Fatico ogni volta a rileggere questi numeri, i miei interventi sono spesso sopra le righe e li trovo insopportabili, ma allora ero giovane e forse è questo che non reggo. Maggio 1988 dunque, il mio amico francese CHRISTINA PERUZZA, autore della fanzine IN THE MOOD, recensisce il concerto di Londra del 17 aprile di PLANT in cui partecipò JIMMY PAGE (suonando bene) in tre pezzi, nelle News un breve accenno al concerto dei LZ per il 40esimo anniversario della Atlantic del 13 maggio (dove PAGE suonò male). Recensisco poi NOW AND ZEN e il disco dei MISSION prodotto da JONES. BILLY FLETCHER, ledhead extraordinaire from Scotland, ci parla del concerto di ROBERT PLANT alla Leicester University, STEVE JONES, altro fan britannico molto conosciuto, si lascia andare alle sue Seventies Memories, SHARON THOMAS continua il racconto del suo viaggio in Inghilterra e LORI BOSWELL ci tiene al corrente di ciò che succede a Chicago. Ancora, stralci da varie interviste a RP, una articolino sulla Abbazia di Thelema scritto da una fan siciliana, e un ode al nuovo atteggiamento di RP. Ah, quando ancora “confidavo” in Robert! La playlist dello staff non è niente male, peccato per la macchia dei REM al nono posto…sono una band che proprio mi infastidisce. In copertina una foto curiosa di JIMMY PAGE scattata a Pistoia nel luglio del 1984 dal grande LUCIANO VITI.
La rivista aveva in programma una intervista con JOHNNY WINTER, ma poi all’improvviso a metà luglio il nostro Texas Hurricane se ne è andato, così gli editori hanno virato su un lungo articolo basato su di una chiacchierata con MARY LOU SULLIVAN, la biografa di Winter. Nulla di eclatante ma il tutto è ben fatto e comunque interessante, 13 pagine di lettura molto piacevole. Breve intervista poi a BERNIE MARSDEN chitarrista di seconda fascia che su questo blog amiamo parecchio e la genesi di I’M SO GLAD tra SKIP JAMES e i CREAM. 4 pagine su BRIAN SETZER sempre più calato, purtroppo, nel rockabilly da cowboy e la lista dei 23 GREATEST LIVE ALBUM. Al primo posto il solito LIVE AT THE REGAL di BB KING, poi MUDDY WATERS, HOUND DOG TAYLOR, ALBERT KING e MAGIC SLIM. Al 6° posto IRISH TOUR di RORY GALLAGHER e prima di JOHNNY WINTER AND LIVE e AT FILLMORE EAST degli ALLMAN il live del 1976 dei DR. FEELGOOD. Mah.
Il resto sono pagine dedicate a musicisti che non ascolto perché fautori di un blues comunque canonico, mai nessuno che inserisca un accordo strano, una melodia piacevole, così mi succede quello che provo con la rivista PROG: leggo THE BLUES MAGAZINE e mi accorgo che il blues non mi piace, se per blues intendiamo quello contenuto in quegli articoli.
Nelle recensione anche la deluxe edition di LZ II dove se non altro hanno da dire sul bonus disc. Meno male che qualcuno inizia ad aprir bocca sulle stupidaggini rappresentate dal materiale extra. La BUYER’S GUIDE è dedicata ad ERIC CLAPTON e tra i dischi consigliati non c’è WHEELS OF FIRE dei CREAM, in compenso troviamo FIVE LIVE YARDBIRDS e DELANEY & BONNIE & FRIENDS. Doppio mah.
Il CD allegato come sempre non è interessante, contiene alcun cosine non male, ma il problema è appunto questo: non male.
(Broken) ENGLISH
The magazine had scheduled an interview with JOHNNY WINTER, but then suddenly in mid-July our Texas Hurricane was gone, so the publishers have tacked on a long article based on a chat with MARY LOU SULLIVAN, the biographer of Winter. Nothing striking but the whole thing is well done and interesting anyway, 13 pages of very enjoyable reading (after all, you know, we adore JOHNNY WINTER). Short interview with BERNIE MARSDEN, a second bracket guitarist we love, the genesis of I’M SO GLAD between SKIP JAMES and CREAM, 4 pages on BRIAN SETZER increasingly dropped, unfortunately, in the rockabilly cowboy pantomime and the list of the 23 GREATEST LIVE ALBUMS. In the first place, as usual, LIVE AT THE REGAL BB KING, then MUDDY WATERS , HOUND DOG TAYLOR, ALBERT KING and MAGIC SLIM. At 6th place IRISH TOUR RORY GALLAGHER and before JOHNNY WINTER AND LIVE and ALLMAN BROS’ AT FILLMORE EAST, DR. FEELGOOD’S 1976 live album STUPIDITY. Goodness knows!
The other pages are dedicated to people who I am not listening to because advocates of a blues canon, in their blues music you never find a weird chord, a nice melody, so I’m going on what I feel with the magazine PROG: I read THE BLUES MAGAZINE and I realize that the I do not like blues, at least if the blues is the one contained in those articles.
They review also the deluxe edition of LZ II, where if anything they have to say something true about the bonus disc, at last someone who starts to open his mouth about the stupid things represented by the extra material. The BUYER’S GUIDE is dedicated to ERIC CLAPTON and among the selected albums there is no track of CREAM WHEELS OF FIRE, on the other hand we find FIVE LIVE YARDBIRDS and DELANEY & BONNIE & FRIENDS. Again, goodness knows!!!
The enclosed CD is not interesting as always, it contains little things that are not bad, but the problem is precisely this: not bad.
Gennaio 1988, apro il numero con la mia consueta sobrietà e senza retorica :-). Nella sezione NEWS evidenzio un pensiero di BEPPE RIVA tratto da un suo articolo sugli AEROSMITH pubblicato su METAL SHOCK n.9 OTT 1987. Il numero contiene il resoconto del viaggio in UK di SHARON THOMAS, all’epoca mia cara amica della Pennsylvania nonché responsabile di FROM THE HEART … TO THE HEART The Firm fanzine (che prima o poi metterò sul blog); ci sono inoltre le recensioni dei due album di solido AOR dei VIRGINIA WOLF (starring Jason Bonham), della collaborazione (in tre pezzi) di JOHN PAUL JONES e BEN E. KING nell’album SAVE THE LAST DANCE FOR ME, dell’uscita semi ufficiale di LUCIFER RISING a cura della BOLESKINE RECORDS. Parlo poi di un paio di bootleg che all’epoca fecero palpitare i nostri cuori relativi alle outtakes di PHYSICAL GRAFFITI e IN THROUGH THE OUT DOOR mentre CLAUSIO MARSILIO si occupa della sezione ufficiale dedicata appunto ai bootleg. Do poi sfogo ai miei pruriti extra zeppelin intervistando LINO E I MISTOTERITAL, una band obliqua che allora andava piuttosto forte il cui frontman era ROBERTO GRASSILLI, oggi fumettista e illustratore di indubbio valore.
Di questo numero ne ha accennato sua maestà BEPPE RIVA in uno dei commenti recenti, ora approfondiamo un po’ la cosa. Questa august 2014 issue è dunque dedicata ai 100 più grandi album di rock progressivo secondo i lettori della rivista, queste le prime posizioni:
1 – YES “Close To The Edge”
2- KING CRIMSON “In The Court Of The Crimson King”
3 – GENESIS “Selling England By The Pound”
4 – PINK FLOYS “The Dark Side Of The Moon”
5 – JETHRO TULL “Thick As A Brick”
6 – GENESIS “Foxtrot”
7 – PINK FLOYD “Wish You Were Here”
8 – GENESIS “The Lamb Lies Down On Broadway”
9 – STEVE WILSON “The raven that Refused To Sing”
10 – YES “Fragile”
◊ ◊ ◊ ◊ ◊
Altre posizioni:
11 – ELP “Brian salad Surgery”
14 – PINK FLOYD “Animals”
19 – YES “Relayer”
21 – GENESIS “A Trick Of The Tiles”
26 – YES “Going Dor The One”ù
32 – YES “The Yes Album”
41 – GENESIS “Nursery Cryme”
42 – ELP “Trilogy”
44 – GENESIS “Wind And Wuthering”
55 – RICK WAKEMA “Journey To The Centre Of The Earth”
60 – MIKE OLDFIELD “Tubolar Bells”
70 – KING CRIMSON – “Discipline”
74 – FRANK ZAPPA “Hot Rats”
77 – SUPERTRAMP “Crime Of The Century”
79 – ELP “Elp”
92 – RICK WAKEMAN “The Six Wives Of Henry VIII”
100 – YES “Drama
Ora, è un referendum indetto tra i lettori, cosa vuoi stare a discutere, ognuno di noi pensa che i propri album preferiti siano di importanza basilare per la storia della musica, ma qualche riflessione oggettiva (seppur sempre sul punto di diventare soggettiva) bisogna pur farla. Dunque, ehm, aspetta un attimo, nessun album degli EMERSON LAKE AND PALMER, ripeto E M E R S O N L A K E & P A L M E R tra i primi 10?!! Allora, CLOSE TO THE EDGE primo mi può star bene, ITCOTCK secondo anche. SELLING ENGLAND al terzo posto è il minimo, THE DARK SIDE al quarto idem, ecco con THICK AS A BRICK al quinto posto già mi viene la mosca al naso, FOXTROT è un gran disco, WISH YOU WERE HERE anche, ma vogliamo metter il primo degli ELP almeno all’ottavo posto o no!? Non pretendo TRILOGY che è il mio preferito, nemmeno BRAIN SALAD SURGERY e TARKUS che sono album difficili seppur magnifici, ma almeno il primo, cazzo. Invece no, lo troviamo al 79simo posto! 79simo! Ma d’altre parte cosa ci aspettiamo da lettori che mettono THE LAMB all’ottavo posto e RELAYER al 19simo; per carità album di tutto rispetto ma enigmatici, cupi, difficilissimi. Chi vota quegli album lo fa per snobismo. Con questi parametri avrei dovuto votare LOVE BEACH allora. Poi THE YES ALBUM 39simo, a me sembra un album da Top 10 o no?
Scusate ancora, nemmeno un album dei NICE tra i primi 100? Nemmeno uno della PFM? STORIA DI UN MINUTO, PHOTOS OF GHOSTS, THE WORLD BECAME THE WORLD, CHOCOLATE KINGS e JET LAG sono album di pari valore di quelli dei grandi gruppi inglesi.
Mi verrebbe voglia di indire il referendum dei lettori per THE 25 GREATEST PROG ALBUMS OF ALL TIME (according to TTBlog).
Non metto becco su tutti quegli album di STEVE WILSON e OPETH in classifica, non è roba per me, a tal proposito sono giunto al punto di dichiarare che a me il prog non piace, per lo meno quello attuale: è diventato matematica gelida e metallica lontana mille miglia dalle cordinate della mia anima.
Il Cd allegato è come sempre inutile, un unico sussulto: ROBIN AGAIN dei CAP, gli italianiassini CONSORZIO ACQUA POTABILE.
LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia” (Bonelli- €3,80) – TTTT
Davvero bella questa storia. Paola Barbato su livelli molto alti.
LE STORIE N.23 “Il Principe Di Persia”
Periodicità:Mensile
Uscita:13/08/2014
Soggetto:Paola Barbato
Sceneggiatura:Paola Barbato
Disegni:Nicola Mari
Copertina:Aldo Di Gennaro
Inghilterra, fine Ottocento. Gli scavi per la realizzazione della metropolitana londinese svelano la dimora sotterranea di un misterioso essere, che, per anni, si è celato agli occhi del mondo… È un artista o un povero folle, un uomo o un mostro? Toccherà al rude ex-poliziotto Felder calarsi nella tenebra di queste domande per gettar luce su una lunga storia di solitudine, morte e… amore!
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COLOR ZAGOR N° 2 “IL RITORNO DI GUTHRUM” – (Bonelli- €5,50) – TTT½
Zagor tutto a colori che canta IMMIGRANT SONG.
COLOR ZAGOR N° 2 “IL RITORNO DI GUTHRUM”
Periodicità:Annuale
Uscita:01/08/2014
Soggetto:Jacopo Rauch
Sceneggiatura:Jacopo Rauch
Disegni:Gianni Sedioli
Copertina:Gallieno Ferri
Colori:GFB Comics
Re Guthrum, capo di una colonia di vikinghi insediatasi da secoli in Nord America, chiede l’aiuto dello Spirito con la Scure per risolvere il mistero di una spedizione scientifica scomparsa in Labrador, mentre esplorava antichi insediamenti scandinavi. Guthrum pensa di coinvolgere Zagor per la presenza di indiani ostili, ma c’è anche dell’altro… le profezie di un sacerdote vikingo dicono anche che sta per materializzarsi una terribile minaccia! I Nostri, accompagnati dal professor Trevor e da una decina di guerrieri scelti, partono su un Drakkar vikingo, ma sulla loro strada non solo troveranno una feroce tribù pellerossa, ma dovranno assistere al risveglio dei mitologici Draugar, creature sanguinarie che affondano le loro origini nelle leggende vikinghe!
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MARTIN MYSTÈRE N° 334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA” – (Bonelli – €5,30) – TTT½
Antropologia culturale, sciamani e il solito Mystère; niente male.
MARTIN MYSTÈRE N° 334 “I PREDATORI DELLA FORESTA SACRA”
Periodicità:Bimestrale
Uscita:12/08/2014
Soggetto:Paolo Morales
Sceneggiatura:Paolo Morales
Disegni:Giancarlo Alessandrini
Copertina:Giancarlo Alessandrini
New York è scossa da un brutale duplice omicidio: un uomo azzannato alla gola, forse da un animale selvaggio, e una donna il cui cuore sembra essere stato afferrato da un’invisibile mano e stretto fino a farlo scoppiare. Una modella è sconvolta dalla notizia: la giovane conosce infatti un uomo in grado di compiere un’operazione del genere, il suo bisnonno, un temuto e potente sciamano. La ragazza chiede aiuto a Martin Mystère, e il Detective dell’Impossibile si trova così ad affrontare un mistero che coinvolge un sodalizio di stimati personaggi, legati tra di loro da un antico patto.
Tex tutto a colori che canta MISSISSIPPI QUEEN in una sfavillante avventura sul nostro fiume sacro.
COLOR TEX N° 5 “DELTA QUEEN”
Periodicità:Semestrale
Uscita:06/08/2014
Soggetto:Mauro Boselli
Sceneggiatura:Mauro Boselli
Disegni:Fabio Civitelli
Copertina:Claudio Villa
Colori:GFB Comics
È una sala da gioco galleggiante, la più splendida che abbia mai navigato lungo il Mississippi, ma le mille luci della “Delta Queen” nascondono un cuore di tenebra. Per proseguire le indagini di un ranger assassinato, Tex e i suoi pards si imbarcano sotto falsa identità sulla regina del Mississippi… Ed è l’inizio di un viaggio denso di insidie e d’imprevisti per l’elegante steamboat e i suoi danarosi passeggeri, sinché, dal dedalo di canali che forma il delta del grande fiume, comparirà l’ultima, pericolosa minaccia.
Non si capisce bene se questo sia il nuovo numero di CLASSIX! dedicato a vecchi articoli comparsi sui primi numeri ormai introvabili della rivista o un numero di CLASSIX! ANTHOLOGY, edizione speciale dove vengono ripubblicati i vecchi articoli di cui sopra. Ad ogni modo le antiche scritture pubblicate nel 2004 vengono in parte ripresentate, con aggiunte e nuovi arrangiamenti. Per quello che riguarda il sottoscritto, hanno ripubblicato una cosetta che feci su FRANK MARINO, speravo scegliessero cose più significative e caratteristiche: ricordo che scrissi articoli su ROBERT JOHNSON, JOHN CAMPBELL, FREE&BAD CO e i FRATELLI WINTER ben più riusciti e interessanti di questa cosa sul pur grande FRANK MARINO.
Tra le cose che ci interessano segnalo le 10 pagine su JOHN WETTON che farò vedere stasera a Palmiro, 9 su BOB SEGER, 15 su BON SCOTT, ben 27 sul KRAUT ROCK (per la gioia di Polbi), 9 sui CHEAP TRICK. Segnalo anche la recensione del primo dei TISHAMINGO (che su questo blog consideriamo il più bell’album di southern Rock) di Fuzz …Francsco Pascoletti insomma; ricordo che allora fui molto contento del fatto che anche lui trovò l’album delizioso.
Alla groupie questo libro non è piaciuto per nulla, io invece penso che sia uno dei più bei libri del genere. No, dai, esagero, lo sapete come sono fatto, però l’ho letto con piacere e trovo che la storia sia avvincente, beh perlomeno per me. Parla della ricerca del Santo Graal, qui sotto la sinopsi, e si sviluppa attraverso trame che in questi ultimi lustri hanno usato in molti. Il genere in questione, quello che impasta insieme scienza, religione, tematiche filosofiche, e thriller, mi piace parecchio, tuttavia capisco che sia un filone ormai abusato. Condivido questo amore con l’amico-Jaypee, ma lui mi sa che sia più selettivo di me. Ritornando alla differenza di giudizio con la groupie, non capisco se sia lei diventata un po’ snob (è una lettrice accanita, attenta, capace, esperta) o io di bocca buona, resta il fatto che IL CALICE DELLA VITA mi è piaciuto parecchio. Poi, l’idea che si sviluppa nella parte finale ( un potere che risale all’origine dell’universo, un potere che va oltre la Chiesa, oltre la morte di Cristo, oltre la vita…) mi sembra molto originale (nel bene e nel male). Glenn, hai fatto centro anche questa volta.
Dal risvolto della copertina:
Per secoli, regnanti e uomini di fede, eruditi e avventurieri lo hanno cercato. Invano. Nessuno ha scoperto dov’è custodito. E nessuno ha scoperto quale mistero nasconda. Fino a oggi.
Inghilterra, XV secolo. Non è la prigione a gettare Thomas Malory nel più nero sconforto. È la consapevolezza di avere fallito, proprio come tutti coloro che lo hanno preceduto. Ormai ha una sola ragione di vita: proteggere la chiave che dà accesso a un segreto antichissimo. E ha un solo modo per farlo: scrivere un’opera sulle gesta di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda… Inghilterra, oggi. Arthur Malory è sconvolto. Prima ha visto il suo migliore amico, Andrew, morire per mano di un assassino, poi è sfuggito per miracolo all’incendio che ha distrutto la sua casa. E tutto ha avuto inizio con una telefonata, quella in cui Andrew gli annunciava di avere novità sensazionali riguardo alla loro grande passione comune: il Graal. Da quel momento, Arthur è diventato il bersaglio di uomini senza scrupoli, determinati a completare una missione iniziata in Palestina, la notte in cui Gesù ha bevuto dal sacro calice, durante l’Ultima Cena. La sua unica possibilità di salvezza è trovare il Graal prima di loro. E, per riuscirci, dovrà rintracciare e seguire una catena d’indizi lasciata dal suo illustre antenato, Thomas Malory. Ma la sfida più grande che attende Arthur è la natura stessa del potere del Graal. Un potere che risale all’origine dell’universo, un potere che va oltre la Chiesa, oltre la morte di Cristo, oltre la vita…
Con questo romanzo ambizioso e audace, Glenn Cooper coinvolge il lettore in un’avventura sorprendente, al confine tra fede e scienza, confermandosi uno degli autori di maggior talento degli ultimi anni.
Eccolo qui, dunque, OUTSIDER di giugno con i LZ in cover. Il titolo scelto da Stefani per la copertina appunto e per il suo articolo è FROM YARDBIRDS TO LED ZEPPELIN, esplicativo e pertinente visto che il nocciolo della questione è rappresentato dalle nuove uscite dei primi tre dischi dei LZ, ma certamente poco stimolante. L’articolo relativo è lungo 22 pagine, e si snoda attraverso la storia dell’arrivo del rock in Inghilterra (e in Europa) e quindi della genesi degli YARDBIRDS prima e dei LED ZEPPELIN poi. Il pezzo è costruito anche usando dichiarazioni degli attori protagonisti e non, espediente questo non originalissimo; di solito è un metodo che non mi incanta ma evidentemente Max sa il fatto suo perchè riesce a tenerci incollati alle sue pagine sino alla fine. Interessanti le riproposizioni di tre recensioni dell’epoca tratte da (quella merda di) ROLLING STONE, MELODY MAKER e ROCK&FOLK.
In copertina una bella foto di Jorgen Angel, il fotografo che immortalò il gruppo alla sua primissima uscita, il sette settembre del 1968 a GLADSAXE, appena fuori COPENHAGEN. Capisco che si sia dovuto scegliere uno degli scatti meglio riusciti per di più con taglio verticale, ma mettere in copertina i LZ senza JIMMY PAGE in un numero che parli dei primissimi anni del gruppo, mi pare scelta quantomeno bizzarra.
LZ Gladsaxe 7/9/68 – photo JORGEN ANGEL
Ci sono poi undici pagine scritte da GIANCARLINO TROMBETTI; come già accennato qui sul blog, (soprattutto) l’ouverture dell’articolo è scoppiettante e divertente. Giancarlo lo intitola IL MARTELLO DEGLI DEI; essendo la frasetta contenuta in IMMIGRANT SONG (dal terzo album) naturalmente ci sta, ma in senso lato andrebbe usata per descrivere il gruppo nel periodo centrale/finale, come d’altra fece PAGE al tempo esprimendo il concetto a proposito di quello che voleva: THE POWER, THE GLORY AND THE HAMMER OF THE GOD. Al di là di tutto comunque è un titolo che non avrei adoperato, perché ormai davvero trito, abusato e scontato.
All’interno vengono riportate due recensioni italiane di allora, tratte da CIAO 2001. Qualcosa però non funziona: quella di LZ I parla del II, quella di LZ II parla del III. Le recensioni sono di ENZO CAFFARELLI e sono un esempio di pessimo giornalismo musicale. Pur tenendo conto che magari allora si era più giovani, ingenui ed inesperti e che i mezzi erano quelli che erano (ma non dimentichiamo che CIAO 2001 era il più venduto) CAFFARELLI scrive dei due dischi senza in realtà dire niente. Sembra quasi che non li avesse ascoltati (possibile) o che lo avesse fatto distrattamente mentre, appoggiato al davanzale di una finestra, stesse fumando una MS guardando il culo di qualche signorina. Non cita nessun titolo, l’unica volta che lo fa arriva a scrivere che SINCE I’VE BEEN LOVING YOU è un blues nello stile di BB KING. Ora, vi sembra che SIBLY sia un blues nello stile del blues-cabaret di BB KING? Poi ci si chiede perché in Italia il Rock non è mai stato preso/fatto/scritto sul serio.
In ultimo, due paginette e mezzo del sottoscritto relative alle recensioni (scritte ai primi di maggio) dei bonus disc di queste nuove ristampe dei primi tre album dei LZ.
Oltre alla LED ZEPPELIN stuff, un artico di TROMBETTI sui ROXY MUSIC, tra le recensioni di nuove uscite CHRIS ROBINSON BROTHEROOD e NEIL YOUNG/JACK WHITE, nella rubrica Oldies But Goldies LINDA RONSTADT, FRANK ZAPPA e ELP (BSS box set), nel reparto video CLASH e JONI MITCHELL.
Conosco Graziano da diversi lustri, entrambi viviamo nel bayou reggiano e anche se non ci incontriamo spesso, le antenne del blues captano i nostri rispettivi segnali in modo da rimanere più o meno aggiornati l’uno sull’altro. Dopo i capitoli del 2009 e del 2011 dedicati a ZAGOR e a TEX, eccolo alle prese con MR NO, il fumetto bonelliano che, dopo KEN PARKER, forse ho amato di più. Ho comprato dunque volentieri il blister col CD e il mini fumetto (qualche pagina a colori dell’addio di MR NO) e se aggiungiamo poi il fatto che il tutto è pubblicato dalla PANINI, a cui sono legato da un cordone ombelicale che non si è mai spezzato, il piacere è ancora più intenso.
La cosa sorprendente è che questo è un bel CD, sorprendente perché non è facile produrre dischi di qualità dopo 25 anni di carriera.
Graziano Romani
Graziano è un singer-songwriter che sta sul confine tra il rock e il genere “americana” come dicono gli inglesi, anche questo album ben di adatta a questo mix, magari spostandolo un po’ verso sud, verso Manaus. L’album si apre con YES I’M MR NO e così di getto ROMANI ci regala un altro dei suoi piccoli classici: tempo sostenuto, aria da rock americano, riff a cura dei fiati (di due ex Rocking Chairs…FRANCO BORGHI e MAX MARMIROLI), ritornello indovinato…
AMAZONAS HOTEL col flauto di MARMIROLI trasporta immdiatamente nell’America del sud; brano acustico, leggermente intimista ma cantato con la solita grinta da GRAZIANO.
ESSE ESSE è un rock and roll dedicato alla spalla di MR NO.
CACHACA GIRLS piacerà molto ai fan dei ROCKING CHAIRS, il pezzo infatti mette in evidenza l’organo di FRANCO BORGHI, e la riconoscibilissima chitarra del grande MEL PREVITE. L’assolo poì è cosi previtiano che non può che scappare un sorriso. Alla batteria un altro nome molto conosciuto qui in Emilia: Oscar Abelli.
Essendo un disco dedicato a MR NO è logico trovarci qualche cover di brani legati alla storia di JERRY DRAKE (Mr NO appunto). BODY AND SOUL, I’V GOT YOU UNDER MY SKIN, MY FUNNY VALENTINE, WHEN THE SAINTS GO MARCHING IN. ROMANI se la cava bene, forse fatica un po’ in BODY AND SOUL, non è esattamente un cantante confidenziale seppur abile nell’affrontare ballate. Alla chitarra ancora MEL, ABELLI alla batteria e LELE CAVALLI al basso. La stessa formazione è usata per UNDER MY SKIN, versione convincente, Graziano la fa sua senza problemi. Bel momento davvero. Sarà forse perché lo conosco bene, o semplicemente perché è un gran chitarrista, ma sono sempre attento agli gli assoli di MEL (per non parlare del suo lavoro d’accompagnamento).
TRUST MYSELF e LOST PARADISE entrano di diritto nell’epica romaniana, stesso dicasi per SOUL TRAVELER (con un particolare assolo di chitarra di Erik Montanari), momento dedicato a SERGIO BONELLI, che ricordiamo creò il personaggio di MR NO nel 1975 sotto lo pseudonimo di GUIDO NOLITTA
Bel disco dunque, sincero e pieno di vita.
L’artwork è naturalmente tutto incentrato su MR NO, sembra dunque la copertina di un albo a fumetti del nostro pilota preferito. All’interno i testi e un bel bisegno di ROBERTO DISO. Unica nota: il font usato a volte è così piccolo da essere quasi illeggibile.
Il McCARTNEY degli anni settanta, manco a dirlo, è quello che mi interessa di più, non che quello dal 1966 al 1969 sia da meno, anzi, ma il decennio in questione è quello in cui mi ci sento meglio e quindi … vai di WINGS.
Il libro è molto interessante e mi ha fatto comprendere dinamiche che non avevo così chiare; se la valutazione arriva solo a 4 T è perché mancano riferimenti tecnici e temprali che ti facciano capire bene il punto in cui si è man mano che si procede con la lettura, le pietre miliari che scandiscano in modo chiaro il cammino …DOYLE preferisce non appesantire lo scorrere della lettura, ma così facendo lascia il lettore alle prese con una foschia di fondo. Rimane tuttavia un gran libro, su una grande rockstar, ambientato in un gran decennio.
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