CATTIVA COMPAGNIA Live at Festa della Libertà blues

19 Ago

Dispepsia…mi sembra che non ci sia, buon segno, ieri sera ho mangiato riso in bianco per essere sicuro di star bene. Vedremo in seguito che mi sbaglio anche ad interpretare il linguaggio del mio stomaco. Sabato 4/08/2012 …33 anni esatti esatti dopo Knebworth, siamo di nuovo alla Festa della Libertà di Monte San Giacomo di Zocca, la Woodstock nostrana: 4 palchi e un sacco di gente.

Al mattino però c’è Brian, fino alle 12, poi corro a far la spesa, pranzo, relax di mezzora, caricamento della blues mobile, doccia e partenza. Nonostante l’assenza di segnali del mattino pian piano mi monta il dispepsia blues: mal di testa e nausea. Uncle dog, what two balls! Faccio guidare la bassista preferita. Questa volta siamo all’Hard Stage, il quarto palco che hanno aggiunto quest’anno, lo viviamo come un downgrade rispetto all’anno scorso, ma d’altra parte anche quest’anno abbiamo superato la selezione. Un’ora e passa di viaggio e arriviamo alla festa. Il problema del parcheggio e del portare gli strumenti nell’area del retro palco è come sempre un dramma, we do a life of the madonna.

(warm up – Tim backstage alla Festa della Libertà di Zocca – foto di Lafède)

Sembra che manchino alcuni gruppi, quindi tutti inizieranno prima, l’entrata in scena della Cattiva prevista per le 22,45 è anticipata di un ora circa. Ho mal di testa, la nausea, voglia di rimettere. Prima dello show vado in bagno…trattasi di bagni chimici, 4 per la zona dei due palchi: vi lascio immaginare come son ridotti. Meglio il bosco che c’è dietro al nostro stage.

(Pol e Tim backstage alla Festa della Libertà di Zocca – foto di Lafède)

 Tocca a noi, due minuti per collegarci agli amplificatori già presenti sul palco, un minuto di soundcheck con HELLO THERE dei CHEAP TRICK e poi Lele parte con l’intro di ROCK AND ROLL. Il rombo delle LES PAUL, la veloce occhiata con Riff a bordo palco, la sicurezza della Saurit, lo sguardo attento di Lele, l’ugola d’oro di Pol…un bel venticello mi spira tra i capelli…le poche decine di pubblico dell’inizio si trasformano ben presto in un bel pienone. D’incanto la dispepsia non la sento più. Sono lì, sto per partire con l’assolo che non sarà difficilissimo ma non è nemmeno facilissimo, butto la mano, chiudo gli occhi e sono a Knebworth. Potenza del Rock and Roll.

(La Cattiva on stage a Zocca – foto di Lafède)

Segue il nostro arrangiamento di CAN’T FIND MY WAY HOME, di nuovo un mio assolo per poi finirlo con la frase armonizzata a due chitarre…mentre la faccio insieme al mio pard LORENZ mi sento invincibile. Alzo la testa, il pubblico è numeroso, in decima fila c’è qualcuno che balla contento come un matto al ritmo di MY WOMAN FROM TOKYO. Arriva poi MORE THAN A FEELING con le buonissime prove di Pol e Lorenz, il pubblico ormai è tutto con noi. Certo, non ci vuole molto, sono cover classiche di un certo effetto, ma alla fin fine bisogna poi saperle fare, col senso giusto, e noi, a volte, lasciatemelo dire, il senso giusto del(l’hard) rock lo abbiamo tutto.

(Lorenz  in versione Eric Bloom e il Brad Delp di Correggio live alla Festa della Libertà di Zocca – foto di Lafède)

Con WHOLE LOTTA LOVE i cuori cominciano l’heart banging, assolo centrale del guitar god di LittleVineyard (Lorenz insomma) e chiusura alla TSRTS del sottoscritto.

(La bassista preferita e l’uomo di blues  – Saurit e Tim sul palco a Zocca – foto di Lafède)

In LET THERE BE ROCK Lorenz mette in mostra le sue favolose capacità chitarristiche, io mi defilo, cerco di immedesimarmi alla meglio in MALCOM YOUNG e prima della fine presento la band:

“Bene è giunto il momento di presentarvi la CATTIVA COMPAGNIA…al basso la regina della velocità, la dea del rock and roll, la reggiana dagli occhi di ghiaccio, the girl from Gavassa, la nostra superfiga SAURA TERENZIANIIIII (applausissimi)…. alla batteria il tigrotto di Mompracen, il bravissimo LELE MORSELLIIIII (applausissimi)… alla voce la nostra ugola d’oro, il Brad Delp di Correggio, il Ian Gillan di Budrio, il Peter Gabriel di Mandrio PAOLINO MORIGIIIII(applausissimi)…alla chitarra solista, un uomo che non ha bisogno di presentazioni, my good friend, l’inimitabile, l’inarrivabile, l’inspiegabile LORENZ MOCALI (boato)…e all’altra chitarrina l’umilmente vostro Tim Tirelli (applausini)…bene, la Cattiva Compagnia vi ringrazia della bellissima serata, vi da appuntamento al prossimo rock and roll show e vi benedice nel nome del BLUUUUEEEESSSSSSS, Saint James Mountain goodnight! “

(“L’inimitabile, l’inarrivabile, l’inspiegabile… Lorenz Mocali “- foto di Lafède)

Chiudiamo con TRAIN KEPT A-ROLLIN’ due giri di assolo per Lorenz, due giri per me e tanto amore per il rock. Lunghezza del set 45 minuti, la durata perfetta, non perdi la concentrazione, hai abbastanza energia per cercare di dare il meglio di te stesso in ogni canzone e ti abbandoni senza riserve sulle onde del rock, che bello, che bravi musicisti che ho con me, che sensazione meravigliosa fare un concerto rock.

(“Alla batteria, il tigrotto di Mompracen, Lele Morselli”- foto di Lafède)

Poco dopo saluto tutti, LORENZ tra un paio d’ore deve suonare con gli STICKY FINGERS featuring John Paul Cappi sul Power Stage (il palco principale), ma io domani sarò tutto il giorno da Brian e poi la dispepsia ha ripreso le redini della situazione. Riff accompagna me e la bassista preferita alla macchina (parecchie centinaia di metri a piedi con due gibson, un basso fender, una pedaliera pesantissima e borse varie) mentre pronuncia bislacchi commenti motociclistici su Valentino Rossi, lo guardo stupito ma non dico nulla. Ma Riff, non era un intenditore? Mah.

Di nuovo la bassista preferita al volante, di nuovo con grossi problemi di stomaco io. Decidiamo di prendere l’autostrada per tornare, ma all’autogrill di Modena Nord siamo costretti a fermarci: rimetto i blues più acidi della mia anima. Lì nel parcheggio mi sciacquo la bocca, cerco di riprendermi, maledico chissà chi , guardo la luna e poi mi dico…ma anche questo è rock and roll!

(Tutte le foto di Federica Pratissoli)

DISPACCI DA GREENDALE – III: la fumettite.

18 Ago

Beh, riesco a farmi qualche giorno più del previsto, credevo che la situazione Brian precipitasse e che dovessi tornare a casa e invece questi 10 giorni me li godo tutti. La dispepsia è un eco lontano, i nervi si rilassano, sale la voglia di suonare la chitarra, le forze ritornano e ho una gran voglia di ascoltare i BlACK SABBATH (sto leggendo la biografia di TONY IOMMI dopo aver finito L’ULTIMO GIORNO di GLENN COOPER).

(“Abandoned  Bucket”, Greendale beach – foto di TT)

Sgironzolando  le sere in cui la speed queen non mi costringe a bazzicare i kartodromi, vengo assalito dalla cianfrusaglite: sono in giro a Castrum Gatthei (sfortunatamente non si puo’ tradurre CATPLACE AT THE SEA perchè i gatti non c’entrano nulla col nome del paese) e mi infilo in ogni “Tutto (o quasi) a 1 euro” Shop. Riesco ad uscire con una matita con in cima una scimmietta di plastica e con gli arti mobili e una confezione di dentifricio Captain’s Paste. Mi chiedo una volta di più se sono normale e mi dico che…an s’è mai vest PAUL RODGERS fer chi lavòr chè! In un altro rischio di comprare un completo per il perfetto crociato…(ma è il “Quasi” del Tutto a 1 Euro che mi fa desistere):

(Tutto per il perfetto crociato – foto di TT)

Poi, come ogni volta che sono al mare, mi prende la mania per le edicole e per i fumetti. Fin da piccolissimo ho avuto una fascinazione per gli albi a fumetti…NONNA ABELARDA, GEPPO, TIRAMOLLA, TOPOLINO (se ripenso a quegli albi giganti con in copertina Zio Paperone e Paperino mi si scioglie il cuore), SUPEREROICA, JOHNNY LOGAN, IL MONELLO, L’INTREPIDO, LANCIOSTORY, SKORPIO, BLITZ (prima che diventasse un giornale porno), IL COMANDANTE MARK, ZAGOR, MR NO…MR NO cazzo! Seconda metà anni settanta, insula pomposiana, il lido omonimo, ragazzino…accompagno Brian e suo fratello Mario all’edicola, mi piace l’odore dei giornali e il curiosare tra gli arretrati dei fumetti. Non potendo permettermi tutti quelli che uscivano, mi ero perso i primi 15 numeri di MR NO, ma ne avevo preso qualcuno dei successivi e mi piacevano un sacco. Mio padre chiacchiera con l’edicolante, mio zio pure, io scovo quei primi 15 numeri. Incredibile, tutti e 15. Non riesco a staccarmi, li accarezzo, li annuso, sono irresistibili. Mio padre mi chiama, a malincuore lascio quel tesoro sapendo che non potrò mai permettermeli…forse troppo a malincuore: mio zio capta il mio sguardo triste e mi dice “‘Tefi, che c’è?”, gli spiego il blues e lui me li compra tutti. Ancora oggi quella è una delle gioie più forti  mai provate in vita mia. Potete immaginare come mi son sentito due anni fa quando con JOSE’ abbiamo vinto la Champion’s? Beh, quello a confronto ancora non è niente. A tutt’oggi conservo e accudisco quei numeri, insieme ai successivi 35, con fervore mistico. Lo zio Mario è ancora oggi uno dei miei eroi. Nello stesso periodo esce KEN PARKER , ma decido di lasciarlo perdere, sono un ragazzino non ho grosse disponibilità. Mi pentirò amaramente, KP diventerà una delle mie ragioni di vita.

Va beh, tutto questo per spiegare la attrazione che ho per le edicole e per i fumetti…resisto qualche giorno, mi dico che non devo spendere, che c’è la crisi, che i tempi sono duri…bla bla bla…ma poi la groupie molla il guinzaglio e mi avvento su COLOR TEX, MAXI ZAGOR, DAGO CARTONATO e LINUS …30 euro che prendono il volo, ma almeno ho un po’ di satisfaction guaranteed.

Ripensando ai Crociati e ai Templari di cui sopra mi scatta l’associazione  conJaypee, per fortuna è arrivato in zona a LITTLEPINERY, mi manda un sms:

“Rieccomi al bagno VICTOR, circondato dalle solite facce da spiaggia. Ombrellone, sdraio, e la bio di HENDRIX regalatami da Picca che mi risolve la mattinata…”

Jaypee lo vedo la sera dopo, sa che sarò al Kartodromo Happy Valley con le sorelle Terenceson e ci raggiunge. Vedo sempre volentieri l’amico Jaypee, ci abbracciamo, ci aggiorniamo e ridacchiamo dei blues che ci saltellano intorno.

(Jay & Tim all’Happy Valley – foto di LST)

La speed queen intanto arriva prima nella prima manche e seconda nella seconda…she likes to boogie real fast…

Sarà che sto leggendo la bio di IOMMI, sarà che ho la porta della stanza, sopra di cui esso è appeso, di fronte al letto, ma dalla mia hotel room devo togliere il crocifisso. Sarò fissato ma i simboli religiosi non li reggo più. Ripongo gisus craist superstar in un cassetto e medito: se avessi un hotel io lo chiamerei HOTEL CALIFORNIA, e al posto dei cristi metterei altarini con le foto di ROBERT JOHNSON, MCKINLEY MORGANFIELD (Muddy Waters, insomma), MEADE LUX LEWIS…ridacchio con me stesso, più che Timòteo dovrei chiamarmi Timàteo…son proprio un nessi.

Questa sarebbe la scelta politicamente corretta visto che anche il GESU’ dei cristiani era un negro ( ebreo di origine etiope), ma nel caso volessi attenermi alla scellerata iconografia inventata da COSTANTINO, potrei mettere la foto di JOHN MILES, MMPH era, oppure il ROBERT PLANT del 1972 con barba e baffi, o ancora MIKE RUTHERFORD, visto anche il gruppo in cui suonava…

(Mike Rutherford dei Genesis)

DISPACCI DA GREENDALE – II

14 Ago

(Moscone di salvataggio – foto di TT)

Rifletto sulla TV del dolore e della morbosità che molta gente ha per le disgrazie altrui, quel pubblico insomma tirato su da Bruno Vespa e mentecatti simili: giorni fa di fronte al bagno accanto a quello dove sono io è morto un signore. Aveva 79 anni, passeggiava nell’acqua, si è sentito male: infarto fulminante. Non è stato un bello spettacolo vedere accadere queste cose, stavo ascoltando musica in cuffia, quando ho elaborato cosa stava succedendo c’erano già diverse persone che cercavano di aiutare il signore in questione. Diversi bagnini, personale del bagno, in pochi minuti anche i paramedici di due autoambulanze. Il corpo giaceva sulla spiaggia, riparato da parecchi ombrelloni appoggiati a terra tutt’intorno, eppure c’era un sacco di gente che cercava di sbirciare, che provava ad avvicinarsi, che spettegolava sulla cosa. Disgustato me ne sono tornato in albergo. Non potevo fare nulla per aiutare il poveretto e tutto quel voyerismo da tragedia mi dava sui nervi.

 La morte, già…meglio non pensarci.

 Mi sto comunque divertendo, riposando e rimettendo in forma. Porto la speed queen al kartodromo di Saint Mauro Sea (dove anche quest’anno incontriamo ANDREA DOVIZIOSO, asso della Moto GP)…

(La speedqueen – foto di TT)

 …mi mangio i gelati più strani come il più goloso dei bambini (ma poi mi dico che an s’è mai vest ERIC BLOOM magner di zlèe damant al “Sandy Pop”)…

 (Tim & lo Speedy Pop- foto di TT)

 …mi accorgo che la groupie non ha mai sentito l’espressione “a zoppo galletto” così gliela faccio vedere un primo pomeriggio verso le 14 sulla passerella che dal bagno porta al mare…zampetto su un piede solo per qualche metro e le dico “Ecco, è questo andare a zoppo galletto”…ma poi mi guardo intorno, spero che nessuno mi abbia notato, perché an s’è mai vest Simon Kirke andèr a zop galètt! …

 …faccio un giro in centro a CESENATICO e a DEERPLACE (Cervia insomma) dove incontro Laroby, una di INTHEMIDDLEOFTHEPLAIN (Milano insomma) che a furia di gironzolare intorno al blog è diventata una amica e che mi fa notare che vicino al suo albergo c’è l’HOTEL BLUES (…il prossimo anno tutti a Cervia)…

 (Lo squalo di sabbia di Cervia – foto di TT)

(La speed queen è tale anche nella sala giochi di Cervia – foto di TT)

…porto la speed queen a Tavullia, il paese di GO-A-LITTLE-SLOW REDS, il suo idolo, dove lasciamo molte decine di euro nel VR46 Store e ci mangiamo un pizza nel suo locale “da Rossi”

(Tim al VR46 store – foto di LST)

(Tim in pizzeria “da Rossi” – foto di LST)

….penso a Palmiro che abbiamo lasciato da Lasìmo, ci manca in maniera inaspettata quel piccolo distruttore tutto nero…

(Tim con Palmiro -notare la busta di cd per Mixi- foto di LST)

…cerco di iniziare la groupie ai piaceri del booze…

(La groupie got the booze – foto di TT)

…mi sparo qualche fritto misto al ristorantino TASTE OF SALT …

(Fritto misto al Taste Of Salt restaurant – foto di TT)

…insomma mi godo quelle piacevoli abitudini estive che da qualche anno mi porto dietro e che sono così famigliari da rilassarmi, cosa di cui avevo bisogno…

e poi mi ascolto la musica, modalità random, e quando partono certi pezzi devo condividere sensazioni di beatitudine con la groupie o, tramite sms, con Paolino Lisoni e Stefanino Piccagliani…quando poi parte GOING TO CALIFORNIA e guardo il mare mi pare di innalzarmi, di salire verso l’infinito. Il mio sguardo che sconfina e finisce per naufragare là, oltre gli scogli e le installazioni petrolifere che scorgo in lontananza, oltre gli stessi confini di questo laghetto che è l’Adriatico: che il padre dei quattro venti benedica sempre chi ha creato LZIV.

DISPACCI DA GREENDALE – I

12 Ago

Qualche giorno di vacanza, al mare, in Romagna. Non posso allontanarmi troppo da Brian e così anche quest’anno mi ritrovo qui. Ah, anche stavolta ombrellone numero 1, strana coincidenza o segno blues? Adempio con cura ai soliti riti a me cari: bagno verso la mezza quando la spiaggia si svuota, pranzetto al baretto del bagno Mabbe o la ristorantono sulla spiaggia “Little Caesars Zone” (Zona Cesarini insomma), alle 18 thè verde nel lounge bar dell’Hotel Appo.

Scambio di messaggi con Paolino Barone, Paolino Lisoni e Stefanino Piccagliani.

TIM: Arrivato a Greendale.Stop.Meditabondo scruto l’Adriatico.Stop.In Cuffia JOHNNY WINTER AND.Poco distante animatore di un bagno fa ballare la gente con ritmi latino-americani fake.Stop.Mi sento solo.Stop.

LISO: Io sono a Lerici e ogni tanto al bar sotto casa partono dei karaoke devastanti. Ma che cazzo di musica piace alla razza umana? Ma noi non siamo soli.

PICCA: Qui il dj da spiaggia manda covers rock in versione reggae. STAIRWAY compresa. Finita la biografia di Bill Graham, presto recensione per il blog. I ragazzi (i LZ ndt)ne escono malino, più l’entourage che loro. In seguito lavorando con Jimmy per l’ARMS e con PLANT nessun problema. La colpa cade su GRANT, COLE e BINDOM dipinti come camorristi in coca. Comunque la bio è molto bella.

TIM: 9 agosto Stop.In prima fila sul lettino di nuovo contemplo il mare mentre mi ascolto I BELIEVE IN FATHER CHRISTMAS di Greg Lake.Stop. Sono Normale? Stop.

LISO: Sei il mio preferito. Io in cuffia al momento ho CARAVANSERAI.

PICCA: Normalissimo! Io leggo la biografia di Nicky Hopkins.Meno bella di quella di Graham ma cmq avvincente. Page ne esce controverso, Beck malissimo. Al mercatino ho preso RUN WITH THE PACK in vinile. 10 Euro.

POLBI:WINTER e EXILE ON MAIN SYTREET da giorni girano nel mio stereo.Però, forse l’albino non sarebbe stato male negli Stones.

TIM: Lo so, è un pensiero ormai comune ma credo che il nostro rock (i LZ, gli ELP, i CSN&Y, Santana, Yes, etc etc non siano più classic rock ma musica classica. Stop.Un tempo era la musica che si ascoltava, adesso è roba per (un discreto musica di appassionati).Stop. Sto ascoltando la cover di JOHNNY WINTER di NO TIMEW TO LIVE dei TRAFFIC e sono arrivato a questa conclusione. Stop.Il Rock, quello vero, non sarà più musica di massa e questo la dice lunga sul futuro dell’umanità.Stop

PICCA: Finita la biografia di BUDDY GUY. Una sola parola: meravigliosa.Leggila. Lord Have Mercy. Comunque, an s’è mai vest Junior Wells in spiagia a Valverde.

-Dispacci da Greendale rifà il verso a DISPACCI DALLA ROMAGNA del nostro Picca dal blog “Figadein”che tiene sulla Gazzetta di Modena. Presto il link a quello e ad alcuni altri siti/blog interessanti-

DYLAN DOG Color Fest n.9 (Sergio Bonelli Editore – agosto 2012)

9 Ago

Gli speciali COLOR FEST di Dylan Dog di solito mi piacciono parecchio, il colore arricchisce notevolmente questo fumetto. Anche questo numero 9 di agosto è convincente e tocca addirittura vette altissime col terzo episodio:

QUELL’HOTEL SULLA SPIAGGIA (Mauro Boselli – Luca Rossi – Overdrive Studio): TTT

LA TOMBA DI GHIACCIO (Maurizio Mantero – Marco Belli-Giovanni Freghieri – Sergio Anelli): TTTT

IL BOTTONE DI MADREPERLA (Barbara Baraldi – Paolo Mottura): TTTTT La storia scritta e sceneggiata da Barbara Baraldi è stupenda, sentimentalmente stupenda. La protagonista, che ha lo stesso nome e la stessa fisionomia della Mrs Robinson del film IL LAUREATO, riesce a tessere una relazione tenerissima con Dylan coronando – per un sol giorno – un sogno inseguito da sempre. I disegni di Mottura poi sono altrettanto belli, anzi bellissimi. Questo episodio mi ha portato alla mente ADAH, numero indimenticabile di KEN PARKER di Berardi e Milazzo. La stessa tenerezza, la stessa sensibilità che mai sfociano nel romanticume da strapazzo. Mi tolgo il cappello e  mi inginocchio davanti alla Baraldi e a Mottura.

ANIME SENZA PACE  (Giovanni Gualdoni – Leomacs – Overdrive Studio): TTT

Brian e la brasiliana

8 Ago

Da qualche sabato non porto più Brian a Ninentyland, sto cercando di girare un po’ meno in macchina altrimenti mi sento una trottola…così dopo averlo lavato e preparato lo porto al centro commerciale vicino a casa sua, dove per anni ha bazzicato. Due caffè macchiati e due pastine da Chen Il Chinese poi spesa al Conad.

Brian spinge il carrello mentre io ripongo cibarie; io sempre un po’ scontroso e serio (An s’è mai vest Albert Collins fer la spesa al Conad del Newtower), Brian sorridente e aperto al mondo. Mentre contemplo le merendine meno costose sento che Brian ha una parola per tutti (e dico tutti!) gli avventori del supermercato. Che attaccapezze che è il mio vecchio! Verso la fine delle corsie sono intento a fargli un discreta scorta di primi-già-pronti-solo-da-scaldare, controllo la data di scadenza, il tipo di pasta, etc etc…poi mi volto e vedo Brian che parla amabilmente con una Brasiliana di quarant’ anni più giovane di lui. Evidentemente si conoscevano perché  lei è contenta di vederlo e gli chiede notizie. Dubito che il vecchio Brian ricordi chi sia la mulatta che le sta davanti, cionondimeno non perde l’occasione per parlarle. Parlano fitto fitto per 5 minuti buoni, mentre io impreco scegliendo affettati, integratori, yougurt.

I due piccioncini poi si salutano affettuosamente, dopodiché, col petto gonfio come un galletto, Brian mi segue alla cassa. E’ comunque un salutare continuo e tutte le volte mi interrogo sulla capacità atavica che ha mio padre nell’entrare nella quotidianità delle persone.

Alla cassa, sto pagando mentre dico per la centesima volta “Brian, non disturbare la signora” (e la signora di rimando “Ma si figuri, io e suo padre  ci conosciamo bene, lo lasci pur fare”) quando con la coda dell’occhio vedo che Brian sorride ad una giovane donna (dio, giovane, 35/40 anni) dall’aria disinibita, piuttosto procace, legata dentro ad uno di quei vestitini estivi che ogni tanto fanno girare la testa. La ragazza prima di andare mi tocca una spalla e saluta anche me, ammiccando. Io, serioso, metto la spesa nelle borse ma capisco che, al Conad del Newtower, volendo, con Brian, si cucca.

Umberto Panini “L’America è qua” (F.C.Panini Editore 2010 – Euro 15)

6 Ago

“Una storia di motori, figurine e formaggi” già…è con queste parole che si può condensare la vita straordinaria di Umberto Panini, uno dei fratelli Panini, quelle delle figurine. Modenese doc (seppur proveniente da una famiglia di destra in una terra tradizionalmente di sinistra) , uomo col senso dell’avventura, genio della meccanica, Umberto inizia a lavorare sui motori, preferibilmente quelli delle moto, nelle fabbriche della sua città, per poi spostarsi in Venezuela seguendo il puro istinto umano, quello che ti fa venir voglia di vedere altri orizzonti e a cui tu – a volte – non ti puoi opporre.

All’inizio degli anni sessanta torna in Italia chiamato dai suoi fratelli che avevano  fiutato il potenziale del business delle figurine, per dar vita ad una delle più riuscite avventure industriali italiane. Col suo genio riuscirà ad inventare le leggendarie fifimatic, imbustatrici automatiche (A Modena le figurine vengono da sempre chiamate “fifi”), e a proiettare la Panini verso galassie inesplorate. Verso la fine degli anni ottanta,  i fratelli Panini vendono la Panini spa, e Umberto si dedica  – con grande successo – alla sua azienda agricola, HOMBRE.

Questo libro è davvero gustoso, scritto in modo semplice e diretto, così da non perdere la linearità di una vita avventurosa sì ma vissuta sempre coi piedi per terra. Certo, facile per me scrivere queste cose, ho lavorato in Panini per 10 anni, e ancora mi sento sentimentalmente legato all’azienda (ma il signor Umberto non l’ho mai conosciuto, l’ho giusto visto di sfuggita qualche volta) poi …certo sono modenese, e da bambino mi sono molto divertito con le collezioni della Panini. Facile dunque per me apprezzare questo libro, ma non è da sottovalutare il risvolto “costume e società”, il seguire la storia di un uomo pieno di vita negli anni del dopoguerra e del boom economico.

Il libro è pubblicato dalla Franco Cosimo Panini Editore e costa 15 euro.

Hoping for a THE FIRM reunion: ma allora non sono il solo!

3 Ago

Sono anni che mi trastullo con l’idea di una reunion dei FIRM. Riunione dei LZ? Di Page and Plant? Troppo banale, io sogno una reunion dei Firm. 5 serate all’Hammersmith di Londra, tutte registrate, in maniera da far uscire un bel doppio live e un blu ray e in contemporanea ripubblicare i due album in deluxe edition con inediti e bonus discs con le registrazioni live dei due tour del 1985 e 1986.

La scaletta dei miei sogni (da far girare nelle cinque serate) sarebbe:

FORTUNE HUNTER (Firm)

RADIOACTIVE  (Firm)

TEAR DOWN THE WALLS  (Firm)

BURNIN’ SKY (Bad Company)

THE ROVER (Led Zeppelin)

MIDNIGHT MOONLIGHT (Firm)

ALL THE KINGS HORSES (Firm)

CLOSER (Firm)

TRAVELLIN’ MAN (Free)

TEN YEARS GONE (led Zeppelin)

MONEY CAN’T BUY (Firm)

SATISFACTION GUARANTEED (Firm)

DREAMING (Firm)

HYPNOTIZING WAYS (OH MAMMA) (Jimmy Page)

CUT LOOSE (Paul Rodgers)

LIVE IN PEACE (Firm)

CAN’T BE SATISFIED (Muddy Waters)

SPIRIT OF LOVE (Firm)

Sogni sciocchi direte voi, ma per la prima volta ho capito che non sono solo in questo mondo a sperare che questa cosa accada:

su Facebook sono amico di Tony Franklin, il bassista dei Firm appunto, l’altro giorno pubblica qualcosa sulla sua bacheca (Tony al momento è in tour con Kenny Wayne Sheperd):

Tony Franklin Martedì alle 23.52 tramite cellulare · 

I heard that my old Firm friend Paul Rodgers will be at the Notodden Blues Fest in Norway at the same time as us. Not such if our paths will cross. I’ll definitely keep an eye out for him :)
Io faccio un commento al post:
Tim TirelliStill hoping for a FIRM reunion…
E lui clicca sul “mi piace” sotto al mio commento.
Beh, son soddisfazioni!
(Rodgers & Page nel 1985)

INTERVALLO: rockstar con il padre – Jimmy Page

31 Lug

(Jimmy Page and his father – Knebworth agosto 1979)

CATTIVA COMPAGNIA Live in Guiglia blues

30 Lug

Ho già scritto che facendo pochi concerti ognuno di questi diventa un piccolo evento, e devo dire che la cosa ha un suo fascino. Per qualche giorno pre e post show hai in mente quella cosa lì.

Nella settimana piuttosto incasinata cerchi di organizzare tutto per avere un po’ di tempo la sera per ripassare le tue parti, al sabato mattina sei da Brian e mentre lo lavi ripassi mentalmente gli accordi -che non ricordi mai- che fanno da base all’assolo di MORE THAN FEELING. Poi, visto che non lo porti più a Ninentyland, mentre sei lì con lui a prendere un caffè da Chen il cinese al bar del Newtower focalizzi la tua linea dell’assolo armonizzato in CAN’T FIND MY WAY HOME. Entri poi al Conad del Newtower e mentre fai la spesa per Brian gli lasci spingere il carrello così che si senta importante…oltre a recitare a te stesso la frase ormai preferita di molti avventori del blog (“An s’è mai vest Johnny Winter fer la spesa al Conad dal Torrenova”) ripassi ad occhi chiusi l’assolo di THE OCEAN, hai visto mai che ci chiedano un secondo bis e ti tocchi farla.

Di nuovo chez Brian, gli prepari il pranzo e mentre gli scaldi uno di quei piatti già pronti ti chiedi se ha un senso presentare tre dei tuoi pezzi in italiano in mezzo alla classic hard rock bonanza che di solito portate in concerto. Lasci il tuo vecchio e scappi a far la spesa alla Coop a Regium Lepidi. Esci dal portone del palazzo di Brian e ti fermano due persone: una ragazza giovane e una specie di nerd un po’ fricchettone.  Tiri fuori dalla borsa il ritratto di ALEISTER CROWLEY pensando siano due testimoni di geova e ma poi ti accorgi che son due che stanno facendo una sottoscrizione per LOTTA COMUNISTA, una giornale leninista. Do 5 euro, la ragazza mi passa la ricevuta e un copia del giornale. Mentre salgo in macchina mi dico ““An s’è mai vest John Miles fer una sotoscrisìon per la stampa leninista” .

(Brian – foto di TT)

Alla Coop faccio altra spesa per Brian così per tutta la settimana è a posto, poi mentre sto valutando se comprare un paio di piantine da piantare nelle fioriere del posto in riva al mondo mi dico “An s’è mai vest Mick Ralphs cumprèr dal piantèini ala Coop” . Fai la spesa col salvatempo, leggendo con una pistola laser tutti gli articoli e riponendoli già nelle borse. Naturalmente arrivi alle casse apposite e che carrello il computer decide di controllare? Quello di Tim Tirelli, of course.

Pranzo, una doccia, il tempo di caricare e si parte. Arrivi a Guiglia, scarichi, monti, inizi il soundcheck che si interrompe dopo 45 secondi: sono le 19 inizia la messa non bisogna disturbare, diobono.

(Il palco di Guiglia – Particolare – foto di TT)

(The Guiglia stage – foto di TT)

(CC pre soundcheck – da sx a dx Pol Saurit Tim Lorenz Lele – foto di Lafede)

La festa ha sempre il solito sapore,  il gusto di campane, non è neanche male…piadina prosciutto e mozzarella, patatine fritte, una weiss. Caffè una taverna più  in giù. Per Lorenz anche un McCallan. Nei “camerini” a cambiarci. C’è anche Andrea di Marco di Zelig; noi entriamo in scena dopo di lui.

(“Tra un manifesto e lo specchio” – foto di TT)

(Pre show daze: Lorenz, Pol & Tim nei camerini – foto di LST)

Saliamo sul palco, imbracciamo gli strumenti, Lorenz inizia il riff di HELLO THERE, si parte. Per i primi quattro pezzi sul palco non si capisce nulla, un cespuglio di suono indistinto corre sul palco sospinto da un vento maligno. D’accordo non aver fatto un soundcheck adeguato, ma il service è uno di quelli seri, le spie ci sono…ma come dice Picca “secondo me sul palco non si sente un cazzo neanche se hai la produzione Pulse dei Floyd… è un mistero eterno e inestricabile”. Archivio la faccenda sotto la voce “E’ così che vanno le cose”, paturnie da musicisti, mai un volta che tu sia contento, che non debba giustificarti per certe sbavature ed errori. Ma tra i fumi, i faretti, i nostri tre pezzi, l’assolo armonizzato fatto con Lorenz di CAN’T GET ENOUGH per un momento ti è sembrato di essere al tuo posto, là al Public Auditorium di Cleveland.

Un bis (WHOLE LOTTA LOVE che fa sempre la sua figura), chiacchiere con gli amici che ti son venuti a vedere, smonti la tua strumentazioni e la carichi sulla blues mobile, mentre ti infili in tasca 80 euro. Fai un paio di conti, tolto il carburante quanto ti rimane? 60 euro? 62? Per un impegno complessivo di 10 ore. Uhm.

Ma non vuoi fare la vittima, non lo fai per questo…lo fai per questo preciso momento: perché dalla collina sei appena atterrato in pianura, stai lasciando gli svincoli di LittleVineyard, sono le 2,30 di notte o di mattina, la groupie dorme, nel lettore gira HONKY CHÂTEAU  di ELTON JOHN in versione Original Master Recording, i semafori lampeggiano, nessun per strada, le insegne luminose ammiccano, la notte è serena e calda, sei con te stesso e provi quell’inspiegabile blues che domini con fredda determinazione  ma che ti dipinge quell’espressione sentimentale sulla faccia… quel velo di tenerezza che ti fa sentire uomo di blues, quel feeling che pur nella sua malinconia ti prova che sei vivo. Poi parte ROCKET MAN e ti sciogli dentro a brividi che solo quelli come te sanno provare, ti commuovi pure forse, perché ti senti un po’ così anche tu, solo lì nello spazio ad osservare senza capire, che poi è il destino della condizione umana.

….And I think it’s gonna be a long, long time
Touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home, oh no no no
I’m a rocket man, rocket man, burning out his fuse up here alone….

Arrivi infine alla domus saurea, ti infili i guantini, scarichi la macchina, chiudi il garage, ti fai una doccia e ti metti a letto. Leggi l’ultimo numero del fumetto JULIA, fai stancare Palmiro fino a che non si accascia su di te, pensi a domani…l’ennesima domenica da Brian, ma scacci il pensiero, stanotte hai suonato rock and rock e lascia che sia. Sono le 4, spengni la lampada sul comodino…New York goodnight.