Settembre è un mese che adoro, l’estate che va dissolvendosi, l’aria più fresca che solletica la campagna, le vigne gravide d’uva, la vendemmia, la mia terra, l’Emila, i ricordi del passato a casa dei nonni…insomma le solite malinconie blues di Team Teerally.
Da una dozzina d’anni però settembre coincide con il periodo lavorativo più intenso, c’è la fiera più importante del settore dove lavoro e tutti siamo concentrati su di essa. Settembre lo si vive quindi con ansia, stress e con la parola “urgente” attaccata a qualsiasi richiesta dei clienti. In questi ultimi anni poi, si corre per raccogliere poco o niente…soddisfazioni zero.
Per trovare la forza di venire al lavoro, con la macchina sostitutiva che ti ha lasciato l’officina (una Fiat 500 celestina), ascolti a canna l’ultima versione di un infuocato concerto in due set dei LZ al Fillmore West di San Francisco il 27 aprile del 1969…
Ecco che allora sei in ufficio, sbrighi il tuo lavoro diligentemente ma con la noia, l’accidia, il fastidio dietro l’angolo. Fatichi nel far le tue cose, sospiri, maledici e bestemmi nel silenzio dell’ufficio…cerchi di trovare un rimedio: un caffè, quattro chiacchiere calcistiche col tuo socio, quattro chiacchiere sui blues della vita con la tua socia, CARAVANSERAI di Santana che fuoriesce dalle casse del tuo computer. Uhm, va un po’ meglio. Poi ti arriva un pacchetto regalo: Polbi ti manda tramite Amazon RAW POWER di IGGY & THE STOOGES versione digipack in 2 CD. Uhm, le cose vanno un po’ meglio. Dopo poco ti telefona Massimo Avallone, lo straordinario chitarrista dei FLOWER STONE …10 minuti di piacevole conversazione. Ti sei ringalluzzito, lavori già con più gusto…e in più all’improvviso il corriere ti consegna il pacchetto Amazon con le deluxe edition dei primi due album degli EMERSON, LAKE AND PALMER! Trionfo! Allora ti dici che la vita in fondo è bella, che il tuo lavoro non è male, e canticchiando il riff d’apertura di TARKUS, affronti di nuovo il mondo con tutto il tuo fervore rock.
Sabato, quartiere Littlecross di Mutina, interno giorno, son lì che lavo Brian quando mi arriva una telefonata: è Laroby che vuol parlare di HOUSES OF THE HOLY. Dunque, Laroby è una cara amica, figa di gran lignaggio, ma se penso musicalmente a lei penso a EMINEM, VASCO, FLEETWOOD MAC (quelli di SARA). Ma che cazzo gliene può fregare di HOTH? Mah, potenza del blog. Io me la immagino mentre fa colazione cercare in cuffia il minut0 2:02 di DANCING DAYS per sentire se BONHAM ha davvero mancato quel colpo di cassa, oppure fare la mossa mentre i LZ la buttano in boogie alla fine di THE OCEAN. Come mi dice spesso Polbi…”certo che ‘sto blog….”.
Con Brian da Chen il cinese a bere un caffè e poi a fare la spesa al Conad del Newtower… sono vestito in modo un po’ troppo informale, me ne dispiaccio perchè di solito al Newtower con Brian si cucca. Mentre lo riaccompagno in casa, nell’androne del suo palazzo mi viene incontro in controluce (scusate il pasticcio) e gli dico “dai Brian che ti faccio una foto”, lui si mette in posa e mi fa il segno del rock. Ah, Brian!
(Brian da Chen il cinese – foto di TT)
(Brian rocks – foto di TT)
Al pomeriggio mi monta la dispepsia, solita nausea solito mal di testa, ma sembra controllabile. E’ un peccato però, devo lavorare e fare un sacco di cosette e poi alla sera ho il sinodo di fine estate con gli Illuminati del Blues…in dla basòra sono sul punto di rimettere a me i miei debiti e di rimetterli ai miei debitori, ma il Dark Lord veglia su di me, quegli spasmi saranno un falso allarme. Prendo la groupie e mi dirigo alla Festa Nazionale Dell’Unità di Regium Lepidi, parcheggio B di Short Villa (Villacurta insomma). Il rendez vous è davanti al ristorante Adriatico, ci sono ormai tutti (tranne Jaypee e la sua groupie che arriveranno da lì a pochi minuti), intravedo una figura “nuova”…cazzo è ATHOS BOTTAZZI, l’indimenticato slide guitarist di Tim Tirelli & i Radioblues, roba di 15 anni fa. Lo abbraccio, lo bacio (virilmente s’intende) lo vedo proprio volentieri Marchino (detto Athos). Paolino Lisoni propone la sua candidatura per la Congregazione. Espletiamo i riti iniziali, ci disponiamo sul nostro pentacolo mentale a salmodiare i sacri versi:
Just roll that wheel Everytime it spins and turns Someone gets their Fingers burned
Some you win And some you lose But if it takes all night I’m gonna pay my dues
When you step out the door You got to think once or twice Just walking the streets Is like shooting dice
Fortune hunter, fortune hunter Rolling the dice again Fortune hunter, the fortune hunter Life is a gambling game
Athos dovrà ripassare ad ottobre, nell’esame di ammissione cade su domande essenziali:
Magister Timotheus “dove e quando sono nati Chris Slade e Tony Franklin (dei Firm)?”
Athos prende tempo, si guarda in giro, con gli occhi cerca l’aiuto di Picca, balbetta…in un primo momento penso stia prendendomi in giro, ma poi capisco che la sua è solo una preparazione non ottimale. Lo guardo con una occhiataccia e a mo’ di maestrina gli dico “Pontypridd nel Galles il 30 ottobre del 1946 il primo, Derby in Inghilterra il 2 aprile del 1962 il secondo”.
Lo facciamo accomodare in un tavolo diverso dal nostro per un mezzoretta così paga lo scotto, e poi lo riprendiamo con noi.
(La congregazione: a sx Athos, Liso, Picca, Mixi, Riff – a dx Tim, Sutus, Jaypee – foto di LST)
Si era mangiato meglio l’anno scorso, o forse abbiamo ancora in mente l’inarrivabile cucina della piccola festa dell’Unità di Gavassae di un mesetto fa, ma è comunque bello condividere il pane e il vino che nostro Signore (delle tenebre) ci mette davanti. Un caffè, poi come di consueto fermate obbligatorie alla bancarella dei dischi, io mi prendo un paio di vinili, Riff tre Cd blues della serie “The Early Roots Of…”.
(da sx Picca,Liso, Suto, Tim, Mixi : alla ricerca dei dischi perduti – foto di M.Bottazzi)
(Liso, Suto e Tim: alla ricerca dei dischi perduti – foto di M.Bottazzi)
Nella libreria mi accatto il libro VIAGGI E INTEMPERIE sul G R A N D I S S I M O IVAN GRAZIANI. Troviamo poi un stand al buio, uno di quelli dove si tengono piccoli dibattiti, non c’è nessuno, ci sediamo, ci scambiamo un segno di pace (da Picca tutti i Vynil Rip dei LZ in Flac su Cd, da Mixi DESTROYER dei Kiss versione Resurrected, due album dei Vanadium, uno degli Howlin Rain e uno dei The Lower Kings. Da Paolino Lisoni DVD di Santana live all’Hammersmith Odeon il15/12/1976) e chiacchieriamo amabilmente di rock fino a notte inoltrata.
nnnnn
Un abbraccio e di nuovo i fari fendono la calda notte della campagna nera. Infilo la blues mobile in garage, mi tolgo il cappuccio, infilo la chiave e trovo ad attendermi la piccola vedetta reggiana…
(Pàlmir, la piccola vedetta reggiana- foto di TT)
Un tisana, il MAIN THEME di DEATH WISH 2 sul piatto e sono pronto per il letto. Mi corico in posizione supina ma con le braccia incrociate sul petto, con le mani faccio il simbolo del rock…Dark Lord veglia su di noi.
Beh, riesco a farmi qualche giorno più del previsto, credevo che la situazione Brian precipitasse e che dovessi tornare a casa e invece questi 10 giorni me li godo tutti. La dispepsia è un eco lontano, i nervi si rilassano, sale la voglia di suonare la chitarra, le forze ritornano e ho una gran voglia di ascoltare i BlACK SABBATH (sto leggendo la biografia di TONY IOMMI dopo aver finito L’ULTIMO GIORNO di GLENN COOPER).
(“Abandoned Bucket”, Greendale beach – foto di TT)
Sgironzolando le sere in cui la speed queen non mi costringe a bazzicare i kartodromi, vengo assalito dalla cianfrusaglite: sono in giro a Castrum Gatthei (sfortunatamente non si puo’ tradurre CATPLACE AT THE SEA perchè i gatti non c’entrano nulla col nome del paese) e mi infilo in ogni “Tutto (o quasi) a 1 euro” Shop. Riesco ad uscire con una matita con in cima una scimmietta di plastica e con gli arti mobili e una confezione di dentifricio Captain’s Paste. Mi chiedo una volta di più se sono normale e mi dico che…an s’è mai vest PAUL RODGERS fer chi lavòr chè! In un altro rischio di comprare un completo per il perfetto crociato…(ma è il “Quasi” del Tutto a 1 Euro che mi fa desistere):
(Tutto per il perfetto crociato – foto di TT)
Poi, come ogni volta che sono al mare, mi prende la mania per le edicole e per i fumetti. Fin da piccolissimo ho avuto una fascinazione per gli albi a fumetti…NONNA ABELARDA, GEPPO, TIRAMOLLA, TOPOLINO (se ripenso a quegli albi giganti con in copertina Zio Paperone e Paperino mi si scioglie il cuore), SUPEREROICA, JOHNNY LOGAN, IL MONELLO, L’INTREPIDO, LANCIOSTORY, SKORPIO, BLITZ (prima che diventasse un giornale porno), IL COMANDANTE MARK, ZAGOR, MR NO…MR NO cazzo! Seconda metà anni settanta, insula pomposiana, il lido omonimo, ragazzino…accompagno Brian e suo fratello Mario all’edicola, mi piace l’odore dei giornali e il curiosare tra gli arretrati dei fumetti. Non potendo permettermi tutti quelli che uscivano, mi ero perso i primi 15 numeri di MR NO, ma ne avevo preso qualcuno dei successivi e mi piacevano un sacco. Mio padre chiacchiera con l’edicolante, mio zio pure, io scovo quei primi 15 numeri. Incredibile, tutti e 15. Non riesco a staccarmi, li accarezzo, li annuso, sono irresistibili. Mio padre mi chiama, a malincuore lascio quel tesoro sapendo che non potrò mai permettermeli…forse troppo a malincuore: mio zio capta il mio sguardo triste e mi dice “‘Tefi, che c’è?”, gli spiego il blues e lui me li compra tutti. Ancora oggi quella è una delle gioie più forti mai provate in vita mia. Potete immaginare come mi son sentito due anni fa quando con JOSE’ abbiamo vinto la Champion’s? Beh, quello a confronto ancora non è niente. A tutt’oggi conservo e accudisco quei numeri, insieme ai successivi 35, con fervore mistico. Lo zio Mario è ancora oggi uno dei miei eroi. Nello stesso periodo esce KEN PARKER , ma decido di lasciarlo perdere, sono un ragazzino non ho grosse disponibilità. Mi pentirò amaramente, KP diventerà una delle mie ragioni di vita.
Va beh, tutto questo per spiegare la attrazione che ho per le edicole e per i fumetti…resisto qualche giorno, mi dico che non devo spendere, che c’è la crisi, che i tempi sono duri…bla bla bla…ma poi la groupie molla il guinzaglio e mi avvento su COLOR TEX, MAXI ZAGOR, DAGO CARTONATO e LINUS …30 euro che prendono il volo, ma almeno ho un po’ di satisfaction guaranteed.
Ripensando ai Crociati e ai Templari di cui sopra mi scatta l’associazione conJaypee, per fortuna è arrivato in zona a LITTLEPINERY, mi manda un sms:
“Rieccomi al bagno VICTOR, circondato dalle solite facce da spiaggia. Ombrellone, sdraio, e la bio di HENDRIX regalatami da Picca che mi risolve la mattinata…”
Jaypee lo vedo la sera dopo, sa che sarò al Kartodromo Happy Valley con le sorelle Terenceson e ci raggiunge. Vedo sempre volentieri l’amico Jaypee, ci abbracciamo, ci aggiorniamo e ridacchiamo dei blues che ci saltellano intorno.
(Jay & Tim all’Happy Valley – foto di LST)
La speed queen intanto arriva prima nella prima manche e seconda nella seconda…she likes to boogie real fast…
Sarà che sto leggendo la bio di IOMMI, sarà che ho la porta della stanza, sopra di cui esso è appeso, di fronte al letto, ma dalla mia hotel room devo togliere il crocifisso. Sarò fissato ma i simboli religiosi non li reggo più. Ripongo gisus craist superstar in un cassetto e medito: se avessi un hotel io lo chiamerei HOTEL CALIFORNIA, e al posto dei cristi metterei altarini con le foto di ROBERT JOHNSON, MCKINLEY MORGANFIELD (Muddy Waters, insomma), MEADE LUX LEWIS…ridacchio con me stesso, più che Timòteo dovrei chiamarmi Timàteo…son proprio un nessi.
Questa sarebbe la scelta politicamente corretta visto che anche il GESU’ dei cristiani era un negro ( ebreo di origine etiope), ma nel caso volessi attenermi alla scellerata iconografia inventata da COSTANTINO, potrei mettere la foto di JOHN MILES, MMPH era, oppure il ROBERT PLANT del 1972 con barba e baffi, o ancora MIKE RUTHERFORD, visto anche il gruppo in cui suonava…
Rifletto sulla TV del dolore e della morbosità che molta gente ha per le disgrazie altrui, quel pubblico insomma tirato su da Bruno Vespa e mentecatti simili: giorni fa di fronte al bagno accanto a quello dove sono io è morto un signore. Aveva 79 anni, passeggiava nell’acqua, si è sentito male: infarto fulminante. Non è stato un bello spettacolo vedere accadere queste cose, stavo ascoltando musica in cuffia, quando ho elaborato cosa stava succedendo c’erano già diverse persone che cercavano di aiutare il signore in questione. Diversi bagnini, personale del bagno, in pochi minuti anche i paramedici di due autoambulanze. Il corpo giaceva sulla spiaggia, riparato da parecchi ombrelloni appoggiati a terra tutt’intorno, eppure c’era un sacco di gente che cercava di sbirciare, che provava ad avvicinarsi, che spettegolava sulla cosa. Disgustato me ne sono tornato in albergo. Non potevo fare nulla per aiutare il poveretto e tutto quel voyerismo da tragedia mi dava sui nervi.
La morte, già…meglio non pensarci.
Mi sto comunque divertendo, riposando e rimettendo in forma. Porto la speed queen al kartodromo di Saint Mauro Sea (dove anche quest’anno incontriamo ANDREA DOVIZIOSO, asso della Moto GP)…
(La speedqueen – foto di TT)
…mi mangio i gelati più strani come il più goloso dei bambini (ma poi mi dico che an s’è mai vest ERIC BLOOM magner di zlèe damant al “Sandy Pop”)…
(Tim & lo Speedy Pop- foto di TT)
…mi accorgo che la groupie non ha mai sentito l’espressione “a zoppo galletto” così gliela faccio vedere un primo pomeriggio verso le 14 sulla passerella che dal bagno porta al mare…zampetto su un piede solo per qualche metro e le dico “Ecco, è questo andare a zoppo galletto”…ma poi mi guardo intorno, spero che nessuno mi abbia notato, perché an s’è mai vest Simon Kirke andèr a zop galètt! …
…faccio un giro in centro a CESENATICO e a DEERPLACE (Cervia insomma) dove incontro Laroby, una di INTHEMIDDLEOFTHEPLAIN (Milano insomma) che a furia di gironzolare intorno al blog è diventata una amica e che mi fa notare che vicino al suo albergo c’è l’HOTEL BLUES (…il prossimo anno tutti a Cervia)…
(Lo squalo di sabbia di Cervia – foto di TT)
(La speed queen è tale anche nella sala giochi di Cervia – foto di TT)
…porto la speed queen a Tavullia, il paese di GO-A-LITTLE-SLOW REDS, il suo idolo, dove lasciamo molte decine di euro nel VR46 Store e ci mangiamo un pizza nel suo locale “da Rossi”
(Tim al VR46 store – foto di LST)
(Tim in pizzeria “da Rossi” – foto di LST)
….penso a Palmiro che abbiamo lasciato da Lasìmo, ci manca in maniera inaspettata quel piccolo distruttore tutto nero…
(Tim con Palmiro -notare la busta di cd per Mixi- foto di LST)
…cerco di iniziare la groupie ai piaceri del booze…
(La groupie got the booze – foto di TT)
…mi sparo qualche fritto misto al ristorantino TASTE OF SALT …
(Fritto misto al Taste Of Salt restaurant – foto di TT)
…insomma mi godo quelle piacevoli abitudini estive che da qualche anno mi porto dietro e che sono così famigliari da rilassarmi, cosa di cui avevo bisogno…
e poi mi ascolto la musica, modalità random, e quando partono certi pezzi devo condividere sensazioni di beatitudine con la groupie o, tramite sms, con Paolino Lisoni e Stefanino Piccagliani…quando poi parte GOING TO CALIFORNIA e guardo il mare mi pare di innalzarmi, di salire verso l’infinito. Il mio sguardo che sconfina e finisce per naufragare là, oltre gli scogli e le installazioni petrolifere che scorgo in lontananza, oltre gli stessi confini di questo laghetto che è l’Adriatico: che il padre dei quattro venti benedica sempre chi ha creato LZIV.
Qualche giorno di vacanza, al mare, in Romagna. Non posso allontanarmi troppo da Brian e così anche quest’anno mi ritrovo qui. Ah, anche stavolta ombrellone numero 1, strana coincidenza o segno blues? Adempio con cura ai soliti riti a me cari: bagno verso la mezza quando la spiaggia si svuota, pranzetto al baretto del bagno Mabbe o la ristorantono sulla spiaggia “Little Caesars Zone” (Zona Cesarini insomma), alle 18 thè verde nel lounge bar dell’Hotel Appo.
Scambio di messaggi con Paolino Barone, Paolino Lisoni e Stefanino Piccagliani.
TIM:Arrivato a Greendale.Stop.Meditabondo scruto l’Adriatico.Stop.In Cuffia JOHNNY WINTER AND.Poco distante animatore di un bagno fa ballare la gente con ritmi latino-americani fake.Stop.Mi sento solo.Stop.
LISO: Io sono a Lerici e ogni tanto al bar sotto casa partono dei karaoke devastanti. Ma che cazzo di musica piace alla razza umana? Ma noi non siamo soli.
PICCA: Qui il dj da spiaggia manda covers rock in versione reggae. STAIRWAY compresa. Finita la biografia di Bill Graham, presto recensione per il blog. I ragazzi (i LZ ndt)ne escono malino, più l’entourage che loro. In seguito lavorando con Jimmy per l’ARMS e con PLANT nessun problema. La colpa cade su GRANT, COLE e BINDOM dipinti come camorristi in coca. Comunque la bio è molto bella.
TIM: 9 agosto Stop.In prima fila sul lettino di nuovo contemplo il mare mentre mi ascolto I BELIEVE IN FATHER CHRISTMAS di Greg Lake.Stop. Sono Normale? Stop.
LISO: Sei il mio preferito. Io in cuffia al momento ho CARAVANSERAI.
PICCA: Normalissimo! Io leggo la biografia di Nicky Hopkins.Meno bella di quella di Graham ma cmq avvincente. Page ne esce controverso, Beck malissimo. Al mercatino ho preso RUN WITH THE PACK in vinile. 10 Euro.
POLBI:WINTER e EXILE ON MAIN SYTREET da giorni girano nel mio stereo.Però, forse l’albino non sarebbe stato male negli Stones.
TIM: Lo so, è un pensiero ormai comune ma credo che il nostro rock (i LZ, gli ELP, i CSN&Y, Santana, Yes, etc etc non siano più classic rock ma musica classica. Stop.Un tempo era la musica che si ascoltava, adesso è roba per (un discreto musica di appassionati).Stop. Sto ascoltando la cover di JOHNNY WINTER di NO TIMEW TO LIVE dei TRAFFIC e sono arrivato a questa conclusione. Stop.Il Rock, quello vero, non sarà più musica di massa e questo la dice lunga sul futuro dell’umanità.Stop
PICCA: Finita la biografia di BUDDY GUY. Una sola parola: meravigliosa.Leggila. Lord Have Mercy. Comunque, an s’è mai vest Junior Wells in spiagia a Valverde.
-Dispacci da Greendale rifà il verso a DISPACCI DALLA ROMAGNA del nostro Picca dal blog “Figadein”che tiene sulla Gazzetta di Modena. Presto il link a quello e ad alcuni altri siti/blog interessanti-
Sono anni che mi trastullo con l’idea di una reunion dei FIRM. Riunione dei LZ? Di Page and Plant? Troppo banale, io sogno una reunion dei Firm. 5 serate all’Hammersmith di Londra, tutte registrate, in maniera da far uscire un bel doppio live e un blu ray e in contemporanea ripubblicare i due album in deluxe edition con inediti e bonus discs con le registrazioni live dei due tour del 1985 e 1986.
La scaletta dei miei sogni (da far girare nelle cinque serate) sarebbe:
FORTUNE HUNTER (Firm)
RADIOACTIVE (Firm)
TEAR DOWN THE WALLS (Firm)
BURNIN’ SKY (Bad Company)
THE ROVER (Led Zeppelin)
MIDNIGHT MOONLIGHT (Firm)
ALL THE KINGS HORSES (Firm)
CLOSER (Firm)
TRAVELLIN’ MAN (Free)
TEN YEARS GONE (led Zeppelin)
MONEY CAN’T BUY (Firm)
SATISFACTION GUARANTEED (Firm)
DREAMING (Firm)
HYPNOTIZING WAYS (OH MAMMA) (Jimmy Page)
CUT LOOSE (Paul Rodgers)
LIVE IN PEACE (Firm)
CAN’T BE SATISFIED (Muddy Waters)
SPIRIT OF LOVE (Firm)
Sogni sciocchi direte voi, ma per la prima volta ho capito che non sono solo in questo mondo a sperare che questa cosa accada:
su Facebook sono amico di Tony Franklin, il bassista dei Firm appunto, l’altro giorno pubblica qualcosa sulla sua bacheca (Tony al momento è in tour con Kenny Wayne Sheperd):
I heard that my old Firm friend Paul Rodgers will be at the Notodden Blues Fest in Norway at the same time as us. Not such if our paths will cross. I’ll definitely keep an eye out for him :)
Ho già scritto che facendo pochi concerti ognuno di questi diventa un piccolo evento, e devo dire che la cosa ha un suo fascino. Per qualche giorno pre e post show hai in mente quella cosa lì.
Nella settimana piuttosto incasinata cerchi di organizzare tutto per avere un po’ di tempo la sera per ripassare le tue parti, al sabato mattina sei da Brian e mentre lo lavi ripassi mentalmente gli accordi -che non ricordi mai- che fanno da base all’assolo di MORE THAN FEELING. Poi, visto che non lo porti più a Ninentyland, mentre sei lì con lui a prendere un caffè da Chen il cinese al bar del Newtower focalizzi la tua linea dell’assolo armonizzato in CAN’T FIND MY WAY HOME. Entri poi al Conad del Newtower e mentre fai la spesa per Brian gli lasci spingere il carrello così che si senta importante…oltre a recitare a te stesso la frase ormai preferita di molti avventori del blog (“An s’è mai vest Johnny Winter fer la spesa al Conad dal Torrenova”) ripassi ad occhi chiusi l’assolo di THE OCEAN, hai visto mai che ci chiedano un secondo bis e ti tocchi farla.
Di nuovo chez Brian, gli prepari il pranzo e mentre gli scaldi uno di quei piatti già pronti ti chiedi se ha un senso presentare tre dei tuoi pezzi in italiano in mezzo alla classic hard rock bonanza che di solito portate in concerto. Lasci il tuo vecchio e scappi a far la spesa alla Coop a Regium Lepidi. Esci dal portone del palazzo di Brian e ti fermano due persone: una ragazza giovane e una specie di nerd un po’ fricchettone. Tiri fuori dalla borsa il ritratto di ALEISTER CROWLEY pensando siano due testimoni di geova e ma poi ti accorgi che son due che stanno facendo una sottoscrizione per LOTTA COMUNISTA, una giornale leninista. Do 5 euro, la ragazza mi passa la ricevuta e un copia del giornale. Mentre salgo in macchina mi dico ““An s’è mai vest John Miles fer una sotoscrisìon per la stampa leninista” .
(Brian – foto di TT)
Alla Coop faccio altra spesa per Brian così per tutta la settimana è a posto, poi mentre sto valutando se comprare un paio di piantine da piantare nelle fioriere del posto in riva al mondo mi dico “An s’è mai vest Mick Ralphs cumprèr dal piantèini ala Coop” . Fai la spesa col salvatempo, leggendo con una pistola laser tutti gli articoli e riponendoli già nelle borse. Naturalmente arrivi alle casse apposite e che carrello il computer decide di controllare? Quello di Tim Tirelli, of course.
Pranzo, una doccia, il tempo di caricare e si parte. Arrivi a Guiglia, scarichi, monti, inizi il soundcheck che si interrompe dopo 45 secondi: sono le 19 inizia la messa non bisogna disturbare, diobono.
(Il palco di Guiglia – Particolare – foto di TT)
(The Guiglia stage – foto di TT)
(CC pre soundcheck – da sx a dx Pol Saurit Tim Lorenz Lele – foto di Lafede)
La festa ha sempre il solito sapore, il gusto di campane, non è neanche male…piadina prosciutto e mozzarella, patatine fritte, una weiss. Caffè una taverna più in giù. Per Lorenz anche un McCallan. Nei “camerini” a cambiarci. C’è anche Andrea di Marco di Zelig; noi entriamo in scena dopo di lui.
(“Tra un manifesto e lo specchio” – foto di TT)
(Pre show daze: Lorenz, Pol & Tim nei camerini – foto di LST)
Saliamo sul palco, imbracciamo gli strumenti, Lorenz inizia il riff di HELLO THERE, si parte. Per i primi quattro pezzi sul palco non si capisce nulla, un cespuglio di suono indistinto corre sul palco sospinto da un vento maligno. D’accordo non aver fatto un soundcheck adeguato, ma il service è uno di quelli seri, le spie ci sono…ma come dice Picca “secondo me sul palco non si sente un cazzo neanche se hai la produzione Pulse dei Floyd… è un mistero eterno e inestricabile”. Archivio la faccenda sotto la voce “E’ così che vanno le cose”, paturnie da musicisti, mai un volta che tu sia contento, che non debba giustificarti per certe sbavature ed errori. Ma tra i fumi, i faretti, i nostri tre pezzi, l’assolo armonizzato fatto con Lorenz di CAN’T GET ENOUGH per un momento ti è sembrato di essere al tuo posto, là al Public Auditorium di Cleveland.
Un bis (WHOLE LOTTA LOVE che fa sempre la sua figura), chiacchiere con gli amici che ti son venuti a vedere, smonti la tua strumentazioni e la carichi sulla blues mobile, mentre ti infili in tasca 80 euro. Fai un paio di conti, tolto il carburante quanto ti rimane? 60 euro? 62? Per un impegno complessivo di 10 ore. Uhm.
Ma non vuoi fare la vittima, non lo fai per questo…lo fai per questo preciso momento: perché dalla collina sei appena atterrato in pianura, stai lasciando gli svincoli di LittleVineyard, sono le 2,30 di notte o di mattina, la groupie dorme, nel lettore gira HONKY CHÂTEAU di ELTON JOHN in versione Original Master Recording, i semafori lampeggiano, nessun per strada, le insegne luminose ammiccano, la notte è serena e calda, sei con te stesso e provi quell’inspiegabile blues che domini con fredda determinazione ma che ti dipinge quell’espressione sentimentale sulla faccia… quel velo di tenerezza che ti fa sentire uomo di blues, quel feeling che pur nella sua malinconia ti prova che sei vivo. Poi parte ROCKET MAN e ti sciogli dentro a brividi che solo quelli come te sanno provare, ti commuovi pure forse, perché ti senti un po’ così anche tu, solo lì nello spazio ad osservare senza capire, che poi è il destino della condizione umana.
….And I think it’s gonna be a long, long time Touch down brings me round again to find I’m not the man they think I am at home, oh no no no I’m a rocket man, rocket man, burning out his fuse up here alone….
Arrivi infine alla domus saurea, ti infili i guantini, scarichi la macchina, chiudi il garage, ti fai una doccia e ti metti a letto. Leggi l’ultimo numero del fumetto JULIA, fai stancare Palmiro fino a che non si accascia su di te, pensi a domani…l’ennesima domenica da Brian, ma scacci il pensiero, stanotte hai suonato rock and rock e lascia che sia. Sono le 4, spengni la lampada sul comodino…New York goodnight.
Sabato mattina ho salutato Julia, le nostre vite personali ci portano su continenti diversi. E’ sempre difficile per me staccarmi dalle persone con cui ho avuto un rapporto profondo, subito dopo l’addio mi gira la testa e qualche minuto più in là precipito giù per il dirupo della nostalgia. Ho conosciuto Julia un luglio di 5 anni fa e facendo un conto di queste stagioni passate mi accorgo di aver attraversato bayou paludosi e pieni di insidie. Sono inciampato da qualche parte e poi sono ripartito da zero, ho salutato la stella del mattino, ho incontrato quella che sa pescare un uomo caduto nel mare, e ho tirato avanti nascondendomi durante il temporale per poi rialzare la testa e bestemmiare quando tornava il sole…
Divento sentimentale quando è l’ora degli addii, così cerco di non incontrare nessuno. Me ne cammino tra le vie meno battute di Mutina, mi fermo a bere un caffè da solo (perché poverome stamattina non ho nemmeno un amico qualunque con cui berlo), corretto (col Southern Comfort naturalmente) anche se sono solo le nove. Guardo la gente, controllo che non sia già uscito il nuovo numero di CLASSIC ROCK, mi metto sotto la Ghirlandina e la guardo in tutta la sua bellezza. Guardo il cielo, respiro, cerco di cogliere la modenesità che mi sembra stia sparendo. Abbasso la testa sotto il peso di blues grevi e solenni, ma devo andare da Brian, la devo smettere con le mie malinconie. Mi volto un’ ultima volta, addio Julia.
(Goodbye yellow grey road – foto di TT)
Sistemo Brian e verso mezzogiorno mi dirigo alla Coop di Regium Lepidi per un’altro momento della serie an s’è mai vest Son House fer la spesa alla Coop…mi metto a tavola alle 15. Un paio d’ore a cercar di recuperare le forze da settimane spese sempre avanti e indietro, inutilmente…il gatto Palmiro non vuole mica dormire, lui vuole bruciare. La sera il trofeo TIM mi porta le prime gioie calcistiche della stagione: un goal alla J** su cappella di Lucio (che ridere ragazzi) e due golletti alla seconda squadra di Milano, quella che non vende i suoi gioielli.
Domenica da Brian, tutto il giorno, ma alla sera riesco a metterlo a letto in tempo per essere alla festa di Borgo Massenzio per le 22,15 a vedere i BIG ONES, la tribute band degli Aerosmith. Se non altro non hanno chiamato solo le ormai insopportabili tribute band dei soliti 5 nomi: Liga, Vasco, Queen, U2 e Nomadi (zio can, la tribute band dei Nomadi…già facevano cagare gli originali, figuriamoci la tribute band!).
(Big Ones a Borgo Massenzio 22/07/2012 – foto di LST)
Son lì con Jaypee e le due groupie. Il primo colpo d’occhio è impressionante: Renzo D’Aprano – il cantante – visto da 5/10 metri di distanza sembra davvero quel gran figo di STEVE TYLER. Subito la band non mi prende tanto, ma verso la fine riesce a farmi ricredere. Grande versione di I DON’T WANT TO MISS A THING e grandissima versione di TOYS IN THE ATTIC (bis finale). E’ Renzo comunque quello che ti riporta al senso, al colore, alle sfumature degli Aerosmith. Davvero bravo, e che showman poi! Ottimo anche il tastierista. Il repertorio è uno di quelli da fighe, solo 4 pezzi pre 1987 (se ricordo bene), ma gli Aero li porto nel cuore e dunque mi va bene anche così. I BIG ONES nel corso della serata presentano anche tre loro pezzi. Sul loro sito avevo dato un’occhiata al loro video (Grido Al Mondo…o qualcosa di simile) e proprio non mi era piaciuto (il pezzo). Invece quei tre brani proposti domenica sera mi hanno solleticato non poco, tanto da farmi ordinare il Cd su Amazon la notte stessa. D’ora in poi li tengo d’occhio i BIG ONES.
Le note di costume sono simili a quelle che scrissi l’anno scorso: molti uomini in braghe corte e ciabatte. Persino il bassista dei BIG ONES era sul palco con braghe corte sotto al ginocchio, calzino e canottiera! Mah, non credo ci sia più speranza. Parecchi giovani pronti ad applaudire la band, diverse proto-groupie vestite ad hoc, ragazze e ragazzine pronte a sbocciare, e i soliti tipi e tipe improbabili con indosso la maglia blaugrana di Piquè a ballare fuori tempo per tutto il concerto.
Dietro a Jay ad un certo punto compare una suora, la squadro: sembra sorpresa e terrorizzata dal concerto rock che si sta tenendo sui gradini della chiesa. Sta pregando, chiedendo scusa al suo signore, invocando pietà… Get a grip, sister.
(la suora terrorizzata dal rock – foto di TT)
(Tim & Jay al concerto dei Big Ones – foto di LST)
Saluto Jaypee e la sua groupie, e mi incammino con la mia lungo la buia stradina che porta nel posto in riva al mondo…campagna nera, oscurità, gli ululati dei cani del destino, sassi sul mio sentiero…sì, sono a casa.
Ultimamente mi ero fissato troppo con i CD, così ho dovuto farmi arrivare un po’ di vinile…quei buoni vecchi long playing che mi fanno ancora girare la testa. Sì sì, c’è la crisi, il dentista da pagare, la batteria della blues mobile da cambiare, lo spread , il rischio default, la spending review…ma vaffanculo, mangerò grazie all’orto della groupie, non uscirò a cena per tre mesi, ma questi 173 euro di LP mi risollevano il morale…e il demonio sa quanto ne abbiamo bisogno di questi tempi.
Come l’anno scorso il sinodo estivo si tiene alla festa dell’Unità di Gavassae, in una sorta di cortile interno tra qualche edificio in una frazione di Regium Lepidi…location blues perfetta.
All’ingresso rimiriamo i poster delle band che suoneranno alla festa…rimaniamo sempre basiti dalla grafica e dal visual di questi manifesti:
Incontriamo poi Odoardo Dall’Aglio, 84enne che qui a Gavassae è un piccola celebrità per aver recitato la parte di “Oreste” (la scena dello sfratto) nel capolavoro di Bertolucci “Novecento”. Oreste si rivela personaggio incredibile, mi abbraccia e mi bacia e più tardi con la groupie (che conosceva già naturalmente) dice “T’è propià catè un bel ragàs. Breva”. A parte mia madre e un paio di groupie nessuno mi ha mai dato del “bel ragàs“.
(I confratelli del blues: in piedi da sx a dx Riff, March, Liso, Jaypee, Tim, “Oreste”, Picca. Accosciati la groupie Betty e Sutus – foto di LST)
La cena è a base di pesce, qui alla festa ci sanno fare come ci sappiamo fare io e Riff che sapientemente ordiniamo la zuppetta di pesce, una vera delizia. Fritto misto, vinello bianco e quell’atmosfera da Emilia vera, sanguigna, ruspante…quella dei tempi andati…
I cavalieri della tavola (vicino alla) rotonda (di Gavassa) – foto di TT
Riff si intrattiene un po’ con Oreste, ci spostiamo alla baracchina del caffè, ci sentiamo una mazurka o due, di nascosto dalle groupie ammiriamo qualche figa niente male che inaspettatamente è lì alla festa e poi ci incamminiamo verso le macchine: un paio di chilometri nella campagna nera e arriviamo nel posto in riva al mondo.
(Oreste e Riff – foto di TT)
(la festa dell’unità di Gavassa 2012)
Alla domus saurea inizia il sinodo vero e proprio: indossiamo i mantelli, i cappucci e iniziamo il lento salmodiare…
Magister Timotheus:
She flies through the night on silver wings With a smile, no obligation She says, “Walk with me, I’ll take you down Through the storm to your destination”
She says, “Hold me now, I’ll take you there To the dawning of a new creation”
I confratelli:
Midnight moonlight lady Bird on the wing, she is flying to greet me Bird on the wing, she is flying to me
Finiti i vespri satanici, con una fetta di cocomero davanti, una porzione di gelato a portata di mano e il nettare degli Dei (Southern Comfort) nei bicchieri possiamo iniziare il dibattito.
Lindsfarne (uno di quei gruppi di cui sentiamo parlare da 35 anni ma che nessunon ha mai ascoltato), i viaggi di Picca negli Stati Uniti, il mettere a paragone fenomeni accaduti altrove con la nostra realtà (in pratica il grunge è la musica di quartieri come i Torrazzi), l’impossibilità di ascoltare musiche che non siano quelle originali nate in un contesto ben preciso. Momento di smarrimento e di raccapriccio quando tocco l’argomento Keith Moon: io sono d’accordo con Townsend: Moon non è valutabile come batterista e musicista, in senso stretto. Ha funzionato con gli Who, ma io credo che gli Who avrebbero funzionato anche con un batterista più ortodosso (che so, Ian Paice, Roger Taylor dei Queen). Per me ascoltare Moon adesso è quasi impossibile, se sento TOMMY arrivo al massimo al terzo pezzo…Moon esegue sempre la stessa figura, non è capace di mantenere un tempo rock a lungo, le sue rullate sono tutte uguali …e poi usa 12 (dodici) tom, quando ai veri batteristi ne basta uno. Picca e Liso si innervosiscono, “Il rock non è musica fatta per la tecnica” urla Picca, “Lo dici a me? Credi che non lo sappia? Mi piacciono Mick Ralphs e Leopold!!!Ma non riesco a farmi piacere quei musicisti tipo Moon, Ron Wood e Charlie Watts”. Siamo faccia contro faccia, lo sguardo è truce ma Picca è più massiccio di me, seppur ingrassato non posso competere contro la forza del suo sapere rock , quindi chino il capo, mi inginocchio e chiedo scusa al PikeBoy.
Torna la quiete e la serenità, ci scambiamo i doni (Riff mi regala l’ultimo JOE BONAMASSA in una splendida confezione deluxe e un digipack dei Beatles, Picca il libro sul Prog di Donato Zoppo, Liso un paio di DVD…tra cui il concerto dei QUEEN con Adam Lambert…Paolino ha il senso dell’umorismo).
Verso le due di notte la seduta è tolta, faccio strada ai confratelli sulla Carreggiata JOHN MILES, ci diamo appuntamento alla fine di agosto, e li guido all’imbocco secondario della stradina lunga e tortuosa.
I fari delle loro vetture tagliano la campagna nera e si allontanano come un amore perduto. Rimango lì giù in campagna da solo, guardo le stelle…la mente vola alle sere passate in campeggio con la parrocchia alle PIANE DI MOCOGNO nei fine sessanta, davanti ad un falò…”Quante stelle quante stelle, dimmi tu la mia qual’è. Non ambisco alla più bella, purché sia vicino a me.”
Precipito in un burrone di nostalgia, guardo il cosmo e mi interrogo sulle solite domande a cui non so dar risposte: “Da dove vengo? Chi sono? Dove sto andando? Chi prende quest’anno l’Inter? Perché mi piacciono i Firm? Dove cavolo è finito John Miles?”
Schiaccio l’interruttore, il cielo si spegne, è ora di andare a dormire.
My dreams is fading down the railway line I’m just about a moonlight mile down the road… …I’m riding down your moonlight mile
Let it go now, come on up babe Yeah, let it go now Yeah, flow now baby Yeah move on now yeah
Yeah, I’m coming home ‘Cause, I’m just about a moonlight mile on down the road Down the road, down the road…
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