GREGG ALLMAN “All My Friends – Celebrating The Songs & Voice Of G.A.” (Rounder Records/Universal 2014) – TTT½

27 Ago

Nell’ascoltare questo doppio album live a tratti si soffre della sindrome dell’ultimo ERIC CLAPTON (quel senso di vertigine dovuto all’inutilità e al vuoto di sentimento), ma in qualche modo ci si ritrova in pista poco dopo grazie all’approccio talvolta sanguigno di certi musicisti coinvolti. Forse aiuta il fatto che è un tributo autocelebrativo registrato da vivo, oppure sono certi pezzi degli ALLAMN BROTHERS o di GREGG a riportarci sul giusto sentiero, fatto sta che alla fine il risultato è abbastanza convincente. Attenzione, è tutto un su e giù, ma i su rinfrancano lo spirito.

Gregg Allman all my ftiends

COME AND GO BLUES apre il disco in maniera piuttosto convincente …

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..  ma poi WARREN HAYNES, SUSAN TEDESCHI e DERECK TRUCKS ci annoiano un bel po’ con END OF LINE e STAND BACK, con quelle loro performance di  rock bluesato americano tutte perfettino e fine a se stesso. Con una zampata il vecchio leone SAM MOORE riporta il tutto a livelli accettabili con PLEASE CALL HOME. Niente da fare per KEB’ MO’ e BRANTLEY GILBERT, bluesetto annacquato; tutt’altra cosa DR JOHN con LET THIS BE A LESSON TO YA, nel suo cantato senti che c’è qualcosa di pericoloso.

Gregg Allman all my ftiends

QUEEN OF HEART (il pezzo a cui il GARY MOORE di STILL GOT THE BLUES deve molto) è preso da LAID BACK, album del 1973 che amo molto (e che Riff non riesce ad ascoltare senza piangere), sarà per questo che anche stavolta mi emoziona…

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Gregg Allman all my ftiends

Buono JOHN HIATT su ONE WAY OUT e commovente TAJ MAHAL in STATESBORO BLUES; fu grazie a lui che DUANE ALLMAN si diede alla slide e che SB diventò “IL” pezzo degli ALLMAN BROTHERS …

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La band degli WIDESPREAD PANIC non mi ha mai dato niente di particolare, ma qui, in JUST AIN’T EASY, sono superlativi;  brividi (anche grazie alla slide di DERECK TRUCKS) …

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Gregg Allman all my ftiends

Niente da segnalare per TRACE ADKINS, mentre VINCE NILLS in MULTI-COLORED LADY fa la sua figura:

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Gregg Allman all my ftiends

Per altre quattro canzoni non succede nulla, solito rocketto americano dall’epica ormai sfibrata, ma poi arriva JACKSON BROWN per THESE DAYS e per MELISSA. Quest’ultima è una delle canzoni americane più belle di sempre e GREGG e JACKSON la cantano ancora con passione, tanto che mentre sto scrivendo, in questo martedì di fine agosto, guardo la campagna al di là della finestra e mi commuovo …

Gregg Allman all my ftiends

Finalone con MIDNIGHT RIDER, DREAMS, WHIPPING POST e con l’intero cast che si getta nel gospel di WILL THE CIRCLE BE UNBROKEN.

Gregg Allman all my ftiends

Tutto sommato un disco che vale la pena avere, il vecchio GREGG ALLMAN riesce ad essere convincente anche dopo tutto questi anni, e alcuni dei suoi amici non gli sono da meno.

Gregg Allman all my ftiends

Nella all star band segnalo la presenza del  grande CHUCK LEAVELL; una curiosità: tra gli ospiti viene segnalato JESS FRANKLIN, ma non sono riuscito a capire se è quello dei miei amati TISHAMINGO oppure no.

Gregg Allman all my ftiends

Zeppelin a Spoleto

26 Ago

Beppe Riva mi manda una foto che ha fatto in questi giorni a SPOLETO, in UMBRIA. Trattasi di fast food/pizzeria. Thank you, Mr Riva.

Zeppelina  Spoleto

Magari un giorno finiremo per mangiarci un pizza ad uno dei suoi tavoli …

Tim’s songs: “NELLA SERA” (Monti – Tirelli – 1995)

25 Ago

1995, la original CATTIVA COMPAGNIA è ormai un ricordo; nel 1993 Tommy va per la sua strada, io per la mia. Cerco di rimettere in piedi una gruppo. Rimango in contatto con Mixi Croci, il batterista, che vuole continuare a suonare con me. Cerco un bassista, trovo Carlo Testoni, ex Bambini In Bikini; ora manca un cantante, il tassello più difficile da trovare. Mi imbatto in Stefano Rebecchi. Insieme scriviamo alcune canzoni, facciamo un paio di demo, suoniamo al Vox di Nonantola; i rapporti personali però non vanno, mettiamo fine alla cosa in malo modo. Nella primavera del 1994 ricevo una telefonata da un cantante che ha avuto il mio numero da Mel Previte, è Marcello Monti, quello che diventerà March, un carissimo amico, un fratello. Organizziamo qualche prova al Seltz di Reggio Emilia. Verso la fine dell’anno esce Testoni ed entra Cristiano Cappi al basso, che poco dopo ribattezzo John Paul, quello che diventerà l’amico Jaypee, una colonna portante della mia vita. Mettiamo sotto qualche cover, qualche pezzo che io e March abbiamo iniziato a scrivere e una selezione dei pezzi miei e di Tommy. Erano gli anni in cui si poteva andare in giro con materiale proprio senza essere costretti a mettere in piedi una tribute band o una cover band generica. Ricordo quel periodo con affetto, parecchi concerti, alcuni nell’alto Veneto che per le nostre vite sono diventati leggendari. Una sera del 1995 vado da March, allora abitava nella zona sud ovest  Modena in un ala della casa che fece, ad inizio del secolo scorso, suo nonno; una casa esoterica, molto particolare e bellissima. Ricordo antichi scranni in legno scuro con su incisa  la testa del diavolo. Ci trovavamo nella sua stanzetta nello scantinato, una tastiera, dischi in vinile, piccolo impianto voce, a scrivere canzoni e a provare pezzi. Bevevamo succhi di frutta. Quella sera arrivo con un pezzo strumentale suonato nell’accordatura aperta di MI. Glielo faccio sentire, a March piace, lo vedo che sta per arrivargli l’ispirazione, guardo fuori dal finestrino, la sera che scende decisa e che tra non molto diventerà notte. “Chiamiamola NELLA SERA” gli faccio, March parte d’improvviso con la melodia, il testo sembra sgorgargli con facilità, io scrivo le due frasi del ritornello e poco altro. Verso mezzanotte quando ripercorro Strada Contrada per tornare a casa a Nonantola, guardo il cielo, la luna … mi sento pieno di emozioni, scrivere canzoni insieme a qualcuno è quello che più mi piace fare nella vita. Con March suoniamo insieme fino al 1999 poi ci lasciamo. Torniamo insieme dopo un paio di anni fino al 2006 in una tribute band dei LZ.

Anyway, questa è la versione di NELLA ERA della CATTIVA COMPAGNIA del 1999, registrata in presa diretta in due take in una serata fredda e umida alla Studio Vida nell’autunno di quell’anno. Io e Faust nella sala grande dello studio, io alla chitarra acustica (una Gibson simile a quella di Robert Johnson di proprietà di Fabio Ferraboschi, l’ingegnere del suono e proprietario del Vida) e lui davanti ad un microfono.

Mel decise di lasciare nell’introduzione la prova microfono che feci, una sciocchezza atta a recitare il siparietto prima di BLACK COUNTRY WOMAN dei LZ su PHYSICAL GRAFFITI.

Riascoltando la coda finale dove chiedo “okay Faust?” e lui “okay Tim” mi sono commosso, ricordo esattamente il momento: io e Fausto ancora in preda al turbamento, con quella vibe un po’ malinconica e  tenebrosa che la canzone porta dentro di sè … una sciocchezza certo, ma per noi – allora –  importante. Sicuro, un pezzo da tre minuti e 45 secondi con solo chitarra acustica e voce è un po’ pretenzioso, ma tant’è …

NELLA SERA

(words&music Marcello Monti-Stefano Tirellii – Siae 1995)

performed by CATTIVA COMPAGNIA

Tim Tirelli – acoustic guitar ◊ Fausto Sacchi – vocals

produced by Mel Previte

 recorded at Centro Musica Studio (Modena ) by Davide Viviani & Studio Vida by Fabio Ferraboschi

  Mixed at Studio Vida (Rubiera RE) by Fabio Ferraboschi & Mel Previte

mastering  Studio Esagono (Rubiera RE) by Fabio Ferraboschi

NELLA  SERA (Monti-Tirelli) 

E stasera, ci sono ombre sopra ai muri, vedo tanti fiori,

e stasera,giro la mia chiave, vedo cosa manca,

sempre un po’ distratto rotolo nel letto.

 

E di sera, brutta compagnia qui nel sottoscala,

e la sera, magico richiamo, solo sul divano,

opera incompleta, anima d’asceta.

 

Ma quando sorge il sole,

     inizia quel rumore,

     mi batte forte, mi batte forte il cuore.

 

Fu la sera,candide lenzuola, vado bene a scuola,

era sera, mia madre che mi chiama, legato alla sottana,

sai che ore sono, no che non mi smuovo.

 

Ma quando sorge…

 

Nella sera, senza i tuoi occhi, davvero più non vedo,

senza i tuoi occhi, mi sento meno vero…nella sera.

La casa del nonno di March

La casa del nonno di March

Tim & March - photosession1994

Tim & March – photosession1994

CC  Studio Vida San Faustino Di Rubiera (MO)1999 -Tim alle prese con NELLA SERA

CC Studio Vida San Faustino Di Rubiera (MO)1999 -Tim alle prese con NELLA SERA

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CC  photosession 1998 - outtake

CC photosession 1998 – outtake

modena centro nella sera

modena centro nella sera

Modena nella sera

Modena nella sera

Aperisfizio blues

24 Ago

L’estate mi sta scivolando tra le mani, finite le due settimane di ferie-non-ferie mi ritrovo qui alle nove di una domenica mattina agostana ad ascoltarmi i PINK FLOYD a Montreux il 21/11/1970. L’ho scaricato per POLBI e glielo ho spedito con wetransfer, chissà se il Michigan Boy riuscirà a scaricarsi tutto …

Ripenso a questi ultimi giorni: giovedì sera mi son trovato con  PAOLINO LISONI a cena. Ci siamo dati appuntamento davanti al BUONTEMPONE ma era chiuso, così mestamente abbiamo ripieghiato sul solito cine-giappo di SAN MAURIZIO. Parlare con Liso mi gratifica: calcio, musica Rock, musica obliqua, massimi sistemi, FLAME SKY di SANTANA-McLAUGHLIN, AL DI MEOLA… finiamo la serata alla domus saurea. Entriamo e la groupie è nello studiolo intenta a tirare giù col basso LONG DISTANCE RUNAROUND degli YES, … mi torna in mente che alcuni mesi fa feci la stessa cosa con PICCA, entrammo in casa e lei era alle prese con TRAIN KEPT A-ROLLIN’ … chissa cosa pensano i miei amici della groupie …

Venerdì sera porto la groupie e la Lucy a mangiare il pesce alla FESTA DELL’UNITA PROVINCIALE di REGGIO EMILIA. Registro la musica dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI che proviene dalla Arena Spettacoli, quello che sento mi piace assai poco. Mi fermo davanti allo spazio liscio. C’è RENATO TABARRONI e il suo gruppo. Suonano con le basi. Bassista, batterista e tastierista che fan finta di suonare mentre una truppa di gente di varia età balla la quadriglia guardando le mosse che Maruska fa sul palco. Anche nel liscio e nella musica da ballo ormai è tutto un fake. Rifletto su TABARRONI: nasce col beat, diventa cantautore impegnato e poi sprofonda sempre più giù nella musica da ballo di bassa qualità.

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

il gruppo CLUB 72 di Renato Tabarroni con Ricky Portera alla chitarra

 Renato Tabarroni detto Kocis

L'ultimo cd di Renato Tabarroni

L’ultimo cd di Renato Tabarroni

Il sabato mattina come ormai da tempo immemorabile da Brian. Torno alla domus saurea alle 14, la groupie è a Castelnovo Monti a trovare suo padre, sono fiacco, ho dormito poco, non ho voglia di prepararmi una pasta o una bistecca, così getto sul piatto un paio di formaggini, qualche cipollina della Coop e gli aperisfizi OLIVIA&MARINO. Mi apro una birra Moretti al limone e tengo a portata di mano la frutta. Inizio a mangiare ed improvvisamente elaboro che è proprio un piatto da uomo di blues ormai cotto … mentre mangio guardo un vecchio film su LA7, quello dove JACK LEMMON è un povero diavolo che presta il suo appartamento ai suoi superiori per le loro scappatelle …

Pranzare con gli aperisfizi - foto TT

Pranzare con gli aperisfizi – foto TT

Mi trastullo poi con l’idea di trovare prima o poi un pupazzo (nerazzurro) di ALIEN che ho visto su facebook …

Alien. Pupazzo.

Stranissima estate, al venti e passa di agosto mi sorprendo a suonare la chitarra con indosso una felpa e con la finestra chiusa…

August 2014: Tim plays Doublene - foto della groupie

August 2014: Tim plays Doublene – foto della groupie

In macchina ascolto molto RICK DERRINGER. Rimango dell’idea che RICK fosse una spalla eccellente e un bravo produttore, ma da solista non ha la sburla e i pezzi necessari (o perlomeno non ne ha a sufficienza); ma gli sono molto legato e poi rimane un chitarrista molto, molto, molto bravo.

Quando ho bisogno di dintossicarmi dall’ Hard Rock Blues viro su cose a prima vista improbabili ma piuttosto interessanti. Gli YLIUM di INTERSTELLAR COLLAPSE ad esempio ….

 L’INTER ha vinto facile sugli islandesi per l’andata del preliminare dell’Europa League, ora attendo il ritorno e l’inizio del campionato. Mazzarri non mi esalta, il mondo del calcio nemmeno, Tavecchio penso sia una tragedia per il calcio italiano, saprà l’INDONESIANA INTER perpetuare i sentimenti dell’AMBROSIANA INTER ? Mah, quel che so è che quando guardo giocare la mia squadra mi si infiamma l’animo, mi si drizza il pistolino, raggiungo (ogni tanto) l’estasi. Più la amo, più vivo.

Inter Più Vivo Più Ti Amo

L’Inter, ah!

(Getty Images)

(Getty Images)

Inter Milan's forward Alvaro Recoba of U

 

Le patatine di Valentino, la salsa di Carlos, le tazze di Jimmy Page e il veloce declino dell’umanità

23 Ago

Ieri, nel fare la spesa alla coop di Regium Lepidi, la groupie (che oltre essere la fan italiana n.1 di RICK WAKEMAN, lo è anche di VALENTINO ROSSI) adocchia le patatine 46:

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

scuoto la testa …  va bene la linea di abbigliamento VR46, ma anche le patatine? E’ proprio obbligatorio far soldi ad ogni costo, spogliando il proprio brand di ogni fascino e svendendolo al miglior offerente?

Il pensiero corre subito a CARLOS SANTANA, il Carlos Santana che si mette a produrre salse …

Carlos Santana salsa

 

Ne constatavo il triste declino un paio di settimane fa con DONATO ZOPPO: da CARAVANSERAI, a dischi di musicaccia leggera, ad album ridondanti dedicati ai grandi hit del Rock, alla produzione di salse; ma porcaccia la miseria, ma chi fa (o faceva) arte ad alto livello non dovrebbe mantenere una certa dignità? Non dovrebbe avere un animo che gli fa da sentinella, da quality control, da counselor? Una cosa tipo “A Carle’, è la tua animaccia che ti parla, ma che cazzo stai a fa’? Fermate che è mejo!”

E’ già abbastanza complicato tenere in piedi una carriera per tutti quei lustri e decenni (la vena creativa si sa dura 5 massimo 10 anni, ne parlavo proprio l’altra sera con Paolino Lisoni), oltre a dischi inutili, vuoti e sostanzialmente di merda, dovete anche mettervi a scrivere libri, fare film, disegnare quadri, produrre salse o biancheria intima per uomini (qualcuno ricorda i boxer griffati ROBERT PLANT tra gli anni ottanta e novanta?). Ma rimanete nel vostro ambito, non andate ad impantanarvi in avventure che non vi competono, perché tra l’altro poi portate via quelle poche chances che ha chi dà l’anima nel campo in cui voi, in preda ad un delirio di onnipotenza, andate a sconfinare.

E poi smettetela con tutte quelle tazze col manico, quelle “mug”, zio cagnetto anche IL SIGNORE DELLE TENEBRE, THE DARK LORD HIMSELF, si è messo a venderle dal proprio sito (tra l’altro a prezzi piuttosto alti)…

Jimmy Page mug

Fate dei dischi se proprio dovete, arricchite l’offerta con magliette (ma vi prego basta con la tipica t-shirt rock nera kitsch fino all’inverosimile), plettri, cosucce legate alla musica ma basta col resto. Il pianeta è già pieno d’immondizia, se vi ci mettete anche voi, che dovreste essere paladini dell’arte, quindi della consapevolezza ultima del termine “umanità”, è finita.

Ma tanto che lo scrivo a fare, da quando qualcuno ha “attaccato un adesivo dei GRATEFUL DEAD alla sua Cadillac”, il sogno (se mai c’è stato), è finito.

Nobody on the road, nobody on the beach
I feel it in the air, the summer’s out of reach
Empty lake, empty streets, the sun goes down alone
I’m driving by your house, though I know you’re not home

But I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got your hair combed back and your sunglasses on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I never will forget those nights, I wonder if it was a dream
Remember how you made me crazy, remember how I made you scream
Now I don’t understand what happened to our love
But babe, I’m gonna get you back, I’m gonna show you what I’m made of

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
I see you walkin’ real slow, and smilin’ at everyone
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

Out on the road today, I saw a Deadhead sticker on a Cadillac
A little voice inside my head said, “don’t look back, you can never look back”
I thought I knew what love was, what did I know?
Those days are gone forever, I should just let them go, but

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got the top pulled down and the radio on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got that hair slicked back and those Wayfarers on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

 

FUMETTI D’AGOSTO

22 Ago

Segnalo alcuni fumetti molto buoni:

LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia” (Bonelli- €3,80) – TTTT

Davvero bella questa storia. Paola Barbato su livelli molto alti.

LE STORIE n.23 Il Principe di Persia

LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia”

Periodicità: Mensile

Uscita: 13/08/2014

Soggetto: Paola Barbato

Sceneggiatura: Paola Barbato

Disegni: Nicola Mari

Copertina: Aldo Di Gennaro

Inghilterra, fine Ottocento. Gli scavi per la realizzazione della metropolitana londinese svelano la dimora sotterranea di un misterioso essere, che, per anni, si è celato agli occhi del mondo… È un artista o un povero folle, un uomo o un mostro? Toccherà al rude ex-poliziotto Felder calarsi nella tenebra di queste domande per gettar luce su una lunga storia di solitudine, morte e… amore!

COLOR ZAGOR “IL RITORNO DI GUTHRUM” – (Bonelli- €5,50)  – TTT½

Zagor tutto a colori che canta IMMIGRANT SONG.

Color Zagor  Il Ritorno Di Guthrum

COLOR ZAGOR “IL RITORNO DI GUTHRUM” 

Periodicità: Annuale

Uscita: 01/08/2014

Soggetto: Jacopo Rauch

Sceneggiatura: Jacopo Rauch

Disegni: Gianni Sedioli

Copertina: Gallieno Ferri

Colori: GFB Comics

Re Guthrum, capo di una colonia di vikinghi insediatasi da secoli in Nord America, chiede l’aiuto dello Spirito con la Scure per risolvere il mistero di una spedizione scientifica scomparsa in Labrador, mentre esplorava antichi insediamenti scandinavi. Guthrum pensa di coinvolgere Zagor per la presenza di indiani ostili, ma c’è anche dell’altro… le profezie di un sacerdote vikingo dicono anche che sta per materializzarsi una terribile minaccia! I Nostri, accompagnati dal professor Trevor e da una decina di guerrieri scelti, partono su un Drakkar vikingo, ma sulla loro strada non solo troveranno una feroce tribù pellerossa, ma dovranno assistere al risveglio dei mitologici Draugar, creature sanguinarie che affondano le loro origini nelle leggende vikinghe!

MARTIN MYSTÈRE  334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA” – (Bonelli – €5,30)  – TTT½

Antropologia culturale, sciamani e il solito Mystère; niente male.

Martin Mystére I predatori della Foresta Sacra

MARTIN MYSTÈRE  334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA”

Periodicità: Bimestrale

Uscita: 12/08/2014

Soggetto: Paolo Morales

Sceneggiatura: Paolo Morales

Disegni: Giancarlo Alessandrini

Copertina: Giancarlo Alessandrini

New York è scossa da un brutale duplice omicidio: un uomo azzannato alla gola, forse da un animale selvaggio, e una donna il cui cuore sembra essere stato afferrato da un’invisibile mano e stretto fino a farlo scoppiare. Una modella è sconvolta dalla notizia: la giovane conosce infatti un uomo in grado di compiere un’operazione del genere, il suo bisnonno, un temuto e potente sciamano. La ragazza chiede aiuto a Martin Mystère, e il Detective dell’Impossibile si trova così ad affrontare un mistero che coinvolge un sodalizio di stimati personaggi, legati tra di loro da un antico patto.

COLOR TEX 5 “DELTA QUEEN” – (Bonelli – €5,50)  – TTTT

Tex tutto a colori che canta MISSISSIPPI QUEEN in una sfavillante avventura sul nostro fiume sacro.

Color Tex Delta Queen agosto 2014

COLOR TEX 5 “DELTA QUEEN”

Periodicità: Semestrale

Uscita: 06/08/2014

Soggetto: Mauro Boselli

Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Fabio Civitelli

Copertina: Claudio Villa

Colori: GFB Comics

È una sala da gioco galleggiante, la più splendida che abbia mai navigato lungo il Mississippi, ma le mille luci della “Delta Queen” nascondono un cuore di tenebra. Per proseguire le indagini di un ranger assassinato, Tex e i suoi pards si imbarcano sotto falsa identità sulla regina del Mississippi… Ed è l’inizio di un viaggio denso di insidie e d’imprevisti per l’elegante steamboat e i suoi danarosi passeggeri, sinché, dal dedalo di canali che forma il delta del grande fiume, comparirà l’ultima, pericolosa minaccia.

 

Banda POPolare dell’Emilia Rossa “Rivoluzione Permanente – Musiche Per La Lotta Di Classe” (autoproduzione 2014) – TTT½

21 Ago

Banda POPolare dell’Emilia Rossa … beh, più chiari di così. Il gruppo è una freccia avvelenata contro quell’idea romantica di “Modello Emiliano”, quel fiotto di sentimenti progressisti e democratici in cui la mia tanto amata Emilia sembra oggi soffocare. Non condivido appieno le forti critiche provenienti dalla BPER, ma se non altro le capisco. Il gruppo modenese che fa politica attraverso la musica è ad ogni modo utile alle nostre coscienze forse un po’ appannate ed esauste.

Banda Popolare dell'Emilia Rossa cd

Le canzoni si inseriscono come costrutto nella tradizione delle canzoni di protesta italiana, non distanti da certe cose degli STORMY SIX;  poca melodia, testi pungenti, e qualche appesantimento di chitarra elettrica con distorsioni tout court. RIBELLI DELLA MONTAGNA per certi versi finisce per assomiliare ai METALLICA.

 

MAMMA BALELLA diventa interessante al minuto 3,10 quando parte per un breve viaggio dei territori battuti tanti, troppo anni fa dagli AREA. PER I MORTI DI REGGIO EMILIA ha ovviamente un forte valore simbolico per chi, come me, ha radici reggiane e certe idee. La strage di 54 anni fa ad opera della polizia ai danni di cinque operai, tutti iscritti al PCI, durante una manifestazione sindacale. Ancora oggi quando penso a quella tragedia ho un forte moto di rabbia. A dispetto degli 11 lustri ormai passati, la memoria è ancora viva qui in città.

 

BRIGANTI E PARTIGIANI è un altro pezzo dove viene riproposto un momento di musicalità più intensa che va a sciogliersi in un bel giro di piano. Il resto, legato a soluzioni vicine alla tradizione popolare, viene comunque interpretato con inaspettata ricchezza.

 

Ad uno che si definisce “guevarista” HASTA SIEMPRE COMANDANTE manda sempre un brivido lungo l’animo, ma devo dire che la versione del gruppo non mi pare riuscita. Ancora il piano di FEDERICO FERRARA per un momento quasi jazzy in O GORIZIA.

 

Molto, molto bella, la versione del traditional LA LEGA (SEBBEN CHE SIAMO DONNE). Delicato e malinconico il piano prima di finire in un ritmo sudamericano, e convinto il cantato di FRANCESCA PARLATI.

 

RISCOSSA OPERAIA ci dà di metallo in una sorta di crossover che ha qualche debito anche nei confronti di GABER.

 

BANDIERA ROSSA nella versione della BPER parte come bluesaccio con impeto rock alla DEDICATO di FOSSATI per poi trasformarsi in un ostinato enfatico più adatto alla natura del sentimento di cui è pervasa. Da rimarcare il cantato pieno di fede di  PAOLO BRINI.

  

Banda Popolare dell'Emilia Rossa indise

Disco niente male questo, soluzioni musicali colte si inseriscono su tessuti come detto tradizionali, contenuti profondi, voci forti provenienti dal basso. Per i prossimi lavori mi piacerebbe che il gruppo cercasse di arricchire – musicalmente parlando – anche le parti dedicate a strofe e ritornelli, senza rinnegare la tradizione popolare del movimento operaio, per renderle, non più accessibili, ma semplicemente più belle.

PS: anche il visual andrebbe rivisto; il logo funziona, ma possibile che non si sia trovata una foto migliore per la copertina del CD? Essere di sinistra non significa fregarsene della bellezza. Anche la grafica è arte e cultura, non va sottovalutata.

 La BPER è:
Francesca Parlati, studentessa precarissima (Tastiera e Voce)
Giuseppe Violante, Rsu Fiom Maserati (Batteria)
Matteo Parlati, Rsu Fiom Ferrari (Basso)
Marco Pastorelli, Rsu Fiom Crown (percussioni autoprodotte)
Manuel Carrabs, dipendente arci per forza, chitarrista per professione (Chitarra Solista)
Federico Ferrara, insegnante precarissimo (Tastiera)
Paolo Brini, Comitato Centrale Fiom (Voce)

ERIC CLAPTON & FRIENDS “The Breeze – An Appreciation Of JJ Cale”(2014 Surfdog Records/Polydor ) – TT½

20 Ago

ERIC CLAPTON ormai riesce a rendere inoffensiva qualsiasi cosa tocchi, ed è così anche per questo tributo al grande, grandissimo JJ CALE. E’ un album senza personalità, levigato, stirato ma che non sa di niente; i primi sei prezzi sono quasi fastidiosi, poi arriva MAGNOLIA e, malgrado JOHN MAYER, ti scioglie sempre un po’, ma è il pezzo ad essere di un altro pianeta, mica gli attori che stanno recitando.

Poi subito dopo tutto torna alla noiosa normalità. Gli assoli di ERIC CLAPTON ormai sono diventati una cosa da evitare.Pensa un po’ cosa mi tocca scrivere. La voce di WILLIE NELSON riporta un po’ di onestà sentimentale.

Eric Clapton & Friends - The Breeze An Appreciation Of JJ Cale - Front (2-2)

Anche TOM PETTY non è male in  THE OLD MAN AND ME, ma è l’ultima scintilla.

Eric Clapton & Friends - The Breeze An Appreciation Of JJ Cale - Back

Magari ad alcuni questo album piacerà, saranno quelli che girano in BMW, quelli che hanno comprato in tutto quattro cd e li tengono in macchina, cd tipo BROTHERS IN ARMS dei DIRE STRAITS e appunto l’UNPLUGGED di CLAPTON e cosi pensano di amare il blues.

SLEEVE - Copia

 

Comprate gli album di JJ CALE, non questo.

Questo è JJ CALE…

When you and I are ready, no longer earthly-bound
We’ll travel through the crystal night, starbound
Heaven holds a mystery, wrapped inside a sound
Through the eyes of time, starbound, you and I
A floating star is what we are
Suspended in space
Outward-bound it’s the only home we’ve found
To save the human race
Speed is now their captain, kings that lost their crown
Motion is our master, starbound
Starbound
Starbound

 

Questo è il blues, cazzo….

I cover the waterfront, watchin’ the ship go by
I could see, everybody’s baby, but I couldn’t see mine
I could see, the ships pullin’ in, to the harbor
I could see the people, meetin’ their loved one
Shakin’ hand, I sat there,
So all alone, coverin’ the waterfront

And after a while, all the people,
Left the harbor, and headed for their destination
All the ships, left the harbor,
And headed for their next destination
I sat there, coverin’ the waterfront

And after a while, I looked down the ocean,
As far as I could see, in the fog, I saw a ship
It headed, this way, comin’ out the foam
It must be my baby, comin’ down
And after a while, the ship pulled into the harbor,
Rollin’ slow, so cripple
And my baby, stepped off board
I was still, coverin’ the waterfront

Said “Johnny, our ship had trouble, with the fog
And that’s why we’re so late, so late
Comin’ home, comin’ down’

STEFANO BRESSANI – Sculture Vestite – Torino 6 settembre 5 ottobre 2014

19 Ago

Conosco Stefano Bressani già da un po’, è un artista straordinario che si esprime con le stoffe, ciò che fa mi piace davvero molto. Tra poco le sue opere saranno esposte per un mese al MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE a Torino. Se siete in zona non perdetevelo.

Stefano Bressani mostra Stefano Bressani Pink Floyd Stefano Bressani yellow submarine stefano bressani

Biancoscuro  - stefano Bressani

 

EDGAR WINTER (featuring Carmine Appice) Philadelphia, Chestnut Cabaret, 18/12/1992 (bootleg) – TTTT

19 Ago

Registrazione live di una delle poche date che EDGAR WINTER fece coL grande CARMINE APPICE alla batteria nel 1992. Bootleg trovato di recente.

Edgar Winter Philadelphia 1992

TITLE: Edgar Winter, Philadelphia, Chestnut Cabaret, Philadelphia, PA, USA, December 18 1992

LABEL: no label

TYPE: audience (G2 master audience recording/Goody-Bomb-Tomp remaster)

SOUND QUALITY: TTTT++

PERFORMANCE: TTTT

ARTWORK: (by yours truly…very simple)

BAND MOOD: TTT

COLLECTION: TTTT

Il concerto non è completo, il taper si è perso le prime canzoni. WE ALL HAD A REAL GOOD TIME è cantata dall’ospite JEFF GANZ, dopo di che si torna alla formazione ufficiale di quel tour. TOBACCO ROAD è cantata da EDGAR con la solita maestria, il tutto (ma vale per l’intero concerto) è impreziosito dalla presenza di CARMINE APPICE. Questi sarà per certi versi un personaggio inquietante (voglio dire, è spesso sopra le righe e tamarro) ma come cazzo suona la batteria!!! Giusto il tempo della presettazione della band e poi si chiude con due classici: FREE RIDE

FILE AUDIO: Edgar Winter, Philadelphia 18/10/1992 ” FREE RIDE”

e FRANKESTEIN. Questo è un pezzo strumentale, tra il 1972 e il 1973 uscì come lato B del singolo WE ALL HAD A REAL GOOD TIME, ma i dj dell’epoca iniziarono a farlo sentire in radio e ben preso diventò un successone. La casa discografica in fretta e furia ripubblicò il singolo con FRANKENSTEIN come pezzo di punta e il singolo arrivò dritto al primo posto dei 45 giri più venduti in USA (l’album volò alla posizione n.3).

FILE AUDIO: Edgar Winter, Philadelphia 18/10/1992 ” FRANKENSTEIN”

Dal 1971 al 1974 EDGAR WINTER pubblicò quattro album magnifici:

EDGAR WINTER’S WHITE TRASH (1971 Epic) -TTTTT+

edgar wintee theyonlycomeoutatnight

 EDGAR WINTER’S WHITE TRASH “ROADWORK” (1972 Epic) – TTTTT+

Edgar+Winter+-+Roadwork+-+

 THE EDGAR WINTER GROUP “THEY ONLY COME OUT AT NIGHT” (1972 Epic) – TTTTT+

edgar wintee theyonlycomeoutatnight

THE EDGAR WINTER GROUP “SHOCK TREATMENT” (1974 Epic) – TTTT