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Brian, i Kansas, i LZ a Knebwort 1979 e l’earthquake blues

5 Giu

Giorni inquieti questi ultimi, le quattro forti scosse e le decine di altre minori, minano quel po’ di sicurezze che erano rimaste dai quattro anni di crisi, crisi che ancora continua imperterrita. Pur dormendo a Borgo Massenzio e lavorando a Stonecity (che sebbene sia a soli 10 km a sud di Mutina, la faccenda terremoto sembra non toccarla) , vivo sulla mia pelle le conseguenze delle scosse di Mutina e Ninentyland. Ancora sabato scorso, prima della ultima forte botta di domenica sera, nei parchi di Ninetyland gente che vive in tenda…

(tende a Ninentyland – foto di TT)

Lasìmo vive da sua madre a Mutina, ed è preoccupata per le crepe sopraggiunte nella palazzina dove abita, Lalàlli e Brian saliscendono le rampe di scale del loro palazzone con una frequenza sfiancante e in alcune occasioni dormono in macchina. Brian, ciononostante, è abbastanza tranquillo, il terremoto è una novità, un’onda di acqua gelida nelle paludi nebbiose in cui la sua maruga inizia a rinchiuderlo.

Gestire Brian è sempre più impegnativo, sabati con lui, domeniche con lui, giorni feriali con lui. Alla domenica lo porto nel parco che ha dietro casa, si sorprende sempre per il verde…lo affascina…ci si aggrappa …

(Brian in the park – foto di TT)

Mi interrogo sempre sulla mia gestione del vecchio: faccio bene, faccio male, mah… a volte è inevitabile perdere la pazienza…ci sono mezzore in cui se la prende con tutto e tutti e pretende che tu sia sempre con lui, rinfacciandoti la cosa…davvero difficile mantenere la calma, ma spesso ci riesco, in questi ultimi 5 anni la mia evoluzione personale mi ha permesso di avere molti strumenti in più, affronto le cose di questo tipo con maggior lucidità e controllo…e allora mi dico: “niente male Tim Tirelli!”.

(Brian e Tim, domenica scorsa – Foto di LLL)

In macchina, al mattino, ascolto spesso per intero LATERAL di LUCA BOTTURA su RADIO CAPITAL, le puntate di queste ultime due settimane vertono sul terremoto…lo fanno in maniera delicata e senza gli aspetti peggiori di certo giornalismo, e se anche BOTTURA è pervaso da un po’ di retorica significa che il terremoto si è insinuato con decisione nel nostro animo. L’Emilia ferita mette a durissima prova il nostro equilibrio.

Quando non sono sintonizzato su RADIO CAPITAL e i suoi radiogiornali, inserisco i miei CD nel lettore…HARD STUFF, ROBIN ZANDER, RETURN TO THE DARK SIDE OF THE MOON  tributo all’omonimo albun dei PINK FLOYD, ATOMIC ROOSTER,  DESTROYER dei KISS (che sto riscoprendo grazie a scambi epistolari con BEPPE RIVA e scambi telepatici con MIXI).

Ho rispolverato poi SPRING SESSION M dei MISSING PERSONS vinile che negli anni ottanta ho ascoltato parecchio e che sarebbe finito nella mia lista personale (vedi post del 31 maggio) se solo fosse impostata su un numero di titoli maggiore…diciamo anche che la mia infatuazione per DALE BOZZIO contribuì a farmi amare questo album…

 Ho poi riscoperto i KANSAS: mai amati particolarmente, mai seguiti più di tanto, qualche album originale nella mia discoteca, qualche CD originale in versione remaster nella mia CDteca…ora però mi ci avvicino con più determinazione, in alcuni momenti al culmine della eccitazione mi sorprendo a dichiarare solennemente “KANSAS secondo miglior gruppo di tutti i tempi, dietro solo ai BLUE ÖYSTER CULT“…che ridere che mi faccio certe volte. Su Amazon c’è un cofanetto a 29 sterline che mi intriga, se continuerò ad avere qualche entrata anche nel futuro più prossimo, è mio.

Grazie ai KANSAS ripenso a  MORIS, amico e figura di spicco del giro musicale di Ninetyland nei fine settanta, indimenticabile tastierista e leader degli ODISSEY, amante dei GENESIS e di tutto il rock del periodo. Lo ricordo mentre appassionatamente mi diceva un gran bene dei KANSAS, gruppo che io conoscevo solo di nome. E’ un bel po’ che non lo vedo MORIS, chissà come sta.

Ripenso anche a RIFF, mi ha raccontato più volte di un suo risveglio al suono della musica dei KANSAS…era in tenda, a Knebworth, nell’agosto del 1979, accampato con i suoi due amici e decine di migliaia di altri fan in attesa di vedere il ritorno dei LED ZEPPELIN. Ah, Riff, se solo ci fossimo conosciuti prima ci sarei stato anch’io nella tenda lì con voi…e invece la sera del 4 la passai a Ninentyland in balcone, guardando verso nord, ascoltando TSRTS e immaginando quello che stata succedendo su di un palco gigantesco a nord di Londra… ah.

 

(Led Zep – Knebworth 4 agosto 1979: “Jimmy4” alla chitarra)

DISSOLVERSI DAVANTI A SKY BLUES

26 Mag

Sabato, ore 8: fresco come una rosa appassita salgo sulla blues mobile in direzione Mutina. Tolgo dal lettore il cd dei QUATERMASS che ho riascoltato in settimana dopo averne parlato con Beppe Riva…

infilo nella stretta fessura il disc one di THE WANDERER bootleg audience degli AEROSMITH live in Giappone nel 1977…

per quanto il bootleg in questione sia della Tarantura e ascoltabilissimo, non posso poi essere così severo con me stesso: è sabato mattina, sono solo le otto e sto andando a fare il badante al vecchio Brian…non posso infliggermi un bootleg in qualità audience.

Correggo il tiro: AEROSMITH a COSTA MESA nel 1988 qualità soundboard…

Mentre son lì che rollo down the road col gruppo di Tyler, penso al fatto che sono ormai 5 anni che tutti i sabati mattina li passo con Brian. Mi sento esausto solo al pensiero. Brian mi aspetta sul balcone, mi saluta. Mentre aspetto l’ascensore scorgo un cartello lì a fianco…

E’ una cosa di cui mi accorgerò anche più tardi a Ninentyland: da questa parte della provincia il terremoto di una settimana fa è una cosa ancora dolorosamente presente. A Ninetyland la Abbazia di Thelema è inagibile. Mi si dice che anche il palazzo del comune in centro e la Pieve sono nella stessa situazione. Faccio un salto da Lasìmo, mi fa controllare ogni piccola crepa (d’intonaco) di casa sua (che una volta era anche mia). Mi dice che faranno controllare la palazzina vista una crepa esterna che spaventa un po’ tutti. Penso alla gente delle zone più interessate.

Ore 13: spesa alla Coop. Ore 15 mi metto a tavola; concludo il pranzo con il solito bicchierino di SOUTHERN COMFORT. E’ uscito un sole deciso, è una bella giornata, tiepida, primaverile. L’umore però tende a sprofondare nei soliti blues. Avessi almeno il calcio… se penso che mi tocca aspettare fino al 2 agosto! Non mi sono nemmeno potuto vedere le due partite dell’INTER nella tournée indonesiana, non ho l’abbonamento a Inter Channel. E’ un upgrade che non mi decido a fare. L’abbonamento completo di SKY, pur essenziale, è già di per sé una sorta di bonus in questi anni di crisi.

Va beh, viro sulla musica…fisso gli scaffali dei CD…cosa metto su? MAHAVISHNU ORCHESTRA? J.GEILS BAND? NEIL YOUNG? KEITH JARRETT? BILLY JOEL? BRIAN SETZER ORCHESTRA? UFO? BEATLES? PINK FLOYD senza Waters? LIVE CREAM VOLUME II? Bootleg di ELTON JONH all’Hammersmith Odeon nel dicembre del 1973)? MANASSAS? BLACK AND BLUE dei ROLLING? AREA? WINGS? SLEEPY JOHN ESTES? OUTRIDER? THE FIRM? JUGULA?…mi sento come Polbi quando non sapendo cosa scegliere tra le sue centinaia e centinaia di CD si getta spossato su PHYSICAL GRAFFITI. Va beh, ho deciso…scelgo a caso…butto la mano…TED NUGENT CAT SCRATCH FEVER…nooooooo….an spòl menga. Mi rifiuto…preferisco andarmi a dissolvere davanti a SKY.

TT BLOG: 606

23 Mag

Sapete che ogni tanto mi piace aggiornarvi sulla situazione del blog così oggi vi informo che due giorni fa, il 21 maggio, il blog ha toccato un nuovo record di presenze quotidiane: 606 (record precedente 548 del 28 Marzo). Così suddivise:

Italy FlagItaly 498
United States FlagUnited States 57
France FlagFrance 10
Brazil FlagBrazil 7
United Kingdom FlagUnited Kingdom 5
Peru FlagPeru 4
Japan FlagJapan 4
Switzerland FlagSwitzerland 4
Greece FlagGreece 4
Poland FlagPoland 2
Mexico FlagMexico 1

Io mi trastullo con queste statistiche, certo c’è un po’ di orgoglio, ma è soprattutto divertimento e sorpresa. Sì, perché come ho già scritto varie volte, per un blog di questo tipo è un risultato davvero niente male. Noi non parliamo di un argomento unico, non siamo famosi, e non facciamo nulla per agganciare quanta più gente possibile. Sì perché è facile fare grandi “ascolti” se pubblichi un titolo del tipo, che so “Governo Monti: ora basta con le tasse. Stiamo venendo a prendervi” oppure “Terremoto in Emilia: tutti i perché e i per come”, ancora “Vivere fino a 100 anni? Si può, ecco come”  “Esclusivo Jimmy Page è morto. Scoperto il sostituto: Leopold l’australiano”. Quel tipo di blog sta prendendo il posto di quelle email spazzatura che arrivavano tempo fa…vi ricordate quei file in power point con i gattini, con i cagnolini dalle espressioni tenere? Oppure quelli simil new age recitanti filosofie orientali per sciampiste raffiguranti giardini giapponesi, raggi del sole tra la neve, campi di fiori che terminavano con “Ora inoltra questo messaggio a 10 tuoi conoscenti e la tua vita sarà meravigliosa. Se non lo fai morirai.”

Noi no, noi ci occupiamo dei massimi sistemi.

Led Zeppelin, dibattiti pepati su sghembe teorie musicali, il culto di Josè Mourinho, il Culto dell’Östrica Blue, Riva & Trombetti, Picca e Polbi, i commenti di lettori fedelissimi, Jeremiah Johnson, l’illuminismo, le deluxe edition, le special edition, le paper sleeve edition, i digipack, i box set, gli ordini su Amazon, le fighe, ELP o muerte, le sgommate della groupie, Leopold, la saga di Brian, il cambio automatico, il Nonantola State Of Mind, i Firm, John Miles, i White Trash di Edgar Winter, il demone delle notte senza sonno, Lucifer Rising, il sol dell’avvenire, quel gran pezzo dell’Emilia, la congregazione e i confratelli, il Southern Comfort…e i blues. Blues in tutte le salse: blues impannati, blues alla fiamma, blues in brodo, blues in lattina, in bottiglia, in damigiana, blues alla parmigiana, all’ amatriciana, alla reggiana dagli occhi di ghiaccio, blues del natale, dell’estate, dell’avtunno, blues della dispepsia, blues surgelati, blues riscaldati, avanzi di blues, mestruazioni di blues, due fette di blues, caffè corretto col blues, una faccia da blues, una testa di blues, un figlio di blues, fuori frigo di blues, qualche battuta di blues, Honky Tonk Train Blues, vaffanculo te e il blues, sono un uomo di blues, fat ‘mo der in dal blues, ziocàn ‘mo che blues.

Grazie a tutti. Eye Thank Yew. Altri 60 lettori e siamo a posto.

Ci vediamo all’incrocio.

Tim

AMARA

23 Mag

Il 23 maggio di vent’anni fa alle alle 18 se ne andava GIOVANNI FALCONE. Nello stesso momento se ne andava anche MARIA IMOVILLI detta Mara, mia madre. Un blog personale serve anche a lenire – seppur col carattere stucchevole e retorico  di queste cose – certe malinconie che resistono al passare del tempo. Un minuto quindi per rivolgere un pensiero a Falcone e un minuto ancora speso nel tenero ricordo di Mara…When I find myself in times of trouble, Mother Mary comes to me speaking words of wisdom, let it be…

STORMY MONDAY: BLUES IN THE CELLAR

21 Mag

Lunedì mattina, alle 8 ho un appuntamento verso Modolena Parish, là nei city limits di Regium Lepidi. Piove forte, fa freddo, la tangenziale che già solitamente a quell’ora non è mai scorrevole è ferma per un incidente. Fermo in coda dentro alla blues mobile, ho l’animo ancora traballante grazie alle scosse telluriche dell’altra notte, il cielo grigio e pesante preme su di me, vedo il mondo e il futuro a tinte fosche, scendo nella mia personalissima cantina mentale e la trovo infestata dai blues. Odore di intonaco bagnato, di vecchi cavagni per l’uva, l’umidità mi entra dentro, mi duole tutto il corpo, cerco di sistemare vecchie casse, di fare un po’ d’ordine…ad ogni movimento i blues fuggono frettolosi verso altri angoli. La luce filtra appena tra le bottiglie di vino neroverdi piene di polvere. Tossisco, ho uno stordimento. Torno in superficie. Trovo un varco, mi ci ficco, esco dalla tangenziale.

Alle otto e un quarto entro nella sala d’aspetto. Dovrò attendere un’ora prima di farmi ricevere. Ho il cellulino scarico, non posso nemmeno dare una occhiata  al Billy’sZepPhreaksClub. Imbambolato incollo lo sguardo ai neon a scacchiera del controsoffitto. Rimango in quello stato catatonico un’ora, poi finalmente entro e dopo 5 minuti esco. Ascensore, portone, pioggia. Entro in un bar. Non ho ancora fatto colazione, incespico sulla parola Southern Comfort, così ripiego su un caffè macchiato e una pasta. Leggo la Gazza. Il Napoli ha battuto i gobbi rosastellati, L’Inter sta valutando chi prendere per la prossima stagione, Valentino Rossi è arrivato secondo (era ora). Saluto il barman baffuto, esco. Nel parcheggio del complesso in cui sono mi fermo un minuto sotto alla pioggia…chiedo al padre dei quattro venti che mi lavi via tutti quei blues.

Desiderio esaudito. D’un tratto mi sento più leggero. Monto sulla bluesmobile, coi vestiti inzuppati bagno i sedili, alzo il riscaldamento. Mi rigetto sulla tangenziale in direzione di Stonecity. Visto che sono molto influenzabile da ciò che scrive il “poeta dell’hard’n’heavy” (Beppe Riva, of course), tolgo dal lettore il bootleg degli Aero con Crepso e Dufay e inserisco ROCKS.

Salto indietro nel tempo, seconda metà anni settanta, scopro di Aerosmith con DRAW THE LINE e (soprattutto) LIVE BOOTLEG, pochi mesi dopo esce NIGHT IN THE RUTS album che amo da morire. Canto con Tyler e lo correggo

“Reggio Emilia blues
East side, West side lose
Throw me in the slam 
Catch me if you can”

Cambiare atteggiamento e umore nel breve volgere di un respiro di blues è forse da gente poco equilibrata, ma che me ne importa.

Mi arriva un smsdel mio amico Paolino Lisoni: !“Lunedì di merda dopo weekend tragico. Sono sul Brennero, piove e WHEN THE LEVEE BREAKS a canna è perfetta. Noi uomini di blues viviamo di poche cose ma fondamentali. Che ci salvano la vita. Il blog di Tim è una di queste. Buona giornata”.

Ecco, letto questo sms torna il sole seppur lì fuori continui la pouring rain. Leggo i commenti di Picca, Alex e Lorenzo al post BAD BLOG BLUES, sorrido … Un panino, una insalatina, cracker, yougurt, fragole. Adesso faccio un salto al bar e mi butto giù un Southern Comfort. Mancherebbe solo un ordine ad Amazon e poi sarei a posto (per oggi).

BAD BLOG BLUES

20 Mag

Leggendo i commenti che alcuni di voi scrivono in risposta a certi miei scritti, mi chiedo ormai da qualche mese se valga davvero la pena portare avanti iL blog come sto facendo io, se valga la pena non avere tanti filtri, mettere in chiaro oltre alle proprie opinioni anche certi pensieri un po’ sghembi che ogni tanto passano per la testa. So di non essere un tipo facile, né particolarmente simpatico, come ho già scritto sono un po’ cagacazzo e snob, non passo sopra alle cose e faccenduole di questo genere. Questione di carattere immagino. Questo atteggiamento vale un po’ su tutto, ma se per quanto riguarda certe cose come la politica so di aver ragione e di stare dalla parte giusta, per la musica le mie sono riflessioni, provocazioni, sentimenti, intuizioni che mi sgorgano dallo stomaco con cui interrogo prima di tutto me stesso. Credevo che avere un blog personale  significasse avere un blog sganciato da logiche di equilibrio, paraculismo, oggettività, professionalità. Mi accorgo invece che ciò non è possibile, che le tue idee pur personalissime e discutibilissime, toccano nel profondo gli altri, scandalizzando e rendendo meno credibile il tutto.

Negli ultimi giorni, tra messaggi vari e altri mezzi di comunicazione in parecchi mi hanno mostrato – amichevolmente – le loro perplessità sui miei giudizi frettolosi, esagerati, senza freni. Prendo ad esempio qualcosa arrivato tramite commento al blog (tralascio le altre forme di contatto forse più private e meno adatte ad essere portare ad esempio pubblicamente):

PICCA:…Tornando a Tim, mi verrebbe da consigliargli di non cadere nella trappola del doversi esprimere in pareri su artisti, musiche e momenti che non gli interessano minimamente (trappola nella quale cado assieme a lui troppo spesso).

Nel mio caso è la frègola dell’ opinione a tutti costi (un male dei nostri tempi) che altro non è che una nevrosi data da bassa autostima e paura di non essere all’altezza (devo esprimermi su tutto altrimenti capiranno che non valgo una cazzo).
Ma Tim è very opinionated e penso che giocherà fino alla morte e a viso aperto con le sue analisi e i suoi giudizi su Soundgarden (Sabbath riscaldati, vero Tim?) Black Keys (vuoi mettere con Howlin’ Wolf, vero Tim?) o Jack White (erano meglio gli Stone The Crows, giusto Tim?) prima di rituffarsi completamente e inguaribilmente in un frammento di reperto di un polveroso bootleg audience registrato male dei New Yardbirds e ritrovarsi, felice, nel suo brodo.

(Howlin’ Wolf)

ALEX: Da “Genesista” a me piace , ma posso benissimo capire che uno trovi noioso e pretenzioso “The Lamb”. Invece faccio fatica a capire il preferire al “perfect pair” Perry & Whitford (uno dei più grandi e ignorati “ritmici” della storia) l’anonima coppia di mestieranti Dufay & Crespo (quest’ultimo cognome mi fa pensare con molto più entusiasmo all’omonimo centravanti argentino): da fan dei Fleetwood Mac sarebbe come dire preferire Burnette & Vito a Lindsey Buckingham, ma non discuto i gusti personali. Riconosco però che “Rock in a hard place” é un buon album, non inferiore alla loro media di quel periodo. E ti “perdono” perché sei uno dei pochi che come me pensa che “The song remains the same” sia quello che troppi sordi non vogliono sentire, ovvero un live della madonna.

(Jimmy Crespo)

(Rick Dufay)

BEPPE Argomento musica: Tim, so che ti fa piacere esser in sintonia con GC (Giancarlino!?!) Trombetti. In effetti, pur con differenti personalità, amate dar mazzate psicologiche a destra e sinistra, ed esser dissacratori. Passi che a te gli High Tide dicano poco, passi che Atomic Rooster ti dicano ancor di meno, e che per te Montrose fosse poco più di una pippa, ma…Crespo-Dufay meglio di Perry-Whitford? Sai che per un fan di rock americano è come se si venisse da te (o dai molti ultras Zeppeliniani di questo blog) sostenendo che Page faceva miglior figura con Coverdale alla voce che con Plant? Comunque, parafrasando le femministe che alludevano a qualcosa di (spesso) molto interessante, il “blog é tuo e lo gestisci tu”. Io mi ritiro in buon ordine, mi hai demolito l’ennesimo mito. Ma sei sicuro che condividevi qualcosa di ciò che scrivevo? Bye.

Opinioni senza dubbio condivisibili, PICCA, ALEX, BEPPE sono personcine mica da ridere, ed è proprio per questo che mi chiedo se davvero valga la pena continuare. Purtroppo io son fatto così, per certi aspetto a volte ho un atteggiamento simile a  Lester Young e Nick Kent ( facendo le debite proporzioni naturalmente) pur essendo per preferenze musicali molto diverso dai due scriba in questione. La differenza è che io non le scrivo in articoli musicali e su libri, ma le condivido semplicemente con una ristretta comunità di uomini e donne blues su di un personalissimo e umilissimo blog. Per la faccenda CRESPO/DUFAY, nel post mi chiedevo come mai mi piacessero più di, non scrivevo che che erano meglio dei due intoccabili a voi tanto cari. ATOMIC ROOSTER e HIGH TIDE li prendo per quel che sono, gruppi di seconda fascia. Ho i loro dischi, mi piacciono  ma li posiziono dove li ha posizionati la storia del rock. Mai detto che MONTROSE sia una pippa. E come potrei? Io poi che sono un chitarrista mediocre avvicinabile tutt’al più a MICK RALPHS… Dico però che il talento musicale non basta, che devi avere sufficiente testa, forza, coraggio e pazienza per portare avanti la tua visione. Una partecipazione illustre ad un disco di enorme successo (THEY ONLY COME OUT AT NIGHT) e un ottimo disco di esordio – seppur template per un certo rock americano –  (MONTROSE) non bastano per farlo diventare una figura di primissimo piano. Le sue altre cose, i suoi altri progetti sono ottime per i fan in senso stretto, come per me lo sono i FIRM ad esempio. A forza di chiedermelo, Beppe, mi stai convincendo che forse non abbiamo poi tante cose da condividere, ma il punto per me non è questo, il punto per me è stare insieme a gente illuminata, gente con cui ho comunque territori comuni da condividere, gente da cui posso imparare ad amare cose che altrimenti non mi arriverebbero (come è successo recentemente con i “tuoi” ANGEL e con il KRAUT ROCK “di” Polbi).

(Montrose)

Sono poi il primo ad ammettere che ogni tanto spingo sull’acceleratore, che tra il serio e il faceto mi piace dire che a LZ1 e TARKUS preferisco ITTOD e LOVE BEACH, capitoli importanti solo per la mia vita, ma è solo per stimolarmi il dibattito interno, per scacciare la noia, per vedere le cose da angolazioni diverse,che non sono necessariamente quelle giuste.

La domanda che mi faccio già da un un po’ quindi è se vale la pena portare avanti il blog, e portarlo avanti in questo modo, andando ogni tanto sopra le righe, esprimermi (ignorando il consiglio di Picca) su artisti che non mi interessano minimamente (GRAND FUNK? Son d’accordo con Page, sono solo volume.  REM? D’accordo con me stesso, fanno cagare.)?

Parlare ed esprimermi su band che ascolto ed amo, dicendo pane al pane e vino al vino di ciò che mi consiglia il mio cuoricino (BLACK SABBATH? D’accordo con John Paul Jones. L’assunto che vuole CHARLIE WATTS essere un gran batterista? Non diciamo cazzate. I PINK FLOYD di Barrett?Yawn…)?

Sia chiaro, non cerco mica comprensione, non è vittimismo, non ce l’ho con Picca, Alex, Beppe o chicchessia …è solo che anche in questo momento uso il blog nell’unico modo che so … a metà tra la necessità di battere sentieri dove in pochi si avventurano e una seduta di piscoterapia con cui provare a fare ordine tra pensieri di pancia, di testa, di blues.

L’HIGHWAY BLUES e il CHELSEA che vince la Champions

20 Mag

Seconda parte della settimana rotolata verso un black mood fastidioso (soprattutto per gli altri), amplificato dall’ascolto di THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY dei Genesis, disco, diciamocelo, noiosetto e pretenzioso.

Sabato mattina, diretto da Brian as usual. Mi ascolto SECONDS OUT sempre dei Genesis:

A Campogallo passo sul ponte  dell’autostrada, quella che conduce alle porte del cosmo che stanno su in Germania. Viene voglia di entrarci, di perdersi tra quelle corsie nel tiepido sole del mattino, raggiungere mete, far  scartare di lato la tua vita, trovare significati che si rincorrono dall’età in cui si è diventati uomini di blues (in pratica da quel freddo solstizio d’inverno di secoli fa…).

Invece prosegui, arrivi a Mutina. Alla LittleCross vedi un vecchio arabo che mendica al semaforo del grosso incrocio. Sono le 09,09, sono in ritardo di 9 minuti. Sento squillare per la seconda volta il telefono, è Brian che mi cerca, la suoneria collegata al suo numero non lascia dubbi…

Solite faccende a Ninetyland, un gruppo di turisti veneti davanti alla’Abbazia di Thelema, la colazione al K2, una salto da Lasìmo e Brian che mi diletta coi suoi interventi:

Te t’è come un fiòl per me!” (Tu sei come un figlio per me)….vorrei anche vedere.

“Te piaci alle donne, cadono ai tuoi piedi” …Fosse davvero così sarei tutte le domeniche allao stadio accanto a Bedi Moratti.

T’è propria un Tim” (Sei proprio un Tim)…???

Mi propina poi la sua poca simpatia per i tedeschi “Ierèn gnu chè a cumandèr, lor e i fasèsta, c’ag vegna un azidènt” (Erano venbuti a comandare, loro e i fascisti, che gli venga un accidente). Sintomatica questa la metamorfosi. Negli anni sessanta e settanta per lavoro finiva spesso ai lidi ferraresi, così volle imparare un po’ di tedesco per poter comunicare con i turisti tedeschi. Al mare in vacanza metteva insieme compagnie di decine di persone italiane e tedesche e alla sera si facevano feste leggendarie sulla spiaggia con lui come mattatore. Adesso con la malattia che lo imprigiona nelle nebbie e nei pantani, dalla pancia salgono i sentimenti più istintivi e dunque la poca simpatia per quell’esercito che per alcuni anni della sua adolescenza gli peggiorarono la vita.

Verso le 13 ritorno. Basta progressive, provo a vedere se l’hard rock che piace a me mi colora di tinte meno scure il morale, AEROSMITH dunque, un bootleg del 1982 a Chicago, con Jimmy Crespo e Rick Dufay alle chitarre:

Non so perchè ma ho sempre preferito Crespo e Dufay a Perry e Whitford. Boh, misteri.

Serata di Champions league. Non amo particolarmente nè gli inglesi nè i tedeschi, ma tengo per il Chelsea, senza tentennamenti. E il Chelsea vince, un po’ inaspettatamente…questo è davvero il bello del calcio.

Sospiro un po’ pensando che due anni fa a quest’ora ero a girare per Reggio con Dennis e col bandierone nerazzurro, mi asciugo gli occhi pensando a Josè…mi ricompongo e inizio a bisticciare con la groupie, poco convinta che STRAMACCIONI sia il secondo miglior allenatore del mondo. Ma tiene il Milan, che ne può sapere. Intanto prego il padre dei quattro venti che arrivi presto il due agosto…preliminari di Europa League. Non vedo l’ora. (sì, cioè…insomma…)

My Brian Hurts

18 Mag

La gestione del vecchio Brian si fa sempre più impegnativa, sabato mattina, domenica, giovedì a pranzo, qualche altro giorno quà e là…rimpallo come una pallina del biliardino tra Regium Lepidi, StoneCity e Mutina. Faccio la doccia a Brian, gli lavo i capelli, lo porto in giro, gli faccio da mangiare, gli lavo i piatti…mi scopro badante e mi sorprendo a far cose che mai avrei pensato di dover fare.

Mentre maledico i soldi che non ho per potermi permettere una badante vera e propria, mentre mastico a fatica i blues che nascono da questa situazione, mentre riscaldo in un tegamino le tagliatelle al ragù, mentre cuocio un paio di svizzere, mentre preparo il caffè e mentre sporco il lavandino e i fornelli come solo un uomo di blues può fare ripenso alle cose che ogni tanto sento dire a Brian, allora mi scappa un sorriso e adempio ai miei doveri da figlio con più piglio:

mentre gli ordino di vestirsi come voglio io e di mettersi quindi le calze fantasmino a cui non è abituato: “Andare senza calze è inumano“.

Mentre bisticciamo perché col caldo che fa potrebbe anche arrotolarsi le maniche della camicia: “Con le maniche della camicia non arrotolote e abbottonate fino in fondo è più scic

Mentre siamo a tavola e consumiamo il pranzo, con il tg di LA7 che commenta l’ennesima giornata nera delle borse “E con Milàn cum andòmmia, sommia a sero?” (E con la borsa di Milano come andiamo, siamo a zero?) (Lui che le borse non le ha mai sopportate).

Trafficando con la chiave mentre cerca di inserirla a fatica nella serratura “Dio scandiàn” (Dio Scandiano – imprecazione tipica di uan certa zona del reggiano…lui cattolico convinto).

Che ridere che mi fa il vecchio Brian.

LA PIACEVOLEZZA DELLE SERATE SOLITARIE NEL POSTO IN RIVA AL MONDO…(ascoltando i Genesis Live In Reggio Emilia 1973)

11 Mag

Ecco, uno passa una settimana un po’ così…spesa girando con un’ auto sostitutiva (Fiat Idea col cambio manuale). Uno poi pensa che il cambio automatico è una delle cose fondamentali della vita.  Più di una persona ha commentato che con quel tipo di cambio ci si annoia, che non c’è gusto, che ci si addormenta…uno capisce se si tratta della speed-queen, una che deve sentire il motore rombare ad ogni cambiamento di marcia, ma tutti gli altri? Non sanno quel che dicono.

Poi uno passa un martedì sotto i duri attacchi della dispepsia. Uno rimette quattro volte, una di queste mentre sta guidando ed è in tangenziale e non può fermarsi. Di solito quando capitano queste giornate, uno si rintana per 24 ore sul divano – senza toccare nè acqua nè cibo –  divorato da un senso di nausea nauseabondo e un mal di testa ai massimi livelli. Ma a uno può capitare di avere il martedì un incontro con un patronato per pratiche relative al vecchio Brian. Così uno – con sforzo immane – porta in porto la cosa e appena uscito dall’edificio rimette per la terza volta, assistito dalla solerte sorella. Uno poi si ferma a casa dal vecchio Brian, crolla sul divano fino a sera per poi, con molta sofferenza, ripartire, con la Fiat Idea tutta scassata, verso Borgo Massenzio. Uno poi arriva, non fa nemmeno in tempo ad aprire il portello del garage che rimette per la quarta ed ultima volta sotto gli occhi della gatta Raissa.

Uno passa un mercoledì al lavoro con ancora i postumi del dispepsia blues alle prese con faccende lavorative da sbrigare ad ogni modo.

Uno si accorge che arriva il giovedì, cerca di fare mente locale su quello che ha ascoltato nel corso della settimana nel lettore (lofi) della Fiat Idea e sul PC al lavoro…roba senza continuità…intuizioni rinfrescanti o schizofrenia?

BOB DYLAN con THE BAND…

Una compilation progressive della Rhino dove uno non può fare a meno di accorgersi che la canzone n.2 non è quella riportata sulla copertina ma un’altra (AND YOU AND I), mica un errore da poco, e dire che è un boxset della Rhino…

FIRST STEP dei FACES…

e il LIVE FROM LOS ANGELS del 1967 della BIG BAND di OLIVER NELSON…

Uno poi alla mezza di quel giovedì corre da Brian. Arriva alle 13 passate, apparecchia la tavola e prepara il pranzo per se stesso e per il vecchio: tagliatelle asciutte preconfezionate, le immancabili svizzere, una insalata, banane, yogurt magro, sughi d’uva (fatti in casa dalla Lucy) e per finire caffè, corretto per Brian. Uno poi saluta Brian, si ferma a Mutina dal commercialista e si rimette in tangenziale verso Stonecity. Gradi 28. Uno accende l’aria condizionata della Fiat Idea. Uno poi si ritroverà verso sera col mal di gola e col torcicollo. Finalmente verso sera uno riceve la telefonata della autofficina, i pezzi sono arrivati, finalmente la blues mobile è pronta. Così, uno arriva finalmente nel posto in riva al mondo. Ma è uno di quei giovedì che la bassista preferita ha le prove con i Wild Turkeys. Così uno cena in fretta e verso le 21 si ritrova solo.

Vediamo un po’…è una di quelle sere che anche su SKY sembra non ci sia nulla…così un’oretta di chitarra, venti minuti di ginnastica, sistemazione degli archivi musicali e ascolto del bootleg dei GENESIS live in Reggio Emila il 20 gennaio del 1973. Oh Josè, la piacevolezza di questo tipo di serate nel posto in riva al mondo mi arriva all’improvviso così…io immerso nella campagna, solo, ad ascoltare ad un discreto volume i GENESIS dal vivo a pochi km da qui 39 anni fa, senza paura di disturbare nessuno…

…fare la doccia verso mezzanotte, girare in accappatoio accompagnando col corpo gli stacchi musicali di THE MUSICAL BOX, sistemare i cd che avevo lasciato sul lettore dello stereo, contare quanti bootleg dei Genesis ho…(16, uhm, mica male calcolando che mi interessano solo quelli fino al 1978 e che del tour di THE LAMB non voglio nulla)…è in semplici serate così che per qualche momento scordo le mille paturnie blues che sempre mi irretiscono l’animo…thank you, place on the edge of the world…

Play me my song.
Here it comes again.
Play me my song.
Here it comes again.

ESTRAZIONE DEI BLUES

4 Mag

Martedì sera CHANGELING film del 2008 di CLINT EASTWOOD, film che non avevo visto e che mi è piaciuto moltissimo. Sempre grande, Clint.

Mercoledì mattina appena messo in macchina urto contro il new jersey in uno dei rari momenti in cui in macchina vado un po’ forte…discendo un cavalcavia, imbocco una rotonda sfiorando il cordolo, mentre ne esco sfioro il new jersey come faccio tutte le mattine, ma questa volta non mi accorgo che uno dei blocchi sporge di due / tre centimetri e  gomma e cerchione entrano in contatto contro il duro cemento. Forte botta, discreta sbandata, madonna sparata nell’alto dei cieli. Il gommista mi cambia la gomma, me ne mette una di scarto e mi da appuntamento a venerdì per la nuova Michelin che ordinerà. Passo in officina, probabilmente cuscinetto andato e speriamo null’altro. Ci passerò il prossimo lunedì perché non hanno auto sostitutive. Un bel mercoledì da peoni. In macchina non riesco ad ascoltare nulla, sembra che niente mi attiri. Chiaro, visto che nella vita devono comunque capitarti dei fastidi, meglio che siano di questa portata…però che due palle…proprio in questo periodo di vacche magrissime (ma ‘sta crisi, finirà un giorno prima o poi? O per il resto della mia esistenza dovrò averci a che fare?).

Giovedì sera dal dentista estrazione di un dente. Erano lustri che non me ne toglievano uno. Me lo suddividono in tre parti, e lo estraggono in tre volte, mentre io mi tengo stretto alla poltrona su cui sono sdraiato. Non è una sensazione piacevole così tengo occupata la mente pensando a: l’Eremita col cappuccio bianco che fa volteggiare la spada colorata, Paul Rodgers così pieno di testosterone che gli cresce la barba nel breve volgere di un concerto, Peta Wilson che è sempre una gran figa, Diego Milito che vìola due volte la porta del Bayern nella finale di Madrid di due anni fa.

(Peta Wilson)

Mentre ritorno, mi ascolto gli ARMAGEDDON…

Al tepore delle melodie intorpidite di SILVER TIGHDROPE penso che non sarebbe male se fosse altrettanto fattibile estrarre i blues.Vai dal bluesista e gli dici:

“Dottore, ho l’Utah Blues che mi da da fare, me lo può estrarre?”

Lui ti sistema la tenaglia a ventosa sul costato, lì appena sotto la macchia del peccato originale, aziona il macchinario e dal tuo petto glabro (o villoso se ti chiami Paul Rodgers) viene risucchiato l’Utah Blues, oppure il blues del Madison Square Garden, oppure quello dell’Heartbreak Hotel…insomma quello che preferisci. Spendi 150 euro a colpo, ma ti sistemi per un po’.

Però, però il bluesista non esiste quindi meglio farci la mano ad avere i cani dell’inferno alle calcagna…