MATT CONFUSION “”Satori, Take Me Away” (autoproduzione 2014) – TTT¾

7 Ott

Ci sono viandanti che capitano sulle rive del bayou del blog quasi per caso, viandanti che sono diventati tali dopo aver smesso le vesti di di frontman di gruppi di alternative Rock e aver deciso di intraprendere un viaggio all’interno delle profondità siderali del proprio animo, finendo inevitabilmente per arrivare alle terre del blues, viandanti che si fermano qui un momento, valutano le proprie discendenza cajun, e poi magari ripartono, con l’intenzione di tornare prima o poi tra le ferme acque di questo blog.

 River_Mist_

Credo che Matt sia uno di questi, mi è molto piaciuto l’approccio con cui è approdato sulle nostre rive e il payoff che descrive un po’ il tutto: “a lo-fi solo guy, playing songs in the night”. Io sono uno di quelli che quando legge l’etichetta “lo-fi” (low fidelity per i meno esperti, “bassa fedeltà” insomma, un tipo di produzione musicale miserella non solo per mancanza di risorse ma anche per scelta ponderata) storce il naso, per me esiste solo il termine lofi, che qui a Mutina significa scadente. Storco il naso anche quando sento parlare di Rock alternativo, di jazz e di grunge. Non sono come il Polbi boy che va matto anche per Sonic Youth e Nirvana, non sono come quelli che si fanno belli mettendosi in bocca la parola Jazz, a me semmai piace il Jazz Rock, il Rock deve sempre esserci.

Ma quel “playing songs in the night” mi accomuna d’istinto a Matt Confusion (will be my epitaph) e una volta ascoltato il disco, lo posso già chiamare fratello. Certo, non so che ne pensa politicamente, che squadra tiene, se sia un illuminato o no, ma tra le pieghe delle sue canzoni trovo me stesso, e questo, al momento, mi basta.

Le note della cartella stampa dicono che :
“Satori, Take Me Away” è un disco bluesy di 8 canzoni in 32 minuti. E’ stato registrato e mixato in casa nell’arco di 8 mesi, costruendolo piano, sovraincisione dopo sovraincisione, mix dopo mix, spesso utilizzando oggetti comuni come strumenti musicali. Non c’è nessun sample, è tutto suonato davvero e ripreso.
Il disco è stato pesantemente influenzato dal suono del primo blues elettrico di etichette come la Chess Records così come da altri album, per esempio “Either/Or” di Elliott Smith, “Ram” di Paul McCartney e dagli echi lo-fi delle produzioni dub degli anni 70.
Il tono e il sound delle canzoni spazia dal folk acustico e sognante di “The Hope Waltz” e “Call”, al blues più sanguigno di “I’m a mess”, “Slackers”, “Natural Thing”, fino al mood più notturno di “For Real” e “Birthday Party”. La canzone folk tradizionale (e di autore ignoto) “St. James Infirmary” fa la sua comparsa in una veste un po’ più rock del solito.

Parlando del suo disco, Matt ad un certo punto mi dice:

“Si chiama “Satori, Take Me Away” e spero che a un uomo di blues come te piacerà. Non è proprio tutto tutto blues, però ne ha sicuramente lo spirito”.

E meno male gli dico, fosse un disco di blues in senso stretto mi annoierebbe a morte, qui il blues ci piace in senso lato, il senso stretto andava bene per demoni neri potentissimi come ROBERT JOHNSON, MUDDY WATERS, LEADBELLY e compagnia, oggi noi ragazzetti bianchi o che lo tingiamo con le sfumature della nostra anima o il blues non ha più senso di esistere.

Matt Confusion - Satori, Take Me Away - cover

Questo è un bel disco, potrei definirlo di blues pastello contemporaneo, obliquo e intenso come piace a noi. Prediligo i pezzi più riflessivi, più rarefatti, quelli melodicamente più curati come le bellissime THE HOPE WALTZ e CALL …

FILE AUDIO – MATT CONFUSION “The Hope Waltz”

FILE AUDIO – MATT CONFUSION “Call”

I’M A MESS ha l’inceder strumentale del talkin’ blues, SLACKERS è una sorta di STRAY CAT STRUT (quella di Setzer) stralunata e tenebrosa, il traditional ST.JAMES INFIRMARY è ritmato e malinconicamente spumeggiante, FOR REAL è uno slow blues doloroso e sofferto, NATURAL THING swinga piuttosto bene, BIRTHDAY PARTY chiude l’album alternando sfumature autunnali a fiotti ritmici improvvisi.

Matt Confusion - Satori, Take Me Away - back

Per niente male anche l’artwork della copertina, un visual di tutto rispetto seppur semplice; meglio queste cose che gli obbrobri grafici che si vedono sulle copertine di gente più affermata.

E’ stato dunque piacevole incontrare MATT, ascoltarne il battito, leggere tra i risvolti della sua anima, bersi un southern comfort all’ombra della sua musica.

L’album è scaricabile dalla pagina di Bandcamp http://mattconfusion.bandcamp.com

OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.12 – July1988

6 Ott

ITALIAN

Luglio 1988- Primo numero in grande formato, tipo tabloid. Buona parte della fanza è ora in quello che doveva (e deve ) essere un pessimo inglese, ma tant’è…. La mia corrispondente giapponese di allora KAYKO KATO (responsabile della fanzine PLANT OUT) ci racconta due cose del suo incontro con RP, SHARON THOMAS (responsabile della FIRM fanzine FROM THE HEART … TO THE HEART) recensisce il concerto di RP a Mansfield del 20/05/1988. Io recensisco, all’insopportabile maniera del Tim di allora, OUTRIDER. Al di là di tutto ricordo nitidamente la sera che descrivo, quel sabato sera del giugno 1988 in cui rincasai col disco di Page sottobraccio. Chiuso in camera, in cuffia, ad ascoltare il disco solista di JIMMY PAGE. Gran bei ricordi. Naturalmente OUTRIDER non era Album Of The Year, ma allora ero carico e sicuro che fosse l’apripista, appunto, di una serie di album solisti di JIMMY POIGE. SUSAN HEDRICK, la mia big sister americana, ci racconta quel che c’è di nuovo nel mondo dei nastri dal vivo dei LZ e per ultimo analizzo la performance dei LZ all’ATLANTIC 40th ANNIVERSARY. Di nuovo pieno di imbarazzo vi presento dunque OH JIMMY 12.

PS: grazie a Bodhran.

(broken) ENGLISH

July 1988 – First issue in the big size, almost a tabloid. Much of the fanzine is now in what was supposed to (and should) be a very bad English, thus it is …. My Japanese correspendent then was KAYKO KATO (in charge of the fanzine PLANT OUT) tells us two things about his meeting with RP, SHARON THOMAS (the head of the FIRM fanzine FROM THE HEART … TO THE HEART) reviews the RP concert in Mansfield on 20/05/1988. I write a review, in the intolerable manner of 1988 Tim, of OUTRIDER. Beyond all I remember vividly the night that I describe, that saturday night in June 1988 when I came home with the album under my arm. I went in my room, closed the door, and with headphones, I listened to the solo album of JIMMY PAGE. Great memories. Of course it was not the Album Of The Year, but then I was cocky and I was sure it was the outrider, in fact, of a series of solo albums of JIMMY “POIGE”. SUSAN HEDRICK, my american big sister, tells us what’s new in the world of live tapes of  LZ and then I analyze the performances of the LZ at Atlantic 40th ANNIVERSARY. Again full of embarrassment, therefore, I present you JIMMY OH 12.

 

OH JIMMY N12 cover

FILE PDF OH JIMMY 12:

OH JIMMY N12

 

 

JOHNNY WINTER “Step Back” (Megaforce records 2014) – TTT½

5 Ott

ITALIAN/ENGLISH

Di solito questo tipo di album mi danno da fare, quasi sempre risultano essere esercizietti di vecchie rockstar che non san più cosa inventare. Johnny Winter però è uno dei nomi a me più cari, uno di quelli che mi hanno fatto diventare quel che sono, è in più Johnny Winter se ne è andato solo pochi mesi fa, lasciandomi – ancora oggi- in uno stato di prostrazione continua, ecco dunque che non ho esitato nemmeno un momento ad acquistare questa sua ultima fatica. Sapete però che nonostante tutto sono inflessibile anche con i miei idoli, che sono schietto e sincero fino all’autolesionismo, quindi non posso non notare alcune cose discutibili. La band che ha accompagnato Johnny in questi ultimi anni è fatta di musicisti di seconda fascia di provenienza hardrock, gente da Rockpalast, come diremmo io e Picca, gente che non ha esattamente il groove tenebroso e al contempo brioso del blues, quello vero.

Le partecipazioni di ospiti illustri poi non sono sempre gran cosa, Paul Nelson- chitarrista manager di JW- ha pasturato alla boia d’un giuda, attirando gente che non c’entra granché con la legacy del grande JOHNNY WINTER. Cosa ce ne facciamo di Ben Harper, Jason Ricci, Joe Bonamassa e dello stesso Paul Nelson? Il discorso è diverso per nomi come BILLY GIBBONS, LESLIE WEST e Dr JOHN, musicisti dalla connection innegabile col nostro Texas Hurricane. Per quant0 ami JOE PERRY e BRIAN SETZER già trovo più complicato inserirli nel contesto. Per ERIC CLAPTON, mi astengo dal giudizio, ormai ho davvero tanti, troppi problemi nel rapportarmi a lui. Storco la bocca anche riguardo la scelta dei brani scelti. Cosa c’entra UNCHAIN MY HEART? E’ stata scelta solo per poter far suonare i BLUES BROTHERS HORNS?

JOHNNY WINTER step back digipack cover  021

 

Fatte queste premesse, ciò che colpisce di STEP BACK è la determinazione di JOHNNY WINTER, sia nel cantato che nel chitarrismo, lo senti distintamente che pur a settant’anni rimane un badass, uno cazzuto, uno vero, la conferma di perché è JOHNNY WINTER: il suo attacco, la sua personalità sono innegabili. Il Texas tornado non avrà più la furia degli anni settanta, ma la sua credibilità rimane intatta. La slide di WHO DO YOU LOVE testimonia quanto appena detto. WHERE CAN YOU BE è il tripudio del suono texasnaccio del Rock Blues, courtesy of JOHNNY & BILLY GIBBONS. Ecco, poi arriva DEATH LETTER, solo WINTER con la steel guitar; qualche pasticcio, qualche sbavatura ma anche il vero ed unico senso del Blues!!!

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VIDEO CLIP di DEATH LETTER (anche se il titolo dice WHO DO YOU LOVE)

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JOHNNY comunque è sufficiente in forma dal punto di vista chitarristico, il suo assolo in LONG TALL SALLY (il primo, seguito immediatamente da quello di LESLIE WEST) ad esempio ce lo fa capire in modo chiaro. Chiude il disco il bel pianino di DR JOHN in BLUE MONDAY.

Il cd contiene anche un plettro, a me è toccata quello rosso. STEP BACK ha raggiunto la 17esima posizione nella US TOP 200.

Disco dignitoso dunque, che ci aiuta ad affrontare un lutto che ancora faatichiamo ad elaborare. Ci manchi, JOHNNY.

Johnny Winter Poster by Katerine Lam

Johnny Winter Poster by Katerine Lam

(broken) ENGLISH

Usually this type of album  give me bad feelings, they often  turn out to be old rockstars’ little exercices when they do not know what to invent. Johnny Winter, however, is one of the names most dear to me, one of those that made me become what I am, plus Johnny Winter passed away only few months ago, leaving me – even today- in a state of prostration , so I did not hesitate a moment to buy his latest effort. You know, however, that in spite of everything I am inflexible with my idols, that I am a straight shooter to self-harm, so I can not help but notice some questionable things. The band that accompanied Johnny in recent years is made of second division musicians coming probably from hardrock, people who is right for Rockpalast, as me and Picca would say , people who have not exactly the dark but still lively groove of the blues, the real one.

Involvements of distinguished guests then are not always much, guitarist Paul Nelson- manager of JW- did chum in a cheap way , attracting people that has nothing to do with the legacy of the great JOHNNY WINTER. What are doing here Ben Harper, Jason Ricci, Joe Bonamassa? Different feelings for names like BILLY GIBBONS, Dr JOHN  and LESLIE WEST, musicians from the undeniable connection with our Texas Hurricane. Even if I do love JOE PERRY and BRIAN SETZER I find it more complicated to place them in this context. Regarding the presence of ERIC CLAPTON, I refrain from judgment, nowadays I really have too many problems in approaching him. I pull a face also at the choice of the songs chosen. What does UNCHAIN MY HEART is doing here? Was it chosen just to let the BLUES BROTHERS HORNS play on the album?
Having said this, what is striking in STEP BACK  is JOHNNY WINTER’s resolution both in singing and in guitar playing, you can clearly hear that even at seventy he is still a badass, a real one, the meaning of why he is JOHNNY WINTER , his attack, his personality are undeniable. The Texas Tornado will not have the fury of the seventies, but its credibility remains intact. The slide of WHO DO YOU LOVE shows how just said. WHERE CAN YOU BE is the jubilation of  Texas big’n’terrific Rock Blues guitar sound, courtesy of JOHNNY & BILLY GIBBONS. Here, then comes DEATH LETTER, only WINTER with the steel guitar; some botch, some blur but also the original vibe of Blues !!!

JOHNNY however is sufficient in shape from the standpoint of the guitar, his solo in LONG TALL SALLY (the first, followed immediately by the LESLIE WEST one) for example makes us understand it clearly. The beautiful, gently piano of DR JOHN closes the album with BLUE MONDAY.

The CD also contains aguitar pick, I got the red one. STEP BACK reached the 17th position in the US TOP 200.

Decorous album then, it helps us to face e a loss that we still find hard to accept. We miss you, JOHNNY.

TTBLOG “THE 90 GREATEST PROG ALBUMS OF ALL TIMES”

2 Ott

ITALIAN

Ecco qui i risultati del nostro umilissimo referendum dei lettori. Doveva prevedere i 25 migliori album, ma ho preferito citare tutti e novanta i titoli che hanno ricevuto segnalazioni. Hanno votato poche decine di lettori (ma per me è un gran risultato, perché la percentuale di chi interagisce con un blog o club è sempre minima), quindi prendetelo per quel che è, ma trovo che sia comunque interessante. Tra i primi tre album e il resto c’è un abisso, ITCOTCK ha stravinto, ELP e SEBTP sono separati solo da un paio di voti. Benissimo gli YES con tre album nei primi dieci. Ottimo risultato per il primo album della PFM. Da notare l’affetto che i lettori di questo blog hanno per i KING CRIMSON, cosa che non sospettavo. Buone prestazioni per i miei amati ELP, in particolare per TRILOGY, il mio preferito, album che di solito non viene considerato granché. Tra gli italiani oltre alla PFM, risultati lusinghieri anche per ORME e NEW TROLLS. In parecchi mi hanno scritto che non sapevano se includere i PINK FLOYD oppure no, altri hanno indicato nomi che sono forse una forzatura (DEEP PURPLE, QUEEN, BEATLES etc etc). Che qualcuno si sia ricordato dei NICE mi rende felice, perché sono tra i veri precursori del genere. Grazie quindi a chi si è preso la briga di mandare la propria lista. Tutto sommato mi sembra una classifica di tutto rispetto, certo non c’è LOVE BEACH degli ELP, ma dalla vita non si può avere tutto. :-)

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Prog album referendum tim tirelli blog

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(broken) ENGLISH

Here are the results of our humble readers poll about the best prog albums. It had to predict the top 25 album, but then  I decided to mention all the nineties  titles  that have received nomination. I have received few dozen voting cards (but for me it’s a great result, because the percentage of those who interact with a blog or club is always minimal), so take it for what it is, but I find it interesting nonetheless. Among the first three albums and the rest there is an abyss, ITCOTCK swept, ELP and SEBTP are separated by only a few votes. YES did very well with three albums in the top ten. Great result for the first album of  PFM. We have to note the affection that readers of this blog have for KING CRIMSON, which I would never have thought. Good performance for my beloved ELP, especially TRILOGY, my favorite album, it is not usually considered much. Among Italians in addition to PFM, flattering results for ORME and NEW TROLLS. Several readersl have written me that they did not know whether to include PINK FLOYD or not, others have indicated  names that are perhaps a stretch (DEEP PURPLE, QUEEN, THE BEATLES etc etc). To see that few voted for the NICE makes me happy, because they are among the true forerunners of the genre. Thanks, therefore, to those who have taken the trouble to send their list. All in all it seems to me a ranking of all respect, sure there is no trace of ELP’S LOVE BEACH, but in life you can not have everything. :-)

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  1. KING CRIMSON In The Court Of The Crimson King
  2. ELP Elp
  3. GENESIS Selling England By The Pound
  4. YES The Yes Album
  5. YES Close To The Edge
  6. PFM Storia Di Un Minuto
  7. GENESIS Nursery Cryme
  8. KING CRIMSON Red
  9. PINK FLOYD Atom Heart Mother
  10. YES Going For The One
  11. PINK FLOYD The Dark Side Of The Moon
  12. JETHRO TULL Thick As A Brick
  13. ELP Trilogy
  14. GENESIS A Trick Of The tail
  15. ELP Brian Salad Surgery
  16. VAN DER GRAAF Pawn Hearts
  17. PINK FLOYD Wish You Were Here
  18. ELP Pictures At An Exhibition
  19. ELP Tarkus
  20. GENTLE GIANT Octopus
  21. GENESIS Foxtrot
  22. SOFT MACHINE Third
  23. VAN DER GRAAF H to He, Who Am the Only One
  24. LE ORME Uomo Di Pezza
  25. JETHRO TULL Acqualung
  26. KING CRIMSON Lark’s Tongues In Aspic
  27. NEW TROLLS Concerto Grosso
  28. AREA Arbeit Macht Frei
  29. ELP Welcome Back My Friends To The Show …
  30. GONG Angel’s Egg
  31. KING CRIMSON Discipline
  32. LE ORME Felona e Sonora
  33. PINK FLOYD Meddle
  34. CARAVAN If I Could Do It All Over Again
  35. COLOSSEUM Valentyne Suite
  36. KING CRIMSON Thrak
  37. RICK WAKEMAN The Six Wives Of Henry VIII
  38. DEEP PURPLE Machine Head
  39. GENESIS Trespass
  40. NUCLEUS Solar Plexus
  41. ROBERT WYATT Rock Bottom
  42. TRAFFIC John BarleyCorn Must Die
  43. URIAH HEEP Salisbury
  44. YES Fragile
  45. ALAN PARSON PROJECT I Robot
  46. AREA Areazione
  47. GENESIS Wind & Wuthering
  48. PFM Photos Of Ghosts / l’Isola Di Niente
  49. RICK WAKEMAN Journey To The Center Of the Earth
  50. RUSH 2112
  51. VAN DER GRAAF The Least We Can Do
  52. VANILLA FUDGE Vanilla
  53. ANDERSON/B/W/H ANDERSON/B/W/H
  54. BANCO DEL M.S. BMS (salvadanaio)
  55. GENTLE GIANT Gentle Giant
  56. HATFIELD AND THE NORTH Hatfield And The North
  57. IRON BUTTERFLY In A Gadda da vida
  58. JOHN MILES Rebel
  59. THE NICE Ars Longa Vita Brevis
  60. MARILLION Clutching At Straws
  61. PFM Jet Lag
  62. QUEEN II
  63. YES Tales From Topographic Oceans
  64. DEEP PURPLE Deep Purple
  65. MAGELLAN Hour Of Restoration
  66. MIKE OLDFIELD Tubular Bells
  67. MODY BLUES In Search Of The Lost Chord
  68. RADIOHEAD Ok Computer
  69. YES Yessongs
  70. FISH Vigil In A Wilderness Of Mirrors
  71. FRANCO BATTIATO Pollution
  72. PAVLOV’S DOG Pampered Menial
  73. PORCUPINE TREE Coma Divine
  74. PORCUPINE TREE Deadwing
  75. RICK WAKEMAN THE MYTH AND LEGENDS OF KING A.
  76. RUSH Permanent Wave
  77. SOFT MACHINE Six
  78. WISHBONE ASH Live Dates
  79. ALAN PARSON PROJECT Tales Of mystery And Imagination
  80. PFM Live in Usa
  81. ALDO TAGLIAPIETRA Nella Pietra E Nel Vento
  82. BANCO DEL M.S. Io Sono Nato Libero
  83. BEATLES Sgt Pepper
  84. CAMEL In The Land Of Grey And Pink
  85. PFM The World became The World /Per un amico
  86. CAMEL The Snow Goose
  87. DEEP PURPLE Shades Of Deep Purple
  88. NEW TROLLS Concerto Grosso n.2
  89. PFM Chocolate Kings
  90. RUSH Farewell To Kings

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JIMMY PAGE new interview 30 sept 2014

1 Ott

Picca mi manda il link delle dichiarazioni dell’altro giorno di PAGE fatte in occasione del lancio di IV e HOTH. JIMMY parla della volontà di formare una nuova band e di tornare a suonare dal vivo. Dal nostro scambio di email sia io che il Pike boy la prendiamo a cuor leggero…

http://www.rollingstone.com/music/news/jimmy-page-forming-new-band-says-led-zeppelin-reunion-doesnt-look-likely-20140930#ixzz3EqTzZajw

The 2014 Ivor Novello Awards - Winners

PICCA:
mandiamo il curriculum?
Picca – Vocals
Tim Tirelli – Lead Guitar
Mixi – Drums
JP Cappi – Bass
Biccio – Keyboards
Jimmy Page – Rhythm Guitar at low volume (con Suto pronto a sostituirlo)
♠  ♠  ♠
TIM
L’avevo letta ieri sera.
Si mette a fare una band a 71 anni?
E comunque anche questa volta usa il futuro: farò, formerò, suonerò…lui rimanda sempre.
Cosa ha da fare a parte andare alle fiere del disco da collezione con Halfin e imbottire di inutili alternate mix i remaster dei vecchi album?
Poi, se deve tornare al livello di questi ultimi anni è meglio che stia a casetta a farsi fotografare dai fan davanti al cancello della Tower House.
PS: però, rivederlo un’ultima volta dal vivo darebbe una forte scossa alle nostre vite.
♠  ♠  ♠

INTERVALLO: Steve Howe/Yes “Solitaire” (2011)

1 Ott

From the YES album “FLY FROM HERE” -Frontiers Records 2011

USA BILLBOARD TOP 200 CHART: 36°

STEVE HOWE  – guitar

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Yes - Fly From Here - Front

Yes - Fly From Here - Booklet (3-8)

Yes - Fly From Here - Inside (1-2)

Steve Howe

Ritagli dal passato-Scraps from the past: MELODY MAKER 11 november 1978

30 Set

Quando ero un “giovinetto”, come dice Brian, il MELODY MAKER era il mio giornale musicale preferito. Lo trovavo, negli anni settanta, all’edicola della stazione dei treni di Mutina, averlo tra le mani era un gioia infinita; speravo sempre di leggere notizie fresche sulle mie band preferite e poi ero assai curioso delle classifiche. Al contrario di molti a me le classifiche sono sempre piaciute, sia quelle relative ai referendum dei lettori sia quelle di vendita. Secondo me esse fotografano un momento ben preciso, cosa che ho sempre trovato interessante. Di tutti i miei MM non è rimasto quasi nulla. Col passare degli anni, preso da furia iconoclasta, in più occasioni ho gettato nel bidone dei rifiuti centinaia di riviste musicali e fumetti, che ora puntualmente ricompro. Grazie al mio amico Gabriel Hammers di Bonomia ho iniziato a recuperare qualche numero del CREATORE DI MELODIE; quanta nostalgia nello sfogliare ad esempio il numero dell’ 11 novembre del 1978, conosco più o meno tutti i nomi di cui si scrive, non come oggi che se compro una rivista musicale mi sento matusalemme chiuso nella sua torre d’avorio fatta di classic Rock.

Melody Maker 11 november 1978 readers poll

La notizia che vuole i LZ in partenza per i POLAR STUDIOS per registrare quello che sarebbe diventato ITTOD, e gli ELP pronti a pubblicare LOVE BEACH (due dei miei dischi preferiti in assoluto, e … sì, sì, prendetemi pure per il culo) …

Melody Maker 11 november 1978

…il referendum dei lettori poi mi dà sempre un brivido; curioso vedere che seppur senza nuovi album da due anni e senza tour inglesi da tre, i LED ZEPPELIN tengano ancora dignitosamente. La groupie balzerà sella sedia nel vedere WAKEMAN al primo posto tra i tastieristi, e gli YES comunque, come sempre, nelle primissime posizioni, d’altra parte era l’anno di TORMATO; ma sono i GENESIS e i THIN LIZZY le band del momento: AND THEN THERE WERE THREE grazie a FOLLOW YOU FOLLOW ME, MANY TOO MANY e BURNING ROPE fu un successone e LIVE AND DANGEROUS (sebbene ritoccatissimo in studio) portò LISETTA LA MAGRA al suo apogeo.

MM 11-11-1978   readers poll

MM 11-11-1978 readers poll

MM 11-11-1978   027

MM 11-11-1978 readers poll

MM 11-11-1978   028

MM 11-11-1978 readers poll

Melody Maker 11 november 1978 readers poll

Che dire poi delle classifiche di vendita? Sebbene i tempi stessero già cambiando, vedere tanti bei nomi in quella americana mi riempie di quell’allegra malinconia che così bene descrive l’uomo che sono, ma anche in quella inglese c’è qualche nome che mi rende di buon umore: BLUE OYSTER CULT for example e altri album che comunque mi hanno lasciato un segno profondissimo (OUT OF THE BLUE della ELO).

Melody Maker 11 november 1978

Spero gradirete dunque, perché mi piacerebbe continuare con la riproposizione di questi ritagli dal passato.

Tutti li amiamo, ma nessuno di noi ascolta più i Doors – di Paolo Barone

29 Set

Da tanto tempo ormai mi gira in testa questa cosa (ok, me ne girano anche milioni di altre, ma questa e’ un altra cosa…)…I Doors non li ascolta piu nessuno.

Li amiamo tutti, li abbiamo ascoltati tutti, ma poi…chi di noi li ascolta ancora?

Ma perche’ dico io?!?

Ci siamo letti “Nessuno uscira’ vivo da qui”, ci siamo fatti prendere dal mito Morrison, abbiamo ragionato e indagato. Non so voi, ma io mi sono sempre chiesto come fosse stato possibile che un cittadino americano famoso e ricco come lui, potesse morire praticamente da solo, a 27 anni, a Parigi, senza che nessuno abbia aperto una vera e propria inchiesta. O che ci sia stato un riconoscimento da parte della famiglia. Mah, una storia strana e affascinante dalla quale tutti piu o meno siamo stati intrigati. E come non esserlo con un personaggio come Jim, icona eterna del ribelle rock, del poeta psichedelico, sciamano magnetico come nessun altro.

Io (e vorrei sapere quanti di voi) ho fatto a sedici anni il mio bravo pellegrinaggio alla tomba del Pere La Chaise, ritrovandomi poi innamorato di quella magica citta’ per il resto della mia vita. Ho abitato a pochi passi dalla casa in rue de Beautreillis dove Morrison e’ morto, ho vagato pensando a lui su e giu per il lungo Senna.

Insomma, ho amato e amo lui e i Doors. Quello che rappresentano, che sono stati, il loro approccio oscuro e poetico al rock. Amo tutto di loro, ma non sento mai la loro musica. Passo e ripasso nei miei dischi continuamente, mi fermo sempre da qualche parte, per il tempo di un brano o per un mese di ascolti monotematici, a seconda del caso, ma dai Doors non mi fermo mai. Allora chiedo in giro, ne parlo con i miei amici, faccio un mini sondaggio, e il risultato e’ inequivocabile: I Doors li amiamo tutti ma non li sente piu nessuno! Eppure hanno fatto dischi formidabili, scritto canzoni bellissime, influenzato molte bend a venire, hanno tutte le carte in regola per essere il mito che sono…ma non mi viene mai voglia di mettere su un loro disco.

Non so bene perche’ ma questa cosa mi da da pensare. E’ come la prova del fatto che nel rock, per come lo sento e lo vivo io, la musica non e’ la cosa piu importante. Per lo meno non da sola. Conta certo, ma conta forse di piu l’insieme, il contesto, la storia i personaggi, e tutto quello che evocano e si portano appresso. E tutto quello che ci costruiamo noi sopra. Sara’ forse per questo che ho letto libri e articoli sui Doors molto di piu’ di quanto abbia ascoltato la loro musica?

Pochi giorni fa parlavo di quanto fosse bello il pezzo che Lester Bangs aveva scritto su Astral Weeks di Van Morrison. Senza dubbio molto piu’ bello del dico stesso, al punto che secondo me e’ piu’ emozionante leggerne il “racconto” che ne tira fuori Bangs che ascoltare la musica di quell’album.

Sara’ cosi anche per i Doors? E per quanti altri?!

Paolo Barone © 2014

GREG ILES “La Notte Non E’ Un Posto Sicuro” (Piemme Linea Rossa 2013 – €19,90) – TTTT½

29 Set

Sapete come capita con certi libri no? E’ una calda serata estiva, state curiosando in una libreria di una località balneare, vi casca l’occhio su di un titolo e vi ronzate intorno fino a che non finite per comprarlo. Ci sono libri (e cose) che ti “chiamano” e prima o poi finisci per farli tuoi. Non conoscevo ILES, ma sono molto contento di essermi addentrato nel suo mondo. Non credevo poi di essere un gran appassionato di thriller ma evidentemente mi sbagliavo. Incalzante, ben scritto, scorrevole, questo è un gran bel libro, ambientato in un’area a noi cara: le sacre acque che stanno tra il MISSISSIPPI e la LOUSIANA, quelle  intorno a NATCHEZ in particolare. Fatelo vostro. Nel frattempo io mi procuro tutta l’opera omnia dell’autore.

You know how it happens with certain books, don’t you? It ‘a warm summer evening, you are browsing in a bookstore in a seaside resort, there you look at a title and you ronzate around until you end up buying it. There are books (and things) that “call” you and you sooner or later end up to buy them. I did not know ILES, but I’m very glad I penetrated deep into his world. I never thought then to be a big fan of thriller but obviously I was wrong. Paced, well-written, moving, this is a great book, set in an area dear to us: the sacred waters that lie between the MISSISSIPPI  state and LOUISIANA, those around NATCHEZ in particular. So, buy it. In the meantime I’ll get the whole opera omnia of the author.

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SINOSSI:

Nelle vesti di pubblico ministero, Penn Cage ha fatto condannare decine di assassini al braccio della morte. Credeva di aver visto il peggio, di aver fatto le scelte più difficili. Mai si sarebbe immaginato di dover affrontare il rischio più grande una volta eletto sindaco della sua città.
Natchez, nel sud degli Stati Uniti, ha tutta l’aria di un posto tranquillo, a parte qualche tensione razziale latente. In realtà, nasconde il suo vero volto anche a Cage. Un volto che si svela nella notte, sui casinò galleggianti ormeggiati alle rive del Mississippi, moltiplicatisi da quando la tentazione dei soldi facili ha fatto dilagare il gioco d’azzardo. Un volto più nero delle peggiori aspettative, se è vero che uno dei casinò, il Magnolia Queen, è un covo di prostituzione e di combattimenti clandestini.
La soffiata arriva a Cage da un vecchio amico d’infanzia che adesso lavora nel locale. Ma poco dopo la confessione l’uomo viene ritrovato ucciso, con un proiettile in petto e morsi di cane su tutto il corpo. Travolto dal senso di colpa, per non aver saputo proteggere l’amico, e dal peso del fallimento, per non aver saputo difendere la sua città dall’insinuarsi del male, Cage si rende conto ben presto che la ricerca della verità sarà una caccia solitaria. Tra le autorità locali, infatti, nessuno è disposto ad aiutarlo, perché crimine e istituzioni sono ormai saldamente intrecciati.
Quando in gioco ci sarà la sua stessa vita e quella della sua famiglia, proprio Cage, da sempre uomo di legge, scoprirà come non sempre la via della legalità sia sufficiente per punire i colpevoli. E quanto possa essere labile il confine tra giustizia e vendetta personale.

cypress swamp in mississippi natchez

cypress swamp in mississippi natchez

steamboats-and-under-the-hill mississippi natchez

 

INTERVALLO: Led Zeppelin “No Quarter” (New York MSG 12-02-1975)

28 Set

Great show (for the 1975 tour standards) and excellent sound quality.

That night there was a heavy snowfall on New York City, Plant “Isn’t it good, though, it snows? Doesn’t it change the vibe of the city? I think it’s great. Anyway, so we’ll dedicate this to the, the keeper of the seasons. The man who gives us snow when we need it.”

During the guitar improvisations, Jones and Page reach the sidereal depths, with a magnificent John Bonham groove in the backgroud. Loose rock music at its best.

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LZ That's Alright New York -NY 12feb 1975

LZ That's Alright New York -NY 12feb 1975

LZ That's Alright New York -NY 12feb 1975

Led Zeppellin ny75_promo

Snowfall in NY

Snowfall in NY

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