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Brian, il growing older blues, i football blues e i rainy days

3 Feb

Brian rincula, accusa il colpo, barcolla…ma non cade. Alle prese da tre anni con l’alzheimer, che in questi ultimi mesi è passato alla fase grave, tiene comunque botta, non cede, resta ancestralmente attaccato alla riva del precipizio, in modo quasi inconsapevole. Qualche settimana fa, in una fase di lucidità, è andato incontro alla depressione, quella però che ti fa capire che è ancora con noi. Più volte per telefono mi diceva, mischiando dialetto reggiano e italiano”Ah, Tim, per me ormai l’è finida”. Se non ero troppo teso riuscivo a dirgli “ma no, Brian, dai, farai come tua nonna, andrai avanti fino a 96 anni”, ma dopo la ventesima telefonata nel giro di un paio d’ore non riuscivo a trattenere il “va beh, è così, e di chi è la colpa, mia?” al che lui, lucidamente, rispondeva “Ah, no, è la natura!”.

Allora mi scioglievo e cercavo di sforzarmi di capire questo vecchio di 84 anni, che oltre a sentirsi confuso, ad annoiarsi, ad aver bisogno di qualcuno per fare qualsiasi cosa, e a non riconoscere più nessuno, deve gestire anche la lucidità che lo porta a riflettere sul fatto che è nelle ultime fasi della sua vita. Mi chiedo come mi sentirò io alla sua età, se mai ci arriverò (e chissà in quali condizioni poi).

L’altra sera l’ho accompagnato all’appuntamento semestrale con la geriatra specializzata in anziani con disturbi cognitivi. Subito Brian non voleva andare alla visita, non ne capiva il motivo. Poi, una volta uscita la dottoressa dall’ambulatorio per chiamarlo, ha sfoderato tutto il suo bon ton.

Nei primi venti minuti la visita consiste in un tête-à-tête tra il paziente e la dottoressa, senza parenti…io ero lì, nella sala d’aspetto, nel vecchio ed ex ospedale Estense di Mutina, riconvertito a polo ambulatoriale. Sentivo la dottoressa dirgli: “ripeta dopo di me: casa, pane, gatto”… oppure “quanto fa 100×7?” e io pensavo al povero Brian in difficoltà. Osservavo la porta dell’ambulatorio, con i relativi cartelli per gli utenti scritti con font diversi. Mi soffermavo soprattutto sul foglio indicante il nome dell’ambulatorio e il nome della dottoressa posto, con nastrate di scotch alla buona,  dove un tempo doveva esserci un porta targa vero e proprio. Ebbene, lo sfondo del cartello era di un rosso pesante e la scritta in nero. Ora, oltre al fastidioso accostamento cromatico dell’aspetto calcistico, le scritte erano poco leggibili. Ma perché, mi chiedo, perché?

Geriatrics out-patients department at Mutina ex Estense Hospita (foto di TT)

Geriatrics out-patients department at Mutina ex Estense Hospita (foto di TT)

Una volta entrato  constato con la dottoressa di come mio padre sia una sorta di caso clinico positivo, di come i medicinali di contrasto all’alzheimer su di lui facciano effetto e di come il suo sia un lento, seppur inesorabile, planare. Che poi abbia ancora il riflesso incondizionato di chiamarmi al telefono, e di farlo da solo, è una cosa davvero straordinaria. La dottoressa ci chiede il permesso di citare l’esempio di mio padre nei seminari a cui parteciperà. Naturalmente diamo l’ok. Riassumendo, la fase grave è conclamata ma non ci sono peggioramenti se non, appunto, il lento scivolare, fisiologico, verso l’abisso. Brian percepisce che la visita è andata bene, o forse è una mia impressione, ma essere in giro con i suoi figli, vedere gente, è una panacea.

Mentre torno a Borgo Massenzio, ascolto bootleg del 1984 degli WHITESNAKE a Spokane…

Whitesnake Spkane 1984 bootleg artwork

e quindi a Mosca nel 1997 con TONY FRANKLIN al basso…

Sabato mattina, same old blues: sveglia alle 7, spesa per Brian al Conad del NewTower a Mutina, quindi lavaggio e vestizione di Tirelli senior. Pure stavolta mi lascio andare ad istinti irrefrenabili: perdo la pazienza e vomito addosso al povero Brian tutta una serie di riflessioni negative sul nostro rapporto, gli rinfaccio l’inverosimile, lui reagisce spaurito, anzi dapprima tenta una reazione determinata e logica, ma poi soccombe sotto al mio fuoco incrociato. Bella personcina che sono, prendere a male parole un vecchio confuso….ma è più forte di me, non riesco a contenermi. Una volta però svuotata la bile, riprendo il rapporto affettuoso di parte di questi ultimi anni. Lo vesto (tono su tono of course) in modo giovanile, gli asciugo i capelli, lo accarezzo, gli do un bacio e riporto il nostro rapporto sui giusti binari. Brian rinasce, sorride, ride, parla. Andiamo a far colazione da Chen il cinese, lì al bar del NewTower, il quale in realtà si chiama con un nome il cui suono (per l’orecchio di un europeo) è uan. Come si scriverà? Wan, Uan, One? Uno dei clienti fa lo spiritoso: “Ciao Uan Tu Tri (One Two Three insomma)”. Uan-Chen ci vede e viene a salutare: “Ciao Linno, ciao Steffano”, “ciao Uanno”. Poi aggiunge “Forza Italia!” e io di cortesia “Forza Cina”. Ma poi mi affretto a concludere: “Non intenderai mica Berluskoni, vero? An t’azarder menga Uan!”.  Obi Wan “Chenobi” scoppia in una di quelle risate un po’ isteriche tipiche degli asiatici e torna al banco.

Il cielo è grigio, ci fossero 7 gradi in meno sarebbe un tempo da neve, così guardano in the sky inizio la litania “fiocca, fiocca”, Brian mi fa il verso ma alla sua maniera “gnocca, gnocca!”, non è elegante ridere delle difficoltà di un vecchio (con o senza l’alzheimer), ma trovo la cosa molto spassosa. Andiamo a prendere i giornali e poco distante dall’edicola dico “dai Brian mettiti in posa che ti faccio un foto”…

Brian enjoys the saturday morning (foto di TT)

Brian enjoys the saturday morning (foto di TT)

Domenica mattina: di nuovo da Brian. Pranzo e poi caffè da Lasimo a Ninentlyland, e’ stata la mia compagna per 13 anni e più, ma Brian non la riconosce e la chiama “signora”. Lasimo però lo tratta con molto affetto e lui gode di tutte quelle attenzioni. Di nuovo da Brian. Suono la chitarra, e lui mi fa “L’è na bèla sodisfasiòn vèder che te et soun (è una bella soddisfazione vedere che sai suonare)”. Alle 18 lo lascio, ho chiesto il cambio alla signora che ci dà una mano, alle 18,45 c’è il debutto Tv della groupie (more later) e non posso perdermelo.

Arriva poi il momento temuto: la partita J**E – INTER. Risultato finale 3 – 1. L’Inter è l’Inter sono negli ultimi venti minuti dove mette sotto l’odiata armata bianconera, ma nei rimanenti settanta tentenna, singhiozza, latita. Precipito in un burrone di disperazione. Dopo il 3 a 0 spengo la tele, la voglia è quella di scendere in strada e picchiare qualcuno, invece mi mangio un kinder e  accarezzo Palmiro…

il gatto Palmiro (foto di TT)

il gatto Palmiro (foto di TT)

A fine gara chatto su facebook con Picca, Lorri, Fabio e Wilko (e con l’intruso Liso, milanista). Picca e Wilko puntano sull’autoironia, io invece affondo in modo serioso, cercando invano un appiglio andando talvolta sopra le righe. Per me l’Inter è una faccenda seria, e perdere con la J**e  è un dolore profondo, totale, disperato. La notte infatti la passo male, mi sveglio alle 3 e da allora fino alle 6 mi sveglio ogni 15/20 minuti. Alle 6 suona la sveglia: devo accompagnare Brian ad un esame del sangue. Scendo…sono le 6,30 di un lunedì mattina, c’è ancora buio, piove e ieri sera l’Inter ha perso con la Juve. Per rendere la mattina ancor più leggera nel car stereo gira STANZE DI VITA QUOTIDIANA, l’album del 1974 di GUCCINI.

Prelievo a Mutina Medica in Trento Trieste e poi lauta colazione al City Bar. Mi bevo la spremuta mentre leggo la Gazza. Voto all’Inter: 4. Migliore nerazzurro in campo: ROLANDO, voto 6. Là, a sòm a post. Alle 08,15 sono sulla freeway Mutina-Stonecity. Tolgo GUCCINI e metto il bootleg di AL DI MEOLA al Belmont Park nel 1980…

Al Di Meola Belmont Park 23 aug 1980 artwork

…prima GUCCINI, ora un live amatoriale di AL DI MEOLA, di lunedì, in tangenziale, mentre piove…ah!

Bretella Mutina-Stonecity un giorno che piove (foto di TT)

Bretella Mutina-Stonecity un giorno che piove (foto di TT)

… se poi la tangenziale si blocca, il lunedì mattina post J**e-Inter 3-1 diventa perfetto nella sua imperfezione…

Coda sulla bretella Mutina-Stinecity (foto di TT)

Coda sulla bretella Mutina-Stonecity (foto di TT)

Arrivo in ufficio poco prima delle nove, avrei voglia di andare a dormire, ma devo lavorare e allora, con le cuffiette, cerco di trovare un po’ di pace con l’ASMR, Diana Dew naturalmente…

Inizi a piacermi, presidente Thohir

31 Gen

Gli anni del post triplete sono stati disarmanti: dopo essere stato abbandonato dallo special one non mi aspettavo di continuare a vincere, ma nemmeno di finire nell’abisso della mediocrità. Veder affidare l’armata nerazzurra a discutibili figuri come Gasperini, Benitez e Ranieri non mi dava tante speranze, ma con LEONARDO e STRAMA devo ammettere che il cuore tornò a palpitare e a pregustare un nuovo sol dell’avvenire. Non fu così, purtroppo. Ora sono alle prese con un altro campionato finora modestissimo, fuori dall Coppa Italia e dall’ Europa League e con un cambio societario di immani proporzioni. Fino ad ora non mi ero mai espresso su Thohir, ancora troppo legato al Leader MASSIMO (MORATTI) per poter azzardare un giudizio oggettivo.

il leader MASSIMO

il leader MASSIMO

Mi chiedevo come potesse adattarsi un tycoon indonesiano al mondo del calcio europeo, come potesse capirne la storia, le dinamiche, come potesse rilevare le pulsazioni sentimentali al di là del puro business. Poi pian piano iniziavo a notare che Erick Thohir era piuttosto differente dagli sceicchi e dai magnati russi, prima di spendere pareva volesse capire, analizzare, digerire. Così ha fatto, e una volta compreso certe faccende si è mosso in prima persona e con decisione, prima bloccando una stoltissima operazione con la J**e (scambio Vucinic-Guarin praticamente alla pari, con la J**e poi? Ma siamo impazziti?) e poi arrivando in Italia nella settimana decisiva del mercato di gennaio.

Erick Thohir

Erick Thohir

Sembravamo destinati ad un mercato inesistente, rassegnati, ripiegati su noi stessi, incapaci di fare non dico un buon colpo, ma almeno qualcosa di decente…dirigenti in confusione, tifosi rattristati e incazzati, squadra psicologicamente a terra e poi… Erick, il vichingo indonesiano, arriva, rimedia al pasticcio con la J**e, prende D’AMBROSIO dal TORINO, il profeta HERNANES dalla LAZIO e ANDY POLO, un giovane talento peruviano di 19 anni, rifiuta di dar via MBAYE, definisce le regole dei nuovi contratti e in pratica rende noto a tutti che il vento è cambiato, ridando speranza e fiducia al mio cuore nerazzurro.

FC Inter logo

Mi appresto dunque al girone di ritorno con l’animo più leggero, con le farfalle nello stomaco: SAN GEMINIANO, patrono di Mutina (che si celebra proprio oggi 31 gennaio), ha fatto la grazia.

San Zemiàn

San Zemiàn

Sfortunatamente la prossima partita sarà il derby d’Italia, al Cònat Stadium, contro il nemico per eccellenza, la personificazione calcistica del male assoluto… così non riesco nemmeno a godermi questo nuovo forte vento che soffia deciso nelle vele nerazzurre.. .perché sì, quando l’INTER batte la J**e il godimento diventa cosmico, una sorta di nirvana, di beatitudine infernale che dura settimane, un po’ come vedere i LED ZEPPELIN al Los Angeles forum il 3 giugno del 1973…

LZ al LA Forum 3-06-1973

un po’ come avere una tresca con SYLVIE VAN DER VAART …

Sylvie Van Der Vaart

Sylvie Van Der Vaart

un po’ come se BERARDI e MILAZZO decidessero di riprendere a pubblicare il KEN PARKER MAGAZINE…

kenparker

…un po’ come se CHE GUEVARA scendesse dalla croce e facesse ritorno…

Che Guevara crucifixed

… ma se l’INTER perde mi aspetta almeno un mese di lacerazioni interiori, di dolori d’animo, di depressione massima.

Ad ogni modo, se non altro sarò consapevole che le cose stanno cambiando, che il sole tornerà a battere sui nostri volti e le stelle a riempire i nostri sogni. Quindi grazie presidente THOIHIR, inizi davvero a piacermi. Fino alla vittoria, sempre!

W l’INTER, W L’INDONESIA, W I FIRM, W IL SOL DELL’AVVENIRE.

PS: profeta pensaci tu…

Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, il profeta

Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, il profeta

Riflessioni sui PINK FLOYD ai BOSTON Gardens il 27/06/1977 e sull’anno 1977

22 Gen

I PINK FLOYD dal vivo a Boston il 27/06/1977 sono la scelta giusta per quelle mattine in cui hai l’animo traballante e oscurato dalle nuvole, quando senti che l’argine che ti contiene i blues sta per cedere e che le acque fangose ti sussurenno il motivetto di I JUST CAN’T BE SATIFIED per le prossime giornate.

PF19770627_Have A Cigar_Front

Sì, mi piacciono i PINK FLOYD del 1977, quelli non ancora travolti dall’ondata THE WALL ma già scivolati nel limbo, nell’incertezza teologica più profonda relativa al significato di concerto rock. L’IN THE FLESH TOUR (aka THE ANIMALS TOUR) è probabilmente il mio preferito, il 1977 come punto cardine per gli orizzonti perduti del Rock…

L'estate 1977 al MADISON SQUARE GARDEN

L’estate 1977 al MADISON SQUARE GARDEN

i LED ZEPPELIN ormai fuori controllo alle prese con un successo inimmaginabile che li sta divorando, gli ELP che rischiano l’osso del collo e la bancarotta andando in tour con una orchestra di 70 elementi, gli YES del GOING FOR THE ONE tour, quello senza fine (dalla data di Toledo del 30/07/1977 a quella di Parigi del 06/12/1977),  le band di mainstream americano che iniziano a far cassetta, i FLEETWOOD MAC stravolti dal successo di RUMORS, gli EAGLES in giro dal 1976 al 1978 col tour di HOTEL CALIFORNIA, successo interplanetario e vizi di ogni sorta…

PF19770627_Have A Cigar_Back

Sono attratto da quel momento storico: le grandi band che si lasciano andare all’edonismo sfrenato, il sentimento della decadenza che inizia a farsi (e a farti) sentire fortissimo, gli anni ottanta però ancora lontani e gli anni settanta come una grossa rosa ormai sbocciata del tutto, rosa che nel breve volgere di qualche pulsazione cosmica inizierà a lasciar cadere qualche petalo. A differenza però delle altre band senza dubbio più carnali, i PINK FLOYD attraversano questa atmosfera in maniera più intellettuale, angosciante, alienante. La straordinaria qualità della registrazione audience del bootleg di cui stiamo parlando descrive in modo perfetto il mood in questione, aria sonora che racconta di anime tormentate, di condizione umana, dei grandi misteri e delle grandi paure della vita. Il concerto si basa quasi esclusivamente sugli album WISH YOU WERE HERE e ANIMALS, quest’ultimo soprattutto è un disco che ho vissuto in diretta, disco sghembo, contorto, obliquo e, a mio parere, magnifico.

Pink Floyd Boston Gardens 21/06/1977 - space saving cd sleeve

Pink Floyd Boston Gardens 21/06/1977 – space saving cd sleeve

E allora quando ti senti piantato a terra, incatenato alla tua postazione al lavoro, senza speranza e via d’uscita, infili le cuffiette, clicchi su play, arrivano i PINK FLOYD ai Giardini di Boston nel 1977 e ti senti meno solo.

Pink Floyd Boston Gardens june 21 1977 - notes

Pink Floyd Boston Gardens june 21 1977 – notes

Gli Illuminati del Blues festeggiano Jimmy Page, il metodo Tirelli per combattere l’Alzheimer e la playlist di metà gennaio 2014

13 Gen

Il Jimmy Page birthday party è andato oltre alle aspettative: 12 gli illuminati presenti, 12 come gli apostoli…bel segno blues! Il Katamarano Rock trasformato in una cripta dove adorare il solo dio possibile. Colonna sonora a base esclusivamente di LED ZEPPELIN, Suto che addirittura porta la sua copia di OH JIMMY, il libro che scrissi nel 1987, per farselo autografare…

TIM TIRELLI OH JIMMY BOOK 1987   012

Pizza, birre (una anche per me, e che la dispepsia vada a farsi maledire) e un mood adattissimo alla serata. Quando parte STAIRWAY TO HEAVEN, ci alziamo in piedi per un momento di raccoglimento non appena comincia l’introduzione, ripetiamo l’operazione un secondo prima che inizi l’assolo per poi lasciare partire un applauso fragoroso. Alcuni di noi sono presi da una serie di fremiti incontrollabili. Poco dopo, per la serie Katamaranum Lectures, PICCAGLIANI legge TIRELLI: momenti salienti della (miserella) biografia italiana di JIMMY PAGE interpretati alla grande dal magister PICCA. Che ridere ragazzi, noi sì che ricordiamo le risate con cui fa eco la foresta. La serata raggiunge il proprio zenith quando in un impeto di devozione ci raduniamo sotto l’immaginetta sacra e rendiamo grazia al DARK LORD….

09/01/2014- Confraternita degli Illuminati Del Blues di Reggio Emilia & Modena: WORSHIP THE DARK LORD
(Prego notare la posa mistica piena di devozione di John Paul Cappi, al centro in prima fila…)

Tra le mille chiacchiere rock spunta una cosina raccontata da LORENZO: una delle sue figlie gli ha confidato, poco prima che lui uscisse, “Papà, io faccio un po’ di confusione, mi confondo JIMMY PAGE con TIM TIRELLI”. Ricevuta la spiegazione dal padre, la figlia CARLOTTA (di 9 anni) scarabocchia velocemente qualcosa su un foglio: trattasi di ritratto di Tim Tirelli con annessa chitarra, dirigibile e torta di compleanno da consegnarsi al sottoscritto insieme ad una foto di lei mentre suona la chitarra. Inutile dirlo, mi emoziono…Carlotta, I love you.

"Tim Tirelli uomo di blues" di Carlotta Stefani

“Tim Tirelli uomo di blues” di Carlotta Stefani

Carlotta Stefani plays guitar (sulle orme di Jimmy Page)

Carlotta Stefani plays guitar (sulle orme di Jimmy Page)

Ragazzine attirate nel vortice blues, una dozzina di uomini più che adulti che si fanno fotografare mentre adorano un chitarrista inglese di 70anni che ormai non fa più un cazzo, alcune centinaia di anime che si sintonizzano ogni giorno sulle onde del blog…ma cosa cavolo ho messo in piedi? A volte ho paura…

A fine rito ci concediamo un MON CHERI, riempito per l’occasione con del Southern Comfort naturalmente. E’ ora di rilassarci un po’, via i LED ZEPPELIN, dentro la compilation di TIM&PICCA “Drifting Into Time Passages”… l’atmosfera musicale si dilata e si addolcisce ma c’è un ultimo fiotto di tammarriade: parte HERE I GO AGAIN versione radio edit, mi alzo in piedi, mimo il giro della chitarra, canto il testo parola per parola, ci do di AOR, e al momento del ritornello costringo tutti ad alzarsi e a cantare insieme a me…per me, JAYPEE, MIXI, MARCH e LORENZO è piuttosto naturale ma vedere gente come SUTO, PICCA, LISO, MARIO, BICCIO, RIFF e FRANCESCO lì in piedi a cantare COVERDALE fa un po’ impressione… ma d’altra parte, se l’ha fatto il DARK LORD possono farlo anche loro…

Auguri dunque SIGNORE DELL’OSCURITA’, veglia sui tuoi discepoli, rimetti a noi i nostri blues come noi li rimettiamo alle nostre groupies,  inducici in tentazione e liberaci da quella musica di merda che è in voga oggigiorno, sia fatto il tuo hardrock. Amen.

accosciati da sx a dx: JOHN PAUL, SANDRO del KATA, SUTO
in piedi da sx a dx: BICCIO, PICCA, FRANCESCO, MARCH, MIXI, RIFF, TIM, LISO, MARIO, LORENZO

L’indomani mattina è già tempo di correre da Brian e di mettere in atto “Il metodo Tirelli per combattere l’Alzheimer”:

di sabato alzarsi alle 7,30, correre nelle città dove vive il proprio padre, recarsi in un Conad, fare la spesa e raggiungere quindi l’abitazione del genitore con l’animo già scudrigno. Svegliare il vecchio, comandarlo a bacchetta, usare toni alti se rifiuta di eseguire certi ordini. E’ concesso tirare due madonne per stimolare la reazione del proprio padre e rivalersi su certe asprezze relative al rapporto del passato tra i due . Nella stragrande maggioranza dei casi nel tempo che intercorre tra lo spogliarsi, il lavaggio e il vestirsi l’umore del genitore rinasce, da baco a farfalla variopinta. A quel punto è consigliabile mostrare il lato più “stuchino” del proprio carattere: improvvisare un balletto su un vecchio traditional italiano tipo PIVA PIVA L’OLIO D’OLIVA e adattarlo al soprannome del genitore “Zigo Zigo l’olio d’olivo Zigo Zigo l’olio d’olà”. Il vecchio a questo punto, piacevolmente colpito dall’improvviso cambio d’umore del figlio, si unisce al balletto…

Brian aka Zigo balla Piva Piva L'Olio D'Oliva...

Brian aka Zigo balla Piva Piva L’Olio D’Oliva…

Portare quindi il genitore a far due passi con annessa colazione in un caffè et voilà le jeux sont fait .

Brian: ready to rock - foto di TT

Brian: ready to rock – foto di TT

Nel bar di CHEN il cinese ci servono a turno due giovanissime bariste, una carina e una decisamente meno, colpa della basla pronunciata. Sono spesso asciutto in questi frangenti, soprattutto con quella più bella proprio per non fare la figura del maschio sempre ben disposto verso una bella figa. All’inizio mi sforzavo di essere meno imbronciato del solito, ma poi quest’estate la vidi indossare una maglietta di MADONNA e da allora non mi è più interessata nemmeno per le due chiacchiere canoniche cliente-barista. Ma in definitiva, che mi aspettavo, che le piacessero gli WAYSTED?

Nel pomeriggio mi tocca anche fare il pompiere con tanto di scala per cercare di far scendere PALMIRO da un albero su cui era salito…ma lui miagola, graffia, soffia… non vuole che l’aiuti a scendere, vuole farcela da solo, cosa che dopo poco accade. Scusa PALMIR, non sei più un micetto, a volte lo dimentico.

Palmiro can't come down... - foto di TT

Palmiro can’t come down… – foto di TT

In questo inizio anno riprendo i contatti col fantasma di BEPPE RIVA e continuo a mantenere rapporti con i miei amici (mostly ledheads) sparsi per il mondo. RISE, il discepolo finnico, scende in pellegrinaggio fino in Danimarca per raggiungere il sacro suolo dove decollò per la prima volte il dirigibile di piombo… qualche minuto di raccoglimento davanti alla targa (alla cui posa anche questo blog ha contribuito) è ormai un dovere…

LZ plate Gladsaxe 7 sept 1968  (photo by Flemming Hjollund - www,ledzeppelin1968.com)

LZ plate Gladsaxe 7 sept51968
(photo by Flemming Hjollund – www,ledzeppelin1968.com)

Rise rende omaggio alla targa ricordo della prima esibizione dei LED ZEPPELIN a Gladsaxe 7 settembre 1968

Rise rende omaggio alla targa ricordo della prima esibizione dei LED ZEPPELIN a Gladsaxe 7 settembre 1968

Lakerla fa la spesa e mi compra un sacchetto di patatine particolari: alright, Steven Tyrrell yes I am…

Patatite Tyrrell's

La playlist di questo primo scorcio dell’anno:

il remaster di WILD LIFE (1970) dei MOTT THE HOOPLE…

il primo (1977) dei CLASH versione USA (1979)  che trovo più godibile della versione originale inglese (Topper Headon rules!)…

il remaster di RIDES AGAIN (1970) della JAMES GANG…

il remaster de LA CASA DEL SERPENTE (1977) di FOSSATI …

il remaster di STRANGER IN TOWN (1978) di BOB SEGER…

il mini cofanetto ORIGINAL ALBUM SERIES di CURTIS MAYFIELD…

Domenica sera allo stadio di Regium Lepidi a vedere SASSUOLO-MILAN; io, la groupie, Mauro (guitar player dei TACCHINI SELVAGGI e degli ALTAVIA) e Danièl, amico cileno di Mauro, interista per via del grande, grandissimo, inimitabile IVAN ZAMORANO. Siamo nei distinti, sezione C fila 2, praticamente a bordo campo. Circondato da milanisti con un più una nebbia fastidiosa che ti entra nelle ossa, mi chiedo chi me l’ha fatto fare, anche perché dopo 11 minuti siamo già 2 a zero per il MILAN; ma poi BERARDI, prodigio del Sassuolo, tifoso dell’Inter ma in quota J**e, ne fa quattro. Ripeto: quattro. Ad ogni goal salto, gioisco, agito il cuscinetto dell’INTER. Certo, magra consolazione, il MILAN sembra l’INTER di questi tempi. Povere milanesi, che misero campionato che stanno facendo, mentre al lato oscuro (quello bianconero) della forza gira tutto bene. Consolo il mio vicino di posto, un rossonero mai visto e conosciuto che per 70 minuti della gara non ha fatto altro, in un modo quasi ironico, che lamentarsi e tirare delle madonne. Un paio di riflessioni: tutti i tifosi milanisti sembrano amare alla follia KAKA e avere poco amore per MARIO BALOTELLI (io sono venuto allo stadio per vedere lui). Li capisco, SUPERMARIO è di una indolenza quasi insopportabile, ben peggio di quella dei suoi anni nerazzurri, e dire che il ragazzo tifa Milan. Tristezza infinita nell’udire l’urlo delle curve sia del Sassuolo che del Milan in occasione del rinvio del portiere avversario: “merda!”. Usanza arrivata in Italia grazie al “mal ton” innato della J****tus. Che pessima abitudine, che pessimo esempio che diamo ai bambini. Al di là di tutto però bella serata, il football mi piace un sacco e poterlo vedere a due passi da casa è una gran comodità.

Tim Tirelli allo stadio: SASSUOLO-MILAN 4 - 3  - foto della groupie

Tim Tirelli allo stadio: SASSUOLO-MILAN 4 – 3 – foto della groupie

MMXIV: ROBERTO CIOTTI, JIMMY PAGE NEWS & le ZIE BIONDE che amano il blues

1 Gen

Il 2013 si chiude male: ROBERTO CIOTTI se ne va a soli 60 anni. L’album SUPER GASOLINE BLUES del 1978 è uno di quelli che mi ha reso uomo, ho ancora l’LP originale comprato a pochi giorni dall’uscita. WHEN IS MY TIME è stato un  inno per il ragazzino pelleossa che ero nella seconda metà degli anni settanta. La chitarra dobro in TU GRILLO PARLANTE di BENNATO nel 1977 e il vederlo live nel 1981 in trio alla rassegna blues di MARANELLO furono anch’essi grandi momenti personali. Addio, dunque, Roberto.

Il 2014 invece si apre decisamente bene, con l’annuncio tanto atteso sul sito ufficiale di JIMMY PAGE:

” It’s good news for the New Year. The first of the Led Zeppelin releases – comprising of Led Zeppelin I, Led Zeppelin II, Led Zeppelin III and their companion discs – will be released this year. I’ve also been working on some of my own material from the archives that will be unleashed in 2014.”

Era ora, Jimmy, cazzo! A dire la verità le deluxe edition che aspetto con più trepidazione sono quelle che vanno dal IV a PHYSICAL GRAFFITI, perchè a quanto so ci sono undici inediti che vanno dal 1971 al 1975 appunto, ma sia chiaro, qualsiasi cosa ufficiale dei LZ che non sia la semplice nuova riproposizione rimasterizzata degli album ufficiali migliorerà la mia vita. Mi intriga moltissimo anche l’accenno al fatto che quest’anno pubblicherà pure qualcosa di suo, sempre tratto da roba d’archivio. Immagino sarà qualcosa preso dall’ OUTRIDER TOUR del 1988, ma sarebbe una gran faccenda avere nuovi item dei FIRM…fremo al solo pensiero di un box set con i due albun rimasterizzati, un dischetto dedicato a inediti e outtakes e un altro paio con esibizioni live, diciamo (visti i soundboard già apparsi su bootleg) fine 84 e 1986, con la giusta qualità sonora (non mi permetto nemmeno di sognare live inediti).

Jimmy Page 1977

Jimmy Page 1977

Tra il natale e questo primo giorno del 2014 mi sono fatto e mi sto facendo una gran scorpacciata di musica:

…il remaster series ITALIAN PROGRESSIVE ROCK della BTF su licenza WARNER di CARTA STRACCIA del 1977 di ALBERTO RADIUS…

Alberto Radius carta straccia 1977

…il rockettino primi anni ottanta di MISTAKEN IDENTITY (1981) di KIM CARNES in versione AUDIOPHILE RECORDING REMASTERED IN HIGH DEFINITION 96Hz / 24-BIT, album che all’epoca amai molto, quello di BETTY DAVIS EYES ma anche di MISS YOU TONITE…

Kim Carnes Mistaken Identy

…il primo dei MOTT THE HOOPLE rimasterizzato (usando lo stereo mix originale otto piste del 1969) a cura della ANGEL AIR…

Mott the hoople front

Mott the hoople rear

i DETECTIVE, col LIVE (at the Atlantic Studios nel solstizio d’inverno del 1977) finalmente pubblicato dalla GONZO MULTIMEDIA…

Detective Live a007

Detective Live b009 Detective Live aa010

…poi FEELS SO GOOD di CHUCK MANGIONE dall’album omonimo del 1977, brano che amai tanto quando uscì…

Chuck_Mangione-Feels_So_Good-Frontal

…non potevano mancare gli YES, vista l’ossessione che ha per loro la groupie…TURN OF THE CENTURY

In queste mattine che non sono da Brian o al lavoro, il cofanetto di BURT BACHARACH mi accompagna col giusto mood durante la colazione o i miei scritti d’inverno…

Burt-Bacharach-Anyone-Who-Had-A-Heart-The-Art-Of-The-Songwriter-6CD-Box-Set-15134563-7

…e poi ancora il primo di PINO DANIELE e PANAMA E DINTORNI di FOSSATI, entrambi rimasterizzati, THIRDS della JAMES GAND, il remaster di STRIKES dei BLACKFOOT e la mia amata AIN’T NO LOVE IN THE HEART OF THE CITY versione BOBBY BLAND 1974…

Ho così tanta musica da ascoltare che anche il solo uscire per andare al lavoro o da Brian diventa una gioia…io sulla blues mobile con il car stero a manetta. A proposito del vecchio Brian, nella pesantezza totalizzante del seguirlo ci sono a volte istanti di puro divertimento: dopo averlo vestito con il maglione e i pantaloni che io e la groupie gli abbiamo regalato per natale, lo osservavo fare lo stimolino davanti allo specchio, così buttò lì un “Dai Brian, mettiti in posa che ti faccio una foto.”  Il risultato è questo: un Brian cazzuto, o per dirla all’americana in versione badass. E’ in questi momenti che capisco che l’alzheimer non ha ancora vinto. Avanti così, Brian…

Brian Tirelli: badass!

Primo dell’anno dai genitori della groupie: la Lucy prepara un pranzo dei suoi: tortelloni, cappelletti, arrosto & manzo, coniglio, tortelli dolci, torta, frutta fresca, frutta secca, lambrusco, spumante dolce, caffè, grappa. I piatti d’ordinanza della festa (di vari decenni fa), copritovaglia rosso, dialetto stretto…

I cappelletti della Lucia Ganassi – foto di TT

Nel primo pomeriggio arrivano la zia bionda e lo zio Talino, alias Vittorina (sorella di Danillo, padre della groupie) e consorte (vero nome Italino). La zia bionda, ultra ultra settantenne è una signora ancora in gamba e tiratissima, anch’ella legatissma al dialetto quando deve rimbrottare affettuosamente il marito, che chiama per cognome…Iott (Iotti). Mi fa morire questa cosa, stupenda…un lavoro che solo nell’Emilia profonda…

Prima di congedarmi la zia bionda mi prende da una parte e mi sussurra con discrezione (incerta se darmi del tu o del lei) “Veh, continui così, che è la perfezione”, e prima che la groupie esca dalla porta le confida “il tuo ragazzo mi piace troppo, mi piace proprio tanto tanto…” , evidentemente gli uomini di blues piacciono a certe zie.  Ah, zia bionda, I love you.

Winter Solstice blues

23 Dic

Che il solstizio d’inverno si avvicini lo capisco dalla cena di lavoro che devo organizzare; quest’anno è per venerdì 13 dicembre e invece che nel solito ristorante ci troviamo a casa della Kerlit, mia socia e amica del cuore. Festeggiamo quindi un altro anno difficile che se ne va, la conseguente speranza nell’anno nuovo, lo stare insieme e, appunto, la nuova casa della Kerla. La premiata ditta TIRELLI SCACCHETTI & FRANZELLI intorno ad un tavolo con dipendenti e collaboratori. Decidiamo di portare un presente, accompagnato da un biglietto 3D assemblato dalla nostra Sarwooda.

Il biglietto 3D per la Kerlit by Sarwooda

Il biglietto 3D per la Kerlit by Sarwooda

Factory Boys & Girls december 2013 - da sx a dx Cassy, Kerlo, Bob, Kerla, Tim, sarwooda, Doris

Factory Boys & Girls december 2013 – da sx a dx Cassy, Kerlo, Bob, Kerla, Tim, Sarwooda, Doris

Tra le altre cose di questo periodo, c’è il triste fatto cheJaypee non sarà al Sinodo del solstizio d’inverno…non mi pare possibile. E’ il sinodo più importante dell’anno e il pontefice del blues non c’è. E’ una sacco di tempo che non lo vedo, soffro, mi si spezza il cuore, lo so che ormai mi ha lasciato per Lorenz (the Little Vineyard guitar god) ma ancora non mi rassegno. Così, quando all’improvviso si rifa vivo e organizziamo un cinegiappo con le due groupie, per un momento torna la felicità e lì nel parcheggio del New Hong Kong a Regium Lepidi ci abbracciamo con gaio fervore…

Jaypee & Tim

Jaypee e Tim si ritrovano – foto di Saura T.

Tim Tirelli & John Paul Cappi - foto di Saura T.

Tim Tirelli & John Paul Cappi – foto di Saura T.

Dopo pranzo facciamo una salto alla Fiera di Reggio dove ci dovrebbe essere anche la sezione Cd e Vinili: ma la delusione è grande…due o tre banchi con qualche vinile, il resto è dedicato ai fumetti, ai gadget e a “Militaria”, sezione riservata ai baggiani che amano far finta di essere dei marines. Ho un battibecco anche con uno di loro che vuol fare il simpatico… che il Dark Lord vi faccia venire il caghetto a tutti, esaltati.

Scambio di email con Alexandrino Littlehouses (il Kata insomma) che mi scrive “il tuo blog mi è di grande compagnia nelle notti “blues!” Mi sento un po’ responsabile: a forza di darci di blues sto risucchiando tutti i miei amici in una abisso senza fine…poveri loro.

Resto anche in continuo contatto con Polbi, email, facebook, cellulino..non passa giorno senza che io e il Michigan boy ci si senta.

Uomo del sud a Detroit -  Paolo Barone, Michigan, dicembre 2013

Uomo del sud a Detroit –
Paolo Barone, Michigan, dicembre 2013

Polbi boy mi f arrivare due pacchetti da Amazon, in uno il messaggio di accompagnamento è: “Se hai bisogno di lasciare il pianeta per un po’, c’è posto per te sull’astronave pirata. Auguri.”  Hawkwind naturalmente. Presto ci salirò sull’astronave con Polbino, ma per il momento la colonna sonora di questi giorni è d’ordinanza… più il solstizio si avvicina, più il campo si restringe: ELP, FREE, LED ZEPPELIN (& Related).

Gli ELP degli anni novanta che rifanno i NICE…

…How can we hang on to a dream
How can it ever be the way it seems…

 

… i FREE del secondo album…

A sad song like the songs of yesterday
A sad song
And I’ll be right on my way

…i LZ dal BOX SET 2 del 1993, quello riservato alle seconde scelte…

…e per la serie AND RELATED …THE HONEYDRIPPERS dal Volume one, il miglior disco di rock and roll classico mai pubblicato…

I get a thrill, thrill, thrill  Thrill at you from my head down to my toes

She make me feel so good all night long Really rock till I’m almost gone

Get a thrill, thrill, thrill  Thrill at you from my head down to my toes

Quasi d’improvviso arriva la sera del sinodo con i confratelli del blues, quest’anno scegliamo un posto degno di noi: LA BOCCIOFILA MODENESE di Verdi Avenue a Mutina. Io, Picca, Paolino Lisoni, Riff, Mario, Lorenzo Stevens, Francesco e Biccio. Il posto è rustico e fa molto Emilia dei tempi andati….grande stanzone con i tavoli, tovaglie a quadretti bianchi e rossi, decorazioni natalizie degne delle scuole elementari anni sessanta, bizzarri quadretti…

I quadretti della Bocciofila Modenese - foto di TT

I quadretti della Bocciofila Modenese – foto di TT

I quadretti della Bocciofila Modenese - foto di TT

I quadretti della Bocciofila Modenese – foto di TT

Il lambrusco che portano ci fa capire che siamo nel posto giusto. Tris di primi (con dei tortelli di zucca al marsale e amaretto straordinari), tris di secondi e assaggi vari di dolci. Stappiamo parecchie bottiglie. mi metto a bere anche io senza troppi scrupoli. L’indomani la dispepsia non mi darà da fare (e sono 10 mesi esatti), e questa è una di quelle cose che mi risolve il natale e la vita in genere.

il lambrusco della Bocciofila Modenese - foto di TT

il lambrusco della Bocciofila Modenese – foto di TT

E’ la notte più lunga dell’anno, sono qui in cattiva compagnia con i miei amici, le fole del rock che ci raccontiamo sono gustose, il lambrusco Tirelli schietto e sincero, che bella sensazione. Ad un certo punto esco 10 minuti, un fiotto di nostalgia… penso a mia madre che tanti anni stava per partorire…guardo la luna…quanto mi manca la mia mother Mary… mi sembra di sentire in lontananza MIDNIGHT MOONLIGHT (LADY) dei FIRM…ma è solo suggestione…

… Midnight moonlight lady
Bird on the wing, she is flying to greet me
Bird on the wing, she is flying to me…

Rientro, Biccio con lo sguardo mi chiede se tutto è a posto. Lo rassicuro. Mario mi conforta in modo discreto. Non c’è bisogno di dire nulla. Chiedo quindi ai confratelli di riempire i calici e col mio eloquio insicuro introduco il passaggio di grado a MAGISTER di uno di noi. Prendo la pergamena, chiusa dal nastro rosso e la consegno a PICCA. La commozione negli occhi di tutti è palese, i meriti del nostro sono evidenti e noti, inutile elencarli. Ci stringiamo l’uno all’altro, chiniamo il capo, sistemiamo mantelli e cappucci e iniziamo il lento salmodiare:

Mystery surrounds me, and I wonder where I’m going
There’s a cloud above me and it seems to hide the way
I’m going straight ahead, ‘cos it’s the only way I know
I wanna leave the past, and live just for today

In alto i calici, brindiamo al Magister Piccaglianis…

Attestato esoterico Blues Picca

Terminati i riti esoterici, ci scambiamo un segno di pace e un augurio per la festa del Sol Invictus. Visto che tra poche ore sarà il mio compleanno Paolino Lisoni mi porge un gentile omaggio: un archetto di violino. No, tanto per far capire che cazzo di amici che ho.

Tim Tirelli with the violin bow in full flight at the Bocciofila Modenese - foto di Liso

Tim Tirelli with the violin bow in full flight at the Bocciofila Modenese – foto di Liso

Francesco mi passa il suo e da lì i confratelli iniziano a scambiarsi tangibili auspici per il nuovo anno. Magister Picca ha impacchettato i suoi col domopack, che arguzia!

Stephanus Piccaglanis - foto di TT

Magister Stephanus Piccaglanis – foto di TT

E’ circa l’una quando il sinodo si chiude. Un ultimo abbraccio e la decisione improvvisa, violenta, febbrile, irrevocabile, di trovarci il nove gennaio a festeggiare il 70esimo compleanno del DARK LORD. Arrivederci confratelli del blues, che il padre ateo dei quattro venti gonfi le vostre vele. Rimango un po’ con fratello Fabritius su Verdi Avenue, mi confessa a suoi blues. Gli metto una mano sulla testa, gli dico di recitare 12 TAKE A PEBBLE e lo benedico nel nome di Emerson, Lake e Palmer.

Sabato 21 lo inizio di prima mattina al supermercato a far la spesa per Brian, poi da lui per il solito lavaggio e badantaggio e giro a Ninentyland. Ho dormito solo 4 ore ma sono in forma. Ieri il sinodo, oggi il compleanno. Mi sento titanico dinnanzi al futuro, come diceva il povero Pop. Quando compio gli anni mi sembra che le sorti del mondo siano in mano mia. In tanti mi mandano sms e messaggi FB. Rifletto su questa cosa. Un mio amico sostiene che questa faccenda degli auguri su Facebook  sia offensiva, perché dice che tutti si ricordano dei compleanni altrui solo perché Facebook, appunto, lo rammenta loro…e allora? Io trovo invece che sia una cosa carina, perchè comunque uno deve prendersi la briga di scrivere qualcosa sulla tua bacheca. E’ per questo che rispondo personalemnte ad ognuno.

Ad ogni modo, gran bel mood in questo compleanno, incorniciato dai pacchetti sempre curatissimi della Simo…

I pacchetti della Simo - foto di TT

I pacchetti della Simo – foto di TT

da regali bellissimi, tra cui il cofanetto (prima edizione!) SKYDOG di DUANE ALLMAN courtesy of the groupie (notevole anche il biglietto cartonato a forma di Tim Tirelli della Kerlit).

TT

Tim Tirelli birthday party 2013

Mentre passo per Ninentyland mi fermo un momento davanti alla vecchia stazione dei treni, il posto dove sono nato un 21 dicembre di un imprecisato numero di anni fa…

vecchia stazione dei treni di Nonantola

La vecchia stazione dei treni di Nonantola

Nonostante l’essere quasi costantemente da Brian non mi dia respiro, riesco ad immergermi nell’atmosfera del periodo, malinconica certo, ma piena di quel sentimento struggente che per qualche momento avvolge l’umanità nel giorno in cui il buio della notte inizia a recedere e il sole a splendere con più continuità.

Il mio presepio laico, i pacchetti sotto l’albero (compresi due scatoloncini pieni di cd che mi sono regalato e che hanno tanto di biglietto “da Tim per Tim”, della serie riflessi ossessivi-compulsivi), il bene che sento e ricevo da chi è entrato per un motivo o per l’altro nell’orbita di Tim Tirelli.

Il presepe laico di Tim Tirelli 2013

Il presepe laico di Tim Tirelli 2013

Ci si mette anche il calcio a far girare tutto per il verso giusto…arrivo alla domus saurea alle 20,40 dopo un’estenuante domenica passata da e con Brian, SKY passa il derby INTER-MILAN. Durante tutta la partita ho il batticuore, oh nulla cosmico onnipotente, quanto amo la mia squadra…Derby acceso e vivo. Naturalmente non ci fischiano un rigore a favore limpido come gli occhi di John Miles, quel gran simpaticone di Muntari non viene espulso dopo aver cercato di spaccare la tibia a Jonathan, ma per fortuna che il più grande attaccante oggi in Italia a pochi minuti dalla fine segna – DI TACCO – il goal della vittoria…

I tuffi di Mario Balotelli, l’astio di Poli, la bestiale irruenza di Muntari non l’hanno avuta vinta. E’ l’amore che vince, è il male che perde.

Trionfo! Grazie, Rodrighino mio.

Inter-Mila 1-0 goal di Palacio

Eccoci dunque qui, con l’animo leggero, (black and) bluesy ed eccitato a contemplare il finire dell’anno e l’inizio di una nuova stagione che, seppur lunga e fredda, farà sì che il sole torni a battere sui nostri visi e le stelle a riempire di nuovo i nostri sogni.

Donne e uomini di blues, che queste feste possano rimarginare le ferite, riportare i sorrisi e far sì che ci si possa sentire meno soli nelle fredde profondità siderali in cui il nostro piccolo pianeta è conficcato. Vi abbraccio tutti, uno per uno, una per una, con fervore blues.

Che il Dark Lord ci benedica tutti…

Stare con una pazza per gli YES

18 Dic

La notte è buia e fredda, l’acqua scroscia a ritmo regolare…lì, sotto la doccia della domus saurea. E’ un tranquillo sabato sera, uno di quelli in cui non esci, uno di quelli in cui ti prendi il tuo tempo. La pioggia calda e leggera mi tonifica, indugio pur sapendo che sto sprecando una risorsa essenziale per la vita su questo pianeta, ma il piacere è tanto, quasi quanto ascoltare i video ASMR di Diana Dew. L’acqua lava via il peccato originale, il sale dalle ferite del blues, i pensieri cattivi e pesanti. Sento la testa leggera, sarei pronto per un nuovo battesimo, ateo naturalmente, ma non sono sul Mississippi, non ho una tunica e soprattutto non c’è il Dark Lord a pronunciare la formuletta magica: “Do what thou wilt shall be the whole of the law. Love is the law, love under will. There is no law beyond do what thou wilt.”

E allora, beato, penso a JOHN MILES, ai MOTT THE HOOPLE, a EDGAR WINTER, ai FIRM.

D’un tratto aria sonora che arriva dallo studiolo, la groupie deve aver acceso lo stereo, il volume è alto, da una situazione soffusa e confortevole passo ad un mood elettrico e complicato. Cerco di non farmi coinvolgere. Esco dalla doccia, indosso l’accappatoio, mi asciugo i capelli. Mentre son lì che cerco di diventare un metrosexual spalmandomi con cura la Pashmina Patchouly, la crema corpo del Dr Taffi…

???????????????????

…all’improvviso vedo una figura che balza davanti alla porta e con precisione mima la figura di batteria che in quel momento sta fuoriuscendo dal pezzo CLOSE TO THE EDGE degli YES dal concerto live del 1996 contenuto in KEYS TO ASCENSION…rimango basito…nemmeno il tempo di riprendermi che esegue sull’air bass un difficile giro di basso di CHRIS SQUIRE sempre dal quel pezzo, che evidentemente conosce a memoria nei minimi particolari (e dire che dura oltre 19 minuti). Poi ridendo torna alle sue faccende…

Scuoto la testa, intontito e confuso mi chiedo dove cavolo sono finito e che groupie mi è toccata… per natale ho dovuto saccheggiare Amazon e scappare con ogni possibile items sul tema YES, RICK WAKEMAN riecheggia da mesi ormai tra i campi del posto in riva al mondo, tra poco anche le campane della chiesa di Borgo Massenzio si metteranno a suonare il tema de LE SEI MOGLI DI ENRICO VIII.

Mah. Palmiro entra in bagno, è confuso anche lui, per un gatto AOR non è che gli YES e RICK WAKEMAN siano il massimo. Ci guardiamo negli occhi, poi salta sul lavandino, vuole starmi vicino…la groupie è di là che canta a squarciagola gli YES … lo accarezzo e continuo a darmi la cremina.

La groupie plays air bass - foto di TT

La groupie plays air bass – foto di TT

L’unica volta che ho vinto (Pippo Civati Blues) … e in lontananza luci ad intermittenza …

11 Dic

Settimana scorsa: in giro per lavoro circumnavigo il distretto ceramico, lambisco Maranello e nel farlo decido di fermarmi all’edicola BONFATTI; Marchino non appena mi vede mi lancia un’occhiata complice, ci unisce una certa passione politica, passione per il calcio (ma lui è un “cugino”) e tutto sommato anche per la musica. Prendo il nuovo numero di PROG con in copertina CLOSE TO EDGE per la groupie, la passione che ha per gli YES oramai ha raggiunto livelli inimmaginabili…

CLASSIC-ROCK-PRESENTS-PROG_NO-403

…avendo deciso di fare la raccolta degli album di FRANCESCO GUCCINI che sta pubblicando il Corriere Della Sera, ritiro anche gli ultimi due cd usciti (sì, lo so, è tutta roba che già avevo, ma vuoi mettere le versioni digipack con annesso cofanetto?).

Francesco Guccino corriere della sera

Marchino infine mi passa, con fare carbonaro, anche un volantino di PIPPO CIVATI, le primarie del PD sono alle porte e mi vuole esortare a fare il mio dovere. Mi infiammo subito, sono un sostenitore convinto di PIPPO CIVATI, un volto e una testa nuova per una sinistra moderna.

PIPPO CIVATI VOLANTINO PRIMARIE 2013 005

Marchino ciangotta sottovoce “..tanto ormai siamo abituati a perdere”; non voglio avere un’aria rassegnata, ma so che probabilmente ha ragione e dunque aggiungo “Guarda, io l’unica volta che ho vinto è stato l’otto gennaio del ’59 quando FIDEL è entrato all’Havana”…

Fidel entra all'Havana, 8 gennaio 1959

Fidel entra all’Havana, 8 gennaio 1959

I rivoluzionari cubani entrano all'Havana 8-1-59

I rivoluzionari cubani entrano all’Havana 8-1-59

Certo, non ero ancora nato, ma la Rivoluzione Cubana è una faccenda che porto nel cuore ed è come se vi avessi partecipato anche io (sebbene mi sarebbe piaciuto vedermi nella Sierra Maestra dire “Senti Che, oggi non posso venire a fare la rivoluzione, ho la dispepsia funzionale che mi da da fare, me ne sto qui quieto nella capanna.”)

Fidel & Che - Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Fidel & Che – Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Esco dall’edicola col petto gonfio dichiarando “Civati o muerte!”. Civati o muerte…mah, povero Tim Tirelli.

I risultati delle primarie poi confermano la tendenza di questi ultimi anni, la sinistra che si scolora, e il fatto che moriremo democristiani.

In questo dicembre di prima mattina mi ritrovo spesso a Mutina, Brian ha iniziato un percorso che ha a che fare con le coagulopatie (ci mancava pure questa), e ad intervalli regolari devo portarlo a fare dei prelievi del sangue. Parto alle 6 dal posto in riva al mondo, verso le 6,45 sono da Brian, lo lavo, lo preparo e, insieme a mia sorella, alle 7 siamo già in macchina. Occorre essere in due per la gestione in esterna di Brian. Benché non sia il massimo fare certe levatacce, respirare il risveglio della città mi piace un sacco…

Early In The Morning in MODENA

Early In The Morning in MODENA

Sbrigata la faccenda prelievo, il trio Tirelli si ritrova a far colazione insieme al City Bar…Brian è in estasi, in giro con suoi due figli…non gli sembra vero.

Il resto delle mattine, prima di partire, mi fermo ad ammirare la tundra gelata intorno alla domus saurea…

La tundra gelata intorno alla domus saurea - foto di TT

La tundra gelata intorno alla domus saurea – foto di TT

E’ dicembre, il mese che più di ogni altro mi colpisce l’animo, così mi accorgo che sono più meditabondo del solito. Mentre la sera me ne torno verso Borgo Massenzio, scorro la Emily Road.

Nel car stereo improbabili ballate degli UFO con Vinnie Moore…

…romanticume da suo soldi di ROD STEWART…

Attraverso Herberia, mi guardo in giro…le grandi e brutte vetrata di bazar cinesi dove si vende tutto quello che è inutile, l’anziano che attraversa la strada chiuso in un lungo paletò e in un cappello con i lembi paraorecchie, il negozio di abbigliamento aperto da poco in cui – tutte le volte che ci passo davanti – non c’è mai nessuno, il distributore di benzina con a fianco un’ampia area buia che da l’effetto Sarajevo durante la guerra, gli sghembi addobbi natalizi fatti da gente senza il minimo gusto estetico. Quando la Via Emilia si versa sulla tangenziale, perdo la cognizione del tempo, i fari delle macchine che incontro diventano una sorta di tunnel temporale che mi trasporta in altre dimensioni ed è allora che è il momento dei PINK FLOYD…

Soliti sabati e solite domeniche a far da badante a Brian. Si aggrappa a me, mi tiene la mano, non vuole scivolare via; lo stadio “demenza grave” gli fa un baffo…non sa quanto resisterà prima di cadere nell’oblio, ma per il momento si regge con una tenacia insperata a quei due o tre appigli che lo tengono ancora appeso all’albero della vita. Quanta tenerezza mi fa il vecchio Brian.

Arrivo all’appuntamento con la spesa alla coop del sabato trafelato, in ritardo, cotto. Nonostante questo mi perdo come un fanciullo nell’iconografia natalizia…sospiro ammirando una sorta di mock up di fantasie legate alle festività a cui stiamo andando incontro…

???????????????????

Winterwonderland fantasy – foto di TT

…come un cinno di dieci anni mi faccio sorprendere dalla groupie mentre valuto l’acquisto di dolciumi disneyani…

Tim e il dolciumi disneyani - foto di Saura T.

Tim e il dolciumi disneyani – foto di Saura T.

…la groupie mi scatta una foto, la voglio vedere…sembro uno stuchino…che razza di uomo di blues che sono, perso nelle mie paturnie natalizie a far la spesa alla Coop…mo zio can an s’è mai vest ROBERT PLANT andèr a fer la spesa al supermerchèe…ops…

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi...

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi…

Scuoto la testa, sopraffatto dai miei blues perenni ed instancabili, sono senza forze…ore 15,30 e devo ancora pranzare…per fortuna che la groupie come sempre è in forma e ready to rock…

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi - foto di TT

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi – foto di TT

Cerco di ripararmi dal freddo intenso di questi giorni ascoltando i TEN YEARS AFTER. La nebbia che da giorni ingoia la pianura fa sì che la percezione del freddo sia maggiore rispetto alla reale temperatura che scende appena sotto lo zero. Il blues rock del gruppo riesce nell’intento…

Periodo denso di prove da superare; le percentuali che alcune di essere possano risolversi in maniera positiva sono esigue, tipo 4/5%, eppure sebbene sia razionale, realista e non mi aspetti nulla, devo fare i conti col fatto che nell’essere umano la speranza prende sempre il sopravvento. Puoi essere pessimista, rassegnato al peggio, freddo e distaccato, ma in fondo confidi sempre che il nulla cosmico onnipotente te la mandi buona. E quando ti accorgi che non è così, aggiungi un altro fardello al peso che già devi portare in giro.

Così mi infilo nelle nebbie e medito sul da farsi…

SAMSUNG

Sulla blues mobile infilarsi nella nebbia a Magpie Place (alla Gazzata, insomma) – foto di TT

Un cambiamento mi farebbe bene, lo dice anche ETTA JAMES…

…cambiare vita, lavoro, città, chitarra, orizzonti…ma è difficile quando senti che ti hanno riempito il serbatoio di musica leggera e non di blues nero e feroce…la blues mobile del tuo animo sbuffa, borbotta, viaggia a rilento, con le 4 frecce accese, certo è ancora in moto ma dovrai fermarti in officina. Non mi do per vinto, sono tenace.. esile come un giunco ma forte come una quercia…è così che mi descrisse qualcuno in una delle più belle estati della mia vita, quella del 1981, a Brez, dopo la maturità, insieme a Biccio, Pigi, Gheri e tutti gli altri…raccolgo i pezzi, mi fermo in stazione e acquisto un altro biglietto…dopotutto l’importante è viaggiare e non restare fermo…

Why can’t it stay like this forever?
Why does it always have to change?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

Oh my love, time is running out.
Oh my love, time is running out.

Why must we wait until tomorrow,
When we already know the score?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’ve got it made,
Seems you’re only lying in the shade.

Everytime you think you’ve run the course,
Seems you’ve got to ride another horse.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

Sinodi, kartodromi e i cieli grigi dei novembre emiliani

18 Nov

Tra i sinodi che si tengono al calar di solstizi ed equinozi, ci sono sinodi minori , quelli in cui io e gli illuminati del blues possiamo presentarci con l’animo in tuta da ginnastica, sinodi informali, leggeri, frizzanti, schietti e sinceri come il lambrusco. E’ in questa dimensione che ci troviamo in questo sabato sera intorno al tavolo del ristorante del centro sportivo di Quariêg, lì, nelle terre reggiane profonde, dove l’oscurità, il blues e l’idea della socialdemocrazia si fondono…lì in mezzo alle gambe di quel bel pezzo dell’Emilia, tra casolari, fabbriche, tortelloni, parmigiano-reggiano, gnocco fritto, lardo e lambrusco appunto. Stasera con noi c’è anche MARIO, e con lui TIMMY BOY (che poi sarei io), PICCA, RIFF, JAYPEE, SUTUS, LORENZO STEVENS e udite udite il MAHATMA MARCI (March insomma) il quale mancava da tempo immemorabile.

Il primo brindisi è per ERICK THOHIR, non che ne abbia bisogno, ma probabilmente ne abbiamo bisogno noi cuori nerazzurri, ancora intimoriti, incerti ed impauriti dinnanzi ad un cambiamento così epocale per la nostra cara, amata, dolce, bella, sexy, pazza INTER.

Brindisi a Thohir

Per un momento, quando son lì col calice alzato, mi viene in mente la recente notizia che vuole MOURINHO poco prima delle partite leggere la bibbia per qualche minuto…ma è solo un istante, scuoto la testa e scaccio il pensiero…

Mentre facciamo il brindisi, qualcuno accende il grande schermo che c’è nella sala, Radio Capital Tivù proprio in quel momento trasmette STAIRWAY TO HEAVEN da Earls Court 1975, ah…questi segni del blues!

Quando parlo di musica rock con gli illuminati non mi accorgo del tempo che passa, d’un tratto mi accorgo che il locale è vuoto, che siamo ben oltre la mezzanotte e che è ora di andare. Prima dei saluti, lì nel parcheggio in mezzo al nulla, accendo lo stereo della blues mobile e faccio partire ROCKET MAN di ELTON JOHN, ci stringiamo intorno alle struggenti note di Reginaldo…che brividi…

Le domeniche senza calcio sono insopportabili, non sono un fan delle pause per la nazionale…ridatemi la mia INTER.

Senza football mi sottometto alle richieste della groupie. Andare a comprare un paio di scarpe? No. A fare shopping? No. A chiedere gli opuscoli turistici della mia città e passare il giorno a visitar musei monumenti e chiese parlando inglese? No. Con la groupie si va al kartodromo di Mantova dove la si guarda sfrecciare e superare i poveri tapini che le si parano davanti.

Autobrennero quindi, JOE WALSH nel car stereo. Poi ROLLING L.A.FORUM 1975 e infine QUARTERMASS.

Non facciamo nemmeno in tempo ad entrare al GO PARK che la ragazza alla reception, tal Laura, urla “Sauraaaaaa!!!” Devo controllare meglio i movimenti della groupie, non è che quando mi dice che esce con le amiche viene a Mantova a correre eh?! Dopo un quarto d’ora è già in pista. Io mi accomodo nella terrazza panoramica, unico maschio in mezzo ad almeno venti/trenta fighe che fanno i filmatini ai loro ragazzi sui kart. Le sento parlare: “Oh ma hai visto con chi si è messa la Momi?” “E la Fufi? Mio dio ma come fa a stare con quello?” “Frenci, ma dove hai comprato quelle scarpine?” “Debbi, anche tu a volte hai un prurito lì nelle parti intime?”…Io son lì che cerco di leggere il libro sui KING CRIMSON di DONATO ZOPPO…

Tim Tirelli legge il libro sui King Crimson di Donato Zoppo - Foto della Momi.

Tim Tirelli legge il libro sui King Crimson di Donato Zoppo – Foto della Momi.

…ma ci rinuncio, mi metto a fare un filmatino anch’io e a scattare qualche foto…becco la speed queen che sta per acciuffare un poveretto che osa cercare di starle davanti…

La groupie sta per sorpassare l'ennesimo malcapitato - foto di TT

La groupie sta per sorpassare l’ennesimo malcapitato – foto di TT

Guardo il tabellone, il nome “saurafumi” è primo, giro più veloce…non ce n’è per nessuno…

Tabellone: saurafumi  kart n.22 prima posizione- foto di TT

Tabellone: saurafumi kart n.22 prima posizione- foto di TT

Finita la prima corsa viene da me, è carichissima, beve un integratore, è spettinata, sudata, ma il mood è alle stelle…

La Groupie - The Go Kart Killer Queen - Foto di TT

La Groupie – The Go Kart Killer Queen – Foto di TT

La seconda gara la fa sui BLACK EAGLE, kart speciali che possono essere guidati soltanto da chi scende al di sotto di un certo tempo. Roba per professionisti. Per i primi giri c’è uno che le sta incollato, ma una volta prese le misure la Killer Speed Queen prende il volo e ti saluto mingone. Prima di andarcene dobbiamo rifermarci alla reception, Laura mi vuole assolutamente conoscere “ Ah, finalmente, eccolo qui l’artista, il musicista”. Le stringo la mano e le sorrido cordialmente mentre sussurro alla groupie “Ma cosa le sei andata a dire? L’artista? Il musicista?” La groupie ancora mi guarda con gli occhi foderati di prosciutto. Mah.

Lunedì, nel venire a Stone City mi ascolto THE WINERY DOGS, cd che mi è arrivato grazie alla gentilezza di LORENZINO STEVENS…

Diversi i riferimenti ai LED ZEPPELIN, seppur rinchiusi in una gamma espressiva modernista. Il progetto di KOTZEN/SHEEHAN/PORTNOY mi ricorda quello di 25 anni fa di SYKES/FRANKLIN/APPICE, i BLUE MURDER…

In pausa pranzo faccio un salto da Brian, lo porto fuori per un crodino. Se lo gode Brian il suo quarto d’ora d’aria, quando poi nel bar di Chen il cinese arriva anche mia sorella il viso di Brian s’illumina. Poco dopo parlando di me usa la parola “fiulèn“, figliolino…dall’alto della sua età mi vede ancora giovanissimo. “Fiulèn”… ah, caro vecchio Brian.

Mentre torno a Stonecity il cielo si fa metallico, pioviggina, foschia sulle colline…è tempo di FAIR WARNING, VAN HALEN…

La pioggerellina autunnale, i tergicristalli che lasciano il rigo sul parabrezza e il pensare ai MOTT THE HOOPLE

15 Nov

Una di quelle pioggerelline leggere, insistenti, che però non riescono a bagnare a sufficienza il parabrezza affinché i tergicristalli scivolino a dovere; tu sei lì che ascolti i MOTLEY CRUE e ogni cinque secondi senti il rumore dello strisciare sordo della gomma degli windshield-wiper sul vetro…trrcrum…trrcrum…trrcrum, certo potrebbe essere una diavoleria insita nella musica del VARIEGATO GRUPPO DI PERSONE (o se preferite BANDA VARIOPINTA)…

L’autunno avanza, e con lui i blues…blues fastidiosi, ostinati, sin agguato dietro l’angolo. Sei così blues che finisci per infilare nel cassetto il primo dei BON JOVI e ti chiedi cosa potrebbe pensare POLBI se ti vedesse farlo…

L’anno sta finendo, inizi a fare qualche considerazione, a vedere se il bilancio del tuo animo si chiuderà in attivo, in pareggio o in perdita. Chissà se dovrai tornare dal tuo commercialista spirituale per sistemare i conti.  Chissà se prima dell’ultimo dell’anno ci sarà un raggio di sole che sbucherà dal cielo nero, che possa in qualche modo riscaldare l’essserino che sei sperduto su questo cavolo di pianeta, su questo cavolo di pianura. Intanto pioviggina…spiuvsèina come dice Brian, il tuo meteorologo di fiducia che non manca di aggiornarti in tempo reale ad ogni cambio di direzione del vento (“Tim, adèss al tira al vent“, “Tim, a piòv, mo dio bon che lavòr“, “Tim” ridendo, “adèss l’è gnu fora al sol”).

I primi addobbi natalizi sfoggiano le lucine ad intermittenza, come un pavone che fa la ruota con la coda cercano di far colpo tra il grigiume di questa pioggia di polvere e foglie, di attirare a sè gli animi malinconici degli uomini di blues. Hai già iniziato a parlare con la groupie a proposito dell’albero di natale. Troverai la voglia e la energia per farlo? E il presepio? Riuscirà il misero architetto che c’è in te a crearne uno con la capanna dei due genitori adottivi e del loro figliuolo, con la grotta dei pastori, il lago fatto con la carta stagnola, e lì in alto sulle montagne l’ Abbazia di Thelema con il CHE e FIDEL a far da guardia?

La mente slitta, e la slitta mente perché probabilmente anche quest’anno Babbo Natale non riuscirà a portarti ciò che vorresti, rimetti i pensieri in carreggiata, le renne che tirano il tuo meditare si mettono a trottare con metodo, dunque sei di nuovo libero di pensare liberamente ai MOTT THE HOOPLE… hanno iniziato il tour inglese e ROSS HALFIN ha preso a postare sul suo diario le foto relative:

MOTT THE HOOPLE Birmingham 11-11-2013 - photo by ROSS HALFIN

MOTT THE HOOPLE Birmingham 11-11-2013 – photo by ROSS HALFIN

Guardi le loro facce da eccentrici inglesi ultrasessantenni (RALPHS ne ha 69, HUNTER addirittura 74), ti piacerebbe davvero diventare come loro: ancora un po’ sopra le righe, ma con dignità e ancora intenti a fare rock and roll, meglio loro di quei gruppi di vecchie rockstar che si danno alle proposte patinate, o a quelle più acustiche e mature (?), per non parlare di quelle stelle del rock piene di soldi che non fanno altro che crogiolarsi nell’accidia (Sì, sto parlando ti te, Jimmy Page)!

Vorresti essere anche tu sulla strada per BIRMINGHAM e andarli a vedere…

..ma sei qui, come uno stupido sotto alla pioggia, a fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarti da persona civile.

A Blues man in the rain