I Led Zeppelin come il prezzemolo

6 Dic

Uhm, i LED ZEPPELIN sono ormai dappertutto, da DAVID LETTERMAN, da JOOLS HOLLAND, sulle copertine di GUITAR WORLD, CLASSIC ROCK UK, MOJO e di tanti altri giornali…ormai non se ne può quasi più anche perché finiscono inevitabilmente per ripetere concetti e atteggiamenti. PLANT che fa il simpatico tiramolleggiando tra LZ sì e LZ no, filosofeggiando sul bisogno di distanziarsi da essi e fare musica nuova (nuova? Quella specie di bluegrass che fa è musica nuova?). PAGE che gioca a fare l’enigmatico disponibile, mantenendosi sulle sue e lasciandosi andare solo occasionalmente, basando tutto quello che ha dire o che lascia intendere su quei gloriosi primi 5 anni e ripetendosi fino alla noia sul suo nuovo progetto che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno (è dal 1999 che ne sentiamo parlare…). JONES  invece fa il cinico e il politicamente scorretto con la speranza di risultare simpatico e scomodo.

Guitar World Led zeppelin cover

Guitar World Led zeppelin cover

A parte che, come detto, tutto questo mi sta leggermente annoiando, ma non erano loro che odiavano la stampa, le interviste e che ” è la musica ad essere importante e a culo tutto il resto”? Cos’è, solo perché adesso gli fa comodo vendere il bluray del concerto della reunion tenuto cinque (cinque) anni fa e tenere in caldo il brand del gruppo in vista della campagna di ristampe prevista per l’anno prossimo, si danno la lingua in bocca con i media (pronunciare media, non midia!L’origine è latina, porca zozza)?

Vederli andarle così a braccetto con il corporativismo, con le strategie promozionali e marketing, con il business mi rende nervoso. Passi che l’aspetto legato alla ribellione nel rock è ormai evaporato da tanto, troppo tempo, ma non dovrebbero occuparsi di arte o perlomeno di emozioni? Voglio dire, non dovrebbero fare qualcosa di tangibile? Di musicale?

Classic Rock Led Zeppelin cover dec 2012

Classic Rock Led Zeppelin cover dec 2012

Un concerto di loro in versione anni sessanta (nel senso che sono sessantenni) di 5 anni fa e la ristampa del catalogo non è un po’ poco per tutto questo can can? Non dovrebbero cercare di far qualcosa di ancora valido musicalmente? Non volete e non potete rifare il verso a voi stessi e non volete e non potete competere con la versione del 1971  del gruppo? Benissimo, vi fa onore, voi non siete mica i Deep Purple, ma per l’amor del demonio fate qualcosa di concreto, di artistico. Anche solo qualche concerto in più, con i cui profitti (visto che voi non ne avete bisogno) poi magari si può costruire un ospedale o due dove occorre. La gente vi chiede IMMIGRANT SONG e voi siete terrorizzati? Da FA#minore la portate a REminore e la rifate rivivere a mo’ di shuffleblues. Ci vuole tanto, ve lo devo dire io? Oppure, che so, rendetevi disponibili per fare una colonna sonora di un film culturalmente valido, uno di quei film che fanno bene all’umanità (mica GODZILLA, perdio!). Pensate che non ci siano registi che non farebbero carte false pur di avervi come compositori? Certo, non dovete poi chiedere compensi insostenibili per tutti.

Mojo Led Zeppelin Cover 2012

Mojo Led Zeppelin Cover 2012

Come l’INTER fa gli INTER CAMPUS (e per questo è stata recentemente apprezzata dall’ONU) voi potete fare i LED ZEPPELIN CAMPUS, momenti di aggregazione per bambini e ragazzi che vivono nel buco del culo del mondo dove si insegna l’Hard Rock, il Blues, e tutta la musica che vi ha formato (così magari stanno lontani dalla criminalità e dalla musica di merda). Insomma fate qualcosa che sapete (o sapevate) fare, date una chitarra in mano a Jimmy Page, un mandolino a Jones, mettetevi su una spiaggia e dateci dentro, magari chiedete ad uno con una videocamera di fare un filmatino e lo caricate su youtube…forza, sono tempi bui questi, abbiamo bisogno delle buone cose della vita. Smettetela di fare i capitalisti e di far parte della aristocrazia del rock, tornate qui in mezzo a noi…

Ah già non potete, non andate d’accordo, è vero. Robert  nel 1994 fece quella battuta su Jones… era assente perché  gli stava posteggiando la macchina, pertanto una riconciliazione appare improbabile… Jimmy una volta ha fregato una groupie a Robert quindi non se ne parla…e a sua volta Robert dopo il Live Aid ha mandato a puttane la reunion perchè Jimmy impiegava troppo tempo a cambiare le pile al wah wah…già, capisco…avete le vostre ragioni. Mah.

UNCUT 187 – ROLLING STONES cover (Dicembre 2012)

6 Dic

U187 Stones cover CMYK.indd

Buon articolo su Rolling; si parla del documentario del 1972 COCKSUCKER BLUES mai pubblicato e si intervista JAGGER. Interessante anche la chiacchierata con DONALD FAGEN. Inoltre 5 pagine dedicate ai 10CC e lunga recensione a CELEBRATION DAY dei LZ (voto 9/10).

ROMANZI A FUMETTI n.8 “Sul Pianeta Perduto” (Bonelli – Novembre 2012 – € 9,50) – TTTT

4 Dic

Romanzi A Fumetti n.8

Serra e Bacilieri insieme funzionano, questo bel romanzo a fumetti di fantascienza ne è la prova. Certo, costa 9 ero e 50, ma dopotutto è il prezzo di uno di  quei CD remaster che compriamo senza pensarci troppo su. Bel fumetto.

INTERVALLO: John Bonham con maglietta della Bad Company

4 Dic

John Bonham with Bad Company T Shirt

(John Bonham circa 1978)

SUPERTRAMP “Live In Paris ’79” (Eagle Vision 2011) – TTTTT

29 Nov

Finalmente la pubblicazione ufficiale del visual di LIVE IN PARIS, live registrato a Parigi tra novembre e dicembre del 1979. Il tour è quello storico di BREAKFAST IN AMERICA, uno dei dischi rock (in senso lato) più belli mai usciti, e il filmato non delude. Il gruppo in gran forma, canzoni bellissime, palco e luci fine settanta e dunque quell’atmosfera giusta che fa tanto bene al cuore. RICK DAVIS e ROGER HODGSON che si lanciano in una sfida entusiasmante a suon di pezzi memorabili e JOHN HELLIWELL lì in mezzo a tenere alto il morale. Very nice. Bluray da avere.

 

MOJO n.229: LED ZEPPELIN cover (dicembre 2012)

28 Nov

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12 pagine dedicate ai LZ, contenenti nuove interviste a JONES, PAGE e PLANT. Jones probabilmente dice le cose più interessanti perché risponde senza tanti filtri. Page gigioneggia sui soliti temi inchiodato come è all’altare che celebra i LZ, non riesce mai a scartare, quando poi risponde con il solito fare astratto sul nuovo materiale da solista che pensa di fare uscire prima o poi (quanti anni sono che ne parla, 15?), viene voglia di sbadigliare.  Plant non va meglio, sempre gli stessi temi:  i LZ sì però no-devo sentirmi libero di fare altre cose-e sciocchezze di queste tipo… Io comincio a provare fastidio, probabilmente dovrei evitare di comprare queste riviste quando ci sono loro in copertina.

Molto bella invece l’intervista a Pete Townsend dove il chitarrista degli Who tocca argomenti personali molto delicati.

 

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La sindrome di Leopold: MICK TAYLOR coi ROLLING STONES l’altra sera alla O2 Arena di Londra

27 Nov

Mi scrive Picca: ” Hai visto Mick Taylor all’O2 con gli Stones in Midnight Rambler? Il Dark Lord a confronto sembra Steve Vai”

Crowley onnipotente, noi che non siamo  teneri con Jimmy Poige, forse dovremmo essere più magnanimi col Dark Lord stesso. Guardate un po’ Mick Taylo, a tratti è davvero imbarazzante: sovrappeso, con movenze, postura e atteggiamento che con una rock star non c’entrano nulla…  incespica sulla sei corde con una disinvoltura che mi fa rabbrividire. Io che ho ancora fanciullescamente in testa CRUSADE, non me ne capacito.

Che sia l’O2 a trasformare i Guitar Gods in chitarristini qualunque? O forse non è il vero Mick Taylor quello sul palco con i Rolling? Possibile che sia morto anche lui? E quello chi è? Un’altro Leopold?

 

MIDWEST BLUES di Paolo Barone

26 Nov

Ho già scritto più volte come siano gustose le email che Polbi mi invia da Detroit, il problema è che poi non posso fare a meno di chiedergli il permesso di pubblicarle sul blog. Polbi subito rifiuta, a volte i suoi sono solo sfoghi, di quelli che fa uno con un amico, ma poi per cortesia cede. Io credo che un blog debba seguire l’istinto, se è l’istinto di persone illuminate, perché è senza tanti filtri che i contenuti gustosi saltano fuori. Ecco quindi una nuova puntata delle “LEZIONI AMERICANE” del nostro Paolino Barone.

POLBI 1°: Eccomi qui, che come sempre dopo un mesetto di america vengo preso da una crisi di rifiuto e la vengo a raccontare a te….dai poche righe di
pazienza che poi mi passa. Il midwest americano e’ un posto terribile, brutto di una bruttezza irrimediabile, definitiva e tragica.


Tutte ‘ste casette del cazzo, tutte uguali nella loro diversità apparente, nel loro mediocre benessere dai piedi di vetro, che tristezza…e poi i parcheggi, i centri commerciali, le freeway…hai presente il vuoto che ti comunicano i nostri outlet, quella sensazione di smarrimento interiore? Beh, qui e’ tutto così. Tutto tristemente semi nuovo, anonimo, senza anima. Tutti col culo incollato alle macchine che vanno, vanno, vanno, da un parcheggio all’altro, da un meganegozio all’altro. Una tragedia totale, una noia mortale. Poi si stupiscono che sono pieni di serial killer, alcolismo e suicidi di massa…

Dico io, ma lo vedete come cavolo vivete?!? No, non lo vedono e non lo sanno, non sanno nulla, pensano che tutto il mondo sia così, o aspiri ad esserlo! Bigotti, religiosi di una
religiosità infantile, superficiale e stupida. Come disse il mitico MARIO SOLDATI “ una nostra puttana e’ mille volte più religiosa di una bigotta americana

Tutti che fan finta di credere in qualcosa, la patria (bandiere ad ogni angolo che a me fanno venire l’orticaria) la famiglia, la costituzione, l’inno, i nostri ragazzi….Che disastro,
…mangiano cibo orribile ad orari assurdi in quantità impossibili, bevendo ettolitri di tutto tranne che acqua. Si gonfiano di un obesità per noi scandalosa, da circo, e continuano a trascinarsi come elefanti marini tragici tra un fast food e un altro.

Razzisti, odiano la cultura, gli intellettuali, i libri. Passano ore a guardare New York nei loro smisurati televisori con trecento e passa canali e un cazzo di buono da vedere. Madonna ragazzi che paese di merda…menomale che c’e’ il rock and roll altrimenti ero un uomo finito….Ok, m’e’ passata, mi sento meglio, ora sono apposto per un altro mesetto….
Grazie della pazienza!!!
M è a suonare in un club con una band di amici, io a casa con Cook (il cane ndtim) causa raffreddore americano (dieci volte più potente del nostro).

POLBI 2° (dopo la mia richiesta di pubblicazione): Ma no dai, e’ solo uno sfogo fra me e te, ovviamente le cose qui sono infinitamente più complesse e anche ricche di aspetti positivi…..No, ok, ricche e’ troppo, diciamo che anche nel midwest americano c’e’ del buono! Io a volte me la spasso, a volte mi girano le palle (come d’altronde in Italia) ed ecco che in quei giorni e momenti neri i lati negativi spiccano prepotentemente su tutto. Giorni fa eravamo a Chicago, un posto molto interessante, vivibile e ricco di storia. Così come Detroit vecchia, ne ho già parlato mille volte, e’ un posto estremamente affascinante. E’ tutto il resto, questo infinito paesone chiamato midwest che fa proprio…e va be’, non ricomincio.

(Chicago)

A proposito a Chicago ho preso Mojo di dicembre con LZ in copertina e lunghe interviste su  CLEBRATION DAY…Mi ha trasmesso una vaga sensazione di disagio e tristezza, specialmente Plant, ma anche gli altri. E’ la prima volta credo, che i LZ mi trasmettono questo tipo di sensazioni. Qui praticamente si vive immersi nel culto nazional popolare del dirigibile, la cosa credimi alla lunga stanca, domani sera JASON BONHAM suona con la sua Experience a cinque minuti da casa mia, costa pure poco, ma non mi viene proprio voglia di andare. Ho invece visto LEZ ZEPPELIN, queste fiche più o meno lesbiche che siano e mi sono (sorpresa!) divertito da matti. Mi son sembrate molto credibili e divertenti, si prendono sul serio ma sono anche strapiene di ironia come e’ giusto che sia. Tutto esaurito, pubblico in delirio, audio perfetto…insomma finalmente uno può permettersi di vedere Page/plant come due belle gnocche, scusa se e’ poco, dopo una vita a cantare come i tifosi della roma ” semo tutti froci dei lezzeppelin!!! ” e’ stata un esperienza in qualche modo liberatoria!

Il contrario di quello che traspare dalle pagine di Mojo. Mi viene da pensare che in fin dei conti questi ex ragazzi prima del dirigibile non avevano praticamente fatto nulla di rilevante e dopo il dirigibile ancora meno. Si, Page in studio….ma fosse stato tutto li’ sarebbe finito come Big Jim, che e’ morto un mesetto fa e non se lo ricorda quasi nessuno. Ok, Yardbirds: un gruppo fantastico che ha dato il meglio con Beck, ha fatto cose buone con Clapton e un disco ai limiti della decenza con Page. No, secondo me i nostri hanno fatto tutto in meno di 10 anni e passato il resto della vita a perdere tempo.

D’altronde, e’ un po’ il destino di tutti i grandi gruppi. Pero’ almeno non ricevono quel tipo di pressione per reunion e cazzate varie, la cosa e’ meno pesante. Con i LZ secondo me si e’ persa la misura. Vabbe’ dai, ste fesserie le vado dicendo da anni, divento ripetitivo e pedante!

Adoro leggere le avventure di Brian, non mi stanco di dirtelo.

Ok, passo e chiudo.

Brian loves the blues

25 Nov

Domenica passata a fare il badante a Brian. Il vecchio mi accompagna a Ninetytland  a votare per le primarie, mi obbedisce quando gli ordino di fare certe cose, mi guarda quando gli preparo da mangiare. E mi benedice più di una volta solo per il fatto di essere lì. Una domenica da lui è lunghissima. Mi tocca guardare RaiMovie (Brian non ha Sky), fare la lavatrice, cercare di dormire senza riuscirci, provare a leggere, rispondere alle sue domande che ormai sono sempre le stesse. A volto sbotto, è difficile non perdere la pazienza anche se la sua fragilità mi fa andare l’anima in pena.

La giornata volge al termine verso le 20, quando è ora di metterlo a letto e tornare a Borgo Massenzio. Lui è sul divano, sembra un po’ assente, io ho in braccio la Epiphone 335 rossa che mi ha regalato Riff…

Sto suonando qualche riff e qualche licks in attesa arrivi il momento di andare. Sono concentrato sulla chitarra, suono il riff di GUESS I’LL GO AWAY di Johnny Winter e subito dopo qualche svisata sulla pentatonica minore di LA…e all’improvviso sento Brian dire qualcosa:

“T’è propria brev a sunèr chi lavòr lè.” (Sei proprio bravo a suonare quelle cose lì).

Mi volto e mi accorgo che Brian è intento a guardarmi ed ad ascoltarmi….sul divano in tuta, con quella rassegnata malinconia che hanno i vecchi, pur con la nebbia nella maruga  è concentrato a vedere quel che fa suo figlio sulla chitarra…mi commuovo…anche a Brian piace il blues.

JEFF LYNNE “Long Wave” (Frontiers Records 2012) -TTT½

25 Nov

Secondo album solista per Lynne costituito da rifacimenti di pezzi che ascoltava da ragazzino dalla radio che a casa sua era sempre accesa. Da Charles Aznavour a Chuck Berry, da Roy Orbison a Mack Gordon e Harry Warren (AT LAST). Tutti gli strumenti sono suonati dallo stesso Lynne. Album gradevole.