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MUOIO?! di Paolo Barone

13 Ott

L’altra sera Polbi mi scrive un’ email; una riflessione tra due amici che si confrontano spesso su esperienze profonde. Gli rispondo che mi piacerebbe pubblicarla sul blog, lui nicchia, ma a chi potrà interessare questa cosa, mi chiede. Io gli faccio presente che il payoff di questo spazio web è “Blog Per L’uomo Di Blues”, dunque l’articolino sarebbe perfetto. Qui sondiamo le vibrazioni dell’animo, ne valutiamo la frequenza in relazione alla rotazione dell’asse terreste, ne studiamo l’intensità. Credo che chiunque frequenti questo blog abbia fatto pensieri del genere, più di una volta, io stesso ho raccontato su queste pagine quando – lo scorso anno – la groupie mi portò in tutta fretta al pronto soccorso. Lei che guidava veloce come Emerson Fittipaldi, io col muso fuori dal finestrino certo che fosse arrivato il mio momento. Poi, i primi controlli, la visita e il referto che parlava chiaro, crisi d’ansia e pressione alta. Mentre riscrivo queste cose a Polbi, commetto un errore, invece di pressione scrivo passione.  Polbi sottolinea:”Non so se hai visto, ma mi hai scritto “crisi d’ansia e passione alta” forse volevi dire “pressione” ma passione credo sia più appropriato!”. Già, vecchio Michigan Boy, è più appropriato. Vogliamo poi parlare di tutte le volte che ho parlato del “demone delle notti senza sonno”? Quello che non ti fa dormine, quello che governa le maree nere del blues, quello che manda i suoi spiritelli azzurri a portarti il batticuore, a potarti il respiro, ad inondarti di presagi di morte? Ma noi non fuggiamo, stoici e sbruffoni, noi stiamo ad affrontarlo, possiamo piegarci, ma non ci spezziamo. “Esile come un giunco, forte come una quercia”, mi disse una volta un amico…”come Keith Richards”, aggiunse poi la Betta.

Ladies and Chesterfields, please welcome from Detroit, Michigan, Mr “In My Time Of Dying” himself …  Paul Baron.

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L’altro giorno mi sveglio alle cinque di mattina con un dolore acutissimo, lancinante, dietro le scapole che si estende al braccio destro. Cosi forte che comincio a sudare freddo, mi alzo, mi muovo ma non passa. Mi spavento e mi inparanoio, il dolore al braccio…mi stesse venendo un infarto…..porca troia… mi contorco…cazzo sono in questa stramaledetta America del cazzo, manco posso fare una corsa in un ospedale pubblico… mi cacciano via, mi riducono sul lastrico, non so cosa fare…panico, mi afferro alla spalliera del letto….e tutto svanisce!

Rimango complessivamente molto provato, ma il dolore acuto passa completamente, cosi come era arrivato. Mi resta un intorpidimento della mano destra (che ancora un po’ dura) e tanta paura. Vado su internet a vedere i sintomi delle patologie cardiache, e non trovo conferma, ma in fin dei conti nemmeno smentita…comincio a sentire sintomi che non ho, e allora decido di mettermi ancora un po’ a letto.

Mi risveglio dopo un paio d’ore di sogni intensissimi e tragici. Mi sa che sto un po’ esagerando con lo stress ultimamente…Mi alzo definitivamente e chiamo il mio amico Marco, medico anestesista. Mi tranquillizza, vedrai che e’ solo una contrazione muscolare, non mi devo preoccupare nonostante la gravita’ del dolore e la sua misteriosa repentina scomparsa. Mah!

Resto perplesso ad ascoltare timorosamente ogni segnale in arrivo dal mio corpo per il resto del giorno, sempre confuso fra sintomi veri e suggestione.

Mentre sono preso da tutto questo mi viene pero’ da fare una riflessione. Dovessi anche morire, per quanto mi ripugna l’idea di poterlo fare a 46 anni, in fin dei conti…dai….ci potrei pure stare. Ho fatto un sacco di cose, piu’ di tante persone che conosco. Ho amato tanto, sono stato amato altrettanto, ho visto un sacco di posti, fuori e sott’acqua. Ho goduto di persone, musica, libri, cibo, tramonti, onde, temporali, autunni e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Non sono certo stato a casa ad aspettare, non ho vissuto proprio come avrei voluto, ma quasi. Probabilmente mi sono troppo perso in mille rivoli, potevo concentrarmi di piu’ su alcune cose, ma che ci vuoi fare si vede che non ne sono capace.

Ho amici meravigliosi che non ho mai perso. Ne ho fatte di cotte e di crude, certo spero di poterne fare molte di piu’ ancora nei (minimo) 50 anni a venire, ma…..Insomma, se fosse il mio momento di andare, potrei pure starci…O no?!

Non lascio figli, non lascio disastri da sanare, ho pochi rimpianti e un po’ di (forse troppi) inevitabili rimorsi. Ho dato delle indicazioni a mia sorella Mariateresa giusto un mesetto fa, qualcosa l’ho anche lasciata scritta, posso stare tranquillo.

Mi piacerebbe tanto che il Diving, la cosa che ho fatto veramente in questa vita, possa andare avanti anche senza di me, e sono quasi sicuro che lo farebbe.

Vorrei anche che i dischi e i libri che ho messo insieme, non vengano dispersi inutilmente. Un po’ li lascerei a chi amo e agli amici (dovrei fare un elenco? se no come si stabilisce chi si e chi no? questa e’ una cosa a cui non avevo mai pensato realmente!), il resto che siano venduti a gente appassionata come me.

Vorrei essere sepolto o cremato? Funzione religiosa per me che non appartengo a nessuna fede? E poi, sepolto dove? Che fare delle ceneri? No, niente, di queste cose non me ne fotte niente. Le decide chi resta, a me in fondo non cambia nulla.

Certo, avrei una discreta paura di morire, e zero curiosita’ di vedere quello che c’e’ dopo, per me puo’ tranquillamente aspettare. Ma se dovessi andare, mi farei forte delle parole del mio amico Jarno, sciamano psichedelico, che mi dice che e’ tutto a posto, morire e’ un passaggio come lo e’ stato nascere, si va solo da un altra parte a fare altre cose e la vita che abbiamo vissuto svanira’ velocemente come un sogno al risveglio.

In qualche modo la giornata passa, sopravvivo, e mi viene voglia di fissare queste riflessioni, di non lasciarle andar via senza pensarci. Di condividerle con qualche amico e magari esorcizzare la paura al tempo stesso. Qualche volta sott’acqua mi sono ritrovato in situazioni in cui potevo tranquillamente lasciarci le pinne, ma sono stato troppo occupato a venirne fuori e le considerazioni che ne scaturivano erano solo di carattere tecnico. Stavolta invece mi sono ritrovato a pensare alla morte da un punto di vista molto personale, molto “umano”.

Potendo, mi piacerebbe morire come Tiziano Terzani, preparandomi culturalmente e “spiritualmente” per tempo a questa cosa. Invece mi sa che come diceva Gaber “…anche l’avventuriero piu’ spinto, muore dove gli puo’ capitare, e nemmeno troppo convinto!”, figuriamoci io.

Indago ancora un po’, e credo di capire che il dolore e’ stato causato da una banalissima contrazione del muscolo trapezio. Forse dovuta a un piccolo lavoro di verniciatura, per me che sono negato in queste cose un impresa titanica. Mi incollo bombole, motori fuoribordo, zavorre di piombo…salto sul gommone con diversi chili di attrezzatura addosso, carico e scarico di tutto senza alcun problema, poi due orette con un pennello in mano e penso di morire. Mah… E mia sorella nemmeno si ricordava delle mie solenni e delicate “indicazioni in caso di morte”! Ma vedi tu, altro che pronto!

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MUSICISTI CHE ODIANO IL CALCIO

9 Set

Avete presente quei musicisti che danno tutta la colpa delle miserie del mondo al calcio? Quelli che su facebook postano cose tipo “Coglioni! Basta seguire il calcio e pagare l’abbonamento a Sky! Comprate il mio disco invece” ? Io li ho presente e li trovo insopportabili.

A parte che gli aspetti economici e comportamentali del calcio sono il riflesso della società malata in cui viviamo (e mai nessuno che tiri in ballo il problema del capitalismo selvaggio che sta uccidendo il pianeta e l’umanesimo), e che le critiche rivolte ad essa e ad esso noi condividiamo in pieno, sono esterrefatto dal pensiero tout court di quelle persone: a me il calcio non piace, tutto quello che gli gira intorno fa schifo, quindi addosso ad esso la colpa di questa situazione di merda che stiamo vivendo.

Probabilmente è colpa della estrema popolarità del football, perché non si spiega se no il fatto che nessuno dica niente se: ALONSO prende 105 milioni di euro in tre anni dalla FERRARI, se VALENTINO, MARQUEZ e LORENZO prendono vagonate di milioni da YAMAHA e HONDA, se un’ attrice chiede 40 milioni per sei mesi di riprese,  se alcuni  atleti del nuoto riempono le cronache con i loro sciocchi comportamenti almeno pari a quello di certi giocatori, se certe popstar e rockstar prendono cifre inimmaginabili per fare musichetta e comportarsi anch’essi da idioti, ne più né meno come certi calciatori.

Forse dimentico che i i musicisti fanno arte quindi sono esonerati dalle critiche, già deve essere così. Ma a pensarci  bene mi chiedo, arte? Forse l’un per cento, il due, il cinque toh! Ma tutti gli altri? Spacciano per arte la loro capacità di mettere insieme tre accordi, scriverci sopra qualche frase riuscita e cantarla ad un pubblico di 12 persone che chiacchiera e beve birra o di fighe 45enni che sballano al primo accenno di sgobbo pseudo creativo. Io credo che abbia ragione VASCO: “ma cosa vuoi che sia una canzone”!

Rod Stewart

Rod Stewart

Che sciocco, mi sono scordato anche di quelli che fanno rock, quello che loro intendono con la R maiuscola ed invece é minuscolissima. Loro odiano il calcio, e hanno capito la vita perché fanno quella musica lì, quella dei  GUNS N’ROSES . Cazzo, i Guns! Quelli cazzuti, veri, sballati ma onesti e sinceri. Quelli che si prestano al giochetto della casa discografica che prima di fargli uscire il debutto vero e proprio, pubblica un loro disco dal vivo con soli quattro pezzi a simulare un’ autoproduzione; peccato che siano registrazioni da studio a cui sono stati aggiunti applausi, peccatissimo che l’autoproduzione sia un terribile fake atto a far passare la band come un gruppo di veri ribelli del Rock And Roll. Che poi AXL ROSE ci metta 15 anni a produrre un album, facendo spendere alla casa discografica milioni di dollari non conta, cazzo la colpa se viviamo in un mondo di merda è dei calciatori e di chi segue il calcio.

Mick Jagger allo stadio

Mick Jagger allo stadio

E quelli che dicono di fare Blues? Ve li raccomando!A parte il fatto che non fanno blues ma nella grande maggioranza fanno musica texana, si mettono un cappello in testa, un completo sdrucito, intonano qualcosa sulle note alte della scala pentatonica, fanno le mossette et voilà, il blues è servito. Passano qualche giorno di vacanza ad Austin e tornano parlando di tournée americana. Li vai a vedere e quello che esce dai loro strumenti è tutto tranne che blues, ma una sorta di cabaret, o meglio di avanspettacolo, pieno di frivolezze inaudite e scialbe.

Robert Plant allo stadio

Robert Plant allo stadio

I musicisti poi sanno fare pensieri profondi; quelli tipo “tutto è nato coi BEATLES!” La musica pop forse, ma il filone rock è nato dalla musica nera, da McKINLEY MORGANFIELD e soci e dai loro seguaci del Regno Unito, su non scherziamo. Musicisti che non sanno un cazzo di come è andata in Britannia agli inizi degli anni sessanta.

Ian Gillan e Ritchie Blackmore

Ian Gillan e Ritchie Blackmore

I musicisti inoltre sono al di sopra di certe cose, loro sì che sono alternativi, a tal punto che partecipano ad eventi mediatici di pessima qualità, che farebbero di tutto per fare un jingle pubblicitario e solo perché si danno a quelle attività un po’ alternative, buttano giù qualche sorsata di demagogia zen e new age, si sentono menti elevate e fanno quelli che hanno capito tutto nella vita. Deve essere così, che ne possiamo capire noi che amiamo (anche) il calcio!

Rod Steart & Elton John

Rod Steart & Elton John

Mi chiedo se mai si siano fatti un esame di coscienza, perché il musicista medio non è diverso dal calciatore medio, dall’uomo medio, dal dito medio. Il musicista medio ha pochissima cultura (anche musicale), non conosce nulla delle storie racchiuse nelle cover che fa, dal vivo vuole fare pezzi ormai improponibili come SWEET HOME ALABAMA, passa senza timore da una cover di Michael jackson ad una dei Led Zeppelin, nessun problema, l’importante è far ballare la gente. Il musicista medio non ha la minima idea di cosa sia il Rock, il musicista medio è anche quello che possiede bassi a sei corde, chitarre Charvel e batterie con 20 tom e 4 grancasse, il musicista medio non sa come si chiamava il batterista dei LITTLE FEAT (Richie Hayward, che il padre dei quattro venti lo abbia in gloria), il musicista è un uomo medio di poco valore, proprio come i calciatori, proprio come tutti gli esseri umani.

Poi, certo, ci sono le eccezioni.

 

 

 

Le patatine di Valentino, la salsa di Carlos, le tazze di Jimmy Page e il veloce declino dell’umanità

23 Ago

Ieri, nel fare la spesa alla coop di Regium Lepidi, la groupie (che oltre essere la fan italiana n.1 di RICK WAKEMAN, lo è anche di VALENTINO ROSSI) adocchia le patatine 46:

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

La groupie e le patatine di Valentino Rossi

scuoto la testa …  va bene la linea di abbigliamento VR46, ma anche le patatine? E’ proprio obbligatorio far soldi ad ogni costo, spogliando il proprio brand di ogni fascino e svendendolo al miglior offerente?

Il pensiero corre subito a CARLOS SANTANA, il Carlos Santana che si mette a produrre salse …

Carlos Santana salsa

 

Ne constatavo il triste declino un paio di settimane fa con DONATO ZOPPO: da CARAVANSERAI, a dischi di musicaccia leggera, ad album ridondanti dedicati ai grandi hit del Rock, alla produzione di salse; ma porcaccia la miseria, ma chi fa (o faceva) arte ad alto livello non dovrebbe mantenere una certa dignità? Non dovrebbe avere un animo che gli fa da sentinella, da quality control, da counselor? Una cosa tipo “A Carle’, è la tua animaccia che ti parla, ma che cazzo stai a fa’? Fermate che è mejo!”

E’ già abbastanza complicato tenere in piedi una carriera per tutti quei lustri e decenni (la vena creativa si sa dura 5 massimo 10 anni, ne parlavo proprio l’altra sera con Paolino Lisoni), oltre a dischi inutili, vuoti e sostanzialmente di merda, dovete anche mettervi a scrivere libri, fare film, disegnare quadri, produrre salse o biancheria intima per uomini (qualcuno ricorda i boxer griffati ROBERT PLANT tra gli anni ottanta e novanta?). Ma rimanete nel vostro ambito, non andate ad impantanarvi in avventure che non vi competono, perché tra l’altro poi portate via quelle poche chances che ha chi dà l’anima nel campo in cui voi, in preda ad un delirio di onnipotenza, andate a sconfinare.

E poi smettetela con tutte quelle tazze col manico, quelle “mug”, zio cagnetto anche IL SIGNORE DELLE TENEBRE, THE DARK LORD HIMSELF, si è messo a venderle dal proprio sito (tra l’altro a prezzi piuttosto alti)…

Jimmy Page mug

Fate dei dischi se proprio dovete, arricchite l’offerta con magliette (ma vi prego basta con la tipica t-shirt rock nera kitsch fino all’inverosimile), plettri, cosucce legate alla musica ma basta col resto. Il pianeta è già pieno d’immondizia, se vi ci mettete anche voi, che dovreste essere paladini dell’arte, quindi della consapevolezza ultima del termine “umanità”, è finita.

Ma tanto che lo scrivo a fare, da quando qualcuno ha “attaccato un adesivo dei GRATEFUL DEAD alla sua Cadillac”, il sogno (se mai c’è stato), è finito.

Nobody on the road, nobody on the beach
I feel it in the air, the summer’s out of reach
Empty lake, empty streets, the sun goes down alone
I’m driving by your house, though I know you’re not home

But I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got your hair combed back and your sunglasses on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I never will forget those nights, I wonder if it was a dream
Remember how you made me crazy, remember how I made you scream
Now I don’t understand what happened to our love
But babe, I’m gonna get you back, I’m gonna show you what I’m made of

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
I see you walkin’ real slow, and smilin’ at everyone
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

Out on the road today, I saw a Deadhead sticker on a Cadillac
A little voice inside my head said, “don’t look back, you can never look back”
I thought I knew what love was, what did I know?
Those days are gone forever, I should just let them go, but

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got the top pulled down and the radio on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

I can see you, your brown skin shinin’ in the sun
You got that hair slicked back and those Wayfarers on, baby
I can tell you my love for you will still be strong
After the boys of summer have gone

 

STEFANO BRESSANI – Sculture Vestite – Torino 6 settembre 5 ottobre 2014

19 Ago

Conosco Stefano Bressani già da un po’, è un artista straordinario che si esprime con le stoffe, ciò che fa mi piace davvero molto. Tra poco le sue opere saranno esposte per un mese al MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE a Torino. Se siete in zona non perdetevelo.

Stefano Bressani mostra Stefano Bressani Pink Floyd Stefano Bressani yellow submarine stefano bressani

Biancoscuro  - stefano Bressani

 

W IL 25 APRILE

25 Apr

 

via emilia4w1742003123954

Reggio Emilia aprile 1945

Modena il 22 aprile 1945 reggio_democratica_fronte 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

 

DIANA DEW UNMASKED – La comunità ASMR in subbuglio: Diana Dew ci mette la faccia!

28 Feb

Mesi fa siamo caduti nel burraccione ASMR, il post del 25 luglio 2013 è lì a testimoniarlo:

ASMR…quasi come MUSIC al minuto 4:44 (e 5:10)

Prendere coscienza di riflessi incondizionati che abbiamo sempre avuto ha aperto porte sorprendenti. L’ASMR è ora un nostro pensiero fisso, ed è ormai prassi quotidiana lavorare, quando possibile, con le cuffiette sintonizzate sui video youtube di DIANADEWASMR. Sì, solo su quelli di Diana Dew, che è italiana ma che fa principalmente video in inglese, perché è con Diana che, su di noi,  i “tingles” prendono forma in modo completo. Abbiamo provato altri nomi, naturalmente solo femminili, ma niente da fare, è solo Diana Dew che ci aziona il pulsante start.

La particolarità di Miss Dew era quella di non mostrare mai il viso, atteggiamento che non ha condizionato la piacevolezza dei suoi video. A parte il fatto che noi facciamo quasi sempre solo un uso “audio” del suo materiale, la parte video rimaneva comunque sempre affascinante: il movimento delle mani che sapientemente accompagna quei suoni deliziosi e il dolce sussurrare è comunque un bel vedere.

Per motivi personali DD si era assentata dal suo canale youtube per qualche settimana poi, una volta tornata, ha ricominciato a produrre video…

Poco dopo, all’improvviso, senza tante anticipazioni, pubblica un clip col titolo “♋ OMG Diana has a face? ♋ Hands relaxation soft spoken ramble about ABC ASMR reportage”. Ehi, ci diciamo, Diana mostra la faccia…Finalmente smascherata! Beh, non è del tutto vero. La signorina Rugiada usa quasi lo stesso trucchetto usato da KISS nel 1980:

Kiss unmasked

Insomma, sì, ci mette la faccia, ma lo fa indossando una maschera.

Resta ad ogni modo un qualcosa di clamoroso nel mondo ASMR. Diana Dew è una ragazza piacevole sotto tutti i punti di vista, ma ci chiediamo se ci mancherà il non avere il visual del suo viso mentre ascoltiamo il suo eloquio suadente e quasi inaudibile. Un po’ come vedere, all’inizio degli anni ottanta, i primi video musicali basati su delle storie. Avranno anche avuto molto successo, in alcuni (pochi) casi saranno stati anche ben fatti, ma hanno anche spento o comunque condizionato l’immaginazione.

Ad ogni modo, al di là di tutto, viva Diana Dew.

Il debutto TV della groupie

4 Feb

La groupie è una forza della natura, silenziosa, a tratti riservata, ma ostinata e determinata. Correva in moto, in minimoto, adesso corre con i kart, inoltre è bassista, tastierista, mandolinista, animalista, esperta in computer, divoratrice di libri, fan degli YES, che altro…ah sì, ora anche star della tivù.

Con la mia solita spocchia snobbo i programmi nazional popolari. Sono uomo da SKY: le serie TV (Homeland/The Americans/Il Trono Di Spade), THE CLEVELAND SHOW, I GRIFFIN, AMERICA DAD,  SKY ARTE, CLASSICA, NAT GEO WILD, e naturalmente la mia droga…SKY SPORT 24 (speciale calciomercato mi tiene incollato al video delle ore intere) e le partite di calcio dell’INTER. Tutto rigorosamente in HD of course. Tutto questo in sala, perchè in cucina SKY non c’è, così quando riusciamo a cenare presto si guarda L’EREDITA’, con CARLO CONTI. Iniziò la groupie parecchio tempo fa e io mi ci sono abituato, finendo per cercare di indovinare i quesiti posti nel programma

Una sera siam lì sul divano che insieme a PALMIRO guardiamo un film, quando un segnale acustico arriva sul Galaxy della groupie: “Ah, ma veh, hanno accettato la mia domanda, il 14 ottobre ho il provino per l’Eredità”. Stupefatto e confuso balbetto: “Co co cosa?”. “Così se vinco abbiamo i soldi per portare la band in studio!”.

Il giorno è piovoso, siamo in prima classe di un INTERcity che porta a FELSINA… BONOMIA… BULAGGNA insomma. Accompagno la groupie al provino per l’EREDITA’. Ci prendiamo il giorno di ferie, visitiamo il centro, un negozio di cd, pranziamo, e poi arriviamo all’hotel preposto per le audizioni. Entriamo e ci troviamo davanti un bivacco di decine di candidati accompagnati da parenti, amici, partner. A fatica troviamo un posto. La fauna è variegata. Quelle che si credono superfighe e cercano i 15 minuti di celebrità, ragazze giovani sovrappeso accompagnate dalla madre al massimo 45enne che però ne dimostra 65, persone distinte, uomini alla deriva, disoccupati disperati, cinquantenni tiratissime, donne sportive che accompagnano il loro compagno…everyday people, insomma.

Un paio d’ore d’attesa stravaccato su un divano nella hall dell’albergo mentre la groupie e quelli del suo gruppo fanno il provino e poi si torna. Qualche settimana dopo arriva la telefonata: “Groupie?” “Sì, sono io“Ciao, sono Elisabetta dell’organizzazione del programma l’EREDITA’, il provino è andato bene, ti aspettiamo il 21 gennaio a Roma….”

La groupie si emoziona un po’, ma è già carica come una molla. Qualche giorno prima l’accompagno a far compere, sono il suo stylist…non posso far molto, al di fuori dello stile sportivo/casual non si va, ma faccio del mio meglio (col budget a disposizione). Il 21 gennaio, accompagnata da suo nipote ventisettenne STEVE, la groupie s’ imbarca su ITALO nella stazione Medio Padana dell’alta velocità che abbiamo a pochi chilometri da casa.

Italo

Italo

La stazione medio padana

La stazione medio padana

Ogni tanto mi aggiorna tramite WHATSAPP, la sento tonica, pronta a gustarsi ogni momento di quella piccola avventura. Posta su facebook le foto all’ingresso dello studio, dei camerini…a metà pomeriggio so che ormai tocca a lei, la penso, cerco di mandarle vibrazioni positive, mi affido ( e non sto scherzando, ci sarebbe da approfondire) a JIMMY PAGE: DARK LORD veglia su di lei, dalle la forza.

Verso le 20 mi telefona, un po’ sconsolata perché non è arrivata fino alla fine e dunque non ha vinto, si ferma a Roma per la notte, nell’hotel offerto dalla RAI. La sera successiva a casa mi racconta tutto, e al di là del risultato le leggo negli occhi la felicità data da una veloce ma intensa scarica di adrenalina. Treno-Roma-camerini-registrazione della puntata-camerini-hotel-Roma-treno-Borgo Massenzio. 30 ore filate via veloci. Esperienza positiva, l’è piaciuto tutto tantissimo, trattata come si deve dai tecnici, dalle truccatrici, dai commessi, dallo stesso CARLO CONTI.

Finalmente domenica sera 2 febbraio la puntata va in onda. E’ un emozione vederla in video, dapprima un pelo impacciata ma poi sempre più sicura. Peccato abbiano tagliato la parte in cui ha parlato della CATTIVA COMPAGNIA (e dei TACCHINI SELVAGGI). Resiste quasi fino alla fine. Il bello è che avrebbe indovinato la parola finale, quella che ti fa vincere il montepremi che sei riuscito a salvare. Ad ogni modo, vederla, con quel trucco poi, sentirla col suo accento reggiano e  ammirarla mentre è al contempo schiva e determinata mi rende orgoglioso. Che donna la groupie!

L’unica volta che ho vinto (Pippo Civati Blues) … e in lontananza luci ad intermittenza …

11 Dic

Settimana scorsa: in giro per lavoro circumnavigo il distretto ceramico, lambisco Maranello e nel farlo decido di fermarmi all’edicola BONFATTI; Marchino non appena mi vede mi lancia un’occhiata complice, ci unisce una certa passione politica, passione per il calcio (ma lui è un “cugino”) e tutto sommato anche per la musica. Prendo il nuovo numero di PROG con in copertina CLOSE TO EDGE per la groupie, la passione che ha per gli YES oramai ha raggiunto livelli inimmaginabili…

CLASSIC-ROCK-PRESENTS-PROG_NO-403

…avendo deciso di fare la raccolta degli album di FRANCESCO GUCCINI che sta pubblicando il Corriere Della Sera, ritiro anche gli ultimi due cd usciti (sì, lo so, è tutta roba che già avevo, ma vuoi mettere le versioni digipack con annesso cofanetto?).

Francesco Guccino corriere della sera

Marchino infine mi passa, con fare carbonaro, anche un volantino di PIPPO CIVATI, le primarie del PD sono alle porte e mi vuole esortare a fare il mio dovere. Mi infiammo subito, sono un sostenitore convinto di PIPPO CIVATI, un volto e una testa nuova per una sinistra moderna.

PIPPO CIVATI VOLANTINO PRIMARIE 2013 005

Marchino ciangotta sottovoce “..tanto ormai siamo abituati a perdere”; non voglio avere un’aria rassegnata, ma so che probabilmente ha ragione e dunque aggiungo “Guarda, io l’unica volta che ho vinto è stato l’otto gennaio del ’59 quando FIDEL è entrato all’Havana”…

Fidel entra all'Havana, 8 gennaio 1959

Fidel entra all’Havana, 8 gennaio 1959

I rivoluzionari cubani entrano all'Havana 8-1-59

I rivoluzionari cubani entrano all’Havana 8-1-59

Certo, non ero ancora nato, ma la Rivoluzione Cubana è una faccenda che porto nel cuore ed è come se vi avessi partecipato anche io (sebbene mi sarebbe piaciuto vedermi nella Sierra Maestra dire “Senti Che, oggi non posso venire a fare la rivoluzione, ho la dispepsia funzionale che mi da da fare, me ne sto qui quieto nella capanna.”)

Fidel & Che - Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Fidel & Che – Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Esco dall’edicola col petto gonfio dichiarando “Civati o muerte!”. Civati o muerte…mah, povero Tim Tirelli.

I risultati delle primarie poi confermano la tendenza di questi ultimi anni, la sinistra che si scolora, e il fatto che moriremo democristiani.

In questo dicembre di prima mattina mi ritrovo spesso a Mutina, Brian ha iniziato un percorso che ha a che fare con le coagulopatie (ci mancava pure questa), e ad intervalli regolari devo portarlo a fare dei prelievi del sangue. Parto alle 6 dal posto in riva al mondo, verso le 6,45 sono da Brian, lo lavo, lo preparo e, insieme a mia sorella, alle 7 siamo già in macchina. Occorre essere in due per la gestione in esterna di Brian. Benché non sia il massimo fare certe levatacce, respirare il risveglio della città mi piace un sacco…

Early In The Morning in MODENA

Early In The Morning in MODENA

Sbrigata la faccenda prelievo, il trio Tirelli si ritrova a far colazione insieme al City Bar…Brian è in estasi, in giro con suoi due figli…non gli sembra vero.

Il resto delle mattine, prima di partire, mi fermo ad ammirare la tundra gelata intorno alla domus saurea…

La tundra gelata intorno alla domus saurea - foto di TT

La tundra gelata intorno alla domus saurea – foto di TT

E’ dicembre, il mese che più di ogni altro mi colpisce l’animo, così mi accorgo che sono più meditabondo del solito. Mentre la sera me ne torno verso Borgo Massenzio, scorro la Emily Road.

Nel car stereo improbabili ballate degli UFO con Vinnie Moore…

…romanticume da suo soldi di ROD STEWART…

Attraverso Herberia, mi guardo in giro…le grandi e brutte vetrata di bazar cinesi dove si vende tutto quello che è inutile, l’anziano che attraversa la strada chiuso in un lungo paletò e in un cappello con i lembi paraorecchie, il negozio di abbigliamento aperto da poco in cui – tutte le volte che ci passo davanti – non c’è mai nessuno, il distributore di benzina con a fianco un’ampia area buia che da l’effetto Sarajevo durante la guerra, gli sghembi addobbi natalizi fatti da gente senza il minimo gusto estetico. Quando la Via Emilia si versa sulla tangenziale, perdo la cognizione del tempo, i fari delle macchine che incontro diventano una sorta di tunnel temporale che mi trasporta in altre dimensioni ed è allora che è il momento dei PINK FLOYD…

Soliti sabati e solite domeniche a far da badante a Brian. Si aggrappa a me, mi tiene la mano, non vuole scivolare via; lo stadio “demenza grave” gli fa un baffo…non sa quanto resisterà prima di cadere nell’oblio, ma per il momento si regge con una tenacia insperata a quei due o tre appigli che lo tengono ancora appeso all’albero della vita. Quanta tenerezza mi fa il vecchio Brian.

Arrivo all’appuntamento con la spesa alla coop del sabato trafelato, in ritardo, cotto. Nonostante questo mi perdo come un fanciullo nell’iconografia natalizia…sospiro ammirando una sorta di mock up di fantasie legate alle festività a cui stiamo andando incontro…

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Winterwonderland fantasy – foto di TT

…come un cinno di dieci anni mi faccio sorprendere dalla groupie mentre valuto l’acquisto di dolciumi disneyani…

Tim e il dolciumi disneyani - foto di Saura T.

Tim e il dolciumi disneyani – foto di Saura T.

…la groupie mi scatta una foto, la voglio vedere…sembro uno stuchino…che razza di uomo di blues che sono, perso nelle mie paturnie natalizie a far la spesa alla Coop…mo zio can an s’è mai vest ROBERT PLANT andèr a fer la spesa al supermerchèe…ops…

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi...

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi…

Scuoto la testa, sopraffatto dai miei blues perenni ed instancabili, sono senza forze…ore 15,30 e devo ancora pranzare…per fortuna che la groupie come sempre è in forma e ready to rock…

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi - foto di TT

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi – foto di TT

Cerco di ripararmi dal freddo intenso di questi giorni ascoltando i TEN YEARS AFTER. La nebbia che da giorni ingoia la pianura fa sì che la percezione del freddo sia maggiore rispetto alla reale temperatura che scende appena sotto lo zero. Il blues rock del gruppo riesce nell’intento…

Periodo denso di prove da superare; le percentuali che alcune di essere possano risolversi in maniera positiva sono esigue, tipo 4/5%, eppure sebbene sia razionale, realista e non mi aspetti nulla, devo fare i conti col fatto che nell’essere umano la speranza prende sempre il sopravvento. Puoi essere pessimista, rassegnato al peggio, freddo e distaccato, ma in fondo confidi sempre che il nulla cosmico onnipotente te la mandi buona. E quando ti accorgi che non è così, aggiungi un altro fardello al peso che già devi portare in giro.

Così mi infilo nelle nebbie e medito sul da farsi…

SAMSUNG

Sulla blues mobile infilarsi nella nebbia a Magpie Place (alla Gazzata, insomma) – foto di TT

Un cambiamento mi farebbe bene, lo dice anche ETTA JAMES…

…cambiare vita, lavoro, città, chitarra, orizzonti…ma è difficile quando senti che ti hanno riempito il serbatoio di musica leggera e non di blues nero e feroce…la blues mobile del tuo animo sbuffa, borbotta, viaggia a rilento, con le 4 frecce accese, certo è ancora in moto ma dovrai fermarti in officina. Non mi do per vinto, sono tenace.. esile come un giunco ma forte come una quercia…è così che mi descrisse qualcuno in una delle più belle estati della mia vita, quella del 1981, a Brez, dopo la maturità, insieme a Biccio, Pigi, Gheri e tutti gli altri…raccolgo i pezzi, mi fermo in stazione e acquisto un altro biglietto…dopotutto l’importante è viaggiare e non restare fermo…

Why can’t it stay like this forever?
Why does it always have to change?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

Oh my love, time is running out.
Oh my love, time is running out.

Why must we wait until tomorrow,
When we already know the score?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’ve got it made,
Seems you’re only lying in the shade.

Everytime you think you’ve run the course,
Seems you’ve got to ride another horse.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

L’ “avtunno”, l’integrazione e il vecchio Brian

5 Ott

Grigio e umido sabato autunnale. Io e Lakerla di primissima mattina siamo già in giro. Ci mandiamo sms per confortarci a vicenda. Mentre attraverso la campagna, penso che solo un sabato fa era piena estate, e che in centro a Mutina per un mini sinodo insieme a Picca, Jaypee e Lorenzo Stevens, sotto la Ghirlandina in piazza Grande, dopo un pranzo a base di e tortelli di zucca e bollito, si stava da Page.

TRES HOMBRES: da sx a dx JayPee, Tim, Picca - Foto di Lorenzo Stevens

TRES HOMBRES: da Sx a DX: JayPee, Tim, Picca – Foto di Lorenzo Stevens

Invece oggi il cambio di stagione si inizia a sentire e a vedere.  Entro da Brian che, in pigiama, esordisce con:“Tim è arrivato l’avtunno”. Lo lavo, lo preparo e usciamo. Restiamo a Mutina, troppo cotto per andare a Ninetyland. Caffè e paste al bar di Chen il cinese, spesa e chiacchiere lì al centro commerciale New Tower. Brian si ferma a parlare con gente che non riconosce più. Un vecchio di 85 anni, che vengo a sapere Brian conosce da almeno 40 anni,  e che si tiene in forma spazzando la corte interna del New Tower, mi dice che lo fa per tenersi in forma, altrimenti se si adagia sulla poltrona a guardare la TV “per me l’è finida”. Con la stessa nonchalance mi informa che ha perso sua moglie due mesi fa.

Stiamo parlando davanti al negozio MEDITERRANEO – ARTICOLI ORIENTALI gestito da un nordafricano di mezza età che viene ad aggregarsi. Mi sorride, attento ad essere gentile, cercando in maniera discreta di sentirsi parte del gruppo. Cerco, per quanto possibile, di tenere i discorsi di Brian incanalati su terreni comprensibili, Khalid (non conosco il suo nome ma lo chiamo così) se ne accorge, ma mi fa cenno che capisce e che non devo preoccuparmi. Il vecchio modenese parla di politica e del cavaliere nero caduto – sembra – finalmente in disgrazia. Commento e alla fine mi scappa, in modenese stretto,  un “Mo’ dio canta an s’pol menga”. Khalid, ride. In quel momento mi è sembrato uno di noi, intendo dire…uno perfettamente integrato. Mantiene sempre un atteggiamento sempre un po’ reverenziale che la dice lunga su meccanismi vecchi di secoli, ma Khalid ormai è un modenese.

Entriamo al Conad, non prima di aver salutato la zingare seduta per terra all’entrata. La guardo negli occhi, si vede che non è abituata alla cosa. Mi sorride ma con un punto interrogativo gigante che le si accende sul viso. Facciamo la spesa. Usciamo, lascio qualche spicciolo alla zingara. Magari è una vittima del racket delle elemosine, ma non riesco ad evitare quel piccolo gesto. Mi viene in mente una frase che ho sentito tante volte: “ste atenti ca ghè di singànai in giro!” (state attenti che ci sono degli zingari in giro).

GipsyGirl

Ci fermiamo all’edicola della LITTLE CROSS…La GAZZA dello sport, la REPUBBLICA, il MANIFESTO. Nel lunotto della blues mobile bagnato di gocce di pioggia Brian scrive “W TE”. Il TE è riferito a me.

Che tenero che è diventato Brian. Lo osservo, dietro il velo dell’alzheimer credo di scorgere il giovane Brian…

Il vecchio Brian - foto di TT

Il vecchio Brian – foto di TT

Il giovane Brian (1958 circa)

Il giovane Brian (1958 circa)

Torno verso Borgo Massenzio. Ancora preda di un STEVE VAI kick, mi godo ad alto volume EAT ‘EM AND SMILE  e SKYSPCRAPER di DAVID LEE ROTH, due magnifici album di big hard rock americano. L’approccio alla take no prisoners (seppur scanzonato) del primo, gli accenti progressive del secondo… spettacolo…

Arrivo alla domus saurea, osservo lo squarcio prodotto dai due boscaioli (i genitori della groupie). Scuoto la testa.

Domus Saurea, l'opera dei boscaioli.

Domus Saurea, l’opera dei boscaioli.

Pranzo. Bistecca e birra media. Caffè, doppio southern comfort. Crollo sul letto. Mi alzo alle 18, subito dopo aver sognato che stavo per morire e che stavo scrivendo una lettera d’addio agli illuminati del blues. Avevo appena iniziato quella a Picca. Zabaione, frutta.  Sullo stereo READY AN’ WILLING degli WHITESNAKE.

Rising with the morning sun
I turn to greet the dawn,
Knowing I must face another day
Sleepless night behind me,
Just a memory of pain,
My heart has always been a cross to bear

Mi accingo a guardare INTER-ROMA.

Just another saturday for the ordinary bluesman…

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

Baraonda in BARILLA blues

29 Set

Secondo me siamo all’isterismo collettivo, uno non può più nemmeno permettersi un piccola sbavatura dal politicamente corretto che viene messo in croce su tutto il globo in 10 minuti. Sono basito.

Guido Barilla rilascia una intervista a RADIO24 dove in modo quasi innocente e sincero dice che le per gli spot pubblicitari la azienda preferisce appoggiarsi alla famiglia tradizionale. Aggiunge poi quel banalissimo concetto universale (usando altre parole) dell’ognuno è libero di fare ciò che vuole fino a che non compromette la libertà degli altri.

Là, da quel momento si è scatenato un andirivieni disordinato e rumoroso di giudizi moralistici e insopportabili. Sono veramente schifato.

Allora cosa dovrebbe dire uno di questi suscettibili paladini del politicamente corretto (soprattutto di sinistra) che legge queste blog, che detto per inciso è assolutamente contro l’omofobia? Si perché qui uso spesso la parola “finocchietti”, pur scherzando, per descrivere tutti quelli che non sono veri uomini come JOHNNY WINTER o FRANK MARINO (e i gusti sessuali naturalmente non c’entrano).

Chiedo scusa a potenziali lettori omosessuali del blog, sono uno stupidino, così come quando uso “fighe” al posto di donne, e “negri” al posto di neri. Ma il blog lo voglio così, senza troppi filtri, un po’ sopra le righe proprio perché il politically correct tra noi di sinistra ha veramente rotto le palle.

Fighe Anna & Nancy Wilson

Fighe

Negri

Negri

L’omosessualità è una faccenda delicata, ci sono ancora paesi retrogradi che la considerano reato, ci sono ancora tante, troppe persone che si rapportano ad essa esibendo un rifiuto così violento da far venire il voltastomaco.

L’ipotesi  sul perché della omosessualità che più sento credibile è questa descritta una volta da Piero Angela nel 2005:

“Come mai l’omosessualità permane e riappare di generazione in generazione se la storia dell’evoluzione è tutta orientata a selezionare individui che hanno maggiori probabilità di riprodursi? Non c’è risposta per ora…una delle ipotesi è che gli individui omosessuali si riproducano, almeno parzialmente, attraverso i fratelli (con cui hanno mediamente un 50% di geni in comune) e che la natura abbia affidato loro un ruolo di supporto per il gruppo: è quella che viene definita “kin selection”, la selezione che favorisce i consanguinei. Ma anche questa è solo un’ipotesi”.

Nascono omosessuali Ii 4-5% dei maschi e il 2-4% delle femmine. A loro va tutto il mio rispetto, lo stesso che ho per tutti gli esseri umani (tranne quelli che ascoltano musica di merda, che votano PDL e che si iscrivono al gruppo “interista pezzo di merda”*), a loro va tutta la mia solidarietà per le ferite spiritali e fisiche che questa società immatura infligge loro, però non inneschiamo reazioni a catena prodotte, appunto, dall’isteria.

Io continuerò a comprare le buonissime PIPETTE della BARILLA.

Le pipette Barilla

* salvo una eccezione