A commento del post sui GHOST BC di qualche giorno fa, Polbi chiedeva a Beppe Riva:
“Mi sa che sono arrivato tardi, peccato, mi sarebbe piaciuto sapere cosa ne pensa il maestro Riva di questo rinascimento hard rock…Purson, Ghost, Uncle Acid, Graveyard, Spiders, Witchcraft, Electric Wizard, Hexevessel…..tanto per dire i primi che mi vengono in mente….mah! Chissa’ magari mi risponde…”
Beppe ha gentilmente risposto, ma preferisco far sì che la sua risposta diventi un post vero e proprio, oltre al valore delle sue parole, quando posso scrivere in un titolo “di Beppe Riva” mi faccio bello, e con me il blog. Thank you Beppe, we love you.
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Caro Paolo B, penso che la rinascita hard rock di cui parli sia conseguenza dell’onda lunghissima provocata dal fenomeno stoner-doom d’inizio anni ’90.
Non è un caso che vari gruppi da te citati nel post siano “scoperte” della fondamentale etichetta Rise Above di Lee Dorrian, e che costui sia il leader di un gruppo fra i più seminali in tale ottica, i Cathedral. I Cathedral nascevano da profonde radici doom metal, ma con “espansioni” in senso psichedelico e progressive, più generalmente di rock retrospettivo. Infatti Dorrian ha sempre manifestato uno spiccatissimo interesse per la scena underground a cavallo fra anni ’60 e ’70, ed oggi è senz’altro uno dei più riconosciuti esperti e collezionisti della medesima, non certo limitandosi alla musica heavy. Le Relics della Rise Above (da Necromandus a Mellow Candle, Steel Mill, Comus etc.) sono le ristampe, specie in vinile, più belle e curate in assoluto.
Ricapitolando, si può cogliere un evidente continuum storico di tutto ciò, dagli albori dell’hard rock “sotterraneo” ad oggi. Sempre nei ’90, il doom e lo stoner sono spesso stati accostati e seguiti dallo stesso pubblico per i comuni influssi psych… Non dimentichiamo gli Sleep, con il calvario della monolitica “Jerusalem” e più avanti gli Electric Wizard di “Supercoven”, ideali vasi comunicanti fra i due generi, e fra i gruppi più popolari dello stoner, i Kyuss e i Monster Magnet, magistrali nel modernizzare la lezione rispettivamente di Sabbath e Hawkwind.
Il doom è principalmente considerato una derivazione del metal; ma all’epoca della NWOBHM early ‘80s, i leggendari Witchfinder General (fra le maggiori “influenze” di Dorrian) nel primo album dall’iconica copertina stile Hammer Horror, partivano con l’incredibile “Invisible Hate”: un classico del doom “dilatato” in senso psiche, risolto in lugubri, cantilenanti cori vocali. Dall’altra parte dell’Atlantico i Trouble, fra i prime-movers del metal americano targato ‘80, saranno negli anni successivi rilanciati da Rick Rubin come profeti del nascente movimento stoner.
Da queste esperienze nasce la “lunga onda” attuale che prima citavo, e fors’anche temprato (o se preferite, consumato…) da decenni di ascolto di questo genere, non riesco a trovare talmente eccitanti gli Orchid (con un vocalist che replica le pose ed il look di Ozzy epoca “Paranoid”), incensati come pochi altri dalla stampa di settore.
Però mi schiero A FAVORE di una generazione di musicisti contemporanei che porti avanti con successo la rilettura della grande tradizione rock del passato, coinvolgendo un pubblico giovane e talvolta acerbo… ma desideroso di crescere con l’ascolto.
Concludendo con gli emeriti Ghost, al di là dell’immagine d’effetto (ma anche repulsiva per molti) si collocano senz’altro in un ambito musicale caratterizzato da evidente e ritengo, più autonoma personalità.
Beppe Riva © 2013










































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