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LED ZEPPELIN I Super Deluxe Editon (Swan Song 2014 – 96 euro)

17 Giu

 (BROKEN) ENGLISH VERSION BELOW

LED ZEPPELIN I-II-III super deluxe edition

Ricevere i nuovi box set dei LZ è stata una emozione, pur con qualche angolo spiegazzato, ma sono confezioni pesanti e tutto sommato delicate, temo sia fisiologico riceverle con qualche ammaccatura se si sceglie la spedizione per corriere. Due LP, due CD, corposo ed elegante libro, cartellina-copia del primo press kit, cartoncino con riprodotta la cover e il numero della tua copia (su una tiratura di 30.000 … e qui il termine limited edition va a farsi benedire), nonché il codice per scaricare gratuitamente la versione digitale ad alta definizione.

LED ZEPPELIN I super deluxe edition (photo Tim Tirelli)

LED ZEPPELIN I super deluxe edition (photo Tim Tirelli)

La confezione è grande e nel mio caso non è possibile sistemarla nello scaffale dei vinili, così devo adattarmi e riporla nell’armadio vetrinetta che ho in sala…

LED ZEPPELIN I super deluxe edition negli scaffali (photo Tim Tirelli)

LED ZEPPELIN I super deluxe edition negli scaffali (photo Tim Tirelli)

ORIGINAL ALBUM – LZ FAN: TTTTT

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTTT

BONUS DISC – LZ FANTT½

BONUS DISC – CASUAL FAN: TTTT

PACKAGING: TTTTT

 

Disc 1: Original album (released as Atlantic 588171 (U.K.)/SD-8216 (U.S.), 1969)

  1. Good Times Bad Times
  2. Babe I’m Gonna Leave You
  3. You Shook Me
  4. Dazed and Confused
  5. Your Time is Gonna Come
  6. Black Mountain Side
  7. Communication Breakdown
  8. I Can’t Quit You Baby
  9. How Many More Times

Queste nuove superdeluxe edition sono anche un’occasione per riascoltarsi i dischi originali, e farlo col nuovo remaster di JOHN DAVIS è una piccola nuova esperienza. Credo che gli album dei LED ZEPPELIN non si siano mai sentiti così bene, e stiamo parlando di remaster mica di remix. Tutto sembra più chiaro, la musica respira meglio …  mammia mia che bravo questo DAVIS. LED ZEPPELIN I, che disco … registrato alla fine del 1968, uscito nel gennaio del 1969, suona ancora fresco e palpitante, e non è la solita frasetta scontata che si legge dappertutto, in questo caso è proprio vero. Registrato in un periodo di tempo compreso tra le 30 e le 36 ore, da quattro giovani musicisti (due di 20 anni, une di 22, uno di 24), l’album definisce l’hard rock nella sua forma più pura, quella che proviene dal blues e che si lascia trasportare da suggestioni acustiche.

Gennaio 1969 dunque, i CREAM si sono già sciolti, erano un gran gruppo ma votato più alle improvvisazioni che alla composizione e il continuo detestarsi dei tre membri del celeberrimo trio non avrebbe permesso nessun volo pindarico compositivo; la JIMI HENDRIX EXPERIENCE è un qualcosa di memorabile, ma è ormai alla fine dell’avventura, HENDRIX non sopporta più REDDING, musicista tra l’altro non eccelso, e il nero di Seattle sceglierà di versarsi liquido in progetti mai a fuoco. Il JEFF BECK GROUP è la band di riferimento del momento, l’album TRUTH è 15° nelle classiche Usa, PAGE lo utilizzerà se non come template, come termometro per verificare la temperatura della musica Rock. BECK è come PAGE, provengono dallo stesso background, hanno lo stesse idee, sono stati membri degli YARDBIRDS, si vogliono un gran bene, ma BECK è scostante, non è un compositore, e ha un gruppo su cui sa di non poter contare per quanto riguarda scrittura, arrangiamenti, visione.

I FREE sono una band interessante, ma sono giovanissimi (tra i 16 e i 20 anni), il loro primo album esce nel dicembre del 1968, è un po’ acerbo seppur di gran sostanza.

I BLACK SABBATH al momento sono ancora una bislacca blues band, mentre i DEEP PURPLE sono impegnati a fare il verso ai VANILLA FUDGE. Entrambi saranno così colpiti dal gruppo di PAGE da imporre un brusca sterzata alla loro direzione: 13 mesi dopo i BS faranno uscire il loro primo album di rock durissimo, i DP faranno lo stesso 15 mesi dopo con IN ROCK, siamo nel 1970 e i LZ, dopo due album di hard rock, avranno già voltato pagina.

LZ I è la fioritura definitiva del movimento blues inglese degli anni sessanta, i colori  sono ancor più accesi del previsto grazie a riflessi acustici che provengono dalla tradizione della musica popolare. I primi momenti dell’album per tutti sono racchiusi in quel gioco di gran cassa di JOHN HENRY BONHAM, il batterista che sin da quei primi battiti diventerà leggendario. Già dal secondo pezzo, BIGLY, PAGE lascia intendere che il gruppo sarà qualcosa di diverso. Il delicato e commovente arpeggio di chitarra acustica, la disperata dolcezza del cantato contrapposti alla furia delle parti ritmate. Eccola qui, sin da subito, la formuletta del shade & light tanto cara a PAGE, le dinamiche tight but loose che faranno la fortuna dei LZ. L’arpeggio di chitarra è sempre al limite, in diverse occasioni JP è sul punto di precipitare, ma non lo fa mai, anzi prende spunto dalle sbavature per cercare nuove soluzioni e comunque ha il coraggio e l’intelligenza di lasciare parti di chitarra magari non precise pur di non togliere nulla alla magia del momento catturata su nastro.

YOU SHOOK ME è un blues greve, ostinato, che non lascia prigionieri, credo che sino ad allora non si fosse mai ascoltato un blues così pesante. Probabilmente troppo sovraccarico (era necessario il piano sull’assolo d’organo?) e lungo (assolo di armonica, di organo, di chitarra). DAZED AND CONFUSED proviene dritta dritta dal periodo YARDBIRDS, il riff di JACK HOLMES trasformato in quella che diventerà (dal vivo) la più ardita improvvisazione di chitarra di sempre.  YOUR TIME IS GONNA COME: ancora oggi, gente come Massimo Bonelli (nostro amico e label manager extraordinaire) identifica i LZ con questo pezzo, con quell’apertura d’organo, al contempo delicata e aspra. Cosa c’entra un pezzo così in un album di heavy blues? Questi sono i LZ, baby, diversi da tutti gli altri. BLACK MOUNTAIN SIDE deriva da BLACK WATER SIDE, il traditional reso celebre in quegli anni dal grande BERT JANSCH, COMMUNICATION BREAKDOWN è forse il primo esempio di HARD ROCK suonato a ritmo molto sostenuto, I CAN’T QUIT YOU BABY è un altro blues di Wille Dixon reso alla LZ. Chiude HOW MANY MORE TIMES un riff trascinante su cui imbastire tanti riferimenti blues.

L’album naturalmente non è impeccabile, PLANT è ancora immaturo, tende ad urlare non appena Jimmy allenta la briglia, i testi che canta sono un miscuglio di frasette blues rubate alla prosa blues di dominio universale, PAGE lascia forse qualche imperfezione chitarristica di troppo, ma quello che rimane alla fine è una sensazione di purezza e d’intenti senza pari, è la certezza di aver assistito alla cristallizzazione del big bang dell’hard rock, è lo destabilizzante stupore che ossimori arditi siano possibili, che l’immacolata dissolutezza della musica sia cosa concreta. Gennaio 1969, una nuova era si è aperta per la musica rock.

LED ZEPPELIN 1969

LED ZEPPELIN 1969

LED ZEPPELIN I super deluxe edition

Disc 2: Live @ The Olympia, Paris – 10/10/1969 (previously unreleased)

  1. Good Times Bad Times/Communication Breakdown
  2. I Can’t Quit You Baby
  3. Heartbreaker
  4. Dazed and Confused
  5. White Summer/Black Mountain Side
  6. You Shook Me
  7. Moby Dick
  8. How Many More Times

Il companion disc per un casual fan rappresenta una ghiotta occasione per ascoltare un concerto dei LZ del 1969, per il fan vero e proprio del gruppo invece è un’occasione sprecata. Il concerto dell’Olympia di Parigi è disponibile su bootleg da alcuni anni, in qualità praticamente simile a quella riproposta in questo box set. Certo, nel bootleg manca MOBY DICK, ma dall’altra parte non è che questa mancanza da sola ne giustificasse la pubblicazione ufficiale.

Come ho già fatto capire su OUTSIDER, non sono particolarmente legato a questa registrazione, non è un serata memorabile, PLANT a volte è fuori controllo e dunque fastidioso, la chitarra di PAGE è in sottofondo, ma ascoltata a buon volume con la giusta concentrazione sa comunque darti buone vibrazioni … i LED ZEPPELIN del 1969  riescono  quasi sempre ad irretire.

Buona COMMUNICATION BREAKDOWN, molto buona ICQYB. HEARTBREAKER ha la parte iniziale dell’assolo tagliata dato il fastidioso effetto indomabile sulla chitarra, così, dopo la brevissima parte iniziale, si passa subito alla seconda parte suonata insieme al gruppo. Mah. In linea coi tempi DAZED, sicure e dritte al punto WHITE SUMMER/BMS e YOU SHOOK ME.

MOBY DICK è strana, i primi momenti hanno solo basso e batteria con feedback della chitarra in sottofondo poi, una volta che PAGE si unisce al pezzo, si parte dal secondo giro, quello che prevede gli stacchi con gli assoli di chitarra.

HMMT ha il medley completamente tagliato, evidentemente Page ha preferito non dover pagare i diritti agli autori delle cover allora inserite nel pezzo, quindi niente SMOKESTACK LIGHTNING, BECKS BOLERO, OVER UNDER SIDEWAYS DOWN, THE HUNTER, BLUES IMPROVISATION, THE LEMON SONG, BOOGIE CHILLUN, HIDEAWAY, THINK YOU NEED A SHOT (THE NEEDLE). Alcune di queste sono solo accenni, brevi (e oscuri) riferimenti. E’ un peccato perchè ad esempio THE LEMON SONG (che musicalmente non è quella del secondo album) ha un gran bel giro blues. BOOGIE CHILLEN era ancora nella fase embrionale, ben lontana dalla irresistibile versione degli anni a venire (intendo la sezione comunemente chiamata BOOGIE MAMA che c’è ad esempio su TSRTS nel medley di WHOLE LOTTA LOVE).

Buono quindi per il casual fan questo concerto, per le teste-di-piombo ci vuole ben altro.

Credo che, almeno per queste prime uscite, ci si debba soffermare più sulla qualità dell’articolo che sulle sorprese del materiale bonus, più sull’emozione di avere nuove uscite ufficiali dei LZ in mano, più dal commuoversi nel vedere i primi tre dischi dei LED ZEPPELIN nelle top ten (quelle vere, non quelle farlocche) americane ed inglesi.

Jimmy Page - Olympia 1969

Jimmy Page – Olympia 1969

 (BROKEN) ENGLISH VERSION 

LED ZEP I – original album

It was a thrill to receive the new LZ box sets , though with some crumpled corner, but they are heavy packs and delicate items, I fear it’s physiological to receive them with some dents if you choose the shipment by courier. Two LPs, two CDs, full-bodied and elegant book, folder with the copy of the first press kit, a print of the artwork with the number of your copy (on a print run of 30,000 … and hence the term limited edition goes to hell) , as well as the code to download the digital version in high definition.

The packaging is big and in my case it is not possible to place it on the shelf of vinyl, so I have to adapt and put it in the glass cupboard of the living room

This new editions also provides an opportunity for a new listening of the original discs, and to do it with the new remaster of JOHN DAVIS is a new experience. I think the LED ZEPPELIN album never sounded so clear and so good, and we’re talking remaster not remix. Everything seems clearer, the music breathes in a better way … mamma mia, JOHN DAVIS is a real master!  LED ZEPPELIN I, what an album  … recorded at the end of 1968, released in January 1969, it still sounds fresh and vibrant, and it’s not the usual obvious phrase you read everywhere, in this case it’s true. Recorded over a period of time between 30 and 36 hours by four young musicians (two  20 years old, one 22, the other 24), the album defines the hard rock in its purest form, the one that comes from the blues and that is carried by acoustic influences.

January 1969, therefore, the CREAM do not exist anymore, they were a great group but more voted to improvisations than compositions and the continuous hate among  the three members of the famous trio would not allow any flight of fancy composition; The JIMI HENDRIX EXPERIENCE is something memorable, but it is now at the end of the adventure, HENDRIX  does not stand REDDING anymore, and the black cat from Seattle chooses to pour himself liquid into projects never in focus. The JEFF BECK GROUP is the reference band of the moment, the album TRUTH is 15th in the USA chart. PAGE  uses it, if not  as a template, at least as a thermometer to check the temperature of the rock music. BECK is like PAGE, he comes from the same background, the pair have the same ideas, they have been members of The Yardbirds, the two guitarists love each other, but BECK is unfriendly, not a composer, and has a group of which he knows he can not count as relates to writing. arrangements, vision.

The FREE is an interesting band , but they are young (between 16 and 20 years old), their first album was released in December of 1968, it  is a bit ‘sour albeit it has substance.

The BLACKS SABBATH are currently still a weird blues band, while DEEP PURPLE are struggling to be something more than a VANILLA FUDGE inspired band. Both will be so impressed by the group of JIMMY PAGE to impose a sharp turn to their direction: 13 months after the BS will release their first album full of hard rock, the DP will do the same after 15 months with IN ROCK, we are in 1970 now and LZ, after two hard rock albums, have already turned the page.

The LZ I is the flowering of the British blues movement of the sixties, the colors are even brighter than expected due to acoustic reflections that come from the tradition of popular music. The first moments of the album are all enclosed in that big bass drum trick of JOHN HENRY BONHAM, the drummer that ever since those first few beats  will become legendary. Already in the second piece, BIGLY, PAGE suggests that the group will be something different. The delicate and poignant acoustic guitar arpeggio, the sweetness of the vocals as opposed to the desperate fury of rhythmic parts. Here it is, right now, the formua of shade & light so dear to PAGE, the dynamics of the  “tight but loose” attitude that will make the fortune of  LZ. The guitar arpeggio is always on the edge, on several occasions JP is about to fall, but he never does, indeed he seems inspired by those smears to  search for new solutions and however  he has the courage and the intelligence to leave guitar parts maybe not precise so as not to detract from the magic of the moment captured on tape.

YOU SHOOK ME is a heavy blues, obstinate, that  takes no prisoners, I believe that until then you had never heard a blues so heavy. Probably too much overhead (it was necessary that piano during the organ solo?) and long (harmonica solo, organ solo, guitar solo). DAZED AND CONFUSED comes straight from the Yardbirds period, the JACK HOLMES’riff is transformed into what will become (live) the most daring guitar improvisation ever. YOUR TIME IS GONNA : even today, people like Massimo Bonelli (our friend and Italian big label manager extraordinaire) identifies the LZ with this piece, with that opening organ at the same time gentle and harsh. What the hell a piece like this is  doing in an album of heavy blues? These are the LZ, baby, different from all the others!  BLACK MOUNTAIN SIDE comes from BLACK WATER SIDE, the traditional made famous in those years by the great BERT JANSCH, COMMUNICATION BREAKDOWN is perhaps the first example of a HARD ROCK played a very fast pace, I CAN’T QUIT YOU BABY is another blues  by Wille Dixon played in LZ style. HOW MANY MORE TIMES closes the album, a compelling riff on which to baste many blues references.

The album is of course not flawless, PLANT is still immature, it tends to scream as soon as Jimmy slacks the rein, the lyrics are a mixture of blues sentences  stolen from the prose of the universal public domain, PAGE leaves maybe some imperfect guitar  parts too, but what remains at the end is a feeling of unparalleled purity of intent, it is the certainty of having witnessed the crystallization of the big bang of hard rock, it is the destabilizing astonishment that oxymorons are possible, that the immaculate debauchery of rock music is a concrete thing. January 1969,  a new era is now open for rock music..

LED ZEP I – companion disc

The companion disc for a casual fan is a good opportunity to listen to a concert of LZ in 1969, for the real fans of the group instead is a wasted opportunity. The concert at the Olympia in Paris is available on bootleg for several years, in almost similar audio quality to the one proposed in this box set. Sure, the bootleg is missing MOBY DICK, but on the other hand it is not that that alone would justify an official release.

As I have already written on the OUTSIDER magazine, I’m not particularly keen on this recording, it is not a memorable evening, PLANT is sometimes out of control and therefore annoying, the guitar is in the background, but if you pump the volume and  listen to it with the right concentration it give you good vibes anyway…THE 1969 LED ZEPPELIN never let you down.

COMMUNICATION BREAKDOWN is good, ICQYB is very good. HEARTBREAKER has the first part of the solo cut, given the annoying effect on the guitar, so after the  brief initial part it will immediately switch to the second part of the solo played with the group. Uhm.  In line with the times DAZED, safe and straight to the point WHITE SUMMER / BMS and YOU SHOOK ME.

MOBY DICK is odd, the first bit is just bass and drums with feedback of the guitar in the background and then, once PAGE joins the piece, they start from the second instrumental verse, that on with the lead guitar breaks.

HMMT has completely cut the medley, Page evidently preferred not having to pay royalties to the authors of the covers then inserted into the piece, so no Smokestack Lightning, BECKS BOLERO, OVER UNDER SIDEWAYS DOWN, THE HUNTER, BLUES IMPROVISATION, THE LEMON SONG, Boogie Chillun , HIDEAWAY, THINK YOU NEED A SHOT (THE NEEDLE). Some of these are only hints, short (and obscure) references. It ‘a shame, because for example THE LEMON SONG (musically it is not the one of the second album) has a great bluesy guitar part. BOOGIE CHILLEN was still in its infancy, far from the compelling version in the years to come (I mean the section commonly called BOOGIE MAMA that there is in TSRTS during the Whole Lotta Love medley).

This concert is then good for the casual fan, for the ledheard  it is more than just this.

I believe that, at least for these first releases, we should dwell more on the quality of the article and not on  the surprises of the bonus material,  more on the emotions you have when official new  LZ official releases are available, more on the fact that you are moved by seeing the first three albums of LED ZEPPELIN in the top ten (the real ones, not those phony) of the UK and USA charts.

 

OUTSIDER n.13 LED ZEP cover (giugno 2014 – € 7)

13 Giu

Eccolo qui, dunque, OUTSIDER di giugno con i LZ in cover. Il titolo scelto da Stefani per la copertina appunto e per il suo articolo è FROM YARDBIRDS TO LED ZEPPELIN, esplicativo e pertinente visto che il nocciolo della questione è rappresentato dalle nuove uscite dei primi tre dischi dei LZ, ma certamente poco stimolante. L’articolo relativo è lungo 22 pagine, e si snoda attraverso la storia dell’arrivo del rock in Inghilterra (e in Europa) e quindi della genesi degli YARDBIRDS prima e dei LED ZEPPELIN poi. Il pezzo è costruito anche usando dichiarazioni degli attori protagonisti e non, espediente questo non originalissimo; di solito è un metodo che non mi incanta ma evidentemente Max sa il fatto suo perchè riesce a tenerci incollati alle sue pagine sino alla fine. Interessanti le riproposizioni di tre recensioni dell’epoca tratte da (quella merda di) ROLLING STONE, MELODY MAKER e ROCK&FOLK.

In copertina una bella foto di Jorgen Angel, il fotografo che immortalò il gruppo alla sua primissima uscita, il sette settembre del 1968 a GLADSAXE, appena fuori COPENHAGEN. Capisco che si sia dovuto scegliere uno degli scatti meglio riusciti per di più con taglio verticale, ma mettere in copertina i LZ senza JIMMY PAGE in un numero che parli dei primissimi anni del gruppo, mi pare scelta quantomeno bizzarra.

LZ Gladsaxe 7/9/68 - photo JORGEN ANGEL

LZ Gladsaxe 7/9/68 – photo JORGEN ANGEL

Outsider n,13 giugno

Ci sono poi undici pagine scritte da GIANCARLINO TROMBETTI; come già accennato qui sul blog, (soprattutto) l’ouverture dell’articolo è scoppiettante e divertente. Giancarlo lo intitola IL MARTELLO DEGLI DEI; essendo la frasetta contenuta in IMMIGRANT SONG (dal terzo album) naturalmente ci sta, ma in senso lato andrebbe usata per descrivere il gruppo nel periodo centrale/finale, come d’altra fece PAGE al tempo esprimendo il concetto a proposito di quello che voleva: THE POWER, THE GLORY AND THE HAMMER OF THE GOD. Al di là di tutto comunque è un titolo che non avrei adoperato, perché ormai davvero trito, abusato e scontato.

All’interno vengono riportate due recensioni italiane di allora, tratte da CIAO 2001. Qualcosa però non funziona:  quella di LZ I parla del II, quella di LZ II parla del III. Le recensioni sono di ENZO CAFFARELLI e sono un esempio di pessimo giornalismo musicale. Pur tenendo conto che magari allora si era più giovani, ingenui ed inesperti e che i mezzi erano quelli che erano (ma non dimentichiamo che CIAO 2001 era il più venduto) CAFFARELLI scrive dei due dischi senza in realtà dire niente. Sembra quasi che non li avesse ascoltati (possibile) o che lo avesse fatto distrattamente mentre, appoggiato al davanzale di una finestra, stesse fumando una MS guardando il culo di qualche signorina. Non cita nessun titolo, l’unica volta che lo fa arriva a scrivere che SINCE I’VE BEEN LOVING YOU è un blues nello stile di BB KING. Ora, vi sembra che SIBLY sia un blues nello stile del blues-cabaret di BB KING? Poi ci si chiede perché in Italia il Rock non è mai stato preso/fatto/scritto sul serio.

In ultimo, due paginette e mezzo del sottoscritto relative alle recensioni (scritte ai primi di maggio) dei bonus disc di queste nuove ristampe dei primi tre album dei LZ.

Oltre alla LED ZEPPELIN stuff, un artico di TROMBETTI sui ROXY MUSIC, tra le recensioni di nuove uscite CHRIS ROBINSON BROTHEROOD e NEIL YOUNG/JACK WHITE, nella rubrica Oldies But Goldies LINDA RONSTADT, FRANK ZAPPA e ELP (BSS box set), nel reparto video CLASH e JONI MITCHELL.

 

News: video su Youtube dei LED ZEP al Vigorelli di Milano il 5/7/1971

11 Giu

Il mio amico BMcC ha pubblicato questo video sulla mia bacheca di Facebook, e per poco non mi prende un colpo: trattasi di un minuto in super 8 dei LED ZEPPELIN al velodromo Vigorelli di Milano il 5/7/1971.

Video naturalmente amatoriale, senza il synch col sonoro originale, ma di importanza storica – nel pianeta Zeppelin – notevole. L’autore ha creato il cilp per suo nipote utilizzando anche foto del gruppo e di articoli di merchandising, aggiungendo il sonoro di WLL versione TSRTS.

Si fantastica da sempre che la RAI abbia il filmato di quel breve concerto dei LZ a Milano dove il gruppo era l’ospite d’onore del Cantagiro, ma fino ad oggi non si è mai saputo nulla di preciso. Diamo quindi il benvenuto  a questo spezzone, testimonianza del breve – ma certamente intenso – passaggio dei LED ZEPPELIN in Italia.

UPDATE JUNE 27 2014: l’autore del video – Luigi Banfi –  ha rifatto il videoclip, lo ha reso più professionale  e meno personale, ecco qui sotto dunque:

italy71_press1 italy71riot1 MILAN71_BOW milan71-pic2 milan1971

LZ a Milano - press article

LED ZEPPELIN I & III coffrets super deluxe

4 Giu
LZ I&III box set (phtoto Tim Tirelli)

LZ I&III box set (photo Tim Tirelli)

Mi sono arrivati i primi due, il terzo ancora no. C’ho pensato settimane prima di ordinarli poi, naturalmente, mi sono deciso. 92 euro a cofanetto su amazon.it

Una bella botta di questi tempi, ma potevo esimermi, io umile servitore del DARK LORD?

Speriamo che II mi arrivi in fretta, perché anche se ho già ascoltato il materiale bonus un mese fa (alla Warner di Milano per conto della rivista OUTSIDER che, vi ricordo, esce in questi giorni con i LZ in copertina) sono già tutto un tremore se penso a stasera: io, solo in casa (la groupie è fuori con Rick Wakeman), un bicchiere di SOUTHERN COMFORT on the rocks, Palmiro sulle ginocchia, davanti allo stereo con i nuovi dischetti sparati a palla.

LET THE MUSIC BE YOUR MASTER.

(broken english version)

I got the first two, I hope the third is on its way. I thought about it several weeks before ordering them then, of course, I decided to go for it. 92 euro per box thru amazon.it

A nice bump (as we say in Italy) these days since mala tempora currunt, but I could not avoid, after all I’m a humble servant of the DARK LORD.

Hopefully II will come quickly, because even though I’ve already listened to the bonus material a month ago (at Warner ooffices in Milan on behalf of the magazine OUTSIDER which, I remind you, is coming out these days with LZ on the cover) I am already shaking  when I think about tonight: I, alone in the house (the groupie is out with Rick Wakeman), a glass of SOUTHERN COMFORT on the rocks, Palmiro on my knees, in front of the Hi-fi system stereo with the new discs at top volume.

LET THE MUSIC BE YOUR MASTER.

Jimmy Page (photo Ross Halfin)

The Dark Lord (photo Ross Halfin)

 

 

LED ZEPPELIN Los Angeles Forum 03 June 1973: 41 years gone

3 Giu

Come ogni anno rendiamo grazia al DARK LORD per il concerto al FORUM di LOS ANGELS del 3 giugno 1973, a nostro avviso la sintesi perfetta della rappresentazione live dei LED ZEPPELIN.

As every year we give grace to the DARK LORD for the concert at the Forum in LOS ANGELS June 3, 1973, in our view, the perfect synthesis of live representation of LED ZEPPELIN.

JP LA 03-06-73

JP LA 03-06-73

WE WORSHIP JIMMY PAGE

 

OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.8 – July1987

29 Mag

Sciocchino come sempre, per l’intro coinvolgo mia madre; tra le cose raccontate in questo numero 8 la recensione del tour dei FIRM del 1986 a cura di una mia amica di allora, ELLE JOHNSON, i primi due dischi di MASON RUFFNER e la recensione che BEPPE RIVA fece sul numero 3 di METAL SHOCK del primo album della BAD COMPANY. 4 pagine in più rispetto ai numeri precedenti , in copertina una foto fatta da STEVE JONES, fan di Manchester, nel 1982 a casa Page e a centro rivista una foto di Page a Pistoia 1984 courtesy of LUCIANO VITI,  fotografo italiano col quale allora ero in ottimi rapporti.

 

0U JIMMY N8   001

PDF:

OH JIMMY N8

MISTY WARNER HOP

12 Mag

OUTSIDER di giugno avrà più di quaranta pagine dedicate ai LED ZEPPELIN; un lungo articolo di Giancarlo Trombetti a cui ho dato una sbirciata (l’inizio è davvero scoppiettante) e, tra le altre  cose, un adattamento della rock and roll fantasy IS JIMMY PAGE DEAD?, pubblicato a suo tempo sul blog. Lo ha voluto Giancarlo, lo ha avallato Max Stèfani e così il thriller ironico della mai premiata ditta Tirelli & Piccagliani finirà su una rivista seria. Sono ancora dubbioso… credo sia roba da blog di Tim Tirelli, ma se non altro non è  la solita brodaglia sui LZ che si legge sul 90% delle riviste di tutto il mondo. Naturalmente il numero di giugno avrà i LZ in cover vista l’imminente uscita delle prime deluxe edition…bisognerà dunque parlarne…ma come fare se non sono previste copie promozionali da inviare ai giornalisti e  se  il tutto è coperto dal massimo riserbo? Max organizza un incontro con chi gestisce le nuove uscite dei LZ alla Warner Italia e manda me ad ascoltare, appunto,  in anteprima il materiale bonus delle deluxe editions dei primi tre album dei LED ZEPPELIN.

Venerdì,  prima mattina. Prendo la groupie e m’imbarco su Italo alla stazione dell’alta velocità mediopadana di Regium Lepidi. In questa calda mattina di primavera l’Italia sembra un paese civile: l’ architettura meravigliosa della stazione (courtesy of Santiago Calatrava), la puntualità  che spacca il secondo del treno , il decollo verso i 300 km all’ora.

In questi casi un selfie (per quanto ormai insopportabili) può anche starci…

Selfy Tonk Train Blues - Tim & la groupie su Italo

Selfy Tonk Train Blues –
Tim & la groupie su Italo

In mezz’ora siamo a Milano Rogoredo,  peccato che per arrivare a Milano Porta Garibaldi non si possa andare veloci, altrimenti si arriverebbe nella città culla dell’umanità calcistica (triplete side of course) facendo giusto in tempo ad ascoltare STRAIGHT SHOOTER.

Bad Company Straight Shooter

Porta Garibaldi è la zona grattacieli: architetture moderne, verde, arredo urbano di pregio. Bella Milano da queste parti. Colazione in un baretto baciato dal sole, walking into Piazza della Repubblica e infine alla Warner. 9° piano, reception: “buongiorno, sono Tirelli per la rivista Outsider avrei un appuntamento con…“. Altro ascensore, badge elettronico, stretta di mano e sono in un ufficio ad ascoltare in cuffia i tre dischetti bonus delle prime deluxe edition dei LED ZEPPELIN…non ho le confezioni sottomano, i supporti che ascolto sono cdr. Saltello avanti indietro cercando di farmi un’idea del tenore dell’operazione. Naturalmente non entrerò nel dettaglio, almeno fino a quando non uscirà OUTSIDER di giugno, dirò solo…don’t expect too much.

Usciamo dalla Warner, cerco di pensare ad altro… che il polverone di emozioni sollevato si posi , che i pensieri abbiano il tempo di formarsi … sì giusto, ma c’è un certo assolo di Page che continuerà a svolazzarmi nella mente. Chiamo Doc, riusciamo ad organizzare qualcosa per pranzo nelle immediate vicinanze di Piazza Duomo. Bello ritrovarsi con l’avvocato di piombo e Brown Sugar…

Laying In The Sun in Milano: da sx a dx Doc, Timmy boy, Brown Sugar  (foto della groupie)

Laying In The Sun in Milano: da sx a dx Doc, Timmy boy, Brown Sugar
(foto della groupie)

Riesco anche a vedere LAROBY, una che è capitata nei paraggi del blog e non è più andata via e che da qualche anno è diventata amica mia e della groupie. Impiega 40 minuti per trovare un parcheggio, così abbiamo solo 5 minuti per raccontarci e fotografarci, naturalmente davanti alla SCALA (per il paradiso)…

Mi godo il resto del tempo twisting the afternoon away: sulle terrazze del Duomo a sfidare le vertigini, alla mostra di LEONARDO DA VINCI in Galleria, sorseggiando una lemonsoda in un assolato Corso Vittorio Emanuele.

Out On The Tiles at the Milano Dome (foto di TT)

Out On The Tiles at the Milano Dome (foto di TT)

Verso il tardo pomeriggio torniamo. Alle 19,40 siamo a Regium. Saluto Italo…

Groupie says goodbye to Italo Train (foto di TT)

Groupie says goodbye to Italo Train (foto di TT)

..la stazione Mediopadana …

Reggio Emilia - La Stazione MedioPadana dell'alta velocità (foto di Tim Tirelli)

Reggio Emilia – La Stazione MedioPadana dell’alta velocità (foto di Tim Tirelli)

Sabato mattina da Brian, sabato sera l’Inter che  saluta degnamente Capitan Zanetti affondando la Lazio 4 a 1. La prima bella partita dell’Inter della stagione…peccato sia la penultima. Mateo Kovacic spettacolare. Sky dedica il post partita alla festa che San Siro, la squadra e la società tributano a Zanetti che lascia il calcio giocato. Mi commuovo. Piango. L’INTER è una grande passione.

Mi asciugo le lacrime e mi metto a scrivere la recensione per OUTSIDER (devo correggere continuamente il nome della rivista, scrivo sempre Outrider…ma come son messo?). Ripenso alle parole che Max mi ha scritto la mattina “…scrivi quello che ti pare. Non dobbiamo niente a nessuno. Il nostro referente deve essere il lettore”, la mia considerazione per lui aumenta di una spanna. Finisco verso le 3.

Domenica mattina, colazione con THE WHITE ALBUM dei BEATLES. Rileggo l’articolo, lo mando a Stèfani. Vado da Brian. In macchina SAINTS & SINNERS degli WHITESNAKE, produzione un po’ geometrica e compressa ma il disco mi dà la giusta carica ugualmente …

Lo scrivo sempre, ma è così: ogni giorno Brian perde qualcosa ma si aggrappa a me come fossi il sole che lo mantiene in vita. Che tenerezza questo vecchio di 84 anni con l’alzheimer in forma grave che pur scivolando verso l’abisso ha un moto atavico di rifiuto, un fiotto ancestrale che lo tiene ancora con noi…o quasi…oggi mi ha chiesto “Tim, ma to pèder el ancòra al mond?” (Tuo padre è ancora al mondo?).

La domenica bene o male passa, Brian colora disegni, io tableteggio. Torno a Borgo Massenzio mentre il sole va giù, il cielo sembra bruciare sulla campagna e la mia anima prende fuoco…

Borgo Massenzio bound: the sky is burnin' (foto di TT)

Borgo Massenzio bound: the sky is burnin’ (foto di TT)

The sky is burnin’ I believe my soul’s on fire…

La groupie è allo stadio, ed è una festa: il SASSUOLO ne dà quattro al Genoa, si salva  e rimane in seria A. Neroverdi! Domani Stonecity sarà in festa. Domani già, sveglia alle 6…prelievo per la TAO di Brian…è già mezzanotte, mi chiedo come farò, oltre alla stanchezza sono anche dolorante alla gamba sinistra dopo la brutta caduta di due settimane fa, oggi zoppico vistosamente…mi scappa l’occhio sulla copertina del libro di MACCA che ho appena finito di leggere (MAN ON THE RUN – PMC IN THE 1970S)… farò, farò…sveglia all’alba, caffè corretto Southern Comfort e WITH A LITTLE LUCK porterò in porto un’altra giornata blues.

INTERVALLO – coppietta backstage al Monsters Of Rock 1990, Donington Park, UK

14 Apr

 

Patricia Ecker, Jimmy Page, James Patrick Pafe jr (con bambinaia)

Patricia Ecker & Jimmy Page

OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.6 – october 1986

11 Apr

Ottobre 1986, capitolo 6. Introduzione surreale dedicata ad uno dei miei autori preferiti, ITALO SVEVO, bianca di copertina courtesy opf DOM GIARDINI, in volta invece un disegno di FREDA HYATT, una fan inglese con cui ero in contatto a quei tempi. Di nuovo riflessioni sulla possibile reunion dei LZ (oggi sappiamo che nell’ottobre del 1986 era tutto morto da tempo), traduzione della intervista a PAGE apparsa nel luglio di quell’anno su GUITAR WORLD, articolo su PAUL RODGERS scritto da DAVID CLAYTON, responsabile della fanzine FREE APPRECIATION SOCIETY. Solita paginetta dedicata ai nuovi bootleg; alle prese con con le rehearsals del 1980, cado nell’errore di credere alle voci che circolavano allora, ovvero che si tratti di registrazioni fatte il 24 settembre 1980, giorno di ritrovo dei quattro zeppelin per la preparazione del tour americano di quell’anno (purtroppo mai avveratosi); come sappiamo (oggi) in realtà sono registrazioni di prove fatte dal gruppo nel maggio 1980 per il tour europeo di giugno/luglio. Recensioni extra LZ& Related nell’ultima pagina, troppo avaro il numero di i lughe per DAVID LEE ROTH e QUEEN, ad entrambi i dischi ne andava data almeno una in più.

OH JIMMY N6

 

PDF:

OH JIMMY N6

LED ZEPPELIN In Through The Out Door according to Tim Tirelli

21 Mar

Quante volte l’abbiamo pensato? Come sarebbe stato quell’album se al posto di quel pezzo ci fosse stato quella outtake fighissima? Se ad esempio, per rimaneree nel nostro mondo da teste di piombo, HEY HEY WHAT CAN I DO avesse chiuso LZIII invece di HATS OFF TO(ROY) HARPER, se il pezzo HOUSES OF THE HOLY avesse preso il posto di THE CRUNGE sull’album omonimo, ma soprattutto se DARLENE e WEARING AND TEARING fossero state preferite a SOUTH BOUND SAUREZ e HOT DOG nella songlist di ITTOD. L’ultimo album da studio dei LZ sarebbe stato davvero assai più dignitoso. Devo far presente che comunque è un album che amo moltissimo, che è stato l’unico album storico dei LZ che ho vissuto in diretta e che perciò riverso su di esso tutto il mio affetto giovanile, ma per la storia del rock e il casual fan non è che sia poi ‘sto capolavoro. Eppure, provate a sostituire SBS e HD con D e WAT e come per magia, tutto si fa più coerente, meno sfilacciato, più coeso.

Tim The Winter Album 2011

Ancora non capisco come abbiano potuto scegliere SBS e HD; d’accordo, era un periodo di confusione e di transizione, JONES e PLANT si erano trovati ad avere un potere che mai avevano sognato, ma SBS e HD sono due outtakes (seppur ottime) e non pezzi con la dignità da album (dei LZ). Per la verità anche DARLENE ha il respiro dell’outtakes, testo praticamente inesistente buttato lì giusto per finire il pezzo, esecuzione dell’assolo di chitarra non esattamente a fuoco (benché interessante e gradevolissimo), ma la performance è piena di vigore (seppur decadente) e di uno spirito boogie irresistibile che be si sposa con la copertina dell’album (ma d’altra parte anche SOUTH BOUND SUAREZ ha lo stesso sapore, quel misto di assenzio, rum e Southern Comfort), copertina che richiama alla mente New Orleans o quantomeno il sud degli States.

WEARING AND TEARING poi avrebbe rappresentato molto bene i LZ, seppur un po’ dimessi, nell’atto dell’attraversare il momento d’oro del punk inglese e il momento di transizione per la musica rock in quegli anni tribolati. E’ un rock durissimo, dai contenuti e dai ricami un po’ distanti dall’hard rock classico, scaltro e scarno e comunque ricco di buoni spunti musicali.

Come vedete dalla copertina qui sopra mi sono divertito a ridisegnare l’album, spinto dalle nuove deluxe edition di prossima uscita e dai confronti con Luca nei commenti dei post dedicati ad esse. Luca preferirebbe OZONE BABY rispetto a FOOL IN THE RAIN…ho provato pure quella combinazione, ma non mi convinceva appieno così, dopo un consulto con Picca, sono tornato all’idea iniziale. OZONE BABY mi piace parecchio, ma ha anch’essa la silhouette dell’outtake. Bel pezzo ma non memorabile, assolo di Page non del tutto convincente nell’esecuzione.

Ascoltando in macchina il cd in versione revisited mi diverto come un matto e finalmente godo di ITTOD in modo completo e definitivo. Certo che però la quinta bonus track mi mette scompiglio: è solo una isolated drum track, ma è relativa ad un pezzo mai sentito delle session di ITTOD appunto. Così cerco di immaginarmi il pezzo seguendo il drumming di JOHN HENRY BONHAM.  Speriamo che il DARK LORD la inserisca nel companion disc dell’ottavo disco da studio.

WE LOVE ITTOD!