In che disco vogliamo essere pressati dopo morti?

8 Giu

Trasforma le tue ceneri in un disco in vinile!!!!!!!!!!!

L’immortalità a 33 giri (e un 1/3)
In che disco vogliamo essere pressati dopo morti?
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Picca mi manda queste due righe con link tramite email…e devo dire che l’idea mi sembra carina: le nostre ceneri pressate insieme al vinile di un disco dalla capacità di 24 minuti totali. Io ci sto pensando, non userei certo delle mie canzoni come invece propone l’inventore, ma fornirei alla ditta sei/sette canzoncine scelte tra i miei LP preferiti in modo da realizzare una simpatica mini compilation analogica da dare ai miei amici (sono previste 30 copie)…che so…SATISFACTION GUARANTED dei Firm, CITIES ON FLAME WITH ROCK AND ROLL dei Boc, A SALTY DOG dei Procul Harum, I’M GONNA CRAWL dei LZ, MUSIC di John Miles e THE ENDLESS ENIGMA degli Elp…(quest’ultima da ascoltare in piedi al grido di “Elp o muerte!”).

ISABEL ALLENDE “Il Quaderno Di Maya” (Feltrinelli 2011) – TTTT

8 Giu

Isabel Allende, scrittrice che seguo con la giusta devozione da molto tempo. Il nuovo romanzo ha come protagonista una giovane donna che vive negli Stati Uniti le cui peripezie la porteranno a scoprire la terra di origine della sua famiglia, il Cile appunto. Morto l’adulto di riferimento (il compagno di sua nonna), Maya scivola nelle zone d’ombra della vita, il cammino della sua giovane esistenza si fa drammatico e miserabile tant’ é che dopo aver riallacciato la sua vita a quella di sua nonna dovrà “scomparire” se vuole salvare la pelle.

BERKELEY, LAS VEGAS, L’ISOLA DI CHILOE’ fanno da sottofondo ai tradizionali colori della Allende, colori sudamericani, suadenti ma capaci anche di dipingere a dovere lo squallore e la disperazione che la vita può riservare agli esseri umani. Un altro gran bel romanzo…come spesso capita all’Allende.

Citazioni dal libro:

“Chiloé significa terra dei cahuiles, i gabbiani dalla voce stridula e la testa nera, ma si sarebbe dovuta chiamare terra del legno e delle patate.”

“Rimasi nel collegio in Oregon in attesa che passasse un po’ il freddo per fuggire, ma l’inverno in quei boschi arrivava per sistemarvisi, con la sua cristallina bellezza di ghiaccio e neve e i suoi cieli a volte azzurri e innocenti, e altre volte plumbei e irritati.”

“Manuel mi svegliò alle otto con una tazza di caffè e pane tostato. La tempesta si era dissolta e aveva lasciato l’aria pulita, con l’odore fresco di legna bagnata e sale.”

“Non si può toccare questo argomento davanti a suo padre e al resto della famiglia Schnake, che ritiene che il passato sia sepolto, che i militari abbiano salvato il paese dal comunismo, messo ordine, eliminato i sovversivi e impiantato l’economia del libero mercato, che ha portato la prosperità e ha obbligato i cileni svogliati per natura a lavorare. Atrocità? In guerra sono inevitabili e quella fu una guerra contro il comunismo.”

SOUNDGARDEN A MILANO

6 Giu

Scrive Marco: “A te non fanno impazzire, I know ma hanno fatto un gran concerto e chiuso la serata con un frammento cantato di “In my time of dying” nel finale della loro “slaves and bulldozers”. L’Emilia tremerà anche, ma che gli emiliani restino saldi!!!”

Scrive l’esperto: Sì, hai ragione non mi fanno impazzire…scarti del classic hard rock del 1971 uniti a valenze intellettuali contemporanee, ma li rispetto e per quanto posso li seguo. L’Emilia trema, il cuore degli emiliani anche purtroppo..ci pieghiamo ma non ci spezziamo. Grazie del pensiero.

(foto di Paolo Bianco )

SOUNDGARDEN – live @ Arena Milano Live, Rho, Italy
Lunedì 4 Giugno 2012

SETLIST:

01. Searching With My Good Eye Closed
02. Spoonman
03. Gun
04. Hunted Down
05. Live to Rise
06. Loud Love
07. Ugly Truth
08. Fell on Black Days
09. Blow Up the Outside World
10. My Wave
11. The Day I Tried to Live
12. Outshined
13. Rusty Cage
14. Burden in My Hand
15. Superunknown
16. Black Hole Sun
17. 4th of July
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18. Jesus Christ Pose
19. Slaves & Bulldozers

 

Il tizio con la cameretta per la musica da 8 milioni di dollari

6 Giu

Che cosa ci faccia PICCA in internet a scuriosare tra stanze da milioni di dollari è un mistero, ad ogni modo mi segnala la stanza musica in oggetto che un tizio sì è regalato.  Picca nell’email (oltre al titolo del post) aggiunge “invidiosi eh?“. Beh, sì, solo che se la avessi io finirei per rifugiarmi lì dentro per non uscirne più. Mi verrebbe a trovare Jaypee e mi troverebbe imbalsamato davanti alla centralina comandi obnubilato e confuso, sommerso da CD in versione K2HD, da BLU SPEC DISC, da BLU RAY. Esalerei l’ultimo respiro davanti alla TV4K (ormai FULL HD e  3D sono il passato) mentre in cuffia mi ascolterei la versione AUDIO 9.1 di BRAIN SALAD SURGERY.

Brian, i Kansas, i LZ a Knebwort 1979 e l’earthquake blues

5 Giu

Giorni inquieti questi ultimi, le quattro forti scosse e le decine di altre minori, minano quel po’ di sicurezze che erano rimaste dai quattro anni di crisi, crisi che ancora continua imperterrita. Pur dormendo a Borgo Massenzio e lavorando a Stonecity (che sebbene sia a soli 10 km a sud di Mutina, la faccenda terremoto sembra non toccarla) , vivo sulla mia pelle le conseguenze delle scosse di Mutina e Ninentyland. Ancora sabato scorso, prima della ultima forte botta di domenica sera, nei parchi di Ninetyland gente che vive in tenda…

(tende a Ninentyland – foto di TT)

Lasìmo vive da sua madre a Mutina, ed è preoccupata per le crepe sopraggiunte nella palazzina dove abita, Lalàlli e Brian saliscendono le rampe di scale del loro palazzone con una frequenza sfiancante e in alcune occasioni dormono in macchina. Brian, ciononostante, è abbastanza tranquillo, il terremoto è una novità, un’onda di acqua gelida nelle paludi nebbiose in cui la sua maruga inizia a rinchiuderlo.

Gestire Brian è sempre più impegnativo, sabati con lui, domeniche con lui, giorni feriali con lui. Alla domenica lo porto nel parco che ha dietro casa, si sorprende sempre per il verde…lo affascina…ci si aggrappa …

(Brian in the park – foto di TT)

Mi interrogo sempre sulla mia gestione del vecchio: faccio bene, faccio male, mah… a volte è inevitabile perdere la pazienza…ci sono mezzore in cui se la prende con tutto e tutti e pretende che tu sia sempre con lui, rinfacciandoti la cosa…davvero difficile mantenere la calma, ma spesso ci riesco, in questi ultimi 5 anni la mia evoluzione personale mi ha permesso di avere molti strumenti in più, affronto le cose di questo tipo con maggior lucidità e controllo…e allora mi dico: “niente male Tim Tirelli!”.

(Brian e Tim, domenica scorsa – Foto di LLL)

In macchina, al mattino, ascolto spesso per intero LATERAL di LUCA BOTTURA su RADIO CAPITAL, le puntate di queste ultime due settimane vertono sul terremoto…lo fanno in maniera delicata e senza gli aspetti peggiori di certo giornalismo, e se anche BOTTURA è pervaso da un po’ di retorica significa che il terremoto si è insinuato con decisione nel nostro animo. L’Emilia ferita mette a durissima prova il nostro equilibrio.

Quando non sono sintonizzato su RADIO CAPITAL e i suoi radiogiornali, inserisco i miei CD nel lettore…HARD STUFF, ROBIN ZANDER, RETURN TO THE DARK SIDE OF THE MOON  tributo all’omonimo albun dei PINK FLOYD, ATOMIC ROOSTER,  DESTROYER dei KISS (che sto riscoprendo grazie a scambi epistolari con BEPPE RIVA e scambi telepatici con MIXI).

Ho rispolverato poi SPRING SESSION M dei MISSING PERSONS vinile che negli anni ottanta ho ascoltato parecchio e che sarebbe finito nella mia lista personale (vedi post del 31 maggio) se solo fosse impostata su un numero di titoli maggiore…diciamo anche che la mia infatuazione per DALE BOZZIO contribuì a farmi amare questo album…

 Ho poi riscoperto i KANSAS: mai amati particolarmente, mai seguiti più di tanto, qualche album originale nella mia discoteca, qualche CD originale in versione remaster nella mia CDteca…ora però mi ci avvicino con più determinazione, in alcuni momenti al culmine della eccitazione mi sorprendo a dichiarare solennemente “KANSAS secondo miglior gruppo di tutti i tempi, dietro solo ai BLUE ÖYSTER CULT“…che ridere che mi faccio certe volte. Su Amazon c’è un cofanetto a 29 sterline che mi intriga, se continuerò ad avere qualche entrata anche nel futuro più prossimo, è mio.

Grazie ai KANSAS ripenso a  MORIS, amico e figura di spicco del giro musicale di Ninetyland nei fine settanta, indimenticabile tastierista e leader degli ODISSEY, amante dei GENESIS e di tutto il rock del periodo. Lo ricordo mentre appassionatamente mi diceva un gran bene dei KANSAS, gruppo che io conoscevo solo di nome. E’ un bel po’ che non lo vedo MORIS, chissà come sta.

Ripenso anche a RIFF, mi ha raccontato più volte di un suo risveglio al suono della musica dei KANSAS…era in tenda, a Knebworth, nell’agosto del 1979, accampato con i suoi due amici e decine di migliaia di altri fan in attesa di vedere il ritorno dei LED ZEPPELIN. Ah, Riff, se solo ci fossimo conosciuti prima ci sarei stato anch’io nella tenda lì con voi…e invece la sera del 4 la passai a Ninentyland in balcone, guardando verso nord, ascoltando TSRTS e immaginando quello che stata succedendo su di un palco gigantesco a nord di Londra… ah.

 

(Led Zep – Knebworth 4 agosto 1979: “Jimmy4” alla chitarra)

SAGUARO n.1 “Ritorno A Window Rock” (Bonelli – giugno 2012 – Euro 2,90) – TTT

3 Giu

Nuovo personaggio e nuova serie per Bonelli,  che sorprendentemente non sarà una mini-serie.

Su wikipedia c’è già la genesi del nuovo eroe Bonelli http://it.wikipedia.org/wiki/Saguaro_(fumetto) e  sul sito della casa editrice c’è una intervista a BRUNO ENNA, l’ideatore di Saguaro http://www.sergiobonellieditore.it/news/comics_mag012/saguaro.htm

Ambientato negli anni settanta in Arizona, ha per protagonista un uomo di origine indiana che ha combattuto nel vietnam…la prima è una storia di ordinaria violenza/ingiustizia/corruzione americana…è il primo numero, meglio andarci piano con i giudizi; certo, non mi ha impressionato particolarmente.

Camillo Prampolini diceva che “uniti siamo tutto, divisi siamo niente”. Già… viva l’Emilia, viva il sol dell’avvenire.

3 Giu

Ecco, questa è la mia regione. Senza tanti clamori, Saura e un paio di suoi colleghi si sono messi a raccogliere qualche soldo tra i dipendenti dell’IREN di Reggio Emilia. Sono arrivati a quasi 1000 euro. Hanno telefonato ai Comuni di Medolla, San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Mirandola, Cavezzo e si sono fatti dire di quali generi alimentari e non avevano più bisogno. Sono andati a comprali, li hanno accatastati in garage…

(La roba accatastata – foto di TT)

Steve, il nipote di Saura, ha fatto lo stesso con i suoi amici e ha aggiunto altra roba. Sabato mattina con quattro o cinque macchine hanno caricato tutto e sono partiti per portare quei beni di prima necessità a destinazione…

(Foto di Steve…facciamo finta di non vedere la immaginetta di Padre Pio sulla macchina dei genitori di una sua amica)

Saura mi ha raccontato del disastro che tutti abbiamo visto in TV, della incredibile mobilitazione di solidarietà, dei magazzini pieni di aiuti, dei volontari… delle persone colpite duramente che vogliono risollevarsi in fretta e senza troppe balle…Steve fotografa due vigili del fuoco che stanno controllando i danni ad un tetto, uno di loro saluta…c’è da commuoversi…

(Firemen – Foto di Steve)

In queste ultime due settimane ho tolto il tappo alla retorica, portate pazienza, ma siamo stati colpiti nel profondo e ci sta. Questo di Saura e dei suoi amici è solo l’esempio a me più vicino, ma ce ne sono migliaia di simili. A Saura, Enrico, Nunzia, Gianni, Steve e Marialisa dunque tutta la mia stima e riconoscenza. Questa è la mia gente, questa è la mia Emilia. Camillo Prampolini diceva che “Uniti siamo tutto, divisi siamo niente”. Già. Viva l’Emilia, viva il sol dell’avvenire.

CC live in San Martin On The River, 28 maggio 2012: una serata da operai del rock

2 Giu

Lunedì, giorno dedicato ad uno dei pochi concerti che la CATTIVA riesce a fare. Stavolta siamo a San Martin On The River, nei giardini della Rocca, all’interno della rassegna”Fiera d’Estate”. Siamo lì perché il gestore del bar dell’area sportiva del paese si occupa anche di questa cosa pre-estiva, e ha una predilezione per noi. Predilezione che fatico a capire, facciamo hard rock anni settanta, non propriamente una musica che attira folle di avventori (qui in Italia). Ad ogni modo, ci ha voluti e noi ci siamo.

Uno, nel suo piccolo, ogni volta che c’è un concerto da fare si immagina una situazione ideale, si trastulla con le buone vibrazioni create dalla mente…e ogni volta deve fare a patti con la realtà, con i blues, con la condizione di operai del rock, poetica finché si vuole, ma mica tanto simpatica.

(il palco che sogni)

Il concerto si deve svolgere dalle 19,30 alle 21 (dopo c’è una sfilata di moda…e non la si può mica disturbare). Orario bislacco, ma tant’è…Il rendez vous è alle 15,30 sul posto del concerto, l’impianto non c’è e lo dobbiamo portare (e montare) noi (che non ne abbiamo uno). Chiediamo ai TACCHINI SELVAGGI (thank you boys) un po’ delle loro casse, dei loro microfoni, dei loro cavi, il mixer lo porta la bassista preferita, Lele porta le quattro casse della saletta prove (the little piggery).

Al mattino al lavoro, alle 13 scappi, arrivi nel posto in riva al mondo. La bassista preferita il giorno prima ha fatto il giro del perdono per raccattare tutto e ha la macchina già pronta. Sulla blues mobile due amplificatori, un basso, tre chitarre, la pedaliera e cosette varie. Ti spari un piatto di pasta, ti fai la doccia e cerchi di gestire Brian che è in uno dei suoi giorni più nebbiosi e ti chiama 21 volte (21!) . Alle 15,25 salgo in macchina già spossato. 10 minuti e siamo a San Martin. La location non è niente male, il giardino, la rocca, il sole a picco, Lele e Pol al bar a bersi la prima birra.

Scarichiamo e montiamo. O meglio la bassista preferita in prima linea detta ordini precisi a cui noi ubbidiamo senza riserve. La guardo mentre si adopera incessantemente affinché tutto venga predisposto nel migliore dei modi. Che donna. Siamo sotto il sole, il palco è piccolo, le assi non sono stabili, se Pol si posiziona in riva al palco Lele lì dietro si solleva di qualche centimetro. Partono madonne di un certo peso, ma il mood rimane buono, dopotutto stasera si suona…però che blues! I bagni pubblici inspiegabilmente sono chiusi, così se vuoi far pipì devi andare al bar, ordinare qualcosa e poi procedere con i tuoi bisogni. Verso le 18 abbiamo finito. Arriva Imo, mio cugino, batterista degli Orazero (primo gruppo di Liga). Ci mettiamo a chiacchierare mentre ci portano le pizze. Stasera si mangia prima del solito. Azzardo a bere una birra gelata, confidando che il dio del rock domani tenga lontano il demone della dispepsia.

(Il palco che è – foto di TT)

Lorenz arriva alle 19. Scarichiamo il Marshall e le sue cose. L’asso della chitarra di Little Vineyard salta la cena, un paio di birre ed è a posto. Senza rinfrenscarci ci buttiamo in macchina a cambiarci…mi tolgo la maglietta degli WHITESNAKE…

(dress change – doto di LST)

Come spesso accade in queste situazioni, sul palco non funziona più o meno nulla: non senti Lorenz, dalle spie arriva un convulso intreccio di suoni che non distingui, il suono della tua chitarra fa schifo…ma non ci si sorprende, butti la mano e speri che il chiar di luna batta sulla faccia. In scaletta abbiamo  qualche pezzo nuovo: WOMAN FROM TOKYO, FROM THE BEGINNING, MISSISSIPPI QUEEN. In più un paio di nostri pezzi: BLU e QUEL CHE CANTAI. Nel bel mezzo del buraccione convulso che sentiamo sul palco (non c’è nessuno che sta al mixer e che possa fare qualcosa) un paio di volte l’organizzatore viene ad attaccarci un bigliettino alle casse: “Potete suonare fino alle 23?”.  Ah, che blues.

(CC Live in San Martin: da sx a dx: Lorenz, Pol, Tim, Lasàurit…nascosto Lele – foto di Federica P.)

Mi accorgo poi una volta di più che soffro della sindrome di LEOPOLD…spesso le mie performance di chitarra lasciano a desiderare. Il chitarrista solista della band è l’uomo che non ha bisogno di presentazioni (LORENZ), ma anche io ho i miei spazi…ad esempio HEARTBREAKER e l’assolo non accompagnato. Non suono più spesso come in passato, ma cerco di prepararmi sufficientemente per i concerti…le due settimane prima ti rimetti in forma, nelle prove che precedono la serata te la cavi benino…ma poi sei lì sul palco butti la mano è quello che ne viene fuori è un cosa tipo ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY. Ah, sono proprio Jimmy Pèz.

I 12 album che ascoltavamo negli anni 80

31 Mag

In riferimento ai vostri commenti al post L’HIGHWAY BLUES e IL CHELSEA del 20 maggio scorso, inizio un nuovo thread dedicato ai 12 dischi che ascoltavamo negli anni ottanta…dischi appunto usciti in quei dieci anni.

Mi sembra una cosa divertente e interessante vedere un po’ come ci arrabattavamo in quel decennio piuttosto lofi. So che in tanti ascoltavamo anche canzoni singole, ma questo dopo tutto è un blog di un certo tipo e prendiamo in considerazione cose più impegnative come gli album nella loro interezza. Sono sicuro che indicherete con sincerità le vostre scelte, senza includere quelle che farebbero figo (usanza deplorevole di troppa gentaglia).

I vostri 12 album preferiti di quel decennio dunque, 12 come i semitoni della musica occidentale, come le stelle della bandiera europea, come i cavalieri della tavola rotonda, come le tavole del diritto romano…12 come le battute della nostra musica.

(tipica mise degli anni ottanta – nella foto Rik Emmett dei Triumph)

Attendo le vostre liste, magari alla fine tiriamo le somme e vediamo un po’ come sarà la TOP 12 degli anni 80 del Blog. Vi invito a non segnalare troppi titoli dell’anno 1980, a non considerare album tipo CODA dei LZ (uscito nel 1982) come album degli anni ottanta. Naturalmente 12 non sono sufficienti, ce ne sarebbero diversi altri, ma di solito i primi che vengono in mente sono quelli che ascoltavamo davvero…

Comincio io con la mia:

  • QUEEN – The Works
  • WHITESNAKE – Slide It In
  • THE FIRM – The Firm
  • ROBERT PLANT – Pictures At Eleven
  • BLACK SABBATH – Heaven And Hell
  • VAN HALEN – Diver Down
  • CHEAP TRICK – All Shook Up
  • BILLY SQUIER – Don’t Say No
  • AEROSMITH – Permanent Vacation
  • DEF LEPPARD – Hysteria
  • VASCO ROSSI – Vado Al Massimo
  • DAVID LEE ROTH – Eat’em And Smile

AEROSMITH new song “Legendary Son”

30 Mag

Mi è difficile ascoltarla senza pensare a THE WANTON SONG dei LZ. Voi cosa ne pensate? Io al momento non  ne ho idea…