LED ZEPPELIN I Super Deluxe Editon (Swan Song 2014 – 96 euro)

17 Giu

 (BROKEN) ENGLISH VERSION BELOW

LED ZEPPELIN I-II-III super deluxe edition

Ricevere i nuovi box set dei LZ è stata una emozione, pur con qualche angolo spiegazzato, ma sono confezioni pesanti e tutto sommato delicate, temo sia fisiologico riceverle con qualche ammaccatura se si sceglie la spedizione per corriere. Due LP, due CD, corposo ed elegante libro, cartellina-copia del primo press kit, cartoncino con riprodotta la cover e il numero della tua copia (su una tiratura di 30.000 … e qui il termine limited edition va a farsi benedire), nonché il codice per scaricare gratuitamente la versione digitale ad alta definizione.

LED ZEPPELIN I super deluxe edition (photo Tim Tirelli)

LED ZEPPELIN I super deluxe edition (photo Tim Tirelli)

La confezione è grande e nel mio caso non è possibile sistemarla nello scaffale dei vinili, così devo adattarmi e riporla nell’armadio vetrinetta che ho in sala…

LED ZEPPELIN I super deluxe edition negli scaffali (photo Tim Tirelli)

LED ZEPPELIN I super deluxe edition negli scaffali (photo Tim Tirelli)

ORIGINAL ALBUM – LZ FAN: TTTTT

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTTT

BONUS DISC – LZ FANTT½

BONUS DISC – CASUAL FAN: TTTT

PACKAGING: TTTTT

 

Disc 1: Original album (released as Atlantic 588171 (U.K.)/SD-8216 (U.S.), 1969)

  1. Good Times Bad Times
  2. Babe I’m Gonna Leave You
  3. You Shook Me
  4. Dazed and Confused
  5. Your Time is Gonna Come
  6. Black Mountain Side
  7. Communication Breakdown
  8. I Can’t Quit You Baby
  9. How Many More Times

Queste nuove superdeluxe edition sono anche un’occasione per riascoltarsi i dischi originali, e farlo col nuovo remaster di JOHN DAVIS è una piccola nuova esperienza. Credo che gli album dei LED ZEPPELIN non si siano mai sentiti così bene, e stiamo parlando di remaster mica di remix. Tutto sembra più chiaro, la musica respira meglio …  mammia mia che bravo questo DAVIS. LED ZEPPELIN I, che disco … registrato alla fine del 1968, uscito nel gennaio del 1969, suona ancora fresco e palpitante, e non è la solita frasetta scontata che si legge dappertutto, in questo caso è proprio vero. Registrato in un periodo di tempo compreso tra le 30 e le 36 ore, da quattro giovani musicisti (due di 20 anni, une di 22, uno di 24), l’album definisce l’hard rock nella sua forma più pura, quella che proviene dal blues e che si lascia trasportare da suggestioni acustiche.

Gennaio 1969 dunque, i CREAM si sono già sciolti, erano un gran gruppo ma votato più alle improvvisazioni che alla composizione e il continuo detestarsi dei tre membri del celeberrimo trio non avrebbe permesso nessun volo pindarico compositivo; la JIMI HENDRIX EXPERIENCE è un qualcosa di memorabile, ma è ormai alla fine dell’avventura, HENDRIX non sopporta più REDDING, musicista tra l’altro non eccelso, e il nero di Seattle sceglierà di versarsi liquido in progetti mai a fuoco. Il JEFF BECK GROUP è la band di riferimento del momento, l’album TRUTH è 15° nelle classiche Usa, PAGE lo utilizzerà se non come template, come termometro per verificare la temperatura della musica Rock. BECK è come PAGE, provengono dallo stesso background, hanno lo stesse idee, sono stati membri degli YARDBIRDS, si vogliono un gran bene, ma BECK è scostante, non è un compositore, e ha un gruppo su cui sa di non poter contare per quanto riguarda scrittura, arrangiamenti, visione.

I FREE sono una band interessante, ma sono giovanissimi (tra i 16 e i 20 anni), il loro primo album esce nel dicembre del 1968, è un po’ acerbo seppur di gran sostanza.

I BLACK SABBATH al momento sono ancora una bislacca blues band, mentre i DEEP PURPLE sono impegnati a fare il verso ai VANILLA FUDGE. Entrambi saranno così colpiti dal gruppo di PAGE da imporre un brusca sterzata alla loro direzione: 13 mesi dopo i BS faranno uscire il loro primo album di rock durissimo, i DP faranno lo stesso 15 mesi dopo con IN ROCK, siamo nel 1970 e i LZ, dopo due album di hard rock, avranno già voltato pagina.

LZ I è la fioritura definitiva del movimento blues inglese degli anni sessanta, i colori  sono ancor più accesi del previsto grazie a riflessi acustici che provengono dalla tradizione della musica popolare. I primi momenti dell’album per tutti sono racchiusi in quel gioco di gran cassa di JOHN HENRY BONHAM, il batterista che sin da quei primi battiti diventerà leggendario. Già dal secondo pezzo, BIGLY, PAGE lascia intendere che il gruppo sarà qualcosa di diverso. Il delicato e commovente arpeggio di chitarra acustica, la disperata dolcezza del cantato contrapposti alla furia delle parti ritmate. Eccola qui, sin da subito, la formuletta del shade & light tanto cara a PAGE, le dinamiche tight but loose che faranno la fortuna dei LZ. L’arpeggio di chitarra è sempre al limite, in diverse occasioni JP è sul punto di precipitare, ma non lo fa mai, anzi prende spunto dalle sbavature per cercare nuove soluzioni e comunque ha il coraggio e l’intelligenza di lasciare parti di chitarra magari non precise pur di non togliere nulla alla magia del momento catturata su nastro.

YOU SHOOK ME è un blues greve, ostinato, che non lascia prigionieri, credo che sino ad allora non si fosse mai ascoltato un blues così pesante. Probabilmente troppo sovraccarico (era necessario il piano sull’assolo d’organo?) e lungo (assolo di armonica, di organo, di chitarra). DAZED AND CONFUSED proviene dritta dritta dal periodo YARDBIRDS, il riff di JACK HOLMES trasformato in quella che diventerà (dal vivo) la più ardita improvvisazione di chitarra di sempre.  YOUR TIME IS GONNA COME: ancora oggi, gente come Massimo Bonelli (nostro amico e label manager extraordinaire) identifica i LZ con questo pezzo, con quell’apertura d’organo, al contempo delicata e aspra. Cosa c’entra un pezzo così in un album di heavy blues? Questi sono i LZ, baby, diversi da tutti gli altri. BLACK MOUNTAIN SIDE deriva da BLACK WATER SIDE, il traditional reso celebre in quegli anni dal grande BERT JANSCH, COMMUNICATION BREAKDOWN è forse il primo esempio di HARD ROCK suonato a ritmo molto sostenuto, I CAN’T QUIT YOU BABY è un altro blues di Wille Dixon reso alla LZ. Chiude HOW MANY MORE TIMES un riff trascinante su cui imbastire tanti riferimenti blues.

L’album naturalmente non è impeccabile, PLANT è ancora immaturo, tende ad urlare non appena Jimmy allenta la briglia, i testi che canta sono un miscuglio di frasette blues rubate alla prosa blues di dominio universale, PAGE lascia forse qualche imperfezione chitarristica di troppo, ma quello che rimane alla fine è una sensazione di purezza e d’intenti senza pari, è la certezza di aver assistito alla cristallizzazione del big bang dell’hard rock, è lo destabilizzante stupore che ossimori arditi siano possibili, che l’immacolata dissolutezza della musica sia cosa concreta. Gennaio 1969, una nuova era si è aperta per la musica rock.

LED ZEPPELIN 1969

LED ZEPPELIN 1969

LED ZEPPELIN I super deluxe edition

Disc 2: Live @ The Olympia, Paris – 10/10/1969 (previously unreleased)

  1. Good Times Bad Times/Communication Breakdown
  2. I Can’t Quit You Baby
  3. Heartbreaker
  4. Dazed and Confused
  5. White Summer/Black Mountain Side
  6. You Shook Me
  7. Moby Dick
  8. How Many More Times

Il companion disc per un casual fan rappresenta una ghiotta occasione per ascoltare un concerto dei LZ del 1969, per il fan vero e proprio del gruppo invece è un’occasione sprecata. Il concerto dell’Olympia di Parigi è disponibile su bootleg da alcuni anni, in qualità praticamente simile a quella riproposta in questo box set. Certo, nel bootleg manca MOBY DICK, ma dall’altra parte non è che questa mancanza da sola ne giustificasse la pubblicazione ufficiale.

Come ho già fatto capire su OUTSIDER, non sono particolarmente legato a questa registrazione, non è un serata memorabile, PLANT a volte è fuori controllo e dunque fastidioso, la chitarra di PAGE è in sottofondo, ma ascoltata a buon volume con la giusta concentrazione sa comunque darti buone vibrazioni … i LED ZEPPELIN del 1969  riescono  quasi sempre ad irretire.

Buona COMMUNICATION BREAKDOWN, molto buona ICQYB. HEARTBREAKER ha la parte iniziale dell’assolo tagliata dato il fastidioso effetto indomabile sulla chitarra, così, dopo la brevissima parte iniziale, si passa subito alla seconda parte suonata insieme al gruppo. Mah. In linea coi tempi DAZED, sicure e dritte al punto WHITE SUMMER/BMS e YOU SHOOK ME.

MOBY DICK è strana, i primi momenti hanno solo basso e batteria con feedback della chitarra in sottofondo poi, una volta che PAGE si unisce al pezzo, si parte dal secondo giro, quello che prevede gli stacchi con gli assoli di chitarra.

HMMT ha il medley completamente tagliato, evidentemente Page ha preferito non dover pagare i diritti agli autori delle cover allora inserite nel pezzo, quindi niente SMOKESTACK LIGHTNING, BECKS BOLERO, OVER UNDER SIDEWAYS DOWN, THE HUNTER, BLUES IMPROVISATION, THE LEMON SONG, BOOGIE CHILLUN, HIDEAWAY, THINK YOU NEED A SHOT (THE NEEDLE). Alcune di queste sono solo accenni, brevi (e oscuri) riferimenti. E’ un peccato perchè ad esempio THE LEMON SONG (che musicalmente non è quella del secondo album) ha un gran bel giro blues. BOOGIE CHILLEN era ancora nella fase embrionale, ben lontana dalla irresistibile versione degli anni a venire (intendo la sezione comunemente chiamata BOOGIE MAMA che c’è ad esempio su TSRTS nel medley di WHOLE LOTTA LOVE).

Buono quindi per il casual fan questo concerto, per le teste-di-piombo ci vuole ben altro.

Credo che, almeno per queste prime uscite, ci si debba soffermare più sulla qualità dell’articolo che sulle sorprese del materiale bonus, più sull’emozione di avere nuove uscite ufficiali dei LZ in mano, più dal commuoversi nel vedere i primi tre dischi dei LED ZEPPELIN nelle top ten (quelle vere, non quelle farlocche) americane ed inglesi.

Jimmy Page - Olympia 1969

Jimmy Page – Olympia 1969

 (BROKEN) ENGLISH VERSION 

LED ZEP I – original album

It was a thrill to receive the new LZ box sets , though with some crumpled corner, but they are heavy packs and delicate items, I fear it’s physiological to receive them with some dents if you choose the shipment by courier. Two LPs, two CDs, full-bodied and elegant book, folder with the copy of the first press kit, a print of the artwork with the number of your copy (on a print run of 30,000 … and hence the term limited edition goes to hell) , as well as the code to download the digital version in high definition.

The packaging is big and in my case it is not possible to place it on the shelf of vinyl, so I have to adapt and put it in the glass cupboard of the living room

This new editions also provides an opportunity for a new listening of the original discs, and to do it with the new remaster of JOHN DAVIS is a new experience. I think the LED ZEPPELIN album never sounded so clear and so good, and we’re talking remaster not remix. Everything seems clearer, the music breathes in a better way … mamma mia, JOHN DAVIS is a real master!  LED ZEPPELIN I, what an album  … recorded at the end of 1968, released in January 1969, it still sounds fresh and vibrant, and it’s not the usual obvious phrase you read everywhere, in this case it’s true. Recorded over a period of time between 30 and 36 hours by four young musicians (two  20 years old, one 22, the other 24), the album defines the hard rock in its purest form, the one that comes from the blues and that is carried by acoustic influences.

January 1969, therefore, the CREAM do not exist anymore, they were a great group but more voted to improvisations than compositions and the continuous hate among  the three members of the famous trio would not allow any flight of fancy composition; The JIMI HENDRIX EXPERIENCE is something memorable, but it is now at the end of the adventure, HENDRIX  does not stand REDDING anymore, and the black cat from Seattle chooses to pour himself liquid into projects never in focus. The JEFF BECK GROUP is the reference band of the moment, the album TRUTH is 15th in the USA chart. PAGE  uses it, if not  as a template, at least as a thermometer to check the temperature of the rock music. BECK is like PAGE, he comes from the same background, the pair have the same ideas, they have been members of The Yardbirds, the two guitarists love each other, but BECK is unfriendly, not a composer, and has a group of which he knows he can not count as relates to writing. arrangements, vision.

The FREE is an interesting band , but they are young (between 16 and 20 years old), their first album was released in December of 1968, it  is a bit ‘sour albeit it has substance.

The BLACKS SABBATH are currently still a weird blues band, while DEEP PURPLE are struggling to be something more than a VANILLA FUDGE inspired band. Both will be so impressed by the group of JIMMY PAGE to impose a sharp turn to their direction: 13 months after the BS will release their first album full of hard rock, the DP will do the same after 15 months with IN ROCK, we are in 1970 now and LZ, after two hard rock albums, have already turned the page.

The LZ I is the flowering of the British blues movement of the sixties, the colors are even brighter than expected due to acoustic reflections that come from the tradition of popular music. The first moments of the album are all enclosed in that big bass drum trick of JOHN HENRY BONHAM, the drummer that ever since those first few beats  will become legendary. Already in the second piece, BIGLY, PAGE suggests that the group will be something different. The delicate and poignant acoustic guitar arpeggio, the sweetness of the vocals as opposed to the desperate fury of rhythmic parts. Here it is, right now, the formua of shade & light so dear to PAGE, the dynamics of the  “tight but loose” attitude that will make the fortune of  LZ. The guitar arpeggio is always on the edge, on several occasions JP is about to fall, but he never does, indeed he seems inspired by those smears to  search for new solutions and however  he has the courage and the intelligence to leave guitar parts maybe not precise so as not to detract from the magic of the moment captured on tape.

YOU SHOOK ME is a heavy blues, obstinate, that  takes no prisoners, I believe that until then you had never heard a blues so heavy. Probably too much overhead (it was necessary that piano during the organ solo?) and long (harmonica solo, organ solo, guitar solo). DAZED AND CONFUSED comes straight from the Yardbirds period, the JACK HOLMES’riff is transformed into what will become (live) the most daring guitar improvisation ever. YOUR TIME IS GONNA : even today, people like Massimo Bonelli (our friend and Italian big label manager extraordinaire) identifies the LZ with this piece, with that opening organ at the same time gentle and harsh. What the hell a piece like this is  doing in an album of heavy blues? These are the LZ, baby, different from all the others!  BLACK MOUNTAIN SIDE comes from BLACK WATER SIDE, the traditional made famous in those years by the great BERT JANSCH, COMMUNICATION BREAKDOWN is perhaps the first example of a HARD ROCK played a very fast pace, I CAN’T QUIT YOU BABY is another blues  by Wille Dixon played in LZ style. HOW MANY MORE TIMES closes the album, a compelling riff on which to baste many blues references.

The album is of course not flawless, PLANT is still immature, it tends to scream as soon as Jimmy slacks the rein, the lyrics are a mixture of blues sentences  stolen from the prose of the universal public domain, PAGE leaves maybe some imperfect guitar  parts too, but what remains at the end is a feeling of unparalleled purity of intent, it is the certainty of having witnessed the crystallization of the big bang of hard rock, it is the destabilizing astonishment that oxymorons are possible, that the immaculate debauchery of rock music is a concrete thing. January 1969,  a new era is now open for rock music..

LED ZEP I – companion disc

The companion disc for a casual fan is a good opportunity to listen to a concert of LZ in 1969, for the real fans of the group instead is a wasted opportunity. The concert at the Olympia in Paris is available on bootleg for several years, in almost similar audio quality to the one proposed in this box set. Sure, the bootleg is missing MOBY DICK, but on the other hand it is not that that alone would justify an official release.

As I have already written on the OUTSIDER magazine, I’m not particularly keen on this recording, it is not a memorable evening, PLANT is sometimes out of control and therefore annoying, the guitar is in the background, but if you pump the volume and  listen to it with the right concentration it give you good vibes anyway…THE 1969 LED ZEPPELIN never let you down.

COMMUNICATION BREAKDOWN is good, ICQYB is very good. HEARTBREAKER has the first part of the solo cut, given the annoying effect on the guitar, so after the  brief initial part it will immediately switch to the second part of the solo played with the group. Uhm.  In line with the times DAZED, safe and straight to the point WHITE SUMMER / BMS and YOU SHOOK ME.

MOBY DICK is odd, the first bit is just bass and drums with feedback of the guitar in the background and then, once PAGE joins the piece, they start from the second instrumental verse, that on with the lead guitar breaks.

HMMT has completely cut the medley, Page evidently preferred not having to pay royalties to the authors of the covers then inserted into the piece, so no Smokestack Lightning, BECKS BOLERO, OVER UNDER SIDEWAYS DOWN, THE HUNTER, BLUES IMPROVISATION, THE LEMON SONG, Boogie Chillun , HIDEAWAY, THINK YOU NEED A SHOT (THE NEEDLE). Some of these are only hints, short (and obscure) references. It ‘a shame, because for example THE LEMON SONG (musically it is not the one of the second album) has a great bluesy guitar part. BOOGIE CHILLEN was still in its infancy, far from the compelling version in the years to come (I mean the section commonly called BOOGIE MAMA that there is in TSRTS during the Whole Lotta Love medley).

This concert is then good for the casual fan, for the ledheard  it is more than just this.

I believe that, at least for these first releases, we should dwell more on the quality of the article and not on  the surprises of the bonus material,  more on the emotions you have when official new  LZ official releases are available, more on the fact that you are moved by seeing the first three albums of LED ZEPPELIN in the top ten (the real ones, not those phony) of the UK and USA charts.

 

Tim’s songs: “PRIMA CHE IL BLUES MI PORTI VIA” (Tirelli – Togni 1989)

14 Giu

Tarda primavera del 1989, io e Tommy Togni siamo un’ affiatata coppia di autori di canzoni. Abbiamo lasciato da un po’ il lavoro e ci dedichiamo anima e corpo al songwrting e allo sviluppo della CATTIVA COMPAGNIA, il nostro gruppo. Una sera Tom è a casa mia, siamo in sala, le finestre aperte sulla tiepida sera primaverile. Ho la chitarra acustica in mano: voglio fargli sentire un paio di riff che mi sono venuti. Nel giro di venti minuti abbiamo due canzoni abbozzate, nel giro di altri quaranta le definiamo. Una è AVRO’ LA LUNA, l’altra PRIMA CHE IL BLUES MI PORTI VIA, un bluesetto melodico che nasce da un specie di arpeggio/riff sul SOL7+. All’epoca Tom era il mio soul brother e lo tormentavo con i gruppi che mi facevano impazzire: LZ, BAD COMPANY, FREE … qualcosa gli doveva essere penetrato nell’animo perché PRIMA CHE IL BLUES MI PORTI VIA ha un indubbio FREE feel. Quel lento respirare della musica, quella melanconica tensione sono frutto della lezione imparata dal gruppo di PAUL RODGERS e PAUL KOSSOFF. Tommy poi, argutamente, nel ritornello decide di lasciare che il testo segua il suo corso. The original CATTIVA COMPAGNIA durò fino al 1993, poi ognuno prese strade diverse, che a volte si ricongiunsero, a volte si persero. Questa, ad ogni modo, è PRIMA CHE IL BLUES eseguita dalla CATTIVA versione 1999:

PRIMA CHE IL BLUES MI PORTI VIA

(words&music Stefano Tirelli-Carlo Alberto Togni – Siae 1989)

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performed by CATTIVA COMPAGNIA

Tim Tirelli – guitar/lead guitar ◊ Fausto Sacchi – vocals ◊ John Paul Cappi – bass ◊ Mixi Croci – drums ◊ Mel Previte – additional guitar

produced by Mel Previte

 recorded at Centro Musica Studio (Modena ) by Davide Viviani & Studio Vida by Fabio Ferraboschi

  Mixed at Studio Vida (Rubiera RE) by Fabio Ferraboschi & Mel Previte

mastering  Studio Esagono (Rubiera RE) by Fabio Ferraboschi

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PRIMA  CHE  IL  BLUES  MI PORTI  VIA 

Ho svuotato le mie tasche di sogni, tabacco e chewing gum e mi è rimasto solamente sai un po’ di blues.

 E anche in una notte chiara, chiara come eri tu, sono facile all’istinto baby, non come lo eri tu.

   E non dirmi che mi ami no, sarebbe un’altra tua bugia, anche perché amare me, ti guiderebbe alla follia.

 

Dovrei smettere di farmi, incastrare dalla vita, che tutti i giorni ricomincia ma, ma poi sembra già finita.

 E il profumo del denaro che fiutavi da lontano, sono solo un ragazzo baby, che si prende piano piano.

   E non dirmi che mi ami no, perché sarebbe una bugia, almeno aspetta quando, prima che il blues mi porti   

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Tim & Tom ai tempi della Cattiva - Live in Frassinoro (MO) agosto 1992

Tim & Tom ai tempi della Cattiva – Live in Frassinoro (MO) agosto 1992

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Centro Musica Studio (MO):  Tim (mentre registra l'assolo di Prima Che il Blues), Jaypee e Mel

Centro Musica Studio (MO): Tim (mentre registra l’assolo di Prima Che il Blues), Jaypee e Mel

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Studio Daze - Fausto allo Vida Stdio tra una take e l'altra (autunno 1999)  - (Foto di TT)

Studio Daze – Fausto allo Vida Stdio tra una take e l’altra (autunno 1999) – (Foto di TT)

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CATTIVA COMPAGNIA photosession autunno 1999

CATTIVA COMPAGNIA photosession autunno 1999 – da sx a dx: John Paul Cappi, Mixi Croci, Fausto Sacchi, Tim Tirelli

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OUTSIDER n.13 LED ZEP cover (giugno 2014 – € 7)

13 Giu

Eccolo qui, dunque, OUTSIDER di giugno con i LZ in cover. Il titolo scelto da Stefani per la copertina appunto e per il suo articolo è FROM YARDBIRDS TO LED ZEPPELIN, esplicativo e pertinente visto che il nocciolo della questione è rappresentato dalle nuove uscite dei primi tre dischi dei LZ, ma certamente poco stimolante. L’articolo relativo è lungo 22 pagine, e si snoda attraverso la storia dell’arrivo del rock in Inghilterra (e in Europa) e quindi della genesi degli YARDBIRDS prima e dei LED ZEPPELIN poi. Il pezzo è costruito anche usando dichiarazioni degli attori protagonisti e non, espediente questo non originalissimo; di solito è un metodo che non mi incanta ma evidentemente Max sa il fatto suo perchè riesce a tenerci incollati alle sue pagine sino alla fine. Interessanti le riproposizioni di tre recensioni dell’epoca tratte da (quella merda di) ROLLING STONE, MELODY MAKER e ROCK&FOLK.

In copertina una bella foto di Jorgen Angel, il fotografo che immortalò il gruppo alla sua primissima uscita, il sette settembre del 1968 a GLADSAXE, appena fuori COPENHAGEN. Capisco che si sia dovuto scegliere uno degli scatti meglio riusciti per di più con taglio verticale, ma mettere in copertina i LZ senza JIMMY PAGE in un numero che parli dei primissimi anni del gruppo, mi pare scelta quantomeno bizzarra.

LZ Gladsaxe 7/9/68 - photo JORGEN ANGEL

LZ Gladsaxe 7/9/68 – photo JORGEN ANGEL

Outsider n,13 giugno

Ci sono poi undici pagine scritte da GIANCARLINO TROMBETTI; come già accennato qui sul blog, (soprattutto) l’ouverture dell’articolo è scoppiettante e divertente. Giancarlo lo intitola IL MARTELLO DEGLI DEI; essendo la frasetta contenuta in IMMIGRANT SONG (dal terzo album) naturalmente ci sta, ma in senso lato andrebbe usata per descrivere il gruppo nel periodo centrale/finale, come d’altra fece PAGE al tempo esprimendo il concetto a proposito di quello che voleva: THE POWER, THE GLORY AND THE HAMMER OF THE GOD. Al di là di tutto comunque è un titolo che non avrei adoperato, perché ormai davvero trito, abusato e scontato.

All’interno vengono riportate due recensioni italiane di allora, tratte da CIAO 2001. Qualcosa però non funziona:  quella di LZ I parla del II, quella di LZ II parla del III. Le recensioni sono di ENZO CAFFARELLI e sono un esempio di pessimo giornalismo musicale. Pur tenendo conto che magari allora si era più giovani, ingenui ed inesperti e che i mezzi erano quelli che erano (ma non dimentichiamo che CIAO 2001 era il più venduto) CAFFARELLI scrive dei due dischi senza in realtà dire niente. Sembra quasi che non li avesse ascoltati (possibile) o che lo avesse fatto distrattamente mentre, appoggiato al davanzale di una finestra, stesse fumando una MS guardando il culo di qualche signorina. Non cita nessun titolo, l’unica volta che lo fa arriva a scrivere che SINCE I’VE BEEN LOVING YOU è un blues nello stile di BB KING. Ora, vi sembra che SIBLY sia un blues nello stile del blues-cabaret di BB KING? Poi ci si chiede perché in Italia il Rock non è mai stato preso/fatto/scritto sul serio.

In ultimo, due paginette e mezzo del sottoscritto relative alle recensioni (scritte ai primi di maggio) dei bonus disc di queste nuove ristampe dei primi tre album dei LZ.

Oltre alla LED ZEPPELIN stuff, un artico di TROMBETTI sui ROXY MUSIC, tra le recensioni di nuove uscite CHRIS ROBINSON BROTHEROOD e NEIL YOUNG/JACK WHITE, nella rubrica Oldies But Goldies LINDA RONSTADT, FRANK ZAPPA e ELP (BSS box set), nel reparto video CLASH e JONI MITCHELL.

 

KEITH EMERSON “Changing States” (1995 – Cherry Red records remaster 2014) – TTTT

12 Giu

Siamo più o meno nel 1989, c’è già sentore di una reunion degli ELP ma il momento non è ancora quello giusto. EMERSON riceve una telefonata da un produtture californiano, PATRICK LEONARD, il quale lo invita nel suo studio su richiesta di KEVIN GILBERT, giovane prodigio con cui LEONARD collabora da un po’. GILBERT è uno strabiliante polistrumentista, cantante, songwriter, compositore, produttore. Morirà a 29 anni di una morte particolare, un sorta di gioco erotico, l’autoerotic asphyvxiaton. Peccato, avrebbe dovuto/potuto essere lui a sostituire nel 1996 PHIL COLLINS nei GENESIS.

Ad ogni modo, in quel tempo produce, registra e mixa le session di KEITH EMERSON, suonando basso, batteria, chitarra, tuba e dirigendo il coro. Buona parte di quelle registrazioni serviranno a template per BLACK MOON, l’abum che i riformati ELP fanno uscire nel 1992.

Nel 1995, quelle session escono come CHANGING STATES, disco solista di EMERSON, ripubblicato quest’anno dalla Cherry Records / Esoteric Recordings.

Keith Emerson - Changing States   008

I tre pezzi cantati non mi convincono, mentre il resto fa di questo un album di spessore. L’intro/riff di SHELTER FROM THE RAIN proviene da IT’S YOUR THING di BOOKER T AND THE MGS. Curioso come questo pezzo abbia influenzato musicisti nati intorno al 1944 (ricordiamo che questo riff veniva usato anche dai LZ nel medley della versione live di COMMUNICATION BREAKDOWN e che lo stesso PAGE lo ha usato come ispirazione per JAM SANDWICH)

http://grooveshark.com/#!/s/It+s+Your+Thing/2EmLUP?src=5

ANOTHER FRONTIER è il piccolo capolavoro di quest’album. Una cavalcata emersoniana che in BLACK MOON diventerà appunto CHANGING STATES.

BALLADE è un delicato quadretto pastello, il dolce e malinconico piano di KEITH sfiorato appena dalla chitarra classica di KEVIN GILBERT. Momento magnifico. Diventerà CLOSE TO HOME su BLACK MOON.

FILE AUDIO: KEITH EMERSON “Ballade”

Keith Emerson - Changing States   009

SUMMERTIME è la versione strumentale dell’evergreen di GERSHWIN; jazzy e meccanica, pare poco ispirata. Molto meglio la rilettura di THE CHURCH (colonna sonora del fim di DARIO ARGENTO), cattedrale sonora inondata da fiotti tastieristici di lignaggio altissimo.

INTERLUDE si spiega da solo, breve battito d’ali di EMERSON al piano.  MONTAGUES AND CAPULETS è una rilettura di SERGEJ PROKOFIEV alla maniera di KEITH EMERSON: maestosa, epica, sublime. In BLACK MOON diventerà ROMEO AND JULIET.

FILE AUDIO: KEITH EMERSON “Montagues and Capulets”

Keith Emerson - Changing States   010

Chiude il disco ABBADON’S BOLERO (da TRILOGY del 1972) con in evidenza la LONDON PHILARMONIC ORCHESTRA condotta da JOHN MAYER. Uno spettacolo.

FILE AUDIO: KEITH EMERSON & THE LONDON PHILARMONIC ORCHESTRA “Abbadon Bolero”

Bell’album dunque, un must per i fan di EMERSON (e  non solo).

News: video su Youtube dei LED ZEP al Vigorelli di Milano il 5/7/1971

11 Giu

Il mio amico BMcC ha pubblicato questo video sulla mia bacheca di Facebook, e per poco non mi prende un colpo: trattasi di un minuto in super 8 dei LED ZEPPELIN al velodromo Vigorelli di Milano il 5/7/1971.

Video naturalmente amatoriale, senza il synch col sonoro originale, ma di importanza storica – nel pianeta Zeppelin – notevole. L’autore ha creato il cilp per suo nipote utilizzando anche foto del gruppo e di articoli di merchandising, aggiungendo il sonoro di WLL versione TSRTS.

Si fantastica da sempre che la RAI abbia il filmato di quel breve concerto dei LZ a Milano dove il gruppo era l’ospite d’onore del Cantagiro, ma fino ad oggi non si è mai saputo nulla di preciso. Diamo quindi il benvenuto  a questo spezzone, testimonianza del breve – ma certamente intenso – passaggio dei LED ZEPPELIN in Italia.

UPDATE JUNE 27 2014: l’autore del video – Luigi Banfi –  ha rifatto il videoclip, lo ha reso più professionale  e meno personale, ecco qui sotto dunque:

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LZ a Milano - press article

I misteri di BLUESENGER

10 Giu

A fine mese probabile chiamata a raccolta degli illuminati del blues. Durante il sinodo cercheremo di svelare i segreti di BLUESENGER:

– E’ vero che anche Chopin non riusciva a suonar bene il suo Preludio?

– Il mistero di Durban Laverde: bassista o dentifricio alla erbe?

– E’ vero che esiste una foto del 1970 in cui Steve Howe ride?

– Trovate nuove prove che rivelano una realtà sconvolgente: LOVE BEACH è il miglior album di rock progressivo.

– Medicina 33 (giri): THE FIRM, THE WINGS, BAD COMPANY… se preferite questi gruppi a LED ZEP / BEATLES / FREE avete la certezza di essere pazzi (e quindi pronti per il TTBlog)

– E’ vero che JOHNNY WINTER non sopportava la Juve?

Durban laverde
Scoop: ecco la foto in cui Steve Howe ride.

Scoop: ecco la foto in cui Steve Howe ride.

Emerson-Lake-Palmer-Love-Beach
tHE fIRM jIMMY pAGE
JohnnyWinter

Stay with us, the bluesiest in town!

Brian, gli Illuminati Del Blues, l’erba spagna e le autofficine con i calendari di donne nude

8 Giu

 

Heading, as usual, for Brian’s place mi immergo nella pace mattutina del sabato. Come spesso succede sono un po’ spiegazzato e con l’umore non proprio candido. Ma dal car stereo BOB WELCH canta SENTIMENTAL LADY e allora il mood sembra passare dal rosso al blu(e)… bello l’album FRENCH KISSES, naturalemnte in versione SHM-CD…

bOB WELCH FRENCH KISSES

 

Con più Brian avanza nella palude dell’alzheimer, con più ha a che fare con la noia. Quando in pausa pranzo corro da lui, o nei sabati e domeniche che passiamo insieme, cerco di mantenerlo attivo, ad esempio facendogli colorare dei disegni. Anche qui, non è che gli si possa dire “ ecco Brian, to’, colora mo’!“, bisogna stargli accanto e spiegargli che le foglie van colorate di verde, l’uva di viola, i rametti di marrone. Ci mette un po’ ad iniziare “Mo no Tim, mo’ ag vol do ori a piturèr tot”, ma poi ci si mette d’impegno, e alla fine è tutto soddisfatto…

Brian all'opera (foto di TT)

Brian all’opera (foto di TT)

Lo interrogo sui componenti dell sua famiglia. Ricorda sempre con precisione il nome di suo padre, a fatica quello di sua madre. Quasi mai quello di sua moglie. Poi gli chiedo:

“e io, Brian, sono tuo…”

e lui “padre”,

“no, sono tuo…?”,

 “fratello”

“no, pensaci bene, io sono tuo…”

“sei Tim…”

“sì, ma cosa sono per te?”

“sei tutto…”

“sì, d’accordo, grazie, ma sono tuo…”

“sei il mio capo…”

Rido, ma amaramente … sintomatica questa affermazione che arriva senza filtro alcuno. Certo, poco dopo in un momento di piena lucidità mi dice, “mo’  ec caion ca sun, te te me fiòl!” Ma le nebbie tornano ad alzarsi in fretta, a Ninentyland incontriamo qualcuno e gli dice “lui è il mio dirigente”. Lo dirigo sì, il vecchio Brian, che è ancora con noi ma fa sempre tanta fatica ad orientarsi in un mondo che non riconosce più. Meno male che l’alzheimer ha smacchiato il lato pieno di paturnie del suo carattere, e la dolcezza, la voglia di stare con gli altri hanno preso il sopravvento. Così quando gli dico “Dai Brian ti faccio una foto, fai il Johnny boy“, lui infila i pollici nei passanti dei jeans e si trasforma in Badass Brian, il supereroe di questo blog …

 

Brian badass pt2 (foto di TT)

Brian badass pt2 (foto di TT)

La settimana scorsa, mini sinodo con gli ILLUMINATI DEL BLUES. Da 12 che siamo, ci siamo trovati in sette, anche Riff ha dovuto dichiarare forfait all’ultimo. Trovarsi al mercoledì sera ormai  è uno sport estremo per gente della nostra età. MARIO e LISO, se ne vanno addiriittura prima dell’ode finale al DARK LORD.

Nonostante tutto però è stata una serata delle solite: una breve parentesi a commento dei risultati elettorali, e poi via a parlare di musica ININTERROTTAMENTE dalle 20,30 alle 24. We can’t get enough, baby. Abbiamo ascoltato il PRELUDE di CHOPIN interpretato da PAGE tutti in piedi, in quel misto di fremito pain and pleasure che hai quando senti il JIMMY POIGE post 1973, ho consegnato a tutti una copia di IN THROUGH THE OUT DOOR according to Tim Tirelli e ci siamo dati appuntamento per il sinodo vero e proprio di inizio estate a fine giugno.

IN THROUGH THE OUT DOOR ACCORDING TO TIM TIRELLI

Jaypee & Lorenzo

Illuminati del blues – da sx a dx: Picca, Tim. Liso, jaypee, Lorenzo Stevens, Francesco P.

Illuminati del blues, da sx a dx: Picca, Tim. Liso, jaypee, Lorenzo Stevens, Francesco P.

Illuminati del blues, da sx a dx: Picca, Tim. Liso, jaypee, Lorenzo Stevens, Francesco P.

Venerdì accompagno Lakerla, la valchiria che ho per socia, dall’elettrauto a Stonecity e noto che le autofficine hanno ancora i calendari di donne nude attaccati alle pareti … condivido il mio pensiero con Lakerla e lei subito mi ribatte “io vengo qui proprio per questo, per me è una sicurezza” … hai capito, il maschilismo ormai non c’entra più, trattasi di operazione marketing, di messaggio promozionale … “oh, noi siamo un’autofficina come si deve, al passo coi tempi ma coi nostri valori da meccanici, se venite qui andate sul sicuro”!

 

Autofficina con calendari di donne nude - Stonecity giugno 2014 (foto fi TT)

Autofficina con calendari di donne nude

Mentre me ne torno da Brian, heading for the place on the edge of the world, in questo mezzogiorno di fuoco in cui l’estate si assesta in maniera definitiva, passo davanti all’Area 51 di Magpie Place. Devo ancora capire cosa siano quelle strutture, ma son quasi certo che lì dentro ci sia l’alieno di Gazzata; l’otto luglio del 1947 evidentemente caddero sulla terra più astronavi aliene, una a Roswell in New Mexico, e una qui a Gazzata, frazione di Saint Martin On The River, Regium Lepidi, Italy.

L'Area 51 a Magpie Place (foto di TT)

L’Area 51 a Magpie Place (foto di TT)

Bistecca, birra e la prima cuca della stagione. Mi butto sul divano, ma chiudo gli occhi solo per poco, alle 14,30 sono già sveglio…peccato, avrei davvero bisogno di dormire. In casa, il respiro regolare della pace pomeridiana estiva. Scendo, faccio due passi nelle campagne intorno alla domus saurea … tutto tace … Patuzzo e la Ragni dormono sdraiati sul balcone. Palmiro dopo un po’ sbuca da un campo, ha la lingua fuori e l’andatura ciondolante … va a buttarsi sul pavimento di casa … osservo l’ombra dei frassini, i fossi senz’acqua…

Saturday in the park (of domus saurea) (foto di TT)

Saturday in the park (of domus saurea) (foto di TT)

… lascio che lo sguardo si posi poi sui campi di erba spagna, l’erba medica insomma, che poi non c’entra nulla con la medicina, infatti il nome deriva dalla regione più o meno di provenienza, la MEDIA (ovvero quella regione tra il sud est della Turchia e il nord ovest dell’Iran) e … arrivo a pensare che devo smettere di lambiccarmi il cervello con queste cose, di essere sempre vittima dell’ossessione dell’etimologia, uff … ho bisogno di un Southern Comfort on the rocks.

Southern Comfort On The rocks

 

 

BLOG PEOPLE: Francesco Boccia

7 Giu
BLOG PEOPLE -   Francesco Boccia

BLOG PEOPLE – Francesco Boccia

FB, TT Blog follower.

Gli chiedo se posso pubblicare la foto che mi ha mandato, lui mi dà l’ok rispondendomi che:

“…. non amo mostrarmi, ma in questo caso il soggetto della foto non sono io e neanche  la mia collezione di dischi (chissà quanti, tra quelli che ti seguono, dispongono di ben altra “potenza di fuoco”), in questo caso, dicevo, il soggetto della foto credo sia la passione. E’ incredibile come a ….(e passa) anni si possa ancora aspettare il postino provando le stesse emozioni di tanti anni addietro. Ricordo quando negli anni ottanta preparavo la lista per  Nannucci, ricordo la raccolta degli ordini tra gli amici per unire le forze e non pagare le spese di spedizione. Ricordo le ore ad ascoltare gli LP mentre osservavo le copertine e i libretti interni (quando c’erano) avido di informazioni. Queste sono le emozioni che ho riprovato ieri sera, le  ho condivise con mia figlia, di neanche sette anni , che nell’attesa dell’apertura del pacco mi ha preparato il disegno che si intravede nella foto, sopra il tuo libro. Anche queste sono le cose per cui vale la pena vivere.”

Bella questa cosa…il soggetto della foto non è lui, ma la passione.

Rivolgo ancora l’invito a tutti gli aficionados del TT Blog: metteteci la faccia, mandate una vostra foto.

IL BLOG DEL GATTO PALMIRO: I’m in love with ASIA

6 Giu

Eccomi di nuovo qui…qualcuno mi ha scritto chiedendo quando avrei fatto un nuovo post, ringrazio per la gentilezza, ma il ritardo è dovuto al sintonizzarmi sulle funzioni del nuovo computer che si è comprato Tyrrell. E’ un Dell 27″ All In One  Touch Screen con Intel 7 e 16GB di memoria, Tyrrell mi sembra entusiasta, ma io quando ho provato ad avvicinarmi in un momento in cui era incustodito (e collegato al vecchio PC per fare il passaggio dei dati) mi sono passato la zampa tra i peli della mia testina, non ci capivo nulla…

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Poi, pian piano, nelle mattine in cui sono a casa da solo, con pazienza, ho acquisto sufficienti capacità per riprendere il mio mini blog. Eccomi qui, dunque,  e come prima cosa voglio dirvi che c’è una grossa novità: sono su FACEBOOK! Ho infatti aperto un gruppo a mio nome; non sono riuscito ad aprire un account normale perché quelli di Facebook lo permettono solo agli umani, così, in attesa che qualche felino metta in piedi Muzzlebook o Miaowing (corrispettivi di Facebook e Twitter per gatti), mi sono adattato. Venitemi a cercare dunque, il nome del gruppo è IL GATTO PALMIRO “Storie di un gatto blues che ama l’AOR”.

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Veniamo dunque all’AOR. Sono alcune settimane che qui alla domus saurea non si ascolta altro che YES, RICK WAKEMAN e relativi. TYRRELL e la TERRY li hanno visti in concerto recentemente e adesso entrambi sono dentro ad un bel “buraccione”, come dice Riff (l’amico di Tyrrell che ho visto anche ieri sera). Ci sono un sacco di CD lasciati in giro, compresi dischi solisti semi sconosciuti di STEVE HOWE, di RICK WAKEMAN, persino di GEOFF DOWNES e poi, tutta la discografia degli ASIA. A questi ultimi mi ci sono avvicinato dopo aver sentito Tyrrell raccontare per la millesima volta alla Terry di che impatto ebbe la copertina del loro primo disco su di lui. Se ho capito bene, gli umani maschi fino ad alcuni lustri fa passavano un anno a fare il militare. Tyrrell stava facendo il corso di tre mesi per carabiniere ausiliario su a Torino. Alla prima licenza, nella primavera del 1982, si trovava alla stazione di Porta Nuova del capoluogo piemontese. Gironzolava in giro in attesa del treno che lo riportasse in Emilia, quando vide in una vetrina il disco – allora appena uscito – degli ASIA, ed ebbe un tuffo al cuore. Per lui STEVE HOWE e CARL PALMER erano già degli eroi.

asia FIRST ALBUM

Così, incuriosito, ho messo su il cd e, (a)mici…gli ASIA sono il più grande gruppo di tutti i tempi!!! Il loro sound mi ha preso completamente, dopo il primo ritornello di HEART OF THE MOMENT ero già là a pancia all’aria nel cosmo felino che fuseggiavo come un leopardo…

Vogliamo parlare poi di ONLY TIME WILL TELL? A parte l’intro di GEOFF DOWN un po’ da centurione (anche qui, come dice Riff), il resto è rock melodico di ottima fattura…

E che vogliamo dire di HERE COME THE FELIN? Ecco che arriva il felino…

Back

Ho sentito dire che il secondo disco non ebbe il successo del primo, e che non è un gran album, ah, gli umani!

asia alpha front

ALPHA è un signor disco, non fosse altro per DON’T CRY…

Che pezzo! Quando lo sento mi alzo sulle zampe posteriori e suono,a  seconda del momento,  la air guitar o la air keyboards.

THE SMILE HAS LEFT YOUR EYES, forse è il mio pezzo preferito. Credo lo sia anche di Tyrrell , perché quando il cantante canta la frase  “the solitary man” gli si inumidiscono gli occhi; povero Tyrrell, sempre alle prese coi suoi blues da umano…

I saw you standing hand in hand
But now you come to me the solitary man
And I know what it is that made us live
Such ordinary lives
The where to go the who to see
No one could sypathize
The smile has left your eyes
Now it’s too late to realize
Now there’s no one can say goodbyes
Now that the smile has left your eyes

asia alpha back

Gli ASIA mi piacciono perché, almeno nei primi due dischi,  la loro musica è un misto di rock melodico, AOR e easy prog,  uno spettacolo insomma.

Come me la godo, micette mie,  ma mi sa che dura poco, a Tyrrell sono arrivate le prime tre super deluxe edition dei LED ZEPPELIN e so già che per un po’ dovrò sorbirmi di nuovo il gruppo di Jimmy Poige, che ormai conosco a memoria. Povero me.

Ora vi lascio, è rientrata la Terry, torno a fare il gatto e dunque a cacciar talpe, ma … stay tuned for more cat’n’roll!

Palmiro on the hunt (foto di Tyrrell)

Palmiro on the hunt (foto di Tyrrell)

PS: Viva John Wetton!

LED ZEPPELIN I & III coffrets super deluxe

4 Giu
LZ I&III box set (phtoto Tim Tirelli)

LZ I&III box set (photo Tim Tirelli)

Mi sono arrivati i primi due, il terzo ancora no. C’ho pensato settimane prima di ordinarli poi, naturalmente, mi sono deciso. 92 euro a cofanetto su amazon.it

Una bella botta di questi tempi, ma potevo esimermi, io umile servitore del DARK LORD?

Speriamo che II mi arrivi in fretta, perché anche se ho già ascoltato il materiale bonus un mese fa (alla Warner di Milano per conto della rivista OUTSIDER che, vi ricordo, esce in questi giorni con i LZ in copertina) sono già tutto un tremore se penso a stasera: io, solo in casa (la groupie è fuori con Rick Wakeman), un bicchiere di SOUTHERN COMFORT on the rocks, Palmiro sulle ginocchia, davanti allo stereo con i nuovi dischetti sparati a palla.

LET THE MUSIC BE YOUR MASTER.

(broken english version)

I got the first two, I hope the third is on its way. I thought about it several weeks before ordering them then, of course, I decided to go for it. 92 euro per box thru amazon.it

A nice bump (as we say in Italy) these days since mala tempora currunt, but I could not avoid, after all I’m a humble servant of the DARK LORD.

Hopefully II will come quickly, because even though I’ve already listened to the bonus material a month ago (at Warner ooffices in Milan on behalf of the magazine OUTSIDER which, I remind you, is coming out these days with LZ on the cover) I am already shaking  when I think about tonight: I, alone in the house (the groupie is out with Rick Wakeman), a glass of SOUTHERN COMFORT on the rocks, Palmiro on my knees, in front of the Hi-fi system stereo with the new discs at top volume.

LET THE MUSIC BE YOUR MASTER.

Jimmy Page (photo Ross Halfin)

The Dark Lord (photo Ross Halfin)