Questa autobiografia rispecchia in pieno il personaggio che racconta, Rod infatti non si tira indietro, le pagine contengono quello che è e dunque capelli ad istrice, atteggiamento da sbruffoncello, voglia di godersi la vita, una leggerezza tutto sommato umile e semplice, orgoglio scozzese, grandi bevute, grandi scopate, musica che senza troppi problemi passa dal rock blues, all’easy listening, al rock and roll sguaiato, a ballate piene di miele, ad accenti elettronici ed infine a classici confidenziali americani.
Rod però racconta anche le pieghe meno nobili della sua vita, le cose che gli fanno meno onore e per questo bisogna rendergli merito, rock star come ad esempio Jimmy Page non credo saprebbero raccontarsi in modo così candido.
Queste (auto) biografie delle grandi rockstar inglesi confermano il fatto che se eri nato negli anni quaranta in Inghilterra o meglio ancora nei dintorni di Londra e avevi un minimo di talento musicale, un po’ di determinazione e una gran passione per la musica che stava sbocciando negli anni sessanta, beh caro mio, era fatta. Rod ha avuto il culo di avere una gran voce, ma soprattutto di essere nato in quel contesto.
Senza essere un autore naturale, o uno showman particolare, è diventato – tra JEFF BECK GROUP, FACES e SOLISTA – una delle grandi rockstar dei nostri tempi. Fino agli anni ottanta ha fatto dischi comunque godibili (seppur discutibili), poi si è perso, per ritrovarsi negli anni duemila con la serie THE GREAT AMERICAN SONGBOOK, 5 episodi eleganti e per niente male ma adatti ad un pubblico maturo o ai casinò di LAS VEGAS. Troppo per uomini di blues come noi.
Confesso però che personalmente ho sempre avuto un debole per ROD, l’ho sempre scusato e accettato per quel che è e devo dire che i due suoi concerti che vidi negli anni ottanta (MISANO 1983 e ARENA DI VERONA 1986) sono stati molto, molto divertenti.
Il debole che ho per lui è dovuto in parte alla versione di PEOPLE GET READY che insieme a JEFF BECK fece nel 1985, una delle canzoni della mia vita…e un video che ho sempre amato moltissimo…
Strano poi i pensieri che fanno queste rockstar: per ROD l’album CAMOUFLAGE è il suo ritorno al rock and roll dopo dischi commerciali come BLONDES HAVE MORE FUN…mah…
BLONDES HAVE MORE FUN (col grande CARMINE APPICE alla batteria):
CAMOUFLAGE:
Ad ogni modo, autobiografia gustosa (l’unico momento noioso e il capitolo dedicato ai figli).





















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