Il debutto TV della groupie

4 Feb

La groupie è una forza della natura, silenziosa, a tratti riservata, ma ostinata e determinata. Correva in moto, in minimoto, adesso corre con i kart, inoltre è bassista, tastierista, mandolinista, animalista, esperta in computer, divoratrice di libri, fan degli YES, che altro…ah sì, ora anche star della tivù.

Con la mia solita spocchia snobbo i programmi nazional popolari. Sono uomo da SKY: le serie TV (Homeland/The Americans/Il Trono Di Spade), THE CLEVELAND SHOW, I GRIFFIN, AMERICA DAD,  SKY ARTE, CLASSICA, NAT GEO WILD, e naturalmente la mia droga…SKY SPORT 24 (speciale calciomercato mi tiene incollato al video delle ore intere) e le partite di calcio dell’INTER. Tutto rigorosamente in HD of course. Tutto questo in sala, perchè in cucina SKY non c’è, così quando riusciamo a cenare presto si guarda L’EREDITA’, con CARLO CONTI. Iniziò la groupie parecchio tempo fa e io mi ci sono abituato, finendo per cercare di indovinare i quesiti posti nel programma

Una sera siam lì sul divano che insieme a PALMIRO guardiamo un film, quando un segnale acustico arriva sul Galaxy della groupie: “Ah, ma veh, hanno accettato la mia domanda, il 14 ottobre ho il provino per l’Eredità”. Stupefatto e confuso balbetto: “Co co cosa?”. “Così se vinco abbiamo i soldi per portare la band in studio!”.

Il giorno è piovoso, siamo in prima classe di un INTERcity che porta a FELSINA… BONOMIA… BULAGGNA insomma. Accompagno la groupie al provino per l’EREDITA’. Ci prendiamo il giorno di ferie, visitiamo il centro, un negozio di cd, pranziamo, e poi arriviamo all’hotel preposto per le audizioni. Entriamo e ci troviamo davanti un bivacco di decine di candidati accompagnati da parenti, amici, partner. A fatica troviamo un posto. La fauna è variegata. Quelle che si credono superfighe e cercano i 15 minuti di celebrità, ragazze giovani sovrappeso accompagnate dalla madre al massimo 45enne che però ne dimostra 65, persone distinte, uomini alla deriva, disoccupati disperati, cinquantenni tiratissime, donne sportive che accompagnano il loro compagno…everyday people, insomma.

Un paio d’ore d’attesa stravaccato su un divano nella hall dell’albergo mentre la groupie e quelli del suo gruppo fanno il provino e poi si torna. Qualche settimana dopo arriva la telefonata: “Groupie?” “Sì, sono io“Ciao, sono Elisabetta dell’organizzazione del programma l’EREDITA’, il provino è andato bene, ti aspettiamo il 21 gennaio a Roma….”

La groupie si emoziona un po’, ma è già carica come una molla. Qualche giorno prima l’accompagno a far compere, sono il suo stylist…non posso far molto, al di fuori dello stile sportivo/casual non si va, ma faccio del mio meglio (col budget a disposizione). Il 21 gennaio, accompagnata da suo nipote ventisettenne STEVE, la groupie s’ imbarca su ITALO nella stazione Medio Padana dell’alta velocità che abbiamo a pochi chilometri da casa.

Italo

Italo

La stazione medio padana

La stazione medio padana

Ogni tanto mi aggiorna tramite WHATSAPP, la sento tonica, pronta a gustarsi ogni momento di quella piccola avventura. Posta su facebook le foto all’ingresso dello studio, dei camerini…a metà pomeriggio so che ormai tocca a lei, la penso, cerco di mandarle vibrazioni positive, mi affido ( e non sto scherzando, ci sarebbe da approfondire) a JIMMY PAGE: DARK LORD veglia su di lei, dalle la forza.

Verso le 20 mi telefona, un po’ sconsolata perché non è arrivata fino alla fine e dunque non ha vinto, si ferma a Roma per la notte, nell’hotel offerto dalla RAI. La sera successiva a casa mi racconta tutto, e al di là del risultato le leggo negli occhi la felicità data da una veloce ma intensa scarica di adrenalina. Treno-Roma-camerini-registrazione della puntata-camerini-hotel-Roma-treno-Borgo Massenzio. 30 ore filate via veloci. Esperienza positiva, l’è piaciuto tutto tantissimo, trattata come si deve dai tecnici, dalle truccatrici, dai commessi, dallo stesso CARLO CONTI.

Finalmente domenica sera 2 febbraio la puntata va in onda. E’ un emozione vederla in video, dapprima un pelo impacciata ma poi sempre più sicura. Peccato abbiano tagliato la parte in cui ha parlato della CATTIVA COMPAGNIA (e dei TACCHINI SELVAGGI). Resiste quasi fino alla fine. Il bello è che avrebbe indovinato la parola finale, quella che ti fa vincere il montepremi che sei riuscito a salvare. Ad ogni modo, vederla, con quel trucco poi, sentirla col suo accento reggiano e  ammirarla mentre è al contempo schiva e determinata mi rende orgoglioso. Che donna la groupie!

Brian, il growing older blues, i football blues e i rainy days

3 Feb

Brian rincula, accusa il colpo, barcolla…ma non cade. Alle prese da tre anni con l’alzheimer, che in questi ultimi mesi è passato alla fase grave, tiene comunque botta, non cede, resta ancestralmente attaccato alla riva del precipizio, in modo quasi inconsapevole. Qualche settimana fa, in una fase di lucidità, è andato incontro alla depressione, quella però che ti fa capire che è ancora con noi. Più volte per telefono mi diceva, mischiando dialetto reggiano e italiano”Ah, Tim, per me ormai l’è finida”. Se non ero troppo teso riuscivo a dirgli “ma no, Brian, dai, farai come tua nonna, andrai avanti fino a 96 anni”, ma dopo la ventesima telefonata nel giro di un paio d’ore non riuscivo a trattenere il “va beh, è così, e di chi è la colpa, mia?” al che lui, lucidamente, rispondeva “Ah, no, è la natura!”.

Allora mi scioglievo e cercavo di sforzarmi di capire questo vecchio di 84 anni, che oltre a sentirsi confuso, ad annoiarsi, ad aver bisogno di qualcuno per fare qualsiasi cosa, e a non riconoscere più nessuno, deve gestire anche la lucidità che lo porta a riflettere sul fatto che è nelle ultime fasi della sua vita. Mi chiedo come mi sentirò io alla sua età, se mai ci arriverò (e chissà in quali condizioni poi).

L’altra sera l’ho accompagnato all’appuntamento semestrale con la geriatra specializzata in anziani con disturbi cognitivi. Subito Brian non voleva andare alla visita, non ne capiva il motivo. Poi, una volta uscita la dottoressa dall’ambulatorio per chiamarlo, ha sfoderato tutto il suo bon ton.

Nei primi venti minuti la visita consiste in un tête-à-tête tra il paziente e la dottoressa, senza parenti…io ero lì, nella sala d’aspetto, nel vecchio ed ex ospedale Estense di Mutina, riconvertito a polo ambulatoriale. Sentivo la dottoressa dirgli: “ripeta dopo di me: casa, pane, gatto”… oppure “quanto fa 100×7?” e io pensavo al povero Brian in difficoltà. Osservavo la porta dell’ambulatorio, con i relativi cartelli per gli utenti scritti con font diversi. Mi soffermavo soprattutto sul foglio indicante il nome dell’ambulatorio e il nome della dottoressa posto, con nastrate di scotch alla buona,  dove un tempo doveva esserci un porta targa vero e proprio. Ebbene, lo sfondo del cartello era di un rosso pesante e la scritta in nero. Ora, oltre al fastidioso accostamento cromatico dell’aspetto calcistico, le scritte erano poco leggibili. Ma perché, mi chiedo, perché?

Geriatrics out-patients department at Mutina ex Estense Hospita (foto di TT)

Geriatrics out-patients department at Mutina ex Estense Hospita (foto di TT)

Una volta entrato  constato con la dottoressa di come mio padre sia una sorta di caso clinico positivo, di come i medicinali di contrasto all’alzheimer su di lui facciano effetto e di come il suo sia un lento, seppur inesorabile, planare. Che poi abbia ancora il riflesso incondizionato di chiamarmi al telefono, e di farlo da solo, è una cosa davvero straordinaria. La dottoressa ci chiede il permesso di citare l’esempio di mio padre nei seminari a cui parteciperà. Naturalmente diamo l’ok. Riassumendo, la fase grave è conclamata ma non ci sono peggioramenti se non, appunto, il lento scivolare, fisiologico, verso l’abisso. Brian percepisce che la visita è andata bene, o forse è una mia impressione, ma essere in giro con i suoi figli, vedere gente, è una panacea.

Mentre torno a Borgo Massenzio, ascolto bootleg del 1984 degli WHITESNAKE a Spokane…

Whitesnake Spkane 1984 bootleg artwork

e quindi a Mosca nel 1997 con TONY FRANKLIN al basso…

Sabato mattina, same old blues: sveglia alle 7, spesa per Brian al Conad del NewTower a Mutina, quindi lavaggio e vestizione di Tirelli senior. Pure stavolta mi lascio andare ad istinti irrefrenabili: perdo la pazienza e vomito addosso al povero Brian tutta una serie di riflessioni negative sul nostro rapporto, gli rinfaccio l’inverosimile, lui reagisce spaurito, anzi dapprima tenta una reazione determinata e logica, ma poi soccombe sotto al mio fuoco incrociato. Bella personcina che sono, prendere a male parole un vecchio confuso….ma è più forte di me, non riesco a contenermi. Una volta però svuotata la bile, riprendo il rapporto affettuoso di parte di questi ultimi anni. Lo vesto (tono su tono of course) in modo giovanile, gli asciugo i capelli, lo accarezzo, gli do un bacio e riporto il nostro rapporto sui giusti binari. Brian rinasce, sorride, ride, parla. Andiamo a far colazione da Chen il cinese, lì al bar del NewTower, il quale in realtà si chiama con un nome il cui suono (per l’orecchio di un europeo) è uan. Come si scriverà? Wan, Uan, One? Uno dei clienti fa lo spiritoso: “Ciao Uan Tu Tri (One Two Three insomma)”. Uan-Chen ci vede e viene a salutare: “Ciao Linno, ciao Steffano”, “ciao Uanno”. Poi aggiunge “Forza Italia!” e io di cortesia “Forza Cina”. Ma poi mi affretto a concludere: “Non intenderai mica Berluskoni, vero? An t’azarder menga Uan!”.  Obi Wan “Chenobi” scoppia in una di quelle risate un po’ isteriche tipiche degli asiatici e torna al banco.

Il cielo è grigio, ci fossero 7 gradi in meno sarebbe un tempo da neve, così guardano in the sky inizio la litania “fiocca, fiocca”, Brian mi fa il verso ma alla sua maniera “gnocca, gnocca!”, non è elegante ridere delle difficoltà di un vecchio (con o senza l’alzheimer), ma trovo la cosa molto spassosa. Andiamo a prendere i giornali e poco distante dall’edicola dico “dai Brian mettiti in posa che ti faccio un foto”…

Brian enjoys the saturday morning (foto di TT)

Brian enjoys the saturday morning (foto di TT)

Domenica mattina: di nuovo da Brian. Pranzo e poi caffè da Lasimo a Ninentlyland, e’ stata la mia compagna per 13 anni e più, ma Brian non la riconosce e la chiama “signora”. Lasimo però lo tratta con molto affetto e lui gode di tutte quelle attenzioni. Di nuovo da Brian. Suono la chitarra, e lui mi fa “L’è na bèla sodisfasiòn vèder che te et soun (è una bella soddisfazione vedere che sai suonare)”. Alle 18 lo lascio, ho chiesto il cambio alla signora che ci dà una mano, alle 18,45 c’è il debutto Tv della groupie (more later) e non posso perdermelo.

Arriva poi il momento temuto: la partita J**E – INTER. Risultato finale 3 – 1. L’Inter è l’Inter sono negli ultimi venti minuti dove mette sotto l’odiata armata bianconera, ma nei rimanenti settanta tentenna, singhiozza, latita. Precipito in un burrone di disperazione. Dopo il 3 a 0 spengo la tele, la voglia è quella di scendere in strada e picchiare qualcuno, invece mi mangio un kinder e  accarezzo Palmiro…

il gatto Palmiro (foto di TT)

il gatto Palmiro (foto di TT)

A fine gara chatto su facebook con Picca, Lorri, Fabio e Wilko (e con l’intruso Liso, milanista). Picca e Wilko puntano sull’autoironia, io invece affondo in modo serioso, cercando invano un appiglio andando talvolta sopra le righe. Per me l’Inter è una faccenda seria, e perdere con la J**e  è un dolore profondo, totale, disperato. La notte infatti la passo male, mi sveglio alle 3 e da allora fino alle 6 mi sveglio ogni 15/20 minuti. Alle 6 suona la sveglia: devo accompagnare Brian ad un esame del sangue. Scendo…sono le 6,30 di un lunedì mattina, c’è ancora buio, piove e ieri sera l’Inter ha perso con la Juve. Per rendere la mattina ancor più leggera nel car stereo gira STANZE DI VITA QUOTIDIANA, l’album del 1974 di GUCCINI.

Prelievo a Mutina Medica in Trento Trieste e poi lauta colazione al City Bar. Mi bevo la spremuta mentre leggo la Gazza. Voto all’Inter: 4. Migliore nerazzurro in campo: ROLANDO, voto 6. Là, a sòm a post. Alle 08,15 sono sulla freeway Mutina-Stonecity. Tolgo GUCCINI e metto il bootleg di AL DI MEOLA al Belmont Park nel 1980…

Al Di Meola Belmont Park 23 aug 1980 artwork

…prima GUCCINI, ora un live amatoriale di AL DI MEOLA, di lunedì, in tangenziale, mentre piove…ah!

Bretella Mutina-Stonecity un giorno che piove (foto di TT)

Bretella Mutina-Stonecity un giorno che piove (foto di TT)

… se poi la tangenziale si blocca, il lunedì mattina post J**e-Inter 3-1 diventa perfetto nella sua imperfezione…

Coda sulla bretella Mutina-Stinecity (foto di TT)

Coda sulla bretella Mutina-Stonecity (foto di TT)

Arrivo in ufficio poco prima delle nove, avrei voglia di andare a dormire, ma devo lavorare e allora, con le cuffiette, cerco di trovare un po’ di pace con l’ASMR, Diana Dew naturalmente…

Inizi a piacermi, presidente Thohir

31 Gen

Gli anni del post triplete sono stati disarmanti: dopo essere stato abbandonato dallo special one non mi aspettavo di continuare a vincere, ma nemmeno di finire nell’abisso della mediocrità. Veder affidare l’armata nerazzurra a discutibili figuri come Gasperini, Benitez e Ranieri non mi dava tante speranze, ma con LEONARDO e STRAMA devo ammettere che il cuore tornò a palpitare e a pregustare un nuovo sol dell’avvenire. Non fu così, purtroppo. Ora sono alle prese con un altro campionato finora modestissimo, fuori dall Coppa Italia e dall’ Europa League e con un cambio societario di immani proporzioni. Fino ad ora non mi ero mai espresso su Thohir, ancora troppo legato al Leader MASSIMO (MORATTI) per poter azzardare un giudizio oggettivo.

il leader MASSIMO

il leader MASSIMO

Mi chiedevo come potesse adattarsi un tycoon indonesiano al mondo del calcio europeo, come potesse capirne la storia, le dinamiche, come potesse rilevare le pulsazioni sentimentali al di là del puro business. Poi pian piano iniziavo a notare che Erick Thohir era piuttosto differente dagli sceicchi e dai magnati russi, prima di spendere pareva volesse capire, analizzare, digerire. Così ha fatto, e una volta compreso certe faccende si è mosso in prima persona e con decisione, prima bloccando una stoltissima operazione con la J**e (scambio Vucinic-Guarin praticamente alla pari, con la J**e poi? Ma siamo impazziti?) e poi arrivando in Italia nella settimana decisiva del mercato di gennaio.

Erick Thohir

Erick Thohir

Sembravamo destinati ad un mercato inesistente, rassegnati, ripiegati su noi stessi, incapaci di fare non dico un buon colpo, ma almeno qualcosa di decente…dirigenti in confusione, tifosi rattristati e incazzati, squadra psicologicamente a terra e poi… Erick, il vichingo indonesiano, arriva, rimedia al pasticcio con la J**e, prende D’AMBROSIO dal TORINO, il profeta HERNANES dalla LAZIO e ANDY POLO, un giovane talento peruviano di 19 anni, rifiuta di dar via MBAYE, definisce le regole dei nuovi contratti e in pratica rende noto a tutti che il vento è cambiato, ridando speranza e fiducia al mio cuore nerazzurro.

FC Inter logo

Mi appresto dunque al girone di ritorno con l’animo più leggero, con le farfalle nello stomaco: SAN GEMINIANO, patrono di Mutina (che si celebra proprio oggi 31 gennaio), ha fatto la grazia.

San Zemiàn

San Zemiàn

Sfortunatamente la prossima partita sarà il derby d’Italia, al Cònat Stadium, contro il nemico per eccellenza, la personificazione calcistica del male assoluto… così non riesco nemmeno a godermi questo nuovo forte vento che soffia deciso nelle vele nerazzurre.. .perché sì, quando l’INTER batte la J**e il godimento diventa cosmico, una sorta di nirvana, di beatitudine infernale che dura settimane, un po’ come vedere i LED ZEPPELIN al Los Angeles forum il 3 giugno del 1973…

LZ al LA Forum 3-06-1973

un po’ come avere una tresca con SYLVIE VAN DER VAART …

Sylvie Van Der Vaart

Sylvie Van Der Vaart

un po’ come se BERARDI e MILAZZO decidessero di riprendere a pubblicare il KEN PARKER MAGAZINE…

kenparker

…un po’ come se CHE GUEVARA scendesse dalla croce e facesse ritorno…

Che Guevara crucifixed

… ma se l’INTER perde mi aspetta almeno un mese di lacerazioni interiori, di dolori d’animo, di depressione massima.

Ad ogni modo, se non altro sarò consapevole che le cose stanno cambiando, che il sole tornerà a battere sui nostri volti e le stelle a riempire i nostri sogni. Quindi grazie presidente THOIHIR, inizi davvero a piacermi. Fino alla vittoria, sempre!

W l’INTER, W L’INDONESIA, W I FIRM, W IL SOL DELL’AVVENIRE.

PS: profeta pensaci tu…

Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, il profeta

Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, il profeta

PLAYLIST di fine gennaio

28 Gen

SERIE TV:

THE AMERICANS sul canale 111 FOX di SKY alle 21,50 del lunedì per me è un appuntamento imperdibile. Fino a dicembre seguiva l’episodio di un’altra serie TV fenomenale, HOMELAND, da gennaio si ritrova sola soletta a cercare di attirare pubblico. Gli Stati Uniti del 1981, la guerra fredda tra USA e URSS, spie russe perfettamente integrate nel way of life americano. Consigliatissima.

tHE aMERICANS

FUMETTI:

Le STORIE n.16 “Friedrichstrasse”  (Bonelli – gennaio 2014 – Euro 3,50):

Gran bel numero questo, ambientata nella DDR pre 1989  la storia si basa sull’ambigua figura di una cantante, in bilico tra Berlino Est ed Ovest.

Soggetto: Alessandro Bilotta / Sceneggiatura:Alessandro Bilotta / Disegni di:Matteo Mosca  /Copertina: Aldo Di Gennaro

Sinossi:
Berlino Est, i cupi anni della Guerra Fredda… L’impero del terrore della Stasi. Friedrich è un gelido e implacabile agente della polizia politica, il suo compito è controllare, scovare e distruggere ogni forma di dissenso, ogni tentativo di fuga. Il muro che ha costruito intorno a sé, però, è meno solido di quanto sembri. Ad abbatterlo forse basterà lo sguardo di Marlene Becker, la celebre cantante di cui è segretamente innamorato…

Storie Bonelli editore

ORFANI N°: 4 “Spiriti Nell’Ombra” (Bonelli – gennaio 2014 – tutto a colori – Euro 4,50):

Continuo a seguire la serie ORFANI, siamo al n.4 ed è ancora convincente. Speriamo si mantenga.

Soggetto: Roberto Recchioni / Sceneggiatura:Roberto Recchioni / Disegni di:Massimo Dall’Oglio/Gigi Cavenago / Copertina: Massimo Carnevale

Sinossi:
Il passato: si inaspriscono le tensioni all’interno della squadra degli Orfani. I conflitti tra Sam e Rey raggiungono l’apice quando quest’ultimo cerca di insinuarsi nel cuore della ragazza… E qualcosa sembra spezzarsi per sempre, dentro Sam.
Il presente: infuria la battaglia contro gli alieni. Nuove specie scendono in campo contro gli Orfani, dando man forte a quelle già viste in precedenza. Quando le cose volgono al peggio, Sam vede comparire al suo fianco Ringo: sogno o realtà?

Orfani n4 sergio bonelli

RIVISTE MUSICALI:

THE BLUES MAGAZINE N.10 FLEETWOOD MAC (Euro 13,90)

una doppia dedicata ad una bella foto del Jeff Beck vintage del grande Baron Wolman, e otto pagine dedicate a PETER GREEN del periodo A HARD ROAD e del primo dei FLEETWOOD MAC, pagine parecchio interessanti. Il CD allegato come sempre è inutile. Il resto della rivista non suscita interesse nel titolare di questo blog.

THE BLUES MAGAZINE N 10 FLEETWOOD MAC

ALBUM:

PINK FLOYD BOSTON GARDEN  18 GIUGNO 1975 (bootleg): TTTTT – La registrazione fatta dal taper extraordinaire Dan Lampinski è come sempre di ottima qualità, un’audience dunque assai piacevole da ascoltare che rende bene l’idea di cosa doveva essere assistere ad un concerto dei PF in quegli anni…

Pink Floyd 18-06-1975 - sleeve cover

Pink Floyd 18-06-1975 – sleeve cover

FASTWAY (1983): TTT – All’epoca non mi dispiacquero affatto i primi due album, oggi faccio fatica ad andare otre EASY LIVIN’…

Fastway

BOB SEGER & The Silver Bullet Band “Against The Wind” (1980 – 2003 remaster): TTTTT – il Bob Seger che ho annusato durante la mia crescita è naturalmente quello del lustro 1976-80 e riascoltarlo oggi mi riempie di positiva malinconia…

Bob Seger Against The Wind

PINO DANIELE “Vai Mo’ ” (CGD 1981): TTT½  – “Bella ‘mbriana ” (CGD 1982): TTT½:  NERO A META’ fu uno degli album che mi formarono, era il 1980 e d’accordo il Rock, il Punk, il Blues revival inglese, il Blues nero ma non potevo fare a meno della mia dose quotidiana di “cantautori”… Pino poi con la sua musicalità mi affascinava molto. Attesi dunque con una certa trepidazione gli album successivi, ma una volta usciti non riuscirono a penetrarmi come NAM. Voglie jazz-rock, spunti degni di nota, accenti della tradizione napoletana, ma troppo funky, troppe vibrazioni alla GINO VANNELLI, che magari a Pino e al suo pubblico andavano benissimo, ma a me no. Rimangono nonostante tutto due buoni album, eleganti e godibili..peccato che per il Tim di allora e di oggi siano un po’ troppo annacquati. Ogni volta che sento I GOT THE BLUES mi viene immancabilmente in mente il mio amico Joe…che voglia ‘e te vedè …

OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS “The OMDD ” (BGO 1973): TTT½  –  “It’ll Shine When It Shine” (BGO 1974): TTT½ ogni tanto mi piace fare due passi tra le praterie del country-rock sudista o come diavolo vogliamo chiamarlo, ma essendo di scuola inglese dopo dieci minuti ho già voglia di ritornare nella mia electric land…

The Ozark Mountain Daredevils

The Ozark Mountain Daredevils

HUMBLE PIE “Performance Rockin’ The Fillmore – The Complete Recordings” ” (AM 1971-2013 4CD BOX SET): TTTT è un cofanetto per fan in senso stretto, i 4 concerti tenuti dalla band il 28 e il 29 maggio del 1971 al Fillmore East di New York sono naturalmente molto simili, e già al secondo disco – se sei un casual fan – senti il bisogno di ascoltare qualcosa d’altro. 4 T ad ogni modo, perché dopo tutto è puro vintage, sano hard rock blues di matrice inglese (e americana) con la voce e la chitarra del povero STEVE MARRIOTT.

HUMBLE PIE live

EUGENIO FINARDI ” Original Album Classics: (Warner Music Italia 2010): TT½  lontano dagli anni settanta FINARDI ha combinato poco e  questo cofanetto ne è la testimonianza: quanta differenza con il bel box set della UNIVERSAL dedicato ai suoi album storici. Avevo le cassette di questi dischi così ho pensato bene di procurarmi questo mini cofanetto. Riascoltato oggi però questo materiale non regge. Finardi è uno di quegli artisti che ha sofferto gli anni ottanta più di altri. Suoni ed arrangiamenti lofi, vocalizzi da evitare (per chi non possiede una gran voce), soluzioni a tratti imbarazzanti. Qualcosa di buono filtra qui e là, ma è troppo poco per chi pochi anni prima aveva fatto sognare.

Eugenio Finardi Original album classics

BLACKFOOT ” Highway Song Live: (1982 – Rock candy Remaster 2013): TTT Ho sempre giudicato questo live troppo sopra le righe, a tal punto da faticare ad ascoltarlo. E’ un peccato perché in pratica è la rappresentazione del tour di MARAUDER, album che ho amato tantissimo, ma c’è qualcosa che non mi convince, che sia l’atteggiamento “metal”? Il continuo urlare? La costante tensione innaturale? Mah, fatto sta che anche questa nuova versione remaster non lenisce il mio sentimento, …forse sono io…

Anyway, periodo in cui sono in una fase pinkfloydiana, macino bootleg su bootleg (mainly 1975/77) fino a farmi avvolgermi dalla ragnatela sonora creata da Waters, Gilmour , Wright e Mason…

Pink Floyd Iron Pigs On Fire bootleg cover

pink floyd Miami 1977 bootleg cover

Pink Floyd All Is Forgiven Montreal 1977 bootleg cover

e con l’arrivo del primo vero freddo, al riparo in un bozzolo non si sta mica male…

28/01/2014 Borgo Massenzio: prima neve alla Domus saurea - foto di TT

28/01/2014 Borgo Massenzio: prima neve alla Domus Saurea – foto di TT

CATTIVA COMPAGNIA live allo Stones Café, Vignola (MO) 17-01-2014

24 Gen

Venerdì scorso la CATTIVA ha suonato allo STONES CAFE’ di Littlevineyard (Vignola insomma) ed è stata una di quelle occasioni in cui ti riappacifichi con la tua condizione di musicista di provincia non professionista di una incerta età pieno di ansie e di blues. Sì, perché allo Stones Cafè ti fanno sentire un musicista vero, ti dedicano attenzioni, non lesinano drink per la band. D’altra parte il locale (bellissimo) è gestito da musicisti (qualcuno ricorda i ROLLS DOLLS?), in primis FRANK, e dunque sanno come le cose van fatte.

Il palco è molto bello, con impianto luci ed effetti di scena, camerini (con tanto di asciugamani per i musicisti) e tecnici che ti aiutano a sistemare i tuoi strumenti…

Tim & Saura: soundcheck time (foto di Pol)

Tim & Saura: soundcheck time (foto di Pol)

… seguendo lo stage plan preparato dagli stessi…

CC stage plan stones cafè

CC stage plan stones cafè

Tra le varie fasi del soundcheck e le relative pause ti accomodi al bancone, bevi una birra, fai due chiacchiere con la bassista preferita (la groupie, insomma) e con Pol e Lorenz e dai un’occhiata al flyer relativo ai concerti di gennaio del locale…

CC locandina dello stones cafe per blog

Lorenz, Tim & Pol: pre show daze (foto della groupie)

Lorenz, Tim & Pol: pre show daze (foto della groupie)

Poco prima di cena, in una tavolo riservato alla band e ai fonici, saluti gli amici che ti sono venuti a sentire… Mario, Patty, Matte & girlfriend e Maia… Riff, Graziella, Jaypee, Doris e Alessandro… la delegazione del giro storico dei musicisti di Modena: Liso, Gigi Bertolini, Wilko dei Rats, Matteo, Lorenzo. Giorgia, la groupie di Lorenz, ti racconta del suo incontro con STEVEN TYLER… elettrizzante. Ti fai una foto con Matte e Maia, i tuoi nipotastri spirituali.

Matte, Tim, Maia: lo zio e i nipotastri spirituali (foto della groupie)

Matte, Tim, Maia: lo zio e i nipotastri spirituali (foto della groupie)

Mangi qualcosa, bevi qualcosa, controlli l’accordatura delle chitarre, ti cambi e attendi qualche minuto nel camerino. Nello stomaco le farfalle e quella piacevole sensazione pre palco. Lo so, siamo a Vignola e non al Madison Square Garden di New York, ma vivere il tuo piccolo sogno è sempre emozionante.

Che lo Stones Cafè faccia le cose sul serio lo capisci anche dagli istanti prima di iniziare: sali sul palco, parte la presentazione ufficiale (che poi è la descrizione del gruppo che appare sul flyer), il conto alla rovescia e quindi si apre il sipario mentre Lorenz parte col riff iniziale di HELLO THERE dei CHEAP TRICK…

CC Stones Cafè

CC Stones Cafè – si apre il sipario (foto di Simon Neganti)

… e poi eccoci lì, ti assesti, capisci sin da subito che il sound sul palco non è il solito tumbleweed sonoro in cui non si capisce un cazzo, i suoni sono distinti, gli spazi giusti, la “dimension” (come direbbe Riff) perfetta.

CC Stones Cafè 17/01/2014 - da sx a dx: Lorenz, Pol, Lele, Saura, Tim

CC Stones Cafè 17/01/2014 – da sx a dx: Lorenz, Pol, Lele, Saura, Tim
(foto di Simon Neganti)

I WANT YOU TO WANT ME, TIE YOUR MOTHER DOWN e poi è già tempo per i LED ZEPPELIN e il tuo primo assolo della serata: CUSTARD PIE…

Cattiva Compagnia Stones Cafè 17-01-2014: Tim Tirelli (foto di Simon Neganti)

Cattiva Compagnia Stones Cafè 17-01-2014: Tim Tirelli (foto di Simon Neganti)

Lo show scorre veloce, suonerai per due ore e venti, ma finirai per non accorgertene. Il locale è pieno, la risposta del pubblico gratificante, che bello! Oltre al rock anni settanta questa sera in scaletta anche 4 pezzi vostri, (hard) rock cantato in italiano, sei un po’ preoccupato, non sai mai come il pubblico possa prendere la cosa, ma suonare i tuoi pezzi è una gran soddisfazione quindi… e arriva il momento di BELLEZZA D’ARIA PURA. Seguono i BLIND FAITH, i ROLLING, i DEEP PURPLE… al di là delle solite sbavature e imprecisioni (d’altra parte negli ultimi mesi siete riusciti a fare solo due prove) il flusso del rock scorre a dovere. Guardi Lorenz che indossa elegantemente la sua Les Paul…

CC Stones cafè 17-01-2014 LORENZ (forefront) (foto di Simon Neganti)

CC Stones Cafè 17-01-2014- l’ineguagliabile, l’inevitabile, l’inspiegabile LORENZ (forefront) (foto di Simon Neganti)

… osservi Pol mentre canta come un usignolo…

CC - Stones Cafè 17-1-2014 POL (foto di Simon Neganti)

CC – Stones Cafè 17-1-2014- PAOLO MORIGI, il Brad Delp di Correggio (foto di Simon Neganti)

Di nuovo materiale originale, stavolta tocca a ED E’ UN ALTRO LUNEDI’. Discreta versione. E poi via che si continua con AEROSMITH, ELP, BOSTON, EAGLES, BEATLES.

Ti avvicini a Lele, controlli se è tutto ok, il tigrotto di Mompracen ti dà una delle sue occhiate, sempre un po’ scudrigne ma rassicuranti…

CC Stones Café 17-1-2014 - LELE MORSELLI, la tigre della Malesia (Foto di Simon Neganti)

CC Stones Café 17-1-2014 – LELE MORSELLI, la tigre della Malesia (Foto di Simon Neganti)

Arriva poi il momento di QUEL CHE CANTAI, che nelle parole di Pol è la tua TEN YEARS GONE. Versione  riuscita. Mentre fai l’assolo provi un gran godimento. Si procede con la BAD COMPANY (finalmente) e di nuovo con i LZ. Guardi la tua bassista preferita, con la sua maglietta dei LED ZEPPELIN sotto la camicia di jeans, lo senti il suo basso che pulsa e che tiene insieme la band, mentre la vedi così concentrata e presa ti scappa un sorriso, che superfiga ragazzi…

CC Stones Cafè 17-01-2014 la reggiana dagli occhi di ghiaccio, the girl from Gavassae...SAURA TERENZIANI (foto di Simon Neganti)

CC Stones Cafè 17-01-2014 la reggiana dagli occhi di ghiaccio, the girl from Gavassae… SAURA TERENZIANI (foto di Simon Neganti)

VENTO DI MAESTRALE chiude la serie di pezzi vostri con la suo hard rock emiliano di matrice inglese. Eccoti poi pronto per il rush finale: ROCK AND ROLL dei LZ, LET THERE BE ROCK degli AC/DC e TRAIN KEPT A-ROLLIN’. Scendi dal palco, ti sembra che tutto sia andato benino. Il pubblico vi richiama sul palco, e allora decidete di dargli un po’ di piombo Zeppelin (tanto per cambiare). WHOLE LOTTA LOVE ed HEARTBREAKER. In quest’ultima sei tu che fai il primo assolo, quello in cui sei da solo appunto, senza la band a proteggerti… le primi frasi e poi prima della veloce scarica elettrica fai un sospiro e butti la mano, che il DARK LORD  te la mandi buona…

CC - Stones café 17-01-2014  - TIM TIRELLI, lo smilzo di Nonantola (foto di Simon Neganti)

CC – Stones café 17-01-2014 – TIM TIRELLI, lo smilzo di Nonantola (foto di Simon Neganti)

Il pubblico sembra soddisfatto, scendiamo ma siamo costretti a risalire: IMMIGRANT SONG. Ricevere i complementi di Liso, Gigi Bertolini e gli altri ragazzi è una sorpresa. Gigi si complimenta e abbraccia più volte Saura, è un piacere vedere qualcuno capace di accorgersi che razza di super bassista sia la groupie. Ve ne state stretti stretti nei camerini, mentre Frank è così gentile da portare drink (per Lorenz naturalmente un Macallan). Liso addirittura dice che avevi un suono della madonna, ora… questo ti sorprende, il chitarrista si sa non è mai contento del proprio suono, e tu non lo sei mai e poi mai… mah, misteri, o potenza dello Stones Cafè. “Meglio col CUSTOM che con la STANDARD” aggiunge Liso riferendosi ai modelli delle mie amate GIBSON LES PAUL “e durante HEARTBREAKER avevi un suono spaziale!” Inutile dire che la cosa ti fa piacere. E poi ti osservi, lì nei camerini, in mezzo agli amici, dopo aver fatto un concerto rock e ti senti a posto, contento e felice. Smontare e caricare strumenti e amplificatori sulla blues mobile mentre piove non ti costa nemmeno tanto, la condizione di operaio del rock questa sera non esiste, grazie STONES CAFE’. Prima di partire Frank ti consegna il DVD con le foto scattate Simon Neganti (fotografo ufficiale del locale) e i file audio della tua esibizione. Che dire ancora?

Ti infili nel letto alle 4, alle 7,30 dovrai alzarti per correre da Brian, sai già che nel weekend sarai jetlagged, ma fa niente, è stata una serata bellissima, ti senti bene, niente blues che ti attanagliano, niente demoni delle notti insonni che ti aggrediscono, solo una piacevole sensazione, quella che ti dà un concerto rock. E mentre chiudi gli occhi, senti in lontananza il boato del pubblico che ancora ti acclama, ti vedi mentre sali in macchina e il tuo manager si assicura di chiudere le sicurezze delle portiere, osservi la città che sbiadisce dietro i tuoi occhi stanchi… un ultimo inchino e saluti: “New York, goodnight!”

RP New York Goodnight

Tim & Palmiro: the day after the rock and roll night (foto della groupie)

Tim & Palmiro: the day after the rock and roll night (foto della groupie)

Statistiche del TT blog relative al 2013.

23 Gen

Come ogni anno WORDPRESS mi manda un veloce consuntivo relativo alle statistiche del blog relative al 2013. Per vedere 2013 in review completo prego cliccare sul link sotto l’immagine.. Comunque giusto un anno fa raggiungevamo il maggior numero di visite (771), il blog raggiunge 128 paesi,  tra i termini di ricerca usati per arrivare al blog, oltre ai classici TimTirelli/Led Zeppelin/Keith Emerson/Jimmy Page etc etc, resiste nelle prime posizioni “porca“, e si aggiungono ntremini curiosi tipo “Gustavo cartone animato“, “incappucciati“, “satanismo”, “amaro montenegro”, “Jimmy Page morto”, “ligabue moglie”, “fiocca la neve fiocca”, “striscione Inter mi fai tremare il cuore”, “bella figa”, “morire giovani”, “fighe asiatiche”, “turche”.

Grazie a tutti per la fedeltà e la passione con cui seguite le tracce blues che lasciamo qui su TT.com. Stay tuned for more blues’n’roll.

 

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 120,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 5 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Riflessioni sui PINK FLOYD ai BOSTON Gardens il 27/06/1977 e sull’anno 1977

22 Gen

I PINK FLOYD dal vivo a Boston il 27/06/1977 sono la scelta giusta per quelle mattine in cui hai l’animo traballante e oscurato dalle nuvole, quando senti che l’argine che ti contiene i blues sta per cedere e che le acque fangose ti sussurenno il motivetto di I JUST CAN’T BE SATIFIED per le prossime giornate.

PF19770627_Have A Cigar_Front

Sì, mi piacciono i PINK FLOYD del 1977, quelli non ancora travolti dall’ondata THE WALL ma già scivolati nel limbo, nell’incertezza teologica più profonda relativa al significato di concerto rock. L’IN THE FLESH TOUR (aka THE ANIMALS TOUR) è probabilmente il mio preferito, il 1977 come punto cardine per gli orizzonti perduti del Rock…

L'estate 1977 al MADISON SQUARE GARDEN

L’estate 1977 al MADISON SQUARE GARDEN

i LED ZEPPELIN ormai fuori controllo alle prese con un successo inimmaginabile che li sta divorando, gli ELP che rischiano l’osso del collo e la bancarotta andando in tour con una orchestra di 70 elementi, gli YES del GOING FOR THE ONE tour, quello senza fine (dalla data di Toledo del 30/07/1977 a quella di Parigi del 06/12/1977),  le band di mainstream americano che iniziano a far cassetta, i FLEETWOOD MAC stravolti dal successo di RUMORS, gli EAGLES in giro dal 1976 al 1978 col tour di HOTEL CALIFORNIA, successo interplanetario e vizi di ogni sorta…

PF19770627_Have A Cigar_Back

Sono attratto da quel momento storico: le grandi band che si lasciano andare all’edonismo sfrenato, il sentimento della decadenza che inizia a farsi (e a farti) sentire fortissimo, gli anni ottanta però ancora lontani e gli anni settanta come una grossa rosa ormai sbocciata del tutto, rosa che nel breve volgere di qualche pulsazione cosmica inizierà a lasciar cadere qualche petalo. A differenza però delle altre band senza dubbio più carnali, i PINK FLOYD attraversano questa atmosfera in maniera più intellettuale, angosciante, alienante. La straordinaria qualità della registrazione audience del bootleg di cui stiamo parlando descrive in modo perfetto il mood in questione, aria sonora che racconta di anime tormentate, di condizione umana, dei grandi misteri e delle grandi paure della vita. Il concerto si basa quasi esclusivamente sugli album WISH YOU WERE HERE e ANIMALS, quest’ultimo soprattutto è un disco che ho vissuto in diretta, disco sghembo, contorto, obliquo e, a mio parere, magnifico.

Pink Floyd Boston Gardens 21/06/1977 - space saving cd sleeve

Pink Floyd Boston Gardens 21/06/1977 – space saving cd sleeve

E allora quando ti senti piantato a terra, incatenato alla tua postazione al lavoro, senza speranza e via d’uscita, infili le cuffiette, clicchi su play, arrivano i PINK FLOYD ai Giardini di Boston nel 1977 e ti senti meno solo.

Pink Floyd Boston Gardens june 21 1977 - notes

Pink Floyd Boston Gardens june 21 1977 – notes

Palmiro la star

21 Gen

Marta è arrivata sul blog da poco, non so nemmeno bene come, e benché credo sia libera dal riflesso ossessivo-compulsivo che ci condiziona, dal sentimento blues che ci attanaglia, dalle voglie hard rock che abbiamo sull’anima, si è arenata nella ploccia delle nostre spiagge che danno direttamente sul bayou. Tutto sommato mi sembra non le dispiaccia troppo, tant’è che sembra non voglia più andar via… che sia una donna blues anche lei? Ad ogni modo è un’abile disegnatrice, qui sotto il suo ritratto di Palmiro e le sue groupie…bellissimo.

Il gatto Palmiro e le sue groupies - disegno di Marta Gerardi 2014

Il gatto Palmiro e le sue groupies – disegno di Marta Gerardi 2014

“Cara umana Marta, il mio umano maschio di riferimento, quello che chiamano Tim, mi ha fatto vedere il disegno, sono lusingato, mi hai fatto più bello di quel che sono, ma per il resto ci hai azzeccato: le gatte delle campagne qui intorno impazziscono per me. Ti devo ringraziare, sai, perché grazie al tuo disegno il mio umano si è deciso a lasciarmi, di tanto in tanto, un po’ di spazio sul suo…com’è che lo chiamate voi umani…ah sì, blog. Era ora, non se ne poteva più di tutto quel blues, di tutti quei LED ZEPPELIN, FREE, BAD COMPANY, JOHN MILES ed EMERSON LAKE & PALMER…bravi per carità, ma io sono un gatto AOR e rivendico il mio spazio. Grazie quindi cara Marta, quando l’umano Tyrrell (io lo chiamo così) si deciderà ad organizzare una grigliata con tutti gli aficionados del blog, sarà un piacere fare la tua conoscenza. Ora vado, domattina Tyrrell si deve alzare alle sei e io mi diverto a farlo impazzire adesso che è quasi mezzanotte saltellando sullo stereo e scompigliandogli tutte le sue amatissime deluxe edition e cofanetterie varie. Che spasso, (a)mici.”

"Dunque vediamo, adesso ascoltiamo...ci sono: il primo dei FOREIGNER." Il gatto Palmiro - fopto di Tyrrell

“Dunque vediamo, adesso ascoltiamo…ci sono: il primo dei FOREIGNER.”
Il gatto Palmiro sceglie un cd.
– Foto di Tyrrell –

ORIGINI: McLeod’s Reel – Bonyparte – Hoedown

20 Gen

McLEOD’S REEL (la danza scozzese di McLeod) – traditional scozzese del 1700 circa…

BONYPARTE aka BONAPARTE’S RETREAT  (Bonyparte era il nome di un cavallo da corsa) – William Hamilton Stepp 1937 (recorded by Alan Lomax)

(probabilmente scritta nel 1892 da James Thornton col nome di O’BRIEN’S HORSE, BONYPARTE)

HOE-DOWN from RODEO (l’Hoe-down è una festa campagnola dove si balla. Hoe significa zappa/ dare addosso/ andare all’assalto/ sarchiare / togliere le erbacce) – Aaron Copland 1942

HOEDOWN  – Emerson Lake & Palmer 1972

LED ZEPPELIN “Los Angeles Forum 23 june 1977 – Tribute Series Mike The Mike” (bootleg – Winston remaster 2014) – TTTTT

16 Gen

(English version below)

Quante versioni bootleg di questo concerto esistono? Decine? Centinaia? D’altra parte quando si mescolano i tre ingredienti essenziali, vale da dire LED ZEPPELIN, MIKE MILLARD e LA FORUM, il risultato è inevitabilmente qualcosa  di succulento, malgrado i LZ modello latter days non fossero certo impeccabili. Eppure in quelle sei date losangeline del giugno del 1977 il dirigibile tornò a volare alto, il California sunlight, la vibrazione della città, l’atmosfera del Forum sortirono un effetto magico sul gruppo e sul mood in generale tanto che i LZ suonarono come il demonio comanda. Mike Millard registrò 4 di quelle serate col suo equipaggiamento di ottimo livello (per gli anni settanta) e la conseguenza fu che in particolare le serate del 21 e del 23 vennero catturate su nastro in maniera perfetta (ricordo che stiamo parlando di registrazioni audience), diventando la fonte originaria di due bootleg leggendari LISTEN TO THIS EDDIE (21/6/77) e FOR BADGE HOLDERS ONLY (23/06/1977). Avendo già la versione di EDDIE EDWARDS (THREE HOURS OF LUNACY) mi sentivo al sicuro ma poi quasi per incanto si è rifatto vivo il leggendario WINSTON, uno che con i suoi remasters ha fatto un gran bene al mondo LZ, con una nuova produzione in questo inizio di 2014.

TITLE: Led Zeppelin LA Forum  6-23-1977 – Tribute series Mike The Mike

LABEL: no label (Winston Remaster 2014)

TYPE: audience (Mike Millard magnificent recording)

SOUND QUALITY: TTTTT-

PERFORMANCE: TTTTT

ARTWORK: TTT

BAND MOOD: TTTTT

COLLECTION: TTTTT

JEWEL CASE FRONT

Winston continua dunque la sua TRIBUTE SERIES MIKE THE MIKE, rimasterizzando questo concerto utilizzando le migliori fonti disponibili (per i primi pezzi ha usato il vinyl transfer fatto qualche anno fa da EDDIE EDWARDS). Io, sempre sensibile agli upgrade, non ho esitato a scaricare anche questa versione. Il concerto lo conosco piuttosto bene, quindi mi sono soffermato sui brani che preferisco ascoltare. In primis, SINCE I’VE BEEN LOVING YOU. Che colpo che ricevo ogni volta che sento questa versione, che BONHAM supersonico che c’era nel tour del 1977 e a Los Angeles in particolare. Pesante, greve eppur così dinamico…negli ultimi secondi suona una delle sue figure di batterie che mi fanno impazzire, sentire queste sue cose ritmiche mi da sempre un gran godimento, come scopare BEBE BUELL …

Bebe Buell

Bebe Buell

Bebe Buell & Jimmy Page

Bebe Buell & Jimmy Page

NO QUARTER nel 1977 durava 30 minuti, duranti i quali la musica creava suggestioni spaventose, passaggi a nord ovest nelle anime degli spettatori, proiezioni cosmiche in versione musicale delle paure ataviche dell’essere umano. Sì, lo so, sono un fan dei LZ in senso strettissimo, mi lascio trasportare, ma sfido qualunque amante della musica rock a mettersi in cuffia ad ascoltare a buon volume questa versione e a non provare brividi…

Nel 1977 il pezzo conteneva, oltre che alla solita improvvisazione al piano di Jones, anche uno stralunato e bizzarro rock and roll/boogie. In questa serata questo divertissement ha un andamento piuttosto bluesy ed è portato avanti con professionalità accettabile, cambi d’accordo assennati, stacchi rispettati, chiusura dignitosa (non si può dire lo stesso di parecchie altre date del tour del 1977). Pur rimanendo un episodio discutibile all’interno di un brano pieno di oscurità, l’incedere bluesy del 23/6 sostenuto con l’anima un po’ scordata, s’intona tutto sommato piacevolmente col mood di NO QUARTER…

Jewel Case Back

TEN YEARS GONE per il Page del 1977 non era un pezzo semplice da suonare, riassumere le sei chitarre della registrazione da studio con una Telecaster con lo stringbender era un compito troppo arduo per un chitarrista non più in controllo del proprio strumento, tuttavia questa è una delle migliori esibizioni di questa canzone che tanto, tanto, tanto amo…

CD_LABEL 1

Mai sentita una STAIRWAY TO HEVEN così violenta e piena di furore. Mi riferisco alla seconda parte, quella dell’assolo di chitarra e della parte finale. BONHAM è in gran vena: improvvisa, non sta fermo un momento, butta la mano, rischia, e in buona sostanza spinge il gruppo verso l’estasi interpretativa. Ho i brividi quando ascolto JOHN HENRY BONHAM in questo mood particolare… 

CD_LABEL 2

Tutto il concerto in ogni caso è di ottimo livello, Page perde la concentrazione solo nel finale (ROCK AND ROLL). A mio parere questa nuova edizione WINSTON REMASTERS è una delle due da avere.

CD_LABEL 3

WINSTON NOTES:

Led Zeppelin
The Forum, Inglewood, California
June 23rd, 1977
Audience

Taper Mike Millard

Main – Lineage: Master>HiFi VHS>Remaster
First 4 Songs and Patching – EE Vinyl Transfer
Trampled Underfoot – 1st Gen Cassette>Flac>Remaster

Consent was given for all sources used – Thanks to those Guys !!

Title: Mike the Mike

Winstons Disclaimer: Remastering is just a Hobby.. take it and enjoy or just pass on it.
The choice is yours. This version is never meant to be definitive.

Sources Digitally Enhanced with Various Audio Programs.

Please Note: Major unfixable Millard Marking on Trampled Underfoot HiFi-VHS source 4 min channel drop
That is why Trampled Underfoot is from a different transfer

CD 1
01. The Song Remains the Same
02. Sick Again
03. Nobodys Fault But Mine
04. Over the Hills and Far Away
05. Since Ive Been Loving You
06. No Quarter

CD 2
01. Ten Years Gone
02. Battle of Evermore
03. Going to California
04. Black Country Woman
05. Bron-Y-Aur Stomp
06. White Summer
07. Black Mountainside
08. Kashmir
09. Trampled Underfoot

CD 3
01. Over the Top
02. Guitar Solo
03. Achilles Last Stand
04. Stairway to Heaven
05. Whole Lotta Love
06. Rock and Roll

Please Bootleggers DO NOT SELL IN ANY FORMAT – Keep it Free :)
Please DO NOT mp3
Please DO ENJOY!!

*Artwork is Included

Winston Remasters

ENGLISH TRANSLATION

Bootleg Review: For Badgeholders Only, Los Angeles, June 23, 1977 – Winston Remaster

I know what you’re thinking. “How many bootleg versions of this show exist? Tens? Hundreds?” It’s a legitimate question, but when you mix the three essential ingredients, LED ZEPPELI, MIKE MILLARD and THE LA FORUM, the result is inevitably something succulent, even if Latter Days live Led Zeppelin was far from flawless. Yet in those six LA dates in June of 1977 the blimp returned to fly high, the California sunlight , the vibration of the city, and the of the Forum had a magical effect on the group and on the mood in general. LZ sounded like they were following the devil’s command. Infamous show taper Mike “The Mike” Millard recorded 4 of those evenings with his excellent level of equipment (for the 70s ), and the results, in particular, the evenings of June 21 and 23, were captured on tape in a perfect way (remember that we are talking about audience recordings ) and became the primary source of two legendary bootlegs LISTEN TO THIS EDDIE ( 21/06/77 ) and FOR BADGE HOLDERS ONLY ( 23/06/1977 ). Having already reviewed the version engineered by the genius EDDIE EDWARDS (THREE HOURS OF LUNACY ) and considering it the definitive version, I didn’t think a better recording could be had, but then as if by magic the legendary WINSTON shared a new production at the beginning of 2014.

With this release, Winston Remasters continues its TRIBUTE SERIES MIKE THE MIKE by remastering this show using the best available sources (for the first few songs, he used the vinyl transfer done some years ago by EDDIE EDWARDS ). I am always on the lookout for upgrades, so I did not hesitate to download this version. I know the concert well , so I focused on songs that I prefer to hear again and again. First I listened to SINCE I’VE BEEN LOVING YOU. What a shock that I get every time I hear this version, which features the supersonic BONHAM who was in great form during the tour in 1977 and Los Angeles in particular. Heavy and yet so dynamic … in the last seconds of the song the playing of one of his rhythmic figures make me crazy. Hearing these things always gives me a great pleasure, like a fuck with BEBE BUELL.

NO QUARTER 1977 lasted 30 minutes, during which the music created scary suggestions, northwest passages in the souls of the spectators, cosmic musical projections of the atavistic fears of the human beings. Yes, I know, I’m a fan of LZ in the narrow sense, and I get carried away , but I defy any lover of rock music to put on headphones and listen at good volume and not have chills. …

In 1977, the piece contained, in addition to the usual piano improvisation, also one dazed and bizarre rock and roll / boogie section. During this show, that section developed into something quite bluesy and is carried out deftly with wise chord changes, pauses respected, dignified closure (you can not say the same for several other tour dates of 1977). While remaining a controversial episode within a track full of darkness, the june 23’ rendition with a bluesy pace was supported with the soul a bit out of tune, but overall blends in nicely with the mood of NO QUARTER …

TEN YEARS GONE was not an easy piece to play for the 1977 PAGE. He had to summarize the six guitars of the studio recording with a Telecaster with the stringbender, which was a task too difficult for a guitarist no longer in full control of his instrument. Having said that, this is one of the best live performances of a song I love so much.

I’ve also never heard a STAIRWAY TO HEAVEN so violent and full of rage. I refer to the second part, the guitar solo and the final part. When BONHAM ‘s musical vein was at the top. He improvises, never stands still for a moment, “throw” his hands, takes risks, and basically pushes the group to an ecstasy interpretation. I shudder when I hear JOHN HENRY BONHAM in this particular mood. From a performance perspective, the concert is excellent in every way, and Page only lost his concentration in the final piece (ROCK AND ROLL). As far as the sound quality, in my opinionthis new edition by WINSTON Remasters is one of the two to be had.

Tim Tirelli  2014

(English medication: Billy McCue)