Stanislao era uno dei randagi che gironzolavano qui intorno, negli ultimi anni finì per unirsi alla colonia dei nostri felini. Stanislao era un bellissimo gattone tigrato, capace di assoggettarsi al nostro Palmiro, il maschio a capo della colonia, senza troppi problemi.
Apparve qualche anno fa di notte, lo scorgemmo dapprima in cortile, quindi sulle scale dove gli lasciavamo sempre una ciotola di cibo e fu così che iniziò ad essere più o meno stanziale. Durante il giorno spariva, pensammo sin da subito avesse un’altra casa, un altro rifugio dove approdare, era infatti pasciuto, col pelo curato e appunto non troppo spaventato da due umani sconosciuti come noi, ma la sera tornava sempre qui. In principio ci riferivamo a lui chiamandolo Bigio, visto il colore del mantello.
Pian piano iniziò ad entrare con cautela in casa, rimanendo vicino alla porta d’ingresso e mangiando le leccornie che gli mettevamo a disposizione. Ci permise poi di accarezzarlo e da lì le cose divennero semplici: reciproca fiducia, reciproco amore.
Stanislao – Domus Saurea autunno 2021 – foto TT
Capì infatti che poteva fidarsi dei suoi due nuovi umani, tanto che finì per cercare di entrare in casa ad ogni occasione. Gli altri gatti lo accettarono senza troppi problemi, anche perché era leale e diventò inoltre un fiero alleato di Palmiro nella protezione dei territori. Arrivammo a chiamarlo Stanislao, senza un motivo particolare, fu un scelta immediata e naturale.
Con lui la colonia arrivò a 9 individui, i nostri sei (Palmiro, Raissa, Spaventina e Ragni + le due gattine Strichetto e Minnie che scelsero di accasarsi qui da noi anni addietro) e i tre randagi che qui trovarono rifugio (Ozzy, Rossignol e Stanny appunto).
Trovarmelo sul petto fu piuttosto naturale, Palmiro non si ingelosì più di tanto e Stanny amava sottolineare il legame che ci univa.
Stanislao (detto Stanny) – Domus Saurea agosto 2022 – foto TT
Ogni tanto spariva ma puntualmente ricompariva dopo pochi giorni, faceva parte della famiglia, lo aveva capito anche lui e sapeva che un pasto e un riparo sicuro qui per lui erano assicurati.
Stanislao – Domus Saurea 2022 – Foto Saura T
Da un po’ Stanny era sparito, ci eravamo preoccupati, da settembre dello scorso anno sfortunatamente una grande fetta delle campagne intorno alla Domus è stata riaperta alla caccia ed inoltre qui intorno vi sono sempre state volpi e donnole, per non parlare degli avvistamenti di lupi a poco più un chilometro. Speravo tuttavia che un gattone come lui, in forze e in piena salute, se la cavasse. Purtroppo non è stato così.
Stanislao – Domus Saurea 2022 – Foto Saura T
Nelle ultime settimane essendo sparito anche Ozzy (il randagio nero, malato da tempo, che avevamo con l’aiuto del veterinario e del cortisone rimesso a nuovo o quasi) eravamo attenti a scrutare l’orizzonte in cerca di dei nostri due gattoni scomparsi, ma dopo aver battuto le campagne qui intorno e chiesto a tutti i nostri vicini nell’arco di un km o due, ci eravamo quasi rassegnati. Certo, in noi albergava la speranza che entrambi fossero tornati da dove erano venuti, che magari avessero davvero una seconda casa.
Di Ozzy ancora nessuna traccia, ma purtroppo Stanny lo abbiamo trovato, morto. Su indicazione di una vicina che porta spesso in giro i suoi cani, lo abbiamo rinvenuto in fosso, morto da tempo, impallinato dai cacciatori in una parte del muso e su di un fianco.
Ora, che la caccia sia una attività umana senza senso è un dato di fatto, gente che va in giro ad ammazzare animali per divertimento non ce ne dovrebbe essere, e la legge che ancora lo permette è uno schifo, come uno schifo sono i cacciatori, quel “gruppo sociale di praticanti che hanno la propensione a ritenere l’atto di caccia come esercizio di una insopprimibile facoltà naturale dell’uomo.”
L’odio che provo per loro è viscerale, ed oggi questo sentimento è ancora più furente, io sono per l’antispecismo*, e so anche che non ci sono differenze tra una lepre e un gatto, ma sono umano, faccio quello che posso, e quello che hanno ammazzato era un mio gatto e dunque il dolore è più vicino a me ed è quindi straziante. Come ho già scritto su questo blog, bisognerebbe aprire la caccia ai cacciatori, uomini di melma che per il proprio diletto personale compiono una attività che giudico criminale.
E’ così dunque che se ne è andato il nostro bel gattone bigio, ovviamente lo abbiamo recuperato e ora è sepolto sotto ai frassini qui alla Domus.
Caro Stanny, grazie per essere passato da noi, per aver condiviso qualche anno di vita insieme, grazie per l’amore che hai saputo dare e ricevere e per averci fatto compagnia in questa vita che, come sai, non ha un cavolo di senso. Che l’ultima scintilla di materia che ti rappresenta possa volare sopra queste campagne che tanto hai amato e che erano e sono casa tua.
Addio Stanny, addio amico mio.
Stanislao – Domus Saurea 2022 – Foto Saura T
*Pensiero, movimento, atteggiamento che, in opposizione allo specismo, si oppone alla convinzione, ritenuta pregiudiziale, secondo cui la specie umana sarebbe superiore alle altre specie animali e sostiene che l’essere umano non può disporre della vita e della libertà di esseri appartenenti a un’altra specie
Senza tirarla troppo per le lunghe, il dio romano Giano (Ianus appunto) era il dio degli inizi, ed era raffigurato con due volti (il famoso Giano bifronte) perché aveva la capacità di guardare e il futuro e il passato. Il mese di gennaio (Ianuarius) precisamente deve il suo nome a Giano, divinità che rappresentava anche il concetto di passaggio, di cambiamento.
Giano bifronte
In questo periodo, anche se gennaio ormai è alla fine, siamo un po’ Giano anche noi, affrontiamo un nuovo inizio d’anno, di stagione, di blues, ma con lo sguardo rivolto pure al passato (soprattutto musicalmente) e come sempre ne racconteremo su queste pagine miserelle. A proposito di queste paginette, tra meno di un mese saranno 12 anni di blog, ehi … mica male davvero, ci vuole una discreta costanza, ma d’altra parte come scrivo spesso non so dove sarei senza questo blog. In Scandinavia forse, lontano dalle latitudini latine in cui vivo sempre più a fatica? Sulle rive del Mississippi dove verrei finalmente battezzato nel nome del blues? Nella mia isoletta caraibica preferita dove per un istante sorse il Sol dell’Avvenire? Ma riuscirei a vivere in quei luoghi? A Santa Clara, nel Bayou, a Copenhagen? Riuscirei a tirare fuori la ramazza, a togliere la polvere da essa e riassettare casa prima di partire?
Conoscere Il Blues
Quando colleghi, amici, conoscenti vengono a confrontarsi con me circa la musica (Rock e Blues) io inizio a sentirmi inadeguato, perché finisco per fare una parte che – essendo uomo di una (in)certa età – vorrei non fare più, ovvero quello del pseudo esperto con una verve critica che non fa sconti. Il fatto è che sono un cagacaxxo e non riesco più ad essere accondiscendente e ad esimermi dunque dall’entrare nel vivo del discorso con la mia solita vena polemica; d’altra parte in un mondo dove ormai il senso critico è sparito, tutti i dischi, i concerti, i gruppi, gli artisti sono descritti solo con iperbole a volte davvero fuori luogo. Finisco sempre per cercare di far capire a chi, magari non ha una passione come la mia e dunque ha una preparazione meno capillare, come stanno le cose, o comunque come la vedo io; così facendo mi sembra quasi di dovere vendere le mie tesi, di dover convincere il mio contendente ad acquistare il mio prodotto.
Quando ero un bambino talvolta venivano a bussare alla porta venditori di enciclopedia, noi finimmo per avere “Conoscere”, un vero e proprio must negli anni sessanta e settanta
e ora, a decenni di distanza quando vengo coinvolto in questi argomenti mi sembra di essere appunto un venditore di enciclopedie, che so, di “Conoscere il Blues”, 666 volumi di storie di uomini e musica obliqua, oppure di essere uno che va in giro bussando di porta in porta a predicare la musica rurale nera degli anni venti e trenta del XX secolo … il testimone del blues.
VITA IN AZIENDA:
“Tim Tirelli number one”
9 gennaio (Natale insomma … questa non è per tutti), dopo la chiusura l’azienda riapre. Tornare al lavoro dopo uno stacco piuttosto lungo non è mai immediato e dunque sono un po’ sgrauso A metà mattina incontro sulle scale una collega dell’ufficio personale, è insieme ad un nuovo arrivo, una giovane donna che inizia oggi. Dopo le due chiacchiere di rito ci salutiamo, mentre scendo le scale sento che la mia collega le dice: “Quello che hai appena conosciuto si chiama Stefano Tirelli, ma lo chiamiamo tutti Tim, per la precisione Tim Tirelli Number One”.
Scuoto la testa… ma che buraccione ho messo in piedi anche qui?!
“Cé uno che suona la chitarra”
Una mia amica è a pranzo col suo compagno e ad un figlio di lui avuto da una precedente relazione. Il figlio ha pressappoco 25 anni e lavora nello stesso ambito della azienda per cui lavoro, ipertecnologia insomma. Il figlio parla della sua professione e della ditta di cui fa parte e dice: “Sì, ma noi siamo una ditta che fa quello che può, non siamo come (cita il nome della mia azienda), là sono ad un altro livello, sono bravissimi, pensate che che hanno persino un super chitarrista che va in giro per l’azienda a suonare mentre gli altri lavorano, così tutto diventa più stimolante”
La mia amica mi riferisce la cosa e rimango basito da come le voci, le storie, passando di bocca in bocca ad ogni passaggio acquistano sfumature nuove sino a superare l’effettiva realtà. Sì, lavoro in una azienda speciale e preparata, con una nomea di un certo tipo, dove suono sì col mio gruppo ma quando organizziamo feste aziendali e dove – fuori l’orario del lavoro e su richiesta della direzione – tengo le mie lezioncine sul Rock, ma da qui ad arrivare a pensare che io suoni girando per gli uffici per fare atmosfera ce ne vuole.
ANDARE ALLO STADIO OGGI
L’umana che vive con me mi regala due biglietti per una partita dell’Inter, primo anello rosso, mica roba da tutti i giorni ed è il motivo per cui sono in autostrada diretto nella culla dell’umanità calcistica. Entro nel parcheggio di fianco allo stadio alle 18:30, pago 25 euro (dio pòver!), scelgo il trailer burger (va beh, il furgone dove vendono panini all’esterno del Meazza) dove acquistare per 20 euro (porca madosca) due panini e due bibite. Ore 19: rendez vous con il musical scriba extraordinaire Beppe Riva e Ferdi, con entrambi condivido l’amore folle per l’Internazionale Milano. Mezzoretta passata a discuter di Rock e di Football, due delle nostre grandi passioni. Ore 18:30 siamo ai nostri posti. Entrare a San Siro è ogni volta una forte emozione, stavolta ancor di più essendo nel settore migliore di tutto lo stadio. Mi godo l’atmosfera e il riscaldamento dei ragazzi ma poi pian piano sale una certa insofferenza: musiche da voltastomaco, giochi di luce, miseri inni non ufficiali dell’Inter, intrattenimenti forzati e sopra le righe di stampo chiaramente statunitense, per me davvero insopportabili.
Nella fila sotto alla mia vi sono padre, madre e ragazzina di 12 anni che già si veste e si atteggia come una popstar contemporanea. Lo schermo dello stadio manda in diretta le immagini degli spogliatoi, dove ad un certo punto compare il difensore nerazzurro Acerbi a torso nudo, la ragazzina se ne accorge ed inizia a strillare nemmeno fosse negli anni sessanta davanti a Beatles. E io mi chiedo “ma, proprio Acerbi?”. Poco dopo il tutto si ripete quando Lautaro (una delle stelle della mia squadra) si avvicina al nostro settore. La ragazzina, 12 anni, ha pure un diamante incastonato tra i denti. Niente di che, sono le nuove generazioni, ma fatico a concepire una 12enne che si esalti per Acerbi.
READERS POLL – UK magazine “Sounds” december 1974
Il referendum dei lettori delle riviste inglesi degli anni settanta mi hanno sempre fatto sorridere, non ho mai capito che senso avesse la distinzione tra British Section e International Section, o meglio, capisco il bisogno di una nazione imperialista di avere una classifica dedicata ai soli musicisti britannici, ma i risultati spesso mi fanno sorridere (vedi ad esempio le differenze tra i migliori tastieristi …UK vince Emerson, INT vince Wakeman … con le prime tre posizioni appannaggio degli stessi tre musicisti inglesi). Ad ogni modo, classifica che evidenzia la grandezza degli ELP in quegli anni. Nel 1973 uscì Brain Salad Surgery, nel 1974 il triplo live Welcome Back My Friends dunque facile farsi suggestionare, ma che bello vederli così in alto.
Readers Poll – UK magazine Sounds december 1974
Readers Poll – UK magazine Sounds december 1974
LA FATTORIA DEGLI ANIMALI (1945 – Edizione Mondadori 2015) TTTT
Rileggere di questi tempi La Fattoria Degli Animali significa per me dividermi tra l’acuta satira verso il totalitarismo sovietico di Eric Arthur Blair (va beh, George Orwell) e quella contro il capitalismo senza freni nella rilettura di Roger Waters. Due aspetti della società con cui dobbiamo fare i conti ancora oggi, benché l’URSS non sia più tale da decenni. Orwell era una sorta di socialista moderno che non tollerava quel tipo di società e l’espediente narrativo da lui trovato funziona molto bene. É un’opera di quasi 80 anni fa, dunque a tratti risulta leggermente naif, ma rimane un caposaldo della narrativa del novecento che si rilegge volentieri.
FILM SOBRI
Su Netflix c’è una categoria che si chiama FILM SOBRI, ed è quella a cui sono solito abbeverarmi. Trovo sovente titoli notevoli da guardare.
_IL PRODIGIO / THE WONDER – (Usa/UK/Irlanda 2022) – TTTT
Film potente e drammatico ambientato nel 1862 in un Irlanda profondamente religiosa e dunque bigotta fino all’autolesionismo. Da vedere.
_MR HARRIGAN’S PHONE (USA 2022) – TTT½
Tratto dal romanzo di Stephen King, un buon horror col giovane Jaeden Martell e Donald Sutherland.
_LA SCOPERTA / THE DISCOVER (USA/UK 2017) – TTTT
Un fisico riesce a dimostrare l’esistenza dell’aldilà, le conseguenze per la popolazione sono terribili e forse non tutto è come sembra. Con Robert Redford e Rooney Mara. Da vedere.
_ALL WE HAD (USA 2016) – TTT¾
Film indipendente e drammatico che tratta una di quelle storie di consueta americanaggine fatta di losers e di vite al limite. Film maturo, pieno di sentimento ma sobrio, film di denuncia circa la crisi finanziaria ed immobiliare statunitense..
_IL LEGIONARIO (Italia 2022) – TTT
La celere deve sgombrare palazzi occupati, triste rappresentazione degli angoli nascosti della nostra società. Non male, ma non mi ha convinto del tutto.
_METAL LORDS (USA 2022) – TTT–
Magari è anche divertente, ma alla fin fine non è altro che il solito filmetto di formazione liceale, stavolta con l’heavy metal in primo piano. Con Jaeden Martell.
Su Disney + è disponibile col doppiaggio in italiano il film
_AD ASTRA (2019 USA-CINA) – TTT½
Il fatto è che a me la fantascienza piace parecchio (sono un fan della saga Alien) e dunque tendo a guardare (o perlomeno ad iniziare) qualunque film sci-fi che appaia decente. In questo vi sono Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Donald Sutherland e insieme formano una discreta garanzia. La prima parte della pellicola mi è piaciuta molto, l’ultima un po’ meno. Ad ogni modo in queste giornate che sanciscono la fine delle festività invernali è un film che si fa guardare. Il titolo è preso dal motto latino per aspera ad astra (‘attraverso le asperità si giunge alle stelle’) .
SERIE TV
_Romulus II – La guerra per Roma (SKY ITALIA 2022) – TTTTT
Per la seconda serie di Romulus non possiamo che confermare quanto detto per la prima: serie meravigliosa! Produzione impeccabile, attori magnifici, scenografie credibili. E poi, lo raccomando a tutti, va vista nell’audio originale con i sottotitoli in italiano. Sì perché grazie all’aiuto di linguisti e studiosi i dialoghi sono stati affidati ad un una lingua creata per l’occasione, il protolatino, di cui non sappiamo granché non essendo arrivato a noi nulla di scritto, ma perlomeno l’esperimento suona terribilmente verosimile. E’ un peccato che questa serie non abbia la giusta risonanza internazionale perché è fantastica e meriterebbe un successo planetario. E’ magnifico immergersi nella storia di Roma, magnifico.
_Seven Seconds (USA 2018) – TTT¾
Buon poliziesco che striscia nell’humus delle tensioni tra cittadini di colore e poliziotti bianchi.
PLAYLIST
CODA
Questi ultimi giorni sono stati carichi di promesse nevose, ma non hanno portato nulla, giovedì scorso la neve era data per certa qui in pianura, ma è nevicato a Piacenza, a Parma, a Bologna e in Romagna … le mie due città, Mutina e Regium Lepidi, sono state saltate a piè pari. E va beh, cercherò di trovarla nei sogni la neve, spero che venga a me in maniera vivida e potente, come talvolta succede quando si sogna la mattina e ci si sveglia credendo di aver vissuto davvero quello che la mente si è divertita a creare.
I giorni dopo il 25 si susseguono pallidi e senza fiato, sono quasi irriconoscibili l’uno dall’altro (lo diceva anche Aramis tempo fa), l’azienda per cui lavoro osserva qualche giorno di chiusura e dunque, con maggior tempo a disposizione, ho l’opportunità di impantanarmi nel soliti disgraziati bilanci di fine anno. Il tempo atmosferico sembra essersi allineato al mood del mio animo, siamo sotto l’influsso di un anticiclone africano ma la grande pianura in cui vivo è terra di nebbie, il sole fatica ad uscire e il panorama quindi si uniforma di conseguenza.
Il sole oltre la nebbia – Domus Saurea fine dicembre 2022 – foto TT
Passato Santo Stefano ripenso alle feste appena finite. Le lucine ad intermittenza di cui sempre parlo hanno reso meno pesante quel velo di crepe nere che sono solito indossare …
il sinodo con gli amici è stato uno dei punti più alti della decade dell’anno che preferisco, lo abbiamo organizzato l’ultimo giorno utile della decade che va da Santa Lucia all’antivigilia, quella che ci fanno sognare, sì perché come diceva un filosofo tedesco “l’attesa del piacere è essa stessa piacere”, quindi per assurdo il 24 e il 25 per noi risultano meno importanti e forse più fastidiosi visto il fardello che si portano dietro, “con le cappesante e tutte le altre cavolate” aggiungerebbe il Pike Boy (quando ce lo detto al sinodo siamo scoppiati tutti a ridere). Durante queste serate insieme siamo politicamente scorrettissimi, potremmo sembrare un gruppo di emiliani del tempo che fu, ma la cosa che amo è che ne siamo consci e che razionalmente ed intellettualmente siamo politicamente correttissimi. Stavolta eravamo solo in sei (su nove) ma la serata è stata favolosa. Pheega, Football, Musica Rock, Massimi Sistemi, Letteratura, Cinema …c’è qualcosa di meglio? Io senza i miei amici non so dove sarei. 25 anni di sinodi … mica male. Due di noi sono un po’ centurioni (amano insomma certo heavy rock over the top e kitsch) inutile dire che sono stati – soprattutto uno – mazzolati. Pike ha suggerito di fargli arrivare una lettera di richiamo dal comitato dei probiviri. Vedremo. Ma questo confratello, il nostro Lollo Zakk, ha anche fatto una delle battute più divertenti della serata. Stavo spiegando agli amici quello che vado ripetendo da quasi un anno, e cioè che nonostante io sia un uomo di una (in)certa età, sono mesi che mi sento assai esuberante da un certo punto di vista. Fermi tutti! Niente di che, mai stato un macho, uno stallone, uno sciupafemmine, mai pensato di essere chissà chi in quel campo, registro semplicemente che nonostante l’età mi sembra di vivere una seconda (o terza) giovinezza, che penso spesso alle donne e all’amore, sono insomma in una fase in cui la passione è forte. Parlandone con gli amici ovviamente esagero, ma ne siamo tutti consci. Il fatto è che, so può sembrare assurdo e un po’ patetico ai più giovani, malgrado la nostra età noi siamo esattamente quelli che eravamo a 23 anni, certo magari con più chilometraggio, ma siamo sempre quelli, e ancora guardiamo le donne (o gli uomini se non fossimo eterosessuali) e ancora abbiamo impulsi di un certo tipo. Spingevo sul gas a tal riguardo insomma, ridendo e scherzando, al che Lollo (più giovane di me di quasi otto anni) esclama “Caxxo, ma allora se è questo che mi aspetta non vedo l’ora di raggiungere l’età di Tim!”. Risata fragorosa da parte di tutti. Ma Lollo ha aggiunto anche questo a proposito dei recenti video dei Trouble che mi ha inviato su whatsapp:
“L’altra sera parlavo con mia moglie e le dicevo che certe cose, anche musicali, le posso condividere solo con Tim, altri miei amici mi prenderebbero per strambo o non gliene fregherebbe nulla”
A parte che non sono un appassionato di doom metal ma che questi due pezzi mi piacciono parecchio, ancora rimango sorpreso dall’affermazione di Lollo. Ritorniamo al solito discorso (che riaffronto anche più sotto), io credo di sapere chi sono, ma capire che sono così importante per gli amici, per la gente, mi sorprende e mi fa pensare. Sono proprio un tipetto strano.
The Boys Are Back in Town da sx a dx: Mix, Jay, Lollo, Pike, Tim, Mario – Sherlock Holmes Pub, Regium Lepidi 23/12/2022 – foto Brown Sugar
Il 25 tradizionale pranzo alla Domus con mia sorella, la quale continuava a chiamare i cappelletti (specialità reggiana) tortellini (specialità bolognese-modenese), e ogni volta veniva ripresa dai reggiani presenti. Cappelletti courtesy Antica Cappelletteria Ganassi Lucia, fatti a mano quindi dall’umana con cui vivo e da sua madre.
IN COSA SONO DIFFERENTI TORTELLINI E CAPPELLETTI?
Forma e Dimensione
La prima differenza che si nota è ovviamente la dimensione. I tortellini hanno una dimensione più piccola e minuta (della dimensione dell’ombelico di Venere), mentre i cappelletti sono solitamente più grandi. Anche la forma è diversa, dovuta ad una differente tecnica di chiusura. I tortellini sono chiusi tradizionalmente attorno al mignolo (a Modena attorno all’indice), il cappelletto invece (che ricorda i tipici capelli medievali) viene chiuso direttamente unendo le due estremità del triangolo.
Il ripieno
Viste le prime differenze che si notano a colpo d’occhio, è solo assaggiandoli che abbiamo la vera sorpresa. La grande differenza tra tortellini e cappelletti è infatti il ripieno, che cambia totalmente. Nei tortellini vediamo tradizionalmente un ripieno a base di carne (a Bologna si usa più lombo di maiale, mentre a Modena più Parmigiano Reggiano), invece nei cappelletti il ripieno cambia totalmente da zona a zona: possiamo trovarli con un ripieno di solo Parmigiano Reggiano, oppure con l’aggiunta di un po’ di ricotta ma anche con l’aggiunta di un po’ di carne.
Il condimento
Anche il modo in cui sono condite queste due tipologie di pasta fresca è differente. Se entrambe sono perfette con il brodo, troviamo alcune peculiarità: i tortellini si accompagnano spesso anche alla crema di Parmigiano Reggiano o alla panna, mentre i cappelletti sono perfetti anche con il ragù.
The Emilian way – Cappelletti e Lambrusco – Domus Saurea 25-12-2022 – foto TT
Mi ero ripromesso di bere meno finite le feste, ma come si fa quando Mario mi regala cose del genere?
Costretto a bere – i regali di Mario – Domus dic 2022 – foto TT
Cerco poi di riprendermi dal periodo ad alto tasso di cristianismo con le spiritosaggini di Lercio.
Ho trovato la prefazione di Roberto Vecchio davvero riuscita. Ripeto, davvero riuscita.
Capito a casa dei genitori dell’umana che vive con me, mi cade l’occhio sulla pagina aperta di un vecchio quadernone dove segnano i punteggi delle partite a carte che fanno con i loro amici. Ultimi scampoli di un’Emilia che va scomparendo.
Giocare a carte – i conti di Danillo & Lucia – dic 2022 – foto TT
Nel tardo pomeriggio di oggi andrò con un collega (rossonero e neroverde) a vedere l’amichevole Sassuolo – Inter (in attesa di andare a San Siro il 14 gennaio a vedere la prima partita ufficiale dopo tanto tempo … poltrocina rossa centrale, thank you baby). Stare senza Inter è dura, maledettamente dura.
THE WINTER ALBUM 2022
Dopo tre anni d’assenza torna il Tim Tirelli’s Winter Album, per la prima volta solo in formato digitale. Oltre a questo sulla chiavetta riservata ai confratelli qualche album obliquo in ordine sparso.
NEW YORK … GOODNIGHT
Durante i concerti degli Equinox (il magnifico gruppo con cui omaggio la più grande rock band di tutti i tempi, i Led Zeppelin naturalmente) mi ritaglio sempre un spazio verso la fine per presentare la band e sciorinare le mie solite scempiaggini. Lo faccio in un intermezzo creato ad hoc in Communication Breakdown, la bassista e il batterista tengono un groove funk in MI mentre io mi metto al microfono. Come detto presento i membri del gruppo, ringrazio il locale per averci voluti, benedico tutti nel nome del blues e – se è stata una bella serata – ringrazio il pubblico per la calda accoglienza aggiungendo che per qualche minuto ci è parso di sognare tanto da esserci sembrato di essere sul palco del Madison Square Garden … è tutta una scusa per chiudere come fecero i LZ alla fine delle tre leggendarie serate di fine luglio 1973 nella grande mela “New York … goodnight.”.
Oramai è una manfrina a cui non posso più sottrarmi, chi ci segue esige questo teatrino e attende questo segnale per andare sopra le righe. E’ tutto molto divertente, tanto che le mie due colleghe del cuore, la Mar e la Stremmy Girl, per il mio compleanno hanno pensato di far realizzare ad una graphic designer il fotomotaggio che trovate qui sotto: lo smilzo di Nonantola (va beh, io) sul palco del Madison Square Garden di New York, con la frase incriminata in bella vista. Me lo hanno consegnato mentre ci facevamo un aperitivo in un locale del centro di Mutina a pochi metri dal Duomo, e mi sono commosso. Magari non lo hanno notato, ma è successo … si sono date da fare un bel po’ per realizzare questa cosa il che significa – per tornare al discorso del post del 20 dicembre pubblicato qui sul blog – che mi vogliono bene e che sono una figura centrale nelle loro vite. E’ in queste occasioni che mi dico: “beh, mio caro uomo di blues Tim Tirelli, lo vedi che la gente poi ti vuole bene sul serio?”. È tornato sull’argomento anche il mio cugino acquisito Alberto (marito della Luci, figlia di una sorella di Mother Mary) proprio ieri sera mentre ci facevamo una pizza in uno dei nostri locali preferiti qui a Regium Lepidi “vedi Tim, sei una persona speciale, a te la gente vuole bene” . Al di là dell’impaccio emotivo nello scrivere queste cose un po’ autoreferenziali qui sul blog, mi devo arrendere a quanto mi disse il mio amico Polbi – anima della mia anima – tempo fa: “Tu Tim hai un capacita di penetrazione nella vita delle persone pazzesca!”.
Continuo a sorprendermi della cosa, ma me ne farò una ragione. Per tornare alle mie splendide colleghe: Mar, Stremmy: I love you! You are simply the best!
TT al MSG di NY – concept by Mar & Stremmy Girl – 21-12-2022
POLBI CALLING
Per il mio onomastico il mio amico mi dedica questa
e mi scrive:
Polbi Cell.: ‘Sto Natale sta passando magari anche meno peggio di altri recenti. Sono stato con Mino, mia sorella, le nipoti e altri familiari…qualche momento piacevole, ma nel complesso io purtroppo la penso come Rossana Rossanda: il Natale è una tragedia che si poteva evitare! Nel frattempo, sono riuscito perlomeno a non lavorare in questi giorni e ho ascoltato un po’ di musica Patti Smith, Plant Krauss, Ramones, King Crimson, Dead Boys, insomma solita roba. Ma ormai lo sai, non sento più cose nuove da tempo. Non riesco proprio più. Quanto mi mancano i concerti….certe emozioni….sensazioni, attimi, odori, luci…. Io vorrei andare alle 21.00 al Palaeur a vedere una di queste band: Stones, Pink Floyd, Zeps, Motorhead, Stooges, Clash, Velvet Undergound, Can, Allman Brothers, Patti Smith, Ramones, Big Star, Soft Machine…. Non è possibile e questa cosa è grave. È grave. Non ho più un cazzo di concerto per cui fare di tutto per andare a vedere. È grave mannaia i re Magi. Il rock è molto dal vivo, e io ormai vivo solo nei dischi. Da anni. È molto molto grave Grazie a dio (immagino intenda Jimmy Page, ndTim) ho la subacquea, che ho la fortuna di vederla vivere e cambiare giorno per giorno, che il mio il nostro rock ormai è un campo minato emotivamente…”
Sì, è una cosa grave, non abbiamo più un cazzo di concerto per cui fare di tutto per andare a vedere … io alle 21:00 vorrei andare al Palapanini (o anche all’Unipol Arena di Caselecchio …che tra l’altro è ormai la più grande Arena d’Italia …20.000 posti come il LA Forum e il MSG) a vedere una di queste band: Led Zeppelin, Johnny Winter And, Rolling Stones, Damned, Edgar Winter’s White Trash, Free, Bad Company, ELP, Muddy Waters, The Firm, Mott The Hoople, John Miles, UFO …
E sì, il nostro Rock è emotivamente un campo minato, lo vivo e lo respiro ogni giorno ancora con passione eppure dovrei attraversarlo in punta di piedi, con attenzione … Grazie a dio (Johnny Winter insomma) io ho il blog, il football e il songwriting …
GATTI ALLA DOMUS
Ozzy, il randagio che da anni gironzola qui intorno e che da qualche mese siamo riusciti ad addomesticare (da quando si è presentato dopo mesi di assenza in condizioni pietose tanto che il veterinario aveva pensato all’eutanasia … Ozzy purtroppo ha nella gola una massa tumorale); il giorno della vigilia ci aveva fatto preoccupare, ma poi si è ripreso e noi siamo di nuovo felici. Gli abbiamo regalato quasi 6 mesi di vita in più, ma la cosa importante è che (almeno ci pare) è una vita ben più che dignitosa, piena di coccole, di attenzioni, di amore … nonostante tutto da gatto malandato, magro, spelacchiato Ozzy ora è un bel gattone dal pelo lucido e dalla pancia piena che prova riconoscenza per i due umani che lo hanno salvato. Non sappiamo per quanto terrà duro, non lo faremo soffrire, ma fino a quando sarà il bel gattone in cui si è trasformato la Domus sarà casa sua.
Palmiro, il capo indiscusso della colonia, svolge il suo compito sempre con massima disciplina e rigore, controlla il territorio, scaccia gli intrusi, si assicura che gli altri felini abbiano cibo e una rifugio caldo in cui tornare.
Palmiro scruta i suoi territori – Domus 23/12/22 – foto TT
La piccola Minnie, giunta per caso qui alla Domus tre anni fa, continua a mostrare gratitudine e amore incondizionato per il suo umano di riferimento. Tutte le sante notti mi sale sul petto mentre sono a letto a leggere per poi rannicchiarsi sotto al mio mento una volta spenta la luce. Il nostro è un rapporto d’amore puro, quello che talvolta nasce tra mammiferi di specie diverse.
Minnie sul suo umano – Domus Saurea dicembre 22
FILM
Yesterday – (2019 UK-RU-CINA-USA) – TTT½
Ora che non è più a pagamento mi sono guardato Yesterday su Netflix. Commedia carina. Sul finale, quando compare una figura rock che non nomino, beh ho avuto un tuffo al cuore.
Braod Peak – Fino alla Cima – (Polonia 2021) – TTT½
Film avventuroso e drammatico che racconta la vera storia dell’alpinista polacco Maciej Berbeka. Ora su Netflix.
SERIE TV
Star Wars: Andor (2022 – USA) TTTT¾
Io non sono un Star Wars phreak, ho visto tutti i film e i relativi spin off e le serie che danno su Disney (d’altra parte vivo con una che vive Star Wars come una religione), ma per la prima volta devo dire che la nuova serie spin off Andor è magnifica. Per la prima volta il tutto è comprensibile anche a chi non conosce a memoria gli altri capitoli della saga e cronologicamente non è in grado di posare le pietre miliari nella propria maruga. Basta sapere che nell’universo di Star Wars dapprima vi era una Repubblica che poi venne rovesciata e sostituita da una dittatura, da un Impero, e che la serie Andor racconta e porta in scena i primi passi della ribellione, della resistenza a questo impero del male. Per i più attenti dirò che Amdor è il prequel di Rogue One
L’ambientazione, la scenografia e il mood in generale sono dipinti benissimo, molte le analogie iconografiche con il nazismo. Chi volesse approfondire può leggere questa bella recensione
Vi sarà anche una seconda stagione, il ponte necessario tra la prima e Rogue One. Non sono un gran fan della Disney (a parte i vecchi cartoni animati della mia infanzia e adolescenza a cui sono molto legato) ma devo ammettere che con Andor hanno (finalmente) fatto un gran lavoro. Da vedere.
PLAYLIST
OUTRO
Dicembre è dunque ormai agli sgoccioli, lo vedo passare dalle finestre della Domus, arriverà presto gennaio, poi febbraio e quindi i primi fiotti di primavera; ma l’inverno è ancora lungo e in questi giorni di pace in cui sono solo in casa mi godo questi momenti con me stesso.
Riguardo “Chiamami Aquila” la divertente commediola con John Belushi,
prendo in mano la Les Paul per qualche svisata rock blues, la Danelectro con l’accordatura dadgad sulla quale sto scrivendo un nuovo pezzo e infine l’acustica accordata in MI con cui risuono due recenti canzoni che ho scritto, il blues emiliano I GOT THE BLUES:
Oh io c’ho il blues, che scende giù, che viene su, che non torni più,
mi vesto di blu, ho un chewing gum, il bourbon del sud e un bicchiere di rum
e una suggestione acustica FANTASIA (come into my life):
Sai di acqua fresca sei la pioggia che va, Non è Francesca nella radio di un bar, io e te da soli nella nostra città, i nostri cuori un solo bazar
scrivo per il blog, riorganizzo nella maruga possibili sviluppi riguardo Aramis, mi guardo qualche film, ascolto musica e faccio camminate a passo sostenuto per le campagne intorno a Borgo Massenzio.
Vorrei che nevicasse, che un po’ di candore scendesse su queste terre, magari camminare sotto ai fiocchi che scendono, udire lo scalpiccio dei passi sulla neve fresca, ritrovare me stesso in quel dipinto naif, ma non succederà, almeno non nei prossimi giorni, e allora … un Southern Comfort e Physical Graffiti dei Led Zeppelin.
Capitano giorni in cui mi sento nella periferia della vita delle persone a cui tengo sebbene in realtà non sia quasi mai così, ma il sentimento è quello perciò mi interrogo sul bisogno che ho di essere centrale nelle vita della gente che frequento, su questa necessità spirituale di essere considerato il miglior amico di qualcuno e di sentirmi benvoluto. Ne sa qualcosa il gatto Palmiro a cui chiedo di frequente – soprattutto la sera quando lui entra nel sentimental mood – “ma Palmir, tu mi vuoi bene?”. Da cosa nasca questa esigenza proprio non so, direi di aver avuto una infanzia felice, non è mai mancato l’affetto e l’amore di mia madre e come detto le persone mi dimostrano i loro sentimenti, di esempi ne avrei a bizzeffe …
_L’altra sera all’ Uva D’Oro di Mutina: il cameriere porta il bis dei tre liquori e chiede: “per chi è l’Amaro Del Capo?“, all’unisono il Fontanarosa Boy e Mr MC rispondono: “per il capo!” e mi indicano con decisione. Mi scappa da ridere. Sono a cena con due ex colleghi, giovani uomini che hanno figure professionali tra le più ricercate oggigiorno in campo ipertecnologico e con i quali mi confronto sui grandi temi che siamo soliti abitare (la musica Rock, il football, l’esistenza, il nido di stelle, le profondità cosmiche, la letteratura, le donne). Sembra quasi io sia una sorta di adulto di riferimento per loro, o meglio uno della loro età con qualche lustro in più, con semplicemente un percorso di vita maggiore che loro riconoscono in maniera naturale. Ovviamente non mi metto su nessun piedistallo, ci mancherebbe altro, ma si dimostrano sempre interessati alle valutazioni che faccio, alle storiella di vita che racconto … questo mi colpisce; intendiamoci, so chi sono, so che un minimo di personalità ce l’ho, però che due giovani leoni nel massimo vigore stiano a sentire e rispettino il leone di una (in)certa età in modo così spontaneo mi pare una cosa bellissima. Io, che mi sento spesso null’altro che un povero mammifero del genere umano perduto su di un piccolo pianeta nel buco del culo dell’universo senza sapere il perché, mi sorprendo e mi sento sento felice ad avere amici così.
_Un altro collega, il Tuscany boy, altro giovane leone, non perde occasione per sottolineare “sei il numero uno, vorrei lavorare sempre con te”.
_Il nostro Jackob, ormai pilastro del blog, nei nostri contatti via email nel rivolgersi a me usa appellativi tipo “Magister” o “Lowell” e alla fine dei messaggi mi scrive “devotamente tuo”. Ora, è chiaro che facciamo gli spiritosi, ma questi simpatici epiteti significano anche seguire con attenzione le sciocchezzuole che scrivo su questo blog e dunque riconoscere in me un amico, una persona che vale la pena frequentare e stare a sentire anche solo online. Chiede persino (e non è l’unico), che fine abbia fatto Aramis (ma davvero volete che ritorni?).
Potrei fare altri esempi, dalle colleghe a me più vicine che ormai sono parte integrante del mio essere, alla combriccola degli illuminati del blues con i quali ormai da 25 anni mi trovo a sondare le profondità cosmiche, agli altri probiviri e ai lettori di questo piccolo blog, ma non servirebbe, come dice una mia amica “a te vogliono bene tutti” … e allora perché a volte mi sento in periferia?
Al di là di questo sto vivendo la decade (per esseri chiari, in italiano periodo di tempo di 10 giorni, lo specifico perché certi giornalisti in TV ormai usano decade pronunciata all’italiana al posto di decennio … stolti!) che preferisco, dal 13 al 23 dicembre seguo la corrente ascensionale dicembrina, malinconico certo ma con animo arrembante. Eppure certe domeniche mattine quando mi sveglio e guardo fuori dalla finestra mi rendo conto che la Valpadana è il Regno delle Tenebre.
Valpadana il Regno delle Tenebre – Domus Saurea dicembre 2022 foto TT
Mentre vado al lavoro mi sembra di attraversare il nulla …
Blue Highway – Molino di Gazzata – Dicembre 2022 – foto TT
così la sera, dopo il lavoro, vado alla ricerca di un po’ di luce in centro a Mutina
Mutina – dicembre 2023 – Foto di ?
Mutina – dicembre 2023 – Foto di ?
Una sera mi spingo sino a Nonatown, la mia hometown, la guardo tutta illuminata e le mando un sospiro d’amore, come si fa con certe donne quando instillano in te la passione che tutto travolge.
Nonatown – dicembre 2022 – foto TT
In questa decade si susseguono cene con gli ex colleghi, cene con i colleghi, cene con gli Equinotti, cene con gli illuminati del blues e cene con i miei vicina Anna e Franco. Ora che Adele e Giuse se ne sono tornati al sud, non mi rimangono che loro come punto di riferimento nella stradina lunga e tortuosa in cui viviamo, abitano proprio in fondo a questa stretta lingua d’asfalto, proprio sul punto in cui questo viottolo o poco più va a spegnersi. Dopo la cena Franco apre la boccia di Jack Daniel’s single barrel che ho portato e come può capitare quando si sta bene in compagnia, si esagera, Franco continua a versare e conto almeno 6 whiskey del Tennessee a testa che io, lui e suo fratello Pino buttiamo giù. Verso mezzanotte, con lo spirito alto, percorro i 500 metri che mi separano dal tepore delle lucine ad intermittenza della Domus. Quest’anno ha fatto tutto l’umana che vive con me, una certa indolenza mi ha frenato, cercavo l’impeto ma non lo trovavo così, è toccato a lei …
Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT
Domus Saurea dicembre 2022 – TDL – foto TT
Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT
Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT
Domus Saurea dicembre 2022 – foto TT
Mi metto sul divano, Palmiro in versione Yoda mi sale sul petto, ci scambiamo qualche segno di fratellanza e di amicizia reciproca, quella tipica che nasce tra mammiferi di specie diverse, e poi via sotto le coperte.
è una gran bella notizia, tuttavia non so se prenderla come singola eccezione o come speranza per altri casi simili in futuro. Rimango ad ogni modo interdetto dalla poca chiarezza (non ho capito se il disco è disponibile in streaming oppure no) e dal pigro giornalismo usato, quello che porta ad errori sostanziali e grossolani: la erre arrotondata di cui si parla è tipica di Parma non di Reggio Emilia (dovuta alla dominazione francese del Nord Italia e di quelle zone in particolare sin dal medioevo e a Maria Luigia D’Austria moglie di Napoleone che nel 1800 risollevò il Ducato di Parma e per questo fu benvoluta ed imitata, anche nel parlare, inutile dire che la lingua da lei utilizzata fu il francese), e per di più – è cosa nota – Guccini è di Modena. Tranne qualche eccezione il giornalismo musicale italiano è sempre stato poca cosa.
FILM
ARGENTINA 1985 (Argentina 2022) con Ricardo Darìn – TTTT
Il film narra una storia vera, ovvero questa: nel 1985, fra mille ostruzionismi, omertà e pochi mesi a disposizione, i pubblici ministeri argentini Julio César Strassera e Luis Moreno-Ocampo si trovano impegnati in un processo senza precedenti, quello contro i capi della giunta militare che ha governato il Paese per gli ultimi sette anni fino all’83, compreso il presidente Jorge Rafael Videla. Il processo non è solo un’occasione di fare i conti coi crimini contro l’umanità perpetrati e taciuti dal vecchio regime, ma di assicurare una volta per tutte la continuità della democrazia in Argentina, periodicamente interrotta da colpi di Stato per cinquant’anni.
Qui sul blog Ricardo Darìn riscuote un discreto successo, io e LucaTod ne andiamo pazzi. Il film da vedere, per ripassare la storia e indignarsi ancora una volta per la spietata dittatura militare di Videla.
SOL INVICTUS
Eccolo qui il solstizio, eccole qui le feste per il sol invictus, un rito vecchio 5.000 anni che il cristianesimo e la Coca-Cola hanno fatto loro. Eccolo qui il periodo isterico in cui tutti in qualche modo siamo coinvolti, la folle corsa contro il tempo prima delle meritate ferie natalizie e di fine anno, l’invasione di film melensi, mediocri e mainstream, degli “auguroni”, dei “a te e famiglia”, della tristezza che attanaglia la gola quando si pensa all’infanzia, a chi non c’è più, ad una fetta della vita andata, ad un altro anno passato. A volte verrebbe voglia di diventare guardiano del faro, mollare tutto e andare a rintanarsi su di uno scoglio sperduto nel mare … due gatti, due chitarre, due bottiglie di rum, l’abbonamento a DAZN per vedere le partire dell’Inter e una ragazza giusta che ci sta.
Ma tanto non succederà mai e dunque apprestiamoci a vivere i festeggiamenti legati alle giornate che tornano ad allungarsi, al sole che tornerà a battere prepotente.
Io cerco di farlo alla mia maniera, riguardando per la centesima volta Apocalypse Now (final cut version)
e ascoltando il Piano Concerto di Keith Emerson
magari sorseggiando un Southern Comfort on the rocks, cullato dalle candele che brillano e le luci ad intermittenza che regolano il battito del mio cuoricino blues.
Buone feste donne e uomini di blues che ancora seguite questo blog, piccola armata silenziosa di 400 cuori blu che quotidianamente si soffermano su questo piccolo spazio a contemplare le luci della città che brillano così luminose mentre noi le attraversiamo scivolando … tutti a bordo del treno d’argento che sta arrivando con destinazione 2023. Happy New Year Team Tirelli.
Me ne esco dal convento (sede dell’azienda dove da quasi due anni lavoro) mentre il blues feroce che mi ha attanagliato l’animo durante la giornata sembra dissiparsi. Il velo di crepe nere che ho indossato sin dal primo mattino mi scivola via, il blues resta ovviamente ma la gestione si fa meno complicata. Prima di entrare in macchina mi fermo ad osservare l’antico convento in cui lavoro, l’apparente dicotomia azienda-ipertecnologica / antico-convento-vecchio-quattrocento anni mi ha sempre divertito, e rimirarlo mentre calano le prime ombre della sera mi calma, da domani sarà dicembre e le vecchie mura che ho davanti diventano una sorta di presepe grazie alle finestre ancora accese, lo sguardo poi si perde nell’indaco del cielo, oggi sarebbe il compleanno del vecchio Brian, chissà se la scintilla di energia che lo rappresenta è ancora in giro qui sopra di me.
Chi è che bussa al mio convento – The Blues Convent – Mutina december 2022 – foto TT
Entro in macchina, esco dal portone, solita gincana per uscire dal centro cittadino, mi immetto nelle arterie che portano fuori città, metto il pilota automatico; faccio mente locale sugli impegni di dicembre: il 7 a cena con Mario e un paio di groupie, il 9 a cena con Gio & The Little Houses Company, il 13 a cena col Fontanarosa Boy e Mr Chong (due amici ed ex colleghi usciti di recente dal convento), il 20 cena con la Blues Unit (la business unit aziendale di cui faccio parte) e infine il 23 sinodo del solstizio d’inverno con i confratelli, gli Illuminati del Blues insomma. C’è altro? Come siamo messi con i regali da fare in occasione dei festeggiamenti del Sol Invictus mi chiedo? Che domanda è, dico a me stesso, sono già a posto con tutto. Non sono uno che si riduce all’ultimo, al bisogno sono autodisciplinato, concreto e organizzatissimo, a tal punto che a volte mi faccio paura, a questo proposito penso ad una cara ex collega (di altra azienda) ed amica (madre di tre figli) che è solita andare col marito a comprare i regali di natale il 23 dicembre la sera dopo il lavoro. Terrore e raccapriccio.
Passata la grande rotonda per Castrum Carpi e quindi il paese di Campus Gallianus mi inoltro nelle campagne di Regium Lepidi dove vivo da più di un decennio. La sera è fredda e scura, affronto circonvallazioni, tangenziali che corrono parallele all’alta velocità e alla selva nera e minacciosa che scorgo oltre il finestrino. Sarebbe bello tornare nella blues cabin in cui vivo, trovare la stufa accesa e nel letto qualche mia amica che qualche ferita disinfetterà.
SERIE TV:
_1899 (2022 Germania) – Netflix – TT½
Non che ci si capisca tanto, gli autori (gli stessi di Dark) amano mischiare le carte e le dimensioni anche a rischio di non raccapezzarsi più. Giunto alla sesta puntata sono rimasto attaccato alla serie quasi unicamente per scoprire la canzone inserita nei minuti finali. Nella 1a puntata c’è White Rabbit (Jefferson Airplain), nelle seguenti Child In Time (Deep Purple), Killing Moon (Echo And the Bunnymen), Don’t Fear The Reaper (BOC), The Wizard (Black Sabbath). All Along The Watchtower (Jimi Hendrix Experience).
1899 comunque è deludente e si risolve nello stesso modo della serie TV Life On Mars, utilizzando addirittura un altro brano di Bowie (Starman) come chiusura. E’ scritta a tavolino e si vede.
_The Last Kingdom (2015-2022 UK) – TTT¾
Quando guardo questo tipo di serie (o anche quelle su balenieri o simili) l’umana con cui vivo passa e dice “sei proprio un uomo”, in effetti sono sceneggiati adatti soprattutto a noi maschi, ma che ci possiamo fare, in fondo alla coscienza abbiamo ancora vibrazioni piuttosto primitive. Ad ogni modo trattasi dei temi contenuti in Immigrant Song dei Led Zeppelin, ovvero l’invasione vichinga (dei danesi dunque) della perfida Albione verso la fine del IX secolo dopo cristo, quando quei territori erano divisi in vari regni. Il tutto preso da diversi libri che trattano l’argomento in questione. Cinque le stagioni per un serie TV niente male.
GUITAR BOOGIE CON LA STREMMY
Per quanto incredibile mi possa sembrare ho ripreso a dare lezioni di chitarra, attività che mai ho amato. L’avevo fatto nel lontano passato quando avevo provato a vivere diversamente e mi ero dato completamente allo scrivere (articoli musicali e canzoni), avevo alcune ragazzine che venivano a lezione da me, la faccenda procedeva benino, ma poi smisi, non mi piaceva proprio. Un mese fa, una mia cara collega (una del Team Tirelli) mi ha chiesto se potevo insegnarle a suonare la chitarra, trattandosi della Stremmy Girl non potevo certo fare lo snob. Essendo la mia nuova alunna donna non convenzionale ho scelto un metodo più obliquo che però sembra funzionale: quattro settimane e la Stremmy woman sa già suonare un pezzo di Battisti, uno di Ivan Graziani, uno di Bob Dylan e Hotel California degli Eagles. Certo, si limita ad “accompagnare” o “strimpellare” come direbbe lei, ma mi sembra sia sulla strada buona. Sta già provando anche il classico giro blues in LA e il riff di Whole Lotta Love… niente male direi.
Uomo di Blues & Stremmy Girl – Guitar Boogie – foto The Fab One
PS: la foto è stata scattata una sera alle 19,15 dal Presidente nonché “founder” (come si dice qui) della azienda in cui lavoriamo. Era talmente felice nel vederci all’opera che ha postato la foto nella chat aziendale con queste parole: “uscire dall’ufficio e vedere che anche a quest’ora c’è del blues e del rock fa bene e dà speranza per il futuro!” E sì, la nostra è un’azienda speciale.
IL NOSTRO MONDO STA CADENDO A PEZZI, POLBINO …
Mi scrive Polbi a proposito della scomparsa di Christine McVie: “Ma quanto mi dispiace….è come se fosse venuta a mancare una vicina di casa, che vedevi passare la salutavi e ti scaldava il cuore.”
Gli rispondo: “Sì. Grande autrice. Il nostro mondo sta cadendo a pezzi Polbino … dobbiamo farcene una ragione.”
Al che lui mi scrive: “Stai toccando un tasto particolarmente dolente. Non riesco a farmene una ragione e sto parlando in senso molto ampio e profondo.”
Ribatto così: “Lo dici a me? Sai quanti cazzo di anni compio tra poco? E oltre a questo, lo vedi come cazzo stanno andando sto cazzo di mondo, di società, di civiltà? Aggiungiamo che il mio Rock non esiste più? Che i mondiali in Qatar sono una vergogna? Meno male che c’è ancora la f**a altrimenti sarebbe finita porca zozza”
Il mio amico stempera il tutto concludendo in questo modo: “Questo ultimo concetto merita attenzione e approfondimenti.” Ma è così, gli uomini di blues di una (in)certa età faticano sempre di più ad adeguarsi al mondo in cui vivono.
Dal punto di vista musicale si soffre moltissimo, perché rischiamo ogni volta di passare per retrogradi, per musicofili con lo sguardo rivolto al passato. Ma non è questo, è che a noi piace la musica fatta come si deve, sincera, articolata, di ampio respiro, schietta, sanguigna, intellettualmente viva … ma quello che c’è in giro oggi in qualunque campo sembra, o almeno “ci” sembra, tutt’altro. Ho amici, grandi amici, che sono giornalisti musicali e che scrivono spesso a proposito di musica in senso lato. Uno di questi continua a criticare chi non è aperto alle novità ed è rivolto al passato. E’ chiaro che parla di gente come noi, ma non possiamo farci nulla, i dischi che lui incensa (in particolar modo quelli del mondo hard & heavy) per noi sono robetta, persino robaccia a volte … dischi prodotti e arrangiati in modo mediocre, con resa sonora discutibile e di frequente con gli alti sparati a manetta o con la batteria registrata in maniera dozzinale e in generale senza musica di rilievo, senza pezzi particolarmente riusciti …se uno è abituato alla Champions League poi trova difficile accontentarsi di gare della Serie B. Certo, difficile essere oggettivi in questo campo, la soggettività prende di norma il sopravvento, però ci sembra che manchi l’aspetto critico, la distinzione (che per noi è divenuta oramai una ossessione) tra capitoli importanti della musica Rock e della propria vita. Non è possibile che ogni album sia un capolavoro, che ogni artista sia un gigante, che i meno famosi siano tutti sottovalutati … forse occorre iniziare a riflettere sul fatto che magari lo sbandierare a destra e a manca di essere capaci di travalicare ogni genere di musica non è sempre sinonimo di apertura, perché poi si finisce a mangiare anche, che so, la pizza con l’ananas, come fanno quei disperati degli americani.
Un altro invece scrive che ha una certa nostalgia per (l’heavy rock de) gli anni ottanta. Ho provato a riaccostarmi a quel genere, ma niente da fare non ce la faccio. Io semmai ho nostalgia per gli anni settanta, ma ho comunque provato e risentito cose – per rimanere nel campo mainstream – dei Guns N’ Roses e persino dei Poison, ma non ho trovato nessuna meraviglia, proprio non digerisco più la mancanza di arrangiamenti, la formula consunta di inizio acustico e poi ritornellone con le chitarre distorte che si limitano a pennate vigorose su accordi di 5. Il mio batterista dice che il basso punk di Duff McKagan è stata la geniale trovata che ha reso grandi i G’N’R … beh, pur capendo cosa intende, proprio non sono allineato. Con un John Paul Jones, un John Deacon ma anche solo con un Boz Burrell i G’N’R sarebbero stati molto più “musicali”.
Un dirigente della azienda per cui lavoro spesso si confronta con me su certe tematiche musicale, tempo fa mi citava uno di quei gruppi degli ultimi lustri dediti al prog moderno e mi chiedeva “Che ne pensi Tim? Non sono male”, al che io rispondevo “Non sono male… già, il problema è proprio questo”. Infatti io non intendo accontentarmi di gruppi che “non sono male”, per dio, io ho bisogno di volare. In massima parte credo che sia un problema mio, mi chiedo: sono diventato troppo esigente? Mi sono finalmente tramutato in un cagacaxxo a tutto tondo? Sono snob? Forse è che a questo punto della vita do peso unicamente alla qualità visto che la percezione del limite si fa sempre più delineata e sprecare tempo con sciocchezzuole proprio no? Anche un altro manager dell’ azienda per cui lavoro quando trova due minuti passa da me per un saluto e non perde occasione per toccare l’argomento musica, l’ultima volta è rimasto basito, pensava che Led Zeppelin, Iron Maiden e Def Leppard facessero parte della stessa parrocchia ma davanti al mio solito pippone ha sgranato gli occhi ed è rimasto ad ascoltarmi per diversi minuti mentre smontavo quell’equazione. Ho persino dovuto trattenermi ed evitare di approfondire e di aggiungere che per me nemmeno Led Zeppelin, Deep Purple e Black Sabbath fanno parte della stessa congregazione.
Forse sono semplicemente fuori controllo io, forse è l’età che non mi permette più di soprassedere, di prenderla dolce come diciamo qui in Emilia, e che mi costringe ad avere sempre meno filtri e di soccombere alla schiettezza. Ma c’è anche la possibilità che io stia solamente diventando refrattario all’heavy metal, genere che penso abbia fagocitato il Rock e lo abbia spinto verso direzioni che ormai trovo insopportabili.
L’aspetto musicale del mondo è quindi di primaria importanza per noi uomini di blues, forse è per questo che ci sembra che tutto stia andando a rotoli ma ci sono ovviamente anche tutti gli altri aspetti della vita.
Quando leggiamo che una presidente del consiglio dichiara che “non bisogna disturbare chi produce” ci viene freddo, quando un ministro del governo vorrebbe dare un bonus di 20.000 euro a chi si sposa ma solo a chi lo fa in chiesa, ci si gela il sangue. Quando un mondiale viene organizzato in Qatar, uno stato a cui il football in quanto tale non interessa nulla e 6.500 disperati muoiono costruendo stadi outdoor con l’aria condizionata e che in generale ai lavoratori (tutti stranieri) letteralmente schiavizzati viene trattenuto il passaporto dai datori di lavoro, non si hanno più tante speranze per il futuro.
Aggiungiamo che nel 2022 stiamo ancora a farci le guerre, parliamo ancora di razze, stiamo sfruttando e rovinando il pianeta su cui viviamo, siamo prigionieri di un antropocentrismo pericolosissimo, di un turboliberismo e di un capitalismo senza freni … beh, forse Polbino, il mondo non sta crollando solo per me e per te.
E non è che io sia immune da questo declino, ieri mattina mentre percorrevo in macchina le ultime centinaia di metri che mi separavano dall’azienda, ero alle prese con la solita gincana per le viuzze del centro; ciclisti contromano, pedoni che evitano i marciapiedi e camminano in mezzo alla strada … un giovane uomo attraversa la via (in assenza di strisce pedonali che sono 20 vetri più in là) senza controllare se stia arrivando un veicolo … mi fermo in tempo ed evito di investirlo, si accorge di me che è già in mezzo alla strada, mi guarda con noncuranza, quasi con fastidio, ed io non mi tiro indietro, abbasso il finestrino e gli smollo un “sì, ma bisogna che guardi dove vai, coglione!. Ecco, che bisogno c’era di aggiungere “coglione”? Non bastava chiedergli di fare attenzione? No, ho dovuto calcare la mano. Già mentre pronunciavo quell’epiteto non mi sentivo fiero, e adesso lo sono ancora meno. Sono io il coglione, altroché.
Il fatto è che avremmo bisogno di amore, di darlo e di riceverlo.
Un venerdì mattina qualunque di un novembre qualunque, ore 7. I gatti sono già a posto, ho già fatto la doccia e mi appresto a fare colazione. Davanti a me ho il caffè, la frutta e una fetta di una torta al limone che mi ha portato la mia vicina Anna. Viviamo nella stessa stradina lunga e tortuosa, due chilometri di una via chiusa che segue le aspre curve dei fossi frequentata in pratica solo dai residenti e da chi vuole fare passeggiate a piedi tra la campagna proletaria di Borgo Massenzio. C’è burrasca lì fuori, vento e pioggia … era ora.
La Domus si prepara all’inverno,
Domus Saurea november rain 2022- foto TT
e io inconsapevolmente mi adeguo. Benché sia probabilmente la mia stagione preferita (o meglio, dicembre è il mio mese preferito) e dunque una sorta di comfort zone essendo nato nel solstizio d’inverno, al momento mi sento comunque nervoso e con l’animo in subbuglio; magari la felice malinconia che in paio di settimane dovrebbe arrivare attenuerà tutto, ma per adesso devo cercare di mantenermi saldo e di non sbroccare, stato d’animo a cui sono sempre più spesso prossimo.
Mi metto in macchina, percorro le solite campagne, le solite frazioni, i soliti paesi, fin quando non arrivo in una delle mie due città e mi immetto nel traffico cittadino. Lambisco il centro storico, passo per Via Cavour, davanti al Liceo Statale San Carlo osservo la bandiera europea posta – insieme a quella italiana – sul portone d’ingresso: è consunta, sfilacciata, strappata … giusta rappresentazione dei tempi. Guardatemi qui, europeista convinto sino all’altro ieri ora assai critico verso il pezzo di Pangea su cui vivo. Non sarebbe buffo se i continenti non tornassero ad essere ammassati gli uni sugli altri magari circondati da un unico oceano, il Pantalassa (sì certo, ve ne era un secondo chiamato Tetide ma non facciamo i pignoli)? Otto miliardi di persone costrette a mescolarsi, a sopportarsi, a trovare stratagemmi per vivere insieme…ah ah ah.
Pangea
E va bene, sono già in ufficio, tuffiamoci nella prima call, tanto in men che non si dica verrà sera e dunque il tanto agognato weekend. E allora dai, si parte, chiamami …
call me – uomo di blues nov 2022
PS: l’unica contrindicazione è che a furia di aspettare i fine settimana poi in una battibaleno ti ritrovi uomo di un (in)certa età e ti chiedi: ma come caxxo è potuto succedere?
L’UOMO CHE REGALAVA BISCOTTI
C’è un uomo, un collega, un manager che ama regalare (libri) e biscotti. Ha sempre un pensiero gentile per noi. I biscotti che ci regala sono una prelibatezza e a volte mi chiedo: ma chi glielo fa fare? Naturalmente è un individuo che vive le discipline umanistiche, e nella vita professionale e in quella personale. Recentemente ho indagato sull’antico forno presso cui si rifornisce, una bottega della nostra pianura sita verso le colline distante dalla città dove lavoriamo e dalle low lands verso il MississipPo dove egli vive. Ora, quest’uomo, questo manager sempre molto preso dal lavoro, spesso in giro in altre regioni, trova il tempo per andare in una lontana e oscura bottega a comprare biscotti artigianali. Queste per me sono le meraviglie della vita.
TORTELLINI O CAPPELLETTI?
In pausa pranzo, in una antica osteria del centro di Mutina che dà su Piazza Roma. Siamo qui perché è entrata una nuova collega che farà parte della nostra business unit e dunque ci concediamo – per festeggiare – un pranzo come si deve. Scegliamo i tortellini in brodo, scelta banale per degli emiliani, ma oggi va così. Il fatto è che i tortellini che ci portano sono squisiti, davvero buonissimi, rimango colpito. Sono ormai 13 anni che io di solito mangio cappelletti (la variante di Reggio Emilia di cui tutti reggiani sono orgogliosissimi e gelosissimi) e in verità li ho mangiati sino a che Mother Mary non mi ha lasciato, ma forse per la prima volta devo ammettere che preferisco i tortellini. Lo scrivo con l’inchiostro simpatico in modo che tra poco le parole scompariranno cosicché l’umana che vive con me (reggiana doc e dop) e tutti quelli che hanno una forte reggianità non mi espellano dall’inner circle del Reggio Emila State Of Mind. Che abbiano pietà me e, in caso, si ricordino che, benché nato a Nonatown, per stirpe e sangue sono un reggiano doc anche io.
SERIE TV
_The Watcher (USA 2022) – TT½
Ho guardato questa serie di successo su consiglio del nostro LucaTod, stranamente però non mi ha preso. Stranamente perché con Luca di solito sono sintonizzatissimo. La produzione è una di quelle da serie importante, è stata guardata da molti abbonati di Netflix tanto da diventare la più vista in Italia per parecchie settimane. Che devo dire, pur essendo una storia vera, non mi ha coinvolto. Il finale rimane aperto.
Basata su una scioccante storia vera, la miniserie The Watcher, creata per Netflix dal duo dietro Dahmer e Ratched Ryan Murphy e Ian Brennan, segue i coniugi Dean e Nora Brannock (Bobby Cannavale e Naomi Watts) trasferirsi nell’idilliaca zona residenziale di Westfield, nel New Jersey, dopo aver acquistato la casa dei loro sogni. Tuttavia, scoprono presto di aver investito tutti i loro risparmi per una nuova vita in un quartiere che non è affatto accogliente. Ci sono ad esempio una donna anziana e stravagante di nome Pearl (Mia Farrow, Rosemary’s Baby) e suo fratello Jasper (Terry Kinney, Billions), che si intrufola in casa Brannock e si nasconde nel montacarichi. C’è Karen (Jennifer Coolidge, The White Lotus), l’agente immobiliare nonché vecchia conoscenza di Nora, che li fa sentire come se non fossero davvero a casa loro. E ci sono i vicini ficcanaso Mitch (Richard Kind, East New York) e Mo (Margo Martindale, The Americans), che sembrano non comprendere il concetto di confine di proprietà. Il loro gelido benvenuto si trasforma in un vero e proprio inferno quando iniziano ad arrivare lettere minacciose da parte di qualcuno che si fa chiamare “L’Osservatore” e che spaventa a morte i Brannock, mentre i sinistri segreti del quartiere vengono a galla. Nella miniserie recitano anche Isabel Gravitt e Luke David Blumm nei panni dei figli di Dean e Nora, Ellie e Carter Brannock, oltre a Christopher McDonald (Hacks), Noma Dumezweni (The Undoing), Joe Mantello (Hollywood) e Henry Hunter Hall (Hunters).
_Barbari II (2022 D – Netflix) TTT+
Seconda stagione della serie dedicata alla guerra tra l’Impero Romano e le tribù germaniche di Arminio. Dopo una prima stagione piuttosto buona, in questa tutto sembra meno riuscito, ma siamo comunque sopra alla sufficienza. Il finale apre le porte ad una possibile 3a stagione.
FILM
_Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale (USA-D 2022) – TTT¾
Questa è la terza versione del film in questione che narra la vicenda di un giovane tedesco arruolatosi sull’onda di un impeto patriottico e che poi si troverà impantanato nel grande stallo del fronte occidentale della prima guerra mondiale. Molto realistico, la lentezza di certe scene costringe a soffermarsi sulla paura e sulla tragedia che è la guerra. Visto molto volentieri su Netflix.
Film diretto da Edward Berger e tratto dal celebre bestseller omonimo di Erich Maria Remarque.
GATTI ALLA DOMUS
Io amo tutti i gatti (e gli animali), in particolare i felini che vivono con me in quella casetta derelitta che chiamo Domus Saurea. Con ognuno di loro ho un rapporto speciale ma è con Palmiro che le interazioni sono sospinte dalla vibrazione universale, siamo due mammiferi di specie diverse consci di essere capitati per caso su un pianeta nel buco del culo dell’universo. Avendolo preso dal gattile di Regium Lepidi quando aveva più o meno 45 giorni (qui la storiella: https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ ) è cresciuto con con noi e dunque è uno di quei gatti che ha compreso come vivere con gli umani, pur rimanendo un gatto con estrema libertà di movimento. L’altro giorno mi vede al computer, salta sulla scrivania, cerca la mia attenzione, vede che prendo in mano il cellulino per fargli qualche scatto e lui sembra mettersi in posa.
Palmiro il gatto modello – Domus Saurea novembre 2022 – Foto TT
Dopo più di 10 anni ancora mi sorprendo della sua intelligenza e della sua fiducia cieca nei due umani con i quali si è formato. Pur essendo diventato – con nostra sorpresa – una gatto assolutamente alfa ha un’indole social democratica verso gli altri individui che fanno parte della colonia, la Repubblica di Palmiria appunto. Dopo aver pattugliato i suoi territori tutto il giorno, la sera rincasa, sopporta la toletta a cui lo costringiamo, si assicura che gli altri gatti abbiano acqua e una ciotola di carne e quindi reclama il suo di pasto. Una volta consumato, concede – con lo sguardo da sgrauso – due coccole ai due umani
Palmiro e la sua umana Terry – foto Tyrrell nov 2022
Tyrrell & Palmiro – foto Terry nov 2022
per poi lasciarsi andare ad un sonno ristoratore.
Palmiro – Domus Saura tardo ottobre 2022 – foto TT
Ho un rapporto speciale anche con Minnie, la gattina arrivata qui chissà da dove nel settembre del 2019, ma essendo giunta a noi già cresciutella (diciamo 8/9 mesi) pur essendo attaccatissima a me rimane in qualche modo sempre guardinga. Ciò non toglie che il nostro legame sia davvero forte, non c’è notte che non dorma tra la mia spalla e il mio collo, la riconoscenza per averle dato un tetto, una pasto caldo e tutto l’amore possibile è tanta.
Minnie e il suo umano Tyrrell – Domus Saurea nov 2022 – foto TT
Raissa, la matriarca della Domus (è qui dal 2007) pur in cura da quasi tre anni per la tiroide, e quindi sempre un pochino sotto peso e non sempre in forze, rimane la grande cacciatrice della colonia,. La malattia e la vecchiaia non la sfibrano più di tanto, è sempre pronta – insieme a Palmiro – a perlustrare le campagne intorno alla Domus. A volte cerca di ipnotizzarmi per farmi fare quello che vuole, puntualmente ci riesce.
Raissa – Domus Saurea tardo ottobre 2022 – foto TT
Gli altri cinque felini stanno bene, in particolare Ozzy (il gatto randagio con un tumore nella gola) sembra tenere duro; sono passati quasi 4 mesi dal ricovero dove si era parlato anche di eutanasia, e vederlo con un bel pelo, la pancia piena e completamente addomesticato (dopo anni in cui appariva solo per scroccare qualche crocchetta nelle ciotole che teniamo in cortile) è fonte di soddisfazione.
SUL PIATTO DELLA DOMUS
Animals PF – foto TT
Roy Harper In Between Every Line (1986) ∗∗∗ FEATURING THE DARK LORD ∗∗∗ – foto TT
DOMUS PLAYLIST
OUTRO
Tra poco sarà già tempo di alberi di natale, presepi dickensiani e di quella allegra malinconia di cui parlavamo all’inizio. Nelle prossime periodo mi aspettano settimane senza football (sarà durissima) a causa di mondiali di calcio che boicotterò, cene di natale con la business unit aziendale di cui faccio parte (ribattezzata ufficialmente, guarda un po’, The Blues Unit), sinodi con gli illuminati del blues, le celebrazioni per il nuovo solstizio d’inverno e i soliti blues che occupano sino all’ultima fessura della mia vita. Mentre mi preparo a tutto questo mi auguro che i tempi a cui andremo incontro siano tempi di pace
sebbene temo sarà difficile visto il fenomeno di regresso e decadenza che sembra essere sceso sulla società in cui viviamo. Pur conscio della cosa tuttavia non mollo di un centimetro, perché io credo nella “canzone di speranza”.
Apro gli occhi, la stanza è buia, a tentoni picchietto sulla sveglia, sono le 5,15. Che anno è? 2022. Che mese è? Ottobre. Chi sono? Un uomo di blues. Da dove vengo? Dalle gelide profondità cosmiche. Dove sto andando? E chi cazzo lo sa. Minnie, la gattina che ho accolto tre anni fa e che vive con me da allora, vede che sono sveglio e viene ad accoccolarsi al mio fianco; si accomoda tra il mio braccio destro e il petto, inizia a fare le fusa mentre con i suoi occhioni tondi mi fissa. Poco più in là Palmiro, il gatto nero leader indiscusso della colonia di felini con cui vivo, è spalmato sul fianco della donna che è nel letto con me. L’alba arriverà alle 7,38, rimango a galleggiare nel buio della stanza un poco poi, stanco di districarmi a fatica tra i pensieri che come rovi si avviluppano alle gambe, decido di alzarmi. Mi occupo dei due gatti citati, apro la porta che dà sulla profonda oscurità della campagna, metto davanti al muso di tre altri felini le ciotole con il cibo, mi reco in soffitta faccio uscire gli ultimi tre felini e una volta in cucina preparo le loro razioni. Pulisco le lettiere, vi spruzzo sopra il deodorante apposito, do le medicine a due di essi, li osservo per vedere se tutto è a posto (entrambi sono malati) e sbuffo … gestire otto gatti è uno sport estremo.
La doccia, la barba, il momento di contemplazione dinnanzi allo specchio (“ma chi caspita è quell’uomo di una incerta età che sto guardando?”) e infine la meritata colazione. Nel frattempo l’umana con cui vivo si è alzata, la vedo infilarsi in bagno imbronciata e al contempo sorridente, le guardo il culo, le gambe, le tette … sono un uomo eterosessuale dopotutto. Mi affaccio alla porta di casa, è un alba livida quella che arriva, incorniciata com’è dalla foschia ha il suo fascino. Scendo, respiro la nebbia, penso a te.
nei pressi della Domus Saurea – ottobre 2020 – Foto TT
Ore 7:30, mi metto in macchina, mi sale l’incipit di una canzone che scrissi tanti anni fa quando suonavo con i Treni Locali …“un’altra mattina di merda”.
TRENI LOCALI “Sotto Tiro” (Tirelli – SIAE 1995):
Il sole inizia a fare capolino, veli di nebbia rendono la campagna in cui vivo più bella di quello che in realtà è. A Meadow (vabbeh, Prato, frazione di Corrigium, qui nella Regium Lepidi county) la chiesetta e il piccolo cimitero diventano un quadretto pastello niente male.
Località Prato, ottobre 2022 – foto TT
Una volta raggiunto Campgajàn l’incanto delle campagne nebbiose svanisce … mi immergo in un mondo fatto di snodi autostradali, dogane, tir, tangenziali. Scivolo in un mood grigio cenere, la realtà è un incubo, vivo in un paese occidentale ormai allo sbando che elegge come presidenti delle due camere del parlamento due figure inqualificabili. Oltre il 40% degli aventi diritto ha votato per forze politiche che per quanto riguarda i diritti ci ricacceranno indietro di decenni, che favoriranno l’integralismo religioso e si allineeranno a paesi europei (e non) che fanno ribrezzo. Che dire poi del nuovo governo e della nuova denominazione nazionalista dei dicasteri? Tutto è riassunto egregiamente nella prima pagina odierna de “il manifesto”, in quanto a titoli non li batte nessuno.
E’ proprio vero, mala tempora currunt sed peiora parantur.
SERIE TV
_Playlist (Netflix 2022) – TTTT
In questo racconto romanzato, un imprenditore svedese e i suoi soci decidono di rivoluzionare il settore della musica con una piattaforma di streaming legale.
Questa è la storia di Spotify, applicazione che non uso per motivazioni etiche. La serie mi sembra sia fatta bene, ma l’ho guardata con un certo fastidio visto il soggetto e le mie convinzioni. Dopo averla vista mi sono arroccato ancor di più sulle mie scelte (questo non vuol dire che non sapessi che la digitalizzazione avrebbe raggiunto anche il mondo della musica e che io stessi dalla parte delle case discografiche.).
GATTI ALLA DOMUS
Come anticipato nelle righe iniziali, la mia vita scorre in simbiosi con la colonia felina che si è stabilita qui alla Domus.
Gatti alla Domus – Stricchi, Ragni, Raissa Ozzy – Domus ottobre 2010 – foto TT
Gatti alla Domus – Ragni, Ozzy, Raissa, Stricchi Domus ottobre 2010 – foto TT
E’ un impegno non da poco, ma l’investimento economico e di energie è compensato dai quarti d’ora serali quando i gatti – in questo caso Palmiro – mostrano affetto e devozione verso gli umani che hanno schiavizzato.
Palmiro getting in the sentimental mood – Domus Saurea ottobre 2022 – foto TT
DOMUS PLAYLIST
CODA
La settimana finisce, ieri sera uscita con i ragazzi, 5 su 10 ovvero Capitan Hardrock (io insomma), Il Guerriero Della Palude Silenziosa (Jaypee), The Mechanic Wizard (Mario), Il Corvo Nero (Lollo) e Modena’s Finest (va beh, il Pike boy). Passo una serata fantastica allo Sherlock Holmes Pub di Regium Lepidi, tre ore e mezza volate via in un baleno, parole in assoluta libertà a proposito di Calcio, Politica, Musica Rock, Musica Blues, Johnny Winter e Pheega. La cosa magnifica è che siamo politicamente scorrettissimi pur pensando in maniera politicamente correttissima. We are the fucking champions.
Ed è così che il mood nel weekend vira su colori intensi, perché poi ci sarà la partita dell’Inter, quindi riprenderò in mano una delle mie Les Paul e se dio (dunque Page) vorrà l’umana con cui vivo potrebbe anche disinfettare qualche ferita che mi porto appresso. Dai uomo di blues, scrollati di dosso le paturnie e let the good times roll, magari facendoti aiutare da due dita di Sburlone.
God
Lo Sburlòn è un liquore a base di mele cotogne, tipico della pianura e della zona collinare del piacentino
Uomo di Blues trying to getting in the mood – Ottobre 2022 – autoscatto
A Gavassae c’è nebbia fitta, ma a Mutina splende il sole, mentre mi avvicino al centro percorrendo il viale dietro allo stadio osservo un “berto” – un giandanone insomma, come diciamo qui, un ragazzo alto e in carne un po’ sgraziato – che in attesa di attraversare la strada si scatta un selfie sistemandosi il ciuffo. Poco dopo vedo una (bella) ragazza alta intenta a smanettare sul suo smartphone alla fermata del bus, ha le cuffiette. Chissà cosa ascolterà. Mi infilo in the heart of the city mentre contemplo l’ottobre appena arrivato. Mi sale una voglia di colore bordò, di caldarroste, di sughi d’uva, di domeniche pomeriggio spese sotto ad un plaid a far poltrire la mia anima.
Svuotata, pulita, ripiegata e sistemata – con una fatica immane – la piscina
Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T
Swimming Pool blues – settembre 2022 – foto T
è ora tempo di quei tramonti che non sanno di nulla, cartoline mediocri di una campagna che a fatica cerca di resistere all’assalto di un mondo senza più freni, condotto in maniera scriteriata dal bieco individualismo e dallo spietato liberismo. Non ne usciremo indenni.
Borgo Massenzio skyline – settembre 2022 – foto TT
Tuttavia al mattino la foschia rende tutto più sfumato e malgrado il panorama della Domus sia sempre quello, ti illudi di poter ricominciare, anche solo per un giorno, poi magari domani sarà lo stesso e così dopodomani …
October morning at the Domus – foto TT
A Mutina stanno girando il film su Enzo Ferrari, anche il centro viene toccato dall’evento, in piazza Roma, davanti all’Accademia Militare, si cerca di ricreare il mood della Mille Miglia di decenni fa…
Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT
Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT
Set film Enzo Ferrari – Modena ottobre 2022 – foto TT
VITA IN AZIENDA
La vita in una azienda come quella per cui lavoro a volte regala piccole sorprese.
Una giovane collega viene da me e mi dice “Ciao Tim, qualcuno mi ha detto di portarti questi libri”. Capisco subito chi me li manda così mando un messaggio sulla chat aziendale.
Ovviamente lo ringrazio per il regalo e esplicito ancora un volta la gentilezza e la generosità che sempre dimostra verso di me e quello che mi risponde è:
“Tim, non è una questione di generosità. Come dico sempre, come ho detto a lei, sei il custode delle anime buone.”
Il custode delle anime buone … ammazza … e io che pensavo di essere un bad boy.
Lo porto a pranzo in un ristorante del centro, entrambi non siamo né vegani né vegetariani, ma siamo responsabili e attenti, nel nostro piccolo abbiamo cura del pianeta su cui viviamo.
Ristorante Vegano Menù – foto TT
Anche la giovane collega mi riempie di complimenti “Sono così contenta di averti conosciuto Tim, come dice TMFM (il collega dei libri ndTim) sei il custode delle anime buone”. Eddai, mettitici anche tu, dovrò davvero calarmi nel panni del keeper of the good souls.
Dopo poco sulla chat aziendale interagisco per faccende lavorative con il collega SIMSCA con cui ho un ottimo rapporto, e chiudo il messaggio con un “…ok, tutto a posto allora. Ciao SIMSCA N.1” al che lui risponde prontamente “Grazie Tim, ma there’s only A number one” riferendosi a me.
A questo punto devo trovare qualcuno che mi guardi di traverso perché sennò inizio a crederci anche io; non è facile però, l’altro giorno al meeting trimestrale dell’azienda in un teatro del centro cittadino, dopo le prime due ore – davanti a tutti i dipendenti – l’AD conclude da par suo, un quarto d’ora denso di indicazioni per la collettività che siamo e conclude cliccando – e quindi mandandolo sul grande schermo – sul clip di “Rock And Roll” dei LZ eseguito dagli Equinox alla festa aziendale di settembre (dunque capite bene che cazzo di azienda che siamo!).
General Meeting rock and roll blues – foto TT
Segue pausa di 15 minuti prima dell’intervento di due ospiti esterni. Scendo a sgranchirmi le gambe, dopo poco rientro, prima di riprendere posto nella sala a noi riservata passo davanti all’AD e al Presidente e entrambi incominciano a scandire (cito dal post di questo blog del 24 settembre)”il grido ritmico Tim Tim Tim Tim con metrica precisione, quel grido che raggiunge le profondità della (in)coscienza collettiva e che lascia a terra ogni fronzolo intellettuale, in quei momenti momenti ritorniamo australopitechi, primati della famiglia degli ominidi alle prese con i primi istinti di gruppo.”
Sì, certo, scherzano ricordando la serata di settembre, ma io rimango sorpreso, tanto che, una volta finito l’incontro, mentre me ne torno verso l’azienda inizio a scandire io stesso “Tim Tim Tim Tim Tim…”
SERIE TV
_Entrapped (2021 Islanda) – TTTT
Nel sequel di “Trapped” Andri e Hinrika indagano sull’omicidio del seguace di una setta legato a una disputa con una gang di motociclisti e sulla scomparsa di una donna.
Aspettavo questa nuova stagione con trepidazione, il nordic noir è un genere che mi appassiona molto, i paesaggi nordici (in questo caso l’Islanda) anche. Nella vita dei due protagonisti riprodotti nella locandina qui sotto c’è una impostazione blues che mi rende sensibile alla serie.
_The Good Fight (USA 2017-2022) – TTT½
Storie di uno studio legale americano liberal, composto principalmente da neri; tra le interpreti la rossa del trono di spade e la madre di Sheldon. Non so esattamente cosa mi ha preso di questa serie, è fatta bene ma non è esattamente del genere che prediligo. Eppure vi sono rimasto invischiato. 6 stagioni, dunque serie di successo.
PS: la sigla (dal punto di vista del visual) è una delle più brutte io abbia mai visto.
NOTIZE DAL MONDO DEL ROCK
Trovo da qualche parte la classifica dei migliori chitarristi britannici secondo il referendum dei lettori di Zig Zag giugno 1975. Per quanto mi riguarda n.3 e n.24 (oltre a n.4, n.5, n.15., n.16)
Zig Zag Magazine 1975 POLL best British Guitarist
Recupero anche la classifica di Billboard del settembre 1974. Al n.1, cazzo!
Billboard 28-09-1974
GATTI ALLA DOMUS
Ozzy, il randagio a cui abbiamo dato cibo e rifugio, se la sta passando alla grande. Come scritto nei post passati ha un tumore nella gola, ma intanto gli abbiamo regalato questi due mesi di vita in più (era in condizioni assai precarie quando si fece prendere e portare dal vet), lui ne è cosciente e riconoscente. Dopo ricovero, esami e medicine, il nostro pippistrellino riesce adesso a condurre una vita soddisfacente, ogni tanto fa qualche capatina in campagna, ma poi torna in casa per stare vicino alla sua umana di riferimento. Non è propriamente a posto, si vede come cammina, sballonzola e non è perfettamente stabile, ma ha trovato finalmente una famiglia e di questo è assai felice, glielo si legge negli occhi.
Quando la sua umana preferita fa smart working Ozzy non la abbandona un minuto – Domus Saurea settembre 2022 – foto TT
Ozzy ottobre 2022 – foto Saura T
Ozzy – settembre 2022 – Foto TT
Risolto almeno in parte il problema di Ozzy, arriva quella della Raissa (che già curiamo da quasi tre anni mattina e sera per una disfunzione alla tiroide): non mangia, non beve, dimagrisce a vista d’occhio. Di corsa dal veterinario: esami di tutti i tipi scoprono la colangite, un’infezione dei dotti biliari causata solitamente da batteri che provengono dalla sua confluenza nel duodeno. Rimane ricoverata sei giorni, sotto flebo e sotto antibiotici. Ora è a casa, sembra riprendersi, è 2,9 kg, è magrina, ma ha ripreso la sua vita alla Domus. Rais è la più vecchia della colonia, ha 15 anni, ed è il braccio destro di Palmiro indiscusso Re della Repubblica di Palmiria.
Raissa – Settembre 2022 – foto TT
Sistemata la Raissa, iniziano i problemi con la Stricchi, qualcosa non va, vediamo cosa dirà il veterinario.
Stricchi settembre 2022 – foto TT
Avere 8 gatti (di cui voluti 4 … gli altri si sono accasati di loro volontà) è un bell’impegno, oltre alle cifre spese in medicine e in onorari del veterinario (che in tempi come questi sarebbe meglio non dovere sostenere) io quando sono in casa passo il tempo a pulire lettiere. Ma che possiamo fare? Sono parte della famiglia e dunque piezz’ ‘e còre.
Qui sotto i bigliettini che mi lascia Saura, invece di cuoricini e frasette carine mi fa sapere che i gatti sono a posto.
Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT
Bigliettino di Polly – settembre 2022 – foto TT
PLAYLIST DELLA DOMUS
So many things I would have done But clouds got in my way
◊◊◊
Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain
◊◊◊
In your eyes I see the sky, no question Hearts belong entwined. One last thing is clear, the sea of love is positively meant to be
◊◊◊
Now you’re tired, your day is over Now the moon is one day older
◊◊◊
You made me high You made me low You made me richer, ha-ay-ay You made me poor
But when the Lord Get ready You gotta move
(spiritual/blues traditional)
OUTRO
E allora seguiamo la corrente di questo ottobre, di questo “povero autunno che è“, in attesa delle piogge e della caduta delle foglie, della stagione che al contempo chiuderà l’anno e lo farà ricominciare.
A tutti i “dissidenti”, i “deragliati“, i “disertori“, a tutti quelli “senza un cappello o un ombrello da aprire“, a tutti quelli che hanno “il cervello in manette” dicono “cose già dette” e vedono “cose già viste“, a quelli a cui “i simpatici stanno antipatici” e i comici mettono tristezza, quelli che hanno paura del silenzio ma che non sopportano il rumore, a quelli che “dove sarà la tua mano dolce dove sarà il tuo amore“…ecco a quelli lì, buon autunno dal vostro uomo di blues Team Teerally.
Man Of Blues – Domus Saurea settembre 2022 – autoscatto
Ci sono feste aziendali e feste aziendali. Erano mesi che il Presidente della azienda in cui lavoro pazientava, il Covid ha fatto saltare quella prevista lo scorso anno, ma visto il miglioramento del 2022 ha subito colto l’occasione per riorganizzarla. La festa voleva essere un momento di aggregazione e di celebrazione per il senso di comunità dell’azienda, per i risultati ottenuti, per mettere nuovo carburante nella navicella su cui viaggiamo, destinazione le profondità cosmiche. Tra le cose che il Presidente desiderava vi era quella relativa al carattere della festa, doveva essere assolutamente una Festa Rock! Vista la propensione a tale musica anche da parte dell’amministratore delegato e della dirigenza in generale, festa Rock è stata!
◊ ◊ ◊
Il locale scelto è il Vecchio Fiume, storica birreria di Modena che il Fab One e il collega Zlatan sono soliti frequentare, locale decisamente blues e ad alta gradazione Rock. Esco dall’ufficio alle 16, ho la blues mobile come sempre carica all’inverosimile. Arrivo in Willowed Panaro Street, in breve mi raggiungono anche Saura, Pol e Lele. Scarichiamo, montiamo e sacramentiamo, la vita dell’operaio del Rock è sempre dura, soprattutto se ti sei alzato alle 6 del mattino per caricare tutto in macchina. Per fortuna arriva Fabri, uno dei gestori del locale, che ci offre senza indugio una birra, così il blues inizia a stemperarsi. Oltre alla nostra solita strumentazione questa volta abbiamo portato anche il mixer e un minimo di impianto voce e relativi monitor, la fatica è doppia (ma almeno in questo modo anche il cantante si dà da fare, per una volta non deve solo posizionare il microfono nell’asta).
Un veloce soundcheck, tutto sembra a posto, anche senza il tecnico del suono e un impianto vero e proprio il sound del gruppo sembra avere la giusta cazzimma. Lele dice sempre che questi sono i posti migliori dove suonare, per l’ambiente, per il groove che ne esce, per l’interazione con il pubblico che di solito è a ridosso della band. Sappiamo che è così, lo abbiamo già provato, in posti come quello di oggi di solito salta fuori un “buraccione” che ripaga i blues dati dai decenni spesi a suonare in provincia; ma io sospiro e penso al Madison Square Garden. Ad ogni modo speriamo che sia come dice Lele anche stasera. Poco dopo le 18 iniziano ad arrivare le prime colleghe, in primis quelle che fanno parte del mio clan, Mar, Enri e Stremmy, e via via tutti gli altri.
Sono le 19, un brevissimo discorso del Presidente e si parte.
The Equinox – Vecchio Fiume – Modena 21 set 2022 (Foto Meu Amigo Silvio)
Abbiamo aggiunto alla scaletta qualche pezzo di altri gruppi per non risultare monotematici, niente di che, abbiamo potuto fare solo una prova per preparali, ma se non altro ci saranno anche sapori diversi dai soliti. Apriamo con Tie Your Mother Down dei Queen, a cui segue Black Dog del LZ, alla fine di questa Saura mi dice che ho fatto un salto pazzesco, ma io non lo ricordo proprio… deve essere colpa dell’heat of the moment. Segue Sweet Emotion degli Aerosmith e quindi Dazed And Confused. L’AD (col chiodo e maglietta con la scritta ZOSO) mi confesserà poi di essersi emozionato nel sentire quest’ultima.
(Dazed And Confused filmed by The Stremmy Girl / The Rockin’ AD)
Continuiamo con la nostra versione (decisamente Rock) di Can’t Find My Way Home dei Blind Faith. Non poteva mancare il blues bianco più bello di sempre, ovviamente Since I’ve Been Loving You. Fino a qui mi sembra che le cose siano andate bene, stiamo suonando con il giusto sentimento, siamo in forma, lo percepisco. Con Back In USSR dei Beatles (che dedichiamo al Presidente, amante dei quattro di Liverpool) l’ambiente inizia a surriscaldarsi, il tempo di infilare Hot Dog dei LZ e c’è di nuovo spazio per i Fab Four con Day Tripper. Gli animi sono accesi, davanti a noi abbiamo una masnada ormai imbizzarrita. Il pezzo successivo lo dedichiamo all’AD, il quale ha una predilezione per la versione del 1973 a NY. L’inizio di Stairway placa l’ambiente, chi ordina una birra, chi chiacchiera, chi canta il testo insieme a Pol, ma poi quando alzo la doppio manico per la fanfara che introduce l’assolo torna la bufera.
(Stairway To Heaven filmed by The Stremmy Girl / The Rockin’ AD)
Parto poi col riff di Whole Lotta Love ed entriamo in un altro mondo, il pubblico rolla e rockeggia con noi, uno spettacolo. Durante la presentazione sono costretto ad urlare nel microfono perché fatico a sentirmi, Il grido ritmico lanciato dal pubblico “Sau-ra Sau-ra Sau-ra Sau-ra” è sorprendente, succede lo stesso col mio soprannome, “Tim Tim Tim Tim…” sarà che è formato da una sola sillaba ma il tutto viene amplificato, sembrano in trance, un urlo liberatorio non tanto nei riguardi di me stesso ma del Rock, un urlo scandito con metrica precisione che raggiunge le profondità della (in)coscienza collettiva, che lascia a terra ogni fronzolo intellettuale, per un momento ritorniamo australopitechi, primati della famiglia degli ominidi alle prese con i primi istinti di gruppo. Rimango abbagliato, irretito, toccato. Avrei voluto che qualcuno avesse filmato quel momento, non per (vana) gloria personale, ma per cristallizzare in un file digitale un momento di passione collettiva scevra da qualsiasi retorica ragionata.
(Whole Lotta Love filmed by The Stremmy Girl / Meu Amigo Silvio)
Il concerto dovrebbe finire qui, alle 20 è prevista la cena, ma non ci lasciano andare via e siamo costretti ad aggiungere alla scaletta Rock And Roll e Communication Breakdown dei LZ. Il pubblico ormai si è lanciato in un ballo da strappamutande, urlano così forte che non riesco a sentire la chitarra e dire che ho un Marshall a pochi centimetri da me. Io, Lele e Saura ci guardiamo increduli e divertiti, non siamo in grado di sentirci, suoniamo col pilota automatico, ormai nessuno sa più quello che fa. Il pubblico balla, poga, urla, palpita… la vibrazione primitiva, quella scatenata dal suono dei tamburi delle tribù umane migliaia di anni fa, torna a galla da un passato remotissimo e fagocita ognuno di noi, l’interazione tra band e pubblico è pazzesco, ci scambiamo flussi di energia… la magia del Rock si è compiuta, in maniera definitiva e totale. Che cazzo di meraviglia.
(Rock And Love short clip filmed by The Rockin’ AD)
Finito il concerto ritorniamo piano piano sulla terra, Il Presidente mi abbraccia (e mi dice “nemmeno al concerto dei Metallica ho sentito un tale flusso di energia, pazzesco Tim, pazzesco), l’AD mi abbraccia, le colleghe e i colleghi mi abbracciano incessantemente; io e la band ci prendiamo un tavolo di fianco al palco, evitando di farlo nella sala riservata all’azienda, anche perché non appena mi affaccio lo strillo ritmico, gutturale ed ancestrale “Tim Tim Tim Tim” riprende incessante.
Pol e Lele sono entusiasti, capita di rado di trovare riscontri del genere. Certo, sono tutti colleghi, facile scatenare l’entusiasmo quando giochi in casa, ma sono sicuro che il fragore emotivo è andato al di là di tutto questo. Il Rock è una musica meravigliosa, devo ammetterlo di nuovo con me stesso, in questi ultimi anni il mio rapporto con questo tipo di musica è cambiato, quando diventi un uomo di una (in)certa età, i castelli che ti eri costruito da adolescente, sfumano, traballano, crollano e inizi a provare persino un certo fastidio, ma poi quando vedi il Rock sgorgare con tale impeto in maniere così schietta, beh, non hai che da inchinarti davanti all’ onnipotenza di un amplificatore Marshall, di una Gibson Led… ops Les Paul, una batteria Ludwig e un basso Fender Jazz… gli unici attrezzi adatti a creare quel sound primigenio. Mi inchino anche davanti agli Equinox, l’ho già scritto, ma sono così felice di aver creato un ensemble del genere, con una sezione ritmica sensazionale e una voce formidabile. A tal proposito la mia collega Mar, dopo avermi abbracciato cento volte riesce a rubarmi una affermazione che in pubblico non amo mai fare, tra di noi c’è questo scambio scherzoso quasi quotidiano, lei gioca sempre sul fatto che non sono mai soddisfatto (it’s in my soul baby…I just can’t be satisfied), che tendo sempre a sminuire le cose che faccio, etc etc, ma ecco … sarà forse colpa della quinta birra, ma trascinato dall’euforia mi scappa un “sì, Mar, hai ragione, siamo una band della madonna”. Ho con me dei musicisti molto, molto talentuosi, ma non è questo il punto, piuttosto il fatto che siamo tutti concentrati sul “senso” del Rock, e ci teniamo il più lontano possibile da atteggiamenti discutibili, dalla deriva metal, dai luoghi comuni ormai insopportabili, dal mainstream a tutti i costi. Ecco di questo ne vado fiero, molto fiero.
◊ ◊ ◊
Sulla via del ritorno la blues mobile rolla placida nella notte ormai iniziata, tra le campagne nere che attraverso nello specchietto retrovisore mi fanno compagnia i fari della macchina della bassista. Campogallo, L’Osteriola, Molino di Gazzata e infine Borgo Massenzio. Scarichiamo in fretta, sistemiamo i gatti, una doccia e a letto, domani si torna al lavoro. Prima però di scivolare sotto le lenzuola mi verso due dita di Rum in un bicchiere, un brindisi ai ventimila del Madison Square Garden … New York Goodnight.
PS: Eh sì, è vero, lavoro in un’azienda di pazzi (meravigliosi).
“Lei ha preso la Caterina e mi ha lasciato qui a dorso di un mulo…” è a questo bel blues che penso mentre sto bevendo il terzo Moscow Mule della serata. La Katy era il nomignolo dato alla ferrovia Missouri–Kansas–Texas Railway. Costruita intorno al 1865 fu la prima ferrovia ad arrivare in Texas dal nord. Negli anni novanta del 1800 era cosa comune chiamarla “The K-T”, perché era considerata la divisione Kansas-Texas della Missouri Pacific Railroad. KT era la sigla con cui appariva nei tabelloni degli orari ferroviari e da lì il passo a KATY fu inevitabile.
Mentre il terzo Moscow Mule scende negli abissi della mia anima canticchio il blues in questione che Taj scrisse per la sua cavallona:
“Man my baby’s long, great god she’s mighty, she’s tall You know my baby’s long, great god she’s mighty, my baby she’s tall Well my baby she’s long, my baby she’s tall She sleeps with her head in the kitchen and her big feet out in the hall And I’m still crazy ‘bout her, that hardheaded woman of mine”
“Amico, la mia ragazza è lunga, buon dio, lei è possente, è alta Sai che la mia ragazza è lunga, buon dio, lei è possente, è alta Bene, la mia piccola è lunga, la mia piccola è alta Dorme con la testa in cucina e i suoi grandi piedi fuori nel corridoio E sono ancora pazzo di lei, di quella testa dura della mia donna”
Son qui in un tavolino all’aperto della Festa dell’Unità di Reggio Emilia insieme ai miei inseparabili amici, pur restando al mio posto mi assento un attimo con la mente … sorseggio il Moscow Mule, anzi ci faccio l’amore, come canta Billy Joel in Piano Man riferendosi ad un cliente alle prese con un Gin Tonic nel bar in cui intrattiene gli avventori.
Moscow Mule alla Festa dell’Unità di Reggio – 2/9/22 – Foto TT
Mi immergo nel sentimento blues, vedo la donna salire sul treno, prendere posto e lasciare a terra l’uomo di blues ormai avvolto in un mantello di crepe nere, vedo le luci blu e rosse della stazione raccontate così bene dal nostro padre putativo Robert Leroy Johnson in Love In Vain.
Ritorno in me, torno a canticchiare le parole di Taj Mahal…
She caught the Katy, and left me a mule to ride She caught the Katy, and left me a mule to ride Well my baby caught the Katy, left me a mule to ride The train pulled out, and I swung on behind I’m crazy ‘bout her, that hardheaded woman, hardheaded woman of mine
Mi concentro poi sul Moscow Mule …
La Russia non c’entra niente con la storia del Moscow Mule se non per l’utilizzo della vodka: il cocktail è nato nel 1941 a New York, in un bar gestito da due imprenditori alle prese con i debiti. Un giorno, tra i clienti, capita John G. Martin, distributore della vodka Smirnoff che non riesce ad essere apprezzata negli Stati Uniti. Le coincidenze, però, non capitano da sole perché, dall’altra parte del tavolino, c’è Jack Morgan, il proprietario del locale più frequentato di Hollywood, che sta provando a lanciare il suo Ginger Beer, un drink a base di zenzero. I due hanno un’idea geniale che dà origine al Moscow: combinare i due ingredienti aggiungendo un po’ di lime per creare un long drink unico. La leggenda, però, continua con un aneddoto molto affascinante: pare che il nome “Moscow Mule” derivi da un’imprenditrice, seduta a quel tavolino, che doveva smaltire uno stock di tazze mug con su stampato un asinello ed è, probabilmente, la prima tazza in cui fu bevuto questo cocktail. Le ragioni della tazza di rame potrebbero essere molto diverse: il rame si raffredda velocemente perché è un ottimo conduttore e, in secondo luogo, l’interazione con il lime conferirebbe quel gusto particolare e unico che ha il Moscow Mule. ( https://www.cookist.it/moscow-mule-ricetta-originale/).
Dopo tre anni torna la Festa dell’Unità a Reggio Emilia e dunque insieme ad alcuni illuminati del blues ritorno nella comfort zone. Niente baracconi, niente dispersione di spazi, tutto è più raccolto, organizzato, pulito. Solo le solite baracche dedicate ai piccoli ristoranti sudamericani creano scompiglio, con quella loro musica di melma ad alto volume e l’ossessione per la carne grigliata. La zona del Campo Volo dedicata alla festa adesso si chiama Iren Green Park e ovviamente lambisce la grande RCF Arena, l’immenso spazio concerti finalmente inaugurato quest’anno. Sono in compagnia del Pike boy, del mio canale streaming preferito LIZN, del Carmine Appice di Marano Sul Panaro e del Centurion boy, Lollo Zakk Wylde Stevens. Tra i tre grandi ristoranti disponibili scegliamo quello con meno coda e dunque il tradizionale che offre i piatti tipici della nostra zona. I volontari che servono ai tavoli hanno tutti la maglietta rossa, piccola sfumatura che ci riporta al tempo che fu. Ma il sentimento da festa dell’unità rimane anche in altri piccoli particolari: ad esempio l’unica birra nel menu è la Forst. Io me ne sparo due, il companero che ho alla mia destra tre, gli altri una a testa. Questi ultimi non li riconosco più.
Con i ragazzi discutiamo di politica, siamo tutti preoccupati dei risultati ormai scontati che si avranno dopo le elezioni imminenti, tuttavia siamo in cinque al tavolo e voteremo per tre partiti diversi. Chiaro che nessuno dovrà oltre passare un certo fossato, il nostro gruppo di amici non è una democrazia, o così o si è espulsi. Niente “dio patria e famiglia” né colori della squadra di calcio sbagliata nel Team Tirelli. Solo il pensiero di dovere dire addio alla legge 194, alla fecondazione assistita e alla sepoltura del dibattito sul fine vita mi schiaccia verso il basso. Per non parlare della visione generale della società che i partiti che vinceranno le elezioni hanno. E’ difficile rassegnarsi, ormai tutti propendono per quei partiti, d’altra parte se senti la gente dire che Trump ha fatto molto meglio di Obama (di cui comunque io non ero esattamente un fan) cosa vuoi stare a discutere.
Parliamo poi di come gira il mondo oggi, ne siamo tutti affranti, io il più basito e incazzato, infatti vado spesso sopra le righe, come scrivevo sul blog non troppo tempo fa non ho più filtri, non me ne frega più un cazzo di come appaio, è che non tollero la deriva corrente. Chissà, magari sto diventando una macchietta, chissà se gli amici mi prendono ancora sul serio … perché è vero, il Team Tirelli si sta trasformando in Scream Tirelli, ma davanti al mondo odierno non posso che indignarmi. La Nato che oltre ad abbaiare davanti al cortile dello zar ora lo fa anche davanti al cancello del “grande” timoniere mi sembra una cosa da pazzi. Stiamo per innescare qualcosa di pericolosissimo. Poveri noi.
E poi la concezione pompata dal turbo liberismo e dal capitalismo senza regole che vuole che The Winners Takes It All sempre e comunque, che l’avversario vada asfaltato … l’imporsi sugli altri come unica matrice della società. Va beh, meglio finirla qui.
Nei campi intorno alla Domus dal 1 settembre hanno riaperto la caccia dopo 10 anni di divieto. A parte il disagio di sentire sparare a poche centinaia di metri da dove viviamo e la paura che ci prendano sotto i nostri gatti e chissà cos’altro, è una vergogna che nel 2022 sia ancora legale la caccia. Umani che per divertirsi uccidono animali. Degrado spirituale, morale, etico. Io la visione antropocentrica non la reggo più. Verrebbe voglia di aprire la caccia ai cacciatori. E dire che ho un grande amico che è un cacciatore, uno solo (e tra l’altro tifa anche per la squadra che è la mia nemica calcistica) è vero, ma ce l’ho. Vuol proprio dire che gli voglio un gran bene. Ad ogni modo aboliama per dio!
Ci si mette il derby a peggiorare le cose, la mia squadra del cuore, forse l’unica ragione della mia vita, entra in campo senza gli Eyes Of The Tiger e viene battuta dai cuginastri. Al 95esimo devo scendere e vagare per la campagna almeno mezz’ora prima di ritornare in me. Ho le braghette corte, le infradito e una felpa della Puma … e questa la dice lunga, quando non indosso capi sportivi della mia marca preferita è chiaro che qualcosa non va. Respiro l’odore della campagna, il cuore riprende il suo battito regolare, la disperazione si placa un minimo, a fatica rifaccio le scale e risalgo la china che porta ad un comportamento accettabile. La devo smettere con il calcio, soffro troppo, non posso giocarmi la buccia spirituale in questo modo. E dire che venerdì un collega prima di partire mi aveva lasciato un bigliettino d’amore sul PC.
Bigliettino di un collega – settembre 2022 – foto TT
Il weekend è ormai corrotto, sopportare ilo sorrisetto della Pollastrella, pensare a quelli dei miei colleghi e quello di LIZN e come sopportare lance nel costato. La sera di domenica vado al Badlands Cafè località Boglioni, ho appuntamento con LIZN appunto e Wilko dei Rats, fratello di fede calcistica e musicale. Io e Ulde (va beh, Wilko) anneghiamo il dolore calcistico nella birra. Ci diciamo che siamo al tavolino col nemico e io aggiungo “Lo sai che anche la Saura è rossonera, la devo mollare…”, al che Wilko prontamente risponde: “NO! La Saura è immollabile!!!” Va bene, se lo dice Wilko allora la tengo ancora per un po’.
Tim-Wilko-LIZN – Badlands Cafè settembre 2022 – foto Saura T.
Siamo qui per vedere il tributo ai Clash dei Controllo Totale, dove alle tastiere suona – per quanto bizzarro sia – il mio amico di sempre Joe…Bèsi…Simòn… Biccio insomma, il Tony Banks di Villa Nona. Anche loro sono uomini di una (in)certa età, ma la grinta che hanno, il senso (punk) Rock che mettono nella loro esibizione è di altissimo lignaggio.
Controllo Totale – Badlands Café settembre 2022 – foto TT
Dopo il concerto chiacchierare con gente simile fa bene al cuore, le affinità elettive sono quelle giuste. Questo è il mio mondo, quello degli operai del rock, come dico sempre, gente che continua imperterrita a spendersi nel nome del Rock, quello vero. Un saluto a Suto dei Tacchini Selvaggi e ad Antonio dei Willi Betz anche loro qui al concerto e poi via ad inseguire la morbida scia che porta a Borgo Massenzio.
NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK
_Nuovi video amatoriali dei Led Zeppelin.
Dal nulla approdano su Youtube un paio di video amatoriali mai visti prima.
Baltimora 1972 è uno spettacolo, l’ultimo minuto dove il tutto si fa più chiaro è magnifico.
Non avrei mai pensato sarebbe uscito qualcosa del genere anche per il famosissimo concerto del 4 settembre 1970 al Forum di Los Angeles, il cui bootleg audio Live On Blueberry Hill fu uno dei primissimi ad essere pubblicato.
_Al Taylor Hawkins Tribute si sono rifatti vivi i Them Crokeed Vutures, rivedere John Paul Jones mi ha emozionato. E’ invecchiato certo, 76 anni non sono pochi, ma quelle linee di basso sono ancora stratosferiche.
Mi è piaciuto anche Wolfgang Van Halen, musicista davvero fuori dall’ordinario.
Mainstream ma ben più che dignitosa la prova dei Queen (finalmente senza Adam Lambert).
GATTI DALLA DOMUS
Nell’articolo del 27/08/2022 ho parlato di Ozzy, il randagio gravemente malato a cui stiamo dando una seconda opportunità. Oramai è diventato un gatto addomesticato, la notte dorme in soffitta al sicuro e di giorno segue la pollastrella in ogni dove, e quando lei fa smart working lui per starle accanto si sdraia sulla scrivania. Ozzy deve aver capito che c’è qualcosa che non va e che se sta ancora conducendo una vita soddisfacente lo deve a lei. Dai pippistrellino nero, tieni botta.
Ozzy … still holding on – Domus Saurea settembre 2022 – foto Saura T.
SERIE TV – KLEO – Netflix 2022 – TTTT
”Kleo è un antieroina e un’anima perduta. Questo è ciò che ha reso così eccitante per me interpretarla. Mi sono completamente innamorata di lei e oggi fa parte di me”. Jella Haase è la protagonista della serie e in questa sua dichiarazione spiega il fascino della ex agente segreto della DDR Kleo Straub: una antieroina e un’anima perduta che il polo blues di questo blog non potrà che amare. Siamo nella DDR tra la fine degli ottanta e l’inizio degli anni novanta, scottata da certe inimmaginabili fregature, Kleo diventa una scheggia impazzita. Per i diversi lettori di questo blog affetti da Ostalgie questa è una serie TV da vedere.
OUTRO
Bene, con la tipica insoddisfazione che lo contraddistingue, il vostro uomo di blues – che bontà vostra ancora continuate a leggere – vi saluta. In questa malinconia da fine estate pensatemi non come l’uomo di blues miserello che sono, bensì come… che so… uno spirito libero come Jerry Drake, Mr No insomma, che si gioca la sua vita in Amazzonia, a Manaus.
Puxa vida, che volete farci, in questi ultimi tempi sono un po’ fissato col portoghese, sarà colpa di un mio collega nato là con cui interagisco nella lingua di Magellano.
Até breve homens e mulheres de blues, seu Estevão Tirellao os saúda calorosamente.
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