista statunitense D.J. Herda è davvero magnifica: ben scritta, ben articolata, accurata e con inserti presi dai giornali dell’epoca. 

John Liver-Eating Johnson c

Leggere la storia di quest’uomo nato sulla costa est degli Stati Uniti e diventato una figura fondamentale della Frontiera americana è una esperienza emozionante. Tra le pagine traspare chiaramente, al di là della tempra d’acciaio del nostro e della psicologia spicciola dell’uomo d’azione, un sfumatura tutt’altro trascurabile della sensibilità di quest’uomo, rapportata ovviamente al contesto (le lande selvagge dell’Ovest del continente nord americano) e ai tempi (il 1800).

John Liver-Eating Johnson b

Lettura dunque assai piacevole per un uomo di blues come il sottoscritto e onesto e dovuto tributo ad uno dei grandi pionieri statunitensi. Per quanto mi riguarda, libro essenziale.

John Liver-Eating Johnson

Edizione copertina rigida – lingua inglese

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John Johnson sul Blog:

The Avenging Fury of the Plains – John “liver eating” Johnston by Dennis John McLelland Ed.D (2021 second edition) – TTTT

John “Mangiafegato (liver-eating)” Johnson

JEREMIAH JOHNSON (1972): film e colonna sonora – TTTTT

 

Mario Liverani “Oltre la Bibbia. Storia antica di Israele” (2012 – Editori Laterza) TTT¾

12 Ago

Leggere il libro di Liverani in una estate caldissima come questa è uno sport estremo, tuttavia credo ne valga la pena, almeno per chi è interessato ad approfondire certi argomenti.

Magari non è per tutti, la prima parte è molto impegnativa (la storia archeologica della Palestina dall’età del Bronzo), la seconda è forse meno complicata ma pur sempre molto articolata. Se non si è almeno un po’ dentro all’argomento trattato non è facile raccapezzarsi; sia chiaro, lo studio in questione è eccellente ma per affrontarlo occorre forza di volontà.

Dal punto di vista storico si evince chiaramente che quasi tutto quello scritto nella Bibbia circa la storia di Israele non è conforme alla realtà e che tutto il mito che la circonda è stata costruita a posteriori proprio per creare una narrazione favolistica. I due regni di Giuda e Israele non sono mai stati prossimi nelle intenzioni e non si differenziavano molto dagli altri regni presenti in quei territori.

Il libro aiuta a mettere pietre miliari relative al momento in cui si decise di passare dagli dei venerati nei vari regni al culto dell’unico dio. Ho trovato ben più che interessante il capitolo 12 Il Paesaggio Desolato, ed in particolare i paragrafi relativi a Il Diluvio Universale, La Torre di Babele, Il Giardino Dell’Eden.

Dal punto di vista storico non è difficile fare piazza pulita delle superstizioni e della relativa mitologia religiosa, basta un po’ di onestà intellettuale e leggere libri come questo.

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Descrizione:

https://www.lafeltrinelli.it/oltre-bibbia-storia-antica-di-libro-mario-liverani/e/9788842098416

“Questo testo riconduce la nascita d’Israele alla sua realtà storica. Tenendo assieme la critica letteraria dei racconti biblici, l’apporto dell’archeologia e dell’epigrafia e i criteri della moderna metodologia storiografica, Liverani riporta i materiali testuali all’epoca della loro redazione, ricostruisce l’evoluzione delle ideologie politiche e religiose in progressione di tempo, inserisce saldamente la storia d’Israele nel suo contesto antico-orientale. Emergono così la storia normale dei due piccoli regni di Giuda e d’Israele, analoga a quella di tanti altri piccoli regni locali, e la storia inventata, che gli esuli giudei costruirono durante e dopo l’esilio in Babilonia. Gerico non è crollata al suono delle trombe di Giosuè, la conquista della Terra Promessa non è mai avvenuta così come narrato, Salomone non aveva un grande regno e forse il Dio del Sinai un tempo aveva anche una compagna. Il libro di Mario Liverani, sintesi di lavori in corso da anni tra gli archeologi israeliani e non, è fatto per provocare una scossa a quanti si sono nutriti per decenni di quel filone che nel dopoguerra fu trionfalmente inaugurato da testi come “La Bibbia aveva ragione” di Werner Keller. (Marco Politi, “La Repubblica).

Mario Liverani, professore emerito di Storia del Vicino Oriente antico all’Università di Roma La Sapienza, ha tenuto corsi in molte università americane ed europee. Ha collaborato a scavi in Siria (Ebla), in Turchia (Arslantepe) e in Libia (Acacus). Ha pubblicato, tra l’altro, L’origine della città (Roma 1986), Akkad, the First World Empire (Padova 1993) e Myth and Politics in Ancient Near Eastern Historiography (London 2004). Per Laterza è autore di Guerra e diplomazia nell’antico Oriente. 1600-1100 a.C. (1994); Uruk, la prima città (1998); Oltre la Bibbia. Storia antica di Israele (2003); Antico Oriente. Storia società economia  (nuova edizione 2011); Immaginare Babele. Due secoli di studi sulla città orientale antica (2013); Assiria. La preistoria dell’imperialismo (2017); Oriente Occidente (2021).

Michael Punke “Revenant. La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta” (2002 – Einaudi 2024)- TTT½

6 Lug

Il titolo originale di questo romanzo è The Revenant. A Novel Of Revenge, per quanto mi riguarda sarebbe stato più corretto che anche il titolo italiano si fosse attenuto a quel concetto, aver aggiunto infatti l’aggettivo “vero” mi fa un po’ storcere il naso. Sì perché questo è un romanzo di finzione, basato appunto su quel poco che si sa davvero circa la vita di Hugh Glass, ma ripeto molto di quello scritto è fiction. L’autore stesso a fine libro dedica 5 paginette ai fatti storici che hanno caratterizzato la storia di Glass, arrivando perfino a citare il libro di John Myers Myers The Saga Of Hugh Glass come resoconto storico più completo su Glass.

Michael Punke "Revenant. La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta" (2002 - Einaudi 2024)-

Michael Punke “Revenant. La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta” (2002 – Einaudi 2024)-

Detto questo il romanzo è godibile, il soggetto (le gesta di un celeberrimo eroe della mitologia western) pieno di interesse, la scrittura fluida e scorrevole, tuttavia non era quello che cercavo.