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Il blues che ti arriva da TELEPHONE LINE della ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA

28 Set

Sono alle porte di Stonecity, ho appeno finito di ascoltare LATERAL su RADIO CAPITAL e il radiogiornale delle 9. Sono in leggero ritardo, ma in questi giorni me la prendo comoda, il periodo più impegnativo è alle spalle, ora ci aspetta qualche settimana di relativa calma. E’ un venerdì di inzio autunno, a Laròby fa schifo questo periodo, ma io mi ci ritrovo in questa stagione un po’ malinconica.  Il cielo è nuvoloso ma il sole lo “senti” (feel) dietro a quella cortina grigio-azzurra, la temperatura è tiepida, il venerdì si preannuncia tranquillo, neutro. Ieri sera, dopo essere stato dal vecchio Brian, ho sentito al telefono Paolino Lisoni. 15 minuti di confronto filosofico-esistenziale sull’essere amanti della musica rock. E’ un po’ più giovane di me Paolino, ma a volte mi da dei punti. Ci penso stamattina alla nostra chiacchierata e al fatto di avere amici illuminati con cui condividere questa cazzo di porca vita blues. Vita che non è sempre porca, intendiamoci, ma a volte vorremmo trovare un significato al senso del blues che ci prende allo stomaco. Con Liso condivido – tra le miriadi di altre cose – anche l’amore per Carletto Santana, quello fino al 1977/78, quello che abbiamo più o meno vissuto in diretta. E’ stato divertente ridere del fatto che conosciamo benissimo INNER SECRETS, che in fondo  amiamo ma solo perché ci ricorda la nostra giovinezza. Album che abbiamo comprato con entusiasmo ma che segnò la fine del SANTANA che piace a noi. Bello però avere qualcuno con cui ironizzare su masterpiece come OPEN INVITATION…

In questo periodo oltre alla galassia MOUNTAIN, sto ascoltando molto SANTANA, quello più trascendentale e meno sudamericano, quello che piace a me e a Paolino, insomma quello di CARAVANSERAI…

Oltre ai MOUNTAIN e SANTANA, sento anche parecchia ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA, così dopo il radiogiornale clicco il pulsantivo CD sul carstereo. C’è la parte finale di DO YA da un best of che tengo in macchina. Il pezzo finisce, mi appresto ad affrontare un larga curva nella zona di sud ovest di Stonecity, quella da cui puoi goderti le colline in tutto il loro splendore. Poi parte TELEPHONE LINE e così, all’improvviso, senza nessun motivo particolare inizio a piangere. Sono lacrime riservate, calde, educate, ma decisamente lacrime. Mi conosco, sono conscio della mia essenza blues, ma la cosa mi fa riflettere. Cerco di capirne il motivo…visto anche il testo, rigurgiti di amori passati ormai lontani? Sfaccettature di tempi più recenti relative ad amori correnti? Nostalgia della giovinezza, il momento in cui scoprii l’ELO grazie a questo pezzo? Il brano è del 1976, ma io devo averlo sentito uno o due anni dopo, ai tempi di OUT OF THE BLUE, quindi nel 1977/78. Julia mi diceva che invidiava la mia capacità di sentire (feel) la musica in modo così profondo…sì, certo, ci si sente vivi, si provano forti emozioni, però…può un’uomo della mia età mettersi a piangere solo perché ascolta TELEPHONE LINE della ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA?

Hello. How are you?
Have you been alright, through all those lonely lonely lonely lonely lonely nights
That’s what I’d say. I’d tell you everything
If you’d pick up that telephone yeah yeah yeah

Hey. How you feelin?
Are you still the same?
Don’t you realize the things we did, we did, were all for real, not a dream?
I just can’t believe
They’ve all faded out of view yeah yeah yeah yeah yeah

Doowop dooby doo doowop doowah doolang
Blue days black nights doowah doolang

I look into the sky, the love you need ain’t gonna see you through
And I wonder why the little things you planned ain’t coming true

Oh oh Telephone Line, give me some time, I’m living in twilight
Oh oh Telephone Line, give me some time, I’m living in twilight

Ok. So no one’s answering
Well can’t you just let it ring a little longer longer longer oh oh ooohhhhh
I’ll just sit tight through shadows of the night
And let it ring for evermore oh oh ooohhhhh yeah yeah yeah

Doowop dooby doo doowop doowah doolang
Blue days black nights doowah doolang

When I look into the sky, the love you need ain’t gonna see you through
And I wonder why the little things you planned ain’t coming true

Oh oh Telephone Line, give me some time, I’m living in twilight
Oh oh Telephone Line, give me some time, I’m living in twilight
Oh oh Telephone Line, give me some time, I’m living in twilight
Oh oh Telephone Line, give me some time, I’m living in twilight

La visita pastorale al Cersaie 2012 e l’owner of a bluesy heart

27 Set

Avete presente il video di OWNER OF A LONELY HEART degli YES, no? Quando il tipo che viene portato via riceve delle scosse misteriose che lo scuotono da capo a piedi? Ecco quello ero io ieri in fiera a Bonomia.

Insieme a Kerlo, Lakèrla e Sarwooda me ne andavo più o meno allegramente tra i padiglioni, fermandomi in visita pastorale dai clienti sui loro grandi stand, discutendo di contenuti di comunicazione, di nuovi prodotti e del finto legno (tutti quest’anno propongono il finto legno, fatto di gres porcellanato) quando all’improvviso venivo colpito da scosse che mi scombussolavano. Un momento prima ero ospite di un cliente che gentilmente ci offriva un prosecchino (che io e Sarwooda naturalmente abbiamo dovuto rifiutare vista la nostra never ending dispepsia …mica potevo chiedere un prosecco fuori frigo) e il momento dopo ero trafitto da una scossa con cui venivo trasportato in un’altra dimensione dove ballavo al ritmo di EVIL WOMAN della ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA…

Mi ci è voluto un po’ per riprendermi, un caffè offerto da Kerlo per festeggiare i 10 anni dall’apertura della nostra aziendina e quattro chiacchiere con Lorry – uomo di blues – che incontro per caso, anche lui in fiera per lavoro.

(Factory 10th anniverary: Kerlo, Tim, Lakerla – foto di SWD)

Cliente successivo, la titolare ci accoglie con sincero affetto, ci fa accomodare su divani di design, ci offre da bere e qualche stuzzichino.

(Kerlo e Tim – foto di SWD)

Guardo i nuovi prodotti, la gente che passa, le migliaia di cinesi sempre pronti a fotografare tutto, giovani uomini vestiti di tutto punto e zac, altra scossa altra dimensione…stavolta sono a Dallas nel 1972 a bordo palco di un concerto di WEST, BRUCE & LAING. Il power trio è alle prese con KEEP PLAYING THAT ROCK AND ROLL, tiratissimo brano degli EDGAR WINTER’S WHITE TRASH…

Un panino sgranocchiato in uno dei bar della Fiera e di nuovo in giro. Ogni tanto qualcuno di noi incontra un conoscente e allora ci si ferma, si parla, ci si guarda intorno. Cerco di star concentrato. Qualche cliente dopo naufrago sullo stand di Mixi. Ci scambiamo di nascosto un po’ di materiale…roba forte: cd di ROD STEWART con JEFF BECK 1968/69/84. Parliamo un po’, poi lo abbraccio e lo saluto…

(Tim e Mixi – foto di Kerlo)

Sono di nuovo in mezzo al via vai di gente e la sento arrivare, questa è una scossa lunga, potente, profonda…sono sul palco al Madison Square Garden con il mio gruppo a suonare i nostri pezzi, pur coinvolto fino in fondo nella corto circuito temporale di questa follia capisco che questa è troppo grossa, allora scalo dimensione e mi ritrovo sul palco del Forum di Assago, uhm ancora troppo, un salto sul Palasport di Mutina per poi trovarmi definitivamente sul palco del Vox di Ninentyland, ecco…forse  è meglio.

Ormai la visita volge al termine, siamo così cotti che per tornare verso l’uscita Nord della fiera prendiamo uno dei tre trenini interni che girano senza sosta da un capo all’altro. Pago i 17 euro 17 del parcheggio multipiano e insieme a Sarwooda e Lakerla mi butto in autostrada. Tardo pomeriggio, il sole che ha la testa tra le nuvole, quel vecchio cuore blues che mi scatena tutte quelle scosse…e mi ritrovo su un pullman, passo attraverso campagne, città, luoghi improbabili, lì con i miei amici alle prese con TINY DANCER di ELTON JOHN, alzo lo sguardo e davanti ho… una canzone nuova e una città per cantare…

E arriva la sera, a casa solo, la speed queen è a correre in chissà quale kartodromo, aspetto che inizi la partita dell’Inter che guardo insieme Mario…un 2 a 0 sofferto, bruttino, noioso…e allora meglio tornare ai sogni di rock and roll…

I MOUNTAIN live, Real Madrid contro Manchester City, i sughi d’uva e i blues di fine estate

19 Set

Mattina di tardissima estate, direzione Scandillius. Nuvoloso, temperatura gradevole, colori neutri, velo di accidia su tutto quello che vedo, sento e faccio. Saltello da RADIO CAPITAL a MODENA RADIO CITY per cercare di intercettare gli interventi di Picca, ma fallisco nell’impresa. Finito LATERAL su CAPITAL, schiaccio il pulsantino CD del car stereo e partono i MOUNTAIN LIVE. La versione che ho è chiamata  MOUNTAIN MILLENIUM COLLECTION, titolo brutto e fuorviante per il concerto del 31 dicembre 1971 della band al Fillmore East. La copertina è orrenda, tanto che ne cerco un’altra, anche se relativa ad un bootleg…

Tra l’altro – musicalmente parlando –  in questi giorni sto rispolverando i primi tre album dei DEEP PURPLE, quelli che seguivano le orme dei VANILLA FUDGE, prima che BLACKMORE fosse folgorato da PLANT ad un concerto dei LED ZEPPELIN ed imponesse al gruppo una decisa sterzata di formazione e di distorsione. Beh, li sto rivalutando, mica male davvero…

Con i MOUNTAIN in sottofondo mi fermo da un fotografo con cui collaboriamo…la scena è sempre quella: nei capannoni set fotografici in fase di montaggio, gente che arriva, che va…F – uno dei due titolari  – mi accoglie con fare amichevole. Sbrigate le formalità lavorative ci mettiamo a parlare della situazione in generale, per una volta sento qualcuno che non si lamenta, che dice che tutto sommato le cose gli vanno abbastanza bene e che recentemente ha persino assunto tre persone. Discutiamo di clienti, di fatturati, di strategie imprenditoriali. Poi scivoliamo sulla politica – entrambi guardiamo decisi al sol dell’avvenire – e sul Rock…come ho già scritto F vide i LED ZEPPELIN al Vigorelli il 5 luglio del 1971. Ah.

Risalgo in macchina, Stonecity bound. Non è successo nulla di particolare ma l’umore è bluesy, cerco di tirarlo un po’ su ma i MOUNTAIN mi tirano gù…

I MOUNTAIN  li vidi il 13 luglio del 1985 all’Hallenstadion di Zurigo, aprivano per i riformati DEEP PURPLE. LESLIE WEST è un chitarrista con un gusto incredibile, mi ha sempre colpito molto. In macchina attraverso paesi e quartieri industriali, sono sulla tangenziale Scandillius-Stonecity. Al telefono sento come sta Brian; povero vecchio… sta cercando di fare il possibile per non farsi risucchiare del tutto dai  pantani in cui sta sprofondando. Penso alla CHAMPION’S LEAGUE che è iniziata ieri sera, oltre allo spento 0 – 0 della seconda squadra di Milano, c’è stata REAL MADRID – MANCHESTER CITY, due squadre a cui sono molto legato, si sa, amo profondamente (specialmente) Mou e il Mancio.

Partita memorabile. In svantaggio per due volte i ragazzi di José sono riusciti a ribaltare il tutto e a vincere con merito. 4 goal negli ultimi venti minuti. Spettacolo. Oh (Dark) Lord, quanto amo il calcio.

Non vedo l’ora sia giovedì sera per vedere l’INTER in EUROPA LEAGUE, coppa che da quest’anno è diventata importantissima.

Malgrado questo bel pensiero, i blues continuano a saltellare al mio fianco, maledetti diavoletti azzurri. Penso alla Congregazione degli Illuminati, chissà cosa stanno facendo i ragazzi adesso? Picca avrà finito il suo turno alla radio? Con che polizze Liso sarà alla prese? E Athos, su cosa starà puntando il suo ingegno? Riff starà smadonnando causa uno dei suoi clienti? In che paese Jaypee starà informatizzando? E Mixi, starà relazionando quello che ha preparato fino a tarda notte o sarà su un aeroplano in giro per il mondo? Marcello starà salmodiando le sue conoscenze shiatsu, Suto recapitando lettere canticchiando motivetti country-sudisti, Lorenz seguendo una spedizione per un suo cliente mentre nel cervello ha il riff di HELL’S BELLS a tutta manetta…e io son qua che sono ormai arrivato con LONG RED in sottofondo.

In ufficio, un caffè con Lakèrlit (è il suo compleanno), i nuovi Imac che hanno dei problemi, un po’ di scartoffie da evadere sulla scrivania, lo sguardo immalinconito che scappa fuori dalla finestra, sospiro, mi arrendo all’idea che questo è un giorno di ordinaria bluesìa. Va beh, allora mi mangio i sughi d’uva che ha fatto la Lucia e il resto verrà da sè…

(I sughi della Lucy – foto di TT)

I tempi che cambiano, l’antifascismo di Brian e Keith Emerson con i pantaloni corti

8 Set

Venerdì mattina in giro per Stonecity causa lavoro,  mi fermo all’edicola di Piccola Terra Marna, cioè Marano degli Araldini, …insomma Maranello, due chiacchiere sulla situazione politica italiana con Marchino e sua moglie e 5 minuti dedicati alla contemplazione degli ultimi numeri di CLassic Rock (ZZ TOP), Prog (JON ANDERSON) e il secondo numero di Blues (BB KING). Istinto primordiale: li prendo e li stringo avidamente tra le braccia, ma poi – incredibilmente – li ripongo nello scaffale e li lascio lì. Certo, risparmio  circa 40 euro, ma questo è un segno inequivocabile dei tempi che cambiano e di come ci si deve adeguare alla magra di questi ultimi anni. Risalgo sull’auto sostitutiva, la 500 azzurrina che tra l’altro beve come un ludretto, e mestamente me ne ritorno in ufficio ascoltandomi SUPPER’S READY dal bootleg CHICAGO 1977 Pre-FM remasterd by SAB07…

In ufficio decidiamo che sabato non verremo a lavorare, altro sintomo dei tempi bislacchi in cui viviamo, mai successo che nei mesi di settembre passati si saltasse un sabato…mah. Verso sera altrettanto mestamente me ne torno verso il posto in riva al mondo, sono così depresso che mi ascolto SPORTS di HUEY LEWIS & THE NEWS…

Sabato mattina ore 8, di nuovo in macchina Brian bound. Rispolvero dei CD ricevuti da Mixi, polverose e rare session di ROD STEWART. Posiziono il volume a 28, seleziono HOT LEGS e la cinquecento parte per lo spazio con una gran fiammata…

Da Brian, lavaggio, vestizione e poi Ninentyland. Colazione con i suoi amici al K2, un salto da Lasìmo a prendere altri CD e soliloquio di Brian in costante sottofondo. Brian, uomo di centro al massimo di centro-sinistra, è un po’ che lascia trasparire senza freni il suo antifascismo:

Brian “Me ai ho pasè la mèe giovinèssa sotà Benito Mussolini“.

Il figlio di Brian ” C’ag vegnà un azidènt”.

Brian “C’aghinvegnà tri!”

(Brian e il figlio di Brian stamattina a Ninentyland – foto di LSM)

Brian continua a maledire il “fasismo” e i “tedeschi” anche al Conad del Newtower, mentre facciamo la spesa per tutta la settimana. Verso l’una lo lascio e mi reco a Regium Lepidi a far la mia di spesa alla Coop. Entro da solo col carrello, la groupie è in ritardo. Giro tra gli scaffali, compro il cibo per i gatti, poi non resisto e compro una confezioni di 14 (quattordici!) matite portamine per 2 euro. Dopo di che acquisto una confezione di merendine per il lavoro…Bauli -Morbidi Amici-8 soffici merendine all’Albicocca…mi guardo in giro, non vorrei ci fosse Paolino Lisoni o qualche altro illuminato del blues a guardarmi comprare quei dolcetti…arriva la groupie, guarda il carrello, prende in mano le merendine ed esclama tra sè e sè “morbidi amici?”…poi mi da un bacetto di compatimento sulla guancia…continuiamo la spesa, lei davanti e io dietro col carrello a testa bassa… an spol menga, an s’è mai vèst Freddie King cumprèr otto soffici merendine all’Albicocca, dio pòver…

Dopo la spesa pranzo al cinegiappo Okoi e ritorno nella tana di Palmyr the destroyer verso le 15. Riprendo le forze e verso sera do un’occhiata ad internet, l’account facebook di KEITH EMERSON, il dio tra gli dei, posta una foto che ritrae il keyboard wizard in braghe corte…peggio, coi pinocchietti.  No, bitch whore (insomma, porca puttana). Ma come è possibile?

(Oh no, Keith Enerson con i pinocchietti)

Sconsolato scendo in campagna per riprendermi, cerco di pensare ad altro…osservo Palmiro a  caccia di farfalle nella sua savana personale…

(Palmiro in the savannah – foto di TT)

guardo con fare malinconico il sundown…

(Sundown a Borgo Massenzio – foto di TT)

e penso che questo weekend sono anche senza calcio, bah!

Va beh, me ne torno su, infilo nello stereo l’ultima deluxe edition del primo degli EMERSON LAKE AND PALEMR, seleziono la versione da studio di PROMENADE, poi RAVE UP e l’alternate take di TAKE A PEBBLE, mi sfoglio il booklet e finalmente Emerson nella reparto visual della mia mente torna ad essere il pericoloso  dio del progressive…

Le piccole gioie della vita: i pacchetti Amazon con le Deluxe Edition degli ELP

5 Set

Settembre è un mese che adoro, l’estate che va dissolvendosi, l’aria più fresca che solletica la campagna, le vigne gravide d’uva, la vendemmia, la mia terra, l’Emila, i ricordi del passato a casa dei nonni…insomma le solite malinconie blues di Team Teerally.

Da una dozzina d’anni però settembre coincide con il periodo lavorativo più intenso, c’è la fiera più importante del settore dove lavoro e tutti siamo concentrati su di essa. Settembre lo si vive quindi con ansia, stress e con la parola “urgente” attaccata a qualsiasi richiesta dei clienti. In questi ultimi anni poi, si corre per raccogliere poco o niente…soddisfazioni zero.

Per trovare la forza di venire al lavoro, con la macchina sostitutiva che ti ha lasciato l’officina (una Fiat 500 celestina), ascolti a canna l’ultima versione di un infuocato concerto in due set dei LZ al Fillmore West di San Francisco il 27 aprile del 1969…

Ecco che allora sei in ufficio, sbrighi il tuo lavoro diligentemente ma con la noia, l’accidia, il fastidio dietro l’angolo. Fatichi nel far le tue cose, sospiri, maledici e bestemmi nel silenzio dell’ufficio…cerchi di trovare un rimedio: un caffè, quattro chiacchiere calcistiche col tuo socio, quattro chiacchiere sui blues della vita con la tua socia, CARAVANSERAI di Santana che fuoriesce dalle casse del tuo computer. Uhm, va un po’ meglio. Poi ti arriva un pacchetto regalo: Polbi ti manda tramite Amazon RAW POWER di IGGY & THE STOOGES versione digipack in 2 CD. Uhm, le cose vanno un po’ meglio. Dopo poco ti telefona Massimo Avallone, lo straordinario chitarrista  dei FLOWER STONE …10 minuti di piacevole conversazione. Ti sei ringalluzzito, lavori già con più gusto…e in più all’improvviso il corriere ti consegna il pacchetto Amazon con le deluxe edition dei primi due album degli EMERSON, LAKE AND PALMER! Trionfo! Allora ti dici che la vita in fondo è bella, che il tuo lavoro non è male, e canticchiando il riff d’apertura di TARKUS, affronti di nuovo il mondo con tutto il tuo fervore rock.

  

BRIAN, le fighe che vogliono accostarsi ad HOUSES OF THE HOLY e il sinodo di fine estate degli ILLUMINATI DEL BLUES

26 Ago

Sabato, quartiere Littlecross di Mutina, interno giorno, son lì che lavo Brian quando mi arriva una telefonata: è Laroby che vuol parlare di HOUSES OF THE HOLY. Dunque, Laroby è una cara amica, figa di gran lignaggio, ma se penso musicalmente a lei penso a EMINEM, VASCO, FLEETWOOD MAC (quelli di SARA). Ma che cazzo gliene può fregare di HOTH? Mah, potenza del blog. Io me la immagino mentre fa colazione cercare in cuffia il minut0 2:02 di DANCING DAYS per sentire se BONHAM ha davvero mancato quel colpo di cassa, oppure fare la mossa mentre i LZ la buttano in boogie alla fine di THE OCEAN. Come mi dice spesso Polbi…”certo che ‘sto blog….”.

Con Brian  da Chen il cinese a bere un caffè e poi a fare la spesa al Conad del Newtower… sono vestito in modo un po’ troppo informale, me ne dispiaccio perchè di solito al Newtower con Brian si cucca.  Mentre lo riaccompagno in casa, nell’androne del suo palazzo mi viene incontro in controluce (scusate il pasticcio) e gli dico “dai Brian che ti faccio una foto”, lui si mette in posa e mi fa il segno del rock. Ah, Brian!

(Brian da Chen il cinese – foto di TT)

(Brian rocks – foto di TT)

Al pomeriggio mi monta la dispepsia, solita nausea solito mal di testa, ma sembra controllabile. E’ un peccato però, devo lavorare e fare un sacco di cosette e poi alla sera ho il sinodo di fine estate con gli Illuminati del Blues…in dla basòra sono sul punto di rimettere a me i miei debiti e di rimetterli ai miei debitori, ma il Dark Lord veglia su di me, quegli spasmi saranno un falso allarme. Prendo la groupie e mi dirigo alla Festa Nazionale Dell’Unità di Regium Lepidi, parcheggio B di Short Villa (Villacurta insomma). Il rendez vous è davanti al ristorante Adriatico, ci sono ormai tutti (tranne Jaypee e la sua groupie che arriveranno da lì a pochi minuti), intravedo una figura “nuova”…cazzo  è ATHOS BOTTAZZI, l’indimenticato slide guitarist di Tim Tirelli & i Radioblues, roba di 15 anni fa. Lo abbraccio, lo bacio (virilmente s’intende) lo vedo proprio volentieri Marchino (detto Athos). Paolino Lisoni propone la sua candidatura per la Congregazione. Espletiamo i riti iniziali, ci disponiamo sul  nostro pentacolo mentale a salmodiare i sacri versi:

Just roll that wheel
Everytime it spins and turns
Someone gets their
Fingers burned

Some you win
And some you lose
But if it takes all night
I’m gonna pay my dues

When you step out the door
You got to think once or twice
Just walking the streets
Is like shooting dice

Fortune hunter, fortune hunter
Rolling the dice again
Fortune hunter, the fortune hunter
Life is a gambling game

 

Athos dovrà ripassare ad ottobre, nell’esame di ammissione cade su domande essenziali:

Magister Timotheus “dove e quando sono nati Chris Slade e Tony Franklin (dei Firm)?”

Athos prende tempo, si guarda in giro, con gli occhi cerca l’aiuto di Picca, balbetta…in un primo momento penso stia prendendomi in giro, ma poi capisco che la sua è solo una preparazione non ottimale. Lo guardo con una occhiataccia e a mo’ di maestrina gli dico “Pontypridd nel Galles il 30 ottobre del 1946 il primo, Derby in Inghilterra il 2 aprile del 1962 il secondo”.

Lo facciamo accomodare in un tavolo diverso dal nostro per un mezzoretta così paga lo scotto, e poi lo riprendiamo con noi.

(La congregazione: a sx Athos, Liso, Picca, Mixi, Riff – a dx Tim, Sutus, Jaypee – foto di LST)

Si era mangiato meglio l’anno scorso, o forse abbiamo ancora in mente l’inarrivabile cucina della piccola festa dell’Unità di Gavassae di un mesetto fa, ma è comunque bello condividere il pane e il vino che nostro Signore (delle tenebre) ci mette davanti. Un caffè, poi come di consueto fermate obbligatorie alla bancarella dei dischi, io mi prendo un paio di vinili, Riff tre Cd blues della serie “The Early Roots Of…”.

(da sx Picca,Liso, Suto, Tim, Mixi : alla ricerca dei dischi perduti – foto di M.Bottazzi)

(Liso, Suto e Tim: alla ricerca dei dischi perduti – foto di M.Bottazzi)

Nella libreria mi accatto il libro VIAGGI E INTEMPERIE sul G R A N D I S S I M O IVAN GRAZIANI. Troviamo poi un stand al buio, uno di quelli dove si tengono piccoli dibattiti, non c’è nessuno, ci sediamo, ci scambiamo un segno di pace (da Picca tutti i Vynil Rip dei LZ in Flac su Cd, da Mixi DESTROYER dei Kiss versione Resurrected, due album dei Vanadium, uno degli Howlin Rain e  uno dei The Lower Kings. Da Paolino Lisoni DVD di Santana live all’Hammersmith Odeon il15/12/1976) e chiacchieriamo amabilmente di rock fino a notte inoltrata.

nnnnn

 

 

 

Un abbraccio e di nuovo i fari fendono la calda notte della campagna nera. Infilo la blues mobile in garage, mi tolgo il cappuccio, infilo la chiave e trovo ad attendermi la piccola vedetta reggiana…

(Pàlmir, la piccola vedetta reggiana- foto di TT)

Un tisana, il MAIN THEME di DEATH WISH 2 sul piatto e sono pronto per il letto. Mi corico in posizione supina ma con le braccia incrociate sul petto, con le mani faccio il simbolo del rock…Dark Lord veglia su di noi.

(The Dark Lord)

 

DISPACCI DA GREENDALE – III: la fumettite.

18 Ago

Beh, riesco a farmi qualche giorno più del previsto, credevo che la situazione Brian precipitasse e che dovessi tornare a casa e invece questi 10 giorni me li godo tutti. La dispepsia è un eco lontano, i nervi si rilassano, sale la voglia di suonare la chitarra, le forze ritornano e ho una gran voglia di ascoltare i BlACK SABBATH (sto leggendo la biografia di TONY IOMMI dopo aver finito L’ULTIMO GIORNO di GLENN COOPER).

(“Abandoned  Bucket”, Greendale beach – foto di TT)

Sgironzolando  le sere in cui la speed queen non mi costringe a bazzicare i kartodromi, vengo assalito dalla cianfrusaglite: sono in giro a Castrum Gatthei (sfortunatamente non si puo’ tradurre CATPLACE AT THE SEA perchè i gatti non c’entrano nulla col nome del paese) e mi infilo in ogni “Tutto (o quasi) a 1 euro” Shop. Riesco ad uscire con una matita con in cima una scimmietta di plastica e con gli arti mobili e una confezione di dentifricio Captain’s Paste. Mi chiedo una volta di più se sono normale e mi dico che…an s’è mai vest PAUL RODGERS fer chi lavòr chè! In un altro rischio di comprare un completo per il perfetto crociato…(ma è il “Quasi” del Tutto a 1 Euro che mi fa desistere):

(Tutto per il perfetto crociato – foto di TT)

Poi, come ogni volta che sono al mare, mi prende la mania per le edicole e per i fumetti. Fin da piccolissimo ho avuto una fascinazione per gli albi a fumetti…NONNA ABELARDA, GEPPO, TIRAMOLLA, TOPOLINO (se ripenso a quegli albi giganti con in copertina Zio Paperone e Paperino mi si scioglie il cuore), SUPEREROICA, JOHNNY LOGAN, IL MONELLO, L’INTREPIDO, LANCIOSTORY, SKORPIO, BLITZ (prima che diventasse un giornale porno), IL COMANDANTE MARK, ZAGOR, MR NO…MR NO cazzo! Seconda metà anni settanta, insula pomposiana, il lido omonimo, ragazzino…accompagno Brian e suo fratello Mario all’edicola, mi piace l’odore dei giornali e il curiosare tra gli arretrati dei fumetti. Non potendo permettermi tutti quelli che uscivano, mi ero perso i primi 15 numeri di MR NO, ma ne avevo preso qualcuno dei successivi e mi piacevano un sacco. Mio padre chiacchiera con l’edicolante, mio zio pure, io scovo quei primi 15 numeri. Incredibile, tutti e 15. Non riesco a staccarmi, li accarezzo, li annuso, sono irresistibili. Mio padre mi chiama, a malincuore lascio quel tesoro sapendo che non potrò mai permettermeli…forse troppo a malincuore: mio zio capta il mio sguardo triste e mi dice “‘Tefi, che c’è?”, gli spiego il blues e lui me li compra tutti. Ancora oggi quella è una delle gioie più forti  mai provate in vita mia. Potete immaginare come mi son sentito due anni fa quando con JOSE’ abbiamo vinto la Champion’s? Beh, quello a confronto ancora non è niente. A tutt’oggi conservo e accudisco quei numeri, insieme ai successivi 35, con fervore mistico. Lo zio Mario è ancora oggi uno dei miei eroi. Nello stesso periodo esce KEN PARKER , ma decido di lasciarlo perdere, sono un ragazzino non ho grosse disponibilità. Mi pentirò amaramente, KP diventerà una delle mie ragioni di vita.

Va beh, tutto questo per spiegare la attrazione che ho per le edicole e per i fumetti…resisto qualche giorno, mi dico che non devo spendere, che c’è la crisi, che i tempi sono duri…bla bla bla…ma poi la groupie molla il guinzaglio e mi avvento su COLOR TEX, MAXI ZAGOR, DAGO CARTONATO e LINUS …30 euro che prendono il volo, ma almeno ho un po’ di satisfaction guaranteed.

Ripensando ai Crociati e ai Templari di cui sopra mi scatta l’associazione  conJaypee, per fortuna è arrivato in zona a LITTLEPINERY, mi manda un sms:

“Rieccomi al bagno VICTOR, circondato dalle solite facce da spiaggia. Ombrellone, sdraio, e la bio di HENDRIX regalatami da Picca che mi risolve la mattinata…”

Jaypee lo vedo la sera dopo, sa che sarò al Kartodromo Happy Valley con le sorelle Terenceson e ci raggiunge. Vedo sempre volentieri l’amico Jaypee, ci abbracciamo, ci aggiorniamo e ridacchiamo dei blues che ci saltellano intorno.

(Jay & Tim all’Happy Valley – foto di LST)

La speed queen intanto arriva prima nella prima manche e seconda nella seconda…she likes to boogie real fast…

Sarà che sto leggendo la bio di IOMMI, sarà che ho la porta della stanza, sopra di cui esso è appeso, di fronte al letto, ma dalla mia hotel room devo togliere il crocifisso. Sarò fissato ma i simboli religiosi non li reggo più. Ripongo gisus craist superstar in un cassetto e medito: se avessi un hotel io lo chiamerei HOTEL CALIFORNIA, e al posto dei cristi metterei altarini con le foto di ROBERT JOHNSON, MCKINLEY MORGANFIELD (Muddy Waters, insomma), MEADE LUX LEWIS…ridacchio con me stesso, più che Timòteo dovrei chiamarmi Timàteo…son proprio un nessi.

Questa sarebbe la scelta politicamente corretta visto che anche il GESU’ dei cristiani era un negro ( ebreo di origine etiope), ma nel caso volessi attenermi alla scellerata iconografia inventata da COSTANTINO, potrei mettere la foto di JOHN MILES, MMPH era, oppure il ROBERT PLANT del 1972 con barba e baffi, o ancora MIKE RUTHERFORD, visto anche il gruppo in cui suonava…

(Mike Rutherford dei Genesis)

DISPACCI DA GREENDALE – II

14 Ago

(Moscone di salvataggio – foto di TT)

Rifletto sulla TV del dolore e della morbosità che molta gente ha per le disgrazie altrui, quel pubblico insomma tirato su da Bruno Vespa e mentecatti simili: giorni fa di fronte al bagno accanto a quello dove sono io è morto un signore. Aveva 79 anni, passeggiava nell’acqua, si è sentito male: infarto fulminante. Non è stato un bello spettacolo vedere accadere queste cose, stavo ascoltando musica in cuffia, quando ho elaborato cosa stava succedendo c’erano già diverse persone che cercavano di aiutare il signore in questione. Diversi bagnini, personale del bagno, in pochi minuti anche i paramedici di due autoambulanze. Il corpo giaceva sulla spiaggia, riparato da parecchi ombrelloni appoggiati a terra tutt’intorno, eppure c’era un sacco di gente che cercava di sbirciare, che provava ad avvicinarsi, che spettegolava sulla cosa. Disgustato me ne sono tornato in albergo. Non potevo fare nulla per aiutare il poveretto e tutto quel voyerismo da tragedia mi dava sui nervi.

 La morte, già…meglio non pensarci.

 Mi sto comunque divertendo, riposando e rimettendo in forma. Porto la speed queen al kartodromo di Saint Mauro Sea (dove anche quest’anno incontriamo ANDREA DOVIZIOSO, asso della Moto GP)…

(La speedqueen – foto di TT)

 …mi mangio i gelati più strani come il più goloso dei bambini (ma poi mi dico che an s’è mai vest ERIC BLOOM magner di zlèe damant al “Sandy Pop”)…

 (Tim & lo Speedy Pop- foto di TT)

 …mi accorgo che la groupie non ha mai sentito l’espressione “a zoppo galletto” così gliela faccio vedere un primo pomeriggio verso le 14 sulla passerella che dal bagno porta al mare…zampetto su un piede solo per qualche metro e le dico “Ecco, è questo andare a zoppo galletto”…ma poi mi guardo intorno, spero che nessuno mi abbia notato, perché an s’è mai vest Simon Kirke andèr a zop galètt! …

 …faccio un giro in centro a CESENATICO e a DEERPLACE (Cervia insomma) dove incontro Laroby, una di INTHEMIDDLEOFTHEPLAIN (Milano insomma) che a furia di gironzolare intorno al blog è diventata una amica e che mi fa notare che vicino al suo albergo c’è l’HOTEL BLUES (…il prossimo anno tutti a Cervia)…

 (Lo squalo di sabbia di Cervia – foto di TT)

(La speed queen è tale anche nella sala giochi di Cervia – foto di TT)

…porto la speed queen a Tavullia, il paese di GO-A-LITTLE-SLOW REDS, il suo idolo, dove lasciamo molte decine di euro nel VR46 Store e ci mangiamo un pizza nel suo locale “da Rossi”

(Tim al VR46 store – foto di LST)

(Tim in pizzeria “da Rossi” – foto di LST)

….penso a Palmiro che abbiamo lasciato da Lasìmo, ci manca in maniera inaspettata quel piccolo distruttore tutto nero…

(Tim con Palmiro -notare la busta di cd per Mixi- foto di LST)

…cerco di iniziare la groupie ai piaceri del booze…

(La groupie got the booze – foto di TT)

…mi sparo qualche fritto misto al ristorantino TASTE OF SALT …

(Fritto misto al Taste Of Salt restaurant – foto di TT)

…insomma mi godo quelle piacevoli abitudini estive che da qualche anno mi porto dietro e che sono così famigliari da rilassarmi, cosa di cui avevo bisogno…

e poi mi ascolto la musica, modalità random, e quando partono certi pezzi devo condividere sensazioni di beatitudine con la groupie o, tramite sms, con Paolino Lisoni e Stefanino Piccagliani…quando poi parte GOING TO CALIFORNIA e guardo il mare mi pare di innalzarmi, di salire verso l’infinito. Il mio sguardo che sconfina e finisce per naufragare là, oltre gli scogli e le installazioni petrolifere che scorgo in lontananza, oltre gli stessi confini di questo laghetto che è l’Adriatico: che il padre dei quattro venti benedica sempre chi ha creato LZIV.

DISPACCI DA GREENDALE – I

12 Ago

Qualche giorno di vacanza, al mare, in Romagna. Non posso allontanarmi troppo da Brian e così anche quest’anno mi ritrovo qui. Ah, anche stavolta ombrellone numero 1, strana coincidenza o segno blues? Adempio con cura ai soliti riti a me cari: bagno verso la mezza quando la spiaggia si svuota, pranzetto al baretto del bagno Mabbe o la ristorantono sulla spiaggia “Little Caesars Zone” (Zona Cesarini insomma), alle 18 thè verde nel lounge bar dell’Hotel Appo.

Scambio di messaggi con Paolino Barone, Paolino Lisoni e Stefanino Piccagliani.

TIM: Arrivato a Greendale.Stop.Meditabondo scruto l’Adriatico.Stop.In Cuffia JOHNNY WINTER AND.Poco distante animatore di un bagno fa ballare la gente con ritmi latino-americani fake.Stop.Mi sento solo.Stop.

LISO: Io sono a Lerici e ogni tanto al bar sotto casa partono dei karaoke devastanti. Ma che cazzo di musica piace alla razza umana? Ma noi non siamo soli.

PICCA: Qui il dj da spiaggia manda covers rock in versione reggae. STAIRWAY compresa. Finita la biografia di Bill Graham, presto recensione per il blog. I ragazzi (i LZ ndt)ne escono malino, più l’entourage che loro. In seguito lavorando con Jimmy per l’ARMS e con PLANT nessun problema. La colpa cade su GRANT, COLE e BINDOM dipinti come camorristi in coca. Comunque la bio è molto bella.

TIM: 9 agosto Stop.In prima fila sul lettino di nuovo contemplo il mare mentre mi ascolto I BELIEVE IN FATHER CHRISTMAS di Greg Lake.Stop. Sono Normale? Stop.

LISO: Sei il mio preferito. Io in cuffia al momento ho CARAVANSERAI.

PICCA: Normalissimo! Io leggo la biografia di Nicky Hopkins.Meno bella di quella di Graham ma cmq avvincente. Page ne esce controverso, Beck malissimo. Al mercatino ho preso RUN WITH THE PACK in vinile. 10 Euro.

POLBI:WINTER e EXILE ON MAIN SYTREET da giorni girano nel mio stereo.Però, forse l’albino non sarebbe stato male negli Stones.

TIM: Lo so, è un pensiero ormai comune ma credo che il nostro rock (i LZ, gli ELP, i CSN&Y, Santana, Yes, etc etc non siano più classic rock ma musica classica. Stop.Un tempo era la musica che si ascoltava, adesso è roba per (un discreto musica di appassionati).Stop. Sto ascoltando la cover di JOHNNY WINTER di NO TIMEW TO LIVE dei TRAFFIC e sono arrivato a questa conclusione. Stop.Il Rock, quello vero, non sarà più musica di massa e questo la dice lunga sul futuro dell’umanità.Stop

PICCA: Finita la biografia di BUDDY GUY. Una sola parola: meravigliosa.Leggila. Lord Have Mercy. Comunque, an s’è mai vest Junior Wells in spiagia a Valverde.

-Dispacci da Greendale rifà il verso a DISPACCI DALLA ROMAGNA del nostro Picca dal blog “Figadein”che tiene sulla Gazzetta di Modena. Presto il link a quello e ad alcuni altri siti/blog interessanti-

Hoping for a THE FIRM reunion: ma allora non sono il solo!

3 Ago

Sono anni che mi trastullo con l’idea di una reunion dei FIRM. Riunione dei LZ? Di Page and Plant? Troppo banale, io sogno una reunion dei Firm. 5 serate all’Hammersmith di Londra, tutte registrate, in maniera da far uscire un bel doppio live e un blu ray e in contemporanea ripubblicare i due album in deluxe edition con inediti e bonus discs con le registrazioni live dei due tour del 1985 e 1986.

La scaletta dei miei sogni (da far girare nelle cinque serate) sarebbe:

FORTUNE HUNTER (Firm)

RADIOACTIVE  (Firm)

TEAR DOWN THE WALLS  (Firm)

BURNIN’ SKY (Bad Company)

THE ROVER (Led Zeppelin)

MIDNIGHT MOONLIGHT (Firm)

ALL THE KINGS HORSES (Firm)

CLOSER (Firm)

TRAVELLIN’ MAN (Free)

TEN YEARS GONE (led Zeppelin)

MONEY CAN’T BUY (Firm)

SATISFACTION GUARANTEED (Firm)

DREAMING (Firm)

HYPNOTIZING WAYS (OH MAMMA) (Jimmy Page)

CUT LOOSE (Paul Rodgers)

LIVE IN PEACE (Firm)

CAN’T BE SATISFIED (Muddy Waters)

SPIRIT OF LOVE (Firm)

Sogni sciocchi direte voi, ma per la prima volta ho capito che non sono solo in questo mondo a sperare che questa cosa accada:

su Facebook sono amico di Tony Franklin, il bassista dei Firm appunto, l’altro giorno pubblica qualcosa sulla sua bacheca (Tony al momento è in tour con Kenny Wayne Sheperd):

Tony Franklin Martedì alle 23.52 tramite cellulare · 

I heard that my old Firm friend Paul Rodgers will be at the Notodden Blues Fest in Norway at the same time as us. Not such if our paths will cross. I’ll definitely keep an eye out for him :)
Io faccio un commento al post:
Tim TirelliStill hoping for a FIRM reunion…
E lui clicca sul “mi piace” sotto al mio commento.
Beh, son soddisfazioni!
(Rodgers & Page nel 1985)