Vabbè Stairway. Vabbè Whole Lotta Love. Vabbè Since I’ve Been Loving You. Ma Kashmir è pura enfasi, pura potenza applicata al rock, in qualche modo è la Nona dei Led Zep. Su un giro di chitarra in accordatura DADGAD, che già aveva pavimentato il sentiero tra il folk anglo-scoto-irlandese e l’esotismo medio orientale con le musiche dell’ Incredible String Band, di Bert Jansch e Davy Graham, Planty, Pagey, Jonesy & Bonzo costruiscono una cattedrale rocciosa ed eccitante, un trance circolare mastodontico, immane e cadenzato come un brontosauro in marcia. E’ la colonna sonora della discesa degli Dei dell’Olimpo sulla terra, l’ incombente fanfara che annuncia gli eroi del Walhalla, il solenne seppur controllato omaggio in musica ad archetipi antichissimi e fascinosamente spaventosi, un Martello Degli Dei sinfonico al cui confronto Wagner sembra Sergio Endrigo.
(JP live 1977 durante Kashmir)
Il rock scopre suggestioni etniche inedite e l’india pop-misticheggiante e radical chic del Beatles a Risikesh lascerà per sempre il posto alla possanza titanica per nulla consolatoria di questa musica fuori dal tempo. Dopo la conquista della vetta di Kashmir, per i LZ rimane possibile solo la discesa, che arrivò puntuale. Miracoloso e sottovalutato l’apporto di John Paul Jones alle tastiere: ascoltato attentamente in cuffia rimpiazza i Berliner e Von Karajan da solo.
(led Zep live 1975)
Parole e ricerca video di Stefano Piccagliani – (C) 2012
Ascoltare gli UFO senza Schenker è sempre stato difficile per me, solo i dischi dei primi anni 80 con Paul Chapman riescono a convincermi in qualche modo. Atomic Tommy K e Lawrence Archer non sono mai riusciti a piacermi del tutto. Con Vinnie Moore è la stessa cosa. Sarà anche bravo ma scivola via senza particolari emozioni. Nessun assolo che colga nel segno, nessuna sequenza di note che dica qualcosa. Tuttavia il disco non è male, calcolando che è un album di una band che ormai ha già dato tutto. Hard rock di discreta fattura, suonato con convinzione e una certa eleganza.
Mi vien da paragonarlo all’ultimo VAN HALEN, anche lì come ho scritto non ci sono pezzoni, ma si sente che un album di una vecchia band che non faceva uscire qualcosa da molti anni, c’è quindi forse una scarica in più. Gli Ufo fanno ormai dischi con continuità, forse il tutto pesa un po’, ma son dischi che si fanno ascoltare.
Dopo tre brani hard rock arriva ANGEL STATION, la prima che cattura la mia attenzione. Dolcezza per niente mielosa, un po’ triste se mi si passa l’ossimoro, su un tempo medio.
Anche THE LAST STONE RIDER si distingue, mica male davvero. Con BURN YOUR HOUSE DOWN si cerca do modernizzare un po’ le formule, il risultato non mi fa impazzire ma apprezzo lo sforzo.
THE FEAR è una specie di swing bluesato, in alcuni punti mi sembra di sentirci How Many More Times dei LZ e Walking Into Clarksdale di Page and Plant, ma magari sono solo le mie orecchie troppo piene di piombo zeppelin.
Ci sono due Bonus Tracks, la prima è un giro simile a quello della canzone appena citata, la seconda è BAG O’ BLUES…piano e voce, un blues portentoso. Sentire il nostro Phil Mogg cimentarsi in un blues così tradizionale è uno spettacolo. Nient’altro che un blues, ma è il mio pezzo preferito dell’album.
(Paul Raymond – Rhythm Guitar, Keyboards/Phil Mogg – Vocals/Vinnie Moore – Lead Guitar/Andy Parker – Drums)
Il figlio – se abita in un altra città – si sveglia alle 5,30 e venti munti dopo è già in macchina. Inserisce nel lettore BEHIND THE SUN di Eric Clapton, niente lavori pesanti stamattina.
Verso Campogallo incontra all’improvviso una cancellata di nebbia…
(Fog in campogallo – foto di TT)
Il figlio la attraversa, e pur restando sempre sulla stessa strada si trova in un’altra dimensione, quella dove vengono a galla comportamenti passati avuti con compagne e conoscenti, comportamenti di cui non si è per nulla orgogliosi, comportamenti che si vorrebbero cancellare, ma non essendo possibile si scuote la testa, si lancia una cosa che è un po’ grido un po’ sospiro e si cerca di andare avanti.
Il figlio si assicura che il padre faccia la pipì dentro alla fialetta-contenitore per l’esame delle urine. Il figlio si assicura che il padre si lavi per bene. In cortile il figlio nota ancora una volta come padre Brian sia amico di tutti i neri che abitano nei palazzi intorno al suo. Alle 06,45 i due sono davanti al laboratorio Test di Verdi Boulevard.Il figlio va a cercare un parcheggio e lo trova at god’s house, in Sabbatini street. Mentre torna, attraversando l’Emily Road constata quanto sia bello vedere il primo sole che tinge la Ghirlandina in lontananza…
(First rays of the rising sun over Mutina – foto di TT)
Il figlio, pur avendo avuto genitori e tutta la stirpe di Regium Lepidi, ama Mutina, la sua città. Il figlio si chiede se l’amare la propria città derivi dal fatto che di solito è il posto in cui ci si sa muovere, in cui ci si relaziona in modo naturale ed istintivo.
Un nero fruga nel cassonetto della carta davanti al laboratorio. Più o meno dieci persone attendono che le porte vengano aperte. Arriva un vecchio con cappotto e cappello, ha in mano il Resto Del Carlino, è l’immagine di modenesi che ormai non ci son più.
Il padre, che fino a ieri era un po’ incazzato per l’esame in questione, stamattina è carico…è una novità rispetto ai giorni noiosetti che deve affrontare. Il figlio è gentile ed educato con la dottoressa. Il figlio segue il padre passo passo, lo aiuta, lo assiste…il figlio – che non ha né figli né nipoti – pensa a chi mai si occuperà di lui nel caso avesse la fortuna di arrivare all’età di padre Brian. Sarà un estraneo che lo guiderà attraverso le nebbie della vecchiaia? Sarà solo? Avrà ancora qualche groupie che si occuperà di lui? Dovrà mettere in atto il piano alla Thelma e Louise che, scherzando, ha ipotizzato insieme al Dickey Betts di Quariegh quando sarà ora e il declino ormai ingestibile? Pensieri torbidi. Meglio lasciarsi cullare dai dolci complimenti del vecchio: “Te t’è al miòr” “Sarai internazionale” “Te t’è un bel om” “Dio bon mo ste in gamba”
Padre e figlio fanno colazione insieme al Bar Verdi. Il figlio da una occhiata alla Gazza…se non altro la primavera della sua squadra è in finale per la Next Generation Series (La Champions dei giovani).
Il figlio lascia un padre raggiante sotto casa, lo segue con lo sguardo sino al portone d’ingresso, poi parte per Stonecity. In macchina il figlio si sente i MOE.
Ieri, verso le 19. Ho appena scaricato Brian a casa sua, dopo aver corso avanti e indietro con lui per buona parte del giorno. Sono stanco. Mi fermo nel parcheggio sotto casa sua prendere fiato. Ricevo un messaggio, lo leggo:
“Sala d’attesa di un cliente…pomeriggio di merda, anzi periodo di merda…leggo il tuo ultimo post (Brian e Jimmy page, ndtim) e mi commuovo. Io non sono così presente con i miei vecchi…e anche se non sono più tanto sul blog, seguo sempre… soprattutto i tuoi post blues. Tim Tirelli For Ever.”
“Tim Tirelli For Ever”.…uhm…va là che l’amicizia blues è un gran bel lenitivo. Viva il blog, viva il blues, viva il sol dell’avvenire.
Nella pausa pranzo corro da Brian per fargli un po’ di compagnia e per fargli da mangiare. Fare tutto di corsa non è il massimo ma a volte è una necessità. Ascolto distrattamente gli ALLMAN agli A&R Studios di NYC il 26/8/1971 mentre rollo sui 110 sulla bretella Stonecity-Mutina. Arrivo a casa sua e lo vedo confuso e giù di morale. Gli faccio fare la barba mentre io preparo due svizzere, l’insalata e altre cosette. Pranziamo, cerco di tirarlo su, sparecchio, lavo i piatti e lo porto al bar lì vicino per un caffè. Gli dico che devo scappare in ufficio e mi fa “posso venire con te?”.
Risalgo da lui di corsa per chiudere le finestre e per prendere la medicina delle 15. Sulla bretella all’altezza di Bazvéra, mi viene in mente che non ho preso la medicina. Che testa. Faccio finta di nulla, anche con me stesso. Se lo sa mia sorella mi ammazza. Lungo il tragitto Brian riprende quota, solo il pensiero di stare in compagnia ha un effetto stupefacente. In ufficio saluta tutti, poi mia assicuro che si segga a leggere Repubblica. Dopo un po’ si alza, sgirandola per il mio ufficio…
(Brian in ufficio a Stonecity – foto di TT)
Si ferma davanti a un quadro, vede un chitarrista ritratto in una posa fighissima mentre maneggia un archetto di violino, non legge il nome, mi fa:
“Cus chè chi el?” (Questo chi è)
E io “Jimmy Page”.
Gli si illumina il viso, il nome evidentemente gli riporta a galla ricordi, sorride contento e si lascia andare ad un “Gimmi Peig, mo dio te stradora!”.
Brian è sempre un gran Brian.
(L’immagine sacra nell’ufficio a Stonecity – foto di TT)
Continuo a gradire queste iniziative della Chrysalis: in questo caso per 12 sterline ti porti a casa un mini box set di 5 Cd con tutto quello che devi avere del MICHAEL SCHENKER GROUP. Peccato solo che la confezione non sia digipack. Picca probabilmente descriverebbe la musica del MSG “roba da Rockpalast inizio anni ottanta”, intendendo un hard rock un po’ tout court, dai suoni un po’ così, suonato da gente con i pantacollant, bandane e polsini. Ridacchio sempre quando lo sento fare questo accostamento. Erano anni bui quelli come sappiamo, il Rockpalast era una trasmissione live tedesca da cui passavano molti artisti e gruppi rock, con presentatori con i baffi biondi, giacca, jeans e scarpe da ginnastica.
E’ così che affettuosamente (seppur ironicamente) descriviamo quell’hard rock un po’ di plastica peggiorato dalla famosa mancanza di gusto dei popoli teutonici. Forse un po’ di tutto questo c’è, ma io amo molto quello che Schenker ha fatto nei suoi dieci anni d’oro che vanno dal 1974 al 1984, e sono pronto a difenderlo ad oltranza, anche alla faccia di quegli snob che deridono il genere e l’artista in questione. Quelli che pensano che il rock che ascoltano loro sia superiore e non così kitsch, quelli che poi hanno fatto dischi, che per dirla come un mio caro amico “fan tirare un canchero” e che a confronto il MSG sembra i LITTLE FEAT del secondo disco.
Riascoltandomi tutto il cofanetto, mi sono di nuovo reso conto che chitarrista della madonna sia stato Schenker in quegli anni. Gran gusto, bella grinta, dinamiche eleganti e assoli davvero strabilianti. MICHAELSCHENKER GROUP (TTTT) uscì nel 1980 e si piazzò al n.8 della classifica inglese grazie al buon hard rock di ARMED AND READY, VICTIM OF ILLUSION, CRY FOR THE NATION e INTO THE ARENA.
Con MSG (TTTT) del 1981 entrano nel gruppo COZY POWELL e PAUL RAYMOND. Alla voce sempre GARY BARDEN, un tipico cantante inglese – zona Kent – di hard rock di seconda, forse terza fascia. Non fu e non è un cantante dotatissimo, ma era ed è un buon diavolo e seppe sempre fare la sua parte dignitosamente (eccetto quello che riguarda il look del 1984), per di più era balbuziente e questo me lo rende simpatico. READY TO ROCK, ATTACK OF THE MAD AXEMAN, ON AND ON, LET SLEEPING DOG LIE, BUT I WANT MORE, NEVER TRUST A STRANGER…il secondo album è pieno di classici dell’MSG che portano il disco al n.14 della classifica UK. Nel 1982 esce il doppio live ONE NIGHT AT BUDOKAN (TTTT): trionfo! Un doppio disco di hard rock che nel 1982 arriva nella Top Five inglese!
Il mio preferito è però ASSAULT ATTACK (TTTTT) del 1982 con GRAHAM BONNET alla voce. Peccato che nel frattempo Powell se ne fosse scappato negli Whitesnake, poi rimpiazzato da Ted McKenna. ASSAULT ATTACK, ROCK YOU TO THE GROUND, DANCER, SAMURAI, DESERT SONG…anche l’immancabile strumentale ULCER…tutto gran hard rock europeo. Questo fu l’album col quale puntare sul mercato americano (grazie anche al cantante più bravo). Peccato che Bonnet se ne andò dopo il primo show, uno di quei low-key warm up gig che permettono alle band di vedere se tutto funziona, poco prima di suonare al Reading Festival come headliner.
BUILT TO DESTROY (TTT) e il live ROCK WILL NEVER DIE (TT1/2) fecero capire che il MSG sstava appassendo.
Questa confezione contiene l’inedito LIVE AT THE MANCHESTER APOLLO 1980 e alcune altre cosette mai apparse su CD.
Venerdì mattina, mi dirigo verso Scandillius. Insieme a Lakèrla ho due appuntamenti di lavoro con due fotografi per parlare di alcuni progetti di un cliente. Budget, mood degli ambienti da ricreare in studio o in 3D…quelle cose lì insomma. EMOTIONAL RESCUE dei Rolling mi tiene a galla mentre attraverso le campagne di Regium Lepidi diretto verso la collina.
INDIAN GIRL mi ha sempre preso molto…quelle atmosfere centroamericane, Mick che canta di CHE GUEVARA…
Mr. Gringo, my father he ain’t no Che Guevara And he’s fighting the war on the streets of Masaya Little Indian girl where is your father? Little Indian girl where is your momma? They’re fighting for Mr. Castro in the streets of Angola
Arrivo nella parte nord di Scandillius, Kerlit mi sta aspettando, entriamo da AD. Un caffè, due chiacchiere sulle Seychelles e iniziamo a parlare di lavoro.
(Da AD – foto di TT)
(Tim da AD – foto di LK)
A metà mattina ci spostiamo verso i piedi delle colline, da FR. Mentre Lakerlit si fa un caffè con R io gironzolo per lo studio…mi perdo nei miei pensieri…immagino cosa debba essere stato nel 1978 o 1979 ricreare in studio il bar della cover di IN THROUGH THE OUT DOOR…
(da FR – foto di TT)
(da FR – foto di TT)
Il meeting si sviluppa in un paio d’ore abbondanti di confronti e discussioni. Ci siamo io, la Kerlit, Raffa e Sonny. Mentre la Kerlit espone le sue riflessioni da art-director quale è, io mi riperdo nei miei pensieri per un momento…mi immagino ad un altro tavolo di lavoro, insieme alla redazione di un immaginaria rivista musicale tipo Classic Rock Magazine a discutere su chi mettere in copertina: gli UFO, i BLUE OYSTER CULT o andare sul sicuro con i LED ZEP o PINK FLOYD?…torno back on the ground…tocca a me intervenire e a cercare di riportare tutti dentro i binari di un budget ben preciso.
Verso l’una ritorno a Stonecity.
(Back in Stonecity groove – foto di TT)
Sabato mattina ore 06,30. Suona la sveglia. Se voglio sbrigare le mie cose occorre che le faccia prima delle nove, se a quell’ora Brian non mi vede, il mondo rischia di cadere. Ho faticato a prender sonno, devo essere stato preda dei blues almeno fino alle 2. Mi alzo con gran fatica, ma sono un tipo con una certa di volontà, riesco nell’impresa. Fa freddo, il sole a Borgo Massenzio trapela tra gli alberi, salgo sulla blues mobile…
(Sole tra gli alberi nel posto in riva al mondo – foto di TT)
A Gavassae entro nella nebbia, ne uscirò soltanto a tarda mattina; mi metto sulla tangenzialina campagnola, inserisco nel lettore HEART OF A A WOMAN di ETTA JAMES, per il Misty Mutina Hop del sabato mattina.
Entro in Mutina con l’elegante ma sempre pericoloso blues moderno di Etta ancora nelle orecchie. Mi accorgo che è di nuovo tempo di MUTINA IN FLOWER. Tra poco una zona della città sarà piena di gente che zompetta intorno agli ambulanti floreali. Penso al fatto che le ultime sei edizioni di questa cosa mi hanno accompagnato attraverso cambiamenti radicali della mia vita …rabbrividisco ripensando a quello che ho passato…niente di che se messo nella prospettiva del mondo, uno spaventoso maremoto se messo in relazione con la vita di un povero uomo di blues chiamato Nonantolaslim. Passo davanti all’ufficio di Julia, la saluto con la mano. Mi sembra bellissima stamattina.
(Allestimento deI BANCHI – foto di TT)
In un ufficio mezzo pubblico/mezzo privato assisto ad una scena…6 Sportelli… 3 vuoti, 3 occupati da impiegati. Sono le otto, ci sono 3 utenti, situazione calma, nessuna fretta, nessuna coda. Entra un moldava, attende 10/15 secondi, va dal custode e inizia ad urlare che adesso lei pretende che tutti i sei sportelli abbiano un impiegato. Il custode le spiega che questo succede verso le nove, quando inizia ad esserci un po’ di gente, non ha senso far stare i dipendenti con le mani in mano nell’ora in cui arriva un utente ogni tanto. Lei insiste, urla che in Moldavia le cose funzionano, non come qui, e cose del genere. Scena surreale. Nel giro di venti secondi uno sportello si libera, la moldava può accomodarsi. L’impiegato le fa – in dialetto – “ Io ho sposato una moldava, ma se fossi tu mia moglie ti avrei già ammazzata“. “E se non ti va bene torna in quel paese di merda da cui provieni” aggiungo io, sempre in dialetto. Sono incazzatissimo, mi guardo intorno pronto a ripeterlo a chiunque sputi nel piatto in cui mangia. Silenzio. Dieci secondi e il demonio lascia il mio corpo, espleto le formalità con la cortesia del cittadino emiliano modello, saluto e me vado.
Entro nell’edicola sotto la Ghirlandina e lo vedo: il nuovo CLASSIC ROCK MAGAZINE con VAN HALEN IN COPERTINA. Mi si risistema l’animo…
Da Brian nulla di particolare da segnalare, se non che sono assonnato e senza tanta energia. Lo avrò da me anche domani. Mi fa piacere, ma la gestione di un vecchio senza grosse possibilità economiche, non è un lavoro facile. A Ninentyland mi fermo nel posto dove mi arriva la posta…apro una grande busta e dentro ci ritrovo un attestato di fedeltà della benemerita. Il presidente nazionale della Associazione dei Carabinieri riconosce che io, ex carabiniere ausiliario, sono stato iscritto alla associazione dal 1983 al 2011…
Ritorno verso Regium Lepidi, appuntamento con la bassista preferita alla Coop per la solita spesa settimanale. Nel lettore ORIGINAL ALBUM CLASSICS di MUDDY WATERS…
Ripenso ad un commento di Polbi riguardo le collaborazione di JOHNNY WINTER a questi tre album …“meglio che Winter se fosse stato a casetta sua…” naturalmente non sono d’accordo col Michigan Boy. Prima di questo periodo Muddy Waters faceva dei dischi un po’ di merda, almeno con questa trilogia un po’ di energia e di successo sono arrivati, calcolando poi che Winter non si è mai messo in primo piano. Trilogia che ha permesso al secondo più grande bluesman di tutti i tempi di far uscire quello che è uno dei migliori dischi live di blues nero…MUDDY MISSISSIPPI WATERS LIVE del 1979, sempre con Winter. Ma si sa, io reputo JOHNNY WINTER (1970/75) il secondo miglior chitarrista rock, e il mio fratellino di Detroit è convinto che Neil Young sull’elettrica sia un gigante della chitarra, non possiamo proprio arrivare ad una conclusione comune.
Arrivo a l’LittleInn sul confine tra le due province, svolto a sinistra, una branco di Biker con HarleyDavidson nere viene in senso contrario, abbasso il finestrino e urlo “Bikers di merda!“. Duecento metri dopo passo davanti ad una chiesetta campagnola a bordo fosso, quelle di due metri per uno, abbasso il finestrino e tiro uno zioboaia che gli uccelli sui fili della luce volano via. Il MICHAEL SCHENKER GROUP martella le mie tempie con ARMED AND READY…
Qualche altro centinaio di metri e sono davanti alla chiesa vera e propria di Stiolo, il demonio esce dal mio corpo. Arrivo alla Coop, faccio la spesa, sono gentile con la commessa. Alla domus saurea annaffio un fritto misto con una birra. Frutta e poi un Southern Comfort, as usual. Crollo sul divano mentre leggo il Manifesto. Riprendo conoscenza verso le 18. Tutto tace, mi tocco lo stomaco per vedere se c’è un piccolo Alien dentro di me. Scendo nel countryyard. La vista della campagna e il sole che tramonta mi fa venire in ente SUN DOWN dell’Edgar Winter Group. Penso alla partita dell’Inter di domani.
Email ricevuta alle 16,21 di oggi da JimmyPage.com:
16 MARCH 2012
A SPECIAL ANNOUNCEMENT FROM JIMMY PAGE
“On March 20th, the Spring Equinox 2012, the title music for Lucifer Rising and Other Sound Tracks will have its premiere and release.
The title music, along with other musical pieces recorded at my home studio in the early Seventies, have been revisited, remixed and released for the first time.
This is a musical diary of avant-garde compositions and experiments, one of which was to appear on the film ‘Lucifer Rising’.
The collection has been exhumed and is now ready for public release. This will be available exclusively on the website.
There will be a standard release on heavyweight vinyl.
In addition there will be a special run of 418 numbered copies. The first 93 copies will be signed and numbered.
There are liner notes and commentary to each track. The tracks are:
Side One
1) Lucifer Rising – Main Track
Side Two
1) Incubus
2) Damask
3) Unharmonics
4) Damask – Ambient
5) Lucifer Rising – Percussive Return”
Jimmy Page, March 2012
PRICES
There are three versions of Lucifer Rising available:
Standard edition – £20
Deluxe edition – £30
Signed Deluxe edition – £195
HOW TO BUY
‘Lucifer Rising and Other Sound Tracks’ will be available exclusively from JimmyPage.com at 14:00 GMT (UK time) on Tuesday 20th March 2012.
As with Death Wish II, we anticipate a high volume of traffic to the website on release day and, while we shall provide additional hosting support, we appreciate your patience in advance if JimmyPage.com is slower than normal during this period.
Visit JimmyPage.com at 14:00 GMT on Tuesday 20th March 2012 to buy ‘Lucifer Rising and Other Sound Tracks’.
SIGNED AND DELUXE EDITIONS
In addition to the standard release of ‘Lucifer Rising and Other Sound Tracks’ there will be a Deluxe edition of the album available, limited to just 418 copies. The Deluxe edition is distinguishable from the standard album by its subtle artwork variations and each copy is individually hand-numbered.
Jimmy Page has signed the first 93 copies of the Deluxe edition.
HOW TO BUY A DELUXE EDITION
For fairness, Deluxe and Signed Deluxe editions of ‘Lucifer Rising and Other Sound Tracks’ will only be available through a pre-registration system in advance of the release day.
On Monday 19th March 2012, JimmyPage.com will randomly select 418 registrants from these lists – 93 from the Signed Deluxe list and 325 from the Deluxe list – to gain exclusive access for 48 hours to purchase the corresponding product.
Those wishing to purchase either a Deluxe or Signed Deluxe edition can register their interest below. Only successful registrants will be able to purchase a Deluxe or Signed Deluxe edition within the 48-hour window. Any remaining Deluxe or Signed Deluxe editions not purchased by successful registrants during this period will then go on general sale at 14:00 GMT on Thursday 22nd March 2012.
PRE-REGISTRATION SYSTEM 1. Register
Register your interest in purchasing a Deluxe or Signed Deluxe edition between now and 23:59 GMT on Sunday 18th March 2012. Click here to register for a Deluxe edition (325 available priced £30)
AND
Click here to register for a Signed Deluxe edition (93 available priced £195)
Please note: You can register for both products – once for the Deluxe edition and once for the Signed Deluxe edition – but duplicate registrations per product, per account will be invalid.
2. Selecting 418 registrants
We will randomly select and email 418 successful registrants by 18:00 GMT on Monday 19th March 2012 to confirm that a Deluxe edition or Signed Deluxe edition of ‘Lucifer Rising and Other Sound Tracks’ has been reserved for them.
Please note: Due to expected volume it will not be possible to notify unsuccessful registrants.
3. Exclusive 48-hour access
Each successful registrant will automatically be assigned exclusive access for 48 hours to purchase either the Deluxe or Signed Deluxe version of the album in the JimmyPage.com shop and be able to purchase their copy from 14:00 GMT on Tuesday 20th March 2012 until 14:00 GMT on Thursday 22nd March 2012.
Please note: Only successful registrants will be able to gain access to these products during the 48-hour window.
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