Scrive PICCA: “EPITAPH dei CRIMSON mi ricorda APPLAUSI dei CAMALEONTI”
Risponde l’esperto: “Mio caro, hai ragione; ma… se non sbaglio APPLAUSI è del 1968, un anno buono prima di IN THE COURT OF CRIMSON KING, non vorrai dirmi che LAKE a quel tempo s’ascoltava i CAMALEONTI?
Domenica mattina ore 6:30: Palmir gira per il letto. Sfrega il muso contro il mio, si quieta cinque minuti, poi torna a saltellare sul cuscino, sulla testiera del letto, sul comodino. La groupie si alza, io provo a riaddormentarmi. Non riesco, ho perso il sonno e in più in testa mi girano continuamente riff, melodie, frasi degli EMERSON LAKE AND PALMER…sì, sempre loro. Mi alzo, preparo la colazione, poi mi metto alla finestra sul mondo (internet insomma).
Dalla finestra (quella vera) do un’occhiata alla campagna che sonnecchia, coperta da neve, nebbia e da quell’atmosfera invernale che mi da pace interiore.
View From The Window – Borgo Massenzio – foto di TT
…venerdì hanno rubato il cellulino alla groupie, oggi sono di turno da Brian, purtroppo ieri sera la J**e ha vinto… nonostante tutto questo sono di buon umore, aiutato anche dal pensiero che più tardi mi ritaglierò un paio di ore per fare un salto alla FIERA DEL DISCO di Modena.
Passo quindi alla selezione musicale per questa mattina al contempo calma e frizzantina, parto con PRELUDIO E FUGA di FRIEDRICH GULDA…
…continuo con JOE SULLIVAN e la sua LITTLE ROCK GETAWAY del 1935…
…finisco con BLUE RONDO A LA TURK di DAVE BRUBECK …
…che meraviglia, anche Pàlmir sembra interessato al rondò e viene a sistemarsi sulla scrivania ad ascoltare quella bella aria sonora:
Palmir ascolta il Rondò – foto di TT
Niente male la mattina, assonato ma pronto e in forma per affrontare la giornata col vecchio Brian. Il tempo di arrivare, di preparargli uno dei miei discutibili pranzetti (riso ai gamberetti, cotoletta di soia con salsa, frutta, moncheri) ed è già ora per la Fiera del Disco, che è inserita, insieme a quella dei fumetti, dei gadget, del modellismo, all’interno di quella dell’elettronica. Il rendez vous è con Jaypee, Labetty, Lalalli e Lasàurit). Do un occhiata in giro, circumnavigo tutto lo spazio dedicato ai vinili e ai cd. Ogni tanto incontro quei “micca normali” – come li chiama la groupie – che se ne vanno in giro conciati come i loro eroi (di fumetti-di cartoni-diserietv-difilm) preferiti. C’è un Jack Sparrow pressoché perfetto e decine di altri di cui non ho idea da cosa siano vestiti.
I “micca normali” – foto di TT
Faccio il giro completo degli stand musicali almeno tre volte…sono sempre restio a criticare questo tipo di manifestazioni (o anche feste paesane, festival dell’Unità, festival culturali e cose simili) perché tutti tendono a cadere nella solita frase “quest’anno non c’è nulla, gli altri anni era molto meglio”, però in effetti mi sembra ci siano meno stand e la merce esposta (i CD insomma) sia tenuta meno bene oltre ad essere – in massima parte – del tipo generico. Lo stand del toscano che vende ristampe di progressive europeo di prima-seconda-e-terza fascia, di folk inglese fine sessanta, di blues (quest’anno cerca di appioppiarmi un disco di una band olandese di blues revival inizio settanta: “questo è uno dei più bei dischi di blues di quel periodo” mi dice, sarà, ma mi sposto come se nulla fosse), lo stand specializzato in bootleg della GODFATHER (etichetta dedita alle ristampe a basso costo dei bootleg prodotti dalle ben più rinomate TARANTURA e EMPRESS VALLEY), quello dedicato alle varie forme di metal. Il resto sono stand dove trovi un po’ di tutto e dove i CD sono tenuti piuttosto male. La groupie, già con lo zainetto pieno di fumetti mancanti (soprattutto DEMIAN), mi coglie sul fatto mentre con Jaypee valuto se prendere o no un bootleg dei FREE – in versione digipack – che già ho…
Tim, Jaypee e i Free – foto di LST
Alla fine riesco a spendere 80 euro. Avrei potuto prendere anche qualcosa d’altro, ma non ho trovato nulla che mi solleticasse più di tanto…
Acquisti – foto di TT
Va beh, vedrò di rifarmi con AMAZON.
Torno da Brian, passo con lui un pomeriggio e una serata piacevoli, ma mi si stringe il cuore ogni volta che lo vedo annaspare con la memoria e cercare di ricordare a che oggetti sono abbinati certi nomi. Gli preparo una cena (minestrone della Coop, pizzetta, dolcetto, Ferrero Rocher). Per ottimizzare il tempo faccio la doccia da lui, quindi cerco di coinvolgerlo e di tenerlo attivo facendogli asciugare i miei capelli. Si sente importante, ma è chiaro che non sa più maneggiare tanto bene la cosa, ma mentre procede attentissimo a non sbagliare, mi tocca la testa con una dolcezza infinita. Sento che dopo tutto, sto risolvendo il rapporto con mio padre, dopo tanti tanti anni di difficoltà. Lo metto a letto, gli do un bacio e mi saluta con un “Grazie, grazie, grazie,Tim”. Esco, chiudo la porta a chiave, prendo l’ascensore e me ne vado. Mi sento un po’ triste per lui. In macchina infilo nel carstereo uno dei nuovi acquisti: DAVE BRUBECK. Non sono un gran appasionato di Jazz, ma il piano è uno strumento che amo moltissimo, almeno – e sottolineo almeno – quanto la chitarra. Di nuovo BLUE RONDO A LA TURK e poi quel pianino bluesy che in questa serata nera mi accompagna verso la domus saurea, verso Sky e ROMA-INTER
La partita non è malaccio, ma è un 1 a 1 che non serve a nessuna delle due squadre, entrambe a distanze ormai siderali dalla capolista. Mi godo comunque il bel calcio di quel gran giocatore che è FREDY GUARIN, ascolto il commento finale di Mister Stramaccioni e torno qui a finire la serata. In sottofondo ancora il pianino di BRUBECK. Domani affronteremo un’altra settimana. E’ ora di andare a letto, ho il libro di Garry Freeman (Do You Wanna Play Some Magic?) che mi aspetta. New York, goodnight.
Venerdì, primissimo pomeriggio. La groupie si alza, va in bagno che è a tre metri dalla sua scrivania. Su di essa troneggia il cartello SPORTELLO CHIUSO. La groupie deve sbrigare altro lavoro oggi, al pubblico pensano i suoi due colleghi. Il suo è un ufficio un po’ defilato, la gente ci va per sbrigare quelle pratiche che non vengono gestite dagli sportelli veri e propri. Nonostante il cartello, quando la groupie torna, trova un tipo seduto davanti a lei. Il tipo biascica qualcosa,non sembra a posto, chiede una informazione e se ne va.
Poco dopo la groupie s’ accorge che sulla scrivania il cellulare è sparito. Non può che essere stato lo spostato di prima. Corre fuori, il tipo non si vede, mi telefona. Mentre m’informa dentro di me tiro una madonna…un Samsung Galaxy SIII da 700 euro comprato da poco ne vale anche due di madonne. Tiro anche l’altra.
Poi invito la groupie ad andare dai carabinieri lì vicino. Mentre lei segue il mio consiglio io faccio il numero del suo cellulare. Squilla. Nessuno risponde. Provo una seconda volta. Mi risponde un tipo che biascica le parole, non sembra a posto “Pronto , questura“, uhm ho i miei dubbi che sia la questura ma sto al gioco, spiego la faccenda e il tipo mi dice “Venga alla questura in via Roma e chieda del Maresciallo Lo Cascio, ci hanno portato questo cellulare che qualcuno ha perso”. Chiamo l’ufficio della groupie, spiego la cosa, la sua collega va gentilmente a riferirle tutto. Dopo un po’ mi chiama la groupie, naturalmente in questura nessuno sa chi sia il Maresciallo Lo Cascio…eh, certo i Marescialli sono carabinieri non poliziotti. Do il codice IMEI alla groupie e con quello torna a far la denuncia nella caserma dei carabinieri.
La groupie è affranta, era un cellulare nuovo, aveva dentro tutte le sue cose, lo avevamo comprato insieme. Faccio l’uomo di blues illuminato, le dico che queste cose nella vita bisogna metterle in conto, che purtroppo possono capitare, che nella vita c’è ben di peggio, che il 50% dell’umanità fa schifo, bisogna conviverci, non arrendersi, ma conviverci e che passata l’incazzatura momentanea bisogna elaborare il tutto e non farsi rovinare la vita. La groupie sospira, sembra una bambina, capisce e mi saluta mesta mesta. Metto giù il telefono. Mi rimetto a lavorare, ma l’accaduto si trasforma in un fastidio costante e noioso. Tento di concentrami sul lavoro, ma faccio fatica… apro VLC Media Player, seleziono la cartella del bootleg DAVID BOWIE LOS ANGELES UNIVERSAL AMPHITEATRE 5 SETTEMBRE 1974 e faccio partire la musica…
Dopo un po’ scelgo qualcos’altro: LOU REED a NEW YORK nel gennaio del 1973…
Evidentemente ho voglia di qualcosa dagli accenti tenebrosi, metropolitani, spigolosi. Poco dopo le 18 stacco, non riesco a stare concentrato. Entro in macchina e mi dirigo verso casa. Chiamo la groupie per sentire come va. E’ stata alla TIM, ha bloccato il telefono, la sim e se n’è fatta fare un duplicato. E’ sempre un po’ triste, cerco di rinfrancarla. Poi rimango tra me e me. Penso che faccio tanto quello che la prende con filosofia, il progressista, il liberal, il “compagno” ma dentro ho solo una gran voglia di prendere un tubo di metallo e di picchiare il ladro sulla schiena, e non m’importa se è un disadattato, uno spostato, un drogato. Penso a Polbi: quando gli sono andati in casa e gli hanno fregato il mac portatile, l’ha presa con filosofia sin da subito, arrivando a dire “magari erano dei disperati e ne avevano più bisogno loro di me”. Polbi è un grand’uomo lo so, ma io sono diverso. Adesso sono IN FOR THE KILL, meglio che non abbia per le mani lo stronzo. Mi spavento un po’ per tutti i rigurgiti di violenza che mi vengono su, quando il diavolo prende possesso del mio corpo mi faccio paura e mi devo tenere a bada.
Tiro giù il finestrino, prendo una boccata d’aria, i pensieri tornano a farsi ordinati, spingo il tastino CD del car stereo, parte THE ENVOY di WARREN ZEVON e il mondo torna ad essere vivibile…
I’ve felt your pain And I know your sorrow You could try to let the past slip away Live for today Don’t stop believing in tomorrow
PS: Torno a casa, da facebook vengo a conoscenza che oggi hanno rubato il cellulare anche a Fausto, un mio amico (ed ex mio cantante). Ah, va bene Warren Zevon, ma zio can c’av vegna n’azidènt a tòt.
Brad Tolinsky, caporedattore da più di vent’anni di GUITAR WORLD, una delle due più importanti riviste americane per chitarristi. Direttore editoriale della casa editrice FUTURE US che gestisce altre due riviste musicali (REVOLVER e GUITAR AFICIONADO), autore o co-autore di almeno altri 10 libri a carattere musicale. Bene, questo peso massimo del giornalismo musicale americano progetta un libro su Page e tutto quello che viene fuori è questo LUCI E OMBRE. C’è da deprimersi non poco.
Il libro non è altro che un sunto delle interviste che nel corso degli anni PAGE ha rilasciato a TOLINSKI. Nulla di più. Nessun approfondimento degno di nota, nessuna deviazione dalla strada principale percorsa già centinaia di volte, nessun volo pindarico, nessun rischio preso per affrontare argomenti un po’ scomodi, nessun sobbalzo che un prosa più passionale avrebbe potuto regalare.
Tolinski non rischia il suo buon rapporto con PAGE, si limita a fare il bravo cagnolino che scodinzola. Io trovo questo atteggiamento irritante. L’unica cosa un po’ diversa dal solito è la breve intervista fatta allo stilista JOHN VARVATOS che disquisisce amabilmente sul modo di vestirsi sul palco di PAGE.
Passino gli errori e le imprecisioni della traduzione nel descrive faccende tecniche legate alla chitarra (vedi capitolo a pag 246 “Dieci Gerandi Momenti Di Chitarra dei LZ”), passino le imprecisioni che ci sono qua e là nel libro, tutte cose fisiologiche, ciò che manca è la ricerca della verità, la scintilla che regala un brivido, e da un giornalista col nome altisonante te l’ aspetti.
Meglio allora le cose di MICK WALL (giornalista inglese), a suo tempo molto amico di PAGE che, per aver deciso di essere libero di scrivere i suoi punti di vista, ha perso per sempre l’amicizia col nostro.
“Il destino di ogni uomo è un segreto sepolto nel silenzio… Il silenzio in cui si sono suicidati gli scrivani di Vectis. Dopo aver compilato la sterminata Biblioteca che riporta il giorno di nascita e di morte di ogni uomo vissuto dall’VIII secolo in poi, la loro eredità è una data: il 9 febbraio 2027. Ma la giovane Clarissa non sa nulla di tutto ciò. Il suo unico pensiero è fuggire. Fuggire da quell’abbazia maledetta, per mettere in salvo il dono più prezioso che Dio le abbia mai concesso. Il futuro dell’umanità è un mistero nascosto tra le pagine di un libro Il libro in cui è indicato il giorno del giudizio. Mentre il mondo s’interroga su cosa accadrà davvero il 9 febbraio 2027, alcune persone ricevono una cartolina sulla quale ci sono il disegno di una bara e una data: il giorno della loro morte. Proprio come all’inizio della straordinaria serie di eventi che avevano portato alla scoperta della Biblioteca dei Morti. C’è soltanto una differenza: tutte le «vittime» sono di origine cinese. È una provocazione? Un avvertimento? L’ultima verità non è mai stata trovata Will Piper ha trovato la pace: sa che vivrà oltre il 9 febbraio 2027, e ha deciso di lasciarsi alle spalle l’enigma della Biblioteca di Vectis e la sua secolare scia di sangue. Almeno finché suo figlio non parte all’improvviso per l’Inghilterra e poi sparisce nel nulla. D’un tratto, per Will, ogni cosa torna a ruotare intorno all’origine della Biblioteca dei Morti. Lì dove tutto è cominciato. E dove tutto finirà. Se il destino di ogni uomo è un segreto sepolto nel silenzio, se il futuro dell’umanità è un mistero nascosto tra le pagine di un libro, solo nella Biblioteca dei Morti si può trovare l’ultima verità…”
Ultimo capitolo della saga della “biblioteca” di cui sono appassionato lettore. Per due terzi del libro ho trovato il tutto avvincente, la familiarità con personaggi già noti, le improvvise sorprese, le tematiche che mi piacciono poi, nel rush finale, il libro ha preso una piega poco convincente: troppi avvenimenti, troppi colpi di scena, poca credibilità. Paragonerei questo quarto episodio al quarto film della serie ALIEN: inizio inebriante, finale fumettistico. Intendiamoci, il 6 se lo merita, forse anche qualcosa di più, ma – a mio avviso – Cooper qui mostra un po’ la corda.
La faccenda relativa ai nastri originali (audio-video) di CALIFORNIA JAM 1974 è sempre stata poco chiara: per farla breve la ABC registrò il concerto il 6 aprile 1974 e lo mandò in onda – in forma non completa – per TV e per radio in maggio e giugno dello stesso anno. Anni dopo, quando la DISNEY comprò la ABC-TV, i master del concerto furono distrutti (insieme ad altre registrazioni sportive). Qualcuno però registrò lo show dalla radio e dalla TV. Quello che è circolato per molti anni sotto forma di bootleg e che in questi ultimi anni è stato pubblicato ufficialmente è dunque tratto dalle copie che qualche fan (in particolare Scott Lifshine di New York) fece all’epoca della prima messa in onda. Copie e nemmeno tutto il concerto nella sua interezza, ah, c’è da incazzarsi non poco visto che è stato un concerto leggendario.
A quanto si sa gli headliner dovevano essere i DEEP PURPLE, che però scelsero di iniziare lo show al tramonto per avere un effetto scenico in più, così furono gli ELP che chiusero il festival. Fino ad oggi la performance del gruppo era apparsa sul divudi ufficiale BEYOND THE BEGINNING, in parte sul cd THEN AND NOW e naturalmente in versione bootleg. Non ho mai avuto uno di questi ultimi quindi non so dire se la qualità di questa prima versione audio ufficiale sia migliore dei bootleg, appunto, ma immagino di sì, perché la qualità audio non è davvero niente male, pensavo peggio.
Malgrado le note negative (il concerto non completo, gli edit un po’ bruschi, la qualità audio non stellare) trovo che questa uscita sia sacrosanta. Gli ELP nella loro storia 1970-78 hanno sempre suonato bene, ogni concerto era un inno alla figura del musicista in completo comando dello strumento, ma possiamo dire che nel 1974 oltre alla perizia tecnica, alla qualità delle performance, si aggiungeva la magia del momento forse più alto della loro storia: la sfrenata irruenza dei primi anni si arricchiva di maturità, esperienza, consapevolezza arrivando all’apogeo definitivo.
L’impetuosa determinazione in TOCCATA dove anche le tenebre sembrano temere il miglior trio di sempre…
…la poetica dolcezza di STILL YOU TURN ME ON…
…i nove e passa minuti di incredibili PIANO IMPROVISATIONS con EMERSON da solo e poi accompagnato dai suoi due compari…per me questa è la prova che dio esiste, si chiama KEITH EMERSON e suona il piano da dio, appunto…
…e poi ancora “Benvenuti amici miei allo spettacolo che non finisce mai“…
La grafica non è granché, non trova agganci alla storia o al mondo ELP e questo è un errore non da poco. Capisco che queste produzioni vengono fatte a budget ridotto, ma le “sgraficate” fine a sé stesse vanno evitate. Mi avessero detto qualcosa gli avrei fatto io qualcosa di più adatto con la agenzia di comunicazione dove lavoro…gratis naturalmente.
Ad ogni modo, un grazie a Tony Ortiz, dell’entourage di ELP, che tanto si è prodigato per fare uscire ufficialmente questo live.
Domenica mattina, foschia sulle campagne umide, non sono di turno da Brian ergo posso alzarmi con più calma. Esco dal letto, la stufa accesa, la groupie legge un libro, Palmir le sonnecchia vicino. Metto su un cd e preparo la colazione. Son lì che taglio le arance per la spremuta e parte ELDORADO OVERTURE della ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA. Respiro a pieni polmoni quella introduzione strumentale mentre nel mio animo si installa un sentimento di invincibilità, di determinazione, d’indomabile fiducia nel futuro; quando negli ultimi trenta secondi partono gli archi in una sorta di disegno frenetico e giocoso mi sembra che tutto possa accadere, che tutto sia possibile….
Rifletto sul potere che la musica Rock ha su di noi, sulla nostra possibilità di gestire le fasi calanti della nostra vita grazie ad essa, sugli accenti che riesce a mettere sui nostri momenti buoni e comunque sulla capacità che ha di farci vedere la vita attraverso un caleidoscopio, di regalarci infinite strutture simmetriche.
Passare nel breve volgere di una domenica mattina dal nuovo singolo degli SNAKECHARMER, vecchie volpi inglesi con alla voce il mio cantante AOR preferito CHRIS OUSLEY (ex VIRGINIA WOLF)…
…al jazz rock trascendentale di FLAME SKY dei SANTANA con JOHN MCLAUGLIN. L’inizio è un gentile invito a bagnarsi nelle tiepide acque della meditazione, una sorta di nuovo battesimo per definire una volta per tutte la spiritualità laica; l’evolversi del pezzo poi è un imperativo: il comando perentorio a scendere nelle profondità della terra, schivare mestruazioni di lava incandescente, incanalarsi in sentieri in cui nessuno è stato, scoprire l’ebrezza del perdersi nel nulla solido, e risalire rinfrancati dalla consapevolezza che, di fronte all’inspiegabile ordine caotico dell’universo, l’essere umano è come una sola nota dell’assolo di DAZED AND CONFUSED versione live 1973…
Ripartire poi dalla salutare concretezza dei DAMNED di LOVE SONG (da quel magnifico album che è MACHINE GUN ETIQUETTE)…
per arrivare alla maestria musicale degli dei stessi, gli EMERSON LAKE AND PALMER…
Che varietà di alimentazione spirituale, che sapori, che prelibatezze. Manca solo un tocco di HENDRIX e il pranzo è servito…
Jimi lecca la figa della sua Stratocaster
Tutto questo mentre Palmir è qui a fianco, appollaiato su una delle torre più alte del suo castello, stordito e confuso anche lui dall’ampia gamma di aria sonora che fuoriesce dallo stereo…
Tim & Palmiro dazed & confused – foto di LST
E’ bello sentirsi a posto ogni tanto, merito di tutta questa meravigliosa musica Rock e forse anche dell’INTER che ieri sera ha battuto il Pescara 2 a 0. Non che gli avversari fossero uno squadrone, ma visto che nell’ultimo periodo l’INTER è apparsa in confusione e che domenica scorsa il Pescara ha battuto la Fiorentina, non è che il risultato fosse scontato. Molto positivo poi il fatto che imbottita di riserve causa i molto infortuni, abbia messo in campo idee di gioco e compattezza. La partita ha visto anche il debutto in Serie A per MARCO BENASSI, classe 1994, nato a Modena, centrocampista di belle, bellissime, speranze.
Aggiungo che il merito va anche a Brian: ieri mattina siamo andati d’amore e d’accordo. Non l’avrei detto: venerdì sera sono andato a letto alle 3, la sveglia di ieri mattina è stata traumatica, eppure col mio vecchio tutto è girato per il verso giusto. Il bagno, la vestizione, il giro a Ninetyland…tutto è filato liscio. Mentre lasciavo casa sua, in ascensore, mi guardavo allo specchio e mi dicevo “Bravo Tim“.
Tim da solo in ascensore: BLUES IN A ELEVATOR – (autoscatto)
Riflettendoci può darsi che le good vibrations abbiano origine dalla serata di venerdì passata con Picca. Mi ero preso la giornata di ferie, dovevo e volevo smaltire i postumi di una simil-influenza che mi portavo dietro da giorni, ma nel breve giro di un paio di sms io e Stefanino Piccagliani siamo riusciti ad organizzare un cine-giappo serale e a seguire seminario di rock con visione di divudi alla domus saurea.
Uscire con Picca è sempre un balsamo per l’animo, le affinità elettive e musicali sono così rotonde, ben delineate e potenti da farmi sentire meno solo in questo buio universo. Le sue ormai leggendarie teorie, i suoi punti di vista, l’eloquio fluente, l’inarrestabile verve creativa, il suo intercalare usato per rivolgersi a te (“Capisci, vecchio“)…confrontarmi con Picca è uno degli apogei della mia vita.
Picca (a sinistra) e Tim (a destra) parlano di musica rock
Tra i divudi visti ELP al KORAKUEN STADIUM di TOKYO il 22 luglio del 1972…
…gli EAGLES live al SUMMIT di HOUSTON il 6 novembre 1976…
…ETTA JAMES dal vivo al MONTREUX JAZZ FESTIVAL nel 1975 (con JOHN PAUL JONES al basso) e nel 1977 (con RICK WAKEMAN alle tastiere).
Primo pomeriggio di domenica, guardo fuori dalla finestra mentre mi bevo un caffè corretto sambuca, le previsioni danno neve per stanotte, mi godo il calduccio della stufa e torno alla mia musica…
RAINBOW “Long Live Rock And Roll” (Polydor 1978 -Deluxe Edition 2012)
CD1 -Long Live Rock And Roll (original album) – TTTT
CD2 – Bonus tracks – TTT
CONFEZIONE: TTT½
LLRNR fu il primo disco dei RAINBOW che acquistai, album a cui rimango legato a tutt’oggi. Nemmeno vent’anni e mi arriva in mano questo hard rock elegante, epico, impeccabile… BLACKMORE, POWELL, DIO: c’era poco di meglio allora nel campo dell’heavy rock. Anche un amante del rock duro più stradaiolo e bluesy come me finiva per lasciarsi irretire da questa potentissima macchina che roccava e rollava ai cento all’ora. LADY OF THE LAKE, LA CONNECTIONS, GATES OF BABYLON, KILL THE KING, SENSITIVE TO LIGHT, RAINBOW EYES…ah.
Oltre all’album originale rimasterizzato per l’occasione, questa deluxe edition contiene un secondo cd con alcune bonus tracks. Le prime otto si riferiscono ai missaggi provvisori e contengono quindi tracce di tastiere e basso diverse dagli originali; ci sono poi un paio di spezzoni tratti dalle prove che fece la band agli studi di Shepperton e infine la testimonianza della loro partecipazione al DON KIRSHNER’SROCK CONCERT del 1978. La qualità audio di questi due ultimi “capitoli” non è perfetta.
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