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“LED ZEP IN L.A.” Charles Shaar Murray NME, 16 June 1973

1 Feb

SABATO 31 gennaio, interno sera: due giorni chiuso in caso con l’influenza, febbre e tosse. Dopo aver guardato per due giorni su Fox Animation almeno 12 episodi di THE CLEVELAND SHOW, i GRIFFIN e AMERICAN DAD, quattro film, 10 documentari, 20 edizioni di SKYSPORT24, con la schiena e le ossa rotte mi alzo e mi metto davanti al PC. La groupie è al Corallo, io qui che vago per i soliti siti che frequento, guardando le due tessere (gentile omaggio di un mio cliente) che ho qui sulla scrivania relative a due posti in “tribuna centrale super” allo Stadio Giglio per domani in occasione di SASSUOLO-INTER. Riuscirò ad andare? Speriamo che la Tachpirina, il Bisolvon, l’Apropos e il Southern Comfort sortiscano l’effetto desiderato.

Son qui, dicevo, che cazzeggio in internet, quando incappo sul link di una sito che ripubblica vecchi articoli musicali. Oggi ripropone un articolo del giornalista inglese CHARLES SHAAR MURRAY pubblicato sul NEW MUSICAL EXPRESS il 16 giugno del 1973 e dedicato ai due concerti dei LED ZEPPELIN al LA Forum del 31/05/1973 e al Kezar Stadium di SAN FRANCISCO il 02/06/1973.

Lo leggo con interesse; oltre al godimento nel leggere di una band in formissima e di atmosfere piene di buone vibrazioni, ci sono un paio di sfumature di contorno che mi hanno molto divertito:

(dopo lo show del 31/5/1973)

Il party è in una casa di lusso Laurel Canyon di un signore che gestisce una stazione radio, e per dimostrare la sua importanza, mostra con discrezione fotografie di se stesso con tali notabili disparati come Sly Stone e Richard (l’uomo dal WATERGATE)  Nixon. In un videoregistratore gira continuamente il film Deep Throat (Gola profonda) mentre lo stereo riempie la casa con Johnny Winter, gli Stones, Humble Pie e Manassas. 

(prima dello show del 02/06/1973)

Dietro le quinte BILL GRAHAM si aggira controllando i pass. BONHAM borbotta circa le difficoltà che incontrerà a suonare col caldo che fa, per fortuna più tardi si rinfrescherà un poco. Tra la folla, un poliziotto nero indossa un spilla che dice “Incriminate Nixon”. San Francisco ha ancora un sacco di anima.

 QUESTO IL LINK:

http://www.teachrock.org/resources/article/led-zep-in-la/

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METAL SHOCK n.42 Marzo 1989 (KIRK HAMMETT)

26 Gen

Marzo 1989, su Metal Shock 42 il mio articolo su Kirk Hammett dei Metallica.

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METAL SHOCK N 42

METAL SHOCK N 42

METAL SHOCK n.41 Marzo 1989 (Slash)

19 Gen

Marzo 1989: MS pubblica il mio articolo su SLASH. Di nuovo giornalismo anni ottanta nelle mie dita, me ne dispiaccio, ma che ci posso fare… erano anni un po’ così, in cui tra l’altro ancora si credeva (perlomeno io) che Live ?!*@ Like a Suicide fosse un vero live (contenete due cover e due pezzi originali) autoprodotto dalla band (in realtà è un fake, trattasi di demo registrato in studio a cui furono aggiunti applausi, il tutto messo in piedi dalla casa discografica per insignire la band di meriti underground).

PS: ma quanto erano brutte le copertine delle riviste metal anni ottanta?!

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METAL SHOCK N 41 – mar 1989

metal shock n41

 

GREG ILES “Il Sorriso Dei Demoni” (Piemme Bestseller 2012 – €12) – TTTT½

12 Gen

Lo scorso settembre avevo parlato de LA NOTTE NON E’ UN POSTO SICURO, ora scrivo due righe a proposito de IL SORRISO DEI DEMONI, uscito in origine nel 2006 e ristampato più volte dalla PIEMME, visto il successo che i thriller di GREG ILES di solito ottengono. Sarà perché i romanzi di ILES sono ambientati in MISSISSIPPI (questo tra NATCHEZ e JACKSON), sarà per quel suo modo di raccontar storie, sarà per i soggetti che riesce ad elaborare nella sua maruga, ma GREG ILES ora è un punto fermo per me. Gran bel libro anche questo.

Greg Iles Il sorriso dei demoni

SINOSSI:

La donna dal volto sfigurato è una perfetta sconosciuta per il dottor Chris Shepard. Eppure, il medico si accorge subito che c’è qualcosa di strano in quella nuova paziente. Sarà per il suo sguardo glaciale e il tono deciso, che lo prendono alla sprovvista. O per quelle cicatrici sul lato destro del viso, che parlano di un dolore recente, e forse anche di incubi e ferite interiori, demoni e sensi di colpa. Ma l’immediata rivelazione della donna è ancora più spiazzante: non si trova lì per un consulto medico, bensì per un problema che riguarda lo stesso dottor Shepard. La ricerca di un killer.
Perché lei, Alex Morse, è un’agente dell’FBI e sta indagando in incognito su un avvocato divorzista della zona. Negli ultimi cinque anni, i coniugi di nove facoltosi clienti dell’avvocato in questione sono morti in circostanze misteriose. Anche se erano tutti giovani e in salute.
L’ultima vittima della lista è Grace Morse, sorella di Alex, colpita all’improvviso da un’emorragia cerebrale. E la prossima potrebbe essere proprio il dottor Shepard, poiché sua moglie Thora ha consultato il legale appena una settimana prima.
Per Chris Shepard, credere alle parole di Alex vorrà dire non solo mettere in discussione la felicità del suo matrimonio, ma anche pensare a salvarsi la pelle. E affiancare l’agente in una missione molto privata, per sventare il disegno omicida di un oscuro dottor morte.

 

Jackson Mississippi

Jackson Mississippi

Map of Mississippi

Capitol St - Jackson - 1950s

Capitol St – Jackson – 1950s

Natchez, Mississippi Casino Boat on the Mississippi River

Natchez, Mississippi Casino Boat on the Mississippi River

METAL SHOCK n.40 febbraio 1989 (Michael Schenker)

29 Dic

Schenker è un chitarrista che negli UFO mi è piaciuto moltissimo… ritmiche forse troppo geometriche e teutoniche, ma un solismo stupefacente. Nel febbraio 1989 su METAL SHOCKA venne pubblicato un mio articolo su di lui. Nella prima parte del pezzo non risulta chiaro il parallelismo tra lui e BLACKMORE che feci, probabilmente durante la ribattitura in redazione a Roma qualcuno si perse qualche riga. Anyway, questo è quanto scrissi.

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METAL SHOCK N 40

metal shock n 40

METAL SHOCK n.38 gennaio 1989 (Steve Vai)

23 Dic

All’inizio degli anni ottanta ero abbonato alla rivista statunitense GUITAR PLAYER; il magazine americano era solito allegare ai vari numeri un flexi disc, una sorta di 45 giri di vinile flessibile che messo sopra ad un vinile tradizionale poteva essere ascoltato con l’impianto stereo. Nel 1984 arriva il flexi disc di STEVE VAI con THE ATTITUDE SONG. Era la prima volta che lo ascoltavo e mi parve subito molto innovativo. Ripetei l’ascolto insieme al mio insegnante di chitarra di allora, GIANNI NICOLINI, che lo trovò magnifico.

Nemmeno un paio d’anni più tardi STEVE diventò l’assetto principale della DAVID LEE ROTH band, poi a seguire l’entrata negli WHITESNAKE e la pubblicazione del fortunatissimo album solista PASSION AND WARFARE. Un lustro di grandissimo successo.

Nel gennaio del 1989 METAL SHOCK pubblicò il mio articolo su di lui. Eccolo qui.

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METAL SHOCK N 38

METAL SHOCK N 38

 

GLENN COOPER “Dannati” (Editrice Nord 2014 – EURO 19,90) – TTTT½

19 Dic

L’idea su cui si basa questo libro è ottima, mi sono divertito nel leggere il tutto; magari in mezzo al libro ci si pianta un po’ e si avanza a rilento, ma nel complesso è assai godibile. A me GLENN COOPER piace un sacco, e questo nuovo capitolo della sua bibliografia non delude.

The idea on which this book is based is very good, I enjoyed the reading; maybe in the middle of the book you find yourself sinking a bit in the mud and you go on slowly, but overall it is very enjoyable. I  like GLENN COOPER a lot, and this new chapter in his bibliography does not disappoint.

Glenn Cooper dannati ok

 

SINOSSI:

Immagina di trovarti all’improvviso in un mondo simile al nostro, ma completamente diverso.
Un mondo dove sono confinati tutti i malvagi vissuti sulla Terra dall’inizio dei tempi.
Un mondo dove tu sei l’unico «vivo».
Quel mondo è l’Inferno e tu hai un solo obiettivo: tornare a casa.
Lo chiamano Oltre. Alcuni sono appena arrivati in quel mondo così simile al nostro eppure così diverso. Altri invece sono lì da secoli e sono ormai indifferenti alla perenne coltre di nubi che nasconde il sole e all’atmosfera cupa che li circonda. Ma ognuno di loro condivide lo stesso destino: dopo essere morti, sono stati condannati per l’eternità. Sia che abbiano scritto a caratteri di fuoco il loro nome nel grande libro della Storia – tiranni sanguinari, sovrani spietati, criminali di guerra – sia che nel corso della loro oscura esistenza si siano macchiati di colpe incancellabili, adesso sono tutti relegati in quel luogo maledetto. Tutti, tranne John Camp. Lui è «vivo», ed è lì per sua scelta. Perché ha giurato di salvare la donna che ama. Durante un audace esperimento di fisica delle particelle, la dottoressa Emily Loughty è scomparsa nel nulla e, quando si è deciso di ripetere il procedimento per capire cosa fosse successo, John si è posizionato nel punto esatto in cui lei era sparita e… in un attimo è stato catapultato all’Inferno. E ora deve affrontare un mondo sconosciuto e ostile per ritrovare Emily e riportarla indietro. Ma il tempo a sua disposizione è poco, e tutti e due rischiano di rimanere per sempre prigionieri nella terra dei Dannati…

 

METAL SHOCK n.35 dicembre 1988 (Edward Van Valen)

8 Dic

Dicembre 1988, esce METAL SHOCK n.35, su di esso il mio primo articolo apparso su di una testata nazionale; grande soddisfazione se non altro perché la rivista era guidata da TROMBETTI e RIVA, che come ho scritto più volte, erano i miei riferimenti, come d’altra parte lo era anche il soggetto dell’articolo, il grandissimo EDWARD VAN HALEN.

FILE PDF:

METAL SHOCK N. 35

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METAL SHOCK N 35

 

RITAGLI DAL PASSATO: METAL SHOCK N.45 maggio 1989

3 Dic

Maggio 1989, su METAL SHOCK esce un mio articolo su JOHNNY WINTER. Grafica piuttosto basic, foto non certo bellissime, prosa di sicuro non cristallina, ma erano gli anni ottanta …

FILE PDF:

METALSH SHOCK 45 maggio 1989

METALSHOCK 45

OH JIMMY – The Jimmy Page Fanzine n.15 – June 1989

19 Nov

ITALIAN

Vederlo così, in PDF, il numero non rende, ma averlo tra le mani mi fa esclamare “però!”. La carta con una grammatura più sostanziosa, l’impaginato grafico (ricordate che siamo nel 1989) a cura del caro DOM GIARDINI, gli articoli a firma di fan competenti e svegli. Mica male davvero. Al mio inglese assai modesto si contrappone quello dei collaboratori americani e inglesi. SUSAN HEDRICK che segue l’OUTRIDER tour, STEVE JONES (quello di Manchester) che recensisce il libro LED ZEPPELIN HM PHOTO BOOK, SHARON THOMAS (della FIRM fanzine) che ci presenta i testi di PRESENCE (e come dico ogni volta, per quegli anni non erano cose da poco), ADALBERTO COLTELLUCCIO che ci parla da par suo di LITTLE GAMES, CHRISTIAN PERUZZA che ci racconta (in francese) delle peripezie di un fan dei LZ a Parigi, ancora SHARON THOMAS con riflessioni sul suo anno passato nel nome del Rock, di nuovo SUSAN alle prese con i bootleg, BOB BARLOW che medita sull’OUTRIDER tour.

Mi rendo conto che c’è poco italiano, ma per sopravvivere la fanzine dovette aprirsi ad altri mercati. Giugno 1989, OH JIMMY 15, oh yes.

Jimmy Page 1988

(broken) ENGLISH

If I look to it, in a PDF file, the issue does not shine, but having it in my hands makes me exclaim “not bad at all”. The type of the paper, the graphic computer work (remember that we are in 1989) courtesy of old dear DOM GARDINI, the articles written by competent fans. Not bad, really. My very modest English and the one of the American and British collaborators. SUSAN HEDRICK who follows the OUTRIDER tour, STEVE JONES (to Manchester) who reviews the LED ZEPPELIN HM PHOTO BOOK, SHARON THOMAS (of the FIRM fanzine) who presents the lyrics of PRESENCE (and as I say every time, for those years printed lyrics were important here in Italy), ADALBERTO COLTELLUCCIO who tells us his view of LITTLE GAMES, CHRISTIAN Peruzza who tells us (in French) the adventures of a LZ fan in Paris, SHARON THOMAS again with her reflections on her year in the name of Rock , SUSAN with the news about bootleg, BOB BARLOW who meditates about the OUTRIDER tour.

I realize that there is little written in Italian, but the fanzine had to open up to other markets to survive. June 1989 15 JIMMY OH, oh yes.

FILE PDF:

OH JIMMY N15

OH JIMMY N15