Il maestro BEPPE RIVA ci onora con un paio di considerazioni sull’AOR…è sempre un gran piacere leggerlo.
Quando ho visto sul Blog la recensione di AOR, rivista d’incerta periodicità nata da una costola di Classic Rock (UK), ho deciso che sarei andato a S.Siro con la mia T-Shirt delle Heart…Ha portato bene; la Beneamata è almeno tornata alla vittoria, ed il presidente juventino del Verona, che sulla Gazzetta aveva dichiarato di venire a Milano senza complessi di inferiorità, deve solo ringraziare la mira lacunosa dei nerazzurri e le solite amnesie difensive, altrimenti sarebbe tornato all’Arena con una batosta ultra-heavy sulla gobba.
Torniamo in tema: ah, l’AOR, momento musicale topico di quei “difficili” anni ’80 – come li chiama ogni tanto Tim – ma che paragonati a quel che succederà dopo, specie dal 2000 in poi, restano a mio avviso un decennio memorabile nella purtroppo discendente parabola del rock.
Il n.9 di AOR può fregiarsi di un articolo di copertina sulle deliziose sorelle Wilson firmato da Derek Oliver, l’attuale boss della venerabile Rock Candy, etichetta consacrata alle ristampe del rock melodico d’epoca aurea. Tim, che è un caro ragazzo, mi rende l’onore di paragonarmi a lui, che resta il critico di settore più rinomato a livello mondiale, sia per la competenza a 360° su ogni reame hard rock, sia per la sua scrittura “flamboyant”. Eh si, perché se uno è un grande esperto ma non ha il dono della parola e non sa trasmettere le sue emozioni, ineluttabilmente non può essere un giornalista di qualità.
Comunque sia, accanto ad Oliver, prima su Sounds poi su Kerrang!, si erano imposti eccellenti commentatori di vicende musicali: Dave Reynolds, Howard Johnson, Paul Suter e lo stesso Geoff Barton (l’inventore del termine NWOBHM), tutti dotati di grande cultura R&R ed innamorati dell’AOR, il versante melodico “seta ed acciaio” del rock duro. Questo sottolinea l’importanza rivestita dall’AOR nella storia del suono anni ’80, confermata dalle vendite milionarie di Journey, Foreigner, Toto, Reo Speedwagon e loro immediati epigoni.
In Italia, le citate formazioni erano perennemente beffeggiate o ignorate dalla stampa che andava per la maggiore, ossia i new wavers di Rockerilla e del Mucchio, e dai depositari della “sapida” e seria tradizione rock dello stesso Mucchio e del Buscadero. All’epoca ero un tipetto impertinente che dopo aver vissuto lontane ere giovanili come strenuo seguace di heavy e progressive, ero cresciuto in maniera anomala, perdendo la testa per bizzarre formazioni americane di hard rock “eretico”, dalle spiccate attitudini melodiche: Angel, Starz, Legs Diamond e un’infinita serie di cosiddetti minori. Di questi signori molto attenti al loro look (mai vista una criniera leonina come quella di Gregg Giuffria…) scrissi su Rockerilla nel 1979, quando erano giudicati universalmente “superati” ed ancora non esisteva Kerrang!
Nonostante tutto, il creatore della rivista di Cairo Montenotte ed autentico valorizzatore della new wave in Italia, Beppe Badino, mi lasciava letteralmente fare quello che volevo. Ricordo che mi telefonò dopo un mia entusiastica recensione di “Nine Lives” dei Reo Speedwagon (recentemente ristampato da Rock Candy) dicendomi: “Io non ci credo che ti piace quella roba”. Però la pubblicò subito. Inoltre si seccò mica male quando quasi stroncai, ebbene si, “In Through The Out Door”… La rubrica Hard & Heavy rischiò in seguito di diventare una mina vagante contro l’egemonia del “nuovo rock” su Rockerilla; ad un certo punto passai alla corte romana di Trumpets & Bassoli su Metal Shock, ma credo che un po’ Badino fosse dispiaciuto: lo ringrazierò sempre per la sua apertura mentale, eredità dei sixties “lisergici” di cui era grande cultore.
Anche su Metal Shock continuai la mia personale crociata a favore dell’AOR, raccogliendo vagonate di ironie (o più prosaicamente di m….) quando avrei fatto più opportunistica figura, limitandomi ad incensare Iron Maiden, Manowar o Metallica, impegno comunque puntualmente assolto.
Memore di una sarcastica canzone del suo Dio Zappa verso il fighetto degli Angel, Punky Meadows, Trombetti ovviamente non mi risparmiava la sua vena diciamo cosi, umoristica…Infatti apparve su MS una caricatura del sottoscritto, più brutto del peccato, con una serie di posters degli Angel appesi alle pareti.
Avviandomi alla fine di questo sproloquio, ricordo però che a dispetto di tutti, inaugurai all’interno della rivista metallica una nuova rubrica, AOR HEAVEN!
OK, ho fra le mani il n.77/78 di Metal Shock, settembre 1990, in copertina Steven Tyler con una “pompa” del carburante in mano…Nella rubrica Shock Mail – la posta dei lettori – c’è una lettera intitolata ad “AOR Heaven”, che dice: “Qualche mese fa ho avuto la folgorazione! Amore intenso e struggente a prima vista! Non esagero: nelle pagine di MS ho scoperto la gioia, l’essenza del mio genere musicale preferito, di cui ignoravo addirittura l’esistenza in precedenza! Parlo di Sua Maestà l’AOR. Vi devo esprimere la mia riconoscenza per avermi introdotto…Ciò che conta è la novità sconvolgente che ha mutato il corso della mia vita…” Firmato: Serafino Perugino (Napoli).
Presumo di non sbagliare credendo che il personaggio in questione, che “ha cambiato il corso della sua vita”, sia l’attuale Presidente della più rinomata label di rock melodico a livello internazionale, FRONTIERS, che è riuscito nel sogno di avere nella sua scuderia Journey, Toto, oltre a Whitesnake e decine d’altri. Poco importa che il mercato sia impoverito e quant’altro, per i cultori dell’AOR la Frontiers resta una benedizione divina, giunta dalla stratosferica costellazione di Orion (The Hunter).
Sull’onda di tutte queste memorie, quando esce un nuovo numero di AOR, riesco infantilmente ad emozionarmi: rimango legato ai miei idoli di quel genere spesso boicottato, per mia passione e nessun altro interesse. Ed AOR è forse l’unica rivista contemporanea dove in copertina possono andare le Heart, icone inossidabili del contributo femminile al rock’n’roll, quelle stesse Heart che come tutti voi zeppeliniani ben sapete, hanno fatto commuovere Robert Plant rifacendo “Stairway To Heaven”…Ma ben più lontano dai riflettori della notorietà, solo su AOR si legge un articolo sul misterioso cult-hero Reggie Knighton, “finito” fra gli alieni, o può venir adeguatamente celebrato il ritorno degli Arc Angel di Jeff Cannata.
Per concludere, vorrei dedicare questo mio intervento ai ragazzi che mi hanno intitolato uno spazio su Facebook, spesso frequentato da AOR fans, ed anche a Tim Tirelli, se non gli spiace. Se nessuno ricorda piccole storie del passato, queste vengono inevitabilmente cancellate, pertanto ringrazio chi non ha dimenticato qualcosa che scrissi spinto da sincero entusiasmo.
Beppe Riva © 2013































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