Modalità dicembre

19 Dic

Anche se al mio amico Bodhràn la parola non piace proprio, non posso fare a meno di entrare in “modalità” dicembre. E’ il mio mese, le due settimane prima del solstizio d’inverno sono le mie preferite dell’anno, mi sento percorso da una instancabile malinconia euforica.

Sul car stereo della blues mobile inizia a girare gli album e le canzoni che associo a questo periodo: CRUSADE di JOHN MAYALL…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

WINTER dei ROLLING…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 

…il PIANO CONCERTO di KEITH EMERSON e con esso quel turbinio di fiocchi di neve immaginari che si posano sul mio animo…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Il pensiero rivolto al ricordo di mia madre si materializza ogni volta che mi sento più buono, che annuso l’aria per controllare se per caso la neve è in arrivo, che mi emoziono per le luci ad intermittenza, che guardo le tazze con i cuoricini sul pentagramma che mi regalò tanto, troppo tempo fa.

tazza mother Mary

tazza mother Mary

L’ultimo giorno del mese scorso BRIAN ha compiuto 86 anni. Il birthday party che si è svolto nella struttura in cui è ricoverato non è stato affatto male, Brian ha fatto il galletto…

20151124_165257

Il giorno prima suo fratello Antonio, che noi chiamiamo Pippo o Giulivo (il nome che aveva da partigiano) ne ha fatti 90. Il clan Tirelli si è ritrovato quasi per intero. E’ stato un bel momento. Sono il più vecchio della quinta generazione (di quelle a noi conosciute) e prima o poi prenderò il testimone che mi passerà lo zio, a suo volta il più vecchio della quarta. Ha fatto tutto mia cugina Silvia, tra le cose che ci legano c’è anche una capacità organizzativa niente male.

Uncle Pyppo cake

Uncle Pyppo cake

Stefano & Antonio Tirelli - foto Saura T

Stefano & Antonio Tirelli – foto Saura T

Mi apparto un momento e osservo il mio clan, credenze religiose, politiche e calcistiche possono anche renderci diversi, ma il sangue ci unisce, com’è naturale che sia.

Qualche giorno dopo i festeggiamenti continuano, compie gli anne The Peita, la sorella della groupie. Le regalo il cofanetto in DVD della prima stagione di THE AMERICANS.

Kiss from the Peita - Gavassae dic 2015 - foto Saura T

Kiss from the Peita – Gavassae dic 2015 – foto Saura T

Il birthday party di The Peita apre le danze ai pranzi delle feste di dicembre a casa della Lucy, madre della groupie e rappresentazione in carne ed ossa dell’Emilia. Lasagne, cappelletti, coniglio, vitello arrosto, salsine, tortelli dolci, torta, liquori…I can’t get enough of Emilia’s vibe…

Torno a casa pieno come un uovo, sgambetto in giro per la Domus Saurea insieme al diavoletto nero della Tasmania

Palmiro - Domus Saurea - dicembre 2015 - foto TT

Palmiro – Domus Saurea – dicembre 2015 – foto TT

Non amo le decorazioni natalizie premature, non sopporto quelle ossessive ed esagerate, neppure quelle buttate lì a casaccio…mi piacciono quelle sincere, delicate, magari un po’ blues… così, al sabato e alla domenica, mentre preparo la colazione alla groupie accendo le candele e metto gli alberelli natalizi sulla tavola.

Domus Saurea - dicembre 2015 - foto TT

Domus Saurea – dicembre 2015 – foto TT

Poi, mentre MAHALIA JACKSON canta di notti silenti, la groupie fa l’albero ed io il presepio…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Domus Saurea - dicembre 2015 - foto TT

Domus Saurea – dicembre 2015 – foto TT

Da adulto do al “natale” il giusto valore, ovverosia un rito vecchio di 5000 anni in cui gli esseri umani festeggiano il solstizio d’inverno, la festa del sol invictus, delle giornate che tornano ad allungarsi scambiandosi un regalo come buon auspicio per la nuova stagione, tradizione poi assorbita dal cristianesimo (e da parecchi altri culti) che la ha trasformata nel giorno della nascita di un ebreo di razza etiope biondo e con gli occhi azzurri, figlio di una donna vergine chiamata Maria e con un padre putativo chiamato, qui in Emilia, Iòffa (Giuseppe insomma).

E’ una favoletta dunque, ma non riesco a rinunciare al relativo mock up (il presepe). Mentre lo preparo mi faccio mille domande, un ateo come TIM TIRELLI che fa il presepe è un lavoro da matti; pensavo fosse un inno alla mia infanzia, ma poi ho capito che è una sorta di resurrezione spirituale che si rinnova ogni anno: la statuina della donna con le due anfore tra le braccia, con l’abitino azzurro, il velo blu in testa ed il grembiule rosso è mia madre. La statuina in questione è una delle poche sopravvissute tra quelle che le appartenevano e che è arrivata ai nostri giorni. Ancora una volta constato quanto sia impossibile per un essere umano far fronte alla perdita della propria madre e rifletto sugli espedienti che la nostra mente trova per provare a riempire un vuoto incolmabile.

Domus Saurea - dicembre 2015 - foto TT

Domus Saurea – dicembre 2015 – foto TT

Una volta finito non resta che accendere le lucine e trasformare la sala della Domus Saurea in un posticino assai piacevole…

Domus Saurea - dicembre 2015 - foto TT

Domus Saurea – dicembre 2015 – foto TT

Per il resto veleggio a vista tra la nebbia, non è prevista neve per queste settimane e dunque mi perdo tra l’ovatta densa di foschia…

Foggy days at Domus Saurea - foto TT

Foggy days at Domus Saurea – foto TT

Black Fog - Villa Bagno - Regium Lepidi dic 2015 - foto TT

Black Fog – Villa Bagno – Regium Lepidi dic 2015 – foto TT

Ogni tanto al venerdì sera arrivo fino alla PERLA VERDE; sessanta km tra la nebbia fitta non sono pochi ma l’atmosfera della PERLA è quella giusta. Guardo la tribute band degli WHO e faccio il nessi con la groupie, la DORWOODA, POL e amici sfusi…

20151211_234322

Dorwooda, Tim, Groupie – foto Pol

Sabato son lì che attraverso CAMPOGALLO sulla blues mobile, sto andando da Brian, sono un po’ in ritardo, non sono solito sfidare il codice della strada, ma sullo stadone non c’è nessuno… posso permettermi di superare – sulla striscia continua – un camioncino che va come una lumaca.

Rientro sulla destra quando vedo là in fondo i vigili. Porca di quella puttana. Paletta, accosto. Mi viene incontro la comandante. Controllano la patente, il libretto, l’assicurazione, le gomme termiche. “Signor Tirelli, le contestiamo questo e quello”. “Ha ragione”, le faccio, “stavo correndo da mio padre, andavo di fretta,  ho sbagliato.” La responsabile di quella pattuglia della Polizia Locale mi fissa qualche secondo…è una di quelle donne che sono solito idealizzare, sicura di sé ma senza accentuare la cosa, concreta e decisa ma senza perdere la tenerezza…mi soppesa…probabilmente è colpita dalla mia franchezza, o forse è semplicemente rinfrancata dal fatto che per una volta non le è capitato un automobilista scorretto e rompicoglioni, fatto sta che mi dice “Guardi, facciamo così, le contesto solo il sorpasso su linea continua, così non perde punti della patente”. Redige il verbale. Sono 40 e passa euro ma se lo pago entro 5 giorni diventano 28. Mi è andata bene. Mi consegna il tutto. Ci scambiamo uno sguardo complice, quello tra una tutrice dell’ordine come si deve e un cittadino ligio al proprio dovere. “Ecco qua signor Tirelli. La saluto“. “Hasta siempre, comandante” vorrei dirle, ma mi congedo con un sorriso.

Brian ormai è sempre più distante. Spesso di ottimo umore, ma confuso come non mai. Canta, parla usando fraseggi e termini tutti suoi. Gli faccio vedere una foto dove ci siamo noi due, gli chiedo chi sono,”i Tirelli” mi dice, ma non riesce ad approfondire…sento che mi sta sfuggendo di mano, la sua zattera si sta allontanando, lui sembra felice, ma non riesco a mantenermi freddo come il raziocinio vorrebbe.

L’altra sera vado alla festa di natale della struttura, i 78 ospiti con relativi parenti. Siamo quasi in 200.

Christmas Party at the Home fo the aged - photo TT

Christmas Party at the Home fo the aged – photo TT

E’ ormai un anno che non gestisco più Brian direttamente, mi accorgo quanto sia dura. A tavola tocca e riposizione continuamente piatti, bicchieri, tovaglioli. Lo sgrido, lui capisce, ma è un riflesso più forte di lui. Gli taglio a pezzetti le lasagne, l’arrosto e le patate, la zuppa inglese; lui mangia con discreto appetito e diventa matto per l’aranciata e la coca (cola).

Brian ci dà di spumante al Xmas party - foto TT

Brian ci dà di spumante al Xmas party – foto TT

Il prete dà la benedizione, io penso ai BLACK SABBATH e ai GHOST…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

…partono gli applausi per gli addetti alla struttura e quindi gli auguri per il santo natale e il nuovo anno. Qualcuno versa a Brian due dita di spumante. Brian tocca il mio bicchiere col suo e mi fa “cin cin”. “Cin cin, vecchio Brian” gli rispondo e mi commuovo. Non ho i Ray ban con me, è ovvio, siamo in inverno… maledizione. Sono l’ultimo dei parenti ad andare, consegno Brian all’ animatrice, lo bacio e lo saluto. In cambio ricevo un ciao frettoloso, ormai è tutto concentrato su chi lo ha preso in custodia. Lo vedo lasciarsi guidare lemme lemme verso l’altra ala dell’edificio. Saluto il direttore, la capo nucleo ed esco nel fresco della sera. Salgo in macchina, scaccio la tristezza con un po’ di hard rock blues a volume alto…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Per il 21 sera è programmato il sinodo degli illuminati del blues. Saremo in dieci. Ho voglia di vedere gli uomini di blues che ho creato a mia immagine e somiglianza.

Passo serate al telefono col chitarrista straordinario dei FLOWER STONE, MASSIMO AVELLONE. La tratta Regium Lepidi-Panormus è a tratti disturbata ma i pensieri volano piuttosto alti. Parliamo di fenici, di latini, di romani, di britanni chiamati Iacobus Patricius.

Riesco anche a finire canzoni iniziate dieci e passa anni fa. Strano davvero: per due o tre lustri non riesci a trovare il giusto spunto poi, quattordici anni più tardi, in mezz’ora ne completi due come se nulla fosse. Niente di che, tutta roba che verrà riposta nel cassetto, ma per me son cose importanti.

Dicembre è reso ancor più dolce dalla marcia sicura e caparbia che sembra aver intrapreso l’INTER. Dopo cinque stagioni di stagnazione e dolori, finalmente i ragazzi e la società sembrano aver trovato la (s)quadra. Un condottiero come Ciuffy (Mancini insomma) è quel che ci voleva. Siamo primi in classifica, da qualche settimana stiamo giocando bene, il gruppo è compatto e un uomo di blues inconsapevole come BROZOVIC sta diventando una sorta di fenomeno. Che godimento ragazzi.

11140048_10206501915899659_888455177758782378_n

Se poi uniamo il fatto che santa Lucia mi ha portato la biografia fotografica di nostro signore, siamo a posto…

12360192_10206503740505273_3179060228750674047_n

Il 25 è dunque dietro l’angolo, un altro anno che passa, altri bilanci da fare. Ci fosse almeno la neve col suo candore ad addolcire questi blues per me sarebbe più facile, ma in definitiva …in alto i cuori, prendiamo quel che viene, anche gli alberelli spogli della Domus Saurea hanno un loro perché…

Domus Saurea dicembre 2015 - foto TT

Domus Saurea dicembre 2015 – foto TT

…jingle bells, jingle bells, jingle all the way…

I like female form, in minimum dress
Money to spend with a capital “S”
Get a date with the woman in red
Wanna be in heaven with three in a bed

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 

New photo of ROBERT JOHNSON

18 Dic

Sbuca un nuova foto di ROBERT JOHNSON e io quasi mi ribalto per terra. Sarà davvero lui?

920x920

http://www.chron.com/entertainment/music/article/New-photo-of-bluesman-Robert-Johnson-unearthed-6703035.php?cmpid=fb-mobile#photo-9121122

Due anni fa avevamo già scritto qualcosa a proposito di una nuova possibile terza foto (accettata dalla RJ estate, ma respinta da molti studiosi del blues)…

https://timtirelli.com/2013/01/30/la-terza-foto-di-robert-johnson/

Siamo dunque molto cauti, ma è inutile negarlo…il sangue ribolle, la testa gira, il cuore palpita…il nostro padre putativo ci fa sempre questo effetto.

 

NEWS: Max Stèfani “I 4 CAVALIERI DELL’APOCALISSE – Green/Page/Beck/Clapton” (Stèfani 2016)

15 Dic

Max Stèfani (IL MUCCHIO SELVAGGIO e OUTSIDER) sta dando gli ultimi ritocchi al suo libro dedicato a PETER GREEN, JIMMY PAGE, JEFF BECK, ERIC CLAPTON: “I 4 Cavalieri Dell’Apocalisse”.

6c20cf33-706e-4177-adf2-edade2f083a0

350 pagine, 200 foto, formato 24×30. Se amate uno dei quattro o una delle formazioni (Cream, Led Zeppelin, John Mayall, Fleetwood Mac, Yardbirds…) in cui hanno suonato ci sarà da essere contenti. Il libro è anche molto di più, perché c’è tutta la Londra degli anni sessanta lì dentro: i gruppi, i locali, gli studi di registrazione, le donne.

Stèfani lo pubblicherà in proprio; gli editori oggi non hanno grandi possibilità, così piuttosto che regalarlo a qualcuno solo per la soddisfazione di vederlo nelle librerie, Max se lo stampa da solo. Per farlo ha bisogno di quante più “prenotazioni” possibili per procedere con l’acquisto delle foto, l’impaginazione, la stampa… quindi è una sorta di atto di fiducia nei suoi confronti.

In caso qualcuno sia interessato (Max chiede 25 euro) è possibile contattare direttamente Stèfani (magari scrivendo che fate parte della comunità di questo blog) al seguente indirizzo: max@outsiderock.com

Il libro sarà consegnato (con dedica personale e numerata da 1 a 1000) nella seconda metà di febbraio.

E’ possibile pagare in tre modi: Postapay, paypal o bonifico.

Non ci lamentiamo dello stato miserello del Rock in Italia se poi non sosteniamo iniziative come questa.

 

THE EQUINOX live at PERLA VERDE, Savignano Sul Panaro (MO) 4 -12-2015

10 Dic

Gli EQUINOX, si sa, non fanno troppi concerti, questo perché, oltre alla proliferazione di gruppi e gruppetti che occupano i pochi spazi disponibili,  hanno capito che vale la pena suonare solo nei posti in cui c’è la giusta vibrazione Rock. Non c’è nulla di peggio che suonare, che so, SINCE I’VE BEEN LOVING YOU davanti a gente che si beve uno spritz, mangia noccioline, parla e non gliene importa nulla di un lungo e sofferto blues bianco inglese in minore di 45 anni fa. Cerchiamo dunque di approfittare dei locali più vicini al nostro modo di essere, quelli che hanno educato i loro avventori al suono della musica di qualità. La PERLA VERDE è uno di questi. Situata nel buco del culo del mondo, LA PERLA diventa, se non il centro dell’universo, almeno uno dei punti di riferimento Rock di questo pezzo d’Emilia. La scintilla con ALDA scatta immediatamente, se poi si aggiunge anche SIMONE GALASSI (guitar god nostrano, che ve lo dico a fare) a dare una mano, il locale diventa irresistibile.

Non tanto grande, dalla disposizione bizzarra, LA PERLA è un posto funk e blues come pochissimi altri. Si mangia da dio, ci si sente a casa e si ascolta grande musica dal vivo. Che altro volere?

Buffo come spesso le date che facciamo cadano in giornate particolari tipo il solstizio invernale, l’equinozio estivo e stavolta il 35esimo anniversario dello scioglimento ufficiale dei LED ZEPPELIN.

Non so come io e Saura riusciamo a far stare tutto dentro alla blues mobile, fatto sta che una volta caricato tutto non ci resta che partire; qualche decina di km sulla A1, uscita Modena sud, prima di SPILAMBERTO a sx e dopo poco siamo alla PERLA VERDE. Una birra, due chiacchiere con Alda, nel frattempo arrivano anche LELE e POL e iniziamo a montare.

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

Un minimo di soundcheck …

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

THE EQUINOX- Soundcheck alla PERLA 4/12/2015 -Foto TT

Qualche momento in cui ci si perde nei propri pensieri e siam pronti per la cena…

Pre gig daze - THE EQUINOX - PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Pre gig daze – THE EQUINOX – PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Sul tavolo a noi riservato c’è un biglietto: LED BAND (sic)…

Reserved table for THE EQUINOX - PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Reserved table for THE EQUINOX – PERLA VERDE 4/12/2015 -Foto TT

Nel frattempo arrivano gli amici, tra cui alcuni illuminati del blues: Mario, il fido Jaypee, March, Lollo. Come sempre la cena è ottima, qui alla PERLA hanno una chef da capogiro. Ci cambiamo, controllo l’accordatura delle chitarre e partiamo. KASHMIR e a seguire BLACK DOG.La mia amica SARWOODA fa qualche ripresa, per scaldarsi riprende il mio assolo di HEARTBREAKER.

Segue MMHOP…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

poi SIBLY e quindi TSRT. Mi sento benino, sento che il gruppo rolla felice mentre scivoliamo tra le luci della città

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Un salto indietro nel tempo ed ecco che è il momento di GALLOWS POLE…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Terminata DAZED AND CONFUSED arriva il momento – che mi spaventa -in cui mi infilo nella twilight zone; finita l’ adrenalina d’inizio concerto, comincio ad aver il fiato corto, perdo la concentrazione, sento dolori alla schiena, sono in affanno e la mia performance ne risente…BIGLY e soprattutto WHEN THE LEVEE BREAKS pagano pegno. Con la slide faccio dei pasticci, arrivo in ritardo su certe frasi, mah. Cerco di ridarmi un tono con HOW MANY MORE TIMES e di ritrovare lo slancio con FOOL IN THE RAIN, nuovo pezzo del repertorio e sfida mica da ridere per tutto il gruppo, per SAURA in particolare (the girl from Gavassa è contemporaneamente al piano e alla pedaliera basso). Siamo degli incoscienti, quasi nessuno la suona dal vivo, men che meno in formazione a quattro. Se non altro siamo abbastanza coraggiosi da provarci.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Ripiombo in un cupo mood, uscire con DOUBLENE (la doppio manico per STAIRWAY TO HEAVEN insomma) è faticoso, mi fa di nuovo male la schiena, i preliminari sono lunghi, a seguire mi chiede posizioni impegnative, alla bene meglio cerco di portare a casa il risultato.

Siamo verso la fine, torna la adrenalina grazie ad un pubblico davvero caldo e speciale. Uno cerca di mettere in piedi un tributo “obliquo”, con qualche pezzo inaspettato e non scontato, ma poi, alla fine, risulta chiaro che la gente vuole il piombo zeppelin. Parto con il riff di WHOLE LOTTA LOVE ed è una mini ovazione.

Continuiamo con COMMUNICATION BREAKDOWN e ROCK AND ROLL e that’s how Savignano was won…

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

I’M GONNA CRAWL col suo manto di spettrale beatitudine chiude lo show. Un paio di bis: THE OCEAN e TRAIN KEPT A ROLLIN’ e poi “Savignano, it’s been great!”

Baci, abbracci, complimenti; l’Alda sorridente e soddisfatta…nel nostro piccolo stanotte abbiamo fatto sogni di rock and roll. Smontare e caricare alle 2,30 di notte non è piacevole, ma siamo gli operai del Rock e quindi scarpe rotte e pur bisogna andar…

Saliamo in macchina alle 3, decido di non prendere l’autostrada, campagne, tangenziali e ancora campagne…è sempre un brivido tornare di notte seguendo la luce pallida e senza fiato dei lampioni ascoltando la musica adatta (in questo caso il mio WINTER ALBUM 2015 che sto preparando per gli amici).

Coming home after the gig - THE EQUINOX - PERLA VERDE 4/12/2015 - Foto Saura T

Coming home after the gig – THE EQUINOX – PERLA VERDE 4/12/2015 – Foto Saura T

Approdiamo alla DOMUS SAUREA avvolti dal buio profondo delle campagne reggiane. Scarichiamo, portiamo il piano e i suoi aggeggi su nel sottotetto. Esausto mi getto sotto la doccia. Un thè alle 4 di notte in compagnia della groupie è tutto sommato una faccenda romantica. Giochicchio un po’ con PALMIRO e poi via sotto al piumone…una serata come questa ripaga di tutti i sacrifici (e sono molti) che un musicista non professionista di una (in)certa età deve affrontare.

Il finale è sempre lo stesso, socchiudo gli occhi, mi lascio andare mentre il brusio dei 20.000 del Madison Square Garden si attenua, le luci della città si fanno più sfumate mentre le attraverso scivolandoci in mezzo…New York, good night!

Giovanni Rossi “ Led Zeppelin ’71- La notte del Vigorelli” (Tsunami Edizioni) – di Paolo Barone

8 Dic

Questo libro è riposto ormai da un anno nella pila dei libri che devo leggere. Non riesco quasi più a leggere libri sui LZ, in particolar modo quelli scritti da italiani; probabilmente è un riflesso snob, o forse è che avendo letto tanto a tal proposito in passato non riesco più ad appassionarmi. Meno male che il nostro Michigan boy mi mandato oggi queste sue riflessioni, perché snobbare su questo blog un libro sull’unico concerto fatto in Italia dai LZ sarebbe da fessi; inoltre Polbi lo si legge sempre, sempre, con molto interesse: anche stavolta le sue considerazioni sono assai preziose.

Caro Mio, come ti dicevo l’altro giorno per telefono, quando passo un periodo particolarmente difficile finisco sempre per usare le mie “coperte emotive”. Mi infilo nel caldo dei miei Led Zeppelin, Stones & Co. e lascio fuori solo la punta del naso…Ecco quindi che con questo stato d’animo sono finito fra le pagine di “ Led Zeppelin ’71- La notte del Vigorelli” di Giovanni Rossi, edito da Tsunami Edizioni.

Led-Zeppelin-71-La-notte-del-Vigorelli

Non sapevo che fosse uscito questo libro, ma mi e’ subito sembrata una buona idea. Avevo pensato anche io di indagare su quella strana notte milanese di tanti anni fa, conosco qualcuno che c’e’ stato e mi sembrava una storia da raccontare, come dire, da dentro, da un punto di vista italiano, nostro, oltre le testimonianze scontate che si leggono nei libri Zeppelin. Mi sono immerso nella lettura quindi con una forte curiosita’.

Ne sono riemerso parecchie pagine dopo con un misto di sensazioni. Una buona parte del libro vuole racconatre i Led Zeppelin dalla nascita al Vigorelli, e questa almeno per noi e’ la sezione piu’ banale, insieme alle pagine che raccontano del Cantagiro, che banali non sono ma forse troppe e non proprio necessarie. Doverosainvece, per quanto inevitabilmente superficiale, la parte che cerca di inquadrare ilperiodo storico italiano. Mentre molto interessanti e ben raccontate mi sembrano tutte le testimonianze di chi quella sera era presente ai fatti, dentro e fuori il Vigorelli. Storie diragazzi, di autostop, entusiasmo, passioni, poche lire in tasca, e tante altre cose. Neviene fuori un resoconto importante di un momento fondamentale della storia del rock nel nostro paese. Nonostante l’autore cerchi una difficile neutralita’ e dia l’impressione di voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte, le gravi responsabilita’ della polizia emergono chiaramente nei racconti di tutti, band compresa. Oltre ad aver circondato l’area del concerto fin dalle prime ore del pomeriggio, aver assunto da subito un atteggiamento aggressivo nei confronti di chiunque, aver sistematicamente caricato ogni assembramento di giovani, da un certo punto in poi la polizia ha iniziato ad attaccare il concerto stesso con una pioggia di lacrimogeni lanciati direttamente dentro il Vigorelli.

Vigorelli-foto-storica

Le storie che ne escono valevano la pena di essere raccontate e valgono la pena di essere lette. Comprese le testimonianze del povero Morandi, dei New Trolls, e di David Zard secondo il quale la colpa di tutta quella violenza e’ da attribuire ai Led Zeppelin che hanno cominciato il concerto in anticipo (!). Colpisce particolarmente il ricordo di un gruppo di ragazzi che arrivati in zona Vigorelli, incontrano un tipo, probabilmente uno spettatore del Cantagiro, che grida “ Andatevene, qui stanno massacrando tutti!”, che in qualche modo potrebbe essere la frase che racconta tutta la serata.

Led Zeppelin Milano luglio 1971

Led Zeppelin Milano luglio 1971

Il libro si chiude con una rassegna stampa dei giorni successivi, ampia e ben fatta, molto utile per capire quali furono le reazioni a caldo e le analisi dell’epoca.

Una storia tutta italiana quella degli scontri ai concerti, della quale abbiamo gia’ accennato sul Blog e che meriterebbe una ricerca storica di ampio respiro. Si faceva sul serio da noi, la musica non era solo intrattenimento e con tutto il carico di emozioni e disagio esistenziale che si portava appresso, serate come quella del Vigorelli erano inevitabili. Almeno fino ai primi anni ottanta i concerti erano zone temporaneamente autonome, minuscole momentanee repubbliche pirata, dove il divismo non aveva fatto presa e gli artisti erano spesso messi in discussione. Lo spirito libertario e ribelle della San Francisco psichedelica, della New York Underground, del No Future londinese di Sex Pistols & Clash, da noi ha attraversato tutti gli anni settanta, fondendosi e rilanciandosi di volta in volta con il tumulto vitale che scuoteva l’Italia di quegli anni.

Led Zeppelin MIlano 5-7-1971

Led Zeppelin MIlano 5-7-1971

I Led Zeppelin del Vigorelli, Lou Reed al Palaeur nel ’73, gli Area a Parco Lambro, Patty Smith dei 50.000 a Firenze. Una storia tutta italiana, in nessun altro paese la musica rock ha visto dei momenti di conflittualita’ cosi alti, nemmeno nei paesi europei che come noi hanno avuto esperienze di forte scontro sociale e lotta armata (Germania,Francia, Spagna, Irlanda). Una storia tutta italiana che prima o poi verra’ messa a fuoco e riscoperta, e chiunque si trovera’ a farlo sono sicuro che passera’ anche dalle pagine di “Led Zeppelin ’71-La Notte del Vigorelli”.

Zep locandina Vigorelli 1971

DYLAN DOG N.351 “In Fondo Al Male” (Bonelli – dicembre 351)

4 Dic

Il nuovo numero di DD è denso di piombo zeppelin, i riferimenti sono palesi e se si è fan è tutto molto divertente.

Dylan Dog 351 in fondo al male

Nell’introduzione ci si rifà alla solita teoria che vuole i LZ parte del “sacro e blasfemo triumvirato”che sta alla base dell’ hard rock e del metal. Sono da sempre insofferente verso questa semplice equazione, anche se è sostenuta da gente del calibro di B. RIVA ad esempio, e in generale, dalla maggior parte della critica. Ho sempre trovato riduttivo e un po’ semplicistico spingere i LZ in quella casella, buona per gli altri due gruppi intendiamoci, ma credo che i Pageboys vadano intesi come gruppo Rock a tutto tondo, insieme ai ROLLING, a HENDRIX, agli WHO, agli ELP e compagnia. Anyway, sono fissazioni mie personali.

Dylan Dog 351

Alcune vignette ti fanno sobbalzare sulla sedia…

Dylan Dog 351

o lanciare dei “Gulp!” verso il nulla cosmico onnipotente…

Dylan Dog 351

 

…alla fin fine però, come detto, ci si diverte. Certo, per quanto mi riguarda, la storia scivola in secondo piano, giravo pagina solo per cercare le statuine che da sempre abitano il mio presepe laico.

DYLAN DOG 351 – IN FONDO AL MALE

Uscita: 27/11/2015

Soggetto: Ratigher / Sceneggiatura: Ratigher / Disegni: Alessandro Baggi / Copertina: Angelo Stano

Fiona incarica Dylan Dog di indagare sull’omicidio della sua amica Molly, avvenuto a Port Frost. Molly era stata messa all’indice dai suoi compaesani per i suoi comportamenti troppo disinvolti e disinibiti. Giunto nella località scozzese, affacciata sul mare, sulla quale grava un’antica leggenda, l’Inquilino di Craven Road si rende subito conto che vi regna un allucinante clima d’odio che sfocerà, in breve, in un catastrofico evento. Una vicenda che costringe Dylan e Fiona a confrontarsi con le ragioni stesse del Male, annidato nelle profondità del cuore degli uomini.

 

 

BOOTLEG: Led Zeppelin “Los Angeles forum 25/3/1975” – Mike The Mike Tribute Series (Winston Remasters 2015) – TTTTT

30 Nov

Dato che siamo in tema bootleg del tour del 1975, segnalo l’uscita dell’ultima “produzione” di WINSTON REMASTERS relativa alla seconda data di Los Angeles 1975. Siamo alla fine di un tour difficile: l’inverno del nord America ha colpito duro sui bronchi e sull’ugola di PLANT costretto a prestazioni ben sotto la media, PAGE che prima di partire s’ infortuna all’anulare della mano sinistra, il gruppo che inizia ad essere schiacciato dal peso di un successo troppo grande e a tratti esagerato, le sostanze chimiche sempre più pesanti, gli orizzonti che si fanno perduti…ma Los Angeles è Los Angeles, la casa dei LZ sul suolo americano, un amore nato all’istante, profondo, totalizzante, incomparabile e a Los Angeles il gruppo ha sempre regalato prestazioni brillanti, persino nei tour scalcinati del 1975 e 1977.

23, 25 e 27 marzo, tre date consecutive al Forum, o meglio The Forum!, per rinverdire ancora un volta la passione travolgente di una città per il suo gruppo preferito.

La registrazione di cui parliamo è una di quelle fatte dal leggendario taper MIKE MILLARD, ci cui abbiamo più volte accennato qui sul blog:

Bell’articolo sul leggendario MIKE MILLARD, taper extraordinaire.

… registrazione che è stata ripresa in mano da WINSTONB REMASTERS, un fan dotato di un’ottima predisposizione nel sistemare nel miglior modo possibile (e senza deturpare l’originale), le registrazioni dei concerti dei LZ. Nel giro degli appassionati quello di WINSTON è un nome noto, ed è bene ricordare che qui non si tratta di bootleg confezionati professionalmente da label specializzate contirature di 100/200 copie e venduti a prezzi esorbitanti (comunque non legali), qui il tutto viene messo gratuitamente a disposizioni dei fan, attraverso siti tracker che trattano solo questo tipo di registrazioni, registrazioni non illegali perché non pubblicate in forma ufficiale dai vari artisti e rivolte unicamente ai fan, quelli che non ne hanno abbastanza del materiale ufficiale pubblicato dal gruppo in questione, quelli che vogliono immergersi completamente nella magia dei concerti tenuti in epoche diverse, benché spesso la qualità audio sia lontana (o meglio diversa) dagli standard degli album dal vivo ufficiali.

Led Zeppelin "Los Angeles forum 25/3/1975" - Mike Millard Tribute Series (Winston Remasters 2015)

Siamo nel 1975, la performance non può essree perfetta, ma come abbiamo appena scritto, Los Angeles è una panacea per i LED ZEPPELIN, lo senti sin da subito che le vibrazioni sono diverse, che l’umore è alto, che le prestazioni dei nostri, seppur piene di acciacchi, sono di un livello superiore. E’ una registrazione audience (presa dal pubblico con un registratore, seppur di qualità), dunque le magagne risultano meno evidenti, ma non è difficile capire che i ragazzi sono carichi. In TSRTS sembra di sentire i LZ al massimo delle loro potenzialità…

…in THE RAIN SONG c’è una risolutezza totale e NO QUARTER brilla di mistero come (quasi) sempre. Bellissimo l’interludio tra le strofe e l’assolo di chitarra, con un JOHN PAUL JONES (piano e pedaliera basso) e un JOHN BONHAM fantastici. L’assolo di PAGE è un pochino ingarbugliato, ma sembra superiore alla media di quelli del tour del 1975.

Ascoltare per intero una MOBY DICK di 23 minuti e passa non è automatico, ad ogni modo  perlomeno l’inizio e il finale l’inizio e il finale non me li faccio mai mancare, stavolta sono entusiasmanti. DAZED AND CONFUSED svela che anche nel 1975 il gruppo era all’altezza dei fasti del tour del 1973. Oltre 40 (!) minuti turbolenti, pieni di sfuriate elettriche, scorribande ritmiche, suggestioni vocali piene di mistero. Quando si è fan in senso stretto (anzi sterttissimo)  è facile lasciarsi prendere dalle iperbole, ma su questo blog sappiamo anche essere razionali, malgrado questo non posso fare altro che rimarcare che negli anni settanta nessun altro chitarrista Rock è mai riuscito a raggiunto il livelli interpretativi riguardo le improvvisazioni del PAGE di Dazed and Confused. Ogni volta rimango stupito.

Buono anche il finale del concerto con STAIRWAY, WHOLE LOTTA LOVE e BLACK. In quest’ultima PLANT dimentica il testo di una delle strofe mandando a ramengo il gruppo, ma è solo un momento, per lo più divertente.

Bel concerto, bella rimasterizzazione. da avere.

Led Zeppelin "Los Angeles forum 25/3/1975" - Mike Millard Tribute Series (Winston Remasters 2015)

 

News: THE EQUINOX live at PERLA VERDE, Savignano Sul Panaro (MO), 4/12/2015 ore 22

27 Nov

Agli interessati:

Il locale non è grande ed è disposto su tre stanze (sala bar / sala pranzo con 6 tavoli / sala concerti dove ci sta praticamente solo il gruppo), chi intende venire a cena deve prenotare per tempo. Malgrado la “scomodità” è un locale molto funk, molto blues. Ci sono stato venerdì sera a vedere i BRIAN STONED (beat/R&B inglese anni sessanta…hanno in scaletta tre pezzi degli YARDBIRDS) e mi è piaciuto molto. Si cena verso le 21, a seguire il concerto.

https://www.facebook.com/Barperlaverde.it/?fref=ts

THE EQUINOX - locandina Perla Verde 04-12-2015

BOOTLEG: Led Zeppelin “Fort Worth march 3rd 1975” (EVSD 2015)

25 Nov

Una nuova registrazione soundboard del tour del 1975 viene alla luce, quella di FORT WORTH del tre marzo appunto, questa volta ha un valore aggiunto mica da poco: fino ad ora del concerto in questione non esisteva nessuna traccia, nemmeno da fonte audience. E’ un bell’andare dunque per un fan dei LED ZEPPELIN, ma anche in questo caso c’è chi storce il naso. Come sappiamo i LZ post 73 non sono esattamente quelli dell’immaginario collettivo, a cominciare proprio dal tour del 1975: PAGE sfuocato a causa di seri problemi all’anulare sinistro e delle sostanze chimiche sempre più pesanti, PLANT che arriva a CHICAGO per le prime date del tour nel bel mezzo di un inverno gelido, che si ammala e che si trascina la bronchite e i relativi problemi alla voce per tutto, tutto, il tour.

Se un casual fan, con nelle orecchie i live di TSRTS e HOW THE WEST WAS WON, s’ imbatte in un bootleg come questo, è facile che esclami “ma che succede?!”, ma fan in senso stretto, che archiviano il bootleg in questione nella cartella “JPP e RP fanno schifo” dopo aver ascoltato i primi pezzi, mi paiono tutto tranne che illuminati ed esperti.

Su questo blog non siamo teneri col PAGE post 1973, ma perlomeno quando esce un bootleg di tale portata cerchiamo di analizzarlo in modo profondo, e non ci importa se è l’ennesimo soundboard (di qualità audio eccellente) del 1975 e se ogni tanto PAGE si mette a paciugare e PLANT a gracchiare, c’è dell’altro oltre questi aspetti superficiali. Sì perché innanzi tutto avere per le mani un’altra registrazione soundboard del nostro gruppo preferito è sempre una gran cosa, e poi sentire JONES e BONHAM suonare come sempre hanno fatto è un godimento e inoltre, tra le magagne che affiorano quà e là, PAGE e PLANT regalano anche momenti di intensità Rock mica da ridere.

fr170

Come accadeva anche nel tour precedente, il primo pezzo è ROCK AND ROLL, PAGE e PLANT entrambi freddi faticano mentre BONHAM è scatenato…sopra le righe come solo lui sa fare. Già in SICK AGAIN le cose sembrano migliorare, nell’assolo PAGE sembra già più sciolto. Buona anche OVER THE HILLS. IN MY TIME OF DYING è a tratti slabrata, ma io ci sento comunque anche delle belle cose.

TSRTS niente male mentre in THE RAIN SONG Jones fatica a tenere a bada il mellotron. KASHMIR la salto sempre dunque non so come sia venuta. NO QUARTER dignitosa. L’assolo di TRAMPLED UNDERFOOT è assai mediocre, una accozzaglia di fraseggi alla JIMMY PAGE messi insieme senza inspirazione. MOBY DICK:skip. DAZED AND CONFUSED è piena di vita malgrado tutto. PLANT fa molta fatica, ma lo ammiro molto, va su tutti i palloni. Alla fine perde la partita ma ci mette tutto se stesso.

Led Zep Fort Worth 1975

Il finale di questi concerti del 1975 è sempre più vago del resto, chissà cosa succedeva nei camerini durante i lunghi assoli del membro di turno. STAIRWAY non è malaccio, ma il bis WHOLE LOTTA LOVE / BLACK DOG è piuttosto caotico. Il gruppo si perde durante uno dei riff di cane nero e nelle prime scariche dell’assolo PAGE usa una tonalità tutta sua.

bk171

Rimane il fatto che io avrei venduto le mie chitarre per potere vedere un concerto, seppur sgangherato, dei LED ZEPPELIN nel 1975. Di FORT WORTH 75 esisteva un filmato senza audio girato da un fan, un’anima buona ha sincronizzato gli spezzoni esistenti con l’audio relativo tratto da questo nuovo bootleg, il risultato, per una ledhead, è molto interessante:

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Se sei un ledhead, un vero ledhead, questo bootleg devi averlo, come d’altra parte ogni altra registrazione soundboard di ottima qualità.

 

Founders Award, Seattle 19 nov 2015: Satisfaction Guaranteed with Paul Rodgers & Ten Years Gone

23 Nov

L’associazione EMP Museum Founders Award ogni anno organizza una raccolta fondi a favore dei giovani artisti. Quest’anno la living celebrity su cui è girato intorno il tutto è stata JIMMY PAGE. Una sua chitarra è stata messa all’asta, il ricavato ha superato i 100.000 dollari.

Una house band formata da musicisti Rock piuttosto famosi (tra cui RICH ROBINSON) ha accompagnato diversi altri artisti nell’esecuzione di brani legati al pianeta JIMMY PAGE. La jam finale (ROCK AND ROLL) che ha visto tornare sul palco lo stesso Page la abbiamo postata l’altro giorno, qui sotto invece SATISFACTION GUARANTEED dei FIRM, TEN YEARS GONE e il momento in cui la chitarra di JP viene battuta.

0fa70d08-8fb8-11e5-9c51-e6060bf06825-1020x681