CATTIVA COMPAGNIA Live In San Martino In Rio 1 ottobre 2011- Altri video…

30 Ott

JULIA n.157 “Uccidete Robson” (Bonelli – ottobre 2011)

30 Ott

Soggetto di (tutti in ginocchio) GIANCARLO BERARDI, sceneggiatura dello stesso Berardi e di MAURIZIO MANTERO, disegni di ENIO, copertina di Marco Soldi. Buon episodio questo.

Le avventure di una criminologa di nome Julia sono quasi sempre interessanti, per la cura con cui l’autore dedica al suo personaggio e per lo sforzo che fa nel tenere il livello del fumetto in questione alto. Vale sempre la pena acquistare un nuovo numero di Julia. Certo, forse è più adatto ad un pubblico femminile, ma io ho una alta considerazione per le donne (quelle illuminate almeno) e Julia è una di questa. Poi, BERARDI era l’autore del mio fumetto preferito di sempre…quel KEN PARKER che porto nel cuore da tanti anni, che mi suscita emozioni simili a quelle che mi danno i LED ZEPPELIN e la mia INTER (quando vince).

Gli aironi di Brian, il miglior disco dei Led Zeppelin e l’attesa per Inter – J**e

29 Ott

Un letto di nebbia stamani sulle campagne.

(bed of fog on the countryside in Borgo Massenzio – foto di TT)

Non sono nemmeno le otto, il sole fa ancora il timido dietro la giovane quercia che sta nascendo lì sul ponte e le vigne un po’ più lontane.

(Sun behind the young oak and the vineyard – foto di TT)

In macchina si parte con MEAN STREET dei VAN HALEN, una scossa metallica e grigiastra in questo mattino di fine ottobre.

A Ninentyland incontro gente che non vedevo da anni, da lustri, da interi decenni. Nello e la Giovanna, Nevio, Saverio. Rivedo anche Robby – dalla prima elementare fino al Barozzi sempre insieme – e Marina. Con più passano gli anni e più mi accorgo di quanto sia bello riallacciare legami del tempo che fu. Brian è in forma, per il secondo sabato consecutivo. Lo accudisco e me lo coccolo con una dolcezza e un affetto che sorprende anche me. Tutto questo gli fa bene, riesco a fargli indossare una camicia nuova, un giaccone nuovo senza che lui opponga resistenza. Rammenta che domani verrà a pranzo da me e non fa storie, anzi è eccitato all’idea. A fine mattina mentre lo riaccompagno è così di buon umore che riesco a farlo giocare. “Brian, scrivi su quel block notes quello che ti detto, ho bisogno di prendere appunti…dai fammi da segretario oggi..” Lui sta al gioco, lo faccio scrivere così sta in allenamento.

Brian scrive un titolo di un album dei LED ZEPPELIN (sì, è vero, mio padre ha un bella pazienza:-)) …diligentemente verga sul foglio lilla “Auses of se oli”. Continuo con il dettato e lui con impegno scrive. Brian è ancora in gamba. Guarda i campi arati e gli uccelli che vi svolazzano sopra. “Sa gh’è, i clomb?” (Ci sono i colombi?). “No Brian, sono aironi?” faccio io. “Aironi?” si chiede. Passa qualche minuto, deve riflettere sulla parola aironi, poi mi fa “Cus’ èren chi uslèn là?” (Cos’erano quegli uccelini là?). Che tenerezza che mi fa a volte il vecchio Brian.

(Brian e il suo crodino del sabato – foto di TT)

Ieri ascoltavo  i Led Zeppelin (strano eh?). Mando un sms a Picca a cui lui risponde prontamente.

Tim: “Comincio a pensare che HOUSES OF THE HOLY sia il miglior disco dei Led Zeppelin.

Picca “HOTH? Per me no. Spiego. Se i LZ avessero fatto solo un album, il IV sarebbe comunque un must. Anche il I ma è ancora un po’ figlio del beat e pieno di cover. GRAFFITI lo trovo un pochino monolitico da un punto di vista espressivo. HOLY è bellissimo, ma alla luce degli altri. E c’è un po’ di zavorra”

Dopo poco mi arriva un secondo sms:

Picca: “Scusa per la risposta di prima. Sono così cerebrale che mi sto sul cazzo da solo“.

Io Picca lo adoro.

In macchina ancora i VAN HALEN…LITTLE GUITARS  e BIG BAD BILL (IS SWEET WILLIAM NOW)

Telefonata con Dan per aggiornarci sugli acquisti di CD in corso; tutto soddisfatto gli racconto che in Giappone ho ordinato un cd che stavo cercando da tanto: “Super Gasoline Blues” di ROBERT CIOTTI. Comprai il long playing 33 anni fa, (etichetta Cramps) e lo amai dal primo istante. Tra poco lo avrò in mano, ma penso di conservarmelo per la festa del solstizio d’inverno.

Mi sparo un cinegiappo, in mezzo alla gente cerco di non pensare alla partita di stasera.

(Cinegiappo a Regium Lepidi – foto di TT)

Vado alla Coop a fare la spesa,  in mezzo alla gente cerco di non pensare alla partita di stasera.

Torno nel posto in riva al mondo, guardo un albero e cerco di non pensare alla partita di stasera.

(L’albero che guardo – foto di TT)

Mi chiama Jaypee. Non è esattamente uno che segue il calcio, ma ha in simpatia l’Inter per via del sottoscritto, ha un presentimento e mi chiama. Gli spiego che stasera c’è Inter – J**e. Si preoccupa e nel contempo è contento di avermi chiamato. Parliamo anche del fatto che i biglietti per i RIVAL SONS al Corallo a inzio dicembre sono esauriti e perciò non si trovano. Avevamo deciso di andare (insieme a Lorenz, a un paio di fighe e a Frank e Silvia di Padova).

Tra poco verrà Dennis. Chissà in che stato sarò tra tre ore.

PS: penso a Josè Mourinho.

Il sole che filtra tra gli alberi e la rete di freddo di questo mattino autunnale, Lorenz che non mi caga e THAT’S THE WAY dei LED ZEPPELIN

28 Ott

Fermo in coda sulla Emily Road all’altezza di Maison, il sole filtra tra gli alberi e tra la rete di freddo di questo mattino autunnale. Cerco Lorenz al cellulino. Non mi risponde. Ne avrà abbastanza di me? E’ in cuffia a registrare sul Mac la sua ultima composizione prima di correre al lavoro? Boh, ma io sono il suo migliore amico…dove cazzo è quando ho bisogno di lui?

Bisogno, o aleister, bisogno no, volevo solo confrontarmi sui due file musicali che gli ho inviato ieri sera. Le registrazioni di LA CASA DEGLI ABETI NERI e di BLU, due nostri pezzi che mercoledì’ abbiamo provato con la band. Non funzionano… (le versioni, non i pezzi). Nel primo poi ho fatto un assolo che in diretta non mi sembrava male ma che riascoltando mi mette in imbarazzo. Odio quando faccio degli assoli del cazzo.

Siamo una buona band, quando facciamo certe cover il senso rock c’è tutto, ma fare pezzi propri è un altra cosa, senza la comunione di intenti assoluta la scintilla non scintilla e la musica non si accende. Il suonare pezzi miei o comunque nostri insieme alla band è la cosa che vorrei fare di più nella vita, quando non ci riesco o lo faccio male il mio animo si ribalta.

Sono giorni che non so cosa ascoltare, metto su dei CD e dopo un pezzo li tolgo. A DAY AT THE RACES, DIXIE CHICKEN, DRIVE di Roberto Palmieri, DIARY OF A MADMAN, il secondo dei CLASH, un bootleg del 77 dei GENESIS, i RIVAL SONS,  persino gli MC5. Poi stamattina infilo nel car stereo il terzo dei LED ZEPPELIN e trovo subito la quadra.

Sullo stradone HERBERIA – STONECITY parte THAT’S THE WAY. Il sole sempre meno timido compare dietro agli alberi, il lento rollio della blues mobile, le immagini del tour bus di ALMOST FAMOUS che appaiono e scompaiono dalla mente, il pensare un po’ dissoluto alle gambe calde di una figa che conosco.

(Hot Legs)

Ringrazio il diavolo che un bel giorno mi ha fatto scoprire i LED ZEPPELIN, con loro la mia vita è viva…e fa niente se tra poco in ufficio dovrò affrontare mille faccenduole fastidiose.

PS: mio fratello blues Lorwood (Lorenz) mi ha poi chiamato non appena recuperato il cellulino che aveva dimenticato a casa. Va beh, gli credo.

That’s the Way

I don’t know how I’m gonna tell you, I can’t play with you no more,
I don’t know how I’m gonna do what mama told me, My friend, the boy next door.
I can’t believe what people saying, You’re gonna let your hair hang down,
I’m satisfied to sit here working all day long, You’re in the darker side of town.

And when I’m out I see you walking, Why don’t your eyes see me,
Could it be you’ve found another game to play, What did mama say to me.

*That’s The Way, Oh, That’s The Way it ought to be,
Yeah, yeah, mama say That’s The Way it ought to stay.

And yesterday I saw you standing by the river,
And weren’t those tears that filled your eyes,
And all the fish that lay in dirty water dying,
Had they got you hypnotized?

And yesterday I saw you kissing tiny flowers,
But all that lives is born to die.
And so I say to you that nothing really matters,
And all you do is stand and cry.

I don’t know what to say about it,
When all you ears have turned away,
But now’s the time to look and look again at what you see,
Is that the way it ought to stay?

That’s the way… That’s the way it oughtta be
Oh don’t you know now, Mama said.. that’s the way it’s gonna stay, yeah

L’angolo della posta: STEVE HOFFMAN’S REMIX WISH

27 Ott
Steve Hoffman: audio engineer di Los Angeles famoso per le rimasterizzazioni di album musicali. Io e Picca – più per curiosità e interesse nell’ambito costume & società che altro – ne frequentiamo il forum, dove audiofili di tutto il mondo si ritrovano a discutere. Gli audiofili sono quelli che comprano i dischi principalmente per la qualità audio o del remastering più che per la musica in sé.
Stavolta sono io che chiedo e Picca, magistralmente, risponde.
Scrive Tim: “Senti, ma Steve Hoffman dice che gli piacerebbe rimixare i dischi dei LZ perchè secondo lui il missaggio originale è scarso,ma tu sei d’accordo? Capisco anche io che ci sono certe cose fatte in fretta dove qualcosa distorce o sbava, ma mi ha sorpreso quello che ha scritto.”

Risponde l’esperto (Picca):Rimixare significa rifare il disco, quindi mi pare una pazzia. Si va su un territorio etico, tipo photoshoppare il Cenacolo di Leonardo così è più gradevole. L’arte invecchia, c’è poco da fare, l’artista ne deve essere cosciente e accettare le ingiurie del tempo. Pompare i dischi rimasterizzando è un conto, si cerca di soddisfare l’orecchio del fruitore digitale dandogli più dinamismo, ma remixare significa pigliare le piste e cambiare il sound, mi pare. Gli Zeps su vinile suonano da Dio per quanto mi riguarda, e anche i cd non sono male rispetto a tutto quello uscito all’epoca. Per SH remixare sarebbe la sua chance di avvicinarsi il più possibile alla fase creativa di un gruppo che probabilmente gli piace molto. Ho sentito i Genesis e i Doors remixati e mi sono sembrate due semi-ciofeche. Comunque se si entra nel campo audiofilo non si finisce più. Recentemente ho messo a confronto gli Zeps giappo del cofanetto nero con gli Zeps giappo pre-remaster e dei vinyl rips scaricati in flac dal web, e i vinili sono il top per il mio orecchio. Ma ti accorgi che non stai ascoltando Page ma i fruscii di sottofondo e le distorsioni dei cymbals. Pugnette, insomma.

PS:Poi magari a SH piacerebbe sentire Page col suono di Steve Lukather o di Robben Ford, vallo a sapere…”

 


DYLAN DOG speciale n.25 “La Piramide Capovolta” (Bonelli – ottobre 2011)

27 Ott

Nulla di speciale in questo speciale. Soggetto e sceneggiatura di Giuseppe Di Nardo, disegni di Corrado Roi. Copertina di Angelo Stano. Storiella standard per il personaggio di Tiziano Scalvi. 6-.

L’Angolo della posta: MICHIGAN

27 Ott

Scrive Polbi(da Detroit): “Stones, Traffic, Bad Co., Aerosmith, Pink Floyd, tutti di seguito alla radio. Come non pensarti? Un abbraccio dal Michigan, paradiso del Classic Rock”

Risponde l’esperto: “Sigh…”

There’s somethin’ wrong with the world today I don’t know what it is…

26 Ott

Stamattina prima di andare a lavorare passo per l’ufficio postale di Borgo Massenzio a ritirare  un pacchetto. L’ufficio, non fosse per un computer e il giabanino del bancomat, sembrerebbe fuori dal tempo. Una vecchia pesa per pacchi nell’angusto spazio lasciato ai clienti, armadi, cassettiere, archivi e mobilio di terza scelta, messi insieme senza continuità, senza nessun aggancio con la parola arredamento. Scatole, pratiche, oggetti obsoleti appoggiati in cima agli armadi. L’impiegata…beh, sembra fuori dal tempo anche lei. Espressione tra l’infastidito, il preoccupato e l’inadeguato. Attendo 5 minuti è ritiro il pacchetto. Esco. Faccio 5 metri in direzione della macchina, mi viene incontro un vecchio che poi non è nemmeno tanto vecchio e sento che dice “Quanta gente c’è?”.

Subito non capisco e mi meraviglio che si rivolga a me, ma poi ripensando al suono uscito dalla sua bocca ne capisco il significato. Uomo non tanto alto, tracagnotto, 65/70 anni, con il viso rosso, una espressione tra l’incazzato e l’impaurito. Modi da vangatore di biolche con infezione urinaria.

Era a 5 metri dall’ufficio postale e ha dovuto chiedere con arroganza “Quanta gente c’è?”. Nessun sorriso di convenienza, nessun “buongiorno… mi scusi”, no, dritto al punto fermo come era sul suo problema mattutino: andare in posta. Di solito sono scudrigno quando la gente non mi usa le gentilezze dovute, ma poi rifletto – in un nano secondo – sul fatto che deve essere una di quelle persone ripiegate su se stesse la cui vecchiaia ne amplifica certi atteggiamenti antipatici. Così, invece di dirgli “Oh, pistola, an sun menga to fiòl” (non son mica tuo figlio) gli rispondo con un semplice “abbastanza“.

Risalgo in macchina e ripensando a questa sciocchezza mi torna in mente un’altra stranezza che ho visto recentemente: il 18 ottobre, mentre portavo Brian ad una visita, ho visto la Ferramenta di via Nonantolana a Mutina – zona Torrenova –  con già vistosi addobbi natalizi illuminati (gocce o stalattiti color ghiaccio azzurro). Il 18 ottobre.

Penso agli Aerosmith e alla prima frase di LIVIN’ ON THE EDGE.

In macchina salto tra LATERAL di Luca Bottura su Radio Capital e il programma mattutino di Picca su Modena Radio City. In località Little Court inserisco nel car stereo BLACK OUT degli SCORPIONS. Ho bisogno di Hard Rock tout court di stampo teutonico.

Apro l’ufficio. A metà mattina un caffè. Kerlo e la Sarwooda stanno discutendo su di un nuovo progetto, Lakèerlit è al telefono con Raffa il fotografo e io, pur pensando di essere nel backstage del Madison Square Garden con una Les Paul in una mano e una groupie nell’altra, sono alle prese con le mie solite cose. E’ tornata la normalità.

(Kerlo e la Sarwooda al lavoro – foto di TT)

(backstage)

(Groupie)

(bebe buell)

CATTIVA COMPAGNIA Live In San Martino In Rio 1 ottobre 2011- “SWEET EMOTION”

26 Ott

 

 

RIVAL SONS al Corallo di Scandiano (RE) sabato 3 dicembre 2011

25 Ott

Il mio amico Frank R mi fa notare che i RIVAL SONS da Los Angeles, presunti alfieri del nuovo Hard Rock  Blues, saranno al Corallo di Scandiano (RE), sabato 3 dicembre.

Oh, mi sa che dobbiamo andarci.