PAUL RODGERS Huffington Post interview – 27 sept 2014

27 Set

Nuova intervista a PAUL RODGERS sull’Huffington Post (versione americana) di oggi.  Nessuna rivelazione particolare, ma è sempre un piacere sentirlo parlare di FREE, BAD COMPANY e FIRM.

http://www.huffingtonpost.com/binky-philips/interview-paul-rodgers-fr_b_5888186.html?utm_hp_ref=entertainment&ir=Entertainment

Paul Rodgers

Paul Rodgers

INTERVALLO: The Trews “In The Morning”

27 Set

THE TREWS, rock group from Antigonish, Nova Scotia, Canada. IN THE MORNING is a song from their new album THE TREWS.

Colin MacDonald – vocals

John-Angus MacDonald – guitar

Jack Syperek – bass

Sean Dalton – drums

Serena Ryder – guest on vocals

“In The Morning”
(feat. Serena Ryder)

We have to keep believing
It’s gonna be ok
Cause if we don’t we’re lost
Maybe we’re lost anyway
I want to lift you up
I want to make it great
I want to be the boat that carries you across the lakeYou push everyone away
But you don’t want to be alone
You still don’t know what you want
But you have to let that go
And trust that the sun will rise
In the morningI want to get too close
I want to be right there
It might all mean nothing
But I think that we’re getting somewhereYou push everyone away
But you don’t want to be alone
You still don’t know what you want
But you have to let that go
And trust that the sun will rise
In the morningWe have to keep believing
It’s gonna be ok
Cause if we don’t we’re lost
Maybe we’re lost anywayAt the end of the day
You don’t want to be alone
You still don’t know what you want
But you have to let that go
And trust that the sun will rise
In the morning
In the morning

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Antigonish, Nova Scotia, Canada

Antigonish, Nova Scotia, Canada

Antigonish, Nova Scotia, Canada

Antigonish, Nova Scotia, Canada

 

Main Street, Antigonish, Nova Scotia, Canada

Main Street, Antigonish, Nova Scotia, Canada

Aiuto! Non mi piace più la musica! (The Pike Boy Blues) di Picca

26 Set

Il Pike Boy, il nostro Pike Boy, esagero…il mio Pike Boy. Quante volte ci siamo confessati quello che scrive qui sotto, certo …  malinconie di uomini di blues ormai al tramonto, ma se non altro oneste e sincere. Io come lui, ammetto e accetto senza tante storie, i fiotti di de-energia che ci spingono verso questi pensieri, anche io come lui ricompro dischi della mia gioventù solo per risentire il flebile eco dell’energia cosmica provata al primo ascolto . Ladies & Gentlemen, please welcome from Mutina, Emilia Romagna, Polydor recording artist, Steven Pike …

Ascolto l’ultimo Tom Petty dopo averlo acquistato. Alla fine del disco abbozzo una prima recensione: ‘Disco di merda’. Previsioni sul futuro del cd: ‘Non lo ascolterò mai più’. Chiuso. Stop. Kaputt. Dovendo salvare qualcosa direi un assolo di Campbell in una canzone che non ricordo. Il cd finisce in una pila sulla libreria e, nella mia cosmogonia rock, muore. Dopo un paio di giorni metto nel lettore Let Me Up (I’ve Had Enough) sempre di Petty, a detta di molti (compreso Tom)  un disco di merda. Ahhh quanti ricordi, che bei suoni, che batterista capace (l’attuale Steve Ferrone mi fa cagare), che belle aperture melodiche (attacco di nostalgia dolorosa)…Tra Hypnotic Eye e Let Me Up c’è una sola differenza artistica: all’uscita di Let Me Up avevo 23 anni, mi tirava il pisello, cazzeggiavo allegramente con gli amici, mi divertivo e Let Me Up, assieme a tanti altri dischi belli o brutti, ha sottolineato quel periodo . All’uscita di Hypnotic eye (l’altro ieri) non mi tira più il pisello, cazzeggiare mi distrugge fisicamente e non mi diverto mai, anzi, ho soltanto preoccupazioni.

Tom petty let me Up

Cerco di individuare l’ultimo disco che ha vagamente inciso sulla mia vita e realizzo che è uscito nel 1991.  23 anni fa. Quindi sono 23 anni che ascolto cocciutamente musica in senso sostanzialmente nostalgico e retroattivo, ovvero nel tentativo di ricreare un’ atmosfera piacevole depositatasi tra le pieghe della mia poltiglia grigia o del mio scroto raggrinzito quando i Tempi erano godibili. Ad averlo saputo a 27 anni (1991) mi sarei sparato e mi chiedo cosa diavolo mi trattenga dallo spararmi in questo preciso momento (massì…i figli, le responsabilità eccetera). Poi mi rendo conto che, in compagnia di tanti altri miei coetanei, ho trascorso gli ultimi 23 anni a ricomprare sempre lo stesso disco, sotto forma di remaster o box set o deluxe o immersion (guarda caso il box Remasters degli Zep è del 90, l’industria ha captato il disagio generazionale di tutta una classe e annusato il business…). Quindi comprare ed ascoltare musica è diventato un mero esercizio di ‘riattivazione di neurotrasmettitori di godimento’ che sono disattivati ti più o meno dal 1991. Dopo: un cazzo.

Rock Is Dead

Quando perciò qualcuno mi chiede cosa pensi di un lavoro artistico o di una intera discografia di un artista post-1991, nella mia cabèza scattano due diversi tipi di risposta, una  distaccata o il più possibile oggettiva, da critico che recensisce ma non è emotivamente coinvolto (Jack White? Uhm…derivativo, interessante, bei suoni, non m’acchiappa ma meglio comunque di Miley Cyrus) e una personale, emotiva e, purtroppo, spesso scaturita da rancorosa cattiveria nei confronti di chi è giovane (Jack White? Ma che due palle, che vada a cagare lui e tutti ‘sti giornali che lo mettono in copertina! Non mi piace un cazzo, cazzo ci fa Jimmy Page con lui in un film? Valà Jack White, ne deve mangiare di crostini…vado a casa ad ascoltarmi la 75ma ristampa di Fillmore East degli Allman, altro che Jack White di merda). Oggettivamente non posso recensire Jack White che conosco poco, ma soggettivamente immagino che Jack White abbia poche chance di entrare nelle mie grazie a meno che io non riesca, in qualche modo, a legarlo a qualcosa di personalmente piacevole, una missione, direi, ormai impossibile.

jimmypage-jack white

Esce un CSN&Y 3 cd live 1974? Non mi piace, non lo ascolto. Sono sempre i miei adorati CSN&Y ma in questo momento non ho 17 anni quindi sento solo 4 sfigati arrochiti che stonano e non vanno a tempo.

CSNY 1974

A questo punto mi rimane il continuo e indefesso revival auditivo, il milionesimo ascolto di Led Zep III, il miliardesimo di Deja Vu, il fantastiliardesimo di Revolver eccetera, tra l’altro dischi precedenti ai ‘miei anni’, ai quali mi sono affezionato per quella che io chiamo ‘nostalgia di un tempo che non ho vissuto’, nostalgia presa in prestito dai più grandi. Il problema è che, passando il maledetto tempo, le nostalgie scatenate dal reiterato e ossessivo ascolto di suddetti dischi da piacevoli si sono tramutate in dolorosissime, con picchi pericolosi di disperazione (ormai piango anche ascoltando i Jackson 5). Ascoltare la musica è diventato un bel problema, cazzi miei. E che ora scatti il dibattito.

Stefano Piccagliani ©2014

Dark Lord benedici questo tuo discepolo che si è perso

Dark Lord benedici questo tuo discepolo che si è perso

JOHN BONHAM May 31/05/1948 – Sept 25/09/1980: still the greatest.

25 Set

May 31/05/1948 – Sept 25/09/1980

Still the greatest.
JOHN HENRY BONHAM, WE SALUTE YOU.

John-Bonham1

OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.11 – May 1988

25 Set

Fatico ogni volta a rileggere questi numeri, i miei interventi sono spesso sopra le righe e li trovo insopportabili, ma allora ero giovane e forse è questo che non reggo. Maggio 1988 dunque, il mio amico francese CHRISTINA PERUZZA, autore della fanzine IN THE MOOD, recensisce il concerto di Londra del 17 aprile di PLANT in cui partecipò JIMMY PAGE (suonando bene) in tre pezzi, nelle News un breve accenno al concerto dei LZ per il 40esimo anniversario della Atlantic del 13 maggio (dove PAGE suonò male). Recensisco poi NOW AND ZEN e il disco dei MISSION prodotto da JONES. BILLY FLETCHER, ledhead extraordinaire from Scotland, ci parla del concerto di ROBERT PLANT alla Leicester University, STEVE JONES, altro fan britannico molto conosciuto, si lascia andare alle sue Seventies Memories, SHARON THOMAS continua il racconto del suo viaggio in Inghilterra e LORI BOSWELL ci tiene al corrente di ciò che succede a Chicago. Ancora, stralci da varie interviste a RP, una articolino sulla Abbazia di Thelema scritto da una fan siciliana, e un ode al nuovo atteggiamento di RP. Ah, quando ancora “confidavo” in Robert! La playlist dello staff non è niente male, peccato per la macchia dei REM al nono posto…sono una band che proprio mi infastidisce. In copertina una foto curiosa di JIMMY PAGE scattata a Pistoia nel luglio del 1984 dal grande LUCIANO VITI.

PDF:

OH JIMMY N11 016

OH JIMMY N11

INTERVALLO: Armageddon “Silver Tightrope” 1975

24 Set

From the album “Armageddon” – A&M Records, 1975
(Usa Billboard Top 200: 151°)

Keith Relf – vocals
Martin Pugh – guitar
Bobby Caldwell – drums
Louis Cennamo – bass

KEITH RELF era naturalmente l’ex cantante degli YARDBIRDS. Segnalo inoltre le collaborazione di Bobby Caldwell tra il 1971 e il 1974 con RICK DERRINGER e JOHNNY WINTER.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

I close my eyes to worldly skies
I leave behind the day
And deep within me, I shall begin
To chase my thoughts away
As loved ones hold me to their sides
Their strength flows into me
To cast me out of sorrow’s blindness
Into eternity

I thought I heard them softly calling
The voices of the spheres
As light years flash forever falling
Away from waking fears
I reach out, try to touch the passing
Of beings bathed in light
But they just smile, their eyes not asking
To see beyond their sight

Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope

I thought I saw the candle-bearers
On their way to the beyond
Beckon to me from the future
To come and join the throng
I stepped upon the silver tightrope
Balancing beliefs
And wings unfurling with a new hope
I left behind my griefs

Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope

Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope

Armageddon - Armageddon - Front (1) Armageddon band

Armageddon - Armageddon - Back

LED ZEPPELIN III Super Deluxe Editon (Swan Song 2014 – 96 euro)

23 Set

ITALIAN/ENGLISH

Arrivo  a parlare di questa deluxe edition con molto ritardo, ma la delusione ricevuta dal contenuto di scarso valore dei bonus disc, o companion come li chiama JIMMY “POIGE”, ha avuto il suo peso. Quelli del IV e di HOTH in arrivo ad ottobre poi sono al limite della comicità, ma poi ho pensato che questo passo falso di PAGE non deve comprometter il mio amore per album di un valore incalcolabile, non deve intaccare il flusso di linfa che ancora quei solchi trasmettono al mio animo.

Zep3Box

ORIGINAL ALBUM – LZ FAN: TTTTT+

ORIGINAL ALBUM – CASUAL FAN: TTTTT

 BONUS DISC – LZ FAN: TTT

BONUS DISC – CASUAL FAN: TT

PACKAGING: TTTTT

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Disc 1: Original album (released as Atlantic 2401002 (U.K.)/SD-7201 (U.S.), 1970)

  1. Immigrant Song
  2. Friends
  3. Celebration Day
  4. Since I’ve Been Loving You
  5. Out on the Tiles
  6. Gallows Pole
  7. Tangerine
  8. That’s the Way
  9. Bron-Y-Aur Stomp
  10. Hats Off to (Roy) Harper

Tempo fa, dopo aver riascoltato il terzo per la milionesima volta, Picca mi scrisse:

PICCA “Led Zep III è il disco di una band che non ha più paura di niente. Avrebbero potuto ripetere la formula vincente del II ed allinearsi alle miriadi di gruppi hard and heavy che spuntavano sul globo come funghi dopo un acquazzone, ma a Jimmy & friends le cose facili non sono mai piaciute. E’ un disco imperfetto ma lì sta il suo fascino. Inoltre è un disco intellettuale, nel senso che c’è molto di più di ciò che si sente e immagino sia servito a milioni di teen-agers in balìa del Dirigibile per conoscere altra musica, fornendo coordinate fantastiche per retrocedere fino al blues del Delta o al folk britannico, flirtare con sonorità orientali, avvicinarsi a songwriters di Laurel Canyon e prendere in prestito in biblioteca libri sulla storia dei vichinghi o trattati sul folklore . Tutte cose di cui nei dischi di colleghi come Sabbath o Deep Purple non vi è traccia.”

Ecco come sintetizzare in poche righe il succo del discorso relativo a questo disco.  IMMIGRANT SONG, CELEBRATION DAY e OUT IN THE TILES provvedono alla necessaria dose di piombo zeppelin ma è forse il resto a risaltare maggiormente per la sua particolarità. Con FRIENDS si intuisce già al secondo pezzo che i LZ sono di una altra pasta, chitarre acustiche in accordatura aperta e spinte che stanno tra l’oriente e il nord Africa, con SIBLY si batte il sentiero del blues, ma quello meno canonico, certo, è un blues lento in minore ma vuoi mettere la ricchezza di accordi e dell’arrangiamento? Dal vivo diventerà (tra la fine del 1972 e il 1973) un capolavoro che assurgerà definitivamente nell’empireo dell’energia cosmica nella versione di New York luglio 1973. GALLOWS POLE è un traditional vecchio di secoli, probabilmente scritto intorno al 1600 da qualche parte in Europa e giunto chissà come in Britannia. Il titolo in origine (per quanto riguarda la lingua inglese) era THE MAID FREED FROM THE GALLOWS, ma la storia contenuta nella canzone ha risuonato in parecchie parti d’Europa prima di essere cantata nella lingua dei britanni: Germania, Svezia, Finlandia, Lituania, Ungheria e persino Italia. La canzone popolare CECILIA infatti parla di una donna che si offre ad un capitano affinché non impicchi suo marito Peppino. Cecilia va a letto col capitano quindi ma la mattina si affaccia alla finestra e vede il suo uomo comunque impiccato. La prima versione ad essere registrata fu quella del bluesman  Pancia di Piombo, LEADBELLY insomma, nel 1939, a cui ne seguirono altre in campo folk fino a che non giunse quella definitiva dei LZ.

TANGERINE è un quadretto acustico che proviene dai tempi di PAGE con gli YARBIRDS …

THAT’S THE WAY e BRON-Y-AUR STOMP provengono dalla vacanza che PAGE & PLANT fecero in un “piccolo e derelitto cottage” nella Snowdonia, in Galles, vacanza che permise loro di smaltire la sbornia metallica dei primi due dischi e tour e di arricchire il terzo album con parecchie suggestioni acustiche, appunto.  THAT’S THE WAY in particolare è di una bellezza immacolata.

Chiude il disco HATS OFF TO (ROY) HARPER, un siparietto arrangiato da “Charles Obscure”  (pseudonimo dato da Robert a Jimmy), basato su parecchi riferimenti di vecchi blues e registrato facendo il verso al sound tenebroso delle prime registrazioni dell’epopea blues.. Avessero incluso HEY HEY WHAT CAN I DO (B side del singolo  IMMIGRANT SONG) invece di HOTRH il terzo album dei LZ sarebbe stato perfetto.

LZ III companion disc

Disc 2: Companion audio disc (previously unreleased)

  1. Immigrant Song (Outtake)
  2. Friends (Outtake)
  3. Celebration Day (Outtake)
  4. Since I’ve Been Loving You (Outtake)
  5. Bathroom Sound (Instrumental Version of “Out on the Tiles”)
  6. Gallows Pole (Outtake)
  7. That’s the Way (Outtake)
  8. Jennings Farm Blues (Instrumental Version of “Bron-Y-Aur Stomp”)
  9. Keys to the Highway/Trouble in Mind

Su OUTSIDER di giugno scrissi che (dopo aver ascoltato velocemente il bonus disc negli uffici della WARNER a Milano):

“Le unreleased version sono già più interessanti, ma nella maggioranza dei casi rimangono piuttosto simili alle versioni poi pubblicate. FRIENDS è meno a fuoco, CELEBRATION DAY ha l’assolo di chitarra quasi identico. BATHROOM SOUND è una versione strumentale di OUT ON THE TILE e si distingue per il suonaccio della chitarra. GALLOWS POLE rispetto all’originale è meno ricca e meno dinamica, THAT’S THE WAY ha in sottofondo il mandolino (e forse un’altra chitarra) confuse e indecifrabili. SINCE I’VE BEEN LOVING YOU è la più pregevole, versione alternativa in senso letterale. Chitarra diversa, cantato diverso, testo diverso. Intendiamoci, niente che superi l’originale, il tutto è ancora una volta meno a fuoco, ma ascoltare un’outtake come si deve di uno dei migliori episodi di blues bianco mai incisi è pur sempre un’emozione.

In generale sono versioni che ci lasciano intuire il percorso fatto per arrivare poi alle gemme che tutti conosciamo.

JENNINGS FARM BLUES (dal nome della fattoria comprata all’epoca da Plant) è la versione elettrica e strumentale di quella che diventerà poi BRON YR AUR STOMP. Il pezzo è disponibile da tempo immemorabile su bootleg.

KEYS TO THE HIGHWAY/TROUBLE IN MIND è l’inedito vero e proprio. Dal colore e dall’atmosfera s’intuisce senza nessuna difficoltà che il pezzo proviene dalle session acustiche che hanno portato a HATS OFF TO (ROY) HARPER. Robert, con la voce effettata, biascica frasi blues su accompagnamento di chitarra acustica, alternando interventi con l’armonica. A tratti il tutto sembra un po’ scolastico. Rimane ad ogni modo un quadretto carino di Page and Plant che in studio strimpellano del country blues.”

Anche dopo ascolti più attenti condivido più o meno quanto scrissi. Aggiungo solo che THAT’S THE WAY è presentata nella sua tonalità originale, il sol, (mentre quella ufficiale fu abbassata di mezzo tono usando il meccanismo del pitch per renderla più appoggiata), e con quello che dovrebbe essere un dulcimer.

(broken) ENGLISH

Disc 1: Original album (released as Atlantic 2401002 (U.K.)/SD-7201 (U.S.), 1970)

I talk about this deluxe edition now and I’m very late, but the disappointment about the content of the bonus discs, or companion as JIMMY “POIGE” calls them, was a drag. Those of IV and HOTH arriving in October are almost comical, but then I thought that this misstep by PAGE must not jeopardize my love for albums of incalculable value, it must not affect the flow of sap those records bring to my soul.

Some time ago, after having listened to the third for the millionth time, my friend PICCA (aka the Pike boy) wrote to me this:

PICCA “Led Zep III is the album of a band that is not afraid of anything. They could repeat the winning formula of II and align the myriad groups of hard and heavy on the globe that sprouted like mushrooms after a downpour, but Jimmy & friends have never liked easy things. It’s a imperfect record but there lies its charm. Moreover, it is an intellectual album, in the sense that there is much more of what you hear and I guess it served to millions of teen-agers at the mercy of the airship to get to know other music, providing fantastic coordinate to move back up to the Delta blues or United Kingdom folk , flirting with oriental sounds, gettingclos to Laurel Canyon songwriters and borrow library books on the history of the Vikings or dealt in on folklore. All things mentioned in the records of colleagues as Sabbath or Deep Purple there is no trace. “

How to summarize in a few lines the gist on this disc. IMMIGRANT SONG, CELEBRATION DAY OUT ON THE TILES  ensure the necessary dose of lead zeppelin but perhaps is the rest to stand out more for its peculiarity. With FRIENDS you realized already by the second track that LZ are made of another different stuff, acoustic guitars in open tunings and spurs that lie between the eastern and the north of Africa, with Sibly you strike the trail of the blues, but the one that is less canonical, sure ,it  is a slow blues in minor but what about the wealth of chords andarrangements? In the live situation it become (between the end of 1972 and 1973), a masterpiece that will ascend definitely  at the empyrean of cosmic energy in the version playet in New York in July 1973.

GALLOWS POLE is a century old traditional, probably written around 1600 somewhere in Europe and who knows how it reached the British shores. The title originally (as far as the English language) was THE MAID FREED FROM THE GALLOWS, but the story in the song resonated in several parts of Europe before being sung in the language of the Britons: Germany, Sweden, Finland, Lithuania , Hungary and even Italy. The popular song CECILIA infact talks about a woman who offers herself to a captain just to save her husband Peppino from the gallows pole. Cecilia get laid with the captain but in the morning she look at the window at the window and sees her man hanged anyway. The first version to be recorded was that of bluesman LEADBELLY in 1939, which was followed by others in the field of folk music until it reached the the ultimate version with the LZ one.

TANGERINE is a little lovely picture that comes from the time of PAGE with YARBIRDS …

THAT’S THE WAY and BRON-Y-AUR STOMP come from the holiday PAGE & PLANT took in a “small and derelict cottage” in Snowdonia, Wales, holiday that allowed them to sober up metal of the first two albums and tour and enrich the third album with acoustic fascination, in fact. THAT’S THE WAY in particular is an immaculate beauty.

HATS OFF TO (ROY) HARPER closes the album, a little backcloth arranged by “Charles Obscure” (nickname given by Robert to Jimmy), based on several references to old blues and recorded mimicking the sound of the first recordings of the epic dark blues era.  Had included HEY HEY WHAT CAN I DO (B side of the single IMMIGRANT SONG) insteda of HOTRH the third album of the LZ would be just perfect.

Disc 2: Companion audio disc (previously unreleased)

On the june issue of OUTSIDER  I wrote that (after a quick listen to the bonus disc in the WARNERMUSIC GROPU headquarter in Milan):

“The unreleased version are more interesting than the backing tracks of LZ II, but in most cases are quite similar to the official versions published. FRIENDS is less focused, CELEBRATION DAY has the guitar solo almost identical. BATHROOM SOUND is an instrumental version of OUT ON THE TILE . GALLOWS POLE is less rich than the original , THAT’S THE WAY in the background has the mandolin (and maybe another guitar) confusing and indecipherable. SINCE I’VE BEEN LOVING YOU is maybe the most valuable, it’s an alternate take in the literal sense. Different guitar, different vocals, different lyrics. Mind you, nothing that exceeds the original, everything is once again oit of focus, but to listen to an outtake of one of the best episodes of white blues is always a thrill.

JENNINGS FARM BLUES (from the name of the farm at the time bought by Plant) is the electric instrumental version of what will become BRON YR AUR STOMP. The piece is available on bootleg from time immemorial.

KEYS TO THE HIGHWAY / TROUBLE IN MIND is the only real inedit. From the color and atmosphere you sense without any difficulty that the piece comes from the acoustic session that led to HATS OFF TO (ROY) HARPER. Robert, his voice with effects, mumbles blues phrases  over an acoustic guitar accompaniment, alternating action with the harmonica. At times the guitar parts seems a bit scholastic. It remains however a cute picture of Page and Plant in the studio strumming country blues. “

Even after more attentive listenings, more or less agree with what I wrote. I add only that THAT’S THE WAY is presented in its original key, G, (while the official was lowered to half-tone using the mechanism of the pitch to make it more leaning), and with what should be a dulcimer.

 

JEFF BECK “Feed Beck” – Detroit/Milwaukee/St. Louis 1975 (Bootleg – EVSD 2014)

22 Set

ITALIAN/ENGLISH

TITLE: Jeff Beck “Feed Beck” – Detroit may 9th 1975/Milwaukee 10th may 1975/ St. Louis may 11th 1975

LABEL: Empress Valley Supreme Discs 2014

TYPE: Soundboard

SOUND QUALITY: TTTT½

PERFORMANCE: TTTT

ARTWORK: TTT½

PACKAGING: TTT½

BAND MOOD: TTT½

COLLECTION JB FAN: TTT

COLLECTION CASUAL FAN: TTTT

JEFF BECK Feed Back live 1975 EVSD  005

JEFF BECK Feed Back live 1975 EVSD  006

Personnel: Jeff Beck (g), Wilber Bascomb (b), Bernard Purdie (ds), Max Middleton (key)

JEFF BECK Feed Back live 1975 EVSD  007

Fino al 1980 JEFF BECK è stato uno che ha flirtato spesso con la TOP 20 americana, risultati assai lusinghiere per uno che faceva un genere non certo appetibile a tutti. Nel 1975 poi toccò il vertice con BLOW BY BLOW, album tutto strumentale, arrivando alla 4° posto della BILLBOARD TOP 200. Il bootleg di cui parliamo oggi è preso da quella tournée intrapresa insieme al grande BERNARD PURDIE (vi ricordate il BERNARD PURDIE shuffle di cui abbiamo parlato anche qui sul blog? Quello a cui JOHN BONHAM si ispirò per FOOL IN THE RAIN?) e al fidato MAX MIDDLETON al piano. Io ho un debole per MIDDLETON e sentirlo insieme a JEFF BECK mi incendia sempre l’animo.

Questa della Empress Valley è la ristampa di tre soundboard presenti già tempo sul mercato e pubblicati sotto forma di bootleg più volte. Sono tre date consecutive dello stesso tour, chiaro che le performance e le scalette finiscono per essere molto simili, se non identiche e si differenziano dunque solo per piccole curiosità, come quella presente nel secondo concerto dove BECK e il batterista sbagliano ad affrontare SUPERSTITION (la velocità è folle), così BECK si ferma e ricomincia.

In tutti e tre i concerti DEFINITELY MAYBE è attaccata a FREEWAY JAM, la copertina  li riporta invece come due pezzi staccati, sbagliando la numerazione delle tracce. Nel terzo CD c’è un errore in più visto che la traccia 10 è dedicata all’accordatura. Un lavoro dunque non all’altezza della EMPRESS VALLEY, nessuno che si sia preso la briga di ascoltare e controllare la indicizzazione.

Tra i miei momenti preferiti, la versione di JEFF BECK di SHE’S A WOMAN dei BEATLES …

FILE AUDIO: SHE’S A WOMAN (St.Louis may 11th 1975)

una spiritata SUPERSTITION …

FILE AUDIO: SUPERSTITION (St.Louis may 11th 1975)

la classicissima ‘CAUSE WE’VE ENDED AS LOVERS…

FILE AUDIO: ‘CAUSE WE’VE ENDED AS LOVERS (St.Louis may 11th 1975)

e la versione strumentale di GOT THE FEELING (cavallo di battaglia del JEFF BECK GROUP 2)  uno dei pezzi che preferisco di questo tour …

FILE AUDIO: GOT THE FEELING (St.Louis may 11th 1975)

Un buon bootleg dunque che fa bene al causal fan.

 

(Broken) ENGLISH

Until 1980 JEFF BECK has been one that has often flirted with the Top 20 American chart and it’s a very flattering thing for someone who was doing a kind of music certainly not that easy. In 1975, then he touched the summit with BLOW BY BLOW,an all instrumental album, reaching the 4th position of the BILLBOARD TOP 200chart. The bootleg we’re talking about today is taken from that tour undertaken together with the great Bernard Purdie (remember the Bernard Purdie shuffle we’ve talked about here on the blog? He inspired JOHN BONHAM for FOOL iN tHE RAIN) and the trusted MAX MIDDLETON . I have a soft spot for MIDDLETON and when he is with JEFF BECK they always set my sould on fire.

FEED BECK is a Empress Valley reissue of three soundboards already on the market and published in the form of bootleg several times. They are three dates in a row of the same tour, it’s clear that the performances and the set lists end up being very similar, if not identical and differ therefore only with small curiosities, such as the one in the second concert where BECK and the drummer attack SUPERSTITION with the wong (insane) speed so BECK stops and starts again.

In all the three concerts DEFINITELY MAYBE is attached to FREEWAY JAM, the cover has them instead as two separate songs , so  the track numbers in not correct. In the third CD there is another mistake:  track 10 is dedicated to the tuning and not to a song, so the set list is a mess . This work therefore is not up to the EMPRESS VALLEY, no one who has taken the trouble to listen and control the indexing.

Among my favorite moments, the JEFF BECK version of BEATLES SHE’S A WOMAN …

AUDIO FILE: SHE’S A WOMAN (St.Louis may 11th 1975)

a spirited SUPERSTITION …

AUDIO FILE: SUPERSTITION (St.Louis may 11th 1975)

the most classic ‘CAUSE WE’VE ENDED AS LOVERS …

AUDIO FILE: ‘CAUSE WE’VE ENDED AS LOVERS (St.Louis may 11th 1975)

and the instrumental version of GOT THE FEELING (from the JEFF BECK GROUP 2) one of my favorite piece of this tour …

AUDIO FILE: GOT THE FEELING (St.Louis may 11th 1975)

A nice bootleg then, good for the causal fan.

 

INTERVALLO: Led Zeppelin Stairway to Heaven ◊ Seattle, Kingdome, 17/07/1977 ◊ 4 source mix HD

21 Set

Tour americano del 1977, la first leg dal 3 al 30 aprile, la second dal  18 maggio al 27 giugno, la terza prevista dal 17 luglio fino ad agosto ma interrotta dopo la quarta data a causa della morte improvvisa di KARAC, figlio di Plant. Ad ogni modo tra la seconda e la terza parte il gruppo si prende circa tre settimane di vacanza, il tour è un successo stratosferico  ovunque, ma Page è chitarristicamente fuori controllo, l’atmosfera sulla e nella band è pesante e carica di violenza e la pressione ormai insostenibile. Invece di ripresentarsi riposato, in forma e con lo spirito migliorato il gruppo sale sul palco del SEATTLE Kingdome con l’animo fiacco e sfilacciato producendosi in una esibizione non certo memorabile. Naturalmente della data esiste da sempre la registrazione  soundboard audio e il video pro shot! Non un gran concerto dunque, ma vista l’ esistenza del filmato è un must per i fan dei LZ.

Qualche settimana fa è comparso su youtube il clip di STAIRWAY TO HEAVEN in sincrono con un audio preso da più fonti, il risultato non è niente male, e se non altro è un modo per rendersi conto di come doveva essere vedere i LZ nel 1977. Grazie a Randy Butternubs, dunque.

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American tour of 1977, the first leg from April 3 to 30, the second leg from 18 May to 27 June, the third leg scheduled from July 17 until August but stopped after the fourth date because of the sudden death of the son of Plant, KARAC. Anyway, between the second and the third legs the group took about three weeks of vacation, the tour was a stratospheric success everywhere, but Page is out of control guitarwise, and the atmosphere in the band is heavy and full of violence and the pressure is untenable. Instead of recur rested, fit and improved in the spirit,  the group went onstaat SEATTLE Kingdome with the soul weak and frayed, producing a performance certainly not memorable. Of course there’s full soundboard audio and pro shot video! Not a great show then, but given the ‘existence of the footage is a must for the fans of the LZ.

A few weeks ago clip of STAIRWAY TO HEAVEN appeared on the youtube,  in sync with audio taken from multiple sources, the result is not bad at all, and if nothing else it is a way to realize what it was like to see the LZ in 1977. Many thanks to Randy Butternubs, then.

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The Kingdome (officially King County Multipurpose Domed Stadium) – Seattle

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The Kingdome (officially King County Multipurpose Domed Stadium)-Seattle

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Il SEATTLE Kingdome poco prima della demolizione avvenuta nel 2000

Il SEATTLE Kingdome poco prima della demolizione avvenuta nel 2000

Bassepressioni di settembre

20 Set

Basse pressioni di settembre  nel mio animo blues, cerco di aggirarle con piccoli stratagemmi e con i consueti “impicci”(©Polbi).

Martedì sera torno a casa, la groupie sta per mettersi ai fornelli, le dico di cambiarsi perché voglio portarla fuori, al BUONTEMPONE, uno dei miei ristoranti preferiti di Regium. Non siamo nemmeno andati in ferie, una cena come si deve ce la meritiamo, e vaffanculo alla crisi. La groupie si dà al pesce, io ai tortelloni di zucca e un filetto di manzo irlandese che è una poesia per il palato. Sì, lo so, bisognerebbe essere politically correct e scrivere che avrei voluto mangiato verdure, ma questo è un blog schietto e sincero a cui la carne piace e pazienza.. Il buontempone è pieno, aspettiamo 40 minuti prima di sederci, ma ne vale la pena, ottimo cibo, gentilezza e cortesia. E’ così che si fa.

Mercoledì mattina in giro per Mutina, prima dal commercialista, poi al policlinico per una prenotazione per Brian, poi da un secondo commercialista. Come sempre mentre mi avvio verso quest’ultimo do uno sguardo all’edificio alla mia destra chiuso da un grande cancello, la STAZIONE SPERIMENTALE AGRICOLA, testimone di un passato ricco e illuminato della mia città. Guardarla lì in totale abbandono, chiusa ormai da 8 otto anni, ferisce l’animo. Mia bella Emilia, dove sei finita, ritorna che qui abbiamo tanto bisogno di te.

Stazione Agricola Sperimentale Modena - foto di TT

Stazione Agricola Sperimentale Modena – foto di TT

Finisco prima del previsto, Brian è al momento con Monica, una bravissima badante peruviana che sostituisce per 10 giorni la signora che ci dà una mano. Quasi quasi mi fermo a mangiare qualcosa prima di andare da lui. Non ho voglia di farmi un panino da Chen il cinese, così mi fermo nel primo ristorante che trovo in zona. Ristorante pizzeria Il Puffo.  Sono il primo avventore, ordino una margherita e una birra piccola. Mentre aspetto penso a RICK DERRINGER e alla JAMES GANG, due nomi che ascolto spesso in questo periodo. Mi perdo poi in riflessioni esistenziali. Il cielo è nuvoloso, l’estate sembra aver evitato l’Emilia quest’anno. Sento che inizio a sprofondare nel blues. Chiamo la groupie,  faccio un po’ il nessi con la speranza di risollevarmi; non fa in tempo a dirmi“Ciao” che io esordisco con “C’è l’avtunno!” (con la vu), lo faccio con un accento emiliano un po’ sciocco. La groupie ride di gusto.

Lunch blues at Il Puffo - Foto T

Lunch blues at Il Puffo – Foto T

Appoggio il cellulino sul tavolo. Leggo quello che c’è scritto nel pannello vicino a me, sintassi spicciola; mi soffermo su quei due puntini di sospensione dopo la virgola, mah!

Pannello sintassi spicciola - foto di TT

Pannello sintassi spicciola – foto di TT

Torno ai miei pensieri pieni di blues. Arrivano altri avventori: idraulici, ragionieri, muratori. Incrocio più volte lo sguardo con la ragazza negra che fa le pulizie. Di fianco a me vengono a sedersi quattro veneti, accento stretto e corporatura che è almeno il doppio di quella dello smilzo di Nonantola. Perdo il filo del blues…mi alzo, pago, e vado da Brian.

Mentre più tardi torno in ufficio mi ascolto il RICK DERRINGER di TEND THE FIRE …

Rick Derringer tend the fire

e MIAMI della JAMES GANG con TOMMY BOLIN. Non ricordavo che HOLY MAN dei DEEP PURPLE dovesse così tanto a HEAD ABOVE THE WATER …

James gang Miami inside

Giovedì sera, prime prove dei THE EQUINOX, ovvero 4/5 della CATTIVA COMPAGNIA che si dedicano ai LZ. Nel 2007 avevamo interrotto il tributo, ma Saura, Lele e Pol son tornati alla carica e mi hanno convinto, beh più o meno. Io non amo le tribute band, ma (cercare di) suonare i LED ZEPPELIN mi mette in circolo linfa vitale. Puoi esserti preparato sufficientemente bene a casa, ma suonare certi pezzi in gruppo in saletta è tutta un’altra cosa. Alcuni brani non vengono male, altri hanno bisogno di prendere la forma definitiva. Quando la Les Paul romba e sputa piombo zeppelin tipo THE SONG REMAINS THE SAME (il brano) però ti senti proprio bene.

Venerdì Jaypee, ovvero the one and only JOHN PAUL CAPPI; è a Stonecity per lavoro. Mi chiama e mi offre il pranzo. E’ carino Jaypee. Andiamo al Negresco. E’ sempre piacevole e divertente il confronto con Mr Cappi, solo lui poi mi sta a sentire interessato mentre tesso le lodi della JAMES GANG di Dominic Troiano.

Jaypee al Negresco di Stonecity - foto T

Jaypee al Negresco di Stonecity – foto T

Sabato sera SINODO con quel che resta degli Illuminati Del Blues alla Festa Dell’Unità di Regium Lepidi. Consegno ai tre superstiti l’ultimo episodio de Gli Albi Di Tim Tirelli, EASY PROG Italian Version; mi sa che i sinodi finiscano qui. Sono solito difendere la festa dell’Unità ma c’è aria di smobilitazione, soprattutto culturale. Quella di Regium è sempre più povera e dedicata al commercio tout court, in massima parte cianfrusaglie. Un banchetto che vende LP e cd usati di una tristezza unica, il solito camperone col tipo che intorta i passanti convincendoli a sfidare la fortuna e a vincere premi di bassa qualità, la libreria piuttosto sciatta, il solito spiazzo dedicato a quella calamità che è la musica latino-america farlocca, spazio piuttosto frequentato dove la gente balla – seguendo chi dirige – al ritmo di un un obbrobio sonoro. Nessuno che intervenga? Nessuno a cui venga in mente di fare ballare al gente con la musica latino america autentica? Con il son di Cuba? Con Cd di musica vera e non quelle schifezze? Bel modo di “tirar su” le nuove generazioni.

Tim Easy Proh Italian version

Riff & Picca - foto TT

Riff & Picca – foto TT

Jaypee & Riff- foto TT

Jaypee & Riff- foto TT

Alla festa dell’Unità di Modena va un po’ meglio: molta gente, code di 30 metri davanti ai ristoranti, gigantografia di Berlinguer all’ingresso, libreria bella e fornita e frequentatissima. Ma anche qui sempre meno attenzione alla qualità della cultura, dei dibattiti, della musica. L’arena del lago è piena, suonano gli STADIO, io voglio bene a Gaetanone Curreri ma è musica piuttosto innocua, pochi sussulti, poche palpitazioni.

Possibile che il PD di Mutina non riesca a proporre qualcosa di, seppur “leggero”, più sostanzioso? Gruppi musicali che siano vivi, dibattiti politici vivaci, magari un dibattito sulla letteratura, sulla musica, uno stand come si deve dove si vendono LP, CD, DVD, Blu Ray, un’altro per i fumetti, uno dove si proietta un film, etc etc…non sono cose impossibili da attuare, da finanziare…non sto mica dicendo di chiamare i Pink Floyd! Perchè l’Emilia si sta spegnendo? Capisco che vent’anni di cavaliere nero abbiano spazzato via l’idea stessa di cultura, ma l’Emilia, gli emiliani e una grande parte di italiani ce l’hanno ancora dentro di loro, bisogna tirarla fuori, bisogna che la gente si riabitui al bello, in ogni campo.

Sconsolato cerco di fare la mia parte, ceno in un ristorante, evito gli stand del commercio più insulso, lascio qualche decina di euro nella libreria, mi fermo nel negozietto “politico”. Simpatica la maglietta con la scritta “Partigiano Reggiano”.

Nei campi intorno alla domus saurea hanno arato la terra, che ora riposerà sino al prossimo raccolto.

I campi arati intorno alla domus saurea - foto TT

I campi arati intorno alla domus saurea – foto TT

Deve anche essere atterrato un ufo in cortile, la mia invocazione par aver funzionato …

L'impronta dell'Ufo alla domus saurea - foto TT

L’impronta dell’Ufo alla domus saurea – foto TT

... portami via
voglio una stella che sia tutta mia
… vienimi a pigliare
voglio un pianeta su cui ricominciare

La groupie è sempre più persa per WAKEMAN e gli YES, alla deriva su di una zattera in balia degli oceani topografici. Cerco di scuoterla, le regalo una maglietta legata in qualche modo ad un suo vecchio amore, i QUEEN, apre il pacchetto, ride, e canta a voce alta:

Flash a-ah Savior of the Universe Flash a-ah He'll save every one of us

e poi fa la mossetta …

La groupie Mercury style - foto di TT

La groupie Mercury style – foto di TT

Freddie mercury Flash t shirt

Il blog torna a dare segnali di gran vitalità, sarà anche un caso, un fuoco di paglia, ma in questi ultimi giorni siamo vicini alle 600 visite quotidiane, risultato davvero ragguardevole; questa la top ten relativa alle visite divise per nazione:

Nazione Visualizzazioni
Flag ItalyItaly 1.999
Flag United StatesUnited States 314
Flag JapanJapan 96
Flag United KingdomUnited Kingdom 67
Flag FranceFrance 67
Flag GermanyGermany 60
Flag BrazilBrazil 28
Flag Russian FederationRussian Federation 27
Flag FinlandFinland 26
Flag CanadaCanada 24

Settembre è il mese più impegnativo dal punto di vista lavorativo, non bastava la gestione di Brian e la convalescenza di Dante, si è aggiunta anche la operazione della groupie al menisco. Partenza all’alba, arrivo a Sub Zara, disbrigo pratiche per accettazione in Day Surgery, attesa, operazione, attesa, ritorno nel posto in riva al mondo. Dodici ore in un ospedale sono parecchie, passeggio, leggo, tableteggio, assisto la groupie, mangio qualcosa, mi annoio, penso. Leggo cartelli astrusi; ma come è possibile usare linguaggi al limite della comprensione? Invece di scrivere “prego disinfettarsi le mani con l’apposito gel – come da direttiva sanitaria nazionale”, scrivono:  “Frizione alcolica delle mani” e “… antisepsi delle mani in ambito sanitario“, ma dio canta, siiv nurmèl? E’ già la terza volta che frequentiamo questo ospedale, odio criticare questo tipo di strutture, ma aveva ragione la Lucy (groupie’s mother) quando, ricoverata anch’essa per un’operazione al ginocchio, per fare la moderna disse, sbandando un po’ sulla sintassi, “questo è un ospedale del mio cazzo!”. 

L’approccio delle infermiere è un po’ troppo casuale, sembra che non sappiamo mai cosa fare. Al momento dell’accettazione di 10 persone da alloggiare per il Day Surgery, vanno in banana e impiegano due ore a fare quello che si sarebbe potuto fare in mezz’ora. Rimpiango il servizio sanitario emiliano mentre dileggio quello lombardo, ma poco lontano sento due donne meridionali apprezzare l’ospedale in cui siamo e parlar male di quello di Regium (“sono scortesi e maleducati”). Forse dipende anche da come vi ponete, bellezze!

Subzara Charade / Sciarade suzzaresi - foto di TT

Subzara Charade / Sciarade suzzaresi – foto di TT

Saura Salad Surgery, aka meniscus blues - photo TT

Saura Salad Surgery, aka meniscus blues – photo TT

Mentre vado e vengo da e per il posto in riva al mondo mi fermo a contemplare le basse pressioni settembrine, con strisce di nebbia sulle prime colline …

Basse pressioni di settembre - foto TT

Basse pressioni di settembre – foto TT

E’ comunque iniziata la vendemmia, questo già dal cinque di settembre, malgrado un’estate non ordinaria e dunque poco sole. Ricordo distintamente che tutti (!) gli anni passati a vendemmiare dal nonno, anni sessanta e settanta, non si iniziava prima del venti. Mi confronto sulla cosa con la Lucy, madre della goupie, memoria storica della campagna reggiana, anch’ella conferma la cosa. Le nuove tecnologie consentono di “tirar su” uva ancora non del tutta matura? Anche le vigne stanno cambiando? Mistero. C’è un agronomo tra i lettori del blog che possa intervenerire sull’argomento?

L'uva è pronta nella Regium countryside - foto TT

L’uva è pronta nella Regium countryside – foto TT

L’occasione è buona per riascoltare uno dei miei pezzi (e album) preferiti dei GENESIS …

La groupie dunque ha la gamba ramata, cammina con le stampelle, è una wonder woman (due ore dopo l’intervento era l’unica ad essere già in piedi giù dal letto), ma per questi trenta giorni sarà comunque menomata. Ciò significa che molte cose devo farle tutte io. Da una parte è un piacere, ricambiare almeno in parte tutto quello che di solito fa lei, dall’altra it makes my life ancora più a drag. L’altra mattina, non era ancora l’alba, sento che si alza, tud tud tud, cammina un po’ come il capitano Achab, poi sento Palmiro partire al galoppo dalla camera verso la cucina, quindi un frastuono assordante. Mi alzo di colpo, temo che la groupie sia caduta, ma no, semplicemente una marachella di PALMIR THE DESTROYER. Il simpatico gatto nero da qualche giorno ha una nuova mania: prende la rincorsa, salta sulla tavola e si diverte a scivolare su di essa. Peccato che in questa mattina di buon ora, sono le 5,40, sulla tavola ci fosse una bottiglia di lambrusco. Risultato: pavimento cosparso di cocci di vetro e vino, mobiletti e muro macchiati, io che in boxer e maglietta degli WHITESNAKE smadonno mentre pulisco, scopo, lavo, do il folletto.

Vita blues.