Maggio 1989, su METAL SHOCK esce un mio articolo su JOHNNY WINTER. Grafica piuttosto basic, foto non certo bellissime, prosa di sicuro non cristallina, ma erano gli anni ottanta …
◊
FILE PDF:
◊
◊
◊
◊
◊
Maggio 1989, su METAL SHOCK esce un mio articolo su JOHNNY WINTER. Grafica piuttosto basic, foto non certo bellissime, prosa di sicuro non cristallina, ma erano gli anni ottanta …
◊
FILE PDF:
◊
◊
◊
◊
◊
ITALIAN
Vederlo così, in PDF, il numero non rende, ma averlo tra le mani mi fa esclamare “però!”. La carta con una grammatura più sostanziosa, l’impaginato grafico (ricordate che siamo nel 1989) a cura del caro DOM GIARDINI, gli articoli a firma di fan competenti e svegli. Mica male davvero. Al mio inglese assai modesto si contrappone quello dei collaboratori americani e inglesi. SUSAN HEDRICK che segue l’OUTRIDER tour, STEVE JONES (quello di Manchester) che recensisce il libro LED ZEPPELIN HM PHOTO BOOK, SHARON THOMAS (della FIRM fanzine) che ci presenta i testi di PRESENCE (e come dico ogni volta, per quegli anni non erano cose da poco), ADALBERTO COLTELLUCCIO che ci parla da par suo di LITTLE GAMES, CHRISTIAN PERUZZA che ci racconta (in francese) delle peripezie di un fan dei LZ a Parigi, ancora SHARON THOMAS con riflessioni sul suo anno passato nel nome del Rock, di nuovo SUSAN alle prese con i bootleg, BOB BARLOW che medita sull’OUTRIDER tour.
Mi rendo conto che c’è poco italiano, ma per sopravvivere la fanzine dovette aprirsi ad altri mercati. Giugno 1989, OH JIMMY 15, oh yes.
(broken) ENGLISH
If I look to it, in a PDF file, the issue does not shine, but having it in my hands makes me exclaim “not bad at all”. The type of the paper, the graphic computer work (remember that we are in 1989) courtesy of old dear DOM GARDINI, the articles written by competent fans. Not bad, really. My very modest English and the one of the American and British collaborators. SUSAN HEDRICK who follows the OUTRIDER tour, STEVE JONES (to Manchester) who reviews the LED ZEPPELIN HM PHOTO BOOK, SHARON THOMAS (of the FIRM fanzine) who presents the lyrics of PRESENCE (and as I say every time, for those years printed lyrics were important here in Italy), ADALBERTO COLTELLUCCIO who tells us his view of LITTLE GAMES, CHRISTIAN Peruzza who tells us (in French) the adventures of a LZ fan in Paris, SHARON THOMAS again with her reflections on her year in the name of Rock , SUSAN with the news about bootleg, BOB BARLOW who meditates about the OUTRIDER tour.
I realize that there is little written in Italian, but the fanzine had to open up to other markets to survive. June 1989 15 JIMMY OH, oh yes.
◊
FILE PDF:
◊
◊
◊
◊
Giugno 1989, su METAL SHOCK esce un mio articolo sui cantanti Hard&Heavy; lo stile del TT di allora è parecchio anni ottanta, riletto oggi mi procura – come sempre – qualche imbarazzo, ma tant’è …
◊
FILE PDF:
◊
◊
◊
◊
◊
Bel numero questo, e non solo per le numerose pagine dedicate a JIMMY POIGE. L’intervista al Dark Lord si dipana su dieci pagine e alcune delle domande non sono affatto male, le risposte relative chiariscono alcuni degli aneddoti che per anni sono stati luoghi comuni citati un po’ da tutti. La foto di copertina è molto bella, o meglio, lo è il soggetto, un settantenne badass pieno di fascino e stile. Se solo suonasse ancora la chitarra sarebbe davvero ancora il nostri dio. Interessanti le intervistine a corredo a JOHN CARTER e JOHN MILES.
Tre pagine poi per il grande TAJ MAHAL, sei per PRINCE che non è esattamente my cup of tea ma resta un tipetto interessante nonché chitarrista dotatissimo. Cinque pagine per i RAINBOW del mio periodo preferito, quello con GRAHAM BONNET, quattro per SUZIE QUATRO a cui sono legato più che per il valore della sua proposta musicale per i ricordi legati alla mia adolescenza che rimanda.
Nelle recensioni dedicate alle ristampe ci sono quelle delle deluxe edition del IV e di HOUSES OF THE HOLY; voti ai companion disc: 9 per IV, 8 per HOTH. La recensione è di Tim Batcup, uno che evidentemente sa scodinzolare bene. Nella rubrichetta LIVE mezza paginetta per PAUL RODGERS.
Il cd allegato come spesso capita è proprio brutto. Anyway, bel numero.
◊
◊
◊
◊
Febbraio 1989, da un po’ collaboro con METAL SHOCK, rivista per cui scrivono i miei due maestri, BEPPE RIVA e GIANCARLO TROMBETTI. Curo una sorta di rubrica che si chiama GUITAR GREATS, dove mi diverto a scrivere di grandi chitarristi. Un bel giorno TROMBETTI mi chiama e dice: “Tim, so che per il numero di febbraio hai già pronto l’articolo su JOE PERRY, ma ne ne serve uno, quello che avrà la copertina, su PAGE, BECK e CLAPTON.” Nonostante il poco tempo a disposizione obbedisco con piacere. Eccomi dunque a riproporre scritti antichi dello smilzo di Nonantola.
◊
FILE PDF:
◊
◊
◊
◊
◊
◊
Febbraio 1989: Doc Marena recensisce la data dell’OTRIDER TOUR all’Hammersnith Odeon di Londra, show a cui era presente, LORI BOSWELL di Chicago trascrive i testi di PHYSICAL GRAFFITI, STEVE JONES di Manchester parla di FINAL ACCLAIM il libro di DAVE LEWIS. Ancora, SUSAN HEDRICK ci parla dei video bootleg disponibili dell’OUTRIDER TOUR (siamo nel 1989 e la faccenda dei video bootleg è una lussuria mai vista) e, nella sua rubrica, di bootleg e live tapes. Insieme a suo marito Basil poi ci racconta la LZ convention degli USA del 1988. ADALBERTO COLTELLUCCIO, fan siciliano, si lancia in un raffronto psichedelico da PAGE e HENDRIX. OH JIMMY N 14, 25 anni fa, ah!
ps: grazie a Bodhran
February 1989: Doc Marena reviews the OTRIDER TOUR date at the Hammersnith Odeon in London, LORI BOSWELL from Chicago transcribes the PHYSICAL GRAFFITI lyrics, STEVE JONES from Manchester writes about FINAL ACCLAIM, one of DAVE LEWIS books. Then, SUSAN HEDRICK talks about the avaiable video bootlegs of the OUTRIDER TOUR (we are in 1989 and the matter of video bootlegs is pure lust) and, in her column, also about live tapes and bootlegs. Together with her husband Basil then she tells us what happened in the US LZ convention of 1988. ADALBERTO COLTELLUCCIO, a Sicilian fan, launches himself into a psychedelic comparison HENDRIX/PAGE. OH JIMMY N 14, 25 years ago, ah!
◊
FILE PDF OH JIMMY N.14
◊
◊
◊
Libro regalatomi dal Pike boy un po’ di tempo fa, e finito di leggere solo ora. E’ un libro serioso (ed attendibile), ma è comunque uno spasso leggere le peripezie del primo JEFF BECK GROUP. Dentro c’è tutto: l’immenso progresso che la chitarra elettrica proveniente dal blues compie grazie a lui staccandosi dai metodi tradizionali di ERIC CLAPTON e del blues revival inglese, e partendo verso percorsi sperimentali e psichedelici pur sempre all’interno della matrice blues; la creazione del template del quartetto di rock selvatico con un chitarrista solista e un cantante dalle grandi capacità (cosa, quest’ultima, che mancava agli YARDBIRDS del 1967); l’incapacità del leader, JB appunto, di gestire un gruppo di successo, di avere una visione, di mantenere un equilibrio; le litigate furiose tra i membri del gruppo; i costanti cambiamenti di formazione; i concerti continuamente cancellati e quelli disastrosi; e infine anche le notti magiche di un gruppetto di delinquentelli inglesi alle prese con un hard rock blues spumeggiante e dilagante.
L’inizio del libro è un po’ lento, soprattutto per chi come me non è interessato al periodo inglese della prima metà degli anni sessanta, la fine invece è un po’ precipitosa, il JEFF BECK 2 è liquidato con poche frasette così come il resto della carriera solista di JB. D’altra parte è un libro dedicato al primo JEFF BECK GROUP, quello di TRUTH e BECKOLA, quello che si permetteva di avere due stelle di prima grandezza lì davanti e due mediocri gregari lì dietro. MICK WALLER c’entrava davvero poco con lo stile del gruppo e RON WOOD al basso era davvero scarso (d’altra parte lo era anche con la chitarra); basti ascoltare SWEET LITTLE ANGEL nel materiale bonus di BECK OLA: il lavoro del basso è sconclusionato, mal si prende con la batteria, corrompendo la prova d’insieme. Anche TRUTH non ne è immune: l’album è splendido, ma la sezione ritmica non è all’altezza. E’ vero però che con TONY NEWMAN le cose sembrarono migliorare un po’.
Molti riferimenti agli YARDBIRDS, ai LED ZEPPELIN, a JIMMY PAGE, a JOHN PAUL JONES a PETER GRANT e ai gustosi aneddoti della musica ROCK: JB che va a a fare le audizioni per sostituire MICK TAYLOR nei ROLLING STONES e che se va dicendo “chiamatemi quando avrete trovato una vera sezione ritmica”, BECK che liquida in maniera spavalda il secondo album di HENDRIX e il secondo dei CREAM, l’aver voluto a tutti costi il pianista NICKY HOPKINS nel gruppo per poi accorgersi che quest’ultimo aveva la mentalità da session man e che dunque mal si amalgamava con il groove della vita on the road e on stage; AL KOOPER che va a vedere il JEFF BECK GROUP e che se ne va dopo tre pezzi disgustato dall’approccio musicalmente poco professionale del gruppo. Una vera e propria storia Rock insomma, quel Rock su cui le donne e gli uomini di blues di questo blog tanto sospirano.
Il libro è in inglese.
PS: thank you Picca
◊ ◊ ◊
◊ ◊ ◊
◊ ◊ ◊
◊ ◊ ◊
Ambientato in Africa alla fine dell’ottocento, questo è l’ultimo fumetto ideato dalla Bonelli. L’autore è Gianfranco Manfredi, che nella mia testa rimane il cantautore di MA NON E’ UNA MALATTIA album che comprai in diretta nella seconda metà degli anni settanta. Scozzese, guascone, profondo quando serve, senso della giustizia. Fattezze simili a quelle di Errol Flynn e Clark Gable, ADAM WILD resta in bilico tra l’ eroe e l’antieroe. Sta con i deboli ma in maniera scevra da sentimentalismi, è spesso in mezzo all’azione ma non disdegna momenti di riflessione. Bei disegni, bella copertina. Per ora si becca un bel sette, ma la sensazione è che il voto tenderà a salire. Io di Manfredi mi fido.
ADAM WILD N° 1 “GLI SCHIAVI DI ZANZIBAR”
Periodicità: Mensile
Uscita: 04/10/2014
Soggetto: Gianfranco Manfredi
Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni: Alessandro Nespolino
Copertina: Darko Perovic
A Zanzibar la tratta degli schiavi è stata ufficialmente abolita, ma il traffico di esseri umani continua clandestinamente. Adam Wild è lì per eliminarlo. In molti congiurano per ucciderlo. Congiurare è un conto, riuscirci è un altro. Non è saggio fare arrabbiare Adam!
◊ ◊ ◊
◊ ◊ ◊
◊ ◊ ◊
◊ ◊ ◊
◊ ◊ ◊
Novembre 1988: sopra le righe come sempre affronto il nuovo numero di OH JIMMY. Due parole sulla registrazione live della terza data dell’Outrider Tour a Miami l’8 settembre 1988, recensione approfondita invece di quello a Chicago del 17 ottobre fatta da LORI BOSWELL. Il numero 13 contiene anche i testi di OUTRIDER, oggi sembra una stupidata, ma allora era una cosa non da poco (per il pubblico non di madre lingua inglese). Compare inoltre un articolino sullo smilzo di Nonantola apparso sulle pagine de LA GAZZETTA DI MODENA. Ancora, le foto dei membri dello staff, la recensione del libro SUPERSTARS a cura di STEVE JONES, articolo sulle live tapes di SUSAN HEDRICK e l’incontro di quest’ultima con ROBERT PLANT al RAINBOW BAR & GRILL. Che dire poi dell’angolo della posta e degli annunci? Commoventi.
PS: grazie a Bodhran.
November 1988: over the top as always I snub the new issue of OH JIMMY. Two words on the live recording of the third date of the Outrider Tour in Miami on September 8, 1988 and the in-depth review of the Chicago on 17 October gig made by LORI BOSWELL. The issue 13 also contains the lyrics of Outrider, today it seems like a stupid thing, but back then it was a not a small thing (for the audience not native English speakers). There is also a little article about NonantolaSlim published at the time on the pages of LA GAZZETTA DI MODENA. Then, pictures of staff members, the review of the book SUPERSTARS by STEVE JONES, an article on live tapes by SUSAN HEDRICK and the meeting of the latter with ROBERT PLANT to RAINBOW BAR & GRILL. What about the angle of letter from the readers and the ads? Moving.
◊
FILE PDF OH JIMMY 13:
◊
Luglio 1988- Primo numero in grande formato, tipo tabloid. Buona parte della fanza è ora in quello che doveva (e deve ) essere un pessimo inglese, ma tant’è…. La mia corrispondente giapponese di allora KAYKO KATO (responsabile della fanzine PLANT OUT) ci racconta due cose del suo incontro con RP, SHARON THOMAS (responsabile della FIRM fanzine FROM THE HEART … TO THE HEART) recensisce il concerto di RP a Mansfield del 20/05/1988. Io recensisco, all’insopportabile maniera del Tim di allora, OUTRIDER. Al di là di tutto ricordo nitidamente la sera che descrivo, quel sabato sera del giugno 1988 in cui rincasai col disco di Page sottobraccio. Chiuso in camera, in cuffia, ad ascoltare il disco solista di JIMMY PAGE. Gran bei ricordi. Naturalmente OUTRIDER non era Album Of The Year, ma allora ero carico e sicuro che fosse l’apripista, appunto, di una serie di album solisti di JIMMY POIGE. SUSAN HEDRICK, la mia big sister americana, ci racconta quel che c’è di nuovo nel mondo dei nastri dal vivo dei LZ e per ultimo analizzo la performance dei LZ all’ATLANTIC 40th ANNIVERSARY. Di nuovo pieno di imbarazzo vi presento dunque OH JIMMY 12.
PS: grazie a Bodhran.
July 1988 – First issue in the big size, almost a tabloid. Much of the fanzine is now in what was supposed to (and should) be a very bad English, thus it is …. My Japanese correspendent then was KAYKO KATO (in charge of the fanzine PLANT OUT) tells us two things about his meeting with RP, SHARON THOMAS (the head of the FIRM fanzine FROM THE HEART … TO THE HEART) reviews the RP concert in Mansfield on 20/05/1988. I write a review, in the intolerable manner of 1988 Tim, of OUTRIDER. Beyond all I remember vividly the night that I describe, that saturday night in June 1988 when I came home with the album under my arm. I went in my room, closed the door, and with headphones, I listened to the solo album of JIMMY PAGE. Great memories. Of course it was not the Album Of The Year, but then I was cocky and I was sure it was the outrider, in fact, of a series of solo albums of JIMMY “POIGE”. SUSAN HEDRICK, my american big sister, tells us what’s new in the world of live tapes of LZ and then I analyze the performances of the LZ at Atlantic 40th ANNIVERSARY. Again full of embarrassment, therefore, I present you JIMMY OH 12.
◊
FILE PDF OH JIMMY 12:
◊
Commenti recenti