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White summer blues

16 Ago

Estate bianca, lenta, gravida di umidità. Ti svegli nel letto e provi un disagio implacabile, un peso che ti schiaccia il petto…apri gli occhi e ti accorgi che il gatto Palmiro sta dormendo su di te… 6,4 kg che ti premono sul costato.

Palmiro - foto di LST

Palmiro – foto di LST

Ma c’è anche il disagio nel vedere tutti questi uomini che vanno in giro con le braghe corte, il calzino corto, col cervello corto, magari anche il pisello corto. Non manca quasi mai il tatuaggio sul polpaccio o sull’avambraccio. Alcuni, con i sandali, alcuni con l’infradito, alcuni col mocassino. Ecco la faccenda del mocassino mi distrugge (ma non quanto il sandalo) e quanto ti accorgi che anche il tuo dio del rock in una delle sue recentissime fotografie ha la stessa mise, il mondo sembra crollare. Voglio dire, MICK Fucking RALPHS della original BAD fucking COMPANY in braghe corte e mocassino come uno zio Fedele qualunque…mah!

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

Il disagio però viene anche dalla ultima visita che ha fatto Brian per la valutazione delle funzioni cognitive, il referto parla chiaro “…peggioramento…demenza grave…“. Brian lo vivo tutti i giorni, sono conscio del suo scivolare verso l’abisso, ma vederlo scritto non è che faccia piacere. Per la sua gestione ci stiamo pensando io e mia sorella con l’aiuto di un signora 2/3 ore al giorno, ma presto non sarà più sufficiente. Ecco allora che abbiamo iniziato a vagliare le possibilità di metterlo in una struttura. L’incontro col direttore di una di queste è una di quelle cose che non avresti mai pensato di fare, entrare nell’atrio, fare un giro, vedere 70 vecchi non certo in forma; cerchi di adattarti alla cosa, di vedere i lati positivi della struttura, le attività giornaliere niente male, la palestra, la lettura dei giornali, la cura che gli operatori hanno nel gestire gli ospiti…poi vedi anche la suorina indiana che viene mezz’ora al giorno a recitare il rosario, la statua della madonna a grandezza naturale con l’aureola illuminata e pensi che se un giorno finirai tu dentro ad una struttura come quella tirerai tante di quelle madonne che finiranno per cacciarti. Per entrare privatamente la lista d’attesa è di 4/5 mesi, e nel caso dovrai tirare fuori alcune centinaia di euro per coprire la parte che la pensione e l’accompagnamento di Brian non coprono. Bei pensieri, non c’è che dire.

Continuo comunque a portare fuori BRIAN, sebbene la cosa si faccia sempre più difficile e mi sorprendo ad osservarlo sempre più spesso, mentre fa le cose che gli dico di fare, mentre guarda la televisione e mi mette  tristezza vederlo annaspare alle prese con le azioni quotidiane più elementari. Lo metto poi alla prova, chiedendogli nomi dei suoi familiari, l’unico che ricorda sempre è quello di Ettore, suo padre. Mentre si fa la barba, gli dico “Da Brian che ci facciamo una foto, facciamo le facce da nessi” e lui sta al gioco…(“nessi” viene da “nescio”, ignaro, colui che non sa, e in emiliano “stupidotto”), riesce ancora ad afferrare certi giochetti mentali…

Tim & Brian: facce da nessi

Tim & Brian: facce da nessi

Fuori, tra la gente, Brian rinasce, il problema è che si ferma a parlare con tutti, ma per gli altri è sempre più complicato seguire i suoi ragionamenti. In macchina Brian mi dice cose che mi sciolgono il cuore: “Sei bravo, son contento che sei mio figlio” oppure “T’è al miòr om dal mond” (sei il migliore uomo del mondo). Lì per lì rido e gli dico che non è vero, poi mentre torno a Borgo Massenzio, da solo in macchina mi commuovo, e penso a quante altre volte ancora riuscirò a portarlo in giro. A volte mi chiede di portarlo a casa sua a Villa Bagno (frazione di Reggio dove è nato), così mi tocca spiegargli che le cose son cambiate e che ora vive a Modena. La cosa dapprima lo sorprende poi sembra capire. Lo guardo dritto negli occhi il mio vecchio e cerco di capire se è ancora con me, sono sicuro di sì…

Brian a Nonantola agosto 2013 - foto di TT

Brian a Nonantola agosto 2013 – foto di TT

A Ninentyland incontro anche Lasimo, la mia ex compagna. mentre beviamo un caffè penso al fatto che sia davvero una gran cosa che i nostri rapporti siano ancora così buoni, che ancora ci si preoccupi l’uno dell’altra, 14 anni di vita insieme che non sono finiti nel cesso. Meno male. Dopo gli aggiornamenti di prassi mi dice che nella compilation DRIFTING INTO TIME PASSAGES (che ho assemblato recentemente insieme a Picca) c’è un pezzo meraviglioso “Babe degli STYX, che pezzo ragazzi! Non lo conoscevo! Il cantante ha una voce che ROBERT PLANT la vede col lanternino“. Lasimo, ah!

Il K2 di Ninetyland ha cambiato gestione, ennesimo bar ad essere ora portato avanti da cinesi. Prima del loro avvento 2 caffè e due paste costavano 4,40 euro, adesso 3,80. Sono l’unico nonantolano all’interno del bar (Brian ha vissuto qui ma è nato a Reggio), nordafricani, slavi, asiatici…non è semplice adattarsi alla società che cambia. Mi sento un forestiero nella mia città.

Mentre girovago con Brian tra bar, Conad e parcheggi vedo cose che mi fan capire una volta di più che l’umanità non ha futuro: macchine di una bruttezza estrema…

Macchine di una bruttezza estrema - Modena zona Crocetta - foto di TT

Macchine di una bruttezza estrema – Modena zona Crocetta – foto di TT

e volanti di peluche…

Volanti di peluche - Modena Zona Crocetta - foto di TT

Volanti di peluche – Modena Zona Crocetta – foto di TT

Oltre ad aver perso JJ CALE e il mio amico ADRIANO VETTORE, in questi giorni se ne è andato anche ALLEN LANIER dei BLUE OYSTER CULT…

Allen Lanier dei BOC

Allen Lanier dei BOC

Per il resto sopravvivo in attesa di qualche giorno sulla nostra riviera. Sgironzolo  qui nei paraggi della domus saurea, ne osservo il verde…

Domus Saurea agosto 2013 - foto di TT

Domus Saurea agosto 2013 – foto di TT

i girasoli giganti dell’orto …

I girasoli giganti dell'orto della groupie - foto di TT

I girasoli giganti dell’orto della groupie – foto di TT

i grandi getti d’acqua che innaffiano i campi lì intorno…

Borgo Massenzio - watering the meadows - foto di TT

Borgo Massenzio – watering the meadows – foto di TT

I prugni pieni di prugne…

I prugni della domus saurea - foto di TT

I prugni della domus saurea – foto di TT

Insieme alla groupie salvo  poi dalle grinfie di Palmiro un piccolo di gazza caduto da un frassino lì vicino, lo nutriamo, lo teniamo un notte con noi ed infine lo portiamo alla sezione della LIPU di Regium Lepidi…

La groupie e il gazzettino - foto di TT

La groupie e il gazzettino – foto di TT

Durante le notti rosa di Regium Lepidi faccio un salto in centro, passeggio con la groupie sottobraccio, contemplo le architetture della città, mi fermo a guardare gli UNFORGETTABLE suonare classici senza tempo. Con la cantante (la Stefi Montanaro) e il chitarrista/bassista (Sal Bonito) improvviso poi una jam session qui in garage durante una grigliata organizzata dalla groupie. Pur venendo da mondi lontani io e SAL riusciamo a comunicare, pentatoniche e modo misolidio che si incontrano e s’intrecciano. Mica male. C’è poi una certa soddisfazione vedere SAL suonare ed ammirare la mia LES PAUL CUSTOM e il FENDER JAZZ BASS della bassista preferita.

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro - foto di LST

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro – foto di LST

Alle Massenziadi (la festa paesana di Borgo Massenzio che si protrae per buona parte dell’estate) quest’anno vado a vedere la MERQURY BAND. 7 anni fa li vedemmo al FUORI ORARIO e da allora io e la Saurit siamo fan di FERDINANDO ALTAVILLA. Ci sono un nuovo bassista e un nuovo chitarrista rispetto alla formazione che conoscevamo; lo show è gradevole, FERDI non è più quello di 7 anni, ma il tributo – pur ormai di routine – è sincero. Durante la presentazione dei membri del gruppo suonano anche IMMIGRANT SONG dei LED ZEPPELIN. Ah.

MerQury Band - Live in Massenzatico 2013 - Ferdinando Altavilla - foto di LST

MerQury Band – Live in Massenzatico 2013 – Ferdinando Altavilla – foto di LST

Aiuto poi la groupie a stirare. O meglio, lei stira ed io cerco di piegare la biancheria. Le ho comprato poco fa un’ asciugatrice affinché fatichi il meno possibile per quell’incombenza…mi sento sempre in colpa. Così non appena l’asciugatrice finisce “stiriamo” e pieghiamo tutto subito. Per circa 40 minuti piego magliette, slip, boxer e calze e li ripongo nei cassetti del comò in camera. Poi le chiedo “Sono bravo?” e lei “Sei volenteroso” e sottovoce “ti manca l’usta” (usta, dal dialetto emiliano-romagnolo “intelligenza, furbizia, buon senso, senso pratico, saper fare le cose”).

Palmiro aiuta nello stiraggio - foto di LST

Palmiro aiuta nello stiraggio – foto di LST

Me ne vado a capo chino e mi dico che “An s’è mai vest Johnny Winter mèter a post al mùdanti” (non si è mai visto JOHNNY WINTER mettere a posto le mutande).

Riesco a fare un salto a QUARIEGH e a prendere un caffè con lo Zio Tonino, fratello maggiore di Brian, che a 87 anni vive da solo in una struttura per anziani autosufficienti. Parliamo dei tempi che furono, mi faccio spiegare per l’ennesima volta alcune cose relative al ceppo Tirelli, parliamo in dialetto reggiano stretto, cerco di farlo sorridere.

Lo Zio Toni e Tim - foto di LST

Lo Zio Toni e Tim – foto di LST

Nel ritornare ci fermiamo 5 minuti in una via in cui mi piacerebbe abitare…

Street of the Hell - foto di LST

Street of the Hell – foto di LST

Faccio poi le cose che si fanno qui in Emilia, tipo andare a mangiare il gnocco fritto dalla LUCY, la madre della groupie. Gnocco fritto e affettato, lè, acsè al colesterolo l’è a post.

La groupie e la Lucy friggono il gnocco - foto di TT

La groupie e la Lucy friggono il gnocco – foto di TT

Per il resto vado con Jaypee e le due groupie alla Festa Dell’Unità di Bosco Albergati a mangiare il pesce, la location è sempre spettacolare, ma la musica che esce dalla zona concerti, dai vari stand e dalle varie zone musica è orribile. Penso a Paolino Lisoni che quando è al mare e sente nell’aria la stessa cosa si chiede incazzato “Ma che cazzo di musica di merda ascolta la razza umana?”. Quando poi passiamo vicino al ristorante brasiliano, ormai in chiusura, che spara quell’accozzaglia di suoni che spacciano per musica latino-americana mentre le cameriere do Brasil ballano , mi vien da vomitare. Puah.

A proposito di Liso, ci sentiamo via sms, è al mare e si ascolta BOB MARLEY. Anche Picca è down the seaside, sta leggendo le biografie di SPRINGSTEEN (immagino non sia la prima) e quella di MICK JAGGER. Sento anche BICCIO, e mentre lo sento cerco di organizzare il sinodo di fine estate alla Festa provinciale di Regium Lepidi. Vedere i confratelli del blues mi fa bene all’anima. Ne ho un gran bisogno.

ASMR…quasi come MUSIC al minuto 4:44 (e 5:10)

25 Lug

Son entrato in un nuovo tunnel: quello dell’ASMR. Qualche giorno fa leggevo il blog del nostro PICCA sulla Gazzetta Di Modena, nell’ultimo post parlava dell’ASMR ovvero della RISPOSTA AUTONOMA MERIDIANO SENSORIALE, da allora sono consapevolmente schiavo di quella piacevole sensazione di formicolio al cuoio capelluto, lungo la schiena o sulle spalle di solito accompagnato da uno stato di completo rilassamento mentale di chi la sperimenta. Essa è suscitata da diversi stimoli, principalmente visivi, uditivi o tattili, percepiti da un soggetto in maniera passiva.

http://figadein-modena.blogautore.repubblica.it/2013/07/17/io-che-credevo-di-essere-un-pervertito-e-invece-ero-solo-un-asmr/

asmr

Fino all’altro giorno ne ero ignaro, o meglio non avevo mai riflettuto sulla cosa, certo ne ero consapevole. Come il nostro Pike Boy sono uno che in certe situazioni riceve i tingles, quegli stimoli gradevoli di cui sopra; me ne accorsi da piccolo a messa nell’abbazia di Ninetyland. Il lento salmodiare del prete un giorno scatenò in me una deliziosa sensazione…il cuoio capelluto, il collo, le spalle sembravano preda delle increspature d’aria date da un delicato volo di farfalle. Non ci feci troppo caso, non mi scattò l’autoanalisi, ma come successe al giovane PICCA raggiunsi l’estasi mistica, vidi un fascio di luce luminosa e all’improvviso mi apparve l’arcangelo Gabriele…

L'arcangelo Gabriele

L’arcangelo Gabriele

…in preda agli “sgrisori” descritti da Picca stesso cercai di iniziare a vendere l’Italia al chilo, ma poi tutto passò e tornai alla mia normalità fanciullesca. Quelle sensazioni piacevolissime tornarono ogni volta che la supplente delle elementari si metteva a sussurrare qualcosa, oppure quando sentivo e  guardavo qualcuno (soprattutto di sesso femminile) parlare sottovoce magari muovendo le mani in un certo modo.

Ora so che questo “stato” si chiama ASMR, e che ci sono moltissimi esseri umani a cui – in certe occasioni –  scatta involontariamente questa cosa. Il problema è che ora il tema ASMR sta prendendo piede su facebook e su youtube così si è sempre più portati a ricercare il bottone dello start che metta in moto quella seducente sensazione…

Io, ragazzi, non riesco più a farne a meno, sono costantemente su youtube, il video di Diana Dew è perennemente in loop…ho sempre la pelle d’oca, alla base della nuca mi si sono formate galassie fatte di sensazioni soddisfacenti, vortici di brividi appaganti mi avvolgono le spalle e un inquietante stato di rilassamento-eccitamento mi pervade dalla mattina alla sera…un po’ come sentire continuamente il minuto 4:44 ( e 5:10) di MUSIC …e poi,  dato che anche stavolta immancabilmente siamo finiti a parlare di musica, se ci pensate bene, ASMR è l’anagramma di ARMS…

Southern Comfort

19 Lug

Pacchetto arrivato adesso da Amazon Italia…

Allman & ZZTop

La Cattiva a Saint Martin On The River, il sinodo d’estate degli illuminati del blues e la compilation di Picca e Tim

10 Lug

La CATTIVA COMPAGNIA langue da qualche mese, problematiche di vario tipo impediscono al gruppo di restare attivo; poi all’improvviso chiama il proprietario di un locale e ci chiede la disponibilità per un concerto da lì a qualche giorno. Naturalmente accettiamo…non faremo le prove, siamo fermi da marzo, siamo arrugginiti ma il rock and roll non è qualcosa di comodo.

La preparazione al concerto è sofferta: la notte tra mercoledì e giovedì la passo al pronto soccorso…la madre della groupie ha un problemino, preferiamo non rischiare. Passiamo otto ore al PS di Regium Aemilia; usciamo alle 5,30 di mattina. Io e la groupie guardiamo l’alba che monta sulla città, con i lampioni che si spengono, le genti che si svegliano, gli uccelli che si mettono a cinguettare. Alle 6 mi butto sul letto. Alle 12 mi sveglio, una doccia, corro da Brian e al pomeriggio sono in ufficio. La sera non avrei proprio una gran voglia di prendere in mano una chitarra, ma devo se voglio limitare le figuracce.

Venerdì riesco a scaricare, grazie alla generosità del mio amico AMDUSCIA, il nuovo bootleg soundboard dei LZ, THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE, Nassau Coliseum 13 febbraio 1975. E’ sempre una emozione ascoltare in ottima qualità audio un concerto dei LZ. Alle 13 esco dall’ufficio e mi fiondo alla domus saurea. Pranzo, insieme alla groupie carichiamo le due macchine (l’impianto naturalmente dobbiamo portarlo noi, così lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri amici dei TACCHINI SELVAGGI, con cui condividiamo – malgrado le gelosie  – la bassista preferita), una doccia e si parte.

Gli operai del rock si mettono al lavoro e in breve tempo il palchetto del WHISKEY A GO-GO (va beh, il CAZTUS CAFE’) è pronto…

Cattiva Compagnia - the catzus cafè stage

Un check alle chitarre…

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Un birretta in compagnia di Lorenz…

Lorenz & Tim - foto di LST

Lorenz & Tim – foto di LST

E si parte. Sono e siamo un po’ arrugginiti, ma nel complesso non siamo andati male. Qualche accordo poco preciso, qualche attacco non proprio esatto, ma anche tanta energia e voglia rock.

Momenti particolari: prima di CAN’T FIND MY WAY HOME il manico della mia chitarra prende contro qualcosa senza che me accorga; la corda di SI si trasforma in un (non ricordo bene) LA o in un RE. L’accordatura standard prende una piega obliqua, che comunque non stona del tutto con la canzone. Come PAGE anche io invento (per caso) accordature, diventerà un mio marchio di fabbrica…la famosa timtirelli’s semi-open tuning E A D G A-or-D E, il mio prossimo nickname sarà EADGAODE. L’altro momento che ricordo bene è l’assolo armonizzato di CAN’T GET ENOUGH, io e Lorenz in sincrono più o meno perfetto…che bel sentimento chitarristico.

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band. da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band.
da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

Ci vengono chiesti anche un paio di bis, così procediamo e chiudiamo con WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER. Quest’ultima l’ avevo tolta dalla scaletta, se si è un po’ arrugginiti si rischia di fare la figura di PAGE all’ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY DEL 1988…al momento della scarica elettrica dell’assolo senza la band butto la mano, chissà che ne viene fuori. Meno male che sia la telecamera in mano a mia sorella (videoripresista ufficiale della CATTIVA) e il registratore audio in mano a JAYPEE hanno smesso di funzionare in tempo.

Solite chiacchiere post concerto, smontaggio del palco, caricamento delle macchine e via a casa. Giunto in garage download dell’impianto, posizionamento dello stesso nella stanzina. Doccia e (senza che veda la groupie) un goccio di Southern Comfort prima di andare a letto. La adrenalina è ancora in circolo, così faccio ciò che avrebbe fatto PAGE dopo un concerto al NASSAU COLISEUM (droga esclusa of course). Spengo la lampada che sono le tre passate. Sospiro, penso ai miei sogni, poi mi lascio trasportare dalle correnti ascensionali che mi portano tra i notturni dei cieli estivi…”New York, good night”.

Sabato mattina, ore 7,30: suona la sveglia corro da Brian. Sono così cotto che non perdo la pazienza col mio vecchio. Lo porto in giro, la barista asiatica del bar di Chen il cinese mi sorride, entro al Conad del Torrenova per far la spesa per Brian….e mentre lo faccio mi dico che an s’è mai vèst Frank Marino andèr a fer la spesa dop aver sunèe al  GIORNO NEL VERDE al Colosseo di Querceto nel 1979 (il DAY ON THE GREEN all’OKLAND ALAMEDA COLISEUM insomma).

La sera che arriva questa volta è diversa dalla sera prima, c’è il SINODO D’ESTATE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. La serata è speciale perchè c’è l’iniziazione dell’aspirante confratello blues FABRITIUS SIMONORUM, Biccio insomma, colui che è carne della mia carne, anima della mia anima, il mio fratello di blues e di sangue, quello con e grazie a cui scoprii (qualcosa come 7 lustri fa) i FREE e JOHN MILES. Siamo solo in sette (groupie del blues compresa), il confratello JAYPEE è il solo ad avere la giustificazione (è in tour con gli STICKY FINGERS VIGNOLA EXPERIENCE), gli altri confratelli-fighette vengono retrocessi all’unanimità a “bidelli del blues”. La serata però è fantastica, siamo in forma, abbiamo l’hard rock blues che ci pompa nelle vene siamo in modalità “don’t take no prisoners”. Cena a base di pesce alla piccola Festa Dell’Unità di Gavassae (dove suona il gruppetto di liscio, stavolta col bassista sostituito da una tastierina triste triste) e poi ritrovo nell’outdoor notturno della domus saurea.

Illuminati del Blues alla Domus Saurea - Luglio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Illuminati del Blues alla Domus Saurea – Lugluio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Biccio porta in dono una bottiglia di Southern Comfort, il giusto beveraggio che fa da contorno alla cuca (anguria) e al gelato della award-winning gelatery di Borgo Massenzio.

A mò di ostia dono ai confratelli la compilation che insieme a Picca ho assemblato…un paio di cd all’apparenza anomali per dei fan di ALLMAN BROTHERS, GENESIS, NEIL YOUNG, BOB DYLAN, EMERSON LAKE AND PALMER e LED ZEPPELIN come siamo noi, ma le nostre anime sono onnivore e allora via, andiamo a naufragare nei passaggi del tempo…

tim & picca album

tim & picca album retro

Il Confratello Picca porta in dono vinili di estrema bellezza (DOORS, JACKSON BROWN, BEATLES, ROLLING STONES, DYLAN (con poster interno) e per me THE SONG REMAINS THE SAME versione giapponese con tanto di OBI) e Paolino Lisoni Cd in versione deluxe editions e digipack…ripeto, deluxe edition e digipack. Sono basito dai fremiti d’amore (virile s’intende) che sentiamo l’uno per l’altro. Questa porca vita non ci avrà, cazzo, almeno fino a che un alito di vento blues soffierà sulle nostre pianure piatte e afose, proletarie e piene di buoni sentimenti.

Fino alle due di notte stiamo a parlare, senza fermarci un attimo, di musica rock. Lo scrivo sempre lo so, ma che bello, cazzo! Li accompagno sulla carreggiata John Miles dove sono parcheggiata le macchine. Un abbraccio e un arrivederci…che il DARK LORD vegli su di noi.

THE DARK LORD

THE DARK LORD

La domenica di nuovo da Brian, o meglio Brian nel posto in riva al mondo. In campagna Brian si svaga un po’…passeggia per i campi, va dietro ai gatti, mi guarda mentre faccio il bagno della piscinetta. Tenerlo a bada è comunque lavoro impegnativo, ma me la passo grazie ai commenti che mi arrivano via email dai confratelli:

PICCA: “grazie della bella serata, abbasso i bidelli del blues”

LISO: “compilation perfetta (a parte chris rea) flor d’luna pietra miliare, malinconica, struggente, capolavoro assoluto del chitarrista messicano, sarà il tormentone dell’estate 2013… domus saurea come Headley Grange o Villa Nellcote. Confratelli alla prossima!!! Music was my first love and it will be my last”

TIM: “FLOR D’LUNA zenith chitarristico dell’umanità intera. Stop. CARLETTO SANTANNA come e più di LUDOVICO DA CAMPOBIETOLE (Beethoven insomma).Stop.Confraternita del Blues fulgido esempio di fratellanza a base etica e morale per il perfezionamento delle condizioni dell’umanità. Stop. SOUTHERN COMFORT nettare (e martello) degli Dei che da conforto ai Confratelli di Tim Tirelli. Stop. Riuscitissima iniziazione di Fabritius Simonorum.Stop. Till the next time we say goodbye…  Massenzatico…goodnight!Stop.Gloria In Excelsis Miles. Magister Timotheus”

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LISO: “Music min 4:44 john miles e’ sulla luna”
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TIM: “Quando giovincello arrivavo a quel punto iniziavo a tremare e ad avere la pelle d’oca. E prontamente riposizionavo la puntina su quel punto. Anche al minuto 5:10. quando con ancora più enfasi nel cantato e john Miles è su…saturno. D’ora in poi “Music minuto 4 e 44” farà parte del lessico del cerchio più ristretto dei maestri massenzio, per indicare “il sublime”. Per accrescere la suggestione, gli altri confratelli potranno schiacciare l’acceleratore con “Music minuto 5 e 10”. John Miles, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo! Ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa! Magister T
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BICCIO: “Grazie a tutti per la bellissima serata e per l’accoglienza ricevuta dai membri della Congregazione.”
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Lunedì mattina diretto in uffico,  verso Masone mi accorgo che i cartelli con i nomi delle vie hanno impostazioni diverse…alcuni col bordo blu, alcuni col bordo giallo, alcuni con le prime lettere dei nomi e cognomi maiuscole, alcuni invece con le minuscole, altri -INCREDIBILE- con la prima lettera del nome minuscola e la prima lettera del cognome maiuscola. Roba da non dormirci la notte.

Arrivato a Stonecity,mi fermo a fare il pieno all’ex distributore IES, ex perche il nuovo gestore, stanco delle vessazioni e della poca serietà del marchio, ha stracciato il contratto, ha fatto ridipingere le tettoie, ha cambiato l’insegna: V per Vaccari. Mi piacciono un sacco queste storie. Il gestore avrà 65 anni buoni, viene da Nonantola, e a quell’età prende in gestione un distributore e apre un brand tutto suo. Il carattere emiliano, cazzo! Mitico.

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Economizing on the blues

2 Lug

Pausa pranzo in ufficio: insalata di riso, frutta fresca, acqua Lete. Come al solito mi aggiro tra i soliti siti alla ricerca di qualche cd da comprare per alleviare i miei blues. Uno di questi ieri sera mi ha preso alla gola, tanto che ho dovuto mettere in registrazione il film che stavo vedendo su Sky e fare due passi  giù in cortile. Guardo un po’ in giro, deluxe edition, mini box set, edizioni giapponesi…poi arrivo a scoprire che sono appena stati rimasterizzati i primi dischi dei BLACKFOOT.

blackfootbundle

Uh, che prelibatezza. MARAUDER è uno di quegli album con cui sono cresciuto, quindi decido di non perdere la ghiotta occasione, che è un po’ meno ghiotta quando capisco che la cifra è in sterline; ma va bene lo stesso, ho bisogno di un po’ di soddisfazione garantita, ecco… seleziono il pagamento con  paypal…paga ora o  continua lo shopping? Dai, pago ora, ecco sto per dare invio quando squilla il cellulino: è Paolo Lisoni che vuol sapere a che ora suoneremo venerdì sera al Whiskey A Go-GO (va beh, il Caztus Cafè) di San Martin On The River. Mi chiede cosa sto facendo, gli spiego che stavo cercando un po’ di sollievo acquistando qualche cd dei Piedi Neri “Ah”, mi fa Paolino “siamo messi così!”.

Il coito è stato interrotto, le nuvole nere del futuro passano lente sopra la mia testa, non ho più il coraggio di spendere diverse decine di euro in cd. Peccato, ora non mi resta che continuare a scrivere il diario di un uomo che lavora...

Pomeriggio, in giro per lavoro, rollin’ down Stonecity’s avenues. Passo per Maranello, mi fermo all’edicola, quella toga, quella del mio amico Marchino con tutti i giornali esteri. Tralascio il reparto fumetti, ieri li ha già presi la groupie. PROG ha TUBULAR BELLS in cover, posso soprassedere; CLASSIC ROCK ha in copertina Bonamassa con la doppiomanico, ma non è che mi piaccia granché il KEVIN SHIRLEY protegè dunque non considero l’acquisto nemmeno per un secondo. BLUES ha GARY MOORE, qui faccio un po’ più di fatica a passare oltre, non mi interessano i suoi album blues, ma gli album hard rock degli anni ottanta li ho tutti. Devo risparmiare, dai, lasciamo stare. Poi arrivo a MOJO con KEITH e MICK in copertina…cazzo!

Mojo July 2013 Rolling Stones

Rimango un minuto a contemplarlo, ma non cedo. Mi ripeto che l’immediato  futuro potrebbe essere fosco e allora, STOP COI ROLLING STONES!

Me ne torno sconsolato nella blues mobile e nel caldo pomeriggio estivo, mentre attraverso quartieri industriali, piste automobilistiche e rotonde, mi ascolto STORIE DEL MISTERO E DELL’IMMAGINAZIONE del PROGETTO DI ALAN DEL PRETE. Nella quarta e nella quinta canzone canta GIOVANNI DI MILO (nome d’arte di GIOVANNI DA CITTA’ DEL FIUME ARGENTATO), e si sa…lui riesce sempre a rimettermi in piedi…

Digipack

Note:

Parson Name Meaning English: from Middle English persone, parsoun ‘parish priest’, ‘parson’ (Old French persone, from Latin persona ‘person’, ‘character’), hence a status name for a parish priest or perhaps a nickname for a devout man. The reasons for the semantic shift from ‘person’ to ‘priest’ are not certain; the most plausible explanation is that the local priest was regarded as the representative person of the parish. The phonetic change from -er- to -ar- was a regular development in Middle English.Americanized form of one or more like-sounding Jewish names.Americanized spelling of Swedish Pärsson, Persson (see Persson).

Miles Name MeaningEnglish (of Norman origin): via Old French from the Germanic personal name Milo, of unknown etymology. The name was introduced to England by the Normans in the form Miles (oblique case Milon). In English documents of the Middle Ages the name sometimes appears in the Latinized form Milo (genitive Milonis), although the normal Middle English form was Mile, so the final -s must usually represent the possessive ending, i.e. ‘son or servant of Mile’.English: patronymic from the medieval personal name Mihel, an Old French contracted form of Michael.English: occupational name for a servant or retainer, from Latin miles ‘soldier’, sometimes used as a technical term in this sense in medieval documents.Irish (County Mayo): when not the same as 1 or 3, an Anglicized form of Gaelic Ó Maolmhuire, Myles being used as the English equivalent of the Gaelic personal name Maol Muire (see Mullery).Jewish (eastern Ashkenazic): unexplained.Dutch: variant of Miels, a variant of Miele 3.

Errington Name Meanin English (Northumberland): habitational name from a place in Northumbria, so called from a British river name akin to Welsh arian ‘silvery’, ‘bright’ + Old English tun ‘enclosure’, ‘settlement’.

Source: Dictionary of American Family Names ©2013, Oxford University Press

Popstars in salotto

27 Giu

Tre sere consecutive da Brian. Lo lavo, gli preparo la cena, lo porto a far due passi e lo metto a letto. Questo dopo giornate di lavoro non proprio esaltanti. Torno a Borgo Massenzio attraversando la calda sera emiliana. Sono di umore grigio, sono stanco, ce l’ho col mondo. Cerco di rilassarmi, mi sono ripromesso di non portare lo stress e le vibrazioni negative a casa. Penso alla piscinetta da uomo di blues che ho giù nel pratino, una di queste domeniche mi aspetta una bella nuotata di due bracciate in mezzo metro d’acqua. Non vedo l’ora.

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La piscinetta nel posto in riva al mondo – foto di LST

Ascolto la compilation che sto assemblando a fatica con Picca, a fatica perché Picca mi caga solo di striscio…starà soffrendo il caldo dei suoi blues anche lui. Valuto l’accostamento dei brani, come s’ insediano l’uno nell’altro. Certo che alcuni pezzi sono proprio belli. Arrivo alla domus saurea, entro e nel corridoio trovo Palmiro stravaccato sul pavimento alla ricerca di un po’ di refrigerio. “Dura eh la vita Palmir? Hai limato del ferro oggi eh?”. Non mi degna di uno sguardo, lo scavalco.

Palmiro soffre il caldo - foto di LST

Palmiro soffre il caldo – foto di LST

Con la coda dell’occhio vedo che in salotto c’è un’estranea, metto a fuoco…cazzo, ma è PINK. Rimango a bocca aperta. PINK! Se non mi cagasse solo di striscio chiamerei Picca. Parto col mio inglese dalla patetica pronuncia emiliana:

“Exchiusmi Pink, bat wot ze fac iu du iar?”

Pink mi sorride. Non dice niente. Io allora aggiusto il mio inglese e insisto:

I am one of your fans. I like hard rock music and the Love Beach album but I like also your FUNHOUSE cd. Would you please sing something for me? What do I know…GLITTER IN THE AIR, my fave…or your beautiful version of BABE I’M GONNA LEAVE YOU”.

Continua a sorridere,  sembra quasi che ci stia…

“PINK, to me you are a beautiful fyga, can I offer you an ice cream in the award winning gelatery of Massenziosburgh?”

Non risponde. Uhm, c’è qualcosa che non va…questa PINK ha in mano un cd live degli YES, mi sa che è una finta Pink. Che sia Leopolda, la corrispettiva di Leopold, quell’australiano che ha preso il posto di Page?  Va beh, tanto io non sono mica FRANK MARINO…

“Veh, Pink, Leopolda, vin mo’ meg a tor un zlèe a Masinsàdeg…ca fòm du pas al fresc.” (“Veh, Rosina, vienimo’ con me a prendere un gelato a Massenzatico…che così facciamo due passi al fresco…)

Leopolda Pink

Leopolda (Pink) – la groupie col nuovo look

Pink 2

Pink 5

Caro diario & il potere taumaturgico di John Miles

26 Giu

Caro diario, domenica sera me ne tornavo a casa dopo aver passato la giornata a fare il badante a Brian, mio padre. Avevo ormai oltrepassato le porte del bosco di pioppi di Molino di Gazzata e percorrevo a media velocità la blue highway che porta al posto in riva al mondo quando, ad un incerto punto,  mi accorsi che stavo iniziando a sospirare sempre più forte. In breve mi parve di essere precipitato in un dirupo dell’anima da dove non riuscivo più a risalire. Il fine settimana che stava finendo era stato uno di quelli difficili; sabato avevo dovuto affrontare un imprevisto, uno di quelli che razionalmente sapevi che potevano capitare, ma nel trovarcisi in mezzo poi capivi quanto complicato fosse gestire la situazione.

Caro diario, credo di avere fatto il mio dovere in quel frangente, avevo reagito in modo fermo, razionale, pur senza perdere la tenerezza. Mi ero anche sentito dire un “ma come fai ad essere così forte?”, a cui avevo risposto minimizzando la cosa…“ma sai, un uomo è programmato diversamente rispetto ad un donna ad esempio”. Ma in definitiva lo sapevo di avere certe caratteristiche, sapevo di essere “uno che non si perde”, come diceva Julia.

Caro diario, a proposito di Julia, mentre tornavo domenica sera mi avrebbe fatto piacere avere ancora Julia con cui fare due chiacchiere, confrontarmi con lei mi aveva sempre aiutato a mettere in ordine i miei pensieri e i miei sentimenti, a piegare i miei blues e riporli con cura nei cassetti.. Domenica sera invece ero lì da solo, guidavo, e mentre guardavo la luna piena alla mia sinistra capii che mi ero messo a piangere…

Luna piena su Molino Di Gazzata - foto di TT

Luna piena su Molino Di Gazzata – foto di TT

Caro diario, mi vergogno un po’ a dirlo, ma poi penso che piangere sia un riflesso pieno di umanità, è l’accettare il momento di tristezza e renderlo noto agli altri, il recepirlo ed elaborarlo. Ma domenica sera ero lì da solo, con la luna e la musica. Sì, stavo ascoltando una compilation che con l’aiuto di un amico avevo messo insieme nei giorni precedenti…è con A SALTY DOG che iniziai a piangere, con EUROPA mi ripresi un po’,  LANDSLIDE mi fece franare di nuovo ma poi arrivò MUSIC e grazie ad essa fui in grado di risalire il dirupo dell’anima in cui ero precipitato. Percepivo in modo netto il grande potere taumaturgico della MUSICa, sapevo che grazie ad essa mi sarei rimesso in piedi ancora un volta, che come diceva quella gran figa della Terry “Si ricomincia”.

Caro diario, domenica sera arrivai finalmente nel posto in riva al mondo, la luna era sempre lì, ma il cielo aveva preso una una sfumatura di blu scuro deciso, là dove l’indaco si scioglie nella grande tavolozza del cielo notturno. Caro diario, come vedi sono un poetuncolo da strapazzo, ma anche queste cose mi servono a smarrire i fiotti di tristezza della mia piccola anima blu. Sì, blu, per una volta blu e non blues.

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Luna piena nel cielo indaco del posto in riva al mondo – foto di TT

Me ne stavo a rimirare la luna mentre MUSIC volgeva al termine, mi sentivo tutto un fremito, come se un raggio pieno di speranza e di forza proveniente dagli abissi siderali mi centrasse in pieno. Risentire l’ultima strofa portata in trionfo dall’orchestra mi fece di nuovo piangere, ma erano lacrime piene di vita, di accettazione della condizione umana, di risolutezza per e nel continuare a testa più o meno alta il cammino. Caro diario, spero di non averti annoiato, lo so che sono sempre i soliti blueselli di Tim Tirelli, ma che vuoi farci, tuffarmi tra le le tue pagine è piacere a cui non so resistere, lo scriverti è un balsamo senza pari per questo mio vecchio cuoricino di rock and roll, cuoricino che vorrebbe tanto battere all’unisono con quello di qualcun altro.

…To live without my music
Would be impossible to do
‘Cause in this world of troubles
My music pulls me through…

Storie dell’Emilia profonda: le autolinee Fernando Imovilli

25 Giu

Venerdì scorso ero al funerale di un vecchio zio acquisito. I funerali ormai sono le uniche occasioni per rinsaldare i rapporti con parenti che non vedi da anni e anni. Son lì che mi trattengo con zii e cugini quando mi si avvicina una figura conosciuta che però fatico a collocare nell’album dei ricordi. In dialetto reggiano stretto mi chiarisce ogni cosa:

MISTER X” Ciao, te t’è Stefano, al fiòl d’la Mara, vero?” (Sei Stefano il figlio della Mara vero?)

TIM “Sè, a sun mè, vò chi siiv?” (Sì sono io, voi chi siete?)

MISTER X: “A sun Francesco, al cusèin ed tò mèdra” (Son Francesco, il cugino di tua madre).

TIM: “Francesco! Ma sì, certo! Come sta?”

FRANCESCO MISTER X: “A stag bein. ‘scolta, finìi al funerèl, prèma d’andèr a ca’, pasa da me ca’t dag un lèber con la storia dal curèri et to nòon. T’el sè in du stag, vèdet a stag lè. An scurdèret mia. Ciao” (Sto bene. Senti, finito il funerale prima di andare a casa passa da me che ti do il libricino che ho scritto sulla storia delle corriere di tuo nonno. Lo sai dove sto, vedì sto lì…”

TIM: “va bèin, a fom acsè, a pàas dop. A se v’dom.”

Francesco ha un forno, proprio di fianco alla vecchia casa di mio nonno, casa che comprò anni fa, demolì e ricostruì rispettando l’architettura originale. Francesco ha sempre tenuto molto alla IMOVILLI legacy. Finito il funerale passo da lui, ricevo il libricino e mi metto in macchina a leggerlo. Non avevo mai visto vecchie foto delle corriere e della casa di mio nonno . E’ un colpo al cuore. Quello che sapevo era quel poco che ricordavo dai racconti di mia madre. A 22 anni mio nonno comprò a rate un taxi e con questo portava avanti indietro la borghesia di San Martino In Rio a Reggio Emilia. Qualche anno dopo comprò una corriera, poi una seconda e una terza. Nel 1948 si dice fosse arrivato ad averne sette. Credo che le cose gli andassero bene, ho diverse foto del 1948 di mia madre ventenne al mare a Cattolica con i suoi 3 fratelli e le sue tre sorelle. Immagino non fosse per tutti fare ferie sulla nostra riviera 65 anni fa. Mia madre inoltre suonava il piano e aveva frequentato le scuole superiori, indice di un tenore di vita mica da ridere all’epoca. Purtroppo mio nonno poco dopo si ammalò, morì nel 1953 a 53 anni lasciando mia nonna Anita, tre figli maschi minorenni e quattro figlie femmine poco più che ventenni. La ditta FERNANDO IMOVILLI non superò quella piccola catastrofe e fu costretta a chiudere i battenti, anche a causa di alcuni avvoltoi locali.

Leggere il resoconto di FRANCESCO mi aiuta a ricostruire la storia con maggiori dettagli, e ad approfondire il “rapporto” con un nonno che non ho mai conosciuto. La pubblico sul blog perché con la sua prosa genuina, offre uno spaccato dell’Emilia profonda di più di ottant’anni fa.

Blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  021 - Copia

blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  022

casa FERNANDO IMOVILLI   018

La casa di Fernando Imovilli con autorimessa a San Martino In Rio (RE)

Blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  023 - Copia

blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  024 - Copia

blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  025

Intervallo: DIFFERENZE

19 Giu
Jimmy Page - Old Mill House - Outside1990

Jimmy Page – Old Mill House, Windsor – Outside1990

Tim Tirelli - Domus Saurea - Outside 2013

Tim Tirelli – Domus Saurea, Borgo Massenzio – Outside 2013

L’essere chitarristi nell’approcciarsi alle fighe

18 Giu

Ieri mattina, ad un corso di formazione. Alle 8,45 parcheggio sotto l’edificio in cui si terrà il tutto. Una ragazza mi viene incontro e mi fa “Ciao, scusa, mi sapresti dire dove è la sede della XXX, non riesco a trovarla”. E’ una quarantenne di bell’aspetto, in carne, coi lunghi capelli ricci e rossastri. Fuma una Marlboro.

40 years old woman

“Sì, guarda è qui dietro. Sei qui per il corso anche tu? Per raggiungere l’aula è comunque possibile fare un percorso diverso, questo, vedi?”.

Lei mi sorride. “Ah, ecco. Grazie mille. Proprio non mi ci trovavo. Allora mi fumo una sigaretta e arrivo”. Lo dice mentre con gli occhi mi chiede se per caso avessi voglia di stare lì con lei a far due chiacchiere. Io, invece, ombroso e pieno di blues, non do nessun chance alla cosa. Le ho dato l’informazione, l’ho salutata …ho fatto quello che dovevo fare. Stop.

Verso le 10,40 pausa caffè. Scendo, entro nel bar, mi accorgo che lei affretta il passo per raggiungermi, capisco che potremmo bere un caffè insieme, ma no, incorruttibile, altezzoso e  timido, ordino il mio, lo bevo ed esco immediatamente dal locale.

Verso le 13 il corso finisce, firmo il foglio d’uscita e senza dir nulla a nessuno mi dirigo all’uscita.

La sera mentre torno verso Borgo Massenzio rifletto sulla cosa. Non sto naturalmente dicendo che potevano nascere sviluppi, che lei potesse essere interessata ad un uomo di blues come me, ma trovo curioso il mio comportamento. Logico, freddo, razionale, attentissimo a non fare la parte del maschio cascamorto. Sono uno di quei tipi che di groupie ne vuole una sola, lo so, ma non per questo devo cancellare la galanteria dal mio misero repertorio.

Sorrido… penso che se al mio posto ci fosse stato il mio amico LES, forse la scenetta si sarebbe svolta in modo diverso. Già, forse è questo…LES, che è cantante, le avrebbe sorriso, l’ avrebbe aspettata, l’ avrebbe scortata fino all’aula, le si sarebbe seduto accanto, le avrebbe offerto il caffè, e magari a fine corso le avrebbe potuto anche dire che le avrebbe preparato volentieri,  su cd, una compilation di pezzi rock accessibili anche alle fighe come lei.

Io, invece, chitarrista miserello dall’animo tormentato,  ho perso un’altra occasione buona stamattina, è andata a casa col cantante, la troia! Mi son distratto un attimo…colpa del blues che con i suoi discorsi seri e inopportuni mi fa’ sciupare tutte le occasioni e prima o poi lo uccido!… Lo uccido!

Tim Tirelli Live In Gavassae

Tim Tirelli & i chitarristi miserelli