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CORSO ANTINCENDIO BLUES

15 Mag

Stamattina rinnovo della formazione per addetto antincendio a basso rischio.

antincendio

Da Borgo Massenzio mi metto in macchina diretto a Mutina. Mi ascolto WINGSPAN, ripenso alle parole di Picca…VENUS AND MARS/ROCKSHOW è davvero uno degli incipit più riusciti per quanto riguarda i gruppi rock,  sia che si stia parlando dell’album da studio VENUS AND MARS che del live WINGS OVER AMERICA…

paul_mccartney_wingspan_(hits_&_history)_front

Rollare con la blues mobile accompagnato da un greatest hits degli WINGS è una cosa sempre gradevolissima, e non puoi non renderti conto per l’ennesima volta, che l’unico beatle ad essere stato grandissimo anche dopo lo scioglimento del gruppo storico per eccellenza è stato PMC.

Arrivo alla sede provinciale della CNA. In breve la sala corsi si riempie. Arriva anche Kerlo, il mio socio. Essendo un aggiornamento il corso dura solo un paio d’ore e fila in maniera meno noiosa del previsto. Le nozioni che ripassiamo sono interessanti e utili, non solo per l’ ambito lavorativo ma anche per la vita di tutti i giorni. Al momento di compilare un questionario per vedere se abbiamo recepito qualcosa, dalle ultime file uno burlone chiede “Si vince qualcosa se azzecchiamo tutte le risposte?”.

Scuoto la testa.

Usciamo poi per la prova pratica che si svolge in una sorta di spiazzo in disuso. Colui che presiede il corso inizia i preparativi. Dietro di me due donne parlano: “eh sì, sono già passati dieci anni, avevamo 33 anni, adesso sono 43, non è mica la stessa cosa eh eh eh” “ah sì, hai ragione, Jacopo era appena nato e adesso ha già 10 anni”. “Senti hai saputo della Raffaella? Si è lasciata con suo marito!” “Mo no!?” “Sì, sembra che abbia trovato uno…” “Eh, son cose che capitano, quasi quasi me ne trovo uno anche io ah ah ah ah “

Inizio ad innervosirmi, il ciozzame mi è sempre stato sul culo. Con la coda dell’occhio vedo che una delle due ha delle scarpe coi tacchi altissimi…per fortuna che sull’invito c’era scritto “RACCOMANDIAMO LA MASSIMA PUNTUALITA’ E ABBIGLIAMENTO COMODO”… però, certe scarpe hanno spesso un effetto particolare sull’immaginazione dei maschietti…

antincendio pompiera coi tacchi

…guardo meglio…sono due fighe di legno…il tutto è confermato  quando una delle due dice, a voce alta per farsi sentire da tutti, “Ah, se scoppia un incendio io faccio presto, io scappo. No, te lo dico, io scappo” … e giù risata fragorosa. Ecco pensa mo’che razza di addetta antincendio può essere: ciozzeggia mentre il relatore spiega come fare, ha i tacchi alti 30 cm e fa la spiritosa dileggiando responsabilità.

Va beh, mi avvicino al fuoco, mi metto in coda, tocca a me: a noi due fiamme maledette, adesso vi spengo…impugno l’estintore, tolgo la spoletta e faccio fuoco…in due secondi un pericolosissimo incendio di ben 1 metro quadrato alto 20 cm è domato…éter che Steve McQueen nell’INFERNO DI CRISTALLO.

steve mcqueen

Ripongo l’estintore come si ripone una Les Paul sul reggichitarre, saluto, prendo sottobraccio Kerlo e, col passo incerto di Jimmy Poige che lascia il backstage del Madison Square Garden, me ne vo.

Jimmy Poige

INTERBLUES

9 Mag

Ieri sera, ore 20,45, sul divano di fronte a Sky, canale 252, INTER-LAZIO. Lo hanno detto tutti, la stagione  dell’INTER è maledetta: malasorte, un numero d’ infortuni mai visti (persino l’iron man Zanetti si è rotto il tendine d’achille), errori arbitrali a nostro danno continui e costanti. Si aggiunga poi la faccenda del giovane tecnico inesperto, vecchi campioni logori, giocatori non all’altezza, mercato di gennaio che sì, porta un fuoriclasse assoluto e giovanissimo, ma anche un povero diavolo che non dovrebbe calcare i campi da calcio. Oltre a questo, confusione in società. Nonostante tutto mi appresto a guardare la partita con il solito ardore, con l’eccitazione che monta nel vedere i colori sociali della mia squadra del cuore, con la speranza che si tornerà a vincere.

L’Inter gioca con le riserve, perde a partita in corso due altri giocatori per infortunio, li sostituisce con un paio primavera…nonostante questo, come ho scritto su facebook, prendiamo a pallonate la Lazio, siamo noi a fare il gioco, abbiamo continuamente l’iniziativa, sembriamo affamati. Eppure arriva il goal della Lazio, cross balordo, Batman Handanovich sbaglia l’uscita, la palle rimbalza sui corpi di due giocatori ed entra lemme lemme in rete. Non posso crederci.

Poco dopo Apocalipto El Palito Pereira fa un cross da sinistra e Riccardino Alvarez insacca di testa. 1 a 1. Partita di nuovo in equilibrio. Sono gasatissimo, Kovacic, poco più che 18enne, illumina San Siro con classe purissima. E’ il faro illuminante, la guiding light di cui abbiamo tanto bisogno. Le sue accelerazioni, i suoi dribbling, la sua eleganza (a dispetto di un corpo un po’ goffo) sono l’essenza del calcio, la ragione per cui gioiamo nel vedere 22 uomini che si fronteggiano. Kovacic è uno dei due fuoriclasse che attualmente giocano in Italia (l’altro è SuperMario Balotelli). La squadra ce la mette tutta, i ragazzi s’impegnano, sbagliamo goal già fatti, prendiamo un palo, poi – in una delle rare azioni offensive della Lazio – Ranocchia inciampa su di un loro attaccante: rigore. Porca puttana.

Qualche minuto e Guarin entra in area, viene toccato da un difensore, cade a terra. Rigore per noi. Alvarez va sul dischetto. Tiro uno madonna. Io non lo vedo come rigorista. Domenica scorsa si era quasi fatto parare quello contro il Napoli. Prende la rincorsa, io tremo come un giunco in balia di un forte vento, sta per tirare, scivola, palla sopra la traversa. Nooooooooooooooooooo!

Alvarez scivola durante il rigore.

Alvarez scivola durante il rigore.

Tiro un sacco di madonne, colpisco il divano più volte col pugno destro, come una belva caduta nella rete cerco di divincolarmi da questa sfiga cosmica. La groupie mi guarda preoccupata ma anche divertita (ma che ne sa lei, Valentino è tornato in Yamaha, il suo Milan ha vinto 4 a 0 col Pescare ed è sicuro del posto in Champions League). Non mi capacito della cosa. “Ma zio cagnone, fate tirare i rigori a Guarin, porca di quella puttana. Che tiri una delle sue gheghe e poi vada come vada” urlo alla panchina dell’Inter.

L’Inter continua ad attaccare, adesso in campo ci sono  tre giocatori della squadra primavera, forza ragazzi almeno un pareggio. Nella Lazio entra un nero di nome Onazi, è fuori dalla nostra area, tira e trova il goal della vita, dritto nel sette.

Va beh, allora ditelo, se anche il padre dei quattro venti mi volta le spalle, mi rassegno e non guardo più il calcio. Spengo la tivù. Scuoto la testa, dico delle parolacce, recito la litania del “An ‘spol menga!”. Palmiro mi segue, sembra sconsolato anche lui …povero gattino dal cuore nerazzurro, soffre come me. Gli do qualche crocchetta. Mi faccio una tisana calmante, quando vorrei bermi mezza bottiglia di Southern Comfort!

Vado al computer, cerco sollievo sui siti di Amazon, meditando su quali titoli acquistare per lenire questo dolore, questa frustrazione. Scrollo pagine piene di deluxe edition, di box set. Poso poi lo sguardo sugli scaffali dei miei cd (grazie alle space-saving sleeve son riuscito a portare nello studiolo anche i bootleg dei LZ), sulla mia Les Paul lì sul reggichitarre. Prendo in mano qualche LP, lo accarezzo. Poi Palmir sale sul castello lì di fianco e mi osserva con quei suoi occhi gialli e quel musino appuntito. Passa la groupie, mi manda uno dei suoi sorrisi radiosi. Mi faccio forza. Gonfio il petto, i ragazzi ce l’hanno messa tutta… “che si vinca o che si perda forza Inter e …. merda”.

Sono spossato ma non domo, il padre dei quattro venti tornerà a gonfiare le nostre vele, i nostri vessilli torneranno a svolazzare alti nei cieli, il sol dell’avvenire dovrà sorgere prima o poi.

« Fischia il vento e infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la nerazzura primavera
dove sorge il sol dell’avvenir »

Milito e la Champions

SEASONS OF WITHER BLUES

3 Mag

Viaggio per il breve tratto di pianura che percorro abitualmente per andare e tornare da Brian, giorni festivi e sabati si susseguono in questo questo periodo di piena primavera. Rollo sulla blues mobile, mi ascolto DUANE ALLMAN,  BLUES FROM THE LAUREL CANYON di JOHN MAYALL, SONNY BOY WILLIAMSON con Page e Auger…

Ripensando alle mie cose mi soffermo su una email che il mio amico BILL McCUE di NYC mi ha inviato l’altro giorno:

How are you, my dear friend? I’m a little worried about you. Please let me know.” Subito ho pensato ad un email spam partita dal suo computer, ma dopo avergli chiesto conferma mi scrive “Yes – hello, caro mio. Just checking in. You seem very sad in your recent posts and emails. Hope everything is ok. I worry about you.”

Billy, dai miei post su facebook e dai commenti che faccio sul forum del LZClub che dirige, pensa che io sia triste.

Gli rispondo che sì, sono sotto pressione…fare il badante di mio padre, la crisi  che attanaglia ormai da più di quattro anni l’economia globale e dunque anche il distretto  in cui lavoro, l’insicurezza che la parola futuro ci regala ogni volta che la pronunciamo , la disastrosa situazione politica italiana, l’Inter che non va…ma poi, aggiungo anche che  I’m getting older and I becoming a bitter man…very sad, but it’s true.

Sì, diventando vecchio mi accorgo che mi sto trasformando in uno di quegli uomini di una (in)certa età amareggiati e rabbiosi. I miei post su facebook sono pieni di giudizi sommari su avversari politici, calcistici, religiosi. Anzi oramai non ho più avversari, ma nemici. Se sei emiliano, di sinistra, tifi Inter e ti piacciono i Led Zeppelin, le serie tv Homeland e il Trono Di Spade bene, altrimenti sei fuori.

Bel modo di ragionare, Tim Tirelli! Proprio tu che nella vita hai intrapreso percorsi di studio coraggiosi (5 anni di piscoterapia non sono uno scherzo), che hai scelto sentieri che  gli altri non prendono (cit. No Quarter) , che ti dichiari illuminato e consapevole…bell’ometto miserello che sei diventato. Tu che una volta hai cassato dai tuoi amici di facebook il compagno della tua miglior amica perché aveva pubblicato un clip di youtube intitolato “ODIO L’INTER” e un amico di rock solo perché aveva scritto che forse CARLO GIULIANI quel giorno avrebbe fatto bene a starsene a casetta sua, per poi ritornare mentalmente sulla cosa spesso e sentire di avere sbagliato, tu che riesci a tollerare il fatto che uno dei tuoi mentori su facebook si sia iscritto al gruppo INTERISTA PEZZO DI MERDA, tu che dopotutto sai stare ad ascoltare, che sai consolare, tu che non credi ai miracoli ma li sai fare (cit. De Gregori)…guarda come ti sei ridotto.

Ripiegato su te stesso come un inquisitore del blues qualunque, incapace di elaborare e quindi di dissolvere rabbia, frustrazioni, angosce e dolori.

Ripiegato su te stesso a piangerti addosso

La groupie e Tim Tirelli, l’inquisitore spossato del blues

Ma così fai la fine del giudice di IN PRIGIONE IN PRIGIONE, bel patachèn…

Immerso in questi pensieri faccio ritorno verso il posto in riva al mondo, arrivo, spengo la macchina, lascio lo stereo acceso con CSNY e vado a naufragare nel countryside…

TT drifting in the countryside... - foto di LST

TT drifting in the countryside… – foto di LST

Costeggio fossi, contemplo pioppi, calpesto piscialetti. Circumnavigo la piccola tenuta Ganassi, con gli occhi seguo le evoluzioni di Palmiro che rincorre farfalle, per poi andare a riposarsi sotto a un frassino poco dopo …

Palmiro si riposa sotto un frassino - foto di TT

Palmiro si riposa sotto un frassino – foto di TT

Piano piano ritorno in me, seguo il sorriso luminoso della groupie, salgo le scale, pranzo. Un doppio Southern Comfort, gli Allman al Fillmore East, la primavera che arriva in netto contrasto con le  stagioni dell’appassimento che regolano il tempo atmosferico della mia anima. Mi chiedo se troverò mai pace…

Il sinodo di primavera degli Illuminati Del Blues, Brian’s sunday in the countryside e lo sviluppare realtà alternative

16 Apr

Il ritrovo è previsto in Piazza Lenin a Quariêgh verso le 20.30. Alle 20,20 siamo già tutti presenti meno uno, c’è anche FRANCESCO PRETE (della PAOLO BARONE Connection). Alle 21 siamo ancora lì che aspettiamo PICCA. Lo chiamo. Telefono disattivato. Tramite sms a PAOLINO LISONI vengo a sapere che il nostro comune amico ha cambiato numero telefonico. Tiro una madonna: ma come, cambia il numero di telefono e non lo comunica al suo migliore amico (che sarei poi io)? Lo chiamo ” s’pol savèr in du èet?” (si può sapere dove sei?) – “Zio can, an s’pol menga, qui nel reggiano ci sono le peggiori indicazioni del mondo”...insomma Picca invece di svoltare a CELLA per QUARIEGH è andato dritto fino a SAINT POLE OF ENZA.

Stavolta siamo in un locale di un conoscente del RIFF, niente pizza ma gnocco, tigelle, salumi, lardo, tagliatelle coi funghi, lambrusco…penso per un momento al colesterolo e alla dispepsia, poi accantono il tutto nel ripostiglio della mia worried mind. La novità della serata è che – su relazione del nostro Casaleggio….Picca insomma – abbiamo fondato un partito: il PDB, il partito Del Blues ovviamente. Nelle prossime settimane stileremo il programma e i 666 punti ad esso relativi. Si parla già di chiudere tutte le radio italiane e di mandare gli speaker e i DJ in campi di rieducazione; l’articolo 1 della nuova costituzione poi sarà il seguente:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sui Led Zeppelin. La sovranità appartiene agli uomini e alle donne di blues, che la esercitano nelle forme e nei limiti della Costituzione “.

Gli elettori del PDB si chiameranno Bluesocratici.

Gli Illuminati del Blues: da sx a dx Lorenzo Stevens, Riff, Jaypee, Picca, Tim, Francesco, Athos, Mixi e Suto

Gli Illuminati del Blues: da sx a dx Lorenzo Stevens, Riff, Jaypee, Picca, Tim, Francesco, Athos, Mixi e Suto

Verso mezzanotte io e Picca ci prodighiamo nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, alcuni di noi vanno a casa con delle borse piene di CD…

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All’una passata ci ritroviamo in cinque nel parcheggio… io, Picca, Riff, Jaypee, Suto…notte tiepida, intorno solo campagne…ritornano alla mente momenti simili vissuti in giovinezza…apro la portiera della blues mobile, accendo il car stereo…BUILDING THE PERFECT BEAST di DON HENLEY…Picca cita a memoria la frase topica che riflette la fine del sogno “ho visto un adesivo dei GRATEFUL DEAD su una Cadillac” e si commuove…io ho la pelle d’oca…la notte, gli amici, la musica che esce dalla macchina, la nostalgia che ci prende, il tempo che ci sfugge dalle mani, i sogni che si perdono e che non tornano più…

Out on the road today 
I saw a deadhead sticker on a cadillac 
A little voice inside my head said: 
“Don’t look back, you can never look back” 
I thought I knew what love was 
What did I know? 
Those days are gone forever 
I should just let them go but, 

I can see you 
Your brown skin shining in the sun 
You got the top pulled down 
Radio on baby 
I can tell you my love for you will still be strong 
After the boys of summer have gone 

Bazzichiamo ancora un po’ lungo il boulevard della nostalgia per poi rinchiuderci nelle nostre blues mobile e avviarci verso casa. Tutti in fila sulla via Emilia, tutti i blues in colonna…costeggiamo Reggio …le luci della città sono così brillanti mentre noi le attraversiamo scivolando…

…City lights are oh so bright, as we go sliding
Sliding, sliding through, oh…

Malgrado lo scivolone nel baratro della nostalgia è stata un bellissima serata i cui effetti si riflettono anche il sabato mattina dopo: andato a  letto alle 3, sveglia alle 7 per andare da Brian e son vispo come non mi capitava da tempo. E’ finalmente arrivata la primavera e ciò semplifica il weekend con Brian: sabato allegramente in giro per Ninetyland, domenica in campagna a Borgo Massenzio. Brian si gode il sole, l’aria tiepida e l’esplosione di vita che incornicia questo magnifico giorno di festa…

Brian alla domus saurea - foto di TT

Brian alla domus saurea – foto di TT

It's the springtime of my loving nel posto in riva al mondo - foto di TT

It’s the springtime of my loving nel posto in riva al mondo – foto di TT

Il sole, un buon pranzo courtesy of the groupie, un Southern Comfort…che giornata perfetta, almeno sembra, sì perché dalle 15 alle 17 guardiamo stupiti l’ennesima débacle dell’INTER: siamo una squadretta, se ci si mettono anche la sfortuna e le terribili sviste (chiamiamole così, va) arbitrali è finita. Cado in depressione rabbiosa, che è quanto di peggio ci sia per un amante del calcio. Brian non si capacita, ma resta col morale alto. Lo porto a casa, gli faccio da cena e verso le 20,30 lo metto a letto. Mi ringrazia cento volte per la bella giornata, mi abbraccia, mi bacia. Vecchio Brian quanto sei diventato sentimentale. Chiudo la porta a chiave, scendo le scale a piedi, penso a questo povero vecchio che combatte tutti i giorni con la confusione da alzheimer moderato.

Monday: ancora sole, tangenziali, ufficio, pranzo con Lakèrla e Raffa il fotografo. Gli presentiamo il bozzetto definitivo del suo libro fotografico. Raffa è molto contento dei miei testi. Non voleva cose troppo contestualizzate d’accordo, ma non credevo gli fossero sufficienti scarabocchi di prosa declinata sulla metrica tipica delle canzoni. Meglio così. Alle 17 mi metto in macchina diretto a Mutina, sbrigo le faccende e alle 18,30 ritorno verso Regium. Si sta benissimo, ci sono 24 gradi, la blue mobile rolla tranquilla. Nel Car Stero il cd dei FLYING BURRITO BROTHERS che mi ha dato Picca.

Seguo la dorsale del Bucket River per un po’, davanti ho il sole che tende al tramonto, mi infilo nelle campagne e d’improvviso, quasi d’incanto, mi ritrovo nella Bibb County della Georgia, a due passi dall’Ocmulgee River. Peschi e ciliegi in fiore, filari di peri che stanno sbocciando, pioppeti che stanno vestendosi di foglie e sfoggiano quel gialloscuro che tende al verde tipico delle foglie ancora acerbe…vecchie ville di campagna che si risvegliano di fiori…

aroundmacon2_jpg_68621 Macon Georgia

Macon house on hill

Un treno mi sorpassa a sinistra, è un Redarrow, ma nel mio cuore è un treno a vapore, più mi avvicino a Maconzatico, più il sentimento si fa più struggente…presto presto, gli ALLMAN per dio…

Torno in me quando il pezzo finisce, quando infilo il muso dalla blues mobile nel backyard della domus saurea. Sono ancora lì che faccio finta di suonare la chitarra acustica, quando arriva Palmiro, si sdraia, mi fissa e mi fa ” Ve’ uomo di blues, hai finito? No, perchè io avrei fame…”

Palmiro - foto di TT

Palmiro – foto di TT

Amazon comfort

9 Apr

Viaggio su una vecchia Polo, la blues mobile è dal carrozziere così mi tocca uno scassone d’ auto sostitutiva, senza radio. Partire e venire al lavoro senza il car stereo, senza i miei bootleg o box set da sentire è una tortura. Collego le cuffie al cellulino, la musica è buona ma trattasi di mp3 e si sa, gli mp3 fan cagare. Lossless sempre e comunque, per dio! Con l’umore nero entro in ufficio, sbrigo le prime faccende, poi esco per alcune commissioni. Mi fermo all’edicola di Maranello, CLASSIC ROCK UK con i LZ in copertina non è arrivato. Compro DAGO cartonato dell’Aurea Comix.

Mi rimetto in macchina, attraverso Stonecity…camion, fabbriche e BMW sono sempre al loro posto ma hanno sfumature tetre, scolorite come sono da questa crisi infinita. Rientro in ufficio. Vado direttamente da Cassy, supervisiono un upload sul sito di una casa editrice per una campagna stampa di un importante cliente. Arriva Lakèerlit e mi dice “Tirelli, è arrivato un pacchetto, l’ho messo nel tuo ufficio.” Mi precipito nella blue room e lo vedo…

D’improvviso il sole esce dal grigio, gli uccellini iniziano a cinguettare, le violette sbocciano nel giardino,…l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero e Agnese è ancora sul manubrio a cantar canzoni….

I ain`t slept a wink since Sunday
I can`t eat a thing all day
Every day is just blue Monday
Since you`ve been away
Since you`re gone
I got a mess of blues

pacchetto amazon - foto di TT

pacchetto amazon – foto di TT

PS: ELVIS 20 ORIGINAL ALBUMS, 44 euro. Mica male eh?

Lezioni di stile a Brian, tamponamenti in allegria, Papi che odiano le donne, il post elezioni blues e l’Inter che ne dà 4 al Tottenham

21 Mar

Sabato ore 09,30: un Brian lavato e stirato si prepara ad uscire. Cerco di vestirlo sempre in modo attento e curato, compatibilmente con i vestiti che ha a disposizione, rispettando la regola del tono su tono. In pratica o che si veste di blu o di marrone. Sono un po’ di volte che cerco di insegnargli a scegliere la sciarpa e il giubbotto da abbinare ai jeans e al maglione che indossa. Brian non è mai stato molto attento alla cosa, né mai ha avuto particolari doti per vestirsi con abbinamenti dignitosi (era naturalmente mia madre a pensare a tutto).  Le settimane scorse vestito di blu sceglieva la sciarpa beige, ma oggi ha scelto la sciarpa giusta e il giaccone giusto. “Vàghia ben Tim acsè?“. “Sì Brian vai bene”, e gli schiocco un bacio sulla guancia. Che pazienza che ha questo vecchio di 83 anni con l’alzheimer moderato.

Sulla ninetylander, all’altezza del quartier industriale TheMagpieplaces (Le Gazzate insomma), nei pressi della grande rotonda che porta alla nuova tangenziale tampono la macchina che ho davanti. Un furbo inchioda improvvisamente nell’entrare nella rotonda, la macchina che ha dietro riesce ad evitarlo, io che sto parlando con Brian finisco col muso della blue mobile nel culo dell’auto che ho davanti. Pom! Tiro un zio cagnone che mette Brian sul’attenti. Scendo, una donna di circa quarant’anni accosta e mi viene incontro. Trattasi di persona illuminata. In 8 minuti 8 compiliamo il foglio per la constatazione amichevole, scatto le foto alle macchine, usiamo reciprocamente una cortesia impeccabile e alla fine lei mi fa “E stato davvero gentilissimo. Grazie mille”. Ecco niente scene isteriche, nessun malumore, certo i danni sono lievi (i suoi) ma è così che ci si dovrebbe comportare. Saluto Anna Paola con un pensiero in testa: forse per l’umanità c’è ancora una speranza. Mi infilo al K2 con Brian per la colazione. Una svedese, un krapfen, due spremute, due caffè macchiati. Due passi in centro tanto per respirare l’aria del “paese mio che stai nella pianura”…

Brian a Ninetyland, nei pressi dell’Abbazia di Thelema – foto di TT

A tratti perdo la pazienza col mio vecchio, cerco di moderarmi ma non è semplice. E’ inetto a far tutto il povero Brian, richiede le stesse cose decine di volte e tu ti senti una pentola a pressione che sta per far volare via il coperchio. Poi gli chiedo scusa e, dopo averlo riportato a casa, gli do un bacio prima di lasciarlo “Ciao Piròn, grazie di tutto” “Ciao Brian, in Page we trust“.

Inizio a sentirlo tutto il peso della gestione di Brian che condivido con mia sorella. Un pranzo courtesy of the groupie, un southern comfort e crollo sul letto. Rinvengo verso le 18. Mi spiace non portare fuori la groupie, non organizzare mai un weekend in un’ altra città…mi sento  in colpa, ma oltre a lavorare e a gestire il vecchio riesco a fare ben poco. La sera di sabato la passo a togliere i cd dalle custodie di plastica e inserirli nelle space-saving cd sleeve. Ormai è il terzo ordine che faccio (di 200 buste l’uno), sono contento (e un po’ ossessionato), queste sleeve mi fanno davvero recuperare un sacco di spazio negli scaffali. Ne approfitto anche per controllare tutti i miei cd, e togliere le edizioni non digipack che ho doppie. Non posso tenere tutto. Ho iniziato le pulizie di primavera del reparto cd.

Domenica mattina colazione con la PARIS TEXAS soundtrack, la leggendaria slide di RY COODER mi pettina l’anima mentre sono in procinto di ripartire Mutina bound per passare la domenica con Mr Tyrell senior.

Una domenica da Brian è lunga da passare senza SKY e senza computer, così passo il tempo suonicchiando su ROBERTA (la Epiphone 335 che mi ha regalato Riff) e riflettendo sulle faccende delle ultime settimane.

Il post elezioni del mese scorso mi ha lasciato senza fiato…non mi ha sorpreso che il partito che di solito sostengo abbia perso diversi punti percentuale a forza di smacchiar giaguari, non mi ha sorpreso che il Movimento 5 Stelle sia arrivato acosì in alto…quello che mi ha sconvolto è che il PDL guidato dal cavaliere nero abbia raggiunto il 25%. Il termine impresentabile oramai è consunto grazie anche al commento di pancia (che sento in diretta su Rai3) dell’ Annunziata scappatole mentre intervistava LittleAngel Alfano, ma descrive bene il personaggio e i suoi seguaci. Davvero, io mi chiedo come possano elettori dare il voto a quello lì dopo tutto quello che è successo. E come possa la Lombardia scegliere sempre il centro destra  nonostante gli scandali di BigAnts. Non me ne capacito. Sono alterato, fuori di me, e sono tentato dal dare le dimissioni da cittadino.

dimissioni

A parte che sono un po’ arroccato sulle mie posizioni e che la penso come il filosofo Fagioli (una persona di buon senso non può che essere di sinistra), ma votare uno che ha cercato (riuscendoci) di sovvertire le regole del senso civico, della moralità e della dignità, che ha legittimato il senso abominevole del condono, di comportamenti lascivi, laidi e inqualificabili, della corruzione, uno che è sceso in politica per salvarsi dai mille processi che  gli sono piovuti addosso, uno che ha portato il paese sul ciglio del baratro, uno che ha spaccato come nessun altro l’Italia che ora vive d’odio verso chi la pensa diversamente, uno a cui  un paese moderno e civile non avrebbe mai permesso di arrivare a cariche istituzionali, ebbene dicevo votare uno così per me è una cosa gravissima.

Triste poi vedere Bersani in ginocchio da Grillo a mendicare un po’ d’aiuto. Il comico despota non è interessato e non perde occasione per dare bastonate verbali. Perché insistere? Basta con ‘sta storia di essere responsabili. Mandiamo il paese allo sfacelo, se è questo che il popolo italiano vuole.

Insopportabili poi i duri e puri della sinistra. Quelli proprio non li reggo. Se ne stanno dentro il confortevole recinto delle loro percentuali irrisorie e pontificano su cose che in Italia non si avvereranno mai . Facile comportarsi così. Più difficile è sentirsi guevaristi dentro e votare centro-sinistra per cercare di dare una chance a questo paese che tende comunque a destra e ad essere condizionato dal Vaticano. Ingroia e i suoi amichetti dei Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista possono andare a farsi fottere, non voterò mai sfigati del genere, mi basta vedere come si vestono.

L’elezione a presidenti di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso però hanno lenito il dolore, non andremo molto lontano col nuovo esecutivo (se mai ci sarà) ma queste due figure mi rendono meno teso. Due nomi finalmente degni di occupare cariche dello stato così importanti. In realtà per Grasso avrei qualche riserva, ma visto chi c’era prima di lui non voglio fare lo schizzinoso.

Boldrini e Grasso

Rifletto poi sulle dimissioni di Krautus 1° e dell’ascesa al potere ecclesiastico di FRANCESCO 1°. Si è scelto un bel nome, si sta comportando in modo più casual dei suoi successori, magari arriveremo a vederlo anche andare in giro con le Clarks, inoltre sembra prediligere la sobrietà, ma rimane un papa…uno che ha avuto un atteggiamento tollerante (dolce eufemismo che nasconde probabili connivenze) verso la dittatura argentina degli anni settanta, uno che è omofobo (vogliamo parlare della lobby gay che c’è ai piani alti del vaticano, France’ ?) e che disprezza le donne. Guardavo in tv piazza San Pietro stracolma attendere con fervore la nomina del papa e mi chiedevo se nel 2013…dico, 2013, abbiamo ancora bisogno di Papi e di figure simili. Quanto cammino che l’ umanità deve ancora fare.

Il PDL al 25%, un papa che odia le donne, il fratello di Ligabue che si mette a fare il solista e fa uscire un singolo che fa cagare…povera Italia, come sei messa male.

Rileggo un sms recente di Polbi “Ok mi arrendo. Non ho un disco che mi vada di sentire. Non ho un cazzo di disco maledetto che mi vada bene!”. Sorrido. Metto in padella la cena di Brian e poco dopo lo preparo per la notte. La domenica volge al termine.

Mi rimetto in macchina, torno verso Borgo Massenzio.Pochi gradi sopra lo zero, cade una pioggia leggera che sferza comunque l’animo, l’ultimo di Bowie nel car stereo…

Lunedì mattina e il tempo non cambia, ma è una pioggia fredda e dura quella che scende, in mezzo qualche fiocco di neve. Cerco riparo in un doppio live dei MOTT THE HOOPLE…

A Tale of Two Cities- Frontal

Nonostante la pioggia fredda e l’inizio settimana, la mattina non si presenta male: chiamo l’assicurazione, faccio un salto nella carrozzeria convenzionata, tutto si svolge in maniera fluida e lineare. Quando i fastidi del quotidiano si dipanano così bene, l’heavy load che ci portiamo sulle spalle sembra meno pesante.

Torno in ufficio, mi bevo un caffè e ripenso a INTER – TOTTENHAM di giovedì scorso. Non siamo riusciti a qualificarci per il turno successivo di Europa League, ma dopo un’andata disastrosa volevo la reazione d’orgoglio che c’è stata, vacca se c’è stata. All’ultimo minuto del secondo tempo CAMBIASSO sfiora il goal del possibile 4 a 0. Sarebbe stata la remuntada perfetta. Purtroppo nei tempi supplementari gli inglesi segnano un goal, quello che gli basta per accedere al turno successivo. Noi comunque facciamo il quarto e fino alla fine lottiamo per segnare il quinto. E’ questa l’Inter che mi fa sognare e per cui vale la pena vivere. Abbiamo rimediato alla figuraccia di una settimana prima e casomai siamo noi ad essere usciti a testa alta, noi , non certo l’altra squadra di Milano che si è fatta dominare per 85 minuti dal Barcellona prendendo 4 goal. Va bene che la squadra citata gode di una copertura mediatica impressionante ma a tutto c’è un limite.

Ieri sera prove con la CATTIVA: BROWN SUGAR e WHOLE LOTTA LOVE per carburare e TRAIN KEPT A ROLLIN’ per chiudere in bellezza. In mezzo le nostre canzoni con la rifinitura definitiva di PIOVE STAMATTINA. Bello anche il finale di ED E’ UN ALTRO LUNEDI’ con il il coretto ad libitum “Tanto che cambia” che sfuma pian piano. Sono contento della band. Nonostante le difficoltà che la vita di tutti i giorni ci impone, riusciamo a portare avanti il nostro progetto. 8 nuove canzoni pronte…spero di trovare i soldi per portare la band in studio. Nel frattempo, let the Gibsons play.

Tim - Cattiva Compagnia live in guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Tim – Cattiva Compagnia live in Guiglia 2012. Foto di Giorgia Malagoli.

Lorenz - Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Lorenz – Cattiva Compagnia live in Zocca 2012

Primo giorno di primavera oggi, c’è il sole. Mando un sms a March, oggi è il suo compleanno, gli faccio gli auguri. Sono assonnato ma ancora pieno delle good vibrations di ieri sera. In macchina gli APRIL WINE, oh yeah baby.

April Wine

…Non spreco il mio denaro girando in tondo in macchina

lo risparmio per comprarmi delle chitarre elettriche

la discomusic è un male sociale

se non mi smuove come fa il rock, a me non piace…

Don’t wanna move or get out of bed 
That rock ‘n’ roll’s going straight through my head 
They say I’m stupid, I really don’t care 
Whatever they say, well I say that’s fair 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock 

Don’t waste my money driving ‘round in a car 
Save my money for electric guitars 
Disco music’s just a social disease 
If it don’t rock me, then it ain’t gonna please me 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock 

Turn up the music, let’s have a good time 
Don’t pull no punches, lay it right on the line 
New wave, old wave, third wave will do 
It don’t matter when I’m dancing with you 

All I wanna do is rock ‘n’ roll 
All I wanna do is rock and rock some more 
Wanna rock, wanna rock 
Wanna rock, wanna rock, wanna rock

 

Sognare JIMMY PAGE

20 Mar

Immagino direte che sia fiction confezionata apposta per il blog, ma stanotte ho sognato JIMMY PAGE. E’ bastato che rispondessi al commento di Picca al post di ieri SOGNARE MICK RALPHS, inserendo il link di BOOGIE MAMA (pezzo di Paul Rodgers dall’album CUT LOOSE del 1983) tratto dai concerti dell’ARMS , e stanotte ho sognato il JIMMY PAGE di quegli anni.

Jimmy Page 1983

Jimmy Page 1983

Eravamo, immagino, in Inghilterra, primi anni ottanta, io ero l’io attuale, PAGE come ho detto quello del periodo citato, quindi magro, accecato dalla neve (snowblind… if you know what I mean), confuso, senza più la sua creatura, chitarristicamente decaduto. Eppure – per la prima volte nei miei sogni – era un PAGE sorridente e ben disposto nei miei confronti. Con me credo ci fosse anche la groupie. Scattiamo qualche foto insieme, JIMMY mi abbraccia, io non credo a quello che sto vivendo. Il mio unico pensiero è di inviare una di quelle foto a Picca e fare un figurone. Ma, in un modo o nell’altro non trovo il tempo di inviargli l’mms.

JP 1983

JP 1983

Jimmy poi ci porta in casa sua. Una casa oscura, antica, piano terra. In un salone di là ci sono anche la sua compagna di allora CHARLOTTE MARTIN e la loro figlia SCARLET. Questa all’epoca aveva 11/12 anni, ma nel sogno era una sedicenne un po’ snob. CHARLOTTE era quella post-punk dei primi anni ottanta:

Charlotte Martin e Jimmy Page early 80s

Charlotte Martin e Jimmy Page early 80s

Charlotte Martin e Scarlet Page prima metà anni settanta

Charlotte Martin e Scarlet Page prima metà anni settanta

JP Scarlet e John Bonham

JP Scarlet e John Bonham

Charlotte Scarlet e Jimmy ai giorni nostri

Charlotte Scarlet e Jimmy ai giorni nostri

Tutto qui. Ripeto il concetto di ieri: guardate un po’ come sono messo, sogno il PAGE dimesso e sconnesso dei primi anni post LZ. Che vita (e che sogni) blues.

Jimmy Page at Ronnie Lane's party - La Mansion Hotel, Austin, Texas - after the gig on March 23, 1985 with The Firm

Jimmy Page at Ronnie Lane’s party – La Mansion Hotel, Austin, Texas – after the gig on March 23, 1985 with The Firm

..If I dream too much tonight
Somebody please bring me down…

Sognare MICK RALPHS

19 Mar

Va bene, son due giorni che ascolto i MOTT THE HOOPLE (di cui Mick era il chitarrista), ma è mai possibile che un uomo, per quanto di blues, della mia età debba sognare MICK RALPHS? Non mi dilungherò troppo, stare ad ascoltare i sogni degli altri mi ha sempre annoiato, ad ogni modo eravamo in una località dai contorni un po’ sfumati ma che doveva essere BATH (Bagno, insomma Villa Bagno frazione di Regium Lepidi, dove abitavano i miei nonni), c’era una specie di festa all’aperto, qualcosa che aveva a che fare con la musica e io ero lì con la BAD COMPANY.

Bad Co promo shot

Era la BAD COMPANY dei tempi belli seppur con qualche segno dell’età ma il gruppo era sciolto da tempo, c’era pure il povero BOZ BURRELL. Io cercavo in qualche modo, molto delicatamente, di toccare l’argomento reunion. Erano tutti ben disposti e più o meno sorridenti, ma in qualche modo sfuggevoli. RODGERS era quello del 1977 con i capelli un po’ più corti e sembrava più interessato ad andare a chiacchierare con un’altra band, che mi pare fosse quella dei FOREIGNER (ma non ricordo nè Mick Jones, nè Lou Gramm).

Bad Co da sx a dx Mick Ralphs, Paul Rodgers, Simon Kirke, Boz Burrell

Bad Co da sx a dx Mick Ralphs, Paul Rodgers, Simon Kirke, Boz Burrell

Io restavo lì con gli altri tre. Ero l’io attuale con la BAD COMPANY dei fine settanta ed eravamo nel 2013. Cercavo di parlare con MICK RALPHS ma lui non era loquace. Cercavo di farmi dare la sua email, ma lui non ricordava l’indirizzo esatto…insomma c’era sempre un contrattempo che non mi faceva mai arrivare ad un confronto soddisfacente con lui (cosa capitata anche in passato le volte che ho sognato JIMMY PAGE).

Mick Ralphs

Mick Ralphs

Ad un certo punto dovevamo fare qualcosa insieme, io e loro tre. Ad organizzare toccava a me. Stavo dandomi da fare e, pur sorridendo, avevo un forte senso di frustrazione dato dal mancato feedback degli altri tre. Poi all’improvviso PUMMMM! Un ciocco spaventoso. Palmiro come ogni mattina fa cadere il mio portavestiti…vuole che ci alziamo, ha fame. Sono le 06,40.

Tornando a noi, volevo solo dire che son ridotto così, a sognare MICK RALPHS. Insomma, avessi sognato PAGE, JOHNNY WINTER, JEFF BECK, LORENZ o PAOLINO LISONI capirei anche, ma MICK RALPHS! Sì va beh, è uno dei miei eroi ma…

Che vita ragazzi.

Yeah Put out the spotlights one and all
Let the feelin’ get down to your soul
The music’s so loud You can hear the sound
Reachin’ for the sky and tearin’ up the ground

It’s all part of my rock ‘n’ roll fantasy
It’s all part of my rock ‘n’ roll dream Oh yeah
It’s all part of my rock ‘n’ roll fantasy
It’s all part of my rock ‘n’ roll dream Yeah
Fantasy Yeah Yeah Yeah Yeah
Fantasy Yeah Yeah Yeah Yeah

Bad Co Run With The Pack inside 1976

Bad Co Run With The Pack inside 1976 – da sx a dx Boz Burrell, Simon Kirke, Paul Rodgers, Mick Ralphs

PS: nel caso ci fosse lì fuori un cantante alla PAUL RODGERS/IAN HUNTER interessato a formare una band tipo FREE/MOTT THE HOOPLE/BAD COMPANY è pregato di mettersi in contatto. Chissà, forse se vado a dissolvere la mia personalità e divento TIM RALPHS risolvo tutto, tanto come chitarristi siamo lì…

Io, Brian e la rimonta dell’Inter.

5 Mar

L’ultimo weekend: Brian è in mood sentimentale. Mi telefona solo per dirmi che mi vuole bene, mi dice che sono il suo figlioletto e ribadisce il concetto dichiarando che “io sono il tuo papà e tu sei un grande figlio”. L’ alzheimer toglie certi filtri, è una malattia terribile, ma grazie ad essa sto risolvendo il rapporto con mio padre. Che strano.

Il sabato mattina come spesso succede è intenso, arrivo da lui prima delle nove, lo lavo, lo vesto, lo porto da Chen il cinese a far colazione. Poi la spesa per lui al Conad del Newtower (dove Brian – ottantatreenne  – ogni volta cucca delle settantenni mica male). Un salto poi a Ninetyland per la consueta passeggiata lungo la memory lane, con spesa alla nuova Coop per me.

Mentre son lì tra le corsie del supermercato osservo Brian, si guarda intorno tra il sorpreso e il divertito…le tante cose sugli scaffali, la gente che va e viene, il respiro affannato del quotidiano di ognuno di noi…una piccola avventura per il vecchio Brian.

Brian spinge il carrello alla nuova Coop di Ninetyland - foto di TT

Brian spinge il carrello alla nuova Coop di Ninetyland – foto di TT

Domenica: c’è il sole, ma c’è soprattutto l’Inter che alle 15 gioca in trasferta contro il Catania, così vado a prendere il vecchio e lo porto a Borgo Massenzio. Nel courtyard della domus saurea Brian Tyrell si gode il sole e la campagna…

Brian alla domus saurea - foto di TT

Brian alla domus saurea – foto di TT

Mentre gli scatto la foto, osservo il suo sguardo…è quello rassegnato di un uomo che sta incamminandosi verso paludi poco rassicuranti. Meglio non pensarci.

Dopo un pranzo rigorosamente emiliano, dopo un caffè corretto Southern Comfort, io e Brian ci sediamo in divano…inizia la partita. Non è così automatico per lui seguirla, mi chiede più volte se noi “siamo i bianchi”, chi è l’altra squadra, chi è quel signore in borghese a bordo campo (il Mister Stramaccioni). Pian piano però nella sua maruga affiora il suo sentimento nerazzurro, il ricordo di cosa sia una partita di calcio, l’Ambrosiana Inter, Giacinto Facchetti. L’Inter gioca un primo tempo scandaloso. Il Catania sulle ali dell’entusiasmo dovuto ad un ultimo periodo assai brillante, assalta il fortino nerazzurro che più che un fortino sembra una vecchia baracca. Prendiamo due goal da polli. Entrambe le volte Brian mi guarda incredulo e fa “Beh ‘mo Tim!”. Io entro in uno di quei football blues nerissimi, quelli tipici  provenienti dall’Inter post José. L’intervallo lo passo al computer, Brian rimane sul divano imbambolato dai due goal presi. Nel secondo tempo entra il drago Stankovic e la musica cambia, sia lodato Jimmypage. L’inter risorge: al 7′ Palacio crossa e Riccardino Alvarez insacca di testa: 2 a 1. Al 25′ el Palito Apocalipto  Pereira crossa dalla sinistra, Palacio stacca di testa, goal… 2 a 2. Cazzo, sono tutto un tremore. Brian applaude. L’abbiamo messa bene. Ma aspetta un momento: l’Inter è on the prowl, lo vedo, lo sento. E allora avanti ragazzi, regalatemi un sogno. Entra El Cuchu Cambiasso e dopo poco sfiora il goal del clamoroso vantaggio, poco prima aveva fatto lo stesso Schelotto. Ma al 47’il sogno si avvera: Palacio avvia l’azione, poi riceve da Cambiasso in area e batte il portiere avversario.

Il Mister Andrea Stramaccioni

Il Mister Andrea Stramaccioni

Sulla gradinate della domus saurea è il tripudio: vecchi con l’alzheimer che ballano, uomini di blues che saltano sul divano, i pianeti che si allineano, la giustizia proletaria che trionfa, i FIRM che si riformano…vaffanculo alla squadra dei bravi soldatini, a quella dell’amore…io non voglio altro che questa pazza, pazza, pazza INTER.

Inter pià vivo più ti amo

PS: ancora oggi Brian va avanti con CATANIA-INTER ” Tim, ‘mo l’Inter! Vacca ragàs che squedra!”. So già che porterò il ricordo di questa domenica nel cuore: io, il mio vecchio, e l’Inter che ci fa piangere e abbracciarci ancora…Grazie ragazzi.

Alone in the office blues (saved by the BLUE ÖYSTER CULT)

28 Feb

Solo in ufficio, son tutti ad un corso di aggiornamento. Lavoro, mi prendo un thè con qualche tortello dolce. Lavoro, mi bevo un caffè. Guardo fuori dalla finestra. A Stonecity c’è ancora la neve per terra, e oggi risplende particolarmente sotto un sole bianco. Good vibrations. Mica male starsene in pace ogni tanto, godersi il silenzio dell’ufficio, lavorare in assoluta tranquillità. Sì però poi mi mancano le scaramucce calcistiche con Kerlo (il socio j**entino), i confronti dialettici con Lakèrla (la socia), le disquisizioni con Sarwooda e Lacàssy, le factorygirls. Insomma, come sempre, non sono mai contento. Cerco di stirare le pieghe dell’animo senza troppo successo quando suona il corriere: “Arrivo!” gli grido dal videocitofono, poi mi precipito giù per le scale.

E’ arrivato! Finalmente! Ora sto meglio.

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