Stasera su SKY ho guardato questo bel thriller, quando si tratta di paludi e di sud degli Stati Uniti non riesco a resistere. Il film si basa su fatti realmente accaduti, ed è girato in Louisiana non lontano da New Orleans. Qui sotto i link della trama e del trailer italiano. Magari non vi sembrerà granché, ma l’atmosfera è impregnata dei fumi di un blues greve e pesante, ossessivo e maligno. Ai lettori di questo blog lo consiglio senza pensarci tanto su.
La CATTIVA COMPAGNIA langue da qualche mese, problematiche di vario tipo impediscono al gruppo di restare attivo; poi all’improvviso chiama il proprietario di un locale e ci chiede la disponibilità per un concerto da lì a qualche giorno. Naturalmente accettiamo…non faremo le prove, siamo fermi da marzo, siamo arrugginiti ma il rock and roll non è qualcosa di comodo.
La preparazione al concerto è sofferta: la notte tra mercoledì e giovedì la passo al pronto soccorso…la madre della groupie ha un problemino, preferiamo non rischiare. Passiamo otto ore al PS di Regium Aemilia; usciamo alle 5,30 di mattina. Io e la groupie guardiamo l’alba che monta sulla città, con i lampioni che si spengono, le genti che si svegliano, gli uccelli che si mettono a cinguettare. Alle 6 mi butto sul letto. Alle 12 mi sveglio, una doccia, corro da Brian e al pomeriggio sono in ufficio. La sera non avrei proprio una gran voglia di prendere in mano una chitarra, ma devo se voglio limitare le figuracce.
Venerdì riesco a scaricare, grazie alla generosità del mio amico AMDUSCIA, il nuovo bootleg soundboard dei LZ, THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE, Nassau Coliseum 13 febbraio 1975. E’ sempre una emozione ascoltare in ottima qualità audio un concerto dei LZ. Alle 13 esco dall’ufficio e mi fiondo alla domus saurea. Pranzo, insieme alla groupie carichiamo le due macchine (l’impianto naturalmente dobbiamo portarlo noi, così lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri amici dei TACCHINI SELVAGGI, con cui condividiamo – malgrado le gelosie – la bassista preferita), una doccia e si parte.
Gli operai del rock si mettono al lavoro e in breve tempo il palchetto del WHISKEY A GO-GO (va beh, il CAZTUS CAFE’) è pronto…
Un check alle chitarre…
Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army
Un birretta in compagnia di Lorenz…
Lorenz & Tim – foto di LST
E si parte. Sono e siamo un po’ arrugginiti, ma nel complesso non siamo andati male. Qualche accordo poco preciso, qualche attacco non proprio esatto, ma anche tanta energia e voglia rock.
Momenti particolari: prima di CAN’T FIND MY WAY HOME il manico della mia chitarra prende contro qualcosa senza che me accorga; la corda di SI si trasforma in un (non ricordo bene) LA o in un RE. L’accordatura standard prende una piega obliqua, che comunque non stona del tutto con la canzone. Come PAGE anche io invento (per caso) accordature, diventerà un mio marchio di fabbrica…la famosa timtirelli’s semi-open tuning E A D G A-or-D E, il mio prossimo nickname sarà EADGAODE. L’altro momento che ricordo bene è l’assolo armonizzato di CAN’T GET ENOUGH, io e Lorenz in sincrono più o meno perfetto…che bel sentimento chitarristico.
CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band. da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura
Ci vengono chiesti anche un paio di bis, così procediamo e chiudiamo con WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER. Quest’ultima l’ avevo tolta dalla scaletta, se si è un po’ arrugginiti si rischia di fare la figura di PAGE all’ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY DEL 1988…al momento della scarica elettrica dell’assolo senza la band butto la mano, chissà che ne viene fuori. Meno male che sia la telecamera in mano a mia sorella (videoripresista ufficiale della CATTIVA) e il registratore audio in mano a JAYPEE hanno smesso di funzionare in tempo.
Solite chiacchiere post concerto, smontaggio del palco, caricamento delle macchine e via a casa. Giunto in garage download dell’impianto, posizionamento dello stesso nella stanzina. Doccia e (senza che veda la groupie) un goccio di Southern Comfort prima di andare a letto. La adrenalina è ancora in circolo, così faccio ciò che avrebbe fatto PAGE dopo un concerto al NASSAU COLISEUM (droga esclusa of course). Spengo la lampada che sono le tre passate. Sospiro, penso ai miei sogni, poi mi lascio trasportare dalle correnti ascensionali che mi portano tra i notturni dei cieli estivi…”New York, good night”.
Sabato mattina, ore 7,30: suona la sveglia corro da Brian. Sono così cotto che non perdo la pazienza col mio vecchio. Lo porto in giro, la barista asiatica del bar di Chen il cinese mi sorride, entro al Conad del Torrenova per far la spesa per Brian….e mentre lo faccio mi dico che an s’è mai vèst Frank Marino andèr a fer la spesa dop aver sunèe al GIORNO NEL VERDE al Colosseo di Querceto nel 1979 (il DAY ON THE GREEN all’OKLAND ALAMEDA COLISEUM insomma).
La sera che arriva questa volta è diversa dalla sera prima, c’è il SINODO D’ESTATE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. La serata è speciale perchè c’è l’iniziazione dell’aspirante confratello blues FABRITIUS SIMONORUM, Biccio insomma, colui che è carne della mia carne, anima della mia anima, il mio fratello di blues e di sangue, quello con e grazie a cui scoprii (qualcosa come 7 lustri fa) i FREE e JOHN MILES. Siamo solo in sette (groupie del blues compresa), il confratello JAYPEE è il solo ad avere la giustificazione (è in tour con gli STICKY FINGERS VIGNOLA EXPERIENCE), gli altri confratelli-fighette vengono retrocessi all’unanimità a “bidelli del blues”. La serata però è fantastica, siamo in forma, abbiamo l’hard rock blues che ci pompa nelle vene siamo in modalità “don’t take no prisoners”. Cena a base di pesce alla piccola Festa Dell’Unità di Gavassae (dove suona il gruppetto di liscio, stavolta col bassista sostituito da una tastierina triste triste) e poi ritrovo nell’outdoor notturno della domus saurea.
Illuminati del Blues alla Domus Saurea – Lugluio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)
Biccio porta in dono una bottiglia di Southern Comfort, il giusto beveraggio che fa da contorno alla cuca (anguria) e al gelato della award-winning gelatery di Borgo Massenzio.
A mò di ostia dono ai confratelli la compilation che insieme a Picca ho assemblato…un paio di cd all’apparenza anomali per dei fan di ALLMAN BROTHERS, GENESIS, NEIL YOUNG, BOB DYLAN, EMERSON LAKE AND PALMER e LED ZEPPELIN come siamo noi, ma le nostre anime sono onnivore e allora via, andiamo a naufragare nei passaggi del tempo…
Il Confratello Picca porta in dono vinili di estrema bellezza (DOORS, JACKSON BROWN, BEATLES, ROLLING STONES, DYLAN (con poster interno) e per me THE SONG REMAINS THE SAME versione giapponese con tanto di OBI) e Paolino Lisoni Cd in versione deluxe editions e digipack…ripeto, deluxe edition e digipack. Sono basito dai fremiti d’amore (virile s’intende) che sentiamo l’uno per l’altro. Questa porca vita non ci avrà, cazzo, almeno fino a che un alito di vento blues soffierà sulle nostre pianure piatte e afose, proletarie e piene di buoni sentimenti.
Fino alle due di notte stiamo a parlare, senza fermarci un attimo, di musica rock. Lo scrivo sempre lo so, ma che bello, cazzo! Li accompagno sulla carreggiata John Miles dove sono parcheggiata le macchine. Un abbraccio e un arrivederci…che il DARK LORD vegli su di noi.
THE DARK LORD
La domenica di nuovo da Brian, o meglio Brian nel posto in riva al mondo. In campagna Brian si svaga un po’…passeggia per i campi, va dietro ai gatti, mi guarda mentre faccio il bagno della piscinetta. Tenerlo a bada è comunque lavoro impegnativo, ma me la passo grazie ai commenti che mi arrivano via email dai confratelli:
PICCA: “grazie della bella serata, abbasso i bidelli del blues”
LISO: “compilation perfetta (a parte chris rea) flor d’luna pietra miliare, malinconica, struggente, capolavoro assoluto del chitarrista messicano, sarà il tormentone dell’estate 2013… domus saurea come Headley Grange o Villa Nellcote. Confratelli alla prossima!!! Music was my first love and it will be my last”
TIM: “FLOR D’LUNA zenith chitarristico dell’umanità intera. Stop. CARLETTO SANTANNA come e più di LUDOVICO DA CAMPOBIETOLE (Beethoven insomma).Stop.Confraternita del Blues fulgido esempio di fratellanza a base etica e morale per il perfezionamento delle condizioni dell’umanità. Stop. SOUTHERN COMFORT nettare (e martello) degli Dei che da conforto ai Confratelli di Tim Tirelli. Stop. Riuscitissima iniziazione di Fabritius Simonorum.Stop. Till the next time we say goodbye… Massenzatico…goodnight!Stop.Gloria In Excelsis Miles. Magister Timotheus”
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LISO: “Music min 4:44 john miles e’ sulla luna”
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TIM: “Quando giovincello arrivavo a quel punto iniziavo a tremare e ad avere la pelle d’oca. E prontamente riposizionavo la puntina su quel punto. Anche al minuto 5:10. quando con ancora più enfasi nel cantato e john Miles è su…saturno. D’ora in poi “Music minuto 4 e 44” farà parte del lessico del cerchio più ristretto dei maestri massenzio, per indicare “il sublime”. Per accrescere la suggestione, gli altri confratelli potranno schiacciare l’acceleratore con “Music minuto 5 e 10”. John Miles, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo! Ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa! Magister T“
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BICCIO: “Grazie a tutti per la bellissima serata e per l’accoglienza ricevuta dai membri della Congregazione.”
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Lunedì mattina diretto in uffico, verso Masone mi accorgo che i cartelli con i nomi delle vie hanno impostazioni diverse…alcuni col bordo blu, alcuni col bordo giallo, alcuni con le prime lettere dei nomi e cognomi maiuscole, alcuni invece con le minuscole, altri -INCREDIBILE- con la prima lettera del nome minuscola e la prima lettera del cognome maiuscola. Roba da non dormirci la notte.
Arrivato a Stonecity,mi fermo a fare il pieno all’ex distributore IES, ex perche il nuovo gestore, stanco delle vessazioni e della poca serietà del marchio, ha stracciato il contratto, ha fatto ridipingere le tettoie, ha cambiato l’insegna: V per Vaccari. Mi piacciono un sacco queste storie. Il gestore avrà 65 anni buoni, viene da Nonantola, e a quell’età prende in gestione un distributore e apre un brand tutto suo. Il carattere emiliano, cazzo! Mitico.
Pausa pranzo in ufficio: insalata di riso, frutta fresca, acqua Lete. Come al solito mi aggiro tra i soliti siti alla ricerca di qualche cd da comprare per alleviare i miei blues. Uno di questi ieri sera mi ha preso alla gola, tanto che ho dovuto mettere in registrazione il film che stavo vedendo su Sky e fare due passi giù in cortile. Guardo un po’ in giro, deluxe edition, mini box set, edizioni giapponesi…poi arrivo a scoprire che sono appena stati rimasterizzati i primi dischi dei BLACKFOOT.
Uh, che prelibatezza. MARAUDER è uno di quegli album con cui sono cresciuto, quindi decido di non perdere la ghiotta occasione, che è un po’ meno ghiotta quando capisco che la cifra è in sterline; ma va bene lo stesso, ho bisogno di un po’ di soddisfazione garantita, ecco… seleziono il pagamento con paypal…paga ora o continua lo shopping? Dai, pago ora, ecco sto per dare invio quando squilla il cellulino: è Paolo Lisoni che vuol sapere a che ora suoneremo venerdì sera al Whiskey A Go-GO (va beh, il Caztus Cafè) di San Martin On The River. Mi chiede cosa sto facendo, gli spiego che stavo cercando un po’ di sollievo acquistando qualche cd dei Piedi Neri “Ah”, mi fa Paolino “siamo messi così!”.
Il coito è stato interrotto, le nuvole nere del futuro passano lente sopra la mia testa, non ho più il coraggio di spendere diverse decine di euro in cd. Peccato, ora non mi resta che continuare a scrivere il diario di un uomo che lavora...
Pomeriggio, in giro per lavoro, rollin’ down Stonecity’s avenues. Passo per Maranello, mi fermo all’edicola, quella toga, quella del mio amico Marchino con tutti i giornali esteri. Tralascio il reparto fumetti, ieri li ha già presi la groupie. PROG ha TUBULAR BELLS in cover, posso soprassedere; CLASSIC ROCK ha in copertina Bonamassa con la doppiomanico, ma non è che mi piaccia granché il KEVIN SHIRLEY protegè dunque non considero l’acquisto nemmeno per un secondo. BLUES ha GARY MOORE, qui faccio un po’ più di fatica a passare oltre, non mi interessano i suoi album blues, ma gli album hard rock degli anni ottanta li ho tutti. Devo risparmiare, dai, lasciamo stare. Poi arrivo a MOJO con KEITH e MICK in copertina…cazzo!
Rimango un minuto a contemplarlo, ma non cedo. Mi ripeto che l’immediato futuro potrebbe essere fosco e allora, STOP COI ROLLING STONES!
Me ne torno sconsolato nella blues mobile e nel caldo pomeriggio estivo, mentre attraverso quartieri industriali, piste automobilistiche e rotonde, mi ascolto STORIE DEL MISTERO E DELL’IMMAGINAZIONE del PROGETTO DI ALAN DEL PRETE. Nella quarta e nella quinta canzone canta GIOVANNI DI MILO (nome d’arte di GIOVANNI DA CITTA’ DEL FIUME ARGENTATO), e si sa…lui riesce sempre a rimettermi in piedi…
Note:
Parson Name Meaning English: from Middle English persone, parsoun ‘parish priest’, ‘parson’ (Old French persone, from Latin persona ‘person’, ‘character’), hence a status name for a parish priest or perhaps a nickname for a devout man. The reasons for the semantic shift from ‘person’ to ‘priest’ are not certain; the most plausible explanation is that the local priest was regarded as the representative person of the parish. The phonetic change from -er- to -ar- was a regular development in Middle English.Americanized form of one or more like-sounding Jewish names.Americanized spelling of Swedish Pärsson, Persson (see Persson).
Miles Name MeaningEnglish (of Norman origin): via Old French from the Germanic personal name Milo, of unknown etymology. The name was introduced to England by the Normans in the form Miles (oblique case Milon). In English documents of the Middle Ages the name sometimes appears in the Latinized form Milo (genitive Milonis), although the normal Middle English form was Mile, so the final -s must usually represent the possessive ending, i.e. ‘son or servant of Mile’.English: patronymic from the medieval personal name Mihel, an Old French contracted form of Michael.English: occupational name for a servant or retainer, from Latin miles ‘soldier’, sometimes used as a technical term in this sense in medieval documents.Irish (County Mayo): when not the same as 1 or 3, an Anglicized form of Gaelic Ó Maolmhuire, Myles being used as the English equivalent of the Gaelic personal name Maol Muire (see Mullery).Jewish (eastern Ashkenazic): unexplained.Dutch: variant of Miels, a variant of Miele 3.
Errington Name Meanin English (Northumberland): habitational name from a place in Northumbria, so called from a British river name akin to Welsh arian ‘silvery’, ‘bright’ + Old English tun ‘enclosure’, ‘settlement’.
E’ giunta notizia di un nuovo capitolo della SOUNDBOARD REVOLUTION: Nassau 13 febbraio 1975 mai apparso sino ad ora in versione soundboard. Recensione in arrivo (anche se nel bis fa una apparizione Ron Wood, mezza sega di chitarrista che da queste parti non amiamo molto).
Led Zeppelin – The King’s of the Stone Age (2/13/75 Nassau – Previously Unreleased SB) Empress Valley Label. The Soundboard Revolution Series proudly presents for the very First and Only time anywhere, the legendary show on Long Island, NY when Rolling Stones’ Ron Wood jammed with Led Zeppelin – Complete and in Perfect Stereo Soundboard!!!
Tre sere consecutive da Brian. Lo lavo, gli preparo la cena, lo porto a far due passi e lo metto a letto. Questo dopo giornate di lavoro non proprio esaltanti. Torno a Borgo Massenzio attraversando la calda sera emiliana. Sono di umore grigio, sono stanco, ce l’ho col mondo. Cerco di rilassarmi, mi sono ripromesso di non portare lo stress e le vibrazioni negative a casa. Penso alla piscinetta da uomo di blues che ho giù nel pratino, una di queste domeniche mi aspetta una bella nuotata di due bracciate in mezzo metro d’acqua. Non vedo l’ora.
La piscinetta nel posto in riva al mondo – foto di LST
Ascolto la compilation che sto assemblando a fatica con Picca, a fatica perché Picca mi caga solo di striscio…starà soffrendo il caldo dei suoi blues anche lui. Valuto l’accostamento dei brani, come s’ insediano l’uno nell’altro. Certo che alcuni pezzi sono proprio belli. Arrivo alla domus saurea, entro e nel corridoio trovo Palmiro stravaccato sul pavimento alla ricerca di un po’ di refrigerio. “Dura eh la vita Palmir? Hai limato del ferro oggi eh?”. Non mi degna di uno sguardo, lo scavalco.
Palmiro soffre il caldo – foto di LST
Con la coda dell’occhio vedo che in salotto c’è un’estranea, metto a fuoco…cazzo, ma è PINK. Rimango a bocca aperta. PINK! Se non mi cagasse solo di striscio chiamerei Picca. Parto col mio inglese dalla patetica pronuncia emiliana:
“Exchiusmi Pink, bat wot ze fac iu du iar?”
Pink mi sorride. Non dice niente. Io allora aggiusto il mio inglese e insisto:
“I am one of your fans. I like hard rock music and the Love Beach album but I like also your FUNHOUSE cd. Would you please sing something for me? What do I know…GLITTER IN THE AIR, my fave…or your beautiful version of BABE I’M GONNA LEAVE YOU”.
Continua a sorridere, sembra quasi che ci stia…
“PINK, to me you are a beautiful fyga, can I offer you an ice cream in the award winning gelatery of Massenziosburgh?”
Non risponde. Uhm, c’è qualcosa che non va…questa PINK ha in mano un cd live degli YES, mi sa che è una finta Pink. Che sia Leopolda, la corrispettiva di Leopold, quell’australiano che ha preso il posto di Page? Va beh, tanto io non sono mica FRANK MARINO…
“Veh, Pink, Leopolda, vin mo’ meg a tor un zlèe a Masinsàdeg…ca fòm du pas al fresc.” (“Veh, Rosina, vienimo’ con me a prendere un gelato a Massenzatico…che così facciamo due passi al fresco…)
Caro diario, domenica sera me ne tornavo a casa dopo aver passato la giornata a fare il badante a Brian, mio padre. Avevo ormai oltrepassato le porte del bosco di pioppi di Molino di Gazzata e percorrevo a media velocità la blue highway che porta al posto in riva al mondo quando, ad un incerto punto, mi accorsi che stavo iniziando a sospirare sempre più forte. In breve mi parve di essere precipitato in un dirupo dell’anima da dove non riuscivo più a risalire. Il fine settimana che stava finendo era stato uno di quelli difficili; sabato avevo dovuto affrontare un imprevisto, uno di quelli che razionalmente sapevi che potevano capitare, ma nel trovarcisi in mezzo poi capivi quanto complicato fosse gestire la situazione.
Caro diario, credo di avere fatto il mio dovere in quel frangente, avevo reagito in modo fermo, razionale, pur senza perdere la tenerezza. Mi ero anche sentito dire un “ma come fai ad essere così forte?”, a cui avevo risposto minimizzando la cosa…“ma sai, un uomo è programmato diversamente rispetto ad un donna ad esempio”. Ma in definitiva lo sapevo di avere certe caratteristiche, sapevo di essere “uno che non si perde”, come diceva Julia.
Caro diario, a proposito di Julia, mentre tornavo domenica sera mi avrebbe fatto piacere avere ancora Julia con cui fare due chiacchiere, confrontarmi con lei mi aveva sempre aiutato a mettere in ordine i miei pensieri e i miei sentimenti, a piegare i miei blues e riporli con cura nei cassetti.. Domenica sera invece ero lì da solo, guidavo, e mentre guardavo la luna piena alla mia sinistra capii che mi ero messo a piangere…
Luna piena su Molino Di Gazzata – foto di TT
Caro diario, mi vergogno un po’ a dirlo, ma poi penso che piangere sia un riflesso pieno di umanità, è l’accettare il momento di tristezza e renderlo noto agli altri, il recepirlo ed elaborarlo. Ma domenica sera ero lì da solo, con la luna e la musica. Sì, stavo ascoltando una compilation che con l’aiuto di un amico avevo messo insieme nei giorni precedenti…è con A SALTY DOG che iniziai a piangere, con EUROPA mi ripresi un po’, LANDSLIDE mi fece franare di nuovo ma poi arrivò MUSIC e grazie ad essa fui in grado di risalire il dirupo dell’anima in cui ero precipitato. Percepivo in modo netto il grande potere taumaturgico della MUSICa, sapevo che grazie ad essa mi sarei rimesso in piedi ancora un volta, che come diceva quella gran figa della Terry “Si ricomincia”.
Caro diario, domenica sera arrivai finalmente nel posto in riva al mondo, la luna era sempre lì, ma il cielo aveva preso una una sfumatura di blu scuro deciso, là dove l’indaco si scioglie nella grande tavolozza del cielo notturno. Caro diario, come vedi sono un poetuncolo da strapazzo, ma anche queste cose mi servono a smarrire i fiotti di tristezza della mia piccola anima blu. Sì, blu, per una volta blu e non blues.
Luna piena nel cielo indaco del posto in riva al mondo – foto di TT
Me ne stavo a rimirare la luna mentre MUSIC volgeva al termine, mi sentivo tutto un fremito, come se un raggio pieno di speranza e di forza proveniente dagli abissi siderali mi centrasse in pieno. Risentire l’ultima strofa portata in trionfo dall’orchestra mi fece di nuovo piangere, ma erano lacrime piene di vita, di accettazione della condizione umana, di risolutezza per e nel continuare a testa più o meno alta il cammino. Caro diario, spero di non averti annoiato, lo so che sono sempre i soliti blueselli di Tim Tirelli, ma che vuoi farci, tuffarmi tra le le tue pagine è piacere a cui non so resistere, lo scriverti è un balsamo senza pari per questo mio vecchio cuoricino di rock and roll, cuoricino che vorrebbe tanto battere all’unisono con quello di qualcun altro.
…To live without my music Would be impossible to do ‘Cause in this world of troubles My music pulls me through…
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