Archivio | Tim’s blues RSS feed for this section

Ottenebrato in ottobre (the battery blues)

31 Ott

Con ottobre calano i barbari dal nord, ed infatti anche quest’anno incontro RISE, il mio amico finlandese, ledhead come me. Ha lasciato moglie e parenti a FIRENZE ed è venuto a REGIUM LEPIDI per pranzare con lo smilzo di Nonantola. Quest’anno i miei impegni non ci permettono di più, ma ci accontentiamo anche solo di queste tre orette. RISE mi promette di farmi copia in bluray della LZ Reunion Collection (Live Aid 85/ Atlantic 88 / Rock And Roll Hall Of Fame 1995)… roba da depravati musicali.

Tim & Rise

Tim & Rise (notare la maglietta de IL TRONO DI SPADE) – Foto di ST

Lavoro, badantaggio da Brian, lavoro, ricette per Brian, lavoro, visite mediche di Brian, lavoro, poi blues sul lavoro, blues nella vita, blues nella blues mobile. Facendo un sunto: lavoro, Brian, a casa la sera, Sky. Mi chiedo se la vita sia tutta qua, o meglio se la vita che riesco a produrre sia tutta qua. Meno male che c’è la groupie che mi fa ridere con la sua cresta biondo platino… mi sembra un po’ PINK e un po’ un giocatore della seconda squadra di Milano… El SAURAwi appunto. Da morir dal ridere anche vedere il gatto PALMIRO aggirarsi tra le stanze buie della casa con gli abbaglianti accesi…

Il gatto Palmiro

Il gatto Palmiro

Se non altro con la CATTIVA COMPAGNIA abbiamo ripreso a far le prove, e trovarmi fianco a fianco con LORENZ a far ruggire le nostre LES PAUL mi fa sempre bene all’animo.  CHEAP TRICK, AEROSMITH, BOSTON, DEEP PURPLE, BAD COMPANY… quando POL chiama CUSTARD PIE, ci diamo di piombo ZEPPELIN. A fine pezzo mi sorprendo sempre di come questa band riesca a suonare i pezzi dei LZ nella giusta maniera (o almeno è così che mi sembra). POL in verità è più un purpleliano, ma come canta i pezzi dei LZ lui… nessuno mai, e non se rende nemmeno conto. Proviamo poi anche un paio di nostri brani: VENTO DI MAESTRALE e ED E’ UN ALTRO LUNEDI’. Tutto l’hard rock del mondo nel primo (con un grande LELE e una grandissima Saura nello stacco lento), tutta la disperata malinconica dolcezza nel secondo. Non dovrei scriverlo, lo so, queste due sono canzoni mie, ma quanto cazzo mi piace suonare i nostri pezzi con questa band.

Logo bianco 2012 aggiornato

Di nuovo lavoro, discussioni e confronti in ufficio, discussioni e confronti nelle sale riunioni dei clienti, discussioni e confronti con me stesso… STEVEN TYRRELL che dà del ‘bagiano’ a TIM TIRELLI, TEAM TEERALLY che dà del “sempio” a STEFANO TIRELLI, TIRELLI TIM che se ne fotte e si mette ad ascoltare in cuffia i FIRM (live in Albuquerque, Tingley Coliseum, 18/03/1985 soundboard)

Alla domenica quando non sono di turno da Brian, mi faccio un cinegiappo con la groupie. Bevo una birra cinese da 66 cl, un caffè corretto sambuca e ci aggiungo un doppio Southern Comfort, e per il mio fisichetto da due soldi sono già oltre la soglia, ma questo stato invece di regalarmi quell’allegria incosciente che tanto mi è cara, mi fa precipitare in un blues autunnale. Non vado nemmeno alla Fiera del Disco di Regium Lepidi, segno che qualcosa non va, avrei bisogno di un altro caffè ma non ho nessuno con cui prenderlo… Polbi è in Michigan, Jaypee ormai mi ha sostituito con Lorenz, Lorenz è in tour con i Bad Sisters, Bessi starà guardando la nebbia al di là del porto, Beppe Riva si starà preparando a vedere l’Inter, Giancarlino Trombetti si starà preparando a vedere la J**e, Liso starà ascoltando Caravanserai, Picca si starà ancora riprendendo dopo aver saputo che uscirà un box set di 14 cd di Leo Sayer , Riff sta guardando quel cazzo di Superbike, March sarà a Roma dalla Lara, Mixi in giro per il mondo, Doc starà suonando Brown Sugar, France’ starà sognando di essere a Scilla a fare immersioni, Dan starà scaricando qualcosa da Dimeadozen, Lorenzo Stevens-Athos-Sutus-Frank-Mario chissà che cazzo staran facendo, Dennis è in Qualchestan, Mikebravo starà ascoltando qualche oscura registrazione degli Yardbirds con Page, Bodhram sarà alle prese con i King Crimson post 1981, LucaTod si starà chiedendo cosa succederà a Dylan Dog viste le novità in arrivo, Axl starà ascoltando Music From Another Dimension, Alexdoc starà mettendo in ordine i suoi bootleg dei Fleetwood Mac, Baccio sarà alle prese col ratio di Dimeadozen, Pigi starà ancora festeggiando l’exploit della Maggica…

Povero me! Povero me! Povero me!
Non ho nemmeno un amico qualunque per bere un caffè
Povero me! Povero me! Povero me!
Guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è
Povero me! Povero me! Povero me!
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me.
Povero me, povero me, povero me, povero me
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che é

Passa un’altra settimana e poi il dramma: sabato mattina a Ninentyland con Brian, caffè in centro nel bar pasticceria di una mia vecchia conoscente (basta con i bar dei cinesi, sussurra qualcuno) e poi salto all’anagrafe per rinnovare la carta d’identità dopo aver fatto 4 fototessera nel celebre negozio nonantolano FOTO FABIO. La mia vecchia amica Amedea sta servendo un altro cittadino, così io cado preda di un’altra impiegata, che conosco, lo so, ma non metto a fuoco la sua identità.

Imposta il tutto, prende le tre foto, registra i dati, poi mi guarda e fa “statura 1,78, occhi castani, capelli… beh stanno diventando un po’ bianchi, il documento vale  per 10 anni e tra dieci anni eh …metto capelli brizzolati!”. La guardo con fare sbigottito, protesto, ma le mie proteste hanno lo stesso effetto di quelle di GIGI SIMONI in quell’ infame J**E – INTER del 26 aprile del 1998. Scuoto la testa. Smadonno in silenzio, obnubilato e confuso esco dall’ufficio… va bene che si invecchia, va bene che ho una (in)certa età, va bene che qualche capello è ormai dello stesso colore di quelli di JOHNNY WINTER, ma vi sembro uno con i capelli brizzolati, porca di quella madosca?

Di nuovo in centro, Brian incontra l’unico amico che ancora riconosce: MARIO SITTI. Mario, che è naturalmente a conoscenza dei problemi di mio padre , cerca di controbattere alle sue domande un po’ fuori luogo con una dolcezza infinita eppur risoluta nella sua emilianità. Lo sa, MARIO, che non saranno ancora tante le volte che si vedranno, così cerca di vivere nel migliore dei modi le ultime passeggiate per Ninentyland col suo vecchio amico. Mentre l’inquadro per la foto, o mentre li vedo camminare nel vialetto che porta alla Rocca, non posso non accorgermi dei commoventi color pastello che l’autunno dipinge intorno a loro…

Brian e Mario a Nonantola - 26-10-2013 - foto di TT

Brian e Mario a Nonantola – 26-10-2013 – foto di TT

Mi lascio andare alla nostalgia anche io incontrando volti e facce che hanno fatto parte della mia adolescenza e giovinezza… la ragazza della pasticceria, LINO BORGHI mio ex collega che abbraccio con fervore (seppur sia bianconero), MAURIZIO ZOBOLI figlio di Fabio e fratello di LENCIO, AMEDEA la responsabile dell’ufficio anagrafe, appunto. Tra tanti volti sconosciuti e tante facce di etnie diverse, il riconoscere volti familiari mi fa di nuovo sospirare per il mio paese natio.

Mentre parecchio più tardi ritorno verso BORGO MASSENZIO, mi godo tutta la dolcezza di questo ottobre, di questo anticipo di estate di San Martino, di questi colori in cui esplode l’autunno. La vite coltivata a tirelle e maritata a grosse querce che vedo mentre mi addentro nelle terre reggiane, è un balsamo per il mio animo…

Vite coltivata a tirelle maritata a vecchie querce, nei pressi di STIOLO (RE) – foto di TT

I colori sono gli stessi della copertina di BROTHERS AND SISTERS, e allora che ALLMAN BROTHERS siano…

Con GREGORY e RICHARD a spartirsi la tavolozza dei colori, arrivo a destinazione in traquillità con la blues mobile che rolla placida sulle country roads…

SAMSUNG

Alla domus saurea mi concedo un ultimo valzer tra gli splendidi colori autunnali…

Domus Saurea Flora Aurea - foto di Tim Tirelli

Domus Saurea Flora Aurea – foto di Tim Tirelli

Domus Aurea Flora Aurea - foto di TT

Domus Aurea Flora Aurea – foto di TT

La sera l’INTER vince col VERONA, mi pare che le cose si sistemino, ma mai abbassare la guardia: il blues vigliacchino è sempre dietro l’angolo.

Domenica: ore 9, in garage, sto per andare da Brian. Infilo la chiave nella blues mobile, non succede nulla. Non un alito di vita. La batteria, porca di quella puttana. Va beh, capita, facciamo buon viso a cattivo gioco. La groupie mi presta la sua CLIO pre-nuragica (come direbbe il PIERO MARRAS di FUORICAMPO). Arrivo da Brian, parcheggio, salgo,  (ma non mi sovviene di pensare che è una macchina di vecchia generazione, una di quelle che quando le spegni devi assicuarrti aver spento i fari) dopo qualche ora scendiamo e torniamo a Ninetyland per un caffè. Parcheggio, beviamo un caffè, ci trastulliamo un po’, risaliamo sulla CLIO 307.000 (sono i km che ha) e… non succede nulla. Batteria andata! Là, piantato a Nonantola, per la seconda volta nella stessa giornata rimasto a piedi con la batteria a zero e con un Brian ormai in confusione. Passo un paio d’ore nell’incazzatura più nera, non tanto per la doppia sfiga/distrazione, ma per il fatto che nel condominio de Lasimo nessuno ha i cavi per ricaricare batteria. Se vi abitassero delle olgettine capirei, ma zio cagnone ci abitano dei marcantoni mica da ridere… beh, nessuno con i cavi. Nelle case di fronte lo stesso. Risolvo chiamando GIPI,lui di sicuro i cavi li ha. Con l’aiuto de Lasimo e della groupie, che viene in soccorso con la macchina di sua madre, risolvo anche questa. Andare da Brian ormai è diventato uno sport estremo.

Break Down Car

Meno male che POLBI mi chiama da Detroit, che per telefono sento anche BEPPE RIVA, che tra poco ci sarà il sinodo degli illuminati del blues di novembre e che su twitter ho un follower che di nome fa… MIIIIIIIIICK RAAAAAAAALPHS!

BAD CO 1976 - da sx a dx: Boz Burrell, Paul Rodgers-Simon Kirke e MICK RALPHS

BAD CO 1976 – da sx a dx: Boz Burrell, Paul Rodgers-Simon Kirke e MICK RALPHS

Follow you follow me ( c’è Mick Ralphs che segue Tim)

28 Ott

Vengo da settimane impegnative, piene di fastidi, di blues, di ombre…presto ne leggerete un sunto in uno di miei soliti scritti autunnali…anche questa inizia in salita, fatico, ansimo, smadonno e poi d’improvviso mi arriva un’email dove mi si dice che MICK RALPHS ha iniziato a seguirmi su Twitter…

Mick Ralphs mi segue su twitter

…e così la notte si fa chiara, il vento si mette a gonfiare le mie vele e le stelle a riempire i mei sogni…no,perchè, ecco, diobono, mica uno qualunque, oh. MICK RALPHS, sì proprio lui, MICK RALPHS, the one and only MICK RALPHS… MICK RALPHS, the god himself. Come sia possibile non lo so… il blog? I miei continui rimandi alla BAD COMPANY su Facebook, Twitter e Google +? Boh, quel che che so è che adesso uno dei miei follower su Twitter è MICK RALPHS. Zio can, MICK RALPHS. Trop togo.

Chissà, magari al prossimo sinodo degli illuminati del blues c’è anche lui.

The one and only MICK RALPHS

The one and only MICK RALPHS

L’ “avtunno”, l’integrazione e il vecchio Brian

5 Ott

Grigio e umido sabato autunnale. Io e Lakerla di primissima mattina siamo già in giro. Ci mandiamo sms per confortarci a vicenda. Mentre attraverso la campagna, penso che solo un sabato fa era piena estate, e che in centro a Mutina per un mini sinodo insieme a Picca, Jaypee e Lorenzo Stevens, sotto la Ghirlandina in piazza Grande, dopo un pranzo a base di e tortelli di zucca e bollito, si stava da Page.

TRES HOMBRES: da sx a dx JayPee, Tim, Picca - Foto di Lorenzo Stevens

TRES HOMBRES: da Sx a DX: JayPee, Tim, Picca – Foto di Lorenzo Stevens

Invece oggi il cambio di stagione si inizia a sentire e a vedere.  Entro da Brian che, in pigiama, esordisce con:“Tim è arrivato l’avtunno”. Lo lavo, lo preparo e usciamo. Restiamo a Mutina, troppo cotto per andare a Ninetyland. Caffè e paste al bar di Chen il cinese, spesa e chiacchiere lì al centro commerciale New Tower. Brian si ferma a parlare con gente che non riconosce più. Un vecchio di 85 anni, che vengo a sapere Brian conosce da almeno 40 anni,  e che si tiene in forma spazzando la corte interna del New Tower, mi dice che lo fa per tenersi in forma, altrimenti se si adagia sulla poltrona a guardare la TV “per me l’è finida”. Con la stessa nonchalance mi informa che ha perso sua moglie due mesi fa.

Stiamo parlando davanti al negozio MEDITERRANEO – ARTICOLI ORIENTALI gestito da un nordafricano di mezza età che viene ad aggregarsi. Mi sorride, attento ad essere gentile, cercando in maniera discreta di sentirsi parte del gruppo. Cerco, per quanto possibile, di tenere i discorsi di Brian incanalati su terreni comprensibili, Khalid (non conosco il suo nome ma lo chiamo così) se ne accorge, ma mi fa cenno che capisce e che non devo preoccuparmi. Il vecchio modenese parla di politica e del cavaliere nero caduto – sembra – finalmente in disgrazia. Commento e alla fine mi scappa, in modenese stretto,  un “Mo’ dio canta an s’pol menga”. Khalid, ride. In quel momento mi è sembrato uno di noi, intendo dire…uno perfettamente integrato. Mantiene sempre un atteggiamento sempre un po’ reverenziale che la dice lunga su meccanismi vecchi di secoli, ma Khalid ormai è un modenese.

Entriamo al Conad, non prima di aver salutato la zingare seduta per terra all’entrata. La guardo negli occhi, si vede che non è abituata alla cosa. Mi sorride ma con un punto interrogativo gigante che le si accende sul viso. Facciamo la spesa. Usciamo, lascio qualche spicciolo alla zingara. Magari è una vittima del racket delle elemosine, ma non riesco ad evitare quel piccolo gesto. Mi viene in mente una frase che ho sentito tante volte: “ste atenti ca ghè di singànai in giro!” (state attenti che ci sono degli zingari in giro).

GipsyGirl

Ci fermiamo all’edicola della LITTLE CROSS…La GAZZA dello sport, la REPUBBLICA, il MANIFESTO. Nel lunotto della blues mobile bagnato di gocce di pioggia Brian scrive “W TE”. Il TE è riferito a me.

Che tenero che è diventato Brian. Lo osservo, dietro il velo dell’alzheimer credo di scorgere il giovane Brian…

Il vecchio Brian - foto di TT

Il vecchio Brian – foto di TT

Il giovane Brian (1958 circa)

Il giovane Brian (1958 circa)

Torno verso Borgo Massenzio. Ancora preda di un STEVE VAI kick, mi godo ad alto volume EAT ‘EM AND SMILE  e SKYSPCRAPER di DAVID LEE ROTH, due magnifici album di big hard rock americano. L’approccio alla take no prisoners (seppur scanzonato) del primo, gli accenti progressive del secondo… spettacolo…

Arrivo alla domus saurea, osservo lo squarcio prodotto dai due boscaioli (i genitori della groupie). Scuoto la testa.

Domus Saurea, l'opera dei boscaioli.

Domus Saurea, l’opera dei boscaioli.

Pranzo. Bistecca e birra media. Caffè, doppio southern comfort. Crollo sul letto. Mi alzo alle 18, subito dopo aver sognato che stavo per morire e che stavo scrivendo una lettera d’addio agli illuminati del blues. Avevo appena iniziato quella a Picca. Zabaione, frutta.  Sullo stereo READY AN’ WILLING degli WHITESNAKE.

Rising with the morning sun
I turn to greet the dawn,
Knowing I must face another day
Sleepless night behind me,
Just a memory of pain,
My heart has always been a cross to bear

Mi accingo a guardare INTER-ROMA.

Just another saturday for the ordinary bluesman…

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

The crazy world of Tim Tirelli’s enlightened men of blues: CORSO DI PREPARAZIONE ALLA MORTE

28 Set

L’altra mattina mi chiama Ronnie, gli parlo con piacere, è una dozzina di settimane che non ci sentiamo, forse di più. Il lavoro, la donna che vive in un’altra città, il duro mestiere di sopravvivere…tutte cose che ci portano ad attraccare a porti diversi durante le tempeste. Con Ronnie oltre a parlare di fighe e dei “migliori dischi di tutti i tempi”, finiamo spesso a filosofeggiare sul senso blues della vita, o almeno della nostra vita. Entrambi uomini di una (in)certa età, ci lasciamo scivolare lungo la discesa ardita della contemplazione del futuro, sulle incertezze a cui andiamo incontro, sui cocci dei cento sogni infranti su cui siamo costretti a camminare, sulla percezione del senso del limite (come diceva Julia) che poi è il succo della crisi di mezza età. Insomma, le solite esuberanti tristezze di cui noi uomini di blues siam soliti discorrere mentre ci beviamo un southern comfort o un caffè corretto sambuca.

Ad un certo punto mi dice “Sai, per cercare di dominare l’ansia relativa a quel che sarà ho partecipato ad un corso di preparazione alla morte”

Di quello che ci siamo detti da quel momento in poi non ricordo nulla, rammento solo di aver pensato “Ma che cazzo di amici fighissimi ho?” Perché no, voglio dire, non è che partecipiamo a questi corsi o che ci fiondiamo in analisi introspettive su questi temi per diletto o strane manie, no, cazzo, è che l’uomo di blues affronta, cerca di capire, vuole sapere. Pur non amandola, l’uomo di blues, non teme la morte falciatrice…

074646591826

PS: Ronnie numero uno!

Uno per la vigna (The Autumn Song)

19 Set

Quando ero piccolo l’autunno cominciava in modo univoco il 23 settembre, da un po’ di tempo si tende invece a farlo iniziare invece il 21…è un errore, l’estate è la stagione più duratura e bisogna considerare l’orbita terrestre, quindi l’equinozio d’autunno cade un paio di giorni dopo il 21, il 23 settembre appunto…questa superficialità che sento in tivù, mi infastidisce sempre. Nel mio animo ad ogni modo l’autunno sboccia il giorno in cui inizia la vendemmia, quando col cuore gonfio di nostalgia rimembro i mesi di settembre passati dal nonno a vendemmiare, in quel periodo magico che si sviluppava tra la fine dei sessanta e l’inizio dei settanta. Ho scritto più volte qui sul blog che ho un rapporto carnale con la vite, d’altra parte il mio cognome è avvinghiato a questa pianta meravigliosa, essendo “l’allevamento a tirelle” un metodo di coltivazione che vedeva la vite “maritata ad un tutore vivo su cui si reggeva  (soprattutto all’olmo)”. Ricordo mio nonno Ettore, padre di Brian, gridare ad uno dei suoi figli “Dai, finès cla tirella.”

Mattina: lascio il posto in riva al mondo, percorro la stradina “lunga e tortuosa”, mi accorgo che Ronzoni gira per l’aia di casa sua con pantaloni e giacca blu da lavoro, un cappello di paglia in testa, volto lo sguardo e nella vigna di fronte cavagni per terra, un carro, gente che vendemmia: è iniziato quello che Brian chiama “avtunno”, con la vu.

Borgo Massenzio - vendemmia 2013

Borgo Massenzio – vendemmia 2013

Invece di immalinconirmi con musica bluesy, rispolvero uno dei più bei dischi live di sempre quello di BOB SEGER AND THE SILVER BULLET BAND…

Al pomeriggio in  giro tra Mutina e Stonecuty attraverso un forte temporale ascoltando LOREDANA BERTE’ alle prese con la TRAMPLED UNDERFOOT italiana…

e col suo rock…

Capito poi a Nonantola di prima mattina in questo metà settembre, lo studio del mio medico (e amico) John Louis (Gianluigi insomma) si è trasferito in piazza Gramsci, in pieno centro e mentre lo attraverso sento il sole sulla faccia, respiro l’aria fresca, gioco con le ombre tra le mura medievali dell’antico borgo; prima di tornare in ufficio mi fermo a Mutina da Brian, lo porto a prendere un caffè. Ci raggiunge anche mia sorella…mi chiedo se mai ci ritroveremo ancora tutti e tre insieme in un caffè a metà mattina in settembre. Brian si mangia la svedese e mi chiede quanti anni ho, sparo la cifra altissima a cui sono arrivato e mi dice “per me te t’è un zuvnèn” (per me sei un giovanottino)…c’è tanta tenerezza in quel zuvnèn, usato al posto di zuvnòt (giovanotto). Ah, caro vecchio Brian.

Al pomeriggio per lavoro mi fermo da Raffa allo studio fotografico di Scandilius….sembra indaffarato sugli scatti dei nostri clienti comuni…

S.E. -  Scandilius

Raffa - S.E. Scandilius

Raffa – S.E. Scandilius

mi avvicino, e scopro che invece sta contemplando le (belle) foto contenute nel suo recente libro…everybody has a dream…

Raffa contempla le foto del suo libro - foto di TT

Raffa contempla le foto del suo libro – foto di TT

Insieme alla groupie la sera vago per le FESTE DELL’UNITA’ di Regium Lepidi e di Mutina; come sempre finiamo negli stand dedicati alle librerie… notiamo sempre più che gli scaffali sono invasi da un sacco di titoli usciti dopo il successo di gente come DAN BROWN e GLENN COOPER …

SAMSUNG SAMSUNG SAMSUNG

Forse dovrei cercare anche io di darmi al thriller storico e scrivere la TRILOGIA MEFISTOFELICA NONANTOLANA : L’ABBAZIA DEL MISTERO, SANGUE NELLA PIEVE, I TEMPLARI NERI DELLA CHIESA DI SANTA FILOMENA, e dopo il successo pubblicare il seguito: I GUARDIANI DELLA TORRE DELL’OROLOGIO

La cripta dell'abbazia di NNT

La cripta dell’abbazia di NNT

Templari nell'abbazia di NNT

Templari nell’abbazia di NNT

La Pieve di San Michele Arcangelo di Nonantola

La Pieve di San Michele Arcangelo di Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Torre dell'orologio di NNT

Torre dell’orologio di NNT

Nel mio girovagare avanti e indietro mi immergo completamente negli umori dell’autunno, l’aria della mattina si fa frizzante e io la taglio mentre nella blues mobile attraverso la Via Emilia ed osservo la vita che scorre…sullo sfondo della terra arata di fresco che assume quel colore che sta tra il marrone scuro e il grigiastro, il negro attende l’autobus alla fermata mentre parla la telefono, la donna di mezza età fa footing avviluppata da una tuta improbabile e con un passo che la fa assomigliare ad una papera ancora intorpidita dal sonno, l’autista del nordest europeo in zoccoli e con il portafogli assicurato ai jeans da una catenella chiede informazioni stradali al gestore di un distributore…la blues mobile rolla tranquilla sullo stradone Herberia-Stonecity mentre la BANDA MUSICALE DI MANISCALCO FOLLATORE (la MARSHALL TUCKER BAND insomma) lì nel car stereo canta il proprio amore per una certa VIRGINIA…

mentre cerca di spingere lontano i miei blues….

Quando poi parte il flauto di CAN’T YOU SEE il mondo parte per un’orbita tutta sua, e io mi ritrovo a galleggiare sopra ad aria sonora di incredibile potenza emotiva. La MARSHALL mi trasporta verso abissi di tristezza per poi farmi risalire verso vette altissime…sconquassato, obnubilato, confuso ma tutto sommato felice, mi ritrovo sotto l’ufficio e spegnere la musica in quel momento è una violenza inaudita che pratico a me stesso. Ma devo lavorare e così lascio che TOY CALDWELL suoni solo nei miei pensieri.

La sera ritornando verso Borgo Massenzio, ascolto STREET LEGAL di BOB DYLAN…

…e ancora mi lascio suggestionare dall’atmosfera settembrina, i raggi del sole ormai al tramonto danno alla domus saurea quel riflesso speciale, quel velo di malinconica beatitudine che avvolge tutto in una sorta di candore autunnale… l’aria non sa più d’estate, l’uva è pronta per essere raccolta e un altro anno si avvia alla fine…

Domus Saurea in settembre - foto di TT

Domus Saurea in settembre – foto di TT

Domus Saurea in Settembre - foto di TT

Domus Saurea in Settembre – foto di TT

Me ne salgo in casa e, dopo cena, capisco che forse anche Palmiro sente l’arrivo dell’autunno, viene ad accoccolarsi accanto a me, quasi ne sentisse i primi spifferi…

Palmiro & Tim (foto della groupie)

Palmiro & Tim (foto della groupie)

Settembre, la vendemmia, i colori della campagna che si infiammano prima di spegnersi, il crepuscolo, il cambio di stagione…il mood giusto per l’uomo di blues.

TT - one for the vine  - sett 2013

TT – one for the vine – settembre 2013

Il sinodo di fine estate degli illuminati del blues, la fiera di Bagnolo In Piano e la modenesità perduta

5 Set

Il dramma si compie gli ultimi istanti del sinodo: è da poco passata l’una di notte, mi accingo a salutare l’ultimo confratello… El Pique, the Pike Boy, Stivanèin Piccagliàn, (Picca insomma) ringraziandolo per il dono recatomi (Il live THE SONG REMAINS THE SAME su CD versione non rimasterizzata, il TSRTS vero insomma, che inspiegabilmente non avevo in CD):

TIM: “Va beh dai, alòra as sintòm” (Allora ci sentiamo)

PICCA “Tim, mo dio canta, te tee un nunantlàn, t’en po brisa parlèr acsè, te’m per un arsàn” (Tim, god sings, sei un nonantolano, non puoì mica parlare così, mi sembri un reggiano”)

In un secondo elaboro il fatto: mi sto reggianizzando. Aiuto!

Avrei dovuto usare “Sintàm” e non “Sintòm”.

Modenese di nascita, ma reggiano di origine (genitori e tutti i parenti), il mio dialetto fino a poco manteneva comunque l’accento di Modena, sebbene usassi diversi termini propriamente reggiani tipo sarabìga (zanzara); le prime vocali di pollo, bolla, rosso le pronuncio ben chiuse, alla modenese, e non aperte come fanno quei finocchietti dei reggiani. Ora però la mia modenesità vacilla, mi scappano dei “fa gninto” invece dei “fa gninta”, dei “at salòt” (come uno Zucchero qualunque da Roncocesi), dei “sintòm/andòm/a fòm”. Dall’altra sera sì aperta ufficialmente la crisi dell’identità dialettale, e ora vago disperato chiedendomi chi sono e da dove vengo. E dire che la serata si era svolta in  maniera impeccabile. Malgrado alcuni confratelli mancassero, alcuni con giustificazione (Liso, Jaypee, Sutus), alcuni senza e per questo declassati al grado di Roadies del blues (Athos e March), lo spirito volava alto tra le menti tormentate dei fratelli di blues. Ritrovo alla Festa dell’Unità provinciale di Regium Lepidi, cena al ristorante ADRIATICO, caffè corretto offerto da Riff, capatina alla bancarella dei cd e degli LP, salto in libreria e assemblea in uno stand deserto dopo uno dei soliti incontri politici.

Illuminati del blues 31-8-2013: da sx a dx: Biccio, Picca, Mixi, Tim, Riff, Francesco, Lorenzo Stevens

Illuminati del blues 31-8-2013: da sx a dx: Biccio, Picca, Mixi, Tim, Riff, Francesco, Lorenzo Stevens

Si erano toccati temi importanti quali “l’impatto dell’immigrazione sulle nostre città” e dell’incredulità nel vedere che nessuno della sinistra (area politica di cui più o meno facciamo parte quasi tutti) ponga la questione, lasciando che le sole lega e destra dialoghino con le pance degli italiani. Senza perdere la tenerezza e i valori universali insiti nell’uomo occorre trovare (o almeno provare) qualche soluzione: i modenesi ormai non frequentano più Modena, i reggiani fanno lo stesso con Reggio. Le minoranze etniche che si spartiscono i luoghi di aggregazione cittadini poi si odiano a morte. Io nostri sindaci, pur essendo buoni diavoli, non possono continuare a parlare in termini trionfalistici del successo dell’integrazione nelle nostre città. Zio can, mo dove?

La inesauribile verve di Picca aveva reso comunque la discussione piacevolissima e divertente. In my book, the Pike is the fucking number one.

Un’ultima nota, molto positiva: la Festa provinciale dell’Unità di Reggio Emilia sabato sera era imballata di gente. La fila per entrare al ristorante Adriatico era di parecchi metri fino alle 22,30 passate. Suonava Max Gazzè, quindi non si può nemmeno dire che si fosse riempita perché che so, suonavano i Pink Floyd, Zucchero, Vasco o Liga. Che una sera ogni tanto la gente rinunci a star davanti alle televisioni è un buon segno.

Lunedì sera accompagno la groupie a Flumen Baniolus: c’è la fiera del paese che prevede una sfilata di moda a cui partecipa Lapatty sorella della groupie, o meglio i capi del suo negozio di intimo. Alcune modelle sfileranno al ritmo di un cd che ha preparato la groupie, così andiamo a vedere l’effetto che fa. La cosa che mi sorprende maggiormente è l’aria dimessa della fiera. Non riesco a crederci: BAGNOLO è un paese di circa 10.000 abitanti e chiamano fiera sei bancarelle sei appoggiate sulla via principale. Più che in Emilia sembra di essere a Sarajevo durante i black out dovuti alla guerra di Bosnia. E dire che davanti al palco dove si svolge la sfilata la gente è accorsa numerosa, c’è un’evidente voglia di star fuori, di aggregazione; ma bastava voltare lo sguardo per accorgerrsi che si trattava di una delle fiere più lofi che io avessi mai visto. Al confronto la country fair di luglio a Nonantola sembra il Festival di Knebworth del 1979 (la serata del 4 agosto) …

In attesa che arrivi il turno della sfilata della sorella della groupie, faccio un giro per Bagnolo: davanti ad un bar con uno spazio all’aperto si esibisce un gruppo musicale, trattasi di gente di una certa età alle prese con una qualcosa di indefinibile. Scarsa tecnica, terrore del palco, nessuno in grado di comunicare qualcosa. Un ragazza (probabilmente la moglie) si avvicina al palco e scatta una foto al tastierista cantante. Una tristezza infinita. Dico alla groupie: “Se dovessi finire così ti autorizzo a sparami un colpo in testa”.

Tra una sfilata e l’altra un paio di conduttori cercano di riempire i tempi morti improvvisando chiacchierate in dialetto reggiano stretto. Presentano poi un tributo a SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI, ed è qui che va in scena l’incredibile: un gruppo di anziani entra sul palco sulle musiche del celebre film/musical, vestiti in stile country ma anni ottanta, iniziano a muoversi goffamente cercando di portare a casa qualche passo di danza accettabile, senza riuscirci. Sono basito. Mi chiedo che ci faccio lì, il gap nel mio confronto interno tra Modena e Reggio aumenta.

Anziani in ordine sparso che s'imbalzano sulle note di SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI - foto di Saurit

Anziani in ordine sparso che s’imbalzano sulle note di SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI – foto di Saurit

Finalmente la sfilata de Lapatty: sulle note di WUTHERING HEIGHTS entrano le prime modelle e via via tutte le altre muovendosi timidamente sulle musiche scelte dalla groupie: ELO, GERRY RAFFERTY, ALAN PARSON. Quando parte CARPET OF THE SUN dei RENAISSANCE guardo la groupie sorridere sorniona e compiaciuta, e mi chiedo se qualcuno lì intorno sa chi cazzo erano i RENAISSANCE. Chiusura sulle note di ROCKET MAN di ELTON JOHN. Gli unici 15 minuti di buona musica sono quelli offerti dalle sorelle TERENCESON. Brave ragazze.

Sfilata del negozio "Momenti"

Sfilata del negozio “Momenti”

In macchina, tornando a tarda sera vero Borgo Massenzio, io e la groupie non riusciamo a trovare una stazione che trasmetta musica decente. Oltre alle immondezze musicali trasmesse dalle radio commerciali, anche le stazioni più serie non trasmettono nulla di buono…solo quel pseudo rock moderno che piace a chi non piace la musica. Sfiniti ci appoggiamo su RADIO CAPITAL che passa un pezzo dei METALLICA. Arrivati in cortile spengo la macchina, devo pulirmi le orecchie da quel pattume sonoro…inserisco THE SOUTHERN HARMONY dei BLACK CROWES…parte l’intro di THORN IN MY PRIDE…quelle chitarre e quell’organo mi riportano l’equilibrio…la groupie si mette a suonare l’air bass, io faccio finta di essere RICH ROBINSON, mentre la notte scende profonda sulla campagna nera…

Al mattino ho ancora l’animo non sistemato, me ne accorgo dai cd da sentire in macchina che scelgo: CLASH e RAMONES. WHITE RIOT mi veste bene stamattina ma ascoltare i CLASH col batterista lofi è difficile, così opto per quelli col grande TOPPER HEADON…I FOUGHT THE LAW e così sia.

La sera sono al GRANDEMILIA, e abituato come sono a fare la spesa all’ARIOSTO di Reggio, mi pare di essere su di un altro pianeta: Modena I love you. Mentre torno alla domus saurea sono prigioniero della contrapposizione MO-RE. Il richiamo delle radici contro il senso d’appartenenza alla terra su cui sono nato. Bel dubbio amletico.

Stamattina, in giro per Stonecity con ancora quelle nubi nel cervello, mi rivolto nei pensieri; poi d’un tratto mi chiedo perché mi faccio di questi problemi…e capisco tutto: mi infilo i Ray Ban, spingo i FOREGNEIR nel car stereo, alzo il volume e – dopo aver comprato l’ultimo CLASSIC ROCK UK e il suo spin off BLUES (con MUDDY WATERS in copertina) – rollo lungo le freeway del distretto ceramico che è un piacere. Oh yeah, baby!

Down by the seaside blues

28 Ago

C’è chi critica l’andare al mare in Romagna (salvo poi tornarci ogni estate), io ringrazio il Signore dell’Oscurità per l’opportunità concessami anche quest’anno: rinnovare il battesimo, immergermi nelle acque del mare Adrias Kolpos (che è un mare molto blues) insomma mi permette di purificare l’anima, di bilanciarne la spinta sulfurea, di fare il pieno di iodio in attesa di traghettare la mia esistenza attraverso un altro gelido inverno. Certo, anelo alla possibilità di solcare mari esotici, di visitare città tipo la grande mela oppure quella per cui occorre mettersi dei fiori nei capelli prima di arrivare, di girare un po’ il globo terracqueo … ma quando non è possibile, sono felice di riuscire a godere appieno anche i pochi giorni spesi sulla nostra riviera.

Il nostro litorale mi fa tornare bambino, non occorre molto, sono un uomo di blues incline alla malinconia e alla nostalgia, giusto un odore particolare, un riflesso del sole che maestoso sorge dal mare bastano per farmi tornare indietro di 40 anni e più: in giro con mia madre alle 7,30 del mattino a fare la spesa, i MR NO, gli ZAGOR e i COMANDANTE MARK comprati all’edicola, i capelli biondi di URSULA…

TEDESCHI A POMPOSA: Ursula (in basso) e in piedi da sx a dx sua madre, Brian, sua sorella, suo padre - Lido Di Pomposa inizio anni settanta

TEDESCHI A POMPOSA: Ursula (in basso) e in piedi (da sx a dx) sua madre, Brian, sua sorella, suo padre – Lido Di Pomposa inizio anni settanta

Se poi vado ancora più indietro, verso la fine degli anni sessanta, vedo i “bunker” costruiti dai tedeschi nella seconda guerra mondiale che ancora dominavano le spiagge dei lidi ferraresi…

Lido di Pomposa (FE) fine anni sessanta - il Bunker dei tedeschi - Tim (primo a sinistra) e i suoi amici. In piedi (prima a sinistra) Lalli Tirelli.

Lido di Pomposa (FE) fine anni sessanta – il bunker dei tedeschi – Tim (primo a sinistra) e i suoi amici. In piedi (prima a sinistra) Lalli Tirelli.

Qualche giorno dunque sganciato dalla gestione del vecchio Brian, dai problemi legati al lavoro, dal rimbalzare continuamente tra Borgo Massenzio, Stonecity e Mutina. La prima giornata è preda del brutto tempo… tempesta, vento, mare mosso e anche io non sono a posto, non ho ancora staccato, le crisi d’ansia si susseguono senza sosta, leggo, dormicchio nella stanza d’albergo, guardo il mare in attesa che i venti di Thor smettano di soffiare …

TT contempla il mare - foto di LST

TT contempla il mare – foto di LST

Torna poi il sole, e allora mi adagio sul lento e placido rollio dell’Adriatico, mi immergo nelle sue acque, mi stendo al sole ad asciugare, vado con la groupie a mangiare il pesce nei ristorantini sul mare…

Ristorantino sul mare - foto di LST

Ristorantino sul mare – foto di LST

e mi godo la libertà che da sei mesi a questa parte la dispepsia funzionale mi dispensa: Ceres gelate e gelati da monello…

TT: Ceres gelate - foto di LST

TT: Ceres gelate – foto di LST

Gelati da monello - foto di LST

TT: mangiando improbabili gelati (come fossi un cinno) - foto di LST

TT: come fossi un cinno – foto di LST

Osservo l’umanità: un anziano che verso le 18 del pomeriggio legge L’UNITA’…

L'uomo che leggeva L'UNITA' - foto di TT

L’uomo che leggeva L’UNITA’ – foto di TT

…russi che arrivano al ristorante sul lungomare in costume e senza ciabatte e che riescono a convincere il titolare (che in un primo momento non voleva farli entrare) a farli pranzare almeno sotto al pergolato…

Russi senza bon ton - foto di LST

Russi senza bon ton – foto di LST

…e poi guardo il mare, meditabondo, mentre in cuffia, in modalità random, passano alcune delle migliori musiche che la razza umana sia mai riuscita a create:

THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY – GENESIS

NOTHING LEFT – JOYHNNY WINTER

TEN YEARS GONE – LED ZEPPELIN

HEAVY LOAD – FREE

1983 – VAN HALEN

READY FOR LOVE – BAD COMPANY

YOU SEE ME CRYING – AEROSMITH

I’M GOING HOME – TEN YEARS AFTER

EXCUSE ME – PETER GABRIEL

TAKE A PEBBLE – ELP

DON’T SAY YOU LOVE ME – FREE

ALL THE LOVE OF THE UNIVERSE – SANTANA

…e mentre ascolto ogni tanto guardo le persone, quasi tutte si accontenteranno di accennare ad uno sfasato passo di danza mentre la sera, passeggiando, si avvicinano al locale che propone l’immancabile latino-americana commerciale: una delle schifezze più ignobili che attraversano il pianeta. Non mi sento superiore, ma solo più fortunato, molto fortunato: poter godere del ROCK, quello vero, è sempre più un privilegio.

In spiaggia però mi avvicina un tipo: sto leggendo CLASSIC ROCK UK con in copertina i BLACK SABBATH…è Marco, bassista degli ANGEL WHINE tribute band del gruppo di Tony Iommi. Ci mettiamo a parlare, i musicisti rock finiscono sempre per trovarsi.

La sera porto la groupie in versione SPEED QUEEN a correre nei kartodromi e come sempre mi sorprendo del talento che questa emiliana verace, questa reggiana dagli occhi di ghiaccio ha per i motori (e la musica): nella prima gara è seconda su undici, nella seconda gara è prima su ventiquattro. Ha la classe di VALENTINO ROSSI e la geniale irruenza di MARC MARQUEZ. Che tipa la groupie…

La groupie e il numero magico - foto di TT

La groupie e il numero magico – foto di TT

Quando non siamo ai Kartodromi, sbirciamo le esibizioni dei vari gruppi che animano il lungomare: uno piuttosto lofi alle prese con un brano di BOB GELDOF, un trio un po’ bislacco alle prese con un repertorio più duro. Ci fermiamo a guardare questi ultimi: il cantante chitarrista è un tizio ben messo, calvo, in calzoni corti, il bassista è un nerd alto con la barba che se ne sta in disparte a suonare un basso a sei corde (solo per questo sei già bocciato, amico) e un batterista con grandi cuffie. Arriviamo che sono alle prese con THE JACK degli AC/DC, il pezzo successivo è loro ma è molto simile a IT’S A LONG WAY TO THE TOP IF YOU WANNA ROCK AND ROLL sempre del gruppo dei fratelli YOUNG. Dopo poco ce ne andiamo, ma l’approccio del frontman non è male. Ci crede il ragazzo.

Un paio di curiosità: due nessi che girano in spiaggia col metal detector in cerca di chissà quali tesori nascosti e un negozio di abbigliamento sul Porto Canale dal nome particolare:

Due nessi col metal detector - foto di LST

Due nessi col metal detector – foto di LST

Abbigliamento STAIRWAY TO HEAVEN...mah! Foto di Saura Terenziani

Abbigliamento STAIRWAY TO HEAVEN…mah! Foto di Saura Terenziani

Per il resto piacevoli conversazioni-bisticci a tarda sera con la groupie su chi sia il miglior tastierista del mondo (il mio KEITH EMERSON contro il suo RICK WAKEMAN) mentre beviamo Lemonsoda ghiacciate (lei) e una tisana calda bollente (io…va beh che la dispepsia sembra essersi calmata, ma non svegliamo il can che dorme…)

La groupie alza la cresta quando si tratta di difendere RICK WAKEMAN - foto di TT

La groupie alza la cresta quando si tratta di difendere RICK WAKEMAN – foto di TT

Poi, quasi all’improvviso tutto finisce, si riparte, ci si ritrova di nuovo alla domus saurea e al pomeriggio già in ufficio. Vita grama. Sento Dennis, gli chiedo se è ancora in qualchestan, a lavorare là nell’Europa dell’Est profonda; mi dice di sì, e aggiunge che deve trovare un modo per restare vicino ai suoi amori: l’Alessandra (la sua nuova compagna), i suoi figli e Ruben (che poi sarei io). Dennis che mi ama (in senso virile, of course) e che mi vuol star vicino. Vacca! Sento anche AMDUSCIA, una testadipiombo con cui sto approfondendo l’amicizia. Ci mandiamo email in codice molto divertenti. Parliamo ovviamente del dirigibile di piombo e delle voci riservatissime che riusciamo a cogliere circa i progetti futuri, ovvero quelle benedette deluxe edition che da tanto sono in procinto ad essere pubblicate. I tre porcellini stanno di nuovo litigando, chissà se troveranno mai un accordo. Avrei tanto bisogno di nuovo piombo zeppelin.

Rivedo poi Brian, gli faccio di nuovo da badante, ritorno a rigettarmi nel lavoro, penso alle piccole cose che dovrò affrontare nei prossimi mesi e mi chiedo, in questa fresca mattina di fine estate, se la vita sia davvero tutta qui. Diretto in ufficio affronto la grande curva ai piedi delle colline, nel car stereo i FLEETWOOD MAC di TUSK , nell’animo una quieta burrasca…

…but never have I been a blue calm sea
I have always been a storm
always been a storm
ooh always been a storm
I have always been a storm…

White summer blues

16 Ago

Estate bianca, lenta, gravida di umidità. Ti svegli nel letto e provi un disagio implacabile, un peso che ti schiaccia il petto…apri gli occhi e ti accorgi che il gatto Palmiro sta dormendo su di te… 6,4 kg che ti premono sul costato.

Palmiro - foto di LST

Palmiro – foto di LST

Ma c’è anche il disagio nel vedere tutti questi uomini che vanno in giro con le braghe corte, il calzino corto, col cervello corto, magari anche il pisello corto. Non manca quasi mai il tatuaggio sul polpaccio o sull’avambraccio. Alcuni, con i sandali, alcuni con l’infradito, alcuni col mocassino. Ecco la faccenda del mocassino mi distrugge (ma non quanto il sandalo) e quanto ti accorgi che anche il tuo dio del rock in una delle sue recentissime fotografie ha la stessa mise, il mondo sembra crollare. Voglio dire, MICK Fucking RALPHS della original BAD fucking COMPANY in braghe corte e mocassino come uno zio Fedele qualunque…mah!

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

Il disagio però viene anche dalla ultima visita che ha fatto Brian per la valutazione delle funzioni cognitive, il referto parla chiaro “…peggioramento…demenza grave…“. Brian lo vivo tutti i giorni, sono conscio del suo scivolare verso l’abisso, ma vederlo scritto non è che faccia piacere. Per la sua gestione ci stiamo pensando io e mia sorella con l’aiuto di un signora 2/3 ore al giorno, ma presto non sarà più sufficiente. Ecco allora che abbiamo iniziato a vagliare le possibilità di metterlo in una struttura. L’incontro col direttore di una di queste è una di quelle cose che non avresti mai pensato di fare, entrare nell’atrio, fare un giro, vedere 70 vecchi non certo in forma; cerchi di adattarti alla cosa, di vedere i lati positivi della struttura, le attività giornaliere niente male, la palestra, la lettura dei giornali, la cura che gli operatori hanno nel gestire gli ospiti…poi vedi anche la suorina indiana che viene mezz’ora al giorno a recitare il rosario, la statua della madonna a grandezza naturale con l’aureola illuminata e pensi che se un giorno finirai tu dentro ad una struttura come quella tirerai tante di quelle madonne che finiranno per cacciarti. Per entrare privatamente la lista d’attesa è di 4/5 mesi, e nel caso dovrai tirare fuori alcune centinaia di euro per coprire la parte che la pensione e l’accompagnamento di Brian non coprono. Bei pensieri, non c’è che dire.

Continuo comunque a portare fuori BRIAN, sebbene la cosa si faccia sempre più difficile e mi sorprendo ad osservarlo sempre più spesso, mentre fa le cose che gli dico di fare, mentre guarda la televisione e mi mette  tristezza vederlo annaspare alle prese con le azioni quotidiane più elementari. Lo metto poi alla prova, chiedendogli nomi dei suoi familiari, l’unico che ricorda sempre è quello di Ettore, suo padre. Mentre si fa la barba, gli dico “Da Brian che ci facciamo una foto, facciamo le facce da nessi” e lui sta al gioco…(“nessi” viene da “nescio”, ignaro, colui che non sa, e in emiliano “stupidotto”), riesce ancora ad afferrare certi giochetti mentali…

Tim & Brian: facce da nessi

Tim & Brian: facce da nessi

Fuori, tra la gente, Brian rinasce, il problema è che si ferma a parlare con tutti, ma per gli altri è sempre più complicato seguire i suoi ragionamenti. In macchina Brian mi dice cose che mi sciolgono il cuore: “Sei bravo, son contento che sei mio figlio” oppure “T’è al miòr om dal mond” (sei il migliore uomo del mondo). Lì per lì rido e gli dico che non è vero, poi mentre torno a Borgo Massenzio, da solo in macchina mi commuovo, e penso a quante altre volte ancora riuscirò a portarlo in giro. A volte mi chiede di portarlo a casa sua a Villa Bagno (frazione di Reggio dove è nato), così mi tocca spiegargli che le cose son cambiate e che ora vive a Modena. La cosa dapprima lo sorprende poi sembra capire. Lo guardo dritto negli occhi il mio vecchio e cerco di capire se è ancora con me, sono sicuro di sì…

Brian a Nonantola agosto 2013 - foto di TT

Brian a Nonantola agosto 2013 – foto di TT

A Ninentyland incontro anche Lasimo, la mia ex compagna. mentre beviamo un caffè penso al fatto che sia davvero una gran cosa che i nostri rapporti siano ancora così buoni, che ancora ci si preoccupi l’uno dell’altra, 14 anni di vita insieme che non sono finiti nel cesso. Meno male. Dopo gli aggiornamenti di prassi mi dice che nella compilation DRIFTING INTO TIME PASSAGES (che ho assemblato recentemente insieme a Picca) c’è un pezzo meraviglioso “Babe degli STYX, che pezzo ragazzi! Non lo conoscevo! Il cantante ha una voce che ROBERT PLANT la vede col lanternino“. Lasimo, ah!

Il K2 di Ninetyland ha cambiato gestione, ennesimo bar ad essere ora portato avanti da cinesi. Prima del loro avvento 2 caffè e due paste costavano 4,40 euro, adesso 3,80. Sono l’unico nonantolano all’interno del bar (Brian ha vissuto qui ma è nato a Reggio), nordafricani, slavi, asiatici…non è semplice adattarsi alla società che cambia. Mi sento un forestiero nella mia città.

Mentre girovago con Brian tra bar, Conad e parcheggi vedo cose che mi fan capire una volta di più che l’umanità non ha futuro: macchine di una bruttezza estrema…

Macchine di una bruttezza estrema - Modena zona Crocetta - foto di TT

Macchine di una bruttezza estrema – Modena zona Crocetta – foto di TT

e volanti di peluche…

Volanti di peluche - Modena Zona Crocetta - foto di TT

Volanti di peluche – Modena Zona Crocetta – foto di TT

Oltre ad aver perso JJ CALE e il mio amico ADRIANO VETTORE, in questi giorni se ne è andato anche ALLEN LANIER dei BLUE OYSTER CULT…

Allen Lanier dei BOC

Allen Lanier dei BOC

Per il resto sopravvivo in attesa di qualche giorno sulla nostra riviera. Sgironzolo  qui nei paraggi della domus saurea, ne osservo il verde…

Domus Saurea agosto 2013 - foto di TT

Domus Saurea agosto 2013 – foto di TT

i girasoli giganti dell’orto …

I girasoli giganti dell'orto della groupie - foto di TT

I girasoli giganti dell’orto della groupie – foto di TT

i grandi getti d’acqua che innaffiano i campi lì intorno…

Borgo Massenzio - watering the meadows - foto di TT

Borgo Massenzio – watering the meadows – foto di TT

I prugni pieni di prugne…

I prugni della domus saurea - foto di TT

I prugni della domus saurea – foto di TT

Insieme alla groupie salvo  poi dalle grinfie di Palmiro un piccolo di gazza caduto da un frassino lì vicino, lo nutriamo, lo teniamo un notte con noi ed infine lo portiamo alla sezione della LIPU di Regium Lepidi…

La groupie e il gazzettino - foto di TT

La groupie e il gazzettino – foto di TT

Durante le notti rosa di Regium Lepidi faccio un salto in centro, passeggio con la groupie sottobraccio, contemplo le architetture della città, mi fermo a guardare gli UNFORGETTABLE suonare classici senza tempo. Con la cantante (la Stefi Montanaro) e il chitarrista/bassista (Sal Bonito) improvviso poi una jam session qui in garage durante una grigliata organizzata dalla groupie. Pur venendo da mondi lontani io e SAL riusciamo a comunicare, pentatoniche e modo misolidio che si incontrano e s’intrecciano. Mica male. C’è poi una certa soddisfazione vedere SAL suonare ed ammirare la mia LES PAUL CUSTOM e il FENDER JAZZ BASS della bassista preferita.

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro - foto di LST

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro – foto di LST

Alle Massenziadi (la festa paesana di Borgo Massenzio che si protrae per buona parte dell’estate) quest’anno vado a vedere la MERQURY BAND. 7 anni fa li vedemmo al FUORI ORARIO e da allora io e la Saurit siamo fan di FERDINANDO ALTAVILLA. Ci sono un nuovo bassista e un nuovo chitarrista rispetto alla formazione che conoscevamo; lo show è gradevole, FERDI non è più quello di 7 anni, ma il tributo – pur ormai di routine – è sincero. Durante la presentazione dei membri del gruppo suonano anche IMMIGRANT SONG dei LED ZEPPELIN. Ah.

MerQury Band - Live in Massenzatico 2013 - Ferdinando Altavilla - foto di LST

MerQury Band – Live in Massenzatico 2013 – Ferdinando Altavilla – foto di LST

Aiuto poi la groupie a stirare. O meglio, lei stira ed io cerco di piegare la biancheria. Le ho comprato poco fa un’ asciugatrice affinché fatichi il meno possibile per quell’incombenza…mi sento sempre in colpa. Così non appena l’asciugatrice finisce “stiriamo” e pieghiamo tutto subito. Per circa 40 minuti piego magliette, slip, boxer e calze e li ripongo nei cassetti del comò in camera. Poi le chiedo “Sono bravo?” e lei “Sei volenteroso” e sottovoce “ti manca l’usta” (usta, dal dialetto emiliano-romagnolo “intelligenza, furbizia, buon senso, senso pratico, saper fare le cose”).

Palmiro aiuta nello stiraggio - foto di LST

Palmiro aiuta nello stiraggio – foto di LST

Me ne vado a capo chino e mi dico che “An s’è mai vest Johnny Winter mèter a post al mùdanti” (non si è mai visto JOHNNY WINTER mettere a posto le mutande).

Riesco a fare un salto a QUARIEGH e a prendere un caffè con lo Zio Tonino, fratello maggiore di Brian, che a 87 anni vive da solo in una struttura per anziani autosufficienti. Parliamo dei tempi che furono, mi faccio spiegare per l’ennesima volta alcune cose relative al ceppo Tirelli, parliamo in dialetto reggiano stretto, cerco di farlo sorridere.

Lo Zio Toni e Tim - foto di LST

Lo Zio Toni e Tim – foto di LST

Nel ritornare ci fermiamo 5 minuti in una via in cui mi piacerebbe abitare…

Street of the Hell - foto di LST

Street of the Hell – foto di LST

Faccio poi le cose che si fanno qui in Emilia, tipo andare a mangiare il gnocco fritto dalla LUCY, la madre della groupie. Gnocco fritto e affettato, lè, acsè al colesterolo l’è a post.

La groupie e la Lucy friggono il gnocco - foto di TT

La groupie e la Lucy friggono il gnocco – foto di TT

Per il resto vado con Jaypee e le due groupie alla Festa Dell’Unità di Bosco Albergati a mangiare il pesce, la location è sempre spettacolare, ma la musica che esce dalla zona concerti, dai vari stand e dalle varie zone musica è orribile. Penso a Paolino Lisoni che quando è al mare e sente nell’aria la stessa cosa si chiede incazzato “Ma che cazzo di musica di merda ascolta la razza umana?”. Quando poi passiamo vicino al ristorante brasiliano, ormai in chiusura, che spara quell’accozzaglia di suoni che spacciano per musica latino-americana mentre le cameriere do Brasil ballano , mi vien da vomitare. Puah.

A proposito di Liso, ci sentiamo via sms, è al mare e si ascolta BOB MARLEY. Anche Picca è down the seaside, sta leggendo le biografie di SPRINGSTEEN (immagino non sia la prima) e quella di MICK JAGGER. Sento anche BICCIO, e mentre lo sento cerco di organizzare il sinodo di fine estate alla Festa provinciale di Regium Lepidi. Vedere i confratelli del blues mi fa bene all’anima. Ne ho un gran bisogno.

ASMR…quasi come MUSIC al minuto 4:44 (e 5:10)

25 Lug

Son entrato in un nuovo tunnel: quello dell’ASMR. Qualche giorno fa leggevo il blog del nostro PICCA sulla Gazzetta Di Modena, nell’ultimo post parlava dell’ASMR ovvero della RISPOSTA AUTONOMA MERIDIANO SENSORIALE, da allora sono consapevolmente schiavo di quella piacevole sensazione di formicolio al cuoio capelluto, lungo la schiena o sulle spalle di solito accompagnato da uno stato di completo rilassamento mentale di chi la sperimenta. Essa è suscitata da diversi stimoli, principalmente visivi, uditivi o tattili, percepiti da un soggetto in maniera passiva.

http://figadein-modena.blogautore.repubblica.it/2013/07/17/io-che-credevo-di-essere-un-pervertito-e-invece-ero-solo-un-asmr/

asmr

Fino all’altro giorno ne ero ignaro, o meglio non avevo mai riflettuto sulla cosa, certo ne ero consapevole. Come il nostro Pike Boy sono uno che in certe situazioni riceve i tingles, quegli stimoli gradevoli di cui sopra; me ne accorsi da piccolo a messa nell’abbazia di Ninetyland. Il lento salmodiare del prete un giorno scatenò in me una deliziosa sensazione…il cuoio capelluto, il collo, le spalle sembravano preda delle increspature d’aria date da un delicato volo di farfalle. Non ci feci troppo caso, non mi scattò l’autoanalisi, ma come successe al giovane PICCA raggiunsi l’estasi mistica, vidi un fascio di luce luminosa e all’improvviso mi apparve l’arcangelo Gabriele…

L'arcangelo Gabriele

L’arcangelo Gabriele

…in preda agli “sgrisori” descritti da Picca stesso cercai di iniziare a vendere l’Italia al chilo, ma poi tutto passò e tornai alla mia normalità fanciullesca. Quelle sensazioni piacevolissime tornarono ogni volta che la supplente delle elementari si metteva a sussurrare qualcosa, oppure quando sentivo e  guardavo qualcuno (soprattutto di sesso femminile) parlare sottovoce magari muovendo le mani in un certo modo.

Ora so che questo “stato” si chiama ASMR, e che ci sono moltissimi esseri umani a cui – in certe occasioni –  scatta involontariamente questa cosa. Il problema è che ora il tema ASMR sta prendendo piede su facebook e su youtube così si è sempre più portati a ricercare il bottone dello start che metta in moto quella seducente sensazione…

Io, ragazzi, non riesco più a farne a meno, sono costantemente su youtube, il video di Diana Dew è perennemente in loop…ho sempre la pelle d’oca, alla base della nuca mi si sono formate galassie fatte di sensazioni soddisfacenti, vortici di brividi appaganti mi avvolgono le spalle e un inquietante stato di rilassamento-eccitamento mi pervade dalla mattina alla sera…un po’ come sentire continuamente il minuto 4:44 ( e 5:10) di MUSIC …e poi,  dato che anche stavolta immancabilmente siamo finiti a parlare di musica, se ci pensate bene, ASMR è l’anagramma di ARMS…

Southern Comfort

19 Lug

Pacchetto arrivato adesso da Amazon Italia…

Allman & ZZTop