THE ROADRUNNERS featuring Paul Rodgers

19 Lug

Ah, i Roadrunners, giovane band formatasi  Middlesbrough in Inghilterra nel 1963. Colin Bradley, Micky Moody, Paul Rodgers e Dave Usher. Vedere queste foto di un giovanissimo PAUL RODGERS alle prese con la sua prima rock and roll fantasy mi manda in solluchero.

THE ROADRUNNERS circa 1966: da sx a dx David Usher, Colin Bradley, Paul Rodgers, Micky Moody

THE ROADRUNNERS circa 1966: da sx a dx David Usher, Colin Bradley, Paul Rodgers, Micky Moody

The Roadrunners

The Roadrunners circa 1966: Paul Rodgers al basso all’estrema sx

Roadrunner oggi

I Roadrunner oggi: da sx a dx Micky Moody, Colin Bradley e Dave Ulsher

I Roadrunners oggi: Paul e Colin

I Roadrunners oggi: Paul e Colin

 

Southern Comfort

19 Lug

Pacchetto arrivato adesso da Amazon Italia…

Allman & ZZTop

Conversazione con MASSIMO BONELLI, discografico extraordinaire e ricercatore musicale

17 Lug

Conosco MASSIMO BONELLI da non tantissimo tempo, ma sin dai primi momenti ho dedotto che abbiamo affinità elettive… la passione per il rock, l’indirizzo politico, la visione del mondo. In più Massimo per qualche decennio ha fatto un lavoro che magari alcuni di noi sognavano e così ho pensato bene di chiedergli se fosse  interessato a fare due chiacchiere con noi.  Massimo si è dimostrato ben disposto alla cosa e aperto. Gli uomini come lui mi piacciono molto, è dunque un privilegio ospitarlo qui sul blog.

INTERVISTA A MASSIMO BONELLI –  Luglio 2013

Massimo,ci racconteresti qualcosa su di te, sulle tue esperienze professionali visto che hai lavorato per 35 anni presso la EMI e la SONY e se vuoi come essere umano? 

La mia grande fortuna è quella di aver vissuto tutto in diretta. Il cambiamento epocale della musica e del costume, la passione politica e l’indifferenza culturale.

Ho lavorato alla EMI nel periodo in cui Lennon, McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello. I Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica…

Quindi sono entrato in CBS (più tardi Sony) dove ho contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, tra cui anche molti “mordi e fuggi”: dagli Spandau Ballet agli Europe, lavorando anche al fianco di artisti eccezionali come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Michael Jackson (bravissimo), George Michael,  Claudio Baglioni, Leonard Cohen, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Fiorella Mannoia e molti altri.

M. Bonelli e Springsteen

M. Bonelli e Springsteen

In seguito ho avuto il compito di dirigere l’etichetta Epic nel nostro Paese. Da quel momento è iniziata una divertente sfida per superare la “sorella competitrice” Columbia, che aveva tutti i nomi affermati. La Epic non aveva artisti italiani e ho quindi iniziato a formare una piccola squadra, firmando contratti con artisti  come Renato Zero, Spagna (qualche milione di dischi venduto all’estero), Area, PFM e tanti nuovi talenti …oltre ai nomi internazionali che ho inserito nel nostro repertorio: Oasis, Michael Jackson, George Michael, Sade, Primal Scream, Korn (per citarne solo alcuni), fino ai Pearl Jam.

M Bonelli e MJ

M Bonelli e MJ

La creazione di un catalogo Epic è stata una bellissima avventura con un enorme successo che mi ha portato, in seguito a dirigere anche la Columbia: ovvero la Sony.

Verso il 2004, nella fase di unificazione tra Sony e BMG,  questo lavoro ha iniziato ad essere creativamente sterile; non si discuteva più  con gli artisti ma esclusivamente con i loro avvocati. La musica si stava arenando in una deriva piatta e spocchiosa. La televisione e le radio acquisivano un potere stolto ed arrogante. Alla fine, proprio in disaccordo con la delega creativa ai “talent show”, ho lasciato la discografia nel suo momento più cupo e sono tornato ad occuparmi della musica che amo, oltre che di viaggi, letture ed altre attività che mi hanno reso straordinariamente libero.

Mi definirei, con un po’ di narcisismo, un buon democratico progressista, con una spiccata e sensibile filosofia nei confronti della musica e di chi ne fa le veci. Sui biglietti da visita ho scritto “Ricercatore musicale”, un altro termine che dice tutto e nulla…

M Bonelli e Kate Bush

M Bonelli e Kate Bush

Massimo, non è una domanda originale, ma come è stato lavorare per tanti anni in due delle più grosse case discografiche del mondo? Da fuori noi immaginiamo chissà che, probabilmente non è tutto rose e fiori…     

MB. E invece sono state proprio rose e fiori.. almeno sino ad un certo periodo. Fin tanto che si riusciva a coniugare creatività e fatturato era tutto più divertente ed il successo alimentava entusiasmo e quindi altro successo. La voglia di correre rischi, di sfidare il mercato, di scoprire, di stupire. Poi si è tutto inaridito … artisticamente …economicamente …a quel punto son finite le rose e si sono appassiti i fiori.

Anche tu come molti di noi sei un musicologo, ti piace la musica buona, hai buon gusto…è stato difficile fare della musica il tuo lavoro e vivere sulla tua pelle certe dinamiche che magari non sono il massimo per il fine supremo, l’arte musicale?

MB. Come dicevo prima, il termine musicologo è un lusso che mi son permesso abusivamente.

Non sono uno studioso di musica, ma un semplice estimatore di tutto ciò che mi dà emozione, che sia Bob Dylan o Renato Zero, Eddie Vedder o Michael Jackson. Sono nato con l’interesse e la curiosità per la musica e ho avuto la fortuna di fare il mestiere che sognavo (altri tempi)…

Quando lavori su un progetto dalle sue origini, facilmente te ne innamori anche se non è proprio la  musica che hai sempre amato…

Inoltre, per rispetto alle mie origini, sono sempre stato una specie di Robin Hood della discografia.. con i successi delle “star” finanziavo i nuovi talenti… spesso inascoltato dalle radio e dai giornalisti.

M Bonelli e Clapton

M Bonelli e Clapton

Lo so, è una domanda che ti avranno già fatto in centinaia, ma tra tutte le rockstar con cui hai avuto a che fare ce ne è stata qualcuna che, guardandola negli occhi, ti sei detto “qui dietro c’è una gran persona”? Hai qualche storiella gustosa che ti va di raccontare?

MB. Più di un artista ha rivelato una grande e bella personalità: Bruce Springsteen, Eddie Vedder,  Franco Battiato, Francesco De Gregori… e Cyndi Lauper, straordinaria e vulcanica. Mi son sentito citare nel più famoso talk show americano, dove lei narrava la sua avventura italiana di cui fui protagonista a Bari. Al termine della cena, con lei e con altri musicisti, sono salito con lei sul tavolo a ballare un tango, suonato dai vari musicisti presenti. Ogni volta che ci incontravamo succedeva qualcosa di eclatante. Ma Cyndi Lauper è solo uno dei tanti aneddoti… potrei scriverne un libro intero.

M Bonelli e De Gregori

M Bonelli e De Gregori

Vista la tua esperienza, ci dai un commento sullo stato del Rock in Italia, e sulla musica in generale?

MB. Credo che coloro che desiderano fare musica siano troppo succubi della tv, delle radio e di tutto quel sistema che promette il raggiungimento di un successo facile e immediato. L’espressione del rock, e della buona musica in generale, deve arrivare alla gente tramite il palco più bello del mondo: la strada… i club.. le cantine…Se sei bravo e originale, se hai personalità,  arrivi dove vuoi … senza farti bruciare da falsi applausi  e ignobili promesse. Lo stato del rock, per il momento… non abita da queste parti.Ma se vai a cercare nei luoghi più nobilmente umili, troverai tanta gente pronta a stupirti…

Massimo, Dio esiste?

MB. Sì.. più di uno.. Ernesto “Che” Guevara.. Malcolm X .. John Lennon .. Jimi Hendrix.. Roy Harper .. Grace Slick (forse la madonna) .. posso continuare …??

Film: i tuoi 5 preferiti.

MB. La vita è meravigliosa (Frank Capra);  Across The Universe (Julie Taymor); Midnight in Paris (Woody Allen); Professione Reporter (Antonioni); L’ultimo spettacolo (Peter Bogdanovich)

M Bonelli e Missing Persons

M Bonelli e Missing Persons

Fumetti: i tuoi 5 preferiti

MB. Non sono un  appassionato di fumetti;  da ragazzino leggevo Tex Willer, Nembo Kid (Superman), Michel Valliant .. ma casualmente

Musica: 5 artisti o gruppi che ti piacciono da morire….

Faccio sempre nella mia mente queste classifiche quando sono in aereo.. ogni volta cambio almeno un nome: Roy Harper, Rolling Stones, Jimi Hendrix, Beatles, Pink Floyd… ma sto rinunciando ad altrettante parti vitali del mio amore per la musica…

Musica: 5 album senza i quali non potresti vivere?

MB. Beggars Banquet (Rolling Stones),  White Album (Beatles), Electric Ladyland (Jimi Hendrix), If I could only remember my name (David Crosby), Peter, Paul & Mary (PP&M)

Per Massimo Bonelli chi sono i Led Zeppelin?

MB. L’intro di un organo soave a una chitarra acustica e a una voce impressionante che intona Your Time is gonna come…. Da quel momento e soprattutto quell’album (il primo)  è iniziata un’altra bella storia…

M Bonelli e Jeff Beck

M Bonelli e Jeff Beck

Massimo, qual è il senso della vita?

MB. Sapersi emozionare… lasciarsi emozionare ..

Non voglio disturbare la tua privacy, se non ne vuoi parlare nessun problema, ma mi pare di capire che le tue figlie vivano all’estero, in Brasile, giusto? Da fuori sembrate una famiglia davvero aperta al mondo, moderna, libera…ti faccio i miei complimenti. E’ difficile convivere con certe distanze? Avere i tuoi cari dall’altra parte del globo?

MB.  Ho due figlie (avute da due mogli diverse) entrambe in Brasile. Paola, al nord tra dune di sabbie e oceano, è proprietaria di una meravigliosa pousada in un oasi di vegetazione tropicale in un villaggio chiamato Jericoacoara. Carolina, laureata a Torino, ha vinto una borsa di studio dal governo brasiliano sulle popolazioni dell’Amazzonia; è partita per il Brasile e non è più tornata. Dopo aver vagato per quell’immenso Paese, si è ora fermata a vivere nella foresta, tra la natura incontaminata del Capao, nella Chapada Diamantina, nello stato di Bahia. Grazie a Skype vedo loro e i loro bimbi frequentemente, oltre ad andarle a trovare spesso. Sono felici e quindi lo sono anch’io. Forse in Italia non sarebbe andata così bene.

M Bonelli e David Gilmour

M Bonelli e David Gilmour

Tua moglie Ivana è una Chef. Ci parli un po’ di lei, del suo lavoro, e di come portate avanti il rapporto?

MB. Il suo lavoro è un hobby che le dà grandi soddisfazioni, visto che è davvero appassionata di cucina ed è bravissima. Ivana, che è la mia terza moglie, è un caso unico difficilmente spiegabile. Oltre ad avere un grande talento creativo ed organizzativo per qualsiasi cosa desideri fare, è la persona più altruista e sensibile che io abbia conosciuto. E’ amata e stimata dalle mie figlie.. ma anche dalle mie precedenti mogli(!!!) … meravigliosa, straordinaria, profondamente complice di tutto ciò che io faccio e stimolatrice di ogni nostra iniziativa. … Credo sia una specie di super eroe senza tuta spettacolare …. Santa subito!!!

 Massimo e Ivana Bonelli

Massimo e Ivana Bonelli

Un libro che hai divorato. 

MB. Shantaram di David Gregory Roberts .. un viaggio magico, fantastico ..

Gli scrittori che segui con più passione?

MB. Joe R Lansdale: grottesco, pieno di realistica immaginazione… leggo molto e di tanti autori.. Lansdale merita la segnalazione perché è il più rock di tutti!

Qualche pulsione per il calcio? Mi par di capire che sei juventino. Il mio blog è in parte un covo di interisti, come vive uno come te questa rivalità che molto spesso travalica il buon senso e il buon gusto? Al di là di questo, in che immondezzaio sta finendo il calcio?

MB. Non sono un patito di calcio.. simpatizzo ingiustificatamente per la Juventus da quando ero bimbo e così lo faccio ancora, ma finisce tutto qui. Tra l’altro sono amico di Del Piero, mio concittadino, con cui ho collaborato nella realizzazione di alcune compilation con i suoi brani preferiti. Simpatizzo anche per la Triestina, ho vissuto parecchi anni in quella meravigliosa città. Ma la squadra è ignobilmente fallita. Confesso di non essere un grande sportivo. L’unica attività che ho fatto abbastanza a lungo è il nuoto.

Tu hai vissuto gli anni sessanta e settanta, avresti mai pensato che la società sarebbe arrivata a questi bassi livelli  e che l’Italia sarebbe precipitata in questa fogna dove etica, senso civico, fratellanza sono concetti ormai spariti? 

MB. Sarebbe avvilente vivere subodorando il fallimento della civiltà evoluta. Non ti rassegni mai, neppure di fronte a fatti clamorosi come quelli di questi ultimi vent’anni. Credo che l’inciviltà dei reazionari e dei loro mezzi sia stata, per il nostro Paese,  più devastante dell’amianto. L’imbarbarimento culturale sta causando un vuoto irreparabile come una guerra atomica. E purtroppo non ci sono più eroi o semplici intellettuali a difendere fragili barricate di speranza.

Quando guardi l’infinito, di solito a cosa pensi?  

MB. Quanto ci vuole a raggiungerlo… e soprattutto .. alle mie figlie ..

Il tuo pezzo rock preferito?

MB. You can’t always get what you want.. degli Stones: l’ho fatto suonare anche per il mio terzo matrimonio .. da brividi

M Bonelli e Freddie

M Bonelli e Freddie

Il tuo pezzo easy listening preferito (scusa ma non riesco a scrivere Pop, sono cresciuto musicalmente negli anni 70 e la musica Pop era altra cosa rispetto a ciò che si intende oggi). ..

MB. Eloise di Barry Ryan: straordinariamente originale rispetto allo standard dei pezzi della stessa epoca.

Ci snoccioli qualche nome di artisti o gruppi italiani che ami particolarmente?

MB. .Per primo Paolo Conte, uno dei pochi con cui non ho mai lavorato. Ivano Fossati: una specie di Eric Clapton italiano, ma l’artista che ho amato più di tutti è Lucio Battisti, unico e originale.

Che giornali musicali leggi?

MB. Mojo e Uncut. Ottime recensioni, articoli e biografie.

Che quotidiani leggi?

MB. Tutti i giorni il Corriere della Sera e nel week end anche La Repubblica.

Qual è la prima cosa a cui “guardi” quando senti un pezzo musicale?

MB. Nulla… lascio libera la fantasia …

Cosa fai adesso? Hai qualche progetto per il futuro?

MB. Sto collaborando ad alcune mostre. Una si sta svolgendo a Padova ed è dedicata ai Pink Floyd. Un’altra, il prossimo anno, mia… o meglio di tutto ciò che ho raccolto in 35 anni a fianco della musica e dei suoi protagonisti. Poi inseguo il sogno di realizzare una mostra di arte contemporanea, con le opere di un artista che mi piace moltissimo e che ho avuto il piacere di conoscere personalmente; ma per scaramanzia preferisco non dire niente…

Collaboro marginalmente anche con alcuni piccoli festival nella zona in cui risiedo in campagna sul lago d’Orta.. Jazz e Blues e anche con un festival che si svolge a Jericoacoara in Brasile: “Choro Jazz”, una meravigliosa miscela di musicisti brasiliani e provenienti da tutto il mondo, che si amalgamano quotidianamente in questo luogo stupendo, improvvisando sul palco delle jam session uniche e irripetibili. Ora anche nel Capao, sempre in Brasile, hanno organizzato un festival musicale, mia figlia tra l’altro canta e suona e il suo compagno è un ottimo musicista, magari mi renderò utile anche con loro. Poi mi piacerebbe fare un programma radiofonico… se qualcuno mi ospita…

M Bonelli

M Bonelli

Hai girato parecchio, in uno dei tuoi ultimi viaggi hai toccato il VIETNAM, ci racconti le che impressioni hai avuto?

MB. Prima per lavoro e poi con Ivana ho girato tutto il mondo a parte l’Australia e l’Africa (eccetto il Marocco). Ogni viaggio mi eccita, mi incuriosisce. Cerchiamo di vivere le realtà del posto a partire dai mercati dove si riversa la gente comune nella sua più totale normalità. Il Vietnam mi piace definirlo come desiderano loro sia definito “Vietnam: non una guerra, ma un Paese-

 Hoi An, Vietnam - foto di M Bonelli

Hoi An, Vietnam – foto di M Bonelli

Aggiungerei meraviglioso. I suoi abitanti sono tra le persone più cordiali e generose che abbia incontrato nei miei viaggi. Pensano al passato concentrandosi soprattutto sul futuro.

Ho Chi Minh foto di M.Bonelli

Ho Chi Minh foto di M.Bonelli

M Bonelli & Ivana in Vietnam

M Bonelli & Ivana in Vietnam

Quale è la cosa che ti manca di più dell’epopea classica della musica rock (seconda metà sessanta/seconda metà settanta)?

MB. La creatività e l’entusiasmo… l’originalità e la passione… l’ingenuità e il coraggio …

Quando si tratta di concerti rock vissuti in prima persona, quali sono i ricordi a cui sei più legato?..

MB. Facendo un conto approssimativo, credo di aver visto oltre 2000 concerti di ogni genere e categoria musicale. Da quelli spettacolari (su tutti Michael Jackson e Rolling Stones) a quelli profondi (Leonard Cohen, Bob Dylan, John Martyn etc) a quelli metal (Korn, Alice Cooper, Iron Maiden etc) a quelli italiani (tutti…). Tre su tutti: il primo di Michael Jackson (visto altre 7 volte) a Roma per il lancio mondiale di Bad .. emozionante.. spettacolare .. elettrizzante come Guerre Stellari. Il terz’ultimo dei Rolling Stones (visti in totale 8 volte) a San Siro con Ivana e mia figlia .. un juke box adrenalinico di tutte le generazioni Stones. Pearl Jam all’Arena di Verona, sul palco a sentire meravigliose vibrazioni che ti catapultavano in una dimensione di rock difficilmente raggiungibile.

Con che impianto Massimo Bonelli ascolta musica? Puoi entrare nel dettaglio?

MB. In auto e in viaggio con l’Ipod. A casa con il computer e casse JBL. Nel passato ci facevo più caso ed avevo un McIntosh a valvole e  prima ancora un Marrantz… ma non mi ricordo altro…

Un amante della musica della nostra generazione non può che essere affezionato al vinile, tu che riesci ancora a sentire il fascino per i 33 giri? Riesci a provare qualcosa di simile anche per i CD, magari quelli in deluxe edition? 

MB. Mi attrae più il contenuto dell’involucro. E’ chiaro che il fascino delle copertine dei 33 giri ti davano un emozione d’impatto con immagine, testi, crediti etc… Ma si può superare. Ho avuto circa 15 mila vinili, ora ho altrettanti Cd  … tutta la musica che vale la pena amare, seguire, ascoltare, scoprire …

Ti senti più vicino alla scuola inglese o a quella americana, parlando naturalmente di musica rock?

MB. Inizialmente sono stato assolutamente più vicino alla scena inglese.. molto più fantasiosa, magica, espressiva. Il mio motto era: metti un album “made in Usa”, ascolta il primo pezzo e sai già com’è…  Fai altrettanto con uno “made in Uk” ma ascolta ogni singolo brano,  perché oguno può essere una sorpresa. Più tardi, con la psychedelia dell’area di San Francisco, anche la musica statunitense si è evoluta in originalità… e poi c’era tutto il rythm’n blues ed il jazz fusion principalmente urbano degli States.

Che rapporto hai con gli mp3, li usi senza troppi problemi o sei anche un cultore del lossless (file senza perdita di qualità)? 

MB. Confesso che con l’avvento dell’Ipod, l’idea di poter scaricare tutti i miei album/cd su un “aggeggio” portatile mi ha galvanizzato: così ho trasferito oltre 25 mila brani selezionati da tutti i miei dischi con tanto di note e copertine originali e lo aggiorno in continuazione. E’ sicuramente uno degli oggetti più preziosi che possiedo (oltre al pc che è il master di tutto ciò) … grazie Mr Jobs!

MBonelli e George Thorogood

MBonelli e George Thorogood

Qual è lo strumento musicale che più ti affascina, e nel caso tu ne abbia uno, che marca e che modello?

MB. Sono stato un bravo discografico perché non ho avuto mai la velleità a diventare artista .. (anche se nel passato ho cantato in qualche gruppo) .. quindi non suono alcun strumento. Emozionalmente mi affascina l’organo in tutte le sue molteplici variazioni (Procol Harum.. EL&P.. Wakeman .. Brian Auger etc)..

Se ti trovassi all’incrocio, una calda sera d’estate verso mezzanotte, lo faresti il patto? Cosa chiederesti in cambio della tua anima?

MB.  Con l’esperienza acquisita ..total reset .. per modificare solo alcune cose. Anche se credo sia un alibi per rivivere tutto di nuovo …

Ci sono giornalisti musicali italiani che ammiri e stimi?

MB.  Sì, uno in particolare.. Riccardo Bertoncelli, alcune sue frasi sui libri o sui giornali mi hanno molto ispirato. Non so se l’ho mai confessato a lui.

M Bonelli e Guccini

M Bonelli e Guccini

Che canzone o che brano ascolta Massimo Bonelli nelle sere un cui si ritrova solo in casa?

MB. Ascolto musica tutto il giorno .. non fa quindi differenza.. ma se vuoi una risposta fossi solo in una bella serata ascolterei volentieri “Manhole” di Grace Slick … è completo.. ti trasporta .. into the sun…

Nel congedarci da te vorremmo un tuo pensiero o una citazione che ti sta a cuore.

MB… Per la musica:   c’è sempre nuova grande musica…. basta avere voglia di cercarla…

Per la società: esistono valori che ci fanno crescere persone migliori .. più sensibili .. più tolleranti .. più aperte .. più curiose e coraggiose: non difendere questi valori è un crimine…

M Bonelli

M Bonelli

Massimo, grazie per aver accettato questa intervista e per averci parlato in modo sincero, profondo, completo.

CAMPAGNA PER COMMEMORARE (con una targa) LA PRIMA ESIBIZIONE DEI LED ZEPPELIN: Copenhagen 7 settembre 1968

16 Lug

Jorgen Angel, il fotografo che immortalò la prima esibizione dei LED ZEPPELIN il 7 settembre 1968, sta cercando di racimolare fondi per far montare una targa commemorativa dell’evento al GLADSAXE TEEN CLUB

Per dettagli:

http://www.ledzeppelin1968.com/ZEPPELIN_DEBUT.html

In collaborazione con il club di BILLY McCUE, vi invitiamo a donare anche solo 5 dollari (3,80 euro) alla causa. Io ho già provveduto. la procedura è semplicissima, cliccate sul link qui sopra, a fondo pagina le varie opzioni per il pagamento. Grazie.

LZ - Copenhagen 7-9-68 foto di Jorgen Angel

LZ – Copenhagen 7-9-68 foto di Jorgen Angel

ROCK ITALIANO 2013: Lacuna Coil-Giuda-Bloody Beetroots di Paolo Barone

15 Lug

Il nostro Polbi continua a tenerci agganciati alla realtà, e noi  – che senza nessuna vergogna viviamo (musicalmente) nel passato – non possiamo che ringraziare il nostro amato Michigan Boy.

L’altro giorno, dopo una veloce scorsa ai giornali della mattina, mi sono reso conto di una cosa: in Italia ci sono in questo momento almeno tre realta’ musicali, tre gruppi, molto diversi fra loro ma comunque riconducibili in qualche modo ad un ambito rock, che riscuotono un grosso successo all’estero. E sono semi sconosciuti da noi. Probabilmente ce ne sono anche altri che io ignoro, ma Bloody Beetroots, Giuda e Lacuna Coil mi sono venuti in mente praticamente insieme.

I Lacuna di Cristina Scabbia fanno un Popmetal per me abbastanza moscio e scontato, ma gli esperti del genere sono convinti del valore della band italiana. Negli Stati Uniti i loro dischi li trovi ovunque sia in vendita qualcosa di Hard Rock o Metal, il che vuol dire praticamente in ogni negozio di dischi, grandi catene Walmart e Sears incluse. Fanno tour internazionali con band superstar tipo Megadeth e simili mostri sacri del metal, portandosi appresso un nutritissimo e agguerrito seguito, in ogni angolo del globo. Lei e’ stata eletta cantante dell’anno in piu’ di un occasione su riviste del calibro di Kerrang e simili. Insomma, un successo internazionale. Qui in Italia se mettono insieme qualche centinaio di persone e una manciata di date grasso che cola.

I Giuda, band underground romana, dedita ad un energico rock & roll fatto di quello che loro stessi definiscono glam rock di strada, da noi quasi non se li fila nessuno.

E dove e’ che sono famosi? Dov’e’ che fanno tour con quasi tutte le date esaurite in prevendita? Dov’e’ che vedi i ragazzi in giro con le magliette stampate con su scritto I am a Giuda fan??? In Inghilterra, ecco dove! Nella patria di questo genere musicale, dove certe sonorita’ sono state inventate, nei club di Londra, nelle strade di Liverpool, nei pub di Manchester, e’ tutto un fiorire di Giuda fans. La cosa e’ andata talmente oltre le loro piu’ sognanti aspettative, che si sono dovuti organizzare con un management in loco, tanto sono diventati richiesti da quelle parti. Sono sicuro che se in patria vengono a suonare al bar sotto casa non tirano piu’ di dieci persone se va bene. E invece in England tutti sotto il palco a ballare seguendo le note di Number Ten, pezzo dedicato a Francesco Totti capitano della Roma, cosa che magari non sanno ma non sembra importare piu’ di tanto. Questo dei Giuda mi sembra un fenomeno senza precedenti nella storia del rock italiano. Non sono certo un esperto in materia, ma a naso mi sembra che nessun gruppo o artista rock nostrano sia arrivato a tanto nella terra dei Beatles e dei Sex Pistols. Certamente (e giustamente direi) i nostri gruppi prog sono molto considerati, ma non credo siano mai riusciti a sganciarsi dai mostri sacri locali, e diventare una presenza autonoma di pari importanza. Ripeto, non ne sono sicuro, ma ho la sensazione che il successo dei Giuda, meritato o meno che sia, rappresenti un elemento di novita’ non da poco.

In ultimo i  veneti Bloody Beetroots. Nel loro caso i concerti sono sold out a Los Angeles, a Sydney o a Berlino, con i Motley Crue e Madonna nel backstage. Nel loro nuovo disco e’ ospite Paul McCartney. Si, proprio lui, Paul in persona, fan della band e a quanto pare felice di cantare con loro. Cose da pazzi. I Bloody non sono una band “rock” in senso classico, perlomeno dal punto di vista prettamente musicale, ma lo sono senz’altro nell’attitudine e nei contesti culturali di riferimento. Con il viso sempre coperto da una maschera a meta’ fra l’Uomo Ragno e Venom, il loro battito dance elettronico fa ballare mezzo mondo. Da noi penso che abbiano un seguito marginale, sicuramente di gran lunga inferiore che all’estero. Magari ora che suonano con Macca le cose cambieranno un po’, ma non ne sono tanto sicuro.

Che questi gruppi abbiano successo in USA , Inghilterra, Australia, ecc. e non in patria mi sembra una cosa buffa, che vale una piccola riflessione. O no?!

Per chiudere mi concedo una piccola digressione.

Qualche settimana fa e’ partito per altre galassie e dimensioni Claudio Rocchi.

E’ stato un agitatore culturale/spirituale per tutto il tempo della sua presenza su questo pianeta, e ci ha anche lasciato dei bei dischi a suo nome. Mi sono riascoltato Volo Magico numero uno, e mi e’ sembrato un capolavoro. Sarebbe un peccato dimenticarlo.

Paolo Barone ©2013

LED ZEPPELIN “The Kings Of the Stone Age” (bootleg – 2013 Empress valley 3 cd – doctored by DADGAD) – TTTTT

12 Lug

ENGLISH TRANSLATION BELOW

TITLE: Led Zeppelin ” The King’s Of The Stone Age” February 13th, 1975 Nassau Coliseum, Uniondale, New York, USA

LABEL: Empress Valley (#EVSD 597/598/599, 507/508/509 & 166/167/168) / doctored by DADGAD

TYPE: soundboard

SOUND QUALITY: TTTTT

PERFORMANCE: TTTT+

ARTWORK: TTTT

BAND MOOD: TTTT

COLLECTION: TTTT

Led Zep the Kings Of The Stone Age Dadgad 2013 fronte

Nuovo capitolo, come dicevamo, della SOUNDBOARD REVOLUTION: The KING’S OF THE STONE AGE propone per la prima volta il soundboard del concerto dei LZ al NASSAU COLISEUM del 13 febbraio 1975. Per speculare sulla cosa la EMPRESS VALLEY come prima uscita ha previsto questo box set di 9 cd.I primi tre sono relativi alla nuova fonte soundboard della data del 13/02/75 al Nassau Coliseum, i cd 4/5/6 contengono la seconda serata del 14/02/75 sempre al Nassau Coliseum, sempre soundboard (e altro non sono che una copia di ST VALENTINE DAY’S MASSACRE, pubblicato tempo fa sempre dalla Empress Valley), i cd 7/8/9 infine contengono la registrazione audience del concerto del 13/02/75 (e altro non sono che una copia di FIGHTING BACK AT THE COLISEUM pubblicato parecchio tempo fa).

Parleremo solo dei primi tre cd, dunque di questo nuovo bel soundboard della data del 13 febbraio 1975. La versione che vi propongo è quella “medicata” da DADGAD, una ledhead italiana con grandi capacità di remastering (e non solo). Sembra infatti che la versione ufficiale della EMPRESS VALLEY sia brickwalled, cioè “murata”; questo significa più o meno che ogni onda sonora è stata pompata così tanto da oltrepassare la soglia 0.0, soglia oltre la quale il suono distorce e si contorce. DADGAD ha cercato di rimediare la cosa e la sua versione sembra essere davvero più morbida, rendendo l’ascolto assai piacevole.

Led Zeppelin The Kings Of The Stone Age DADGAD 2013 retro

Ho ascoltato il concerto due volte, magari esagero, ma oserei affermare che questa è la migliore registrazione soundboard del 1975 relativamente alla performance del gruppo. Al momento è davvero la mia preferita. PLANT è ancora alle prese con i noti problemi di voce del tour in questione, ma il chitarrismo PAGE per una volta è fluido e coerente; davvero una piacevole sorpresa.

Il disco uno fila via liscio, sebbene sia quello in cui PLANT fatichi di più; in TSRTS PAGE è davvero pulito e la band fila sicura come un treno lanciato a gran velocità. Anche in questa data PLANT presenta IN MY TIME OF DYING come primo pezzo tratto dal nuovo album PHYSICAL GRAFFITI…bizzarra questa cosa, SICK AGAIN è il secondo pezzo in scaletta…sembra che ROBERT non lo consideri come un brano del nuovo album (per l’epoca). In RAIN SONG e in KASHMIR la voce di RP inizia a scaldarsi, così diminuiscono le volte in cui sembra un vecchio galletto con la raucedine.

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NO QUARTER è davvero buona, forse la band non raggiunge profondità siderali come in altri momenti del 1975, ma tutto è più preciso e a fuoco. Tra il minuto 12 e il 13 però si inizia comunque a volare alto; incredibile il disegno che JONES tiene con la pedaliera basso mentre con le mani suona cose mica semplici… che razza di musicista. L’assolo di chitarra di TRAMPLED UNDERFOOT non è ispiratissimo, ma dopo venti e più minuti di improvvisazione ispirata su NO QUARTER è comprensibile un certo svuotamento. Più preciso del solito PAGE in MOBY DICK. BONHAM è sempre BONHAM, in tutto il concerto.

JPJ & JP al nassau Coliseum 13 feb 1975

JPJ & JP al nassau Coliseum 13 feb 1975

Non male RP nel disco due con la voce; anzi mi piace davvero. Avrò anche ascoltato troppi bootleg dei LZ, ma quella voce un po’ sfibrata, stanca, rauca e sempre sul punto di spezzarsi ha un fascino particolare, una vibrazione che rimanda a vicende di vita vissuta, una colorazione sofferta che ti arriva all’anima, e allora ti scaldi e ti emozioni, come quando vedi un calciatore di 40anni (magari con una maglietta nerazzurra) fare una sgroppata sulla fascia destra scartando avversari su avversari e lasciare partire un bel cross (su cui magari un connazionale dai lineamenti principeschi poi insacca in rete).

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DAZED AND CONFUSED: 41 minuti di musica tenebrosa, profonda, completa. PAGE di nuovo pulitissimo durante l’arpeggio di SAN FRANCISCO, poi – dopo il momento con l’archetto – a capofitto nelle acque torbide. Scariche elettriche, fulmini e sette, visioni dell’inferno…come puo’ un chitarrista mantenere il livello delle improvvisazioni così alto una sera dopo l’altra rimane un mistero. Page produttore, compositore, visionario…è vero..ma Page soprattutto chitarrista solista, senza eguali nel mondo del Rock.

Nassau Coliseum - arena dell'aera di New York che negli anni settanta poteva ospitare 15.ooo spettatori.

Nassau Coliseum – arena dell’aera di New York che negli anni settanta poteva ospitare 15.ooo spettatori.

La parte finale del concerto è altrettanto a fuoco e ben riuscita, cosa piuttosto strana per i LZ del periodo “orizzonti perduti”. Molto buona STAIRWAY (magari l’assolo di PAGE non il massimo in fatto di ispirazione ma è ben suonato) e ottime WHOLE LOTTA LOVE e BLACK DOG. La sezione di collegamento tra i due pezzi col theremin su ritmo funk è a tratti irresistibile. Curioso come PAGE pasticci sempre l’inizio di WLL. Il riff come sappiamo all’apparenza è semplice, riuscire a renderlo appieno però credo sia difficile, non ho mai, e ripeto mai, sentito qualcuno farlo dal vivo in maniera convincente. Sono solo tre note, posizione chitarristica semplice, eppure manca sempre qualcosa. Certo ci si aspetterebbe che PAGE, l’ideatore, lo suonasse bene, ma…nemmeno lui è capace di darne una versione convincente. Riff maledetto.

COMMUNICATION BREAKDOWN come bis finale suonato insieme a RON WOOD: qualche accordo sbagliato, un po’ di confusione ma tutto sommato una buona versione. WOOD negli anni 1974 e 75 era al massimo delle sue capacità, i suoi interventi dunque sono discreti e ben si amalgamo al pezzo.

JP, Ron Wood e Peter Grant - New York febbraio 1975

JP, Ron Wood e Peter Grant – New York febbraio 1975

Confermo la mia impressione iniziale: questo del 13 febbraio è – ad oggi – il mio bootleg preferito del tour americano del 1975.

ENGLISH TRANSLATION

New chapter of the SOUNDBOARD REVOLUTION: THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE offers for the first time the soundboard recording of the LZ concert at NASSAU COLISUEM on February 13 1975. First out of the gate from the Japanese bootleg labels, EMPRESS VALLEY releases as the first edition a 9 cd box set. The first three cds have the soundboard recording of the Feb 13 show, cds 4/5/6 contains the soundboard recording of the second date (feb 14) at Nassau Coliseum (and are a copy of the bootleg ST VALENTINE DAY’S MASSACRE released by EVSD time ago), cds 7/8/9 offer the audience recording of the Feb 13 concert (they are a copy of the bootleg FIGHTING BACK AT THE COLISEUM).

We will discuss only the first three cds and focus on this new beautiful soundboard recording of the feb 13 concert. I recommend that you seek out the edited version by DADGAD, a famous Italian ledhead with remastering skills.The EVSD title is brickwalled, which means that they pumped every sound wave over the 0.0 point. Beyond that point the sound begins to distort and it twists and turns. The DADGAD fellow tried to remedy this situation, and his version sounds smoother and much more friendly on the ears.

I have listened to the show twice and have to say that it is probably my favorite 1975 performance among the other soundboards from this tour. PLANT is still getting stuck in the mud with his vox problems of the 1975 American tour, but PAGE guitar playing is – this time – fluid and coherent; a really pleasant surprise. Disc one rolls along well, even though it’s the one where PLANT struggles the most with his voice. During TSRTS PAGE is clean and the band is like a high speed train. Also here PLANT introduces IN MY TIME OF DYING as the first song from the new album, maybe he does not consider SICK AGAIN a PG track. In RAIN SONG and KASHMIR ROBERT’s voice is more warm.

NO QUARTER is very good. Perhaps the band does not reach the surreal depth of other 1975 American Tour moments, but everything is precise and in focus. Between minutes 12 and 13 you start to fly high anyway; the pattern that JPJ keeps with his feet on the pedal bass while playing another part with his hands is not easy…what a musician. The guitar solo in TRAMPLED UF is not very inspired, but after 20 minutes of guitar improvisation in NO QUARTER, it is understandable. PAGE is more precise than usual during MOBY DICK. BONHAM is always BONHAM during the whole show.

Not bad at all RP on disc two, or rather I must say I like him very much. Maybe I have listened to too many LZ bootlegs, but that voice when it is tired, hoarse and always near to break down point has a particular charm.. It has a vibe taken from real life, a deeply-felt hue that hits your soul, so you get emotions just like when you see a 40-years old footballer doing a sprint along the pitch and then kicks the ball with a cross that reaches the forward player with the features of a prince who will hit the ball with his head for another beautiful goal (FC Inter reference).

DAZED AND CONFUSED: 41 minutes of gloomy, deep and complete music. PAGE is very clean again during the SAN FRANCISCO arpeggio, then – after the Violin Bow section – heads down again into the turbulent waters. Electric hail, thunder and lightning, visions of hell…how a guitar player can maintain the level of improvisations so high night after night is a mystery to me. Page producer, composer, visionary…yeah, that’s true but also, first of all, lead guitarist, like no other in rock music. The final part of the show is well done too, and it happens far too infrequently with LZ of the “lost horizons” era. STAIRWAY is very good, (maybe the PAGE solo is not too inspired butit is well played) and WLL and BLACK DOG are very good.. The link between the two songs with theremin and the funk groove is irresistible in some moments.

It’s curious how PAGE often mess about with the WLL intro riff. It’s a simple riff from appearances but I believe that it’s not easy to make it work in a live situation. I have never seen anybody play that riff in a convincing way. It’s just a three note riff, easy guitar position, but something is always missing. Sure, you’d expect PAGE – the creator – would play it in the right way but even he is incapable of delivering a convincing version. A cursed riff.

COMMUNICATION B is the final encore starring RON WOOD. It’s a jam session…some wrong chords, a bit of confusion but in the end a nice version. In the mid seventies WOOD was at his zenith, and his participation is good.

I confirm my first impression: this is my fave bootleg of the 1975 American return tour od LED ZEPPELIN.

English translation by Tim Tirelli

English medication by Billy McCue (eye thank yew, man)

FILM: LE PALUDI DELLA MORTE (Texas Killing Fields – 2012)

11 Lug

Texas Killing Fields

Stasera su SKY ho guardato questo bel  thriller, quando si tratta di paludi e di sud degli Stati Uniti non riesco a resistere. Il film si basa su fatti realmente accaduti, ed è girato in Louisiana non lontano da New Orleans. Qui sotto i link della trama e del trailer italiano. Magari non vi sembrerà granché, ma l’atmosfera è impregnata dei fumi di un blues greve e pesante, ossessivo e maligno. Ai lettori di questo blog lo consiglio senza pensarci tanto su.

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http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48658&film=Le-paludi-della-morte

La Cattiva a Saint Martin On The River, il sinodo d’estate degli illuminati del blues e la compilation di Picca e Tim

10 Lug

La CATTIVA COMPAGNIA langue da qualche mese, problematiche di vario tipo impediscono al gruppo di restare attivo; poi all’improvviso chiama il proprietario di un locale e ci chiede la disponibilità per un concerto da lì a qualche giorno. Naturalmente accettiamo…non faremo le prove, siamo fermi da marzo, siamo arrugginiti ma il rock and roll non è qualcosa di comodo.

La preparazione al concerto è sofferta: la notte tra mercoledì e giovedì la passo al pronto soccorso…la madre della groupie ha un problemino, preferiamo non rischiare. Passiamo otto ore al PS di Regium Aemilia; usciamo alle 5,30 di mattina. Io e la groupie guardiamo l’alba che monta sulla città, con i lampioni che si spengono, le genti che si svegliano, gli uccelli che si mettono a cinguettare. Alle 6 mi butto sul letto. Alle 12 mi sveglio, una doccia, corro da Brian e al pomeriggio sono in ufficio. La sera non avrei proprio una gran voglia di prendere in mano una chitarra, ma devo se voglio limitare le figuracce.

Venerdì riesco a scaricare, grazie alla generosità del mio amico AMDUSCIA, il nuovo bootleg soundboard dei LZ, THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE, Nassau Coliseum 13 febbraio 1975. E’ sempre una emozione ascoltare in ottima qualità audio un concerto dei LZ. Alle 13 esco dall’ufficio e mi fiondo alla domus saurea. Pranzo, insieme alla groupie carichiamo le due macchine (l’impianto naturalmente dobbiamo portarlo noi, così lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri amici dei TACCHINI SELVAGGI, con cui condividiamo – malgrado le gelosie  – la bassista preferita), una doccia e si parte.

Gli operai del rock si mettono al lavoro e in breve tempo il palchetto del WHISKEY A GO-GO (va beh, il CAZTUS CAFE’) è pronto…

Cattiva Compagnia - the catzus cafè stage

Un check alle chitarre…

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Un birretta in compagnia di Lorenz…

Lorenz & Tim - foto di LST

Lorenz & Tim – foto di LST

E si parte. Sono e siamo un po’ arrugginiti, ma nel complesso non siamo andati male. Qualche accordo poco preciso, qualche attacco non proprio esatto, ma anche tanta energia e voglia rock.

Momenti particolari: prima di CAN’T FIND MY WAY HOME il manico della mia chitarra prende contro qualcosa senza che me accorga; la corda di SI si trasforma in un (non ricordo bene) LA o in un RE. L’accordatura standard prende una piega obliqua, che comunque non stona del tutto con la canzone. Come PAGE anche io invento (per caso) accordature, diventerà un mio marchio di fabbrica…la famosa timtirelli’s semi-open tuning E A D G A-or-D E, il mio prossimo nickname sarà EADGAODE. L’altro momento che ricordo bene è l’assolo armonizzato di CAN’T GET ENOUGH, io e Lorenz in sincrono più o meno perfetto…che bel sentimento chitarristico.

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band. da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band.
da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

Ci vengono chiesti anche un paio di bis, così procediamo e chiudiamo con WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER. Quest’ultima l’ avevo tolta dalla scaletta, se si è un po’ arrugginiti si rischia di fare la figura di PAGE all’ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY DEL 1988…al momento della scarica elettrica dell’assolo senza la band butto la mano, chissà che ne viene fuori. Meno male che sia la telecamera in mano a mia sorella (videoripresista ufficiale della CATTIVA) e il registratore audio in mano a JAYPEE hanno smesso di funzionare in tempo.

Solite chiacchiere post concerto, smontaggio del palco, caricamento delle macchine e via a casa. Giunto in garage download dell’impianto, posizionamento dello stesso nella stanzina. Doccia e (senza che veda la groupie) un goccio di Southern Comfort prima di andare a letto. La adrenalina è ancora in circolo, così faccio ciò che avrebbe fatto PAGE dopo un concerto al NASSAU COLISEUM (droga esclusa of course). Spengo la lampada che sono le tre passate. Sospiro, penso ai miei sogni, poi mi lascio trasportare dalle correnti ascensionali che mi portano tra i notturni dei cieli estivi…”New York, good night”.

Sabato mattina, ore 7,30: suona la sveglia corro da Brian. Sono così cotto che non perdo la pazienza col mio vecchio. Lo porto in giro, la barista asiatica del bar di Chen il cinese mi sorride, entro al Conad del Torrenova per far la spesa per Brian….e mentre lo faccio mi dico che an s’è mai vèst Frank Marino andèr a fer la spesa dop aver sunèe al  GIORNO NEL VERDE al Colosseo di Querceto nel 1979 (il DAY ON THE GREEN all’OKLAND ALAMEDA COLISEUM insomma).

La sera che arriva questa volta è diversa dalla sera prima, c’è il SINODO D’ESTATE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. La serata è speciale perchè c’è l’iniziazione dell’aspirante confratello blues FABRITIUS SIMONORUM, Biccio insomma, colui che è carne della mia carne, anima della mia anima, il mio fratello di blues e di sangue, quello con e grazie a cui scoprii (qualcosa come 7 lustri fa) i FREE e JOHN MILES. Siamo solo in sette (groupie del blues compresa), il confratello JAYPEE è il solo ad avere la giustificazione (è in tour con gli STICKY FINGERS VIGNOLA EXPERIENCE), gli altri confratelli-fighette vengono retrocessi all’unanimità a “bidelli del blues”. La serata però è fantastica, siamo in forma, abbiamo l’hard rock blues che ci pompa nelle vene siamo in modalità “don’t take no prisoners”. Cena a base di pesce alla piccola Festa Dell’Unità di Gavassae (dove suona il gruppetto di liscio, stavolta col bassista sostituito da una tastierina triste triste) e poi ritrovo nell’outdoor notturno della domus saurea.

Illuminati del Blues alla Domus Saurea - Luglio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Illuminati del Blues alla Domus Saurea – Lugluio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Biccio porta in dono una bottiglia di Southern Comfort, il giusto beveraggio che fa da contorno alla cuca (anguria) e al gelato della award-winning gelatery di Borgo Massenzio.

A mò di ostia dono ai confratelli la compilation che insieme a Picca ho assemblato…un paio di cd all’apparenza anomali per dei fan di ALLMAN BROTHERS, GENESIS, NEIL YOUNG, BOB DYLAN, EMERSON LAKE AND PALMER e LED ZEPPELIN come siamo noi, ma le nostre anime sono onnivore e allora via, andiamo a naufragare nei passaggi del tempo…

tim & picca album

tim & picca album retro

Il Confratello Picca porta in dono vinili di estrema bellezza (DOORS, JACKSON BROWN, BEATLES, ROLLING STONES, DYLAN (con poster interno) e per me THE SONG REMAINS THE SAME versione giapponese con tanto di OBI) e Paolino Lisoni Cd in versione deluxe editions e digipack…ripeto, deluxe edition e digipack. Sono basito dai fremiti d’amore (virile s’intende) che sentiamo l’uno per l’altro. Questa porca vita non ci avrà, cazzo, almeno fino a che un alito di vento blues soffierà sulle nostre pianure piatte e afose, proletarie e piene di buoni sentimenti.

Fino alle due di notte stiamo a parlare, senza fermarci un attimo, di musica rock. Lo scrivo sempre lo so, ma che bello, cazzo! Li accompagno sulla carreggiata John Miles dove sono parcheggiata le macchine. Un abbraccio e un arrivederci…che il DARK LORD vegli su di noi.

THE DARK LORD

THE DARK LORD

La domenica di nuovo da Brian, o meglio Brian nel posto in riva al mondo. In campagna Brian si svaga un po’…passeggia per i campi, va dietro ai gatti, mi guarda mentre faccio il bagno della piscinetta. Tenerlo a bada è comunque lavoro impegnativo, ma me la passo grazie ai commenti che mi arrivano via email dai confratelli:

PICCA: “grazie della bella serata, abbasso i bidelli del blues”

LISO: “compilation perfetta (a parte chris rea) flor d’luna pietra miliare, malinconica, struggente, capolavoro assoluto del chitarrista messicano, sarà il tormentone dell’estate 2013… domus saurea come Headley Grange o Villa Nellcote. Confratelli alla prossima!!! Music was my first love and it will be my last”

TIM: “FLOR D’LUNA zenith chitarristico dell’umanità intera. Stop. CARLETTO SANTANNA come e più di LUDOVICO DA CAMPOBIETOLE (Beethoven insomma).Stop.Confraternita del Blues fulgido esempio di fratellanza a base etica e morale per il perfezionamento delle condizioni dell’umanità. Stop. SOUTHERN COMFORT nettare (e martello) degli Dei che da conforto ai Confratelli di Tim Tirelli. Stop. Riuscitissima iniziazione di Fabritius Simonorum.Stop. Till the next time we say goodbye…  Massenzatico…goodnight!Stop.Gloria In Excelsis Miles. Magister Timotheus”

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LISO: “Music min 4:44 john miles e’ sulla luna”
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TIM: “Quando giovincello arrivavo a quel punto iniziavo a tremare e ad avere la pelle d’oca. E prontamente riposizionavo la puntina su quel punto. Anche al minuto 5:10. quando con ancora più enfasi nel cantato e john Miles è su…saturno. D’ora in poi “Music minuto 4 e 44” farà parte del lessico del cerchio più ristretto dei maestri massenzio, per indicare “il sublime”. Per accrescere la suggestione, gli altri confratelli potranno schiacciare l’acceleratore con “Music minuto 5 e 10”. John Miles, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo! Ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa! Magister T
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BICCIO: “Grazie a tutti per la bellissima serata e per l’accoglienza ricevuta dai membri della Congregazione.”
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Lunedì mattina diretto in uffico,  verso Masone mi accorgo che i cartelli con i nomi delle vie hanno impostazioni diverse…alcuni col bordo blu, alcuni col bordo giallo, alcuni con le prime lettere dei nomi e cognomi maiuscole, alcuni invece con le minuscole, altri -INCREDIBILE- con la prima lettera del nome minuscola e la prima lettera del cognome maiuscola. Roba da non dormirci la notte.

Arrivato a Stonecity,mi fermo a fare il pieno all’ex distributore IES, ex perche il nuovo gestore, stanco delle vessazioni e della poca serietà del marchio, ha stracciato il contratto, ha fatto ridipingere le tettoie, ha cambiato l’insegna: V per Vaccari. Mi piacciono un sacco queste storie. Il gestore avrà 65 anni buoni, viene da Nonantola, e a quell’età prende in gestione un distributore e apre un brand tutto suo. Il carattere emiliano, cazzo! Mitico.

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Intervallo: VAN HALEN live in Japan giugno 2013

5 Lug

Un paio di settimane fa a Nagoya, Giappone. Sempre un bel vedere.

June 18, 2013 Nagoya, Japan

 June 21, 2013 Tokyo Dome – Tokyo, Japan

June 24, 2013 Osaka, Japan

June 26, 2013 Osaka, Japan

VH Nagoya 18 giugno 2013

VH Nagoya 18 giugno 2013

VH Nagoya 18 giugno 2013 - Giappone

VH Nagoya 18 giugno 2013 – Giappone

Economizing on the blues

2 Lug

Pausa pranzo in ufficio: insalata di riso, frutta fresca, acqua Lete. Come al solito mi aggiro tra i soliti siti alla ricerca di qualche cd da comprare per alleviare i miei blues. Uno di questi ieri sera mi ha preso alla gola, tanto che ho dovuto mettere in registrazione il film che stavo vedendo su Sky e fare due passi  giù in cortile. Guardo un po’ in giro, deluxe edition, mini box set, edizioni giapponesi…poi arrivo a scoprire che sono appena stati rimasterizzati i primi dischi dei BLACKFOOT.

blackfootbundle

Uh, che prelibatezza. MARAUDER è uno di quegli album con cui sono cresciuto, quindi decido di non perdere la ghiotta occasione, che è un po’ meno ghiotta quando capisco che la cifra è in sterline; ma va bene lo stesso, ho bisogno di un po’ di soddisfazione garantita, ecco… seleziono il pagamento con  paypal…paga ora o  continua lo shopping? Dai, pago ora, ecco sto per dare invio quando squilla il cellulino: è Paolo Lisoni che vuol sapere a che ora suoneremo venerdì sera al Whiskey A Go-GO (va beh, il Caztus Cafè) di San Martin On The River. Mi chiede cosa sto facendo, gli spiego che stavo cercando un po’ di sollievo acquistando qualche cd dei Piedi Neri “Ah”, mi fa Paolino “siamo messi così!”.

Il coito è stato interrotto, le nuvole nere del futuro passano lente sopra la mia testa, non ho più il coraggio di spendere diverse decine di euro in cd. Peccato, ora non mi resta che continuare a scrivere il diario di un uomo che lavora...

Pomeriggio, in giro per lavoro, rollin’ down Stonecity’s avenues. Passo per Maranello, mi fermo all’edicola, quella toga, quella del mio amico Marchino con tutti i giornali esteri. Tralascio il reparto fumetti, ieri li ha già presi la groupie. PROG ha TUBULAR BELLS in cover, posso soprassedere; CLASSIC ROCK ha in copertina Bonamassa con la doppiomanico, ma non è che mi piaccia granché il KEVIN SHIRLEY protegè dunque non considero l’acquisto nemmeno per un secondo. BLUES ha GARY MOORE, qui faccio un po’ più di fatica a passare oltre, non mi interessano i suoi album blues, ma gli album hard rock degli anni ottanta li ho tutti. Devo risparmiare, dai, lasciamo stare. Poi arrivo a MOJO con KEITH e MICK in copertina…cazzo!

Mojo July 2013 Rolling Stones

Rimango un minuto a contemplarlo, ma non cedo. Mi ripeto che l’immediato  futuro potrebbe essere fosco e allora, STOP COI ROLLING STONES!

Me ne torno sconsolato nella blues mobile e nel caldo pomeriggio estivo, mentre attraverso quartieri industriali, piste automobilistiche e rotonde, mi ascolto STORIE DEL MISTERO E DELL’IMMAGINAZIONE del PROGETTO DI ALAN DEL PRETE. Nella quarta e nella quinta canzone canta GIOVANNI DI MILO (nome d’arte di GIOVANNI DA CITTA’ DEL FIUME ARGENTATO), e si sa…lui riesce sempre a rimettermi in piedi…

Digipack

Note:

Parson Name Meaning English: from Middle English persone, parsoun ‘parish priest’, ‘parson’ (Old French persone, from Latin persona ‘person’, ‘character’), hence a status name for a parish priest or perhaps a nickname for a devout man. The reasons for the semantic shift from ‘person’ to ‘priest’ are not certain; the most plausible explanation is that the local priest was regarded as the representative person of the parish. The phonetic change from -er- to -ar- was a regular development in Middle English.Americanized form of one or more like-sounding Jewish names.Americanized spelling of Swedish Pärsson, Persson (see Persson).

Miles Name MeaningEnglish (of Norman origin): via Old French from the Germanic personal name Milo, of unknown etymology. The name was introduced to England by the Normans in the form Miles (oblique case Milon). In English documents of the Middle Ages the name sometimes appears in the Latinized form Milo (genitive Milonis), although the normal Middle English form was Mile, so the final -s must usually represent the possessive ending, i.e. ‘son or servant of Mile’.English: patronymic from the medieval personal name Mihel, an Old French contracted form of Michael.English: occupational name for a servant or retainer, from Latin miles ‘soldier’, sometimes used as a technical term in this sense in medieval documents.Irish (County Mayo): when not the same as 1 or 3, an Anglicized form of Gaelic Ó Maolmhuire, Myles being used as the English equivalent of the Gaelic personal name Maol Muire (see Mullery).Jewish (eastern Ashkenazic): unexplained.Dutch: variant of Miels, a variant of Miele 3.

Errington Name Meanin English (Northumberland): habitational name from a place in Northumbria, so called from a British river name akin to Welsh arian ‘silvery’, ‘bright’ + Old English tun ‘enclosure’, ‘settlement’.

Source: Dictionary of American Family Names ©2013, Oxford University Press