ROCK AND ROLL HALL OF SHAME di Paolo Barone e Tim Tirelli

15 Gen

A fine anno (2014) POLBI mi ha mandato questa sua riflessione sulla ROCK AND ROLL HALL OF FAME, spronandomi ad aggiungere il mio pensiero. Lo faccio solo oggi e mi scuso col Michigan Boy, ma un po’ il tempo e un po’ l’incazzatura mi hanno fatto ritardare il mio intervento; incazzatura perché l’istituzione di cui stiamo parlando è ormai diventata piuttosto ridicola. Lo spirito iniziale impresso dal grande AHMET ERTEGUN ormai si è perso, e se il dover fare i conti con fattori esterni all’importanza musicale e al relativo impatto degli artisti sul mondo della musica ci può stare, viviamo in una società fatta così ed è comprensibile (ma non giusto naturalmente) arrivare a compromessi, si ha la sensazione che molti nomi di grandissimo peso siano tenuti fuori da gusti personali di chi ora guida la RARHOF (vedi il direttore della rivista ROLLING STONE, magazine che su questo blog non rispettiamo, malgrado GIANCARLO TROMBETTI abbia le sue ragioni nel difenderlo).

Ecco quindi il punto di vista di POLBI e di seguito il mio. 

Rock And Roll Hall Of Fame

Rock And Roll Hall Of Fame

PAOLO BARONE

A noi in Italia della Rock and Roll Hall of Fame non ce ne importa poi molto.

Qui invece e’ una cosa molto sentita e discussa, sia il vastissimo pubblico del classic rock da radio, che le piccole comunita’ dei veri appassionati, quando arriva questo periodo dell’anno sono e siamo tutti un po’ presi da questa controversa istituzione americana. In genere la discussione si sviluppa in questo modo: Fase uno – Hai visto chi hanno fatto entrare nella Hall of Fame quest’anno?! (accompagnata da un moto di sdegno e disapprovazione); Fase due – Ma come si puo’ chiudere una cosa come il Rock in un museo, ma dai…; Fase tre – Lista di tutti quelli che sono stati inclusi e non lo meriterebbero; Fase quattro – Partono le liste personali dei grandi assenti…

Ci passiamo tutti in questo dibattito, c’e’ poco da fare, su internet, nei negozi di dischi, al bar, a casa di amici, ai concerti, prima o poi la cosa salta fuori!

Fondata dal grande Ahmet Ertegun, per quanto possiamo dire che sia profondamente in contrasto con lo spirito ribelle originale della musica Rock, con il passare del tempo e lo storicizzarsi degli avvenimenti e dei protagonisti, la Hall of Fame di Cleveland e’ diventata un qualcosa con cui in qualche modo bisogna fare i conti.

Tutti i musicisti, anche se non lo ammettono apertamente, sognano di entrarci. Anche quelli che apparentemente dovrebbero essere lontani da certe logiche, in fin dei conti se la fanno sotto dalla voglia di esserci. Che io sappia l’unico ad aver rifiutato l’onore di farne parte e’ stato Johnny (Lydon) Rotten dei Sex Pistols, il quale li ha mandati tutti a cacare dicendo che era una vetrina per vecchie glorie in pensione…Un po’ paraculo e un po’ sincero, ha raccolto (ancora una volta) per un attimo lo spirito di tutti i perdenti del Rock. Ma poi il momento di riscatto e’ passato e il circo della Hall of Fame e’ ripartito. E cosi anche quest’ anno siamo tutti qui a fare le nostre profondissime e articolate riflessioni…per cui, ecco a voi…

I PRIMI QUINDICI SCANDALOSAMENTE ASSENTI DALLA ROCK AND ROLL HALL OF FAME (secondo Paolo Barone)

1 – MC5 – Dico io, ma come cazzo si fa a concepire una cosa del genere?!? Un esclusione cosi grave e cosi palesemente politica, da lasciare senza parole e andare tutti in corteo a Cleveland a occupare la Hall of Fame sulle note di Kick out the Jams…

2 – NEW YORK DOLLS – C’e’ bisogno di dire altro?! Una Rock and Roll Hall of Fame con dentro, tanto per dire, James Taylor, e senza le bambole?!? Mah!

3 – KING CRIMSON – Ok, il prog a voi americani non piace, o meglio, proprio non avete gli strumenti culturali per capirlo, va bene ci posso pure stare. EL&P, Yes, PFM, Van der Graaf, Caravan… Fate troppa fatica… Ma almeno i King Crimson…eddai!!!

4 – FREE – Chiunque appassionato di Rock, che abbia le orecchie connesse con il cuore non puo’ non capire il valore assoluto e indelebile della band di Kossoff.

5 – HAWKWIND – Hanno semplicemente inventato lo space rock, con ripercussioni nel tempo su generi e stili diversissimi, dalla Tecno al Metal, passando per ogni possibile deriva psichedelica. Ve le devo dire io queste cose signori di Cleveland?!

6 – JOHNNY WINTER – Rock and Roll Hall of Fame senza il chitarrista albino?!? Andate affanculo va’!

7 – DUANE ALLMAN – Probabilmente dopo Hendrix il chitarrista americano piu’ importante di sempre e con tantissime collaborazioni favolose oltre gli Allman Brothers. Un parziale esclusione da riparare al piu’ presto.

8 – THE CURE – Icona internazionale, creatori di un suono unico che ha attraversato e rappresentato diverse generazioni, ispiratore di un intera estetica pop. Certo, se l’americano bigotto della Bible belt li vede si tocca le palle…ma vota lui nella Hall of Fame?!

9 – BLUE CHEER – Assurdamente non avete incluso i Deep Purple e il perche’si puo’ intuire, forse sono troppo “ British Hard rock” per voi… Avete paura di Lemmy, personaggio ingestibile in queste situazioni? E allora almeno i Blue Cheer, inventori dell’ Hard & Heavy li vogliamo accogliere? No, brutti sporchi e cattivi, vi rovinano la vetrina.

10 – BIG STAR – Il gioiello piu’ bello e malinconico del pop rock. La band di Chilton e Bell e’ una delle piu’ importanti e dichiarate fonti di ispirazione per alcuni degli artisti presenti nella Hall of Fame. Ne e’ rimasto vivo uno solo, il buon Jody Stephens, li inseriamo ora o no?!

11 – CAN – Il Rock non e’ stato un fenomeno solo racchiuso fra USA e UK, e la Germania ne ha partorito una delle forme piu’ avventurose e particolari. Dare un posto ai CAN (o anche a Kraftwerk, Ash Ra Temple, Popol Vuh…) e’ un apertura di orizzonti necessaria per dare un respiro internazionale alla storia di questa musica.

12 – TIM BUCKLEY – Lui insieme a Capitan Beefheart, Robert Wyatt, Syd Barrett e altri hanno creato un universo di individualita’ aliene, che nel cuore degli appassionati di Rock in tutto il pianeta ha spalancato spazi di inesplorate bellezze. Almeno Tim, forse il piu’ popolare del mazzo…Almeno lui dico…

13 – PAMELA DES BARRES – La groupie piu’ famosa del mondo deve, e sottolineo deve, entrare in questa Hall of Fame. Secondo me rappresenta un po’ tutti noi fan sparsi nel mondo e nel tempo, che in un modo o nell’altro abbiamo lasciato un bel pezzo di vita e amore in questa musica. E poi, lei e tutte le altre, quante canzoni memorabili hanno fatto nascere ?! Quanti cuori rock hanno spezzato e curato?! Che rock and roll sarebbe senza di loro?!

14 – LESTER BANGS – (o Nick Kent, Cameron Crowe, Lenny Kaye, Riccardo Bertoncelli, i “nostri” Riva & Trombetti…) Fondamentale il contributo dato da questi e altri scrittori alla costruzione di quel mondo culturale che chiamiamo rock. Hanno scritto pezzi memorabili, spesso piu’ belli delle musiche che raccontavano, e’ impossibile non rappresentare il giornalismo musicale in questo contesto. Bangs e’ stato il giornalista rock and roll piu’ originale, scomodo, e spiazzante di tutti i tempi. Non necessariamente dobbiamo ritrovarci nei suoi gusti musicali, ma il suo talento di scrittore, il suo lavoro e la sua passione “totale” restano come un monumento definitivo a questa musica e a tutto quello che puo’ significare.

15 – JOHN PEEL – Anche lui a rappresentare una categoria, in questo caso quella dei DJ indipendenti e visionari che negli anni sessanta e settanta hanno dato spazio e voce a innumerevoli band emergenti e non, senza seguire le direttive commerciali delle case discografiche, reinventando il ruolo della radio e relazionandosi direttamente con gli ascoltatori. Mi sa che il motivo per cui non lo hanno ancora inserito e’ proprio questo.

Ok, questa e’ una lista personale e parzialissima, ma secondo me questi nomi non si puo’ non inserirli dai, evvabbe’ gli Abba (piacciono anche a me, ma rock?!?) I Beegees….I Greenday…..Earth wind and fire…Ma a tutto c’e’ un limite, Ahmet che sei nei cieli!! Forse e’ ora di andarci di persona a Cleveland alla Rock and Roll Hall of Fame e mettere le cose a posto…quasi quasi…

Paolo Barone ©2014

rock-hall-night-bluejpg

TIM TIRELLI

La lista vergognosa dei nomi non inclusi finisce inevitabilmente per essere, come già ha detto Polbi, “parzialissima”, questo perché tu puoi anche partire con le migliori intenzioni, cercando di essere obbiettivo e di citare solo i nomi pesanti assenti che piacciono a te, ma poi vedendo l’assurda inclusione di certi artisti, ti chiedi “ma allora perché non JOHN MILES, i FIRM, gli XYZ?”

I PRIMI NOMI CHE MI VENGONO IN MENTE SCANDALOSAMENTE ASSENTI DALLA ROCK AND ROLL HALL OF FAME (secondo Tim Tirelli)

1) EMERSON LAKE AND PALMER – Dico io, ma si può? Una delle quattro più grandi band di prog Rock (per me la più grande) esclusa, roba da matti. E dire che gli ELP hanno messo a ferro e fuoco gli States varie volte (specialmente nei tour 1973/74 e 1977/78), hanno inciso per la ATLANTIC Records e soprattutto, soprattutto porca miseria, hanno pubblicato album di musica Rock profonda e  s e n s a z i o n a l e! Certo, non piaceranno a quei fighetti da rock americano che hanno adesso in mano le redini della RARHOF, negli anni ottanta non avranno avuto il successo commerciale dei GENESIS grazie ad una manciata di buoni pop hits, ma eccheccazzo!

2) JOHNNY WINTER – No, fatemi capire, JOHNNY WINTER non c’è? Uno dei grandissimi chitarristi americani, uno che è stato nocchiero della grande barca del blues del nuovo mondo, uno che che ha passato un lustro nel calde acque del Rock per poi far ritorno nelle paludi del blues.  Cioè, C’è GRAND MASTER FLASH e non c’è JOHN DAWSON WINTER III?

3) FREE – Magari il gruppo di RODGERS-FRASER-KOSSOFF-KIRKE non ha fatto il botto, non ha raggiunto le vette dei LZ, ma è innegabile che sia una bona fide band, un band che incarna una delle rappresentazioni più oneste, candide e sincere della musica Rock. Loro no, i BEASTIE BOYS sì!

4) LITTLE FEAT – Stesso discorso fatto per i FREE. C’è una band americana con un coefficiente più squisitamente Rock di loro? Ne dubito. LOWELL GEORGE non è una figura leggendaria per la musica americana? Certo, non hanno avuto l’impatto visivo e commerciale di AEROSMITH e VAN HALEN, ma quanta legacy americana c’è nella musica dei LITTLE FEAT! Loro no e i RUSH, E STREET BAND sì, ad esempio.

5) YES – Per loro il discorso è simile a quello degli ELP. Giganti di quello che oggi viene chiamato Rock progressivo, ATLANTIC Records recording artists, creatori di alcuni album memorabili. Roba da non credere, perchè THE YES ALBUM, FRAGILE e CLOSE TO THE EDGE non devono avere la stessa valenza di certi dischi di SPRINGSTEEN e DYLAN?

6) MOTT THE HOOPLE – Una cult band con un senso Rock profondissimo. Loro no, i REM sì.

7) DEEP PURPLE – Non ci sono i DEEP? Non sono uno dei gruppi Hard Rock più importanti di sempre? Loro no, i BLACK SABBATH, i KISS e gli HEART sì.

… poi ci sono i nomi a noi cari che effettivamente possono anche non avere un posto in prima fila nella storia del Rock, ma mi sembra strano vedere nomi come RUN DMC, MADONNA, o anche GREEM DAY e BONNIE RAITT e non BAD COMPANY e UFO ad esempio…

Mah, meglio lasciar perdere.

Tim Tirelli ©2015

 

 

Jimmy Page and Scarlett Sabet

13 Gen

Le prime foto di Jimmy e la sua nuova ragazza hanno iniziato ad apparire su internet parecchie settimane fa, ma in questi giorni un paio di scatti dei due piccioncini sono stati ripresi da diverse riviste e siti. Pensavo di non commentare la cosa, poi BEPPE T. e BICCIO mi hanno inviato un paio di email a proposito e dunque eccomi qui alle prese con questo momento di pettegolezzo.

Lui, rockstar per eccellenza, 71 anni, lei poetessa e attrice, 25 anni. Il vecchio JIMMY non si smentisce mai… giovanissima, capelli rossi, con un nome di battesimo che rimanda a cose a noi note. Zio can, se sei scomodo, Jimmy Poige.

Jimmy Page and girlfriend

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/whole-lotta-love-jimmy-page-ha-voltato-pagina-chiatarrista-led-92245.htm

Scarlett Sabet

Scarlett Sabet

http://www.torontosun.com/2015/01/12/jimmy-page-71-dating-25-year-old-actress

Sabet

GREG ILES “Il Sorriso Dei Demoni” (Piemme Bestseller 2012 – €12) – TTTT½

12 Gen

Lo scorso settembre avevo parlato de LA NOTTE NON E’ UN POSTO SICURO, ora scrivo due righe a proposito de IL SORRISO DEI DEMONI, uscito in origine nel 2006 e ristampato più volte dalla PIEMME, visto il successo che i thriller di GREG ILES di solito ottengono. Sarà perché i romanzi di ILES sono ambientati in MISSISSIPPI (questo tra NATCHEZ e JACKSON), sarà per quel suo modo di raccontar storie, sarà per i soggetti che riesce ad elaborare nella sua maruga, ma GREG ILES ora è un punto fermo per me. Gran bel libro anche questo.

Greg Iles Il sorriso dei demoni

SINOSSI:

La donna dal volto sfigurato è una perfetta sconosciuta per il dottor Chris Shepard. Eppure, il medico si accorge subito che c’è qualcosa di strano in quella nuova paziente. Sarà per il suo sguardo glaciale e il tono deciso, che lo prendono alla sprovvista. O per quelle cicatrici sul lato destro del viso, che parlano di un dolore recente, e forse anche di incubi e ferite interiori, demoni e sensi di colpa. Ma l’immediata rivelazione della donna è ancora più spiazzante: non si trova lì per un consulto medico, bensì per un problema che riguarda lo stesso dottor Shepard. La ricerca di un killer.
Perché lei, Alex Morse, è un’agente dell’FBI e sta indagando in incognito su un avvocato divorzista della zona. Negli ultimi cinque anni, i coniugi di nove facoltosi clienti dell’avvocato in questione sono morti in circostanze misteriose. Anche se erano tutti giovani e in salute.
L’ultima vittima della lista è Grace Morse, sorella di Alex, colpita all’improvviso da un’emorragia cerebrale. E la prossima potrebbe essere proprio il dottor Shepard, poiché sua moglie Thora ha consultato il legale appena una settimana prima.
Per Chris Shepard, credere alle parole di Alex vorrà dire non solo mettere in discussione la felicità del suo matrimonio, ma anche pensare a salvarsi la pelle. E affiancare l’agente in una missione molto privata, per sventare il disegno omicida di un oscuro dottor morte.

 

Jackson Mississippi

Jackson Mississippi

Map of Mississippi

Capitol St - Jackson - 1950s

Capitol St – Jackson – 1950s

Natchez, Mississippi Casino Boat on the Mississippi River

Natchez, Mississippi Casino Boat on the Mississippi River

La donna che faceva volare le uova (durante JUVENTUS – INTER del 6 -1-2015)

9 Gen

Martedì, epifania, interno sera. Uno se ne sta lì sul divano a guardare J**E – INTER. Passa i primi 45 minuti inebetito, incazzato e disilluso nel vedere la propria squadra barcollare sotto i colpi dell’armata bianconera. Se ne sta lì immobile, senza apparente emozione, infastidito da una passione che nell’ultimo lustro è tornata sofferenza. Perdere contro i gobbi è una delle cose peggiori che gli possa capitare, avrebbe voglia di cambiare canale, ma tutto sommato vede che l’INTER non affonda, sembra in balia delle onde ma la barchetta nerazzurra, seppur sotto di un goal, resta a galla.

Intervallo. Uno rimane stoicamente sul divano. Il gatto gli si va ad accovacciare di fianco.

Inizia il secondo tempo, poco dopo i primi cambi, e l’INTER rinasce, come rinasce il ramarro; la truppa nerazzurra agli ordini di ROBERT LEFTHANDED serra i ranghi, si dispone ad ariete e attacca. La J**e rincula. Il GUARIN  sportivo azzecca l’assist giusto e MAURITO ICARDI, sempre lui, uccella bonucci e buffon. Goal! “Evvai Maurito el drito, avanti così, facciamogli il culo adesso! Forza manipolo di eroi conquistiamo lo stadium di latta.” esclama uno lanciando il gatto dall’altra parte del divano.

icardi.podolski.inter.juventus.esultanza

L’INTER sente il padre dei quattro venti gonfiargli le vele e avanza imperterrita. Bonucci si fa fregare il pallone a centrocampo e scatta il contropiede. Sono tre contro uno; POLDI la passa a MAURITO che la manda fuori di un pelo. Uno impreca ma gonfia il petto e sente che tutto è possibile.

E’ in quel momento che in casa si sente un frastuono assordate, uno e la sua groupie si guardano sbigottiti e in una frazione di secondo cercano di capire cosa possa essere stato: un colpo di mortaio, una mazza di ferro contro una porta blindata, un asteroide caduto sulla domus saurea, un colpo della cassa di BONHAM sparato da un impianto di mille watt? Uno e la sua groupie corrono in cucina … nulla di tutto ciò: semplicemente qualcuno ha dimenticato le uova nel bollitore sul fuoco ed evaporata l’acqua, con la sodezza al massimo, il pentolino incandescente ha sparato le uova verso altezze siderali, spappolandole contro la cappa del forno.

Uno torna sul divano, l’INTER trova un altro slancio di MAURITO che esplode un tiro portentoso che buffon butta fuori, poi di nuovo un contropiede che sciupa malamente per colpa di un ICARDI egoista e a un minuto dalla fine ritorna pericolosa con buffon costretto ad uscire sulla tre quarti per impedire ad OSVALDO di segnare il 2 a 1. 1 a 1 quindi, ma l’INTER li ha fatti cagare sotto, magra consolazione, ma con questi chiari di luna uno è moderatamente soddisfatto. Restano stalattiti di uova sode appese alla cappa della cucina, un forte odore di uova rassodate appunto e un album degli WINGS sullo stereo…

rocket egg cup

ON THE ROAD AGAIN: Cattiva Compagnia live all’ HAPPY DAYS MUSIC CLUB, Fiesse (Brescia) 2 gennaio 2015

8 Gen

Spunta un concerto non previsto, dobbiamo sostituire l’altra band di Lorenz che per qualche motivo non può andare, non possiamo lasciare che Lor si sputtani e che il locale si trovi all’improvviso una serata buca, così, dopo un veloce e isterico giro di telefonate, la CATTIVA si prepara a rimettersi sulla strada. Non siamo prontissimi, ma in definitiva, quando lo si è? Alle 17 io, Saurit e Lele partiamo. Niente di che, giusto una rock and roll band miserella che si inoltra nella pianura per andare a suonare, ma per le nostre vite è una piccola scossa di adrenalina, una avventura che ci scuote dal torpore di una vita che non ci viene come vorremmo.

L’autostrada lenisce e al contempo alimenta i nostri blues, quel sentimento a noi tanto caro dell’essere on the road again…

Highway song - foto ST

Highway song – foto ST

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A PARMA usciamo e ci buttiamo sulla statale che porta a CASALMAGGIORE, poi a PIADENA e da lì un tuffo nella profonda pianura lombarda. FIESSE è un piccolo comune in provincia di BRESCIA, ma ha un locale davvero notevole dove la live music è di casa. Sono le 18,30 quando entriamo all’HAPPY DAYS MUSIC BAR; la prima impressione è positiva … bel palco, bel locale, gestori con cui puoi confrontarti tranquillamente. Montiamo batteria e amplificatori, prepariamo basso, chitarre e microfoni. In attesa che arrivi POL mi faccio una foto con JIMI, e una con LELE.

Tim & Jimi - Fiesse (BS) - Foto Saura

Tim & Jimi – Fiesse (BS) – Foto Saura

Lele & Tim - pre show daze - Fiesse (BS)

Lele & Tim – pre show daze – Fiesse (BS)

Verso le 19,30 arriva anche POL, giusto il tempo di fare il nessi con SAURA …

Pol & Saura - pre show daze --  Foto TT

Pol & Saura – pre show daze — Foto TT

… ed è il momento di fare il soundcheck, naturalmente senza LORENZ. Il RICK DERRINGER di Vignola lavora fino a sera, arriverà, trafelato, verso le 21. ERNESTO, il tecnico del locale, ci dà una mano a sistemare spie e a regolare i livelli del mixer. Proviamo i due pezzi nuovi (MOTT THE HOOPLE e BLUE OYSTER CULT), una paio di nostri pezzi, e altre cose … senza la chitarra di LORENZ non è semplice far capire al tecnico il volume di suono del gruppo, ma se non altro ci proviamo. Proviamo TIE YOUR MOTHER DOWN, HOLD THE LINE e una paio di altri pezzi. D’un tratto mi scatta uno di quei momenti musicali in cui tutto mi gira bene, in cui suono al di sopra delle mie capacità e dove tutto (o quasi) mi sembra possibile. Nel pezzo dei QUEEN è LORENZ a fare l’assolo, io non lo faccio da anni e anni, ma mi ci butto e nelle mani mi ritrovo quasi d’incanto le frasi di BRIAN MAY e un attacco, un’intenzione davvero cazzuti e sanguigni. Quasi non mi riconosco. SAURIT si volta sorpresa. Stessa cosa nel pezzo dei TOTO, band che non amo sebbene HOLD THE LINE mi piaccia un sacco, un rigurgito della mia adolescenza (grazie al video relativo che passava ARBORE a l’ALTRA DOMENICA nel 1978). L’assolo mi sgorga limpido, fluido, velocissimo. Sono preda di un nirvana chitarristico da cui non vorrei più svegliarmi. Ogni tanto nei soundcheck mi capita…atmosfera rilassata, l’adrenalina pre concerto che monta, regolazione dell’amplificatore ad hoc, bioritmo and blues, uno spettacolo insomma. Peccato poi che tutto dopo poco si sgonfi.

Tim's gear - Fiesse (BS) Foto TT

Tim’s gear – Fiesse (BS) Foto TT

Arriva LORENZ, in 10 minuti sistema la sua roba, prova due cose e poi ce ne andiamo a mangiare. E’ sempre bello trovarsi in cattiva compagnia attorno ad un tavolo: i commenti piccanti di LELE in modenese strettissimo, la SAURIT che ride, POL che dà un’occhiata alle donne che entrano nel locale, LORENZ che aggiusta un cavetto di un effetto mentre mangia una pastasciutta, io perso nei miei blues.

Poco dopo arriva l’amico JAYPEE con la sua groupie; che amico ragazzi, farsi 100 e più chilometri per vederci suonare. Iniziamo alle 23,30, c’è un buon pubblico sebbene non fossimo noi quelli originariamente in programma (o forse proprio per questo). Il concerto si snoda su binari soddisfacenti, qualche pasticcio, qualche imprecisione, ma siamo coesi a sufficienza e alla fine portiamo a casa un buon risultato. Oltre alla massiccia dose di cover, presnentiamo anche quattro pezzi nostri. Applausi e urletti alla fine dei pezzi più Rock. Alla fine di ROCK AND ROLL e WHOLE LOTTA LOVE piccole apoteosi.

The stage - Happy Days Music Club - Fiesse (BS)

The stage – Happy Days Music Club – Fiesse (BS)

A fine concerto quattro chiacchiere con JAYPEE, il quale mi sottolinea più volte che gran pezzo sia PIOVE STAMATTINA, una delle nostre canzoni. Son venuto fin qui per questo. Ecco poi che gli operai del Rock smontano il tutto, e caricano a dovere le loro automobili. Ringrazio FRANCESCA e sua figlia, le due titolari, lo stesso faccio con ERNESTO, il tecnico e poi usciamo. Sono le 2,30, siamo nel parcheggio antistante il locale, la notte è buia ma placida, il gelo pulisce le nostre anime. In fila indiana procediamo sulla statale, i paesi adagiati su di essa dormono, solo le luci ad intermittenza e gli autovelox sono ben svegli a quell’ora. A CASALMAGGIORE POL prende la strada per VIADANA, ultimo avamposto lombardo prima delle terre reggiane, noi altri invece procediamo verso PARMA. Entrati in autostrada perdiamo anche LORENZ che, esausto, si ferma a riposare in AUTOGRILL. Sono le 4,30 quando chiudo il garage. Una doccia, un thé con biscotti, qualche coccola a PALMIRO e poi a letto. Alle 8,30 mi sveglio, colazione e poi corro da BRIAN. Dovrei essere uno straccio invece sono in forma, l’adrenalina del rock and roll fa miracoli. Il vecchio è nei suoi giorni bui dovuti alla bronchite, lo rassicuro, lo accarezzo, lo imbocco. Verso le 12 riparto verso BORGO MASSENZIO, la mancanza di sonno si fa sentire, ma pur con tutte le preoccupazioni che di consueto mi saltellano intorno, mi sento – come avrebbe detto il povero POP –  titanico dinnanzi al futuro. Potenza del Rock And Roll.

In macchina mi sento EVERYTHING di RICK DERRINGER, e questa vita sembra avere un senso.

Rick Derringer Guitar and Women

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Verso sera mi butto sul divano, le energie calano, mi sento slanato, arriva PALMIR e si arrotola su di me … l’interazione con un mammifero di un’altra specie per me vale quasi come il Rock And Roll (e i goal di MAURITO ICARDI).

Tim & Palmir- 3-1-2014 - Foto Groupie

Tim & Palmir- 3-1-2014 – Foto Groupie

 

Incrociare una che fa footing e la Mini Minor targata EH247CG che parcheggia impunemente nel posto riservato ai disabili

6 Gen

Feste non proprio riposanti, Brian ammalato per la seconda volta in due mesi, rinchiuso nella sua stanza per quasi due settimane con la bronchite, faccenda sempre pericolosa per uno di 85 anni. In un paio di occasioni temo il peggio: la cura di antibiotici, la mancanza di stimoli e il deperimento fisico lo rendono così fragile che è difficile poter ipotizzare una ripresa. Ogni giorno entro nella struttura in cui è, salgo le scale, percorro il corridoio e mentre mi avvicino alla camera 42 mi chiedo in che stato sarà. Ci sono giorni in cui sta un po’ meglio e allora torna a scherzare … l’altro giorno non appena mi vede entrare si mette le mani sulla faccia, ieri quando gli dico che sto per andare via fa finta di essere arrabbiato e dice “A beh, alora” ; spesso però è giù di fase e confuso dalla febbre e dalla situazione in generale.  Rimango fino a sera e lo aiuto a cenare … scodella di pastina in brodo, purè e carne morbida, mousse di frutta. Imboccare il proprio vecchio non è una cosa che avrei pensato di dover fare nella vita, ed invece eccomi qui, solerte, attento, premuroso. Rimango poi a guardarlo mentre si appisola, gli tengo la mano, e contemplo il fatto che al di là della bronchite il vecchio Brian si sta incamminando deciso verso l’abisso, lo vedo invecchiato, lo sento in difficoltà quando è il momento di formulare le parole. Quando lo lascio gli do un bacio, gli accarezzo il viso, lui mi manda un bacio con la mano, e tutte le volte sento un fiotto di tristezza salirmi in gola…mi asciugo gli occhi, mi infilo i Ray ban ed esco.

Mi fermo al Centro Commerciale Torrenova di Modena per una commissione. E’ l’ultimo dell’anno, c’è un discreto via vai, trovare parcheggio non è semplice, ma dietro all’edificio della Farmacia trovo un buco libero. Mi fermo un attimo in macchina a leggere i credits del cd che sto ascoltando, distrattamente seguo una macchina che parcheggia poco più in là. Esce una ragazza sui trentanni, chiude la macchina e se ne va. Controllo meglio, mi accorgo che ha parcheggiato nel posto riservato ai disabili. Scendo dalla macchina, controllo che sia davvero così e cerco di raggiungere la tipa per dirle qualcosa. Voltato l’angolo però non trovo più nessuno. Mi monta una rabbia gelida, che presto si trasforma in cupa tristezza. Queste sono le piccole cose che mi fan capire che l’essere umano non ha futuro, ripiegato come è su sé stesso, senza più un briciolo di senso civico, di sentimento per la comunità in cui vive. Per un minuto penso a  fare una telefonata ai vigili, ma poi desisto, anche io sconfitto dall’istinto di questa torbida sopravvivenza … perché andarmi a cercare altri impicci nel giorno dell’ultimo dell’anno e dopo essere stato alcune ore ad accudire mio padre che è in un ospizio?

Mini Minor su parcheggio riservato ai disabili- Modena Centro commerciale Torrenova - 31 dicembre 2014 - foto TT

Mini Minor su parcheggio riservato ai disabili- Modena Centro commerciale Torrenova – 31 dicembre 2014 – foto TT

Mi rimetto in macchina e torno verso Borgo Massenzio. In località Magpie Place Mill, incrocio una donna che fa footing. E’ solo un secondo o poco più, ma vedo che ha un sorriso un po’ sciocco disegnato sulla faccia, dovuto – immagino – a ciò che ascolta dalle cuffiette che sbucano dalla tuta e dal giubbetto da corsa. Mi chiedo “chissà che musica sta ascoltando!“, e il tono del mio pensiero è snob,  ma poi mi dico “come ti permetti? Che ne sai?”. Già, che ne so, magari si sta sentendo PHYSICAL GRAFFITI col PONO di NEIL YOUNG ed è in estasi mistica perché il lettore sta passando ad alta qualità sonora (anche se Picca non sarà d’accordo) TEN YEARS GONE … mmh, però mi sa più una tipa che sta ascoltando la MANNOIA, oppure gli STADIO, o quelle cantanti nere che vanno adesso, quelle che fanno quella muzak commerciale e che cantano come se stessero cagandosi addosso. Oppure si sta ascoltando i pezzi dalla melodia oscurata di LIGABUE, magari l’hip hop/rap di facile ascolto, o quei cantanti che escono da X Factor. Chissà … comunque sia, mi sento contento e fortunato del fatto che in quel preciso momento io mi stia ascoltando PAPER CHARMS della PFM.

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PFM “Paper Charms – the complete BBC recordings 1974-1976” (Cherry Red Records 2014) – TTTTT

4 Gen

ITALIAN/ENGLISH

Questo cofanetto raccoglie naturalmente le registrazioni fatte dalla Premiata in terra inglese per la BBC tra il 1974 e il 1976, ed è spettacolare. Certo, sono registrazioni che giravano già tra i collezionisti e nel circuito dei bootleg, ma non in questa qualità, soprattutto le cose video.

Ho scritto spesso su questo blog che la PFM è uno dei grandi gruppi di quello che ora chiamano progressive rock, un gruppo che non sfigura per nulla davanti ai giganti inglesi: ELP, YES, GENESIS, KING CRIMSON. Magari è arrivata con un annetto di ritardo, finendo per essere certamente influenzata dai primi lavori dei colleghi britannici, ma ha saputo con estrema leggiadria portare avanti un discorso anche originale grazie alle suggestioni mediterranee e alla bellezza delle composizioni. Io quando sento gli album storici della PFM degli anni settanta godo di quella musica magnifica in modo totale, completo, cosmico. Sapete che in campo prog io vado matto per i miei amati ELP, ma davanti alla Premiata a volte mi chiedo quale sia il vero amore prog della mia vita.

PFM Paper Charms the complete  BBC session 1974-76

Queste registrazioni mostrano che razza di eccellenti musicisti, arrangiatori e compositori fossero i ragazzi della PFM. Dal punto di vista strumentale di sicuro sopra ai GENESIS, e probabilmente alla pari con YES e ELP. Il concerto del 1975 è quello relativo alla formazione classica a cinque, dove i cantati sono quindi quelli più eterei e morbidi, pur mantenendo sempre buona determinazione; questa è la formazione forse più amata …

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PFM Paper Charms the complete  BBC session 1974-76

A me però piace molto anche il periodo caratterizzato dall’entrata di BERNARDO LANZETTI alla voce, ma capisco che il suo modo di cantare piuttosto graffiante possa non essere cosa per tutti.

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Il DVD è molto godibile, il materiale è tratto dal programma THE OLD GREY WHISTLE TEST ed è bellissimo vedere FLAVIO, FRANZ, FRANCONE, MAURO e PATRICK perdersi candidamente nella loro grande musica. CELEBRATION come sempre è favolosa, ALTA LOMA piena di sciccherie chitarristiche e CHOCOLATE KINGS grintosissima, con una variazione solo strumentale da brividi.

Sì, lo so, sto usando troppo iperbole, ma la PFM, questa PFM, le merita tutte. Best prog band ever!

PS: Non ringrazierò mai abbastanza GREG LAKE per aver portato il gruppo alla Manticore agli inizi degli anni settanta.

(broken) ENGLISH

This box set collects of course all the recordings made by Premiata on English soil for the BBC between 1974 and 1976, and it is spectacular. Sure, they are recordings that were already flying among collectors and on the circuit of bootlegs, but not in this quality, especially the video bits.

I have written often on this blog that the PFM is one of the great groups of what is now called progressive rock, a group that doesn’t do badly before the british giants ELP, YES, GENESIS, KING CRIMSON. Maybe they came with a year delay so they were certainly influenced by the early works of the British colleagues, but they managed to carry on a musical work with extreme loveliness, a work that was also original thanks to the Mediterranean suggestions and to the beauty of the compositions. When I listen to PFM’s classic albums of the seventies I enjoy the magnificent music in a total, complete, cosmic way. You know that in the field of prog I go crazy for my beloved ELP, but before the Premiata sometimes I wonder what is the true prog love of my life.

The cds of this box set show what kind of excellent musicians, arrangers and composers were the  PFM boys. From the point of view of instrumental ability they are safely above GENESIS, and probably on a par with YES and ELP. The concert of 1975 is related to the classical five member line up, where the vocal offer is the the most ethereal and soft, while maintaining good determination; this line up is perhaps the most beloved …

Howeve I also like the period characterized by the entry of  singer BERNARDO LANZETTI, but I understand that his way of singing, rather scratchy, may not be something for everyone.

The DVD is also very enjoyable, the footage is taken from the program THE OLD GREY WHISTLE TEST and it is great to see FLAVIO, FRANZ, FRANCONE, MAURO and PATRICK playing candidly their great music. CELEBRATION as always is fabulous, ALTA LOMA is full of guitar elegance and CHOCOLATE KINGS is gritty, with a super instrumental variation.

Yes, I know, I’m using too much hyperboles, but the PFM, this PFM, deserves ‘em all. Best prog band ever!

PS: I can not thank enough GREG LAKE for bringing the group to Manticore in the early seventies.

Rock, reign o’er me

2 Gen

Primo pezzo del 2015 ascoltato con intenzione, davanti all’impianto stereo a buon volume. Che sia di buon auspicio per questo nuovo anno fottuto. Non c’è niente da fare, il Rock regna su di me.

First piece of 2015 listened intently, in front to the hi-fi system at top volume. Let it be a good omen for this new fucking year. There’s nothing to do, Rock reigns o’er me.

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Tim Tirelli

Tim Tirelli

TT Blog: Analisi del 2014

30 Dic

WordPress come ogni anno mi manda il report relativo all’anno che sta finendo. Lo condivido con voi e nel farlo ne approfitto per augurarvi tutto il meglio per il nuovo anno, che il 2015 sia quello che vorremmo fosse. Che il Dark Lord ci benedica tutti. I love you folks.

 

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 110.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 5 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

METAL SHOCK n.40 febbraio 1989 (Michael Schenker)

29 Dic

Schenker è un chitarrista che negli UFO mi è piaciuto moltissimo… ritmiche forse troppo geometriche e teutoniche, ma un solismo stupefacente. Nel febbraio 1989 su METAL SHOCKA venne pubblicato un mio articolo su di lui. Nella prima parte del pezzo non risulta chiaro il parallelismo tra lui e BLACKMORE che feci, probabilmente durante la ribattitura in redazione a Roma qualcuno si perse qualche riga. Anyway, questo è quanto scrissi.

FILE PDF:

METAL SHOCK N 40

metal shock n 40