Primo post sulla nuova stagione dell’Inter, purtroppo non molto diverso dagli articoletti scritti negli ultimi anni. Il nuovo corso non è partito esattamente alla grande: sconfitta col Chievo, pareggio col Palermo, vittoria col Pescara e, ieri sera, sconfitta pesante a San Siro contro una squadra israeliana, l’Hapoel Be’er Sheva
Guardavo la partita col tablet a portata di mano, chiacchierando e commentando in diretta con i fratelli nerazzurri sul nostro gruppo facebook INTERISTA SOCIAL CLUB o su whatsapp. Davo un’occhiata anche ad altri gruppi facebook sulla beneamata, e lo scoramento era generale.
La squadra in campo era l’INTER B, fatta di riserve ad eccezione di HANDANOVIC e forse di un altro paio di giocatori, in più si giocava con la nuova terza maglia e non serviva altro per scatenare commenti negativi. Credo che i social network abbiano dato la stura al nuovo filone di considerazioni calcistiche, quel modo ormai abusato di criticare la propria squadra che sta tra l’ironico, il sarcastico, il volgare e la condanna senza appello. Sembriamo tutti dei professorini, capiamo tutto solo noi, ci aspettiamo sempre di vedere livello di partite tipo semifinali di Champions League, e vorremmo vedere crocifissi certi giocatorini che giocano con i nostri colori.
Pur capendo certe esternazioni, certe ataviche reazioni dovute alla pancia, noto sempre più frequentemente che tendo a dissociarmi da tutto ciò. Non mi va più di intrupparmi tra le fila dei tifosi di questo tipo, non dico certo di rassegnarmi alle mezze calzette che giocano nella nostra squadra, ma l’amor proprio, un po’ di umiltà e la voglia di vibrazioni positive che ad ogni inizio stagione voglio avere, mi portano a distaccarmi da tutta questa negatività.
Ieri sera non si è giocato bene, ma fino al loro primo goal qualcosa si era visto. La cosa brutta è che la squadra si è persa in un dramma esistenziale una volta andata sotto di un goal. Lavorare sull’autostima, sulle certezze, sulle sicurezze e sullo spessore psicologico sarà d’obbligo. Nell’ultima parte della gara sono entrati tre titolari (Banega, Candreva, Icardi) e si è visto il cambiamento, sebbene non abbia portato a nulla. De Boer ieri sera si sarà fatto una idea precisa degli elementi che ha a disposizione. Questa sconfitta gli sarà servita per comprendere meglio i meccanismi mentali e tecnici inceppati.
Che dire della terza maglia? Pigiama, Sprite…sui social si è detto di tutto. Personalmente non la trovo così orrenda e mi fanno davvero ridere quelli che “ma i colori del club, dove sono?“. Siamo nel 2016, il capitalismo e il marketing governano il mondo e noi ci sorprendiamo se abbiamo una terza maglia così? Certo, anche io vorrei che si tornasse alle strisce nerazzurre degli anni sessanta e alla seconda maglia bianca con la striscia trasversale dei nostri colori sociali, vorrei inoltre i pantaloncini neri e i calzettoni neri col bordo blu. Se è per questo vorrei che le scarpette fossero tutte Adidas nere con le tre strisce bianche, e non gialle, viola, spaiate o fluorescenti. I tempi sono cambiati, l’Uefa impone nuove regole riguardo colori di magliette, pantaloncini e calzettoni, e il marketing ordina di differenziale stili e colori. Mi sembra poi che ogni anno si tenda a disapprovare sempre e comunque ogni nuova maglietta presentata.
Io aspetto ottobre per eventualmente buttarmi giù. Stiamo cercando la nostra strada e non è facile dopo tutto quei cambiamenti e turbamenti. Se in ottobre saremo ancora la solita vecchia Inter degli ultimi sei anni, mi unirò al coro delle critiche.
Confido nell’allenatore, nella nuova proprietà, nei giocatori. Handanovic, Ansaldi, Miranda, Banega, Kondo, Joa Mario, Candreva, Perisic, Eder, Jovetic,Icardi, Gabriel Barbosa…non mi sembra una squadra da niente, con un paio di nuovi difensori saremo un gran bel gruppo. La proprietà ha grosse possibilità finanziarie, è assai determinata e non difetta certo in carattere. Una volta compiuto il passaggio di consegne, quando avremo un AD italiano e figure di riferimento precise, saremo a posto.
Per ora quindi non mi deprimo più di tanto, credo in Frank e in Zhang Jindong, sarà un grande INTER.




































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