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FOR THOSE ABOUT TO ROCK & MALGHETTI BLUES

3 Lug

Venerdì sera Lorenz è venuto qui alla House Of Blues, dopo la cena e una gradita telefonata di Beppe Riva (e scusate se è poco!) io e il guitar hero di Littlevineyard ci siamo messi  più o meno diligentemente a tirar giù ed arrangiare le parti di chitarra di MORE THAN A FEELING e A MAN I’LL NEVER BE dei Boston. Pol, il cantante della CATTIVA COMPAGNIA, vuole farli assolutamente quindi dobbiamo rimetterci al suo volere :-).

(Tim & Lorenz – hard rock blues brothers)

Lorenz stravede per TOM SCHOLTZ e anche io sono legato allo spilungone del  Massachusetts (ma in realtà è nato a Toledo, Ohio): i primi due album dei Boston usciti quando ero ragazzino hanno contribuito a formare il mio cuoricino rock. Nonostante questo, riprodurre in maniera convincente pezzi dei Boston – e questi due in particolare – non è per niente facile, vedremo in seguito se riusciremo nell’impresa. Tra un cosa e l’altra, un arpeggio, un assolo, un aneddoto sul tour del 1975 dei LZ, un Jim Bean, una tisana depurativa e Lorenz che mi fa provare un assolo su uno dei nostri pezzi e mi dice “Bello Tim, questo lo fai tu perché hai centrato il senso meglio di me” (ed è un po’ come se Beppe Riva e Giancarlo Trombetti mi dicessero rispettivamente: “Tim, gli articoli sugli ELP e su Frank Zappa li fai tu perché ti vengono meglio”), spengo la lucina sul comodino alle 02,30.

Sabato mattina la sveglia suona alle 06,30 ed inizia uno dei miei sabati piuttosto pieni con poche ore di sonno alle spalle. Termino le tribolazioni alle 18,30, mi metto sul divano e invece di dormire un po’ mi sparo il nuovissimo bluray LIVE AT WEMBLEY (aprile 2010) della (o dei, come direbbbe Polbi) BAD COMPANY. Son lì che mi godo il ritorno in Inghilterra della mia band preferita in assoluto (beh,…una delle tre) e mi viene in mente che stasera Lorenz suona in provincia di Verona con gli Ecromad (Ac/Dc tribute band) … pazza idea…

Porto con me la mia navigatrice preferita (Lasàurit) e alle 20,30 entro in macchina. Passiamo l’autostrada del Brennero al tempo di DOWN TO EARTH dei Rainbow e NURSERY CRYME dei GENESIS. Alle 21,40 siamo ad Arbizzano, frazione di Negrar a nord di Verona. Lorenz non se l’ aspetta, lo vedo lì al tavolo con gli altri membri della band, si gira, mi vede, corre ad abbracciarmi e dichiara ai suoi amici con fare solenne “ragazzi, questo è il mio fratellone”. Andiamo al bar, ho bisogno di un caffè, Lasaurit prende un succo alla pera e Lorenz un whiskino. Nei 40 minuti che separano dall’inizio del concerto parliamo di rock naturalmente, non ne abbiamo mai abbastanza.

L’OFFICINA DEGLI ANGELI è un Live Music Bar piuttosto grande con un ampio cortile in una zona industriale, i ragazzi suonano all’aperto … ci sono 18 gradi, fa un freddo porco lì fuori, ma con un paio di thè caldi e lo spettacolo degli ECROMAD riusciamo a scaldarci. Il cantante del gruppo sembra un vero PROBLEM CHILD, e si immedesima perfettamente nella parte … più Bon Scott che Brian Johnson. Il gruppo più che proporre i successi della band australiana (che comunque ci sono), si appoggia ai pezzi meno scontati dei primi album…e per un momento mi immagino gli AC/DC nei bar australiani nel 1974. Il senso sembra quello. Bravi ragazzi. Vedere Lorenz suonare è sempre una emozione: quei suoi assoli, le sue mosse, la chitarra suonata coi denti, quell’innato senso rock, come si veste… … che spetàcol! Durante SHOOT TO THRILL lego alla sedia Lasàurit, notoriamente incapace di trattenersi al suono di quel pezzo.

(Gli Ecromad ieri sera ad Arbizzano – Lorenz è il secondo da sinistra)

(Lorenz forefront)

Il concerto finisce, dopo 15 secondi è di nuovo da noi. Parliamo del concerto per due minuti e poi di nuovo a discutere di Rock. Poco dopo ci rimettiamo in macchina e via di nuovo verso Reggio Emilia.

Sulla Brennero Highway Làsaurit si addormenta. Rimango solo con i miei pensieri. La Croma Blu è sui 130 km/h. Il termometro esterno segna 13 gradi, la notte è calma, non c’è traffico e le luci degli autogrill ogni tanto sfrecciano alla mia destra. Sono stanco ma sveglio. Mi interrogo sulla forza del rock, quella che malgrado le poche ore di sonno delle notti precedenti e del sabato piuttosto pieno mi spinge a fare 125 km (e altrettanti al ritorno) per andare in un posto in culo al mondo a vedere una tribute band degli AC/DC … sì, certo, ci suona Lorenz ma questa cosa va anche al di là. C’è un bisogno rock di fondo che mi scuote.

Riflettevo dunque sul fatto che – almeno per quanto riguarda me – è il rock che mi fa muovere e che più vado avanti con l’età e più ho bisogno di Hard Rock, mentre molti dei miei coetanei si avvicinano a cose più soft, più etniche, più world music, più jazz, più acustiche …insomma cose insopportabili.

Penso a Lorenz, cosa gli resterà del comunque magro compenso che ha ricevuto stanotte, dopo aver tolto la autostrada, la benzina, l’usura della macchina? Gli resteranno 25 euro?Ma come dice lui, “non lo faccio per questo, lo sai” già, è il brivido di una serata in cui ha suonato rock a tutto spiano che conta, e fa niente se è una tribute band. (Tra l’ altro, stasera – intendo domenica sera – Lorenz replica sempre in provincia di Verona con l’altra sua band, i PAWNDEG – che pronunciato all’emiliana significa “Topastro”-, in cui suona anche Jay Pee).

Il bip del telepass al casello di Campogallo,  altri venti minuti e parcheggio la macchina in garage. Leggo due pagine dell’ultimo Dylan Dog e spengo la luce. Sono le 3,30.

Alle nove mi sveglio, e invece di trovare me stesso in uno stato pietoso, sono piuttosto arzillo: ho il rock ancora in circolo. Faccio colazione, ascolto SANDY DENNY, scendo a dar da mangiare ai gatti e mi immergo ancora una volta nel senso blues che hanno i malghetti intorno a casa. Come ho già scritto, dalle mie parti per “malghetti” si intendono le coltivazioni di Mais.

(prugne e malghetti – foto TT)

Sono ormai nel loro splendore massimo: infinite e alte chiome verdi tutto intorno con le pannocchie ormai pronte.

(malghetti – foto TT)

(Fichi e malghetti – foto TT)

Ho un rapporto carnale con la mia terra, con l’Emilia Romagna, con Modena e Reggio in particolare, queste campagne piatte,  proletarie e imperfette, questi malghetti, questi campi di erba spagna, questi vigneti che come l’edera sono avvinghiati al mio animo mi pongono in uno stato di blues febbrile che mi porta spesso all’ autocombustione.

(Dai Patuzzo, tieni l’Inter!)

Scatto qualche foto, ringrazio Lasàurit che mi ha dato riparo in questo posto in riva al mondo, cerco di convincere il gatto Pato (ma come sapete io lo chiamo Patuzzo) – che è milanista coma la sua umana di riferimento – a tenere L’Inter e poi torno qui, nella stanza dello stereo, metto su il II dei BLACK COUNTRY COMMUNION e torno a veleggiare nel mare del rock. Cazzo, che bello!

For those about to rock …. I salute you. Fire!

AMAZZONE

29 Giu

(amazzone)

“guerriera ardita, che succinta, e ristretta in fregio d’oro, l’adusta mamma, ardente e furïosa tra mille e mille, ancor che donna e vergine, di qual sia cavalier non teme intoppo.”

(Virgilio – Eneide)

Stamattina ero in giro per Stonecity, cose di lavoro, e in macchina mi ascoltavo BROTHERS AND SISTERS degli Allman e per quanto mi entusiasmassi nel sentire per la milionesima volta RAMBLIN’ MAN e cercassi di immedesimarmi nel ritratto fatto da DICKEY BETTS, ricadevo nella realtà e quindi finivo nei COME AND GO BLUES di cui cantava poco dopo GREGG ALLMAN.

Cercavo sollievo in uno scambio di sms con Lorenz, ma anche lui era preda dei nostri soliti blues (in ufficio, pensando alla session della notte scorsa da lui fatta su nuovo pezzo su cui stiamo lavorando insieme …cioè lui si fa il culo a registrare tutto mentre io mi limito a spedirgli abbozzi di canzoni chitarra voce).

Torno in ufficio, ho un po’ di cose da sbrigare… Lakèrla indaffarata, gli altri chini sulle loro cose,  io che guardo fuori dalla finestra e sospiro.  Aggiorno i miei appunti relativi alle tecniche di stampa riguardanti la verniciatura (Drip Off UV: più costosa del Drip Off normale ma meno costosa della UV Serigrafica, rapporto qualità prezzo molto buono…insomma robe esoteriche). Ordino una nuova stampante al nostro fornitore di fiducia, prendo accordi con le nostre collaboratrici esterne per organizzare al meglio il periodo per noi più impegnativo …luglio, agosto, settembre (nero) …riguardo fuori dalla finestra, sospiro di nuovo…e poi lo vedo, un furgone bianco si ferma davanti all’ingresso, il corriere suona il campanello…vuoi vedere che…sììììì…è arrivato il pacchetto di AMAZON UK. Evvai, un po’ di sollievo in questa vita blues.

Deluxe edition, Special Edition, Legacy Edition, Box Set, Cofanetto, Remaster …. parole magiche.

COWBOYS A LEVIZZANO RANGONE

25 Giu

Ventennale dei Tacchini Selvaggi

Nell’ambito del FARM AID di Levizzano Rangone (MO), ieri sera – nel cortile del castello- festa grande per i TACCHINI SELVAGGI (gruppo country/southern rock). Sono amico con Suto (Giancarlo C. – uno dei due cantanti-chitarristi) da almeno 21 anni e da circa un lustro con gli altri due membri storici del gruppo (Mauro M. e Daniele M.), non potevo mancare quindi  anche perché è con loro che devo condividere la mia bassista preferita, Lasàurit. I ragazzi festeggiavano il ventennale del gruppo, la serata sarebbe stata piena di ospiti (tra cui March) e mi sarei visto con Lorenz e Jaypee. Gioco sempre a fare un po’ lo snob con i TACCHINI e con la loro iconografia fatta di bandiere sudiste, balle di paglia, cappelli da cowboy, stivaletti da cowboy, musica da cowboy. Uno cresciuto con PAUL RODGERS, JIMMY PAGE, gli EMERSON LAKE AND PALMER  e un certo modo di pensare europeo non è che si trovi proprio a suo agio tra quelle melodie e quelle tematiche, ma bere un goccio di Wild Turkey ogni tanto fa sempre bene.

(Il castello di Levizzano Rangone)

E’ venerdì sera, chiudo l’ufficio e da Stonecity mi dirigo verso Levizzano. Arrivarci è sempre un balsamo per l’anima…il dolce declivio delle colline, quei vigneti che ricamano il profilo delle stesse, il castello che ti appare all’improvviso sulla sinistra dall’altra parte della piccola valle mentre lo stereo della macchina passa SIMPLE MAN (non  quella LYNYRD bensì quella della BAD COMPANY). Non sono nemmeno le 20, i ragazzi sono ancora in braghe corte (braghe corte? Ma cazzo! an s’è mai vest Johnny Winter in breghi curti!), hanno da poco terminato il soundcheck. E’ già presente anche March, che cantò col gruppo per un certo periodo anni fa, sono qui anche per lui, è la sua rentrèe…non calca un palco da 5 anni e lo sento emotivamente coinvolto, con lui c’è Miss Rigby, la sua groupie.

(March e Miss Rigby – foto Lasàurit)

Arrivano anche Lorenz e Jaypee. Ordiniamo grigliata e patatine per tre. La atmosfera (e i tempi di attesa) sono quelli da allegra festa paesana. I Tacchini stanno mangiando le loro pizze, Daniele – il batterista – nella sua ci trova dentro un chiodo.

(The nail in Daniele’s pizza – foto by Lasàurit)

(Lorenz, Jaypee & Tim waiting for the grigliata – foto di Lasàurit – notare l’uomo dietro di noi che vuol entrare nella foto)

(Lorenz, Lasàurit, Jaypee – foto TT)

I tavoli su cui mangiamo sono posti su un cimitero sconsacrato. Fischietto il primo pezzo del primo dei BLACK SABBATH. La toilette è posta in una chiesa sconsacrata, mi sposto dove un tempo c’era l’altare, tiro una madonna e fischietto il pezzo n.4 del primo album dei BLACK SABBATH con Ronnie James Dio. La serata promette bene.

I TACCHINI salgono sul palco e iniziano il loro spettacolo. Sono un po’ tirati, probabilmente sentono l’emozione della serata particolare, ma pian piano si sciolgono e tornano a trottare di buon passo lungo i loro sentieri. Amici ed ex componenti del gruppo si alternano sul palco. Poco prima di metà concerto è la volta di March. Con lui i Tacchini propongono HOT DOG e DOWN BY THE SEASIDE, due degli episodi più country dei LED ZEPPELIN, e SIMPLE MAN dei LYNYRD SKYNYRD. Vedo March sul palco e riconosco il rock and roll singer che è stato al mio fianco per dodici anni.

(Tacchini Selvaggi a Levizzano – The current line up – foto TT)

(I Tacchini & guests: sudisti a Levizzano – foto di TT)

Accompagno Lorenz e Jaypee al pub giù in paese. Lorenz si beve un paio di MCCallan, io ne assaggio uno e poi mi sparo tre tisane al ribes rosso. C’è un sacco di gente, ma son tutti giovanissimi e giovanissime e bevono un bel po’. Ad un certo punto un paio di fighe vengono verso di noi, ma sono la Giorgia – compagna di Lorenz – e la sua amica. Volevo ben dire! Chi può mai essere – tra quelle giovinette – interessata a tre uomini di blues?

Torniamo al castello. I Tacchini chiuderanno col superclassico FREE BIRD ed è la volta di Lorenz, nostro guitar hero locale.

A fine concerto abbracci e pacche sulle spalle con Suto Mauro e Daniele. Con Lorenz e Jaypee  rimaniamo poi a parlare fino a notte inoltrata. Bella serata. Rimonto sulla Croma Blu, infilo Rory Gallagher NOTES FROM SAN FRANCISCO nelle lettore e torno verso la terra delle teste quadre.

Mi infilo nel letto verso le 3, leggo un po’ l’ultimo numero di LINUS, recito la preghierina a ROBERT JOHNSON e cado in sonno dal sapore Texano.

Sarà anche un caso, ma stasera, mi son guardato su Sky il film CRAZY HEART con JEFF BRIDGES. Ormai e mezzanotte, è ora di tornare sulle mie strade e così chiudo questo sabato di giugno ascoltando la 25 silver anniversary edition di CUT LOOSE di PAUL RODGERS.

Sunday morning with Brian & Il ritorno di Doublene

19 Giu

Domenica mattina con Brian. La cosa lo ha un po’ destabilizzato perché il giorno deputato è il sabato, ma son riuscito a fargli passare i blues. Espleto le solite formalità: mi trasformo in badante e lo aiuto a farsi la doccia, mi trasformo in ragioniere e gli revisiono i conti settimanali, mi trasformo in infermiere e gli faccio l’iniezione di vitamine.

Conficco l’ago in Brian ‘s ass e gli chiedo “Brian, ti ho fatto male?”, lui pronto risponde “chi non soffre non gode“. Potrà anche perdere qualche colpo, ma il vecchio Brian è sempre sul pezzo.

(Brian si gusta il caffè al Bar K2)

Colazione al bar K2 di Ninetyland. Due brioches e due caffè macchiati. Nel parcheggio stiamo per salire in macchina e sul vetro sporco della Croma Blu scrive W Ste. Gli chiedo “Viva Stefano? Ti riferisci a me? Perchè?” e lui ” Perchè sei tutta la mia vita“. Ecco quando un papà, con cui naturalmente non hai avuto un rapporto proprio facilissimo nel corso della vita, ti dice una cosa del genere, ti spiazza.

Passiamo nella casa dove abitavo prima a ritirare la doppiomanico, sono quasi tre anni che sono separato da lei. Lascio Brian giù a far due chiacchiere con Vasco, un altro giovanotto del 1929. Ritrovo “Doublene” nel ripostiglio, custodia impolverata.

(Vasco & Brian)

Raccolgo Brian, saluto Vasco, lascio Brian a Modena a casa sua e torno verso il posto in cui vivo. Apro la custodia, mille ricordi…ah Doublene, amante difficile da soddisfare, ma sempre affascinante e piena di sorprese. Bentornata tra le mie braccia, tesoro.

(Tim & Doublene  – di nuovo insieme)

DAL MARE

16 Giu

Ero all’ombrellone 166; un pomeriggio mentre tutti dormicchiavano cancello il numero1 e aggiungo un 6, tuttavia anche con il numero giusto la posizione non funziona, sento che non è il mio posto. A parte il fatto che c’è un po’ troppo casino una mattina vedo arrivare il tipo che ho davanti con la solita faccia annoiata/scazzata da ebete. Sua moglie sta contrattando con un extracomunitario che vende le solite cose che questi ambulanti disperati si caricano sulle spalle. Il tipo – che purtroppo ha il mio stesso nome – fa la faccia schifata e in dialetto (che non ho decifrato esattamente, potrebbe essere romagnolo o parmigiano/piacentino ma che comunque capisco bene) mastica tra i denti “maledetti marocchini, vi brucerei tutti“. Il tipo in questione ha un crocifisso d’oro di almeno 5 cm al collo. A parte che l’extracomunitario non è un marocchino, ma è chiaramente un singalese, o comunque uno che viene dalla zona intorno allo Sri Lanka / Asia meridionale, la cosa mi tocca tremendamente. Mi alzo, vado dal gestore del bagno e gli chiedo di poter cambiare ombrellone…non voglio star vicino a delle merde simili.

Mi trovo così all’ombrellone n.69 e le cose vanno decisamente meglio. Mi godo la spiaggia e il mare. Leggere la Gazza (ma che cazzo sta succedento all’Inter?) e La Repubblica di prima mattina, passare poi a Martin Mystere o ad un libro, fare il bagno verso la mezza quando tutti si ritirano nei loro alberghi o appartamenti , restare a mangiare in spiaggia come mi aveva abituato la mamma nel periodo fine sessanta inizio settanta e cosette di questo genere.

Colgo le differenze e le stranezze del posto:

  • l’accento aspro dell’italiano dialettale che tutti parlano.
  • la giovane edicolante che una mattina mentre sto comprando i giornali e riconoscendo la musica che le esce dall’impiatino stereo dell’edicola mi dice “sì, sono i Led Zeppelin”, dimostrandosi una insospettabile amante della musica rock.
  • la musica proposta dal bagno Sahara nella veranda dove sono solito pranzare: primo giorno dance della peggior specie, quella che Donna Summer in confronto sembra Wagner/secondo giorno Kim Carnes e robina simile / terzo giorno Buddy Guy e altre mediocrità blues fino al tardo pomeriggio/quarto giorno Gypsy Kings.
  • le edicole grandi 1,5×1,5 metri.
  • vie dai nomi improbabili (via Raf Vallone, via Amedeo Nazzari…)
  • supermercati Tigre o Billa
  • i cassonetti della raccolta differenziata hanno colori diversi dai nostri, ogni sera quindi è un prova impegnativa usare quelli giusti
  • l’arretratezza di commercianti, ristoratori, gelatai…non ci san mica fare, o perlomeno sono distanti anni luce da quelli dell’Emilia Romagna. Stessa cosa per il senso civico in generale.
  • cartelli in cui vi è scritto “acceleratori di andatura”
Per il resto tutto abbastanza bene, una tranquilla settimanina ricamata anche da:
  • scambio di sms con Picca circa le nostre preferenze musicali femminili preferite in ambito easy listening (Avril Lavigne per lui, Pink per me)
  • telefonata con Mario a proposito del blues dell’allenatore che il nostro presidente Massimo Moratti sta cantando da tre giorni
  • sms di un Polbi in preda alle sue dolci derive psichedeliche serali sulle spiagge di Scilla “quanto è bello More dei Pink Floyd, e pure il film…scusa se ti scasso la minkia ma dovevo comunicarti questo pensiero…baci.” 
  • accompagnamento della Southern Rock girl alla pista GoKart di Giulianova dove da sola ha abbassato il record della pista
  • email di Lorenz con il demo di BLU, una mia canzone che sto definendo insieme a lui.
(nella foto Lasàurit, the speed queen)
Poco fa passeggiavo a due passi dal mare… qualche appassionato di pesca notturna in lontananza, la luna rossa, una gatta siamese che mi si strusciava alle gambe, la gente che ritornava in albergo o nei residence e io lì, meditabondo, a contemplare il mare…mi aspettavo di sentire salire dalle profondità liquide un blues misterioso o romantico, ma il mare rimaneva muto…come dice Frank Schatzing “la grandiosità trovava la sua orchestrazione unicamente nel proprio respiro” .

DOWN BY THE SEASIDE

13 Giu

(Tim on the beach – giugno 2011)

Sono al mare, anche quest’anno grazie ai punti della coop. Località quindi non scelta di proposito, ma tant’è…va bene anche così…sono al centro-sud. Primo pomeriggio, sono sul lettino, mi sto leggendo LA MAPPA DEL DESTINO di Glenn Cooper. Passo il mio cellulino con le cuffiette a Lasàurit affinché possa ascoltarsi un po’ di buona musica immagazzinata nella scheda dell’aggeggio in questione. Le predispongo la selezione “random”. Mi leggo qualche pagina. Vedo che lei inizia a muoversi e da quel che mugugna capisco che sta ascoltando READY FOR LOVE della Bad Company, pezzo che ama molto. Qualche altra pagina e la vedo sempre più irrequieta suonicchiare una air guitar, canticchia il riff …. è CELEBRATION DAY dei Led Zeppelin e la guardo mentre cerca di replicare le mosse sulla chitarra di Jimmy Page. La gente inizia a guardarla. Le dico di calmarsi. Torno al mio romanzo, il cielo è un po’ nuvoloso ma non fa freddo, il bar del Bagno Sahara irradia in lontananza la melodia di BETTE DAVIS EYES, il lento mormorare del mare …ah, sto proprio bene. D’un tratto la rockettara al mio fianco si scatena, si siede sul lettino e inizia a suonare la batteria, quella immaginaria naturalmente. Maledizione, il cellulino le sta pompando in cuffia SHOOT TO THRILL degli AC/DC, pezzo per lei irresistibile. Sembra una batterista professionista, non sento la musica ma so che sta prendendo tutti gli stacchi giusti. Io vedo una talentuosa musicista che si gasa ascoltando uno dei suoi pezzi preferiti, ma la gente intorno vede una esaltata in preda ad una crisi isterica. In fretta e furia raccolgo le mie cose, la prendo sottobraccio e la trascino via. La gente ci vede allontanarci mentre lei continua a fare rullate e a cadere precisa sui piatti. Ah, che vita.

TIM & ROBERT

31 Mag

Stavo pensando al fatto che oggi sarebbe stato il 63esimo compleanno di John Bonham, indimenticabile batterista dei Led Zeppelin, quando mi è tornato in mente che esattamente 21 anni fa ebbi un incontro ravvicinato con Robert Plant a Chioggia, durante la sua partecipazione al Festivalbar. Ero insieme al mio amico Frank di Piove di Sacco (c’era anche lui – a destra – nella foto che pubblico qui sotto (non trovo l’originale…Frank mi mandi il file?). Io e Frank che cerchiamo di entrare senza riuscirci nel backstage della manifestazione, io e Frank che grazie ai suoi contatti con i servizi segreti veniamo a sapere in che ristorante è, io e Frank che saliamo le scale del ristorante e ce lo troviamo lì a tavola con band, discografici e chissà chi. Robert che ci accoglie con una pazienza infinita, Robert che si mette a sfogliare OH JIMMY( la mia fanzine), Robert che ci tiene a parlare almeno mezzoretta, Robert che mi chiede se gli do la felpa che ho indosso (e io incredibilmente gli dico di no…era una hand made sweatshirt fatta dal mio amico Christian Peruzza di Parigi con tanto di copertina di Outrider e nome della fanzine incisi sopra)…insomma io e Frank lì insieme al cantante del gruppo che ha riempito di stelle i nostri sogni. Ah, che bei momenti.

PS: Frank non ti rin grazierò mai abbastanza.

PS: aggiornamento del 06/06/2011 – Frank mi ha inviato l’originale che pubblico qui sotto.

(nella foto: Frank Romagnosi, The Golden God, Tim Tirelli – Chioggia 31/05/1990)

 

IO, JAYPEE E LA CANZONE DI DAN HARTMAN

29 Mag

(nella foto: JPC & TT)

Pranzo domenicale a SANT’ILARIO  al Mezzaluna dove si mangia del buon pesce. Io, Jaypee e un paio di fighe (sì, okay, Lasàurit e Labètty).

Verso le 15,30 siamo di ritorno sulla via Emila. Stiamo ascoltando la mia compilation estiva (prossimamente su questo blog) in modalità random come è solito fare Jaypee. Dopo al massimo due secondi di EASY STREET Jaypee mi fa, ah, il pezzo di Dan Hartman. Edgar winter suona anche il sax sulla versione fatta da David Lee Roth nel suo EP CRAZY FROM THE EAT del 1985.

Dunque, conosco Livin’ Lovin’ Jaypee da 17 anni, so di che pasta è fatto e so che è un grande conoscitore della musica rock, ma sapermi dire lì su due piedi anche l’autore di questo bel brano tratto da SHOCK TREATMENT del 1974 dell’ EDGAR WINTER GROUP, non è mica roba da poco. Questa roba ce la si può aspettare da Picca o dal sottoscritto… ora anche da Jaypee, non so se essere contento o preoccupato.

(nella foto: Dan Hartman e Edgar Winter)

HERE COMES THE FLOOD (downtown in Modena saturday morning mix), LA VECCHIAIA E LE TELEFONATE DI DAN

28 Mag

(nella foto – la torta fatta preparare dal mio amico Roberto S. – foto di TT)

Pieno di sonno per ‘essere rincasato tardi stanotte grazie alla festa del trentennale del diploma fatta con i miei ex compagni e compagne del Barozzi, mi sveglio a fatica, inserisco il pilota automatico e inizio a vivere un altro dei miei  sabati. Mi chiedo subito se poi varrà la pena scriverne qui nel blog, d’accordo che è un diario personale ma non vorrei annoiare troppo con questi resoconti di cose non importanti, ma poi ripenso al fatto che la “saga di Brian” ormai ha i suoi fedeli seguaci tra i lettori. Sono le sette, mi stringo nella felpa mentre sono al volante della mia blues mobile heading Modena. La tangenzialina campagnola che costeggia la ferrovia, il sole in fronte e GEMS degli Aerosmith che pompa nel car stereo.

Arrivo in centro a Modena e mi viene in mente HERE COMES THE FLOOD di PETER GABRIEL: il pezzo centrale della via Emilia è allagato, deve esserci una grossa perdita, vigili, poliziotti e camioncini di tecnici specializzati sono già sul posto. Costeggio l’Emilia Street River e raggiungo l’edicola sotto la Ghirlandina. C’è ancora il CLASSIC ROCK con Roger Waters in copertina che ho già, quindi Gazza Dello Sport e La Repubblica grazie. Incontro Julia, quattro chiacchiere e mi avvio verso Brian.

(nelle due foto: l’Emilia Street River – foto di TT)

Come ogni sabato arrivo da Brian, la portinaia mi dice che lo ha visto andare via in macchina. Mi preoccupo, sono anni che tutti i sabati lui mi aspetta in casa per poi andare a fare i nostri giri. Gli telefono e capisco. Non ricordava che oggi fosse sabato ed era partito come fosse un venerdì qualunque a fare un po’ di spesa e a prendere un caffè nel solito bar. Oggi, il vecchio Brian è meno presente del solito. Cerco di non arrabbiarmi, ma lo esorto ad stare concentrato e lui un po’ se la prende “An sun menga fora ed testa come et pens te” (non sono mica fuori di testa come pensi te). Cerco di riportarlo sulla terra, ma non ricorda quando sono nato, quanti anni ho e nemmeno che 5 minuti prima aveva parlato al telefono con mia sorella. Rifletto sulla vecchiaia e se l’essere umano è programmato per raggiungere una certa età (Brian è a quota 81) e se questo prolungarsi della vita tipico di questi ultimi tempi sia alla fine una cosa positiva. Chissà cosa penserò quando avrò la sua età (se ci si arriverà e se si sarà in grado di pensare).

Ninetylands (Nonantola), Mini Bar: due paste con la marmellata, due caffè macchiati e un crodino per Brian. Parlo, appoggiato al bancone, con Angelo il barman dei nuovi acquisti della sua squadra (Pirlo e Conte), lo vedo non proprio convintissimo. Parliamo d’altro, mi volto a controllare il mio vecchio e lui mi stringe l’occhio, chissà perché.  Brian quindi interviene nella discussione tirando in ballo il Milan ed Emilio (è così che chiama Berluskoni da qualche settimana a questa parte). Io glisso e gli faccio cambiare discorso.  Dopo poco al tavolino mi leggo la Gazza mentre sorseggio il caffè, Brian – rifacendosi al fatto che a casa lo avevo ripreso perché sembrava un po’ confuso – d’improvviso mi dice : “non tutti posso capire i grandi geni come me“. Recupero il mio vecchio ampli Marshall a casa di Lasìmo e poi riporto Brian a casa. Scende dalla macchina, controlla 5 volte se nella borsa ha le chiavi (le ha in mano), controlla ancora una volta e “Ciao Tim, grazie di tutto“. Sale i pochi gradini  che portano al cortile del suo condominio e senza voltarsi mi saluta con la mano. Con la sua camicia a quadretti azzurri e bianchi, i jeans e le scarpe Cult che gli ho preso sembra un giovane vecchio. Mi fa tenerezza.

(nella foto il grande Brian mentre pensa – foto di TT)

Di nuovo in macchia verso Regium Lepidi. Ora lo stereo passa il bootleg dei GENESIS LIVE IN RAINBOW THEATRE (Londra 3 gennaio 1977).  Verso mezzogiorno, come tutti i sabati mi chiama Dan, solito punto della situazione sui torrent di bootleg varii. Io credo che se qualcuno ci sentisse parlare faticherebbe a capire:

TIM ” Ma a quanto lo stai scaricando il bootleg dvd di Jeff Beck al Sun Fest di West Palm Beach del primo maggio di quest’anno su dimadozen?

DANF: “A quasi 500 k, va a buco” “

TIM “Dio canta che culo, io stamattina ero sui cento k. Hai visto gli screenshot? Bella qualità eh?”

DAN ” Figa che lavòr. Qualcuno ha postato anche la cover. Adesso ci sono 125 seeders e 31 leechers. Hai già ringraziato l’uploader?”

TIM “Hai visto che c’è una update version di Vuze?”

Seguono considerazioni sulla finale di Champions League di stasera, sulla finale di Coppa Italia di domani sera, sulla versione italiana appena pubblicata dalla Arcana del libro di Stephen Davis sul tour del 1975 dei Led Zeppelin  e del fatto che io ho l’originale in inglese regalatomi dal Riff, sul recente sceneggiato in due puntate passato da Sky tratto da MOBY DICK di Melville.

TIM: ” Va beh, adès a vag. Adìo pramsàn, fa a mot” (Va bene adesso vado. Ciao Parmigiano, Fai a modo)

DAN ” Ciao Lomaccio, ten dur. Ciao Tim0′.

Mi fermo a ridosso del centro a salutare l’alchemista Betty e a prendere accordi per domani (pranzo a Sant’ilario insieme a lei e all’amico Jaypee). Scambio di sms con Kerlo sul fatto che pur di prendersi qualche voto Berluskoni in piazza a Napoli ha dichiarato che non comprerà Hamsik dal Napoli (e che come già detto il governo non farà abbattere le case abusive).

Pranzo a casa della Lucia, che oggi in comune ha festeggiato insieme a Dante i 50 anni di matrimonio. Anche se è ormai estate, cappelletti in brodo e arrosto. To mo’.

Alle 15,30 ritorno alla domus saurea. Ore 15,31 crollo sul letto.

Mentre scrivevo questo post la colonna sonora era il remaster regalatomi da Picca di OGDEN’S NUT GONE FLAKE degli SMALL FACES. Molto bello.

Vado a vedermi la finale della Champions.

La “SAGA DI BRIAN” continua il prossimo sabato.

STREET SURVIVORS

18 Mag

(nella foto: Suto, Tim, Picca, Jay, March, Mixi)

(Esterno sera, pizzeria angolo tangenziale. Ieri)

March è già li fuori che si sta facendo un frizzantino e mangiando carote crude, da lì a poco arrivano Picca in bici, Mixi, Jay e Suto Sutovich. Riff ha dato forfait, è alle prese con l’USL e la rimozione dell’eternit dal tetto del suo capannone. Alexander Farmsteads ci fa qualche foto, ci allineiamo e Picca mi dice “Questa sa un po’ di Street Survivors” (alludendo alla cover dell’omonimo album dei LYNYRD SKYNYRD). Picca dalla sua sportina tira fuori un cd originale in edizione remaster per tutti, noi facciamo più o meno altrettanto con CD/DVD/BOOTLEG preparati per l’occasione. Ecco, questa è una cosa che mi piace molto: ogni volta abbiamo qualcosa (CD/DVD e libri musicali) per gli altri… bello questo scambio di pensieri, di piccoli doni…son quelle piccole cose che fanno bene al cuore.

Notizia musicale della serata: Picca dice che nel 1976 chiese a suo padre se poteva andare a vedere gli WINGS a Venezia in piazza San Marco. WINGS a Venezia. Mai saputo. Ricerca in rete e sì, Piazza San Marco 25 settembre 1976 concerto perl’Unesco, tre ore di spettacolo. Picca a ulteriore conferma mi invia questa foto:

Mi viene in mente che nel 1978 per la prima Festa Dell’Amicizia nazionale a Palmanova (Udine) si parlò di un concerto di PAUL MCCARTNEY.

Questo ci porta a parlare della seconda Festa Dell’Amicizia nazionale a Modena nel 1979 all’ex ippodromo, dove sia io che Picca vedemmo James Brown. Io in realtà mi vidi anche i ROCKETS, ALBERTO FORTIS (che cantava sulle basi), MATIA BAZAR e una signora cover band che faceva i successi del momento tra cui Sultans Of Swing dei DIRE STRAITS e Psycho Killer dei TALKING HEADS. Nel 1979 non c’era tanto in giro e la fame di musica live era tanta.

Chiedo a March di intercedere per me e far sì che Alexander Farmsteads tolga i primi LED ZEPPELIN e metta su – che so – i FLEETWOOD MAC (ma si può mangiare una pizza e chiacchierare in compagnia con in sottofondo a volume medio alto i primi Led Zeppelin (o gli ELP di Tarkus)? Lìsander, per le prossime volte suggerisco qualcosa di più adatto, che so i LITTLE FEAT, The Stranger di BILLY JOEL, un best di JOHN MILES, gli EAGLES, gli ABBA, CSN&Y,  insomma qualcosa di assennato che faccia stare in pace mentre si interagisce con gli amici.

Argomenti della serata: Suto che ha visto gli ELP a Bologna nel 1973 (e i Queen nel 1979) / Suto che – durante il suo recente viaggio in Nuova Zelanda –  per poco non rimaneva là a suonare in acustico CREEDENCE-NEIL YOUNG-LED ZEPPELIN nei matrimoni/Picca che a ventanni è riuscito a tornare da New York solo grazie a intercessione di un “Padrino” di seconda categoria / fighe, Elizabeth Jagger in primis / il musical Jesus Christ Superstar / Mixi’s tales a Las Vegas e Mosca /  il nuovo album di Vasco che secondo Mixi contiene Lie Down degli WHITESNAKE e secondo me The Passenger di IGGY POP/ la gradevolezza di Adelmo Fornaciari in arte ZUCCHERO/gli anni che passano / quelli che cercano di prolungare la loro adolescenza e ormai hanno 10 lustri di vita/March che è tutto fremito per la apparizione da special guest che farà per il ventennale dei TACCHINI SELVAGGI/la macchina fotografica dimenticata su un aereo durante il viaggio di ritorno da New Orleans di Mixi e Tim e la conseguente non prova tangibile che mi ero ribattezzato – nel nome del blues – nelle acque del MISSISSIPPI/Jaypee che ha avuto un forte movimento d’animo durante la visione del film AGORA’/la nuova chitarra acustica Gibson di Suto /il libro di Rigo/ blues della vita and other assorted love songs/il metodo compositivo di VASCO secondo Picca, un suo classico, ma ogni volta ridiamo più forte.

Verso la mezza stacchiamo.

Ritorno in macchina, Radio Capital Gold passa in sequenza HEARTBREAKER da Led Zep II e WHOLE LOTTA LOVE live da The Song Remains The Same per intero…mi par di tornare ragazzo quando, nelle sere di tarda primavera / estate, non facevamo altro che ascoltare il live dei Led allora uscito da poco.

Stanchezza, sonno, la campagna nera che sto attraversando, la luna che sembra nascondersi dietro le nuvole, i cani dell’inferno alle calcagna, lo scompiglio nell’anima…non mi addormenterò fino alle 3, ma nonostante tutto, che bello passare una serata out on the tiles con gli amici.