Archive by Author

Ritagli dal passato-Scraps from the past: MELODY MAKER 11 november 1978

30 Set

Quando ero un “giovinetto”, come dice Brian, il MELODY MAKER era il mio giornale musicale preferito. Lo trovavo, negli anni settanta, all’edicola della stazione dei treni di Mutina, averlo tra le mani era un gioia infinita; speravo sempre di leggere notizie fresche sulle mie band preferite e poi ero assai curioso delle classifiche. Al contrario di molti a me le classifiche sono sempre piaciute, sia quelle relative ai referendum dei lettori sia quelle di vendita. Secondo me esse fotografano un momento ben preciso, cosa che ho sempre trovato interessante. Di tutti i miei MM non è rimasto quasi nulla. Col passare degli anni, preso da furia iconoclasta, in più occasioni ho gettato nel bidone dei rifiuti centinaia di riviste musicali e fumetti, che ora puntualmente ricompro. Grazie al mio amico Gabriel Hammers di Bonomia ho iniziato a recuperare qualche numero del CREATORE DI MELODIE; quanta nostalgia nello sfogliare ad esempio il numero dell’ 11 novembre del 1978, conosco più o meno tutti i nomi di cui si scrive, non come oggi che se compro una rivista musicale mi sento matusalemme chiuso nella sua torre d’avorio fatta di classic Rock.

Melody Maker 11 november 1978 readers poll

La notizia che vuole i LZ in partenza per i POLAR STUDIOS per registrare quello che sarebbe diventato ITTOD, e gli ELP pronti a pubblicare LOVE BEACH (due dei miei dischi preferiti in assoluto, e … sì, sì, prendetemi pure per il culo) …

Melody Maker 11 november 1978

…il referendum dei lettori poi mi dà sempre un brivido; curioso vedere che seppur senza nuovi album da due anni e senza tour inglesi da tre, i LED ZEPPELIN tengano ancora dignitosamente. La groupie balzerà sella sedia nel vedere WAKEMAN al primo posto tra i tastieristi, e gli YES comunque, come sempre, nelle primissime posizioni, d’altra parte era l’anno di TORMATO; ma sono i GENESIS e i THIN LIZZY le band del momento: AND THEN THERE WERE THREE grazie a FOLLOW YOU FOLLOW ME, MANY TOO MANY e BURNING ROPE fu un successone e LIVE AND DANGEROUS (sebbene ritoccatissimo in studio) portò LISETTA LA MAGRA al suo apogeo.

MM 11-11-1978   readers poll

MM 11-11-1978 readers poll

MM 11-11-1978   027

MM 11-11-1978 readers poll

MM 11-11-1978   028

MM 11-11-1978 readers poll

Melody Maker 11 november 1978 readers poll

Che dire poi delle classifiche di vendita? Sebbene i tempi stessero già cambiando, vedere tanti bei nomi in quella americana mi riempie di quell’allegra malinconia che così bene descrive l’uomo che sono, ma anche in quella inglese c’è qualche nome che mi rende di buon umore: BLUE OYSTER CULT for example e altri album che comunque mi hanno lasciato un segno profondissimo (OUT OF THE BLUE della ELO).

Melody Maker 11 november 1978

Spero gradirete dunque, perché mi piacerebbe continuare con la riproposizione di questi ritagli dal passato.

Tutti li amiamo, ma nessuno di noi ascolta più i Doors – di Paolo Barone

29 Set

Da tanto tempo ormai mi gira in testa questa cosa (ok, me ne girano anche milioni di altre, ma questa e’ un altra cosa…)…I Doors non li ascolta piu nessuno.

Li amiamo tutti, li abbiamo ascoltati tutti, ma poi…chi di noi li ascolta ancora?

Ma perche’ dico io?!?

Ci siamo letti “Nessuno uscira’ vivo da qui”, ci siamo fatti prendere dal mito Morrison, abbiamo ragionato e indagato. Non so voi, ma io mi sono sempre chiesto come fosse stato possibile che un cittadino americano famoso e ricco come lui, potesse morire praticamente da solo, a 27 anni, a Parigi, senza che nessuno abbia aperto una vera e propria inchiesta. O che ci sia stato un riconoscimento da parte della famiglia. Mah, una storia strana e affascinante dalla quale tutti piu o meno siamo stati intrigati. E come non esserlo con un personaggio come Jim, icona eterna del ribelle rock, del poeta psichedelico, sciamano magnetico come nessun altro.

Io (e vorrei sapere quanti di voi) ho fatto a sedici anni il mio bravo pellegrinaggio alla tomba del Pere La Chaise, ritrovandomi poi innamorato di quella magica citta’ per il resto della mia vita. Ho abitato a pochi passi dalla casa in rue de Beautreillis dove Morrison e’ morto, ho vagato pensando a lui su e giu per il lungo Senna.

Insomma, ho amato e amo lui e i Doors. Quello che rappresentano, che sono stati, il loro approccio oscuro e poetico al rock. Amo tutto di loro, ma non sento mai la loro musica. Passo e ripasso nei miei dischi continuamente, mi fermo sempre da qualche parte, per il tempo di un brano o per un mese di ascolti monotematici, a seconda del caso, ma dai Doors non mi fermo mai. Allora chiedo in giro, ne parlo con i miei amici, faccio un mini sondaggio, e il risultato e’ inequivocabile: I Doors li amiamo tutti ma non li sente piu nessuno! Eppure hanno fatto dischi formidabili, scritto canzoni bellissime, influenzato molte bend a venire, hanno tutte le carte in regola per essere il mito che sono…ma non mi viene mai voglia di mettere su un loro disco.

Non so bene perche’ ma questa cosa mi da da pensare. E’ come la prova del fatto che nel rock, per come lo sento e lo vivo io, la musica non e’ la cosa piu importante. Per lo meno non da sola. Conta certo, ma conta forse di piu l’insieme, il contesto, la storia i personaggi, e tutto quello che evocano e si portano appresso. E tutto quello che ci costruiamo noi sopra. Sara’ forse per questo che ho letto libri e articoli sui Doors molto di piu’ di quanto abbia ascoltato la loro musica?

Pochi giorni fa parlavo di quanto fosse bello il pezzo che Lester Bangs aveva scritto su Astral Weeks di Van Morrison. Senza dubbio molto piu’ bello del dico stesso, al punto che secondo me e’ piu’ emozionante leggerne il “racconto” che ne tira fuori Bangs che ascoltare la musica di quell’album.

Sara’ cosi anche per i Doors? E per quanti altri?!

Paolo Barone © 2014

GREG ILES “La Notte Non E’ Un Posto Sicuro” (Piemme Linea Rossa 2013 – €19,90) – TTTT½

29 Set

Sapete come capita con certi libri no? E’ una calda serata estiva, state curiosando in una libreria di una località balneare, vi casca l’occhio su di un titolo e vi ronzate intorno fino a che non finite per comprarlo. Ci sono libri (e cose) che ti “chiamano” e prima o poi finisci per farli tuoi. Non conoscevo ILES, ma sono molto contento di essermi addentrato nel suo mondo. Non credevo poi di essere un gran appassionato di thriller ma evidentemente mi sbagliavo. Incalzante, ben scritto, scorrevole, questo è un gran bel libro, ambientato in un’area a noi cara: le sacre acque che stanno tra il MISSISSIPPI e la LOUSIANA, quelle  intorno a NATCHEZ in particolare. Fatelo vostro. Nel frattempo io mi procuro tutta l’opera omnia dell’autore.

You know how it happens with certain books, don’t you? It ‘a warm summer evening, you are browsing in a bookstore in a seaside resort, there you look at a title and you ronzate around until you end up buying it. There are books (and things) that “call” you and you sooner or later end up to buy them. I did not know ILES, but I’m very glad I penetrated deep into his world. I never thought then to be a big fan of thriller but obviously I was wrong. Paced, well-written, moving, this is a great book, set in an area dear to us: the sacred waters that lie between the MISSISSIPPI  state and LOUISIANA, those around NATCHEZ in particular. So, buy it. In the meantime I’ll get the whole opera omnia of the author.

2898-LA NOTTE NON E' UN POSTO SICURO.indd

SINOSSI:

Nelle vesti di pubblico ministero, Penn Cage ha fatto condannare decine di assassini al braccio della morte. Credeva di aver visto il peggio, di aver fatto le scelte più difficili. Mai si sarebbe immaginato di dover affrontare il rischio più grande una volta eletto sindaco della sua città.
Natchez, nel sud degli Stati Uniti, ha tutta l’aria di un posto tranquillo, a parte qualche tensione razziale latente. In realtà, nasconde il suo vero volto anche a Cage. Un volto che si svela nella notte, sui casinò galleggianti ormeggiati alle rive del Mississippi, moltiplicatisi da quando la tentazione dei soldi facili ha fatto dilagare il gioco d’azzardo. Un volto più nero delle peggiori aspettative, se è vero che uno dei casinò, il Magnolia Queen, è un covo di prostituzione e di combattimenti clandestini.
La soffiata arriva a Cage da un vecchio amico d’infanzia che adesso lavora nel locale. Ma poco dopo la confessione l’uomo viene ritrovato ucciso, con un proiettile in petto e morsi di cane su tutto il corpo. Travolto dal senso di colpa, per non aver saputo proteggere l’amico, e dal peso del fallimento, per non aver saputo difendere la sua città dall’insinuarsi del male, Cage si rende conto ben presto che la ricerca della verità sarà una caccia solitaria. Tra le autorità locali, infatti, nessuno è disposto ad aiutarlo, perché crimine e istituzioni sono ormai saldamente intrecciati.
Quando in gioco ci sarà la sua stessa vita e quella della sua famiglia, proprio Cage, da sempre uomo di legge, scoprirà come non sempre la via della legalità sia sufficiente per punire i colpevoli. E quanto possa essere labile il confine tra giustizia e vendetta personale.

cypress swamp in mississippi natchez

cypress swamp in mississippi natchez

steamboats-and-under-the-hill mississippi natchez

 

INTERVALLO: Led Zeppelin “No Quarter” (New York MSG 12-02-1975)

28 Set

Great show (for the 1975 tour standards) and excellent sound quality.

That night there was a heavy snowfall on New York City, Plant “Isn’t it good, though, it snows? Doesn’t it change the vibe of the city? I think it’s great. Anyway, so we’ll dedicate this to the, the keeper of the seasons. The man who gives us snow when we need it.”

During the guitar improvisations, Jones and Page reach the sidereal depths, with a magnificent John Bonham groove in the backgroud. Loose rock music at its best.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

LZ That's Alright New York -NY 12feb 1975

LZ That's Alright New York -NY 12feb 1975

LZ That's Alright New York -NY 12feb 1975

Led Zeppellin ny75_promo

Snowfall in NY

Snowfall in NY

Snowfall in NY

 

PAUL RODGERS Huffington Post interview – 27 sept 2014

27 Set

Nuova intervista a PAUL RODGERS sull’Huffington Post (versione americana) di oggi.  Nessuna rivelazione particolare, ma è sempre un piacere sentirlo parlare di FREE, BAD COMPANY e FIRM.

http://www.huffingtonpost.com/binky-philips/interview-paul-rodgers-fr_b_5888186.html?utm_hp_ref=entertainment&ir=Entertainment

Paul Rodgers

Paul Rodgers

INTERVALLO: The Trews “In The Morning”

27 Set

THE TREWS, rock group from Antigonish, Nova Scotia, Canada. IN THE MORNING is a song from their new album THE TREWS.

Colin MacDonald – vocals

John-Angus MacDonald – guitar

Jack Syperek – bass

Sean Dalton – drums

Serena Ryder – guest on vocals

“In The Morning”
(feat. Serena Ryder)

We have to keep believing
It’s gonna be ok
Cause if we don’t we’re lost
Maybe we’re lost anyway
I want to lift you up
I want to make it great
I want to be the boat that carries you across the lakeYou push everyone away
But you don’t want to be alone
You still don’t know what you want
But you have to let that go
And trust that the sun will rise
In the morningI want to get too close
I want to be right there
It might all mean nothing
But I think that we’re getting somewhereYou push everyone away
But you don’t want to be alone
You still don’t know what you want
But you have to let that go
And trust that the sun will rise
In the morningWe have to keep believing
It’s gonna be ok
Cause if we don’t we’re lost
Maybe we’re lost anywayAt the end of the day
You don’t want to be alone
You still don’t know what you want
But you have to let that go
And trust that the sun will rise
In the morning
In the morning

ImageProxy66 the-trews1
Antigonish, Nova Scotia, Canada

Antigonish, Nova Scotia, Canada

Antigonish, Nova Scotia, Canada

Antigonish, Nova Scotia, Canada

 

Main Street, Antigonish, Nova Scotia, Canada

Main Street, Antigonish, Nova Scotia, Canada

Aiuto! Non mi piace più la musica! (The Pike Boy Blues) di Picca

26 Set

Il Pike Boy, il nostro Pike Boy, esagero…il mio Pike Boy. Quante volte ci siamo confessati quello che scrive qui sotto, certo …  malinconie di uomini di blues ormai al tramonto, ma se non altro oneste e sincere. Io come lui, ammetto e accetto senza tante storie, i fiotti di de-energia che ci spingono verso questi pensieri, anche io come lui ricompro dischi della mia gioventù solo per risentire il flebile eco dell’energia cosmica provata al primo ascolto . Ladies & Gentlemen, please welcome from Mutina, Emilia Romagna, Polydor recording artist, Steven Pike …

Ascolto l’ultimo Tom Petty dopo averlo acquistato. Alla fine del disco abbozzo una prima recensione: ‘Disco di merda’. Previsioni sul futuro del cd: ‘Non lo ascolterò mai più’. Chiuso. Stop. Kaputt. Dovendo salvare qualcosa direi un assolo di Campbell in una canzone che non ricordo. Il cd finisce in una pila sulla libreria e, nella mia cosmogonia rock, muore. Dopo un paio di giorni metto nel lettore Let Me Up (I’ve Had Enough) sempre di Petty, a detta di molti (compreso Tom)  un disco di merda. Ahhh quanti ricordi, che bei suoni, che batterista capace (l’attuale Steve Ferrone mi fa cagare), che belle aperture melodiche (attacco di nostalgia dolorosa)…Tra Hypnotic Eye e Let Me Up c’è una sola differenza artistica: all’uscita di Let Me Up avevo 23 anni, mi tirava il pisello, cazzeggiavo allegramente con gli amici, mi divertivo e Let Me Up, assieme a tanti altri dischi belli o brutti, ha sottolineato quel periodo . All’uscita di Hypnotic eye (l’altro ieri) non mi tira più il pisello, cazzeggiare mi distrugge fisicamente e non mi diverto mai, anzi, ho soltanto preoccupazioni.

Tom petty let me Up

Cerco di individuare l’ultimo disco che ha vagamente inciso sulla mia vita e realizzo che è uscito nel 1991.  23 anni fa. Quindi sono 23 anni che ascolto cocciutamente musica in senso sostanzialmente nostalgico e retroattivo, ovvero nel tentativo di ricreare un’ atmosfera piacevole depositatasi tra le pieghe della mia poltiglia grigia o del mio scroto raggrinzito quando i Tempi erano godibili. Ad averlo saputo a 27 anni (1991) mi sarei sparato e mi chiedo cosa diavolo mi trattenga dallo spararmi in questo preciso momento (massì…i figli, le responsabilità eccetera). Poi mi rendo conto che, in compagnia di tanti altri miei coetanei, ho trascorso gli ultimi 23 anni a ricomprare sempre lo stesso disco, sotto forma di remaster o box set o deluxe o immersion (guarda caso il box Remasters degli Zep è del 90, l’industria ha captato il disagio generazionale di tutta una classe e annusato il business…). Quindi comprare ed ascoltare musica è diventato un mero esercizio di ‘riattivazione di neurotrasmettitori di godimento’ che sono disattivati ti più o meno dal 1991. Dopo: un cazzo.

Rock Is Dead

Quando perciò qualcuno mi chiede cosa pensi di un lavoro artistico o di una intera discografia di un artista post-1991, nella mia cabèza scattano due diversi tipi di risposta, una  distaccata o il più possibile oggettiva, da critico che recensisce ma non è emotivamente coinvolto (Jack White? Uhm…derivativo, interessante, bei suoni, non m’acchiappa ma meglio comunque di Miley Cyrus) e una personale, emotiva e, purtroppo, spesso scaturita da rancorosa cattiveria nei confronti di chi è giovane (Jack White? Ma che due palle, che vada a cagare lui e tutti ‘sti giornali che lo mettono in copertina! Non mi piace un cazzo, cazzo ci fa Jimmy Page con lui in un film? Valà Jack White, ne deve mangiare di crostini…vado a casa ad ascoltarmi la 75ma ristampa di Fillmore East degli Allman, altro che Jack White di merda). Oggettivamente non posso recensire Jack White che conosco poco, ma soggettivamente immagino che Jack White abbia poche chance di entrare nelle mie grazie a meno che io non riesca, in qualche modo, a legarlo a qualcosa di personalmente piacevole, una missione, direi, ormai impossibile.

jimmypage-jack white

Esce un CSN&Y 3 cd live 1974? Non mi piace, non lo ascolto. Sono sempre i miei adorati CSN&Y ma in questo momento non ho 17 anni quindi sento solo 4 sfigati arrochiti che stonano e non vanno a tempo.

CSNY 1974

A questo punto mi rimane il continuo e indefesso revival auditivo, il milionesimo ascolto di Led Zep III, il miliardesimo di Deja Vu, il fantastiliardesimo di Revolver eccetera, tra l’altro dischi precedenti ai ‘miei anni’, ai quali mi sono affezionato per quella che io chiamo ‘nostalgia di un tempo che non ho vissuto’, nostalgia presa in prestito dai più grandi. Il problema è che, passando il maledetto tempo, le nostalgie scatenate dal reiterato e ossessivo ascolto di suddetti dischi da piacevoli si sono tramutate in dolorosissime, con picchi pericolosi di disperazione (ormai piango anche ascoltando i Jackson 5). Ascoltare la musica è diventato un bel problema, cazzi miei. E che ora scatti il dibattito.

Stefano Piccagliani ©2014

Dark Lord benedici questo tuo discepolo che si è perso

Dark Lord benedici questo tuo discepolo che si è perso

JOHN BONHAM May 31/05/1948 – Sept 25/09/1980: still the greatest.

25 Set

May 31/05/1948 – Sept 25/09/1980

Still the greatest.
JOHN HENRY BONHAM, WE SALUTE YOU.

John-Bonham1

OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.11 – May 1988

25 Set

Fatico ogni volta a rileggere questi numeri, i miei interventi sono spesso sopra le righe e li trovo insopportabili, ma allora ero giovane e forse è questo che non reggo. Maggio 1988 dunque, il mio amico francese CHRISTINA PERUZZA, autore della fanzine IN THE MOOD, recensisce il concerto di Londra del 17 aprile di PLANT in cui partecipò JIMMY PAGE (suonando bene) in tre pezzi, nelle News un breve accenno al concerto dei LZ per il 40esimo anniversario della Atlantic del 13 maggio (dove PAGE suonò male). Recensisco poi NOW AND ZEN e il disco dei MISSION prodotto da JONES. BILLY FLETCHER, ledhead extraordinaire from Scotland, ci parla del concerto di ROBERT PLANT alla Leicester University, STEVE JONES, altro fan britannico molto conosciuto, si lascia andare alle sue Seventies Memories, SHARON THOMAS continua il racconto del suo viaggio in Inghilterra e LORI BOSWELL ci tiene al corrente di ciò che succede a Chicago. Ancora, stralci da varie interviste a RP, una articolino sulla Abbazia di Thelema scritto da una fan siciliana, e un ode al nuovo atteggiamento di RP. Ah, quando ancora “confidavo” in Robert! La playlist dello staff non è niente male, peccato per la macchia dei REM al nono posto…sono una band che proprio mi infastidisce. In copertina una foto curiosa di JIMMY PAGE scattata a Pistoia nel luglio del 1984 dal grande LUCIANO VITI.

PDF:

OH JIMMY N11 016

OH JIMMY N11

INTERVALLO: Armageddon “Silver Tightrope” 1975

24 Set

From the album “Armageddon” – A&M Records, 1975
(Usa Billboard Top 200: 151°)

Keith Relf – vocals
Martin Pugh – guitar
Bobby Caldwell – drums
Louis Cennamo – bass

KEITH RELF era naturalmente l’ex cantante degli YARDBIRDS. Segnalo inoltre le collaborazione di Bobby Caldwell tra il 1971 e il 1974 con RICK DERRINGER e JOHNNY WINTER.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

I close my eyes to worldly skies
I leave behind the day
And deep within me, I shall begin
To chase my thoughts away
As loved ones hold me to their sides
Their strength flows into me
To cast me out of sorrow’s blindness
Into eternity

I thought I heard them softly calling
The voices of the spheres
As light years flash forever falling
Away from waking fears
I reach out, try to touch the passing
Of beings bathed in light
But they just smile, their eyes not asking
To see beyond their sight

Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope

I thought I saw the candle-bearers
On their way to the beyond
Beckon to me from the future
To come and join the throng
I stepped upon the silver tightrope
Balancing beliefs
And wings unfurling with a new hope
I left behind my griefs

Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope

Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope
Ooh silver tightrope

Armageddon - Armageddon - Front (1) Armageddon band

Armageddon - Armageddon - Back