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HEART “The Box Set Series” (Epic 2014) – TTT½

28 Set

Nuova serie di mini cofanetti della EPIC LEGACY dedicati a raccolte di brani di vari artisti spalmati su quattro CD, buone per chi in poco spazio gradisce un raccolta più dettagliata rispetto al semplice greatest hits ad un prezzo accettabile: negli Usa  questo cofanetto costa 18 dollari, meno di 16 euro, un vero affare, in Inghilterra 28 sterline (38 euro) davvero troppo, mentre in Italia questi mini box set variano in modo incredibile di prezzo, questo costa intorno ai 32 euro.

Heart - The Box set series 2014

Buona la selezione del CD 1, disco dedicato agli HEART che piacciono a noi, peccato che MAGIC MAN e DREAMBOAT ANNIE in versione dal vivo siano prese dal disco live del 2007 le cui performance “moderne” troppo si distaccano dalla autenticità degli altri brani, basti sentire il terzo episodio dal vivo, ovvero la splendida MISTRAL WIND tratta da GREATEST HITS/LIVE (1980) e registrata al Coliseum, di Phoenix, AZ, nell’agosto 1980… è tutta un’altra storia, la formazione (la line up, intendo) classica e il sentimento anni settanta (benché fossimo già nel nuovo decennio) danno al pezzo, già di per sé bellissimo, una profondità senza eguali.

Backcover

Buono anche il CD2 sebbene verso la fine si inizi a sentirle un certo declino. Il CD3 si apre malissimo con un brano melenso tratto dal film FOOTLOOSE a cui partecipò ANNA WILSON. Il resto è meglio di quel che si creda, dei grandi successi fine ottanta/inizio novanta in versione originale c’è solo ALL I WANNA DO IS MAKE LOVE TO YOU, poi la bella KISS dei LOVEMONGERS e discreti pezzi provenienti dagli album più recenti.

Ann Wilson - Heart - The Box set series 2014

Ann Wilson – Heart – The Box set series 2014

Heart - The Box set series 2014

Il CD4 è una raccolta di brani registrati in concerto presi perlopiù dagli album dal vivo ufficiali o da eventi live meno significativi, solo tre infatti sono relativi al periodo 1978/80. Il risultato è comunque gradevole, la scelta di presentare i successi commerciali in versione live non è male, ma immagino che ai più sarebbe piaciuto averli nel formato classico.

Nancy Wilson - Heart - The Box set series 2014

Nancy Wilson – Heart – The Box set series 2014

C’è una chicca: STAIRWAY TO HEAVEN dal Kennedy Center Honors del 2012, la versione per cui ci commuovemmo tutti.

Heart - The Box set series 2014

Dispiace vedere solo foto delle due sorelline Wilson, per quanto simboliche, belle e icone dei nostri pruriti adolescenziali, non possono rappresentare in toto gli HEART, soprattutto quelli dei primi anni. La chitarra di ROGER FISHER, la batteria di MICHAEL DeROSIER contribuirono in modo determinante, insieme a STEVE FOSSEN e HOWARD LEESE, a creare il sound del gruppi durante i primi 5 anni, e furono quelli gli anni che hanno definirono il gruppo, al di là del megasuccesso della fine anni ottanta / inizi novanta).

Heart classic line up - L to R: Roger Fisher-Nancy Wilson-Howard Leese-Michael De Rosier-Ann Wilson-Steve Fossen

Heart classic line up – L to R: Roger Fisher-Nancy Wilson-Howard Leese-Michael De Rosier-Ann Wilson-Steve Fossen

Anyway, nice item.

 

BAD COMPANY NEWS

31 Ago

ITALIAN / ENGLISH

Riguardo la BAD COMPANY ci eravamo lasciati alla fine di aprile e a metà maggio con le recensioni delle belle deluxe edition dei primi due album. Ricorderete senza dubbio il giudizio assai positivo circa queste prime ristampe con materiale aggiuntivo, non poteva essere altrimenti visto il coinvolgimento – nella scelta del materiale bonus – di DAVID CLAYTON, fan illuminato, amante e studioso della galassia FREE-BAD COMPANY, nonché mio amico di lunga data.

Le ultime notizie danno in uscita per ottobre un nuovo best of  intitolato Rock ‘n’ Roll Fantasy: The Very Best of Bad Company. Come dice lo stesso CLAYTON, non è esattamente un best of, bensì una raccolta di singoli (con un paio di rarità). PAUL RODGERS poi ha messo il veto su due ulteriori pezzi, uno dei quali inedito (immagino sia quel HIGHWAY ROBBER già cassato dalla deluxe edition di STRAIGHT SHOOTER).

Ci si chiede come mai esca una compilation di questo tipo invece di continuare con le deluxe edition dei rimanenti quattro album… chissà, forse alla RHINO pensano che magari un articolo come questo possa funzionare da teaser per le prossime ristampe che dovrebbero (e qui usiamo il condizionale) continuare ad uscire dal prossimo anno.

Staremo a vedere.

Bad Company

Bad Company

Questa la track list di Rock ‘n’ Roll Fantasy: The Very Best of Bad Company:

“Can’t Get Enough” (Single Edit)
“Bad Company”
“Movin’ On”
“Ready for Love”
“Easy on My Soul” (Alternate Version)*
“Good Lovin’ Gone Bad”
“Feel Like Makin’ Love”
“Shooting Star”
“Weep No More”
“See the Sunlight” (Alternate Version)*
“Live for the Music”
“Simple Man”
“Honey Child”
“Run with the Pack” (Single Edit)
“Burnin’ Sky”
“Rock ‘N’ Roll Fantasy”
“Rhythm Machine”
“Gone, Gone, Gone”
“Electricland” (Single Edit)

* = previously unreleased.

Bad Company

(broken) ENGLISH

Regarding BAD COMPANY here on the blog we wrote at the end of April and mid-May the reviews of the beautiful deluxe editions of the first two albums. You will remember undoubtedly the very positive appraisal about these reissue with additional materials, and it could not be otherwise given the involvement – in the selection of bonus material – of DAVID CLAYTON, enlightened and dedicated fan of the FREE-BAD COMPANY galaxy, as well as my longtime friend.

The latest news say that in october a new best of titled Rock ‘n’ Roll Fantasy: The Very Best of Bad Company will be released. As CLAYTON himself says, it is not exactly a best of, but rather a collection of singles (with a few rarities). PAUL RODGERS then vetoed two more pieces, one of which unpublished (I guess it is  HIGHWAY ROBBER, a unheard song already quashed on the deluxe edition of STRAIGHT SHOOTER).

One wonders why to release a compilation of this type instead of continuing with the deluxe editions of the remaining four albums… who knows, maybe the RHINO label thinks that maybe an article like this can act as a teaser for the next reissues that should (and here we use the conditional) continue to come out next year.

We’ll see.

HAVE A BLUES ON ME (AC/DC Imola Italy July 9, 2015)

17 Lug

Tre ore per fare 100 km, coda in autostrada da quando ti immetti sulla A14, esci e ti butti in tangenziale, due km e coda anche lì. Esci di nuovo e fai le strade normali, inizi il giro del perdono e per entrare a Imola è tutto bloccato. Parcheggi a qualche km dal luogo del concerto… arrivi all’autodromo dunque con l’umore non esattamente alle stelle. Quando poi vedi che il mare di gente che ti aspettavi è in realtà un oceano infinito, ti vien voglia di bestemmiare.

In origine dovevamo essere in 75.000, ma è chiaro che l’organizzatore ha spostato l’asticella e messo in vendita altri biglietti. Ufficialmente siamo in 92.000, ma voci di corridoio sussurrano si sia molti di più (120.000?). Evidentemente qualcuno doveva riprendersi da perdite precedenti, il tutto a discapito di noi poveri rock fan … 100.000 (e oltre) spettatori sono troppi anche per uno posto come questo.

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Mentre faccio questo ragionamento mi accorgo che non riesco più a godermi nulla e non capisco se – con l’età che avanza –  sono diventato insopportabile o se sono sempre meno incline a farmi prendere in giro. Ho speso, se non ricordo male, più di ottanta euro per essere, rispetto al palco, su di un altro continente. Va beh, passerà anche questa, cerchiamo di goderci la serata. Noto con piacere che non ci sono stand che vendono merchandising fasullo, di conseguenza quello ufficiale è preso d’assalto. Saura, come da tradizione, vuole una maglietta. La più bella (quella grigia) ormai è disponibile solo nella taglia XL, così opta per la meno peggio.

Mi accorgo come i bidoni per i rifiuti, e nello spazio intorno all’arena e in città, siano clamorosamente insufficienti. Bottiglie vuote e ciarpame ovunque per terra. Troviamo un varco e ci posizioniamo alla bene meglio. Almeno un terzo del pubblico indossa le corna di plastica intermitttenti e durante il concerto gratificherà i vari rimandi demoniaci che la band mette in scena con boati assordanti. La sensazione però è che sia un atteggiamento superficiale, evocare il diavolo, indossarne la maschera per esorcizzarne il significato, per riderci sopra e scacciare le paure. Un po’ come per i BLACK SABBATH, è tutto a favore di telecamera, tutto per lo spettacolo e per vendere (un tempo) dischi. Faccio un paragone con artisti molto più spaventosi da questo punto di vista … i primi due nomi che mi vengono in mente sono  LED ZEPPELIN (of course) e DAVID BOWIE … tutta un’altra storia.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Scommetto che buona parte di quelli che hanno le corna in testa domenica mattina andranno a messa. Oltre un’ ora d’attesa, non posso fare a meno di ascoltare i discorsi di quelli che ho intorno e una volta di più capisco che il Rock non esiste (o che perlomeno quello contenutistico è sparito). Un giovane senza speranza dietro di me indossa una maglietta dei QUEEN con ADAM LAMBERT, e le chiacchiere che sento nulla hanno a che fare con il Rock. Ci rifletto su questa cosa, gli AC/DC ormai sono diventati un gruppo trasversale, piacciono a tutti. Chi l’avrebbe detto!? Ligabue, Jovanotti, Ac/Dc, tutti dentro allo stesso calderone. Io non mi ci riconosco più. Tutto si mescola e si ribalta come in politica. Facce toste del centro destra che si indignano circa i disegni del capitalismo, partiti che dovrebbero rappresentare la sinistra guidati da moderati, figli, o meglio nipoti, della democrazia cristiana. Il Classic Rock che ora ingloba contemporaneamente KISS e SEX PISTOLS. Finiremo per avere gente che tifa in egual misura nerazzurri e bianconeri, blaugrana e camiseta blanca.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Ho pena per me stesso, sono ormai allo sbando, se anche quella che dovrebbe essere una piacevole serata di Rock and Roll diventa occasione per scivolare su riflessioni senza soluzione, temo di essere alla frutta. Per fortuna inizia il concerto e la mia attenzione si sposta. ROCK OR BUST e SHOOT TO THRILL mi ridanno vigore. La prima impressione è che il gruppo rolli in maniera decisa nonostante gli anni e la perdita di una pedina fondante.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Guardo verso la collinetta alla mia sinistra, siamo davvero una marea di gente. Con l’arrivo di CHRIS SLADE (l’ex batterista dei FIRM) mi sembra che  il gruppo abbia ripreso una dinamica e una ricchezza ritmica notevole nonostante abbia un bassista inesistente. ANGUS è in forma, suona la Gibson diavoletto da par suo, è lui l’idolo della serata. Io sono qui, oltre che per CHRIS SLADE, per BRIAN JOHNSON. Mi piace l’anglo-italiano di Duston, per le cose in cui (non) crede, per la sua schiettezza e sincerità. Fatica un po’ stasera, ma credo sia inevitabile, anzi a pensarci bene è i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e che a 68 anni riesca ancora a reggere una tournée  con gli AC/DC.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

La scaletta è un discreto mix di classicissimi e pezzi meno scontati, mi sarebbe piaciuto che la scelta di questi ultimi si fosse basata su cosucce musicalmente più rilevanti. Il pezzo che forse mi godo maggiormente è HAVE A DRINK ON ME.

Chiusura scontatissima con WHOLE LOTTA ROSIE e LET THERE BE ROCK, pezzi che non ho mai amato in modo particolare, ed infatti sono l’unico a non saltare. Angus gigioneggia nell’assolo di quest’ultima, io trovo queste cose un po’ fuori luogo nel 2015, ma io non sono nessuno, lui invece è ANGUS YOUNG.

Bis: HIGHWAY TO HELL e FOR THOSE ABOUT TO ROCK, i cui cannoni mi paiono un pochino spompi. FTATR però ogni volta mi mette in corpo un brivido fighissimo,  quindi per qualche minuto sono in preda al fremito del Rock.

In quattro parole: buon concerto, bello spettacolo.

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

SCALETTA:

Rock or Bust
Shoot to Thrill
Hell Ain’t a Bad Place to Be
Back in Black
Play Ball
Dirty Deeds Done Dirt Cheap
Thunderstruck
High Voltage
Rock ‘n’ Roll Train
Hells Bells
Baptism by Fire
You Shook Me All Night Long
Sin City
Shot Down in Flames
Have a Drink on Me
T.N.T.
Whole Lotta Rosie
Let There Be Rock

Bis:
Highway to Hell
For Those About to Rock (We Salute You)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

AC/DC Imola 8/7/2015 (foto TT)

Uscire dall’autodromo dal punto in cui siamo entrati è impossibile, mai vista tanta gente così. Decido di uscire dall’uscita posteriore del catino che inaspettatamente è molto meno frequentata. Facciamo il giro largo della città, passiamo per il centro, ci mangiamo un gelato. All’una però siamo ancora lì che cerchiamo di uscire da Imola. Voltiamo la macchina, evitiamo l’autostrada e prendiamo la via Emilia.

A letto alle 3, mi chiedo in che condizioni sarò domani in ufficio, due serate consecutive di concerti lontani da casa sono uno sport estremo per l’ometto miserello che sono. Va beh, pazienza, ho visto CHRIS SLADE, sono già a tre per quanto riguarda i membri dei FIRM. Mi manca solo TONY FRANKLIN.

Prima di chiudere gli occhi ripenso alle melodie color pastello di TOGETHER, ma è solo un momento … mentre cedo alle tenebre sento i rintocchi delle TYRRELL BELLS e ritorno così al mio inferno personale.

BAD COMPANY “Straight Shooter” deluxe edition (Swan Song / Rhino 1974 – 2015) – TTTTT+++

14 Mag

ITALIAN / ENGLISH Questa è forse la deluxe edition che aspettavo con più fervore in assoluto. Lo sapete, è l’album che mi ha reso uomo, ma avendone già ampiamente parlato qui sul blog (il 4 novembre 2013) mi limito a rimandarvi al link di quell’articolo (per quanto riguarda considerazioni relative all’album originale): https://timtirelli.com/2013/11/04/album-dei-ricordi-bad-company-straight-shooter-swan-song-1975-ttttt/   Bad Company - Straight Shooter - Front (1-2)

Straight Shooter – 1975 (2015)

ORIGINAL ALBUM – BC FAN: TTTTT

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTT

ORIGINAL ALBUM – TIM TIRELLI: TTTTT+++

 BONUS DISC – BC FAN: TTTTT

BONUS DISC – CASUAL FAN: TTTT

BONUS DISC – TIM TIRELLI: TTTTT+++

PACKAGING: TTTT½

ORIGINAL ARTWORK: TTTTT+++

Bad Company - Straight Shooter - Back (1-2)

Come già scritto per il primo album, la cosa fantastica è che per queste riedizioni siano stati coinvolti personaggio di alto lignaggio come JON ASTLEY, RICHARD DIGBY SMITH, HUGH GILMOUR. DAVID CLAYTON, STEVE HAMMONDS. DAVID CLAYTON in particolare lo conosco dagli anni ottanta, fan indefesso, equilibrato, mai domo (ancora oggi pubblica la fanzine FREE APPRECIATION SOCIETY) già curatore delle ristampe dei FREE. Con lui nel direttivo ci si sente tranquilli. Come sappiamo, troppe volte le riedizioni in deluxe edition o cofanetti sono piene di errori, di sviste clamorose, altre volte sono perfettamente inutili (mi riferisco naturalmente ai companion disc dei LZ … quando gli artisti stessi si mettono a supervisionare il tutto è finita. Non hanno la minima idea di come vadano fatte le cose e cosa serve ai fan). Anche in questo caso voglio sottolineare la bontà del libretto allegato, la correttezza delle informazioni e la ricchezza delle liner notes. E’ così che si fa.

Bad Company - Straight Shooter - Booklet (10-10)

Il bonus cd di STRAIGHT SHOOTER è davvero succoso: un paio di inediti, versioni alternative, prime versioni, b-side. Il tutto si apre con GOOD LOVIN’ GONE BAD, la cui backing track è l’ originale ma le perfomance di voce e chitarra sono diverse. Segue FEEL LIKE MAKIN’ LOVE (take before the master), versione chitarra, batteria, basso e voce senza sovraincisioni. Il primo brivido intenso mi arriva con WEEP NO MORE in modalità early slow version. Registrata nel marzo del 1974 (durante le session effettuate addirittura prima che l’album d’esordio fosse pubblicato, session programmate per mettere su nastro nuove idee). Qui il pezzo di SIMON KIRKE si adagia su di un tempo più lento rispetto a quanto poi pubblicato. L’intro d’archi è diversa dal quella uscita in orgine e mi piace un sacco. Preferisco la velocità dell’originale, ma è indubbiamente interessante ascoltare anche questa versione, più oscura e sinistra.

Per SHOOTING STAR (alternate take) vale lo stesso lo stesso discorso fatto per FEEL LIKE MAKIN’ LOVE. Altro momento emozionante per la early take di DEAL WITH THE PREACHER. Registrata anch’essa durante le session della primavera del 1974, la canzone è presentata in maniera piuttosto diversa rispetto all’originale. E’ un prodotto finito, ma con la confezione differente; meno dura, più morbida e, lo sapete che questo collegamento è una mia fissa, uno di quei momenti in cui la BAD COMPANY mi ricorda i LITTLE FEAT. Forse preferisco questa all’originale. Si continua con ANNA dal master originale ma con alternate vocal. Forse meno precisa in certi momenti la performance di PAUL, ma piena di pathos. Si prosegue con una versione live in studio di CALL ON ME. Per chi ama l’epica Rodgersiana che tanto celebro, il finale è da non perdere: più di due minuti di riff pianistico in minore su cui l’arpeggio di RALPHS si innesta a meraviglia.

Bad Company - Straight Shooter - Booklet (6-10)

Di EASY ON MY SOUL ne abbiamo parlato anche durante la recensione della deluxe edition del primo album quindi non voglio ripetermi, ricorderò solo in che questo pezzo dei FREE il gruppo si è cimentato parecchio, sia dal vivo che in studio. Questa è la versione tratta dalle session vere e proprie per il secondo album (autunno del 1974) ed è la versione lunga e un goccio più lenta. Quasi sette minuti di Rock sereno e passionale, con belle prove di BURRELL e RODGERS. RALPHS ci dà di funky. KIRKE è la solita certezza. Molto bella.

Bad Company - Straight Shooter - Booklet (1-10)

WHISKEY BOTTLE proviene dalle session di aprile 1974, ed è più ruvida rispetto a quanto poi pubblicato ufficialmente come lato B di un singolo. RALPHS alla slide guitar. Eccolo poi qui il primo inedito, la prima canzone mai ascoltata: SEE THE SUNLIGHT. Pezzo dal tempo moderato, ballata sostenuta, riflessiva e a tratti psichedelica. Di nuovo RALPHS alla slide guitar. Bel pezzo.  ALL NIGHT LONG è l’altro inedito. Già dal titolo si capisce che è un Rock di maniera. L’intro ricorda quello di GOOD LOVIN’ GONE BAD, mentre lo sviluppo del pezzo è simile ad episodi che appariranno sul terzo album (SWEET LIL’ SISTER e HONEY CHILD). Nulla di sconvolgente, ma un inedito degli anni settanta della BAD CO per me è comunque un avvenimento.

Si prosegue con WILD FIRE WOMAN alternate vocal and guitar, la backing track originale con voce e chitarra diverse. E’ sempre un piacere riascoltare questo bel pezzo. Nel finale la slide guitar non è efficace come nell’originale. Al tempo fu realizzato un mix alternativo di FEEL LIKE MAKIN’ LOVE con l’armonica al posto del breve assolo di RALPHS nel pezzo centrale che accompagnasse il filmato promo. Quel mix non è stato trovato durante le ricerche dei nastri per questa nuova edizione, così è stato fatto un nuovo mix cercando di ricreare quella versione.

Il tutto si chiude con la versione originale di WHISKEY BOTTLE, apparso come lato B del singolo GOOD LOVIN’ GONE BAD. Di nuovo la BAD CO che mi ricorda i LITTLE FEAT, che volete farci, ormai sono fissato.

Sull’ultimo numero della sua fanzine CLAYTON ci fa sapere che ci sarebbero dovuti essere altri due pezzi, brani su cui RODGERS ha messo il veto.

Una WILD FIRE WOMAN in versione work in progress, con ancora un bel po’ di improvvisazione e HIGHWAY ROBBER, un inedito che segue in qualche modo il tema del pezzo BAD COMPANY.

Mi spiace molto non avere l’occasione di ascoltare un’altro inedito della mia amatissima BAD COMPANY ma purtroppo non sono il proprietario della WARNER così mi tocca accettare il volere di una delle mie Rockstar preferite.

Concludendo un bonus disc superbo e quindi una deluxe edition da avere a tutti costi. Thanks goodness for DAVID CLAYTON!

(broken) ENGLISH        

 The deluxe edition of STRAIGHT SHOOTER is probably the one I was waiting with more fervor ever. You know, it is the album that made a man out of me, but having already widely spoken here on the blog (on 4 November 2013), I just copy here what I wrote back then:

ORIGINAL ALBUM (nov 2013 reflections)

Last sighs of the seventies, I’m a teenager, I have already discovered LED ZEPPELIN, FREE, ELP, JOHNNY WINTER, SANTANA and some other rock bands that make me dizzy. There is no internet, no youtube, no shit, just CIAO 2001 (italian Rock mag) and little else. But a I am fan on the prowl, determined and stubborn, now that I’ve discovered it, ROCK is all that matters to me; I track down news, newspaper clippings, photos, few books… FREE, LED ZEPPELIN, SWAN SONG, therefore BAD COMPANY. It’s september, one of those warm Emilian september just right for a young man of blues. The future seems full of light, infinite possibilities, life fraught with surprises.

Saturday, I sling to Peecker Sound (a big record shop in FORMIGINE), next to the legendary disco PICCHIO ROSSO. The Peecker is probably the record store par excellence in the Modena province: big, full of shelves, self service, no one who annoys you with the phrase “can I help you?“. In there we pass entire afternoons. Letter B: BAD COMPANY. The cover with the dices is the one that attracts me immediately … printed in USA … fuck, great!  The SWAN SONG label, special thanks to PETER GRANT, sleeve by Hipgnosis … STRAIT SCIUTER (italian spelling) you are mine. I come back in ole NONANTOLA, I get in the house, my parents are not at home, I’m alone, I put the record on the turntable … first piece GOOD LOVING GONE BAD. Bang, a sort of immediate imprinting, a jolt of testosterone, an indelible mark on the soul. This is a MICK RALPHS song, I understand he is the guitar player. Fine workmanship Hard Rock, highly effective sounds, wonderful drumming, a voice you hear vibrate in the stomach, and MICK RALPHS, no other than him, on guitar. A zabaglione of hyperbole for my young soul. STRAIGHT SHOOTER means “frank and sincere person” but there is a pun because the image of the dice on the cover (thank you BMcQ): to shoot craps in fact means rolling the dice, throw the dice. However, I realize that MICK RALPHS  is no JIMMY PAGE, but his guitar playing is just as frank and sincere as to be, for me, irresistible. Granitic hard rock in A and D, then a slow section where RODGERS sings

Cuz I’m a man I got my pride I do not need no woman to hurt me inside I need love Like any other

So go on and leave me Leave me for another

The pace then resumes and on the break PAUL singing Cuz ‘Baby I’m a bad man, oh hsweet satan how much strength he gave me with that silly little phrase …

Good! Lovin ‘gone bad Good! Lovin ‘gone bad Good lovin gone bad I’m a sad man

Don’t stand my way Cuz ‘Baby I’m a bad man

I am known as fan of LED ZEPPELIN, and also a FREE and ELP phreak, but ultimately perhaps the group that I love most is BAD COMPANY, and thanks to the first track, STRAIGHT SHOOTER is probably my all time fave album. I fully understand that BAD CO is not certainly the most important group in the history of Rock, I know that in a clumsy way we can say that it is nothing more than the arena/stadium version of FREE, but that genuine, simple and direct hardrock goes straight to my theart with a disarming ease. It is no coincidence that my band is called CATTIVA COMPAGNIA (Bad Company in Italian), if the songs I write are somehow put down with a similar method and that I feel I’m a guitarist more in the MICK RALPHS type than in the JIMMY PAGE one, if the musical partner I have always tried to find (in vain) is a kind of an Emilian PAUL RODGERS.

Objectively I think STRAIGHT SHOOTER is a good hard rock album, but having become so important as a chapter of my life, for me it is the best hard rock album ever. FEEL LIKE MAKIN ‘LOVE was the second single from the album, he reached the top ten American. Today I no longer listen to it, but then I thought it was really cute. Acoustic ballad with the chorus full of distorted guitars and maybe too much saccharine in the lyrics. WEEP NO MORE is one of the few songs written by Simon KIRKE that are on the original BAD COMPANY records. String section intro and bluesy gait to follow. All very enjoyable. SHOOTING STAR is one of the other hits of the album, the same formula as FEEL LIKE MAKIN ‘LOVE. Pleasant reflection albeit a bit ‘rhetorical about the tragic death of young rock stars. Looking back at the photos on the inner sleeve I remember  how I identify myself with the part … I imagined to be a part of them, or a band like them, on tour in the American midwest in the mid-seventies … Images that go perfectly with DEAL WITH THE PREACHER and WILD FIRE WOMAN, two excellent examples of English Hard Rock that tells stories of the life on the road of a Rock band in America. The superb vocals performances of RODGERS, the linear and inspired guitar playing of RALPHS, the down precise and never over the top Boz Burrel bass patterns, the elegantly rock drumming of SIMON KIRKE, oh boy what a band ! The slide guitar of WILD FIRE WOMAN smells of southern United States, it smells of travel undertaken to meet a beautiful woman across the borderline with Mexico. I found and I still find irresistible the final part whenPAUL RODGERS sings

I start to shiver and shake I just can not wait, I start to shiver and shake I just can not wait, I start to shiver and shake I, Lordy, I just can not wait Driving down the highway, yeah Wow Oh baby, take a good loving to keep me driving all night I’m a-driving all night, oh yeah

Then, when at the 4:18 minute MICK RALPHS gets into action with the slide guitar I feel I’m heading for the promised land too …

Straight on down the highway Straight on down the highway Wow, straight on down the highway, yeah

ANNA, written by Simon Kirke, comes from the 1972 album KOSSOFF KIRKE TESTU AND RABBIT, it was recorded after the first dissolution of FREE. Gentle, slow, sung with pathos by RODGERS, ANNA settles down without problems in STRAIGHT SHOOTER. CALL ON ME is the album conclusion, a medium tempo track, with some of the epic moment typical of RODGERS, with a coda that takes you in the fields of fog and mist you have inside you, where you go to meet your fate, the rising sun, the new day.

Do not worry about the rain, baby I’ll keep you dry I’ll keep you warm inside And satisfied

Do not worry about the rain I’ll keep you dry, I’ll keep you dry Call on me, baby, call on me, baby

Registered in September (october) 1974 and published in April 1975, STRAIGHT SHOOTER reached number 3 of the American chart, selling to date 3 million copies. This is “my album”, the one that made a man out of me as I told you before, it’s sincere, genuine, frank and sparkling just like Lambrusco wine. Oh, almighty cosmic void what a terrific album you made me find along the way! … and now everyone in the Abbey of Thelema to praise the guitarist, because IN RALPHS MICK WE TRUST.

BONUS DISC:

As written for the first album, the great thing is that for these reissues names of high lineage were involved, such as JON ASTLEY, RICHARD DIGBY SMITH, HUGH GILMOUR. DAVID CLAYTON, STEVE HAMMONDS. I know DAVID CLAYTON since the eighties, indefatigable, balanced, sharp (and he still runs the FREE APPRECIATION SOCIETY fanzine), former curator of FREE reissues. With him on the board you feel safe. As we know, too many times deluxe edition reissues or box sets are full of mistakes and incredible oversights, or sometimes they are completely useless (I refer of course to the companion discs of LZ … when the artists themself start overseeing it you know that it’s goin’ down the toilet. They do not have the slightest idea of how things should be done and what is the fan need). Again I want to emphasize how good the accompanying booklet is, the correctness of the information and the richness of the liner notes. That’s the way!

The STRAIGHT SHOOTER bonus cd is really juicy: a couple of unreleased tracks, alternate versions, early versions, b-side. It all starts with GOOD LOVIN ‘GONE BAD, whose backing track is the original but the performances of voice and guitar are different. FEEL LIKE MAKIN ‘LOVE (take before the master) follows, it’s a guitar, drums, bass and vocals with no overdubs version. I got the first intense thrill thanks to WEEP NO MORE early slow version. This take was recorded in March 1974 (during the sessions made even before their debut album was released, sessions planned to put new ideas on tape). The SIMON KIRKE song lies on a slower tempo here. The intro with the string section is different than the original and I like a lot. I prefer the original speed but it is certainly interesting to hear this version, with this darker and sinister vibe. For SHOOTING STAR (alternate take) is valid the same argument made for FEEL LIKE MAKIN ‘LOVE.

Another exciting moment for me is the early take of DEAL WITH THE PREACHER. This was also recorded during the sessions of the spring of 1974; the song is presented quite differently. It’s a finished product but with a diverse package; it’s softer, more supple and, you know that this is one of my obsession, one of those moments when BAD COMPANY reminds me of LITTLE FEAT. Maybe I prefer this to the original. The bonus material continues with the original master ANNA but with alternating vocal. Perhaps less precise at times is the performance of PAUL, but it is full of pathos. Then we have a live in the studio version of CALL ON ME. For those who love the ‘Rodgers’ epic that so often I celebrate, the ending is not to be missed: more than two minutes of the piano riff in minor on which the arpeggio RALPHS engages very well. We discussed EASY ON MY SOUL during the review of the deluxe edition of the first album so I will not repeat myself, I just tell you that BAD CO experimented a lot with this FREE number both live and in the studio. This comes from the sessions actually done for the second album ( autumn of 1974) and it is a longer (and a bit slower) version. Nearly seven minutes of serene and passionate Rock, with beautiful work of BURRELL and RODGERS. RALPHS goes funky and KIRKE does his job with his usual skills. Very beautiful.

WHISKEY BOTTLE comes from the session of April 1974 and it is rougher than the officially released track as the B side of a single. RALPHS on slide guitar. Then we have the first song we have never heard to date: SEE THE SUNLIGHT. Its a moderate tempo ballad, thoughtful and sometimes psychedelic. RALPHS again on slide guitar. Nice piece. ALL NIGHT LONG is the other novelty. From the title you know it’s mannerism Rock. The intro is reminiscent of GOOD LOVIN ‘GONE BAD, while the development of the piece is similar to stuff that will appear on the third album (SWEET LIL’ SISTER and HONEY CHILD). Nothing shocking then, but an inedit from the seventies of BAD CO it is still a gas for me.

The disc continues with WILD FIRE WOMAN alternate vocal and guitar, aka the original backing track with different vocal and guitar. It’s always a pleasure to listen to this beautiful piece. In the finale the slide guitar part it is not as effective as the original. During that time in studio it was made an alternate mix of FEEL LIKE MAKIN ‘LOVE with the harmonica instead of the short MiCK RALPHS solo in the middle section (this was used for the 1975 promo video). That mix was not found during the researches of the tapes for this new edition, so RICHARD DIGBY SMITH did a new mix trying to recreate that version. The last track is the original version of WHISKEY BOTTLE; it appeared as the B-side of single GOOD LOVIN ‘GONE BAD. Again, here BAD CO reminds me of LITTLE FEAT …  what can I do, I am an old man with a bee in my bonnet.

In the latest issue of his fanzine, CLAYTON informs us that there should have been two other pieces, songs on which RODGERS has vetoed. A WILD FIRE WOMAN work in progress take, with quite a lot of improvisation and HIGHWAY ROBBER, an unpublished song create in some way on the theme of the song BAD COMPANY. I am very sorry not to have the opportunity to hear another novelty of my beloved BAD COMPANY but unfortunately I am not the owner of WARNER so I have to accept the will of one of my favorite Rockstar. So this is a superb bonus disc and then this deluxe edition is a must. Thanks goodness for DAVID CLAYTON!

BAD COMPANY “Bad Co” deluxe edition (Swan Song / Rhino 1974 – 2015) – TTTTT

30 Apr

ITALIAN / ENGLISH

Ero convinto che il 2014 e il 2015 sarebbero stati gli anni delle deluxe edition dei LED ZEPPELIN, che nulla avrebbe potuto distogliere la mia attenzione totale dalle nuove ristampe con bonus del mio gruppo preferito e invece, col pessimo lavoro fatto da JIMMY PAGE, i veri avvenimenti  nel campo reissues sono per me diventate le deluxe edition dei primi due album della mia amata BAD COMPANY (e a dire il vero anche di DEATH WISH II°, edizione di cui parleremo a breve).

E’ questo il modo di fare le deluxe edition: nuovo remaster del disco originale su un dischetto, materiale bonus raggruppato su un dischetto apposito contenente tutto quanto di significativo relativo alle session in questione, un booklet a cura di un fan/studioso (in questo caso il grande DAVID CLAYTON) con le giuste riflessioni con credit e dati corretti e infine un prezzo accessibile a tutti. JIMMY PAGE dovrebbe imparare.

Bad Company - Bad Company (Deluxe Edition) - Digipack

Bad Company – 1974 (2015)

ORIGINAL ALBUM – BC FAN: TTTTT+

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTTT

ORIGINAL ALBUM – TIM TIRELLI: TTTTT

 BONUS DISC – BC FAN: TTTT

BONUS DISC – CASUAL FAN: TTT½

BONUS DISC – TIM TIRELLI: TTTTT+

PACKAGING: TTTT½

ORIGINAL ARTWORK: TTTTT

Siamo nel 1971, i FREE si sono sciolti, PAUL RODGERS forma i PEACE con i quali fa da supporto ad alcuni concerti dei MOTT THE HOOPLE. Nel backstage PAUL incontra MICK RALPHS, chitarrista dei MOTT. MICK è frustrato, IAN HUNTER si rifiuta di cantare un paio di suoi pezzi (CAN’T GET ENOUGH e MOVINì ON) perchè non crede di essere adatto a quel tipo di canzoni. MICK e PAUL iniziano ad ipotizzare una collaborazione. I FREE poi si rimettono insieme, i MOTT all’improvviso hanno successo così il tutto viene rimandato fino all’estate del 1973 quando i due finalmente si ritrovano; a loro si aggiunge SIMON KIRKE e, dopo lunghe audizioni, anche BOZ BURRELL. RODGERS stavolta non vuole problemi, esige una management di alto livello e chiama PETER GRANT. Si danno appuntamento in una stanza che funge da sala prove ad Albury, Guilford. E’ il 4 settembre del 1973. La band suona mentre aspetta GRANT, ma il possente manager dei LZ non si vede. Si fa vivo dopo averli ascoltati per un bel pezzo di nascosto fuori dall’edificio. “Mi piace quello che ho sentito. Qui la mano”.

Bad Company - Bad Company (Deluxe Edition) - Inside

Novembre 1973, i LZ stanno iniziando le registrazioni per PHYSICAL GRAFFITI, ma c’è un problema con JONES: si ammala o sta ancora decidendo se lasciare il gruppo oppure no, di preciso non si sa. GRANT ha già prenotato HEADLEY GRANGE e il RONNIE LANE MOBILE STUDIO, così chiede a RODGERS di approfittare della cosa.

In un paio di settimane la BAD COMPANY (nome preso dal titolo dell’omonimo film del 1972 con JEFF BRIDGES) registra i pezzi che finiranno sul primo album. Sono tutte canzoni registrate in diretta, abbellite con overdubs in un secondo momento. In aprile 1974 la band parte per un primo tour in UK (dopo qualche warm up gig in Germania) e, sebbene l’album non sia ancora uscito, è un trionfo. Poco dopo partono per gli USA dove fanno da supporto a gente tipo EDGAR WINTER, SANTANA, ZZ TOP. In maggio esce il singolo CAN’T GET ENOUGH, nello stesso mese l’album in UK e in giugno negli USA. BAD CO diventa disco d’argento in Britannia e d’oro in America, dove ad oggi ha venduto cinque milioni di copie.

Bad Company - Bad Company (Deluxe Edition) - Booklet (9-10)

La formula della BAD COMPANY è chiara: belle e semplici canzoni Rock, suonate con eleganza, passione e senza tanti fronzoli. Un misto di Hard Rock, Blues e soul da brividi. Quattro i pezzi trainanti: CAN’T GET ENOUGH, MOVIN’ ON e READY FOR LOVE (già pubblicata nel 1972 dai MOTT THE HOOPLE) di RALPHS e BAD COMPANY di RODGERS & KIRKE. Rock felice e spensierato e ballate struggenti e appassionate.

Col pezzo BAD COMPANY RODGERS mette su tela in maniera definitiva l’epica per cui è famoso. Molto belli pure un altro paio di momenti lenti, DON’T LET ME DOWN e THE WAY I CHOOSE. Un po’ retorico il quadretto di SEAGULL, Rodgers con la chitarra acustica che parla di gabbiani, è un pelo statica (ma comunque godibile) ROCK STEADY.

Bad Company - Bad Company (Deluxe Edition) - Booklet (6-10)

Molto interessante il CD 2 contenente materiale bonus, nonostante il fatto che non ci siano inediti (ma non esistono pezzi in più relativi alle session del 1973). C’è una CAN’T GET ENOUGH un po’ misteriosa, come lo stesso DAVID CLAYTON (eminenza mondiale in campo FREE e BAD CO) fa notare. La data riportata sul nastro indica giugno 1974 (l’album uscì in maggio) così è probabile ci siano incongruenze, ma ad ogni modo è una gran versione live in studio (con gli assoli sovraincisi). Tocca poi a LITTLE MISS FORTUNE (tratta dai nastri demo), brano a firma RALPHS/RODGERS che uscì a suo tempo solo come side B del singolo CAN’T GET ENOGH. Ottima versione alternativa suonata dal vivo nello studio senza pianoforte, con RODGERS alla chitarra ritmica suonata attraverso l’effetto Leslie e con RALPHS addetto ai ricami e all’assolo. THE WAY I CHOOSE proviene ancora dai nastri demo, dunque versione precedente alle sessioni ufficiali fatte per il disco; il tutto è piuttosto spoglio, ma non privo di fascino. Con questo arrangiamento sembra proprio una ballata soul. Lungo assolo di MICK sulla coda finale. In alcune parti mi sembra pericolosamente vicina a LOVE ME SOMEBODY, brano che apparirà sul terzo album RUN WITH THE PACK.

E’ vero, non ci sono inediti in questo materiale aggiuntivo, ma sin da qui è facile capire che le versione alternative sono davvero alternative e, se sei un fan, molto, molto interessanti. BAD COMPANY proviene dai nastri delle session vere e proprie del novembre 1973, ed è suonata a tre, senza MICK RALPHS. Deve essere uno dei primi serie tentativi. Bello sentire PAUL che nel finale dice (riferito a KIRKE): “Simo, il tempo che stavi tenendo…è quello giusto” (“Si… You know that beat you were just doing. That’s the one…“).

Segue una seconda THE WAY I CHOOSE, con tanto di falsa partenza, cantata da RODGERS un’ottava sopra. E’ intrigante per un fan capire come si sono evolute certe canzoni. EASY ON MY SOUL è un pezzo che in origine apparve sull’album HEARTBREAKER(1973) dei FREE. La BAD COMPANY ne registrò una sua versione quando nel novembre del 1974 iniziò a registrare i pezzi per il secondo album (STRAIGHT SHOOTER) che però finì – in formato single edit –  sul lato b del singolo Usa MOVIN’ ON. Questo è un nuovo mix che presenta per la prima volta la versione completa, il cui finale è davvero tutto da scoprire.

Bad Company - Bad Company (Deluxe Edition) - Booklet (1-10)

Dai session reel di nuovo BAD COMPANY in forma ormai definitiva, secondo DAVID CLAYTON questa è la versione immediatamente precedente a quella poi finita sull’album. Il disegno ritmico di RALPHS però è un poco diverso dall’originale. SUPERSTAR WOMAN era un inedito pubblicato – con un missaggio diverso da questo –  per la prima volta sulla Original BAD COMPANY Anthology del 1999. Questo è il secondo mix presente sul nastro ed è relativo alla versione completa.

Seguono i single-edit originali di CAN’T GET ENOUGH, LITTLE MISS FORTUNE e EASY ON MY SOUL. Nulla di nuovo quindi, ma fa piacere avere tutto il possibile su un unico dischetto. Una delle zavorre mentali che mi porto dietro da decenni è quella che mi fa “sentire” i LITTLE FEAT quando ascolto certe cose dalla BAD COMPANY. LITTLE MISS FORTUNE è una di queste.C hiude il materiale bonus il mix di  CAN’T GET ENOUGH con l’aggiunta dell’organo Hammond. Divertente, soprattutto nel ritornello.

Una bellissima ristampa dunque, che risolve una volta per tutte gli errori riportati più volte nelle edizioni precedenti per quanto concerne l’artwork e le liner notes. Finalmente un lavoro fatto come si deve grazie a JOHN ASTLEY, RICHARD DIGBY SMITH, DAVID CLAYTON e tutto lo staff coinvolto. Da grandissimo fan della BAD COMPANY a loro la mia eterna gratitudine.

Consiglio dunque a tutti i lettori di questo blog l’acquisto delle deluxe edition dei primi due album della BC (di STRAIGHT SHOOTER parleremo a giorni), per il sottoscritto sono così fondamentali che ho minacciato di rompere l’amicizia con alcuni miei amici in caso di mancato acquisto. Baaaad , Baaaad Company ‘til the day I die!

Bad Company - Bad Company (Deluxe Edition) - Booklet (2-10)

(broken) ENGLISH

I was convinced that 2014 and 2015 were the years of the deluxe edition of LED ZEPPELIN, that nothing could divert my total attention from the new reissues with bonus material of my favorite band, and instead, thank to the poor job done by JIMMY PAGE, the real events in reissue matters have become for me the deluxe editions of the first two albums of my beloved BAD COMPANY (and indeed even DEATH WISH II, edition of which will be discussed shortly).

This is the way of doing deluxe edition: new remaster of the original album on a disc, bonus material gathered on a separate disc and containing everything of significance concerning the session in question, a booklet wriitten by a dedicated fan (in this case DAVID CLAYTON the great) with the right sleeve notes-credits–correct data and finally an affordable price. JIMMY PAGE should learn.

We are in 1971, the FREE disbanded, PAUL RODGERS forms PEACE, a trio that becomes the opening act of  some MOTT THE HOOPLE concerts. PAUL meets  MICK RALPHS during the time they spend together backstage. MICK is frustrated, IAN HUNTER refuses to sing a couple of his pieces (CAN’T GET ENOUGH and MOVIN’ ON) because he believes his voice is not suitable for the kind of songs. PAUL and MICK begin to suppose a collaboration. Then FREE get together again, MOTT suddenly succeed so everything is set aside until the summer of 1973 when the two finally get together; Simon KIRKE jumps on the ship and after lengthy audition, BOZ BURRELL does the same. RODGERS does not want problems this time, he requires a management of high level, so he calles PETER GRANT. They meet in a room that serves as a rehearsal room in Albury, Guilford. It’s september 4, 1973. The band play while waiting for Grant, but the powerful manager of LZ seems to be late. He finally appears after listening the band for a while secretly out of the building. “I like what I hear. Let’s shake-hands.”

November 1973, LZ are starting the recordings for PHYSICAL GRAFFITI, but there is a problem with JONES: he gets ill or he is still deciding whether to leave the group or not. GRANT has already booked HEADLEY GRANGE and the RONNIE LANE MOBILE STUDIO, so he asks RODGERS to take advantage of it.

In a few weeks the BAD COMPANY (name taken from the title of the 1972 film  with JEFF BRIDGES) records the pieces that will end on the first album. All songs are recorded live, embellished with overdubs later. In April 1974 the band goes on a first tour in the UK (after  warm-up gigs in Germany), and although the album is not out yet, it is a triumph. Shortly after they leave for the US where they open shows fot people like EDGAR WINTER, SANTANA, ZZ TOP. In May, the new single CAN’T GET ENOUGH is out, in the same month the album see the light inUK and in June in the USA. It Becomes silver disc in Britain and gold in America, where to date it has sold five million copies.

The formula of BAD COMPANY is clear: beautiful and simple Rock songs  played with elegance, passion and no frills. A mixture of Hard Rock, blues and soul. Four songs lead the way: CAN’t GET ENOUGH, MOVIN ‘ON and READY FOR LOVE (already published in 1972 by MOTT THE HOOPLE) writtenby RALPHS and BAD COMPANY a RODGERS /KIRKE composition. Happy and and carefree Rock numbers and poignant and passionate ballads.

With the song BAD COMPANY RODGERS puts on canvas permanently his epic feel for which he is famous. DON’T LET ME DOWN and THE WAY I CHOOSE are also two great slow moments. SEAGULL is a bit rhetorical, Rodgers with acoustic guitar who sings about seagulls, ROCK STEADY is a bit static but after all it rocks anyway.

The bonus material CD is very interesting, despite the fact that there are not inedits (no abundance in the 1973 sessions). There is a CAN’T GET ENOUGH that is a bit mystery, as DAVID CLAYTON (world eminence in the FREE and BAD CO field) points out. The date on the tape says June 1974 (but the album was released in May) so it’s likely there are inconsistencies, but either way it is a great live version in the studio (with overdubbed solos). Then it comes LITTLE MISS FORTUNE (taken from demo reel), a piece by RALPHS / RODGERS that came out at the time only as B side of the single CAN’T GET ENOUGH. It’s a excellent alternative take played live in the studio without piano, with RODGERS on rhythm guitar played thru’ a Leslie effect and with RALPHS decorating the song. THE WAY I CHOOSE comes from demo reel too; everything is rather bare, but not without charm. With this arrangement it looks like a soul ballad.  Long solo by MICK on the coda. In some parts it seems dangerously close to LOVE ME SOMEBODY, a song that will appear on the third album RUN WITH THE PACK.

It ‘s true, there may be no inedits in this additional material, but it is easy to understand even at the beginning of the cd that the alternative versions are really alternative and, if you’re a fan, very, very interesting. BAD COMPANY comes from the tapes of the actual session of November 1973, and it played as a trio, without MICK RALPHS. It must be one of the first serious attempts. It’s nice to hear PAUL after the song end (referring to KIRKE): “Si… You know that beat you were just doing. That’s the one…”.

A second THE WAY I CHOOSE follows, complete with a false start, RODGERS sings it an octave higher. It’s intriguing for a fan to understand how certain songs evolved. EASY ON MY SOUL is a piece that originally appeared on the album HEARTBREAKER (1973) by FREE. BAD COMPANY recorded a version in November of 1974 when they began recording songs for the second album (STRAIGHT SHOOTER) but it ended up – in single edit format – as b-side of the american single  MOVIN ‘ON. This is a new mix which presents for the first time the full version of the song, the passion showed at the end is really worth discovering.

From the session reel it comes again the song BAD COMPANY, according to DAVID CLAYTON this is the version immediately preceding the one of the finished album. The rhythmic pattern of RALPHS however, is a bit different from the original. SUPERSTAR WOMAN is a track published – with a mix different from this – for the free time on the Original BAD COMPANY Anthology in 1999. This is the second mix on the reel and it features the full version of the the piece.

Then we have CAN’T GET ENOUGH, LITTLE MISS FORTUNE and EASY ON MY SOUL in their single-edit form. Nothing new then, but it’s nice to have everything possible on a single disc. A mental ballast which I carry around for decades is  the one that makes me hear LITTLE FEAT when listening certain things from BAD COMPANY. LITTLE MISS FORTUNE is one of those. CAN’T GET ENOUGH with the addition of the Hammond organ closes this bonus bonanza. Fun, especially in the chorus.

A beautiful reissue therefore, that solves once and for all the errors mentioned several times in previous years editions regarding the artwork and liner notes. Finally a work properly done thanks to JOHN ASTLEY, DIGBY RICHARD SMITH, DAVID CLAYTON and all the staff involved. Being a huge fan of BAD COMPANY they have my eternal gratitude.

I recommend therefore to all the readers of this blog the purchase of the deluxe editions of BC first two albums (we will talk STRAIGHT SHOOTER soon), for myself  they are so fundamental that I threatened to break the friendship with some of my friends in case they don’t buy them.

Baaaad, Baaaad Company ‘til the day I die!

MOOD FOR A NIGHT: Rick Wakeman live in Vicenza, Teatro Olimpico, 24 aprile 2015

28 Apr

La avventura del Wakeman Trophy 2015 è del tutto simile a quella dell’anno passato: partenza alle 15, arrivo a Vicenza alle 17, appostamento in zona Teatro Olimpico per vedere se RICK compare per il soundcheck, chiacchiere con nuovi e vecchi amici che nel frattempo arrivano, toast e birretta, entrata, concerto e qualche momento passato con the keyboards wizard in persona. Che meraviglia quando tutto si dipana bene.

Arrivare sul posto alle 17 forse è un po’ troppo, ma non voglio frenare la groupie, è il suo momento e se lo vuole godere tutto. Stazioniamo in zona per un ora e mezza, un paio di proghead si avvicinano. Poco dopo arriva PAOLO BOLLA, di SchioLife, ci ricorda dal concerto dello scorso anno così fraternizziamo e iniziamo amabilmente a parlare di musica. Un quarto d’ora e arrivano due fotografi. Ci presentiamo, loro sono MARCO CHIERICO, fotografo ufficiale degli eventi di SchioLife, e RAFFAELLA VISMARA. Non so come mai ma in pochi minuti si gettano le fondamenta di un rapporto d’amicizia probabile e profondo. Credo si tratti di reazione chimica, ancora non sappiamo se abbiamo affinità elettive tali da impegnarci in un rapporto serio, ma la gentilezza e l’educazione di MARCO e il sincero approccio di RAFFAELLA fanno scattare qualcosa. Mentre siamo lì, RAFFAELLA prova la sua nuova macchina fotografica e ci scatta qualche foto, MARCO fa lo stesso…

La Groupie e Tim - Vicenza 24-4-2015 -PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Groupie & Uomo Di Blues – Saura e Tim – Vicenza 24-4-2015 PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & Tim Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

Saura & Tim Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

Parliamo un po’ e scopro che Raffaella è una grande amica di MEL PREVITE, esimio chitarrista modenese  (ROCKING CHAIRS e LIGABUE) nonché mio grande amico e che gli amici bolognesi che sta aspettando sono anche i nostri, infatti GIANLUCA GOLLINI, GABRY MARTELLI e company arrivano di lì a poco. Poi d’improvviso dalla strada principale arriva RICK WAKEMAN accompagnato dal manager e da CLAUDIO CANOVA promoter di Schio Life. Non ci permettiamo di disturbarlo, sta andando a provare il pianoforte, ci limitiamo a seguirli. La groupie si mette a filmare col cellulino, potrebbe essere uno di quei video che si vedono su YOUPROG  nella categoria RILF (Rockstar I Love …).

In breve anche altri storici YES/PROG fan ci raggiungono, UMBERTO MONTANARI, MAURIZIO CAVALCA, RICCARDO SCIVALES su tutti, nomi pesanti per il contesto in cui siamo. Arriva anche il vecchio DOC che però prima si ferma in pizzeria. Ore 20:30, si entra. Il teatro è uno spettacolo, probabilmente il più bello del mondo. La profondità e la prospettiva sono un qualcosa di incredibile.

RW Vicenza 24-4-2015 (photo Tim Tirelli)

RW Vicenza 24-4-2015 (photo Tim Tirelli)

La gente inizia a prender posto, cerco con lo sguardo DOC, lo vedo lassù in tribuna. Io e la groupie siamo in platea, seconda fila, di fronte al pianoforte: posti eccellenti. Alla fine ci sarà il sold out.

Doc in Vicenza (photo TT)

Doc in Vicenza (photo TT)

Tim & Groupie Vicenza 24-4-2015 - Photo Doc Marena

Tim & Groupie Vicenza 24-4-2015 – Photo Doc Marena

Prima del concerto mi viene a salutare GIANNI DELLA CIOPPA, è in the house perché deve scrivere un articolo per CLASSIC ROCK Italia.

Verso le 21,15 entra CLAUDIO CANOVA appunto, due parole e dà spazio al sindaco di Vicenza. Chiosa finale di CLAUDIO ed ecco RICHARD CHRISTOPHER WAKEMAN. Si parte come nel 2014: THE JIG.

RW Vicenza 24-4-2015 (Saura Terenziani)

RW Vicenza 24-4-2015 (Saura Terenziani)

La scaletta e il mood del concerto sono molto simili a quelli dello scorso anno a Schio, andando a memoria l’unico pezzo nuovo dovrebbe essere Children Of Chernobyl, ad ogni modo le dita di RICK incantano grazie a:

The Jig”, lunghe parti tratte da “King Arthur” e da “Journey to the Centre of the Earth”, “Catherine Of Aragon”, “Catherine Howard”, “Life On Mars” di DAVID BOWIE, “And You And I” e “Wonderous Stories” degli YES, “Children Of Chernobyl”, “Merlin The Magician”, “Eleanor Rigby” dei BEATLES versione PROKOFIEV,  “The Meeting”, “Morning Has Broken” di CAT STEVENS

RW Vicenza 20-4-2014 -  PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW d Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW d Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

Come prevedibile, i pezzi che forse ho gustato di più sono stati i miei due preferiti: THE JIG e CATHERINE HOWARD, quest’ultimo catturato su video dalla groupie tramite cellulare:

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RW Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

Rispetto al 2014, RICK mi sembra un pelino più appoggiato, ma suona comunque divinamente. Che pianista meraviglioso che è. Ogni tanto vedo MARCO CHIERICO che scatta fotografie, foto che sono a corredo di questo misero articoletto e che rendono giustizia alla grandezza del personaggio di cui sto parlando.

RW e Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW  c Vicenza 24-4-2015 - PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 -  PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 – PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 -  PHOTO MARCO CHIERICO

RW Vicenza 20-4-2014 – PHOTO MARCO CHIERICO

Ogni tanto catturo con la coda dell’occhio anche la chioma bionda di RAFFAELLA VISMARA che si adagia sull’obbiettivo, anche le sue foto aiutano questo post  a dare le esatte coordinate dell’evento…

RW Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW d Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW d Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Un paio di bis e il concerto finisce. Applausi scroscianti. Un trionfo. Guardo la groupie, sembra molto soddisfatta. Di nuovo quattro chiacchiere con GIANNI, col quale ci ripromettiamo di vederci quanto prima e poi via verso l’uscita.

Tim & Gianni Della CioppaVicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Tim & Gianni Della CioppaVicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

In molti escono definitivamente, altri – come noi –  si fermano in attesa che venga aperto l’accesso ad una grande sala interna dove sembra RICK si intratterrà con i fan. Incontro finalmente DOC. Quattro chiacchiere sul DARK LORD e poi diligentemente ci mettiamo in fila.

Tim & Doc Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Tim & Doc Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Questa volta il tutto è organizzato meglio, ci sono persone dello staff che gestiscono il flusso di fan per far sì che ogni gruppetto di amici abbia un minimo di tempo da passare con RICK con la dovuta privacy. Osservo questa rockstar disponibile, paziente, gentile e mi interrogo circa le possibilità che potrei avere io con le rockstar preferite che mi sono rimaste: JIMMY PAGE, MICK RALPHS, KEITH EMERSON, PAUL RODGERS. Nessuna, naturalmente. Tocca a noi tre. La groupie mi dice “vieni anche tu con me”. Salutiamo RICK, la groupie gli chiede se gentilmente può autografare un paio lp (SIX WIVES OF HENRY VIII e CLOSE TO THE EDGE) e la sua autobiografia. RICK diligentemente assolve il compito …

RW & Saura - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW, Doc, Saura & Tim – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Saura – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

e mentre lo fa io ripeto più o meno quello che gli dissi l’anno scorso: “She is my girl, Rick, but she’s crazy on you”. Poi mi sposto per immortalare il momento col cellulino. RICK guarda di nuovo la groupie, ride e le dice “Saoourra, you need to see a doctor”. Rido di gusto.

Taking the picture - Tim Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Taking the picture – Tim Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Ho la groupie e RW nell’obbiettivo, cerco di fare la foto migliore che posso, guardo the girl from Gavassa, lì abbracciata al suo idolo, è raggiante. Che culo che hai, groupie!

Saura & RW Vicenza 24-4-2015 (Photo Tim Tirelli)

Saura & RW Vicenza 24-4-2015 (Photo Tim Tirelli)

Vedo lì di fianco RAFFAELLA che ci sta scattando foto, che il padre dei quattro venti la benedica, mica da tutti avere una fotografa professionista a disposizione quando sei lì con una delle tue rockstar preferite.

 Saura & RW - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & RW – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

 Saura & RW - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & RW – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

 Saura & RW - Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Saura & RW – Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Ora chiedo a RICK se è possibile fare una foto anche con me, lui acconsente senza nessun problema, la groupie mi inquadra…

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 (Photo Saura Terenziani)

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 (Photo Saura Terenziani)

e anche RAFFAELLA fa il suo dovere…

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 - PHOTO RAFFAELLA VISMARA

RW & Tim Vicenza 24-4-2015 – PHOTO RAFFAELLA VISMARA

Un ultima foto con DOC e il nostro momento è terminato. Vado da RICK, gli stringo la manona e gli dico “Thank you for everything, Rick, you are always too kind“, e lui di rimando “no problem, you are welcome … Tim Tirelli master of the blog” (va beh, quest’ultimissima l’ultima parte me la sono inventata).

Cincischiamo ancora un po’ in zona mentre altri lo vanno ad incontrare. Ringrazio RAFFAELLA per la pazienza e la disponibilità. Thank you baby, we do love you.

Tim & Raffaella Vismara Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Tim & Raffaella Vismara Vicenza 24-4-2015 (photo Saura T)

Siamo tra gli ultimi a lasciare il teatro. Ci fermiamo lì fuori insieme a RICK, al suo manager, allo sponsor, allo staff di Schio Life, a MARCO e RAFFAELLA e a qualche altro fan. Mi sposto un momento e osservo la scena, noi lì in strada con RICK WAKEMAN a un metro, come se stessimo tirando tardi dopo una serata in pizzeria con gli amici. E’ poi il momento del commiato, RICK se ne torna in albergo visto che è a dieta ferrea e non può sgarrare, abbraccio e ringrazio PAOLO e CLAUDIO, MARCO e RAFFAELLA, saluto gli amici e, con la groupie che cammina a due metri da terra, mi avvio verso il parcheggio.

Ci buttiamo sulla Venezia-Milano e arrivati sulla Brennero mi metto io alla guida, la groupie è esausta, scende e crolla sul sedile. Troppe emozioni immagino. La sua yes-mobile attraversa di buon passo la notte nera, rollando sicura sull’autostrada, adelante adelante c’è un uomo di blues al volante. Amo questi momenti, quando la notte profonda  rende tutto più lieve, un po’ come succede con la neve. Mi sento bene, lontano dai miei blues, due settimane a Cuba e questa piccola grande avventura vicentina sono una panacea per i dolori del (non più) giovane Tim. I fari della freccia giallo di Borgo Massenzio fendono la coltre di notte che copre le corsie, nei miei pensieri prendono corpo la melodia e il testo del pezzo che preferisco in assoluto  in questi momenti …

 And I think it’s gonna be a long long time
Till touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home
Oh no, no, no, I’m a rocket man
Rocket man burning out his fuse up here alone

 … no, non sono l’uomo che credono io sia, non sono nemmeno quello che io stesso credo di essere, sono solo un uomo di blues che vaga su questo piccolo pianeta sperduto e sospeso chissà come nelle profondità siderali, un uomo di blues che grazie a serate come queste riesce a trovare il carburante per continuare il cammino. Thank you Rick, thank you groupie.

Photos © MARCO CHIERICO

 Photos © RAFFAELLA VISMARA

basic photos by Tim Tirelli – Saura Terenziani – Doc Marena –

 

BLACKBERRY SMOKE “Holding All The Roses” (Earace Records 2015) – TTTT

9 Mar

E’ un paio d’anni che di questi BLACKBERRY SMOKE si parla parecchio nei circuiti del Rock classico, io ci sono arrivato un po’ tardi perché ogni volta che leggevo qualcosa su di loro venivano descritti come i nuovi Lynyrd Skynyrd e la cosa non è che mi facesse girare la testa; a me i Lynyrd piacciono, ma fino ad un certo punto (a pensarci bene alla fine amo solo STREET SURVIVORS, perché è un gran album, e NUTHIN’ FANCY perchè sembra un disco dei FREE). Piano piano poi mi sono dovuto adattare, dopotutto non è che ci siano tutte ‘ste cose nuove da sentire e così mi sono avvicinato, dapprima con THE WHIPOORWILL, che è del 2012, e ora col nuovo HOLDING ALL THE ROSES.

Tutti ormai ne parlano benissimo, la rivista MOJO addirittura li descrive come la migliore band di Hard Rock del pianeta. I ragazzi ci sanno fare, non c’è dubbio, l’atmosfera è quella giusta, le trame musicali ricche e suggestive, le prove dei musicisti ottime, forse manca il guizzo compositivo di gran lignaggio.

Checché se ne dica, il riferimento principale è uno solo: BLACK CROWES. Certo, già questi ultimi erano un distillato di influenze varie, ma la cosa mi pare chiarissima. Poi, se vogliamo, ci sono anche i Lynyrd, insieme a echi della musica popolare americana, e io ci sento anche gli ALLMAN e il JIMMY PAGE di PHYSICAL GRAFFITI.

Blackberry Smoke Holding All The Roses 027

LET ME HELP YOU apre l’album e dichiara subito le intenzioni: Rock corposo dal sound a metà tra ROLLING STONES e BLACK CROWES.  Seguito dal country blues frenetico di HOLDING ALL THE ROSES. In LIVING IN THE SONG fa capolino TOM PETTY.

Arriva poi ROCK AND ROLL AGAIN, una delle mie preferite. Niente di nuovo, giusto un nuovo quadretto di good time music, per me irresistibile….

 WOMAN IN THE MOON è dipinta sullo sfondo di quei tramonti che solo ad Atlanta forse hanno.

Country blues un po’ etereo  in TOO HIGH, (hard) Rock in WISH IN ONE HAND, ricami acustici per RANDOLPH COUNTY FAREWELL.

Blackberry Smoke Holding All The Roses 028

PAYBACK’S A BITCH sembra stare tra i BLACK CROWES e certe cosucce dei LED ZEPPELIN. Quell’organo in LAY IT ALL FOR ME a volte è tutto quello di cui abbiamo bisogno. Scampoli di Honky Tonk e buonissime vibrazioni. Sono poi gli inizi tipo quello di NO WAY BACK TO EDEN che mi fanno stare attaccato a questa band…

L’album si chiude con FIRE IN THE HOLE, un tempo medio che rolla a tempo di Rock, con quelle aperture un po’ ALLMAN che fanno bene al cuore e con l’assolo di chitarra che proviene dritto dritto da PHYSICAL GRAFFITI. Non è un caso forse che il gruppo è presente sul cd allegato all’ultimo numero di MOJO dedicato appunto al sesto disco dei LZ…

Tornando a noi, questo è un disco giusto per chi frequenta questo blog, per chi viaggia lungo le blues highway della propria anima, per chi è alla ricerca del proprio nido di stelle.

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LED ZEPPELIN PHYSICAL GRAFFITI DELUXE EDITION

27 Feb

 

LED ZEPPELIN PHYSICAL GRAFFITI DELUXE EDITION

Led Zeppelin ‘Physical Graffiti” 1975 – 2015

ORIGINAL ALBUM – LZ FAN: TTTTT+

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTTT

 BONUS DISC – LZ FAN: TT

BONUS DISC – CASUAL FAN: TT

PACKAGING: TTTTT

ORIGINAL ARTWORK: TTTTT+

LED ZEPPELIN PHYSICAL GRAFFITI DELUXE EDITION

Nei momenti di incazzatura più feroce mi ero ripromesso di non parlare più di queste riedizioni degli album dei LZ curate da PAGE, ma come vedete non riseco sottrarmi alla faccenda. Fino ad oggi il materiale bonus è risibile, quasi una comica, ma per quanto uno possa scuotere la testa e pensare che PAGE sia sempre più isolato (e circondato da yes men) nella sua torre d’avorio, bisogna tener conto che si sta parlando degli album della nostra vista, di pilastri della storia del Rock, di coordinate precise che permettono alla nostra anima blues di non perdere la bussola lungo le blue highway cosmiche.

PHYSICAL è stato l’album dei LZ che più ho faticato ad amare. Ero un ragazzino e durante i primissimi anni della mia profonda storia d’amore con il gruppo, come ho già scritto, non riuscivo a trovare la chiave di volta. Non ero aiutato nemmeno dai miei amici amanti della musica, nessuno citava mai PG. Ricordo che l’unico pezzo che mi piaceva era THE ROVER. PG era troppo complesso, non aveva al suo interno un brano dal riff riconducibile ai primi lavori della band che facesse da ponte, non possedeva l’immediatezza degli altri album. Il giovane Tim però era un fan appassionato dei LED ZEPPELIN e quando si mise ad ascoltarlo sul serio iniziò ben presto a sentire il sole battere sul viso e le stelle riempire i suoi sogni.

Già, mi ci volle un po’, ma poi arrivo l’estasi mistica, estasi che ancora oggi mi torna in mente e che mi fa venir la pelle d’oca, ripensando alle sensazioni che provai in alcune circostanze mentre scoprivo questo monumento alla musica Rock. Otto i pezzi scritti dalla band nel 1974 per il nuovo album (CUSTARD PIE, IN MY TIME OF DYING, TRAMPLED, KASHMIR, IN THE LIGHT, TEN YEARS GONE, WANTON SONG, SICK AGAIN), sette quelli recuperati dalle session degli album precedenti periodo 1970/72. Si dice che PAGE decise di ripescare le vecchie cose per dare una continuità con il passato alle performance vocali di PLANT; il biondo di Birmingham aveva smesso di essere quello dell’immaginario collettivo già nell’estate/autunno del 1972, nel 1973 il suo cantato si fece più rauco, meno incline a spingere e a raggiungere le vette del passato. Tra il 1973 e il 1974 si dice anche che sia stato operato alle corde vocali. Io però non sono sicuro delle intenzioni di PAGE; negli otto nuovi pezzi PLANT canta molto bene, magari non urla come in passato (ma questo è un bene) e non raggiunge le tonalità impossibili di un tempo, ma la voce si fa tonda, vissuta, bluesy. Per il sottoscritto, uno spettacolo.

LED ZEPPELIN PHYSICAL GRAFFITI DELUXE EDITION

CUSTARD PIE è manifesto dell’hard rock metà anni settanta dei LZ, riferimenti blues, allusioni sessuali marcatissime (avrebbero fatto prima ad intitolarla LA FIGA), il clavicordo che risponde alla chitarra, il Rock che parla direttamente alla pancia. THE ROVER è del 1972, Hard Rock dalle aperture melodiche di splendida fattura. IN MY TIME OF DYING un heavy blues dipinto di slide con una prova d’insieme da brividi. Qualcuno ogni tanto riporta in vita con accenno ironico una dichiarazione di JONES al tempo di LZ IV “Dopo questo disco, nessuno ci paragonerà più ai Black Sabbath!”. In parecchi se la prendono con JONESY per questa sciocchezza, o con PAGE quando in passato denigrò GRAND FUNK RAILROAD. Io credo che dal punto di vista di un musicista del loro stampo (e non solo) sia una cosa inevitabile da pensare, e basta ascoltare IN MY TIME OF DYING per capire che, a livello di Rock band, qui siamo su un altro pianeta, distante anni luce dalle ritmiche grossolane di CHILDREN OF THE GRAVE e dagli arrangiamenti infantili dei GRAN FUNK. Il testo proviene da un vecchio blues, tematiche grevi (ma sempre sul limite dell’ironia blues) spezzate da ROBERT che dopo aver invocato Gesù (Oh my Jesus. Oh my Jesus. Oh my Jesus.) si mette a supplicare GEORGINA (Oh Georgina. Oh Georgina. Oh Georgina.), una ragazzotta dalle grandi tette apparsa in quel tempo sulla copertina di Playboy.

HOUSES OF THE HOLY doveva essere la title track dell’album omonimo, infatti è un pezzo solare, gioioso, irresistibile. Giocato sullo stesso giro, senza strofa o ritornello, alza il livello del mood, esalta le cromie, profuma di primavera. TRAMPLED UNDERFOOT nel testo è un omaggio a ROBERT JOHNSON (tutti in ginocchio!) e alla sua TERRAPLANE BLUES, la musica invece è un vorticoso e sinistro funk. Da ragazzo andavo spesso alla birreria DA NUBE a Spilamberto, nel modenese, il locale era adagiato sulle rive del fiume Panàro e nel juke box di NUBE era presente, tra gli altri, il 45 giri di TRAMPLED UNDERFOOT/BLACK COUNTRY WOMAN. La cosa mi stupiva ogni volta, come poteva un gruppo fare uscire un singolo con due pezzi così particolari?

KASHMIR è Kashmir, c’è poco da dire. A me non è mai piaciuta troppo, o meglio KASHMIR mi piace meno di quello che penso. E’ bello suonarla col gruppo perché ti senti padrone dell’universo, ma alla lunga mi annoia un pochetto. Credo che con una strofa in meno (la quarta) sarebbe stato un pezzo migliore. Ad ogni modo KASHMIR è il template che ha dato la stura, soprattutto in ambito Hard Rock e Metal, ad una serie infinita di imitazioni. Dopo di esso quasi ogni gruppo si è cimentato almeno una volta col compitino di epic-eastern Rock. Credo siano stati i QUEEN col pezzo INNUENDO i soli a raggiungere le vette dei LZ.

LZ Physical Graffiti Deluxe edition

IN THE LIGHT è un altro pezzo alla LED ZEPPELIN versione mid seventies. Esoterico, misterioso e poi luminoso e messaggero di speranza. La coda finale è una meraviglia, con le frasette melodiche di PAGE che rincorrono le parole di PLANT.

BRON Y AUR proviene dalla session di LZ III ed è uno degli incantevoli quadretti acustici di PAGE. Suonato in accordatura aperta di DO, profuma di antica Britannia e fa il verso alle malinconie ancestrali dell’essere umano. Con DOWN BY THE SEASIDE siamo nel periodo LZ IV, 1971 dunque, e come tutti sanno qui siamo sotto l’influenza di NEIL YOUNG. Io ce la sento, ma chissà perché mi viene sempre in mente il NEIL YOUNG di ON THE BEACH, che però è un album del 1974. A un mio caro, caro, caro amico, amante anch’egli dei LZ, il ROBERT PLANT di DOWN BY THE SEA SIDE non risulta credibile, a me invece piace un sacco. La canzone è piena di buone vibrazioni e ogni volta che la sento vedo le barche a vela sul filo dell’orizzonte che ammiravo da bambino quando in vacanza i miei mi portavano ai lidi ferraresi. Lele, il mio batterista, dice che è la canzone della felicità. Credo abbia ragione. TEN YEARS GONE è la mia canzone preferita in assoluto. Andamento malinconico, intrecci di chitarre di lignaggio supremo, testo senza tempo, sviluppo ricco e profondo, assolo di chitarra che dice tante, tante, tante cose. Mi basta scriverne per avere gli occhi lucidi. I LED ZEPPELIN, cazzo!

NIGHT FLIGHT deriva anch’essa dalle registrazioni fatte per LZ IV. Altro momento giocoso e positivo. PLANT tocca vertici irragiungibili. Con THE WANTON SONG si torna all’hard rock dissoluto e licenzioso. Riff giocato sull’ottava di SOL, simile a quello di IMMIGRANT SONG (che però è in FA#-) ma con gli accenti spostati, su cui si innesta una sezione ritmica come sempre inarrivabile e irrefrenabile. In puro stile Zeppelin, l’apertura di preparazione all’assolo è sorprendente e ricca di musica. BOOGIE WITH STU è un divertissement che deriva dalla session di LZ IV. IAN “STU” STEWART, il sesto Stones, si stava occupando del Rolling Stones Mobile Studio mentre il gruppo registrava, un giorno finì per mettersi al piano e tutti insieme si misero a giochicchiare sul tema di OH MY HEAD di Ritchie Valens. Il risultato fu BOOGIE WITH STU,  piacevole momento di svago. (by the way, STU suona anche il piano su ROCK AND ROLL). BLACK COUNTRY WOMAN è un ulteriore episodio ludico giocato sulla accordatura aperta di SOL. Memorabile l’entrata in scena di BONHAM. SICK AGAIN chiude il disco, Hard Rock per nulla banale ma che non ho mai trovato attraente.

Una volta, in visita a Roma, parlando con Polbi nel bel mezzo delle TERME DI CARACALLA, le paragonai a PHYSICAL GRAFFITI; il senso di grandiosità appartiene ad entrambe le opere, opere che per quanto seriose e atte a tratti ad incutere timore, sono state create per il benessere degli esseri umani. Per lustri interi il mio album dei LZ preferito è stato il III, poi per qualche anno il IV, e in questa prima fetta degli anni dieci credo sia PHYSICAL GRAFFITI (se escludiamo i momenti in cui ITTOD, il mio alter ego, prende il sopravvento ed è IN THROUGHT THE OUT DOOR a diventare il mio prediletto).

Il nuovo remaster, come ho già avuto modo di dire riguardo ai precedenti, mi pare ottimo. Mi sembra di non aver mai sentito così bene il clavicordo (si, insomma, il clavinet) di JONES in CUSTARD PIE sul canale sx. In IN MY TIME OF DYNG la voce mi sembra si senta meglio rispetto alle versioni precedenti mentre in TRAMPLED UNDERFOOT sento (più o meno distintamente) la chitarra funk col wah wah di PAGE poco prima dell’assolo, cosa che forse non avevo mai notato prima. Forse sono suggestioni…

LZ Physical Graffiti booklet

COMPANION DISC:

solo sette i pezzi previsti nel materiale bonus, altra scelta da mentecatti. Anche volendo tenere la confezione a 3 cd, in termini di spazio il companion disc avrebbe potuto contenere almeno altrettanti brani. BRANDY & COKE è un rough mix di TRAMPLED UNDERFOOT, la voce è meno effettata e quindi più chiara e le tastiere sono più in evidenza. Niente assolo. IN MY TIME OF DYING ha la voce più su nel mix e la punteggiatura leggermente cambiata. Non c’è l’overdub di chitarra quindi l’assolo (al minuto 5:00) è diverso. HOUSES OF THE HOLY: il campanaccio (la cowbell insomma) è più alto nel mix, c’è una spiccata armonia vocale all’altezza di “Let the music be your master”, manca l’assolo finale. BOOGIE WITH STU ha il mandolino anche all’inizio ma e DRIVING TO KASHMIR è praticamente la stessa dell’originale, forse qui non cambia proprio nulla. Dei sette pezzi, dunque, cinque sono mix leggermente diversi da quelli pubblicati all’epoca. Ditemi voi il significato di una cosa del genere.

SICK AGAIN: early version di un paio di minuti,  curiosità che può avere un senso. Basso, batteria e un paio di chitarre che si appuntano le varie sezioni del pezzo. Per un fan è robetta interessante. Al basso ci dovrebbe essere JIMMY PAGE. La versione è la stessa apparsa nel 1997 sul bootleg TANGIBLE VANDALISM, seppur con un mix diverso e con una minor durata (che on realtà era di 3,40 minuti).

EVERYBODY MAKES IT THROUGH: versione alternativa di IN THE LIGHT con inizio diverso da quanto pubblicato nel 1975. L’intro e la strofa infatti sono appannaggio di un ottimo lavoro di clavicembalo, l’atmosfera è sinistra e malinconica, a me piace molto. Il tutto poi si sviluppa sugli stessi canoni di IN THE LIGHT. Nella registrazione manca il basso. Episodio dunque di valore, peccato che fosse apparso (seppur non in questa qualità) su bootleg già dal1997. Peccato inoltre che PAGE sul finale ne abbia tagliato un pezzettino: un cantato di Plant “light light light, in the light” e quattro guitar riff. Mah.

Anche in questo caso mancano inediti già apparsi su bootleg (SWAN SONG ad esempio, poi apparsa sul primo dei FIRM col titolo MIDNIGHT MOONLIGHT) e gli inediti veri e propri che sappiamo esistere.

Proprio ieri PHYSICAL GRAFFITI ha debuttato al primo posto nella classifica inglese, immagino arriverà nei primi posti anche di quella americana. E’ un album pubblicato esattamente 40 anni fa.

LZ Physical Graffiti

PHYSICAL GRAFFITI DELUXE di Paolo Barone

Physical Graffiti e’ il disco piu’ affascinante, vario e misterioso di tutta la storia del Rock.

Vertice della creativita’ Zeppeliniana, grezzo, pieno di lati oscuri, non ammaestrabile, Physical Graffiti non ti fa sentire a casa, non ti da l’Hard Blues dei primi dischi o la perfezione totale dei due precedenti. Ti spiazza e ti avvolge nella sua dimensione, ci vogliono anni di ascolti per districarsi nei suoi labirinti sonori.

Credo sia il disco che ho ascoltato di piu’ in vita mia. Ci arrivai che ero gia’ un fan della band, mi ero costruito un immagine di loro e del loro mondo con i primi cinque album e il film, per cui ascoltare Physical fu come scoprire un inesauribile fonte di segreti. Tutti pezzi bellissimi ma di non facile presa, mi perdevo nella maestosita’ di Kashmir e Ten Years Gone, ma le sensazioni che mi arrivavano erano diversissime da Whole Lotta Love o Stairway. Il suono del disco era diverso, meno pulito e diretto, meno scintillante ma piu’ profondo e misterioso. Black Country Woman con le sue voci in presa diretta che mi sembrava di essere in giardino con loro, la forza di Custard Pie, The Rover e Wanton Song. Ma poi ascoltavo In the Light, Down by the Seaside, Houses, Night Fly e mi chiedevo che razza di musica fosse questa. Non gli sapevo dare un nome, e specie da ragazzi abbiamo bisogno di dare un nome alle cose, di classificarle per sentirci piu’ tranquilli. Tutti i miei amici parlavano dei Led Zeppelin come di una band Hard, ma su PG di Hard, per lo meno per come lo intendevano loro, ne sentivo ben poco. E poi la copertina. Bellissima, forse la piu’ bella in assoluto, con quel palazzo cosi gotico e tutte quelle scene surreali alle finestre, completamente scollegate da ogni filo logico ma perfette nel loro insieme, proprio come la musica che contenevano. Quanto tempo ho passato a guardarle una per una, a trovare significati e messaggi nascosti. Non aveva proprio nulla a che fare con la grafica dei primi tre album o i simbolismi Hippie dei due precedenti. L’inserto addirittura anticipava un estetica Punk con le lettere ritagliate tutto in bianco e nero, ed e’ strano pensare che il palazzo di Physical Graffiti e’ a pochissimi passi da dove New York Dolls, Ramones e Patti Smith Group usavano ritrovarsi proprio in quel periodo. Nel corso degli anni pensare a questo disco mi ha sempre evocato l’immagine della rock band isolata dal resto del mondo, in una casa grande e decadente con uno studio mobile di registrazione a disposizione, libera di esprimere la propria creativita’ senza limiti e costrizioni, un po’ come Exile on Main Street disco gemello per molti versi. Un immagine molto forte e piena di suggestioni.

E’ un opera monumentale PG, fatta pero’ di mille piccole sfumature che hanno resistito benissimo al passare dei decenni, grazie anche alla relativa esposizione mediatica. Kashmir a parte, e’ un disco che non ha subito abuso di ascolti come il quarto ad esempio, e riesco ancora oggi a goderne pienamente, l’isola sulla quale ancora naufrago felice quando nessun esplorazione sonora riesce a portarmi via.

Con questi presupposti come potevo restare indifferente a tutta questa storia della riedizione in occasione del quarantesimo anniversario. Come non metterci una carica emotiva personale. Impossibile, per fortuna impossibile.

Sono quindi molto contento per gli effetti generati da questa uscita discografica.

A detta di Page, se non ho capito male, l’ulteriore remasterizzazione dovrebbe rendere l’ascolto via Mp3, streaming e formati digitali vari, molto meglio di prima. Mi sembra un ottima cosa. Se qualcuno non avesse ancora in casa una copia in cd o vinile, questa riedizione in versione normale e’ molto ben fatta e a prezzi ragionevoli. Se poi uno vuole spendere di piu’ e portarsi a casa un qualcosa di veramente celebrativo, allora la Super De Luxe fa la sua figura. Una confezione veramente bella e curata.

Purtroppo pero’, con l’edizione De Luxe, quella con il Companion cd che ho comprato io, qualche problema esiste ed e’ abbastanza evidente.

Ok, abbiamo capito ormai che da queste riedizioni Zeppeliniane non c’e’ da aspettarsi nulla in termini di materiale inedito, ma solo mix alternativi, versioni strumentali e poco, poco di piu’. Personalmente, dopo un breve momento di delusione iniziale, non ne ho fatto un dramma e mi sono goduto la cosa per quello che e’, ne’ piu’ e ne’ meno. Ma per Physical Graffiti si sarebbe veramente dovuto e potuto fare di piu’, e invece si e’ riusciti addirittura a fare di meno…

Va benissimo la versione alternativa di In the Light, va bene un mix un pochino diverso di Trampled, In my Time of Dying e di Houses…Sick Again strumentale….andavamo pure bene cosi…e invece no. Kashmir e Boogie with Stu suonano praticamente identiche (perlomeno alle mie rozze orecchie di subacqueo!), e il Companion cd finisce qui. Tutti gli altri fantastici brani? Spariti. Custard Pie, The Rover, Ten Years Gone, Night Flight, Wanton Song, Black Country Woman, Down by the Sea Side, Bron-Yr-Aur…Praticamente il cuore di Physical Graffiti saltato a pie’ pari. Noi e queste canzoni non abbiamo meritato nemmeno il contentino dei rough mix. Peccato, sarebbe stato piu’ onesto ed elegante almeno completare l’opera, anche solo per una forma di rispetto verso un disco cosi importante.

Ma io ho voglia e bisogno di sogni e magia, non mi lascio rovinare la festa dalla rozza miopia delle major discografiche, quindi mi unisco felicemente alla celebrazione planetaria di Physical Graffiti che queste riedizioni hanno generato. Godendomi l’ascolto dei vinili originali, dei Bootleg soundboard tour ’75, della marea di inediti e work in progress disponibile in rete, e…ma si, dai, in fin dei conti…passato il fastidio iniziale, anche del Companion disc 2015.

Original Album – LZ Fan PPPPP+
Casual Fan – PPPPP
Bonus LZ Fan – PPP
Casual Fan – PP
Packaging – Super De Luxe PPPPP Normale e De luxe PPPP

 

PFM “Paper Charms – the complete BBC recordings 1974-1976” (Cherry Red Records 2014) – TTTTT

4 Gen

ITALIAN/ENGLISH

Questo cofanetto raccoglie naturalmente le registrazioni fatte dalla Premiata in terra inglese per la BBC tra il 1974 e il 1976, ed è spettacolare. Certo, sono registrazioni che giravano già tra i collezionisti e nel circuito dei bootleg, ma non in questa qualità, soprattutto le cose video.

Ho scritto spesso su questo blog che la PFM è uno dei grandi gruppi di quello che ora chiamano progressive rock, un gruppo che non sfigura per nulla davanti ai giganti inglesi: ELP, YES, GENESIS, KING CRIMSON. Magari è arrivata con un annetto di ritardo, finendo per essere certamente influenzata dai primi lavori dei colleghi britannici, ma ha saputo con estrema leggiadria portare avanti un discorso anche originale grazie alle suggestioni mediterranee e alla bellezza delle composizioni. Io quando sento gli album storici della PFM degli anni settanta godo di quella musica magnifica in modo totale, completo, cosmico. Sapete che in campo prog io vado matto per i miei amati ELP, ma davanti alla Premiata a volte mi chiedo quale sia il vero amore prog della mia vita.

PFM Paper Charms the complete  BBC session 1974-76

Queste registrazioni mostrano che razza di eccellenti musicisti, arrangiatori e compositori fossero i ragazzi della PFM. Dal punto di vista strumentale di sicuro sopra ai GENESIS, e probabilmente alla pari con YES e ELP. Il concerto del 1975 è quello relativo alla formazione classica a cinque, dove i cantati sono quindi quelli più eterei e morbidi, pur mantenendo sempre buona determinazione; questa è la formazione forse più amata …

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PFM Paper Charms the complete  BBC session 1974-76

A me però piace molto anche il periodo caratterizzato dall’entrata di BERNARDO LANZETTI alla voce, ma capisco che il suo modo di cantare piuttosto graffiante possa non essere cosa per tutti.

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Il DVD è molto godibile, il materiale è tratto dal programma THE OLD GREY WHISTLE TEST ed è bellissimo vedere FLAVIO, FRANZ, FRANCONE, MAURO e PATRICK perdersi candidamente nella loro grande musica. CELEBRATION come sempre è favolosa, ALTA LOMA piena di sciccherie chitarristiche e CHOCOLATE KINGS grintosissima, con una variazione solo strumentale da brividi.

Sì, lo so, sto usando troppo iperbole, ma la PFM, questa PFM, le merita tutte. Best prog band ever!

PS: Non ringrazierò mai abbastanza GREG LAKE per aver portato il gruppo alla Manticore agli inizi degli anni settanta.

(broken) ENGLISH

This box set collects of course all the recordings made by Premiata on English soil for the BBC between 1974 and 1976, and it is spectacular. Sure, they are recordings that were already flying among collectors and on the circuit of bootlegs, but not in this quality, especially the video bits.

I have written often on this blog that the PFM is one of the great groups of what is now called progressive rock, a group that doesn’t do badly before the british giants ELP, YES, GENESIS, KING CRIMSON. Maybe they came with a year delay so they were certainly influenced by the early works of the British colleagues, but they managed to carry on a musical work with extreme loveliness, a work that was also original thanks to the Mediterranean suggestions and to the beauty of the compositions. When I listen to PFM’s classic albums of the seventies I enjoy the magnificent music in a total, complete, cosmic way. You know that in the field of prog I go crazy for my beloved ELP, but before the Premiata sometimes I wonder what is the true prog love of my life.

The cds of this box set show what kind of excellent musicians, arrangers and composers were the  PFM boys. From the point of view of instrumental ability they are safely above GENESIS, and probably on a par with YES and ELP. The concert of 1975 is related to the classical five member line up, where the vocal offer is the the most ethereal and soft, while maintaining good determination; this line up is perhaps the most beloved …

Howeve I also like the period characterized by the entry of  singer BERNARDO LANZETTI, but I understand that his way of singing, rather scratchy, may not be something for everyone.

The DVD is also very enjoyable, the footage is taken from the program THE OLD GREY WHISTLE TEST and it is great to see FLAVIO, FRANZ, FRANCONE, MAURO and PATRICK playing candidly their great music. CELEBRATION as always is fabulous, ALTA LOMA is full of guitar elegance and CHOCOLATE KINGS is gritty, with a super instrumental variation.

Yes, I know, I’m using too much hyperboles, but the PFM, this PFM, deserves ‘em all. Best prog band ever!

PS: I can not thank enough GREG LAKE for bringing the group to Manticore in the early seventies.

METAL SHOCK n.37 gennaio 1989 (Ritchie Sambora)

17 Dic

MS 37 gennaio 1989: viene pubblicato il mio articolo su SAMBORA; rileggendolo storco il naso,  fu infatti eccessivo descriverlo come ” schivo a vestire i panni del guitar-hero” e “chitarrista gentleman”, visto che anch’egli andò spesso e volentieri sopra le righe seguendo il mood del gruppo e un po’ di tutto il movimento americano (e non) di quegli anni; ad ogni modo ecco cosa pensavo di RS 25 anni fa.

FILE PDF:

METAL SHOCK N 37

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Metal Shock N 37