Archivio | Led Zeppelin RSS feed for this section

LED ZEPPELIN “The Kings Of the Stone Age” (bootleg – 2013 Empress valley 3 cd – doctored by DADGAD) – TTTTT

12 Lug

ENGLISH TRANSLATION BELOW

TITLE: Led Zeppelin ” The King’s Of The Stone Age” February 13th, 1975 Nassau Coliseum, Uniondale, New York, USA

LABEL: Empress Valley (#EVSD 597/598/599, 507/508/509 & 166/167/168) / doctored by DADGAD

TYPE: soundboard

SOUND QUALITY: TTTTT

PERFORMANCE: TTTT+

ARTWORK: TTTT

BAND MOOD: TTTT

COLLECTION: TTTT

Led Zep the Kings Of The Stone Age Dadgad 2013 fronte

Nuovo capitolo, come dicevamo, della SOUNDBOARD REVOLUTION: The KING’S OF THE STONE AGE propone per la prima volta il soundboard del concerto dei LZ al NASSAU COLISEUM del 13 febbraio 1975. Per speculare sulla cosa la EMPRESS VALLEY come prima uscita ha previsto questo box set di 9 cd.I primi tre sono relativi alla nuova fonte soundboard della data del 13/02/75 al Nassau Coliseum, i cd 4/5/6 contengono la seconda serata del 14/02/75 sempre al Nassau Coliseum, sempre soundboard (e altro non sono che una copia di ST VALENTINE DAY’S MASSACRE, pubblicato tempo fa sempre dalla Empress Valley), i cd 7/8/9 infine contengono la registrazione audience del concerto del 13/02/75 (e altro non sono che una copia di FIGHTING BACK AT THE COLISEUM pubblicato parecchio tempo fa).

Parleremo solo dei primi tre cd, dunque di questo nuovo bel soundboard della data del 13 febbraio 1975. La versione che vi propongo è quella “medicata” da DADGAD, una ledhead italiana con grandi capacità di remastering (e non solo). Sembra infatti che la versione ufficiale della EMPRESS VALLEY sia brickwalled, cioè “murata”; questo significa più o meno che ogni onda sonora è stata pompata così tanto da oltrepassare la soglia 0.0, soglia oltre la quale il suono distorce e si contorce. DADGAD ha cercato di rimediare la cosa e la sua versione sembra essere davvero più morbida, rendendo l’ascolto assai piacevole.

Led Zeppelin The Kings Of The Stone Age DADGAD 2013 retro

Ho ascoltato il concerto due volte, magari esagero, ma oserei affermare che questa è la migliore registrazione soundboard del 1975 relativamente alla performance del gruppo. Al momento è davvero la mia preferita. PLANT è ancora alle prese con i noti problemi di voce del tour in questione, ma il chitarrismo PAGE per una volta è fluido e coerente; davvero una piacevole sorpresa.

Il disco uno fila via liscio, sebbene sia quello in cui PLANT fatichi di più; in TSRTS PAGE è davvero pulito e la band fila sicura come un treno lanciato a gran velocità. Anche in questa data PLANT presenta IN MY TIME OF DYING come primo pezzo tratto dal nuovo album PHYSICAL GRAFFITI…bizzarra questa cosa, SICK AGAIN è il secondo pezzo in scaletta…sembra che ROBERT non lo consideri come un brano del nuovo album (per l’epoca). In RAIN SONG e in KASHMIR la voce di RP inizia a scaldarsi, così diminuiscono le volte in cui sembra un vecchio galletto con la raucedine.

nassau75_ticketsfans

NO QUARTER è davvero buona, forse la band non raggiunge profondità siderali come in altri momenti del 1975, ma tutto è più preciso e a fuoco. Tra il minuto 12 e il 13 però si inizia comunque a volare alto; incredibile il disegno che JONES tiene con la pedaliera basso mentre con le mani suona cose mica semplici… che razza di musicista. L’assolo di chitarra di TRAMPLED UNDERFOOT non è ispiratissimo, ma dopo venti e più minuti di improvvisazione ispirata su NO QUARTER è comprensibile un certo svuotamento. Più preciso del solito PAGE in MOBY DICK. BONHAM è sempre BONHAM, in tutto il concerto.

JPJ & JP al nassau Coliseum 13 feb 1975

JPJ & JP al nassau Coliseum 13 feb 1975

Non male RP nel disco due con la voce; anzi mi piace davvero. Avrò anche ascoltato troppi bootleg dei LZ, ma quella voce un po’ sfibrata, stanca, rauca e sempre sul punto di spezzarsi ha un fascino particolare, una vibrazione che rimanda a vicende di vita vissuta, una colorazione sofferta che ti arriva all’anima, e allora ti scaldi e ti emozioni, come quando vedi un calciatore di 40anni (magari con una maglietta nerazzurra) fare una sgroppata sulla fascia destra scartando avversari su avversari e lasciare partire un bel cross (su cui magari un connazionale dai lineamenti principeschi poi insacca in rete).

ny75_promo

DAZED AND CONFUSED: 41 minuti di musica tenebrosa, profonda, completa. PAGE di nuovo pulitissimo durante l’arpeggio di SAN FRANCISCO, poi – dopo il momento con l’archetto – a capofitto nelle acque torbide. Scariche elettriche, fulmini e sette, visioni dell’inferno…come puo’ un chitarrista mantenere il livello delle improvvisazioni così alto una sera dopo l’altra rimane un mistero. Page produttore, compositore, visionario…è vero..ma Page soprattutto chitarrista solista, senza eguali nel mondo del Rock.

Nassau Coliseum - arena dell'aera di New York che negli anni settanta poteva ospitare 15.ooo spettatori.

Nassau Coliseum – arena dell’aera di New York che negli anni settanta poteva ospitare 15.ooo spettatori.

La parte finale del concerto è altrettanto a fuoco e ben riuscita, cosa piuttosto strana per i LZ del periodo “orizzonti perduti”. Molto buona STAIRWAY (magari l’assolo di PAGE non il massimo in fatto di ispirazione ma è ben suonato) e ottime WHOLE LOTTA LOVE e BLACK DOG. La sezione di collegamento tra i due pezzi col theremin su ritmo funk è a tratti irresistibile. Curioso come PAGE pasticci sempre l’inizio di WLL. Il riff come sappiamo all’apparenza è semplice, riuscire a renderlo appieno però credo sia difficile, non ho mai, e ripeto mai, sentito qualcuno farlo dal vivo in maniera convincente. Sono solo tre note, posizione chitarristica semplice, eppure manca sempre qualcosa. Certo ci si aspetterebbe che PAGE, l’ideatore, lo suonasse bene, ma…nemmeno lui è capace di darne una versione convincente. Riff maledetto.

COMMUNICATION BREAKDOWN come bis finale suonato insieme a RON WOOD: qualche accordo sbagliato, un po’ di confusione ma tutto sommato una buona versione. WOOD negli anni 1974 e 75 era al massimo delle sue capacità, i suoi interventi dunque sono discreti e ben si amalgamo al pezzo.

JP, Ron Wood e Peter Grant - New York febbraio 1975

JP, Ron Wood e Peter Grant – New York febbraio 1975

Confermo la mia impressione iniziale: questo del 13 febbraio è – ad oggi – il mio bootleg preferito del tour americano del 1975.

ENGLISH TRANSLATION

New chapter of the SOUNDBOARD REVOLUTION: THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE offers for the first time the soundboard recording of the LZ concert at NASSAU COLISUEM on February 13 1975. First out of the gate from the Japanese bootleg labels, EMPRESS VALLEY releases as the first edition a 9 cd box set. The first three cds have the soundboard recording of the Feb 13 show, cds 4/5/6 contains the soundboard recording of the second date (feb 14) at Nassau Coliseum (and are a copy of the bootleg ST VALENTINE DAY’S MASSACRE released by EVSD time ago), cds 7/8/9 offer the audience recording of the Feb 13 concert (they are a copy of the bootleg FIGHTING BACK AT THE COLISEUM).

We will discuss only the first three cds and focus on this new beautiful soundboard recording of the feb 13 concert. I recommend that you seek out the edited version by DADGAD, a famous Italian ledhead with remastering skills.The EVSD title is brickwalled, which means that they pumped every sound wave over the 0.0 point. Beyond that point the sound begins to distort and it twists and turns. The DADGAD fellow tried to remedy this situation, and his version sounds smoother and much more friendly on the ears.

I have listened to the show twice and have to say that it is probably my favorite 1975 performance among the other soundboards from this tour. PLANT is still getting stuck in the mud with his vox problems of the 1975 American tour, but PAGE guitar playing is – this time – fluid and coherent; a really pleasant surprise. Disc one rolls along well, even though it’s the one where PLANT struggles the most with his voice. During TSRTS PAGE is clean and the band is like a high speed train. Also here PLANT introduces IN MY TIME OF DYING as the first song from the new album, maybe he does not consider SICK AGAIN a PG track. In RAIN SONG and KASHMIR ROBERT’s voice is more warm.

NO QUARTER is very good. Perhaps the band does not reach the surreal depth of other 1975 American Tour moments, but everything is precise and in focus. Between minutes 12 and 13 you start to fly high anyway; the pattern that JPJ keeps with his feet on the pedal bass while playing another part with his hands is not easy…what a musician. The guitar solo in TRAMPLED UF is not very inspired, but after 20 minutes of guitar improvisation in NO QUARTER, it is understandable. PAGE is more precise than usual during MOBY DICK. BONHAM is always BONHAM during the whole show.

Not bad at all RP on disc two, or rather I must say I like him very much. Maybe I have listened to too many LZ bootlegs, but that voice when it is tired, hoarse and always near to break down point has a particular charm.. It has a vibe taken from real life, a deeply-felt hue that hits your soul, so you get emotions just like when you see a 40-years old footballer doing a sprint along the pitch and then kicks the ball with a cross that reaches the forward player with the features of a prince who will hit the ball with his head for another beautiful goal (FC Inter reference).

DAZED AND CONFUSED: 41 minutes of gloomy, deep and complete music. PAGE is very clean again during the SAN FRANCISCO arpeggio, then – after the Violin Bow section – heads down again into the turbulent waters. Electric hail, thunder and lightning, visions of hell…how a guitar player can maintain the level of improvisations so high night after night is a mystery to me. Page producer, composer, visionary…yeah, that’s true but also, first of all, lead guitarist, like no other in rock music. The final part of the show is well done too, and it happens far too infrequently with LZ of the “lost horizons” era. STAIRWAY is very good, (maybe the PAGE solo is not too inspired butit is well played) and WLL and BLACK DOG are very good.. The link between the two songs with theremin and the funk groove is irresistible in some moments.

It’s curious how PAGE often mess about with the WLL intro riff. It’s a simple riff from appearances but I believe that it’s not easy to make it work in a live situation. I have never seen anybody play that riff in a convincing way. It’s just a three note riff, easy guitar position, but something is always missing. Sure, you’d expect PAGE – the creator – would play it in the right way but even he is incapable of delivering a convincing version. A cursed riff.

COMMUNICATION B is the final encore starring RON WOOD. It’s a jam session…some wrong chords, a bit of confusion but in the end a nice version. In the mid seventies WOOD was at his zenith, and his participation is good.

I confirm my first impression: this is my fave bootleg of the 1975 American return tour od LED ZEPPELIN.

English translation by Tim Tirelli

English medication by Billy McCue (eye thank yew, man)

Intervallo: ROBERT PLANT & HEART – England 1982

13 Giu

Robert Plant & Heart - England 1982

Ann and Nancy with Robert Plant – This photo was taken just after Heart’s last show on their Private Audition European Tour 1982. — The National Bowl,Milton Keynes, England

THE 1973 LED ZEPPELIN BOOTLEG YOU MUST HAVE

10 Giu
A commento del post del 3 giugno a proposito del 40esimo anniversario di uno dei concerti più entusiasmanti dei LED ZEPPELIN, il 7 giugno BACCIO scriveva:“Beh, a questo punto Tim facci un elenco dei bootleg da avere del 1973 e così ci fai contenti tutti!”
.

Così, un po’ per divertirmi, un po’ per fare cosa gradita alle teste di piombo che frequentano il blog, mi son deciso a fare un elenco dei 12 bootleg dei LZ relativi al tour del 1973 che penso valga la pena avere. Ho dato la priorità alla qualità audio, son quasi tutti soundboard dunque, con poche eccezioni tipo LOS ANGELES 3/6/73 che per me è il miglior concerto dei LZ sotto i vari punti di vista e OFFENBURG 24/03/1973 che è un concerto incredibile. Per avere una visione completa ho cercato di coprire tutto il periodo del tour, da gennaio a luglio. Il concerto di SOUTHAMPTON l’ho incluso per la qualità audio, che è davvero stellare. Non è un semplice soundboard, trattasi infatti di un rough mix fatto da Kevin Shirley su nastri multitraccia. La performance non è male, ma non è certo una delle migliori del 1973. Quattro le date tedesche… e come poteva essere altrimenti: in quel marzo il gruppo era probabilmente al suo zenit seppur con PLANT non più devastante come l’anno precedente. Sentitevi la parte soundboard di AMBURGO e mi saprete dire. Semplicemente inarrestabili e pieni di energia. Le date americane hanno però quel colore e quella luce che in nessuna altra parte del mondo hanno brillato in maniera così netta. Diversi titoli sono relativi a rimasterizzazioni e produzioni fatte da fan con capacità particolari e sono dunque CDR e non silver. Va bene, non mi dilungo oltre.

TIM TIRELLI’S LIST

  • 15/01/1973 STOKE, Trentham Garden, ASCENSION IN THE WANE – GOOVIN’ IN THE GARDEN (Godfather), 2cd, SDB, sound quality 4,5, performance 4,5

LZ ascension in the wane

  • 22/01/1973 SOUTHAMPTON, The Old Refectory, ASCENSION IN THE WANE – THE BLACK HOLE OF CALCUTTA (Godfather), 2cd, Multitrack Recording Rough Mix, soundquality 5+, performance 4

LZ The black hole of calcutta

  • 16/03/1973 VIENNA, Stadhalle, DANKE WIENNA (Winston Remaster 2004), 2cd, SDB, sound quality 4,5, performance 5

LZ Danke Vienna

  • 21/03/1973 HAMBURG, Musikhalle. LEGENDARY NIGHT IN HAMBURG (Winston Remaster 2006), 2cd, SDB+AUD, sound quality 5/3, performance 5+

legendary_night_

  • 22/03/1973 ESSEN, GRACIAS (Empress Valley 2004) 2cd, SDB+AUD, sound quality 5/3, performance 5

gracias_f

  • 24/03/1973 OFFENBURG, Ortenauhalle, A LITTLE BIT OF WARM (Eddie Edwards productions), 2cd, AUD, sound quality 4, performance 5+

little_bit_warm_f

  • 13/05/1973 MOBILE, Auditorium, no title (Thson-Joel-Acapulcogold remaster), 2cd, SDB, sound quality 5, performance 4,5
  • 14/05/2013 NEW ORLEANS, Municipal Auditorium, THE WITCH QUEEN (Tarantura 2007), 3cd, SDB, sound quality 5-, performance 4,5

witch_queen_inner1_front1

  • 19/05/1973 FORTH WORTH, MR SOUNDMAN (Winston Remaster 2005), 2cd, SDB, sound quality 5, performance 4,5

fort_worth_f

  • 31/05/2013 LOS ANGELES, Inglewood Forum, BONZO’S BIRTHDAY PARTY (Multicam project 2013),  3cd, SDB, sound quality 5-, performance 5

LZ 31 may 1973 - 2013 remaster

  • 03/06/2013 LOS ANGELES, Inglewood Forum, WIPE WITH A ROLLING STONE (Winston Remaster 2005),  3cd, SDB, sound quality 4-, performance 5+

LZ Wipe witha rolling stone

  • 17/07/1973 SEATTLE, Center Coliseum, SEATTLE 17/07/1973  (Winston Remaster 2004),  3cd, SDB, sound quality 4, performance 5

Seattle 17-07-73 a

Per non farci mancare nulla ho chiesto un consulenza ad AMDUSCIA, altro illustre studioso italiano della materia ZEPPELIN. Specializzato nell’analisi delle registrazioni live, AMDUSCIA si è basato solo sui “silver”, ovvero bootleg originali, quelli stampati dalle etichette insomma. Visti i buoni rapporti esistenti, non si è limitato solo a dare un giudizio ma ha stilato anch’egli la lista con i suoi 12 concerti preferiti del 1973, che riporto qui sotto. Per questo lo ringraziamo sentitamente.

AMDUSCIA ‘S LIST

There’s So Much More Sound To Hear – 2cd by Empress Valley (#EVSD 321/322)

July 21th, 1973
Civic Center, Providence, Rhode Island, USA
Sound quality: ***1/2
Performance: *****

.

Performed Live In Seattle – 3cd by Tarantura (#TCD-76-1,2,3)

July 17th, 1973
Seattle Center Coliseum, Seattle, Washington, USA
Sound quality: ****1/2
Performance: *****

.

Detroit Rock City 1973 – 3cd by Graf Zeppelin (#LZSC-010A/B/C)

July 12th, 1973
Cobo Hall, Detroit, Michigan, USA
Sound quality: ***
Performance: *****

.

Three Days After – 6cd by Empress Valley (#EVSD 434/435/436)

June 3rd, 1973
The Forum, Inglewood, California, USA
Sound quality: ***
Performance: *****

.

I’m With The Band – 2cd by Tarantura (#TCD-35-1,2)

May 19th, 1973
Tarrant County Convention Center, Fort Worth, Texas, USA
Sound quality: ****1/2
Performance: ****1/2

.

The Witch Queen – 6cd by Tarantura (#TCD-60,61)

May 14th, 1973
Municipal Auditorium, New Orleans, Louisiana, USA
Sound quality: (audience source) ***1/2; (soundboard source) ****1/2
Performance: ****

.

Goin’ Mobile – 2cd by Midas Touch (#61921/2)

May 13th, 1973
The Auditorium, Mobile, Alabama, USA
Sound quality: ****1/2
Performance: *****

.

Not Warm, It’s Hot – 3cd by TDOLZ (#972001/02/03)

March 24th, 1973
Orthenauhalle, Offenburg, Germany
Sound quality: ***1/2
Performance: *****

.

Pure Percy – 2cd by Flagge (#3171973-1/2)

March 17th, 1973
Olympiahalle, Munich, Germany
Sound quality: ***1/2
Performance: *****

.

The Matrix Leded – 2cd by Tarantura (#TCD-29)

March 16th, 1973
Stadthalle, Vienna, Austria
Sound quality:
 (audiences) ***1/2; (soundboard) ****
Performance: *****

.

Live At Southampton University Working Tapes – 2cd by Empress Valley (#EVSD 493/494)
January 22nd, 1973
Southampton University, Southampton, England, UK
Sound quality: *****
Performance: ****

.

Soul Brothers – 2cd by Tarantura (#TCD-37-1,2)

January 15th, 1973
Trentham Gardens, Stoke, England, UK
Sound quality: ****1/2
Performance: ****1/2

 

LED ZEPPELIN Los Angeles Forum 3 giugno1973…40esimo anniversario.

3 Giu
LZ LA Forum 3-6-1973

LZ LA Forum 3-6-1973

40 anni fa il concerto dei LZ a cui – più di tutti – avrei voluto partecipare. Il primo bootleg dei LZ di cui ho il preciso ricordo, ascoltato nel settembre del 1979 insieme a Massimo e Lencio, i miei amici ledheads che frequentavo allora. Non è che la performance dei LZ sia perfetta, immacolata e migliore di altre (sto parlando del periodo d’oro 1969-73 naturalmente), ma il groove della città americana più amata dal gruppo, in quella speciale serata pompò il goodtime feeling nelle anime dei quattro musicisti e il risultato fu una serata elettrizzante i cui riflessi si sentirono nella musica, musica piena di ossimori: pesante e leggera, frivola e drammatica, misteriosa e solare. Quella sera l’essenza dei LED ZEPPELIN la poteva cogliere chiunque. Di quella data esiste un bootleg, l’ormai leggendario THREE DAYS AFTER (riferimento al BONZO’S BIRTHDAY PARTY, il concerto di tre giorni prima sempre al Forum di LA). Buona registrazione audience che pur non essendo ottimale cattura benissimo il mood di quella notte. Oggi il mio pensiero va a quel concerto, a quella epopea della musica rock, a quel preciso momento storico in cui la musica che amiamo così tanto raggiunse le stelle, prima di essere risucchiata dai vortici dei buchi neri del business, delle droghe pesanti, della fine inevitabile di tutte le cose che accadono in questa vita. Niente malinconie però, questa è una celebrazione…in alto i calici, brindiamo ai LED ZEPPELIN del 3 giugno 1973, brindiamo alle cose bella della vita, brindiamo alla musica rock che così tanto ancora ci fa bollire il sangue. VIVA I LED ZEPPELIN.

lz-three-days-after

JP LA Forum 3-6-73

JP LA Forum 3-6-73

Intervallo: BAD COMPANY…è proprio il caso di dirlo…

2 Giu

Bella questa foto, scattata in occasione della uscita dell’album THE SUMMIT (1979) a favore di un ente di beneficenza (THE YEAR OF THE CHILD)  che si occupava di bambini ammalati e disabili.

L’album conteneva CANDY STORE ROCK dei LZ, ROCK AND ROLL FANTASY della BAD COMPANY e altre canzoni di ELO, Wings, Gerry Rafferty, Dire Straits, Eric Clapton, Elton John, Cliff Richard, Supertramp, Thin Lizzy, YES and Pink Floyd.

 Left to right back Boz Burrell, Scott Gorham, Eric Clapton, Robert Plant, Mik Kaminski, Pick Withers, Brian Downey, John Illsley, Mark Knopfler, David Knopfler. front Row. Paul Rodgers, Simon Kirke, Mick Ralphs, Phil Lynott

Left to right back Boz Burrell, Scott Gorham, Eric Clapton, Robert Plant, Mik Kaminski, Pick Withers, Brian Downey, John Illsley, Mark Knopfler, David Knopfler. front Row. Paul Rodgers, Simon Kirke, Mick Ralphs, Phil Lynott

 

 

Intervallo: WINGS 1976 tour (backstage with JOHN HENRY BONHAM)

31 Mag

Oggi sarebbe stato il 65esimo compleanno di JOHN BONHAM. Non mi piacciono molto le celebrazioni postume di compleanni che si vedono continuamente su facebook ad esempio, tuttavia nel districarmi tra i vari tributi, sono incappato in questo clip….BONHAM appare solo per pochissimi secondi, ma mi va di ricordarlo così invece che col solito clip preso da TSRTS. Inoltre il filmato è un interessante mini documentario del tour del 1976 degli WINGS, gruppo che qui sopra amiamo in parecchi.

Tra il minuto 3:30 e 5:33.

Intervallo: ROY WOOD “Keep Your Hands On The Wheels (1979) feat. JOHN BONHAM

15 Mag

images (1) images (7) Roy Wood - On The Road Again - Back Roy Wood - On The Road Again - Front tumblr_m5xtcfWeU31qk1xt4o1_500

Non siamo i soli a disquisire sull’accidia musicale di JIMMY PAGE

2 Mag

http://www.stuff.co.nz/entertainment/blogs/blog-on-the-tracks/8607098/The-homily-of-Jimmy-Page

(Grazie a Bill McCue & Tommy Gamard)

JP in metropolitana a NY - foto di Ross Halfin

JP in metropolitana a NY – foto di Ross Halfin

La prima volta: LED ZEPPELIN “The Song Remains The Same”…il film

29 Apr

TSRTS Poster

Picca (come leggerete più sotto) ipotizza fosse il 1977, io credo invece fosse il 1978 (giugno) perché la compagnia di ragazzi amanti della musica rock che ero solito lambire, diceva che mentre andavano a Modena a vedere il film per la prima volta non c’era nessuno per strada, perché stava giocando l’Italia ai mondiali (Argentina ’78). Comunque sia, la prima volta me la persi. Il mio debutto avvenne in un cinemino un po’ sfigato di Castelfranco Emilia nel novembre del 1978. Era un sabato sera, c’era nebbia, ed io Massimo e Lencio ci facemmo accompagnare dal padre di Massimo, nessuno di noi aveva la patente. Mi par di ricordare che Massimo lo avesse già visto, ma era comunque eccitatissimo.

Cinemino di seconda fascia, buio, umidità, odore di muffa, poltroncine scomode, impianto audio scarsino. Chiacchiere in libertà con Massimo e Lencio, poi le flebili luci che si spengono, il fascio di polvere d’oro che va dal proiettore allo schermo… lo spioncino di una cancello che si apre, gangster che si apprestano a colpire….riconosco PETER GRANT e forse RICHARD COLE…mitra che sparano, teste che cadono in modo buffissimo, poi JOHN BONHAM sul trattore, PLANT vicino ad un ruscello con la famiglia, JONES che racconta favole alle figlie, PAGE con gli occhi rossi a bordo del laghetto della sua villa di PLUMPTON mentre suona la ghironda. Poi ecco New York, il gruppo in macchina, il Madison Square Garden; l’eccitato brusio della folle e flash… ecco i LED ZEPPELIN dal vivo. Cazzo. Ripresi da dietro, poi dal davanti. Pubblico in delirio sin da subito, specchi dietro al palco. JIMMY PAGE fighissimo col vestitino con stelle, lustrini, spalline, ROBERT PLANT che incarna a petto scoperto il prototipo del cantante hard rock un po’ hippie, BONHAM e JONES lì dietro.

 

Wow, che inizio. Che botta di vita, di rock sgargiante e  colorato. Rimasi immerso per due ore in quel mondo che finalmente toccavo quasi con mano. Il rock mi entrava in circolo, la vibrazione misteriosa dei LED ZEPPELIN mi attraversava da capo a piedi…rapito, godevo di quella musica che ritenevo (e ritengo) sublime.

Poco dopo stacco su un break chitarristico di PAGE (non sapevo ancora che in origine era il link che collegava MISTY MOUNTAIN HOP al pezzo che preferisco in assoluto), note che fluttuano nello spazio del MADISON SQUARE GARDEN e che sembrano incepparsi mentre si sciolgono sull’entrata di BONHAM e di JONES alla pedaliera basso. SINCE I’VE BEEN LOVING YOU nell’arrangiamento del 1973 mi colpì subito. Da quel momento diventò il mio pezzo musicale favorito. Le note della chitarra, la tensione creata dal gruppo, il sentimento che ci mette PLANT…che spettacolo. Ho ancora i brividi.

 

L’incredibile lavoro sulla 12 corde del pezzo che dava il titolo al film e la sequenza medioevale di PLANT sulle dolci note di RAIN SONG.

Avrei ripetuto quell’esperienza altre 12 volte in cinemini di periferia che inserivano il film nel cartellone del giovedì sera dedicato ai film musicali. Peregrinando tra le province di Ferrara, Modena e Reggio, ci facevamo accompagnare dai genitori di qualcuno, anche con neve e ghiaccio sulle strade, e ogni volta si ripeteva il rito. Cinema strapieni, atteggiamenti da concerto rock, applausi, il perdersi liberamente su quell’aria sonora, la sensazione di far parte di una setta di fortunati.

NO QUARTER, con quelle ombre che lasciavano intravedere mondi misteriosi che l’assolo di JP poi ti faceva vivere veramente…DAZED and CONFUSED con ancora un PAGE sensazionale (per 26 minuti e più), con quell’archetto di violino che sfregava direttamente sulle nostre giovani anime…STAIRWAY TO HEAVEN con ricami aggiuntivi, con quelle frasette live di ROBERT PLANT, con quel magnifico assolo…BOOGIE MAMA, l’intermezzo blues e boogie di WHOLE LOTTA LOVE che mi sembrava una delle cose più irresistibili che avessi mai ascoltato.

Infine i ragazzi che salgono la scaletta che li porta all’aereo, lo “Starship”, con la sua bella scritta LED ZEPPELIN e la versione da studio di STH che funge da sottofondo ai titoli di coda.

Poi arrivarono le VHS, i videoregistratori, i divudi e i bluray, e la nuova discutibile versione con edit diversi dagli originali e con qualche pezzo in più. TSRTS lì a portata di mano, che tiri fuori solo quando i ragazzi vengono a trovarti e insieme a RIFF insceniamo la scenetta per far vedere per l’ennesima volta il film a JAYPEE.

Ma quando ti capita di rivederlo per caso, ti metti lì davanti allo schermo incapace di fare altro.

Per me TSRTS è il più bel live della storia della musica rock. No contest.

 

TSRTS Cover

TSRTS LP back

TSRTS – La prima volta di Paolo Barone:

La notizia che il film dei Led Zeppelin sarebbe stato proiettato per un solo giorno in un cinema di Roma creo’ un gran fermento. Se ne parlava ormai da giorni, complice anche il Messaggero, quotidiano della capitale, che aveva dato l’annuncio nelle sue pagine dedicate a spettacoli e cultura. Tutti, ma dico tutti, stavano facendo piani per andare: Hippies, metallari, rockers di varia natura. Persino qualche punk e i duri dell’Autonomia stavano organizzando macchine, motorini e carovane. Io e i miei amici decidemmo di andare in autobus. Si trattava di un percorso lungo, avremmo praticamente attraversato la citta’, quasi da un capo all’altro, ma la cosa certo non ci scoraggiava, anzi, per loro questo ed altro. Il fatto e’ che i Led Zeppelin si erano ormai sciolti, non esisteva altro  modo quindi per poterli vedere dal vivo e, come tutti sanno, pur avendo un gran seguito nel nostro paese, avevano suonato una sola travagliatissima volta a Milano, nel ’71 notte dei tempi per noi. E cosi, dopo lunga e trepidante attesa arrivo’ finalmente il gran giorno. Il lungo viaggio in autobus, con un paio di cambi di linea ando’ via veloce e giunti alla fermata prossima al cinema ci rendemmo subito conto che qualcosa di straordinario stava accadendo. Da tutte le strade, una folla festosa di persone arrivava verso il cinema. Come a un vero e proprio concerto rock. C’era chi si cercava, chi spingeva, chi raccontava di aver gia’ visto parte del film, chi addirittura diceva di averli visti dal vivo a Zurigo o in qualche altro posto. E tutti cercavano in un modo o nell’altro di entrare nel cinema, dove con decisione saggia e molto romana, ormai i gestori non andavano piu’ tanto per il sottile, si prendevano i soldi del biglietto, e lasciavano che dentro e fuori del cinema la gente si auto organizzasse come meglio credeva.  Io e i miei, complice l’entusiasmo e un po’ di incoscienza, riuscimmo a sgattaiolare veloci in una selva di gambe, braccia, capelli e corpi, urlando i nostri nomi per non perderci nei vortici umani. E poi, superata un ultima tenda, il buio, e i Led Zeppelin sullo schermo! Cazzo, erano proprio loro…

L’audio del cinema era fantastico, una potenza niente male sparata da grosse casse tipo quelle dei concerti posizionate ai lati dello schermo, non c’e’ che dire, avevano fatto le cose alla grande per l’occasione. Eravamo assolutamente affascinati, confusi, non sapevamo dove guardare o dove andarci a piazzare. lo schermo proiettava un caleidoscopio di immagini e suoni, mentre nel cinema succedeva di tutto. Gente ovunque, in piedi, seduta, sdraiata, accampata, chi ballava, chi cantava, chi chiamava i musicisti sullo schermo come se potessero sentirli davvero…Chi beveva, chi fumava, chi rollava canne colossali…insomma era come se fossimo tutti ad un concerto e non nella sala di un cinema! Il film veniva proiettato quattro volte quel giorno, dal primo pomeriggio a notte inoltrata, il che contribuiva a creare una situazione ulteriormente dinamica: C’erano sempre gruppi di persone che entravano, uscivano, rientravano, si spostavano, insomma, per una volta il concetto di visione cinematografica fu completamente stravolto per diventare altro, non era un film, non era un concerto, non era una festa, ma era tutte queste cose allo stesso tempo, mentre il cinema era diventato una zona temporaneamente autonoma dal resto della citta’ e dalle sue regole.  Forse per una volta i Led Zeppelin erano riusciti a catalizzare un esperienza multimediale e interattiva, come Andy Warhol aveva sempre cercato di fare. Io da parte mia, ero al settimo cielo, perso in questa esperienza totalizzante…

Ce ne tornammo a casa con gli ultimi bus, attraversando la citta’ ignara e silenziosa. Era l’inverno 1981-82 e  The Song Remains The Same sarebbe riaffiorato negli anni a venire in mille ricordi e suggestioni. Mi sarei ritrovato innumerevoli volte immerso nell’atmosfera del film, magari mentre meno me lo sarei aspettato: attraversando campagne assolate, guardando rovine, fermandomi sulla riva dell’acqua. Passando in macchina i ponti di NYC nel sole del primo mattino dopo una notte passata insonne a guidare, o solo con me stesso frugando a casaccio nei cassetti della memoria. (Paolo Barone ©2012)

TSRTS Page

TSRTS – La prima volta di Stefano Piccagliani:

Modena, Cinema Olimpia. The Song Remains the Same. Un pomeriggio come tanti (cos’era Tim? Il ’77?) che diventò un pomeriggio unico. Incomprensibili sequenze di gangster nella campagna inglese. Colpi di mitra. Un lupo mannaro. Mi piacevano le cose incomprensibili da ragazzino. Ti costringevano a pensare. Quando cazzo inizia il concerto?

I ragazzi della band scendono da un aereo. Ridacchiano. Appuntarsi sul taccuino: anche io un giorno scenderò dal mio aereo ridacchiando.Limousine. Bron Y Aur, bucolica e antichissima, a sottolineare lo skyline di Manhattan. Mistero.

Luci spente, brusio di folla tesa, flash. Una voce rude vomita un ‘awright…let’s go!’. Rock ‘n Roll. Ecco: l’impatto dell’immagine di Plant, Jones, Bonham e Page ripresi da dietro all’attacco di RnR con il pubblico che si squaglia di eccitazione sullo sfondo rimarrà con me per sempre, si incastonerà nella mia incredula corteccia celebrale, nel mio petto palpitante, nella mia miserabile zona genitale. Il Big Bang insomma.

Le ragazze sono prevedibilmente dalla parte del Golden God e dei suoi riccioli da eroe epico e del suo per nulla miserabile pacco dono, ma noi maschietti ci innamoriamo subito (anche carnalmente, si può dire una buona volta?) del fascino di Jimmy Page e della sua virilità tutta carismatica, magrissimo, glabro ed efebico, con quelle mani prodigiose e bellissime su cui si concentrano i nostri occhi pieni di musica.

Le canzoni si susseguono alle meravigliose  sequenze fantastiche: Plant romantico uscito da Tolkien, Jimmy tenebroso e terribile, Jonesy gotico da film Hammer e Bonzo coi suoi home movies che ci ricorda che in fondo it’s life and life only, come diceva Dylan.

Di lì a poco arriverà il cinismo nichilista punk  coi suoi teppistelli a scaracchiare sulle vanitose e pretenziose manie di grandezza dei dinosauri del rock. Missione fallita, a 35 anni di distanza. A proposito di cinismo, Peter Grant ci dà un assaggio, per nulla richiesto e quindi sincero, di cosa sia in realtà un backstage di concerto rock. Scazzi coi promoters, bootleggers da inseguire, t-shirts farlocche, rapine da cassette di sicurezza, poliziotti in balìa di orde di fans. Altro che sequenze fantastiche: TSRTS è un Report sulla vita on the road.

Rain Song è complicata e bellissima. No Quarter fa deliziosamente paura. Since I’ve Been Loving You è l’incrocio deve si incontra il blues tra Clarksdale, Chicago, Memphis e la Boleskine house. Stairway è già un mostro. La doppio manico che si sdoppia. Moby Dick permette un salto al bar per un’ altra razione di pop corn. Whole lotta Love che rivela che i Led Zep forse sono sempre stati un gruppo funky. L’archetto del violino in Dazed and Confused è un sortilegio che riesce ancora oggi: il boato dell’Arena 02 nel 2007 lo testimonia

Entrai al cinema bambino e uscii rocchettaro. Per sempre.

E’ di queste cose che si nutrono i sogni. Dopo 35 anni, mi devo ancora svegliare. (Stefano Piccagoliani ©2012)

TSRTS Jimmy Page archetto

TSRTS – La prima volta di Giancarlo Trombetti: 

” Ricordo che quando ero ragazzotto le cose, tutto, da noi, arrivava con un colpevole ritardo. I dischi, se non te li beccavi di importazione e non erano distribuiti da quel magico nome che fu Ricordi – che massacrava le copertine per risparmiare ma almeno ti distribuiva oltre la metà del cibo degli Dei – i dischi, dicevo,  li potevi avere quando l’artista pubblicava il successivo o era già morto, i libri se non te li cercavi in qualche rara illuminata libreria li saltavi a piè pari ed i film…mah…quelli di cartellone andavano alla stagione successiva, mentre quelli, pochi, di non primario cartellone o peggio ancora musicali, non li vedevi mai. Internet, ovviamente, non esisteva, i giornali, quelli veri, erano rarissimi e costosi (ho da poco ritrovato alcuni Melody Maker del 1972 e costavano 500 lire quando un 33 ne costava 2700/3000 !), radio e tv erano fonti inattendibili al 90%. Uccellini amari, amarissimi. Così, quando nel 1976 un probabilmente avvinazzato gestore di sale cinematografiche locali propose ben tre film “musicali” in rapida sequenza, mi parve di essere stato catapultato nella San Francisco dei bei tempi dell’uragano di Haight-Ashbury. Verso il dicembre di quell’anno, credo proprio di non sbagliare, vidi per la prima volta “Woodstock, The Movie”, unendo finalmente le immagini al sonoro che mi accompagnava da quando la mia prima, vera fidanzata me ne aveva regalato il triplo album, vidi “Live at Pompei” dei Pink Floyd restandone abbagliato per semplicità e fascino e vidi per la prima volta i miei Led Zeppelin al Madison Square Garden. Devo ammettere che sentir pronunciare quelle mitologiche tre parole finali da Plant (“New York…goodnight…”) mi aveva sempre sconvolto nei miei sogni giovanili : per quanto banali ed inevitabili quelle parole, a mio parere poter dare la buonanotte alla Città “che non dorme mai” era un sogno che non si sarebbe mai realizzato per il 99,9% dei bipedi umani e dunque, meravigliosamente affascinante ma…non ero lì per quello in quella settimana dispendiosissima per le mie finanze: ero lì per vedere Plant muoversi, per vedere Bonham contorcersi sulla batteria, per capire se Paul Jones si commuovesse su quelle linee di basso e per veder prendere vita alle foto di Page con quella chitarra a doppio manico in mano.

Anche senza sonoro, credo, avrei comunque goduto come un riccio. Ma il sonoro c’era. Scadente e mono, distorto e privo di dinamica – ricordo che quelle casse messe ai lati del palco in Woodstock erano riuscite a far meglio delle scatole ai piedi di Hendrix in quanto a distorsione, un paio di giorni prima – ma non solo non c’era di meglio, ai tempi, ma comuque sarebbe servito a poco: nella mia testa avrei potuto suonarmi da solo tutta la colonna sonora senza ascoltarla. Ricordo che mi feci due palle alle immagini di Page e delle sue pippe esoteriche, alla passione per i veicoli di Bonham e alle scalate di vario genere e compresi più tardi come potesse essere realistica la leggenda di Ahmet Ertegun addormentato alla premiere del film; non sapevo ancora tutta la storia dei filmati mancanti e dei momenti di vuoto di immagini riempiti per forza di cose. Ricordo che non mi esaltai – come mi accade talvolta ancor oggi, devo ammetterlo – a vedere “Since I’ve been loving you”, trovandola ancor oggi un esempio scolastico di blues  ( i Led Zep hanno fatto con la decodificazione del blues un milione di volte meglio in altri casi) e ricordo che mi annoiai profondamente all’eccesso di esibizionismo di Page durante “Dazed and confused” che resta, però, uno dei miei pezzi favoriti. Il resto fu pura esaltazione. Non mi sarei mai più domandato, come non me lo domando ancor oggi a dispetto delle splendide teorie di Tim sulla sostituzione di Pagey, se quella fosse la migliore delle esecuzioni possibili: per sarebbe restata “l’esecuzione” ancora per un po’, l’immagine della più grande band di rock blues, l’icona di chi era riuscito a farsi definire come il prototipo di heavy metal band, il Martello degli Dei, avendo propinato blues, folk e suoni acustici a piene mani a giornalisti e seguaci “esperti”  che altro non vogliono che sentir definire qualcuno in qualche modo. Poco importa quale. Spettacolare, anche per questo.”  (Giancarlo Trombetti ©2012)

TSRTS band

CARLO VERDONE UNO DI NOI

28 Apr

Il mio caro amico PIERLUIGI FRACASSO (Pigi, insomma) di Roma mi manda un link assai gustoso:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-verdone-si-toglie-la-maschera-di-attore-comico-e-mostra-la-sua-anima-54880.htm

Sposiamo in toto il pensiero di VERDONE, soprattutto per questa frasetta:

” Prendiamo atto di questa tua palese invidia competitiva e ti lasciamo, dopo aver ascoltato le ennesime cover di “Old Sock” e del mediocre “Back Home” al tuo pubblico. Che sembra ora essere quello dello Sporting Club di Montecarlo dai 70 in su”.

E’ facile fare i risentiti quando toccano la tua band preferita, ma questo va al di là, quello che non sopportiamo è la “prostitusione intellectuale” (cit.José…sigh), VERDONE  ha esposto il tutto molto bene.

Noi che non siamo saggi, eleganti e prudenti non possiamo altro che – dopo averlo fatto con quella mezza sega di Jack Bruce – dire a manolenta “Eric, ma vaffanculo, va”, ci basta vedere la copertina del tuo ultimo album per capire cosa sei diventato…

oldsock

PS: CARLO…WE LOVE YOU.

Carlo Verdone e i LED ZEPPELIN