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JEFF BECK GROUP – Fillmore West San Francisco 24 July 1968 (Radio Broadcast From Wolfang’s Vault – 2013) – TTTTT

2 Mar

AAA - master fronte lungo

TITLE: Fillmore West San Francisco 24 July 1968

LABEL: no label (radio broadcast from the Bill Graham’s Vault)

TYPE: very good sounboard

SOUND QUALITY: TTTTT-

PERFORMANCE TTTTT

BAND MOOD: TTTT

Nuova versione di questo storico concerto presa dagli archivi dell’indimenticabile grande BILL GRAHAM. Siamo nel 1968 e per l’epoca questo è un ottimo soundboard. La sezione ritmica è in secondo piano, la chitarra di JB è invece molto presente. Il concerto è magnifico, uno dei massimi esempi dell’ hard rock blues inglese. Non è il JEFF BECK chitarristicamente perfetto post 1974, qui le sbavature sono evidenti, certi passaggi sono sporchi e lasciati al caso, ma ragazzi questo è il rock, quello vero, quello intenso, quello che va difeso se occorre con la vita. La versione di YOU SHOOK ME è quella che preferisco in assoluto, meglio anche di quella dei LED ZEPPELIN (un po’ troppo greve, lunga e monotona). Il JEFF BECK GROUP del periodo era una bomba, l’accoppiata ROD STEWART/JEFF BECK  era straordinaria. Blues sporco, viscerale, geniale, come solo gli inglesi hanno saputo fare alla fine degli anni sessanta. La chitarra di LET ME LOVE YOU è entusiasmante, l’abecedario per il chitarrismo a venire. Si, il JBG era i LED ZEPPELIN prima dei LED ZEPPELIN (certo, con un sezione ritmica più discreta), peccato sia imploso, d’altra parte JEFF BECK era instabile, non era un compositore e probabilmente non aveva maturato la visione che invece PAGE aveva già dal 1967.

Jeff Beck Group - Fillmore West 24 july 1969

MORNING DEW è piena di creatività seppur a tratti caotica. BECK ti lascia di stucco alla ricerca com’è di sperimentazioni continue sulla Gibson Les Paul. JEFF’S BOOGIE è un’altro piccolo monumeto eretto al chitarrismo rock. Diventerà leggendaria nella versione live di BECK BOGERT & APPICE nel LIVE (pubblicato solo in Giappone), questa, sebbene più ingenua, resta comunque un episodio fighissimo. Quando sento suonare la chitarra in questo modo mi vien voglia di vendere le mie e darmi alla coltivazione di tulipani…

Tulipani 2

Lo so, sto usando molte iperbole, ma questo è il “mio” rock, il mio ambiente naturale, perdonatemi l’eccesso d’entusiasmo. THE SUN IS SHINING è il classico del blues riproposto alla BECK. L’interplay tra BECK  e STEWART, l’assolo di BECK che ti fa smettere di respirare, il senso del blues che ammettiamolo, in campo “bianco”, solo gli inglesi riuscivano ad avere (HENDRIX è l’eccezione)…ah che spettacolo. E’ qui che si sente il genio del chitarrista, la lead guitar che non fa il solito assolino blues ma che cerca altre strade, altri territori, che confinano sempre con quello del blues ma che regalano viste mozzafiato e orizzonti più ampi. Lo stesso vale per PAGE. Ecco poi perché sono ancora 2 dei 4 chitarristi rock più importanti del periodo pre VAN HALEN.

Immancabile HI HO SILVER LINING la canzonetta che il produttore impose a JB nel 1967 e che fu un grande hit. La canta JEFF BECK con risultati comici, ma la chitarra distorta e le svisate sono di nuovo spettacolari. Va beh, mi fermo qui, ma potrei andare a vanti per ore a tessere le lodi ai live del JBG di questo periodo. JEFF BECK IS GOD!

Sleepy Jeff Beck

Sleepy Jeff Beck

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BLUE ÖYSTER CULT “The Columbia Album Collection” (Sony 2012) – TTTTT

1 Mar
BLUE OSYTER CULT - The Columbia Album Collection - foto di TT

BLUE OSYTER CULT – The Columbia Album Collection – foto di TT

14 album originali (uno, il live più famoso, con un dvd in più), due cd di rarità, un buono con un codice per scaricare gratuitamente 4 concerti (1980/1981/1983/1986), confezione più che discreta, costo 67 euro. Ecco, per quanto concerne i box set questa dovrebbe essere la filosofia da seguire. I dischi sono fondamentali, certo non tutti per il casual fan, ma per gli appassionati i COLUMBIA YEARS sono comunque imprescindibili. Alcuni album sono buoni, alcuni meno, altri eccellenti.

blue-oyster-cult-2 Blue Oyster Cult boc

Hard Rock americano che ai tempi (come sottolinea Beppe Riva) veniva chiamato heavy metal, oggi il termine ha assunto connotati diversi e molto estremi e non me la sento di chiamare così la musica dei BOC. Certo che lo spazio siderale in cui si muovono ha un riflesso metallico, sempre e comunque. Hard rock cupo e nero è vero, ma allo stesso tempo brillante, esilarante, interessante e bellissimo. Gran cofanetto questo. Mi inchino davanti alla Sony e ai sacerdoti del culto dell’ostrica blu.

KEITH EMERSON BAND “Three Fates” (Edel 2012) – TTT½

19 Feb

Keith Emerson Three Fates front

Questo cd non è esattamente attribuibile alla KEITH EMERSON BAND, le tre fate infatti sono, come spiegano loro stessi, the keyboards and compositions of Emerson, the guitar and writing of Bonilla, and the conducting of Terje Mikkelsen with the 70-piece Münchner Rundfunkorchester. Il cd contiene alcuni pezzi degli ELP, qualcosa di EMERSON, qualcosa di BONILLA e un brano di GINASTERA.

Le parti orchestrali dei pezzi degli ELP sono maestose, mi inebrio sempre nel sentire una orchestra da 70 musicisti  suonare insieme quelle musiche leggendarie, il problema è quando entra la band, o meglio la chitarra pseudo metal di BONILLA, perchè tutto si fa più kitsch. Riff direbbe che BONILLA è un “centurione”, ovvero uno di quei musicisti che tendono la metal o al rock tout court, quelli un po’ sopra le righe. Intendiamoci BONILLA è un signor musicista, ma non è di quelle che piacciono a noi. EMERSON, al piano, moog e organo suona parti non difficilissime visti i suoi problemi alle mani. Tutto sommato comunque un buon album.

Keith Emerson Three fates a

PFM “River Of Life – The Manticore Years Anthology 1973-1977 (Cherry Red Records 2010) – TTTT½

16 Feb

PFM The manicore years

Questa sì che è una antologia fatta bene: pezzi classici in versione originale e live, B side mai pubblicate in CD prima d’ora (LA CARROZZA DI HANS), inediti (IS MY MY FACE ON STRAIGHT), versioni live inedite (DOVE QUANDO/OUT ON THE ROUNDABOUT/CELEBRATION Nottingham 1976). Inoltre un booklet finalmente esauriente, con foto, didascalie, info, testo. Bel compendio davvero, basato sul profilo internazionale di questa nostra grande indimenticabile band.

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Booklet 02

Booklet 03

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Booklet 07

Booklet 08

RAINBOW “On Stage” (Polydor 1977 – Deluxe Edition 2CD 2012) TTTT

13 Feb

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RAINBOW “On Stage” (Polydor 1977 – Deluxe Edition 2CD 2012)

CD1 – On Stage (original album) – TTTT

CD2 – Bonus tracks – TTT½

CONFEZIONE: TTT½

rainbow-on-stage-deluxe-edition-2-cd_RETRO

Riascoltato oggi devo dire che ON STAGE mi piace un pochino meno di come lo ricordavo:  il modo di allungare i pezzi mi pare meno efficace che in passato, i suoni delle tastiere sono davvero brutti e tutti quei “tappeti” annoiano parecchio. Credo sia un problema mio, ma le tastiere usate in quel modo ormai non le sopporto proprio più. Dall’altra parte abbiamo BLACKMORE, POWELL e DIO in condizione divina, e quindi un heavy rock potente, possente, suonato da dio.

Il secondo cd non è tratto dal concerto di OSAKA del 09/12/1976 (da quel che si sa solo due canzoni di quello show sono sopravvissute) ma da uno dei due concerti del 16/12/1976 tenuti a Tokyo (il secondo, quello serale). Io non capisco come si possano fare di questi errori, non c’è nessuno che prima di mandare in stampa una cosa del genere controlla il tutto? Mah. Ad ogni modo trattasi di un signor bonus disc, con materiale  di valore sebbene SIXTEENTH CENTURY SLEEVES, il BLUES, STARSTRUCK e 40 secondi di CATCH THE RAINBOW  siano le stesse del CD1.

HEART “Fanatic” (Legacy – Sony 2012) TTT

1 Feb

Heart-Fanatic

Ultimo album degli HEART, o meglio, delle Wilson sisters. Album onesto, dignitoso. Non ci sono pezzi – a mio parere s’intende – che svettano, che si distinguano per una bella melodia, per un riff un minimo originale. E’ quel classic rock un pelo moderno che va oggi, un po’ neutro, senza sussulti melodici, che fa intravedere sfumature vintage. Elegante, a tratti brillante, ma algido. Ad ogni modo è arrivato al 24esimo posto della classifica americana ufficiale (Billboard), mica poco.

Sono innamorato delle due sorelle Wilson da 33 anni, un cosa con cui commuovermi la trovo sempre, qui è ROCK DEEP (VANCOUVER)…sarà perché vengo meglio dal profilo malinconico, sarà perché il pezzo sembra parlare dei primi momenti importanti del gruppo, ma è da questo pezzo che nasce qualche onda emotiva…

Seattle in the rear view mirror
Brooding like the child inside the man
I was following the interstate
Way up north the father fields Canadian

Up above the royal border
The King George highway opens to the sky
The mountains stand there singing out
Filling up my open eyes

And I still can see you sleeping
In a bed of moonlight seeping
And I remember crying
Cause I knew the sun was rising

Rock deep (I remember crying)
Rock deep (cause I knew the sun was rising)

All the gusts of English Bay
Singing on an ancient radio
And a young girl with a burning heart
Stares down at the big ships anchored far below

And she knows where she is going
Cause her very soul is glowing
And in this gentle harbor
She don’t need to go no farther

Rock deep
Rock deep
Rock deep
Rock deep

Oh my soul was glowing
And I knew where I was going

Heart - Fanatic  back cover

Mi piacerebbe vederle dal vivo, chissà se mai verranno da queste parti. Coi loro pezzi storici ci sarebbe da divertirsi, con i riferimenti ai LZ poi (tipo l’intro di IN THE LIGHT e BLACK DOG) la serata finirebbe in bellezza.

Nancy & Ann Wilson - Heart

Nancy & Ann Wilson – Heart

 

EMERSON LAKE & PALMER “Live In California 1974” (Shout! Factory – 2012) – TTTT½

15 Gen

ELP Live In California 1974 fronte   011

La faccenda relativa ai nastri originali (audio-video) di CALIFORNIA JAM 1974 è sempre stata poco chiara: per farla breve la ABC  registrò il concerto il 6 aprile 1974 e lo mandò in onda – in forma non completa – per TV e per radio in maggio e giugno dello stesso anno. Anni dopo, quando la DISNEY comprò la ABC-TV, i master del concerto furono distrutti (insieme ad altre registrazioni sportive).  Qualcuno però registrò lo show dalla radio e dalla TV. Quello che è circolato per molti anni sotto forma di bootleg e che in questi ultimi anni è stato pubblicato ufficialmente è dunque tratto dalle copie che qualche fan (in particolare Scott Lifshine di New York) fece all’epoca della prima messa in onda. Copie e nemmeno tutto il concerto nella sua interezza, ah, c’è da incazzarsi non poco visto che è stato un concerto leggendario.

ELP Live In California 1974 fronte   012

A quanto si sa gli headliner dovevano essere i DEEP PURPLE, che però scelsero di iniziare lo show al tramonto per avere un effetto scenico in più, così furono gli ELP che chiusero il festival. Fino ad oggi la performance del gruppo era apparsa sul divudi ufficiale BEYOND THE BEGINNING, in parte sul cd THEN AND NOW e naturalmente in versione bootleg. Non ho mai avuto uno di questi ultimi quindi non so dire se la qualità di questa prima versione audio ufficiale sia migliore dei bootleg, appunto, ma immagino di sì, perché la qualità audio non è davvero niente male, pensavo peggio.

California Jam 1974

ELP Live In California 1974 cd   010

Malgrado le note negative (il concerto non completo, gli edit un po’ bruschi, la qualità audio non stellare) trovo che questa uscita sia sacrosanta. Gli ELP nella loro storia 1970-78 hanno sempre suonato bene, ogni concerto era un inno alla figura del musicista in completo comando dello strumento, ma possiamo dire che nel 1974 oltre alla perizia tecnica, alla qualità delle performance, si aggiungeva la magia del momento forse più alto della loro storia:  la sfrenata irruenza dei primi anni si arricchiva di maturità, esperienza, consapevolezza arrivando all’apogeo definitivo.

ELP Live In California 1974 retro    009

L’impetuosa determinazione in TOCCATA dove anche le tenebre sembrano temere il miglior trio di sempre…

…la poetica dolcezza di STILL YOU TURN ME ON…

…i nove e passa minuti di incredibili PIANO IMPROVISATIONS con EMERSON da solo e poi accompagnato dai suoi due compari…per me questa è la prova che dio esiste, si chiama KEITH EMERSON e suona il piano da dio, appunto…

…e poi ancora “Benvenuti amici miei allo spettacolo che non finisce mai“…

La grafica non è granché, non trova agganci alla storia o al mondo ELP e questo è un errore non da poco. Capisco che queste produzioni vengono fatte a budget ridotto, ma le “sgraficate” fine a sé stesse  vanno evitate. Mi avessero detto qualcosa gli avrei fatto io qualcosa di più adatto con la agenzia di comunicazione dove lavoro…gratis naturalmente.

Ad ogni modo, un grazie a Tony Ortiz, dell’entourage di ELP,  che tanto si è prodigato per fare uscire ufficialmente questo live.

RAINBOW “Long Live Rock And Roll” (Polydor 1978 – Deluxe Edition 2CD 2012) TTTT

11 Gen

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RAINBOW “Long Live Rock And Roll” (Polydor 1978  -Deluxe Edition 2012)

CD1 -Long Live Rock And Roll (original album) – TTTT

CD2 – Bonus tracks – TTT

CONFEZIONE: TTT½

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LLRNR fu il primo disco dei RAINBOW che acquistai, album a cui rimango legato a tutt’oggi. Nemmeno vent’anni e mi arriva in mano questo hard rock elegante, epico, impeccabile… BLACKMORE, POWELL, DIO: c’era poco di meglio allora nel campo dell’heavy rock. Anche un amante del rock duro più stradaiolo e bluesy come me finiva per lasciarsi irretire da questa potentissima macchina che roccava e rollava ai cento all’ora. LADY OF THE LAKE, LA CONNECTIONS, GATES OF BABYLON, KILL THE KING, SENSITIVE TO LIGHT, RAINBOW EYES…ah.

Oltre all’album originale rimasterizzato per l’occasione, questa deluxe edition contiene un secondo cd con alcune bonus tracks. Le prime otto si riferiscono ai missaggi provvisori e contengono quindi tracce di tastiere e basso diverse dagli originali; ci sono poi un paio di spezzoni tratti dalle prove che fece la band agli studi di Shepperton e infine la testimonianza della loro partecipazione al DON KIRSHNER’SROCK CONCERT del 1978. La qualità audio di questi due ultimi “capitoli” non è perfetta.

PFM “Celebration 1972-2012” (Sony 2012 – Box Set 3 cd) TT½

8 Gen

PFM - CELEBRATION 1972- 2012

PFM “Celebration 1972-2012” (Sony 2012 – Box Set 3 cd)

CD1 – STORIA DI UN MINUTO (gennaio 1972): TTTTT

CD2 – PER UN AMICO (novembre 1972): TTTT½

CD3 – ROAD RARITIES (live 1985 – 2010): TT

CONFEZIONE: TTT

SOUND QUALITY remaster 2012: TT

La PFM per me è uno dei quattro grandi gruppi di quel che oggi chiamano progressive rock classico. La loro musicalità, la capacità di esecuzione, la bontà della proposta li tengono lassù gomito a gomito con ELP, YES e GENESIS. Per importanza storica sono un po’ indietro ai gruppi citati essendo arrivati al primo disco con un annetto e mezzo di ritardo e finendo per essere influenzati da quegli  stratosferici gruppi inglesi, ma la componente mediterranea che hanno saputo aggiungere e le belle cose che hanno saputo scrivere per me sono fatti importantissimi e li rendono meritevoli di quell’alto posizionamento. Questo cofanetto celebra il quarantennale riproponendo i due primi album in italiano e un cd con  esibizioni live chiamato ROAD RARITIES. Niente da dire naturalmente su STORIA DI UN MINUTO e PER UN AMICO, sono due album bellissimi e storici…

…il fatto però è che sono due album che ogni fan di questa musica possiede (magari in più versioni, come il sottoscritto) e che in più il remaster è stato fatto con la compressione al massimo seguendo la moda di questi ultimi anni. Il suono non respira e a tratti va in distorsione. Mah.

Il cd ROAD RARITIES mi lascia perplesso, le “rarità dalla strada” dovevano provenire dal periodo vintage, quelle proposte non sono male, sono suonate bene, si sente che la PFM è ancora una band della madonna, ma insomma…il periodo 2001/2010 è già coperto parecchio, per giustificare l’acquisto di un cofanetto già contenente due album (rimasterizzati male) che hanno tutti, occorreva qualche rarità vera e propria. Il cd poi presenta 12 tracce, in realtà le canzoni sono 8 con 4 introduzioni indicizzate come fossero pezzi singoli. L’unico brano interessante è la versione particolare del 1985 di IMPRESSIONI DI SETTEMBRE.

Un’ultima cosa: il bonus cd inizia con LA CARROZZA DI HANS versione 2010 con Ian Anderson come special guest (e, va detto, Gianluca Tagliavini – musicista reggiano – alle tastiere)…tutto piuttosto buono, ma io ci sento una forzatura, un aspetto innaturale…quell’aria da leggenda del rock in saldo al 70%.

Ian Anderson ormai vive da questi parti, da solo o con i JETHRO è sempre in tour nella bassa reggiano-modenese, scommetto che se glielo chiedo per qualche centinaio di euro viene a fare una ospitata anche ad un concerto della CATTIVA (gli faccio fare l’assolo di HEARTBREAKER col flauto mentre sta in piedi su una gamba sola).

Chiudendo, mi sa tanto che questo è uno di quei box set fatti per incassare un po’ di soldi annacquando vini di qualità. Io però l’ho preso, per i gruppi che amo sono un completista (o quasi), ma non mi sento di consigliarvelo.

LED ZEPPELIN BOOTLEG “Double Shot” – Landover, Maryland 25&30 maggio 1977 (Empress Valley SD 2012)

4 Gen

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La cosiddetta “soundboard revolution” (nel mondo dei bootleg dei Led Zeppelin) continua con questi due soundboard mai apparsi prima d’ora, esistevano infatti solo le registrazioni audience. Si completa così il cerchio  soundboard relativo alle quattro date fatte dai LZ al Capital Centre di Landover (conosciuta anche come Largo). Abbiamo già detto fino alla nausea che i LED ZEPPELIN dell’immaginario collettivo sono quelli che vanno dal 1969 al 1973 (perlomeno nella dimensione live), le versioni degli anni 1975/77/79/80 hanno poco in comune con la superba e bravissima band dei primi cinque anni. Tuttavia anche con un Page a mezzo servizio causa un discreto uso di droghe pesanti, un Plant meno straripante, e una generale aria di decadenza, ascoltare i LZ in concerto è (quasi) sempre una esperienza non indifferente; ben vengano quindi questi buoni soundboard ad aggiungere nuovi capitoli agli studi e alle ricerche che gli appassionati, dei LZ nello specifico e del Rock in genere, non si stancano di portare avanti.

TITLE:  “Double Shot” – Landover (Maryland) 25 & 30 maggio 1977

LABEL: Empress Valley Supreme Disc 2012

TYPE: very good sounboard

SOUND QUALITY: TTTTT-

PERFORMANCE 25/05/1977: TTT

PERFORMANCE 30/05/1977: TTT1/2

BAND MOOD: TTT1/2

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 “Double Shot” – Landover (Maryland) 25 maggio 1977

Disc 1 : The Song Remains the Same / Sick Again / Nobody’s Fault But Mine / In My Tme Of Dying/ Since I’ve Been Loving You / No Quarter
Disc 2 : Ten Years Gone / The Battle of Evermore / Going to California / Black Country Woman / Bron-Yr-Aur Stomp / White Summer – Black Mountain Side / Kashmir
Disc 3 : Out on the Tiles – Moby Dick / Guitar Solo – Achilles Last Stand / Stairway to Heaven / Whole Lotta Love / Rock and Roll

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Concerto un po’ “slabrato” come sono solito dire, dai contorni non precisi e con alcuni momenti di grande confusione, ma se si è fan in senso stretto è comunque commestibile. Il basso di Jones è in bella evidenza, ed è divertente notare quanto fosse anch’egli sopra le righe durante certe date del tour. L’Alembic 8 corde si sente parecchio in TSRTS, Jones cerca di sfuggire al tedio che nasce dallo suonare gli stessi pezzi notte dopo notte, cercando strade nuove, nuovi giri e note azzardate. Non sempre gli riesce di rispettare il bon ton che un bassista come lui di solito sfoggia, ma se non altro mostra coraggio e rende un più vive le esibizioni un po’ opache tipiche del gruppo in quegli anni. Dal punto di vista ritmico Page non è male, mentre sul versante assoli perde volentieri la bussola con prove un po’ incolori e pasticciate…però, dico la verità: per essere un soundboard un po’ secco (dove le magagne vengono a galla sempre e comunque) mi aspettavo di peggio. Discreta SIBLY, carina in NO QUARTER l’improvvisazione prima della sezione classica dell’assolo di chitarra, o meglio bella la prima parte del giro su cui si improvvisa. L’assolo che segue e l’assolo di chiusura rasentano a tratti la cacofonia. Sorprendente TEN YEARS GONE, pezzo difficile da rendere in situazione live: JONES al contempo alla chitarra acustica (uno dei terminali del Three Necked Instrument) e alla pedaliera basso, e PAGE con la Telecaster con lo Stringbender intento a cercare di replicare le varie chitarre della versione studio. Uno si aspetterebbe un disastro, visto le condizioni del chitarrista, e invece i ragazzi portano a casa il risultato. Quasi 10 minuti di intricati passaggi eseguiti sul limite del precipizio. Gli viene quasi bene anche quel passaggio dell’assolo che sbaglia sempre. Bisogna rendere merito a JIMMY PAGE: sebbene in condizioni psico-fisiche-chitarristiche precarie, si butta, non si tira indietro. Spesso i risultati non sono granché, ma gli va riconosciuta la sfrontatezza. Non è coraggio, è temerarietà…sì, JIMMY – a quei tempi – era un gran temerario. Buona anche THE BATTLE OF EVERMORE, se si riesce a restare seri ascoltando il controcanto di JONES. Boato del pubblico quando PLANT attacca la prima strofa di GOING TO CA. In BRON-YR-AUR STOMP il soundboard si interrompe e per mantenere continuità viene usata parte della registrazione audience, questi sbalzi saranno anche poco gradevoli ma fanno capire perfettamente l’isteria che nel 1977 generavano i LED ZEPPELIN. KASHMIR è penalizzata dalla non perfetta intonazione del mellotron.  L’assolo di JOHN BONHAM e l’assolo di PAGE prima di ALS sono momenti noiosi se ascoltati in un bootleg a 35 anni di distanza, immagino però che al concerto ebbero tutt’altro effetto. Il rush finale di ACHILLES/STAIRWAY/WHOLE LOTTA LOVE-ROCK AND ROLL è accettabile, il gruppo è ancora abbastanza concentrato da proporre esibizioni solide (tenuta conto la solita foschia del periodo).

 “Double Shot” – Landover (Maryland) 30 maggio 1977

Disc 1 : The Song Remains the Same / Sick Again / Nobody’s Fault But Mine / In My Tme Of Dying / Since I’ve Been Loving You / No Quarter
Disc 2 : Ten Years Gone / The Battle of Evermore / Going to California / Black Country Woman / Bron-Yr-Aur Stomp  / White Summer – Black Mountain Side / Kashmir
Disc 3 : Out on the Tiles – Moby Dick / Guitar Solo – Achilles Last Stand / Stairway to Heaven / Whole Lotta Love / Rock and Roll

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Si è sempre detto che il  concerto del 30 è il migliore dei quattro tenuti a Landover e uno dei più riusciti dell’intero tour, forse è davvero così, non per particolari meriti del gruppo, ma solo perché PAGE pasticcia e sbaglia meno del solito. La versione lossless è naturalmente più piacevole rispetto agli mp3 che ascolltavo l’altro giorno e i LZ ne escono meglio. Tirate e compatte TSRTS e SICK AGAIN con ancora l’Alembic di JONES in bella evidenza. Buona SIBLY. NO QUARTER sfiora i 25 minuti, a parte l’incomprensibile e inoppoprtuno giro pseudo rock and roll nel bel mezzo dell’assolo di JONES (a cui si aggiungono BONHAM e PAGE), è una buona versione; l’improvvisazione non ha la qualità dei giorni migliori, ma raggiunge comunque livelli interessanti.  Nel finale quando PLANT urla per un paio di volte  “The dogs of doom are howlin’ more” e BONHAM e PAGE rispondono, l’effetto è notevole. Discreta TEN YEARS GONE e discreto anche l’acoustic set. L’accordatura non perfetta del mellotron rende KASHMIR un po’ comica. In STAIRWAY TO HEAVEN Page è più a fuoco del solito, l’assolo – pur non ispiratissimo  – sembra avere un costrutto, mentre in quello di ROCK AND ROLL la concentrazione (o la cocaina) lo portano a suonare frase sgrammaticate; buffo il finale sbagliato.

Tenendo conto che stiamo parlando del tour del 1977, buon bootleg.