A fine anno (2014) POLBI mi ha mandato questa sua riflessione sulla ROCK AND ROLL HALL OF FAME, spronandomi ad aggiungere il mio pensiero. Lo faccio solo oggi e mi scuso col Michigan Boy, ma un po’ il tempo e un po’ l’incazzatura mi hanno fatto ritardare il mio intervento; incazzatura perché l’istituzione di cui stiamo parlando è ormai diventata piuttosto ridicola. Lo spirito iniziale impresso dal grande AHMET ERTEGUN ormai si è perso, e se il dover fare i conti con fattori esterni all’importanza musicale e al relativo impatto degli artisti sul mondo della musica ci può stare, viviamo in una società fatta così ed è comprensibile (ma non giusto naturalmente) arrivare a compromessi, si ha la sensazione che molti nomi di grandissimo peso siano tenuti fuori da gusti personali di chi ora guida la RARHOF (vedi il direttore della rivista ROLLING STONE, magazine che su questo blog non rispettiamo, malgrado GIANCARLO TROMBETTI abbia le sue ragioni nel difenderlo).
Ecco quindi il punto di vista di POLBI e di seguito il mio.
PAOLO BARONE
A noi in Italia della Rock and Roll Hall of Fame non ce ne importa poi molto.
Qui invece e’ una cosa molto sentita e discussa, sia il vastissimo pubblico del classic rock da radio, che le piccole comunita’ dei veri appassionati, quando arriva questo periodo dell’anno sono e siamo tutti un po’ presi da questa controversa istituzione americana. In genere la discussione si sviluppa in questo modo: Fase uno – Hai visto chi hanno fatto entrare nella Hall of Fame quest’anno?! (accompagnata da un moto di sdegno e disapprovazione); Fase due – Ma come si puo’ chiudere una cosa come il Rock in un museo, ma dai…; Fase tre – Lista di tutti quelli che sono stati inclusi e non lo meriterebbero; Fase quattro – Partono le liste personali dei grandi assenti…
Ci passiamo tutti in questo dibattito, c’e’ poco da fare, su internet, nei negozi di dischi, al bar, a casa di amici, ai concerti, prima o poi la cosa salta fuori!
Fondata dal grande Ahmet Ertegun, per quanto possiamo dire che sia profondamente in contrasto con lo spirito ribelle originale della musica Rock, con il passare del tempo e lo storicizzarsi degli avvenimenti e dei protagonisti, la Hall of Fame di Cleveland e’ diventata un qualcosa con cui in qualche modo bisogna fare i conti.
Tutti i musicisti, anche se non lo ammettono apertamente, sognano di entrarci. Anche quelli che apparentemente dovrebbero essere lontani da certe logiche, in fin dei conti se la fanno sotto dalla voglia di esserci. Che io sappia l’unico ad aver rifiutato l’onore di farne parte e’ stato Johnny (Lydon) Rotten dei Sex Pistols, il quale li ha mandati tutti a cacare dicendo che era una vetrina per vecchie glorie in pensione…Un po’ paraculo e un po’ sincero, ha raccolto (ancora una volta) per un attimo lo spirito di tutti i perdenti del Rock. Ma poi il momento di riscatto e’ passato e il circo della Hall of Fame e’ ripartito. E cosi anche quest’ anno siamo tutti qui a fare le nostre profondissime e articolate riflessioni…per cui, ecco a voi…
I PRIMI QUINDICI SCANDALOSAMENTE ASSENTI DALLA ROCK AND ROLL HALL OF FAME (secondo Paolo Barone)
1 – MC5 – Dico io, ma come cazzo si fa a concepire una cosa del genere?!? Un esclusione cosi grave e cosi palesemente politica, da lasciare senza parole e andare tutti in corteo a Cleveland a occupare la Hall of Fame sulle note di Kick out the Jams…
2 – NEW YORK DOLLS – C’e’ bisogno di dire altro?! Una Rock and Roll Hall of Fame con dentro, tanto per dire, James Taylor, e senza le bambole?!? Mah!
3 – KING CRIMSON – Ok, il prog a voi americani non piace, o meglio, proprio non avete gli strumenti culturali per capirlo, va bene ci posso pure stare. EL&P, Yes, PFM, Van der Graaf, Caravan… Fate troppa fatica… Ma almeno i King Crimson…eddai!!!
4 – FREE – Chiunque appassionato di Rock, che abbia le orecchie connesse con il cuore non puo’ non capire il valore assoluto e indelebile della band di Kossoff.
5 – HAWKWIND – Hanno semplicemente inventato lo space rock, con ripercussioni nel tempo su generi e stili diversissimi, dalla Tecno al Metal, passando per ogni possibile deriva psichedelica. Ve le devo dire io queste cose signori di Cleveland?!
6 – JOHNNY WINTER – Rock and Roll Hall of Fame senza il chitarrista albino?!? Andate affanculo va’!
7 – DUANE ALLMAN – Probabilmente dopo Hendrix il chitarrista americano piu’ importante di sempre e con tantissime collaborazioni favolose oltre gli Allman Brothers. Un parziale esclusione da riparare al piu’ presto.
8 – THE CURE – Icona internazionale, creatori di un suono unico che ha attraversato e rappresentato diverse generazioni, ispiratore di un intera estetica pop. Certo, se l’americano bigotto della Bible belt li vede si tocca le palle…ma vota lui nella Hall of Fame?!
9 – BLUE CHEER – Assurdamente non avete incluso i Deep Purple e il perche’si puo’ intuire, forse sono troppo “ British Hard rock” per voi… Avete paura di Lemmy, personaggio ingestibile in queste situazioni? E allora almeno i Blue Cheer, inventori dell’ Hard & Heavy li vogliamo accogliere? No, brutti sporchi e cattivi, vi rovinano la vetrina.
10 – BIG STAR – Il gioiello piu’ bello e malinconico del pop rock. La band di Chilton e Bell e’ una delle piu’ importanti e dichiarate fonti di ispirazione per alcuni degli artisti presenti nella Hall of Fame. Ne e’ rimasto vivo uno solo, il buon Jody Stephens, li inseriamo ora o no?!
11 – CAN – Il Rock non e’ stato un fenomeno solo racchiuso fra USA e UK, e la Germania ne ha partorito una delle forme piu’ avventurose e particolari. Dare un posto ai CAN (o anche a Kraftwerk, Ash Ra Temple, Popol Vuh…) e’ un apertura di orizzonti necessaria per dare un respiro internazionale alla storia di questa musica.
12 – TIM BUCKLEY – Lui insieme a Capitan Beefheart, Robert Wyatt, Syd Barrett e altri hanno creato un universo di individualita’ aliene, che nel cuore degli appassionati di Rock in tutto il pianeta ha spalancato spazi di inesplorate bellezze. Almeno Tim, forse il piu’ popolare del mazzo…Almeno lui dico…
13 – PAMELA DES BARRES – La groupie piu’ famosa del mondo deve, e sottolineo deve, entrare in questa Hall of Fame. Secondo me rappresenta un po’ tutti noi fan sparsi nel mondo e nel tempo, che in un modo o nell’altro abbiamo lasciato un bel pezzo di vita e amore in questa musica. E poi, lei e tutte le altre, quante canzoni memorabili hanno fatto nascere ?! Quanti cuori rock hanno spezzato e curato?! Che rock and roll sarebbe senza di loro?!
14 – LESTER BANGS – (o Nick Kent, Cameron Crowe, Lenny Kaye, Riccardo Bertoncelli, i “nostri” Riva & Trombetti…) Fondamentale il contributo dato da questi e altri scrittori alla costruzione di quel mondo culturale che chiamiamo rock. Hanno scritto pezzi memorabili, spesso piu’ belli delle musiche che raccontavano, e’ impossibile non rappresentare il giornalismo musicale in questo contesto. Bangs e’ stato il giornalista rock and roll piu’ originale, scomodo, e spiazzante di tutti i tempi. Non necessariamente dobbiamo ritrovarci nei suoi gusti musicali, ma il suo talento di scrittore, il suo lavoro e la sua passione “totale” restano come un monumento definitivo a questa musica e a tutto quello che puo’ significare.
15 – JOHN PEEL – Anche lui a rappresentare una categoria, in questo caso quella dei DJ indipendenti e visionari che negli anni sessanta e settanta hanno dato spazio e voce a innumerevoli band emergenti e non, senza seguire le direttive commerciali delle case discografiche, reinventando il ruolo della radio e relazionandosi direttamente con gli ascoltatori. Mi sa che il motivo per cui non lo hanno ancora inserito e’ proprio questo.
Ok, questa e’ una lista personale e parzialissima, ma secondo me questi nomi non si puo’ non inserirli dai, evvabbe’ gli Abba (piacciono anche a me, ma rock?!?) I Beegees….I Greenday…..Earth wind and fire…Ma a tutto c’e’ un limite, Ahmet che sei nei cieli!! Forse e’ ora di andarci di persona a Cleveland alla Rock and Roll Hall of Fame e mettere le cose a posto…quasi quasi…
Paolo Barone ©2014
TIM TIRELLI
La lista vergognosa dei nomi non inclusi finisce inevitabilmente per essere, come già ha detto Polbi, “parzialissima”, questo perché tu puoi anche partire con le migliori intenzioni, cercando di essere obbiettivo e di citare solo i nomi pesanti assenti che piacciono a te, ma poi vedendo l’assurda inclusione di certi artisti, ti chiedi “ma allora perché non JOHN MILES, i FIRM, gli XYZ?”
I PRIMI NOMI CHE MI VENGONO IN MENTE SCANDALOSAMENTE ASSENTI DALLA ROCK AND ROLL HALL OF FAME (secondo Tim Tirelli)
1) EMERSON LAKE AND PALMER – Dico io, ma si può? Una delle quattro più grandi band di prog Rock (per me la più grande) esclusa, roba da matti. E dire che gli ELP hanno messo a ferro e fuoco gli States varie volte (specialmente nei tour 1973/74 e 1977/78), hanno inciso per la ATLANTIC Records e soprattutto, soprattutto porca miseria, hanno pubblicato album di musica Rock profonda e s e n s a z i o n a l e! Certo, non piaceranno a quei fighetti da rock americano che hanno adesso in mano le redini della RARHOF, negli anni ottanta non avranno avuto il successo commerciale dei GENESIS grazie ad una manciata di buoni pop hits, ma eccheccazzo!
2) JOHNNY WINTER – No, fatemi capire, JOHNNY WINTER non c’è? Uno dei grandissimi chitarristi americani, uno che è stato nocchiero della grande barca del blues del nuovo mondo, uno che che ha passato un lustro nel calde acque del Rock per poi far ritorno nelle paludi del blues. Cioè, C’è GRAND MASTER FLASH e non c’è JOHN DAWSON WINTER III?
3) FREE – Magari il gruppo di RODGERS-FRASER-KOSSOFF-KIRKE non ha fatto il botto, non ha raggiunto le vette dei LZ, ma è innegabile che sia una bona fide band, un band che incarna una delle rappresentazioni più oneste, candide e sincere della musica Rock. Loro no, i BEASTIE BOYS sì!
4) LITTLE FEAT – Stesso discorso fatto per i FREE. C’è una band americana con un coefficiente più squisitamente Rock di loro? Ne dubito. LOWELL GEORGE non è una figura leggendaria per la musica americana? Certo, non hanno avuto l’impatto visivo e commerciale di AEROSMITH e VAN HALEN, ma quanta legacy americana c’è nella musica dei LITTLE FEAT! Loro no e i RUSH, E STREET BAND sì, ad esempio.
5) YES – Per loro il discorso è simile a quello degli ELP. Giganti di quello che oggi viene chiamato Rock progressivo, ATLANTIC Records recording artists, creatori di alcuni album memorabili. Roba da non credere, perchè THE YES ALBUM, FRAGILE e CLOSE TO THE EDGE non devono avere la stessa valenza di certi dischi di SPRINGSTEEN e DYLAN?
6) MOTT THE HOOPLE – Una cult band con un senso Rock profondissimo. Loro no, i REM sì.
7) DEEP PURPLE – Non ci sono i DEEP? Non sono uno dei gruppi Hard Rock più importanti di sempre? Loro no, i BLACK SABBATH, i KISS e gli HEART sì.
… poi ci sono i nomi a noi cari che effettivamente possono anche non avere un posto in prima fila nella storia del Rock, ma mi sembra strano vedere nomi come RUN DMC, MADONNA, o anche GREEM DAY e BONNIE RAITT e non BAD COMPANY e UFO ad esempio…
Mah, meglio lasciar perdere.
Tim Tirelli ©2015
◊
◊
◊
◊
◊
◊
◊
◊


























Commenti recenti