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OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.7 – february 1987

29 Apr

Per il settimo numero credo di non aver potuto contare sull’aiuto grafico di DOM GIARDINI (logo a parte),la copertina infatti non è un granché. Nell’introduzione cito MELVILLE (MOBY DICK, of course), all’interno della fanza il resoconto del secondo viaggio a Londra che feci, i testi con traduzione di ITTOD courtesy di LAURA FAGLIONI (ancora una volta mi basta scriverne il nome per provare un grande dolore), i risultati del referendum del 1986. Inoltre, lettere dei lettori, notizie, qualcosa sui bootleg. In terza di copertina recensisco (con troppa generosità) 3RD DEGREE di JOHNNY WINTER e demolisco senza pietà la BAD COMPANY senza RODGERS.

OH JIMMY 7   001

PDF OH JIMMY N.7

OH JIMMY N7

Statistiche del TT blog relative al 2013.

23 Gen

Come ogni anno WORDPRESS mi manda un veloce consuntivo relativo alle statistiche del blog relative al 2013. Per vedere 2013 in review completo prego cliccare sul link sotto l’immagine.. Comunque giusto un anno fa raggiungevamo il maggior numero di visite (771), il blog raggiunge 128 paesi,  tra i termini di ricerca usati per arrivare al blog, oltre ai classici TimTirelli/Led Zeppelin/Keith Emerson/Jimmy Page etc etc, resiste nelle prime posizioni “porca“, e si aggiungono ntremini curiosi tipo “Gustavo cartone animato“, “incappucciati“, “satanismo”, “amaro montenegro”, “Jimmy Page morto”, “ligabue moglie”, “fiocca la neve fiocca”, “striscione Inter mi fai tremare il cuore”, “bella figa”, “morire giovani”, “fighe asiatiche”, “turche”.

Grazie a tutti per la fedeltà e la passione con cui seguite le tracce blues che lasciamo qui su TT.com. Stay tuned for more blues’n’roll.

 

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 120,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 5 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Nuvole basse, la mostra “Rock Stars”di Mick Rock e le space-saving cd sleeves

19 Mag

La settimana lavorativa si avvia alla sua conclusione e, mentre me torno nel posto in riva al mondo, ci sono delle nuvole basse che passano sopra alla blues mobile. Sono sulla freeway di Regium e l’effetto è notevole: low clouds, squarci di sereno nel cielo che in questo tardissimo pomeriggio lasciano passare decisi raggi di sole, e un’aria scura di tempesta. Le osservo con meraviglia queste nuvole basse, è un peccato che non riesca a fotografarle. Ci riesce il mio amico Max Pattano che posta su facebook con instagram una foto che gli rubo…

Nuvole basse   - foto di Max Pattano

Nuvole basse – foto di Max Pattano

Nuvole basse, nuvole che ti schiacciano verso terra, nuvole che ti fanno riflettere sulle insicurezze a cui questa crisi maledetta ormai ci incatena.

Mentre procedo verso Borgo Massenzio entro ed esco da paesaggi che sembrano cadere preda di una tempesta da un momento all’altro…

Gavassae city limits - foto di TT

Gavassae city limits – foto di TT

“…Got to keep running Stormbringer coming…”

Thru' the trees of the Domus Saurea - foto di TT

Thru’ the trees of the Domus Saurea – foto di TT

Il sabato mattina mi aspetta un bel sole, ma mentre vado da Brian sull’anima circolano le nuvole basse. Cerco di soffiarle via con un bel bootleg dei LZ ma non ci riesco. Salgo da Brian, sistemo la spesa, lo lavo, lo vesto, lo porto in giro. A Ninentyland ci fermiamo al K2, accanto alla storica proprietaria troviamo una cinese che non capisce le ordinazioni. Non dico niente, guardo la signora…un altro piccolo pezzo del mio mondo venduto agli orientali. Brian è in forma, è sufficiente portarlo in mezzo alla gente per vederlo rifiorire, malgrado il pantano in cui sta affondando. Dopo mezzogiorno lo saluto, lui mi abbraccia, mi bacia e mi dice una delle sue frasi storiche che ormai ripete spessissimo “Non ti sbigottir che vincerai la prova”…

Di nuovo in macchina…in questi ultimi anni non mi pare di fare null’altro: andare a lavorare e andare da Brian. Ho i pensieri stanchi, ricado sulla faccenda delle insicurezze…chi è  che può dire oggi di aver certezze, ad esempio,  a livello lavorativo? Io no, non mi sento tranquillo, e che alla mia età, in una zona fino a ieri ricca e soprattutto viva come l’Emilia profonda, io e migliaia di altri come me si sia costretti ad affrontare certe cose, è davvero triste. L’altro giorno Paolino Lisoni era a Stonecity per lavoro, ci siamo visti per una pizza; ci siamo raccontati  con un certo sgomento di nostri amici e amiche che hanno perso il lavoro e che adesso non sanno come fare. Oltre a questo abbiamo naturalmente parlato di Rock e Paolino mi ha fatto dono di un maxi singolo degli ELP che originariamente uscì nel 1973 e che è stato recentemente ristampato per il Record Store Day. Che pensiero gentile. Io a Paolino Lisoni voglio un gran  bene…

ELP - 1973 single

Con questi pensieri ritorno alla domus saurea, un cotoletta alla milanese, rapanelli in pinzimonio, una Corona ghiacciata, frutta, caffè, Southern Comfort e poi mi verso liquido sul letto. A metà pomeriggio mi desto, ho sempre questi blues, questa incertezza riguardo il prossimo futuro…devo trovare un rimedio. Prendo la groupie, saliamo sulla blues mobile, ci dirigiamo al parcheggio Foro Boario, in una zona di Regium che per me è ancora sconosciuta, lasciamo la macchina e prendiamo il piccolo bus navetta che porta in centro…servizio gratuito del comune. Comune che ha organizzato la mostra fotografica ROCKSTARS del fotografo inglese Mick Rock. Durante il tragitto a piedi osservo i “draghi” che dragheggiano sui cornicioni di un vecchio palazzo …

Il palazzo dei draghi a Regium - foto di TT

Il palazzo dei draghi a Regium – foto di TT

La mostra è davvero bella e si sviluppa su tre piani dello Spazio Marco Gerra, spazio della città dedicato alla fotografia.

Spaziomarcogerra RE - Mostra "Rockstars" di Mick Rock

Mick Rock lo conosciamo tutti, molte sue foto ci sono assai famigliari, ma è comunque emozionante trovarsi a rivederle in uno spazio come si deve, dove vengono anche proiettati filmati che lo vedono alle prese col suo lavoro e con l’intervista che il comune gli ha fatto in esclusiva a Londra il marzo scorso. Io e la groupie entriamo in un momento in cui non c’è quasi nessuno, poco dopo lo spazio si riempie di parecchia gente. La cosa mi fa molto piacere. Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, SydBarrett…la mostra piacerebbe molto a Polbi. Scatto qualche foto:

RE spaziomarcogerra Rock Stars by Mick Rock- La groupie e Freddie

RE spaziomarcogerra Rock Stars by Mick Rock- La groupie e Freddie

RE spaziomarcogerra - Mick Rock BOWIE e RONSON

RE spaziomarcogerra – Mick Rock BOWIE e RONSON

RE spaziomarcogerra - Rockstars by Mick Rock

RE spaziomarcogerra – Rockstars by Mick Rock

RE spaziogerra -*Mick Rock BLONDIE

RE spaziogerra – Mick Rock BLONDIE

RE spaziomarcogerra - Mick Rock LOU REED e BOWIE

RE spaziomarcogerra – Mick Rock LOU REED e BOWIE

RE spaziomarcogerra - Rock Stars by Mick Rock - La groupie versione Marlene Mercury - foto di TT

RE spaziomarcogerra – Rock Stars by Mick Rock – La groupie versione Marlene Mercury – foto di TT

Bella mostra.  Le nuvole tendono ad alzarsi dall’anima. Mentre torniamo verso Borgo Massenzio in macchina il secondo dei JOURNEY…SPACEMAN…

Per spazzare via ulteriormente le idrometeore costituite da minute particelle d’acqua condensata decido di cenare fuori. A Borgo Massenzio c’è un nuovo ristorante, lo proviamo. Il locale è molto grande e mi sorprende che, in questa era di cinegiappo a buon mercato,  sia praticamente pieno. Buon segno. Niente pizza stasera, io e la groupie ci diamo al pesce. Una veloce occhiata ai risultati sportivi: lo STONECITY per la prima volta nella sua storia è promosso in serie A. Sono contento. Che sia di buon auspicio per tutto il distretto in cui lavoro.

Un volta a casa, per sconfiggere gli ultimi rimasugli di blues, ci mettiamo a guardare le ultime due puntate de IL TRONO DI SPADE, serie televisiva di cui io e la groupie siamo ormai dipendenti.

daenerys

Prima di andare a letto rimiro per un po’ i miei scaffali di CD. Dopo diversi ordini di buste salvaspazio, sono riuscito ad avere tutti i miei CD nello studiolo e questo è motivo di grande soddisfazione. Non devo più andare nel sottotetto a cercare i bootleg dei LZ quando me ne voglio ascoltare uno. 2780 cd stipati tutti in 4 scaffali e mezzo. Finalmente.

Gli scaffali di cd di Tim Tirelli

Gli scaffali di cd di Tim Tirelli

Tim Tirelli's digipack/deluxe editions shelf unit

Tim Tirelli’s digipack/deluxe editions shelf unit

Domenica mattina, non sono da Brian, un po’ di relax. Il tempo atmosferico passa da nuvoloso a sereno con grosse nubi bianche. Dopo colazione insieme alla groupie sistemo un po’ la casa. Mi metto poi al computer a scrivere questo post, son lì che rifletto  sulle nuvole quando mi chiama Laroby da Milano, anche lei in fase meditativa circa lo stesso soggetto… mi manda in diretta uno scatto del pezzo di cielo che sta guardando in quel momento…

Milan clouds - foto di Laroby

Milan clouds – foto di Laroby

Metto sullo stereo THE PIPER AT THE GATES OF DAWN, strano, non sono questi i PF che mi piacciano, eppure… che la mostra di ieri e il continuo confronto con Polbi stiano dando i suoi frutti?

E’ tornato nuvolo, uhm. Alle 14 la MotoGP con Vale che guarderò con e per la groupie, più tardi qualche fraseggio sulla Les Paul e stasera INTER-UDINESE. Alle nuvole basse e ai blues tornerò poi a pensare un’altra volta.

Due anni di blog

18 Feb

Happy Anniversary!

You registered on WordPress.com 2 years ago! Thanks for flying with us. Keep up the good blogging!

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Due anni di blog. Però, mica male. Oggi sono un po’ bluesy, la cocente sconfitta di ieri dell’INTER mi ha spinto in un abisso di disperazione, così non festeggerò come ho fatto l’anno scorso. Ho provato comunque a tirarmi su con MASTER OF REALITY ma quando è arrivata SOLITUDE sono caduto ancora più giù…

…ho provato allora con LAID BACK di GREG ALLMAN ma poi è arrivata QUEEN OF HEARTS e mi sono impantanato ancora di più nel blues…

Ho poi cercato rifugio in uno dei miei album, uno di quelli che ho incisi col fuoco sull’ anima, EDGAR WINTER’S WHITE TRASH del 1971… mossa stupida,  avrei dovuto immaginare l’effetto che avrebbe avuto su di me DYING TO LIVE, e così scivolo sempre più giù dove il nero e l’azzurro si fondono nel colore della tristezza …

E allora spengo le casse e torno a lavorare senza musica. Se proprio dovesse peggiorare ho ancora due assi nella manica però…

LED ZEPPELIN 1973

LED ZEPPELIN 1973

ELP 1971

ELP 1971

…con loro dovrei sfangarla anche stavolta.

Ad ogni modo, più di 225mila visite in due anni , una comunità di uomini e donne di blues illuminati e amanti della musica,  alla continua ricerca dell’alba dentro l’imbrunire e del proprio nido di stelle. Special guests di altissimo valore, commentatori arguti e attenti, lettori fedeli e curiosi. Che dirvi se non grazie mille? I thank you all.

…If we could just join hands 

If we could just join hands 

If we could just join hands …

INTERVALLO: preziose ceramiche

4 Gen
Tarkus in ceramica (1980)

Tarkus in ceramica (1980)

Dicembre: tra ELPMANIA e BLACK CAT BLUES

19 Dic

Potrei copiaincollare uno dei post scritti un anno fa a proposito di questo periodo color pastello che tanto mi influenza, perché finirò per usare le stesse parole, le stesse sfumature di blu, le stesse circumnavigazioni mentali. Mi ci vorrebbe un argano per sollevare dal mio animo la confortevole malinconia in cui immancabilmente mi trovo ogni anno in dicembre. Quel soffuso tepore di stufe immaginarie che rischiarano e scaldano tutti i miei blues ghiacciati, quelle lucine ad intermittenza che della mia vita invernale imprimono la cadenza, quell’inno alla festa del sole (il natale insomma) che è dietro l’angolo, e con essa il bilancio di un anno passato e il tentativo di tenere alto il sorriso in vista dell’anno che sta arrivando.

Xmas Time Blues

E come ogni ogni anno, questo è il periodo in cui la ELPMANIA prende il sopravvento su tutto. La preferenza, chissà perché, va agli ELP dell’ultimo periodo, quelli di WORKS 1, di WORKS 2 e di WORKS LIVE, o come cavolo hanno chiamato la versione expanded di IN CONCERT. Oltre a questi, si aggiunge spesso THE RETURN OF THE MANTICORE, un cofanetto ormai vecchio di vent’anni.

Mi metto in macchina nelle mattine di neve e ascolto il PIANO CONCERTO…

Stiolo crossing, dicembre 2012 - foto di TT

Stiolo crossing, dicembre 2012 – foto di TT

Vado da Brian e mi sento BARRELHOUSE SHAKE-DOWN, MAPLE LEAF RAG, HONKY TONK TRAIN BLUES…

…mi prendo cura del mio vecchio con più energia se EMERSON mi suona il ragtime…

S

(Brian balla il blues – foto di TT)

Torno nel posto in riva al mondo, mi godo la seconda leggera nevicata e mi sento WORKS LIVE…

Il posto in riva al mondo dic 2012 - foto di T

Il posto in riva al mondo dic 2012 – foto di T

Works Live ELP

Cerco di staccare ogni tanto, ma con musica che sento comunque attinente al periodo, tipo i FREE di FREE AT LAST…

Poi arriva venerdì, verso sera mi chiama la groupie, è allarmata: “non trovo più Palmiro”. Palmir vive con noi dalla scorsa estate, ha ormai sette mesi, è abituato a stare giù in cortile o nei campi limitrofi  insieme agli altri nostri 4 gatti per un oretta o due, ma per il resto vive, dorme, mangia, guarda l’Inter, ascolta gli ELP (i LZ e gli Yes) insieme a noi. Stavolta la groupie lo ha lasciato solo soltanto venti minuti ma adesso non si sa più dove sia. Non si è mai allontanato prima, non ha mai dormito fuori…siamo preoccupati. Fino a tarda sera alterniamo le ricerche. L’ultima la faccio verso mezzanotte, fa un freddo cane, c’è buoi pesto, col cappuccio del giaccone stretto in testa e i moonboot, tra foschia gelata e qualcosa che continua a cadere, con una torcia in mano in mezzo ai campi a cercare e a chiamare Palmir.

E’ strano, pur mantenendo le giuste prospettive con le faccende del mondo, siamo accartocciati su noi stessi, non abbiamo testa che per quello che ci sta capitando…siamo alle prese con un doloroso distacco e con una tristezza infinita. Palmir fa parte della famiglia, è un mammifero di una specie diversa ma anche lui compone questo nucleo di esseri viventi che condividono un pezzo di cammino di questa porca vita. Battiamo i dintorni con metodo, scrutiamo dalle finestre ogni 5 minuti, niente da fare. La groupie singhiozza un pianto dirompente e sincero, io cerco di fare quello che mantiene il controllo, cerco di ragionare sul fatto che sono cose che bisogna mettere in preventivo con i gatti, perché questi possono prendere su e andarsene, perdersi o partire e rifarsi una vita. E’ già successo qualche anno fa con un altro nostro gatto, ma era uno di quelli che vivono fuori e non in casa, e la faccenda è diversa. Persi nella più nera disperazione pensiamo che un auto potrebbe averlo investito, oppure che uno di quei satanisti squilibrati lo abbia preso; si sa, quei delinquenti sono sempre a caccia di gatti neri. Ma poi cerco di ragionare: la stradina in cui viviamo è lunga due km ma è una strada chiusa, passano pochissime macchine e vuoi che in quei venti minuti in cui è stato lasciato solo sia passato un satanista?

Mi sembra più verosimile pensare che si sia spinto troppo in là, Palmir è un temerario, si butta senza pensare alle conseguenze…e che si sia perso, magari che abbia trovato un anima gentile che lo ha accolto e lui, che si adatta a tutto e a tutti, si sia adeguato alla nuova realtà.

Sarà, ma alla domus saurea si soffre, siamo ormai rassegnati all’idea di aver perduto Palmir per sempre. La groupie passa la notte a piangere, e anche io fatico a dormire…pensare di non vedere più quel muso nero è dura.

Arriva il mattino, devo andare da Brian, avrei ancora un po’ di tempo per starmene rannicchiato sotto le coperte, ma mi alzo, non so nemmeno perché, ma c’è qualcosa, il blues probabilmente, che mi spinge ad alzarmi. Così, faccio tre passi nel corridoio e dietro la vetrata della porta vedo una sagoma nera… gioisco, chiamo la groupie, apro la porta…Pàlmir ha trovato la via di casa…torna la felicità.

Dopo un pasto abbondante e una bella lavata, Pàlmir passa la giornata a sonnecchiare – sfinito – davanti alla stufa o a stretto contatto con noi. Ci abbraccia, infila il muso intorno al nostro collo, vuole essere sicuro di starci vicino vicino. Il ragazzo ha passato la notte fuori, capisco che non deve essergli piaciuto molto…

Palmìro sonnecchia davanti alla stufa - foto di TT

Palmìro sonnecchia davanti alla stufa – foto di TT

Passo il sabato pomeriggio sul divano, con Pàlmir addormentato sul petto, fuori c’è una giornata grigia e fredda, ma io sono al caldo delle lucine del nostro albero…adesso chiamo la groupie e le chiedo di mettere su un divudi degli ELP, ah…è così che si tiene a bada il december blues.

Domus Saurea Xmas Tree - foto di TT

Domus Saurea Xmas Tree – foto di TT

ANASTACIA “It’s A Man World” (BMG 2012) – TT½

12 Dic

Digipack

Cosa fa Anastacia su questo blog? Già, cosa ci fa? Il fatto è che ha appena pubblicato un disco di cover rock, ne parlavo l’altro giorno con Lorenz, così ho deciso di scrivere due righe. Le versioni dei pezzi più recenti le ho ascoltate superficialmente, mentre ho fatto più attenzione a quelle relative al rock più classico e mi sembra che queste non si discostino di un millimetro (o quasi) dalle versioni originali. L’esperimento” repertorio rock + celebre cantante di musica di facile ascolto” non mi pare dia frutti particolari. Da una parte si ha un gruppo di bravi musicisti (seppur col dna neutro tipico dei session man) che ricalcano fedelmente linee guida e le sfumature di qualche classico del rock, dall’altra c’è questa voce sempre un po’ sopra le righe. Le cose non si amalgamo, la voce sembra avulsa dal contesto…manca la sensazione di pericolo, i turbamenti d’animo, i brividi. La voce di Anastacia è una di quelle voci un po’ sguaiate del pop di questi ultimi tempi, manca di spessore culturale per poter affrontare certo materiale. Solo in DREAM ON riesce a scaldare un po’, lasciando intravedere qualche possibilità di riuscita.