Archivio | Tim’s blues RSS feed for this section

Uno per la vigna (The Autumn Song)

19 Set

Quando ero piccolo l’autunno cominciava in modo univoco il 23 settembre, da un po’ di tempo si tende invece a farlo iniziare invece il 21…è un errore, l’estate è la stagione più duratura e bisogna considerare l’orbita terrestre, quindi l’equinozio d’autunno cade un paio di giorni dopo il 21, il 23 settembre appunto…questa superficialità che sento in tivù, mi infastidisce sempre. Nel mio animo ad ogni modo l’autunno sboccia il giorno in cui inizia la vendemmia, quando col cuore gonfio di nostalgia rimembro i mesi di settembre passati dal nonno a vendemmiare, in quel periodo magico che si sviluppava tra la fine dei sessanta e l’inizio dei settanta. Ho scritto più volte qui sul blog che ho un rapporto carnale con la vite, d’altra parte il mio cognome è avvinghiato a questa pianta meravigliosa, essendo “l’allevamento a tirelle” un metodo di coltivazione che vedeva la vite “maritata ad un tutore vivo su cui si reggeva  (soprattutto all’olmo)”. Ricordo mio nonno Ettore, padre di Brian, gridare ad uno dei suoi figli “Dai, finès cla tirella.”

Mattina: lascio il posto in riva al mondo, percorro la stradina “lunga e tortuosa”, mi accorgo che Ronzoni gira per l’aia di casa sua con pantaloni e giacca blu da lavoro, un cappello di paglia in testa, volto lo sguardo e nella vigna di fronte cavagni per terra, un carro, gente che vendemmia: è iniziato quello che Brian chiama “avtunno”, con la vu.

Borgo Massenzio - vendemmia 2013

Borgo Massenzio – vendemmia 2013

Invece di immalinconirmi con musica bluesy, rispolvero uno dei più bei dischi live di sempre quello di BOB SEGER AND THE SILVER BULLET BAND…

Al pomeriggio in  giro tra Mutina e Stonecuty attraverso un forte temporale ascoltando LOREDANA BERTE’ alle prese con la TRAMPLED UNDERFOOT italiana…

e col suo rock…

Capito poi a Nonantola di prima mattina in questo metà settembre, lo studio del mio medico (e amico) John Louis (Gianluigi insomma) si è trasferito in piazza Gramsci, in pieno centro e mentre lo attraverso sento il sole sulla faccia, respiro l’aria fresca, gioco con le ombre tra le mura medievali dell’antico borgo; prima di tornare in ufficio mi fermo a Mutina da Brian, lo porto a prendere un caffè. Ci raggiunge anche mia sorella…mi chiedo se mai ci ritroveremo ancora tutti e tre insieme in un caffè a metà mattina in settembre. Brian si mangia la svedese e mi chiede quanti anni ho, sparo la cifra altissima a cui sono arrivato e mi dice “per me te t’è un zuvnèn” (per me sei un giovanottino)…c’è tanta tenerezza in quel zuvnèn, usato al posto di zuvnòt (giovanotto). Ah, caro vecchio Brian.

Al pomeriggio per lavoro mi fermo da Raffa allo studio fotografico di Scandilius….sembra indaffarato sugli scatti dei nostri clienti comuni…

S.E. -  Scandilius

Raffa - S.E. Scandilius

Raffa – S.E. Scandilius

mi avvicino, e scopro che invece sta contemplando le (belle) foto contenute nel suo recente libro…everybody has a dream…

Raffa contempla le foto del suo libro - foto di TT

Raffa contempla le foto del suo libro – foto di TT

Insieme alla groupie la sera vago per le FESTE DELL’UNITA’ di Regium Lepidi e di Mutina; come sempre finiamo negli stand dedicati alle librerie… notiamo sempre più che gli scaffali sono invasi da un sacco di titoli usciti dopo il successo di gente come DAN BROWN e GLENN COOPER …

SAMSUNG SAMSUNG SAMSUNG

Forse dovrei cercare anche io di darmi al thriller storico e scrivere la TRILOGIA MEFISTOFELICA NONANTOLANA : L’ABBAZIA DEL MISTERO, SANGUE NELLA PIEVE, I TEMPLARI NERI DELLA CHIESA DI SANTA FILOMENA, e dopo il successo pubblicare il seguito: I GUARDIANI DELLA TORRE DELL’OROLOGIO

La cripta dell'abbazia di NNT

La cripta dell’abbazia di NNT

Templari nell'abbazia di NNT

Templari nell’abbazia di NNT

La Pieve di San Michele Arcangelo di Nonantola

La Pieve di San Michele Arcangelo di Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Chiesa di Santa Maria Fuori Le Mura alias Chiesa di Santa Filomena a Nonantola

Torre dell'orologio di NNT

Torre dell’orologio di NNT

Nel mio girovagare avanti e indietro mi immergo completamente negli umori dell’autunno, l’aria della mattina si fa frizzante e io la taglio mentre nella blues mobile attraverso la Via Emilia ed osservo la vita che scorre…sullo sfondo della terra arata di fresco che assume quel colore che sta tra il marrone scuro e il grigiastro, il negro attende l’autobus alla fermata mentre parla la telefono, la donna di mezza età fa footing avviluppata da una tuta improbabile e con un passo che la fa assomigliare ad una papera ancora intorpidita dal sonno, l’autista del nordest europeo in zoccoli e con il portafogli assicurato ai jeans da una catenella chiede informazioni stradali al gestore di un distributore…la blues mobile rolla tranquilla sullo stradone Herberia-Stonecity mentre la BANDA MUSICALE DI MANISCALCO FOLLATORE (la MARSHALL TUCKER BAND insomma) lì nel car stereo canta il proprio amore per una certa VIRGINIA…

mentre cerca di spingere lontano i miei blues….

Quando poi parte il flauto di CAN’T YOU SEE il mondo parte per un’orbita tutta sua, e io mi ritrovo a galleggiare sopra ad aria sonora di incredibile potenza emotiva. La MARSHALL mi trasporta verso abissi di tristezza per poi farmi risalire verso vette altissime…sconquassato, obnubilato, confuso ma tutto sommato felice, mi ritrovo sotto l’ufficio e spegnere la musica in quel momento è una violenza inaudita che pratico a me stesso. Ma devo lavorare e così lascio che TOY CALDWELL suoni solo nei miei pensieri.

La sera ritornando verso Borgo Massenzio, ascolto STREET LEGAL di BOB DYLAN…

…e ancora mi lascio suggestionare dall’atmosfera settembrina, i raggi del sole ormai al tramonto danno alla domus saurea quel riflesso speciale, quel velo di malinconica beatitudine che avvolge tutto in una sorta di candore autunnale… l’aria non sa più d’estate, l’uva è pronta per essere raccolta e un altro anno si avvia alla fine…

Domus Saurea in settembre - foto di TT

Domus Saurea in settembre – foto di TT

Domus Saurea in Settembre - foto di TT

Domus Saurea in Settembre – foto di TT

Me ne salgo in casa e, dopo cena, capisco che forse anche Palmiro sente l’arrivo dell’autunno, viene ad accoccolarsi accanto a me, quasi ne sentisse i primi spifferi…

Palmiro & Tim (foto della groupie)

Palmiro & Tim (foto della groupie)

Settembre, la vendemmia, i colori della campagna che si infiammano prima di spegnersi, il crepuscolo, il cambio di stagione…il mood giusto per l’uomo di blues.

TT - one for the vine  - sett 2013

TT – one for the vine – settembre 2013

Il sinodo di fine estate degli illuminati del blues, la fiera di Bagnolo In Piano e la modenesità perduta

5 Set

Il dramma si compie gli ultimi istanti del sinodo: è da poco passata l’una di notte, mi accingo a salutare l’ultimo confratello… El Pique, the Pike Boy, Stivanèin Piccagliàn, (Picca insomma) ringraziandolo per il dono recatomi (Il live THE SONG REMAINS THE SAME su CD versione non rimasterizzata, il TSRTS vero insomma, che inspiegabilmente non avevo in CD):

TIM: “Va beh dai, alòra as sintòm” (Allora ci sentiamo)

PICCA “Tim, mo dio canta, te tee un nunantlàn, t’en po brisa parlèr acsè, te’m per un arsàn” (Tim, god sings, sei un nonantolano, non puoì mica parlare così, mi sembri un reggiano”)

In un secondo elaboro il fatto: mi sto reggianizzando. Aiuto!

Avrei dovuto usare “Sintàm” e non “Sintòm”.

Modenese di nascita, ma reggiano di origine (genitori e tutti i parenti), il mio dialetto fino a poco manteneva comunque l’accento di Modena, sebbene usassi diversi termini propriamente reggiani tipo sarabìga (zanzara); le prime vocali di pollo, bolla, rosso le pronuncio ben chiuse, alla modenese, e non aperte come fanno quei finocchietti dei reggiani. Ora però la mia modenesità vacilla, mi scappano dei “fa gninto” invece dei “fa gninta”, dei “at salòt” (come uno Zucchero qualunque da Roncocesi), dei “sintòm/andòm/a fòm”. Dall’altra sera sì aperta ufficialmente la crisi dell’identità dialettale, e ora vago disperato chiedendomi chi sono e da dove vengo. E dire che la serata si era svolta in  maniera impeccabile. Malgrado alcuni confratelli mancassero, alcuni con giustificazione (Liso, Jaypee, Sutus), alcuni senza e per questo declassati al grado di Roadies del blues (Athos e March), lo spirito volava alto tra le menti tormentate dei fratelli di blues. Ritrovo alla Festa dell’Unità provinciale di Regium Lepidi, cena al ristorante ADRIATICO, caffè corretto offerto da Riff, capatina alla bancarella dei cd e degli LP, salto in libreria e assemblea in uno stand deserto dopo uno dei soliti incontri politici.

Illuminati del blues 31-8-2013: da sx a dx: Biccio, Picca, Mixi, Tim, Riff, Francesco, Lorenzo Stevens

Illuminati del blues 31-8-2013: da sx a dx: Biccio, Picca, Mixi, Tim, Riff, Francesco, Lorenzo Stevens

Si erano toccati temi importanti quali “l’impatto dell’immigrazione sulle nostre città” e dell’incredulità nel vedere che nessuno della sinistra (area politica di cui più o meno facciamo parte quasi tutti) ponga la questione, lasciando che le sole lega e destra dialoghino con le pance degli italiani. Senza perdere la tenerezza e i valori universali insiti nell’uomo occorre trovare (o almeno provare) qualche soluzione: i modenesi ormai non frequentano più Modena, i reggiani fanno lo stesso con Reggio. Le minoranze etniche che si spartiscono i luoghi di aggregazione cittadini poi si odiano a morte. Io nostri sindaci, pur essendo buoni diavoli, non possono continuare a parlare in termini trionfalistici del successo dell’integrazione nelle nostre città. Zio can, mo dove?

La inesauribile verve di Picca aveva reso comunque la discussione piacevolissima e divertente. In my book, the Pike is the fucking number one.

Un’ultima nota, molto positiva: la Festa provinciale dell’Unità di Reggio Emilia sabato sera era imballata di gente. La fila per entrare al ristorante Adriatico era di parecchi metri fino alle 22,30 passate. Suonava Max Gazzè, quindi non si può nemmeno dire che si fosse riempita perché che so, suonavano i Pink Floyd, Zucchero, Vasco o Liga. Che una sera ogni tanto la gente rinunci a star davanti alle televisioni è un buon segno.

Lunedì sera accompagno la groupie a Flumen Baniolus: c’è la fiera del paese che prevede una sfilata di moda a cui partecipa Lapatty sorella della groupie, o meglio i capi del suo negozio di intimo. Alcune modelle sfileranno al ritmo di un cd che ha preparato la groupie, così andiamo a vedere l’effetto che fa. La cosa che mi sorprende maggiormente è l’aria dimessa della fiera. Non riesco a crederci: BAGNOLO è un paese di circa 10.000 abitanti e chiamano fiera sei bancarelle sei appoggiate sulla via principale. Più che in Emilia sembra di essere a Sarajevo durante i black out dovuti alla guerra di Bosnia. E dire che davanti al palco dove si svolge la sfilata la gente è accorsa numerosa, c’è un’evidente voglia di star fuori, di aggregazione; ma bastava voltare lo sguardo per accorgerrsi che si trattava di una delle fiere più lofi che io avessi mai visto. Al confronto la country fair di luglio a Nonantola sembra il Festival di Knebworth del 1979 (la serata del 4 agosto) …

In attesa che arrivi il turno della sfilata della sorella della groupie, faccio un giro per Bagnolo: davanti ad un bar con uno spazio all’aperto si esibisce un gruppo musicale, trattasi di gente di una certa età alle prese con una qualcosa di indefinibile. Scarsa tecnica, terrore del palco, nessuno in grado di comunicare qualcosa. Un ragazza (probabilmente la moglie) si avvicina al palco e scatta una foto al tastierista cantante. Una tristezza infinita. Dico alla groupie: “Se dovessi finire così ti autorizzo a sparami un colpo in testa”.

Tra una sfilata e l’altra un paio di conduttori cercano di riempire i tempi morti improvvisando chiacchierate in dialetto reggiano stretto. Presentano poi un tributo a SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI, ed è qui che va in scena l’incredibile: un gruppo di anziani entra sul palco sulle musiche del celebre film/musical, vestiti in stile country ma anni ottanta, iniziano a muoversi goffamente cercando di portare a casa qualche passo di danza accettabile, senza riuscirci. Sono basito. Mi chiedo che ci faccio lì, il gap nel mio confronto interno tra Modena e Reggio aumenta.

Anziani in ordine sparso che s'imbalzano sulle note di SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI - foto di Saurit

Anziani in ordine sparso che s’imbalzano sulle note di SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI – foto di Saurit

Finalmente la sfilata de Lapatty: sulle note di WUTHERING HEIGHTS entrano le prime modelle e via via tutte le altre muovendosi timidamente sulle musiche scelte dalla groupie: ELO, GERRY RAFFERTY, ALAN PARSON. Quando parte CARPET OF THE SUN dei RENAISSANCE guardo la groupie sorridere sorniona e compiaciuta, e mi chiedo se qualcuno lì intorno sa chi cazzo erano i RENAISSANCE. Chiusura sulle note di ROCKET MAN di ELTON JOHN. Gli unici 15 minuti di buona musica sono quelli offerti dalle sorelle TERENCESON. Brave ragazze.

Sfilata del negozio "Momenti"

Sfilata del negozio “Momenti”

In macchina, tornando a tarda sera vero Borgo Massenzio, io e la groupie non riusciamo a trovare una stazione che trasmetta musica decente. Oltre alle immondezze musicali trasmesse dalle radio commerciali, anche le stazioni più serie non trasmettono nulla di buono…solo quel pseudo rock moderno che piace a chi non piace la musica. Sfiniti ci appoggiamo su RADIO CAPITAL che passa un pezzo dei METALLICA. Arrivati in cortile spengo la macchina, devo pulirmi le orecchie da quel pattume sonoro…inserisco THE SOUTHERN HARMONY dei BLACK CROWES…parte l’intro di THORN IN MY PRIDE…quelle chitarre e quell’organo mi riportano l’equilibrio…la groupie si mette a suonare l’air bass, io faccio finta di essere RICH ROBINSON, mentre la notte scende profonda sulla campagna nera…

Al mattino ho ancora l’animo non sistemato, me ne accorgo dai cd da sentire in macchina che scelgo: CLASH e RAMONES. WHITE RIOT mi veste bene stamattina ma ascoltare i CLASH col batterista lofi è difficile, così opto per quelli col grande TOPPER HEADON…I FOUGHT THE LAW e così sia.

La sera sono al GRANDEMILIA, e abituato come sono a fare la spesa all’ARIOSTO di Reggio, mi pare di essere su di un altro pianeta: Modena I love you. Mentre torno alla domus saurea sono prigioniero della contrapposizione MO-RE. Il richiamo delle radici contro il senso d’appartenenza alla terra su cui sono nato. Bel dubbio amletico.

Stamattina, in giro per Stonecity con ancora quelle nubi nel cervello, mi rivolto nei pensieri; poi d’un tratto mi chiedo perché mi faccio di questi problemi…e capisco tutto: mi infilo i Ray Ban, spingo i FOREGNEIR nel car stereo, alzo il volume e – dopo aver comprato l’ultimo CLASSIC ROCK UK e il suo spin off BLUES (con MUDDY WATERS in copertina) – rollo lungo le freeway del distretto ceramico che è un piacere. Oh yeah, baby!

Down by the seaside blues

28 Ago

C’è chi critica l’andare al mare in Romagna (salvo poi tornarci ogni estate), io ringrazio il Signore dell’Oscurità per l’opportunità concessami anche quest’anno: rinnovare il battesimo, immergermi nelle acque del mare Adrias Kolpos (che è un mare molto blues) insomma mi permette di purificare l’anima, di bilanciarne la spinta sulfurea, di fare il pieno di iodio in attesa di traghettare la mia esistenza attraverso un altro gelido inverno. Certo, anelo alla possibilità di solcare mari esotici, di visitare città tipo la grande mela oppure quella per cui occorre mettersi dei fiori nei capelli prima di arrivare, di girare un po’ il globo terracqueo … ma quando non è possibile, sono felice di riuscire a godere appieno anche i pochi giorni spesi sulla nostra riviera.

Il nostro litorale mi fa tornare bambino, non occorre molto, sono un uomo di blues incline alla malinconia e alla nostalgia, giusto un odore particolare, un riflesso del sole che maestoso sorge dal mare bastano per farmi tornare indietro di 40 anni e più: in giro con mia madre alle 7,30 del mattino a fare la spesa, i MR NO, gli ZAGOR e i COMANDANTE MARK comprati all’edicola, i capelli biondi di URSULA…

TEDESCHI A POMPOSA: Ursula (in basso) e in piedi da sx a dx sua madre, Brian, sua sorella, suo padre - Lido Di Pomposa inizio anni settanta

TEDESCHI A POMPOSA: Ursula (in basso) e in piedi (da sx a dx) sua madre, Brian, sua sorella, suo padre – Lido Di Pomposa inizio anni settanta

Se poi vado ancora più indietro, verso la fine degli anni sessanta, vedo i “bunker” costruiti dai tedeschi nella seconda guerra mondiale che ancora dominavano le spiagge dei lidi ferraresi…

Lido di Pomposa (FE) fine anni sessanta - il Bunker dei tedeschi - Tim (primo a sinistra) e i suoi amici. In piedi (prima a sinistra) Lalli Tirelli.

Lido di Pomposa (FE) fine anni sessanta – il bunker dei tedeschi – Tim (primo a sinistra) e i suoi amici. In piedi (prima a sinistra) Lalli Tirelli.

Qualche giorno dunque sganciato dalla gestione del vecchio Brian, dai problemi legati al lavoro, dal rimbalzare continuamente tra Borgo Massenzio, Stonecity e Mutina. La prima giornata è preda del brutto tempo… tempesta, vento, mare mosso e anche io non sono a posto, non ho ancora staccato, le crisi d’ansia si susseguono senza sosta, leggo, dormicchio nella stanza d’albergo, guardo il mare in attesa che i venti di Thor smettano di soffiare …

TT contempla il mare - foto di LST

TT contempla il mare – foto di LST

Torna poi il sole, e allora mi adagio sul lento e placido rollio dell’Adriatico, mi immergo nelle sue acque, mi stendo al sole ad asciugare, vado con la groupie a mangiare il pesce nei ristorantini sul mare…

Ristorantino sul mare - foto di LST

Ristorantino sul mare – foto di LST

e mi godo la libertà che da sei mesi a questa parte la dispepsia funzionale mi dispensa: Ceres gelate e gelati da monello…

TT: Ceres gelate - foto di LST

TT: Ceres gelate – foto di LST

Gelati da monello - foto di LST

TT: mangiando improbabili gelati (come fossi un cinno) - foto di LST

TT: come fossi un cinno – foto di LST

Osservo l’umanità: un anziano che verso le 18 del pomeriggio legge L’UNITA’…

L'uomo che leggeva L'UNITA' - foto di TT

L’uomo che leggeva L’UNITA’ – foto di TT

…russi che arrivano al ristorante sul lungomare in costume e senza ciabatte e che riescono a convincere il titolare (che in un primo momento non voleva farli entrare) a farli pranzare almeno sotto al pergolato…

Russi senza bon ton - foto di LST

Russi senza bon ton – foto di LST

…e poi guardo il mare, meditabondo, mentre in cuffia, in modalità random, passano alcune delle migliori musiche che la razza umana sia mai riuscita a create:

THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY – GENESIS

NOTHING LEFT – JOYHNNY WINTER

TEN YEARS GONE – LED ZEPPELIN

HEAVY LOAD – FREE

1983 – VAN HALEN

READY FOR LOVE – BAD COMPANY

YOU SEE ME CRYING – AEROSMITH

I’M GOING HOME – TEN YEARS AFTER

EXCUSE ME – PETER GABRIEL

TAKE A PEBBLE – ELP

DON’T SAY YOU LOVE ME – FREE

ALL THE LOVE OF THE UNIVERSE – SANTANA

…e mentre ascolto ogni tanto guardo le persone, quasi tutte si accontenteranno di accennare ad uno sfasato passo di danza mentre la sera, passeggiando, si avvicinano al locale che propone l’immancabile latino-americana commerciale: una delle schifezze più ignobili che attraversano il pianeta. Non mi sento superiore, ma solo più fortunato, molto fortunato: poter godere del ROCK, quello vero, è sempre più un privilegio.

In spiaggia però mi avvicina un tipo: sto leggendo CLASSIC ROCK UK con in copertina i BLACK SABBATH…è Marco, bassista degli ANGEL WHINE tribute band del gruppo di Tony Iommi. Ci mettiamo a parlare, i musicisti rock finiscono sempre per trovarsi.

La sera porto la groupie in versione SPEED QUEEN a correre nei kartodromi e come sempre mi sorprendo del talento che questa emiliana verace, questa reggiana dagli occhi di ghiaccio ha per i motori (e la musica): nella prima gara è seconda su undici, nella seconda gara è prima su ventiquattro. Ha la classe di VALENTINO ROSSI e la geniale irruenza di MARC MARQUEZ. Che tipa la groupie…

La groupie e il numero magico - foto di TT

La groupie e il numero magico – foto di TT

Quando non siamo ai Kartodromi, sbirciamo le esibizioni dei vari gruppi che animano il lungomare: uno piuttosto lofi alle prese con un brano di BOB GELDOF, un trio un po’ bislacco alle prese con un repertorio più duro. Ci fermiamo a guardare questi ultimi: il cantante chitarrista è un tizio ben messo, calvo, in calzoni corti, il bassista è un nerd alto con la barba che se ne sta in disparte a suonare un basso a sei corde (solo per questo sei già bocciato, amico) e un batterista con grandi cuffie. Arriviamo che sono alle prese con THE JACK degli AC/DC, il pezzo successivo è loro ma è molto simile a IT’S A LONG WAY TO THE TOP IF YOU WANNA ROCK AND ROLL sempre del gruppo dei fratelli YOUNG. Dopo poco ce ne andiamo, ma l’approccio del frontman non è male. Ci crede il ragazzo.

Un paio di curiosità: due nessi che girano in spiaggia col metal detector in cerca di chissà quali tesori nascosti e un negozio di abbigliamento sul Porto Canale dal nome particolare:

Due nessi col metal detector - foto di LST

Due nessi col metal detector – foto di LST

Abbigliamento STAIRWAY TO HEAVEN...mah! Foto di Saura Terenziani

Abbigliamento STAIRWAY TO HEAVEN…mah! Foto di Saura Terenziani

Per il resto piacevoli conversazioni-bisticci a tarda sera con la groupie su chi sia il miglior tastierista del mondo (il mio KEITH EMERSON contro il suo RICK WAKEMAN) mentre beviamo Lemonsoda ghiacciate (lei) e una tisana calda bollente (io…va beh che la dispepsia sembra essersi calmata, ma non svegliamo il can che dorme…)

La groupie alza la cresta quando si tratta di difendere RICK WAKEMAN - foto di TT

La groupie alza la cresta quando si tratta di difendere RICK WAKEMAN – foto di TT

Poi, quasi all’improvviso tutto finisce, si riparte, ci si ritrova di nuovo alla domus saurea e al pomeriggio già in ufficio. Vita grama. Sento Dennis, gli chiedo se è ancora in qualchestan, a lavorare là nell’Europa dell’Est profonda; mi dice di sì, e aggiunge che deve trovare un modo per restare vicino ai suoi amori: l’Alessandra (la sua nuova compagna), i suoi figli e Ruben (che poi sarei io). Dennis che mi ama (in senso virile, of course) e che mi vuol star vicino. Vacca! Sento anche AMDUSCIA, una testadipiombo con cui sto approfondendo l’amicizia. Ci mandiamo email in codice molto divertenti. Parliamo ovviamente del dirigibile di piombo e delle voci riservatissime che riusciamo a cogliere circa i progetti futuri, ovvero quelle benedette deluxe edition che da tanto sono in procinto ad essere pubblicate. I tre porcellini stanno di nuovo litigando, chissà se troveranno mai un accordo. Avrei tanto bisogno di nuovo piombo zeppelin.

Rivedo poi Brian, gli faccio di nuovo da badante, ritorno a rigettarmi nel lavoro, penso alle piccole cose che dovrò affrontare nei prossimi mesi e mi chiedo, in questa fresca mattina di fine estate, se la vita sia davvero tutta qui. Diretto in ufficio affronto la grande curva ai piedi delle colline, nel car stereo i FLEETWOOD MAC di TUSK , nell’animo una quieta burrasca…

…but never have I been a blue calm sea
I have always been a storm
always been a storm
ooh always been a storm
I have always been a storm…

White summer blues

16 Ago

Estate bianca, lenta, gravida di umidità. Ti svegli nel letto e provi un disagio implacabile, un peso che ti schiaccia il petto…apri gli occhi e ti accorgi che il gatto Palmiro sta dormendo su di te… 6,4 kg che ti premono sul costato.

Palmiro - foto di LST

Palmiro – foto di LST

Ma c’è anche il disagio nel vedere tutti questi uomini che vanno in giro con le braghe corte, il calzino corto, col cervello corto, magari anche il pisello corto. Non manca quasi mai il tatuaggio sul polpaccio o sull’avambraccio. Alcuni, con i sandali, alcuni con l’infradito, alcuni col mocassino. Ecco la faccenda del mocassino mi distrugge (ma non quanto il sandalo) e quanto ti accorgi che anche il tuo dio del rock in una delle sue recentissime fotografie ha la stessa mise, il mondo sembra crollare. Voglio dire, MICK Fucking RALPHS della original BAD fucking COMPANY in braghe corte e mocassino come uno zio Fedele qualunque…mah!

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

Il disagio però viene anche dalla ultima visita che ha fatto Brian per la valutazione delle funzioni cognitive, il referto parla chiaro “…peggioramento…demenza grave…“. Brian lo vivo tutti i giorni, sono conscio del suo scivolare verso l’abisso, ma vederlo scritto non è che faccia piacere. Per la sua gestione ci stiamo pensando io e mia sorella con l’aiuto di un signora 2/3 ore al giorno, ma presto non sarà più sufficiente. Ecco allora che abbiamo iniziato a vagliare le possibilità di metterlo in una struttura. L’incontro col direttore di una di queste è una di quelle cose che non avresti mai pensato di fare, entrare nell’atrio, fare un giro, vedere 70 vecchi non certo in forma; cerchi di adattarti alla cosa, di vedere i lati positivi della struttura, le attività giornaliere niente male, la palestra, la lettura dei giornali, la cura che gli operatori hanno nel gestire gli ospiti…poi vedi anche la suorina indiana che viene mezz’ora al giorno a recitare il rosario, la statua della madonna a grandezza naturale con l’aureola illuminata e pensi che se un giorno finirai tu dentro ad una struttura come quella tirerai tante di quelle madonne che finiranno per cacciarti. Per entrare privatamente la lista d’attesa è di 4/5 mesi, e nel caso dovrai tirare fuori alcune centinaia di euro per coprire la parte che la pensione e l’accompagnamento di Brian non coprono. Bei pensieri, non c’è che dire.

Continuo comunque a portare fuori BRIAN, sebbene la cosa si faccia sempre più difficile e mi sorprendo ad osservarlo sempre più spesso, mentre fa le cose che gli dico di fare, mentre guarda la televisione e mi mette  tristezza vederlo annaspare alle prese con le azioni quotidiane più elementari. Lo metto poi alla prova, chiedendogli nomi dei suoi familiari, l’unico che ricorda sempre è quello di Ettore, suo padre. Mentre si fa la barba, gli dico “Da Brian che ci facciamo una foto, facciamo le facce da nessi” e lui sta al gioco…(“nessi” viene da “nescio”, ignaro, colui che non sa, e in emiliano “stupidotto”), riesce ancora ad afferrare certi giochetti mentali…

Tim & Brian: facce da nessi

Tim & Brian: facce da nessi

Fuori, tra la gente, Brian rinasce, il problema è che si ferma a parlare con tutti, ma per gli altri è sempre più complicato seguire i suoi ragionamenti. In macchina Brian mi dice cose che mi sciolgono il cuore: “Sei bravo, son contento che sei mio figlio” oppure “T’è al miòr om dal mond” (sei il migliore uomo del mondo). Lì per lì rido e gli dico che non è vero, poi mentre torno a Borgo Massenzio, da solo in macchina mi commuovo, e penso a quante altre volte ancora riuscirò a portarlo in giro. A volte mi chiede di portarlo a casa sua a Villa Bagno (frazione di Reggio dove è nato), così mi tocca spiegargli che le cose son cambiate e che ora vive a Modena. La cosa dapprima lo sorprende poi sembra capire. Lo guardo dritto negli occhi il mio vecchio e cerco di capire se è ancora con me, sono sicuro di sì…

Brian a Nonantola agosto 2013 - foto di TT

Brian a Nonantola agosto 2013 – foto di TT

A Ninentyland incontro anche Lasimo, la mia ex compagna. mentre beviamo un caffè penso al fatto che sia davvero una gran cosa che i nostri rapporti siano ancora così buoni, che ancora ci si preoccupi l’uno dell’altra, 14 anni di vita insieme che non sono finiti nel cesso. Meno male. Dopo gli aggiornamenti di prassi mi dice che nella compilation DRIFTING INTO TIME PASSAGES (che ho assemblato recentemente insieme a Picca) c’è un pezzo meraviglioso “Babe degli STYX, che pezzo ragazzi! Non lo conoscevo! Il cantante ha una voce che ROBERT PLANT la vede col lanternino“. Lasimo, ah!

Il K2 di Ninetyland ha cambiato gestione, ennesimo bar ad essere ora portato avanti da cinesi. Prima del loro avvento 2 caffè e due paste costavano 4,40 euro, adesso 3,80. Sono l’unico nonantolano all’interno del bar (Brian ha vissuto qui ma è nato a Reggio), nordafricani, slavi, asiatici…non è semplice adattarsi alla società che cambia. Mi sento un forestiero nella mia città.

Mentre girovago con Brian tra bar, Conad e parcheggi vedo cose che mi fan capire una volta di più che l’umanità non ha futuro: macchine di una bruttezza estrema…

Macchine di una bruttezza estrema - Modena zona Crocetta - foto di TT

Macchine di una bruttezza estrema – Modena zona Crocetta – foto di TT

e volanti di peluche…

Volanti di peluche - Modena Zona Crocetta - foto di TT

Volanti di peluche – Modena Zona Crocetta – foto di TT

Oltre ad aver perso JJ CALE e il mio amico ADRIANO VETTORE, in questi giorni se ne è andato anche ALLEN LANIER dei BLUE OYSTER CULT…

Allen Lanier dei BOC

Allen Lanier dei BOC

Per il resto sopravvivo in attesa di qualche giorno sulla nostra riviera. Sgironzolo  qui nei paraggi della domus saurea, ne osservo il verde…

Domus Saurea agosto 2013 - foto di TT

Domus Saurea agosto 2013 – foto di TT

i girasoli giganti dell’orto …

I girasoli giganti dell'orto della groupie - foto di TT

I girasoli giganti dell’orto della groupie – foto di TT

i grandi getti d’acqua che innaffiano i campi lì intorno…

Borgo Massenzio - watering the meadows - foto di TT

Borgo Massenzio – watering the meadows – foto di TT

I prugni pieni di prugne…

I prugni della domus saurea - foto di TT

I prugni della domus saurea – foto di TT

Insieme alla groupie salvo  poi dalle grinfie di Palmiro un piccolo di gazza caduto da un frassino lì vicino, lo nutriamo, lo teniamo un notte con noi ed infine lo portiamo alla sezione della LIPU di Regium Lepidi…

La groupie e il gazzettino - foto di TT

La groupie e il gazzettino – foto di TT

Durante le notti rosa di Regium Lepidi faccio un salto in centro, passeggio con la groupie sottobraccio, contemplo le architetture della città, mi fermo a guardare gli UNFORGETTABLE suonare classici senza tempo. Con la cantante (la Stefi Montanaro) e il chitarrista/bassista (Sal Bonito) improvviso poi una jam session qui in garage durante una grigliata organizzata dalla groupie. Pur venendo da mondi lontani io e SAL riusciamo a comunicare, pentatoniche e modo misolidio che si incontrano e s’intrecciano. Mica male. C’è poi una certa soddisfazione vedere SAL suonare ed ammirare la mia LES PAUL CUSTOM e il FENDER JAZZ BASS della bassista preferita.

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro - foto di LST

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro – foto di LST

Alle Massenziadi (la festa paesana di Borgo Massenzio che si protrae per buona parte dell’estate) quest’anno vado a vedere la MERQURY BAND. 7 anni fa li vedemmo al FUORI ORARIO e da allora io e la Saurit siamo fan di FERDINANDO ALTAVILLA. Ci sono un nuovo bassista e un nuovo chitarrista rispetto alla formazione che conoscevamo; lo show è gradevole, FERDI non è più quello di 7 anni, ma il tributo – pur ormai di routine – è sincero. Durante la presentazione dei membri del gruppo suonano anche IMMIGRANT SONG dei LED ZEPPELIN. Ah.

MerQury Band - Live in Massenzatico 2013 - Ferdinando Altavilla - foto di LST

MerQury Band – Live in Massenzatico 2013 – Ferdinando Altavilla – foto di LST

Aiuto poi la groupie a stirare. O meglio, lei stira ed io cerco di piegare la biancheria. Le ho comprato poco fa un’ asciugatrice affinché fatichi il meno possibile per quell’incombenza…mi sento sempre in colpa. Così non appena l’asciugatrice finisce “stiriamo” e pieghiamo tutto subito. Per circa 40 minuti piego magliette, slip, boxer e calze e li ripongo nei cassetti del comò in camera. Poi le chiedo “Sono bravo?” e lei “Sei volenteroso” e sottovoce “ti manca l’usta” (usta, dal dialetto emiliano-romagnolo “intelligenza, furbizia, buon senso, senso pratico, saper fare le cose”).

Palmiro aiuta nello stiraggio - foto di LST

Palmiro aiuta nello stiraggio – foto di LST

Me ne vado a capo chino e mi dico che “An s’è mai vest Johnny Winter mèter a post al mùdanti” (non si è mai visto JOHNNY WINTER mettere a posto le mutande).

Riesco a fare un salto a QUARIEGH e a prendere un caffè con lo Zio Tonino, fratello maggiore di Brian, che a 87 anni vive da solo in una struttura per anziani autosufficienti. Parliamo dei tempi che furono, mi faccio spiegare per l’ennesima volta alcune cose relative al ceppo Tirelli, parliamo in dialetto reggiano stretto, cerco di farlo sorridere.

Lo Zio Toni e Tim - foto di LST

Lo Zio Toni e Tim – foto di LST

Nel ritornare ci fermiamo 5 minuti in una via in cui mi piacerebbe abitare…

Street of the Hell - foto di LST

Street of the Hell – foto di LST

Faccio poi le cose che si fanno qui in Emilia, tipo andare a mangiare il gnocco fritto dalla LUCY, la madre della groupie. Gnocco fritto e affettato, lè, acsè al colesterolo l’è a post.

La groupie e la Lucy friggono il gnocco - foto di TT

La groupie e la Lucy friggono il gnocco – foto di TT

Per il resto vado con Jaypee e le due groupie alla Festa Dell’Unità di Bosco Albergati a mangiare il pesce, la location è sempre spettacolare, ma la musica che esce dalla zona concerti, dai vari stand e dalle varie zone musica è orribile. Penso a Paolino Lisoni che quando è al mare e sente nell’aria la stessa cosa si chiede incazzato “Ma che cazzo di musica di merda ascolta la razza umana?”. Quando poi passiamo vicino al ristorante brasiliano, ormai in chiusura, che spara quell’accozzaglia di suoni che spacciano per musica latino-americana mentre le cameriere do Brasil ballano , mi vien da vomitare. Puah.

A proposito di Liso, ci sentiamo via sms, è al mare e si ascolta BOB MARLEY. Anche Picca è down the seaside, sta leggendo le biografie di SPRINGSTEEN (immagino non sia la prima) e quella di MICK JAGGER. Sento anche BICCIO, e mentre lo sento cerco di organizzare il sinodo di fine estate alla Festa provinciale di Regium Lepidi. Vedere i confratelli del blues mi fa bene all’anima. Ne ho un gran bisogno.

ASMR…quasi come MUSIC al minuto 4:44 (e 5:10)

25 Lug

Son entrato in un nuovo tunnel: quello dell’ASMR. Qualche giorno fa leggevo il blog del nostro PICCA sulla Gazzetta Di Modena, nell’ultimo post parlava dell’ASMR ovvero della RISPOSTA AUTONOMA MERIDIANO SENSORIALE, da allora sono consapevolmente schiavo di quella piacevole sensazione di formicolio al cuoio capelluto, lungo la schiena o sulle spalle di solito accompagnato da uno stato di completo rilassamento mentale di chi la sperimenta. Essa è suscitata da diversi stimoli, principalmente visivi, uditivi o tattili, percepiti da un soggetto in maniera passiva.

http://figadein-modena.blogautore.repubblica.it/2013/07/17/io-che-credevo-di-essere-un-pervertito-e-invece-ero-solo-un-asmr/

asmr

Fino all’altro giorno ne ero ignaro, o meglio non avevo mai riflettuto sulla cosa, certo ne ero consapevole. Come il nostro Pike Boy sono uno che in certe situazioni riceve i tingles, quegli stimoli gradevoli di cui sopra; me ne accorsi da piccolo a messa nell’abbazia di Ninetyland. Il lento salmodiare del prete un giorno scatenò in me una deliziosa sensazione…il cuoio capelluto, il collo, le spalle sembravano preda delle increspature d’aria date da un delicato volo di farfalle. Non ci feci troppo caso, non mi scattò l’autoanalisi, ma come successe al giovane PICCA raggiunsi l’estasi mistica, vidi un fascio di luce luminosa e all’improvviso mi apparve l’arcangelo Gabriele…

L'arcangelo Gabriele

L’arcangelo Gabriele

…in preda agli “sgrisori” descritti da Picca stesso cercai di iniziare a vendere l’Italia al chilo, ma poi tutto passò e tornai alla mia normalità fanciullesca. Quelle sensazioni piacevolissime tornarono ogni volta che la supplente delle elementari si metteva a sussurrare qualcosa, oppure quando sentivo e  guardavo qualcuno (soprattutto di sesso femminile) parlare sottovoce magari muovendo le mani in un certo modo.

Ora so che questo “stato” si chiama ASMR, e che ci sono moltissimi esseri umani a cui – in certe occasioni –  scatta involontariamente questa cosa. Il problema è che ora il tema ASMR sta prendendo piede su facebook e su youtube così si è sempre più portati a ricercare il bottone dello start che metta in moto quella seducente sensazione…

Io, ragazzi, non riesco più a farne a meno, sono costantemente su youtube, il video di Diana Dew è perennemente in loop…ho sempre la pelle d’oca, alla base della nuca mi si sono formate galassie fatte di sensazioni soddisfacenti, vortici di brividi appaganti mi avvolgono le spalle e un inquietante stato di rilassamento-eccitamento mi pervade dalla mattina alla sera…un po’ come sentire continuamente il minuto 4:44 ( e 5:10) di MUSIC …e poi,  dato che anche stavolta immancabilmente siamo finiti a parlare di musica, se ci pensate bene, ASMR è l’anagramma di ARMS…

Southern Comfort

19 Lug

Pacchetto arrivato adesso da Amazon Italia…

Allman & ZZTop

La Cattiva a Saint Martin On The River, il sinodo d’estate degli illuminati del blues e la compilation di Picca e Tim

10 Lug

La CATTIVA COMPAGNIA langue da qualche mese, problematiche di vario tipo impediscono al gruppo di restare attivo; poi all’improvviso chiama il proprietario di un locale e ci chiede la disponibilità per un concerto da lì a qualche giorno. Naturalmente accettiamo…non faremo le prove, siamo fermi da marzo, siamo arrugginiti ma il rock and roll non è qualcosa di comodo.

La preparazione al concerto è sofferta: la notte tra mercoledì e giovedì la passo al pronto soccorso…la madre della groupie ha un problemino, preferiamo non rischiare. Passiamo otto ore al PS di Regium Aemilia; usciamo alle 5,30 di mattina. Io e la groupie guardiamo l’alba che monta sulla città, con i lampioni che si spengono, le genti che si svegliano, gli uccelli che si mettono a cinguettare. Alle 6 mi butto sul letto. Alle 12 mi sveglio, una doccia, corro da Brian e al pomeriggio sono in ufficio. La sera non avrei proprio una gran voglia di prendere in mano una chitarra, ma devo se voglio limitare le figuracce.

Venerdì riesco a scaricare, grazie alla generosità del mio amico AMDUSCIA, il nuovo bootleg soundboard dei LZ, THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE, Nassau Coliseum 13 febbraio 1975. E’ sempre una emozione ascoltare in ottima qualità audio un concerto dei LZ. Alle 13 esco dall’ufficio e mi fiondo alla domus saurea. Pranzo, insieme alla groupie carichiamo le due macchine (l’impianto naturalmente dobbiamo portarlo noi, così lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri amici dei TACCHINI SELVAGGI, con cui condividiamo – malgrado le gelosie  – la bassista preferita), una doccia e si parte.

Gli operai del rock si mettono al lavoro e in breve tempo il palchetto del WHISKEY A GO-GO (va beh, il CAZTUS CAFE’) è pronto…

Cattiva Compagnia - the catzus cafè stage

Un check alle chitarre…

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Un birretta in compagnia di Lorenz…

Lorenz & Tim - foto di LST

Lorenz & Tim – foto di LST

E si parte. Sono e siamo un po’ arrugginiti, ma nel complesso non siamo andati male. Qualche accordo poco preciso, qualche attacco non proprio esatto, ma anche tanta energia e voglia rock.

Momenti particolari: prima di CAN’T FIND MY WAY HOME il manico della mia chitarra prende contro qualcosa senza che me accorga; la corda di SI si trasforma in un (non ricordo bene) LA o in un RE. L’accordatura standard prende una piega obliqua, che comunque non stona del tutto con la canzone. Come PAGE anche io invento (per caso) accordature, diventerà un mio marchio di fabbrica…la famosa timtirelli’s semi-open tuning E A D G A-or-D E, il mio prossimo nickname sarà EADGAODE. L’altro momento che ricordo bene è l’assolo armonizzato di CAN’T GET ENOUGH, io e Lorenz in sincrono più o meno perfetto…che bel sentimento chitarristico.

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band. da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band.
da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

Ci vengono chiesti anche un paio di bis, così procediamo e chiudiamo con WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER. Quest’ultima l’ avevo tolta dalla scaletta, se si è un po’ arrugginiti si rischia di fare la figura di PAGE all’ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY DEL 1988…al momento della scarica elettrica dell’assolo senza la band butto la mano, chissà che ne viene fuori. Meno male che sia la telecamera in mano a mia sorella (videoripresista ufficiale della CATTIVA) e il registratore audio in mano a JAYPEE hanno smesso di funzionare in tempo.

Solite chiacchiere post concerto, smontaggio del palco, caricamento delle macchine e via a casa. Giunto in garage download dell’impianto, posizionamento dello stesso nella stanzina. Doccia e (senza che veda la groupie) un goccio di Southern Comfort prima di andare a letto. La adrenalina è ancora in circolo, così faccio ciò che avrebbe fatto PAGE dopo un concerto al NASSAU COLISEUM (droga esclusa of course). Spengo la lampada che sono le tre passate. Sospiro, penso ai miei sogni, poi mi lascio trasportare dalle correnti ascensionali che mi portano tra i notturni dei cieli estivi…”New York, good night”.

Sabato mattina, ore 7,30: suona la sveglia corro da Brian. Sono così cotto che non perdo la pazienza col mio vecchio. Lo porto in giro, la barista asiatica del bar di Chen il cinese mi sorride, entro al Conad del Torrenova per far la spesa per Brian….e mentre lo faccio mi dico che an s’è mai vèst Frank Marino andèr a fer la spesa dop aver sunèe al  GIORNO NEL VERDE al Colosseo di Querceto nel 1979 (il DAY ON THE GREEN all’OKLAND ALAMEDA COLISEUM insomma).

La sera che arriva questa volta è diversa dalla sera prima, c’è il SINODO D’ESTATE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. La serata è speciale perchè c’è l’iniziazione dell’aspirante confratello blues FABRITIUS SIMONORUM, Biccio insomma, colui che è carne della mia carne, anima della mia anima, il mio fratello di blues e di sangue, quello con e grazie a cui scoprii (qualcosa come 7 lustri fa) i FREE e JOHN MILES. Siamo solo in sette (groupie del blues compresa), il confratello JAYPEE è il solo ad avere la giustificazione (è in tour con gli STICKY FINGERS VIGNOLA EXPERIENCE), gli altri confratelli-fighette vengono retrocessi all’unanimità a “bidelli del blues”. La serata però è fantastica, siamo in forma, abbiamo l’hard rock blues che ci pompa nelle vene siamo in modalità “don’t take no prisoners”. Cena a base di pesce alla piccola Festa Dell’Unità di Gavassae (dove suona il gruppetto di liscio, stavolta col bassista sostituito da una tastierina triste triste) e poi ritrovo nell’outdoor notturno della domus saurea.

Illuminati del Blues alla Domus Saurea - Luglio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Illuminati del Blues alla Domus Saurea – Lugluio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Biccio porta in dono una bottiglia di Southern Comfort, il giusto beveraggio che fa da contorno alla cuca (anguria) e al gelato della award-winning gelatery di Borgo Massenzio.

A mò di ostia dono ai confratelli la compilation che insieme a Picca ho assemblato…un paio di cd all’apparenza anomali per dei fan di ALLMAN BROTHERS, GENESIS, NEIL YOUNG, BOB DYLAN, EMERSON LAKE AND PALMER e LED ZEPPELIN come siamo noi, ma le nostre anime sono onnivore e allora via, andiamo a naufragare nei passaggi del tempo…

tim & picca album

tim & picca album retro

Il Confratello Picca porta in dono vinili di estrema bellezza (DOORS, JACKSON BROWN, BEATLES, ROLLING STONES, DYLAN (con poster interno) e per me THE SONG REMAINS THE SAME versione giapponese con tanto di OBI) e Paolino Lisoni Cd in versione deluxe editions e digipack…ripeto, deluxe edition e digipack. Sono basito dai fremiti d’amore (virile s’intende) che sentiamo l’uno per l’altro. Questa porca vita non ci avrà, cazzo, almeno fino a che un alito di vento blues soffierà sulle nostre pianure piatte e afose, proletarie e piene di buoni sentimenti.

Fino alle due di notte stiamo a parlare, senza fermarci un attimo, di musica rock. Lo scrivo sempre lo so, ma che bello, cazzo! Li accompagno sulla carreggiata John Miles dove sono parcheggiata le macchine. Un abbraccio e un arrivederci…che il DARK LORD vegli su di noi.

THE DARK LORD

THE DARK LORD

La domenica di nuovo da Brian, o meglio Brian nel posto in riva al mondo. In campagna Brian si svaga un po’…passeggia per i campi, va dietro ai gatti, mi guarda mentre faccio il bagno della piscinetta. Tenerlo a bada è comunque lavoro impegnativo, ma me la passo grazie ai commenti che mi arrivano via email dai confratelli:

PICCA: “grazie della bella serata, abbasso i bidelli del blues”

LISO: “compilation perfetta (a parte chris rea) flor d’luna pietra miliare, malinconica, struggente, capolavoro assoluto del chitarrista messicano, sarà il tormentone dell’estate 2013… domus saurea come Headley Grange o Villa Nellcote. Confratelli alla prossima!!! Music was my first love and it will be my last”

TIM: “FLOR D’LUNA zenith chitarristico dell’umanità intera. Stop. CARLETTO SANTANNA come e più di LUDOVICO DA CAMPOBIETOLE (Beethoven insomma).Stop.Confraternita del Blues fulgido esempio di fratellanza a base etica e morale per il perfezionamento delle condizioni dell’umanità. Stop. SOUTHERN COMFORT nettare (e martello) degli Dei che da conforto ai Confratelli di Tim Tirelli. Stop. Riuscitissima iniziazione di Fabritius Simonorum.Stop. Till the next time we say goodbye…  Massenzatico…goodnight!Stop.Gloria In Excelsis Miles. Magister Timotheus”

.
LISO: “Music min 4:44 john miles e’ sulla luna”
.
TIM: “Quando giovincello arrivavo a quel punto iniziavo a tremare e ad avere la pelle d’oca. E prontamente riposizionavo la puntina su quel punto. Anche al minuto 5:10. quando con ancora più enfasi nel cantato e john Miles è su…saturno. D’ora in poi “Music minuto 4 e 44” farà parte del lessico del cerchio più ristretto dei maestri massenzio, per indicare “il sublime”. Per accrescere la suggestione, gli altri confratelli potranno schiacciare l’acceleratore con “Music minuto 5 e 10”. John Miles, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo! Ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa! Magister T
.
BICCIO: “Grazie a tutti per la bellissima serata e per l’accoglienza ricevuta dai membri della Congregazione.”
.
Lunedì mattina diretto in uffico,  verso Masone mi accorgo che i cartelli con i nomi delle vie hanno impostazioni diverse…alcuni col bordo blu, alcuni col bordo giallo, alcuni con le prime lettere dei nomi e cognomi maiuscole, alcuni invece con le minuscole, altri -INCREDIBILE- con la prima lettera del nome minuscola e la prima lettera del cognome maiuscola. Roba da non dormirci la notte.

Arrivato a Stonecity,mi fermo a fare il pieno all’ex distributore IES, ex perche il nuovo gestore, stanco delle vessazioni e della poca serietà del marchio, ha stracciato il contratto, ha fatto ridipingere le tettoie, ha cambiato l’insegna: V per Vaccari. Mi piacciono un sacco queste storie. Il gestore avrà 65 anni buoni, viene da Nonantola, e a quell’età prende in gestione un distributore e apre un brand tutto suo. Il carattere emiliano, cazzo! Mitico.

???????????????????

Economizing on the blues

2 Lug

Pausa pranzo in ufficio: insalata di riso, frutta fresca, acqua Lete. Come al solito mi aggiro tra i soliti siti alla ricerca di qualche cd da comprare per alleviare i miei blues. Uno di questi ieri sera mi ha preso alla gola, tanto che ho dovuto mettere in registrazione il film che stavo vedendo su Sky e fare due passi  giù in cortile. Guardo un po’ in giro, deluxe edition, mini box set, edizioni giapponesi…poi arrivo a scoprire che sono appena stati rimasterizzati i primi dischi dei BLACKFOOT.

blackfootbundle

Uh, che prelibatezza. MARAUDER è uno di quegli album con cui sono cresciuto, quindi decido di non perdere la ghiotta occasione, che è un po’ meno ghiotta quando capisco che la cifra è in sterline; ma va bene lo stesso, ho bisogno di un po’ di soddisfazione garantita, ecco… seleziono il pagamento con  paypal…paga ora o  continua lo shopping? Dai, pago ora, ecco sto per dare invio quando squilla il cellulino: è Paolo Lisoni che vuol sapere a che ora suoneremo venerdì sera al Whiskey A Go-GO (va beh, il Caztus Cafè) di San Martin On The River. Mi chiede cosa sto facendo, gli spiego che stavo cercando un po’ di sollievo acquistando qualche cd dei Piedi Neri “Ah”, mi fa Paolino “siamo messi così!”.

Il coito è stato interrotto, le nuvole nere del futuro passano lente sopra la mia testa, non ho più il coraggio di spendere diverse decine di euro in cd. Peccato, ora non mi resta che continuare a scrivere il diario di un uomo che lavora...

Pomeriggio, in giro per lavoro, rollin’ down Stonecity’s avenues. Passo per Maranello, mi fermo all’edicola, quella toga, quella del mio amico Marchino con tutti i giornali esteri. Tralascio il reparto fumetti, ieri li ha già presi la groupie. PROG ha TUBULAR BELLS in cover, posso soprassedere; CLASSIC ROCK ha in copertina Bonamassa con la doppiomanico, ma non è che mi piaccia granché il KEVIN SHIRLEY protegè dunque non considero l’acquisto nemmeno per un secondo. BLUES ha GARY MOORE, qui faccio un po’ più di fatica a passare oltre, non mi interessano i suoi album blues, ma gli album hard rock degli anni ottanta li ho tutti. Devo risparmiare, dai, lasciamo stare. Poi arrivo a MOJO con KEITH e MICK in copertina…cazzo!

Mojo July 2013 Rolling Stones

Rimango un minuto a contemplarlo, ma non cedo. Mi ripeto che l’immediato  futuro potrebbe essere fosco e allora, STOP COI ROLLING STONES!

Me ne torno sconsolato nella blues mobile e nel caldo pomeriggio estivo, mentre attraverso quartieri industriali, piste automobilistiche e rotonde, mi ascolto STORIE DEL MISTERO E DELL’IMMAGINAZIONE del PROGETTO DI ALAN DEL PRETE. Nella quarta e nella quinta canzone canta GIOVANNI DI MILO (nome d’arte di GIOVANNI DA CITTA’ DEL FIUME ARGENTATO), e si sa…lui riesce sempre a rimettermi in piedi…

Digipack

Note:

Parson Name Meaning English: from Middle English persone, parsoun ‘parish priest’, ‘parson’ (Old French persone, from Latin persona ‘person’, ‘character’), hence a status name for a parish priest or perhaps a nickname for a devout man. The reasons for the semantic shift from ‘person’ to ‘priest’ are not certain; the most plausible explanation is that the local priest was regarded as the representative person of the parish. The phonetic change from -er- to -ar- was a regular development in Middle English.Americanized form of one or more like-sounding Jewish names.Americanized spelling of Swedish Pärsson, Persson (see Persson).

Miles Name MeaningEnglish (of Norman origin): via Old French from the Germanic personal name Milo, of unknown etymology. The name was introduced to England by the Normans in the form Miles (oblique case Milon). In English documents of the Middle Ages the name sometimes appears in the Latinized form Milo (genitive Milonis), although the normal Middle English form was Mile, so the final -s must usually represent the possessive ending, i.e. ‘son or servant of Mile’.English: patronymic from the medieval personal name Mihel, an Old French contracted form of Michael.English: occupational name for a servant or retainer, from Latin miles ‘soldier’, sometimes used as a technical term in this sense in medieval documents.Irish (County Mayo): when not the same as 1 or 3, an Anglicized form of Gaelic Ó Maolmhuire, Myles being used as the English equivalent of the Gaelic personal name Maol Muire (see Mullery).Jewish (eastern Ashkenazic): unexplained.Dutch: variant of Miels, a variant of Miele 3.

Errington Name Meanin English (Northumberland): habitational name from a place in Northumbria, so called from a British river name akin to Welsh arian ‘silvery’, ‘bright’ + Old English tun ‘enclosure’, ‘settlement’.

Source: Dictionary of American Family Names ©2013, Oxford University Press

Popstars in salotto

27 Giu

Tre sere consecutive da Brian. Lo lavo, gli preparo la cena, lo porto a far due passi e lo metto a letto. Questo dopo giornate di lavoro non proprio esaltanti. Torno a Borgo Massenzio attraversando la calda sera emiliana. Sono di umore grigio, sono stanco, ce l’ho col mondo. Cerco di rilassarmi, mi sono ripromesso di non portare lo stress e le vibrazioni negative a casa. Penso alla piscinetta da uomo di blues che ho giù nel pratino, una di queste domeniche mi aspetta una bella nuotata di due bracciate in mezzo metro d’acqua. Non vedo l’ora.

20130620_174655

La piscinetta nel posto in riva al mondo – foto di LST

Ascolto la compilation che sto assemblando a fatica con Picca, a fatica perché Picca mi caga solo di striscio…starà soffrendo il caldo dei suoi blues anche lui. Valuto l’accostamento dei brani, come s’ insediano l’uno nell’altro. Certo che alcuni pezzi sono proprio belli. Arrivo alla domus saurea, entro e nel corridoio trovo Palmiro stravaccato sul pavimento alla ricerca di un po’ di refrigerio. “Dura eh la vita Palmir? Hai limato del ferro oggi eh?”. Non mi degna di uno sguardo, lo scavalco.

Palmiro soffre il caldo - foto di LST

Palmiro soffre il caldo – foto di LST

Con la coda dell’occhio vedo che in salotto c’è un’estranea, metto a fuoco…cazzo, ma è PINK. Rimango a bocca aperta. PINK! Se non mi cagasse solo di striscio chiamerei Picca. Parto col mio inglese dalla patetica pronuncia emiliana:

“Exchiusmi Pink, bat wot ze fac iu du iar?”

Pink mi sorride. Non dice niente. Io allora aggiusto il mio inglese e insisto:

I am one of your fans. I like hard rock music and the Love Beach album but I like also your FUNHOUSE cd. Would you please sing something for me? What do I know…GLITTER IN THE AIR, my fave…or your beautiful version of BABE I’M GONNA LEAVE YOU”.

Continua a sorridere,  sembra quasi che ci stia…

“PINK, to me you are a beautiful fyga, can I offer you an ice cream in the award winning gelatery of Massenziosburgh?”

Non risponde. Uhm, c’è qualcosa che non va…questa PINK ha in mano un cd live degli YES, mi sa che è una finta Pink. Che sia Leopolda, la corrispettiva di Leopold, quell’australiano che ha preso il posto di Page?  Va beh, tanto io non sono mica FRANK MARINO…

“Veh, Pink, Leopolda, vin mo’ meg a tor un zlèe a Masinsàdeg…ca fòm du pas al fresc.” (“Veh, Rosina, vienimo’ con me a prendere un gelato a Massenzatico…che così facciamo due passi al fresco…)

Leopolda Pink

Leopolda (Pink) – la groupie col nuovo look

Pink 2

Pink 5

Caro diario & il potere taumaturgico di John Miles

26 Giu

Caro diario, domenica sera me ne tornavo a casa dopo aver passato la giornata a fare il badante a Brian, mio padre. Avevo ormai oltrepassato le porte del bosco di pioppi di Molino di Gazzata e percorrevo a media velocità la blue highway che porta al posto in riva al mondo quando, ad un incerto punto,  mi accorsi che stavo iniziando a sospirare sempre più forte. In breve mi parve di essere precipitato in un dirupo dell’anima da dove non riuscivo più a risalire. Il fine settimana che stava finendo era stato uno di quelli difficili; sabato avevo dovuto affrontare un imprevisto, uno di quelli che razionalmente sapevi che potevano capitare, ma nel trovarcisi in mezzo poi capivi quanto complicato fosse gestire la situazione.

Caro diario, credo di avere fatto il mio dovere in quel frangente, avevo reagito in modo fermo, razionale, pur senza perdere la tenerezza. Mi ero anche sentito dire un “ma come fai ad essere così forte?”, a cui avevo risposto minimizzando la cosa…“ma sai, un uomo è programmato diversamente rispetto ad un donna ad esempio”. Ma in definitiva lo sapevo di avere certe caratteristiche, sapevo di essere “uno che non si perde”, come diceva Julia.

Caro diario, a proposito di Julia, mentre tornavo domenica sera mi avrebbe fatto piacere avere ancora Julia con cui fare due chiacchiere, confrontarmi con lei mi aveva sempre aiutato a mettere in ordine i miei pensieri e i miei sentimenti, a piegare i miei blues e riporli con cura nei cassetti.. Domenica sera invece ero lì da solo, guidavo, e mentre guardavo la luna piena alla mia sinistra capii che mi ero messo a piangere…

Luna piena su Molino Di Gazzata - foto di TT

Luna piena su Molino Di Gazzata – foto di TT

Caro diario, mi vergogno un po’ a dirlo, ma poi penso che piangere sia un riflesso pieno di umanità, è l’accettare il momento di tristezza e renderlo noto agli altri, il recepirlo ed elaborarlo. Ma domenica sera ero lì da solo, con la luna e la musica. Sì, stavo ascoltando una compilation che con l’aiuto di un amico avevo messo insieme nei giorni precedenti…è con A SALTY DOG che iniziai a piangere, con EUROPA mi ripresi un po’,  LANDSLIDE mi fece franare di nuovo ma poi arrivò MUSIC e grazie ad essa fui in grado di risalire il dirupo dell’anima in cui ero precipitato. Percepivo in modo netto il grande potere taumaturgico della MUSICa, sapevo che grazie ad essa mi sarei rimesso in piedi ancora un volta, che come diceva quella gran figa della Terry “Si ricomincia”.

Caro diario, domenica sera arrivai finalmente nel posto in riva al mondo, la luna era sempre lì, ma il cielo aveva preso una una sfumatura di blu scuro deciso, là dove l’indaco si scioglie nella grande tavolozza del cielo notturno. Caro diario, come vedi sono un poetuncolo da strapazzo, ma anche queste cose mi servono a smarrire i fiotti di tristezza della mia piccola anima blu. Sì, blu, per una volta blu e non blues.

SAMSUNG

Luna piena nel cielo indaco del posto in riva al mondo – foto di TT

Me ne stavo a rimirare la luna mentre MUSIC volgeva al termine, mi sentivo tutto un fremito, come se un raggio pieno di speranza e di forza proveniente dagli abissi siderali mi centrasse in pieno. Risentire l’ultima strofa portata in trionfo dall’orchestra mi fece di nuovo piangere, ma erano lacrime piene di vita, di accettazione della condizione umana, di risolutezza per e nel continuare a testa più o meno alta il cammino. Caro diario, spero di non averti annoiato, lo so che sono sempre i soliti blueselli di Tim Tirelli, ma che vuoi farci, tuffarmi tra le le tue pagine è piacere a cui non so resistere, lo scriverti è un balsamo senza pari per questo mio vecchio cuoricino di rock and roll, cuoricino che vorrebbe tanto battere all’unisono con quello di qualcun altro.

…To live without my music
Would be impossible to do
‘Cause in this world of troubles
My music pulls me through…