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Il sinodo di primavera degli Illuminati Del Blues, Brian’s sunday in the countryside e lo sviluppare realtà alternative

16 Apr

Il ritrovo è previsto in Piazza Lenin a Quariêgh verso le 20.30. Alle 20,20 siamo già tutti presenti meno uno, c’è anche FRANCESCO PRETE (della PAOLO BARONE Connection). Alle 21 siamo ancora lì che aspettiamo PICCA. Lo chiamo. Telefono disattivato. Tramite sms a PAOLINO LISONI vengo a sapere che il nostro comune amico ha cambiato numero telefonico. Tiro una madonna: ma come, cambia il numero di telefono e non lo comunica al suo migliore amico (che sarei poi io)? Lo chiamo ” s’pol savèr in du èet?” (si può sapere dove sei?) – “Zio can, an s’pol menga, qui nel reggiano ci sono le peggiori indicazioni del mondo”...insomma Picca invece di svoltare a CELLA per QUARIEGH è andato dritto fino a SAINT POLE OF ENZA.

Stavolta siamo in un locale di un conoscente del RIFF, niente pizza ma gnocco, tigelle, salumi, lardo, tagliatelle coi funghi, lambrusco…penso per un momento al colesterolo e alla dispepsia, poi accantono il tutto nel ripostiglio della mia worried mind. La novità della serata è che – su relazione del nostro Casaleggio….Picca insomma – abbiamo fondato un partito: il PDB, il partito Del Blues ovviamente. Nelle prossime settimane stileremo il programma e i 666 punti ad esso relativi. Si parla già di chiudere tutte le radio italiane e di mandare gli speaker e i DJ in campi di rieducazione; l’articolo 1 della nuova costituzione poi sarà il seguente:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sui Led Zeppelin. La sovranità appartiene agli uomini e alle donne di blues, che la esercitano nelle forme e nei limiti della Costituzione “.

Gli elettori del PDB si chiameranno Bluesocratici.

Gli Illuminati del Blues: da sx a dx Lorenzo Stevens, Riff, Jaypee, Picca, Tim, Francesco, Athos, Mixi e Suto

Gli Illuminati del Blues: da sx a dx Lorenzo Stevens, Riff, Jaypee, Picca, Tim, Francesco, Athos, Mixi e Suto

Verso mezzanotte io e Picca ci prodighiamo nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, alcuni di noi vanno a casa con delle borse piene di CD…

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All’una passata ci ritroviamo in cinque nel parcheggio… io, Picca, Riff, Jaypee, Suto…notte tiepida, intorno solo campagne…ritornano alla mente momenti simili vissuti in giovinezza…apro la portiera della blues mobile, accendo il car stereo…BUILDING THE PERFECT BEAST di DON HENLEY…Picca cita a memoria la frase topica che riflette la fine del sogno “ho visto un adesivo dei GRATEFUL DEAD su una Cadillac” e si commuove…io ho la pelle d’oca…la notte, gli amici, la musica che esce dalla macchina, la nostalgia che ci prende, il tempo che ci sfugge dalle mani, i sogni che si perdono e che non tornano più…

Out on the road today 
I saw a deadhead sticker on a cadillac 
A little voice inside my head said: 
“Don’t look back, you can never look back” 
I thought I knew what love was 
What did I know? 
Those days are gone forever 
I should just let them go but, 

I can see you 
Your brown skin shining in the sun 
You got the top pulled down 
Radio on baby 
I can tell you my love for you will still be strong 
After the boys of summer have gone 

Bazzichiamo ancora un po’ lungo il boulevard della nostalgia per poi rinchiuderci nelle nostre blues mobile e avviarci verso casa. Tutti in fila sulla via Emilia, tutti i blues in colonna…costeggiamo Reggio …le luci della città sono così brillanti mentre noi le attraversiamo scivolando…

…City lights are oh so bright, as we go sliding
Sliding, sliding through, oh…

Malgrado lo scivolone nel baratro della nostalgia è stata un bellissima serata i cui effetti si riflettono anche il sabato mattina dopo: andato a  letto alle 3, sveglia alle 7 per andare da Brian e son vispo come non mi capitava da tempo. E’ finalmente arrivata la primavera e ciò semplifica il weekend con Brian: sabato allegramente in giro per Ninetyland, domenica in campagna a Borgo Massenzio. Brian si gode il sole, l’aria tiepida e l’esplosione di vita che incornicia questo magnifico giorno di festa…

Brian alla domus saurea - foto di TT

Brian alla domus saurea – foto di TT

It's the springtime of my loving nel posto in riva al mondo - foto di TT

It’s the springtime of my loving nel posto in riva al mondo – foto di TT

Il sole, un buon pranzo courtesy of the groupie, un Southern Comfort…che giornata perfetta, almeno sembra, sì perché dalle 15 alle 17 guardiamo stupiti l’ennesima débacle dell’INTER: siamo una squadretta, se ci si mettono anche la sfortuna e le terribili sviste (chiamiamole così, va) arbitrali è finita. Cado in depressione rabbiosa, che è quanto di peggio ci sia per un amante del calcio. Brian non si capacita, ma resta col morale alto. Lo porto a casa, gli faccio da cena e verso le 20,30 lo metto a letto. Mi ringrazia cento volte per la bella giornata, mi abbraccia, mi bacia. Vecchio Brian quanto sei diventato sentimentale. Chiudo la porta a chiave, scendo le scale a piedi, penso a questo povero vecchio che combatte tutti i giorni con la confusione da alzheimer moderato.

Monday: ancora sole, tangenziali, ufficio, pranzo con Lakèrla e Raffa il fotografo. Gli presentiamo il bozzetto definitivo del suo libro fotografico. Raffa è molto contento dei miei testi. Non voleva cose troppo contestualizzate d’accordo, ma non credevo gli fossero sufficienti scarabocchi di prosa declinata sulla metrica tipica delle canzoni. Meglio così. Alle 17 mi metto in macchina diretto a Mutina, sbrigo le faccende e alle 18,30 ritorno verso Regium. Si sta benissimo, ci sono 24 gradi, la blue mobile rolla tranquilla. Nel Car Stero il cd dei FLYING BURRITO BROTHERS che mi ha dato Picca.

Seguo la dorsale del Bucket River per un po’, davanti ho il sole che tende al tramonto, mi infilo nelle campagne e d’improvviso, quasi d’incanto, mi ritrovo nella Bibb County della Georgia, a due passi dall’Ocmulgee River. Peschi e ciliegi in fiore, filari di peri che stanno sbocciando, pioppeti che stanno vestendosi di foglie e sfoggiano quel gialloscuro che tende al verde tipico delle foglie ancora acerbe…vecchie ville di campagna che si risvegliano di fiori…

aroundmacon2_jpg_68621 Macon Georgia

Macon house on hill

Un treno mi sorpassa a sinistra, è un Redarrow, ma nel mio cuore è un treno a vapore, più mi avvicino a Maconzatico, più il sentimento si fa più struggente…presto presto, gli ALLMAN per dio…

Torno in me quando il pezzo finisce, quando infilo il muso dalla blues mobile nel backyard della domus saurea. Sono ancora lì che faccio finta di suonare la chitarra acustica, quando arriva Palmiro, si sdraia, mi fissa e mi fa ” Ve’ uomo di blues, hai finito? No, perchè io avrei fame…”

Palmiro - foto di TT

Palmiro – foto di TT

Amazon comfort

9 Apr

Viaggio su una vecchia Polo, la blues mobile è dal carrozziere così mi tocca uno scassone d’ auto sostitutiva, senza radio. Partire e venire al lavoro senza il car stereo, senza i miei bootleg o box set da sentire è una tortura. Collego le cuffie al cellulino, la musica è buona ma trattasi di mp3 e si sa, gli mp3 fan cagare. Lossless sempre e comunque, per dio! Con l’umore nero entro in ufficio, sbrigo le prime faccende, poi esco per alcune commissioni. Mi fermo all’edicola di Maranello, CLASSIC ROCK UK con i LZ in copertina non è arrivato. Compro DAGO cartonato dell’Aurea Comix.

Mi rimetto in macchina, attraverso Stonecity…camion, fabbriche e BMW sono sempre al loro posto ma hanno sfumature tetre, scolorite come sono da questa crisi infinita. Rientro in ufficio. Vado direttamente da Cassy, supervisiono un upload sul sito di una casa editrice per una campagna stampa di un importante cliente. Arriva Lakèerlit e mi dice “Tirelli, è arrivato un pacchetto, l’ho messo nel tuo ufficio.” Mi precipito nella blue room e lo vedo…

D’improvviso il sole esce dal grigio, gli uccellini iniziano a cinguettare, le violette sbocciano nel giardino,…l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero e Agnese è ancora sul manubrio a cantar canzoni….

I ain`t slept a wink since Sunday
I can`t eat a thing all day
Every day is just blue Monday
Since you`ve been away
Since you`re gone
I got a mess of blues

pacchetto amazon - foto di TT

pacchetto amazon – foto di TT

PS: ELVIS 20 ORIGINAL ALBUMS, 44 euro. Mica male eh?

Lezioni di stile a Brian, tamponamenti in allegria, Papi che odiano le donne, il post elezioni blues e l’Inter che ne dà 4 al Tottenham

21 Mar

Sabato ore 09,30: un Brian lavato e stirato si prepara ad uscire. Cerco di vestirlo sempre in modo attento e curato, compatibilmente con i vestiti che ha a disposizione, rispettando la regola del tono su tono. In pratica o che si veste di blu o di marrone. Sono un po’ di volte che cerco di insegnargli a scegliere la sciarpa e il giubbotto da abbinare ai jeans e al maglione che indossa. Brian non è mai stato molto attento alla cosa, né mai ha avuto particolari doti per vestirsi con abbinamenti dignitosi (era naturalmente mia madre a pensare a tutto).  Le settimane scorse vestito di blu sceglieva la sciarpa beige, ma oggi ha scelto la sciarpa giusta e il giaccone giusto. “Vàghia ben Tim acsè?“. “Sì Brian vai bene”, e gli schiocco un bacio sulla guancia. Che pazienza che ha questo vecchio di 83 anni con l’alzheimer moderato.

Sulla ninetylander, all’altezza del quartier industriale TheMagpieplaces (Le Gazzate insomma), nei pressi della grande rotonda che porta alla nuova tangenziale tampono la macchina che ho davanti. Un furbo inchioda improvvisamente nell’entrare nella rotonda, la macchina che ha dietro riesce ad evitarlo, io che sto parlando con Brian finisco col muso della blue mobile nel culo dell’auto che ho davanti. Pom! Tiro un zio cagnone che mette Brian sul’attenti. Scendo, una donna di circa quarant’anni accosta e mi viene incontro. Trattasi di persona illuminata. In 8 minuti 8 compiliamo il foglio per la constatazione amichevole, scatto le foto alle macchine, usiamo reciprocamente una cortesia impeccabile e alla fine lei mi fa “E stato davvero gentilissimo. Grazie mille”. Ecco niente scene isteriche, nessun malumore, certo i danni sono lievi (i suoi) ma è così che ci si dovrebbe comportare. Saluto Anna Paola con un pensiero in testa: forse per l’umanità c’è ancora una speranza. Mi infilo al K2 con Brian per la colazione. Una svedese, un krapfen, due spremute, due caffè macchiati. Due passi in centro tanto per respirare l’aria del “paese mio che stai nella pianura”…

Brian a Ninetyland, nei pressi dell’Abbazia di Thelema – foto di TT

A tratti perdo la pazienza col mio vecchio, cerco di moderarmi ma non è semplice. E’ inetto a far tutto il povero Brian, richiede le stesse cose decine di volte e tu ti senti una pentola a pressione che sta per far volare via il coperchio. Poi gli chiedo scusa e, dopo averlo riportato a casa, gli do un bacio prima di lasciarlo “Ciao Piròn, grazie di tutto” “Ciao Brian, in Page we trust“.

Inizio a sentirlo tutto il peso della gestione di Brian che condivido con mia sorella. Un pranzo courtesy of the groupie, un southern comfort e crollo sul letto. Rinvengo verso le 18. Mi spiace non portare fuori la groupie, non organizzare mai un weekend in un’ altra città…mi sento  in colpa, ma oltre a lavorare e a gestire il vecchio riesco a fare ben poco. La sera di sabato la passo a togliere i cd dalle custodie di plastica e inserirli nelle space-saving cd sleeve. Ormai è il terzo ordine che faccio (di 200 buste l’uno), sono contento (e un po’ ossessionato), queste sleeve mi fanno davvero recuperare un sacco di spazio negli scaffali. Ne approfitto anche per controllare tutti i miei cd, e togliere le edizioni non digipack che ho doppie. Non posso tenere tutto. Ho iniziato le pulizie di primavera del reparto cd.

Domenica mattina colazione con la PARIS TEXAS soundtrack, la leggendaria slide di RY COODER mi pettina l’anima mentre sono in procinto di ripartire Mutina bound per passare la domenica con Mr Tyrell senior.

Una domenica da Brian è lunga da passare senza SKY e senza computer, così passo il tempo suonicchiando su ROBERTA (la Epiphone 335 che mi ha regalato Riff) e riflettendo sulle faccende delle ultime settimane.

Il post elezioni del mese scorso mi ha lasciato senza fiato…non mi ha sorpreso che il partito che di solito sostengo abbia perso diversi punti percentuale a forza di smacchiar giaguari, non mi ha sorpreso che il Movimento 5 Stelle sia arrivato acosì in alto…quello che mi ha sconvolto è che il PDL guidato dal cavaliere nero abbia raggiunto il 25%. Il termine impresentabile oramai è consunto grazie anche al commento di pancia (che sento in diretta su Rai3) dell’ Annunziata scappatole mentre intervistava LittleAngel Alfano, ma descrive bene il personaggio e i suoi seguaci. Davvero, io mi chiedo come possano elettori dare il voto a quello lì dopo tutto quello che è successo. E come possa la Lombardia scegliere sempre il centro destra  nonostante gli scandali di BigAnts. Non me ne capacito. Sono alterato, fuori di me, e sono tentato dal dare le dimissioni da cittadino.

dimissioni

A parte che sono un po’ arroccato sulle mie posizioni e che la penso come il filosofo Fagioli (una persona di buon senso non può che essere di sinistra), ma votare uno che ha cercato (riuscendoci) di sovvertire le regole del senso civico, della moralità e della dignità, che ha legittimato il senso abominevole del condono, di comportamenti lascivi, laidi e inqualificabili, della corruzione, uno che è sceso in politica per salvarsi dai mille processi che  gli sono piovuti addosso, uno che ha portato il paese sul ciglio del baratro, uno che ha spaccato come nessun altro l’Italia che ora vive d’odio verso chi la pensa diversamente, uno a cui  un paese moderno e civile non avrebbe mai permesso di arrivare a cariche istituzionali, ebbene dicevo votare uno così per me è una cosa gravissima.

Triste poi vedere Bersani in ginocchio da Grillo a mendicare un po’ d’aiuto. Il comico despota non è interessato e non perde occasione per dare bastonate verbali. Perché insistere? Basta con ‘sta storia di essere responsabili. Mandiamo il paese allo sfacelo, se è questo che il popolo italiano vuole.

Insopportabili poi i duri e puri della sinistra. Quelli proprio non li reggo. Se ne stanno dentro il confortevole recinto delle loro percentuali irrisorie e pontificano su cose che in Italia non si avvereranno mai . Facile comportarsi così. Più difficile è sentirsi guevaristi dentro e votare centro-sinistra per cercare di dare una chance a questo paese che tende comunque a destra e ad essere condizionato dal Vaticano. Ingroia e i suoi amichetti dei Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista possono andare a farsi fottere, non voterò mai sfigati del genere, mi basta vedere come si vestono.

L’elezione a presidenti di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso però hanno lenito il dolore, non andremo molto lontano col nuovo esecutivo (se mai ci sarà) ma queste due figure mi rendono meno teso. Due nomi finalmente degni di occupare cariche dello stato così importanti. In realtà per Grasso avrei qualche riserva, ma visto chi c’era prima di lui non voglio fare lo schizzinoso.

Boldrini e Grasso

Rifletto poi sulle dimissioni di Krautus 1° e dell’ascesa al potere ecclesiastico di FRANCESCO 1°. Si è scelto un bel nome, si sta comportando in modo più casual dei suoi successori, magari arriveremo a vederlo anche andare in giro con le Clarks, inoltre sembra prediligere la sobrietà, ma rimane un papa…uno che ha avuto un atteggiamento tollerante (dolce eufemismo che nasconde probabili connivenze) verso la dittatura argentina degli anni settanta, uno che è omofobo (vogliamo parlare della lobby gay che c’è ai piani alti del vaticano, France’ ?) e che disprezza le donne. Guardavo in tv piazza San Pietro stracolma attendere con fervore la nomina del papa e mi chiedevo se nel 2013…dico, 2013, abbiamo ancora bisogno di Papi e di figure simili. Quanto cammino che l’ umanità deve ancora fare.

Il PDL al 25%, un papa che odia le donne, il fratello di Ligabue che si mette a fare il solista e fa uscire un singolo che fa cagare…povera Italia, come sei messa male.

Rileggo un sms recente di Polbi “Ok mi arrendo. Non ho un disco che mi vada di sentire. Non ho un cazzo di disco maledetto che mi vada bene!”. Sorrido. Metto in padella la cena di Brian e poco dopo lo preparo per la notte. La domenica volge al termine.

Mi rimetto in macchina, torno verso Borgo Massenzio.Pochi gradi sopra lo zero, cade una pioggia leggera che sferza comunque l’animo, l’ultimo di Bowie nel car stereo…

Lunedì mattina e il tempo non cambia, ma è una pioggia fredda e dura quella che scende, in mezzo qualche fiocco di neve. Cerco riparo in un doppio live dei MOTT THE HOOPLE…

A Tale of Two Cities- Frontal

Nonostante la pioggia fredda e l’inizio settimana, la mattina non si presenta male: chiamo l’assicurazione, faccio un salto nella carrozzeria convenzionata, tutto si svolge in maniera fluida e lineare. Quando i fastidi del quotidiano si dipanano così bene, l’heavy load che ci portiamo sulle spalle sembra meno pesante.

Torno in ufficio, mi bevo un caffè e ripenso a INTER – TOTTENHAM di giovedì scorso. Non siamo riusciti a qualificarci per il turno successivo di Europa League, ma dopo un’andata disastrosa volevo la reazione d’orgoglio che c’è stata, vacca se c’è stata. All’ultimo minuto del secondo tempo CAMBIASSO sfiora il goal del possibile 4 a 0. Sarebbe stata la remuntada perfetta. Purtroppo nei tempi supplementari gli inglesi segnano un goal, quello che gli basta per accedere al turno successivo. Noi comunque facciamo il quarto e fino alla fine lottiamo per segnare il quinto. E’ questa l’Inter che mi fa sognare e per cui vale la pena vivere. Abbiamo rimediato alla figuraccia di una settimana prima e casomai siamo noi ad essere usciti a testa alta, noi , non certo l’altra squadra di Milano che si è fatta dominare per 85 minuti dal Barcellona prendendo 4 goal. Va bene che la squadra citata gode di una copertura mediatica impressionante ma a tutto c’è un limite.

Ieri sera prove con la CATTIVA: BROWN SUGAR e WHOLE LOTTA LOVE per carburare e TRAIN KEPT A ROLLIN’ per chiudere in bellezza. In mezzo le nostre canzoni con la rifinitura definitiva di PIOVE STAMATTINA. Bello anche il finale di ED E’ UN ALTRO LUNEDI’ con il il coretto ad libitum “Tanto che cambia” che sfuma pian piano. Sono contento della band. Nonostante le difficoltà che la vita di tutti i giorni ci impone, riusciamo a portare avanti il nostro progetto. 8 nuove canzoni pronte…spero di trovare i soldi per portare la band in studio. Nel frattempo, let the Gibsons play.

Tim - Cattiva Compagnia live in guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Tim – Cattiva Compagnia live in Guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Lorenz - Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Lorenz – Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Primo giorno di primavera oggi, c’è il sole. Mando un sms a March, oggi è il suo compleanno, gli faccio gli auguri. Sono assonnato ma ancora pieno delle good vibrations di ieri sera. In macchina gli APRIL WINE, oh yeah baby.

April Wine

…Non spreco il mio denaro girando in tondo in macchina

lo risparmio per comprarmi delle chitarre elettriche

la discomusic è un male sociale

se non mi smuove come fa il rock, a me non piace…

Don’t wanna move or get out of bed 
That rock ‘n’ roll’s going straight through my head 
They say I’m stupid, I really don’t care 
Whatever they say, well I say that’s fair 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock 

Don’t waste my money driving ‘round in a car 
Save my money for electric guitars 
Disco music’s just a social disease 
If it don’t rock me, then it ain’t gonna please me 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock 

Turn up the music, let’s have a good time 
Don’t pull no punches, lay it right on the line 
New wave, old wave, third wave will do 
It don’t matter when I’m dancing with you 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock

 

Sognare JIMMY PAGE

20 Mar

Immagino direte che sia fiction confezionata apposta per il blog, ma stanotte ho sognato JIMMY PAGE. E’ bastato che rispondessi al commento di Picca al post di ieri SOGNARE MICK RALPHS, inserendo il link di BOOGIE MAMA (pezzo di Paul Rodgers dall’album CUT LOOSE del 1983) tratto dai concerti dell’ARMS , e stanotte ho sognato il JIMMY PAGE di quegli anni.

Jimmy Page 1983

Jimmy Page 1983

Eravamo, immagino, in Inghilterra, primi anni ottanta, io ero l’io attuale, PAGE come ho detto quello del periodo citato, quindi magro, accecato dalla neve (snowblind… if you know what I mean), confuso, senza più la sua creatura, chitarristicamente decaduto. Eppure – per la prima volte nei miei sogni – era un PAGE sorridente e ben disposto nei miei confronti. Con me credo ci fosse anche la groupie. Scattiamo qualche foto insieme, JIMMY mi abbraccia, io non credo a quello che sto vivendo. Il mio unico pensiero è di inviare una di quelle foto a Picca e fare un figurone. Ma, in un modo o nell’altro non trovo il tempo di inviargli l’mms.

JP 1983

JP 1983

Jimmy poi ci porta in casa sua. Una casa oscura, antica, piano terra. In un salone di là ci sono anche la sua compagna di allora CHARLOTTE MARTIN e la loro figlia SCARLET. Questa all’epoca aveva 11/12 anni, ma nel sogno era una sedicenne un po’ snob. CHARLOTTE era quella post-punk dei primi anni ottanta:

Charlotte Martin e Jimmy Page early 80s

Charlotte Martin e Jimmy Page early 80s

Charlotte Martin e Scarlet Page prima metà anni settanta

Charlotte Martin e Scarlet Page prima metà anni settanta

JP Scarlet e John Bonham

JP Scarlet e John Bonham

Charlotte Scarlet e Jimmy ai giorni nostri

Charlotte Scarlet e Jimmy ai giorni nostri

Tutto qui. Ripeto il concetto di ieri: guardate un po’ come sono messo, sogno il PAGE dimesso e sconnesso dei primi anni post LZ. Che vita (e che sogni) blues.

Jimmy Page at Ronnie Lane's party - La Mansion Hotel, Austin, Texas - after the gig on March 23, 1985 with The Firm

Jimmy Page at Ronnie Lane’s party – La Mansion Hotel, Austin, Texas – after the gig on March 23, 1985 with The Firm

..If I dream too much tonight
Somebody please bring me down…

Sognare MICK RALPHS

19 Mar

Va bene, son due giorni che ascolto i MOTT THE HOOPLE (di cui Mick era il chitarrista), ma è mai possibile che un uomo, per quanto di blues, della mia età debba sognare MICK RALPHS? Non mi dilungherò troppo, stare ad ascoltare i sogni degli altri mi ha sempre annoiato, ad ogni modo eravamo in una località dai contorni un po’ sfumati ma che doveva essere BATH (Bagno, insomma Villa Bagno frazione di Regium Lepidi, dove abitavano i miei nonni), c’era una specie di festa all’aperto, qualcosa che aveva a che fare con la musica e io ero lì con la BAD COMPANY.

Bad Co promo shot

Era la BAD COMPANY dei tempi belli seppur con qualche segno dell’età ma il gruppo era sciolto da tempo, c’era pure il povero BOZ BURRELL. Io cercavo in qualche modo, molto delicatamente, di toccare l’argomento reunion. Erano tutti ben disposti e più o meno sorridenti, ma in qualche modo sfuggevoli. RODGERS era quello del 1977 con i capelli un po’ più corti e sembrava più interessato ad andare a chiacchierare con un’altra band, che mi pare fosse quella dei FOREIGNER (ma non ricordo nè Mick Jones, nè Lou Gramm).

Bad Co da sx a dx Mick Ralphs, Paul Rodgers, Simon Kirke, Boz Burrell

Bad Co da sx a dx Mick Ralphs, Paul Rodgers, Simon Kirke, Boz Burrell

Io restavo lì con gli altri tre. Ero l’io attuale con la BAD COMPANY dei fine settanta ed eravamo nel 2013. Cercavo di parlare con MICK RALPHS ma lui non era loquace. Cercavo di farmi dare la sua email, ma lui non ricordava l’indirizzo esatto…insomma c’era sempre un contrattempo che non mi faceva mai arrivare ad un confronto soddisfacente con lui (cosa capitata anche in passato le volte che ho sognato JIMMY PAGE).

Mick Ralphs

Mick Ralphs

Ad un certo punto dovevamo fare qualcosa insieme, io e loro tre. Ad organizzare toccava a me. Stavo dandomi da fare e, pur sorridendo, avevo un forte senso di frustrazione dato dal mancato feedback degli altri tre. Poi all’improvviso PUMMMM! Un ciocco spaventoso. Palmiro come ogni mattina fa cadere il mio portavestiti…vuole che ci alziamo, ha fame. Sono le 06,40.

Tornando a noi, volevo solo dire che son ridotto così, a sognare MICK RALPHS. Insomma, avessi sognato PAGE, JOHNNY WINTER, JEFF BECK, LORENZ o PAOLINO LISONI capirei anche, ma MICK RALPHS! Sì va beh, è uno dei miei eroi ma…

Che vita ragazzi.

Yeah Put out the spotlights one and all
Let the feelin’ get down to your soul
The music’s so loud You can hear the sound
Reachin’ for the sky and tearin’ up the ground

It’s all part of my rock ‘n’ roll fantasy
It’s all part of my rock ‘n’ roll dream Oh yeah
It’s all part of my rock ‘n’ roll fantasy
It’s all part of my rock ‘n’ roll dream Yeah
Fantasy Yeah Yeah Yeah Yeah
Fantasy Yeah Yeah Yeah Yeah

Bad Co Run With The Pack inside 1976

Bad Co Run With The Pack inside 1976 – da sx a dx Boz Burrell, Simon Kirke, Paul Rodgers, Mick Ralphs

PS: nel caso ci fosse lì fuori un cantante alla PAUL RODGERS/IAN HUNTER interessato a formare una band tipo FREE/MOTT THE HOOPLE/BAD COMPANY è pregato di mettersi in contatto. Chissà, forse se vado a dissolvere la mia personalità e divento TIM RALPHS risolvo tutto, tanto come chitarristi siamo lì…

Io, Brian e la rimonta dell’Inter.

5 Mar

L’ultimo weekend: Brian è in mood sentimentale. Mi telefona solo per dirmi che mi vuole bene, mi dice che sono il suo figlioletto e ribadisce il concetto dichiarando che “io sono il tuo papà e tu sei un grande figlio”. L’ alzheimer toglie certi filtri, è una malattia terribile, ma grazie ad essa sto risolvendo il rapporto con mio padre. Che strano.

Il sabato mattina come spesso succede è intenso, arrivo da lui prima delle nove, lo lavo, lo vesto, lo porto da Chen il cinese a far colazione. Poi la spesa per lui al Conad del Newtower (dove Brian – ottantatreenne  – ogni volta cucca delle settantenni mica male). Un salto poi a Ninetyland per la consueta passeggiata lungo la memory lane, con spesa alla nuova Coop per me.

Mentre son lì tra le corsie del supermercato osservo Brian, si guarda intorno tra il sorpreso e il divertito…le tante cose sugli scaffali, la gente che va e viene, il respiro affannato del quotidiano di ognuno di noi…una piccola avventura per il vecchio Brian.

Brian spinge il carrello alla nuova Coop di Ninetyland - foto di TT

Brian spinge il carrello alla nuova Coop di Ninetyland – foto di TT

Domenica: c’è il sole, ma c’è soprattutto l’Inter che alle 15 gioca in trasferta contro il Catania, così vado a prendere il vecchio e lo porto a Borgo Massenzio. Nel courtyard della domus saurea Brian Tyrell si gode il sole e la campagna…

Brian alla domus saurea - foto di TT

Brian alla domus saurea – foto di TT

Mentre gli scatto la foto, osservo il suo sguardo…è quello rassegnato di un uomo che sta incamminandosi verso paludi poco rassicuranti. Meglio non pensarci.

Dopo un pranzo rigorosamente emiliano, dopo un caffè corretto Southern Comfort, io e Brian ci sediamo in divano…inizia la partita. Non è così automatico per lui seguirla, mi chiede più volte se noi “siamo i bianchi”, chi è l’altra squadra, chi è quel signore in borghese a bordo campo (il Mister Stramaccioni). Pian piano però nella sua maruga affiora il suo sentimento nerazzurro, il ricordo di cosa sia una partita di calcio, l’Ambrosiana Inter, Giacinto Facchetti. L’Inter gioca un primo tempo scandaloso. Il Catania sulle ali dell’entusiasmo dovuto ad un ultimo periodo assai brillante, assalta il fortino nerazzurro che più che un fortino sembra una vecchia baracca. Prendiamo due goal da polli. Entrambe le volte Brian mi guarda incredulo e fa “Beh ‘mo Tim!”. Io entro in uno di quei football blues nerissimi, quelli tipici  provenienti dall’Inter post José. L’intervallo lo passo al computer, Brian rimane sul divano imbambolato dai due goal presi. Nel secondo tempo entra il drago Stankovic e la musica cambia, sia lodato Jimmypage. L’inter risorge: al 7′ Palacio crossa e Riccardino Alvarez insacca di testa: 2 a 1. Al 25′ el Palito Apocalipto  Pereira crossa dalla sinistra, Palacio stacca di testa, goal… 2 a 2. Cazzo, sono tutto un tremore. Brian applaude. L’abbiamo messa bene. Ma aspetta un momento: l’Inter è on the prowl, lo vedo, lo sento. E allora avanti ragazzi, regalatemi un sogno. Entra El Cuchu Cambiasso e dopo poco sfiora il goal del clamoroso vantaggio, poco prima aveva fatto lo stesso Schelotto. Ma al 47’il sogno si avvera: Palacio avvia l’azione, poi riceve da Cambiasso in area e batte il portiere avversario.

Il Mister Andrea Stramaccioni

Il Mister Andrea Stramaccioni

Sulla gradinate della domus saurea è il tripudio: vecchi con l’alzheimer che ballano, uomini di blues che saltano sul divano, i pianeti che si allineano, la giustizia proletaria che trionfa, i FIRM che si riformano…vaffanculo alla squadra dei bravi soldatini, a quella dell’amore…io non voglio altro che questa pazza, pazza, pazza INTER.

Inter pià vivo più ti amo

PS: ancora oggi Brian va avanti con CATANIA-INTER ” Tim, ‘mo l’Inter! Vacca ragàs che squedra!”. So già che porterò il ricordo di questa domenica nel cuore: io, il mio vecchio, e l’Inter che ci fa piangere e abbracciarci ancora…Grazie ragazzi.

Alone in the office blues (saved by the BLUE ÖYSTER CULT)

28 Feb

Solo in ufficio, son tutti ad un corso di aggiornamento. Lavoro, mi prendo un thè con qualche tortello dolce. Lavoro, mi bevo un caffè. Guardo fuori dalla finestra. A Stonecity c’è ancora la neve per terra, e oggi risplende particolarmente sotto un sole bianco. Good vibrations. Mica male starsene in pace ogni tanto, godersi il silenzio dell’ufficio, lavorare in assoluta tranquillità. Sì però poi mi mancano le scaramucce calcistiche con Kerlo (il socio j**entino), i confronti dialettici con Lakèrla (la socia), le disquisizioni con Sarwooda e Lacàssy, le factorygirls. Insomma, come sempre, non sono mai contento. Cerco di stirare le pieghe dell’animo senza troppo successo quando suona il corriere: “Arrivo!” gli grido dal videocitofono, poi mi precipito giù per le scale.

E’ arrivato! Finalmente! Ora sto meglio.

BLUE OYSTER CULT "The Columbia Albums Collection" SAMSUNG SAMSUNG

 

 

Space-Saving CD Sleeves blues

28 Feb

Qualche giorno fa accennavo qui sul blog di aver fatto un ordine in America di buste salva spazio per CD, bene…sono arrivate. Non vedevo l’ora, ma non sono esattamente come me le aspettavo. Trattasi di busta a due ante, formato chiuso 13,5x13cm, formato aperto 27x13cm. le ho provate e…vanno “quasi” bene. L’altro giorno le descrivevo più o meno con le stesse parole al mio amico Filippo Rostoni, la sua risposta spiega perfettamente lo stato d’animo:

  • TIM: Filippo mi sono arrivate le buste di cui parlavamo. Sono arrivate per posta senza nessuna spesa aggiuntiva. Sono a due ante di dimensioni uguali, non ce n’è una specifica per il retro-inlay-jewel , ma riesco comunque a farci stare tutto abbastanza bene. 

  • FILIPPO: …magari fai te alcune foto con un tuo cd inserito dentro incluse foto per booklet e inlay card (cosi per capire meglio) … quel tuo “abbastanza bene” non mi lascia tranquillo, sai noi collezionisti come siamo maniacali e non mi andrebbe se si piegasse l’inlay appunto…una curiosità: ma quanto hai speso in materiale + spedizione? e che valore hanno scritto sui documenti doganali (dovresti averne copia) ? pare strano niente dogana…a meno che non sia stato spedito dagli usa ma dall’europa!!!

Ecco appunto, noi appassionati di musica per queste cose vogliamo la perfezione, queste buste dunque non risolvono del tutto il problema. Intendiamoci, non sono male, intendo usarle soprrattutto per i bootleg , ma per i cd originali penso proprio che soprassederò. Riguardo il resto: il pacchetto mi è stato spedito l’11 febbraio da BELLEVUE nello stato di Washington e mi è arrivato ieri. Ho speso, per 200 buste compresa la spedizione, 56,95 dollari…poco più di 43 euro. Nessuna spesa e documentazione doganale. Questo il fornitore:  https://www.jazzloft.com/c-27-cd-sleeves.aspx

Ecco le foto:

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Pronto Soccorso Blues (e la Schelotto state of mind)

25 Feb

Ci son giorni in cui il blues ti prende alla gola, copre la tua anima con un velo di crepe nere, ti lascia obnubilato e confuso. Capita allora che se quei picchi di blues sono ravvicinati sbotti e chiedi alla groupie di portarti al pronto soccorso, perché saranno anche solo i soliti blues feroci ma vuoi vederci chiaro. In macchina durante il tragitto tra la domus saurea e il pronto soccorso di Regium Lepidi ti capita di fare pensieri strani, sghembi, ossessivi, paurosi. Pur in preda all’ansia più subdola ti viene da sorridere nel vedere la groupie padrona della situazione, determinata, pronta e reattiva, guidare con sicurezza la blues mobile e farla sfrecciare per le strade della città con i pneumatici che mordono i cordoli delle rotonde. Tu sei lì con il viso fuori dal finestrino, cercando di controllare il magma emotivo al tuo interno, ma ti senti fortunato di avere un groupie come quella. Che superfiga ragazzi.

Con la groupie al volante sfrecciamo attraverso Regium Lepidi

Con la groupie al volante sfrecciamo attraverso Regium Lepidi

All’accettazione i primi controlli, tutto bene. Tiri un primo sospiro di sollievo. Vieni fatto accomodare nella sala d’attesa, dopo un paio d’ore ti chiamano, rimani su un lettino in un ambulatorio circa venti minuti, una gentilissima e giovane infermiera si scusa più volte per l’ulteriore attesa (il pronto soccorso è pienissimo: è bastata una nevicata per schienare molti reggiani caduti sotto il tiro incrociato del “fare la rotta” davanti a casa). La dottoressa ti rassicura con modo deciso, guardandoti negli occhi, con fare spiccio e risoluto ma senza perdere la tenerezza. L’elettrocardiogramma è a posto, il resto è causato dai  blues della vita e da qualche sbalzo di pressione. Ringrazi tutti, scambi due battute con l’infermiera, esprimi gratitudine al padre dei quattro venti per la Regium-Mutina county e per l’Emilia: tutto sommato qui le strutture basilari funzionano bene.

Sweet Emilia Romagna, where the skies are so blues...

Sweet Emilia Romagna, where the skies are so blue…

Ma il blues del titolo non è rivolto a questa storiella di ordinaria bluesaggine, questo lungo prologo serve a dare carattere alla location e definire il mood del tuo animo che attraverso i tuoi occhi guarda il poveraccio che ti capita di vedere mentre sei in sala d’attesa. Un uomo, un ragazzo, di 45/55 anni, con gli occhiali scuri, con un sacchetto di plastica in mano che si aggira per il pronto soccorso. La prima cosa che vedi sono le sebago ai piedi, uhm scarpe estive in pieno inverno…poi lo metti a fuoco meglio, il cappotto di antica foggia è rammendato vistosamente, i pantaloni e il maglione sono da poveracci. Il tutto però ha un nonsoché di dignitoso. Sembra uno che si sia trovato in brutte acque improvvisamente, che cerchi di mantenere un contegno, che non voglia abbandonarsi alla disperazione. Passa accanto alle 4 macchine dispensa bibite e merendine, controlla se c’è qualcuno si è dimenticato qualche monetina nel buchetto della restituzione del resto, riempie una bottiglietta d’acqua vuota al distributore d’acqua, si guarda in giro attento a non incrociare lo sguardo di nessuno, cerca di entrare in un cortile interno dove è vietato passare, ritorna in sala d’attesa, se ne va. Non ha scocciato nessuno, non ha chiesto l’elemosina, e a schiena più o meno dritta se ne è  andato perso nei suoi blues. Sospiri. Sono anni davvero difficili questi.

Alla domus saurea, spossato ti metti davanti a Sky in attesa del derby. Scambi qualche sms con Paolino Lisoni (di fede rossonera), qualche sguardo obliquo con la groupie (di fede rossonera), qualche tenerezza con Palmiro (di fede nerazzurra). Il primo quarto d’ora è equilibrato, ma poi quel gran giocatore che è El Shaarawi vi fa goal e l’Inter si scioglie. Per mezz’ora restate sotto il tiro incrociato del Milan, se non capitolate oltre è perché in porta avete Batman Handanovic, ad oggi uno dei primi tre al mondo. T’ incazzi, imprechi, smadonni, tiri degli accidenti a Muntari che cerca continuamente lo scontro, la polemica. Quello che gli urli non ti fa onore, cerchi di ricomporti. Temi la debacle completa, ma nel secondo tempo l’Inter che entra in campo è messa meglio, affronta il Milan alla pari. Il Mister fa entrare Schelotto e questi dopo un minuto pareggia. Ora, qualcuno potrebbe dire che se l’Inter per ribaltare le sorti di un derby deve affidarsi a Schelotto significa che è una squadra lofi, d’altra parte se il Milan dura solo un tempo, si fa raggiungere da un goal di Schelotto lasciato solo in area è lofi pure lui. Derby comunque vibrante, se non bello comunque appassionante, e poi vedere certi striscioni ti fa sentire le campane…

INTER - striscione 24-02-2013

Stamattina ti svegli con comodo, Palmiro viene ad infilare il suo muso umido sotto il tuo collo, ve ne state così abbracciati un quarto d’ora. Soppesi il tuo umore, il come ti senti, cerchi di tenere un certo slow down mood per cercare di dribblare i blues feroci di ieri. Tiri su la tapparella e nel farlo ti chiedi come incomincerà la mattina: nevica forte. Non te la aspettavi. E’ un segno. La giornata non sarà niente male. Sali in macchina, velocità di crociera, niente stress, niente corse, niente incazzature oggi. Ti immetti sulla tangenziale di Regium, nel car stereo CHICAGO VII, quello del 1974, quello più jazz rock…

AIRE ti riempie l’anima, sei così contento di essere un appassionato di musica buona. L’abitacolo della blues mobile diventa ancora più accogliente, rolli in pace con te stesso e con il mondo al ritmo di quella musica che sa tenerti in vita.

Verso Stonecity entra in scena la seconda metà dell’album, quella più abbordabile…ti godi anche quella, sei in preda ad una sorta di peacefull easy feeling…

Ti vengono in brividi, scherzi con te stesso “Chicago miglior gruppo di tutti i tempi”. Arrivi in Puccini boulevard. Parcheggi. Guardi il cielo, ti viene in mente tua madre, ti commuovi un attimo, ti ricomponi, arrivi in ufficio, i tuoi soci ti coccolano un po’, ti siedi alla grande scrivania e inizi a lavorare, non prima di aver sistemato la foto di SCHELOTTO  fianco di quella del DARK LORD e del KEYBOARD WIZARD…grazie Ezechiele.

schelotto

SNOWBOUND IN BORGO MASSENZIO (…zio can se fiocca)

23 Feb

Sabato ore 13, dopo aver sbrigato le faccende con Brian infilo il muso della blues mobile in garage. Inizia a cadere qualche fiocco. E’ da giovedì mattina che sulla Regium-Mutina county nevica, ma non ne ho mai abbastanza, mi basta vedere questi fiocchetti leggeri e frivoli per sentirmi un po’ meglio. Sento per telefono Polbi che mi racconta un episodio carino capitato a lui e a Margaret (his garage-rock star wife) ad un concerto di JOHN SPENCER BLUES EXPLOSION (presto sul blog), sento poi Dan per il solito aggiornamento circa i bootleg e i dischi che ci siamo procurati nell’ultima settimana. Alle due mi appoggio sul letto, riemergo alle 16 quando la groupie mi dice “Ti stai perdendo una nevicata straordinaria”. Vado alla finestra. Zio can se fiocca…

View from the domus surea windows - Foto di TT

View from the domus surea windows – Foto di TT

View from domus saurea's windows - foto di TT

View from domus saurea’s windows – foto di TT

Un thè caldo con una pasta  diplomatica, la stufa di fuoco accesa, Palmiro che sonnecchia, la neve che scende, i CHICAGO in sottofondo…beh, mica male.  A proposito dei CHICAGO, parte il nono pezzo, GENTLY I’LL WAKE YOU, e la groupie si fionda qui nella cameretta-studiolo: “Chi sono?”, “I CHICAGO” faccio io, “Quando è uscito questo disco?” “CHICAGO X è del 1976, non ho dubbi era l’anno di IF YOU LEAVE ME NOW che ebbe un gran successo anche in Italia” le rispondo, “Uhm, NEWS OF THE  WORLD è del 1977, quindi sono i QUEEN ad aver copiato la melodia per SPREAD YOUR WINGS” asserisce la groupie andandosene  rabbuiata. In effetti…

Mi riguardo (e mi risento) il video: che cazzo di gruppo erano i QUEEN negli anni settanta “…that’s because you’re a free man… c‘mon honey …fly with me…”

Scendo mentre cala la sera, scuoto i rami più bassi degli alberi, do un’occhiata in giro…

Shake my tree - foto di TT

Shake my tree – foto di TT

Luci fioche in lontananza, quiete, il rintocco di campane, il peccato originale che si scioglie dinnazi al candore della neve…non c’è nulla da fare, questo è il mio elemento…I’m a snow (blues) man baby.

Torno in casa, mi metto in cuffia (CHICAGO VIII…è chiaro no, in questi giorni sono nel buraccione CHICAGO), la groupie è di là che guarda uno dei tre canali di Sky che funzionano (guarda caso ESPN classic, ridanno un gara del moto mondiale del 2008, la speed queen per un po’ è a posto).

Mi viene in mente Paolino Lisoni l’altra sera alla cena della Congregazione, si parlava della relazione tra la nostra passione per la musica e i doveri famigliari, e Paolino dice “Mi ritaglio un momento per me, sono lì in cuffia che ascolto la mia musica, arriva mia moglie, vedo che dice qualcosa, non capisco, mi tolgo la cuffia… mi chiede di mettere i panni nell’armadio…adesso, in questo momento, ma zio can!” Rido di gusto tra me e me, la vedo la lovely Anna confrontarsi con l’espressione stranita di Paolino. A chi di noi non è capitato un momento del genere?

Però ragazzi, in cuffia a volte ci si sta proprio bene. Soprattutto se sono cuffie importanti collegate ad un stereo come si deve. E’ un ritorno nel ventre di madre musica, lì al calduccio, con il cordone ombelicale attaccato direttamente all’amplificatore di TERRY KATH mentre suona OH, THANK YOU GREAT SPIRIT, il suo omaggio a HENDRIX…

Con l’ultimo pezzo dell’album, OLD DAYS, ritorno alla mia adolescenza, malinconicamente felice mi lascio andare alla nostalgia, al dolce ricordo dei miei Happy Days, spensierati, felici appunto, dove ogni giorno scoprivi un gruppo, un disco, un suono nuovo e cazzo erano gruppi, dischi, suoni della madonna. Che cazzo di anni gli anni settanta!

Nel frattempo si è fatta sera, cerco di riprendermi, non posso sempre guardare indietro anche se quel che vedo davanti non sembra granché.  Nell’immediato poi…elezioni, la crisi che continua, il derby di domani sera (neve permettendo)…la vedo grigia. Guardo fuori dalla finestra, ora c’è un mezza tormenta…venti che soffiano freddo, folate di neve che sferzano l’anima, la campagna nera appare bianca ma sono blues pesanti e metallici quelli che risuonano in lontananza, adesso è tempo per l’hard rock baby…

…Let me feel the frost of dawn
Fill my dreams of flakes of snow
Soon I’ll feel the chilling glow…