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Brian , l’uomo dalle calze corte e la gran figa.

2 Ott

Primo giorno e primo sabato di ottobre insieme a Brian. Oramai abbiamo un metodo tutto nostro per rapportarci: arrivo a casa sua, ci scontriamo un po’ nel periodo pre-durante-post bagno e poi tutto si scioglie quando lui capisce che deve fare come dico io e io capisco che deve essere dura per un vecchio accettare queste cose. Brian poi riesce  sempre a colpirmi quando – sotto le mie strette imposizioni – se ne esce declamando – col suo solito elegante sarcasmo –  il verso del sommo poeta “Libertà vo cercando…”

E’ una bella giornata. Ci fermiamo all’edicola di Ninetylands per prendere Repubblica e mi colpisce un uomo vestito in modo raccappricciante: camicia a maniche corte chiara, braghe corte color grigiastro tendente al blu, calzino corto marrone e scarpe marroni. Come si possa andare in giro conciati così per me rimane un mistero. Nessuna autostima, nessun rispetto per se stessi, nessun rispetto per gli altri e per un minimo di buon gusto.

(L’uomo con le calze corte)

Mentre esco dal viale della (ex)  stazione (ferroviaria), mi fermo un momento a contemplare insieme insieme a Brian la stazione appunto. E’ lì che son nato, in un solstizio di inverno di tanti anni fa, nella stanza relativa alla prima finestra a destra del primo piano. C’ho vissuto per un solo anno, ma quella casa mi ha sempre attratto e un po’ spaventato. Certo che nascere in una ex stazione ferroviaria e proprio da uomo di blues.

(Ninentylands Train Station: dove nascono gli uomini d blues – foto di TT)

Al Bar K2 soliti caffè macchiati con cannoli. Son lì che parlo con Brian quando entra una donna sui 35/40 anni, gonna, tacchi alti e portamento niente male. Brian la guarda, e allora io gli faccio “Gran figa”. Brian è sempre colpito quando gli parlo in modo così diretto, non è avvezzo a quel linguaggio, come direbbe Riff, Brian “E’ un gentiluomo del sud” (degli Stati Uniti nel 1800). Mi piace stuzzicarlo e far partire una complicità tutta maschile (se non maschilista). Brian sorride coi suoi occhietti da bambino e col suo solito sarcasmo aggiunge “Sì, si potrebbe anche descrivere come avvenente signora che viene a bersi un caffè”

(La “Gran Figa” si beve un caffè – foto di TT)

Nella mia vecchia casa a recuperare ancora un po’ di mie LP. Brian da basso chiacchiera per un bel po’ con Vasco. Lasìmo mi da una bellissima brochure della Edizioni Sandwhiches relativa alla tripletta dell’INTER del 209/10. Ne ho bisogno, visto anche la sconfitta col Napoli che sarebbe arrivata alla sera, sconfitta che l’arbitro Rocchi ci ha confezionato con premura.

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

26 Set

“La sveglia che ti sveglia la mattina ti sveglia e non ti chiede come va, arranchi un po’ scontroso in cucina, e dai una occhiata alla città” così recita uno di quei capolavori della ditta Tim&Lor che si chiama guarda un po’ LA SVEGLIA, la nostra HIGHWAY STAR, come dice Lorenz. Mi son svegliato così, un po’ obnubilato e confuso, arrivo in cucina, noto che la mia groupie prima di andarsene mi ha preparato la colazione. Uno sguardo alla finestra ma niente città, solo campagna…ah, già è vero che adesso abito nel posto in riva al mondo.

Scendo le scale, prima di salire sulla blue(s) mobile do da mangiare ai gatti; Patuzzo non c’è, sarà in giro ad azzuffarsi con chi sa quali altri maschi, mentre la Raissa (o Ràissan come la chiama Brian), la Ragni e la Spavve si strusciano contro le mie gambe. Son lì fuori che verso la carne nelle ciotole e vedo un raggio di sole filtrare tra gli alberi, mi volto e mi meraviglio di questo semplice quadretto agreste che vedo più o meno tutte le mattine. Sento l’umore che si aggiusta, l’animo togliersi dalla pena e i miei lineamenti spartani sciogliersi in un sorriso. Per un istante ritorno bambino nelle campagne del nonno a vendemmiare tanti tanti anni fa.

(the place on the world’s edge – foto di TT)

Questo lunedì mi sembra più piacevole del solito. In macchina mi sento un bel bootleg degli YES, “THE YES WHITE ALBUM” e il progressive del gruppo inglese mi accompagna così fin quasi a StoneCity.

Son lì che rollo down the road e penso a Brian, in questi ultimi sabati abbiamo fatto i soliti nostri giri, a tratti più faticosi del solito, e sempre più spesso rifletto sull’avanzare della età, sui colpi che si perdono. Ci siamo battibeccati un paio di volte,  io ce la metto tutta, ma gestire un vecchio non è roba da poco. Mi sento in colpa per le nostre scaramucce, ma poi mi basta vederlo contento quando gli offro un gelato o sentire l’impulso di dargli un bacio (roba che non accadeva da lustri interi) per smetterla di essere sempre così esigente con me stesso e vivere in pace almeno per un momento questo rapporto strampalato che ho col mio vecchio.

(Brian: Ice Cream Man – foto TT)

Penso poi al pranzo  cinegiappo di ieri su invito di Lorenz, io lui e una paio di fan. Pomeriggio poi passato a ripassare certi passaggi a due chitarre, sabato suoniamo a San Martin On The River e non è che siamo preparatissimi (ma in fondo quando lo si è mai?).

(Lorenz al cinegiappo – foto di TT)

Pomeriggio passato a lavorare alacremente su scartoffie di tutti i tipi, per fortuna che il bootleg degli AC/DC Rosemont (IL) 20 novembre 1981 mi ha fatto compagnia.

Sabato l’Inter ha finalmente vinto. Mi spiace per il Bologna, squadra della mia amata regione, ma non potevamo permetterci altri passi falsi. E’ arrivato Ranieri, vedremo un po’. Domani sera sarà già di nuovo tempo di Champions, in Russia contro il CSKA. Meno male che la vedrò insieme a Mario, chissà quanto soffrirò…è già una sfida decisiva, bitchy bitch (porca puttana)!

Tra poco cena con spaghetti ai frutti di mare, poi appuntamento telefonico con Polbino, ripasso pezzi in scaletta e finalmente divano e Sky Sport 24.

Intanto il sole tramonta qui a Borgo Massenzio e settembre pian piano se ne va.

(Sunset on Borgo Massenzio countryside – foto di TT)

“…e la vita nel mio petto batte piano, respiro la nebbia, penso a te…”

AUTUNNO

23 Set

Equinozio del 23 settembre, oggi inizia l’autunno… così per tirarci su il morale ascoltiamoci la bella e malinconica AUTUMN dell’Edgar Winter Group scritta da Dan Hartman.

(Il video pescato su Youtube è bruttino ma non ho trovato altro.)

Autumn the wind blows colder than summer
Autumn my loves gone with another
I can’t demand anything of myself now
So, I guess I’ll stay here in New England for Autumn, Autumn

The buildings look tall and gray
The birds flying haven’t much to say
They all know that it’s coming again
So I guess they’ll stay here in New England for Autumn, Autumn

Did you ever lose something that you thought you knew
Did you ever lose someone who was close to you
Well, I lost my lover, and my summer too

To Autumn wind blows colder than summer
Autumn my loves gone with another
I can’t demand anything of myself now
So, I guess I’ll stay here in New England for Autumn, Autumn

LEAVING HOME

15 Set

Mi sembra di sentire  una brezza stasera, deve essere il libeccio che mi soffia dall’anima o forse è solo il regolare respiro di settembre, mese che ho sempre amato, forse per quel principio di malinconia che porta con sé.  Sento cantare una femmina d’usignolo e quel suo canto discreto e armonioso mi riporta alla mente che … three years gone…

Béssi, Slim & il ritrovarsi

10 Set

In questi ultimi giorni sono stato preda di un “buraccione” (come direbbe Riff) GENESIS e  non ho fatto altro che ascoltare ottimi bootleg, soprattutto del periodo 1976/77. Tra una ONE FOR THE WINE e una AFTERGLOW, tra una YOUR SPECIAL WAY e una RIPPLES non poteva che tornarmi in mente il mio vecchio amico BICCIO (per gli amici intimi detto Bessi con la e un po’ chiusa). Erano 5/6 anni che c’eravamo persi di vista, qualche sporadico sms tanto per assicurarci che fossimo ancora in vita ma nulla più. Perso quindi tra le melodie strumentali di Tony Banks mi sono accorto di quanto mi mancasse il mio amico.

(Bootleg dei Genesis)

Béssi è uno di quegli amici che ti capitano una volta nella vita, quello che conosci fin da piccolo (andava a lezione di piano dalla stessa maestra di mia sorella), quello che a 16 anni diventa il tuo amico inseparabile, quello che è al tuo fianco durante le prime esperienze di vita fuori dal nido materno, quello con cui formi il tuo primo gruppo rock (i QUARCK, poi trasformatisi in SALLOW BAND, diventati poi THE STRANGERS), quello con cui corri dietro alle prime ragazzine, quello con cui condividi le prime emozioni e scoperte musicali (i FREE di Fire And Water ad esempio), quello che vai a vedere al saggio musicale di fine anno e che suona per ultimo perché è il più bravo del corso e che presenta MUSIC di John Miles e un altro impestatissimo pezzo classico (prima di lui tua sorella avrebbe suonato ODEON RAG, alias MAPLE LEAF RAG , seguita da una ovazione)…insomma quel tipo di amico che diventa carne della tua carne e che per tutta la tua vita sarà sempre quel tipo di amico.

(The STRANGERS giugno 1979: da sx a dx Màrcel, Tim, Biccio, MM – foto di R.Sighinolfi))

Gli mando un sms a cui lui risponde prontamente e ci diamo appuntamento al Kata di Mutina. Mentre sono in macchina per raggiungere il Kata ripenso a noi due, così diversi e così complementari: io (all’epoca) biondiccio e con i capelli lisci lui coi riccioli neri, io chitarrista lui tastierista, io Led Zeppelin lui Genesis, io Damned lui Ultravox, lui Starsky io Hutch, io estremista nelle scelte lui riflessivo, lui Alan Ford io Mr No, entrambi fieramente e completamente interisti, Béssi e Slim (come mi chiamava lui) insomma.

(Modena Rock Festival 1981 – da sx a dx Biccio e Tim – Foto di R.Sighinolfi)

(da sx a dx Kenneth Hutchinson e David Starsky di Starsky & Hutch)

Son lì che abbraccio questo pezzo d’uomo, che mangio una margherita insieme a lui, e vedo due ragazzini che loro malgrado si ritrovano adulti…un bel po’ adulti. Lo ragguaglio sugli sconvolgimenti che la mia vita ha attraversato negli ultimi 3/4 anni, lui mi parla delle sue cose, ci aggiorniamo a vicenda su amici comuni di cui abbiamo notizia, ci confessiamo i nostri blues. Lo guardo, il mio Béssi, e mi sembra di essere tornato a casa, la sensazione rassicurante di essere compreso, del fatto che basti uno sguardo per spiegare le cose…ritorno per un momento alla estate del 1981 passata insieme a Brez nella Val di Non, la vacanza premio della maturità…20 giorni in sua compagnia e di tanti altri amici, la sensazione di avere il mondo in mano, di essere invincibili, di avere la vita davanti, di poter vivere di musica

(Torneo Di Calcio Pro Loco Val Di Non – nella foto la squadra del BREZIL – Brez (TN) agosto 1981 – accosciati da sx verso dx Biccio e Tim)

…rivedo noi due in giro per Ninetyland con i nostri due Tentation Romeo, i nostri motorini a quattro marce, i sabati sera passati insieme a fare congetture sul nostro futuro, i pezzi e gli album che ci accompagnarono durante il percorso di iniziazione alla vita… UNO SGUARDO VERSO IL CIELO delle Orme, GITANO dei Pooh, THE SHERIFF di ELP, WRING THAT NECK dei Deep Purple,  L’UOMO FALCO di Venditti, GENERALE di De Gregori, BURATTINO SENZA FILI di Bennato, MOONFLOWER di Santana, FOXTROT dei Genesis, il IV dei LZ, NEWS OF THE WORLD dei Queen, JENNY e SILVIA di Vasco, la colonna sonora del film THE DEEP, APACHE versione dei ROCKETS, MR BIG dei FREE, STOP THIS GAME dei Cheap Trick, A DEAN MARTIN di Fabio Concato, MOVIN’ OUT di Billy Joel.

(Il “Tentation” della Romeo – metà anni settanta)

Il film poi che dovevamo girare con la sua cinepresa super8, si sarebbe intitolato CORVO ROSSO NON AVRAI LE DONNE BIANCHE, un “cappelletti western” di cui devo avere ancora il soggetto e la sceneggiatura da qualche parte.

Negli anni in cui la sua famiglia venne a stare nella palazzina di fianco a quella in cui abitavo io, suonavamo STAIRWAY TO HEAVEN insieme, io con la chitarra elettrica dalla finestra della mia camera lui con l’organo dal suo garage,  ci passavamo i libri tramite una corda che avevamo tirato dalla sua finestra alla mia, libri che parlavano di avventure estive di una zia che si faceva il nipote, libri insomma adatti ai nostri pruriti adolescenziali.

Lo vedo Béssi, lì davanti a me, Béssi che oggi è inspiegabilmente il tastierista dei CONTROLLOTOTALE The Clash Tribute, Béssi che mi dice che adesso quando sente i LZ si esalta, come faccio io con i GENESIS (1970-78 naturalmente).

(Bèssi on stage con i CT)

Alla nostra età è importante ritrovarsi con gli amici, soprattutto quelli di un tempo, c’è un bisogno credo atavico di rinforzare i legami, di sentirsi meno soli e meno vulnerabili. E’ bello quindi stare qui in pizzeria con Bèssi, il mio amico. La prossima volta quasi quasi gli chiedo se gli va di fare la reunion dei THE STRANGERS.

A DAY AT THE RACES: Misano 2011

5 Set

Sapevo che  prima o poi questa cosa mi sarebbe toccata: accompagnare Lasàurit ad un gara della MOTO GP. Il mio interesse per le moto (soprattutto da cross) svanì nel momento esatto in cui scoprii definitivamente la musica rock. Fino ad allora compravo riviste di Motocross, fantasticavo di comprare uno SWM (o Svum, come la chiamavamo noi) e di diventare un campione. Dopo l’arrivo del rock, l’interesse scemò quasi del tutto, solo con l’avvento di Valentino – più di 12 anni fa – tornai ad interessarmi, ma in  modo molto blando. Contemporaneamente iniziai a provare un certo fastidio per i motociclisti, soprattutto per i bikers. Mi è bastato suonare qualche volta in motoraduni per sentirmi lontano anni luce da quelle persone.

A furia di stare con Lasaùrit però il mio corpo ha assorbito alcune leggi ben precise: la Yamaha è la moto più toga, Valentino è il numero uno (ma questo già lo sapevo), la Ducati fa cagare, Simoncelli è un grande, Biaggi una merda.

Sveglia alle 5, colazione, cappellino giallo e si parte. Grazie al poco traffico e al piedino pesante della SpeedQueen (guida lei, io sonnecchio), alle 7,50 siamo a Misano. Alle 8,15 siamo alla tribuna Brutapela, quella dove si assiepano tutti i fan di Valentino. All’entrata ci consegnano dei gadget.

(Tim nella tribuna Brutapela)

Non faccio nemmeno in tempo ad ambientarmi che è già ora del Warm Up delle 125. Poco dopo tocca alla Moto 2 e infine alla MotoGP. Ogni volta che Valentino passa davanti a noi la folla impazzisce. Lo vedo passare e salutare i suoi amati tifosi, mi vengono i brividi. Roba da matti. Quando lo speaker del circuito non parla, passano il Rolling Stones: BROWN SUGAR, MISS YOU, DON’T STOP…  Credevo di annoiarmi e invece la cosa non è male. Mangio qualche panino e scambio sms con Picca, Liso, Jay, Lorenz, Lalalli e Riff. Con il Dickey Betts di Quariegh ci battibecchiamo per una buona mezzoretta. Riff ….diciamo così…non è amante degli spagnoli e della Spagna, quindi tifa contro tutti i piloti iberici, mentre io mi sento vicino a quelle genti e quindi (Lorenzo a parte) ho in simpatia Terol, Marquez, Pedrosa e compagnia. Sono gli inglesi a non starmi simpatici (che invece Riff adora). Terol vince la 125, Marquez la Moto 2 e Riff da in escandescenze, mentre io gli ridacchio alle spalle.

(Tim a Misano)

(Tribuna Brutapela – Misano 4/9/2011 – Foto di TT)

Quando parte la MotoGP la cosa si fa davvero interessante. Anche per un non appassionato come me lo spettacolo è elettrizzante. Lorenzo, Pedrosa, Stoner, Sic, Dovizioso…non è niente male vederli in azione, e che rombi che fanno quelle moto. Poi c’è Vale. Sebbene quest’anno guidi una moto lofi e non salga mai sul podio, la gente lo ama in modo commovente e anche io partecipo al rito: ogni volta che passa e la gente gli fa un gran festa sento salire le lacrime. Incredibile. Che belle sensazioni però.

(nelle due foto: Vale – Misano 2011 – foto di TT)

Verso la fine Sic e Dovi mettono in scena un gran bel duello, chi la spunta è il Sich. Valentino arriva settimo. Vince Lorenzo davanti a Pedrosa e Stoner. Rossi viene sotto alla tribuna a salutarci.

(Vale passa a salutare e la tribuna in festa – foto di TT)

La corsa finisce alle 14,40, alle 14,58 siamo al parcheggio e alle 15,11 siamo in autostrada. Sono basito, temevo di perdere almeno un ora nell’imbottigliamento. Vigili dovunque, percorsi alternativi, indicazioni ogni 100 metri, che super organizzazione. Questa è l’eccellenza emiliano-romagnola. In autostrada ci sono rallentamenti, penso dovuti al rientro, esco a Faenza e mi faccio la strada normale. Dal car stereo esce JEFF BECK LIVE AND EXCLUSIVE FROM THE GRAMMY MUSEUM, i GENESIS e COME E’ PROFONDO IL MARE di LUCIO DALLA.

MotoGP a Misano…bella esperienza.

AVVENTURA, SALTY DOG & SATISFACTION GUARANTEED: la confraternita del blues is back in town

28 Ago

La assemblea della C0ngregazione degli Illuminati del Blues di fine estate si tiene alla FestaReggio e anche quest’anno ci troviamo intorno alle venti davanti al ristorante del pesce ADRIATICO. Luogo proletario e perfetto per chi vuole agire indisturbato. Arriviamo alla spicciolata dai 4 punti cardinali: io da solem orientem (sole nascente, Est), Riff da solem occidentem (sole morente, Ovest), Jaypee e Sutus da meridiem (mezzogiorno, l’ora in cui il  sole si trova a Sud) e Picca e Liso da Septem triones (sette tori da traino, ovvero le sette stelle che formano la costellazione dell’orsa maggiore, che indica il Nord ai navigatori).

Fra la gente che arriva e che va, ci mettiamo in circolo ed espletiamo il rito dell’incontro: Magister Timoteus (io) si pone al centro di un pentacolo immaginario ma ben chiaro nella nostra mente,  gli altri cinque intorno a indicare le punte della stella. Magister inizia il lento salmodiare “Mystery surrounds me, and I wonder where I’m going There’s a cloud above me and it seems to hide the way” a cui tutti rispondono con “I’m going straight ahead, ‘cos it’s the only way I know I wanna leave the past, and leave just for today”.

Dopodiché la tensione si scioglie e i confratelli possono abbracciarsi.

La lauta cena a base di pesce, vino bianco e acqua naturale fuori frigo, ci vede disquisire a lungo su WHEELS OF FIRE dei CREAM. Io e Paolino arriviamo ala conclusione che dopo aver preferito il secondo disco (live) per lunghi anni, è ora il primo disco (da studio) a brillare maggiormente. AS YOU SAID in particolare.

Digestivo dopocena al bar MOJITO, strano bar dove per preparare qualche Mojito  – appunto –  impiegano 40 minuti. Sarà il rum bianco ghiacciato ma Jaypee riesce ad associare le date giuste ad alcuni avvenimenti fondamentali della storia del mondo (concerti dei Led Zeppelin). Tappa allo spazio bancarella dei dischi dove ci sono anche parecchi vinili. Ci lasciamo travolgere dalla nostalgia alla vista di copertine di dischi che ci hanno fatto diventare gli uomini blues che siamo…JOHNNY WINTER, WHO, CROSBY STILLS AND NASH, QUICKSILVER MESSENGER SERVICE, (bootleg di) EMERSON LAKE AND PALMER, ROBERT JOHNSON, PROCOL HARUM…Procol Harum…A Salty Dog….ci viene in mente la sigla di AVVENTURA, un programma della TV DEI RAGAZZI di quando eravamo bimbetti o poco più, le buste sorpresa di fumetti nelle edicole del mare, Mr NO…il 45 giri di Music di John Miles , quello di C’EST LA VIE degli ELP e HONKY TONK TRAIN BLUES di Keith Emerson sigla del programma ODEON TV.

In Libreria ci dirigiamo subito al reparto musica, poi a quello dei fumetti. Discutiamo dei romamzi di Glenn Cooper. Alla festa c’è una bancarella che si chiama ARTICOLI DA REGALO RUSSI, fantastichiamo di trovare gadget della Armata Rossa, ma è in massima parte chincaglieria. Jaypee si prova un cappello.

(Jay e il cappello russo)

(Liso, Picca, Tim, Jay, Sutus, Riff)

Verso l’una ci dirigiamo al parcheggio dove distribuisco ai confratelli, a mo’ di eucarestia, un DVD bootleg di Paul Rodgers…

Qualche altra chiacchiera rock, una sfida di Picca (“se con la Cattiva Compagnia mettete sotto SATISFACTION GUARANTEED dei FIRM, la vengo a cantare io dal vivo”) ed è tempo dei saluti. Magister Timoteus risale sull’altare laico e si lancia nella chiosa finale per chiudere ufficialmente la serata: “Confratelli, andate in pace, la messa (nera) è finita, vi benedico nel nome di Emerson, Lake e Palmer”.

(Riff, Paolino, Tim, Picca, Sutus e Jaypee che imita il ministro Brunetta)

AIR CONDITIONED BLUES (il caldo, la fine delle ferie e il ritorno al lavoro)

24 Ago

Ritorno alla domus saurea venerdì scorso, Lorenz mi chiede se alla sera ci facciamo un cinegiappo, ho la brillante idea di farmi la doccia prima di andare e di non asciugarmi i capelli…all’esterno ci sono 35 gradi di sera all’interno del cinegiappo -5 grazie all’aria condizionata, risultato: faringite, raffreddore, e spossatezza da antibiotici a tutt’oggi. Un bel modo per inaugurare la nuova stagione.

Sabato ritrovo Brian, tutto sommato in forma, SisterJeff (alias Lalalli) ha fatto un buon lavoro durante la mia assenza. La sera Lasàurit è a suonare coi WildTurkeys, io sono a casa con un mal di gola della madonna. Ripenso ad un uomo che ho visto una sera a Greendale, al mare, un uomo proveniente dall’India o località asiatiche lì vicine, tentava di vendere fiori ai clienti di una pizzeria, solo che lui era fuori, separato dal  mondo dorato che vedevano i suoi occhi da una interminabile vetrata pressurizzata. Aveva uno sguardo disperato e rassegnato, la gente all’interno della pizzeria cercava di non dargli peso, non li biasimo, forse anche io avrei fatto lo stesso…si potrà bene mangiare una pizza senza dover comprare due rose, no? Eppure quell’uomo mi ha colpito. L’ho fotografato ma nel momento in cui lo facevo mi sono vergognato: il violare quel suo elemosinare un momento di attenzione mi è sembrato forzato. Per fortuna la foto non è venuta affatto bene.

(L’uomo che vendeva mazzetti di fiori – foto di TT)

Domenica la passo in uno stato deprimente e lascio che passi il prima possibile (deprimente anche il pareggio 2 a 2 che l’Inter riesce a strappare all’Olympiakos nella amichevole di Ginevra).

Lunedì lo passo con Brian qui alla domus saurea: a casa sua non ha l’aria condizionata e alla sua età questo caldo è pericoloso. All’inizio è un dramma fargli accettare la cosa, ma poi inizia a gasarsi, una giornata diversa dalle solite gli solletica l’umore. Gli preparo da mangiare io: solito pranzo da uomo di blues….uova al tegamino e pomodorini. Con la complicità padre figlio gli sgancio anche una Bavaria fredda. Se la gode un mondo. Zuppa inglese, cocomero e sambuchina finale. Brian è un po’ in “cimbali” (come avrebbe detto mia madre) e si mette a canticchiare qualche blues, prende addirittura in mano una chitarra…

(Brian plays the blues – foto di TT)

(Brian Tirelli, Epiphone endorser – foto di TT)

Ci mettiamo poi a guardare un fiml su Sky “Mangia Prega Ama”, commediola esistenzialista con Julia Roberts. A Brian Julia piace, commenta spesso e spera che – nel film – lei non si metta con quello che a lui sta antipatico. Son sei sette ore che Brian parla più o meno interrottamente, ad un certo punto – forse preso da un rimorso…ma non credo – chiede qualcosa che interessi a me. “Vè Tim, e i Led Zeppelin?“.  Si sposta nello studiolo, osserva il poster della più grande rock band di tutti i tempi e aggiunge “Get anca te l’è” (Ci sei anche te lì?). “No, Brian, magari…lì c’è Jimmy…” e lui “Peigh” e “John B…” e lui “Bona, l’è vera, Gimmi Peigh e Gion Bona…ah, i Led Zeppelin. Po’ a gh’era Vasco Rossi e cos, là, scarpulèin (intende Sergio Endrigo)”.

(Father & son: Tim e Brian Tirelli – foto by LS)

La sera di nuovo con Lorenz, pastasciuttina e poi messa a punto dei suoni della pedaliera, giù nella stanzetta del garage ad una temperatura di almeno 40°. Torniamo in casa sotto il gelido abbraccio del condizionatore a sistemare le parti di chitarra  di BELLEZZA D’ARIA PURA e ED E’ UN ALTRO LUNEDI’ (“Io faccio quella” “No, la faccio io, tu fai l’altra“, “Tu fai l’assolo lì“, “No lo fai tu” “Ma che riff ci fai qui?” “Oh, ma che cazzo di accordo è quello?” “Misolidio? Zio can, ma non vorrai mica andar fuori dalla pentatonica eh?” roba da chitarristi insomma).

Martedì mattina passa Dennis per un caffettino. Ci raccontiamo i nostri blues e progettiamo mosse che chissà se si avvereranno mai. Il tardo pomeriggio lo passo con Barbara, la giovane dottoressa di Geriatria che segue il vecchio Brian. Torno a casa spossato. Gli antibiotici, che prendo di mia iniziativa, fanno effetto sulla faringite ma mi schiacciano a terra.

Stamattina torno al lavoro, soliti “scassamenti di minchia” (come direbbe Lakèrlit) da rientro, un giretto a Scandiano da Raffa il fotografo (sempre cose di lavoro), un allegra scappata alla farmacia dell’ospedale per il “Piano Terapeutico” di Brian ed eccomi di nuovo qui, con il condizionatore a canna, con un raffreddore che non so dove stare a contemplare i miei LP di Johnny Winter mentre ascolto BRASS AND THE BLUES di McKinley Morganfield.

Un pensiero a Polbi e a Laroby che stanno passando momenti molto dolorosi.

HO SCRITTO ZO-SO SULLA SABBIA – note dal mare parte 2

17 Ago

La signora del Bagno Mabbe mi invita alla serata danzante sulla spiaggia “Stasera venite vero? Si balla la musica latinoamericana.” Faccio per declinare gentilmente e sbrigativamente l’invito – non voglio inoltrarmi in discussioni che quel tipo di persone non capirebbe – quando Lasàurit parte in quarta: “No signora, a noi quella musica non piace, siamo musicisti rock e abbiamo una missione da compiere“. Ecco appunto. La signora – incuriosita –“E come si chiama il vostro gruppo?” Lasàurit “Cattiva Compagnia“. La signora appare divertita dal nome ed esclama “Oh bella!“.  Lasàurit torna alla carica “Così quando vorrà organizzare un concerto rock qui al bagno sa chi chiamare”.

(Cattiva Compagnia on the beach – foto di TT)

Ho accompagnato la Speed Queen a correre sui Kart un paio di volte. La prima alla pista Happy Valley, un impianto davvero grande e professionale. Con noi c’erano anche Jay e Labetty, di stanza a LittlePinery per una settimanina. Jay decide di fare il suo debutto su un kart. Sono in venti a partire (tra cui la Speed Queen), quasi tutti kartisti scafati, Jay però non si scompone, non puo’ competere ma porta a casa una prova dignitosa con la sua flemma da bassista rock. Lasàurit invece la vive intensamente, un giro per prendere confidenza con una pista che non calca da 10 anni e poi via verso nuovi traguardi. Supera tutti, alla fine della gara è terza, ma solo perchè i primi due usavano kart potenziati rispetto agli altri 18.

(Happy Valley Circuit – Little Pinery – Foto di TT)

(Lasàurit & Jaypee prima della partenza – foto di TT)

Qualche sera dopo sulla pista di SanMauroOnTheSea, pista dove lei è di casa, surclassa tutti.  Supera chiunque e chi oppone resistenza viene sbattuto fuori pista. Letteralmente. Mi sorprendo sempre nel guardarla correre. Quella ragazza ha la velocità nel sangue. Ci sono un paio di concorrenti che osano sfidarla, uno addirittura prova a superarla, la sperona…si mandano a fare in culo platealmente alzando le mani dal volante, ma Lasàurit ha un talento appena sotto quello di Nuvolari e così – con la sua maglietta di Barry Sheen n.7 – insegue, supera e vince. Gli sconfitti quando si accorgono che il kart n.1 (guarda caso) era guidato da una donna, masticano amarissimo. Io la vedo arrivare, stanca, sudata ma gioiosa. E domani sera si replica. Quella sarebbe la sua vita. Che tipa che è Lasàurit.

(Lasàurit – a night at the races – SanMauroOnTheSea –  foto di TT)

In spiaggia contemplo l’umanità che mi passa davanti mentre in cuffia mi ascolto MANY TOO MANY dei Genesis. Poco dopo parte FOLLOW YOU FOLLOW ME, gnocca finché si vuole ma sempre bella e torno indietro nel 1978 quando adolescenti ci eccitavamo perché usciva l’ultimo album dei Genesis. Ricevo poi sms da Picca, ecco mi piacerebbe avere come vicino di ombrellone uno come lui, qualcuno con cui parlare di cose sensate (i Led Zeppelin, l’Inter, l’album Wings Over America…) e immagino noi due come sentinelle in avamposti dell’ illuminismo musicale perché bisogna dirlo: la musica che si sente in giro, nei bagni, sulla motonave Nettuno, sulle spiagge è musica veramente di merda. Non pretendiamo mica ROADWORK degli Edgar Winter’s White Trash, ma un po’ di easy listening di qualità: i FLEETWOOD MAC (mica quelli di Peter Green), i DIRE STRAITS, gli ABBA… roba così.

(In spiaggia all’una – foto di TT)

Stare in spiaggia a pranzo è una delle cose che preferisco perché anche in un periodo così affollato, dalle 12 alle 15,30 hai la spiaggia (quasi) tutta per te. Altri riti che mi ammorbidiscono l’animo sono la nuotata in piscina dell’hotel verso le 18, l’idromassaggio e il thé verde delle 18,30 che mi bevo nel lounge bar dell’Hotel Appo. Ah, già, anche il frittino misto al ristorantino Salt Flavor (ehm… Sapore di Sale).

(Tea For One – foto di LS)

(Mixed Fried Fish al Salt Flavor Restaurant di Greendale – foto di TT)

Mi viene in mente lo sguardo tra l’afflitto e l’incazzato della signora che pulisce le camere e il mesto andirivieni tra spiaggia e hotel di alcuni putti (scapoli senza donne… insomma “zitelli”) che da dieci anni – mi si dice – vengono ogni anno qui all’Hotel Appo da soli. Sento Brian più volte al giorno, tutto sommato mi sembra abbastanza in forma, Lalàlli deve tenerlo marcato come si deve. Ieri era particolarmente carico e ad un certo punto mi dice “Hai trovato l’essere femminile che ha colpito il tuo cuore?”. Diavolo d’un Brian, ha una vena poetica che nemmeno l’età riesce a scalfire.

(ultime letture estive – foto di TT)

Ancora un paio di giorni e poi si ritorna, qui in spiaggia mi godo le ultime letture estive, mi ascolto i BLACKFOOT e mi faccio delle belle nuotate… poi, quasi per incanto il cellulino fa partire in sequenza THE ROVER, DARLENE e THE SONG REMAINS THE SAME e allora il sangue torna a bollire, lo spirito sale sull’ascensore spaziale e torno a viaggiare in galassie inimmaginabili… (e a scrivere ZO-SO sulla spiaggia).

(Zoso on the beach – foto di TT)

…This is major Tim to ground control, I’m stepping through the door 
And I’m floating in a most peculiar way 
And the stars look very different today 
Here am I sitting in a tin can far above the world 
Planet Earth is blue and there’s nothing I can do…

Che effetto che fanno i LZ. Ah!

DAL MARE IN AGOSTO E I REGALI DI LORENZ

11 Ago

Devo ricredermi: sono in grado di adattarmi anche io al fatto di essere al mare in Romagna in agosto. Questa è ormai la terza volta e se la capacità di adattamento è intelligenza – come sostengono alcuni premi Nobel – allora non sono stupido come potrei sembrare. Ho sempre evitato di venire in riviera durante questo periodo… le spiagge piene, i vicini di ombrellone che fan chiasso… ho sempre guardato con una  aria snob a chi frequentava da anni lo stesso posto, lo stesso albergo…eppure eccomi qui per il terzo anno consecutivo.

La ditta chiude in agosto, la crisi economica non mi permette voli in località esotiche o viaggi in città che vorrei vedere (New York, Tokyo, San Francisco, Albuquerque, Baton Rouge, Clarksdale…) e non mi posso allontanare troppo da Brian così mi ritrovo qui all’Hotel Appo a Greendale, un tre stelle niente male. Ci sono delle vibrazioni positive nel tornare in un posto che già conosci, il sorriso di Chiara – la titolare dell’Hotel – che ti accoglie, la stretta di mano vigorosa della signora titolare del bagno Mabbe che si ricorda di te tra le migliaia di persone che vede ogni anno, il bagnino che parla con un accento così romagnolo che sembra una macchietta. Certo, manca il gusto dell’avventura, ma tornerà anche quello…tra due/trecento anni quando la crisi economica globale sarà passata.

Disfo la valigia e la prima cosa che mi capita in mano è il regalo che mi ha fatto Lorenz al ritorno della sua vacanza in Croazia ovvero i boxer neri con le scritte che vedete qui sotto. Solo Lorenz mi puo’ regalare una cosa del genere. Che uomo, il mio amico Lorenz!

(il regalo del mio amico Lorenz – foto di TT)

Sono all’ombrellone n.1. Pretty incredible. Come si compete ad una rockstar, direbbe Lorenz, ma mi fa piacere che il blues mi abbia riservato quel posto, davvero niente male: prima fila e la responsabilità di guidare gli altri avventori della spiaggia.

(ombrellone n.1 e le letture estive – foto di TT)

In spiaggia c’è anche John Deacon, insomma non proprio lui, ma un tipo dall’età indefinita (40/55) che assomiglia molto al bassista dei Queen. Ogni volta che mi passa accanto canticchio il riff di basso di UNDER PRESSURE, ma lui non mi degna di uno sguardo.

Constato ancora una volta che in Romagna sanno far bene il loro mestiere: Bandiere Blu dappertutto ( sinonimo di località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territori), spiagge pulite, mare davvero niente male checché se ne dica, toilette pulitissime, ottimo cibo.

Amo restare a mangiare in spiaggia, nella veranda del bar del bagno… piadine, panini, piatti di pasta, birra…la radio in sottofondo che alterna musica leggera a una NOTHING ELSE MATTERS dei Metallica o WITH OR WITHOUT YOU degli U2…se solo passasse LOVE TOUCH di Rod Stewart la situazione sarebbe perfetta: la spiaggia svuotata, il sole che batte, una vela in lontananza, la birra fredda, i blues che sembrano fadin’ away…e Rod che canta una scemenza qualsiasi con la sua voce inimitabile, ah, sto quasi bene.

(bagno Mabbe – agosto 2011 – foto di TT)

(Pranzetto in spiaggia – foto di TT…ah,Hot Dog!)

Quel quasi è dovuto alla Lemonsoda fredda che mi berrei, ma che evito di affrontare per via della dispepsia…ma che gola che mi fa.

(Lasàurit si scola la Lemonsoda – foto di TT)

E’ tutt’oggi che ho in testa l’assolo di Lorenz di BELLEZZA D’ARIA PURA ( il nostro hit :-)), ho provato ad ascoltare un po’ di musica che ho immagazzinata nel cellulino (triste modo di ascoltare musica questo ma tant’è…) BAD COMPANY, LED ZEPPELIN, EMERSON LAKE AND PALMER, FREE, SUPERTRAMP, JOHNNY WINTER, QUEEN, AC/DC…ma niente da fare, l’assolo del guitar hero di Little Vineyard non se va. Buon segno. Non ho la chitarra, così mi tengo in forma con lo SPEEDMASTER della GuitarSystems. Qualche esercizio, cena e poi stasera rendez vous con Jaypee e Betty a Little Pinery.

(TT practising – foto di LS)