PFM “Huntington Beach California 1977” (Bootleg – no label) – TTTT

15 Gen

Non ci tanti bootleg in circolazione della PFM in terra d’America o d’Albione negli anni settanta, pertanto trovarne uno diventa sempre un piccolo avvenimento. Questo poi relativo al tour di JET LAG mi entusiasma ancora di più, visto che avevo già registrazioni del 1972/74/75 ma non del 1977. Trovare un bootleg relativo agli anni d’oro del Rock registrato in USA da un gruppo italiano mi rende assai orgoglioso.

PFM 1977-08-31 Golden Bear Huntington Beach CA_cover

TITLE: PFM “Huntington Beach California 1977″ – Huntington Beach, Golden Bear Club” 31/08/1977

TYPE: audience

SOUND QUALITY: TTTT

PERFORMANCE: TTTTT

ARTWORK: TTT

BAND MOOD: TTTT

COLLECTION: TTTT

PFM 1977-08-31 Golden Bear Huntington Beach CA_back

Chi legge da un po’ questo blog sa che considero la PFM uno dei quattro grandi gruppi progressive insieme a ELP, YES e GENESIS. Questo bootleg non può che confermare la mia convinzione. Maestria, musicalità, bei pezzi…nulla da invidiare ai loro colleghi più famosi. Al di fuori dell’Italia la PREMIATA è stata. e tutto sommato ancora è, una cult band: il seguito che aveva magari non poteva avvalersi dell’aggettivo oceanico, ma era di un entusiasmo e di una fedeltà davvero fuori dall’ordinario. Il pubblico in questa registrazione lo lascia capire chiaramente: applausi fragorosi, urla, sentimento di gioia e di buone vibrazioni…che spettacolo. E poi sentire i pezzi di JET LAG in versione live, il violino del povero GREG BLOG, la voce di LANZETTI…che meraviglia. Non trovo differenze tra questo bootleg della PFM e quelli dello stesso periodo delle tre band già citate se non quella relativa al posto in cui si tenevano i concerti: la PREMIATA suonava al Golden Bear Club di HUNTINGTON BEACH e non al NASSAU COLISEUM.

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La fonte è audience, la qualità è buona, tutto molto godibile. La PFM degli anni settanta, che meraviglia! PREMOLI, MUSSIDA, DI CIOCCIO, DJIVAS, LANZETTI, BLOCH we salute you!

AAA SLEEVE

Gli Illuminati del Blues festeggiano Jimmy Page, il metodo Tirelli per combattere l’Alzheimer e la playlist di metà gennaio 2014

13 Gen

Il Jimmy Page birthday party è andato oltre alle aspettative: 12 gli illuminati presenti, 12 come gli apostoli…bel segno blues! Il Katamarano Rock trasformato in una cripta dove adorare il solo dio possibile. Colonna sonora a base esclusivamente di LED ZEPPELIN, Suto che addirittura porta la sua copia di OH JIMMY, il libro che scrissi nel 1987, per farselo autografare…

TIM TIRELLI OH JIMMY BOOK 1987   012

Pizza, birre (una anche per me, e che la dispepsia vada a farsi maledire) e un mood adattissimo alla serata. Quando parte STAIRWAY TO HEAVEN, ci alziamo in piedi per un momento di raccoglimento non appena comincia l’introduzione, ripetiamo l’operazione un secondo prima che inizi l’assolo per poi lasciare partire un applauso fragoroso. Alcuni di noi sono presi da una serie di fremiti incontrollabili. Poco dopo, per la serie Katamaranum Lectures, PICCAGLIANI legge TIRELLI: momenti salienti della (miserella) biografia italiana di JIMMY PAGE interpretati alla grande dal magister PICCA. Che ridere ragazzi, noi sì che ricordiamo le risate con cui fa eco la foresta. La serata raggiunge il proprio zenith quando in un impeto di devozione ci raduniamo sotto l’immaginetta sacra e rendiamo grazia al DARK LORD….

09/01/2014- Confraternita degli Illuminati Del Blues di Reggio Emilia & Modena: WORSHIP THE DARK LORD
(Prego notare la posa mistica piena di devozione di John Paul Cappi, al centro in prima fila…)

Tra le mille chiacchiere rock spunta una cosina raccontata da LORENZO: una delle sue figlie gli ha confidato, poco prima che lui uscisse, “Papà, io faccio un po’ di confusione, mi confondo JIMMY PAGE con TIM TIRELLI”. Ricevuta la spiegazione dal padre, la figlia CARLOTTA (di 9 anni) scarabocchia velocemente qualcosa su un foglio: trattasi di ritratto di Tim Tirelli con annessa chitarra, dirigibile e torta di compleanno da consegnarsi al sottoscritto insieme ad una foto di lei mentre suona la chitarra. Inutile dirlo, mi emoziono…Carlotta, I love you.

"Tim Tirelli uomo di blues" di Carlotta Stefani

“Tim Tirelli uomo di blues” di Carlotta Stefani

Carlotta Stefani plays guitar (sulle orme di Jimmy Page)

Carlotta Stefani plays guitar (sulle orme di Jimmy Page)

Ragazzine attirate nel vortice blues, una dozzina di uomini più che adulti che si fanno fotografare mentre adorano un chitarrista inglese di 70anni che ormai non fa più un cazzo, alcune centinaia di anime che si sintonizzano ogni giorno sulle onde del blog…ma cosa cavolo ho messo in piedi? A volte ho paura…

A fine rito ci concediamo un MON CHERI, riempito per l’occasione con del Southern Comfort naturalmente. E’ ora di rilassarci un po’, via i LED ZEPPELIN, dentro la compilation di TIM&PICCA “Drifting Into Time Passages”… l’atmosfera musicale si dilata e si addolcisce ma c’è un ultimo fiotto di tammarriade: parte HERE I GO AGAIN versione radio edit, mi alzo in piedi, mimo il giro della chitarra, canto il testo parola per parola, ci do di AOR, e al momento del ritornello costringo tutti ad alzarsi e a cantare insieme a me…per me, JAYPEE, MIXI, MARCH e LORENZO è piuttosto naturale ma vedere gente come SUTO, PICCA, LISO, MARIO, BICCIO, RIFF e FRANCESCO lì in piedi a cantare COVERDALE fa un po’ impressione… ma d’altra parte, se l’ha fatto il DARK LORD possono farlo anche loro…

Auguri dunque SIGNORE DELL’OSCURITA’, veglia sui tuoi discepoli, rimetti a noi i nostri blues come noi li rimettiamo alle nostre groupies,  inducici in tentazione e liberaci da quella musica di merda che è in voga oggigiorno, sia fatto il tuo hardrock. Amen.

accosciati da sx a dx: JOHN PAUL, SANDRO del KATA, SUTO
in piedi da sx a dx: BICCIO, PICCA, FRANCESCO, MARCH, MIXI, RIFF, TIM, LISO, MARIO, LORENZO

L’indomani mattina è già tempo di correre da Brian e di mettere in atto “Il metodo Tirelli per combattere l’Alzheimer”:

di sabato alzarsi alle 7,30, correre nelle città dove vive il proprio padre, recarsi in un Conad, fare la spesa e raggiungere quindi l’abitazione del genitore con l’animo già scudrigno. Svegliare il vecchio, comandarlo a bacchetta, usare toni alti se rifiuta di eseguire certi ordini. E’ concesso tirare due madonne per stimolare la reazione del proprio padre e rivalersi su certe asprezze relative al rapporto del passato tra i due . Nella stragrande maggioranza dei casi nel tempo che intercorre tra lo spogliarsi, il lavaggio e il vestirsi l’umore del genitore rinasce, da baco a farfalla variopinta. A quel punto è consigliabile mostrare il lato più “stuchino” del proprio carattere: improvvisare un balletto su un vecchio traditional italiano tipo PIVA PIVA L’OLIO D’OLIVA e adattarlo al soprannome del genitore “Zigo Zigo l’olio d’olivo Zigo Zigo l’olio d’olà”. Il vecchio a questo punto, piacevolmente colpito dall’improvviso cambio d’umore del figlio, si unisce al balletto…

Brian aka Zigo balla Piva Piva L'Olio D'Oliva...

Brian aka Zigo balla Piva Piva L’Olio D’Oliva…

Portare quindi il genitore a far due passi con annessa colazione in un caffè et voilà le jeux sont fait .

Brian: ready to rock - foto di TT

Brian: ready to rock – foto di TT

Nel bar di CHEN il cinese ci servono a turno due giovanissime bariste, una carina e una decisamente meno, colpa della basla pronunciata. Sono spesso asciutto in questi frangenti, soprattutto con quella più bella proprio per non fare la figura del maschio sempre ben disposto verso una bella figa. All’inizio mi sforzavo di essere meno imbronciato del solito, ma poi quest’estate la vidi indossare una maglietta di MADONNA e da allora non mi è più interessata nemmeno per le due chiacchiere canoniche cliente-barista. Ma in definitiva, che mi aspettavo, che le piacessero gli WAYSTED?

Nel pomeriggio mi tocca anche fare il pompiere con tanto di scala per cercare di far scendere PALMIRO da un albero su cui era salito…ma lui miagola, graffia, soffia… non vuole che l’aiuti a scendere, vuole farcela da solo, cosa che dopo poco accade. Scusa PALMIR, non sei più un micetto, a volte lo dimentico.

Palmiro can't come down... - foto di TT

Palmiro can’t come down… – foto di TT

In questo inizio anno riprendo i contatti col fantasma di BEPPE RIVA e continuo a mantenere rapporti con i miei amici (mostly ledheads) sparsi per il mondo. RISE, il discepolo finnico, scende in pellegrinaggio fino in Danimarca per raggiungere il sacro suolo dove decollò per la prima volte il dirigibile di piombo… qualche minuto di raccoglimento davanti alla targa (alla cui posa anche questo blog ha contribuito) è ormai un dovere…

LZ plate Gladsaxe 7 sept 1968  (photo by Flemming Hjollund - www,ledzeppelin1968.com)

LZ plate Gladsaxe 7 sept51968
(photo by Flemming Hjollund – www,ledzeppelin1968.com)

Rise rende omaggio alla targa ricordo della prima esibizione dei LED ZEPPELIN a Gladsaxe 7 settembre 1968

Rise rende omaggio alla targa ricordo della prima esibizione dei LED ZEPPELIN a Gladsaxe 7 settembre 1968

Lakerla fa la spesa e mi compra un sacchetto di patatine particolari: alright, Steven Tyrrell yes I am…

Patatite Tyrrell's

La playlist di questo primo scorcio dell’anno:

il remaster di WILD LIFE (1970) dei MOTT THE HOOPLE…

il primo (1977) dei CLASH versione USA (1979)  che trovo più godibile della versione originale inglese (Topper Headon rules!)…

il remaster di RIDES AGAIN (1970) della JAMES GANG…

il remaster de LA CASA DEL SERPENTE (1977) di FOSSATI …

il remaster di STRANGER IN TOWN (1978) di BOB SEGER…

il mini cofanetto ORIGINAL ALBUM SERIES di CURTIS MAYFIELD…

Domenica sera allo stadio di Regium Lepidi a vedere SASSUOLO-MILAN; io, la groupie, Mauro (guitar player dei TACCHINI SELVAGGI e degli ALTAVIA) e Danièl, amico cileno di Mauro, interista per via del grande, grandissimo, inimitabile IVAN ZAMORANO. Siamo nei distinti, sezione C fila 2, praticamente a bordo campo. Circondato da milanisti con un più una nebbia fastidiosa che ti entra nelle ossa, mi chiedo chi me l’ha fatto fare, anche perché dopo 11 minuti siamo già 2 a zero per il MILAN; ma poi BERARDI, prodigio del Sassuolo, tifoso dell’Inter ma in quota J**e, ne fa quattro. Ripeto: quattro. Ad ogni goal salto, gioisco, agito il cuscinetto dell’INTER. Certo, magra consolazione, il MILAN sembra l’INTER di questi tempi. Povere milanesi, che misero campionato che stanno facendo, mentre al lato oscuro (quello bianconero) della forza gira tutto bene. Consolo il mio vicino di posto, un rossonero mai visto e conosciuto che per 70 minuti della gara non ha fatto altro, in un modo quasi ironico, che lamentarsi e tirare delle madonne. Un paio di riflessioni: tutti i tifosi milanisti sembrano amare alla follia KAKA e avere poco amore per MARIO BALOTELLI (io sono venuto allo stadio per vedere lui). Li capisco, SUPERMARIO è di una indolenza quasi insopportabile, ben peggio di quella dei suoi anni nerazzurri, e dire che il ragazzo tifa Milan. Tristezza infinita nell’udire l’urlo delle curve sia del Sassuolo che del Milan in occasione del rinvio del portiere avversario: “merda!”. Usanza arrivata in Italia grazie al “mal ton” innato della J****tus. Che pessima abitudine, che pessimo esempio che diamo ai bambini. Al di là di tutto però bella serata, il football mi piace un sacco e poterlo vedere a due passi da casa è una gran comodità.

Tim Tirelli allo stadio: SASSUOLO-MILAN 4 - 3  - foto della groupie

Tim Tirelli allo stadio: SASSUOLO-MILAN 4 – 3 – foto della groupie

MICK WALL “When Giants Walked The Earth – A Biography Of LED ZEPPELIN” (Orion Books Ltd 2008) – BBBBB – di Paolo Barone

10 Gen

Era un po’ che Polbi mi scriveva di come si stesse appassionando al libro di Mick Wall che stava leggendo; l’altro giorno mi arriva una sua email con un allegato:

PB “Mi permetto di mandarti alcune mie riflessioni sul libro di Wall.  Prendile per quello che sono e non necessariamente per il blog, dove l’argomento Zeps e’ coperto da te a livelli per me inavvicinabili. Mi andava comunque di condividere questa cosa con te. Non ho idea se tu vorrai passarla sul blog o meno. Ora vado che mi devo comprare Presence in vinile originale americano che qui non ho e ora come ora muoio dalla voglia di risentirlo!”

Leggo l’articolo e gli rispondo:

TT  “Spesso quando leggo i tuoi articoli rimango sorpreso…sorpreso dal fatto che tu sia un giornalista musicale della madonna. Ti conosco ormai da vent’anni, so che mente intellettuale hai, so che gran subacqueo sei, so che gran amante della musica rock sei…ma sono arrivato alla conclusione che prima di tutto ciò sei un giornalista musicale straordinario. Questo è uno dei migliori (se non il migliore) articolo dei LZ che io abbia mai letto. Lucidità, passione, prosa superba, incanto e disincanto, intelligenza narrativa… io, Polbi, mi inginocchio davanti a te. (Non sto scherzando). Grazie! Poter pubblicare roba simile sul blog è una sciccheria. Michigan Boy number one !”

Donne e uomini di blues del blog di Tim Tirelli, please welcome… from Detroit, Michigan… Paul Baron!

Mick Wall Led zeppelin biography

Devo ammetterlo, sono da sempre un fan dei Led Zeppelin, su questo non ci piove. Ma lo sono a modo mio. Io e la band abbiamo un rapporto molto stretto ma anche un po’ conflittuale e a volte ci dobbiamo prendere i nostri spazi.

Amo la loro musica, la storia, i personaggi coinvolti, i luoghi, i suoni, le vicende, i colori, il loro tempo, tutto. Ho fatto i miei pellegrinaggi in giro per concerti degli ex membri della band, ho collezionato bootleg, riviste, libri, dischi, foto ecc. Ma poi, spesso ho sentito il bisogno di allontanarmi, e negli ultimi anni ho sicuramente frequentato di piu’, tanto per dire, Stooges, Ash Ra Tempel, Hawkwind, Black Mountain, Stones che Zeps. Si, qualche bootleg di tanto in tanto, qualche disco in studio, qualche cassetta in macchina, Celebration Day al cinema…ma niente di piu’. Sono passati a pochi minuti da casa mia Plant con Alison Krauss e Jason con la cover band, ma non mi e’ venuta nessuna voglia di andarli a vedere, quando un tempo avrei fatto chilometri. E quindi sono anni che non leggevo nessun libro che li riguardava, pensando che ormai di quella storia conoscessi gia’ tutto.

Led Zeppelin draw

Bene, mi rendo adesso conto che stavo per fare una solenne e immane cazzata.

Mi hanno regalato When Giants Walk the Earth di Mick Wall, e tutto questo si e’ totalmente ribaltato. Ho scoperto un sacco di piccole e grandi cose, in una lettura affascinante e molto dettagliata. Per quanto mi riguarda il libro piu’ completo che ho letto finora, e anche forse quello scritto meglio sulla storia dei Led Zeppelin. Dopo la mia lunga assenza dalla band e’ stato un piacere tornare a farne parte. Sono ripartito con loro nei lunghi e folli tour americani, mi sono esaltato al Boston Tea Party, ho conosciuto personaggi strani, passato giorni scomodi ed eccitanti a Bron Y Aur, giocato con un cane chiamato Stryder, ritrovato le fantastiche Pamela, Lori e Bebe, mi sono ubriacato al Rainbow con Cole e mi sono andato a riprendere sulla terrazza dell’ Hyatt House. Giorno dopo giorno o conosciuto meglio Peter Grant, gli uffici della Swan Song, sono andato in visita a Boleskine e in giro per Headley Grange. Insomma, una rimpatriata fra vecchi amici, piena di gioia ed energia. Almeno fino a un certo punto, poi la storia ha preso una piega altrettanto affascinante ma decisamente meno allegra… e devo dire non ero del tutto pronto alla profondita’ di questo cambiamento, sapevo in linea di massima come si erano messe le cose, ma non ero mai veramente entrato nei dettagli. Nessuno mi aveva mai accompagnato come Mick Wall a vedere certe cose da vicino e non e’ stato piacevole, se pur interessante e direi determinante per capire in pieno la storia di questa band.

E siccome queste cose per noi non finiscono mai cosi, semplicemente, una volta chiuso il libro mi sono anche ritrovato coinvolto in mille riflessioni che forse non avevo mai realmente considerato finora.

LZ - pregare i LZ

La sensazione piu’ forte che mi e’ restata addosso a fine lettura e’ quella del cuore di tenebra, della pesantezza che la storia della band si porta appresso. Una senso di oppressione crescente accompagna buona meta’ del racconto, per arrivare al suo apice con i giorni della morte di Bonham e lo sprofondarsi delle esistenze di Page e Grant. E’ una cosa veramente forte, un disagio che ti accompagna anche dopo che hai chiuso il libro e ti sei messo a fare altro. Nessuno fino ad ora era entrato cosi nei dettagli dell’abbattimento dello Zeppelin. Mick Wall lo fa, e lo fa scrivendo con estrema maestria, lasciandoti incollato a girare le pagine col groppo in gola, come se non sapessi gia’ come va a finire questa storia. Ti porta dentro le dinamiche della band, di quegli anni, servendosi di molte testimonianze di chi in quei momenti c’era, ma al tempo stesso facendo un ottimo lavoro di narrazione. Dalle esperienze gioiose dei primi anni settanta, passando per il delirio del settantasette fino alle morti dell’ottanta, la parabola discendente della band di fatto si lega a quella della sua generazione e dei suoi sogni.

E’ una cosa strana, che non avevo mai intuito prima, che non avevo mai valutato nella sua ambivalenza. Da un lato gli atteggiamenti, le vite dei protagonisti del libro, si sganciano dal resto del mondo, creando una distanza infinita e incolmabile. Reclusi in torri d’avorio esistenziali, lussuose e decadenti quanto tristi e aride, sono anni luce dai ragazzi che lavorano saltuariamente, che si sbattono come possono, che sognano con i loro dischi, che si mettono in fila per ore e giorni ai concerti. Sono anni luce dai loro fan. Ma poi, superate le apparenze, se guardiamo l’essenza delle cose, non mi sento piu sicuro che sia proprio cosi. Molti di questi ragazzi, quelli che mi passavano i dischi degli Zeppelin nei primi anni ottanta, seguiranno un percorso simile. Proprio loro, non tanto i punk, indaffarati fra fanzine e concerti, o i pischelli metallari con le loro mode borchiate. No, erano quelli un po’ piu grandi, era la generazione dei loro fan che vedevo falcidiata dall’eroina. Sepolti nelle macerie dei loro sogni andati a male, come Bonzo, Grant, Cole, Page. Erano loro che avevano toccato il cielo pochi anni prima, che si erano presi le citta’ riempiendole di musica e colori, e che ora nel mondo degli anni ottanta non ci sapevano piu’ stare.

Jimmy Page e John Bonham 1975

Jimmy Page e John Bonham 1975

Il senso di morte che segna la storia della band dal 75 in poi, come tutti sappiamo, cade pesantemente sulle spalle di Plant. Ne condiziona le scelte artistiche ed esistenziali all’epoca, e di fatto la sua lunga ombra arriva fino al giorno d’oggi. Wall ci restituisce pagina dopo pagina la figura del cantante per quello che era e per come poi e’ diventata, andando in profondita’, dove gli altri si erano quasi sempre limitati alle banalita’ del golden god. Scava nel dolore senza tirarsi indietro, l’incidente in auto, la difficile convalescenza, la morte del figlio, quella del suo amico, il deteriorarsi dei rapporti umani. Perche’ quando in un gruppo, in una famiglia, entra la tragedia non necessariamente se ne esce piu’ uniti, anzi.

E il tempo alle volte non serve a guarire, ma  rende certe spaccature ancora piu’ profonde e insanabili. lo avevamo sempre saputo che Presence e In Through the Out Door fossero dischi nati in circostanze difficili. Riascoltando questi dischi oggi che ho appena finito di leggere il libro, i momenti magici sono ancora li, intatti. Ma il carico di sofferenza che la band, e Plant in primo luogo, si portava appresso emerge con forza. E’ nei solchi neri di Tea for One, In the Evening, Carouselambra, Nobody’s fault but Mine, e’ qui che si sente il blues dei Led Zeppelin, quello vero vissuto sulla loro pelle, che mette paura e che ha segnato per sempre le loro anime. E’ ancora tutto li’, inciso per sempre in quelle canzoni.

LZ 1977

LZ 1977

Sappiamo che Wall ha potuto raccogliere tantissimo materiale sulla band, grazie alla sua personale amicizia con Page, che a quanto pare si e’ disintegrata alla pubblicazione del libro. In fin dei conti non poteva andare diversamente. E’ successa la stessa identica cosa a un mio amico, Jim McDonough, che dopo una lunga amicizia con Neil Young e’ stato trascinato in tribunale dallo stesso, all’indomani dell’uscita di Shakey la bellissima biografia scritta da Jim. C’e’ poco da fare, la figura di Page esce piuttosto malconcia dalle pagine di questo libro.Il genio assoluto del dirigibile si dissolve velocemente, nel corso di una manciata di anni, in un fiume di eroina e autocompiacimento. Viene da pensare a come in piu’ di un occasione la strada di Page si incrocia con quella di un altro gigante della musica e degli eccessi, Keith Richards, e a prima vista i due hanno molto in comune. Ma poi la differenza di approccio appare enorme. Keith viveva le sue debolezze come un punto di forza, le esibiva senza paura, creando quel personaggio piratesco e anti estabilishment ma sempre con i piedi per terra, che bene o male tutti amiamo, la quint’essenza del ribelle rock and roll. Page invece ha sempre nascosto il suo lato piu’ fragile e volendo anche piu’ umano, dietro un alone di mistero e altera ambiguita’.

Si vestiva con i dragoni di seta, viveva fuori dalla legge, ma poi si nascondeva nei suoi castelli e contribuiva ad eleggere Margaret Tacher primo ministro conservatore. Passati gli anni di punta con la band nulla sara’ piu’ come prima, e per una serie di motivi non riuscira’ mai a tornare ad essere pienamente se stesso. E’ una storia molto singolare la sua, prigioniero di un mito che ha costruito e non e’ piu’ capace a vivere, fatica a ripartire sul serio e trovare una sua personale dimensione artistica. La grandezza del suo lavoro con la band e‘ impressionante, risalta sempre piu forte con il passare del tempo. Chitarrista, compositore, songwriter, produttore, showman, tutto questo e piu’. Ricominciare da capo dopo aver raggiunto certe vette, purtroppo anche accompagnate da altrettanti abissi, non e’ forse umanamente possibile. Ecco che dopo una serie di collaborazioni e proggetti nemmeno lontanamente all’altezza del mito, e una parenetsi con Plant bruscamente interrotta, Page finisce oggi per fare la parte di se stesso, senza quasi piu suonare la chitarra, in una girandola di eventi sociali e mediatici. Probabilmente, alla luce di tutto quello che e’ successo, possiamo pure considerarlo un buon finale, se di finale si tratta.

Jimmy Page 1977

Mick Wall si addentra nel personaggio facendone un ritratto molto complesso.

Per la prima volta forse, tenta di raccontare in maniera credibile della sua passione per la spiritualita’, l’occulto, le antiche culture e l’ossessione per Aleister Crowley, senza naufragare sulle solite banalita’ colorate di satanismo e improbabili messe nere. Molti hanno avuto da ridire in merito allo spazio che l’autore dedica all’argomento. Dimenticando forse quanto l’opera di Page sia impregnata di queste cose, e quanto tutto questo abbia contribuito a creare l’essenza stessa della band. Era invece forse giunto il momento di parlarne inquadrando il tutto nella giusta prospettiva. Per quanto sia un argomento spinoso e difficile da trattare, Wall se la cava benissimo, senza eccessi e sempre inserendolo in un contesto coerente. lo so, a tanti da fastidio leggere di queste cose, forse un po’ anche a me, che non ho mai e poi mai speso un minuto appresso a maghi, oroscopi, misticismi e rituali vari. Ma, ripeto, questo anche sono stati i Led Zeppelin. Non si puo’ far finta di niente. Non era solo rock and roll, che ci piaccia o meno.

Cosi come non si puo’ far finta che fossero brave persone, che siccome hanno scritto musiche fantastiche tutto possa essere cancellato con un assolo di chitarra.

LZ Okland 24-7-77

LZ Okland 24-7-77

Certo, lo sapevamo gia’, non e’ una scoperta che l’entourage della band agisse ai limiti della decenza umana, superandoli spesso e volentieri. Cosi come sapevamo che Bonham era tanto un batterista grandioso, inarrivabile, quanto un uomo insicuro e violento. Hai voglia che per anni abbiamo cercato di credere alla frustrazione del povero Bonzo padre di famiglia in tour lontano da casa… Il libro ci racconta la verita’ che gia’ sapevamo, arricchita di episodi inediti e determinanti.

Tutti avremmo voluto John Bonham come batterista, ma sicuramente non ci saremmo voluti uscire insieme dopo il concerto. E non avremmo mai e poi mai voluto andare in giro con i ceffi che loro si portavano appresso in tour, caricati a bordo da un Peter Grant ossessionato dalla mania di potenza e controllo, responsabile pricipale insieme a Page dell’ascesa si, ma anche della caduta del dirigibile. Povero Grant, passato in pochi anni da essere il manager piu’ famoso della scena rock mondiale, alla semi reclusione in casa, ossessionato dai suoi fantasmi e dalla tossicodipendenza. Sono pagine molto tristi quelle che lo raccontano negli anni post zeppelin, tristi e intense.

Peter Grant on tour

Peter Grant on tour

Mi sono ritrovato, finita la lettura, a rivedere i filmati dei concerti, soprattutto Knebworth con il suo carico di leggenda. Il dietro le quinte ancora una volta non e’ proprio fatto di buone vibrazioni, pensando a quello che hanno passato gli organizzatori dell’evento, a come tutto sia stato pesantemente condizionato dai deliri di Grant. Rivedo le immagini, le luci, il pubblico, Achilles Last Stand. Ed ecco che tutto mi appare uguale ma diverso al tempo stesso. Piu’ profondo, piu’ vero.

In un certo qual modo il libro di Wall restituisce definitivamente ai Led Zeppelin un elemento di umanita’ che prima forse non avevano pienamente avuto. Che non avevo veramente percepito. Me li avvicina perche’ li fa sentire imperfetti e reali, dandogli quel qualcosa in piu’che nessuna rimasterizzazione potrebbe mai dare. Erano giganti, non ci sono dubbi. Ma anche loro, insieme a noi, sono caduti, si sono rialzati e hanno camminato, come potevano, su questa terra.

Paolo Barone ©2014

LZ LA Hyatt House 31-5-73

LZ LA Hyatt House 31-5-73

Polbi sul lago Erie - gennaio 2014

Polbi sul lago Erie – gennaio 2014

THE DARK LORD 70 (Jimmy Page birthday party blues)

9 Gen

E così il Dark Lord tocca quota 70, cazzo. Sì perché se ne ha settanta lui, significa che anche noi, sui discepoli, non siamo più giovincelli. Noi che adolescenti abbiamo iniziato a seguirlo quand’era poco più che trentenne, abbiamo attraversato le varie fasi della nostra vita con la sua ombra maestosa sopra di noi, lo abbiamo lodato, glorificato, osannato. A lui abbiamo reso grazia, a lui ci siamo rivolti nel momento del bisogno, a lui ancora oggi rivolgiamo la nostra anima.

Ah, caro vecchio Jimmy Page, anzi Poige, con la tua personalità un po’ distorta, con i tuoi riflessi ossessivi-compulsivi, col tuo incedere indolente da rockstar un po’ troppo viziata, con la tua tecnica chitarristica andata a farsi benedire tanti troppi anni fa, sarai comunque un riferimento, un esempio, un sentimento…forever and ever. Ti avremo per sempre nel nostro immaginario personale e collettivo in versione 1973, al Madison Square Garden. Quelle tue movenze, quella tua danza mentre suoni ROCK AND ROLL, i tuoi vestiti, la tua chioma, la tua fighinaggine innata…ma soprattutto la tua musica, la migliore del mondo, i tuoi assoli, i migliori delle galassie, la tua band, la migliore dell’universo. Buon compleanno Jimmy, non hai idea di quanto cazzo tu ci abbia risolto e scombinato la vita.  Io e la confraternita degli illuminati del blues ci troviamo questa sera al Katamarano Rock (viale Respighi 147, Modena, Italy) a festeggiarti, se vuoi venire sei il benvenuto…in caso, porta le groupies.

TDL 70

(artwork by Lakerla)

ENGLISH TRANSLATION

And so James Patrick Page, aka the Dark Lord, is now 70. Fuck! I say this because if he is 70 old, it means that we, his disciples, are no longer youngsters. We were teenagers when we first started to follow him and he was in his early 30s. We went through the various stages of our lives with his majestic and demonic shadow hanging over us.  We praised him, glorified him. We sang Hosanna to him. We turned to him in time of need. We turned our souls to him.

Ah, dear Jimmy Page, Poige (italian spelling of the London english accent) indeed with your personality a bit distorted, your reflexes off-balance, your rock star sluggish pace a bit too flawed, your guitar technique gone to hell too many years ago. You’ll still be a reference, an example, a feeling … forever and ever. You will live forever in our personal and collective imaginary version of 1973 at Madison Square Garden. Those moves will stay in our minds, especially your dance while you play ROCK AND ROLL. Your clothes, your hair, your innate coolness-charm-spell. But most of all your music, the best in the world, especially your solos, the best in all galaxies, and your band, the best in the universe. Happy Birthday Jimmy, you have no idea what the fuck you’ve solved and messed up in our lives. For myself and the brotherhood of the enlightened man of the blues, we are tonight at pizzeria Katamarano Rock (147 viale Respighi, Modena, Italy) gathering to celebrate you. If you want to come you are welcome … just in case, bring the groupies.

(English medication courtesy of BMC)

Interview with RICHARD COLE, tour manager extraordinaire

6 Gen

Richard Cole, sì “quel” Richard Cole, il sesto Zeppelin. Chiamarla intervista è forse inopportuno, trattasi di un veloce scambio di battute…d’altra parte io sono il signor nessuno, lui il leggendario tour manager dei LED ZEPPELIN. Non è che mi aspettassi chissà che, tuttavia da par mio in un paio di occasioni ho provato l’affondo ma lui ha parato il colpo rispondendo da par suo. Ad ogni modo mi sembra una cosa non da poco per il blog, Richard Cole… ah!

ENGLISH VERSION BELOW

John Paul Jones & Richard Cole 1975

John Paul Jones & Richard Cole 1975

Richard, ci puoi dire qualcosa dei tuoi anni post Led Zeppelin?

(non credo che che RC abbia recepito il “post”) Unit 4 + 2,  the Who, Searchers, Young Rascals, New Vaudeville Band, Creation, Vanilla Fudge, Yardbirds, Jeff Beck/Rod Stewart, Terry Reid.

So che non è una domanda molto originale, ma come è stato lavorare nel cuore del circo del rock and roll? Durante gli anni settanta in Italia la musica rock era legata alla politica. Era generalmente una cosa di sinistra, e anche se non consideriamo la cosa dal punto di vista politico, la musica rock aveva una vibrazione riguardante la contro cultura, la spiritualità, il modo di pensare. Non esattamente un atteggiamento hippie, ma una cosa che avrebbe potuto cambiare la società. Tu eri precisamente nel centro di essa. Sentivi questa cosa o per era solo intrattenimento, un lavoro che facevi nel campo delle “fantasie”?

Ero lì per fare un lavoro per il gruppo, tutti i miei interessi erano rivolti a quello, non nella politica di una nazione. 

Rod Stewart, Jeff Beck, Jimmy Page, Richard Cole

Rod Stewart, Jeff Beck, Jimmy Page, Richard Cole

 Hai incontrato centinaia di musicisti famosi, direttori di etichette discografiche, giornalisti musicali…c’è stato qualcuno in particolare che ti ha colpito, qualcuno che tu possa dire è un grande essere umano?

 Elvis Presley.

Qual’è la musica preferita da Richard Cole?

Vecchie canzoni che mi riportano alle mente i bei ricordi.

I tuoi 5 gruppi preferiti?

A parte gli Zeppelin, gli Who e gli  Stones.

I tuoi 5 album preferiti?

Molto difficile…  Zeppelin 4, In Through The Out Door, Who’s Next, Revolver, Bob Dylan’s Nashville Skyline, il primo dei Vanilla Fudge.

Che ne pensi dello stato della musica di oggi?

Non tanto, a parte Adele.

Jimmy Page & Richard Cole - photo by Ross Halfin

Jimmy Page & Richard Cole – photo by Ross Halfin

I tuoi scrittori e registi preferiti?

Proust, Thomas Mann, Zola, Celine.  Scorsese, Oliver Stone.

Che quotidiani legge di solito Richard Cole?

Se ce n’è uno è il Times.

Le tue riviste musicali preferite?

Non le leggo.

Cosa ti manca di più dei tuoi giorni con i Led Zeppelin?

Il cameratismo e il viaggiare.

Jimmy Page, Richard Cole, Peter Grant, Liza Minelli

Jimmy Page, Richard Cole, Peter Grant, Liza Minelli

Nell’ultimo periodo della band c’era una nuvola scura che aleggiava sopra voi tutti. Ne eravate coscienti?

 Sì, ma la si accettava, e forse prima o poi  la cosa sarebbe cambiata.

Sempre nell’ultimo periodo un membro della band non suonava più bene. Tu e gli altri membri dello staff ne eravate coscienti? Immagino fosse una cosa di cui non si potesse parlare?

Tenevamo queste cose per noi, tutti hanno dei giorni no.

Richard Cole xx

Richard, nell’agosto del 1980 tu fosti imprigiOnato a Regina Coeli a Roma. Il 2 agosto di quell’anno l’Italia era nel caos a causa di un attacco di terroristi fascisti alla stazione dei treni di Bologna. Erano giorni pieni di confusione e tu ci finisti in mezzo. Puoi dirci qualcosa di quell’esperienza?

Fu una vera sorpresa essere arrestati visto che non avevo fatto nulla, ma ad ogni modo ho cercato di trarne ilo meglio: mi sono disintossicato, e non è stata una cosa troppo spiacevole, più che altro scomoda, d’altra parte mangiavo e dormivo bene e ho incontrato persone interessanti.

Puoi condividere con noi qualche bel ricordo di JOHN BONHAM e PETER GRANT?

Ho solo i ricordi più affettuosi riguardanti la grande amicizia con Peter e John.

RC

RC

Hai mai trovato amici veri durante tutti quegli anni passati a lavorare nell’industria musicale?1

Non molti, eccetto forse un paio dei ragazzi dei Quireboys.

Carmine Appice, Rod, Richard, Robert Plant

Carmine Appice, Rod, Richard, Robert Plant

Richard, sei felice adesso? 

Sono molto soddisfatto.

Hai piani per il futuro?

Nessuno, sono in pensione.

Richard, dio esiste?

Lo spero.

Richard, qual’è il significato della vita?

Nel mio caso godertela e accettarla.

Tim Tirelli ©2014

RC - Ambassador East Chicago 1973

RC – Ambassador East Chicago 1973

English version:

Richard, can you tell us a little about your post LZ years?

Unit 4 + 2,  the Who, Searchers, Young Rascals, New Vaudeville Band, Creation, Vanilla Fudge, Yardbirds, Jeff Beck/Rod Stewart, Terry Reid.

I know it’s not a very original question, but how what was it like to work in the very heart of the rock and roll circus? During the seventies in Italy,  Rock music was tied with politics. It was generally a left-wing matter, and anyway even if we don’t consider the politics shadow, Rock music had a real counter culture/spiritual/way of thinking vibe. Not exactly a hippie attitude, but a thing that might have changed society. You were precisely in the middle of it. Did you feel that way or it was just entertainment, a job in the “fantasy” field?

I was there to do a job for the band, I had all my interest in that, not the politics of a country.

You have met hundreds of famous musicians/label managers/rock journalists/etc., etc., Was  there someone in particular who made a significant impression on you, someone you can say is a great human being?

 Elvis Presley

What is the fave music of Richard Cole?

 Old tunes that bring back happy memories.

Your 5 fave rock groups?

Appart from Zeppelin, the Who, Stones.

Your 5 fave albums?

Very hard…  Zeppelin 4, In Through The Out Door, Who’s next, Revolver, Bob Dylan’s Nashville skyline,  1st VANILLA FUDGE,

What do you think of the state of music today?

Not much apart from Adele

Your favourite writers/novelists and film directors?

Proust, Thomas Mann, Zola, Celine. Scorsese, Oliver Stone.

What newspaper Richard Cole usually reads?

If  any the Times

Your fave music magazine?

Don’t read them

What do you miss most about the golden days with Led Zeppelin?

Companionship and travelling

In the latter days of the band, there was a dark shadow hanging over you all. Were you aware of it?

 Yes but it was accepted, and perhaps it would change.

In the latter years, a member of the band wasn’t playing well.  Were you and other members of the staff aware of it? I imagine it was a thing you could not talk about.

We kept our feeling to ourselves, everyone has a bad day.

Richard, in August 1980 unfortunately you were put in prison in Regina Coeli in Rome. On August 2nd that year, Italy was in chaos because of an attack of fascist terrorists at the BOLOGNA train station. It was a very confused period and you were caught in the middle of it. Can you tell us something about that experience?

It was quite a surprise to be arrested for nothing I had done, but I had to make the best of it, I was drug free for that time, and it was not that unpleasant, more inconvenient ,I ate and slept well, and met some interesting people.

Can you share with us some  positive memories of the late JOHN BONHAM and the late PETER GRANT?

 I have only the fondest memories of great friendships with Peter and John.

Did you find real friends during all those years working with bands and in the music industry?

Not really lots of acquaintances, except perhaps a couple of the Quireboys band.

Richard, are you happy now?

Very contented.

What are your plans for the future?

None at all, I am retired now.

Richard, does God exist?

I hope so

Richard, what is the meaning of life?

In my case to enjoy it and accept it.

Tim Tirelli ©2014

(English medication: Billy McCue)

CATTIVA COMPAGNIA in concerto allo Stones Cafè di Vignola (MO), venerdì 17 gennaio 2014

5 Gen

CC Locandina Stones cafè 2014

http://www.stonescafe.it/it/index.php

Stones Cafè - Vignola (Mo)

Stones Cafè – Vignola (Mo)

Stones Cafè

Stones Cafè – Vignola (Mo)

Stones Cafè invernale 2

News: FREE “From The Shadows” new box set on the way

4 Gen

Sul nuovo numero di CLASSIC ROCK MAGAZINE UK (Led Zeppelin Cover) c’è una breve intervista ad ANDY FRASER che serve ad anticipare in modo più in concreto che in passato la prossima uscita di FROM THE SHADOWS, il nuovo cofanetto dei FREE.

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Sembra che il box set conterrà 19 (19!) cd, divisi tra gli album originali,  outtakes inedite e alternate versions. Considerando che la discografia originale 1968/1973 consiste in 7 album, che il cofanetto SONGS OF YESTERDAY del 2000 di 5cd conteneva solo roba mai pubblicata (tutti pezzi in versioni alternative, inediti, brani dei membri della band registrati dopo il primo scioglimento), che i remaster dei dischi originali hanno un sacco di bonus track, mi chiedo cosa ci sarà mai da poter riempire altri 12 cd. Sprofondo nello sconforto al solo pensiero di un cd dedicato a tutte le take di ALL RIGHT NOW. No, padre dei quattro venti, no ti prego! Visto però che avrei deciso di iniziare il 2014 con un atteggiamento meno schiavo dei blues feroci, cerco di rimanere ottimista (anche se non è facile): magari hanno trovato un paio di concerti mai pubblicati, o inediti che siano davvero inediti. Certo che i miei propositi di inizio anno (“no, quest’anno non mi farò cogliere dall’acquisto ossessivo-compulsivo cdi box set e deluxe edition) vanno a farsi benedire…questo, il cofanetto di Johnny Winter, le deluxe edition dei Led Zeppelin… me tapino.

FREE fRom The Shadows box set Free box set FROM THE SHADOWS

Nella breve intervista, Fraser conferma che in occasione delle olimpiadi di Londra del 2012 i FREE sono stati molto vicini a riunirsi. Per sostituire KOSSOFF aveva proposto DAVID GILMOUR mentre RODGERS, KEITH RICHARDS, PETE TOWNSEND e BRIAN MAY. Mi chiedo questi ultimi tre cosa c’entrino. PAUL RODGERS è andato! Quando poi l’intervistatore gli chiede come sia il suo rapporto con l’ex cantante, FRASER risponde ” Paul e io siamo due personalità opposte, come la A e la Z, da una parte ci sono io, il ragazzo gay e sensibile e dall’altra lui, il duro ragazzaccio da strada del nord che si faceva la barba due volte al giorno”.  La faccenda dell’omosessualità di FRASER è bizzarra: sposato, due figlie, solo negli ultimi anni ha scoperto (o forse è meglio dire accettato) il suo lato gay. Nulla di male naturalmente, ma è diventato una macchietta gay, arrivando a pubblicare anche un video molto imbarazzante. Mah, meglio così: un bassista un po’ isterico circa le sue inclinazioni sessuali, un cantante padre padrone e un batterista ormai ai margini e senza potere decisionale alcuno, non mi sembrano granché come elementi per poter celebrare una delle migliori rock band inglese di tutti i tempi. Poi, essendo morto anche RORY GALLAGHER, nessuno avrebbe potuto sostituire con la giusta vibrazione blues il compianto PAUL KOSSOFF.

FREE 1970

FREE 1970

LED ZEPPELIN “Throwing The Wild Seeds – Nassau Coliseum 1975 Complete Tapes” (Godfather Records 2013 – 6cd) – TTTT

4 Gen

TITLE: Led Zeppelin – Throwing The Wild Seeds – Nassau Coliseum 1975 Complete Tapes

LABEL: Godfather Records 2013 – 6 CD box set

TYPE: soundboard

SOUND QUALITY: TTTTT

PERFORMANCE: TTTT

ARTWORK-PACKAGING: TTTT

BAND MOOD: TTTT

COLLECTION: TTT

LZ Thowing the wild seed 1 LZ Thowing the wild seed 2

Riproposizione dei soundboard disponibili di due dei tre concerti tenuti dai LZ al Nassau Coliseum nel 1975, soundboard peraltro pubblicati per la prima volta non troppo tempo fa dalla EMPRESS VALLEY. Del concerto del 13 ne abbiamo parlato nel luglio scorso  https://timtirelli.com/2013/07/12/led-zeppelin-the-kings-of-the-stone-age-bootleg-2013-empress-valley-3-cd-doctored-by-dadgad-ttttt/.

LZ Thowing the wild seed 3

LZ Thowing the wild seed 4

Solo due note per non ripetermi troppo: qualità sonora eccellente (come quasi tutti i soundboard del 1975), performance corrotte dallo pessimo stato della voce di PLANT e dal chitarrismo non porprio impeccabile del PAGE post 1973.  Nel concerto del 13 però PLANT si difende e bisogna pur dire che nel febbraio di quel tour PAGE non era proprio da buttar via. La GODFATHER nel riproporre sul mercato questi due concerti ha cercato di addolcire la compressione terribile che va di moda in questi ultimi anni e che fu quindi usata anche dalla EMPRESS VALLEY. Mi pare che in questo caso la musica respiri di più e che dunque questa nuova uscita sia la migliore per quanta riguarda i silver relativi a queste due date. *

LZ Thowing the wild seed

LZ Thowing the wild seed 5

65 euro per 6 cd, 2 poster, booklet, packaging cartonato. Io il regalo me lo sono fatto, e ne son contento.

* (tu che ne dici Amduscia?)

LZ Throwing The Wild Seeds box set - photo by Tim Tirelli

LZ Throwing The Wild Seeds box set – photo by Tim Tirelli

FORRESTER, HANSON & ASKEW ” Emerson Lake & Palmer The Show That Never Ends… encore” (Foruli Ltd 2013 – 18 euro) – TTT

3 Gen

Non è che di libri sugli ELP ce ne siano tantissimi, ognuno di essi e piuttosto importante per me, ho letto quindi con piacere questa nuova versione aggiornata al 2012 del libro in questione che uscì in origine nel 2000. Tuttavia non è che mi abbia impressionato più di tanto. Certo, diverse notizie del periodo post seventies non le sapevo, ma avrei preferito un lavoro più approfondito riguardo gli anni 1970-78.

elp FORRESTER BOOK

Magari sono arrivato ad un punto della mia militanza rock in cui non riesco più ad accontentarmi e quindi a godere nulla ( o quasi), ma santo demonio, voglio di più. Sono conscio che per fare un lavoro come si deve occorrono energie e disponibilità, e che un gruppo come queste oggi non è che interessi a milioni di appassionati… difficile dunque trovare una casa editrice abbastanza folle da gettarsi in un progetto più articolato e di ampio respiro, lo so… eppure pretendo un impegno maggiore. Leggere questo libro e come guardare l’INTER che pareggia 2 a 2  con una squadra di media classifica.

elp FORRESTER BOOK B

Detto questo, se amate gli ELP e non avete letto granché, questo è un libro da avere. Ah, dimenticavo: è in inglese.

Emerson e lake

 

MMXIV: ROBERTO CIOTTI, JIMMY PAGE NEWS & le ZIE BIONDE che amano il blues

1 Gen

Il 2013 si chiude male: ROBERTO CIOTTI se ne va a soli 60 anni. L’album SUPER GASOLINE BLUES del 1978 è uno di quelli che mi ha reso uomo, ho ancora l’LP originale comprato a pochi giorni dall’uscita. WHEN IS MY TIME è stato un  inno per il ragazzino pelleossa che ero nella seconda metà degli anni settanta. La chitarra dobro in TU GRILLO PARLANTE di BENNATO nel 1977 e il vederlo live nel 1981 in trio alla rassegna blues di MARANELLO furono anch’essi grandi momenti personali. Addio, dunque, Roberto.

Il 2014 invece si apre decisamente bene, con l’annuncio tanto atteso sul sito ufficiale di JIMMY PAGE:

” It’s good news for the New Year. The first of the Led Zeppelin releases – comprising of Led Zeppelin I, Led Zeppelin II, Led Zeppelin III and their companion discs – will be released this year. I’ve also been working on some of my own material from the archives that will be unleashed in 2014.”

Era ora, Jimmy, cazzo! A dire la verità le deluxe edition che aspetto con più trepidazione sono quelle che vanno dal IV a PHYSICAL GRAFFITI, perchè a quanto so ci sono undici inediti che vanno dal 1971 al 1975 appunto, ma sia chiaro, qualsiasi cosa ufficiale dei LZ che non sia la semplice nuova riproposizione rimasterizzata degli album ufficiali migliorerà la mia vita. Mi intriga moltissimo anche l’accenno al fatto che quest’anno pubblicherà pure qualcosa di suo, sempre tratto da roba d’archivio. Immagino sarà qualcosa preso dall’ OUTRIDER TOUR del 1988, ma sarebbe una gran faccenda avere nuovi item dei FIRM…fremo al solo pensiero di un box set con i due albun rimasterizzati, un dischetto dedicato a inediti e outtakes e un altro paio con esibizioni live, diciamo (visti i soundboard già apparsi su bootleg) fine 84 e 1986, con la giusta qualità sonora (non mi permetto nemmeno di sognare live inediti).

Jimmy Page 1977

Jimmy Page 1977

Tra il natale e questo primo giorno del 2014 mi sono fatto e mi sto facendo una gran scorpacciata di musica:

…il remaster series ITALIAN PROGRESSIVE ROCK della BTF su licenza WARNER di CARTA STRACCIA del 1977 di ALBERTO RADIUS…

Alberto Radius carta straccia 1977

…il rockettino primi anni ottanta di MISTAKEN IDENTITY (1981) di KIM CARNES in versione AUDIOPHILE RECORDING REMASTERED IN HIGH DEFINITION 96Hz / 24-BIT, album che all’epoca amai molto, quello di BETTY DAVIS EYES ma anche di MISS YOU TONITE…

Kim Carnes Mistaken Identy

…il primo dei MOTT THE HOOPLE rimasterizzato (usando lo stereo mix originale otto piste del 1969) a cura della ANGEL AIR…

Mott the hoople front

Mott the hoople rear

i DETECTIVE, col LIVE (at the Atlantic Studios nel solstizio d’inverno del 1977) finalmente pubblicato dalla GONZO MULTIMEDIA…

Detective Live a007

Detective Live b009 Detective Live aa010

…poi FEELS SO GOOD di CHUCK MANGIONE dall’album omonimo del 1977, brano che amai tanto quando uscì…

Chuck_Mangione-Feels_So_Good-Frontal

…non potevano mancare gli YES, vista l’ossessione che ha per loro la groupie…TURN OF THE CENTURY

In queste mattine che non sono da Brian o al lavoro, il cofanetto di BURT BACHARACH mi accompagna col giusto mood durante la colazione o i miei scritti d’inverno…

Burt-Bacharach-Anyone-Who-Had-A-Heart-The-Art-Of-The-Songwriter-6CD-Box-Set-15134563-7

…e poi ancora il primo di PINO DANIELE e PANAMA E DINTORNI di FOSSATI, entrambi rimasterizzati, THIRDS della JAMES GAND, il remaster di STRIKES dei BLACKFOOT e la mia amata AIN’T NO LOVE IN THE HEART OF THE CITY versione BOBBY BLAND 1974…

Ho così tanta musica da ascoltare che anche il solo uscire per andare al lavoro o da Brian diventa una gioia…io sulla blues mobile con il car stero a manetta. A proposito del vecchio Brian, nella pesantezza totalizzante del seguirlo ci sono a volte istanti di puro divertimento: dopo averlo vestito con il maglione e i pantaloni che io e la groupie gli abbiamo regalato per natale, lo osservavo fare lo stimolino davanti allo specchio, così buttò lì un “Dai Brian, mettiti in posa che ti faccio una foto.”  Il risultato è questo: un Brian cazzuto, o per dirla all’americana in versione badass. E’ in questi momenti che capisco che l’alzheimer non ha ancora vinto. Avanti così, Brian…

Brian Tirelli: badass!

Primo dell’anno dai genitori della groupie: la Lucy prepara un pranzo dei suoi: tortelloni, cappelletti, arrosto & manzo, coniglio, tortelli dolci, torta, frutta fresca, frutta secca, lambrusco, spumante dolce, caffè, grappa. I piatti d’ordinanza della festa (di vari decenni fa), copritovaglia rosso, dialetto stretto…

I cappelletti della Lucia Ganassi – foto di TT

Nel primo pomeriggio arrivano la zia bionda e lo zio Talino, alias Vittorina (sorella di Danillo, padre della groupie) e consorte (vero nome Italino). La zia bionda, ultra ultra settantenne è una signora ancora in gamba e tiratissima, anch’ella legatissma al dialetto quando deve rimbrottare affettuosamente il marito, che chiama per cognome…Iott (Iotti). Mi fa morire questa cosa, stupenda…un lavoro che solo nell’Emilia profonda…

Prima di congedarmi la zia bionda mi prende da una parte e mi sussurra con discrezione (incerta se darmi del tu o del lei) “Veh, continui così, che è la perfezione”, e prima che la groupie esca dalla porta le confida “il tuo ragazzo mi piace troppo, mi piace proprio tanto tanto…” , evidentemente gli uomini di blues piacciono a certe zie.  Ah, zia bionda, I love you.