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Rituali per scacciare i blues feroci

5 Giu

Bassa pressione sul mio ufficio, nuvole gonfie e pesanti rendono l’atmosfera quasi insostenibile, l’aria sembra rarefatta e si fatica a respirare. Come ogni giorno mi sto occupando di “economy & administration”, penso alle parole di Paolino Lisoni (” belle vite di merda che facciamo…“), alla compilation di pezzi bellissimi che sto scegliendo insieme a Picca (un doppio CD a cui abbandonarsi completamente senza ascoltare più nulla d’altro…un cd che avrà pezzi tipo LIVE AND LET DIE, MUSIC, TAKE THE LONG WAY HOME, BAKER STREET e prelibatezze simili), ai messaggi che scambio con GIANCARLINO TROMBETTI… tutto questo mentre mi ascolto RED ROSE SPEEDWAY degli WINGS, gruppo che, insieme ai FIRM, rappresenta ad oggi le mie preferenze assolute.   (sì, dai, lo sapete, è una boutade).

Sono dentro ad uno dei miei soliti blues, quelli noiosi, tediosi, irrisolvibili…l’anima spinge verso voli pindarici, verso nuovi zenith, verso scelte coraggiose … ma i freni inibitori fan sì che dopo qualche passo verso la nuova direzione, io incespichi, cada, mi ritiri. Misera la vita se si abusa del volere sganciato dal potere…

Brake

E allora guardo alla finestra, quando arriverà il corriere? Non sono più tanto orgoglioso di fare ordini su AMAZON, non mi pare che questa azienda sia poi così ligia al commercio etico, i reportage che leggo su internet non sono incoraggianti…ma evidentemente non ho sufficiente energia per recarmi a Modena da DISCHI IN PIAZZA e spendere lì quei pochi euro che mi rimangono per sognare. Poi ecco l’autista cingalese della SDA che suona al campanello, scendo le scale di corsa, gli sorrido, lo ringrazio e stringo forte il pacchetto. Lo apro con la delicatezza con cui ROBERT LANGDON apre il misterioso contenitore che trova in una tasca nascosta della sua giacca nel romanzo INFERNO…

Eccoli qui i miei gioielli:

Pacchetto amazon

Uno può domandarsi “Ma cosa compri il box set dei CHEAP TRICK che hai già tutti gli album'”? Uno però può rispondersi “Perchè quelli dal 1983 in poi si trovano rimasterizzati solo in questo cofanetto”… ma in realtà il motivo è un altro, lo sappiamo, ed è quello dell’illusione di rivivere le fortissime emozioni che  ci attraversarono quando ci trovammo in mano per la prima volta certi dischi. Un giorno di alcuni decenni fa vidi il filmato di CT al BUDOKAN…rimasi folgorato. Corsi dalla PINA a Modena, trovai il Live (su vinile naturalmente … i cd sarebbero arrivati 10 anni dopo) di importazione giapponese, con un booklet – roba mai vista- e con la copertina apribile. Una scossa di adrenalina mi tenne accesso per varie settimane. Poco dopo arrivarono DREAM POLICE e ALL SHOOK UP (il mio preferito)…se ci ripenso sento ancora un fremito lungo la schiena…ecco, sì , è l’illusione di scoprire ancora una volta uno dei grandi album del rock, e dato che i grandi album del rock li abbiamo già tutti, ci inganniamo ricomprandoli in nuove edizioni.

E  così metto questi due cofanetti accanto al PC in modo da vederli continuamente  e in pausa pranzo mi sdraierò sulla brandina dello sgabuzzino, ripiegato su me stesso lì terrò stretti a me …” e allora sì, torno a girare là dove c’è musica …”

ripiegato su me stesso

BRIAN tales, PALMIRO’s sentimental mood and the BOYS ARE BACK IN BORGO MASSENZIO

2 Giu

Mentre vado e vengo da Brian sempre più spesso mi sorprendo a pensare a lui, a questo vecchio di 83 anni alle prese con l’alzheimer. Ogni settimana mi accorgo che perde qualcosa eppure vedo che non cede, è lì sul precipizio ma rifiuta di gettarsi, di scivolare in quella melma da cui non si torna più indietro. Sono ormai alcuni anni che Brian soffre di questa malattia tipica dei nostri tempi, non è più autosufficiente naturalmente eppure riesce ancora a telefonarmi, a restare da solo qualche ora e alla notte,  ad eccitarsi quando sa che si avvicina il sabato mattina e lo porto in giro a Ninetyland.

Gli studiosi dicono che l’alzheimer rappresenta verosimilmente lo stato mentale degli uomini primitivi, su questa cosa riletto di frequente…la vergogna ad esempio è la prima ad andarsene, un certo modo di vedere le cose doveva essere comune anche ai cavernicoli, quell’atteggiamento dalla sfaccettatura spartana davanti al susseguirsi degli eventi.

E’ interessante poi constatare come alcune faccende proprio non gli rimangano in mente (il nome della groupie, delle signore che quotidianamente ci danno una mano ad accudirlo, il nome dei suoi amici, dei suoi fratelli, addirittura di sua moglie) anche se gliele ripeto di continuo, mentre altre cose gli si piantano nella memoria e hanno rimandi continui. Come ho già scritto, uno sogno della sua vita era quello di andare in America, quando per caso ha saputo che anni fa ci sono stato, non fa che tirarla in ballo. Tempo fa mi ha chiesto se avevo fatto il militare…”Sì, Brian l’ho fatto nei Carabinieri..” da allora la ripete spessissimo. Due settimane fa parlava delle Russia e del fatto che là ci fosse il comunismo, una volta aggiornato che la situazione era cambiata, stupore…meraviglia e posizionamento della notizia nel cassetto delle cose da ricordare.

Il vecchio Brian - foto di TT

Il vecchio Brian – foto di TT

Ci sono poi momenti in cui mi fa molta tenerezza: poche settimane fa seguivamo su Sky una delle ultime deludenti partite dell’INTER. Nell’intervallo il collegamento con lo studio e con ILARIA D’AMICO e le solite chiacchiere post primo tempo. La D’Amico e i suoi ospiti fissano la telecamere mentre parlano e Brian mi fa “Tim , ma loro ci vedono?”

L’altro sabato eravamo a far colazione da CHEN il cinese nel bar del centro commerciale Newtower vicino a casa sua. Guarda i baristi e mi chiede: “Tim , ma sono stranieri?”Sì, Brian, sono Cinesi.” “Ah,…vengono dalla Cina…ma hanno dovuto imparare l’italiano…” “Certo papà“.  Subito dopo in macchina “Ah, sono cinesi…beh io la so parlare la loro lingua…sleptur aiafar…visto?”…SLEPTUR AIAFAR… se metto su un nuovo gruppo lo chiamo così.

Non è tutto così pieno di buoni sentimenti il nostro rapporto, ogni tanto perdo la pazienza, quando mi chiede per dieci volte “Tim , ma che giorno è oggi?”, quando sono obbligato a fargli da badante in ogni  momento libero, quando lo vedo inetto a far tutto…però poi passa, e quando alla sera della domenica lo metto a letto verso le 20,30/21 e lui mi ringrazia per la bella giornata e si scusa se mi ha fatto tribolare, gli do un bacio e dopo che ho chiuso la porta a chiave e lo lascio da solo, mi commuovo e mi preoccupo per lui. Che brutto lavoro la vecchiaia…

Ieri verso le 13 ero in macchina e facevo queste riflessioni su di lui mentre ascoltavo un greatest hits di BILLY JOEL. Spossato dall’ennesimo sabato mattina dedicato a mio padre arrivo nel posto in riva al mondo, c’è il sole, la groupie a piedi scalzi, in calzoncini e maglietta è sotto ad un albero a leggere un libro, Palmiro è lì con lei. Spengo la macchina mi incammino verso di loro, Palmir mi vede e mi corre incontro, mi si butta addosso, fa le fusa, strofina il muso contro il mio, la groupie sorride…piccole sciocchezze quotidiane che però ti risolvono il sabato.

Tim & Palmiro - foto di LST

Tim & Palmiro – foto di LST

Sono alcuni giorni che Palmiro è nel suo sentimental mood, credo sia contento: accudito amorevolmente da due umani che stravedono per lui, coccolato continuamente, possibilità di stare all’aperto diverse ore  al giorno, spazi perfetti per un gatto…casa in campagna situata in una lunga stradina chiusa, poco traffico, pochi pericoli e tanta libertà.

Il posto in riva al mondo - foto di TT

Il posto in riva al mondo – foto di TT

Sabato sera ritrovo con una parte degli ILLUMINATI DEL BLUES. Appuntamento alla domus saurea e cena in un ristorante di Borgo Massenzio. Spaghetti del pescatore, fritto misto del molo, acqua fuori frigo, vinello bianco e tante discussioni nel nome del rock. Dimenticavo, tante risate…e Page solo sa quanto ne abbiamo bisogno. Mentre a fine cena mi bevo il secondo sorbetto ghiacciato penso alla dispepsia funzionale e al fatto che ormai sono mesi che mi lascia in pace. Non lo credevo possibile. Dal 2006 era un attacco se non continuo comunque automatico in certe condizioni. Sono piacevolmente sorpreso. C’è speranza dunque…e se anche dovesse tornare, beh, un episodio ogni tanto è più che accettabile.

Finiamo la serata alla domus saurea in uno dei modi che più ci divertono: guardare filmati musicali improbabili. Il clou della serata è ASIA IN ASIA degli ASIA appunto, filmato del 1983 al Budokan di Tokyo. In quell’occasione al basso e alla voce c’era GREG LAKE. Il video però guardato oggi fa proprio ridere: scenografia tipo FESTIVAL DI SANREMO primi anni ottanta (quello con gli artisti in playback), pezzi tutt’altro che memorabili (diciamo pure brutti), suoni  lofi, pubblico in preda ad un modesto entusiasmo preconfezionato e finto…nel vedere queste cose c’è da maledire MTV e gli anni ottanta. LISO l’indomani mi scriverà che aver visto ASIA IN ASIA lo ha cambiato. Che ridere ragazzi.

Picca poi richiede di vedere un evergreen dell’orrore, uno dei filmati più temuti dalle teste di piombo: la parte del concerto  dedicata a JIMMY PAGE dell’ARMS tour del dicembre 1983 al MSG di New York. Il più grande chitarrista rock di tutti i tempi in versione peggior chitarrista rock di tutti i tempi. Erano gli anni bui per PAGE, ancora preda dell’eroina, si presenta sul palco fisicamente quasi irriconoscibile in preda ad una carica da cocaina e incapace di suonare la chitarra. L’attacco di PRELUDE per poco non fa venire un attacco di cuore a Paolino Lisoni che mai aveva affrontato questa impervia prova. JIMMY PAGE ai minimissimi termini. Con malinconiche risate poi constatiamo come l’aristocrazia del rock inglese in quegli anni fosse tutta a pezzi. Anche chi suona benino sembra non aver senso in quel contesto. Un carrozzone messo in piedi per una nobile causa che avanza stancamente mentre sprofonda nel fango di situazioni assurde…gli spazi di vuoto tra un pezzo e l’altro, la maglietta stile Rockpalast di Jeff Beck, la apatia di Clapton, la improponibile maglietta attillatissima con cui si propone JOE COCKER…un festival dell’orrore. Mi chiedo quale spinta masochista ci spinga a vedere obbrobri del genere. Ad ogni modo un bella serata, il vedersi con i confratelli contribuisce non poco a lenire i blues di questa porca vita.

Finisco la serata dando un’occhiata al cofanetto di OZZY OSBOURNE che mi ha portato dono The Pike Boy e al primo numero di OUTSIDER, il nuovo mensile messo in piedi da MAX STEFANI su cui scrive anche GIANCARLINO TROMBETTI. Me lo ha portato Liso, e ad una prima occhiata non mi dispiace per nulla benché il mio mondo musicale e quello di Stéfani non siano proprio gli stessi. Torneremo a parlarne.

Gli Illuminati Del Blues: da sx a dx Liso, Tim, Picca, March, Jaypee, Riff - foto di LST

Gli Illuminati Del Blues: da sx a dx Liso, Tim, Picca, March, Jaypee, Riff – foto di LST

“Dolcissima Maria” e la forza del blog

23 Mag

Sono in macchina, sullo stradone Herberia – Stonecity, mi arriva un messaggio da Laroby: “un pensiero a tua mamma”. Malgrado stia ascoltando a canna  i RAINBOW con RJD, mi commuovo. Non è che sia difficilissimo ricordare la data… mi madre se ne andò 21 anni fa nello stesso giorno e alla stessa ora in cui se andò GIOVANNI FALCONE, però trovo il piccolo gesto de Laroby davvero gentile e premuroso.  Questo blog continua a sorprendermi. Così, stamattina dedichiamo una bella melodia alla mia indimenticabile mother Mary.

 Scusate il momento un po’ personale.

Nuvole basse, la mostra “Rock Stars”di Mick Rock e le space-saving cd sleeves

19 Mag

La settimana lavorativa si avvia alla sua conclusione e, mentre me torno nel posto in riva al mondo, ci sono delle nuvole basse che passano sopra alla blues mobile. Sono sulla freeway di Regium e l’effetto è notevole: low clouds, squarci di sereno nel cielo che in questo tardissimo pomeriggio lasciano passare decisi raggi di sole, e un’aria scura di tempesta. Le osservo con meraviglia queste nuvole basse, è un peccato che non riesca a fotografarle. Ci riesce il mio amico Max Pattano che posta su facebook con instagram una foto che gli rubo…

Nuvole basse   - foto di Max Pattano

Nuvole basse – foto di Max Pattano

Nuvole basse, nuvole che ti schiacciano verso terra, nuvole che ti fanno riflettere sulle insicurezze a cui questa crisi maledetta ormai ci incatena.

Mentre procedo verso Borgo Massenzio entro ed esco da paesaggi che sembrano cadere preda di una tempesta da un momento all’altro…

Gavassae city limits - foto di TT

Gavassae city limits – foto di TT

“…Got to keep running Stormbringer coming…”

Thru' the trees of the Domus Saurea - foto di TT

Thru’ the trees of the Domus Saurea – foto di TT

Il sabato mattina mi aspetta un bel sole, ma mentre vado da Brian sull’anima circolano le nuvole basse. Cerco di soffiarle via con un bel bootleg dei LZ ma non ci riesco. Salgo da Brian, sistemo la spesa, lo lavo, lo vesto, lo porto in giro. A Ninentyland ci fermiamo al K2, accanto alla storica proprietaria troviamo una cinese che non capisce le ordinazioni. Non dico niente, guardo la signora…un altro piccolo pezzo del mio mondo venduto agli orientali. Brian è in forma, è sufficiente portarlo in mezzo alla gente per vederlo rifiorire, malgrado il pantano in cui sta affondando. Dopo mezzogiorno lo saluto, lui mi abbraccia, mi bacia e mi dice una delle sue frasi storiche che ormai ripete spessissimo “Non ti sbigottir che vincerai la prova”…

Di nuovo in macchina…in questi ultimi anni non mi pare di fare null’altro: andare a lavorare e andare da Brian. Ho i pensieri stanchi, ricado sulla faccenda delle insicurezze…chi è  che può dire oggi di aver certezze, ad esempio,  a livello lavorativo? Io no, non mi sento tranquillo, e che alla mia età, in una zona fino a ieri ricca e soprattutto viva come l’Emilia profonda, io e migliaia di altri come me si sia costretti ad affrontare certe cose, è davvero triste. L’altro giorno Paolino Lisoni era a Stonecity per lavoro, ci siamo visti per una pizza; ci siamo raccontati  con un certo sgomento di nostri amici e amiche che hanno perso il lavoro e che adesso non sanno come fare. Oltre a questo abbiamo naturalmente parlato di Rock e Paolino mi ha fatto dono di un maxi singolo degli ELP che originariamente uscì nel 1973 e che è stato recentemente ristampato per il Record Store Day. Che pensiero gentile. Io a Paolino Lisoni voglio un gran  bene…

ELP - 1973 single

Con questi pensieri ritorno alla domus saurea, un cotoletta alla milanese, rapanelli in pinzimonio, una Corona ghiacciata, frutta, caffè, Southern Comfort e poi mi verso liquido sul letto. A metà pomeriggio mi desto, ho sempre questi blues, questa incertezza riguardo il prossimo futuro…devo trovare un rimedio. Prendo la groupie, saliamo sulla blues mobile, ci dirigiamo al parcheggio Foro Boario, in una zona di Regium che per me è ancora sconosciuta, lasciamo la macchina e prendiamo il piccolo bus navetta che porta in centro…servizio gratuito del comune. Comune che ha organizzato la mostra fotografica ROCKSTARS del fotografo inglese Mick Rock. Durante il tragitto a piedi osservo i “draghi” che dragheggiano sui cornicioni di un vecchio palazzo …

Il palazzo dei draghi a Regium - foto di TT

Il palazzo dei draghi a Regium – foto di TT

La mostra è davvero bella e si sviluppa su tre piani dello Spazio Marco Gerra, spazio della città dedicato alla fotografia.

Spaziomarcogerra RE - Mostra "Rockstars" di Mick Rock

Mick Rock lo conosciamo tutti, molte sue foto ci sono assai famigliari, ma è comunque emozionante trovarsi a rivederle in uno spazio come si deve, dove vengono anche proiettati filmati che lo vedono alle prese col suo lavoro e con l’intervista che il comune gli ha fatto in esclusiva a Londra il marzo scorso. Io e la groupie entriamo in un momento in cui non c’è quasi nessuno, poco dopo lo spazio si riempie di parecchia gente. La cosa mi fa molto piacere. Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, SydBarrett…la mostra piacerebbe molto a Polbi. Scatto qualche foto:

RE spaziomarcogerra Rock Stars by Mick Rock- La groupie e Freddie

RE spaziomarcogerra Rock Stars by Mick Rock- La groupie e Freddie

RE spaziomarcogerra - Mick Rock BOWIE e RONSON

RE spaziomarcogerra – Mick Rock BOWIE e RONSON

RE spaziomarcogerra - Rockstars by Mick Rock

RE spaziomarcogerra – Rockstars by Mick Rock

RE spaziogerra -*Mick Rock BLONDIE

RE spaziogerra – Mick Rock BLONDIE

RE spaziomarcogerra - Mick Rock LOU REED e BOWIE

RE spaziomarcogerra – Mick Rock LOU REED e BOWIE

RE spaziomarcogerra - Rock Stars by Mick Rock - La groupie versione Marlene Mercury - foto di TT

RE spaziomarcogerra – Rock Stars by Mick Rock – La groupie versione Marlene Mercury – foto di TT

Bella mostra.  Le nuvole tendono ad alzarsi dall’anima. Mentre torniamo verso Borgo Massenzio in macchina il secondo dei JOURNEY…SPACEMAN…

Per spazzare via ulteriormente le idrometeore costituite da minute particelle d’acqua condensata decido di cenare fuori. A Borgo Massenzio c’è un nuovo ristorante, lo proviamo. Il locale è molto grande e mi sorprende che, in questa era di cinegiappo a buon mercato,  sia praticamente pieno. Buon segno. Niente pizza stasera, io e la groupie ci diamo al pesce. Una veloce occhiata ai risultati sportivi: lo STONECITY per la prima volta nella sua storia è promosso in serie A. Sono contento. Che sia di buon auspicio per tutto il distretto in cui lavoro.

Un volta a casa, per sconfiggere gli ultimi rimasugli di blues, ci mettiamo a guardare le ultime due puntate de IL TRONO DI SPADE, serie televisiva di cui io e la groupie siamo ormai dipendenti.

daenerys

Prima di andare a letto rimiro per un po’ i miei scaffali di CD. Dopo diversi ordini di buste salvaspazio, sono riuscito ad avere tutti i miei CD nello studiolo e questo è motivo di grande soddisfazione. Non devo più andare nel sottotetto a cercare i bootleg dei LZ quando me ne voglio ascoltare uno. 2780 cd stipati tutti in 4 scaffali e mezzo. Finalmente.

Gli scaffali di cd di Tim Tirelli

Gli scaffali di cd di Tim Tirelli

Tim Tirelli's digipack/deluxe editions shelf unit

Tim Tirelli’s digipack/deluxe editions shelf unit

Domenica mattina, non sono da Brian, un po’ di relax. Il tempo atmosferico passa da nuvoloso a sereno con grosse nubi bianche. Dopo colazione insieme alla groupie sistemo un po’ la casa. Mi metto poi al computer a scrivere questo post, son lì che rifletto  sulle nuvole quando mi chiama Laroby da Milano, anche lei in fase meditativa circa lo stesso soggetto… mi manda in diretta uno scatto del pezzo di cielo che sta guardando in quel momento…

Milan clouds - foto di Laroby

Milan clouds – foto di Laroby

Metto sullo stereo THE PIPER AT THE GATES OF DAWN, strano, non sono questi i PF che mi piacciano, eppure… che la mostra di ieri e il continuo confronto con Polbi stiano dando i suoi frutti?

E’ tornato nuvolo, uhm. Alle 14 la MotoGP con Vale che guarderò con e per la groupie, più tardi qualche fraseggio sulla Les Paul e stasera INTER-UDINESE. Alle nuvole basse e ai blues tornerò poi a pensare un’altra volta.

CORSO ANTINCENDIO BLUES

15 Mag

Stamattina rinnovo della formazione per addetto antincendio a basso rischio.

antincendio

Da Borgo Massenzio mi metto in macchina diretto a Mutina. Mi ascolto WINGSPAN, ripenso alle parole di Picca…VENUS AND MARS/ROCKSHOW è davvero uno degli incipit più riusciti per quanto riguarda i gruppi rock,  sia che si stia parlando dell’album da studio VENUS AND MARS che del live WINGS OVER AMERICA…

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Rollare con la blues mobile accompagnato da un greatest hits degli WINGS è una cosa sempre gradevolissima, e non puoi non renderti conto per l’ennesima volta, che l’unico beatle ad essere stato grandissimo anche dopo lo scioglimento del gruppo storico per eccellenza è stato PMC.

Arrivo alla sede provinciale della CNA. In breve la sala corsi si riempie. Arriva anche Kerlo, il mio socio. Essendo un aggiornamento il corso dura solo un paio d’ore e fila in maniera meno noiosa del previsto. Le nozioni che ripassiamo sono interessanti e utili, non solo per l’ ambito lavorativo ma anche per la vita di tutti i giorni. Al momento di compilare un questionario per vedere se abbiamo recepito qualcosa, dalle ultime file uno burlone chiede “Si vince qualcosa se azzecchiamo tutte le risposte?”.

Scuoto la testa.

Usciamo poi per la prova pratica che si svolge in una sorta di spiazzo in disuso. Colui che presiede il corso inizia i preparativi. Dietro di me due donne parlano: “eh sì, sono già passati dieci anni, avevamo 33 anni, adesso sono 43, non è mica la stessa cosa eh eh eh” “ah sì, hai ragione, Jacopo era appena nato e adesso ha già 10 anni”. “Senti hai saputo della Raffaella? Si è lasciata con suo marito!” “Mo no!?” “Sì, sembra che abbia trovato uno…” “Eh, son cose che capitano, quasi quasi me ne trovo uno anche io ah ah ah ah “

Inizio ad innervosirmi, il ciozzame mi è sempre stato sul culo. Con la coda dell’occhio vedo che una delle due ha delle scarpe coi tacchi altissimi…per fortuna che sull’invito c’era scritto “RACCOMANDIAMO LA MASSIMA PUNTUALITA’ E ABBIGLIAMENTO COMODO”… però, certe scarpe hanno spesso un effetto particolare sull’immaginazione dei maschietti…

antincendio pompiera coi tacchi

…guardo meglio…sono due fighe di legno…il tutto è confermato  quando una delle due dice, a voce alta per farsi sentire da tutti, “Ah, se scoppia un incendio io faccio presto, io scappo. No, te lo dico, io scappo” … e giù risata fragorosa. Ecco pensa mo’che razza di addetta antincendio può essere: ciozzeggia mentre il relatore spiega come fare, ha i tacchi alti 30 cm e fa la spiritosa dileggiando responsabilità.

Va beh, mi avvicino al fuoco, mi metto in coda, tocca a me: a noi due fiamme maledette, adesso vi spengo…impugno l’estintore, tolgo la spoletta e faccio fuoco…in due secondi un pericolosissimo incendio di ben 1 metro quadrato alto 20 cm è domato…éter che Steve McQueen nell’INFERNO DI CRISTALLO.

steve mcqueen

Ripongo l’estintore come si ripone una Les Paul sul reggichitarre, saluto, prendo sottobraccio Kerlo e, col passo incerto di Jimmy Poige che lascia il backstage del Madison Square Garden, me ne vo.

Jimmy Poige

INTERBLUES

9 Mag

Ieri sera, ore 20,45, sul divano di fronte a Sky, canale 252, INTER-LAZIO. Lo hanno detto tutti, la stagione  dell’INTER è maledetta: malasorte, un numero d’ infortuni mai visti (persino l’iron man Zanetti si è rotto il tendine d’achille), errori arbitrali a nostro danno continui e costanti. Si aggiunga poi la faccenda del giovane tecnico inesperto, vecchi campioni logori, giocatori non all’altezza, mercato di gennaio che sì, porta un fuoriclasse assoluto e giovanissimo, ma anche un povero diavolo che non dovrebbe calcare i campi da calcio. Oltre a questo, confusione in società. Nonostante tutto mi appresto a guardare la partita con il solito ardore, con l’eccitazione che monta nel vedere i colori sociali della mia squadra del cuore, con la speranza che si tornerà a vincere.

L’Inter gioca con le riserve, perde a partita in corso due altri giocatori per infortunio, li sostituisce con un paio primavera…nonostante questo, come ho scritto su facebook, prendiamo a pallonate la Lazio, siamo noi a fare il gioco, abbiamo continuamente l’iniziativa, sembriamo affamati. Eppure arriva il goal della Lazio, cross balordo, Batman Handanovich sbaglia l’uscita, la palle rimbalza sui corpi di due giocatori ed entra lemme lemme in rete. Non posso crederci.

Poco dopo Apocalipto El Palito Pereira fa un cross da sinistra e Riccardino Alvarez insacca di testa. 1 a 1. Partita di nuovo in equilibrio. Sono gasatissimo, Kovacic, poco più che 18enne, illumina San Siro con classe purissima. E’ il faro illuminante, la guiding light di cui abbiamo tanto bisogno. Le sue accelerazioni, i suoi dribbling, la sua eleganza (a dispetto di un corpo un po’ goffo) sono l’essenza del calcio, la ragione per cui gioiamo nel vedere 22 uomini che si fronteggiano. Kovacic è uno dei due fuoriclasse che attualmente giocano in Italia (l’altro è SuperMario Balotelli). La squadra ce la mette tutta, i ragazzi s’impegnano, sbagliamo goal già fatti, prendiamo un palo, poi – in una delle rare azioni offensive della Lazio – Ranocchia inciampa su di un loro attaccante: rigore. Porca puttana.

Qualche minuto e Guarin entra in area, viene toccato da un difensore, cade a terra. Rigore per noi. Alvarez va sul dischetto. Tiro uno madonna. Io non lo vedo come rigorista. Domenica scorsa si era quasi fatto parare quello contro il Napoli. Prende la rincorsa, io tremo come un giunco in balia di un forte vento, sta per tirare, scivola, palla sopra la traversa. Nooooooooooooooooooo!

Alvarez scivola durante il rigore.

Alvarez scivola durante il rigore.

Tiro un sacco di madonne, colpisco il divano più volte col pugno destro, come una belva caduta nella rete cerco di divincolarmi da questa sfiga cosmica. La groupie mi guarda preoccupata ma anche divertita (ma che ne sa lei, Valentino è tornato in Yamaha, il suo Milan ha vinto 4 a 0 col Pescare ed è sicuro del posto in Champions League). Non mi capacito della cosa. “Ma zio cagnone, fate tirare i rigori a Guarin, porca di quella puttana. Che tiri una delle sue gheghe e poi vada come vada” urlo alla panchina dell’Inter.

L’Inter continua ad attaccare, adesso in campo ci sono  tre giocatori della squadra primavera, forza ragazzi almeno un pareggio. Nella Lazio entra un nero di nome Onazi, è fuori dalla nostra area, tira e trova il goal della vita, dritto nel sette.

Va beh, allora ditelo, se anche il padre dei quattro venti mi volta le spalle, mi rassegno e non guardo più il calcio. Spengo la tivù. Scuoto la testa, dico delle parolacce, recito la litania del “An ‘spol menga!”. Palmiro mi segue, sembra sconsolato anche lui …povero gattino dal cuore nerazzurro, soffre come me. Gli do qualche crocchetta. Mi faccio una tisana calmante, quando vorrei bermi mezza bottiglia di Southern Comfort!

Vado al computer, cerco sollievo sui siti di Amazon, meditando su quali titoli acquistare per lenire questo dolore, questa frustrazione. Scrollo pagine piene di deluxe edition, di box set. Poso poi lo sguardo sugli scaffali dei miei cd (grazie alle space-saving sleeve son riuscito a portare nello studiolo anche i bootleg dei LZ), sulla mia Les Paul lì sul reggichitarre. Prendo in mano qualche LP, lo accarezzo. Poi Palmir sale sul castello lì di fianco e mi osserva con quei suoi occhi gialli e quel musino appuntito. Passa la groupie, mi manda uno dei suoi sorrisi radiosi. Mi faccio forza. Gonfio il petto, i ragazzi ce l’hanno messa tutta… “che si vinca o che si perda forza Inter e …. merda”.

Sono spossato ma non domo, il padre dei quattro venti tornerà a gonfiare le nostre vele, i nostri vessilli torneranno a svolazzare alti nei cieli, il sol dell’avvenire dovrà sorgere prima o poi.

« Fischia il vento e infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la nerazzura primavera
dove sorge il sol dell’avvenir »

Milito e la Champions

SEASONS OF WITHER BLUES

3 Mag

Viaggio per il breve tratto di pianura che percorro abitualmente per andare e tornare da Brian, giorni festivi e sabati si susseguono in questo questo periodo di piena primavera. Rollo sulla blues mobile, mi ascolto DUANE ALLMAN,  BLUES FROM THE LAUREL CANYON di JOHN MAYALL, SONNY BOY WILLIAMSON con Page e Auger…

Ripensando alle mie cose mi soffermo su una email che il mio amico BILL McCUE di NYC mi ha inviato l’altro giorno:

How are you, my dear friend? I’m a little worried about you. Please let me know.” Subito ho pensato ad un email spam partita dal suo computer, ma dopo avergli chiesto conferma mi scrive “Yes – hello, caro mio. Just checking in. You seem very sad in your recent posts and emails. Hope everything is ok. I worry about you.”

Billy, dai miei post su facebook e dai commenti che faccio sul forum del LZClub che dirige, pensa che io sia triste.

Gli rispondo che sì, sono sotto pressione…fare il badante di mio padre, la crisi  che attanaglia ormai da più di quattro anni l’economia globale e dunque anche il distretto  in cui lavoro, l’insicurezza che la parola futuro ci regala ogni volta che la pronunciamo , la disastrosa situazione politica italiana, l’Inter che non va…ma poi, aggiungo anche che  I’m getting older and I becoming a bitter man…very sad, but it’s true.

Sì, diventando vecchio mi accorgo che mi sto trasformando in uno di quegli uomini di una (in)certa età amareggiati e rabbiosi. I miei post su facebook sono pieni di giudizi sommari su avversari politici, calcistici, religiosi. Anzi oramai non ho più avversari, ma nemici. Se sei emiliano, di sinistra, tifi Inter e ti piacciono i Led Zeppelin, le serie tv Homeland e il Trono Di Spade bene, altrimenti sei fuori.

Bel modo di ragionare, Tim Tirelli! Proprio tu che nella vita hai intrapreso percorsi di studio coraggiosi (5 anni di piscoterapia non sono uno scherzo), che hai scelto sentieri che  gli altri non prendono (cit. No Quarter) , che ti dichiari illuminato e consapevole…bell’ometto miserello che sei diventato. Tu che una volta hai cassato dai tuoi amici di facebook il compagno della tua miglior amica perché aveva pubblicato un clip di youtube intitolato “ODIO L’INTER” e un amico di rock solo perché aveva scritto che forse CARLO GIULIANI quel giorno avrebbe fatto bene a starsene a casetta sua, per poi ritornare mentalmente sulla cosa spesso e sentire di avere sbagliato, tu che riesci a tollerare il fatto che uno dei tuoi mentori su facebook si sia iscritto al gruppo INTERISTA PEZZO DI MERDA, tu che dopotutto sai stare ad ascoltare, che sai consolare, tu che non credi ai miracoli ma li sai fare (cit. De Gregori)…guarda come ti sei ridotto.

Ripiegato su te stesso come un inquisitore del blues qualunque, incapace di elaborare e quindi di dissolvere rabbia, frustrazioni, angosce e dolori.

Ripiegato su te stesso a piangerti addosso

La groupie e Tim Tirelli, l’inquisitore spossato del blues

Ma così fai la fine del giudice di IN PRIGIONE IN PRIGIONE, bel patachèn…

Immerso in questi pensieri faccio ritorno verso il posto in riva al mondo, arrivo, spengo la macchina, lascio lo stereo acceso con CSNY e vado a naufragare nel countryside…

TT drifting in the countryside... - foto di LST

TT drifting in the countryside… – foto di LST

Costeggio fossi, contemplo pioppi, calpesto piscialetti. Circumnavigo la piccola tenuta Ganassi, con gli occhi seguo le evoluzioni di Palmiro che rincorre farfalle, per poi andare a riposarsi sotto a un frassino poco dopo …

Palmiro si riposa sotto un frassino - foto di TT

Palmiro si riposa sotto un frassino – foto di TT

Piano piano ritorno in me, seguo il sorriso luminoso della groupie, salgo le scale, pranzo. Un doppio Southern Comfort, gli Allman al Fillmore East, la primavera che arriva in netto contrasto con le  stagioni dell’appassimento che regolano il tempo atmosferico della mia anima. Mi chiedo se troverò mai pace…

Il sinodo di primavera degli Illuminati Del Blues, Brian’s sunday in the countryside e lo sviluppare realtà alternative

16 Apr

Il ritrovo è previsto in Piazza Lenin a Quariêgh verso le 20.30. Alle 20,20 siamo già tutti presenti meno uno, c’è anche FRANCESCO PRETE (della PAOLO BARONE Connection). Alle 21 siamo ancora lì che aspettiamo PICCA. Lo chiamo. Telefono disattivato. Tramite sms a PAOLINO LISONI vengo a sapere che il nostro comune amico ha cambiato numero telefonico. Tiro una madonna: ma come, cambia il numero di telefono e non lo comunica al suo migliore amico (che sarei poi io)? Lo chiamo ” s’pol savèr in du èet?” (si può sapere dove sei?) – “Zio can, an s’pol menga, qui nel reggiano ci sono le peggiori indicazioni del mondo”...insomma Picca invece di svoltare a CELLA per QUARIEGH è andato dritto fino a SAINT POLE OF ENZA.

Stavolta siamo in un locale di un conoscente del RIFF, niente pizza ma gnocco, tigelle, salumi, lardo, tagliatelle coi funghi, lambrusco…penso per un momento al colesterolo e alla dispepsia, poi accantono il tutto nel ripostiglio della mia worried mind. La novità della serata è che – su relazione del nostro Casaleggio….Picca insomma – abbiamo fondato un partito: il PDB, il partito Del Blues ovviamente. Nelle prossime settimane stileremo il programma e i 666 punti ad esso relativi. Si parla già di chiudere tutte le radio italiane e di mandare gli speaker e i DJ in campi di rieducazione; l’articolo 1 della nuova costituzione poi sarà il seguente:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sui Led Zeppelin. La sovranità appartiene agli uomini e alle donne di blues, che la esercitano nelle forme e nei limiti della Costituzione “.

Gli elettori del PDB si chiameranno Bluesocratici.

Gli Illuminati del Blues: da sx a dx Lorenzo Stevens, Riff, Jaypee, Picca, Tim, Francesco, Athos, Mixi e Suto

Gli Illuminati del Blues: da sx a dx Lorenzo Stevens, Riff, Jaypee, Picca, Tim, Francesco, Athos, Mixi e Suto

Verso mezzanotte io e Picca ci prodighiamo nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, alcuni di noi vanno a casa con delle borse piene di CD…

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All’una passata ci ritroviamo in cinque nel parcheggio… io, Picca, Riff, Jaypee, Suto…notte tiepida, intorno solo campagne…ritornano alla mente momenti simili vissuti in giovinezza…apro la portiera della blues mobile, accendo il car stereo…BUILDING THE PERFECT BEAST di DON HENLEY…Picca cita a memoria la frase topica che riflette la fine del sogno “ho visto un adesivo dei GRATEFUL DEAD su una Cadillac” e si commuove…io ho la pelle d’oca…la notte, gli amici, la musica che esce dalla macchina, la nostalgia che ci prende, il tempo che ci sfugge dalle mani, i sogni che si perdono e che non tornano più…

Out on the road today 
I saw a deadhead sticker on a cadillac 
A little voice inside my head said: 
“Don’t look back, you can never look back” 
I thought I knew what love was 
What did I know? 
Those days are gone forever 
I should just let them go but, 

I can see you 
Your brown skin shining in the sun 
You got the top pulled down 
Radio on baby 
I can tell you my love for you will still be strong 
After the boys of summer have gone 

Bazzichiamo ancora un po’ lungo il boulevard della nostalgia per poi rinchiuderci nelle nostre blues mobile e avviarci verso casa. Tutti in fila sulla via Emilia, tutti i blues in colonna…costeggiamo Reggio …le luci della città sono così brillanti mentre noi le attraversiamo scivolando…

…City lights are oh so bright, as we go sliding
Sliding, sliding through, oh…

Malgrado lo scivolone nel baratro della nostalgia è stata un bellissima serata i cui effetti si riflettono anche il sabato mattina dopo: andato a  letto alle 3, sveglia alle 7 per andare da Brian e son vispo come non mi capitava da tempo. E’ finalmente arrivata la primavera e ciò semplifica il weekend con Brian: sabato allegramente in giro per Ninetyland, domenica in campagna a Borgo Massenzio. Brian si gode il sole, l’aria tiepida e l’esplosione di vita che incornicia questo magnifico giorno di festa…

Brian alla domus saurea - foto di TT

Brian alla domus saurea – foto di TT

It's the springtime of my loving nel posto in riva al mondo - foto di TT

It’s the springtime of my loving nel posto in riva al mondo – foto di TT

Il sole, un buon pranzo courtesy of the groupie, un Southern Comfort…che giornata perfetta, almeno sembra, sì perché dalle 15 alle 17 guardiamo stupiti l’ennesima débacle dell’INTER: siamo una squadretta, se ci si mettono anche la sfortuna e le terribili sviste (chiamiamole così, va) arbitrali è finita. Cado in depressione rabbiosa, che è quanto di peggio ci sia per un amante del calcio. Brian non si capacita, ma resta col morale alto. Lo porto a casa, gli faccio da cena e verso le 20,30 lo metto a letto. Mi ringrazia cento volte per la bella giornata, mi abbraccia, mi bacia. Vecchio Brian quanto sei diventato sentimentale. Chiudo la porta a chiave, scendo le scale a piedi, penso a questo povero vecchio che combatte tutti i giorni con la confusione da alzheimer moderato.

Monday: ancora sole, tangenziali, ufficio, pranzo con Lakèrla e Raffa il fotografo. Gli presentiamo il bozzetto definitivo del suo libro fotografico. Raffa è molto contento dei miei testi. Non voleva cose troppo contestualizzate d’accordo, ma non credevo gli fossero sufficienti scarabocchi di prosa declinata sulla metrica tipica delle canzoni. Meglio così. Alle 17 mi metto in macchina diretto a Mutina, sbrigo le faccende e alle 18,30 ritorno verso Regium. Si sta benissimo, ci sono 24 gradi, la blue mobile rolla tranquilla. Nel Car Stero il cd dei FLYING BURRITO BROTHERS che mi ha dato Picca.

Seguo la dorsale del Bucket River per un po’, davanti ho il sole che tende al tramonto, mi infilo nelle campagne e d’improvviso, quasi d’incanto, mi ritrovo nella Bibb County della Georgia, a due passi dall’Ocmulgee River. Peschi e ciliegi in fiore, filari di peri che stanno sbocciando, pioppeti che stanno vestendosi di foglie e sfoggiano quel gialloscuro che tende al verde tipico delle foglie ancora acerbe…vecchie ville di campagna che si risvegliano di fiori…

aroundmacon2_jpg_68621 Macon Georgia

Macon house on hill

Un treno mi sorpassa a sinistra, è un Redarrow, ma nel mio cuore è un treno a vapore, più mi avvicino a Maconzatico, più il sentimento si fa più struggente…presto presto, gli ALLMAN per dio…

Torno in me quando il pezzo finisce, quando infilo il muso dalla blues mobile nel backyard della domus saurea. Sono ancora lì che faccio finta di suonare la chitarra acustica, quando arriva Palmiro, si sdraia, mi fissa e mi fa ” Ve’ uomo di blues, hai finito? No, perchè io avrei fame…”

Palmiro - foto di TT

Palmiro – foto di TT

Amazon comfort

9 Apr

Viaggio su una vecchia Polo, la blues mobile è dal carrozziere così mi tocca uno scassone d’ auto sostitutiva, senza radio. Partire e venire al lavoro senza il car stereo, senza i miei bootleg o box set da sentire è una tortura. Collego le cuffie al cellulino, la musica è buona ma trattasi di mp3 e si sa, gli mp3 fan cagare. Lossless sempre e comunque, per dio! Con l’umore nero entro in ufficio, sbrigo le prime faccende, poi esco per alcune commissioni. Mi fermo all’edicola di Maranello, CLASSIC ROCK UK con i LZ in copertina non è arrivato. Compro DAGO cartonato dell’Aurea Comix.

Mi rimetto in macchina, attraverso Stonecity…camion, fabbriche e BMW sono sempre al loro posto ma hanno sfumature tetre, scolorite come sono da questa crisi infinita. Rientro in ufficio. Vado direttamente da Cassy, supervisiono un upload sul sito di una casa editrice per una campagna stampa di un importante cliente. Arriva Lakèerlit e mi dice “Tirelli, è arrivato un pacchetto, l’ho messo nel tuo ufficio.” Mi precipito nella blue room e lo vedo…

D’improvviso il sole esce dal grigio, gli uccellini iniziano a cinguettare, le violette sbocciano nel giardino,…l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero e Agnese è ancora sul manubrio a cantar canzoni….

I ain`t slept a wink since Sunday
I can`t eat a thing all day
Every day is just blue Monday
Since you`ve been away
Since you`re gone
I got a mess of blues

pacchetto amazon - foto di TT

pacchetto amazon – foto di TT

PS: ELVIS 20 ORIGINAL ALBUMS, 44 euro. Mica male eh?

Lezioni di stile a Brian, tamponamenti in allegria, Papi che odiano le donne, il post elezioni blues e l’Inter che ne dà 4 al Tottenham

21 Mar

Sabato ore 09,30: un Brian lavato e stirato si prepara ad uscire. Cerco di vestirlo sempre in modo attento e curato, compatibilmente con i vestiti che ha a disposizione, rispettando la regola del tono su tono. In pratica o che si veste di blu o di marrone. Sono un po’ di volte che cerco di insegnargli a scegliere la sciarpa e il giubbotto da abbinare ai jeans e al maglione che indossa. Brian non è mai stato molto attento alla cosa, né mai ha avuto particolari doti per vestirsi con abbinamenti dignitosi (era naturalmente mia madre a pensare a tutto).  Le settimane scorse vestito di blu sceglieva la sciarpa beige, ma oggi ha scelto la sciarpa giusta e il giaccone giusto. “Vàghia ben Tim acsè?“. “Sì Brian vai bene”, e gli schiocco un bacio sulla guancia. Che pazienza che ha questo vecchio di 83 anni con l’alzheimer moderato.

Sulla ninetylander, all’altezza del quartier industriale TheMagpieplaces (Le Gazzate insomma), nei pressi della grande rotonda che porta alla nuova tangenziale tampono la macchina che ho davanti. Un furbo inchioda improvvisamente nell’entrare nella rotonda, la macchina che ha dietro riesce ad evitarlo, io che sto parlando con Brian finisco col muso della blue mobile nel culo dell’auto che ho davanti. Pom! Tiro un zio cagnone che mette Brian sul’attenti. Scendo, una donna di circa quarant’anni accosta e mi viene incontro. Trattasi di persona illuminata. In 8 minuti 8 compiliamo il foglio per la constatazione amichevole, scatto le foto alle macchine, usiamo reciprocamente una cortesia impeccabile e alla fine lei mi fa “E stato davvero gentilissimo. Grazie mille”. Ecco niente scene isteriche, nessun malumore, certo i danni sono lievi (i suoi) ma è così che ci si dovrebbe comportare. Saluto Anna Paola con un pensiero in testa: forse per l’umanità c’è ancora una speranza. Mi infilo al K2 con Brian per la colazione. Una svedese, un krapfen, due spremute, due caffè macchiati. Due passi in centro tanto per respirare l’aria del “paese mio che stai nella pianura”…

Brian a Ninetyland, nei pressi dell’Abbazia di Thelema – foto di TT

A tratti perdo la pazienza col mio vecchio, cerco di moderarmi ma non è semplice. E’ inetto a far tutto il povero Brian, richiede le stesse cose decine di volte e tu ti senti una pentola a pressione che sta per far volare via il coperchio. Poi gli chiedo scusa e, dopo averlo riportato a casa, gli do un bacio prima di lasciarlo “Ciao Piròn, grazie di tutto” “Ciao Brian, in Page we trust“.

Inizio a sentirlo tutto il peso della gestione di Brian che condivido con mia sorella. Un pranzo courtesy of the groupie, un southern comfort e crollo sul letto. Rinvengo verso le 18. Mi spiace non portare fuori la groupie, non organizzare mai un weekend in un’ altra città…mi sento  in colpa, ma oltre a lavorare e a gestire il vecchio riesco a fare ben poco. La sera di sabato la passo a togliere i cd dalle custodie di plastica e inserirli nelle space-saving cd sleeve. Ormai è il terzo ordine che faccio (di 200 buste l’uno), sono contento (e un po’ ossessionato), queste sleeve mi fanno davvero recuperare un sacco di spazio negli scaffali. Ne approfitto anche per controllare tutti i miei cd, e togliere le edizioni non digipack che ho doppie. Non posso tenere tutto. Ho iniziato le pulizie di primavera del reparto cd.

Domenica mattina colazione con la PARIS TEXAS soundtrack, la leggendaria slide di RY COODER mi pettina l’anima mentre sono in procinto di ripartire Mutina bound per passare la domenica con Mr Tyrell senior.

Una domenica da Brian è lunga da passare senza SKY e senza computer, così passo il tempo suonicchiando su ROBERTA (la Epiphone 335 che mi ha regalato Riff) e riflettendo sulle faccende delle ultime settimane.

Il post elezioni del mese scorso mi ha lasciato senza fiato…non mi ha sorpreso che il partito che di solito sostengo abbia perso diversi punti percentuale a forza di smacchiar giaguari, non mi ha sorpreso che il Movimento 5 Stelle sia arrivato acosì in alto…quello che mi ha sconvolto è che il PDL guidato dal cavaliere nero abbia raggiunto il 25%. Il termine impresentabile oramai è consunto grazie anche al commento di pancia (che sento in diretta su Rai3) dell’ Annunziata scappatole mentre intervistava LittleAngel Alfano, ma descrive bene il personaggio e i suoi seguaci. Davvero, io mi chiedo come possano elettori dare il voto a quello lì dopo tutto quello che è successo. E come possa la Lombardia scegliere sempre il centro destra  nonostante gli scandali di BigAnts. Non me ne capacito. Sono alterato, fuori di me, e sono tentato dal dare le dimissioni da cittadino.

dimissioni

A parte che sono un po’ arroccato sulle mie posizioni e che la penso come il filosofo Fagioli (una persona di buon senso non può che essere di sinistra), ma votare uno che ha cercato (riuscendoci) di sovvertire le regole del senso civico, della moralità e della dignità, che ha legittimato il senso abominevole del condono, di comportamenti lascivi, laidi e inqualificabili, della corruzione, uno che è sceso in politica per salvarsi dai mille processi che  gli sono piovuti addosso, uno che ha portato il paese sul ciglio del baratro, uno che ha spaccato come nessun altro l’Italia che ora vive d’odio verso chi la pensa diversamente, uno a cui  un paese moderno e civile non avrebbe mai permesso di arrivare a cariche istituzionali, ebbene dicevo votare uno così per me è una cosa gravissima.

Triste poi vedere Bersani in ginocchio da Grillo a mendicare un po’ d’aiuto. Il comico despota non è interessato e non perde occasione per dare bastonate verbali. Perché insistere? Basta con ‘sta storia di essere responsabili. Mandiamo il paese allo sfacelo, se è questo che il popolo italiano vuole.

Insopportabili poi i duri e puri della sinistra. Quelli proprio non li reggo. Se ne stanno dentro il confortevole recinto delle loro percentuali irrisorie e pontificano su cose che in Italia non si avvereranno mai . Facile comportarsi così. Più difficile è sentirsi guevaristi dentro e votare centro-sinistra per cercare di dare una chance a questo paese che tende comunque a destra e ad essere condizionato dal Vaticano. Ingroia e i suoi amichetti dei Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista possono andare a farsi fottere, non voterò mai sfigati del genere, mi basta vedere come si vestono.

L’elezione a presidenti di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso però hanno lenito il dolore, non andremo molto lontano col nuovo esecutivo (se mai ci sarà) ma queste due figure mi rendono meno teso. Due nomi finalmente degni di occupare cariche dello stato così importanti. In realtà per Grasso avrei qualche riserva, ma visto chi c’era prima di lui non voglio fare lo schizzinoso.

Boldrini e Grasso

Rifletto poi sulle dimissioni di Krautus 1° e dell’ascesa al potere ecclesiastico di FRANCESCO 1°. Si è scelto un bel nome, si sta comportando in modo più casual dei suoi successori, magari arriveremo a vederlo anche andare in giro con le Clarks, inoltre sembra prediligere la sobrietà, ma rimane un papa…uno che ha avuto un atteggiamento tollerante (dolce eufemismo che nasconde probabili connivenze) verso la dittatura argentina degli anni settanta, uno che è omofobo (vogliamo parlare della lobby gay che c’è ai piani alti del vaticano, France’ ?) e che disprezza le donne. Guardavo in tv piazza San Pietro stracolma attendere con fervore la nomina del papa e mi chiedevo se nel 2013…dico, 2013, abbiamo ancora bisogno di Papi e di figure simili. Quanto cammino che l’ umanità deve ancora fare.

Il PDL al 25%, un papa che odia le donne, il fratello di Ligabue che si mette a fare il solista e fa uscire un singolo che fa cagare…povera Italia, come sei messa male.

Rileggo un sms recente di Polbi “Ok mi arrendo. Non ho un disco che mi vada di sentire. Non ho un cazzo di disco maledetto che mi vada bene!”. Sorrido. Metto in padella la cena di Brian e poco dopo lo preparo per la notte. La domenica volge al termine.

Mi rimetto in macchina, torno verso Borgo Massenzio.Pochi gradi sopra lo zero, cade una pioggia leggera che sferza comunque l’animo, l’ultimo di Bowie nel car stereo…

Lunedì mattina e il tempo non cambia, ma è una pioggia fredda e dura quella che scende, in mezzo qualche fiocco di neve. Cerco riparo in un doppio live dei MOTT THE HOOPLE…

A Tale of Two Cities- Frontal

Nonostante la pioggia fredda e l’inizio settimana, la mattina non si presenta male: chiamo l’assicurazione, faccio un salto nella carrozzeria convenzionata, tutto si svolge in maniera fluida e lineare. Quando i fastidi del quotidiano si dipanano così bene, l’heavy load che ci portiamo sulle spalle sembra meno pesante.

Torno in ufficio, mi bevo un caffè e ripenso a INTER – TOTTENHAM di giovedì scorso. Non siamo riusciti a qualificarci per il turno successivo di Europa League, ma dopo un’andata disastrosa volevo la reazione d’orgoglio che c’è stata, vacca se c’è stata. All’ultimo minuto del secondo tempo CAMBIASSO sfiora il goal del possibile 4 a 0. Sarebbe stata la remuntada perfetta. Purtroppo nei tempi supplementari gli inglesi segnano un goal, quello che gli basta per accedere al turno successivo. Noi comunque facciamo il quarto e fino alla fine lottiamo per segnare il quinto. E’ questa l’Inter che mi fa sognare e per cui vale la pena vivere. Abbiamo rimediato alla figuraccia di una settimana prima e casomai siamo noi ad essere usciti a testa alta, noi , non certo l’altra squadra di Milano che si è fatta dominare per 85 minuti dal Barcellona prendendo 4 goal. Va bene che la squadra citata gode di una copertura mediatica impressionante ma a tutto c’è un limite.

Ieri sera prove con la CATTIVA: BROWN SUGAR e WHOLE LOTTA LOVE per carburare e TRAIN KEPT A ROLLIN’ per chiudere in bellezza. In mezzo le nostre canzoni con la rifinitura definitiva di PIOVE STAMATTINA. Bello anche il finale di ED E’ UN ALTRO LUNEDI’ con il il coretto ad libitum “Tanto che cambia” che sfuma pian piano. Sono contento della band. Nonostante le difficoltà che la vita di tutti i giorni ci impone, riusciamo a portare avanti il nostro progetto. 8 nuove canzoni pronte…spero di trovare i soldi per portare la band in studio. Nel frattempo, let the Gibsons play.

Tim - Cattiva Compagnia live in guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Tim – Cattiva Compagnia live in Guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Lorenz - Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Lorenz – Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Primo giorno di primavera oggi, c’è il sole. Mando un sms a March, oggi è il suo compleanno, gli faccio gli auguri. Sono assonnato ma ancora pieno delle good vibrations di ieri sera. In macchina gli APRIL WINE, oh yeah baby.

April Wine

…Non spreco il mio denaro girando in tondo in macchina

lo risparmio per comprarmi delle chitarre elettriche

la discomusic è un male sociale

se non mi smuove come fa il rock, a me non piace…

Don’t wanna move or get out of bed 
That rock ‘n’ roll’s going straight through my head 
They say I’m stupid, I really don’t care 
Whatever they say, well I say that’s fair 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock 

Don’t waste my money driving ‘round in a car 
Save my money for electric guitars 
Disco music’s just a social disease 
If it don’t rock me, then it ain’t gonna please me 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock 

Turn up the music, let’s have a good time 
Don’t pull no punches, lay it right on the line 
New wave, old wave, third wave will do 
It don’t matter when I’m dancing with you 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock