THE DARK LORD 80 (Jimmy Page birthday party blues)

9 Gen

Dieci anni fa in occasione del 70esimo compleanno di Jimmy Page organizzai con gli Illuminati Del Blues (il Team Tirelli insomma) una festicciola per celebrare la guiding light per eccellenza di questo blog.

Jimmy Page 1988

Fu una serata divertente e sopra le righe che ricordo con estremo piacere, qui sotto i due articolini del blog che scrissi in quella occasione:

THE DARK LORD 70 (Jimmy Page birthday party blues)

Gli Illuminati del Blues festeggiano Jimmy Page, il metodo Tirelli per combattere l’Alzheimer e la playlist di metà gennaio 2014

Dieci anni sono passati, per lui e per noi, pur rimanendo il musicista che più di tutti ha influito sulla mia vita, il mio approccio è cambiato parecchio. Quello che è stato capace di creare con i Led Zeppelin non ha eguali nella musica Rock, quello che ha fatto come chitarrista fino al 1973 pure, peccato che dopo sia andato alla deriva sospinto da un edonismo fuori controllo e che la figura del magnifico chitarrista che era sia andata sbiadendosi, soprattutto dal vivo. Resta tuttavia un gigante, una delle pochissime vere grandi Rockstar.

The Dark Lord - Jimmy Page

Non avevo intenzione di scrivere nulla quest’anno ma poi ieri sera mi arriva un messaggio del nostro Scilla boy …

Polbi: si avvicinano gli 80 anni di Page. Portati magnificamente, con eleganza e classe. Vedendolo nella sua forma da eroina, che è parte integrante del suo personaggio a pieno titolo, non ci avremmo potuto credere. E invece ci arriva meglio di Keith addirittura. Libero dal dover sempre suonare, che per lui sarebbe stato impossibile oltre il live del 2007. Perché lui è i Led Zeppelin e ci vuole potenza, tecnica e fisicità impossibili alla sua età. Non è il rock and roll sgangherato degli Stones, che finché Mick incredibilmente regge, basta fare la faccia giusta, tanto è bellissimo lo stesso. E nemmeno il tuono di Iommi, le orchestre di Townshend o il gilet nero prog di Fripp. No, per fare Jimmy Page dei Led Zeppelin ci vuole molto di più. E allora è meglio lasci …
Ma ti rendi conto? 80 anni?!? Mah!
Lo incontrassi oggi, sono sicuro che mi farebbe ancora paura. Paura. Ho visto Daltrey, sembrava mio zio. Gli Stones sarei felice di farci una foto insieme e pure Plant e McCartney. Page mi cacherei sotto.

Polbi scrive – come sempre – riflessioni profonde e pregnanti … “sì, per fare Jimmy Page dei Led Zeppelin ci vuole molto di più …” e nessuno al mondo di oggi potrebbe farcela, tantomeno lui stesso ottantenne. Il mio personale rapporto con lui (ma anche con tante altre rockstar che ammiravo nella giovinezza) è cambiato molto, do massima importanza all’aspetto umano ed è difficile dunque restare concentrati solo sul musicista (o in generale sui musicisti), ma devo sforzarmi perché solo così posso gustarmi ancora una volta la grandezza di quella incredibile, totalizzante, inebriante musica Rock. E allora … un rum on the rocks con la fettina di limone, Physical Graffiti sul piatto e la musica celestiale e demoniaca che mi premette di raggiungere le profondità cosmiche. Un brindisi al più grande (in campo Rock) di sempre. Hail! Hail! Jimmy Page!

JIMMY PAGE The Dark Lord "“La tecnica non conta, io mi occupo di Emozioni”

The Dark Lord ““La tecnica non conta, io mi occupo di Emozioni”

The Dark Lord- Jimmy Page

The Dark Lord

TT’s SCHOOL OF ROCK VII: Led Zeppelin

5 Gen

La settima puntata della School Of Rock che tengo per la azienda per cui lavoro si è tenuta il 21 dicembre del 2023, il giorno del solstizio d’inverno, nonché mio compleanno e dunque vi si è aggiunta una sfumatura personale.

Faccio un copia incolla dell’introduzione presa dalle precedenti School Of Rock per far comprendere meglio la cosa a chi si dovesse affacciare sul blog per la prima volta:

Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella in cui sono uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio quasi tre anni fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “School of Rock”. Siamo ormai arrivati alettimo episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale,  la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere. Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu. 

Vista la faccenda di Palmiro avevo pensato di posticipare la lezioncina di qualche settimana, non mi sentivo esattamente nell’umore adatto per affrontare una School Of Rock, il mio è un approccio alla Jack Black e Rick Gervais (e lo dico con la massima umiltà), non mi interessano le lezioncine da pretini che ogni tanto vedo in giro, il Rock è un altra cosa, occorre che la passione e il ritmo primordiale prendano il sopravvento e sapere lasciarsi andare. Tuttavia se un dirigente insiste chi sono io per tirarmi indietro? Il suddetto manager mi ha invitato a tenere la barra puntata verso l’Hard Rock e allora – visto anche la concomitanza col mio compleanno – niente di meglio che parlare dei Led Zeppelin.

In un ora o poco più non è che si possa riassumere la storia del gruppo e far ascoltare qualche brano e allora, come sempre faccio, meglio affidarsi a qualche squarcio estemporaneo per cercare comunque di far capire che cosa sia il Rock e che caxxo siano stati i Led Zeppelin. Ho fatto ascoltare alcuni brevi spezzoni di qualche brano del gruppo partendo dai classici Hard Rock, virando sulle deep cut e proponendo un paio di brani meno consoni, tanto per far capire l’ampia gamma espressiva dei Led Zeppelin. Questi i brani scelti:

WHOLE LOTTA LOVE
HEARTBREAKER
BLACK DOG
ROCK AND ROLL
BATTLE OF EVERMORE
STAIRWAY
RAIN SONG
KASHMIR
IN THE LIGHT
TEN YEARS GONE
FOOL IN THE RAIN
I’M GONNA CRAWL

Prima della School Of Rock pranzo con alcuni colleghi, colleghi così carini da organizzare il consueto rito del dolce con la candelina da spegnere e questo ha contribuito a smussare gli angoli di un mood spigoloso.

Team Tirelli celebrating the winter solstice, Mutina 21-12-2023 – foto Siuviu

Poi, verso sera, dopo il lavoro, ecco arrivare da uno dei lunghi corridoi del convento in cui lavoriamo i colleghi. Più di 25 persone, un quarto del personale, che sebbene si sia sotto le feste decide di spendere un po’ di tempo col sottoscritto, di trasformarsi in congregazione e  di assistere di nuovo al rito della School Of Rock.

Introduco il tutto alla mia maniera … specifico che anche questa volta sarà una non-lezione  perché credo che il Rock non si possa insegnare, il Rock lo si riceve in dono da una predisposizione spirituale e lo si impara col chilometraggio. 

E subito dal fondo sento SimoSta dire “Bene, con questa possiamo anche andare. Hai già detto tutto”

Ripeto quanto sia basilare comprendere la differenza tra capitoli importanti della Musica e della propria vita … e che è bellissimo quando le due cose collimano, sottolineo che quello dei Led Zeppelin è Rock contenutistico, perlomeno dal punto di vista musicale. Insisto sul fatto che il gruppo di Page fa parte di quella cerchia di grandi gruppi Rock a tutto tondo come Beatles, Rolling Stones, Who, Pink Floyd etc etc e che non vada pensato come solo gruppo Hard Rock perché come scrisse Manuel Insolera (giornalista musicale italiano) “tra loro e gli imitatori (Deep Purple, Black Sabbath, Ufo, Bad Company etc) c’è la stessa differenza che c’è tra una sinfonia di Wagner e una canzone della Bertè.”

Perché sì, i LZ si differenziano dagli altri gruppi Hard Rock, tra le altre cose, per l’ampiezza della gamma espressiva e compositiva, i LZ hanno fatto Hard Rock, Blues, Rock, prog Rock, country, reggae, canzoni, punk, musica sudamericana, musica celtica …

Cito poi una riflessione di Dave Grohl (batterista dei Nirvana e Leader dei Foo Fighters): “to me, Zeppelin were spiritually inspirational. I was going to Catholic school and questioning God, but I believed in Led Zeppelin. I wasn’t really buying into this Christianity thing, but I had faith in Led Zeppelin as a spiritual entity. They showed me that human beings could channel this music somehow and that it was coming from somewhere. It wasn’t coming from a songbook. It wasn’t coming from a producer. It wasn’t coming from an instructor. It was coming from somewhere else”.

TT School Of Rock – Photo Jona

Spiego che i LZ sono stati il gruppo Rock in senso stretto ad aver venduto più dischi … sia chiaro, la classifica generale vede altri artisti ai primissimi posti: Beatles 600 mln, Elvis Presley 500 mln, Michael Jackson 400 mln, ma subito dopo insieme a Elton John, Queen e Madonna vi sono i Led Zeppelin con 300 mln. Aggiungo che certo, anche Beatles, Presley e  Queen possono essere considerati artisti Rock, ma la loro discografia comprende per lunghi tratti anche musica leggera e commerciale, mentre i LZ hanno fatto esclusivamente musica Rock articolata, non facile, contenutistica (se non altro dal punto di vista musicale appunto). Tutto questo considerando che sono stati insieme solo 12 anni e durante il loro regno hanno fatto uscire solo 8 dischi da studio e un disco dal vivo e nei lustri successivi giusto un disco di inediti, qualche raccolta e un secondo live, pochissima roba rispetto ai loro colleghi (i LZ sono in pratica l’unico gruppo ad aver pieno controllo del proprio catalogo, nulla esce se il gruppo – Jimmy Page – non vuole).

Tanto per mettere le cose in prospettiva sciorino alcune cifre circa le vendite dei dischi di altri gruppi Rock: i Pink Floyd 250 mln, i Rolling Stones (con una carriera di 60 anni) 200 mln, i Metallica 125 mln, i Deep Purple 100 mln.

Mi soffermo su alcuni punti cardine: la visione sonora di Jimmy Page / i primi due album hard rock blues mai sentito prima con un sound che ha fatto scuola / la sterzata acustica di LZ III / la musica rock universale di IV, HOTH, PG / il cupo grido metallico di PRESENCE / il tentativo di rinascita con ITTTOD

Rimarco che il concetto LZ vale più della somma dei componenti del gruppo, come a volte infatti accade nel rock alle capacità dei quattro musicisti si unisce un quinto elemento, una sorta di vibrazione universale, un plus (pronunciata come si legge, sono italiano e non pronuncio una parola latina all’americana) dato da sinergie cosmiche inaspettate.

Cito i due record mondiali di presenze nei concerti di Tampa (FL) 5 maggio 1973 56,800 e al Silverdrome Pontiac (area di Detroit) 30 aprile1977 76,229 spettatori (anche se fonti non ufficiali parlino di più di 80.000). Uno dei veri pochi(ssimi) grandi gruppi della musica Rock. Parlo della evoluzione dei testi di Plant, dai primi due album pieni di rigurgiti provenienti dalla grande tradizione blues (i testi a carattere sessuale erano per i neri che suonavano blues un espediente per poter affermare la propria identità, il proprio diritto ad esistere e il proprio modo per uscire dalla condizione di schiavo o servo) alle liriche più composte e complesse, sicuramente più suggestive del periodo della maturazione.

Tim Tirelli’s School Of Rock LZ 21-12-2023 – photo Marzia P.

E poi finalmente ecco qualche assaggio musicale.

WHOLE LOTTA LOVE …il riff, l’assolo maschio e cazzuto e il potentissimo sound mai ascoltato prima

HEARTBREAKER …il riff e assolo senza accompagnamento…oggi magari sorpassato dato che è possibile trovare nei negozi di musica 14enni che provano chitarre e mettono in scena una tecnica mostruosa, ma appunto occorre distinguere tra abili giocolieri e creatori di musica, di emozioni appunto.

L’Hard Rock Bluesato giocato sui tempi del 4/4 e del 5/4 di BLACK DOG,

il virginale candore di STAIRWAY TO HEAVEN (e la meravigliosa coda sonora dei piatti della batteria di Bonham) e le suggestioni celtiche di THE BATTLE OF EVERMORE

la meraviglia compositiva di RAIN SONG, il mellotron e l’accordatura aperta

Soffermarsi sugli artwork delle copertine poi è un dovere.

TT School Of Rock HOTH 21-12-2023 photo Jona

La magniloquenza unita ad un senso del blues estremamente innovativo di PHYSICAL GRAFFITI e la sua incredibile ampiezza stilistica …

TT School Of Rock HOTH 21-12-2023 photo Jona

la stupefacente narrazione musicale del mio pezzo preferito in assoluto TEN YEARS GONE e le frasi emozionanti del testo tra cui la mia preferita ...”sebbene il loro corso a volte possa cambiare, i fiumi sempre raggiungono il mare”

l’oscuro impianto metallico dell’album Presence e infine l’album della tentata rinascita In Through The Out Door pieno di percorsi musicali inaspettati;

visto che il clima natalizio propongo in chiusura un blues suadente dalle nuance soul, doo woop, l’ultimo brano in studio del gruppo. Dopo qualche considerazione sul bellissimo assolo di chitarra cito una volta ancora quanto Pike (colonna di questo blog) scrisse a proposito:

“I’m Gonna Crawl è un capolavoro assoluto. Il miglior modo di concludere una carriera. Mai abbastanza celebrata. Posso vedere la band sul palco, locale chiuso, una donna delle pulizie che passa lo straccio. La festa è finita, ma prima di andare a dormire c’è tempo per questo piccolo ma gigantesco blues che riporta tutto all’inizio. Un doo-wop spettrale che esce da una radio A.M., fuori dal tempo. Echi di Five Satins, Flamingos, Skyliners, Penguins. La tastiera vagamente da music-hall è perfetta. I ragazzi, in piena malinconia, sembrano volerci dire ‘Vi facciamo sentire per l’ultima volta cosa cazzo state per perdervi per sempre’. Irripetibile. E’ il ‘Last Waltz’ degli Zep. Pensate se avessero chiuso il disco con Hot Dog… ” (Stefano Piccagliani 2015)

Dopo quest’ultima meraviglia di pezzo chiudo alla mia maniera; confesso che mentre citavo la frasetta sui fiumi che sempre raggiungono il mare per qualche secondo mi sono smarrito nel lago silente della commozione, dopotutto pochi giorni prima avevo perso Palmiro … comprensibile. Ad ogni modo penso sia stata una lezioncina riuscita, l’attenzione e la partecipazione calorosa dei presenti mi pare siano lì a dimostrarlo. Una festicciola di compleanno niente male per l’uomo di blues che sono.

Video della chiusura – filmato da Siuviu

Video della chiusura (alternate version) – filmato da Stremmy Girl

Poco dopo un brindisi veloce e auguri di buone feste e anno nuovo a tutti.

Stremmy & Tim photo Marcya P

I commenti arrivati la sera stessa o il giorno dopo oltre al piacere che hanno portato sono anche testimonianza che il Rock, quello vero, è ancora musica viva, palpitante, irresistibile.

Siuvio (o homem de Belo Horizonte): Tim, favoloso ieri!!! C’è tanto bisogno di autenticità e spontaneità in un mondo come quello di oggi.

The Tuscany Boy: Numero 1

Marcella T: Ciao Tim, ieri sera è stata la mia prima School of Rock e mi è piaciuta tantissimo!!! Grazie davvero, è stato un momento molto piacevole e soprattutto ho imparato tante cose che non sapevo sui Led Zeppelin… Mi hai trasmesso tanto entusiasmo e curiosità di approfondire ulteriormente!

Matzia-Marcya P: Tim stasera sei stato davvero assoluto. Mentre uscivamo dalla sala blues ho sentito la Stefania S che parlava con L.Bosch, gli diceva “sento il bisogno di ascoltare i Led Zeppelin mentre vado a casa” e Luca “incredibile, musica che hai già ascoltato mille volte, raccontata da Tim fa venire la pelle d’oca, ti entra dentro”
Professoressa Stremmy: Tim sei stato davvero…non lo so…io rivivrei quell’ora e come hai concluso per altre 100.000 volte…pazzesco, davvero pazzesco, è stata una bellissima lezione.

E’ stata una bellissima lezione” dice la Stremmy Girl… meglio così, dopotutto il Rock sarebbe dovuto (avrebbe potuto) essere la mia (la nostra) vita. Rock on, baby.

Ooh, let me get it back, let me get it back
Let me get it back, baby, where I come from

It’s been a long time, been a long time
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time

◊ ◊ ◊

la School Of Rock sul blog:

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Sotto una nebbia di ghiaccio (dopo le feste blues)

31 Dic

In questi giorni non vado al lavoro eppure continuo a svegliarmi prima dell’alba (da qualche anno ahimè canto spesso il Ritmo Circadiano Blues) e di conseguenza scendo nelle brulle campagne di primissima mattina. Saranno i sogni variegati in cui mi intreccio, sarà che ancora non ho elaborato a dovere la mancanza di Palmiro,

Palmiro – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

ma contemplare i campi intorno alla Domus Saurea nel freddo del mattino sembra sia una esigenza a cui devo piegarmi.

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

Sì, sono passate ormai più di due settimane da quando Palmiro se ne è andato ma il senso di vuoto, il concetto di assenza assoluta e il dolore sono ancora molto forti. Ora, non scrivo questo per auto commiserazione (almeno credo), ma solo per valutare quanto la dipartita di mammiferi di specie diverse con i quali si è condiviso un buon pezzo di cammino possa condizionare pesantemente la vita di certi umani. Sì, è stato un Natale (inteso come Dies Natalis Solis Invicti  … “Giorno della nascita del Sole Invitto”) mesto senza Palmiro, abbiamo cercato di fare il possibile ma non è facile gestire tutta quella afflizione. Non siamo i soli, anche Minnie – la gatta arrivata qui da chissà dove 4 anni fa, la più legata a Palmir dei nostri altri 5 gatti – rivela molta tristezza nello sguardo, credo si senta spaesata senza il capo colonia che tanto seguiva e amava. Cerco di sopperire con le mie attenzione, ma al momento sembra sconsolata.

Palmiro e Minnie – Marzo 2023- Foto TT

Quest’anno per la prima volta ho pure provato una decisa repulsione per il Natale, non sono riuscito a ritrovare il candore che in tutti gli anni passati ho in qualche modo scorto, fosse esso reale o solo un ologramma sbiadito proveniente dall’infanzia e dall’adolescenza. Quel respiro di umanità, speranza e mistero mi si è dissolto tra le pieghe aride della domanda e dell’offerta che obnubilano la collettività. Non sembro più essere in grado di sopportare l’ipocrisia, l’isteria del consumismo e le frottole in cui la società sprofonda. Va bene lasciarsi cullare da storielle prive di fondamento, ma qualche domanda ce la si potrebbe porre o no? Perché il turco San Nicola – poi mixato alla figura del dio nord europeo Odino …entrambi portavano regali ai bambini – è stato trasfigurato? Perché ci è stato imposto quel grassone rubicondo che beve Coca Cola e che porta doni solo ai bambini ricchi? Perché Gesù bambino non sfama i bambini denutriti? Nessuno si chiede queste ovvietà, tutti ad acquistare regali per lo più inutili, tutti a farsi irretire dal marketing e dal modello liberale spinto, tutti costretti ad essere felici per le festività, anche se non lo siamo né lo saremo mai in concreto (in primis gli statunitensi, coloro che hanno hanno persino inserito la felicità nella costituzione). A mio parere il concetto di felicità è sopravvalutato.

The Real St. Nicholas

WINTER KEEPER

Incappo in questo articolo del Guardian a proposito del custode invernale del parco nazionale Pietragialla (va beh, il parco di Roche Jaune, lo Yellowstone insomma) e sì, lo so, non potrei farcela, ve lo immaginate lo smilzo di Nonantola con le sue Adidas e le partite dell’Inter in streaming passare gli inverni in quelle terre selvagge? Però, così, per un momento permettetemi di sognare …

https://www.theguardian.com/environment/ng-interactive/2023/dec/06/the-winterkeeper-steven-fuller-yellowstone-national-park

LED ZEPPELIN

Una parte dei lettori di questo blog è fan dei Led Zeppelin, dunque non c’è da meravigliarsi se ne trattiamo con una certa frequenza. Nessuna novità di rilievo in programma da parte di quel che resta della band (sciolta da 43 anni) sebbene sappiamo esserci alcune cosette già pronte che potrebbero essere pubblicate senza grossi sforzi. Accontentiamoci così per il momento di queste nuove foto amatoriali pubblicate per la prima volta qualche giorno fa.

PS: oggi dovrebbero caricare su youtube alcuni spezzoni amatoriali di registrazioni video dei LZ relative al concerto al Silverdrome di Pontiac il 30/04/1977 riprese da un fotografo per la propria collezione personale. Il tipo in questione avrebbe ripreso i LZ in più occasioni. Qui sotto il link del canale youtube che pubblicherà il nuovo filmato. Vi sono già pubblicati alcuni spezzoni di altre band: Van Halen, Queen, Yes etc etc.
NB: AGGIORNAMENTO DEL 31/12/2023 ore 21: ecco il nuovo video…

queste invece le nuove foto di Dortmund 1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

PHOTOGRAPHS (Cattiva Compagnia Blues)

Sistemando alcune cartelle che ho sul pc ho ritrovato questi scatti relativi ad una photo-session dell’autunno 1999 fatta poco prima dell’uscita del cd del mio gruppo Cattiva Compagnia. In questo fine anno mi ritrovo dunque a fare bilanci anche riguardo la mia passione per il Rock e le mie canzoni. Lo sbilanciamento è evidente, ne sono conscio e tutto sommato piuttosto fatalista, però, mamma mia, quanti caxxo di blues che mi porto sulle spalle.

Nelle foto da sx a dx: John Paul Cappi (bs), Mixi Croci (dr), Fausto Sacchi (vocals), Tim Tirelli (gtr)

CATTIVA COMPAGNIA – photo session autunno 1999 – copyright Tim Tirelli

SERIE TV

_Rick Gervais “Armageddon” (2023 Netflix) TTTTT

E’ piuttosto incredibile che questo nuovo spettacolo di Ricky Gervais (una delle luci guida di questo blog) sia oggi al terzo posto delle serie TV su Netflix.

Armageddon, nuova stand-up comedy del comico inglese disponibile su Netflix dove ancora una volta il politicamente scorretto si fa ingrediente principale di una denuncia sociale circa vizi e virtù di un’umanità allo sbaraglio.

https://movieplayer.it/articoli/ricky-gervais-armageddon-recensione-stand-up-comedy_31564/

Non aggiungo altri. Da vedere assolutamente

FILM

_Maestro (Usa 2023) – TTTT+

Bradley Cooper è l’attore protagonista (e regista) che interpreta magnificamente Bernstein. Il film è davvero bellissimo, la musica è stellare ovviamente ma soggetto, sceneggiatura e interpretazioni non sono da meno. Bernstein viene messo in scena senza senza tante ipocrisie, con onestà e senza pudore.

Che uomo superlativo era LB, uomo empatico, passionale, vivo e vivace, schietto ed esuberante, uomo vero … mica come certe di Rockstar che abbiamo amato da giovani, creatori forse di musica Rock sublime ma in massima parte uomini di pezza.

Ad ogni modo, film da vedere.

_Il Mondo Dietro Te (Usa 2023) – TTT

Una vacanza di famiglia viene sconvolta da due estranei sopraggiunti nel cuore della notte per sfuggire a un cyberattacco che diventa sempre più terrificante.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2020 di Rumaan Alam, thriller distopico non riuscito, l’intento sembra quello di concentrarsi sulle reazioni di due famiglie sconosciute l’una all’altra mentre accade qualcosa di spaventoso al mondo, ma come ha scritto qualcuno il problema principale di Il mondo dietro di te è la sua assoluta incapacità di nascondere le carte, di velare di mistero gli avvenimenti,

PLAYLIST

FINALE

In questi ultimi scampoli di fine anno mi confronto con Polbi, al solito riflessioni e disgressioni politiche e personali, due uomini di blues a circa 1.000 km di distanza che coltivano una forte amicizia oramai quasi trentennale, mi vedo con Mario, insieme guardiamo – trepidando – le partite di football della nostra squadra del cuore con in mano due snifter con due dita di rum e infine ascolto musica, la nostra, quella bella.

E’ l’ultimo giorno del 2023, niente bilanci approfonditi, la vita è già abbastanza bizzarra per aggiungere altra obliquità, ma niente paure, rizziamoci in piedi ed affrontiamo questa nuova stagione, e il sole che tornerà a battere sul nostro viso, come meglio possiamo. Buon anno brothers and sisters.

Tim – dicembre 2023

Sentirsi nevoso (21 dicembre blues)

21 Dic

Scendo in campagna in queste fredde mattine ancora intrise di notte, fino a pochi giorni fa lo facevo insieme a Palmiro visto che da tempo voleva fare i suoi bisognini solo all’aperto e allora eravamo io e lui al freddo e al gelo a contemplare il cosmo e a confidare nel mistero dell’esistenza. Due mammiferi maschi di specie diverse che si davano man forte, che cercavano come meglio potevano di trovare le giuste coordinate. Io che guardavo le colline a sud, lui che scrutava i suoi territori a est.

Early In The Morning – View from Domus Saura – mid december 2023 – foto Tim Tirelli

Ora che il mio piccolo amico non c’è più mi sento più solo a questo mondo e mi ritrovo intrappolato nella ragnatela di freddo e blues che questo dicembre ha portato. Di solito la decade che va dal 13 al 23 dicembre è la mia preferita, tuttavia quest’anno sono troppo sconsolato per godermi gli umori del mio mese preferito, per ritrovarmi al tepore della felice malinconia del periodo, un velo di crepe nere mi avvolge e non sarà facile togliermelo di dosso. La House of Blues in cui vivo si veste dei colori tipici del periodo qui in Emilia, colori pastello e tenui che si stemperano nelle nuance dei territori più a nord.

View from the Domus Saurea – december 2023 – foto Tim Tirelli

Another view from the Domus Saurea – december 2023 – fot Tim Tirelli

Un paio di settimane fa tuttavia abbiamo avuto una leggera nevicata qui alla Domus, il mio umore è cambiato immediatamente, mi sono sentito frizzante, ben disposto, candido. Mentre andavo in stazione a prendere il treno ho anche canticchiato seguendo quello che la chiavetta Christmas Edition proponeva. E niente, sono proprio figlio del giorno in cui sono nato (oggi), la neve, le lucine ad intermittenza e il candore spirituale che mi pervade in dicembre fanno parte di me, sono un tipo nevoso, non c’è che dire.

serie tv

_The Railway Men – Bophal 1984 (India 2023) – TTTTT

Dopo la fuga di un gas mortale da una fabbrica a Bhopal, in India, alcuni ferrovieri rischiano la vita per salvare le persone da una tragedia che lascia senza parole.

4 episodi che raccontano la tragedia che accadde in India nel 1984. Una serie TV da vedere ad ogni costo. In lingua originale sottotitolata in Italiano

_Una Famiglia Quasi Normale ( Svezia 2023 – Stagioni: 1. Episodi: 6. Serie a lunga narrazione
Distribuito da Netflix2023) – TTT¾

Adattamento dell’omonimo romanzo di Mattias Edvardsson, Una famiglia quasi normale è un thriller che mostra due genitori in crisi quando la loro figlia viene accusata di omicidio.

Come sapete sono un appassionato di Nordic Noir, non poteva sfuggirmi dunque questa nuova serie TV svedese. Niente male davvero.

_Quicksand (Störst av allt) – (2019 Svezia – 1 stagione 6 episodi) TTT¾

Serie basata sul libro Sabbie mobili di Malin Persson Giolito, genere drammatico, adolescenziale, poliziesco, altro Nordic Noir interessante.

_Barraccuda Queens (Svezia 2023 1 stagione) – TTT¾

Un gruppo di ragazze che vivono in un quartiere benestante di Stoccolma si ritrovano coperte dai debiti e per questo iniziano a rubare nelle case dei loro vicini.

Basata su fatti realmente accaduti, adolescenti svedesi fuori controllo – Altra serie scandinava nienet male.

film

_Non così vicino (A Man Called Otto) (USA/Svezia 2022) – TTT+

l film, con protagonista e produttore Tom Hanks, è l’adattamento cinematografico del romanzo del 2012 L’uomo che metteva in ordine il mondo scritto da Fredrik Backman, già portato sul grande schermo col film Mr. Ove (2015).

Film che si fa guardare con piacere, nulla di che ma carino.

playlist

coda

Raggiunta l’età della paura paradossalmente finisco per non spaventarmi più, sebbene quest’anno senza Palmiro mi senta più insicuro … ancora mi pare di vederlo davanti alla porta chiedere di entrare

Palmiro – In Throught The Front Door – december 2023 – foto Tim Tirelli

e andare ad accucciarsi in uno dei suoi posticini preferiti. La sua assenza si nota ancora moltissimo, la casa sembra vuota (benché vi siano altri 5 gatti in giro), ed è sufficiente vedere lo sgabello davanti alla stufa vuoto per commuoversi.

Sgabello vuoto – foto Saura T

Provo a non diventare troppo insistente circa la dipartita del mio amico peloso, faccio di tutto per parlarne solo con chi può capire, perché le frasi di circostanza non corroborate da una vera empatia infastidiscono. Lo noto lo stupore delle persone quando percepiscono il dolore che mi pervade, cerco di dissimulare il mio malessere spirituale davanti a questa gente incapace di mettersi nei panni dell’altro, mi sforzo di non leggere quello che ha stampato in faccia (“Tim esagera, in fondo è solo un gatto”) e di non far trapelare quello che ITTOD (uno di tre uomini che sono, quello preda della furia iconoclasta) vorrebbe gridare: “Solo un gatto ‘sto cazzo! Era un membro della famiglia, un compagno di avventure e di vita con cui avevo un cazzo di legame profondissimo, andate a farvi dare dove si nasano i meloni, antropocentristi del menga!”. Ovvio, non va persa la prospettiva, però … Ad ogni modo, non ne vale la pena, è una faccenda intima, viviamo la vita in maniera diversa, abbiamo sensibilità diverse, non posso stare in punta di piedi a duellare con tutti.

Mi adopero così al meglio per affrontare questo periodo: l’albero (che cerca di resistere agli attacchi di Honny) e il presepe vittoriano …

Assault Attack – Honecker & The Christmas Tree – foto Tim Tirelli

Honecker vs The Christmas tree – december 2023 – foto Saura T

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 d- foto Tim Tirelli

certi film di Walter Hill che fanno parte del mio DNA …

The Long Riders on TV – foto Tim Tirelli

il nettare della mia isoletta preferita

una salto nella mia hometown

Nonantola – dicembre 2023

Nonantola – dicembre 2023

Nonantola – dicembre 2023

e ovviamente la mia, la nostra, grande musica.

Inoltre stasera nella azienda in cui lavoro terrò la School Of Rock episodio VII, guarda caso si parlerà dei Led Zeppelin.

Ed è così che grazie a questi espedienti, il senza dio sono, il radicale osservatore del “sistema di conoscenze ottenute attraverso un’attività di ricerca prevalentemente organizzata con procedimenti metodici e rigorosi, coniugando la sperimentazione con ragionamenti e esperimenti logici condotti a partire da un insieme di assiomi” (va beh, la scienza) che penso di essere, colui che festeggia il sol invictus e non il natale cristiano e che disdegna la retorica imposta dalla coca cola e dal consumismo di stampo statunitense, si quieta e finisce per un istante per cercare una luce nel lungo inverno e il suono di un coro lontano. Mi basta un pensiero, una immagine, una sensazione per ritornare nell’immaginario che avevo da bambino.

Quadro di Marino Di Fazio

E allora, donne e uomini di blues che fate parte di questa comunità, giungano a voi i miei migliori auguri, che un po’ di pace possa scendere su questa povera Terra e che, come diciamo ogni anno citando Greg Lake, l’angoscia e la tristezza lascino il nostro cuore e che la strada dinnanzi a noi torni pulita e sgombra. Che l’amore e il Rock (quello vero) tornino a regnare. Vi abbraccio tutt* fortissimo.

They said there'll be snow at Christmas
They said there'll be peace on Earth
But instead it just kept on raining
A veil of tears for the Virgin birth
I remember one Christmas morning
A winter's light and a distant choir
And the peal of a bell and that Christmas tree's smell
And their eyes full of tinsel and fire

They sold me a dream of Christmas
They sold me a Silent Night
They told me a fairy story
'Till I believed in the Israelite
And I believed in Father Christmas
I looked to the sky with excited eyes
'Till I woke with a yawn in the first light of dawn
And I saw him and through his disguise

I wish you a hopeful Christmas
I wish you a brave New Year
All anguish pain and sadness
Leave your heart and let your road be clear
They said there'll be snow at Christmas
They said there'll be peace on Earth
Hallelujah Noel be it Heaven or Hell
The Christmas we get we deserve

Uomo di Blues – Nonatown – dicembre 2023 –

Un gatto di nome Palmiro

13 Dic

Palmiro arrivò alla Domus Saurea nel giugno del 2012 per una curiosa serie di coincidenze: Daniela, una collega di Saura, andando al lavoro si accorse di una cosina nera spaventata in un sottopassaggio, si fermò, la cosina si infilò nel motore della sua macchina, furono chiamati i pompieri e la cosina – un gattino di 45 gg – fu portato al gattile di Reggio Emilia. Un volta appresa la notizia Saura mi telefonò: “Senti Tim, è successo questo, preparati che oggi pomeriggio lo andiamo a prendere”.

(chi volesse approfondire: https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ )

Palmiro - Domus Saurea 26-06-2011 - foto TT

Palmiro – first day at Domus Saurea – 26-06-2012 – foto TT

Palmiro arrivò con le tempistiche giuste: da un paio d’anni vivevo alla Domus Saurea, due mesi prima avevo perso il mio amato gatto Fidèl, il primo felino con cui avevo vissuto e condiviso la vita, gli altri gatti della Domus (Raissa e suoi tre figli Pato, Spaventina e Ragnatela) vivevano in pratica sempre fuori.

Lo svezzammo come non avevamo mai fatto, ci svegliavamo alle 3 di notte per dargli il latte col biberon e ci prendemmo cura di lui in maniera totale.

Tim & Palmiro - svezzamento - 2011 - foto Saura T

Tim & Palmiro – svezzamento – 2011 – foto Saura T

Pur essendo un gattino e quindi un diavoletto della Tasmania (questo soprattutto nei primi tre anni)

Palmiro, first day at Domus Saurea - 2011 -- foto TT

Palmiro – Domus Saurea – 2012 — foto TT

Palmiro si rivelò ben presto un gatto riflessivo, un gatto blues direi, visto che qui sul blog siamo in tema,

Palmiro alla Domus - estate 2011 - foto TT

Palmiro alla Domus – estate 2012 – foto TT

sembrava avere davvero una sfumatura diversa dagli altri gatti, pareva contemplare il mistero della vita e porsi le domande che qui sul blog ci poniamo in continuazione: chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando.

Palmiro - primavera 2013 - foto TT

Palmiro – primavera 2013 – foto TT

Pensavo Palmiro fosse un gatto solo tenero e buono, gli piaceva l’AOR, era sentimentale… ma mi sbagliavo, ben presto Palmiro si trasformò in un gatto dominante, un vero maschio alfa e musicalmente passò dal rock melodico all’Hard Rock inglese degli anni settanta e al blues di Chicago. Diventò il capo della colonia felina (poi rinominata “Palmiria”) qui alla Domus Saurea e i gatti randagi maschi che capitavano qui dovettero o accettare la sua leadership o rassegnarsi ad essere inseguiti e rullati.

Palmiro & Saura - Domus Saurea Estate 2014 - foto TT

Palmiro & Saura – Domus Saurea Estate 2014 – foto TT

Sì, Palmiro diventò un gatto possente, 7 kg di eleganza felina pronta a scattare, un gatto fiero, da rispettare, al contempo però sapeva mantenere il suo aspetto sentimentale. Amava le asperità spartane della vita all’aperto ma quando verso sera rincasava era prontissimo a godersi le comodità che una vita con gli umani garantiva.

Palmiro - Golden slumbes -  gennaio 2015 - foto TT

Palmiro – Golden slumbers – gennaio 2015 – foto TT

Una delle cose che mi ha sempre colpito è stata la assoluta fiducia che Palmiro aveva in noi, forse il fatto di essersi sentito salvato, di aver vissuto qui sin da piccolino, ma la sua fede in noi e negli umani era totale e questo lo rendeva speciale. Palmiro era inoltre una gatto socialista, condivideva tutto con gli altri felini della colonia, era sempre l’ultimo a mangiare, prima si assicurava che fossero gli altri a sfamarsi (tanto sapeva che avrebbe avuto la sua razione). Palmiro inoltre era (ovviamente) un cuore nerazzurro.

Palmiro cuore nerazzurro - febbraio 2015 - foto Saura T

Palmiro cuore nerazzurro – febbraio 2015 – foto Saura T

Palmiro è stato anche un gatto fortunato a trovare due umani decenti e finire a vivere in una casetta nelle campagne di Reggio Emilia, per di più sita su una stradina (lunga e tortuosa) chiusa… poche macchine e tanti campi da esplorare.

Raissa e Palmiro difendono i confini - Ottobre 2015 - foto TT

Raissa e Palmiro difendono i confini – Ottobre 2015 – foto TT

Black cat for the wine - Palmiro ottobre 2015 - foto TT

Black cat in the vinegard – Palmiro ottobre 2015 – foto TT

Friends - Palmir e Tim - novembre 2015 - foto Saura T

Friends – Palmir e Tim – novembre 2015 – foto Saura T

Palmiro e il presepe laico, dicembre 2015

Palmiro e il presepe (laico) – dicembre 2015

Saura e il suo apprendista Palmiro - ottobre 2017 - foto TT

Saura e il suo apprendista Palmiro – ottobre 2017 – foto TT

Palmiro in soffitta - Marzo 2017 - foto TT

Palmiro in soffitta – Marzo 2017 – foto TT

Palmiro e Tim - foto Saura TT

Palmiro e Tim assistono ad un partita dell’Inter – foto Saura TT

Palmiro sotto ad un frassino. Sitting and thinking - maggio 2018 - foto TT

Palmiro sotto ad un frassino. Sitting and thinking – maggio 2018 – foto TT

Fu anche fortunato a trovare Saura, una umana speciale a cui fare riferimento e con la quale instaurò un legame profondissimo. Lo stesso fece ovviamente con me, ma il nostro era più un rapporto di amicizia virile (seppur piena di momenti sentimentali) ma con l’umana femmina trovò la madre che da piccolino aveva – chissà come – perduto.

Palmir e Saura - estate 2018 - foto TT

Palmir e Saura – estate 2018 – foto TT

Palmiro però ebbe anche la sfortuna di avere un sistema linfatico difettoso. A fine 2017 scoprimmo una ciste (vabbeh, cisti) di liquido linfatico nel suo addome, collegata a vari linfonodi e quindi non operabile. Ogni due o tre mesi la si controllava tramite ecografia. Per più di cinque anni non causò problemi, ma nel maggio scorso le prime avvisaglie, una prima crisi, una corsa dal nostro veterinario di fiducia e quindi nei giorni successi una tac e esami vari in una clinica di Sasso Marconi. Il tutto più o meno si risistemò.

Black panther on the hunt - Pamiro novembre 2018 - foto TT

Black panther on the hunt – Pamiro novembre 2018 – foto TT

Lying in thye sunshine - Palmiro marzo 2020 - foto TT

Lying in thye sunshine – Palmiro marzo 2020 – foto TT

Palmiro aiuta Saura a finire un puzzle - Febbraio 2021 - foto TT

Palmiro aiuta Saura a finire un puzzle – Febbraio 2021 – foto TT

Don't mess with Mr P - Palmiro maggio 2021 foto TT

Don’t mess with Mr P – Palmiro maggio 2021 foto TT

Palmiro e la sua Umana - novembre 2022 - foto TT

Palmiro e la sua umana – novembre 2022 – foto TT

Palmiro - novembre 2022 - foto TT

Palmiro – novembre 2022 – foto TT

Palmiro - Novembre 2022 - foto TT

Palmiro – Novembre 2022 – foto TT

il 23 ottobre tuttavia il problema si manifestò in tutta la sua gravità. Da qualche giorno ci sembrava avesse il respiro più pesante, una visita dal nostro vet e il giorno dopo ricovero nella clinica di Sasso Marconi e chirurgia d’urgenza: kilo torace. In pratica Palmiro aveva dei versamenti di kilo (linfa) che finivano nelle pleure, nei polmoni insomma. Occorreva operarlo e sperare di ridurre o far cessare i versamenti. La chirurgia non funzionò, ogni tre o quattro giorni occorreva fargli una centesi (drenaggio del liquido), era tornato a casa, ma non potevamo mai lasciarlo solo perché ogni tanto dovevamo controllare quanti respiri facesse al minuto, avesse superato una certa soglia occorreva correre in clinica.

Si decise di provare una seconda chirurgia, questa volta nell’addome e sempre sul sistema linfatico, purtroppo nemmeno questa funzionò. Gli esami istologici confermarono la gravità della situazione, addirittura sembra che sia stato il secondo caso del genere diagnosticato in Europa. Certo, magari ce ne saranno stati altri, ma non sono stati scoperti perché evidentemente in pochissimi sono arrivati al punto in cui siamo arrivati noi. Quando la dottoressa della clinica ci disse che era una “patologia rarissima”, Saura mi sussurrò in un orecchio “come rarissimo è Palmiro come gatto”. E’ facile farsi suggestionare, ogni umano amante degli animali pensa che l’animaletto con cui vive sia speciale, intelligente, unico. Certo è che vivendo con diversi gatti da molti anni non nego che Palmiro fosse davvero particolare, nessuno capiva i momenti e le situazioni come lui, nessuno confidava negli umani come lui. Era diventato il beniamino della Clinica di Sasso Marconi, lo era già da anni nello Studio Veterinario in cui andavamo. Sì, era collaborativo, pareva capire che se i suoi umani lo avevano portato lì c’era un ragione.

Palmiro se ne è andato stamattina verso le cinque mentre correvamo dal veterinario perché era entrato in crisi; da sabato scorso ogni mattina ci recavamo allo studio per le terapie, il drenaggio, le flebo, le iniezioni, sapevamo che eravamo alla fine. Io e Saura arriviamo alla fine di questa cosa emotivamente, fisicamente ed economicamente provati, sono stati due mesi difficili, non potendo lasciarlo mai solo quando era a casa, andando a trovarlo un giorno sì un giorno no quando era ricoverato a Sasso Marconi (località non esattamente dietro l’angolo per noi), andare in clinica per le centesi ogni 3/4 giorni… abbiamo davvero fatto i salti mortali per districarci tra il lavoro e la sua gestione. Sì, abbiamo davvero fatto tutto quello che potevamo fare (senza scivolare credo nell’accanimento terapeutico), ne sono conscio, in diversi ce lo hanno detto, compreso il personale della clinica e dello studio veterinario, pur riflettendo attentamente sul da farsi passo dopo passo, decisione dopo decisione, non abbiamo mai avuto dubbi, per il nostro Palmir andava fatto tutto il possibile. Ma queste sono cose risapute, sono sicuro di non dire nulla di nuovo agli umani che vivono con gatti, cani o altri animali… gioie, dolori, sofferenze, spese mediche… fa tutto parte del pacchetto.

Scrivo tutte queste considerazione intime con un po’ di pudore, non sono cose per tutti, chi non vive con animali domestici, chi non ama ogni essere vivente, chi ha una visione antropocentrica (come quel tipo vestito di bianco che sta in san Pietro che continua a blaterare frasi senza senso a tal proposito) non può capire, non può concepire questo approccio. Questo però è un blog “personale”, qui non parliamo solo di musica Rock, qui riflettiamo sui blues della vita, dunque cedo all’enfasi e al sentimentalismo per salutare il gatto Palmiro, qui sul blog era un figura importante.

Noi umani di blues siamo consci che tutto è un mistero, noi non crediamo nell’aldilà, nel “ponte” verso un’altra vita, non crediamo forse nemmeno nell’aldiquà come abbiamo detto più volte in questo blog, ma essendo umani, pur essendo combattenti per la scienza, non possiamo evitare di cullarci sulle suggestioni… il 17 ottobre, qualche giorno prima che Palmiro avesse la sua prima grossa crisi, si è presentato all’improvviso davanti alla porta della Domus Saurea un gattino di 45 gg circa, gattino che abbiamo finito per tenere.

(per chi fosse interessato: https://timtirelli.com/2023/10/20/una-gattino-di-nome-honecker/ )

Honny, una volta fattosi accettare da tutti i felini della Domus, ha scelto Palmiro come guiding light, nei suoi momenti di calma (Honecker è una vera “teppa”, come dice Saura) non perdeva occasione di accovacciarsi di fianco a Palmiro, di leccargli il muso, di stare appiccicato a lui, come fosse il suo riferimento felino. Questo ci ha intenerito moltissimo.

Palmiro e Honecker

Palmiro e Honecker

Oggi è un giorno difficile per noi, ma è bene ricordare che Palmiro, seppure abbia vissuto non esattamente tantissimo (11 anni e 7 mesi), ha avuto una vita bella, qui in campagna, in mezzo ad altri felini, amato, anzi amatissimo da due umani, libero di scorrazzare per le campagne durante il giorno, al sicuro e al tepore di una casetta accogliente la sera e la notte.

Palmiro ad ogni modo è stato fortunato anche di aver trovato uno studio veterinario che lo ha seguito con cura e dedizione, Fausto, Esmeralda e Katia hanno sempre fatto un lavoro splendido. Torno a sottolineare che per lui aver trovato Saura è stata una fortuna indescrivibile, vederla in questi ultimi due e mesi e soprattutto in questi ultimi giorni fare il possibile e oltre è stato commovente. Una dedizione totale, una amore infinito. Riusciva a farlo mangiare anche quando lui non ne voleva sapere, apriva una scatoletta dietro l’altra fino a quando non trovava quella su cui Palmiro cedeva, lo imboccava letteralmente con le mani, lo coccolava e lo inondava di baci. Anche se le due chirurgie non sono andate a buon fine, lei non si è arresa, sapeva che doveva trovare scatolette con grassi grezzi prossimi allo zero perché questo cibo poteva aiutare a rallentare il versamento… ho ancor qui un foglio excel di otto pagine fatto da lei con le scatolette scelte divise per marca, nome, confezione, quantità, percentuale di grassi e con relativa immagine. Già lo sapevo, ma che donna!

Oggi è un giornata per noi piena di dolore, di lacrime e di tristezza infinita, ma verranno giorni in cui questo malessere spirituale in qualche modo si attenuerà, giorni in cui ricorderemo soprattutto i tantissimi momenti belli, le gioie date e ricevute, la felicità di vivere insieme ad un gatto come lui.

Buon viaggio Palmir, amico mio, spero tu abbia capito quanto amore ho provato per te e quanta bella vita abbiamo passato insieme, ti porterò per sempre con me, ti ricorderò ogni giorno. Sono stato fortunatissimo ad averti. Mi mancherai moltissimo ma so che la scintilla di quello che ancora ti rappresenta aleggerà qui sui prati intorno alla Domus Saurea, quei campi che hai tanto amato e dove adesso riposi. Addio patato, addio Palmir… di gatti come te non ce n’è.

Young Palmiro and his human 2011

Young Palmiro and his human 2012

All dead, all deadAt the rainbow’s endAnd still, I hear his own sweet songAll dead, all deadTake me back againYou know my little friend’sAll dead and gone
All dead, all deadBut I should not grieveIn time, it comes to everyoneAll dead, all deadBut in hope, I breatheOf course, I don’t believeYou’re dead and gone
All dead and gone

Rolling Stones “Hackney Diamonds” (2023 Polydor Geffen) – TTT¾

3 Dic

Ho lasciato passare un po’ di tempo prima di parlare di questo nuovo album dei Rolling affinché si placasse un po’ la fustinella* dovuta alla sua uscita; sì perché un nuovo album di Mick & Keith non è certo robetta da poco per uomini di blues di un (in)certa età come noi.  Evito di impantanarmi, qui nelle righe introduttive, nelle considerazioni che hanno fatto un po’ tutti e prendo l’album per quello che è, cercando di non farmi condizionare dalle inevitabili sovrastrutture riguardo i grandi gruppi Rock che amo. Detto questo, faccio una eccezione solo per citare un commento di David Browne, il critico di Rolling Stone dove ha scritto che il disco vale molteplici ascolti, che il drumming di Steve Jordan è di valore e soprattutto che la band ha scritto testi rilevanti senza the late-in-life introspection heard on recent records by some of the Stones’ peers” … “l’introspezione in età avanzata ascoltata nei dischi recenti da alcuni dei colleghi degli Stones”.

Ecco, questo punto mi piace molto, intendiamoci, io sono il primo a scivolare nella introspezione di cui si parla, ma che a ottant’anni i Rolling rimangano immuni da questo aspetto mi fa ha molto piacere. A fine articolo vi sono i dati tecnici relativi al disco, mi concentro dunque subito sulle canzoni, aggiungo solo che Hackney Diamonds è arrivato al terzo posto negli USA, al primo in UK (100.000 copie vendute), in Germania (100.000 copie vendute) e in Francia (50.000 copie vendute), quinto in Giappone, secondo in Italia e nei primissimi posti delle classifiche di moltissimi altri paesi.

Rolling Stones Hackney DiamondsDi Angry (Jagger–Richards, Andrew Watt) ne avevo già parlato qui sul blog il 14 settembre poco dopo l’uscita del singolo, copio-incollo quello scritto a suo tempo:

“Nuovo singolo dei Rolling, che devo dire … non mi dispiace nemmeno un po’. Meno banale di quel che mi aspettassi e la melodia nella sezione con gli accordi (diciamo così) mi pare carina. Per gente che scrive pezzi da 60 anni e che ha 80 anni Angry è un bel prodottino, chapeau! Godibilissimo l’assolo centrale di chitarra, minimal ma con un senso Rock mica da ridere.  Mi piace anche il video, certo … vi è la bella pheega vestita di Rock che fa le mossettina su una decapottabile che attraversa la città assolata, ma il gioco con i video nei billboard dell’epoca è vincente. Ragazzi, che fighi i Rolling!”

Get Close” (Jagger–Richards, Watt) è un altro buon momento, nessuna rivoluzione musicale ma neppure odore di stantio, fresco e dinamico. Bene Steve Jordan alla batteria (di questo mi preoccupavo molto), bene Jagger, buono il basso di Andrew Watt.

Depending On You (Jagger–Richards, Watt) mi piace, un sorta di ballata mid tempo, nulla di nuovo, ma molto piacevole; belle chitarre, uno di quei testi amari ma lontani dall’auto indulgenza, schietto, semplice, diretto. Cazzo, che grandi.

Bite My Head Off (Jagger–Richards) è un roccaccio affrontato con spirito punk. Curioso avere Macca al basso in un brano così. Testo riuscito, diretto, cattivo e credibile … e sì, ai meno svegli sembrerà inadeguato che un ottantenne canti cose del genere, ma siamo qui con i Rolling Stones baby, con loro tutto è possibile.

Whole Wide World (Jagger–Richards) ha un ritornello ruffiano che crea una dicotomia con la strofa dalla foggia new wave, ma accidenti tutto sembra funzionare comunque. I testi mi piaccio molto, con questo poi mi ritrovo nella mia comfort zone obliqua:

Well, the dreary streets of London
They never promised much
A dead-end job to nowhere
And all your dreams are crushed

When the whole wide world’s against you
And you’re standing in the rain
When all your friends have let you down
And treat you with disdain
And you think the party’s over
But it’s only just begun
Let’s raise a glass, get up and dance
‘Cause life’s just hit and, hit and, hit and run

Dreamy Skies (Jagger–Richards) ha il classico andamento country tanto caro al gruppo, chitarra slide, chitarra acustica, qualche zampata elettrica di Keith Richards, tutto già sentito, eppure è una meraviglia, vi è come una patina nuova che rende frizzante il tutto, e poi di nuovo Jagger e un testo che funziona. Indomiti Rolling Stones .

Mess It Up (Jagger–Richards) ha alla batteria Charlie Watts il che mi fa scappare qualche sospiro. Rock alla Rolling Stones con ritornello efficace che a me ricorda gli umori del primo album solista di Mick Jagger (She’s The Boss 1985).

Rolling Stones

In Live By The Sword (Jagger–Richards) si risente al basso Bill Wyman, alla batteria vi è ancora Charlie Watts. Strofa banalotta, ponte passabile, sviluppo seguente che ha il suo perché. Elton John al piano. Assolo di chitarra convincente.

Driving Me Too Hard (Jagger–Richards) è figlia di Tumbling Dice, è carina, soffice eppur decisa; belle chitarre, Steve Jordan porta rispetto a Charlie Watts. La formula del songwriting può apparire consunta ma in realtà vi è una freschezza intrinseca che aiuta a respirare a pieni polmoni questa gradevole aria sonora.

Tell Me Straight (Jagger–Richards) la canta Keith Richards … è uno di quei pezzi medio lenti, un po’ obliqui tipici di Keef, di solito ne vado matto, ma questo non mi colpisce granché.

Sweet Sounds Of Heaven (Jagger–Richards) vede la partecipazione di Lady Gaga e Stevie Wonder, sento dire in giro che è un pezzo geniale che mischia gospel, etc etc … sì ci sono accenti gospel che si sposano ad una matrice soul/doo woop ma non ho nessun timore a dire che non è un pezzo geniale; l’intermezzo (20 secondi dal minuto 3:10) funziona ed è bello, ma il resto è imbastito su aspetti compositivi piuttosto logori.

L’ultimo pezzo è Rolling Stone Blues (Muddy Waters), il brano di McKinley Morganfield da cui il gruppo prese il nome. E’ così che si chiude il cerchio, un blues fangoso, al contempo luminoso e tenebroso. Chitarra, voce e armonica. Keith e Mick così come avevano cominciato. Un Blues senza compromessi, schietto, dissoluto, autentico. Lo sapevamo già, ma che cazzo di band quella dei Rolling Stones!

The-Rolling-Stones

All songs written by Jagger–Richards, except where noted.

  1. “Angry” (Jagger–Richards, Andrew Watt) – 3:46
  2. “Get Close” (Jagger–Richards, Watt) – 4:10
  3. “Depending On You” (Jagger–Richards, Watt) – 4:03
  4. “Bite My Head Off” – 3:31
  5. “Whole Wide World” – 3:58
  6. “Dreamy Skies” – 4:38
  7. “Mess It Up” – 4:03
  8. “Live by the Sword” – 3:59
  9. “Driving Me Too Hard” – 3:16
  10. “Tell Me Straight” – 2:56
  11. “Sweet Sounds of Heaven” – 7:22
  12. “Rolling Stone Blues” (Muddy Waters) – 2:41

The Rolling Stones

  • Mick Jagger – lead and backing vocals, guitar, percussion, harmonica on “Dreamy Skies” and “Rolling Stone Blues”
  • Keith Richards – guitar, bass guitar, backing vocals, lead vocals on “Tell Me Straight”[100]
  • Ronnie Wood – guitar, bass guitar, backing vocals

Additional personnel

  • Paulina Almira – illustration
  • Ron Blake – trumpet on “Get Close” and “Sweet Sounds of Heaven”.
  • David Campbell – string arrangement
  • Matt Clifford – keyboards, piano, Wurlitzer[
  • Matt Colton – mastering at Metropolis Studios
  • Karlos Edwards – percussion
  • Serban Ghenea – mixing at MixMaster Studios, Virginia Beach, Virginia, United States (except “Rolling Stone Blues”)
  • Elton John – piano on “Get Close” and “Live by the Sword”
  • Steve Jordan – drums
  • James King – saxophone on “Get Close” and “Sweet Sounds of Heaven”.
  • Lady Gaga – vocals on “Sweet Sounds of Heaven”
  • Paul Lamalfa – mixing on “Rolling Stone Blues”
  • Paul McCartney – bass guitar on “Bite My Head Off”
  • Studio Fury – art direction and design
  • Benmont Tench – keyboards and organ on “Depending On You” and “Dreamy Skies”
  • Marc VanGool – Technician, Guitar Technician [Studio Assistant]
  • Don Was – additional production on “Live by the Sword”
  • Andrew Watt – bass guitar, guitar, percussion, keyboards, backing vocals, string arrangement, mixing on “Rolling Stone Blues”, production
  • Charlie Watts – drums on “Mess It Up” and “Live by the Sword”
  • Stevie Wonder – keyboards and piano on “Sweet Sounds of Heaven”
  • Bill Wyman – bass guitar on “Live by the Sword”

1 Angry

Backing Vocals, Percussion – Andrew Watt (3)
Drums – Steve Jordan
Engineer [Recording Engineer] – Marco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Joe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Tommy Turner (7)
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Piano – Matt Clifford
Technician [Studio Assistant] – Marc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Andrew Watt (3)Keith RichardsMick Jagger
3:47
2 Get Close

Bass, Backing Vocals – Andrew Watt (3)
Drums – Steve Jordan
Electric Piano [Wurlitzer Piano] – Matt Clifford
Engineer [Recording Engineer] – Marco SonziniPaul LaMalfaPierre De Beauport
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Ali TamposiBarnabas PoffleyJoe BriceJoe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Featuring, Piano – Elton John
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Percussion – Karlos Edwards
Saxophone – James King
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiJoe Dougherty (3)Marc Van Gool*Pierre De Beauport
Trumpet – Ron Blake (4)
Written-By – Andrew Watt (3)Keith RichardsMick Jagger
4:11
3 Depending On You

Arranged By [String Arrangement], Conductor [String Conductor] – David Campbell
Bass, Guitar, Backing Vocals, Percussion, Arranged By [String Arrangement] – Andrew Watt (3)
Cello – Jacob BraunPaula Hochhalter
Contractor [String Contractor] – Suzie Katayama
Copyist [Music Prep] – Bettie RossCaryn Rasmussen
Drums – Steve Jordan
Electric Organ [Hammond Organ] – Benmont Tench
Engineer [Recording Engineer] – Marco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Ali TamposiJoe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Tommy Turner (7)
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Piano – Matt Clifford
Technician [Studio Assistant] – Marc Van Gool*Pierre De Beauport
Viola – Luke MaurerTom Lea
Violin – Alyssa ParkCharlie BisharatJennifer Takamatsu*Michele RichardsPhilip VaimanSara ParkinsSonga LeeTereza Stanislav
Written-By – Andrew Watt (3)Keith RichardsMick Jagger
4:03
4 Bite My Head Off

Drums – Steve Jordan
Engineer [Recording Engineer] – Marco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Barnabas PoffleyJoe BriceJoe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Featuring, Bass – Paul McCartney
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Piano – Matt Clifford
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiMarc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
3:31
5 Whole Wide World

Bass, Backing Vocals, Percussion – Andrew Watt (3)
Drums – Steve Jordan
Engineer [Recording Engineer] – Lars FoxMarco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Barnabas PoffleyJoe BriceJoe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Piano, Electric Piano [Rhodes], Keyboards – Matt Clifford
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiMarc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
3:58
6 Dreamy Skies

Drums – Steve Jordan
Electric Organ [Hammond Organ] – Benmont Tench
Engineer [Recording Engineer] – Dave O’DonnellLars FoxMarco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Carl BespolkaDani Perez (4)Joe Dougherty (3)John Rooney (10)Kelsey Porter (2)Lee Foster (3)Tommy Turner (7)
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Piano, Electric Piano [Rhodes] – Matt Clifford
Technician [Studio Assistant] – Marc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
4:38
7 Mess It Up

Bass, Guitar, Keyboards [Keys] – Andrew Watt (3)
Drums – Charlie Watts
Engineer [Recording Engineer] – Krish SharmaLars FoxMarco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Barnabas PoffleyCheno WangJoe BriceJoe Dougherty (3)John Costello (7)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Percussion – Karlos Edwards
Piano, Keyboards [Keys], Electric Piano [Wurlitzer Piano] – Matt Clifford
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiMarc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
4:04
8 Live By The Sword

Bass – Bill Wyman
Drums – Charlie Watts
Engineer [Recording Engineer] – Krish SharmaLars FoxMarco Sonzini
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Barnabas PoffleyJoe BriceJoe Dougherty (3)John Costello (7)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Engineer [Vocals Engineered By], Recorded By [Vocals Recorded By] – Matt Clifford
Featuring, Piano – Elton John
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Recorded By [Drums Recorded By], Producer [Drums Produced By] – Don Was
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiMarc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
3:59
9 Driving Me Too Hard

Backing Vocals, Percussion – Andrew Watt (3)
Drums – Steve Jordan
Engineer [Recording Engineer] – Lars FoxMarco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Barnabas PoffleyJoe BriceJoe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Piano, Organ, Electric Piano [Rhodes] – Matt Clifford
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiMarc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
3:16
10 Tell Me Straight

Drums – Steve Jordan
Electric Piano [Rhodes] – Matt Clifford
Engineer [Recording Engineer] – Lars FoxMarco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Barnabas PoffleyJoe BriceJoe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiMarc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
2:57
11 Sweet Sounds Of Heaven

Bass, Backing Vocals – Andrew Watt (3)
Drums – Steve Jordan
Electric Organ [B3 Organ] – Matt Clifford
Engineer [Recording Engineer] – Lars FoxMarco SonziniPaul LaMalfa
Engineer [Recording Engineers Assisted By] – Barnabas PoffleyJoe BriceJoe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Rich EvattTommy Turner (7)
Featuring, Piano, Electric Piano [Rhodes], Synthesizer [Moog] – Stevie Wonder
Featuring, Vocals – Lady Gaga
Keyboards – Stevie Wonder
Mixed By – Serban Ghenea
Mixed By [Assistant] – Bryce Bordone
Saxophone – James King
Technician [Studio Assistant] – Brendan MorawskiMarc Van Gool*Pierre De Beauport
Trumpet – Ron Blake (4)
Written-By – Mick Jagger / Keith Richards*
7:23
12 Rolling Stone Blues

Engineer [Recording Engineer Assisted By] – Joe Dougherty (3)Kelsey Porter (2)Tommy Turner (7)
Engineer [Recording Engineer] – Paul LaMalfa
Mixed By – Andrew Watt (3)Paul Lamalfa
Technician [Studio Assistant] – Marc Van Gool*Pierre De Beauport
Written-By – Muddy Waters
2:45
* LA FUSTINELLA:Fustinellaessere in fustinella): locuzione sempre più rara, quasi del tutto sconosciuta presso le giovani generazioni, che esplica il trovarsi in una peculiare condizione di piacevole agitazione causata da una nuova passioncella o hobby. Ad esempio, appassionarsi ad ameno passatempo da mancanza di attività coitale, tipo la fotografia, e iniziare a fissarsi psichicamente 24/7 sui molteplici aspetti della questione, obiettivi, stampa, bianco&nero, colore, treppiedi eccetera, progettando acquisti scriteriati, leggendo manualistica, recensendo sul web maestri dello scatto e scassando la minchia a chiunque si trovi nel raggio di azione.Altri ambiti a rischio fustinella: l’audiofilia (progettazione di acquisti di piatti giradischi a valvole in legno norvegese da 4000 euro, cambio continuo con esborso mostruoso di cuffie, insensati ritorni revivalistici a costosi 33 giri in vinile eccetera), pesca sportiva (vendita dei denti d’oro della madre per pagare esose canne al carbonio, o guadini di Hermés, o progettazione di allevamenti casalinghi di begatini), bicicletta (continue visite a negozi di bici per estorcere info su accessori e parti meccaniche di pregio con il conseguente prolasso gonadico del babista del negozio), informatica in genere (soprattutto se si finisce nel baratro Apple Macintosh).La fustinella viene spesso accostata alla ‘sbrùsia’ anche se quest’ultima è più ansiogena mentre la fustinella ha contorni più sfumati e più meditativi. La fustinella si rivela però molto utile nei casi di depressione fungendo da piacevole diversivo, in grado come è di riempire la scatola cranica di elettrizzanti propositi ludici per il futuro, e da vero toccasana per lenire le stigmate da sopportazione della coniuge. Molte fustinelle infatti vengono vissute da omarini nella segretezza di garage e solai, all’oscuro delle mogli che li credono al bar a giocare a goriziana o a vagabondare per seguire lavori stradali. Nei sempre più diffusi negozi ‘vintage’ di svuotagarage è possibile imbattersi in tristi fustinelle finite malissimo.

di Stefano Piccagliani (da La Gazzetta di Modena ottobre 2016)

Camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate …

12 Nov

Sarà che il tempo è cambiato, sarà che la pioggia di acqua e di foglie è arrivata, sarà che povero autunno che è ma il mood di queste settimane è questo (complici i blues di Palmiro), simile al camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate. Sono uomo di blues, nulla di cui preoccuparsi, ma perdindirindina vorrei sentirmi più spesso titanico dinnanzi al futuro, con una Les Paul al collo e un Marshall col volume a 10 e immerso in una bella giornata di sole.

Then I had bad luckLike a fool I fell where I stoodI was walking in the rain with my shoes untiedTryin’ to find a dry place to hideTo hide.

In questa condizione passeggio sotto la pioggia nella mia hometown

Walking in the rain in old Nonatown – oct 2023 – Photo TT

fermo ad un passaggio a livello contemplo finestrelle blues e mi chiedo che vita ci sia dietro di esse,

Finestrella in via Adua – Regium Lipidi – ott 2023 – foto TT

oppure seguo con lo sguardo la strada ferrata nell’illusione che mi possa portare chissà dove.

Stazione di Regium Lepidi – novembre 2023 – foto Tirelli

Essere immersi in questo mood a volte è come vivere nel lato oscuro

Domus Saurea’s doormat – foto TT

e allora cerco la salvezza nelle solite cose: la finora magnifica stagione dell’Inter, la Musica Rock, la letteratura e le uscite varie con gli amici. Recentemente sono uscito ad esempio con la Laura Zambarda Blues Band, un gruppetto di colleghi accomunati da affinità elettive, inutile dire che sono il più vecchio, ma è bello confrontarsi con quest* giovinastr* curios*, attent*, pront* a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

TT reservation – Red Lion Pub – Mutina oct 2023 foto TT

The Laura Zambarda Blues Band – da sx Lady J, SimoSca, Timmy Winter, Laura Z. – autoscatto – ott 2023

Pheeghe

Interno giorno, in ufficio, sto compilando uno schema excel. Arriva Marzia, la mia collega del cuore; sbrigate le formalità lavorative scambiamo due chiacchiere: la mia amica mi informa che tra qualche sera dovrà andare ad una cena di gala per non so quale evento e si dice preoccupata perché non sa cosa indossare, le dico che qualcosa troverà visto che ha armadi pieni di vestiti compresi quelli per serate formali, al che lei – con un tono tra l’apprensivo e l’incazzoso – se ne esce con la frase più tipica che una donna possa dire: “Non ho un cazzo da mettermi!”.
E niente, sono giorni che rido.

Palmiro’s double trouble

Il blues del sistema linfatico di Palmiro torna prepotente: ci accorgiamo che il respiro è cambiato, prendiamo appuntamento dal veterinario il quale il giorno dopo ci manda d’urgenza alla Clinica veterinaria di Sasso Marconi.

Copio incollo dalla pagina fb di Palmiro:

26/10/2023 – Messaggio per gli umani che in queste ore stanno chiedendo notizie su di me:
sono ricoverato da martedì alla Clinica Veterinaria di Sasso Marconi, Tyrrell e la Terry in accordo col nostro veterinario hanno pensato che fosse la soluzione migliore. Da qualche giorno faticavo a respirare, la causa era un versamento di liquido nei polmoni, io da qualche anno ho il sistema linfatico difettoso, lo tenevamo sotto controllo ma in questi ultimi giorni la faccenda è peggiorata. Ieri sera mi hanno operato, oggi sono ancora un po’ obnubilato dalla anestesia e dagli antidolorifici, ma sono venuti a trovarmi i miei due umani e questo mi ha risollevato. Sono davvero due tesori, farebbero di tutto per me, compreso spendere alcune migliaia di quei foglietti che gli umani chiamano euro, devono volermi molto bene. Non sappiamo ancora se l’operazione sarà risolutiva, lo si capirà nelle prossime settimane, forse mesi, ma farò di tutto per saltarci fuori, sono una gatto blues e ho 11 anni (equivalenti a 60 anni umani) è vero ma come Tyrrell mi piace pensare che sono uno che salta ancora i fossi alla lunga. Grazie a tutti per il continuo interesse. Vada come vada certo, ma tengo duro e non mollo di un centimetro. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir.

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Saura e Palmir – clinica vet sasso Marconi – ott 2023 – foto TT

28/10/2023: Diario di bordo 

Cari umani che seguite le mie peripezie, è il quarto giorno che sono ricoverato, due giorni sono passati dall’operazione, il personale della clinica di Sasso Marconi dice che sono più vigile, più espansivo e stabile. Come spesso accade 24/48 ore dopo l’intervento il versamento è ricominciato, vediamo come si mette nei prossimi giorni, intanto ovviamente tengo il drenaggio. Mi annoio un po’, guardo il mondo da un oblò…va beh, dalla gabbia … per fortuna oggi sono tornati Tyrrell e la Terry, vederli mi fa bene, infatti non appena entrati nella stanza nel reparto degenze in cui sono mi è subito venuta fame e loro mi hanno dato dei crocchini parecchio gustosi. Devo avere il muso imbronciato, spero capiscano, non mi diverto e non è che mi senta in formissima, ma cerco di essere paziente e sul pezzo. Va bene, torno a dormicchiare, sono ancora un pochino scombussolato. Grazie ancora per tutte le attenzioni che mi date, ricevo ogni vostro messaggio. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir. 
7/11/2023 A tutti i miei amici umani:
Buongiorno Homo Sapiens, continuate a scrivermi in tanti dunque vi aggiorno sulle mie condizioni. Dopo due settimane di ricovero nella clinica veterinaria di Sasso Marconi, ieri sera sono finalmente tornato a casa, il problema non è esattamente risolto ma non è che potessi stare là all’infinito. L’operazione è tecnicamente riuscita ma il versamento di liquido linfatico rimane, sono un paziente idiopatico… in pratica non si conosce la causa esatta del mio problema. Una volta chiuso il dotto toracico il sistema si dovrebbe adeguare creando altre ramificazioni, a me non è ancora successo, ad alcuni gatti succede dopo pochi giorni, ad altri serve qualche mese ma può succedere che ciò non accada. Non ci resta che pazientare e restare a vedere. Il versamento del liquido è in calo, ma è ancora troppo copioso, così Tyrrell e la Terry dovranno accompagnarmi alla clinica una/due volte la settimana per fare la centesi, ovvero l’aspirazione del liquido organico attraverso la puntura della parte interessata con siringhe o aghi cannula. Restiamo tutti con le zampine per terra, speriamo che pian piano la faccenda in qualche modo si risolva, ma anche un discreto compromesso non sarebbe male. Sì, continuo a essere preoccupato, ma non mollo. Intanto mi godo la Domus Saurea, Tyrrell e la Terry… è bello essere di nuovo a casa. Stanotte mi sono fatto una dormita fantastica sul divano avvolto nel morbido plaid bianco, stamattina i miei umani mi hanno persino accompagnato fuori (da tempo sono abituato a fare i bisognini solo in campagna), 15 minuti nella fredda e soleggiata mattina emiliana per poi ritornare nella mia comfort zone. Grazie ancora a tutti, per essere umani non siete davvero male. Un strusciata col muso dal vostro Tirelli Palmiro (vedi la foto della mia cartella clinica). 

Palmiro torna a casa – foto TT

Cartella clinica “Tirelli Palmiro”

Palmiro torna a casa – Friends Will Be Friends – foto TT

Palmiro torna a casa – la prima sgambata – foto TT

Palmiro torna a casa – Golden Slumbers – foto TT

Ad oggi in realtà le cose non stanno andando benissimo, Palmiro ha versamenti continui e non è in forma. Venerdì di nuovo in clinica per centesi e consulto col chirurgo, si accenna ad una seconda chirurgia ma occorre decidere con estrema cautela e comunque in questi giorni non sarebbe fisicamente pronto. Ieri sera dal veterinario per iniezioni di antibiotico e antinfiammatori (Palmiro è tornato dalla clinica molto raffreddato), stamattina di nuovo dal veterinario locale per esami sangue e flebo. Per il resto passa le sue giornate sul divano. E’ dura vederlo così.

Il gattino Honecker, ovvero il Gian Burrasca felino

Tre settimane fa si è presentato alla porta (dal nulla) un gattino di circa 45gg, abbiamo finito per adottarlo come già scritto:

https://timtirelli.com/2023/10/20/una-gattino-di-nome-honecker/

Era da più di 11 anni che non avevamo un diavoletto della Tasmania in casa, dunque riabituarsi ad un gattino scatenato non è automatico, Honny poi sembra essere una vera peste, un senza dio che si getta a capofitto su tutto senza nessun filtro. Mi par di ricordare che alla sua età Palmiro – benché vivacissimo come tutti i gattini – fosse in qualche modo più riflessivo, Honny no, Honny è sempre e comunque irrefrenabile. Sia chiaro, è una gioia, ma a volte fa girar la testa. Il fatto è che ti frega dato che non si può che amare alla follia una gattino di due mesi, perché prima ti incanta con quel suo faccino da micetto innocente e poi ti sconquassa la casa e ti attacca (per gioco) in tutti i modi possibili. Rincorre le palline, si alza sulle zampine posteriori per sembrare più grandi quando tormenta gli altri gatti, morsica (per gioco) in continuazione e appunto non sta fermo un attimo. E’ un amore, lo ribadisco, e grazie a lui alla Domus c’è sempre una certa dose di allegria garantita. E in queste settimane è una cosa maledettamente importante.

Video di Honny sui piedi di Tyrrell:

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Essendo in una famiglia da alta gradazione Rock, è spesso a contatto con l’aria sonora che tanto amiamo, e ho così scoperto che ha una predilezione per i Rolling Stones

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Saura e Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Tim e Honny – Ottobre 2023 – foto TT

C’è di bello che oltre ai Rolling Stones inizia ad amare anche i Led Zeppelin

Dopo aver saltellato al ritmo di Trampled Underfoot si prende una pausa

Tim & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

poi, dopo il riposino, torna a chiedere la tua attenzione

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

e via che si ricomincia. Meno male che gli altri 5 gatti hanno iniziato ad accettarlo.

Ragni & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

The return of The Dark Lord

A sorpresa TDL fa una apparizione alla Rock And Roll Hall Of Fame, chiamato ad introdurre Link Wray uno dei suoi eroi, finisce persino per omaggiarlo con una versione di Rumble. Il pezzo è semplice, ma con la doppiomanico il TDL fa la sua porca figura.

Commento della pollastrella: “Idolo Assoluto!”

TDL, Rock And Roll hall Of Fame, 3 november 2023.
Pic Theo Wargo

Serie tv

_Tutta La Luce Che Non Vediamo (USA 2023) – TTT¾

Miniserie convincente. Da vedere.

Tutta la luce che non vediamo (All the Light We Cannot See) è una miniserie televisiva statunitense del 2023 ideata da Shawn Levy e Steven Knight. La miniserie è l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo del 2014, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa, scritto da Anthony Doerr. Le vicende di due adolescenti: la francese Marie-Laure, una ragazza cieca, e Werner Pfennig, un giovane tedesco costretto a combattere per la Germania nazista nella seconda guerra mondiale.

PLAYLIST

CODA

Con l’umore dunque in balia del blues seguo la corrente che ci porta verso la fine dell’anno, fine d’anno da passare in tempi gonfi di stupide oscurità … guerre al nord, guerre in medio oriente, guerre dappertutto, neri governi che offuscano l’umanesimo, immigrazione fuori controllo, oligarchie e turboliberismo come unico modello, cristianesimo e religioni varie che ancora infettano l’intelletto, il raziocinio e i valori universali, il pianeta che sta collassando, la popolazione sempre più isterica. Mala tempora currunt, baby, teniamoci stretti e continuiamo a resistere.

Uomo Di Blues – Novembre 2023

BECK, BOGERT & APPICE “Live in Japan 1973/Live in London 1974″(2023 Rhino Records) – TTT½

8 Nov

Vediamo un po’, facciamo mente locale … nell’estate del 1969 Jeff Beck fa qualche session con Appice e Bogert, due musicisti americani con cui da un paio d’anni ha voglia di lavorare; verso fine anno i manager iniziano a stilare contratti ma poco dopo Jeff è vittima di un incidente in macchina e tutto salta. Jeff si riprende lentamente e solo ad inizio 1971 mette insieme il Jeff Beck Group II (ma senza Carmine e Tim). Il gruppo però si scioglie nell’estate del 1972, al che Jeff lo rinnova, tenendo il grandissimo Max Middleton al piano e aggiungendo Appice, Bogert e il cantante Kim Milford, poco dopo sostituito dal rientrante Bobby Tend. Esistono alcuni bootleg audience di quel breve tour, personalmente avrei preferito che Jeff avesse continuato con quella formazione (Jeff Beck Group III), Ma Middleton e Tench a fine tour lasciano la band e Beck decide di formare un power trio con Appice e Bogert (col sottinteso intento di dare al pubblico americano quello che vuole, ovvero musica più dura sulla falsariga dei Led Zeppelin che in quegli anni stanno spopolando). A fine 1972 i tre iniziano a lavorare sul loro album da studio che esce a fine marzo 1973. Arriva al n.12 della classifica USA, diventa disco d’oro ma non va più in là … è chiaro fin da subito che al gruppo mancano i pezzi (e un cantante vero e proprio), non ci sono compositori naturali nel gruppo, manca il songwriter dal tocco magico. Il progetto BBA è dunque un mezzo successo, gente che sa suonare, che si mette nella scia dei LZ ma che non raggiunge nulla di propriamente leggendario. Appice e Bogert a tratti suonano troppo, non hanno il senso dell’eleganza che hanno Jones e Bonham per dire, e soprattutto non hanno un produttore/leader che li tenga a bada. I BBA passano il 1973 in tour, dalle date in Giappone viene tratto un doppio live previsto solo per il mercato del sol levante, il tour prosegue tra Usa, Europa e UK, iniziano le prime tensioni. Nel gennaio 1974 cominciano le sedute in studio di registrazione per il secondo album, il 26 dello stesso mese suonano al Rainbow Theatre di Londra (lo show viene registrato) … è il loro ultimo concerto dal vivo, in maggio il gruppo annuncia lo scioglimento.

Nel 2021 muore Tim Bogert, nei mesi successivi Beck e Appice iniziano a lavorare sul box set di cui stiamo parlando, rispolverando i vecchi nastri dal vivo di Live In Japan e del concerto di Londra, ripulendoli, rimixandoli, aggiungendo qualche overdub (di chitarra) e dunque preparandoli per un box set come si deve. Nel gennaio di quest’anno se ne va anche Jeff Beck, perdita molto dolorosa per questo blog … non ci resta che riascoltarlo in versione Hard Rock Blues.

BECK, BOGERT & APPICE "Live In Japan 1973 & Live In London 1974" (2023 Rhino Records) - TTT½

Live In Japan 1973

Stevie Wonder scrisse Superstition mentre cazzeggiava in studio con Jeff Beck (il quale aveva iniziato a suonare un tempo di batteria), il pezzo doveva essere per Jeff Beck appunto ma poi Stevie decise di registrare anche la sua versione. Superstition è un superclassico dei BBA, ne danno una interpretazione pesante, un hard rock blues senza compromessi. Vale un po’ per tutto il materiale dei BBA: ci fosse stato un cantante vero e proprio il risultato sarebbe stato più eclatante. L’uso del piatto China (sempre che non sia un crash) da parte di Appice per me è insopportabile.

Lose Myself With You (Carmine AppiceJeff BeckPeter FrenchTim Bogert) pare un brano nato da una jam non certo indimenticabile, melodia inesistente, sviluppo compositivo nullo. E’ sempre bello ascoltare Jeff Beck alla chitarra ma il pezzo non decolla. Il suono del basso è piuttosto lofi (come diciamo qui). Il lungo intermezzo di basso e batteria contiene momenti di rilievo, ma nella parti dure il basso con quel suonaccio non si può sentire.

Jeff’s Boogie (Jeff Beck) è uno strumentale che proviene dai tempi degli Yardbirds, qui è ovviamente un esercizio più muscolare; il lavoro di Beck alla chitarra è superlativo. Uno dei pezzi memorabile del trio in questione.

Going Down (Don Nix) era un classico del Jeff Beck Group II (brano ripreso dal vivo anche da Led Zeppelin e Who). I BBA ne danno una versione ovviamente più pesante che personalmente non mi fa impazzire.

Boogie Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert) è vicina come concetto all’intermezzo boogie woogie (Boogie Mama/Boogie Chillum) che mettevano in scena i Led Zeppelin nel 1970/71 all’interno di How Many More Times e nel 1972/73 in Whole Lotta Love). Mentre è bello ascoltare Beck alla chitarra alla prese con questo genere, Carmine e Bogert risultano più centurioni (grossolani poi gli incitamenti al pubblico). Sarà che a me Bogert non piace ma ritengo il brano in questione una occasione sprecata. 

La bellissima Morning Dew (Bonnie DobsonTim Rose) proveniente dal disco di debutto (1968) del primo Jeff Beck Group e affrontata con nuova verve e in maniera assai dilatata. Peccato per il cantato. 14 minuti di un gran Jeff Beck con annesso buon assolo di batteria.

Lady (Carmine AppiceDuane HitchingsJeff BeckTim Bogert) in qualche modo funziona, seguire la chitarra di Jeff è facilissimo; Jeff Beck sfodera l’effetto Talk Box per Black Cat Moan (Don Nix), hard rock blues potente che di solito piace ai gatti neri (infatti Palmiro si diverte quando gliela faccio sentire). Include Blues De Luxe e You Shook Me.

I limiti dei cantati in Why Should I Care (Ray Kennedy) sono evidenti, il pezzo poi non è indimenticabile, ma come sappiamo c’è Jeff Beck alla chitarra. Plynth / Shotgun ([Plynth] – Nicky HopkinsRod StewartRon Wood [Shotgun] – Autry DeWalt) è il doppio brano con cui chiudono gli show del tour del 1973, niente di particolare.

Live In London 1974

Rispetto a Live In Japan 1973 cambia il suono della batteria, lo si percepisce subito in Satisfied (Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert), un hard rock funk mica da ridere.

Livin’ Alone (Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert) confronto al live in Japan sembra più efficace, probabilmente il missaggio è più equilibrato. Beck scatenato alla slide (e non).

Laughin’ Lady (Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert) è un brano più che discreto, uno di quei pezzi lenti in qualche modo influenzato dalla musica soul ma trattato con lo spirito del trio in questione. Assolo di chitarra emozionante.

Lady (Carmine AppiceDuane HitchingsJeff BeckTim Bogert) non si discosta troppo dalla versione di Live In Japan. Solid Lifter (Jeff Beck) è uno strumentale, preludio a quello che verrà dal 1975 in poi e in qualche modo si può dire lo stesso per Jizz Whizz (Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert).

Name The Missing Word (Prayin’) (Bettye CrutcherHomer BanksRaymond Jackson) è una cover dell’omonimo brano degli Staple Singers, qui ovviamente in versione rock duro.

Torna l’andamento boogie/blues (Get Ready) Your Lovemaker’s Coming Home (Unknown), l’approccio non è elegantissimo, la formula BBA non regge due album live di seguito (in verità nemmeno uno soltanto).

Superstition (Stevie Wonder) ha l’introduzione col Talk Box, all’epoca magari questa manfrina funzionava ed era una novità, oggi appare consunta. Rispetto alla versione del live precedente questa appare meno caotica.

Blues De Luxe / You Shook Me ([Blues De Luxe] – Jeffery Rod [You Shoook Me] – JB Lenoir*Willie Dixon) rappresentano il momento blues e quando Jeff Beck si immerge in quel mood non ce n’è per nessuno o quasi. Anche in questo caso sembra tutto più chiaro rispetto alla versione live del 1973.

Per (Rainbow) Boogie (Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert) vale un po’ quello scritto per la versione dal vivo in Giappone, ma questa sembra riuscita meglio, sarà per il calore del pubblico o appunto per il missaggio.

Un cofanetto dunque preparato con cura e dovuto ma anche la conferma che ai BBA mancava qualcosa per arrivare all’Olimpo del Rock.

◊ ◊ ◊

Live In Japan 1973
1-1 Superstition

Written-By – Stevie Wonder
5:17
1-2 Lose Myself With You

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckPeter FrenchTim Bogert
10:50
1-3 Jeff’s Boogie

Written-By – Jeff Beck
3:34
1-4 Going Down

Written-By – Don Nix
3:33
1-5 Boogie

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert
4:58
1-6 Morning Dew

Written-By – Bonnie DobsonTim Rose
14:12
2-1 Sweet Sweet Surrender

Written-By – Don Nix
4:43
2-2 Livin’ Alone

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert
6:11
2-3 I’m So Proud

Written-By – Curtis Mayfield
5:43
2-4 Lady

Written-By – Carmine AppiceDuane HitchingsJeff BeckTim Bogert
6:17
2-5 Black Cat Moan

Written-By – Don Nix
9:14
2-6 Why Should I Care

Written-By – Ray Kennedy
7:21
2-7 Plynth / Shotgun (Medley)

Written-By [Plynth] – Nicky HopkinsRod StewartRon Wood
Written-By [Shotgun] – Autry DeWalt
Live In London 1974
3-1 Satisfied

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert
4:54
3-2 Livin’ Alone

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert
6:06
3-3 Laughin’ Lady

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert
5:36
3-4 Lady

Written-By – Carmine AppiceDuane HitchingsJeff BeckTim Bogert
7:10
3-5 Solid Lifter

Written-By – Jeff Beck
3:37
3-6 Jizz Whizz

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert
8:27
4-1 Name The Missing Word (Prayin’)

Written-By – Bettye CrutcherHomer BanksRaymond Jackson
6:41
4-2 (Get Ready) Your Lovemaker’s Coming Home

Written-By – Unknown*
5:39
4-3 Superstition

Written-By – Stevie Wonder
5:40
4-4 Blues De Luxe / You Shook Me

Written-By [Blues De Luxe] – Jeffery Rod
Written-By [You Shoook Me] – JB Lenoir*Willie Dixon
5:30
4-5 (Rainbow) Boogie

Written-By – Carmine AppiceJeff BeckTim Bogert
  • Warner Music Group / Rhino Entertainment Company
  • Copyright fonografico ℗ – Deuce Music, Ltd.
  • Studio di registrazione – Koseinenkin Hall, Osaka
  • Studio di registrazione – Rainbow Theatre London
  • Studio di registrazione – Rogers Boat Studios
  • Progetto grafico – Gilmour Design
  • Rimasterizzato presso – Air Lyndhurst Hall
  • Bass, Vocals – Tim Bogert
  • Coordinator [Mix Coordination] – Carmine Appice (tracce: 3-1 to 4-5), Jeff Beck (tracce: 3-1 to 4-5)
  • Coordinator [Project Coordination] – Bruce Pilato
  • Design – Hugh Gilmour
  • Directed By [Production Director] – Yuji Takahashi (tracce: 1-1 to 2-7)
  • Drums, Vocals – Carmine Appice
  • Engineer [Recording & Remix Engineer] – Kenichi Handa (tracce: 1-1 to 2-7), Tomoo Suzuki (tracce: 1-1 to 2-7)
  • Guitar, Talkbox, Vocals – Jeff Beck
  • Liner Notes – Bruce Pilato
  • Mixed By – Ben Findlay (tracce: 3-1 to 4-5)
  • Overdubbed By [Additional Guitar Overdubs By] – Jeff Beck (tracce: 3-1 to 4-5)
  • Photography By – Barry Plummer (tracce: 3-1 to 4-5), David Warner EllisRik Walton (2)Todd GraySam Emerson
  • Photography By [Inside Photos] – Hirohisa Ohkawa (tracce: 1-1 to 2-7), Kenji Miura (tracce: 1-1 to 2-7)
  • Producer [Produced By] – Beck, Bogert & Appice
  • Product Manager – Mike Engstrom
  • Production Manager – Kristin Attaway
  • Project Manager [Business Project Management] – Colin Newman 
  • Recorded By [Additional Guitar Overdubs Recorded By] – Ben Findon (tracce: 3-1 to 4-5)
  • Recorded By [Additional Vocal Overdubs Recorded By] – Jorgen Carlsson (tracce: 3-1 to 4-5)
  • Remastered By [2023 Remaster] – Barry Grint (tracce: 1-1 to 2-7)
  • Research [Photo Research] – Amelia Halverson (tracce: 3-1 to 4-5)

Box includes:
• Live in Japan 1973, packaged in a 4-panel digisleeve
• Live in London 1974, packaged in a 4-panel digisleeve
• 60-page hardbound book with liner notes and photos
• Replica tour book
• Poster

Live in Japan 1973 recorded live at Koseinenkin Hall, Osaka, Japan, May 18 & 19, 1973. Originally released in Japan as “Beck Bogert & Appice Live.”

Live in London 1974 recorded live at the Rainbow Theatre, London, January 26, 1974. Previously unreleased.
Additional vocal overdubs recorded at Rogers Boat Studios.

Carmine Appice published by Bianic Music.
Tim Bogert published by Tim Bogert Music.
Jeff Beck published by Deuce Music Limited.
Publishing information for other songwriters is not specified.

The back cover of Live in Japan contains the following typographical errors:
• Kenichi Handa is credited as Kenichi Pando. The correct credit is on the inner sleeve and is the one used on this submission.
• Yuji Takahashi is credited as Yogi Takahashi. The correct credit is on the inner sleeve and is the one used on this submission.

Dedicated to the memories of Jeff Beck (1944-2023) & Tim Bogert (1944-2021).

Mauro Repetto con Massimo Cotto “Non ho ucciso l’Uomo Ragno. Gli 883 e la ricerca della felicità” (Mondadori 2023) – GGG+ (di Giacobazzi)

30 Ott

Jackob (Giacobazzi insomma) da lettore è diventato una delle colonne di questo blog, io e lui ci sentiamo via email e sono sempre scambi degni di uomini di blues che si rispettino. L’altro giorno mi diceva en passant che aveva letto il libro che troverete recensito qui sotto, mi riportava le sue impressioni che ho trovato subito profonde tanto da chiedergli di scrivere due righe per il blog. Cosa ci fanno gli 883 qui sopra vi chiederete, nulla ci fanno, non è roba che ci appartiene, ma il libro narra di una storia di provincia e di figure secondarie che in realtà sono quelle principali (un po’ come si evince dal docufilm di Netflix sugli Wham) che penso sia interessante. La prosa di Jackob poi è una di quelle che piacciono a me, dunque eccolo qua. Nella email, con la sua tipica asciutta ironia aggiunge:

“Avevo scritto un lungo preambolo ma ho deciso di cassarlo; pareva il vecchio(?) rocker che si deve giustificare, anzitutto a suoi stessi occhi, per aver letto un libro sulla metà scema dei dioscuri di Pavia… mah! Evidenziato con asterisco il luogo per inserimento di un eventuale tirellismo.”
Ladies and gentlemen, please welcome, per la prima volta sul blog, Mr Jackob.

 


“Sono solo un Jack Sparrow sul Ticino” (pag.8)

Un lungo yarn in prima persona, un monologo senza soluzione di continuità nel quale Mauro Repetto, metà degli 883, racconta i suoi primi 55 anni dando del tu al lettore … 165 pagine, di cui un centinaio dedicate al periodo in cui ha fatto coppia con Max Pezzali. Due ragazzi di provincia senza alcuna nozione musicale e con pochi e confusi punti di riferimento (Kiss, Public Enemy, Janet Jackson, Richie Sambora…), che riescono ad arrivare a quel successo che tutti ricordiamo.

Leggendo si scopre che l’ideatore del progetto, colui che mette in moto tutto, è proprio Repetto, generalmente considerato -anche dal suo stesso pubblico- una figura di secondo piano, quello che balla dietro al cantante. Invece è lui il volitivo, lui che persegue con tenacia ammirevole e una buona dose di faccia tosta l’evento che, dopo una mole di tentativi a vuoto e delusioni, si rivelerà pivotale nella loro carriera, l’incontro con Claudio Cecchetto. Inciso: per il guru di Ceggia il nostro ha una sorta di venerazione: “carisma da vendere”, “il Walt Disney italiano”, perfino un imbarazzante “in quel momento, era come Gesù Cristo”.

Raggiunto il successo però qualcosa si rompe. Sentendo che quanto ottenuto non corrisponde a ciò che tanto desiderava, Repetto opta per un taglio netto: “Devo fuggire. Via da tutto”. Personale impressione è che in questo frangente egli sia vittima di quel burnout e disorientamento da fama improvvisa che hanno colpito tante star, e che la spiegazione che dà a se* stesso e ai lettori, non è più il mio sogno, sia una razionalizzazione ex post. Mi confortano in quest’idea le (dis)avventure successive. Abbandonato il sodale Pezzali, Repetto parte per gli USA. Prima a Miami, con l’obbiettivo di conoscere una modella intravista a una sfilata milanese e più in generale di vivere il sogno a stelle e strisce (pursuit of happiness della Dichiarazione d’indipendenza, richiamato non a caso nel titolo del libro). Poi a NY, dove ai Power Station imbastisce assieme a Russell Simmons della Def Jam un disco che non vedrà la luce, almeno nella sua concezione originaria. Vola allora ad LA, e costituisce una società di produzione cinematografica per realizzare un film di cui però non girerà un metro di pellicola.

Decide di tornare in Italia e porta a compimento gli studi universitari, per poi dare l’ennesimo colpo di vela e partire ancora: “mi trasferirò a Parigi alla ricerca del nulla.” Vuole sparire, rendersi invisibile. Assunto a Disneyland Paris come operaio, diventerà executive. Steso in collaborazione con il giornalista Massimo Corto, il racconto viaggia sulle highway piane di un italiano volutamente colloquiale anche se non mancano punti in cui la lingua improvvisamente rotola folle: “E le palme continuavano a guardarmi, e io mi chiedevo cosa cazzo avessero da guardare quelle palme di merda, con la loro alterigia da dee dell’antico Egitto”.

Il lettore troverà non poca filosofia spicciola, condita qua e là da occasionali riferimenti alti che al mio orecchio suonano fuori luogo: André Breton, Socrate, Andy Warhol, la madeleine proustiana, un’improbabile “antropologia culturale”. Nell’insieme una lettura scorrevole, che può incuriosire chi abbia percorso una traiettoria di vita coincidente in qualche misura con quella del protagonista: la provincia profonda, il sogno di uscirne con la musica, i dietro le quinte dello show biz…

©Giacobazzi 2023

Mauro Repetto con Massimo Cotto Non ho ucciso l’Uomo Ragno

Il gattino Honecker

20 Ott

Martedì 17 ottobre 2023, torno dal lavoro, entro in casa, la porta dello studiolo è chiusa, entro e vedo l’umana con cui vivo che cerca di far bere un po’ di latte ad un minuscolo mammifero felino piuttosto spaventato.

Il gatto Honecker

The (Blues) Man: “E questo chi è?”

The Woman: “Ero giù in cortile poco fa, ho visto un’ombra nera salire di corsa le scale, credevo fosse un pungone (dialettale … un topo grosso), una volta salita ho visto davanti alla porta questo gattino …

The Cat: “Miaooooooooo”

The (Blues) Man: “Non possiamo tenerlo, ne abbiamo già cinque, più una che abbiamo dato in adozione ma della quale dobbiamo occuparci in certi periodi, senza contare i due forestieri che gironzolano qui intorno e che sfamiamo.”

The Woman: “Lo so. Adesso vado dai vicini e chiedo se per caso è loro, poi posto la foto nel gruppo Sei Di Borgo Massenzio Se e vediamo se qualcuno ha smarrito un gattino”.

The Cat: “Hissssss”

The (Blues) Man: “Ehi piccolino, non mi devi soffiare contro, sono un umano decente, non voglio farti del male. Adesso ci mettiamo qui io e te buoni buoni, in attesa che torni la Yamaha Girl, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss”

The (Blues) Man: “Okay senti, per calmarti adesso ti racconto un po’ dei Led Zeppelin, dei Firm e del blues, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss Hisssssss”

Torna la Yamaha Woman. Nessun dei vicini ha smarrito un gattino, con ogni probabilità qualcuno lo ha abbandonato nelle campagne oppure si è semplicemente perso, sul gruppo Sei Di Borgo Massenzio due persone si dicono interessate ad adottarlo; intanto il piccolino resta con noi, accetta il cibo ma poi corre a nascondersi nei luoghi più impensati (tipo dietro lo scaffale degli LP) dove tra l’altro fa i suoi bisognini e noi due umani ci ritroviamo una volta di più alla mercé dei gatti dovendo spostare tutto e pulire.

Umani addetti alle pulizie e alla mercé dei gatti – foto TT

Il gattino rimane alla Domus per due giorni, in attesa di decisioni. Inizia ad ambientarsi e a fidarsi dei due umani che lo hanno accolto. E’ vero, il gatto Palmiro – il capo colonia – lo tollera appena, la Minnie ringhia, soffia e con gli occhi mi fulmina non appena lo prendo in braccio, ma la notte il micetto la passa al sicuro, chiuso nello studiolo, sul castello del gatti (il tira graffi), una sorta di Tower House per felini.

La Tower House nel 1878

The (Blues) Man: “Prima che sia troppo tardi, dobbiamo darlo via…”

The Woman: “Sì, lo so, ma è così carino…”

The Cat: “purr … purr … purr”

Il giorno dopo la Yamaha Woman fa smart working e mi manda un messaggio su whatsapp:

Vedo così il micetto stare sulla scrivania dove lei lavora. La cosa si fa preoccupante. Le scrivo:

The (Blues) Man: Sì, ma dobbiamo darlo via, abbiamo già una gatterìa che ci impegna la vita, non possiamo prenderne un altro…”

Lei non risponde.

Poco dopo mi manda una foto del gattino ancora senza nome insieme al Ragno Assassino, un vecchio compagno di giochi del gatto Palmiro:

The Woman: “Guarda bene il suo musetto… sei proprio certo di volerlo dare via?”

Honny e il ragno assassino

Giovedì sera, torno a casa, la vedo giocare con Gianburrasca.

The (Blues) Man: Sì, però così non va bene, dobbiamo … darlo … v..”

The Woman: “Dai, dagli tu da mangiare…”

Lo sgabagigio avrà più o meno 45 giorni, lo imbocco con un cucchiaino, è affamato ed eccitatissimo, non riesce a star fermo e al contempo si sbafa la mousse di carne. Resistere alla tenerezza che scatena un musetto di un gattino così piccolo è uno sport estremo, saranno i feromoni, sarà che che sono un uomo di blues, ma la faccenda si mette male …

The Woman: “Allora, cosa vuoi fare?”

The (Blues) Man: “Ma, ehm, in verità io, cioè, potremmo, sarebbe meglio, però, se tu proprio vuoi, anche se … dopotutto … quindi … ah, maledizione!

Il gatto Honecker

E così continua la saga dei gatti con nomi legati al Sol Dell’Avvenire: prima Fidèl, poi Raissa, quindi Palmiro ed ora il piccolo Honecker.

Benvenuto alla Domus Saurea, Honny, benvenuto nella tua nuova famiglia blues.