Tre ore per fare 100 km, coda in autostrada da quando ti immetti sulla A14, esci e ti butti in tangenziale, due km e coda anche lì. Esci di nuovo e fai le strade normali, inizi il giro del perdono e per entrare a Imola è tutto bloccato. Parcheggi a qualche km dal luogo del concerto… arrivi all’autodromo dunque con l’umore non esattamente alle stelle. Quando poi vedi che il mare di gente che ti aspettavi è in realtà un oceano infinito, ti vien voglia di bestemmiare.
In origine dovevamo essere in 75.000, ma è chiaro che l’organizzatore ha spostato l’asticella e messo in vendita altri biglietti. Ufficialmente siamo in 92.000, ma voci di corridoio sussurrano si sia molti di più (120.000?). Evidentemente qualcuno doveva riprendersi da perdite precedenti, il tutto a discapito di noi poveri rock fan … 100.000 (e oltre) spettatori sono troppi anche per uno posto come questo.
Mentre faccio questo ragionamento mi accorgo che non riesco più a godermi nulla e non capisco se – con l’età che avanza – sono diventato insopportabile o se sono sempre meno incline a farmi prendere in giro. Ho speso, se non ricordo male, più di ottanta euro per essere, rispetto al palco, su di un altro continente. Va beh, passerà anche questa, cerchiamo di goderci la serata. Noto con piacere che non ci sono stand che vendono merchandising fasullo, di conseguenza quello ufficiale è preso d’assalto. Saura, come da tradizione, vuole una maglietta. La più bella (quella grigia) ormai è disponibile solo nella taglia XL, così opta per la meno peggio.
Mi accorgo come i bidoni per i rifiuti, e nello spazio intorno all’arena e in città, siano clamorosamente insufficienti. Bottiglie vuote e ciarpame ovunque per terra. Troviamo un varco e ci posizioniamo alla bene meglio. Almeno un terzo del pubblico indossa le corna di plastica intermitttenti e durante il concerto gratificherà i vari rimandi demoniaci che la band mette in scena con boati assordanti. La sensazione però è che sia un atteggiamento superficiale, evocare il diavolo, indossarne la maschera per esorcizzarne il significato, per riderci sopra e scacciare le paure. Un po’ come per i BLACK SABBATH, è tutto a favore di telecamera, tutto per lo spettacolo e per vendere (un tempo) dischi. Faccio un paragone con artisti molto più spaventosi da questo punto di vista … i primi due nomi che mi vengono in mente sono LED ZEPPELIN (of course) e DAVID BOWIE … tutta un’altra storia.
AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)
Scommetto che buona parte di quelli che hanno le corna in testa domenica mattina andranno a messa. Oltre un’ ora d’attesa, non posso fare a meno di ascoltare i discorsi di quelli che ho intorno e una volta di più capisco che il Rock non esiste (o che perlomeno quello contenutistico è sparito). Un giovane senza speranza dietro di me indossa una maglietta dei QUEEN con ADAM LAMBERT, e le chiacchiere che sento nulla hanno a che fare con il Rock. Ci rifletto su questa cosa, gli AC/DC ormai sono diventati un gruppo trasversale, piacciono a tutti. Chi l’avrebbe detto!? Ligabue, Jovanotti, Ac/Dc, tutti dentro allo stesso calderone. Io non mi ci riconosco più. Tutto si mescola e si ribalta come in politica. Facce toste del centro destra che si indignano circa i disegni del capitalismo, partiti che dovrebbero rappresentare la sinistra guidati da moderati, figli, o meglio nipoti, della democrazia cristiana. Il Classic Rock che ora ingloba contemporaneamente KISS e SEX PISTOLS. Finiremo per avere gente che tifa in egual misura nerazzurri e bianconeri, blaugrana e camiseta blanca.
AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)
Ho pena per me stesso, sono ormai allo sbando, se anche quella che dovrebbe essere una piacevole serata di Rock and Roll diventa occasione per scivolare su riflessioni senza soluzione, temo di essere alla frutta. Per fortuna inizia il concerto e la mia attenzione si sposta. ROCK OR BUST e SHOOT TO THRILL mi ridanno vigore. La prima impressione è che il gruppo rolli in maniera decisa nonostante gli anni e la perdita di una pedina fondante.
AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)
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Guardo verso la collinetta alla mia sinistra, siamo davvero una marea di gente. Con l’arrivo di CHRIS SLADE (l’ex batterista dei FIRM) mi sembra che il gruppo abbia ripreso una dinamica e una ricchezza ritmica notevole nonostante abbia un bassista inesistente. ANGUS è in forma, suona la Gibson diavoletto da par suo, è lui l’idolo della serata. Io sono qui, oltre che per CHRIS SLADE, per BRIAN JOHNSON. Mi piace l’anglo-italiano di Duston, per le cose in cui (non) crede, per la sua schiettezza e sincerità. Fatica un po’ stasera, ma credo sia inevitabile, anzi a pensarci bene è i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e che a 68 anni riesca ancora a reggere una tournée con gli AC/DC.
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AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)
La scaletta è un discreto mix di classicissimi e pezzi meno scontati, mi sarebbe piaciuto che la scelta di questi ultimi si fosse basata su cosucce musicalmente più rilevanti. Il pezzo che forse mi godo maggiormente è HAVE A DRINK ON ME.
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Chiusura scontatissima con WHOLE LOTTA ROSIE e LET THERE BE ROCK, pezzi che non ho mai amato in modo particolare, ed infatti sono l’unico a non saltare. Angus gigioneggia nell’assolo di quest’ultima, io trovo queste cose un po’ fuori luogo nel 2015, ma io non sono nessuno, lui invece è ANGUS YOUNG.
Bis: HIGHWAY TO HELL e FOR THOSE ABOUT TO ROCK, i cui cannoni mi paiono un pochino spompi. FTATR però ogni volta mi mette in corpo un brivido fighissimo, quindi per qualche minuto sono in preda al fremito del Rock.
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In quattro parole: buon concerto, bello spettacolo.
AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)
SCALETTA:
Rock or Bust
Shoot to Thrill
Hell Ain’t a Bad Place to Be
Back in Black
Play Ball
Dirty Deeds Done Dirt Cheap
Thunderstruck
High Voltage
Rock ‘n’ Roll Train
Hells Bells
Baptism by Fire
You Shook Me All Night Long
Sin City
Shot Down in Flames
Have a Drink on Me
T.N.T.
Whole Lotta Rosie
Let There Be Rock
Bis: Highway to Hell
For Those About to Rock (We Salute You)
AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)
Uscire dall’autodromo dal punto in cui siamo entrati è impossibile, mai vista tanta gente così. Decido di uscire dall’uscita posteriore del catino che inaspettatamente è molto meno frequentata. Facciamo il giro largo della città, passiamo per il centro, ci mangiamo un gelato. All’una però siamo ancora lì che cerchiamo di uscire da Imola. Voltiamo la macchina, evitiamo l’autostrada e prendiamo la via Emilia.
A letto alle 3, mi chiedo in che condizioni sarò domani in ufficio, due serate consecutive di concerti lontani da casa sono uno sport estremo per l’ometto miserello che sono. Va beh, pazienza, ho visto CHRIS SLADE, sono già a tre per quanto riguarda i membri dei FIRM. Mi manca solo TONY FRANKLIN.
Prima di chiudere gli occhi ripenso alle melodie color pastello di TOGETHER, ma è solo un momento … mentre cedo alle tenebre sento i rintocchi delle TYRRELL BELLS e ritorno così al mio inferno personale.
Nuovo appuntamento con RICK WAKEMAN e con il suo spettacolo di PIANO SOLO; tre volte in poco più di un anno, Saura deve essere contenta. Questa volta, pur avendo i biglietti da tempo, siamo chiamati a dare una mano nella gestione di Rick da CLAUDIO CANOVA, il promoter nostro amico, coinvolto a sua volta dalla agenzia a cui si era rivolto il comune di Asti. CANOVA ci sa fare in queste faccende, ed è bello vedere che questa cosa gli venga riconosciuta.
Appuntamento poco dopo le 16 in un autogrill sulla A21. Ritrovo ad Asti, all’albergo dove alloggia Rick. Claudio fa il check in, io e Saura chiacchieriamo lì fuori con Paolo, medico (e musicista anch’egli) che segue il biondo di Perivale. Con Claudio poi ci incamminiamo a piedi verso il luogo del concerto. Lo spettacolo di RW è previsto all’interno della rassegna AstiMusica.
Mi piace quello che c’è scritto in fondo al poster: Ascolta la musica. Abbi cura della tua città.
Scambio di info con i tecnici che stanno sistemando il pianoforte a coda Steinway & Sons.
Alle 19 Rick arriva in piazza della Cattedrale. Il posto, sì insomma la location, come si dice oggi, è suggestivo.
Asti, la cattedrale (foto Saura T)
Asti, the stage (foto Saura T)
Rick arriva accompagnato da Paolo e dal personale del comune di Asti. Si fionda sul palco, prova il piano a coda e aiuta i tecnici a spostarlo nella posizione che desidera. Io, Saura e Claudio siamo lì dietro il palco.
Claudio C. & Tim (foto Saura T)
Saura & Claudio C. (foto Tim T)
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Venti minuti e il soundcheck termina. RW scende dal palco, diversi fan premono per farsi scattare una foto con Rick. Come sempre WAKEMAN è disponibilissimo. Io, Saura, Claudio e Paolo ci disponiamo dietro di lui pronti ad intervenire in caso qualcuno esageri un po’. Ci spostiamo poi nel backstage, nel camerino ricavato nelle stanze della sezione locale della Confartigianato. Claudio chiede a Rick se si rammenta di noi e piuttosto sorprendentemente Rick ci dice “Ehi ciao, siete venuti anche questa volta allora.”. Non sono sicuro che ricordi che ci siamo già visti in un paio di occasioni (SCHIO 2014 e VICENZA 2015), ma la sensazione è che, almeno visivamente, ci abbia riconosciuti. Chissà, forse ogni tanto dà un’occhiata al gruppo facebook RW KEYBOARDS WIZARD che gestisce Saura, e a furia di vedere la foto di se stesso con la reggiana dagli occhi di ghiaccio, la sua memoria deve avere immagazzinato i connotati della (mia) groupie. Ad ogni modo, la cosa ci fa indubbiamente piacere.
RW è uno che non pretende tanto, ma il “rider” che aveva chiesto Claudio non è esattamente rispettato. Nel frigo coca cola e acqua a volontà, qualche birra, ma il resto mi sembra un po’ miserello: qualche sandwich, qualche mela, qualche pesca, una confezione di Canestrelli, un po’ di patatine. Mah.
Rick si immerge subito nella stesura della scaletta e a scrivere gli appunti relativi. Io, Saura, Claudio e Paolo parliamo tra di noi, ma mi sento a disagio, un po’ perché puoi anche essere experienced finché vuoi, ma avere RW lì di fianco non è esattamente cosa da tutti i giorni, un po’ perché non vorrei che Rick si sentisse escluso. Essendo anglosassone poi non credo che sia uno che rompa il ghiaccio per primo, così mi sa che tocchi a noi latini. Paolo e Claudio si allontanano per andare a verificare i lavori sul palco, rimaniamo nei camerini io, Saura e RW. Guardo the girl from Gavassa, fa la professionale, ma immagino che dentro sia tutto un fuoco. Chiedo con Rick se non lo disturba se parliamo un po’, lui sembra sollevato e ben disposto a chiacchierare. Parto un po’ imballato, ma poi ingrano la quarta è mi metto a discorrere amabilmente con il keyboards wizard. Parliamo di gatti, dato che come noi anche lui è un amante dei felini, ad un certo punto mostra la foto di Harry (uno dei suoi gatti, quello famoso dato che Rick lo cita spesso su twitter) a Saura, e io penso tra me e me: ma guarda un po’, RICK WAKEMAN, ripeto, RICK WAKEMAN che mostra una foto del suo gatto tramite il cellulino a Saura.
Parliamo dei LED ZEPPELIN (dice che è molto amico con RP, amico con JPJ, ricorda le bevute con JOHN BONHAM. Nessuna menzione di PAGE), di calcio (è parecchio informato sulla serie A, analizza brevemente la stagione della mia amata Inter, ha grandi parole per Mancini e una grande stima del mio football god JOSE’ MOURINHO. Rick è un tifoso del BRENTFORD e del MANCHESTER CITY.
Saura mi si avvicina e mi sussurra “Ma, riesci a parlare dell’Inter anche con Rick Wakeman?!”
Tocchiamo inoltre l’argomento di Cuba e della sua avventura relativa (tre concerti tenuti all’HAVANA nel 2005) e del lungo incontro avuto con FIDEL CASTRO. Chiacchierata davvero interessante. Rick ti mette a suo agio, nessun atteggiamento snob da rockstar. Persona davvero meravigliosa.
Salta poi fuori il Rock fan che è in me, così gli chiedo se non lo disturba troppo fare un paio di foto con me e Saura. Rick si dimostra una volta di più disponibilissimo, mentre lo inquadro per lo scatto scherza con Saura, entrambi si mettono a ridere… quadretto irresistibile.
RW & Saura – Asti 8 july 2015 (Foto Tim T)
RW & Tim T. – Asti 8 july 2015 – backstage (foto Saura T)
Autografa una delle sue due autobiografie e scrive “Saura, lots of love. Rick Wakeman”.
Poi accade un imprevisto, Saura gli allunga il divudi degli EQUINOX live al Blu J di Reggio Emilia. Prego Rick di gettarlo nel cestino una volta a casa e lui mi fa “Perchè, vi voglio vedere all’opera”. Filmati amatoriali, pezzi dei LZ, un chitarristino come me … cosa potrà pensare un musicista dal lignaggio gigantesco come lui? Mi imbarazzo al solo pensiero.
Arriva poi l’altro Paolo. Io e Saura ci presentiamo. Mentre Rick fa una intervista per la rivista PROG versione italiana, Paolo ci racconta gustosi aneddoti su altri nomi del Rock.
Alle 21,45 è ora di salire sul palco. Lo spettacolo è simile ai due che ho già visto, ma sentire suonare WAKEMAN è sempre un’emozione forte.
RW live in Asti 2015 (foto Tim Tirelli)
Rick parla e racconta qualche aneddoto tra un pezzo e l’altro. In seguito arriva il momento di dedicare qualche pezzo a CHRIS SQUIRE, scomparso non troppi giorni fa. Rick dice qualcosa, il pubblico si alza in piedi e tributa un lungo applauso in onore del leggendario bassista, fondatore e leader degli YES. Il tributo di Rick si concretizza attraverso THE MEETING, AND YOU AND I e WONDEROUS STORIES.
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Il concerto si snoda attraverso classici tratti da album leggendari come JOURNEY TO THE CENTRE OF THE EARTH e SIX WIVES OF HENRY VIII e altre cosucce meno note. Non mancano gli accenni alle sue collaborazioni con CAT STEVENS e DAVID BOWIE, e le sue riproposizioni di HELP ed ELEANOR RIGBY dei BEATLES.
Un paio di bis, l’ultimo è THE JIG, pezzo scritto per il CIRQUE DU SOLEIL, brano che personalmente mi fa impazzire…
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Finito lo show ci dirigiamo in tutta fretta al ristorante, un posto molto blues in pieno centro…
Ristorante – Asti (foto TT)
Niente aria condizionata, atmosfera informale, piacevole cena notturna. Paolo ci intrattiene ancora con storielle Rock davvero curiose.
Paolo & Claudio -(foto Saura T)
RW a cena post concerto (foto Saura T)
Terminata la cena, ci avviamo verso l’uscita, prendo il cellulare di Saura, tocco inavvertitamente lo schermo e appare lo sfondo del Galaxy…una foto di WAKEMAN. Rick è dietro di me, vede la cosa e mi dice “She needs help”.
Alcuni fan sono in attesa davanti all’entrata del ristorante. Rick si fa una foto con tutti. Salutiamo Paolo e accompagniamo in macchina Rick in albergo. Ultimi saluti, Rick abbraccia e bacia Saura e sale in camera. Rimaniamo ancora cinque minuti a parlare con Claudio e poi ripartiamo verso la Sweet Home Emilia Romagna.
Arriviamo alla Domus Saurea a notte fonda, doccia e a letto. Sono quasi le 5, domattina dovrei andare in ufficio, domani pomeriggio ci aspettano gli AC/DC a Imola … non so come farò. Ci penserò domani. E’ stata una bella serata e mi voglio godere le buone vibrazioni. Guardo Saura, è ancora sorridente. “Buonanotte groupie. Rick Wakeman rules!”
(BROKEN) ENGLISH
New rendez-vous with RICK WAKEMAN and his PIANO SOLO show; three times in just over a year, Saura should be happy. This time, despite having tickets for some time, we are called to help in the management of Rick from CLAUDIO CANOVA, the promoter and our friend called by the city of Asti (Italy) to handle things. CANOVA is very good in these matters, nice to see they recognize his merits.
We meet shortly after 4 pm in a motorwaycafè on the A21 italian motorway. We then arrive in Asti, at the hotel where Rick stays. Claudio does the check in while me and Saura chat with Paolo, the doctor who follows Rick on his italian dates. Then we stroll to the concert venue. The RW show is incorporated in the Astimusica review.
I like what is written in the bottom of the poster: Listen to the music. Take care of your city.
Checking details with the technicians who are setting up the Steinway & Sons grand piano.
Rick comes in at 7 pm in the Cathedral Square. The place, so in short, the location, as we say today, is impressive.
Rick arrives accompanied by Paolo and by the staff of the town of Asti. He goes straight on stage, he tries the piano and helps technicians to move it to the position he wants. Me, Saura and Claudio are there behind the stage.
Twenty minutes and soundcheck ends. RW comes down from the stage, several fans are pressing to have their picture taken with Rick. As always WAKEMAN is extremely available. Me, Saura, Claudio and Paolo stay behind him ready to intervene in case someone exaggerating a bit . We move then backstage, in the dressing room housed in the rooms of the local branch of Confartigianato. Claudio asks Rick if he remebner me and Saura and rather surprisingly Rick says “Heyhello, you have come also this time then.”. I’m not sure he remembers that we have already meet twice (SCHIO 2014 & VICENZA 2015), but the feeling is that, at least visually, he recognizes us. Maybe sometimes he takes a look at the facebook group RW KEYBOARDS WIZARD which Saura manages, and after seeing the pictures of himself with Saura his memory must have stored the connotations of her. However, it undoubtedly is a pleasure.
RW is one that does not claim so much, but the “rider” that Claudio asked is not exactly respected. In the fridge coca cola and water at will, a few beers, but the rest seems a bit poor: some sandwiches, some apples, some peaches, a pack of biscuits, a bit of chips. Well…
Rick immerses himself immediately in writing the setlist and other notes. Me, Saura, Claudio and Paolo do the talking amongst ourselves, but I feel a bit uncomfortable because you may be experienced as you like, but having RW sitting next to you is not exactly every day stuff, and also because I’m worried Rick may feel excluded. As Anglo-Saxon then I do not think he’s one that breaks the ice first, so I guess that it’s up to us Latins. Paolo and Claudio move away to go to see how is the work on the stage, I remain in the dressing room with Saura and RW. I look at the girl from Gavassa, she looks professional, but I guess she’s on fire. I ask Rick if he doesn’t mind if we talk a little ‘, he seems relieved and willing to chat. At the beginning my broken english sound jammed, but then I shifted into fourth and I start talking amiably with the keyboards wizard. Rick is a cats lover so we talk about our pets, at one point he shows the photo of Harry (one of his cats, the famous one since Rick cites him often on twitter) to Saura, and I say to myself: “Pretty amazing, RICK WAKEMAN, I repeat, RICK WAKEMAN is showing a photo of his cat through his cellphone to Saura”
We then speak about LED ZEPPELIN (he says he is very good friend with RP, friend with JPJ he recalls drinking with JOHN BONHAM. No mention of PAGE), football (he is well informed about Serie A, he briefly analyzes the last poor season of my beloved F.C Inter, he has great words for coach Mancini and he had great respect for my football god JOSE MOURINHO. Rick is a fan of BRENTFORD and MANCHESTER CITY football clubs.
Saura approaches me and whispers, “Goodness, you can talk about Inter even with Rick Wakeman?!”
Also we touch upon the topic of Cuba and of his adventure there (three concerts held in Havana in 2005) and about his long meeting with Fidel Castro. Very interesting chat. Rick puts you at ease, no snob rock star attitude. He really is a wonderful person.
Then the Rock fan in me jumps off, so I ask him if it bothers him to take a couple of photos with me and Saura. Rick is once more amenable, he jokes with Saura while I take the pics, they both begin to laugh … fantastic.
He writes “Saura, lots of love. Rick Wakeman ” on one of his autobiographies Saura took with her.
Then something unexpected happens, Saura hands him the homemade dvd of EQUINOX (our LZ tribute band) live at Blue J of Reggio Emilia 2015. I feel ashamed and say “See Rick, she is the biggest RW/Yes fan I know bur fortunately she lovesalso LZ, so we put together this band to having good time.” I beg Rick to throw it in the trash when he got home and he says to me, “Why, I want to see how you do the job.” Amateur footage, LZ covers, an average guitar player like me … what will think a high lineage musician like him? I am embarrassed at the thought.
Then comes the other Paolo. me and Saura introduce ourselves. While Rick does an interview for the PROG magazine Italian edition, Paolo tells juicy anecdotes about other names of Rock.
9,45 pm it is time to go on stage. The show is similar to the two that I’ve already seen, but to see WAKEMAN play is always a sweet emotion.
Rick speaks and tells some anecdotes between a songs. Then comes the time to dedicat few pieces to CHRIS SQUIRE, who died not too many days ago. Rick says something, the audience stands up and the late legendary bass player, founder and leader of the YES gets a big hand, a thunderous applause. The tribute to Chris consists in THE MEETING, AND YOU AND I and WONDEROUS STORIES.
The concert winds through classic traits of legendary albums like JOURNEY TO THE CENTRE OF THE EARTH and SIX WIVES OF HENRY VIII and other little things less known. There are the usual references to his collaborations with CAT STEVENS and DAVID BOWIE and his reworkings of HELP and ELEANOR RIGBY by the BEATLES.
A couple of encore; the last is THE JIG, a piece written for CIRQUE DU SOLEIL, a song that personally drives me crazy …
The show ends and we head in a hurry to the restaurant, a very blues one in the heart of the city.
No air conditioning, informal atmosphere, pleasant dinner night. Paolo still entertains us with stories about Rock.
After dinner, we are approaching the exit, I take Saura’s cell phone, inadvertently I touch the screen and in the background of the Galaxy model appears a photo of WAKEMAN. Rick is behind me, he sees it and says, “She needs help.”
Some fans are waiting at the entrance of the restaurant. Rick take his time to sign everything and to take photos with everyone. Wot a gentleman! We then get in Paolo’s car to take Rick to his hotel. There we say goodbye, Rick hugs and kisses Saura and he head for his room. We stay just a litlle bit longer with Claudio and then we leave Sweet Home Emilia Romagna bound.
We arrive at the Domus Saurea in Reggio Emilia at 4 o’clock in the morning, we take a shower and go to bed. It’s almost 5 am, I should go to work tomorrow morning and tomorrow afternoon we will go to Imola’s racetrack to see AC/DC … I do not know how I will but I will think about it tomorrow. It’s been a lovely evening and I want to enjoy the good vibes. I look to Saura, she is still smiling. “Goodnight baby. Rick Wakeman rules! “
Autunno 1990, Ian Gillan è in tour in Italia, grazie ad entrature purpleiane frequento Ian e il suo chitarrista di allora Steve Morris, durante i tre giorni della loro permanenza a Modena. Le amabili chiacchierate si trasformano in qualche modo in interviste che pubblico su OH JIMMY (la fanzine che all’epoca dirigo) e su FLASH. Queste le due paginette di FLASH appunto.
Fosse un nativo americano, chiamerei Tyrrell “colui che scuote la testa”. Non riesce più vivere bene, ogni volta che ascolta un tg, che legge qualcosa rimane basito dalla bassa qualità delle riflessioni, politiche e non, e dei commenti. Sono giorni che non si parla d’altro che di Grecia e Tyrrell è esterrefatto: tutti sono diventati improvvisamente dotti economisti e comunisti. Il Grillo parlante, la Santanché, Salvini ed altri esponenti del centro destra poi si schierano tutti con il no, con Tsipras, con il popolo greco. Tyrrell stenta a credere a quello che vede e legge.
Tyrrell non è certo un sostenitore del capitalismo, della Merkel, della oligarchia e del sistema bancario, Tsipras gli sta simpatico, ma qualche interrogativo se lo pone. Era davvero indispensabile il referendum? Un premier, un esecutivo, un governo non dovrebbe avere il coraggio e l’autorità di fare delle scelte, di dare delle risposte anche senza appoggiarsi di nuovo al popolo? Sì, certo, referendum come strumento democratico, ormai lo dicono tutti, ma Tyrrell non è mica convinto. Col populismo imperante, con la demagogia dilagante il referendum va usato con assoluta parsimonia.
Tyrrell si chiede se non fosse stato il caso di continuare la trattativa ad oltranza, fino a trovare un accordo dignitoso che stemperasse le rigidità della troika e fosse sostenibile per le casse greche. L’Hellas, l’Ellade, sì insomma quella che noi popoli europei chiamiamo Grecia, è elemento fondante dell’umanità tutta, è chiaro che non può essere messa alla porta, dipendiamo e discendiamo tutti dalla cultura greca, persino questo piccolo blog è figlio di Atene (e di Roma e della Rivoluzione francese), come è possibile pensare di farne a meno? Ma che senso ha avuto il referendum se si torna a trattare? Ha vinto il NO, benissimo, ma è una cosa fine a se stessa, tu puoi votare no finché vuoi ma se gli altri paesi dai quali, per un diabolico disegno del capitalismo, dipendi non ti prestano altri soldi, tu te ne vai a ramengo. Ed ora tutti gli elleni lì ad aspettare domenica, terrorizzati dall’ipotesi che li vede fuori dall’Europa e dall’euro.
Sì perché poi non è mica solo la Merkel, o Hollande, qui c’è un bel pezzo d’Europa che qualche domandina se la fa. Sì certo i Greci, poverini … ma tutti gli anni ad accettare solo contanti, a non pagare le tasse, ad accedere alla pensione in età bassissime e altre mostruosità simili? E’ colpa dell’Europa? Sicuro, non è colpa di Tsipras, l’Hellas ha avuto per decenni governi pessimi; Tyrrell pensa che l’Europa sia una grande opportunità e che non debba solo essere il simbolo di un capitalismo irresponsabile e di due o tre stati padroni, l’Europa deve rappresentare una nuova via all’umanesimo e all’unità, dove i più forti danno una mano ai più deboli, dove il denaro non può e non deve essere l’unico metro, dove demagogia e populismo siano messi all’angolo e chiunque riconosca i propri errori, Ellade in primis.
Come se non bastasse la questione ellenica a tormentare l’anima inquieta di Tyrrell ci si mette anche Studio Aperto, sì insomma quella fatua rivista di avaspettacolo che una delle reti mediaset spaccia per telegiornale. Due o tre sere fa il mio umano ci inciampa sopra e finisce per guardarlo a sufficienza per cadere in un altro sconfortante blues. Venti minuti del telegiornale dedicati a tre servizi: uno sul caldo, uno sui saldi e uno intervistando gente al mare … il tutto condito da domande e risposte così stupide e banali da far venire l’orticaria. Tutto questo, ripeto, per venti minuti. Un telegiornale basato per metà della sua lunghezza sulla parola “caldo”. Tyrrell ad un certo punto sbotta “ma dio canta, mo’ non lo sapete che in Italia d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo? Ràza ed ciocapiàt! L’anno scorso d’estate c’era troppo freddo, quest’anno troppo caldo. Mo’ vala a tor in dal cul!”.
Qui, dice Tyrrell, o che iniziamo ad elevarci un po’ tutti o è la fine, invece di postare su facebook idiozie del tipo “E’ tutto un magna magna, questa classe politica non deve andare a casa, deve andare in galera” e poi nel nostro piccolo quotidiano comportarci come quelli che critichiamo, faremmo meglio a darci una mossa, ad impegnarci in prima persona se vogliamo che cambino le cose.
Povero Tyrrell, spero solo che non impazzisca, se no chi ci pensa a me? Io cerco di fare la mia parte e di consolarlo il meglio che posso …
Tyrrell & Palmir (foto Terry)
Quando non faccio consueling a Tyrrell, continuo con le mie cose da gatto: caccio le talpe, perlustro le terre intorno alla Domus Saurea e schiaccio dei bei pisoli. Cotto dal caldo mi adagio al ritmo di questa estate pigra ed indolente, lascio per un momento il mio AOR preferito e mi sdraio sui dischi che Tyrrell ascolta in questo periodo, oggi è il turno di DICKEY BETTS & GREAT SOUTHERN, album che arrivò a Tyrrell più di 7 lustri fa tramite il compianto ADRIANO VETTORE, che a quanto ho capito era un grande chitarrista blues italiano, nonché amico del mio umano preferito… ad ogni modo meno male che c’è la musica Rock a renderci meno amara questa vita da gatti e da umani …
Bougainvillea, sing your song For my lover, for my love I need Sweet Bougainvillea Let her wear your flowers in her hair You will always be Always be our love song She was so afraid To give her heart away Now before she even know I hold her close to me Sweet Bougainvillea Let her know, she’s free
Di nuovo intrappolato nel vapore dei LOUISIANA LEROUX, ascolto e riascolto il primo album, quello indimenticabile. Attraverso le campagne in questa estate che inizia a farsi torrida e mi lascio andare ai ricordi dei pochi giorni passati a New Orleans (pronunciare alla francesce please) quattordici anni fa, all’immancabile giretto fatto su una steamboat …
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a them creole babies thin and brown and downright lazy incrociate gironzolando per il french quarter…
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e alla colonna sonora dall’andamento allegro e lussurioso sempre sul punto di scivolare nell’abisso del funereo …
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Difficile vivere con i piedi per terra quando la passione per la musica Rock è così forte che ti fa vivere in un immaginario tutto tuo e sposta i tuoi natali nel bayou…
Come ogni estate poi sono ossessionato da SKYSPORT24 speciale Calcio Mercato. Le edizioni delle 20,30 e delle 23 sono due appuntamenti fissi. Luca Marchetti è diventato una specie di dio. La groupie ormai non mi sopporta più, occorre che me ne trovi una che tenga l’Inter e a cui piacciano i FIRM, JOHNNY WINTER e i LOUISIANA LEROUX. Miranda, Murrillo, Montoya, Kondògbia, un altro centrocampista e un paio di nuovi attaccanti esterni in arrivo. Quest’anno Ausilio, Mancini e Thohir mi fanno sognare. Il prossimo campionato andrà come andrà, ma al momento lasciatemi godere. Come dice Picca poi, Kondògbia sembra Papa Legba nel film CROSSROADS (MISSISSIPPI ADVENTURE), uno di noi insomma …
Kondògbia
La Pallacanestro Reggiana Grissin Bon, dopo sette entusiasmanti partite perde la finale scudetto per un canestro. La groupie insieme alle sue amiche la seguiva al palazzetto o in piazza a Reggio davanti al megaschermo. La sconfitta brucia anche a me, credo che la Reggiana abbia giocato il miglior basket e dopotutto le mie radici si fanno comunque sentire.
Mi consolo andando a vedere gli STONE FLOWER e il loro tributo a Santana in piazza Prampolini in occasione delle notti rosa. Il front man è il mio amico FAUSTO SACCHI. E’ sempre un piacere sentirlo cantare e vederlo dal vivo.
Stone Flower – Santana Tribute – RE Giugno 2015
Spesso assisto allo spettacolo “Brian nel paese dell’alzheimer”, anzi ne sono partecipe visto che sono il figlio del protagonista e così per l’ennesima volta rifletto sugli effetti di questa malattia terribile e della vecchiaia in generale.
Giovedì, Brian è in preda alla tristezza. “Tim, an capeès più gnint” (Tim, non capisco più niente), con quel “gnint” lasciato a mezz’aria, senza decidere se dargli la connotazione reggiana (“gninto”) o modenese (“gninta“). Presa di coscienza di un povero vecchio che ancora non è stato risucchiato del tutto dal gorgo dell’alzheimer. Aggiunge“Ormai a sun alla fin” (ormai sono alla fine). “Tim fa te” (Fai tu, Tim) riferito al fatto se sia giusto o meno lasciarlo in una struttura. Non affronta mai direttamente la cosa, ma è chiaro che ogni tanto elabora il fatto che è rinchiuso in un ospizio; pare rassegnato, non si arrabbia, ma intanto mi manda il messaggio … fai tu Tim, se decidi che io debba stare qui, sto qui. Faccio lo spanizzo, controbatto sottolineando che è solo un momento di tristezza e che è normale che una persona di 85 anni sia un po’ confusa e con la memoria che non funziona più come una volta, ma poi, nei giorni successivi, queste richieste di aiuto da parte di mio padre pesano come un macigno. Gli chiedo poi se si ricorda chi sono e lui risponde “sei il mio santo”. Mi infilo i Ray ban e scappo via. In macchina mentre torno alla Domus Saurea incontro un uomo di mezza età, anzi di terza età, ha un borsello demodé, la maglietta infilata nei jeans a vita altissima, i sandali, sembra lo zio Fedele, ma ha la maglietta dei LED ZEPPELIN. Non so cosa pensare.
Il sabato invece Brian è in forma. vado a trovarlo insieme a mia sorella e ad un certo punto ci dice “la vita è bella”. Facciamo una sgambata in cortile, in modo che le sue esili zampette siano stimolate, ogni cosa lo colpisce, le macchine, la strada, il campanile. Stessa cosa succede il mercoledì successivo, sono in giro per Mòdna, mi fermo 10 minuti, sono le 11,30, Tiràl è già in sala mensa …come antipasto si sta gustando un po’ di fragole. E’ carico il vecchio Brian, mi bacia, mi abbraccia ma non vuole staccarsi da quello che sta facendo …quelle fragole devono davvero essere buone.
Venerdì, controllo pace-maker all’ospedale di Bazvèra. Questa è l’avventura semestrale del vecchio Brian. La sedia a rotelle agganciata sull’apposito furgone, l’autista che veloce sfreccia in tangenziale (e Brian ad ogni sorpasso un po’ azzardato ci sprona a stare attenti con i suoi “Op op op!”), i campi di malghetti che sfrecciano sulla destra. L’interno dell’ospedale lo colpisce “Mo dio bon sle bel!”. Ore 13, tocca a noi. L’infermiera posiziona le apparecchiature e chiede a Brian di stare fermo, lui dice sì, ma intanto è attratto da una confezione di gel particolare che è lì a portata di mano. “Sì, sì, sto fermo” mi dice, ma intanto non riesce a resistere all’impulso di prendere quell’oggetto. Riusciamo comunque nell’impresa, tutto bene, anche stavolta.
Bazvèra Brian
Ritorno in struttura, baci e saluti. “Ciao Brian, ci vediamo domattina”. “Va bene, ciao Renzo”. “Brian, Renzo era un tuo amico di gioventù, quello con cui andavi in giro sul Saturno della Moto Guzzi. Me a sun to fiòl, io sono tuo figlio”. “Sè, et ghe ragiòn. Ciao pirìn”.
Domattina, cioè ieri, Brian è in forma, anche auto ironico. Gli chiedo, toccandogli la testa, “Brian sa gh’è che dentèr… Brian cosa c’è qui dentro?” e lui “Gninto, l’è tot sec…niente, è tutto secco”. Come ho detto l’alzheimer è una malattie terribile, per chi ne soffre, per i famigliari, per la società, ma è anche interessante, l’essere umano perde i filtri, per alcune cose ritorna l’essere primitivo che era (diciamo dall’uomo di Cromagnon di 40.000 anni fa in poi). Io mi perdo giorni interi a riflettere su queste cose. Ad ogni modo come ogni volta osservo Brian, guardo nell’abisso dei suoi occhi, lo stringo a me, cerco di fargli capire che in quel dedalo di stradine senza indicazioni in cui si è perso io sono il suo navigatore, un tim tim insomma. Lui lo capisce e mi dice “Tè fort Tim…sei forte Tim”. Un ultimo bacio e lo affido alle cure di una operatrice.
Mi infilo i Ray ban, salgo sulla fornace mobile parcheggiata al sole, accendo lo stereo: ELF. Rinaldo* Giacomo Padavona canta di Annetta l’irritante, una buona vecchia ragazza del sud, con le rughe nei punti giusti, con un modo di parlare pieno di negatività, ma che alla fine è una sentimentale… e allora alzo il volume, alzo l’aria condizionata, mi bevo una Tassoni e vado a versarmi liquido sulla tangenziale. Let’s Rock, baby.
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* don’t break my balls: Ronaldo è una forma variata del nome Rinaldo :-)
FLASH magazine 1991, qualcuno decide (non ricordo chi) di fare una serie di articoli mettendo a confronto i grandi cantanti Rock con tanto di riflessioni e di pagelle…roba tipica di quegli anni. L’incaricato di scrivere tali facezie sono io. Dopo RODGERS-COVERDALE, ecco TYLER-MERCURY.
Pigro pomeriggio di domenica di fine giugno, dalle finestre l’estate ormai sbocciata, in casa la penombra rende piacevole il sorseggiare una bibita fredda. Davanti al computer controllo cosa sta succedendo nel mondo. Un post su Facebook di un mio amico scozzese mi getta all’improvviso nello sconforto: è morto CHRIS SQUIRE, il bassista degli YES. Saura sta riposando di là, non posso fare altre che svegliarla e darle la brutta notizia. Siamo entrambi scossi. Da quaranta giorni ormai si sapeva che SQUIRE aveva la leucemia, i primi riscontri dicevano che stava rispondendo bene alle cure, ma la malattia in questione è terribile, non ci si poteva fare grandi illusioni, tuttavia non si è mai preparati a certe cose. Quando uno dei grandi musicisti Rock se ne va, non puoi che fare un primo resoconto di come e quanto la sua musica abbia cadenzato la tua vita. Il basso e la musica di SQUIRE mi arrivarono negli anni settanta, con la cassetta di THE YES ALBUM, terzo disco della band e, al di là dei gusti personali, uno dei top five prog album di tutti i tempi, nonché uno degli album più belli della musica Rock. Ero un ragazzino, non potevo che restare ammaliato dalla ricchezza e dalla profondità di quella musica cosmica, più grande di me, inarrivabile. Il nome CHRIS SQUIRE poi giganteggiava continuamente in tutti i Referendum dei lettori del MELODY MAKER, la prestigiosissima (per quegli anni) rivista inglese a cui tutti facevamo riferimento. Nella categoria bassisti era sempre lui ad arrivare primo. All’inizio del 1980 succede l’impensabile per la mente innocente di un ragazzino tutto dedito al Rock: escono dal gruppo JON ANDERSON e RICK WAKEMAN ed entrano i due BUGGLES TREVORN HORN e GEOFF DOWNES. Da quel momento gli YES terminano di interessarmi in senso stretto. L’album che segue lo faccio comunque mio e il basso di DOES IT REALLY HAPPEN? colora la mia tarda estate di quell’anno (e visto con gli occhi di oggi DRAMA è un album di tutto rispetto).
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Nel 1981 SQUIRE ritorna nella mia vita: si hanno fugaci notizie di una nuova band chiamata XYZ formata da lui stesso, ALAN WHITE (batterista degli YES) e JIMMY PAGE. Il chitarrista dei LED ZEPPELIN è ai minimi storici, la morte di JOHN BONHAM ha portato allo scioglimento del suo gruppo e PAGE vaga da mesi in un torpore chimico costante, incapace di riprendere in mano la chitarra. SQUIRE è molto paziente e disponibile, e dovremmo essergli tutti riconoscenti, perché la rinascita (se mai c’è stata) di PAGE passò anche per questo progetto voluto da CHRIS. Si aggiunge anche un tastierista, PAGE sottolina l’importanza di avere un vero cantante, contatta PLANT, lo porta persino in studio, ma il biondo di Birmingham rifiuta. La musica per lui è troppo complessa e dopotutto è ancora in lutto, la perdita del suo caro amico JOHN BONHAM lo spinge verso il basso.
Negli anni ottanta gli YES in formazione di nuovo diversa tornano al successo per poi spegnersi lentamente. Negli anni novanta e negli anni duemila li snobbo, il Rock, quello che intendo io, è in confusione, e io con esso. Sul finire del decennio cambio vita e mi trasferisco alla Domus Saurea, aggiorno la mia discografia dei loro album con versioni più recenti e rimasterizzate, arricchendo il tutto di vari cofanetti. Riscopro il gruppo, passo alcuni mesi di Yessite cronica. Brani come ONWARD diventano capitoli imprescindibili della mia vita.
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Saura li riscopre insieme a me e inaspettatamente ne diventa una fan in senso stretto, strettissimo. CHRIS SQUIRE e RICK WAKEMAN diventano nel breve volgere di un autunno le due figure musicali per lei più importanti, la musica del gruppo, e di SQUIRE in particolare, risuona incessantemente nelle campagne in cui vivo, riportando CHRIS al centro della mia vita. Maggio 2014, finalmente lo vedo in concerto, insieme agli YES in formazione rimaneggiata. Ne ho parlato a lungo qui sul blog, biglietti “meet and greet”, seconda fila, gadget e 15 minuti insieme a loro nel dopo concerto. Un’emozione mica da poco stringere la mano al gigante di Kingsbury.
Fin qui le sciocchezze relative al mio legame con SQUIRE, ma tolte le inutili riflessioni individualistiche che ognuno di noi sente di dover esternare cosa rimane?
Rimane il fatto che abbiamo perso probabilmente il più grande bassista Rock di ogni tempo, il pilastro di un gruppo che ha regalato alla musica Rock almeno tre album di valore assoluto (THE YES ALBUM, FRAGILE, CLOSE TO THE EDGE), un musicista completo e straordinario, un compositore di gran lignaggio. L’uomo non lo conoscevamo a sufficienza per permetterci valutazioni, ma anche dal quel punto di vista doveva essere un essere umano mica da poco.
Addio CHRIS, che il viaggio verso l’ignoto possa esserti lieve.
Inizio anni duemila, grazie a GIANNI DELLA CIOPPA comincio a scrivere su di una nuova rivista musicale, CLASSIX!, guidata da FRANCESCO PASCOLETTI. Questo il mio articolo su JOHN CAMPBELL apparso sul n.2 (della nuova serie) nel febbraio del 2004
E così per una volta ritorno a suonare nella mia città natia: Nonantola … mi mancavi, paesello adorato. Due i gruppi in programma, gli ALTAVIA di Mauro Monti e noi.
THE EQUINOX – Led Zeppelin Oblique Tribute – sabato 18 LUGLIO 2015 ore 22 – NONANTOLA (MO), Parco della Pace, “PizzaFest”.
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