“Hallelujah Noel be it Heaven or Hell the Christmas you get you deserve”

24 Dic

Beh, eccola qua la vigilia, che ve ne pare? Come state? Sono almeno 4 giorni che sono immerso in questo stato emotivo, niente di cristiano e religioso per carità, e non sono nemmeno schiavo del consumismo, ma celebro – come ho già scritto – l’antico rito della festa del sole. Mi piace comprare qualcosa per i miei amici, le mie groupie, la mia stirpe o per qualcuno che condivide il mio viaggio e quindi qualche affinità elettiva, qualcosa che  funga da buon auspicio per la nuova stagione che sta arrivando.

Ci sono quelli che  rifiutano ogni addobbo, ogni orpello, ogni odore di questa festa…e ci sono quelli che si immergono nella ipocrisia del consumismo e del buonismo cristiano, io non so se sto in mezzo …in fondo non mi interessa, so solo che la festa del sole la sento molto, la mia malinconia spesso sconfina nella nostalgia, ripenso a mia madre, agli amici assenti, al  mistero di questa porca vita, ma ritorno bambino al fiutare l’odore dei tortelli dolci con la marmellata, col fatto di avere qualche pacchetto sotto l’albero che aprirò domattina, nell’adattare il battito del mio cuore a quello delle lucine ad intermittenza.

La colonna sonora di questo periodo è fatta – da sempre – soprattutto di (e mi vengono i brividi solo nello scriverne i nomi) EMERSON, LAKE & PALMER. Curioso come io trovi la musica in questione adattissima a questa feste ma anche alle caldi sere estive. Il PIANO CONCERTO, THE ENDLESS ENIGMA e la FUGUE relativa, i QUADRI AD UNA ESPOSIZIONE, le soavi ballate di Greg Lake e il piano di Keith Emerson…argomento su cui tornerò perchè quando Emerson suona il piano mi si aprono davanti orizzonti, dirupi e vallate di suggestioni cosmiche.

Sto forse un po’ rompendo il cazzo con ‘sti ELP, i miei amici forse non ne potranno più, ma sono parte di me, io sono come sono anche grazie a loro.

Primo natale in compagnia del blog, anche in questo momento, con la lucina sulla scrivania, la stufa di fuoco accesa, la campagna fredda lì fuori e voi che pur lontani siete sintonizzati su queste onde di blues. Così, miei cari amici, compagni, confratelli e consorelle, uomini e donne di blues, il vostro affezionato Tim Tirelli vi ringrazia per i bellissimi mesi fin qui passati insieme, vi da appuntamento ai prossimi rock and roll post e vi benedice, appunto, nel nome di Emerson, Lake e Palmer. La messa (nera) è finita, andate in pace. Buona festa del sole.

I Believe in Father Christmas – Greg Lake – 1975

They said there’ll be snow at Christmas

They said there’ll be peace on Earth

But instead it just kept on raining

A veil of tears for the Virgin’s birth

I remember one Christmas morning

A winters light and a distant choir

And the peal of a bell and that Christmas Tree smell

And their eyes full of tinsel and fire

They sold me a dream of Christmas

They sold me a Silent Night

And they told me a fairy story

‘Till I believed in the Israelite

And I believed in Father Christmas

And I looked at the sky with excited eyes

‘Till I woke with a yawn in the first light of dawn

And I saw him and through his disguise

I wish you a hopeful Christmas

I wish you a brave New Year

All anguish pain and sadness

Leave your heart and let your road be clear

They said there’ll be snow at Christmas

They said there’ll be peace on Earth

Hallelujah Noel be it Heaven or Hell

The Christmas you get you deserve.

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Dicevano ci sarà neve a Natale

Dicevano ci sarà pace sulla Terra

Ma invece continuava a piovere

Un velo di lacrime per la nascita (di Gesù) dalla vergine.

Io ricordo una mattina di Natale

Una luce invernale ed un coro lontano

Rintocchi lontani di una campana e quel profumo di albero di Natale

Ed i loro occhi pieni di addobbi  e di fuoco.

Mi hanno venduto un sogno di Natale

Mi hanno venduto una notte silente

Mi hanno raccontato una favola

Fino a farmi credere nell’israelita

E ho creduto in Babbo Natale

Ed ho guardato il cielo con occhi eccitati

Fino a svegliarmi con uno sbadiglio, alle prime luci dell’alba

E vedere oltre il suo travestimento

Vi auguro un Natale pieno di speranza

Vi auguro un felice anno nuovo pieno di coraggio

Ogni angoscia, dolore e tristezza

lasci il vostro cuore e  che il vostro cammino sia limpido e chiaro.

Dicevano ci sarà neve a Natale

Dicevano ci sarà pace sulla Terra

Alleluia Noel, che si tratti di Paradiso o Inferno

Il natale che abbiamo è ciò che ci meritiamo.

(libera traduzione di Tim Tirelli)

INTERVALLO: Tom Jones canta e balla “All Right Now” dei Free

23 Dic

Video fighissimo di un Tom Jones carico come uno schioppo – courtesy of Picca

MOJO 218 – January 2012 e il cd allegato STICKY SOUL FINGERS

23 Dic

THE MAGAZINE: Si può lasciar lì un MOJO con Keith e Mick Jagger negli anni settanta in copertina? No di certo. Bello l’articolo relativo con nuovi interventi dei protagonisti.

THE CD: ” STICKY SOUL FINGERS” – TTTTT

Il cd allegato per una volta tanto è davvero bello. Trattasi di STICKY  FINGERS rifatto da altre band in chiave nera, SOUL suggerisce il titolo, ma più che soul trattasi di FUNK imputanito. Un tiro della madonna e dei suonacci alla porca eva, un disco che sa dell’odore intimo delle donne.

Provate CAN’T YOU HEAR ME KNOCKING dei Bamboos, YOU GOTTA MOVE di Naomi Shelton e la versione strumentale di BITCH dei Sugarmam 3, con i suoi ritmi da Africa nera con hammond e fiati da sballo…e dire che i musicisti sono bianchi.

Buona anche la cavernosa I GOT THE BLUES di Aloe Blacc & Joel Van Dijk. Gli Anthony Joseph & The Spasm Band alle prese con DEAD FLOWERS mi ricordano i WHITE TRASH di EDGAR WINTER del 1971.

MOONLIGHT MILE è da sempre una delle mie canzoni preferite, qui è cantata da LEE FIELDS in maniera più canonica e in linea con il sound nero, ma è ugualmente molto, molto affascinante.

Come Bonus track c’è una stralunata versione di ANGIE trasformata in un blues spaziale e sofferto.

Cazzo che bel cd.

RITAGLI DAL PASSATO:Recensione dell’epoca (1985) di Giancarlo Trombetti del primo album dei FIRM

22 Dic

Non ho idea da che giornale sia preso questo ritaglio. Rockerilla forse? Chissà se Giancarlino se lo ricorda.

 

The Winter Solstice part two…LED ZEPPELIN Four Blocks In The Snow New York 12-02-1975 e il PINK FLOYD “Dark Side Of The Moon” Immersion Box Set

21 Dic

Seconda parte del solstizio passata in soffitta a sistemare le mie cose. Mi ascolto al volume giusto l’ormai mitologico bootleg dei LED ZEPPELIN “Flying Circus” New York Nassau Coliseum 12 febbraio 1975 nella versione matrix (soundboard + audience) chiamata FOUR BLOCKS IN THE SNOW. Arrivo a NO QUARTER e come sempre divento preda della sindrome di Stendhal. Come ho già detto, per perdersi in un bootleg del 1975 dei LZ bisogna superare il fatto che non sono quelli del 1971, che il tour partì malissimo con Plant con la bronchite e Page con un dito rotto e con le droghe pesanti a rendere il tutto sfuocato.  Questo del 12 febbraio tuttavia è un bootleg unico, perché la qualità audio è eccellente e pur tra leedifficoltà Page e Plant cercano di dare il meglio di loro stessi. L’assolo di NO QUARTER mi porta in altre dimensioni e quando Jones inizia a variare la tonalità Jimmy si perde, insiste sul Re minore, si perde e si ritrova…l’effetto – almeno per me – è cosmico. Ascoltato ad alto volume o in cuffia, questo bootleg e questo pezzo in particolare ti portano via. Letteralmente.

Ritorno sulla terra, Emi (amica di mia madre) mi chiama per farmi gli auguri, controllo il cellulino altri sms da Dan, Carletto, Lorenz, LinkAnto…controllo la posta e vedo che Doc mi ha inviato un’email delle sue:

“Love u pal, take a good care of urself & ur missus, and let’s celebrate, for Page’s sake,’till the juice runs down ur skinny legs, Zio pover…and ‘till the Levee Breaks ! Yours truly, the Only One, DoC,  diving deep down the river of whiskey blues, searching for the dogs of doom…deepest than ever, my friend, life is tough…”.

Polbi mi chiama da Detroit, ah il nostro Michigan boy! Lo ringrazio per il bel libro che mi ha regalato sui chitarristi blues…

Arriva poi Lasàurit e mi regala il PINK FLOYD “Dark Side Of The Moon” Immersion box set. Mi tremano le gambe, mi batte il cuore…6 dischetti ed una confezione straordinaria…sciarpa, biglie di marmo, vario merchandising, un photo book, un booklet e tante altre cosine. Una meraviglia. Lo abbraccio questo box set, me lo tengo stretto al cuore. .. la mia bassista preferita mi vizia. Lo so.

Se solo l’Inter stasera mi regalasse altri tre punticini, giocando male s’intende, sarebbe il solstizio perfetto.

The Winter Solstice and The Congregation of the Enlightened Men of the Blues

21 Dic

Eccolo qui l’inverno, cielo coperto, brina nei campi e malinconia confortevole nell’animo. Oggi mi son preso un giorno di ferie, compio gli anni (e poi non ci si sorprenda se la meno col fatto che sono un uomo di blues…son nato in una fredda stazione ferroviaria nella notte più lunga dell’anno…che altro sarei potuto diventare?) e non mi dispiace stare un giorno con me stesso, ascoltare musica, scribacchiare qualcosa per il blog, crogiolarmi della nostalgia tipica di questo periodo legato alla festa del solstizio d’inverno, insomma quello che l’altra gente chiama natale. C’è ancora EMERSON PLAYS EMERSON sullo stereo…BALLAD FOR A COMMON MAN e quel piano che pur non dando risposte ai grandi quesiti della vita te la rende sopportabile.

Tra un po’ metterò il WINTER ALBUM di quest’anno.

Sfoglio facebook e mi accorgo che già un sacco di persone mi hanno fatto gli auguri. Laròby poi mi telefona mentre ordina una pasta con la marmellata in chissà quale bar di Milano, Lalàlli, Biccio, Riff e March mi mandano affettuosi messaggi. A proposito di March, il suo regalo mi ha fatto sorridere, trattasi del libro di Patrick Graham IL VANGELO SECONDO SATANA…Suto mi ha fatto avere un bel quadro-locandina dei BEATLES e Lasìmo un paio di CD giapponesi versione ristampa mini Lp appena usciti: EDGAR WINTER “SHOCK TREATMENT e COVERDALE-PAGE in versione Blu-spec CD…queste persone conoscono il loro pollo, non c’è dubbio.

Marco C, romano di Toscana, mi manda invece un dirigibile di auguri…

Ieri sera assemblea della CONGREGAZIONE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. Esco dall’ufficio verso le 19,30, ho tutto il tempo che voglio, ma voglio arrivare presto e fare le cose con calma. In macchina alterno un ottimo bootleg del 1975 degli AEROSMITH e i DICKEY BETTS’ GREAT SOUTHERN…

Alle 20,10 sono già al mio posto. Sandro del Kata e la sua collega indaffarati, io lì al tavolo, da solo, a pensare al Madison Square Garden. C’è un albero di natale fatto con dei long playing e c’è quella gran figa di Tina Turner sullo schermo…

(Ieri sera al Kata – particolare: albero di dischi e quella sex bomb di Tina – foto di TT)

Gli altri arrivano alla spicciolata: Mixi, March, Jaypee, Liso, Suto e quindi Picca, Riff e Lorenz. Siamo in nove, ci siamo tutti. Ci mettiamo in cerchio e intoniamo i sacri versi di mastro Gregorio Lago:

Are you confused
To the point in your mind
Though you’re blind
Can’t you see you’re wrong
Won’t you refuse
To be used
Even though you may know
I can see you’re wrong
Please, please, please open your eyes
Please, please, please don’t give me lies

I rule all of the earth
Witnessed my birth
Cried at the sight of a man
And still I don’t know who I am

Ci togliamo il cappuccio, la tensione si scioglie e ci prepariamo a passare insieme quella che diventerà una gran serata. Pizza e birre (per gli altri, io naturalmente ordino la mia fedele compagna ACQUA NATURALE FUORI FRIGO…). Ci raccontiamo a vicenda, ci abbracciamo, ci tocchiamo (virilmente s’intende, non siamo mica finocchi)…bello stare in compagnia degli illuminati del blues. Qualche battuta sul calcio, poche perché se no Lorenz si rompe e Liso potrebbe innervosirsi (unico milanista tra un schiera di interisti), ma Lorenz è ancora un adepto del primo livello, quindi dovrebbe tacere e subire…ma siamo magnanimi, quindi solo veloci accenni alla mia teoria del BARCELLONA come esponente dell’anti calcio, alla modesta Inter di questa stagione e al Milan che sta vincendo 2 a 0 col Cagliari.

Parliamo del fatto che secondo noi i KING CRIMSON sono sopravvalutati. Hanno fatto un bellissimo primo album, importante e suggestivo ma noi pensiamo (su concetto di Picca) che fosse essenzialmente un album di Greg Lake. Infatti, aggiungo io, andatosene Lake, che altri album fondamentali per la storia del rock hanno pubblicato? Nessuno. Per non parlare degli album davvero bruttini fatti con Tony Levin e compagnia. Che bello poter parlare di queste cose senza che nessuno si scandalizzi.

Da lì arriviamo a TRILOGY degli EMERSON LAKE AND PALMER, Paolino Lisoni pronuncia le parole magiche THE ENDLESS ENIGMA, Picca urla “in piedi” in segno di reverenza e tutti ci alziamo con gli occhi lucidi di commozione e rispetto per questa suite che è così bella che ci fa girar la testa.

Adempiamo poi al dovere civico di tirare qualche madonna e quindi passiamo al momento dello scambio dei doni. Io li guardo i miei amici, allegri, sorridenti, pieni di blues e di voglia di stare insieme. Un pacchetto a te, due a me, eccone altri per tutti…il rito vecchio 5000 anni di scambiarsi un augurio di buon auspicio per la nuova stagione che verrà, festeggiando il sole che da oggi torna a splendere di più grazie all’allungarsi delle giornate. I miei amici…Paolino Lisoni cresciuto con Dylan che ora si infiamma per gli ELP e che mi scrive che riguardo JOHN MILES ho ragione io, Picca che si è fatto tutta la discografia dei FREE e di EDGAR e JOHNNY WINTER, March che sta pensando di rimettere insieme insieme i TRENI LOCALI mentre io, Jaypee e Mixi non sappiamo se scherza oppure no, sempre March che ci parla della sua nuova vita a Roma, Riff che arriva trafelato dopo un impiccio (come direbbe Polbi) di lavoro ma che si presenta vestito di tutto punto con le sue camicine fighissime modello DICKEY BETTS, Suto che sorride al pensiero che giovedì 29 ci si possa ritrovare al concerto dei TACCHINI SELVAGGI a Dinazzano, Lorenz che mi spaventa ipotizzando di andare a vivere in Nuova Zelanda (Don’t Live me this way, bro’!), i miei amici..quelli con cui discuter di negozi di dischi ormai rarissimi, di Amazon, di cd in special edition, quelli con cui posso parlare di ENDLESS ENIGMA appunto o dei WHITE TRASH di Edgar Winter o del nuovo vinile di DEATH WISH II che deve arrivarmi direttamente dal sito di Page senza essere preso per un tipo strano.

(The  brothers of the Confraternity of the Blues, da sx a dx circumnavigando il tavolo: March, Mixi, Tim, Riff, Liso, Picca, Sutus, Lorenz, Jaypee – foto di Elkata)

Come farei senza di loro? Certo, ci sono sempre Trombetti, Riva e molti altri con cui parlarne ma il contatto fisico e visivo è determinante e io in mezzo ai miei amici mi sento al sicuro, al riparo dai rigori della musicaccia che si sente oggi in giro e dei blues che questa porca vita ci fa arrivare puntualmente tutti i giorni

Che il signore dell’oscurità, il Dark Lord, ci benedica tutti fratelli e viva i Led Zeppelin, viva l’Inter, viva il sol dell’avvenire.

RITAGLI DAL PASSATO: Melody Maker Readers Poll 1977 /1978 /1979/1980

20 Dic

Mezzanotte passata, sullo stereo EMERSON PLAYS EMERSON …. verso CLOSE TO HOME e HONKY TONK TRAIN BLUES con OSCAR PETERSON…

non so come mai ma mi viene in mente il quadernone con i ritagli musicali che raccoglievo da ragazzo, fine settanta inizio ottanta…vado nel sottotetto, cerco tra le mie cose e lo trovo subito…ah…

Vecchio quadernone
Quanto tempo è passato 
Quante illusioni 
Fai rivivere tu 
Quante canzoni 
Sul tuo passo ho cantato 
Che non scordo più 

I Referendum dei Lettori del MELODY MAKER erano una cosa seria allora, se ne discuteva per settimane…

(Il Quadernone dalla copertina fine anni settanta)

(Da un Ciao 2011 fine 1977/inizio 1978)

(Da un Ciao 2011 fine 1978/inizio 1979)

JULIA 159 / SHANGAI DEVIL 3

19 Dic

JULIA 159 “Il Collezionista Di Scalpi” (Bonelli / dicembre 2011– euro 3,20)- TTTT

Buon numero, soggetto sempre di Berardi e disegni di Michelazzo.

SHANGAI DEVIL “L’alluvione” (Bonelli / dicembre 2011– euro 2,70)- TTTT

Godibile anche questo. Disegni di Stefano Biglia, soggetto e sceneggiatura di Gianfranco Manfredi…

(dall’album Ma Non E’ Una Malattia del 1976)

Un po’ di spirito natalizio…al piombo zeppelin però.

19 Dic

Riorganizzazione dei cd blues

18 Dic

Una delle cose peggiori  che un uomo di blues deve affrontare è il cambiar vita, perché questo significa  anche dover risistemare e riorganizzare i cd.

Lasciare il nido, avere il batticuore, annaspare tra un  miscuglio di sentimenti, tatuarsi i dolori per la vita lasciata dietro di sé, dire addio a persone a cui si è voluto bene…grama la vita per un uomo di blues in quelle condizioni…

Poi, dopo aver dormito per diciamo un sei mesi in un rifugio provvisorio, inizi a pensare che un nuovo inizio non dico sia possibile ma perlomeno (faticosamente) ipotizzabile. Trovi un altro nido che ti pare caldo e confortevole, un nido dove accatastare momentaneamente buona parte delle tue cose…ma arriva il giorno in cui queste cose le dovrai risistemare e giunto alla voce CD, inizia la tragedia.

Togliere i CD dal posto provvisorio ma stabile in cui li avevi ficcati  mica è un lavoro semplice. Inizi un giovedì sera a ridosso del natale e il venerdì hai più o meno finito, ma il vedere i tuoi cd ammucchiati senza (apparente) senso di continuità è una fitta continua al fianco.

(I miei cd al freddo e al gelo – foto di TT)

Sei lì che li rassicuri circa la provvisorietà di quella situazione, che te li coccoli, con Lasàurit lì dietro che ti dice “Sembra New York”…una New York di CD…

(Ancora ii miei cd al freddo e al gelo – foto di TT)

Lasàurit, oltre ad essere la mia bassista preferita (Scusa Jaypee, lo sai…non sei più tu…ma sei sempre al secondo posto)…una di quelle che per addormentarti ti suona come ninna nanna le linee di basso di CUSTARD PIE dei LED ZEPPELIN, era anche nipote di un genio della carpenteria, Nonno Inigo, e da lui deve aver ereditato la manualità straordinaria di cui è dotata.

Io, capace tutt’al più di scrivere qualche semplice canzoncina e magari qualche articolo miserello, fungo da aiutante un po’ “nessi” e la guardo montare col suo tocco magico i nuovi scaffali “Besta” (i migliori per i CD) dell’Ikea (naturalmente), i faretti e assicurare il tutto ai muri.

Arriva così il momento di riposizionare i CD nella nuova sistemazione. Ordine alfabetico, ordine per classi (Led Zeppelin & Related / Rock Inglese / Progressive / Rock Americano / Blues & Rock And Roll neri / Musica Italiana…) o un misto delle due come era fino ad ora? Tre scaffali in ordine alfabetico, uno con i LZ & Related, il Blues e gli italiani. Ok, deciso. Cerchi di  far tutto per bene, di non farti sfuggire nulla, hai buone capacità organizzative come recita il tuo curriculum, non farai casino…ma arrivato alla lettera M…JOHN MILES, STEVE MILLER BAND, JONI MITCHELL, MONTROSE, GARY MOORE, MORRICONE, VAN MORRISON, MOTLEY CRUE, MOTT THE HOOPLE, MOTORHEAD, MOUNTAIN, MR BIG e ALANNAH MYLES ti accorgi che quando hai messo a posto la lettera H ti sei scordato di inserire i 24 cd degli HEART che avevi proprio davanti al naso. Là, a post! Rifar scalare di un ripiano tutto con la schiena che è  ormai un pezzo di legno fossilizzato.

Passi il sabato sera così, dopo aver accudito e portato in giro Brian (oggi oltre alla pasta, il caffè e il crodino anche spremuta d’arancia con un Brian contento con un bambino) e adempiuto ai soliti impegni, verso mezzanotte contempli – tutto soddisfatto – il tuo nuovo angolo CD.

(L’angolo Cd di TT – foto di un esausto TT)

Guardi di nuovo la tua nuova discoteca, pensi che hai più di 2500 dischetti, appoggi lo sguardo sul reparto “Deluxe & Digipack Edition”, pensi agli altri 555 cd ( LZ & Jimmy Page Bootleg) che hai nel sottotetto, vorresti qui anche loro…ma lo spazio è quello che è…”perciò accontentati e sarai un signore negli affari d’amore (per i CD)” come cantava il  grandissimo IVAN GRAZIANI.